Firenze - 03-04-2018

Il gotha del vino mondiale, dalla Borgogna al Barolo, al Brunello di Montalcino, ma non solo, riunito nella Val d’Orcia patrimonio Unesco, per riflettere, in un “simposio” di alto livello, su terroir: le “Giornate Giulio Gambelli” di Podere Forte

Il gotha del vino mondiale, da Borgogna a Barolo, a Montalcino, ma non solo, riunito in Val d’Orcia, patrimonio Unesco, per riflettere, in un “simposio”Il gotha del vino mondiale, dalla Borgogna al Barolo, dal Brunello di Montalcino, ma non solo, riunito nella Val d’Orcia patrimonio Unesco: succede venerdì 13 aprile, con la prima edizione delle “Giornate Giulio Gambelli - Vini dei Luoghi, Gusto dei Luoghi”, una sorta di simposio di altissimo livello, dedicato alla memoria di Giulio Gambelli, il “maestro del Sangiovese”, promosso da Podere Forte, cantina fondata dall’imprenditore Pasquale Forte, diventata in pochi anni realtà di riferimento della emergente Doc Orcia, giovane territorio vinicolo che lambisce patrie nobili e storiche del Sangiovese, come Montalcino, Montepulciano ed il Chianti Classico.
Una chiamata a raccolta, quella di Forte, per riflettere sul legame tra vino, gusto, clima e territori, che ha coinvolto nomi di prim’ordine del vino di Francia e d’Italia: a parlare saranno personaggi come Aubert de Villaine, co-proprietario del mito di Borgogna Domaine de La Romanée Conti, Lydia e Claude Bourguignon, enologa lei, agronomo lui, e fondatori del Lams, Laboratoire Analyses Microbiologiques Sols, già nel 1990, realtà indipendente a servizio di agricoltori e viticoltori e da sempre in prima linea sul fronte della sostenibilità, e ancora Bernard Hervet, tra i più affermati consulenti di Francia, con realtà come Chateau de Meursault e Domaine Faiveley, ma attivo anche in California, e ancora, Jean Pierre Giraud, della storica e prestigiosa Tonnellerie Taransaud, e tanti altri importanti produttori di Borgogna, come Thibault Liger-Belair (Domaine Thibault Liger-Belair), Bruno Clavelier (Domaine Bruno Clavelier), Cyprien Arlaud (Domaine Arlaud), Martin Prieur (Domaine Jacques Prieur) e Bernard Bouvier (Domaine Bouvier), a fianco di alcuni dei più celebrati nomi del vino di Toscana e Piemonte, come Martino Manetti di Montevertine, e poi, da Montalcino, Giacomo Neri di Casanova di Neri, Andrea Costanti di Costanti, Lionel Cusin di Cupano, Giampiero Pazzaglia di Poggio di Sotto e Stella Viola di Campalto dell’Azienda Agricola San Giuseppe, e ancora Tommasso Marrocchesi di Bibbiano, nome celebre del Chianti Classico, Elisabetta Fagiuoli, storica prodruttrice di Vernaccia di San Gimignano con Montenidoli, e grandi barolisti come Alessandro Ceretto di Ceretto e Roberto Voerzo di Voerzio.
Una giornata di degustazioni e confronti, guidati dal produttore Pasquale Forte insieme al giornalista Carlo Macchi, per raccontare i territori di produzione e riflettere, attraverso il racconto del calice e dei produttori, sul presente e sul futuro del concetto di territorio, declinato anche nel piatto, nella cena di gala all’Osteria Perillà, ristorante fresco di stella Michelin con la cucina guidata dallo chef Marcello Corrado, sempre sotto l’egida di Podere Forte, in pochi anni diventata punto di riferimento di quella Val d’Orcia che, tra le altre cose, la celebre rivista Usa “Wine Enthusiast” ha inserito tra i suoi “Top 10 Wine Getaways of 2018” e che, con le Giornate Giulio Gambelli, diventa anche polo di ricerca e confronto culturale con i più grandi vini del mondo.


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