Bruxelles - 12-01-2018

Il vino in Europa, in termini di consumi e produzione, ha raggiunto una stabilità che, secondo il report “EU Agricultural Outlook 2017-2030” curato dalla Commissione Agricoltura dell’Unione Europea, da qui al 2030 non subirà grandi variazioni

Stabilità nel mondo del vino europeo almeno fino al 2030, a dirlo un outlook della Commissione Agricoltura UeCome sarà il mondo del vino, in Europa, nel 2030? Difficile, se non impossibile, fare previsioni, ma ha senso almeno provarci, tracciando le linee guida, quantomeno probabili, che seguirà il settore enoico nei prossimi anni, individuate e raccontate nel report “EU Agricultural Outlook - For the Eu Agricultural Markets and Income 2017-2030” curato dalla Commissione Agricoltura dell’Unione Europea, che ogni anno fa il punto sullo stato dell’arte ed analizza le dinamiche più rilevanti del settore primario nel Vecchio Continente. Tornando al vino, il 2030 non riserva grandi novità, al contrario, sembra proprio che la stabilità raggiunta negli ultimi anni subirà solo lenti assestamenti.
I consumi medi continueranno a scendere, ma in maniera quasi impercettibile, nonostante la leggera crescita di qualche Paese, per attestarsi nel 2030 a quota 25 litri annui pro capite che, unitamente ad un piccolo aumento della popolazione, suppone una stabilità quasi assoluta dei consumi interni. A cadere, invece, sarà l’uso dei mosti per usi diversi dalla produzione di vino, ossia distillazione, aceto e vermut. Continueranno ad aumentare, al contrario, le esportazioni dall’Europa ai Paesi Terzi, al ritmo del +1,7% annuo fino al 2030, quando si toccheranno i 27 milioni di ettolitri, grazie ad una domanda crescente d imbottigliato, fermo e spumante, che rappresenteranno, rispettivamente, il 71% ed il 13% del totale delle spedizioni, con la quota degli sfusi in calo dal 17% al 13%.
Spostando il focus sull’aspetto produttivo, il ritmo di decrescita delle superfici vitate nel Vecchio Continente dovrebbe frenare leggermente, ma continuerà (-0,7% all’anno fino al 2030, rispetto al -1% del periodo 2005/2015), con la maggior parte dei nuovi impianti che vedrà la luce sotto il cappello delle tante denominazioni d’Europa. Su questa minore superficie di vigneto, però, si attendono rese medie maggiori, in crescita del +0,5% annuo fino ai 57,6 ettolitri ad ettaro previsti per il 2030, con una maggiore concentrazione della produzione nelle zone più produttive, al netto delle limitazioni imposte dai disciplinari delle diverse denominazioni. L’aumento delle rese, però, non riuscirà a far fronte alla perdita di potenziale produttivo, per questo le previsioni della Ue parlano di una leggera caduta, nell’ordine del -0,2% annuo, della produzione media, fino al 2030. Che verrà compensata da un altrettanto piccola progressione delle importazioni: +0,8% annuo, per la maggior parte di vino sfuso, per una quota del 70% (oggi è del 63%) di tutto il vino che arriverà dai Paesi Terzi.


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