Parigi - 14-11-2017

Per il Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne l’annata 2017 è la quint’essenza dell’eleganza. A Vinificazioni ormai completate, giudizio lusinghiero da un’autorevole punto di osservazione per un millesimo in altri luoghi assai critico

Prime valutazioni sul difficilissimo millesimo 2017 proveniente da Oltralpe. E sono certamente interessanti, anche se, in questi casi, la fonte è decisamente “di parte”. Per il Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne la vendemmia 2017 è la quint’essenza dell’eleganza. A vinificazioni ormai completate, un giudizio lusinghiero da un’autorevole punto di osservazione per un millesimo in altri luoghi assai critico, a cominciare dal Bel Paese.
Senza tanti giri di parole, il Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne fa sapere che, nel 2017, tutto è andato bene per la regione vinicola della Borgogna, in termini di qualità e quantità.
Dopo diversi anni di raccolti che hanno subito i capricci del tempo, il 2017 ha fornito volumi per soddisfare il mercato, con vini che già promettono grandi cose da questa elegante vendemmia. Dopo aver trascorso la stagione invernale, i vitigni borgognoni hanno approfittato pienamente di una buona stagione molto calda, assicurandosi un inizio un ciclo di crescita graduale e positivo fino alla vendemmia. Benché sia stata un’annata precoce, con ondate di calore che si sono sovrapposte a periodi di pioggia durante l’estate, la maturazione ha continuato di buon passo e alla fine di agosto sono state selezionate le prime uve, due settimane prima della media. La raccolta è arrivata fino a metà settembre, con le uve in perfetto stato di salute. L’unico inconveniente sono state le gelate tardive che hanno colpito alcune zone, costringendole ad una produzione più limitata. Un’annata che nelle vinificazioni non ha posto nessun tipo di problema e che ha riportato la Borgogna ai suoi abituali standard qualitativi e quantitativi.
Ma nella nota stampa del Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne, giunta peraltro ad una ragionevole distanza di tempo dalla raccolta e quindi più puntuale sui suoi giudizi intorno al 2017, trova spazio anche un dovuto, quanto precauzionale avviso: “questo comunicato offre una panoramica generalizzata del raccolto. Ogni vino e ogni enologo è unico e come tale, ogni vino deve essere assaggiato per valutarne le sue specifiche caratteristiche”.
Nel merito, continua il Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne, per i vini bianchi, da Nord a Sud della Borgogna, si tratta di un’annata molto importante per l’espressione dell’eleganza dello Chardonnay., con vini già perfettamente equilibrati e dal profilo aromatico ricco e complesso. Vini di bella vivacità, agrumati, e con mineralità pronunciata, che insieme alla tensione acida bilancia la ricca struttura fruttata. I vini rossi, sono invece, contraddistinti da colori bellissimi, che anticipano notte di frutti rossi e neri e una bocca già armonica capace di incrociare tannini setosi e bella tensione, per vini sottili e mai opulenti. Anche i Crémant de Bourgogne, ovvero gli spumanti della zona, sono considerati potenzialmente di livello importante. Freschezza e profondità aromatica per gli Chardonnay, Pinot Noir fruttato e solido, Aligot di buona propensione all’invecchiamento e Gamay espressivo come non mai. Un’ottima base su cui poter costruire soprattutto Crémant de Bourgogne Rosé.


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