Gavi - 19-05-2017

La Buona Italia è anche quella in cui il vino sposa la cultura e promuove l’accoglienza e il turismo nei suoi territori. Una buona pratica in cui sempre più aziende investono, da Planeta a Lungarotti e al Prosecco Docg premiati dal Consorzio del Gavi

La Buona Italia è anche quella in cui le realtà agroalimentari, incorporando nelle proprie strategie di sviluppo e marketing, produzione, arte e cultura, e integrandole con l’accoglienza contribuiscono allo sviluppo del loro territorio, stimolando un flusso turistico che genera valore economico, sociale, l’incontro pubblico e privato, nuove professionalità e comunicazione, in una logica di distretto. Lo ha spiegato, oggi, Roberta Pezzetti del Dipartimento di Economia Università degli Studi dell’Insubria, autrice del “Rapporto (Wine + Food + Arts) x Tourism in Italia = La Buona Italia 2017” per il Consorzio per la Tutela del Gavi, dal quale è emerso che per il 50% delle aziende italiane il connubio tra vino & cibo, arte e cultura integrati al turismo e all’accoglienza potenzia il fatturato. Una buona pratica sempre più diffusa, come racconta la case history di Planeta, “Premio Gavi - La Buona Italia 2017” assegnato al Forte di Gavi alla griffe per il progetto di residenza d’artista collettiva e itinerante “Viaggio in Sicilia”, accanto alle Menzioni Speciali alla Fondazione Lungarotti per i pionieristici Muvit-Museo del Vino, il primo (dal lontano 1974) e più bello d’Italia nel raccontare il vino come cultura, e Moo-Museo dell’Olio di Torgiano, ed al Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Docg per il restauro delle opere della mostra “Bellini e i belliniani” a Conegliano (Palazzo Sarcinelli, fino al 18 giugno).
“Il territorio del Gavi ha visto, negli ultimi anni, un importante ricambio generazionale tra i titolari delle aziende del vino e l’arrivo di imprenditori provenienti anche da altri settori produttivi - ha spiegato il presidente del Consorzio Maurizio Montobbio - questa nuova contaminazione ha generato un processo culturale che vede i produttori sentirsi non solo custodi dei proprio territori viticoli, ma anche depositari, e per certi versi responsabili, del patrimonio culturale che fa da contesto alla loro attività”.


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2017