Montecchio - 19-05-2017

Un passaggio di consegne tutt’altro che formale: Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, alla guida della Falesco, fondata dai genitori, Riccardo e Renzo, con un nuovo brand dedicato ai cru, “Famiglia Cotarella”, e la “Famiglia Cotarella Distribuzione”

Un passaggio di consegne tutt’altro che formale, destinato a portare grandi novità negli equilibri e nelle dinamiche di una delle famiglie più influenti del mondo del vino italiano. Quando le cugine e sorelle Dominga, Marta ed Enrica Cotarella hanno preso, anche formalmente, con il passaggio di proprietà arrivato a dicembre 2016, le redini della Falesco, l’azienda fondata nel 1979 da Riccardo e Renzo, non pensavano certo di lasciare tutto così com’era, ed infatti la prima novità è stata la nascita del brand “Famiglia Cotarella”, “che non andrà a sostituire Falesco, ma ad affiancarlo. Seguiranno - racconta a WineNews Dominga Cotarella, responsabile commerciale e marketing dell’azienda - due strade diverse. Falesco rimarrà tale, con il suo 1,8 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, espressione diretta del territorio (siamo al confine tra Umbria e Lazio, e l’unica Doc che produciamo è l’Est! Est! Est!) ed anche i suoi progetti extra vino, dedicati principalmente al sociale ed ai bambini. Sotto il marchio Famiglia Cotarella, andranno invece i cru, a partire dal Montiano e dal Marciliano, per una produzione di 80.000 bottiglie”.
Una nicchia, rispetto alle bottiglie messe in commercio ogni anno, “cui si affianca, potremmo dire naturalmente, un altro progetto, quello della “Famiglia Cotarella Distribuzione”, con cui puntiamo a creare un portafogli di vini ed aziende di nicchia, piccole realtà emergenti da tutto il mondo - spiega Dominga Cotarella - per far conoscere territori anche noti da un punto di vista diverso. Partiremo a giugno con la prima chicca, uno Champagne, Alexandre Filaine: difficile definirlo una maison (il piccolo produttore della Marna degorgia una media di 5.000 bottiglie l’anno, ndr), ma di certo è un nome fuori dai soliti noti, una nicchia appunto, di grande qualità. Questo è il nostro obiettivo, individuare nicchie d’eccellenza da tutto il mondo. Il prossimo, chissà, potrebbe arrivare da Condrieu, piccola denominazione del Rodano”.
Territorio a cui la famiglia Cotarella è particolarmente legata, visto che “negli ultimi due anni abbiamo portato avanti, insieme alla consulenza scientifica del professor Attilio Scienza, una profonda sperimentazione su due vitigni, il Syrah, di cui abbiamo studiato caratteristiche e declinazioni di 6 cloni diversi, ed il Viognier - continua Dominga Cotarella - spesso sottovalutato ma a cui noi crediamo molto. Proprio da questa sperimentazione arriva un’altra novità, a cui tengo, e teniamo, tantissimo: un Syrah in purezza, il primo vino etichettato sotto il brand Famiglia Cotarella, in 2.000 bottiglie, che sarà un omaggio a nostra nonna Grazia, e infatti si chiamerà “Ogrà”, perché dalle parti di Orvieto, di dove è originaria, ci si usa chiamare così, con la “o” davanti al nome, rigorosamente troncato”. Sono solo i primi passi delle “ladies Cotarella” alla guida dell’azienda di famiglia, ma le idee di certo non mancano, perché tra i vini in distribuzione potrebbe arrivare qualche italiano, e chissà che anche a livello produttivo, in un futuro decisamente meno prossimo, non nasca qualche nuovo progetto, magari in un altro territorio ...


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