Londra - 10-01-2017

Effetto Brexit o calo fisiologico? I consumi enoici domestici (off trade) in Uk negli ultimi 12 mesi sono in rosso per tutti i principali esportatori, dall’Australia all’Italia, dalla Spagna agli Usa. Volano, invece, Nuova Zelanda e Argentina

Difficile, se non impossibile, dire se sia uno dei primi effetti della Brexit o, più semplicemente, se si tratti di un calo fisiologico, che segue anni di crescita costante, ma i consumi domestici di vino, o off trade che dir si voglia, in Gran Bretagna, registrano una leggera flessione, sveltata dai numeri della Wine & Spirits Trade Association (www.wsta.co.uk), l’associazione dei distributori inglesi. A novembre 2016 il calo dei vini fermi era del -2% in volume e del -1% in valore sullo stesso mese del 2015, a quota 7,3 milioni di ettolitri per un giro d’affari di 6,1 miliardi di euro. Resistono, comunque, nicchie più o meno grandi che continuano, al contrario, a crescere, come lo Champagne, in crescita del 5% in volume e del 3% in valore, a quota 128.000 ettolitri e 389 milioni di euro, ma fanno bene anche gli altri spumanti, dal Prosecco al Cava che, in totale, crescono addirittura del 16%, a 846.000 ettolitri e 900 milioni di euro.
Nel complesso, il calo è particolarmente vistoso per i principali Paesi fornitori, tutti, più o meno marcatamente, in calo, a partire dall’Australia, che perde l’1% dei volumi ed il 2% dei valori, con 1,68 milioni di ettolitri ed un controvalore di 1,15 miliardi di sterline. Peggio fa l’Italia, che perde il 4% in volume ed il 5% in valore, per 1,1 milioni di ettolitri e 695 milioni di sterline, mentre gli Usa, terzo partner commerciale della Gran Bretagna del vino, cala del 6% nei volumi e nei valori, a 816.000 ettolitri e 591 milioni di sterline. L’unico dei big a limitare i danni è la Francia, unico Paese a crescere nell’ultimo trimestre 2016, anche se appena dell’1%.
Dietro, c’è anche chi continua a crescere, come il Cile, che tocca i 671.000 ettolitri (+3%) per 476 milioni di sterline (+3%), e soprattutto la Nuova Zelanda, a quota 421.000 ettolitri (+16%) per 401 milioni di sterline (13%), e l’Argentina, a 203.000 ettolitri (+32%) e 155 milioni di sterline (+31%), grazie alla grande passione dei wine lover britannici per due vitigni simbolo come il Sauvignon Blanc neozelandese ed il Malbec argentino. A completare il quadro, il tonfo della Spagna, che in 12 mesi ha perso il 10% dei volumi ed il 7% dei valori, a 672.000 ettolitri e 459 milioni di sterline, e della Germania, in calo dell’11% nei volumi e del 12% nei valori, a 109.000 ettolitri e 66 milioni di sterline.


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