Roma - 15-05-2018

L’aumento dell’Iva rischia di compromettere la ripresa della spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande che, nel 2017, dopo anni di valori negativi, ha fatto un balzo record del 3,2%

L’aumento delle aliquote iva rischia di alimentare una spirale recessiva che compromette i segnali di ripresa dell’agroalimentare, dove i consumi interni sono ancora stagnanti, a fronte di una produzione in crescita. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che il pericolo dell’aumento dell’Iva riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie.
Va quindi scongiurato perchè, sostiene la Coldiretti, sarebbe un duro colpo per la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande che nel 2017, dopo cinque anni di valori negativi, ha invertito la tendenza e ha fatto segnare un balzo record del 3,2%, secondo le elaborazioni su dati Ismea. La spesa alimentare è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi di euro ed è quindi un elemento fondamentale per la ripresa dell’economia.


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