Roma - 14-11-2017

Domani apre Fico Eataly World, con il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Inizio di un percorso importante: verso la consacrazione tra affari ed educazione, come nelle intenzioni, o “cattedrale” del consumismo, come dicono i detrattori?

Domani apre Fico Eataly World, che, come annunciato, sarà battezzato, come di rado succede, dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Di certo, con i suoi campi e allevamenti, le sue “Fabbriche Contadine”, le sue “giostre”, per la nuova creatura ideata da Oscar Farinetti e Andrea Segrè, inizia un percorso importante. Che potrà confermare le intenzioni dichiarate dei suoi realizzatori (Eataly, Caab e Comune di Bologna in primis, insieme a Coop), di farne un luogo capace di unire, virtuosamente, affari ed educazione sulla filiera agroalimentare - attirando turisti e coinvolgendo le scuole - all’insegna del made in Italy di eccellenza, o dare ragione ai suoi detrattori, che già ne parlano come “cattedrale nel deserto” del consumismo. È presto, decisamente, per sposare ciecamente l’una o l’altra visione.
In ogni caso, come noto, è una scommessa ambiziosa, quella lanciata dal professor Andrea Segré, dell’Università di Bologna, e raccolta subito da Oscar Farinetti: portare a Fico 6 milioni di visitatori all’anno, tanti studenti già dalle scuole primarie, e fare educazione e business (tanto che dopo le casse del mercato di Fico c’è un Hub di Poste Italiane, unico in Italia, tramite il quale i visitatori di tutto il mondo possono spedire a casa la merce acquistata). Decine e decine le botteghe, il mercato, 2 ettari di campi, frutteti, vigneti, oliveti e allevamenti, e anche una tartufaia, per raccontare la biodiversità italiana, “40 fabbriche”, dove si racconta la filiera, dalla produzione della materia prima al prodotto finito (dai formaggi al vino, dalla pasta al pane, dall’olio alla birra), oltre 45 luoghi ristoro, che vanno dalla cibo di strada da 5 euro al ristorante guidato dal pluristellato chef Enrico Bartolini, e 6 “carusel”, giostre multimediali (progettate dallo studio milanese Limiteazero con la collaborazione di Clonwerk, con i filmati realizzati dalla Centro Sperimentale di Cinematografia, con la guida di Maurizio Nichetti), dove con istallazioni multimediali, giochi interattivi e filmati si racconta la scoperta del fuoco, l’evoluzione della pesca e dell’allevamento, l’importanza della terra, la produzione di vino, olio e birra, e il futuro, immaginato come un’agricoltura fatta anche di tecnologia, genetica, colture idroponiche che i visitatori possono fattivamente mettere a dimora. Come farà, magari, anche il Premier Gentiloni.


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