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Roma - 07 Dicembre 2017, ore 15:27

In agenda la magia delle Feste tra “Alambicchi accesi” e vigneti illuminati, e bontà con Gourmet Skisafari, tartufo-Chianti Classico, lo zampone con Bottura. Brindisi con Bellavista alla Scala, nelle “Cantine Aperte a Natale” e ai 90 anni del Chianti

C’è un piccolo borgo, a Ovest di Trento, che vanta la più alta concentrazione in Italia di distillerie artigianali a conduzione familiare, e ogni anno, alla vigilia delle Feste, celebra il suo primato e l’eccellenza della grappa trentina con spettacolarità: Santa Massenza di Vallelaghi, teatro de “La notte degli alambicchi accesi” (8-10 dicembre; www.tastetrentino.it/nottealambicchi), promossa dall’associazione culturale Santa Massenza piccola Nizza de Trent e dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino, uno rappresentazione itinerante della compagnia Koinè con Patrizio Roversi, nelle distillerie del Paese, con degustazione delle pregiate grappe di Nosiola e Vino Santo. Ma anche il vino “accende” le luci di Natale: dal 12 dicembre all’Epifania, i vigneti della famiglia Cecchi, alla guida della storica cantina che nel 2018 compie 125 anni di attività nel cuore del Chianti Classico, si illuminano dal tramonto fino a notte fonda, con le foglie di Sangiovese rischiarate da uno spettacolo di luci, che si ammira dalla collina di Villa Cerna (www.cecchi.net). Aspettando il Natale, l’agenda degli eventi wine & food segnalati da WineNews è fatta di magia e bontà. Grandi vini, alta cucina e cultura sono infatti protagonisti di uno degli eventi più attesi d’Italia, che anticipa le Festività: la Prima del Teatro alla Scala di Milano, stasera, con l’opera “Andrea Chénier” di Umberto Giordano sul palco, il Franciacorta Selezione di Vendemmia Brut Andrea Chénier 2012 della griffe Bellavista nei calici, dedicato al grande teatro come da lunga e prestigiosa tradizione, e le creazioni dello chef Filippo La Mantia nei piatti della Cena di Gala. Ma altissimi livelli si raggiungeranno anche il 10 dicembre, con il celeberrimo “Gourmet Skisafari”, che porta la cucina stellata degli chef dell’Alta Badia capitanti da Norbert Niederkofler, il neo tre stelle Michelin italiano, e dei loro colleghi italiani e non solo, a 2.000 metri tra le vette delle Dolomiti Patrimonio Unesco, dove prepareranno e racconteranno alcuni piatti della tradizione, rimasti impressi dall’infanzia nella memoria. Si apre così la stagione gourmet sulla neve di “Sciare con Gusto”, l’iniziativa culinaria più stellata delle Alpi che offre la possibilità di degustare nelle baite e rifugi piatti di chef stellati del calibro di Matteo Metullio, Nicola Laera, Enrico e Roberto Cerea, Enrico Bartolini, Umberto Bombana, Giorgio Locatelli, Francesco Baldissarutti, Andrea Aprea, Giuseppe Biuso, Paul Bartolotta, Nino Graziano, e Alberto Faccani (www.altabadia.org).
A proposito di bollicine, se fino al 10 dicembre, prosegue “Trentodoc Bollicine sulla Città”, storica kermesse dedicata al Metodo Classico di montagna, che anima Trento e le cantine del territorio, ancora per gli amanti del Franciacorta, le sue cantine - da Barone Pizzini a Bellavista, da Guido Berlucchi a Ca’ del Bosco, da Castello Bonomi-Paladin a Contadi Castaldi, da Ricci Curbastro a Villa Crespia-Fratelli Muratori, per citarne solo alcune, ma anche ristoranti e resort con proposte speciali - aprono le porte nel weekend tra visite guidate, degustazioni e shopping natalizio, immersi nell’autunno franciacortino (fino al 10 dicembre; www.franciacorta.net). Ma il Metodo Classico lombardo,è protagonista anche a Milano, nell’appuntamento con le bollicine al Peck Italian Bar, nella cena con menu degustazione nella quale ogni piatto - creato dalla chef Patrizia Finotti - viene elaborato in abbinamento alle etichette di Ca’ del Bosco (13 dicembre; www.peck.it). E con le bollicine, ma anche rossi, bianchi e dolci vini italiani, si brinda anche nelle “Cantine Aperte a Natale”, in tutta Italia, ultimo appuntamento dell’anno in cantina con il Movimento Turismo del Vino. Appassionati di grandi bianchi? L’8 e il 9 dicembre la Cantina Tramin apre al pubblico per “Il Natale dei cinque sensi”, con la presentazione delle nuove annate dei vini bianchi di punta Nussbaumer Gewürztraminer, Unterebner Pinot Grigio e Stoan Bianco 2016, una verticale di Terminum Gewürztraminer Vendemmia Tardiva delle annate 2005, 2008, 2011, 2014 e una degustazione di vini classici, ma anche visite guidate alla Cantina e assaggi di prodotti d’eccellenza dell’enogastronomia altoatesina, dai cioccolatini di Oberhöller Finest Gourmet Chocolate al formaggio fresco di latte vaccino del Maso Brunnerhof, una piccola azienda dove le sole venti mucche vengono nutrite principalmente con il fieno della propria terra, che si trova ad un’altezza di oltre 1.000 metri (www.cantinatramin.it).
Per scoprire “L’ingrediente della felicità. Come e perché il cioccolato può cambiarci la vita”, grazie al nuovo volume di Clara & Gigi Padovani, gli appuntamenti sono Torino (7 dicembre, Circolo dei Lettori), Novara (13 dicembre, Circolo dei Lettori), Milano (16 dicembre, Eataly Smeraldo), Cocconato (17 dicembre, Cantine Cocchi) e di nuovo Torino (21 dicembre, Enoteca La Guendalina; www.claragigipadovani.com) in compagnia dei migliori maestri cioccolatieri italiani. Il tartufo? È il protagonista di un evento di comarketing tra il Chianti Classico e il pregiato bianco delle Crete Senesi con chef del calibro di Paolo Gramaglia, Silvia Baracchi, Pino Cuttaia, Claudio Sadler, Katia Maccari ed Antonella Ricci, per citarne solo alcuni, di scena alla Mostra Mercato di Asciano (Scuderie del Granduca, 8-10 dicembre; www.chianticlassico.com). Immancabili, nella tavola delle Feste, a Modena torna la Festa dello Zampone e del Cotechino Modena Igp (8-10 dicembre; www.modenaigp.it), con tanti eventi in programma tra gusto, con la sfida tra gli allievi delle Scuole alberghiere di tutta Italia di fronte alla giuria presieduta dallo chef Massimo Bottura e la “Confraternita dello Zampone” di Modena, e solidarietà in favore di Amo-Associazione Malati Oncologici Onlus Carpi.
Eataly Roma Ostiense festeggia il Natale con una grande Cena Stellata (7 dicembre; www.eataly.net), con tanti chef, da Massimo Viglietti a Enrico Panero, da Paolo Trippini a Oreste Romagnolo, da Domenico Stile a Iside Maria De Cesare e Luciano Villani, alle prese con le ricette della tradizione natalizia nei Ristorantini , accompagnati dalle bollicine direttamente dalla nuova Enoteca di Eataly e da una dolcezza preparata per l’occasione da tante pasticcerie ospiti. Poteva mancare l’albero di Natale? Di fronte a Eataly Lingotto a Torino, i maestri scultori sono già all’opera per inaugurare, l’8 dicembre, un Albero di Ghiaccio alto 5 metri per 18 tonnellate di peso. Ma ci si sposta anche a Castiglione in Teverina, per un Pranzo di Natale per il taglio del nastro di Intrecci, la Scuola di Alta Formazione di Sala, ispirato all’intreccio di tre C (Classe, Colore, Carattere), con le ideatrici Marta, Enrica e Dominga Cotarella, e in cui cucineranno Annadente dell’Osteria di San Cesareo, Christian Di Asmara del Da Panino di Modena e Luciano Monosillo di Pipero a Roma (17 dicembre; www.intreccialtaformazione.com).
Infine, tra le mostre da visitare, mentre al Museo Nazionale del Bargello a Firenze prosegue “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti” (fino all’8 aprile), con l’esposizione della Lunetta con la “Resurrezione di Cristo” di Giovanni Della Robbia, capolavoro del Rinascimento italiano rientrato in Italia grazie a Marchesi Antinori, il Consorzio Vino Chianti compie 90 anni celebrando la storica ricorrenza con “The Proud Winegrowers”, esposizione dedicata ai volti di chi ha scritto e continua a scrivere la storia del vino italiano più conosciuto al mondo, ritratti da Edoardo Delille e già esposti al Franz Josef Strauss International Airport di Monaco di Baviera, a Villa Bardini sempre a Firenze (il vernissage il 14 dicembre; www.consorziovinochianti.it). E per festeggiare, dal 10 al 17 dicembre, 100 ristoratori di tutta la Toscana accoglieranno i propri clienti con un Chianti Docg, grazie all’evento “Chianti A Tavola” insieme a Vetrina Toscana (tutti sono invitati a farsi un selfie con la bottiglia, e condividerlo su Facebook e Instagram con l’hashtag #ChiantiATavola: le foto più belle saranno esposte nella mostra “A tavola con Chianti 2018”). E visto che siamo a Firenze, anche Thurner Pr festeggia 20 anni di attività con la mostra “Ritratti, 20 anni di luci, sterri e filari” di George Tatge, che ha catturare con la sua sensibilità i dettagli che la natura e i territori del vino ci offrono, viaggiando su e giù per l’Italia nelle aziende che percorrono e hanno percorso questi anni con l’agenzia di rp (dal 13 dicembre; www.thurner-pr.com).

Focus - Bellavista e l’Andrea Chénier 2012, il Franciacorta Selezione di Vendemmia Brut per il Teatro alla Scala, nei calici dell’attesa Prima del più importante teatro italiano, nel solco di una lunga e prestigiosa tradizione (7 dicembre)
Poeta della Rivoluzione francese, ultimo dei classici e primo dei romantici, Andrea Chénier ha fatto dei caffè parigini il luogo iconico capace di favorire la libera espressione delle idee generando nuove immagini del futuro, anche in virtù di un “ottimo bicchiere di vino”. La sua figura rivivrà sul palco del più celebre teatro italiano, e in un Franciacorta Selezione, intenso e luminoso, migliore espressione dell’annata, nel carattere, ispirato nella veste ai colori e alle forme delle vetrate del Caffè Procope di Parigi, ad un piano ed un violoncello immaginari, e con un messaggio in bottiglia: “La poesia è libertà”. È l’Andrea Chénier 2012, il Franciacorta Selezione di Vendemmia Brut firmato dalla griffe Bellavista e dedicato al Teatro alla Scala, dove sarà nei calici, come da lunga e prestigiosa tradizione, per l’attesa Prima, stasera (sold out), con il melodramma “Andrea Chénier” di Umberto Giordano ad aprire la stagione d’opera 2017-2018, con la regia di Mario Martone, il direttore musicale della Scala Riccardo Chailly e la soprano Anna Netrebko, diva assoluta del palcoscenico.
“Dedicare un vino alla Scala è un onore ma anche una grande responsabilità perché La Scala è il luogo dove tutto è perfetto. Lo diceva Maria Callas - sottolinea Francesca Moretti, ad del Gruppo Terra Moretti Vini, raccontando la genesi del Franciacorta, “opera” di Bellavista, con il patron Vittorio Moretti e l’enologo Mattia Vezzola - in questo teatro tutto è fatto al meglio e si riconosce ovunque la qualità, l’attenzione ai dettagli e alle sfumature, la tradizione e la cultura che sottendono ogni scelta. Per questo abbiamo voluto dedicare alla Scala ogni millesimo Brut di Bellavista, per noi l’irripetibile incontro tra lo stile aziendale e la migliore espressione della vendemmia”. Dal 2004 Bellavista è a fianco del Teatro alla Scala, universalmente riconosciuto quale massimo esponente della musica operistica italiana, sostenendo con la propria partnership l’incanto di un mondo coinvolgente, pieno di fascino e ricco di melodia infinita. “La Scala merita il sostegno e la considerazione di noi italiani - aggiunge Francesca Moretti - perché ad ogni stagione tiene vivo, modernizzandolo, uno dei prodotti più sofisticati dell’ingegno umano, il melodramma italiano, ritenuto dai più importanti musicologi del mondo un vero e proprio Patrimonio dell’Umanità”.
Come ormai da tradizione, Bellavista ha dedicato l’intero millesimo 2012 al Teatro alla Scala affidando la creatività del packaging all’ispirazione della Prima d’Opera che riporta quest’anno all’attenzione del pubblico la figura di Andrea Chénier. Culmine di un’annata insolita che ha visto la neve sul prospicente Monte Alto sino al 10 del mese di maggio e quindi un lungo periodo di siccità (35 giorni), la vendemmia 2012, grazie ad un raccolto celere (9 giorni) che ha saputo attendere la perfetta maturazione delle uve, si caratterizza per un’eccellente integrità organolettica e una splendida freschezza del frutto. Il risultato è un Franciacorta intenso, luminoso e piacevolmente fresco.
Info: www.bellavistawine.it

Focus - Sono i primi anni del 1900 quando Giulio Ferrari, giovane studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, dà vita alla sua produzione: inizia così la storia del Trentodoc che si racconta a “Bollicine sulla Città” (Trento, fino al 10 dicembre)
Sono i primi anni del Novecento quando Giulio Ferrari, giovane studente all’Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele, dopo numerosi viaggi-studio in Francia, di rientro a Trento e per primo, nel cuore della città, dà il via alla sua produzione: piccola, ma di elevata qualità. Da allora molti lo seguirono. Inizia così la storia del Trentodoc, l’elegante e raffinato Metodo Classico di montagna per eccellenza (prime bollicine Doc d’Italia, e tra le prime anche nel mondo, nel 1993 con il riconoscimento della Denominazione “Trento”), oggi espressione comune di 48 case spumantistiche, ma ognuna con la sua personale filosofia capace di conferire al Metodo Classico sfumature diverse, riunite sotto l’egida, già dal lontano 1984, dell’Istituto Trento Doc in un unico marchio collettivo, nato esattamente 10 anni fa. Una realtà in costante crescita, che si racconta a “Trentodoc Bollicine sulla Città”, storica kermesse dedicata alle bollicine, agli addetti ai lavori ed ai numerosi appassionati, che anima Trento e tutto il territorio (all’edizione n. 14, fino al 10 dicembre), trasformandoli in un’enoteca diffusa, da Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca Provinciale del Trentino, al Muse-Museo delle Scienze, dai locali gourmet più famosi alle cantine, con eventi nell’evento come “Trentodoc in Cantina” e “Happy Trentodoc”.
“Trentodoc Bollicine sulla Città”, è “un’importante vetrina ed un’opportunità unica per appassionati e turisti di degustare e apprezzare la produzione Trentodoc in diversi contesti: ristoranti, enoteche, Palazzo Roccabruna Enoteca Provinciale, direttamente in cantina e, addirittura, in una location unica come il Muse, in abbinamento ad altre produzioni locali d’eccellenza”, spiega il presidente dell’Istituto Trento Doc, Enrico Zanoni. Tra le più attese ed amate rassegne dedicate alle bollicine italiane - promossa dall’Istituto Trento Doc, dalla Camera di Commercio I.A.A. e la Provincia autonoma di Trento - ha il suo cuore, infatti, a Trento, a partire dall’Enoteca Provinciale del Trentino a Palazzo Roccabruna, tra degustazioni libere e guidate, seminari e approfondimenti, e l’immancabile cucina, con i suoi menù di montagna (fino al 10 dicembre), in abbinamento al versatile Metodo Classico, ottenuto da uve Chardonnay - il cui vitigno è uno dei più coltivati sul territorio (circa 26% della superficie vitata) - Pinot Nero, Pinot Bianco e Pinot Meunier. È qui che per valorizzare l’abbinamento fra cucina di montagna e bollicine del Trentino c’è “Bollicine in alta quota tra malghe e rifugi”, incontri con un ristorante, legato ad una malga o ad un rifugio, che vedranno ai fuochi della cucina di Palazzo Roccabruna gli chef del territorio per realizzare una proposta rappresentativa della propria cucina, appunto il piatto dello chef (fino al 9 dicembre; www.palazzoroccabruna.it).
Tornando ai wine lovers, “Trentodoc in Cantina” (fino all’11 dicembre) apre le porte delle case spumantistiche, con un programma di eventi lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, momento unico per scoprire le bollicine trentine là dove nascono, nelle viti geometricamente coltivate a pergola trentina ed eroicamente arrampicate sulle vette tra i 200 e gli 800 metri, dove il clima caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra giorno e notte conferisce come tratti distintivi eleganza, freschezza e persistenza. È possibile così munirsi di un calice ed una cartina, per un “Enotour del Trentodoc”, un percorso multisensoriale tra i vigneti di Borgo dei Posseri, o un “Inkino all’Autunno” (un aperitivo) a Mas dei Chini. Un mercatino di Natale con i Trentodoc è quello che troveranno i curiosi da Endrizzi. Ma si va dalla Trentodoc Rotari “Zero” Jazz night alla Cantina Rotari, a Astrovervé, matinée di auguri con Trentodoc, le trote e i salmerini di Astro a Cantina Roverè della Luna Aichholz, alle Bollicine di Montagna, in verticale da Pedrotti Spumanti (con il Trentodoc Millesimato 2005-2006-2007 ). Un legame, quello con il territorio, “certificato” anche da una vera e propria “carta di identità” sull’origine, frutto di una ricerca della Fondazione Mach di San Michele all’Adige, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Last but not least, “Happy Trentodoc” (fino al 10 dicembre), l’aperitivo 100% trentino nei locali del centro storico di Trento, dove le bollicine di montagna - tra cui i Riserva, per le quali, dopo la vendemmia manuale, il “vino base” è affidato a una lenta maturazione in bottiglia che varia da un minimo di 15 mesi a un minimo di 36, ed i Trentodoc più raffinati ed evoluti che invece riposano fino a 10 anni sui lieviti (il marchio collettivo Trentodoc, con le due “O”, simboleggia il gesto del “remuage”, tipico del Metodo Classico, ndr) - incontrano i prodotti gastronomici locali, formaggi e salumi in primis.
Info: www.trentodoc.com

Focus - Nelle “Cantine Aperte a Natale” si riassaggiano le ricette dell’antichità del gastronomo Marco Gaio Apicio e i panettoni firmati da Iginio Massari e si fanno collage di foglie di vite e tappi segnaposto. Con il Movimento Turismo del Vino, da oggi
Nelle “Cantine Aperte a Natale” si riassaggiano le ricette dell’antichità del gastronomo Marco Gaio Apicio e i panettoni firmati da Iginio Massari, e si fanno collage di foglie di vite e tappi segnaposto, tra degustazioni e mercatini per lo shopping natalizio dei regali con i migliori vini italiani, pranzi e cene in cantina (anche con delitto), musica e tanti eventi per tutta la famiglia. L’appuntamento, con il clou nel Ponte dell’Immacolata (8-10 dicembre) e per tutto dicembre, è in oltre 200 cantine del Movimento Turismo del Vino in 12 Regioni italiane, che brindano alle ormai prossime Festività insieme agli eno-appassionati salutando l’anno che finisce. “Chiudiamo l’anno - sottolinea il presidente del Movimento Carlo Pietrasanta - registrando come le proposte enoturistiche coinvolgano un target sempre più allargato: dagli eno-appassionati ai turisti stranieri e alle giovani famiglie. Nel 2017 il fenomeno è cresciuto ancora, con i soli grandi eventi programmati che insieme totalizzeranno oltre 2,5 milioni di presenze”.
Dal Nord al Sud del Belpaese il Natale entra in cantina e anima i vigneti italiani, come in Campania a Bosco de’ Medici Winery a Pompei, dove si proveranno, in versione finger, le antiche ricette del più famoso gastronomo dell’antichità, Marco Gaio Apicio (il 15 dicembre); o in Veneto tra i paneti col codeghin da Accordini (17 dicembre) e i panettoni firmati dal Iginio Massari alla Tenuta Col Sandago, tra le molte cantine aperte come Quota 101 e Maeli. Sempre in Veneto, alla Cantina Pizzolato, il 15 dicembre andrà in scena una cena con delitto in cantina. “Padre, figlio e spirito rock” è invece il concerto in programma il 7 dicembre da Pitars tra i vigneti del Friuli, dove apriranno le porte cantine come Principi di Porcia e Accordini, mentre la grappa, oltre ovviamente al vino, sarà protagonista in Piemonte con i “Grappa days” (10 e 17 dicembre) e in Trentino, con visite agli alambicchi alle Distilleria Bertagnolli e Marzadro, accanto alle degustazioni, bollicine in primis, in tantissime cantine come Rotari-Mezzacorona, Cantine La-Vis e Cembra Cantina di Montagna, Cantine Ferrari, ed Endrizzi, per citarne solo alcune. Protagonisti anche i bambini: nelle Marche, ad esempio, con i laboratori organizzati tra una miriade di eventi di ogni genere in cantine come Pievalta, Giusti, Moncaro, CasalFarneto, Fazi Battaglia, Zaccagnini, Garofoli e Moroder, o come in Toscana, con i collage con le foglie della vite alla Fattoria Casa di Terra a Bolgheri. Un tappo segnaposto per addobbare la tavola sarà il regalo che ogni cantina toscana farà a tutti i partecipanti, offrendo una grande occasione per cominciare a fare regali di Natale preziosi e anche personalizzati con bottiglie dei più pregiati vini toscani firmati da cantine come Michele Satta, Agricola Tamburini, Castello di Vicchiomaggio, Tenuta del Buonamico, Barone Ricasoli, Fattoria dei Barbi e Fattoria del Colle. Anche in Umbria le visite in cantine come Caprai, Lungarotti, Antonelli San Marco e Scacciadiavoli, potranno rivelarsi anche un regalo di Natale o per fare i propri doni, mentre la festa prosegue in Puglia (10 dicembre), con una mostra in bottaia delle opere realizzate in occasione del concorso EtiKettovic a Tor dei Falchi con la Galleria d’Arte Moderna di Bergamo, tra visite, degustazioni, shopping ed eventi collaterali, in aziende come Mazzone, Coppi, Cantine Imperatore, Felline e Duca Carlo Guarini, passando per la Basilicata in cantine come Cantine del Notaio, Cantina di Venosa, Elena Fucci e Cantine Re Manfredi, il Lazio e la Lombardia, dai filari della Franciacorta a quelli della Valtellina.
Info: www.movimentoturismovino.it

Focus - Capolavoro del Rinascimento, la “Resurrezione di Cristo” di Giovanni Della Robbia dopo oltre un secolo è tornata a Firenze, esposta al Museo del Bargello, in tutto il suo splendore (fino all’8 aprile). Merito di una storica circostanza: il restauro da parte degli stessi committenti, Marchesi Antinori
All’inizio del Cinquecento (1520 c.a.), Niccolò di Tommaso Antinori, iniziatore della fortuna imprenditoriale della storica famiglia del vino italiano, commissiona a Giovanni della Robbia (Firenze, 1469-1529/30) la lunetta con la “Resurrezione di Cristo” che lo raffigura con gli stemmi di famiglia, per decorare Villa Le Rose, la residenza di campagna alle porte di Firenze, dove già all’epoca si produceva vino. Un capolavoro del Rinascimento italiano, dal 1898 di proprietà del Brooklyn Museum of Art di New York, che per la prima volta dopo 120 anni viene presentato al pubblico, in tutto il suo splendore, al Museo Nazionale del Bargello a Firenze (fino all’8 aprile). Il merito è di una storica circostanza: il restauro della robbiana da parte degli stessi committenti, i Marchesi Antinori, oltre 500 anni dopo, nel solco di una tradizione di mecenatismo culturale che arriva fino ai nostri giorni. E per celebrare lo straordinario ritorno della lunetta e l’esposizione nella “culla” del Rinascimento tra le opere di Michelangelo, Donatello e degli stessi Della Robbia, la famiglia fiorentina continua la sua antica tradizione di “mecenati d’arte” anche con una nuova, e doppia, committenza, grazie all’Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo: “Scena Fissa”, un’opera dell’artista italiano Stefano Arienti, tra i più apprezzati sulla scena internazionale, esposta accanto alla robbiana, che rilegge ed interpreta, nella mostra “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti”, in due sale separate ma comunicanti tra loro, in un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. In contemporanea, nella Vinsataia dell’avveniristica Cantina Antinori nel Chianti Classico è esposta invece “Altorilievo”, installazione site-specific di Arienti, ispirata ancora una volta alla lunetta Antinori e complementare all’opera dello stesso artista esposta al Bargello, e che entrerà a far parte della collezione permanente di famiglia.
“Sostenere e valorizzare le arti è sempre stato importante per la nostra famiglia - sottolinea Alessia Antinori - siamo oggi particolarmente orgogliosi che questa bellissima lunetta, al cui interno è raffigurato uno dei nostri antenati oltre agli stemmi di famiglia, torni finalmente a casa completamente restaurata, in occasione dell’esposizione al Museo Nazionale del Bargello, già scrigno di numerosi inestimabili capolavori dei Della Robbia”.
Composta da 46 sezioni di terracotta policroma invetriata, la robbiana di dimensioni monumentali, splendido e tra i più notevoli esempi della straordinaria tecnica della famiglia di scultori Della Robbia (Luca, Andrea e Giovanni), attivi tra il 1400 e il 1500 a Firenze, presenta infatti un ritratto quasi a grandezza naturale del suo committente, in ginocchio con le mani giunte alla destra del Cristo Risorto, con i soldati attorno al sepolcro su un articolato sfondo di paesaggio e due stemmi di famiglia ai lati della base del rilievo, una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali, che decorava Villa Le Rose, una delle Tenute di famiglia dove già all’epoca gli Antinori producevano principalmente vino ma anche olio ed altri prodotti agricoli.
Donata al Brooklyn Institute (oggi Brooklyn Museum of Art) nel 1898 dal collezionista americano Aaron Augustus Healy - dopo averla acquistata dagli stessi Antinori - la robbiana non ha più lasciato New York da allora. Nel 2016, grazie al finanziamento della famiglia Antinori, ritrova il suo splendore originale, restaurata nei laboratori del Brooklyn Museum per la mostra “Della Robbia: Sculpting with Color in Renaissance Florence”, prima esposizione americana dedicata ai Della Robbia, al Museum of Fine Arts di Boston (9 agosto-4 dicembre 2016) e poi alla National Gallery of Art di Washington Dc (5 febbraio-4 giugno 2017). L’esposizione della lunetta Antinori al Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata dai Della Robbia ed alla quale verrà dedicata un’intera sala dello spazio museale, sarà anche idealmentre riaccompagnata dal collezionista americano: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso Museo americano è infatti il “Ritratto di Aaron Augustus Healy” dipinto dal grande ritrattista statunitense John Singer Sargent nel 1907.
Info: www.antinoriartproject.it - www.bargellomusei.beniculturali.it

Focus - Dal volume “Pinchiorri a due voci. La cucina di Annie Féolde” a Milano a “Rive” a Pordenone, dalla Lezione magistrale di Marino Niola a Fico Eataly World a “Grenache, Italia” a Perugia, da “Flos Olei” a Roma a “Rubino” a Scicli, carrelata di eventi non solo natalizi, segnalati da WineNews. Il Consorzio del Nobile lancia la piattaforma del progetto Soste-Nobil-Età
Scorrendo l’agenda degli eventi wine & food, in Lombardia, a Milano, l’11 dicembre alla Libreria Hoepli in via Hoepli, Annie Féolde e l’autore Leonardo Castellucci, raccontano “Pinchiorri a due voci. La cucina di Annie Féolde” (Cinquesensi Editore; www.cinquesensi.it), il volume che narra la vicenda umana e professionale della signora della cucina italiana e di Giorgio Pinchiorri, e del “tempio” dell’Enoteca Pinchiorri a Firenze, e non solo. Nello stesso giorno, alcuni locali della città ospitano un AperiToscano con 25 vignaioli Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti dalla Toscana con i loro vini e le storie che coltivano con passione, da Pieve de’ Pitti a Pietro Beconcini Agricola, da La Querce alla Tenuta delle Ripalte, da Sassotondo a Le Cinciole, da Piombaia a Poggio L’Apparita e Rascioni &Cecconello, per citarne solo alcune (http://bit.ly/2Bzyqka). Il 13 dicembre, invece, apre i battenti “Eccellenze Campane”, il primo Polo agroalimentare della Campania in Via Cusani 1, una location esclusiva nel cuore della città dove poter gustare il meglio dell’enogastronomia campana (www.eccellenzecampane.it). In Friuli, alla Fiera di Pordenone, torna l’appuntamento biennale con “Rive, rassegna internazionale di viticoltura ed enologia” (12-14 dicembre, www.exporive.com), dal campo al vino, con le migliori tecnologie, prodotti, tecniche sia per la viticoltura sia per il trattamento dell’uva e la vinificazione, ma anche Enotrend, spazio dedicato a workshop, approfondimenti e seminari sulle nuove tendenze, innovazioni e ricerche con la guida prestigiosa di un Comitato Scientifico: da segnalare il 12 dicembre, il convegno “Nuove sfide del Prosecco tra sostenibilità e mercati” (con Diego Tomasi, direttore Crea-Vite Conegliano, Vasco Boatto, docente dell’Università di Padova, Stefano Zanette, presidente Consorzio Prosecco Doc, Innocente Nardi, presidente Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e Armando Serena, presidente del Consorzio Vini del Montello e Colli Asolani), una degustazione dei “Cru” del Consorzio del Soave, l’incontro su la “Potatura meccanica quando conviene” con il Gruppo Cevico, e il convegno “Lo scenario della viticoltura europea, tra crisi climatica e nuove esigenze del consumatore” (con il professor Attilio Scienza, presidente Comitato Scientifico, Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc, Monika Christmann, presidente Oiv, Eugenio Sartori, presidente Vivai Cooperativi Rauscedo, Coldiretti e Confcooperative); il 13 dicembre, “Le frontiere del lievito enologico: incontrare le esigenze dei vinificatori” (con, tra gli altri, Paolo Peira di Assoenologi, Paola Vagnoli di Lallemand, Area Manager Italia, Anne Julien-Ortiz, Director of R&D Lallemand, Enology Division France, Vincenzo Pepe di Lungarotti e l’enologo Nicola Biasi), la degustazione “I difetti sensoriali del vino” con Amorim Cork, “Viticoltura 4.0: viti, tecnologie, macchine e modelli per la coltivazione del futuro” con a convegno esperti e ricercatori da tutto il mondo, e la degustazione “Vitigni Resistenti” a cura di Vivai Cooperativi Rauscedo; infine, il 14 dicembre, il convegno “Pinot Grigio: l’unione fa la forza. Percorsi di successo per la nuova Doc” (con Albino Armani, presidente Consorzio Doc Delle Venezie, Eugenio Pomarici, professore dell’Università di Padova, e Roberto Zironi, presidente ordinario Dipartimento scienze degli alimenti-Università di Udine), l’incontro “Marketing del Packaging abbinato a una dimostrazione di NeuroMarketing” con Daniele Stangherlin di Amorim Cork e Vincenzo Russo di Behavior & Brain Lab Iulm, la degustazione “Pinot Grigio dal Mondo” a cura di Assoenologi, e il convegno finale “Da Fvg a Frg. Il futuro del Fvg passa dal futuro della Ribolla Gialla” (con Walter Filiputti, Attilio Scienza, Denis Pantini, project leader Nomisma Wine Monitor, Pietro Biscontin, presidente Consorzio delle Doc-Fvg, Robert Princic, presidente Consorzio Collio-Carso, Manlio Collavini della Eugenio Collavini Viticoltori, e Cristiano Shaurli, Assessore alle risorse agricole e forestali della Regione Friuli, tra gli altri).
In Veneto “Prosecco & Superiore ai Carraresi” è la prima mostra mai realizzata su questo tema, in programma fino al 1 maggio a Casa dei Carraresi a Treviso, per raccontare il vino simbolo della Marca Trevigiana, in un percorso espositivo ideato dall’imprenditore Paolo Lai e sviluppato con il coordinamento scientifico di Diego Tomasi del Crea-Ve, in collaborazione con la Fondazione Cassamarca, i Consorzi di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Montello e Colli Asolani e Prosecco doc, l’Associazione Italiana Sommelier del Veneto ed Unindustria Treviso (www.proseccoaicarraresi.it). In Piemonte, a Torino, tra gli eventi per tutti targati SignorVino, l’eno-catena del gruppo Calzedonia (www.signorvino.com), prosegue “Vino facile” il corso serale organizzato con il wine blogger Emanuele Trono, in arte, Enoblogger (www.enoblogger.com), per chi vuole avvicinarsi al mondo del vino ma in maniera divertente, appassionata e non troppo impegnativa in termini di tempo, affrontando una tematica per ogni appuntamento (il 13 dicembre c’è Blind Tasting e Marketing), tra differenze, abbinamenti da sperimentare, curiosità, giochi ed ogni volta un Bonus, una pillola che si stacca della tematica principale per scoprire aspetti legati al mondo del vino dei quali si parla molto poco. In Emilia Romagna, a Bologna, Fico Eataly World inaugura il Ciclo di lezioni magistrali internazionali Fico Mediterranean Lectures promosse dalla Fondazione Fico, con l’antropologo Marino Niola che parlerà di “Essere e benessere. La ricetta mediterranea”, con il presidente e il segretario generale della Fondazione Andrea Segrè e Alessandro Bonfiglioli e l’ad Eataly World Tiziana Primori (13 dicembre; www.facebook.com/fondazioneFICO/ - www.fondazionefico.org). In Toscana, il 13 dicembre al Teatro Poliziano a Montepulciano, il Consorzio del Vino Nobile è protagonista del seminario “Nobile e Sostenibile”, con la presentazione della piattaforma del progetto Soste-Nobil-Età, che porterà alla certificazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale delle aziende e del territorio di produzione del Vino Nobile di Montepulciano, uno dei primi distretti della sostenibilità italiani e nel mondo, con una vera e propria certificazione a riguardo secondo i dettami della norma oggi più completa a livello internazionale, Equalitas: ne parleranno, tra gli altri, Andrea Rossi, sindaco di Montepulciano, Pietro Di Betto, presidente del Consorzio, Adriano Ciofini, presidente Vecchia Cantina di Montepulciano, Umberto Di Matteo, professore del Dipartimento di Ingegneria della Sostenibilità dell’Università G. Marconi di Roma, e Michele Mannelli, alla guida di Salcheto; a seguire, in una tavola rotonda moderata dal giornalista Marco Sabellico del Gambero Rosso, si confronteranno tra gli altri il presidente Cia Dino Scanavino, il presidente Federdoc e Equalitas Riccardo Ricci Curbastro, Marcello Lunelli, alla guida del Gruppo Ferrari, ed Andrea Farinetti, direttore marketing Eataly (www.consorziovinonobile.it).
In Umbria, il Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno celebra l’autoctono Gamay del Trasimeno e i vitigni Tai Rosso, Cannonau e Granaccia, tutti appartenenti alla famiglia del Grenache, il 7 dicembre al Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago (Perugia), nella prima edizione di “Grenache, Italia”, con il convegno di apertura con Alberto Palliotti, docente di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, Davide Bambini, responsabile di zona dei Vivai Cooperativi Rauscedo, Roger Torreilles e Yves Zier, responsabile e direttore del Concorso Grenaches du Monde, il Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon e Emanuele Bizzi, presidente del Consorzio, una masterclass dedicata ai Grenache d’Italia (dal Tai Rosso dei Colli Berici con il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza al Cannonau sardo con Mariano Murru, enologo delle Cantine Argiolas, dalla Granaccia della Liguria con l’Enoteca Regionale della Liguria, al Gamay del Trasimeno con l’enologo e consulente Lorenzo Landi, la degustazione di due Grenache francesi introdotti da Roger Torreilles e Yves Zier del Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon, e un grande banco d’assaggio per i wine lovers (www.trasimenovinidoc.org). Nel Lazio, a Roma, il 9 dicembre, torna l’evento che celebra l’extravergine di qualità in tutte le sue forme: “Flos Olei”, rassegna, figlia dell’omonima Guida curata da Marco Oreggia e Laura Marinelli, di scena all’hotel The Westin Excelsior, con oltre 80 tra i migliori produttori di olio al mondo ai banchi di assaggio e grandi chef ad omaggiarlo con i loro piatti (www.flosolei.com). In Campania, il Comune di Castelvenere e la Pro Loco presentano la seconda edizione de “La Vendemmia dei Libri”, interessante rassegna eno-letteraria che si svilupperà con un appuntamento a settimana, fino al 28 dicembre a Castelvenere, in cui ogni libro presentato sarà abbinato ad un vitigno storico sannita, associando alla narrativa il racconto del territorio (qui i titoli: https://www.facebook.com/lavendemmiadeilibri/). E dopo il successo riscontrato a Milano, Verona, Firenze, Roma, Bari e Catania, “Aria di San Daniele - La Festa”, versione itinerante della storica kermesse dedicata al Prosciutto di San Daniele, fa tappa a Napoli (7-10 dicembre), Canosa di Puglia (14 dicembre) e Matera (16-17 dicembre; www.ariadisandaniele.it). Infine, in Sicilia, la barocca Scicli ospita “Rubino 2017”, evento promosso dall’associazione culturale Sem, Spazi Espressivi Monumentali, e dedicato alla bellezza, monumentale, enogastronomica, architettonica e paesaggistica, con vino e sapori in un luogo magico fatto di vicoli e case di pietra calcarea, tra incontri, degustazioni di oltre 30 cantine, show cooking, menu ad hoc nei ristoranti e passeggiate (8-10 dicembre www.rubino.it).

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