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Londra - 22 Novembre 2017, ore 14:41

Il popolo globale degli utenti di Vivino promuove a pieni voti l’Italia negli “Wine Style Awards” 2018, con 8 etichette tra i 50 vini con i voti più alti in assoluto e nomi come Quintarelli, Dal Forno, Gaja, Masseto, Ornellaia, Soldera, Marroneto

L’Amarone di Quintarelli il vino italiano più amato dai 26 milioni di utenti di VivinoCome di consueto, la parte finale di ogni anno è anche la stagione delle classifiche e dei ranking, e anche Vivino, la più utilizzata piattaforma di valutazione e recensione di vini compilata da oltre 26 milioni di utenti dai quattro angoli del globo, ha deciso di “tirare le fila”, per così dire, sullo stato delle cose per quanto riguarda i vini più apprezzati da parte della sua base di utenza nel corso degli ultimi dodici mesi, e lo ha fatto con l’edizione 2018 dei suoi “Wine Style Awards” (https://goo.gl/tJzhZv). Tre le classifiche generali, con la principale che racchiude le 50 etichette con la votazione media più alta nella scala da 1 a 5 stelle di Vivino, ed è proprio in questa “Best Rated Wines” che l’Italia enoica ha ricevuto una consistente quota di allori, con otto presenze che garantiscono al nostro Paese la terza posizione, alle spalle di Francia (18) e Stati Uniti d’America (12) e davanti a Portogallo (5), Argentina (3), Spagna (2), Cile e Australia (1).

Nello specifico, gli italiani più amati in assoluto dagli utenti di Vivino sono l’Amarone della Valpolicella Classico 2000 di Giuseppe Quintarelli (primo nella classifica dei migliori Amarone), l’Amarone della Valpolicella Classico 2012 Campo dei Titari di Brunelli (secondo tra gli Amarone), l’Amarone della Valpolicella Classico 2011 Campo Inferi di Brunelli (terzo Amarone più “promosso”), l’Amarone della Valpolicella Vigneto Monte Lodoletta 2003 di Romano Dal Forno (quarto tra i suoi pari), il Gaja & Rey 2011 di Gaja (unico bianco tricolore nella “Best Rated Wines”), l’Ornellaia 2000, il Brunello di Montalcino Riserva 2006 di Gianfranco Soldera e il Masseto 2004. Passando alla classifica dei soli rossi, piuttosto sorprendentemente, l’enologia statunitense sorpassa, anche se di poco, quella dell’Esagono, con 16 etichette a 15 e l’Italia che mantiene le sue otto menzioni (con il Sassicaia 1988 a “sostituire” il Gaja & Rey 2011), ben lontana da Argentina (4), Portogallo (3), Spagna (2), Cile e Australia (1). Una dinamica che invece, torna a replicare quella della classifica generale nel ranking dei bianchi più apprezzati dagli utenti di Vivino, con la Francia regina (17 etichette) e gli Usa a breve distanza (15), con l’Italia in terza posizione (7 vini) e a seguire Portogallo (4), Australia e Sud Africa (2), e Spagna, Germania e Cile con una etichetta ciascuno. Nello specifico, i bianchi tricolori più apprezzati sono il già menzionato Gaja & Rey 2011 di Gaja, l’Angialis 2012 di Argiolas, il Batar 2014 di Querciabella, un’altra creatura firmata Gaja - ovvero il Rossj-Bass 2016 - e poi il Donna Giovanna 2015 di Tenuta Iuzzolini, il Fiorduva 2014 di Marisa Cuomo e il Trebbiano d’Abruzzo 2013 di Valentini.
Inoltre, il team di Vivino ha anche suddiviso per tipologia o provenienza geografica i vini italiani con la votazione media più alta, dando vita a 27 diverse “sottoclassifiche”: per quanto riguarda i Chianti, la tipologia più popolare in asssoluto tra i vini italiani, il vincitore è il Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo 2012 di Fontodi (ex aequo con il Chianti Classico Riserva 2010 di Poggio Amorelli), mentre il rosso dell’Italia centrale più “quotato” è il Sagrantino di Montefalco Pagliaro 2009 di Paolo Bea (a pari quotazione con un collega umbro, il Renaia 2012 di Morami) e il suo equivalente bianchista è il summenzionato Batar 2014 di Querciabella, a pari merito con il Cervaro della Sala 2011 di Marchesi Antinori. Tra i Barbaresco, il vincitore è il Barbaresco 1998 di Gaja, tra i Barbera il gradino più alto del podio è condiviso dal Bricco dell’Uccellone 2011 di Braida e dal La Bogliona 2007 di Scarpa e tra i Barolo il vincitore è il Barolo Riserva Monfortino 2008 di Giacomo Conterno. Per i vini di Bolgheri ci sono ben tre etichette a pari voti, ovvero l’Ornellaia 2000, il Sassicaia 1998 e l’edizione 2012 della “Vendemmia d’Artista” di Ornellaia, mentre il Brunello di Montalcino Riserva 2006 di Gianfranco Soldera divide la corona di miglior Brunello con il Madonna delle Grazie 2010 de Il Marroneto. Il La Battistina Nuovo Quadro 2016 di Araldica vince la palma di miglior Gavi, i migliori Montepulciano d’Abruzzo sono il Colline Teramane Riserva 2010 di San Lorenzo e l’Harimann 2007 di Pasetti e il miglior Moscato d’Asti è il Moscato 2015 di Mia Dolcea. Tra i Nebbiolo, le due etichette hanno una sola firma, quella di Gaja, con il Nebbiolo delle Langhe 2004 che si affianca allo Sperss 1997, mentre il campione dei Prosecco, per gli utenti di Vivino, è il Cartizze Superiore 2015 di Col Vetoraz. E ancora, i migliori Ripasso sono il Tenuta Costa Rossa 2014 di Tenute Ca’ Botta e il Ripassa 2015 di Zenato, e al Pieve Vecchia 2012 di Gino Fasoli va il titolo di miglior Soave, mentre sono nuovamente tre le etichette a pari merito per il miglior Rosso della Valpolicella, con il Valpolicella Classico Superiore di Quintarelli, il Campogadis 2012 di Ernesto Ruffo e il Vigneto Monte Lodoletta 2007 di Romano dal Forno. Il Grandi Annate 2007 di Avignonesi vince il titolo di miglior Nobile di Montepulciano, il Kobelhof 2015 di Hofstätter quello di miglior Gewürtztraminer e il Dessemis 2015 di Vie di Romans la palma di miglior Pinot Grigio, mentre il miglior Pinot Nero dell’Italia settentrionale è il Vigneti delle Dolomiti 2012 di Dalzocchio. Il Gaja & Rey 2011 spadroneggia tra i bianchi dell’Italia settentrionale, mentre il campione dei Cannonau è, per gli utenti di Vivino, il Mamuthone 2015 di Giampiero Puggioni. Al Sessantanni Limited Edition 2013 di Cantine San Marzano va la palma di miglior Primitivo, mentre il miglior rosso toscano in assoluto è il Masseto 2004. Infine, il titolo campione rossista dell’enologia del Sud Italia è assegnato a pari merito all’Amanero 2011 di Selezione Fellini e all’Eremo San Quirico Gold 2012 di Nativ, e i suoi equivalenti bianchi sono l’Angialis 2012 di Argiolas e il Donna Giovanna 2015 di Tenuta Iuzzolini.

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