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Montalcino - 21 Aprile 2017, ore 16:22

Per i 50 anni il Consorzio di Montalcino celebra il 28-29 aprile alcuni personaggi storici con esperti, fa una Guida con Michelin agli chef italiani, una verticale, una charity dinner con chef Enrico Cerea. Focus: la storia del Brunello per WineNews

I vigneti del Brunello di Montalcino1967-2017: 50 anni fa nasceva il Consorzio del Brunello. Mezzo secolo che sar celebrato a Montalcino il 28 ed il 29 aprile, in una due-giorni in cui il Consorzio ripercorrer la sua storia, chiamando per farlo alcuni dei personaggi storici del territorio e premiando i protagonisti del 1967, e guader al futuro con giornalisti, comunicatori e imprenditori, chiamati a tracciare gli scenari in cui i produttori dovranno cimentarsi per mantenere la leadership internazionale, a partire dal fondatore di Vivino Heini Zachariassen, in due diversi talk show. E, proseguendo una partnership gi pi volte rinnovata, ci sar anche la presentazione di una Guida creata con Michelin e dedicata agli chef stellati italiani, con Marco Do, direttore della Comunicazione Michelin Italia. Quindi, come gi anticipato da WineNews sul programma delle celebrazioni, ci saranno una degustazione verticale di vini e annate significative condotta dal sommelier Campione del Mondo Luca Martini, e una charity dinner stellata con lo chef Chicco Cerea in favore della Misericordia di Montalcino, accanto ad una nuova limited edition di Brunello.

La due-giorni inizia il 28 aprile, giorno in cui venne fondato il Consorzio, allindomani del riconoscimento della Doc al Brunello di Montalcino, con il convegno al Teatro degli Astrusi Il coraggio e lorgoglio: i protagonisti del Brunello 50 anni dopo, condotto dal giornalista Luciano Ferraro del quotidiano Corriere della Sera. Dopo la proiezione di un video che ripercorre le tappe principali del Consorzio, verranno premiati e ricordati i soci fondatori. Seguir, tra i protagonisti storici, unintervista a Francesca Colombini Cinelli, una signora del Brunello e della sua storia con la Fattoria dei Barbi, pionera nel puntare sullenoturismo, ma anche sulla sua cultura, con linvenzione negli anni Ottanta di un importante riconoscimento internazionale che ha premiato i pi grandi personaggi della cultura, della letteratura e del giornalismo italiano e internazionale, ed Ezio Rivella, gi presidente del Consorzio ed oggi past presidente, e, soprattutto enologo-manager del pi grande progetto mai realizzato nella produzione di vini di qualit in Italia opera dei fratelli italo-americani Mariani come viene definita la Castello Banfi, fondata alla fine degli anni Settanta, ed oggi una delle realt pi importanti del vino italiano che ha fatto conoscere il Brunello nel mondo, che dialogheranno sul grande fenomeno e successo del Brunello ricordando i personaggi che partendo da una fase pioneristica hanno portato il grande rosso toscano ai vertici dellenologia mondiale (ma senza la famiglia Biondi Santi, che nellOttocento ha inventato il Brunello di Montalcino nella storica Tenuta Greppo, dove ancora oggi se ne custodiscono la tradizione e il BBS/11, Brunello Biondi Santi, vite n. 11, unico clone aziendale di Sangiovese grosso, ndr). Chiuder i lavori Marco Do, direttore della Comunicazione di Michelin Italia, con la presentazione della Guida Michelin dedicata agli chef stellati italiani e creata apposta per loccasione che sancisce una partnership ormai consolidata tra il Consorzio e la Guida pi famosa al mondo, rinnovata a Benvenuto Brunello 2017 a Montalcino con la Michelin testimonial delle stelle assegnate alla vendemmia 2016, celebrate nella tradizionale piastrella. Infine, unacharity dinner (per raccogliere fondi per la Misericordia di Montalcino, ndr)nella cornice della Fortezza, a cura dello chef Enrico Cerea, del ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio a Brusaporto (il costo di250 euro a persona, ndr).
Il 29 aprile sar, invece, dedicato agli scenari futuri con lincontro La grande sfida del Brunello: i mercati del futuro, in cui Ferraro stimoler il confronto tra il fondatore di Vivino Heini Zachariassen, Marcello Masi, gi direttore del Tg2 e conduttore della trasmissione Linea Verde Il Sabato su Rai1 e ideatore della trasmissione I Signori del Vino, il vicedirettore del Tg5 Giuseppe De Filippi, e il responsabile di Wine Monitor per Nomisma Denis Pantini (con il lancio della prima App enoturistica su Montalcino by Copernico); al centro del dibattito come il Consorzio ed il Brunello dovranno affrontare le sfide del mercato internazionale sia sotto laspetto dei nuovi media e delle nuove tecnologie per la vendita e distribuzione, sia da quello della comunicazione sia infine da quello della trasformazione del comportamento di acquisto e della domanda a livello mondiale.
Ma ci saranno anche una degustazione verticale con le etichette-simbolo di alcune cantine e delle annate pi significative degli ultimi 50 anni, condotta dal sommelier campione del mondo Luca Martini (28 aprile) ed una limited edition di bottiglie di Brunello di Montalcino 2012 (con etichetta ispirata alla piastrella celebrativa della vendemmia, realizzata dalla griffe della moda Cruciani, ndr).
Info: www.consorziobrunellodimontalcino.it

Focus - Cera una volta il Consorzio del Brunello. Ma ancora prima cera il Brunello, inventato a fine Ottocento dalla famiglia Biondi Santi. Inizia da qui la storia di WineNews del grande rosso, ripercorsa mentre il Consorzio celebra i 50 anni (1967-2017)
Cera una volta il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Ma ancora prima cera il Brunello, inventato alla fine dellOttocento nella Tenuta Greppo della famiglia Biondi Santi, a Montalcino, dove gi Clemente Santi, sperimentando nuove tecniche enologiche, otteneva riconoscimenti per il suo vino rosso scelto (Brunello) del 1865, e nel 1870, il nipote, il garibaldino Ferruccio selezionava un particolare Sangiovese vinificandolo in purezza, e ancora oggi se ne custodisce la tradizione, a partire proprio dal clone BBS/11 (Brunello Biondi Santi, vite n. 11, unico clone aziendale), ma anche bottiglie storiche dal valore inestimabile, dal Brunello Riserva 1888 alla mitica Riserva 1955, unico italiano inserito dalla rivista Usa Wine Spectator tra i 12 migliori vini del Novecento, fino alle annate pi recenti, tra i fine wine pi costosi e desiderati. Inizia da qui la storia del Brunello di Montalcino, che WineNews ripercorre mentre il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, fondato il 28 aprile del 1967, allindomani del riconoscimento della Doc al Brunello, tra le prime dItalia (il 28 marzo con Decreto del Presidente della Repubblica;Docg dal1980), da alcuni produttori illuminati sulle sue potenzialit (erano 25 allepoca) che vollero creare un ente che tutelasse la produzione enoica del territorio, celebra i suoi 50 anni.
Nellanalisi del fenomeno Brunello da parte di WineNews, al di l della sua invenzione a fine Ottocento, ad opera della famiglia di scienziati e letterati Biondi Santi (nel solco di un humus comune ad altre famiglie borghesi di Montalcino, come gli Angelini, Anghirelli, Costanti, Padelletti, Paccagnini...), il Brunello un vino assolutamente moderno, il cui distretto nato a met anni Settanta, a partire da un investimento, monstre allepoca, per un territorio che, oggi, uno dei pi grandi attrattori di capitali. quello ad opera della famiglia italo-americana Mariani, insieme allenologo-manager Ezio Rivella, alla base della nascita di una delle pi grandi aziende italiane e internazionali: Castello Banfi. Una scintilla, che ha innescato uno sviluppo virtuoso di questo territorio, con lottimo perato dei sindaci Ilio Raffaelli e Mario Bindi, grazie al Brunello ed ai conseguenti investimenti, dal vigneto alle cantine, ma anche a scelte importanti di marketing e comunicazione, di aziende che, accantoad un pugno di mezzadri e agricoltori locali (Nello Baricci, Primo Pacenti, Benito Cencioni, Alfo Bartolommei, AssuntoPieri...) in questo modo, hanno innalzato limmagine di tutto il territorio. Aziende, e famiglie gi artefici della storia del Brunello, come la Fattoria dei Barbi di Francesca Colombini Cinelli, e poi Col dOrciae la storica Argiano dei Marone Cinzano (appartenuta prima alla famiglia Gaetani Lovatelli dAragona), Il Poggione della famiglia Franceschi e, pi tardi, larrivo dei milanesi: Consonno (adAltesino e Caparzo, oggi di Elisabetta Gnudi Angelini), Soldera (a Case Basse), Bellini (Santa Restituta)...Ma anche con larrivo, negli anni Ottanta, per esempio, del pittore-vigneron Sandro Chia che, primo di una lunga schiera di vip e personaggi famosi davvero di ogni settore che continuamente si arricchisce, ha scelto Montalcino e il Castello Romitorio per produrre il suo vino.
Senza dimenticare, in epoca pi tarda,i riconoscimenti ai vertici della critica internazionale, da ultimi, con la pluricelebrata annata 2010, con la quale The Wine Advocate ha assegnato per la prima volta i 100/100 al grande rosso toscano, con il Tenuta Nuova di Casanova di Neri (gi miglior vino al mondo al vertice della top 100 di Wine Spectator con lannata 2001), il Madonna delle Grazie de Il Marroneto e con il Pian dellOrino.

Tutto questo ha portato allaffermazione del fenomeno Brunello. Dietro al quale, oggi, c una realt di 250 aziende, che hanno un mercato mondiale, ma anche locale, se si pensa al mondo che ogni anno viene a Montalcino grazie al turismo del vino. E tutti motivi per cui, il futuro di Montalcino e del Brunello, sar sempre di pi, e ancora di pi, proiettato a livello internazionale.
Pi 2.474%: basta questo dato, analizzato da WineNews, per comprendere quello che oggi Montalcino. la percentuale di rivalutazione di un ettaro di vigneto a Brunello, dal 1966 anno di nascita della Doc (quando erano 64 ettari), quando valeva 1,8 milioni di lire, ad oggi che vale 400.000 euro (e gli ettari vitati sono 2.100, su 3.500 totali). Una crescita in valore di oltre 25 volte, che ne fa il re anche dei territori del vino italiano esplosi negli ultimi 50 anni (dove il valore di un ettaro a Brunello, a quotazioni di mercato, stimato tra i 450 ed i 500.000 euro, e lo sfuso viaggia sui 1.000 euro al quintale), alimentando quellappeal che sembra inarrestabile nellattrarre capitali, con tutti i pi grandi marchi del vino italiano (da Antinori a Gaja), e investitori-imprenditoristranieri, muovendo un business stimato di170 milioni di euro (per una produzione di14milioni di bottiglie, di cui 9,1 milioni di Brunello e 4,5 milioni di Rosso di Montalcino). Ma anche annoverandolo tra i territori del vino pi prestigiosi al mondo a livello internazionale, con i quali necessariamente a livello locale, in un futuro che sempre pi passa dalla zonazione e dalleducazione dei consumatori alle diversit, va mantenuto un passo spedito e competitivo.

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