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Verona - 19 Aprile 2017, ore 13:02

“... pro qualibet carrata fresearorum solidum unum, denarios sex”: con una bolla doganale del 1517 inizia ufficialmente la storia del Freisa, vino-vitigno piemontese che ha appena festeggiato i 500 anni di “denominazione”, e progetta il futuro

La Bolla Doganale del 1517 dove inizia la storia del piemontese FreisaNon sono molti i vini che in Italia, possono vantare una storia plurisecolare “certificata”. È il caso però, della Freisa, vino-vitigno storico e caratterizzante del Monferrato e delle Langhe Patrimonio Unesco. “…pro qualibet carrata fresearorum solidum unum, denarios sex”: con questa frase, contenuta in un tariffario del 1517, comincia infatti la storia ufficiale di uno dei vitigni piemontesi più eclettici: il Freisa. Nell’antico documento, una bolla doganale di Pancalieri, piccolo Comune a sud delle colline torinesi, le “carate delle frese” erano considerate vini pregiati e pagati il doppio degli altri. Una traccia storica, forse, di quello che studi genetici recenti del Cnr di Torino hanno evidenziato, individuando un legame di parentela di primo grado tra il Nebbiolo e il Freisa, di cui quest’ultimo sarebbe discendente.
Geni nobili, quindi, per un vitigno controcorrente e “rustico”, che con 500 anni di storia alle spalle non è mai stato così giovane e che (a Vinitaly 2017) si è presentato ai professionisti del vino con le sue cinque Doc: Freisa di Chieri, Freisa d’Asti, Monferrato Freisa, Langhe Freisa e Colli Tortonesi Freisa.
Oggi il Freisa è coltivato quasi esclusivamente in Piemonte, dove interessa una superficie di 854 ettari, quasi il 2% dell’area vitata regionale. I vigneti si estendono dalle colline a sud di Torino, che vanno da Chieri ad Asti, al Casalese alessandrino e in piccole aree della Langa Cuneese, nel Tortonese, nel Pinerolese, Canavese e nei Colli Novaresi. Un vitigno autoctono e poliedrico, le cui uve rosse si prestano a stili di vinificazione profondamente diversi, dando vita a vini frizzanti, secchi, dolci, giovani, ma anche adatti a invecchiare. Con una produzione di nicchia (poco più di 532.000 bottiglie nel 2014, www.viniastimonferrato.it), ma che racconta una delle tante storie antiche e diverse che animano le Langhe ed il Monferrato del vino.
“Per la prima volta, dopo 500 anni, siamo riusciti a mettere insieme tutti i produttori di Freisa - sottolineano il presidente del Consorzio del Freisa di Chieri, Luca Balbiano, e il presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici - Si parla sempre di gioco di squadra, ma difficilmente lo si fa. Questa volta invece, anche attraverso la collaborazione con la Regione Piemonte e il Consorzio Piemonte Land of Perfection, ci siamo presentati uniti per promuovere un vitigno in cui crediamo molto”.
Per festeggiare il 500esimo anniversario della denominazione, il 2017 vedrà fino all’autunno un intenso calendario di eventi, di cui saranno protagoniste in particolare le due storiche aree di coltivazione: le colline del Torinese e dell’Alto Monferrato. Il 17 e 18 giugno nel centro storico di Chieri, a pochi chilometri da Torino, prenderà il via l'edizione n. 8 “Di Freisa in Freisa”, quest’anno sempre più “pop” con un intenso weekend di laboratori, degustazioni e contaminazioni che vedranno il Freisa duettare con la musica, la letteratura e, naturalmente, con i prodotti d’eccellenza dell’enogastronomia locale, in collaborazione con i Maestri del Gusto della Camera di commercio di Torino. Altro cuore nevralgico dei festeggiamenti sarà Castelnuovo Don Bosco, nel Monferrato astigiano, dove il Freisa si racconterà al pubblico esplorando tutte le sue sfumature, passate, presenti e future.
“Siamo in un momento storico particolare - sottolineano Filippo Mobrici e Luca Balbiano - di grande successo, ma anche di confine. Abbiamo raggiunto un livello qualitativo altissimo, che 50 anni fa non era immaginabile e che oggi la tecnologia rende possibile. Ci troviamo però ad un bivio: serve una nuova generazione che creda in questo vitigno e lo porti avanti, preservandone la tradizione e allo stesso tempo aumentandone la diffusione. Con 500 anni di storia alle spalle, è tempo per il Freisa di valicare i suoi confini”.
“La Freisa è un vitigno prestigioso, utilizzato da sempre per produrre grandi vini - sottolinea Giorgio Ferrero, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte - un vitigno che merita un futuro importante, con le tipologie attualmente prodotte, che già stanno dando grandi soddisfazioni, e magari a fianco la produzione di un super Freisa, capace di conquistarsi un posto significativo sui mercati internazionali e di trainare l'immagine del vitigno”. Che con oltre 5 secoli di storia alle spalle, progetta un nuovo futuro.

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