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Roma - 14 Ottobre 2016, ore 18:18

Ocm Promozione, che caos! Nella nuova graduatoria nazionale delle Politiche Agricole solo 10 progetti ammessi (e finanziati) su 26 presentati. Il finanziamento scende da 30 a 13 milioni di euro. E già partono i ricorsi degli ex-finanziati ora esclusi

La nuova graduatoria Ocm Promozione 2016 Nel giorno i cui, secondo dichiarazioni Agea, doveva essere tutto pronto per la firma dei contratti per i progetti di Promozione nei Paesi Terzi finanziati con la quota nazionale (oltre 30 milioni) dei 100 milioni di euro totali a disposizione per l’Italia (70 sono gestiti dalle Regioni), il Ministero delle Politiche Agricole, come annunciato, ha pubblicato oggi una nuova graduatoria dei progetti finanziati, che, di fatto, stravolge quella conosciuta e pubblicata a fine luglio, con tempistiche e modalità che faranno sicuramente discutere (dopo i ricorsi dei mesi scorsi, i verbali del Comitato di Valutazione sono stati emessi il 12 e 13 ottobre). E di 26 progetti inizialmente ammessi (peraltro secondo un bando pubblicato dal Ministero stesso con ampio ritardo, e dopo una lunghissima trattativa e concertazione con la filiera), di cui 18 finanziati e 8 finanziabili, ne restano solo 10, tutti finanziati, la metà dei quali appartenenti a soggetti ammessi a finanziamento ma per i quali, inizialmente, non vi erano risorse. Con il totale del finanziamento erogato per la misura promozione (fondamentale per un Paese come l’Italia il cui vino cresce solo grazie alle esportazioni) che dagli oltre 30 milioni disponibili, in precedenza tutti finalizzati a questo, ne verranno utilizzati poco più di 13 (il finanziamento di ogni progetto non può superare il 50% del totale), con un grosso punto interrogativo sui restati 17 che, secondo i rumors, potrebbero venire dirottati su altre misure Ocm. Con il Ministero che, dunque, non sembra aver tenuto conto della decisione del Tar di non sospendere la validità del decreto, dopo i ricorsi presentati da alcuni soggetti, chiedendo però ultreriori verifiche e documentazioni da presentare entro 60 giorni dalla data della sentenza del 12 ottobre (https://goo.gl/FJph0Z).
Insomma, un quadro complessivo decisamente caotico, in cui regna una confusione che si doveva e si poteva evitare, che danneggia non solo i diretti interessanti, ma tutta l’immagine di una filiera tanto importante come quella del vino, a partire dalla Pubblica Amministrazione.
In ogni caso, la nuova graduatoria, sancita nel Decreto Direttoriale n. 76507 del 14 ottobre 2016 (https://goo.gl/o4P7yb), che modifica dunque quello n. 58677 del 26 luglio 2016 (https://goo.gl/ls9Epo) vede al primo posto il progetto Tintos e Blancos Italianos en Bolivia”, presentato dal Consorzio Amerigo Vespucci, che riceverà 357.000 euro, seguito da “El Sabor de los Vinos Italianos en Bolivia” del Consorzio Magellano, cui andranno 278.000 euro, e dal progetto di Confagri Promotion, “Top Italian Wines in Messico, Cile, Perù, Area Caraibi, Australia, Nuova Zelanda, Area Penisola Arabica, Area Sud Est Asiatico”, da 2,1 milioni di euro di cui 1,03 di finanziamento (e unico progetto salvo di questo soggetto, che nella prima graduatoria ne aveva ben 4 già approvati, per un totale di oltre otto milioni di finanziamento complessivo, ndr), seguito da “Doc Wines - Italian Excellences around the World” di Federdoc, progetto da 659.000 euro, di cui 323.000 finanziati, e da quello dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi (che riunisce sotto lo stesso tetto alcuni tra i brand top del vino italiano, da Alois Lageder ad Antinori, da Argiolas a Biondi Santi, da Ca’ del Bosco a Carpené Malvolti, da Donnafugata a Ambrogio e Giovanni Folonari, da Gaja a Jermann, da Lungarotti a Masi, da Mastroberardino a Michele Chiarlo, da Pio Cesare a Rivera, da Tasca d’Almerita a Tenuta San Guido, ad Umani Ronchi) “Italian Wine Tour 5” da 5,26 milioni di euro complessivi, di cui 2,5 di finanziamento (con l’Istituto che si è visto cancellato però il progetto precendemente ammesso “Italian Wine Tour 4”, da 4,9 milioni di euro, di cui 2,4 di finanziamento, ndr).
E fin qui i progetti sono tra quelli per cui già nel primo decreto era previsto il finanziamento. A seguire, passano da finanziabili a finanziati il progetto “Taste Italian Wines” dell’Ati che ha per capofila Cantine Sgarzi (tra quelle che avevano chiesto la sospensione del decreto Ocm al Tar, ndr), con un finanziamento di 2,1 milioni di euro su 4,2 di progetto complessivo, seguito da “Wine App! Best Italian Wine Appellattions” dell’Ati che vede per capofila Santa Margherita, da ben 6,12 milioni di euro (con un contributo di 2,99 milioni di euro, il più alto in assoluto), e da quello di Italia del Vino Consorzio “New Frontiers for Italian Wine” da 3,5 milioni di euro (di 1,7 di finanziamento). Chiudono la nuova graduatoria il progetto “Valorizzazione delle eccellenze vitivinicole Italiane” che ha per capofila la omonima Ati guidata da Frescobaldi, con 1,7 milioni di euro di finanziamento su 3,9 milioni complessivi, e “La cultura dei vini italiani nel mondo” dell’Ati Italian Wine Terroirs che vede per capofila la Yuca Snc.
Esclusi, quindi, tutti gli altri progetti, sia quelli già finanzianti- ATI Vinitaly International, Consorzio Experience Italy, Consorzio Italian Essence, ATI Progetto Italian Wine Wave - Valiano,Ati Only Wine (Vassallo Delfino e P. srl), Cavit, ATI capofila Istituto del Vino di Qualità Grandi Marchi (Usa, Svizzera, Brasile), Confagri Promotion Scarl (Canada, Cina, Giappone, Corea), Confagri Promotion Scarl (Russia, Ucraina), Confagri Promotion S.c.a.r.l. (Usa), Rete di impresa H2NO, Rete di impresa Enonè, Rete di impresa Fa. Be. Wines - che quelli inizialmente ritenuti ammissibili ma non finanziati- ATI Unavini Sca capofila; ATI Nosio Spa e Italia del Vino Consorzio (Area Balcanica, Area Caraibica, Area Centroamericana, Brasile, Giappone, Svizzera, Russia), perchè, si legge nel decreto, dopo le verifiche del comitato di valutazione (ed i verbali 1 e 2 rispettivamente del 12 e 13 ottobre) del comitato di Valutazione alla cui guida, l’11 ottobre, è stato nominato Luigi Polizzi, il Ministero, si è ha ravvisato il mancato rispetto di quanto previsto dall’articolo 6 comma 3 (il beneficiario non ottiene il sostegno a più di un progetto per lo stesso mercato del paese terzo nella stessa annualità; tale preclusione è valida anche in caso di progetti pluriennali in corso e in caso di partecipazione del beneficiario a progetti presentati da raggruppamenti temporanei) e dall’articolo 11, comma 1 lettera” b” (nuovo beneficiario, dove per nuovo beneficiario si intende uno dei soggetti indicato al precedente articolo 3 che non ha beneficiato dell’aiuto sulla Misura Promozione nel corso dell’attuale periodo di programmazione 2014-2018. Nel caso di raggruppamenti, il requisito deve essere posseduto da tutti i partecipanti al raggruppamento medesimo” del decreto 32072 del 18 aprile (https://goo.gl/dB4WCq) del Ministero delle Politiche Agricole, con cui si dava attuazione alla misura.
Ma, ovviamente, la partita non è affatto chiusa, visto che molti degli ex-beneficiari, oggi esclusi, ovviamente hanno già presentano nuovi ricorsi, come conferma la nota dei consorzi “Italian Essence” e “Experience Italy”: “possono gli elementi condivisi di partecipazione ad un bando significativo divenire elementi di compartecipazione ad uno sbando insignificante? I consorzi “Italian Essence” e “Experience Italy” prendono atto della decisione assunta dal Ministero, manlevata da una approfondita sequenza di domande e risposte ottenute, e manlevata infine dal pronunciamento del Tar in data 12 ottobre 2016. Ciò significa che tutte le buone ragioni del nostro buon operato fin qui adempiute saranno tutelate, difese e sostenute, tramite ricorsi. Siamo stati tagliati fuori dalla graduatoria con motivazioni nulle e pretestuose. La funzione di responsabilità da parte del Ministero di ciò che esso ha istituito e spiegato sarà fatta valere contro la decisione dello stesso Ministero comunicata oggi”.
Due consorzi i cui progetti, come altri ammessi e finanziati nella prima graduatori, e pooi esclusi a poche ore dalla firma dei contratti, sono stati curati dallo studio specializzato di Firenze Business Strategies, guidato da Silvana Ballotta, che, a WineNews, aggiunge: “il comportamento dell’Amministrazione (leggi Ministero delle Politiche Agricole) ci sconcerta, non ha tenuto conto delle indicazioni del Tar dei giorni scorsi. Ora è evidente che la situazione evolverà a colpi di ricorsi”.

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