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Articoli

13-09-2007

ITALIA OGGI

Lo spumante italiano piace sempre di più ... Gli spumanti fanno segnare nel primo semestre 2007 una crescita del 9,9% medio di ordini e di vendite. Questo il dato sintetico e positivo che emerge dal sondaggio a campione e dal monitoraggio compiuto dall’osservatorio del Forum spumanti d’Italia, evento svoltosi lo scorso fine settimana a Villa dei Cèdri di Valdobbiadene (TV) diretto da Giampietro Comolli, grazie alle risposte del questionario inviato alle 700 singole imprese spumantistiche nazionali.
Le risposte complete e in tempo sono pervenute da 107 case che rappresentano in volume oltre il 75% del totale. In termini di valore l’incremento di spesa non è stato pari alla crescita dei volumi a significare che c’è stato a inizio anno un calo del prezzo medio oppure che il maggiore sviluppo degli ordini si è indirizzato verso i prodotti di prezzo più contenuto, è stato riscontrato soprattutto nei paesi che dipendono dal cambio del dollaro. Gli ordini migliori sono pervenuti dai mercati Usa e Giappone, rispettivamente +19% e +9 %.
Il Forum Spumanti d’Italia (patrocinato fra gli altri dall’Unione delle camere di commercio di Roma, dai ministeri delle politiche agrarie e delle attività produttive oltre che dalle regioni del Nord Italia e da diverse province), ha chiesto al noto web-site www.winenews.it di sondare i propri enonauti o wine lovers sul consumo estivo e sulle tipologie di consumo degli spumanti durante l’estate. In termini di incremento di valore il dato più eclatante viene sempre dagli Usa dove si riscontra un ulteriore passo avanti nella bilancia per un +24% contro un +19% dei volumi.
Un segnale positivo viene anche dalla Germania (+18% rispetto al primo semestre 2006) che sta riprendendo un ritmo di crescita buono e interessante è anche l’incremento verso la Spagna e la Francia tradizionalmente mercati chiusi. Grande successo del vino italiano anche nel Regno Unito dove è destinato oltre il 10% del totale export, con un incremento della tipologia bollicine spumante del 16,5% rispetto all’anno precedente. Exploit, infine, in Russia con un +60% in quantità e un +70% in valore. A far lievitare ulteriormente i dati di vendita dello spumante e dei vini in generale potrebbe essere la campagna promozionale all’estero che la società Buonitalia finanzierà con parte dei 50 milioni di euro destinati all’agroalimentare made in Italy.

 

28-08-2007

ANSA

Cinema: una “top five” per i film piu”... golosi ... Da Winenews-Vinitaly sondaggio su enogastronomia in pellicola... Buona tavola, buon vino e… buon cinema. Un rapporto stretto, spesso distrattamente ignorato. Eppure tra il mondo della celluloide e quello enogastronomico c’é intesa profonda. A testimoniarlo è un sondaggio promosso da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati del mondo del vino, in collaborazione con Vinitaly. Ne è emerso un quadro preciso sui film ad argomento enogastronomico preferiti dal popolo degli “enonauti”, con una “top five” che vede al primo posto “Il Pranzo di Babette” seguito da “Sideways”, “La Grande Abbuffata”, “Mondovino” e “A Good Year”.
I cinque film preferiti disegnano un quadro che spazia dalla delicatezza cinematografica de “Il Pranzo di Babette” (che ha ottenuto il 35% delle preferenze), alla prima vera e propria prova del vino come protagonista nel film “Sideways” (24%), alla grande potenza espressiva de “La Grande Abbuffata” (17%), fino alla precisione documentaristica di “Mondovino” (14%) e al mix di vigneti e sentimenti di “A Good Year” (10%).
Ma sono state tante anche le segnalazioni per film di genere enogastronomico-sentimentale quali “Chocolat”, “Il profumo del mosto selvatico”, “Come l”acqua per il cioccolatò. Molti anche gli “enonauti” che hanno dato la loro preferenza a film dal sapore ironico e divertente: è il caso di “L”ala o la coscia?”, bonaria presa in giro delle manie gastronomiche francesi; “Pranzo reale”, satira di costume che unisce il gusto britannico del paradosso ad una tiratura grottesca in parte debitrice dei Monty Python; “Tampopo”, stravagante presa in giro dei costumi giapponesi, compresi quelli della tavola e “Qualcuno sta uccidendo i piu” grandi cuochi d’Europa”, commedia gialla in cui il raffinato e saporito mondo dei gourmet è messo in subbuglio da un misterioso assassino.
Nel cuore degli “enonauti” che hanno risposto al sondaggio non mancano però riferimenti “storici” che hanno legato il cibo a momenti importanti del cinema. E’ il caso di quello che continua a rimanere il più grande spot per gli spaghetti, oltre che una marcata parodia del rito della tavola degli italiani: i “maccaroni” divorati da Alberto Sordi in “Un americano a Roma”. E non è mancato chi ha ricordato, sempre nel filone della tavola un po’scomposta, John Belushi e Dan Aykroyd alle prese con cocktail di gamberi, pane bianco e Dom Perignon nel film cult “The Blues Brothers”.

 

28-08-2007

ANSA

Cinema: Winenews-Vinitaly, ecco i film più... golosi ... “Il Pranzo di Babette”, “Sideways”, “La Grande Abbuffata”, “Mondovino”, “A Good Year”: è questa la “top five” dei film, ad argomento enogastronomico, preferiti dal popolo degli “enonauti” che ha risposto al sondaggio promosso da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati del mondo del vino, in collaborazione con Vinitaly. I cinque film preferiti disegnano un quadro che spazia dalla delicatezza cinematografica de “Il Pranzo di Babette” (35% delle preferenze), alla prima vera e propria prova del vino come protagonista nel film “Sideways” (24%), alla grande potenza espressiva de “La Grande Abbuffata” (17%), fino alla precisione documentaristica di “Mondovino” (14%) e al mix di vigneti e sentimenti di “A Good Year” (10%).
Tante le segnalazioni anche per film di genere enogastronomico-sentimentale quali “Chocolat”, “Il profumo del mosto selvatico”, “Come l”acqua per il cioccolato”. Molti anche gli “enonauti” che hanno dato la loro preferenza a film dal sapore ironico e divertente: è il caso di “L”ala o la coscia?”, bonaria presa in giro delle manie gastronomiche francesi; “Pranzo reale”, satira di costume che unisce il gusto britannico del paradosso ad una tiratura grottesca in parte debitrice dei Monty Python; “Tampopo”, stravagante presa in giro dei costumi giapponesi, compresi quelli della tavola e “Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa”, commedia gialla in cui il raffinato e saporito mondo dei gourmet è messo in subbuglio da un misterioso assassino.

 

26-08-2007

LA STAMPA

Rossi e bollicine rubano il cuore del “wine-lover” ... L’hit parade delle preferenze nel bicchiere... Nei loro bicchieri gli enoappassionati “wine-lover” vedono rosso e confermano massicciamente la preferenza per il vino made in Italy. Intanto galoppa il gradimento per le “bollicine”, in un testa a testa, inimmaginabile fino a qualche anno fa, con i bianchi “fermi”.
A guidare, invece, la classifica dei preferiti sono i vini “di territorio”: in testa c’è Montalcino, seguito a ruota dalle Langhe, dalla Valpolicella e dal Chianti Classico. Questa è la fotografia del bere bene in Italia scattata dal magazine on line www.winenews.it, uno dei siti più autorevoli del mondo del vino. L’analisi di WineNews ha riconfermato lo strapotere (60%) dei rossi, mentre solo il 15% degli enoappassionati predilige i bianchi. Ma il risultato sorprendente è quello degli spumanti che incassano il 15% delle scelte. Un 10% tra i cultori del vino indica di preferire quelli dolci. Fra gli italiani il più amato è il Brunello di Montalcino, seguito da Barolo e Amarone di Valpolicella. A ruota Chianti Classico e Barbaresco, seguiti dai vini di Bolgheri (tra cui regna il Sassicaia), poi Nobile di Montepulciano e Taurasi, quindi, a pari merito, Sagrantino di Montefalco, Collio, Franciacorta e Passito di Pantelleria.
Riguardo alla geografia del bere il 70% degli appassionati sceglie l’Italia, ma una percentuale del 30% non rinuncia ai vini stranieri. E qui la Francia mantiene saldamente il vertice della classifica: in testa, con il 16%, lo Champagne seguono il Borgogna (15%), il Bordeaux (13%) e il Sauternes (9%). Il resto d’Europa incassa un 5% di preferenze, ripartito tra Austria, Germania, Spagna e il “nuovo mondo” del vino (Australia, Cile, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Argentina, Sud Africa) si attesta sul 15%.
Ma dietro ai grandi vini ci sono uomini o donne che li firmano, assicurando ad un tempo qualità, fascino e affidabilità. In questa hit parade, secondo un altro sondaggio di WineNews, il primo nome in assoluto è quello di Angelo Gaja, sul podio, seconda e terza, le toscane Antinori, prestigioso marchio storico che da poco ha festeggiato i cinquecento anni del suo palazzo rinascimentale a Firenze, e la Tenuta San Guido, la cantina che produce il Sassicaia, archetipo dei Super Tuscan. Seguono, alla pari, le due grandi “signore” del vino siciliano: Planeta e Donnafugata, fautrici della rinascita enologica della regione; ancora un triplo ex-aequo in quinta posizione, dove si trovano fianco a fianco le toscane Tenuta dell’Ornellaia e Castello Banfi, la più grande azienda nel territorio del Brunello, e l’umbra Caprai, la cantina che ha rilanciato in Italia e nel mondo il Sagrantino di Montefalco; a chiudere la classifica dei brand più glamour dell’ enologia: la Biondi Santi (Tenuta Il Greppo), la cantina che ha “inventato” il Brunello di Montalcino, la campana Feudi di San Gregorio, le franciacortine Bellavista e Ca’ del Bosco e la toscana Frescobaldi. Per riscontrare preferenze e tendenze dei consumatori il prossimo appuntamento sarà a Torino, dal 26 al 29 ottobre, con il “Salone del Vino”, un momento ideale per comunicare col mercato e promuovere i consumi. Un evento commercial- mediatico che dà valore aggiunto alle aziende e focalizzerà l’attenzione sui segmenti emergenti del settore.

 

26-08-2007

LA STAMPA

Gli “Ambasciatori del territorio” in Italia ... Val d’Aosta Les Crétes

Piemonte
Ceretto
Altare
Aldo Conterno
Gaja
Bruno Giacosa
Michele Chiarlo
Bartolo Mascarello
Bologna
Poderi Luigi Einaudi

Lombardia
Bellavista
Ca’ del Bosco
Berlucchi

Trentino
Ferrari
Cantina La Vis

Veneto
Masi
Anselmi
Bertani
Dal Forno
Allegrini
Quintarelli

Friuli Venezia Giulia
Schiopetto
Jermann
Venica

Toscana
Tenuta S. Guido
Antinori
Ricasoli
Banfi
Biondi Santi
Fattoria dei Barbi

Marche
Fazi Battaglia
Umani Ronchi

Umbria
Caprai

Abruzzo
Masciarelli
Valentini

Campania
Mastroberardino
Feudi di S. Gregorio

Sicilia
Donnafugata
Planeta
Tasca d’Almerita

Sardegna
Argiolas
Fonte: Wine News

 

02-08-2007

LIBERO MERCATO

Gaja plaude a Bruxelles. “Tagliare i rami secchi farà bene al vino italiano” ... La riforma... Il mondo del vino italiano sembra non avere bene accolto la nuova Ocm vino.
“Penso invece che la commissione agricola di Bruxelles abbia avanzato una proposta più che buona, di assoluto buon senso. Sono due gli obiettivi che la nuova 0cm si pone: riequilibrare dapprima il mercato sospendendo l’erogazione di contributi per la distruzione delle eccedenze e destinando sovvenzioni per l’estirpazione di 70.000 ettari di vigneto in Italia; riorganizzare l’offerta del vino europeo e migliorarne la promozione al fine di guadagnare competitività sui mercati.
Dove estirpare? Nelle aree vinicole italiane di scarsa vocazione, che sono da individuare tra quelle che per continuità e per quantità avevano in passato più largamente beneficiato di sovvenzioni per la distruzione della loro sovrapproduzione vinicola. Siamo ancora in una fase negoziale ed è del tutto normale che dal nostro Paese si siano manifestate preoccupazioni e siano state avanzate delle controproposte; è in gioco anche una difesa di interessi corporativi”.
Perché è stato proposto di riqualificare i Vini da Tavola?
“I vini da tavola negli ultimi 15 anni vennero relegati all’inferno non potendo più portare in etichetta le indicazioni di varietà e di annata e risultando così fortemente penalizzati sui mercati internazionali. La Commissione Europea ha ritenuto giustamente di non continuare su questa strada. Non va dimenticato che la commissione di Bruxelles avanza una proposta per il vino prodotto in Europa, il nostro nuovo Paese, e non soltanto per l’Italia. Per i Paesi che, come l’Italia, dispongono già di una efficace piramide dei vini a Denominazione ed IGT, si tratterà di negoziare con Bruxelles se la norma debba entrare in vigore anche nel nostro Paese oppure no. Mi sembra che la nuova proposta sui vini da tavola sarebbe da accogliere con favore, perché potrebbe facilitare la collocazione sul mercato di una parte di quel 25% divino italiano che gode di scarso gradimento sui mercati internazionali e che da sempre contribuisce ad alimentare le nostre eccedenze di produzione”.
In Italia si esulta per il divieto di zuccheraggio imposto ai vini tedeschi e francesi.
“È una vittoria di Pirro e della mediocrità. Alcuni grandi vini francesi e tedeschi debbono la continuità di qualità anche alla possibilità di utilizzare lo zucchero per correggere sapientemente la gradazione alcolica nelle annate climaticamente sfavorevoli. È una tecnica collaudata che quei produttori utilizzano da oltre un secolo. Poi se ne abusò, e lo zuccheraggio venne autorizzato anche per la produzione divini di massa. Occorre eliminare gli abusi senza vietarne l’uso sapiente. I produttori di qualità di quei Paesi non accetteranno mai di impiegare il mosto concentrato al posto dello zucchero perché così ne uscirebbe inquinato il Dna dei loro migliori vini. Mi pare invece che la pretesa italiana del divieto di zuccheraggio nasconda un altro obiettivo: nella quasi certezza che i produttori di quei paesi non lo accettino, ci offre la scusa per continuare a richiedere sovvenzioni da destinare alla produzione del mosto concentrato rettificato. Da noi i contributi ingolosiscono più della qualità. Se proprio l’Italia avesse voluto essere virtuosa, avrebbe dovuto suggerire l’applicazione di una tassa per lo zuccheraggio del vino e zero contributi per il mosto concentrato rettificato, assecondando così il luogo comune largamente abusato secondo il quale “la qualità si fa nel vigneto””.
Quali effetti avrà là riforma della 0cm sul vino di qualità?
“Parte sostanziale degli interventi proposti fanno riferimento al vino comune, al vino dell’abitudine e della quotidianità anziché al vino di qualità che obiettiva- mente ha meno bisogno di aiuti, meno necessità urgenti. Nulla sembrerebbe cambiare per gli oltre 20mila produttori italiani artigiani di piccole e medie dimensioni che non producono eccedenze, che già governano con sapienza la produzione dei propri vigneti, che sono animati dalla volontà di produrre vini di qualità elevata e di proporli a una clientela ad essi interessati. Ma con l’introduzione dei nuovi provvedimenti proposti sarà l’intero settore ad avvantaggiarsi di un mercato del vino che dilapiderà meno sovvenzioni, produrrà di più guardando al mercato, favorirà l’uscita dal comparto degli operatori più incapaci fra i succhiatori perpetui di contributi e degli operatori meno preparati a sostenere le sfide di un mercato sempre più competitivo”.
La cantina Gaja, per il terzo anno consecutivo, è stata la più votata in un sondaggio operato da WineNews/Vinitaly su di un campione di 10mila professionisti/amanti del vino italiani ed esteri. La cantina Gaja sarebbe quella che risponde maggiormente ai requisiti di qualità, fascino e affidabilità.

 

02-08-2007

FINANZA&MERCATI

Winenews.it, il vino nel cellulare ... Arriva sul cellulare il mondo del vino italiano. WineNews, una delle più importanti agenzie di comunicazione on line sull’enologia e punto di riferimento di professionisti, aziende e amanti del buon bere, da qualche giorno, ha presentato la versione ottimizzata del sito per cellulari e palmati. Basta collegarsi a www.winenews.it per avere in tempo reale e ovunque ci si trovi le “hot news” per gli enonauti.
“La mobilità è la vera killer application degli anni a venire - dichiarano Alessandro Regoli e Irene Chiari, direttore e responsabile della comunicazione di WineNews - e poter consultare da cellulare o palmare ciò che prima si faceva solo da computer è quanto mancava alle aziende, ai professionisti o ai semplici amanti del buon bere che sono sempre in movimento tra enoteche, degustazioni, manifestazioni, o più semplicemente a tavola con gli amici. Adesso, mentre si sceglie dalla carta dei vini, www.winenews.it è tra i commensali a consigliare con le schede della newsletter mensile, I Quaderni di WineNews, il vino da degustare”. WineNews, che ha sede a Montalcino, ha 18.570 utenti registrati, 157.000 visitatori unici al mese ed è selezionata dai più importanti motori di ricerca (Google, Yahoo, Msn). Dal 2006, WineNews ha realizzato www.winenews.tv, web-tv unica nel panorama nazionale che presenta, in forma di video e audio interviste a personaggi del mondo dell’enologia: dalla griffe del vino Antinori a Gaja, all’architetto Renzo Piano, dal premio Nobel per l’economia Robert C. Merton al petroliere con l’hobby del vino Gianmarco Moratti.

 

27-07-2007

ANSA

Vino: Bisol tra i preferiti “Charmat” ... Bisol è il preferito tra gli spumanti “charmat” italiani. Questo secondo il sondaggio promosso da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati del mondo del vino, in collaborazione con Vinitaly (www.vinitaly.com) e indirizzato a 10.300 ‘enonauti’, ovvero amanti del vino educati al buon bere, che navigano e si informano su Internet.
Il sondaggio rileva che primeggia su tutti la cantina Bellavista, seguita da Cà del Bosco, Berlucchi, Ferrari e Bisol. Il 66% privilegia le bollicine “made in Italy” con netta preferenza per la Franciacorta (32%), tallonata dal Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano (30%), seguita dall’Asti (10%) e dal Trentino (7%).
Gli “enonauti” dimostrano grande autorevolezza e voglia di consumare bollicine “a tutto pasto”. Nel primo semestre 2007, la crescita del consumo di “bollicine” italiane è del +9,9%, sia nei consumi interni che nei principali paesi esteri. È invece del 25% la crescita di Bisol la cui produzione di vino si attesta sulle 600.000 bottiglie e il fatturato (2006) di circa 7 milioni di Euro. L’azienda è riuscita a collocarsi in una nicchia di mercato altamente specializzata. Attualmente Bisol è venduto in 33 Paesi del mondo, in mercati come Russia, Giappone, Cina, India, Brasile, Canada, Portorico, Stati Uniti e Gran Bretagna.

 

25-07-2007

ANSA

Bollicine buone a ogni pasto, è rivincita spumanti. Il “made in Italy” batte con 66% preferenze prodotti stranieri ... Pandoro e panettone non sono più gli unici cibi ai quali affiancare una buona bottiglia di spumante o Champagne. Gli enonauti, amanti del buon bere, esperti di vino e navigatori della rete non aspettano le feste o l’aperitivo ma pasteggiano spesso e volentieri con le bollicine, preferibilmente italiane. E’ il risultato di un sondaggio promosso da Winenews e Vinitaly, condotto su oltre 10 mila persone.
Dall’indagine emerge che gli spumanti italiani battono con il 66% delle preferenze i prodotti stranieri, primo tra tutti lo Champagne. La zona di produzione delle bollicine italiane più gettonata é la Franciacorta (32%), seguita dal Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano (30%), dall’Asti (10%) e dal Trentino (7%). Mentre la classifica dei dieci marchi più amati vede in testa Bellavista, seguita da Berlucchi, Ca’ del Bosco, Ferrari, ed ancora Bisol, Contadi Castaldi, Martini, Rotari-Mezzacorona, Gancia, e, a pari merito, Uberti, Monte Rossa, Cavit, Cesarini Sforza, Banfi e Antinori.
In tema di abbinamenti, gli enonauti hanno le idee chiare. Con prosciutto e salame, arrivano in finale sia Franciacorta che Champagne ma a vincere sono le bollicine lombarde. Al terzo posto, si colloca il Lambrusco. Vince, invece lo Champagne nell'abbinamento con scampi e gamberi ma sono molte le preferenze anche per le etichette “in rosa” delle bollicine. Pare infatti che il rosé stia riscuotendo, di anno in anno, una sempre maggiore attenzione da parte degli appassionati. A Natale e Capodanno, con pandoro e panettone si sposano Moscato d’Asti e Asti Spumante, mentre con la mozzarella di bufala, il preferito é il Prosecco, al secondo posto un Brut di Franciacorta o del Trentino e, al terzo, l’Asprinio d’Aversa, in un abbinamento all’insegna del territorio.
I vini del Piemonte, vincono negli abbinamenti con la frutta, al primo posto, il Moscato d’Asti, poi l’Asti Spumante e il Brachetto. Con la verdura ci sta bene un Prosecco, Franciacorta o Champagne, ma, in questo caso la preferita resta l’acqua minerale, mentre con coniglio, pollo, fagiano e beccaccia, testa a testa fra Franciacorta e Champagne. La crescita delle bollicine è confermata anche dati di mercato che hanno fatto registrare, secondo i dati dell’Osservatorio del Forum degli Spumanti d’Italia (Ismea-Ac Nielsen), una crescita del consumo del 9,9% nel primo semestre del 2007.

 

25-07-2007

AGI - AGENZIA ITALIA

Spumanti: in italia si consumano 48 bottiglie a testa ogni anno … Sono 48 le bottiglie di bollicine stappate annualmente dagli amanti del buon bere (che l’80% degli “enonauti”, consuma indistintamente al ristorante come a casa, anche se un solido 20% le privilegia esclusivamente entro le mura domestiche); netta la preferenza verso il prodotto “made in Italy” (il 66% dei “sondati” dichiara il proprio amore verso le bollicine del Bel Paese, contro il 34% che dà la propria preferenza ai prodotti esteri, naturalmente con Champagne in testa, ma dove fanno la loro interessante comparsa, con qualche segnalazione, anche gli spagnoli Cava); la zona di produzione delle “bollicine” italiane più gettonata è la Franciacorta (32%), tallonata dal Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano (30%), seguita dall’Asti (10%) e dal Trentino (7%); la “top ten” dei marchi più amati dagli “enonauti” vede in testa Bellavista, seguita da Berlucchi, Ca’ del Bosco, Ferrari, ed ancora Bisol, Contadi Castaldi, Martini, Rotari-Mezzacorona, Gancia, e, a pari merito, Uberti, Monte Rossa, Cavit, Cesarini Sforza, Banfi, Antinori. In piena estate 2007, il sondaggio promosso da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati del mondo del vino, in collaborazione con Vinitaly (www.vinitaly.com) e indirizzato a 10.300 “enonauti” (con risposte da 1.750), ovvero amanti del vino educati al buon bere, che navigano e si informano su Internet, definisce i contorni di uno scenario in cui le bollicine stanno gradualmente abbandonando il loro ruolo storico di vini “della festa” o da aperitivo, legandosi sempre più alla compagnia e alla tavola tout court.
Non importa più la “sacralità” del luogo dove consumare le bollicine - storicamente il ristorante - ma conta invece molto di più l’occasione conviviale in se stessa e sono soprattutto i cibi che, sempre più di frequente, cercano l’accoppiata con questi vini briosi e freschi. Ed è proprio in fatto di abbinamenti che gli “enonauti” dimostrano grande autorevolezza e voglia di consumare bollicine “a tutto pasto”, senza farsi intimidire dalle proposte, anche provocatorie, del sondaggio. Così con prosciutto e salame se la giocano Franciacorta e Champagne, ma a vincere sono le bollicine lombarde, purché, avvertono i “sondati”, si tratti di vini di bella struttura e di energica dinamica acida. Spunta, neppure tanto a sorpresa, anche l’“operaio” Lambrusco, pur sempre un vino “mosso”, che è buon terzo in classifica. Vince, invece, a testa bassa lo Champagne nell’abbinamento con scampi e gamberi (quindi, Franciacorta e Prosecco); privilegiata la tipologia “blanc de blanc” (ottenuta da sole uve Chardonnay), ma molte le segnalazioni anche per le etichette “in rosa” delle bollicine; una passione quella per il rosè che sta riscuotendo, di anno in anno, una sempre maggiore attenzione degli enoappassionati. Nessun dubbio tra gli “enonauti” in fatto di abbinamento con panettone e pandoro: le bollicine artigiane, sia in versione Moscato d’Asti che in quella Asti Spumante, non hanno avversari.
Unanime anche il responso del campione sull’abbinamento più consono al cioccolato: il 90% risponde semplicemente “nulla”, dimostrando di non cadere in questa sorta di domanda “trabocchetto” del sondaggio. Con la mozzarella di bufala gli “enonauti” preferiscono, invece, il Prosecco, al secondo posto un Brut di Franciacorta o del Trentino, purché leggero e profumato, e, al terzo, l’Asprinio d’Aversa, indicando un abbinamento tutto all’insegna del territorio. Il vino campano è uno dei molti esempi della grande ricchezza varietale italiana che sa trasferirsi anche nei vini spumante. Non prive di interesse sono infatti le bollicine piemontesi ottenute da Erbaluce di Caluso, oppure quelle ottenute dalla spumantizzazione di uve Nerello Mascalese in Sicilia, solo per fare esempi tra i più noti. Tutto all’insegna del Piemonte, l’abbinamento con la frutta: al primo posto, il Moscato d’Asti, poi l’Asti Spumante e, al terzo posto, il Brachetto. Naturalmente, c’è spazio anche per segnalazioni d’ispirazione cinematografica (chi non si ricorda di “Pretty Woman”?), dove il compagno ideale delle fragole è inequivocabilmente lo Champagne. Più sfumata l’indicazione a proposito dell’abbinamento con la verdura. Certo, sono arrivate segnalazioni per Prosecco, Franciacorta, Champagne, ma, a vincere è un altro liquido dotato di “bollicine”: l’acqua minerale! Con coniglio, pollo, fagiano e beccaccia, di nuovo testa a testa fra Franciacorta e Champagne e, in particolare, fra i “millesimati” di queste due grandi denominazioni, anche, naturalmente, di vecchie annate, rigorosamente ottenuti da uvaggi a prevalenza Pinot Nero, oppure, totalmente Pinot Nero (o “blanc de noirs”). L’analisi/sondaggio di WineNews-Vinitaly coglie la tendenziale destagionalizzazione del consumo di “bollicine”, confermata anche dai dati di mercato, diffusi dall’Osservatorio del Forum degli Spumanti d’Italia (in collaborazione con Ismea-Ac Nielsen), che vedono, nel primo semestre 2007, una crescita del consumo di “bollicine” italiane del +9,9%, sia nei consumi interni che nei principali paesi esteri. I maggiori aumenti, in termini di valore, sono venuti dagli Stati Uniti (+24% in valore e +19% in volume); cresce anche la Germania (+ 18% in valore) che continua a mandare segnali di inversione di tendenza negli acquisti, dopo anni di stasi; bene anche la Gran Bretagna (con un +16,5%) e la Russia (+60% in volume e +70% in valore).
Ma chi sono gli “enonauti” del sondaggio di WineNews? Sono cultori di Bacco, già educati al buon bere, non sprovveduti ma ben informati sul mondo del vino. Ecco il loro identikit: prevalentemente maschi (75%), il 54% di loro ha un’età compresa fra i 30 e i 45 anni; hanno un elevato titolo di studio (l’85% ha conseguito il diploma di scuola media superiore o laurea), godono di un buono/ottimo livello socio-economico (imprenditore, bancario, avvocato, commercialista, ingegnere, medico, agente di commercio, architetto, commerciante ...).

 

22-07-2007

LA STAMPA

Una vendemmia da spiaggia ... In agosto via alla raccolta. Sarà la più precoce degli ultimi 30 anni. Anticipi fino a 20 giorni, nella Franciacorta si comincia tra due settimane... Sarà una vendemmia “balneare”, nel senso più letterale del termine. Per gli addetti ai lavori il vigneto sostituirà la spiaggia: “Non so come farò a dirlo in famiglia, ma con il clima di quest’anno penso proprio che dovremo saltare le vacanze di Ferragosto”, racconta Vincenzo Pepe, enologo della cantina umbra Lungarotti, stimando un anticipo di almeno tre settimane sul normale calendario di raccolta. E dalla Toscana, Carlo Ferrini, consulente per molte aziende di grido, è sicuro: “Di certo si comincerà a staccare i grappoli nella terza settimana d’agosto. Credo che tecnici di cantina e operai dovranno rivedere i loro progetti di ferie”.
E un’analisi di Winenews sulla base dei dati raccolti da Unione Italiana Vini ed Ismea conferma la sensazione di chi lavora sul campo. Quella ormai alle porte potrebbe essere la vendemmia più precoce degli ultimi trent’anni, battendo anche la raccolta 2008 che fino ad oggi deteneva il primato dell’anticipo. La quantità di prodotto è prevista in leggera flessione, 5% circa, rispetto ai 50 milioni di ettolitri indicati dall’Istat per il 2006 e le attese per la qualità sono buone.
Le prossime settimane, comunque, saranno fondamentali per il risultato finale, visto che proprio in quel periodo si potrà valutare a fondo la reazione dei vigneti alle variazioni meteorologiche e definire le rese dell’uva in vino. “I 3 o 4 gradi di innalzamento della temperatura registrati nella seconda metà dì marzo e in aprile - spiega il rapporto di Unione Italiana Vini e Ismea - hanno fatto germogliare le viti 15 giorni prima di un’annata considerata normale. Questa situazione si è intensificata con la fase di fioritura che ha portato a 20 i giorni di anticipo”. Ma è chiaro che il calendario di raccolta varierà da una zona all’altra e, ad esempio, in Sicilia non dovrebbero esserci anticipi troppo marcati sulla media: “La primavera è stata ricca di acqua e il giugno caldo, ma con un’ottima escursione termica - dice Josè Rallo, dell’azienda Donnafugata di Marsala, rispondendo ad un’inchiesta condotta da “Go Wine” - le temperature attualmente sono nella media e quindi possiamo stimare che la vendemmia mantenga i tempi delle ultime quattro annate, anche se ci sarà una moderata accelerazione nei tempi di maturazione delle uve. L’inizio è previsto per la seconda metà di agosto”. Dal Veneto Aldo Lorenzoni, del Consorzio tutela del Soave conferma un anticipo di vendemmia di 15-20 giorni per tutte le tipologie di vitigni e anche in quell’area c’è l’allerta tra i produttori per spostare le ferie.
Ma questo anticipo preoccupa? “Non più di tanto - risponde Giovanni Chiarle, presidente del Consorzio per la tutela dei vini d’Asti e del Monferrato - dopo l’esperienza del 2003 le aziende vitivinicole si sono preparate alla vendemmia in agosto, anche se le alte temperature creano difficoltà per la manodopera”. Però, sempre dal Piemonte, arriva un invito alla calma: “Mancano ancora 45 giorni all’inizio dell’ipotetica vendemmia 2007 e un agosto molto caldo o freddo potrebbe rallentare l’evoluzione della vite e riportare i tempi nella normalità”, spiega Claudio Salaris, direttore del Consorzio di Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero. Anche in Basilicata le valutazioni sono prudenti: “L’andamento climatico fa presupporre un leggero anticipo, ma non preoccupante o significativo, con una buona qualità dell’uva - spiega Gerardo Giuratrabbocchetti, produttore di Aglianico a Rionero in Vulture - ad oggi resta però impossibile fare previsioni attendibili sull’inizio della vendemmia”.
Le certezze, invece, vengono dalla Franciacorta, dove la raccolta comincerà nella prima settimana d’agosto. “Tutto è pronto per iniziare una bellissima vendemmia - conferma Adriano Baffelli, direttore del consorzio che tutela le celebri bollicine - e ci sono tutti i presupposti per una straordinaria annata”.

 

29-06-2007

ITALIA OGGI

Ho portato il vino su internet, la via più moderna per creare valore ... La vita e le passioni di Alessandro Regoli, fondatore del portale Winenews.it. Alle aziende vinicole serviva visibilità. Il futuro nel commercio on-line... Da un tranquillo percorso universitario, a Lettere, alla leadership italiana nella comunicazione del vino su internet. Dalla realtà locale a quella nazionale. Un bel salto, indubbiamente. Per Alessandro Regoli, 42 anni, ilcinese doc, non è stato però un salto nel buio, ma un percorso lineare. Al tradizionale inizio nella comunicazione (giornali e radio locali, poi la collaborazione con la Nazione di Firenze) si sostituiscono presto le prime consulenze aziendali. È però internet a mutare la rotta di Regoli, sempre affiancato dalla moglie Irene. “Ho compreso subito che era un mezzo fortissimo per comunicare”, dice oggi.
“Alla fine degli anni 90 eravamo consulenti di grandi cantine e internet permetteva di fornire loro una comunicazione nuova”. Da allora, la corsa del portale Winenews.it ha avuto solo accelerazioni. “Irene e io”, spiega Regoli, “abbiamo capito presto che il portale stava avendo un successo crescente. Abbiamo affiancato alle informazioni sulle imprese sempre più notizie sul territorio sul mondo del vino, su realtà estere”. Oggi, a meno di dieci anni da quella prima avventura, la realtà di Wine news è molto articolata: c’è il portale Winenews.it, che ogni giorno fornisce notizie sul mondo del vino, sondaggi, inchieste; ci sono i Quaderni di Wine News, mensile più dedicato agli specialisti; c’è infine Winenews tv. La tv su internet è utilizzata nel corso di eventi particolari legati al vino, con presentazioni, interviste sul campo, notizie. La struttura, in dieci anni, è cresciuta. Oggi occupa sei persone affiancate da cinque collaboratori. “Il sito”, sottolinea Regoli, “è nato e resterà gratuito, è la nostra filosofia. Il guadagno arriva dai banner e la notorietà arriva dall’informazione fornita ai media”.
I numeri non sono da poco: il portale viaggia sui 130 mila accessi unici al mese, con 40 milioni di pagine lette all’anno, i Quaderni, una newsletter di cinque pagine, sono inviati ad alcune decine di migliaia di specialisti del settore, la tv, ultima nata, ha già 15 mila accessi al mese, con possibilità di scaricare le immagini con mp3. Tutti questi strumenti sono sinergici e da poco sono scaricabili anche su telefonino. Ora la “premiata ditta” ha lasciato quasi del tutto la comunicazione aziendale (tra i nomi eccellenti anche quelli di Zonin, Caprai, Umani Ronchi) e cura principalmente l’immagine dei territori e dei consorzi, come quello di Montalcino e di Montefalco. Ma fornisce collaborazione anche al Vinitaly.
Regoli sta già lavorando a nuovi progetti: primo fra tutti, quello del portale in inglese, da lanciare sui mercati internazionali. Nel cassetto c’è quello del commercio on-line, “ma è tutto da pensare”. Quando non pensa a internet ama soprattutto la buona cucina (ce lo vedete un ilcinese doc inappetente?), ma anche storia e arte. Inevitabile chiedergli qual è il suo vino preferito. Non banale la risposta: “In assoluto, insieme al Brunello, amo molto Avi di San Patrignano e i vini di Libera Terra. Oltre alla qualità intrinseca, c’è anche un impegno etico dietro a quelle bottiglie. Il concetto di eticità dovrebbe entrare di più nel mondo del vino”. A un buon bicchiere si affianca, costante, un vero e proprio culto: quello per i vari “cru” di prosciutto. E lui, toscano verace, stravede per quello di Parma. Nei (pochi) momenti di relax si rifugia a Bolgheri, luogo ideale per pensare, tra collina e mare, con la moglie Irene e i figli Daniel e Alex. Giorni intensi dal punto di vista intellettuale, con libri di storia o romanzi divorati in pochi giorni e una costante rilettura dei classici, “meglio se toscani, come Dante, Boccaccio e Guicciardini”, tiene a precisare. Non ama le mete esotiche e neppure mode e orpelli. Gli orologi? “Continuo a portare quello di mio padre”. Le scarpe? “Ho un debole per gli stivaletti Tod’s”, ammette. Ma l’unico vero lusso che sì è concesso è il Suv Q7 Audi, che lo porta dovunque con la famiglia. Poi, finite le vacanze, di nuovo al lavoro, al vino e a internet. E la storia continua...

 

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