Le bibbie del vino sentenziano: Bolgheri regina d’Italia ... Nell’incrocio tra i giudizi delle guide più diffuse il mitico Sassicaia nel gruppo dei ’top’... Sua maestà il Sassicaia, sempre lui. Il rosso simbolo della riscossa enologica della Toscana è l’unico, nella selva sterminata di etichette prodotte e messe in commercio anche dal Granducato, a mettere d’accordo tutte quante le “ibbie” nazionali del vino, edizione 2008, praticamente già tutte in vendita: Espresso, Gambero Rosso-Slowfood, Veronelli, Ais-Bibenda, Luca Maroni, che in tutto hanno preso in esame ben 15mila campioni. L’annata pluripremiata del Sassicaia, informa il sito winenews.it che ha realizzato l’analisi incrociata, è il 2004, che si annuncia davvero fantastica anche in prospettiva di invecchiamento: anno di riequilibrio, il 2004, nelle campagne toscane, e forse ancor più sulla costa, flagellate nella stagione precedente da un caldo infernale che aveva prodotto nelle cantine vini stracarichi, densi, sciropposi, mentre il 2002, l’anno delle grandi piogge, aveva al contrario smagrito corpo, struttura, profumi, tanto che numerose grandi griffe avevano rinunciato ai vini top. A far compagnia al Sassicaia 2004 nell’olimpo delle eccellenze ci sono il trentino San Leonardo e due campani, Montevetrano e Terra Lavoro. La Toscana diventa leader, sempre secondo winenews. it, se invece si esclude dall’incrocio l’Annuario di Luca Maroni, meno omogeneo nei criteri di giudizio. I vini top passano da 4 a 18, e i toscani sono ben otto, quasi la metà: Bolgheri Grattamacco 04, Sassicaia 04, Poggio al Vento Brunello riserva Col d’Orcia 99, Pergole Torte Montevertine 04, Masseto Ornellaia 04, Asinone Nobile di Montepulciano poliziano 04, Tignanello Antinori 04. Bottiglie di lusso, non c’è che dire.
Confusione sull’enologia biodinamica … Studio Winenews… L’enologia biodinamica, questa sconosciuta. Il 71% degli italiani infatti, fa molta confusione riguardo al vino biodinamico, ossia quello ottenuto da uve da agricoltura biodinamica, che si basa sul l’idea della natura in equilibrio Lo ha rilevato un sondaggio realizzato da www.winenews.it in collaborazione con Vinitaly, evento di riferimento dell’enologia internazionale, secondo cui a un 15% è costituito da una nicchia 4 “convintissimi” che si fidano delle etichette “figlie” di Rudolf Steiner (filosofo austriaco che negli anni 20 fissò i principi dell’agricoltura biodinamica), si contrappone un 14% di “scettici”, che liquidano il biodinamico come una pura ciarlataneria. C’è poi chi crede che si tratti di un vino ottenuto con uve coltivate con metodo biologico (34%), di un vino che non prevede l’aggiunta di solforosa (14%), di vigneti che vengano allevati senza l’intervento di macchine agricole (7%), di una vendemmia che venga effettuata soltanto quando la luna è crescente (14%), di una fermentazione delle uve effettuata esclusivamente in tini di legna contatto con l’aria (7%). Solo i 24% di chi ha risposto sa che per vini biodinamici sia in vigna che in cantina si usano specifici preparati. Inoltre risulta piuttosto indistinto il confine tra biologico biodinamico: l’11% erede che siano la stessa cosa, il 23% ritiene che la biodinamica sia una filosofia che ha impatto solo nei processi senza occuparsi di additivi mentre il 66% afferma, correttamente, che “il biologico ha come obiettivo l’eliminazione degli additivi chimici, mentre la biodinamica è un approccio olistico al sistema della natura”. Autore: LUIGI CORVI
Vini: dalla superclassifica i cinque al top dell’eccellenza ... Il trentino San Leonardo 2003 della Tenuta San Leonardo, i campani Montevetrano 2005 di Montevetrano e Terra di Lavoro 2005 di Galardi, il toscano Sassicaia 2004 della Tenuta San Guido di Bolgheri, l’altoatesino Moscato Giallo Passito “Serenade” 2004 della Cantina di Caldaro: sono questi i cinque “super vini”, che, stando all’analisi di www.winenews.it, uno dei siti più seguiti nel mondo del vino italiano, mettono d’accordo le cinque guide più importanti dell’eccellenza enologica italiana. Il risultato emerge dal semplice incrocio delle liste dei migliori, redatte dalle guide 2008, senza, evidentemente, scendere nel dettaglio delle specifiche modalità di valutazione, adottato dai vari team di degustazione (per la guida Vini d’Italia Gambero Rosso-Slow Food, 305 “Tre Bicchieri”; per la guida Vini d’Italia de L’Espresso, 159 “Cinque Bottiglie”; per la guida I vini di Veronelli, 499 “Tre Stelle”; per la Guida Duemilavini di Ais/Bibenda, 309 “Cinque Grappoli”; per l’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni, 853 “Vini Frutto”).
La rilevazione di WineNews vede un certo “miglioramento” sulle edizioni 2007 delle guide, dove erano soltanto due i vini che venivano classificato al top degli annuari (Galatrona 2004 della Fattoria di Petrolo e Montevetrano 2004), e, nella rilevazione WineNews sulle guide 2006, otto: Gaja, Sori’ San Lorenzo 2001; Casanova di Neri, Brunello Cerretalto 1999; Masciarelli, Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma 2001; Oasi degli Angeli, Kurni 2003; Galardi, Terra di Lavoro 2003, Montevetrano, Montevetrano 2003; Sandrone, Barolo Cannubi Boschis 2001; Foradori, Granato 2003. Ma cinque resta comunque un numero davvero irrisorio che, considerando mediamente 15.000 campioni assaggiati da ciascuna guida, equivale allo 0,03%.
I vini - spiega il direttore di WineNews, Alessandro Regoli - che convincono a pieno non aumentano in modo decisivo neppure considerando i risultati delle guide che, genericamente, possono essere considerate quelle con i criteri di giudizio più vicini (Gambero Rosso-Slow Food, Veronelli, Ais-Bibenda, L’Espresso)”.
Dal loro confronto, i migliori salgono soltanto a diciotto (che, sempre sui soliti 15.000 campioni degustati, equivalgono allo 0,12%): Gaja, Barbaresco 2004; Conterno, Barolo Monfortino Riserva 2000; Bruno Giacosa, Barolo Rocche di Falletto Riserva 2001; Massolino, Barolo Vigna Rionda Riserva 2001; Fratelli Cavallotto, Barolo Bricco Boschis Vigneto San Giuseppe Riserva 2001; Bellavista, Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti 2001; Tenuta San Leonardo, San Leonardo 2003; Cantina di Caldaro, Alto Adige Moscato Giallo Passito Serenade 2004; Grattamacco, Bolgheri Rosso Superiore Grattamacco 2004; Tenuta San Guido, Bolgheri Sassicaia 2004; Tenuta Col d’Orcia, Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva 1999; Montevertine, Le Pergole Torte 2004; Tenuta dell’Ornellaia, Masseto 2004; Poliziano, Nobile di Montepulciano Asinone 2004; Marchesi Antinori, Tignanello 2004; Montevetrano, Montevetrano 2005, Mastroberardino, Taurasi Radici Riserva 2001; Galardi, Terra di Lavoro 2005.
Vino: Winenews, soltanto 5 vini mettono d’accordo le guide ... Il trentino San Leonardo 2003, i campani Montevetrano 2005 e Terra di Lavoro 2005, il toscano Sassicaia 2004, l’altoatesino Moscato Giallo Passito “Serenade” 2004: sono questi i cinque “super vini”, che, stando all’analisi di WineNews, mettono d’accordo le cinque guide considerate più importanti nel panorama enologico italiano.
Il risultato emerge dal semplice incrocio delle liste dei migliori, redatte dalle guide 2008, senza scendere nel dettaglio delle specifiche modalità di valutazione adottato dai vari team di degustazione. La rilevazione di WineNews, giunta al terzo anno, vede un certo “miglioramento” sulle edizioni 2007 delle guide, dove erano soltanto due i vini che venivano classificato al top degli annuari e sulle guide 2006, con otto vini.
“Ma cinque resta comunque un numero davvero irrisorio - spiega il direttore di WineNews, Alessandro Regoli - che, considerando mediamente 15.000 campioni assaggiati da ciascuna guida, equivale allo 0,03%; i vini che convincono pienamente non aumentano in modo decisivo neppure considerando i risultati delle guide che, genericamente, possono essere considerate quelle con i criteri di giudizio più vicini”. Dal loro confronto, infatti, i migliori salgono soltanto a diciotto che, sempre sui soliti 15.000 campioni degustati, equivalgono allo 0,12%.
Poco ma ottimo il vino del 2007 ... Grande qualità, ma cali della produzione dal 5 al 20%. È il quadro che emerge da Nord a Sud secondo un’indagine svolta dal sito wiNenews.it... Grande qualità, ma cali della produzione dal 5 al 20 per cento. E' il quadro della vendemmia 2007 secondo il sito internet winenews.it. Nonostante l’anticipo, soprattutto al Nord, agosto ha riequilibrato la situazione e permesso una maturazione sostanzialmente equilibrata e completa. La contrazione quantitativa si è avuta al Sud. In Trentino Alto Adige, spiega Fausto Peratoner (Cantina La Vìs e Cesarini Sforza) “è andata bene, i vini bianchi sono buoni e le basi spumante ottime”.
Per Anselmo Martini, enologo Cavit, si può parlare di “buona annata ma non straordinaria”. Umberto Pichler, di Mezzacorona ritiene che l’annata 2007 “sia paragonabile al 2006” e Mauro Lunelli (Ferrari) afferma che “la qualità della vendemmia 2007 è buona nonostante sia stata molto anticipata”. In Veneto, ottimismo diffuso peril Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano con un’unica nota dolente, il calo quantitativo di circa il 5 per cento. In Toscana per Renzo Cotarella (Marchesi Antinori) potrebbe essere “una delle migliori vendemmie mai fatte”. Al Sud Italia, Piero Mastroberardino, proprietario della storica cantina di Atripalda, in Irpinia, pensa che “potrebbe scapparci proprio la grande annata” e anche in Sicilia, per Alessio Planeta “è stata una buona raccolta, con picchi anche di eccellenza”. Secondo Alberto Tasca d’Almerita, però, si calcola una diminuzione del 15% della quantità delle uve e conseguente calo del 20% di prodotto sul mercato.
Vino: arriva “garage sale”, come vendere bottiglie in casa … Come liberare gli scaffali troppo pieni della cantina per poter accogliere nuovi acquisti? Semplice: con il “garage sale” del vino, cioé con la vendita di bottiglie... nel giardino di casa.
E’ questa una nuova moda che si sta diffondendo tra gli appassionati del vino in Italia. La nuova tendenza, anticipata da Winenews, si ispira alle tradizionali svendite “casalinghe” made in Usa: il sabato o la domenica mattina, in ogni cittadina americana che si rispetti, molte famiglie svuotano il garage o la soffitta e vendono la propria merce esponendola nel prato davanti casa. Girovagando tra le tante svendite, con pazienza e curiosità, è possibile imbattersi in veri e propri “tesori”, insoliti oggetti di modernariato o antiquariato.
Per il vino vige la stessa regola: c’é chi potrebbe essere interessato a certe etichette acquistate in quantità massicce e ormai hanno annoiato, oppure chi possiede una bottiglia che fa gola ed è disposto a scambiarla con una a cui si può rinunciare volentieri. Perché nelle “garage sales” del vino, che stanno prendendo piede in una nicchia ristretta di appassionati, vige una sola semplice regola: le bottiglie possono essere scambiate, acquistate, cedute all’unica condizione che la transazione metta d’accordo amichevolmente le due parti, senza troppo fissarsi sui prezzi ufficiali o di listino. Il valore attribuito può essere semplicemente affettivo.
Così è possibile cedere una bottiglia prestigiosa in cambio di una meno costosa, solo per una predilezione personale per quella cantina. La “garage sale” del vino si può fare in giardino, ma anche dentro casa. Basta contattare una ‘mailing’ di amici e conoscenti appassionati di vino, oppure avvisarli con un sms, ed il gioco è fatto. Ognuno può portare le proprie bottiglie da scambiare, oppure arrivare a mani vuote in cerca della grande occasione, quell’etichetta da sempre agognata e mai trovata.
Vino: produttori, 2007 potrebbe essere grande annata ... Potrebbe essere una grande vendemmia quella del 2007. Ad esserne convinti sono produttori e operatori dell’ enologia italiana che, interpellati da Winenews, ritengono molto positiva la situazione sia pure a fronte di una notevole diminuzione quantitativa. E’ stato evidente, specie al Nord, l’anticipo vendemmiale, ma un decorso non particolarmente caldo di agosto ha riequilibrato la situazione, permettendo alle viti una maturazione sostanzialmente equilibrata e completa. Il calo quantitativo c’é stato un po’ ovunque, sia pure maggiormente concentrato nelle regioni meridionali. In Trentino Alto Adige “la vendemmia 2007 - spiega Fausto Peratoner, direttore generale della Cantina La Vis e Cesarini Sforza - è andata bene, i vini bianchi sono buoni e le basi spumante ottime”.
Per Anselmo Martini, enologo di Cavit “si può parlare di una buona annata, ma non straordinaria”. Anche per Umberto Pichler, direttore della produzione di Mezzacorona, “l’annata 2007 è buona, equilibrata e quantitativamente paragonabile al 2006”. In Franciacorta la vendemmia è stata molto precoce, ma per Mattia Vezzola, direttore di Bellavista, “il decisivo anticipo di quest’anno ha permesso alla vite di svolgere comunque tutte le sue fasi vegetative, garantendo agli acini una buona maturazione”. Arturo Ziliani, direttore della produzione di Berlucchi, ritiene che “potrebbe essere una vendemmia molto interessante”. Anche in Veneto c’é ottimismo diffuso: il Prosecco coltivato a Valdobbiadene e a Conegliano, vitigno notoriamente tardivo, non è stato risparmiato dalla precocità della vendemmia 2007: “é una vendemmia insolitamente anticipata - spiega Gianluca Bisol - tuttavia, mi pare possa essere un’annata interessante; l’unica nota dolente è il calo quantitativo circa il 5%, un fatto che potrebbe incidere sui prezzi del Prosecco”. Ottimismo anche in casa Zonin, 1.800 ettari vitati che occupano quasi tutte le migliori zone d’Italia.
Franco Giacosa, enologo di Zonin, parla di “una vendemmia molto bella, con uve a bacca bianca e a bacca rossa aromaticamente molto buone”. In Friuli Venezia Giulia, secondo Gianni Venica, “la vendemmia è stata positiva e le maturazioni hanno completato il loro ciclo regolarmente; una vendemmia faticosa e dispendiosa, ma siamo molto ottimisti”. Soddisfazione in Piemonte: per Michele Chiarlo, “nonostante un anticipo mediamente di due settimane sul 2006, mi sembra che la vendemmia 2007 sia una complessivamente una delle migliori annate negli ultimi 20 anni, anche se quantitativamente va detto che ci sarà un calo del 10/15%”. La Toscana sembra aver scongiurato le minacce di anticipi vendemmiali da record, che sembrano contenersi in una settimana circa, e la raccolta di quest’anno, potrebbe rivelarsi di ottima qualità.
Addirittura euforico Renzo Cotarella, enologo e direttore generale della Marchesi Antinori: “credo che sia una delle migliori vendemmie mai fatte in Toscana”. A Montalcino, secondo il direttore del Consorzio del Brunello, Stefano Campatelli, “le uve hanno goduto del naturale equilibrio vegetativo delle viti e il particolare microclima della zona ha garantito una qualità più che buona”. Giudizi positivi anche dall’Umbria: per Marco Caprai “la vendemmia 2007 del Sagrantino di Montefalco potrebbe essere da quattro stelle”. Ottimismo anche da Torgiano, dove Vincenzo Pepe, enologo di Lungarotti, parla di “vendemmia precoce, ma con buoni risultati; quantità in calo tra il 15 e il 20%”. In Abruzzo “soltanto il calo quantitativo (-40%) può essere un problema - spiega Gianni Masciarelli - ma la qualità è molto buona”. Della possibilità di “una grande annata” per i vini campani è invece convinto Piero Mastroberardino. In Sicilia Alessio Planeta spiega che “il bilancio positivo per questa vendemmia, è stata una buona raccolta senza problemi, con picchi anche di eccellenza”.
Prevista vendemmia di ottima qualità ma calo produzione ... Una grande vendemmia dal punto di vista qualitativo, ma con cali della produzione compresi tra il 5 e il 20%. E’ quello che si aspettano gli enologi italiani, interpellati da www.winenews.it. Gli esperti ritengono che nonostante l’anticipo vendemmiale, evidente soprattutto al Nord, il decorso non particolarmente caldo di agosto ha riequilibrato la situazione, permettendo alle viti una maturazione sostanzialmente equilibrata e completa. La contrazione quantitativo e’ maggiormente concentrata nelle regioni meridionali. In Trentino Alto Adige, “la vendemmia 2007 - spiega Fausto Peratoner, direttore generale della trentina Cantina La Vis e Cesarini Sforza - e’ andata bene” e i vini bianchi sono buoni e le basi spumante ottime. Per Anselmo Martini, enologo del colosso trentino Cavit, si puo’ parlare di “una buona annata ma non straordinaria”.
Umberto Pichler, direttore della produzione di Mezzacorona ritiene che l’annata 2007 sia buona, equilibrata e quantitativamente paragonabile al 2006. Mauro Lunelli, direttore della produzione di Ferrari afferma che “la qualita’ della vendemmia 2007 e’ buona nonostante sia stata molto anticipata. Quantitativamente sara’ una vendemmia in linea con quella del 2006”. In Franciacorta, Mattia Vezzola, direttore della maison Bellavista, sostiene che si possa parlare di una “annata di grande equilibrio”. Luigi Reghenzi, agronomo di Ca’ del Bosco, spiega che “tutto sommato, sono moderatamente ottimista; quantitativamente la produzione sara’ sugli standard 2006”. Arturo Ziliani, direttore della produzione di Berlucchi, commenta che “per chi ha saputo prepararsi a dovere rispetto al notevole anticipo della raccolta, potrebbe essere una vendemmia molto interessante”. Anche in Veneto, ottimismo diffuso: il Prosecco coltivato a Valdobbiadene e a Conegliano non e’ stato risparmiato dalla precocità della vendemmia 2007: “e’ una vendemmia insolitamente anticipata - spiega Gianluca Bisol, a capo dell’azienda di famiglia - tuttavia, mi pare possa essere un’annata interessante. L’unica nota dolente e’ il calo quantitativo circa il 5%, un fatto che potrebbe incidere sui prezzi del Prosecco”.
Vino: Touring Club porta enologia sul telefonino ... Il mondo del vino arriva sul telefonino. A portare l'enologia sulla telefonia mobile è il Touring Club Italiano che sta realizzando, oltre alla tradizionale edizione cartacea della guida Vini buoni d' Italia, anche la versione ottimizzata per il cellulare. Occasione per la presentazione, secondo quanto riferisce Winenews, sarà il Salone del Vino in programma dal 26 ottobre prossimo a Torino. La novità è costituita da un’applicazione del tipo “stand alone”, cioé da scaricare e istallare sul telefonino o sul palmare.
Il progetto del Touring Club si chiama “Vini buoni d’Italia Mobile” e non costituisce una replica della guida vera e propria, ma una versione più snella che permette in ogni caso una ricerca dei vini divisa per etichette, per produttore e per regione, e fornisce un risultato grafico e uno testuale con una sorta di scheda sintetica del vino preso in considerazione. Inizialmente andrà scaricata sul computer, tramite un codice allegato alla guida cartacea, e poi passata al cellulare, ma è allo studio anche un procedimento del tipo “wap & push”, che consentirà di scaricare la guida direttamente sul cellulare.
Vendemmia scarsa, prezzi alle stelle. Solo 43 milioni di ettolitri di vino: così le cantine potranno smaltire le eccedenze ... Una delle vendemmie più scarse degli ultimi vent’anni: 43 milioni di ettolitri. Un altro primato, dopo quello della precocità. Con la raccolta delle uve rosse (i sangiovesi, i montepulciano, i nebbioli, gli aglianico, i neri d’avola, assieme agli internazionali merlot, syrah, cabernet),siamo nel clou della vendemmia 2007. E qualcuno ricorda la terribile estate 2003. “La campagna attuale - spiega Andrea Sartori, presidente dell’Unione Italiana Vini - per volumi produttivi potrebbe essere paragonata a quella del 2003. Due maglie nere, ma due annate molto diverse. Nel 2003, infatti, la flessione produttiva fu dovuta a un’estate torrida, che aveva anticipato la maturazione e innalzato la gradazione delle uve. Il 2007 è stata caratterizzato da una precocità già nelle primissime fasi, mentre il clima di agosto, piuttosto instabile soprattutto al Nord, non ha favorito le alte gradazioni delle uve”.
Qualità quindi a macchia di leopardo e stime produttive continuamente riviste al ribasso. Il che fa solo bene al sistema-vino Italia, caratterizzato da eccedenze strutturali che ingolfano le cantine e abbassano i prezzi. “Quest’anno invece - prevede il presidente di Fedagri Confcooperative, Paolo Bruni - aumenteranno i prezzi delle uve e conseguentemente anche le quotazioni di mercato dei nostri vini”.
In attesa dei primi riscontri di mercato al Salone del vino di Torino (26-29 ottobre), dalla Toscana arrivano due novità. La raccolta del Brunello ha rispettato la tabella di marcia senza particolari anticipi. Le uve sangiovese (“sane e con elevate gradazioni”, dice il direttore del Consorzio, Stefano Campatelli) si è cominciate a tagliarle pochi giorni fa come da programma.
“Merito del microclima spiega Francesco Marone Cinzano, presidente del Consorzio che fa la differenza”. Poi sulle colline di Scansano, nell’alta Maremma, il celebre Morellino da quest’anno potrà esibire la fascetta Docg come il Brunello, cioè il massimo della qualità. Un vino cresciuto in 10 anni da 2,3 a 9,5 milioni di bottiglie, con il 34% di export.
“Un successo - dice Alessandro Bargagli, presidente del Consorzio di tutela - che è segno evidente della qualità intrinseca di questo vino e della sua rispondenza alla domanda di mercato”.
Tra bizzarrie meteorologiche e anticipi, la vendemmia 2007 porta con sé tanti punti interrogativi, che si riflettono nelle valutazioni - non proprio concordi - di tre guru dell’enologia, Carlo Ferrini, Riccardo Cotarella e Leonardo Valenti, interpellati dal sito www.winenews.it. Il toscano Ferrini, consulente nella sua terra (Castello di Fonterutoli e Casanova di Neri) e in Sicilia (Donnafugata e Tasca d’Almerita), considera la vendemmia 2007 “molto bella; è avanti rispetto ad altre annate precoci, come la 2002 o la 2003, specialmente per vitigni come il Sangiovese, in anticipo dai 10 ai 20 giorni sul 2006, a seconda della zona; gradazioni alcoliche più contenute su quelle del 2006 e belle acidità. Naturalmente ... incrociamo le dita”.
Più prudente Cotarella, wine-maker che spazia dal Molise (Di Majo Norante), alla campana Feudi, all’umbra Terre della Custodia, alla romagnola San Patrignano. “Fino ad oggi si potrebbe pensare ad una grande annata limitatamente ai terreni non siccitosi, ma dove la terra soffre di più la penuria d’acqua e, magari, la conduzione del vigneto non è all’altezza, non possiamo aspettarci nulla di buono. Più che l’anticipo sarà importante la tipologia del terreno, le condizioni del vigneto e le tecniche agronomiche. Comunque, speriamo bene”.
Leonardo Valenti, docente di viticoltura dell’Università di Milano e consulente di aziende del calibro dell’umbra Caprai e delle famose “bollicine” Berlucchi, pone l’accento sulla particolare anomalia dell’annata 2007: “In generale si raccoglieranno uve dal grado alcolico inferiore al 2006 e dall’acidità più accentuata. Ricapitolando, una vendemmia divisa in due: al Centro-Nord, mediamente buona con possibilità di risultati molto buoni; al Centro-Sud, non molto diversa dalle ultime due, con una leggero decremento quantitativo”.
Slow Food-Gambero Rosso. Ecco tutti gli affari dei furbetti del bicchierino. Guide, canali tv, eventi e fiere: intreccio tra il gruppo editoriale e associazione gastronomica all'ombra del Partito Democrativo ... Mentre gli italiani, alle prese con la spesa sempre più cara, fanno lo sciopero della pastasciutta la sinistra di caciotta e di governo, quella che magnifica i vini e i ristoranti da trecento euro, è squassata da un affaire economico politico che rischia di far saltare il dorato mondo delle marchette enogastronomiche. Lo scenario è gustoso: intrecci azionari, tradimenti, donne contro, tolgono il sonno agli adepti del guru di Bra, al secolo Carlo Petrini, e ai signori del food&beverage alla moda. Il Gambero Rosso - piccolo impero editoriale valutato intorno ai 12 milioni di euro messo in piedi da Stefano Bonilli e da una pattuglia di transfughi del Manifesto a metà degli anni ’80 - è stato venduto, secondo indiscrezioni di Dagospia riprese anche da Winenews, all'editore vignaiolo Paolo Panerai, quello di Class, mentre Carlo Petrini sta per far fuori Enzo Vizzari, che smentisce, e insediarsi con Slow Food al vertice delle guide dei ristoranti e dei vini de l'Espresso. E fin qui chissenefrega! Questa faccenda di pentole e società anonime però è la buccia di Parmigiano sulla quale è scivolata la sinistra che anche in questo specifico, un paradigma dei costi della politica, dei conflitti d'interesse, del lei nonsachisonoio, ha rivendicato un'inesistente diversità morale. Ed è anche la dimostrazione di cosa sarà l'egemonia pseudoculturale e di portafoglio ai tempi del Pd di Veltrelli.
Intrecci enogastronomici
Dietro la storia del Gambero Rosso si cela infatti una faccenda stile Unipol, da furbetti del bicchierino. Stefano Bonilli, sempre pronto a menar fendenti e convinto di una sua presunta e talvolta presuntuosa superiorità, smentisce la vendita e che qualcuno stia per cacciarlo. Ma la verità sembra essere un'altra. Il Gambero Rosso ha un accordo con la Rai - servizio pubblico, soldi pubblici - per editare un canale tematico di cibo, ha fatto una società paritetica con gli enti locali di Napoli - ancora soldi pubblici - per aprire lì una Città del Gusto come antidoto al disgusto della mondezza, simile a quella creata da Bonilli & C nella Roma veltroniana, stampa un mensile - con contributi pubblici - e una quantità di libri. Soprattutto è coeditore della più diffusa guida al vino italiano con Slow Food di Carlin Petrini. Petrini siede tra i padri del Partito democratico, è il paladino degli agricoli oppressi con Terra Madre, è il profeta del cibo «giusto, buono e pulito» che ha fatto esclamare alla ministra della sanità Livia Turco: «Abbiamo una mensa!». Ora Petrini costituente del Pd è passato al servizio di Carlo De Benedetti, ricostituente economico del medesimo partito. Con buona pace dei volontari di Slow Food che si spaccano la schiena per l'ideale, mentre i vertici badano al sodo. Ma la sinistra, si sa, negli affari dimostra scarsa dimestichezza con le regole. Ed ecco che dopo mesi di conti fatti e rifatti, di azionisti di minoranza che minacciavano azioni legali, il Gambero Rosso ha perso la faccia. Risulta infatti che la maggioranza delle azioni sia custodita anonimamente dalla Compagnia fiduciaria nazionale proprietaria del 50,5% della Food wine factory, la finanziaria di controllo di Gambero Rosso Holding che è la società di gestione con la quale Slow Food ha l'accordo equo e solidale. Ma ancora più consistente sarebbe la presenza della Fiduciaria nella Grh di cui detiene in proprio il 32% delle azioni avendole comprate da Alfredo Cazzola e da Interbanca che si è defilata avendo perso una montagna di soldi, e il 60,52% in quanto azionista di maggioranza della Fwf. E fin qui nulla di strano se non fosse che la Compagnia fiduciaria nazionale è quella usata da Gnutti, Consorte, Fiorani nelle varie stagioni dei furbetti del quartierino. Ed è anche partner di Panerai che se fosse il vero padrone del Gambero Rosso alimenterebbe un intollerabile, almeno per Slow Food, doppio conflitto d'interessi: uno morale perché non si capisce come mai i sinistri duri e impuri si nascondano nell'anonimato azionario, l'altro di fatto perché Panerai che produce Chianti in gran quantità e in discreta qualità sarebbe arbitro e giocatore nella partita dello show-biz del vino.
Bicchieri in “omaggio”
Al Gambero Rosso ai conflitti d'interesse ci sono abituati. Per far cassa di recente hanno lanciato un road show mondiale del vino italiano dietro pagamento da parte delle cantine di consistente parcella alla società di Marina Thompson, moglie di Daniele Cernilli, socio storico di Bonilli e direttore della Guida al Vino Grh-Slow: quella che assegna i mitici "3 bicchieri". E qui ci sarebbe stato un nuovo furibondo scontro tra Bonilli, la cui consorte Marinella Viglione è stata fatta fuori dalla carica di amministratore delegato della holding, e Cernilli che invece fa fare buoni affari alla signora e si dice sia in procinto di far fuori proprio Bonilli. Per ridimensionare questa ingloriosa vicenda ieri Cernilli ha fatto sapere che ha sì intese con Panerai, ma per fare una rivista al di fuori del Gambero Rosso. Nel frattempo si è aperto il capitolo Carlo Petrini che minaccia fuoco e fiamme contro il Gambero Rosso, e intanto ha firmato un contratto con Espresso-Repubblica stracciando l'alleanza storica con La Stampa, il giornale di casa Agnelli, che ha generosamente foraggiato le attività di Slow Food. Ci sarà di che divertirsi all'imminente presentazione delle "guide". Litigano sul tesoretto enogastronomico mentre gli italiani fanno fatica a mettere insieme il desinare con la cena. Ma che volete farci, sono i camerieri del Pd: la sinistra di caciotta e di governo.
Lo spumante italiano piace sempre di più ... Gli spumanti fanno segnare nel primo semestre 2007 una crescita del 9,9% medio di ordini e di vendite. Questo il dato sintetico e positivo che emerge dal sondaggio a campione e dal monitoraggio compiuto dall’osservatorio del Forum spumanti d’Italia, evento svoltosi lo scorso fine settimana a Villa dei Cèdri di Valdobbiadene (TV) diretto da Giampietro Comolli, grazie alle risposte del questionario inviato alle 700 singole imprese spumantistiche nazionali.
Le risposte complete e in tempo sono pervenute da 107 case che rappresentano in volume oltre il 75% del totale. In termini di valore l’incremento di spesa non è stato pari alla crescita dei volumi a significare che c’è stato a inizio anno un calo del prezzo medio oppure che il maggiore sviluppo degli ordini si è indirizzato verso i prodotti di prezzo più contenuto, è stato riscontrato soprattutto nei paesi che dipendono dal cambio del dollaro. Gli ordini migliori sono pervenuti dai mercati Usa e Giappone, rispettivamente +19% e +9 %.
Il Forum Spumanti d’Italia (patrocinato fra gli altri dall’Unione delle camere di commercio di Roma, dai ministeri delle politiche agrarie e delle attività produttive oltre che dalle regioni del Nord Italia e da diverse province), ha chiesto al noto web-site www.winenews.it di sondare i propri enonauti o wine lovers sul consumo estivo e sulle tipologie di consumo degli spumanti durante l’estate. In termini di incremento di valore il dato più eclatante viene sempre dagli Usa dove si riscontra un ulteriore passo avanti nella bilancia per un +24% contro un +19% dei volumi.
Un segnale positivo viene anche dalla Germania (+18% rispetto al primo semestre 2006) che sta riprendendo un ritmo di crescita buono e interessante è anche l’incremento verso la Spagna e la Francia tradizionalmente mercati chiusi. Grande successo del vino italiano anche nel Regno Unito dove è destinato oltre il 10% del totale export, con un incremento della tipologia bollicine spumante del 16,5% rispetto all’anno precedente. Exploit, infine, in Russia con un +60% in quantità e un +70% in valore. A far lievitare ulteriormente i dati di vendita dello spumante e dei vini in generale potrebbe essere la campagna promozionale all’estero che la società Buonitalia finanzierà con parte dei 50 milioni di euro destinati all’agroalimentare made in Italy.
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