Vigneti: adotta una barrique e crea il tuo vino personale ... Diventare produttori senza possedere vigneti o cantine? Si può! Parola di winenews che con “Adotta una barrique”, un progetto della tenuta Valdipiatta di Montepulciano (www.valdipiatta.it), ha creato il proprio vino unico e personalissimo. “Abbiamo voluto produrre - spiegano Alessandro Regoli e Irene Chiari, fondatori di www.winenews.it - una limited edition da destinare agli amici più cari come strenna natalizia”. L’azienda Valdipiatta, di proprietà della famiglia Caporali, è una delle cantine storiche del territorio poliziano: oggi è guidata da Miriam, figlia del “fondatore”, l’ingegner Giulio. “Questa iniziativa - afferma Miriam Caporali - è nata perchè qualche nostro cliente storico ci ha chiesto di prendere parte attiva al processo produttivo del vino, per potersi trasformare, anche se solo per un periodo limitato di tempo, in vignaiolo, e creare così il suo vino speciale”.
C’è chi ha voluto dar vita alle proprie bottiglie per siglare un momento importante della vita, come un matrimonio o la nascita di un figlio. Chi lo ha fatto per festeggiare una speciale ricorrenza. E chi per fare un regalo di Natale diverso dal solito. Questo il motivo per cui è nato il vino di WineNews, attraverso un processo particolare e affascinante che è durato molti mesi. “Prima siamo stati tra i vigneti - spiegano Antonio Boco e Franco Pallini, curatori degli appunti di degustazione “I Quaderni di Winenews” - selezionando i vitigni che più ci rappresentavano. Un percorso ripreso, passo passo, dall’occhio di www.winenews.tv, diventato subito un piccolo film che documenta la genesi di ogni bottiglia”.
Si tratta del primo vino realizzato da un sito Internet che si occupa di questo settore, un’esperienza gioiosa per chi, abituato nel quotidiano a raccontare e criticare gli “altri”, decide per una volta di passare dall’altra parte della barricata. Un vino complesso ed elegante che mostra la grinta personale e identitaria del terroir di provenienza, non senza qualche ammiccamento internazionale.
Diventare produttori senza possedere né una vigna né cantina. Il sito internet Wine News lancia una nuova moda ... Da enoappassionato a produttore: un passaggio apparentemente impossibile, soprattutto se non si possiede né un metro quadrato di vigna, né l’ombra di una cantina. Ma oggi questo sogno si può trasformare in realtà, con “Adotta una barrique”, un progetto lanciato della Tenuta Valdipiatta (www.valdipiatta.it), una delle migliori aziende agricole del territorio di Montepulciano (Siena): un’idea davvero originale che offre agli amanti del buon bere la possibilità di creare il proprio vino unico e personalissimo. E lo hanno fatto anche gli autori di WineNews.
“Abbiamo voluto produrre - spiegano Alessandro Regoli e Irene Chiari, fondatori di www.winenews.it - una limited edition da destinare agli amici più cari come strenna natalizia; un vino creato con ironia e leggerezza, ma anche con la professionalità e l’esperienza dei degustatori e dei giornalisti del nostro staff”.
L’azienda Valdipiatta, di proprietà della famiglia Caporali, è una delle cantine storiche del territorio poliziano: oggi è guidata da Miriam, figlia del “fondatore”, l’ingegner Giulio. “Questa iniziativa - afferma Miriam Caporali - è nata perchè qualche nostro cliente storico ci ha chiesto di prendere parte attiva al processo produttivo del vino, per potersi trasformare, anche se solo per un periodo limitato di tempo, in vignaiolo, e creare cosi’ il suo vino speciale”.
C’è chi ha voluto dar vita alle proprie bottiglie per siglare un momento importante della vita, come un matrimonio o la nascita di un figlio. Chi lo ha fatto per festeggiare una speciale ricorrenza. E chi per fare un regalo di Natale diverso dal solito. Questo il motivo per cui è nato il vino di WineNews, attraverso un processo particolare e affascinante che è durato molti mesi.
“Prima siamo stati tra i vigneti - spiegano Antonio Boco e Franco Pallini, curatori degli appunti di degustazione “I Quaderni di WineNews” - selezionando i vitigni che più ci piacevano; poi in cantina, dove abbiamo fatto assaggi dalle barriques e curato il blend (35% Sangiovese, 30% Cabernet Sauvignon, 32% Merlot, 3% Petit Verdot), fino alla scelta finale del vino che più ci rappresentava. Un percorso ripreso, passo passo, dall’occhio di www.winenews.tv, diventato subito un piccolo film che documenta la genesi di ogni bottiglia”.
Si tratta del primo vino realizzato da un sito Internet che si occupa di questo settore, un’esperienza gioiosa per chi, abituato nel quotidiano a raccontare e criticare gli “altri”, decide per una volta di passare dall’altra parte della barricata (e non solo della barrique).
Un vino complesso ed elegante che mostra la grinta personale e identitaria del terroir di provenienza, non senza qualche ammiccamento internazionale. Un po’ come WineNews, insomma, che, dalla sua redazione di Montalcino e dunque dalla Toscana, guarda all’Italia e al mondo, raccontando i fatti del vino in tutti i loro aspetti e ovunque essi accadano.
Sulle etichette non c’è l’obbligo di dichiararlo ... La trasparenza battuta dalle lobby... Qualcuno dice che è un buon compromesso? Sarà, ma per noi non è così. A parlare è Giuseppe Martelli, presidente dell’Unione mondiale degli enologi e direttore generale dell’associazione italiana di categoria. Martelli esprime diplomaticamente la rabbia e la delusione dei nostri produttori di vino, un sistema che genera un giro d’affari da 8 miliardi di euro l’anno. L’annuncio che il Parlamento europeo ha approvato la possibilità per alcuni Paesi, in primis Germania e Francia settentrionale, di aggiungere zucchero nel vino per alzare la gradazione è stato accolto come una sconfitta della genuinità e del buonsenso. “La logica - dice Martelli - è che per queste correzioni si usino prodotti derivati dall’uva, come i mosti concentrati, e non zucchero di barbabietola, assolutamente estraneo al ciclo della vite. Noi, in Italia, facciamo così e la riforma di mercato del settore era orientata a generalizzare questa scelta, ma, proprio in vista del traguardo, è saltato tutto”. Perchè? La risposta ufficiale la dà il conteggio dei voti, ma il tam-tam delle voci che arrivano di corridoi del Palazzo di Strasburgo e rimbalzano di cantina in cantina parla del “traclimento” della Francia, prima schierata con Italia, Spagna e Portogallo e poi passata al fronte opposto. Un voltafaccia favorito dalle pressioni delle lobby dello zucchero su Parigi, che con Berlino costituisce, dopo il dimezzamento del settore in Italia, l’asse portante della produzione saccarifera europea. Senza contare l’aspetto economico: “Il prezzo del mosto concentrato - spiega il presidente mondiale degli enologi - è oltre il doppio di quello dello zucchero. Evidente quindi il vantaggio dei produttori che usano quest’ultimo in termini di costi e competitività”. Tanto che i Paesi dell’Est, new entry nell’Unione europea, sono entrati compatti, con l’Ungheria a Capofila, configurare un “vulnus” alle regole della concorrenza, ma, a chi lo ipotizza, Bruxelles risponde che i fondi per gli aiuti ai mosti saranno aumentati. “La bilancia - ribatte Martelli - non sarà comunque in pareggio. Senza contare che sfuma l’opportunità di smaltire, trasformandoli in mosti concentrati, gli oltre 15 milioni di ettolitri divino in esubero stoccati nei vari Paesi d’Europa”. Insomma una grossa occasione perduta. Ed è proprio così che la vede Andrea Sartori, presidente dell’Unione italiana vini, l’organizzazione che rappresenta il 60% del business nazionale del settore. “La riforma proposta dalla Commissaria all’agricoltura europea, Mariann Fischer Boel, era davvero coraggiosa e innovativa - chiarisce Satrori - poi è stata progressivamente snaturata dalle pressioni politiche e delle lobby che vogliono mantenere lo status quo. Il risultato non è certo una vittoria della trasparenza produttiva, anche perchè non è passata nemmeno la proposta di indicare in etichetta il tipo di metodo usato per intervenire sulla gradazione”. Il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, assicura che lunedì, al consiglio dei 27 ministri dell’agricoltura europei l’Italia, assieme a Spagna e Portogallo, farà di tutto “per non fare rientrare dalla finestra una pratica il cui divieto era già un fatto compiuto”. Intanto il giudizio dei consumatori sulla decisione del Parlamento europeo arriva da un sondaggio lampo della rivista on-line Winenews: “Lo zucchero usatelo per farci la marmellata, non il vino”.
Torre Maggiore Fattoria Le Poggette: rosso per carni bianche alla cacciatora ... “In vino veritas”: non è quindi solo per l’approssimarsi delle feste natalizie, che il mondo dell’enologia intende rivelare a tutti il messaggio umanistico che gli è dietro, rifacendosi anche a vicende faticose, lontane o antecedenti al successo odierno. Con tenerezza, però: come dimostra ad esempio l’iniziativa di uno dei portali più significativi di Bacco, che ha lanciato il “Progetto Winenews per la solidarietà”, destinato a bambini poco fortunati (tutti i ragguagli, appunto, su www.winenews.it). Degna di lode anche la dedica colta che la cantina Leone De Castris ha voluto rendere ai clienti del suo Five Roses, il primo rosato ufficialmente prodotto in Italia, nel 1943. Per conto dell’azienda, infatti, Antonio Massara ha scritto un “piccolo grande libro”, che racconta l’Italia dell’armistizio e le difficoltà del vino dinanzi a ben altre cose a cui pensare. Belle storie davvero, da accompagnare con un rosso di quelli fatti col cuore, e che lasciano la bocca buona. Come l’umbro Torre Maggiore della Fattoria Le Poggette (15 euro): dai sentori di viola, spezie, prugna e amarena, e dal palato solido ma articolato, immediato ma profondo. Perfetto su polli o conigli alla cacciatora.
Da grandi vini e cibo aiuti in Romania per i bimbi a rischio ... Non solo wine, non solo food, ma anche solidarietà: www.winenews.it, uno dei siti di comunicazione italiani più cliccati sul mondo del vino, lancia da quest’anno una nuova iniziativa: “Progetto Winenews per la solidarietà”, un piccolo spazio nel sito internet per aiutare nel quotidiano i bambini in difficoltà della Romania affinché sia rispettata la loro dignità. WineNews ha, quindi, selezionato il Progetto di Casa Speranza (Campina, Romania), una comunità di suore italiane della Congregazione di San Giuseppe di Aosta.
“L’affidabilità e serietà - spiega Irene Chiari promotrice del progetto - sono state verificate direttamente, fondata per sostenere la crescita di bambini in difficoltà”. “Da tempo - spiegano a Winenews - operiamo nel campo della solidarietà, dopo aver conosciuto la seria realtà del progetto di Casa Speranza (Campina, Romania), un istituto di accoglienza per bambini in difficoltà gestito da un gruppo di suore italiane della Congregazione di San Giuseppe d’Aosta, ora abbiamo deciso di fare qualcosa per sostenerlo.” Casa Speranza (che opera anche in Costa d’Avorio e in Madagascar) lavora legalmente con i bambini dal 1998 (ma è presente in Romania dal 23 novembre 1993), e ne ha già aiutati moltissimi, occupandosi anche di reintegrazioni in famiglie naturali, sostegno e accoglienza, e impegnandosi nel restituire loro la dignità di bambino.
Enologia: scatta il “coprifuoco alcolico” a capodanno, dalle 2 in poi ... Allo scoccare della mezzanotte di Capodanno sbrigatevi a fare i brindisi di rito con amici e parenti, perchè avete solo due ore di tempo: dopo di che, se siete ad un veglione o in discoteca, nessuno vi venderà più un goccio di spumante o di champagne. Lo evidenzia il sito www.winenews.it, uno dei più cliccati dagli appassionati del buon bere: per tutti gli italiani che decidono di festeggiare l’ultimo dell’anno in un locale pubblico scatta alle due in punto il “coprifuoco alcolico”, e i calici si potranno riempire solo con aranciata e coca-cola. Cosi’ prescrive l’articolo 6 della legge sulla sicurezza stradale. Una regola che vale evidentemente per tutti i giorni dell’anno, comprese le feste comandate. Ferma restando l’importanza di garantire sicurezza sulle strade e di contrastare fenomeni di abuso nel consumo di alcolici, sono molti i pareri dissonanti su questo approccio legislativo di stampo “proibizionista”. Winenews ha interpellato un veterano dei locali da ballo il romano Giancarlo Bornigia, proprietario del Piper e del Gilda, due delle più famose discoteche di Roma, frequentate anche da numerosi vip.
“Questa legge favorisce gli abusivi - afferma Bornigia - il divieto di vendere alcolici interessa infatti solo i locali e le discoteche che hanno le licenze, mentre alle feste abusive si continuera’ a bere come prima. Per non parlare di bar, ambulanti e supermarket che possono vendere alcolici a tutte le ore. Di questo passo saremo costretti a chiudere ed a licenziare tutto il personale”. Ottavio Cagiano, direttore di Federvini, spiega: “Questa legge, nata sull’onda di particolari emozioni dovute a tragici fatti di cronaca, non e’ stata forse ponderata con sufficiente attenzione: la conseguenza e’ che ci si trova di fronte a giornate particolari, come il Capodanno, in cui e’ quantomeno strano pensare di interrompere drasticamente i brindisi ad un’ora prestabilita: ipotizzo che le persone siano indotte ad ordinare prima delle due nuove consumazioni per timore di restare con il bicchiere vuoto; dall’altro lato, c’e’ una situazione permanente lungo tutto l’arco dell’anno in cui i ragazzi che vanno in discoteca si attrezzano lasciando in macchina o fuori dal locale le bottiglie di alcolici; per non parlare di fenomeni di somministrazione di bevande alcoliche da parte di ambulanti, molto difficili da controllare”.
Attenzione naturalmente anche a mettersi al volante dopo il cenone: in base alla medesima legge per chi guida in stato di ebbrezza sono previste multe salatissime, e nei casi più gravi l’arresto. Basta superare la soglia di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue per rischiare un’ammenda da 500 a 2.000 euro.
Capodanno: pochi brindisi, scatta coprifuoco alcolico ... Da nuova normativa stop a spumanti e champagne dalle 2 di notte... Il prossimo Capodanno sarà ricordato per i brindisi frettolosi: nei locali pubblici si potrà infatti festeggiare l’arrivo del 2008 con spumante e champagne, ma soltanto fino alle 2 di notte. Dopo, per legge, i gestori dovranno interrompere la somministrazione di bevande alcoliche. È quanto prevede il decreto, poi convertito in legge (160/2007), che impone l’interruzione della somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2 della notte a tutti i titolari e gestori di locali “ove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente all’attività di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche”.
Scettici sulle nuove disposizioni i proprietari dei locali che, come sottolinea un’indagine di Winenews, mettono in guardia dalle possibili infrazioni alle regole.
“Questa legge favorisce gli abusivi - afferma Giancarlo Bornigia, proprietario del Piper e del Gilda, note discoteche romane - il divieto di vendere alcolici interessa solo i locali e le discoteche che hanno le licenze, mentre alle feste abusive si continuerà a bere come prima. Per non parlare di bar, ambulanti e supermarket che possono vendere alcolici a tutte le ore. Di questo passo saremo costretti a chiudere e a licenziare tutto il personale”.
Maggiore attenzione al modo di rilevare le irregolarità viene chiesta anche dai rappresentanti della filiera del vino, preoccupati del fatto che durante tutto l’anno i ragazzi che vanno in discoteca si attrezzano lasciando in macchina o fuori dal locale le bottiglie di alcolici.
“Questa legge, nata sull’onda di particolari emozioni legate a fatti di cronaca - sostiene Ottavio Cagiano, direttore di Federvini - non è stata forse ponderata con sufficiente attenzione; ci si trova di fronte a giornate particolari, come il Capodanno, in cui è quantomeno strano pensare di interrompere drasticamente i brindisi ad un’ora prestabilità”.
Per questo c’è il rischio che la legge venga aggirata facilmente: “Ipotizzo il fatto - aggiunge Cagiano - che le persone siano indotte ad ordinare prima delle due nuove consumazioni per timore di restare con il bicchiere vuoto”. Ovviamente bisognerà anche prestare attenzione nel mettersi al volante dopo il cenone. La stessa legge prevede multe salate per chi guida in stato di ebbrezza e, nei casi più gravi, l’arresto: basta superare la soglia di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue per rischiare un’ammenda da 500 a 2.000 euro.
La legge impone anche di esporre all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali le tabelle con le quantità, espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pena la chiusura del locale da 7 a 30 giorni. Perciò molti gestori di ristoranti, discoteche, pub hanno già ordinato etilometri da piazzare nel proprio locale.
Capodanno: Winenews, scatta alle due “coprifuoco alcolico” ... Allo scoccare della mezzanotte di Capodanno sbrigatevi a fare i brindisi di rito con amici e parenti, perchè avete solo due ore di tempo: dopo di che, se siete ad un veglione o in discoteca, nessuno vi venderà più un goccio di spumante o di champagne. Lo evidenzia il sito www.winenews.it, uno dei più cliccati dagli appassionati del buon bere: per tutti gli italiani che decidono di festeggiare l’ultimo dell’anno in un locale pubblico scatta alle due in punto il “coprifuoco alcolico”, e i calici si potranno riempire solo con aranciata e coca-cola.
Così prescrive l’articolo 6 della legge sulla sicurezza stradale che recita: “Tutti i titolari e i gestori di locali ove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente all’attività di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2 della notte”. Una regola che vale evidentemente per tutti i giorni dell’anno, comprese le feste comandate: scordiamoci, quindi, oltre a Capodanno, di fare “cin cin” a Natale o a Carnevale, dopo il fatidico orario.
E’ un termine nuovo, sempre più diffuso tra gli appassionati del mondo del vino, che si muove tra sociologia e mercato. E’ il “lovemark”, in pratica quel brand che, secondo i guru del marketing, è riuscito a creare un legame forte e indissolubile con i propri consumatori. A mettere in luce il fenomeno è un sondaggio su web di Winenews e Vinitaly dal quale sono emersi dati precisi di assoluta fedeltà degli eno-appassionati con cantine di riferimento. A coniare la definizione di “lovemark” è stato Kevin Roberts, ritenuto uno dei massimi esperti internazionali di pubblicità, autore del libro “Effetto Lovemark, vincere la rivoluzione dei consumi”. Le cantine lovemark’, secondo il sondaggio, riescono a instaurare con chi acquista e beve i loro vini un legame emotivo durevole, grazie alle intense emozioni che riescono a suscitare. Secondo i 1.216 “enonauti” che hanno risposto al sondaggio sul web, i motivi del “lovemark” risiedono nella capacità delle cantine di trasmette un’immagine di serietà, costanza qualitativa e prestigio, ma anche l’autorevolezza del nome e, sicuramente, l’eccellenza dei vini. Ma c’è anche chi lega il lovemark al vino destinato al consumo quotidiano, preferendo quei marchi in grado di offrire volumi importanti di bottiglie, molto spesso anche caratterizzate da un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Confermando la tesi di Kevin Roberts secondo cui i lovemark possono essere anche piccole aziende, ma tutte con qualcosa di unico, tra i marchi del cuore sono state indicate anche cantine poco conosciute, caratterizzate però da un forte legame con il territorio e da una attenta conduzione familiare. Molti enonauti si dicono infatti stanchi dei soliti brand, osannati dalle guide e dalla critica, ed esortano ad andare sul territorio per conoscere i veri artigiani, che fanno vini non per le guide, ma con grande rispetto del territorio e dei vitigni.
Il miglior vino parla francese ... È francese il miglior vino del mondo: è Chateneuf-du-Pape 2005 di Clos des Papes. Lo ha decretato, con il punteggio di 98/100, la rivista americana Wine Spectator, che, ogni anno, stila la sua celebre “Top 100”, da sempre uno dei verdetti più attesi nel mondo dell’enologia internazionale. La Bibbia dell’enologia internazionale inserisce nella “Top 10” due etichette italiane: il Tignanello 2004 della Marchesi Antinori, al quarto posto, e l’Ornellaia 2004 della Tenuta dell’Ornellaia, al settimo posto. Nel 2006 al vertice della classifica era stato elevato il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 di Casanova di Neri. A diffondere la notizia è stato il sito internet www.winenews.it.
Wine garage ... Dopo le aste on line, gli appassionati di vino scoprono i “garage sales”, mercatini casalinghi dei paesi anglosassoni dove nel fine settimana molte famiglie mettono in vendita oggetti da tempo abbandonati nei garage. Adesso succede lo stesso per il vino. Partita dall’America, la tendenza è stata lanciata in Italia da www.winenews.it uno dei sui di punta del mondo enologico. Pare funzionare. Gli enonauti italiani iniziano a ritrovarsi, avvisati da blog e mailing list, nelle cantine private per scambiarsi bottiglie.
Vino e solidarietà: WineNews lancia progetto per bambini romeni ... Enonauta sì, ma anche solidale con WineNews. Il sito sul mondo del vino lancia infatti un’iniziativa a favore dei bambini della Romania, "una delle prime iniziative benefiche promosse da un sito di informazione enogastronomica”, come si legge in una nota. Il sito www.winenews.it propone agli appassionati di vino e agli addetti ai lavori - che da anni lo consultano gratuitamente, sottolinea la nota - di contribuire all’iniziativa “Progetto Winenews per la solidarietà”, “un piccolo spazio nel sito internet per aiutare nel quotidiano i bambini in difficoltà della Romania affinché sia rispettata la loro dignità”. WineNews ha selezionato il Progetto di Casa Speranza (Campina, Romania), una comunità di suore italiane della Congregazione di San Giuseppe di Aosta, fondata per sostenere la crescita di bambini in difficoltà. “Tra una notizia di vino e l’altra, dunque, gli enonauti che lo vorranno, potranno devolvere una somma più o meno piccola inviando il pagamento direttamente al beneficiario, senza passare da WineNews, che si è riservato quindi soltanto di scegliere l’iniziativa benefica a cui destinare gli aiuti”, spiega la nota. “Casa Speranza (che opera anche in Costa d’Avorio e in Madagascar) lavora legalmente con i bambini dal 1998 (ma è presente in Romania dal 23 novembre 1993), e ne ha già aiutati moltissimi, occupandosi anche di reintegrazioni in famiglie naturali, sostegno e accoglienza, e impegnandosi nel restituire loro la dignità di bambino”.
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