Vino, in Umbria e Sardegna i rossi che “salvano” il cuore ... I vini rossi fanno bene al cuore. Ma non tutti allo stesso modo, dice uno studioso britannico, che ha individuato tre veri e propri “salvavita” in Umbria e Sardegna.
“Punteggio pieno solo per tre grandi rossi italiani: il Sagrantino “25 anni” e il Sagrantino “Collepiano” della tenuta umbra Caprai e il “Rosso Superiore” della Cantina del Mandrolisai, emergente cantina sociale dell'entroterra sardo”, dice in una nota www.winenews.it, uno dei siti di riferimenti degli enoappassionati, commentando i risultati a cui è giunto lo studioso Roger Corder, autore del best seller “The red wine diet” (La dieta del vino rosso).
Dunque non tutti i vini rossi hanno lo stesso potere di prevenzione di patologie cardiache, che dipende dalla concentrazione di procianidine e di resveratrolo, “due particolari antiossidanti appartenenti agli ormai famosi polifenoli”.
“Archiviati bicchieri, grappoli, bottiglie e stelle, Corder valuta i vini della salute utilizzando i cuori”, e il punteggio massimo - cinque cuori - va, appunto, a questi tre vini.
“Nettamente più numerosi , invece, i “quattro cuori”: Marco Oberto, Barolo Ciabot-Berton; Pio Cesare, Barolo; Luigi Einaudi, Dolcetto di Dogliani; Tenuta Allegrini, Palazzo della Torre; Le Pupille, Morellino di Scansano; Fattoria di Magliano, Poggio Bestiale; Di Majo Norante, Aglianico Contado; Vesevo, Aglianico Beneventano; Fatascià, Alire; Ceuso, Custera; Cantina del Mandrolisai, Kent’Annos”.
Il libro di Corder, professore ordinario in terapie sperimentali al William Harvey Research Institute di Londra, è uscito in Gran Bretagna un anno fa ed è stato pubblico anche negli Stati Uniti lo scorso autunno.
Corder ha analizzato 300 vini provenienti per lo più da Europa e Sud America, ma anche da Australia e Stati Uniti, si legge sul sito www.the-red-wine-diet.com. Solo l’8,5% ha ottenuto quattro cuori (molto buono) e solamente l’1,5% cinque (eccellente).
Il vino sul web ... Ecco la classifica dei migliori siti... In notevole ritardo rispetto a quasi tutti gli altri settori, il mondo del vino italiano comincia a comprendere l’immenso potenziale offerto da Internet e a rinforzare la propria presenza sul web, che è ormai il medium dove si cerca ogni tipo di informazione, dalle news più fresche su ogni argomento, al semplice numero di telefono di un ristorante, di un’enoteca e di una cantina. Migliorano i siti delle aziende del Belpaese, sia nella grafica che nei contenuti; i produttori utilizzano sempre più strumenti come blog, forum e newsletter per attivare un canale privilegiato con gli enoappassionati; si diffonde l’uso dei video; l’e-commerce sta prendendo timidamente piede.
Questo lo scenario che scaturisce dall’analisi a cura di www.winenews.it che dà vita, per il settimo anno, alla classifica “Cantine in web”.
Quest’anno i 12 migliori siti sono: Santa Margherita (www.santamargherita.it), Planeta (www.planeta.it), Donnafugata (www.donnafugata.it), Tasca d’Almerita (www.tascadalmerita.it), Arnaldo Caprai (www.arnaldocaprai.com), Corvo (www.vinicorvo.it), Duca di Salaparuta (www.duca.it) e Cantine Florio (www.cantineflorio.it), considerati come sito unico perché di proprietà del gruppo Ilva di Saronno, Bastianich (www.bastianich.com), Mionetto (www.mionetto.com), Josko Gravner (www.gravner.it), Feudi di San Gregorio (www.feudi.it), Lungarotti (www.lungarotti.it) e Cavit (www.cavit.it).
Il progresso che colpisce più favorevolmente è quello che riguarda l’e-commerce, praticato ormai da un buon 5% delle cantine italiane. E’ ancora un dato molto basso, ma è più che raddoppiato sul 2006 il numero di aziende che vende i propri prodotti direttamente sul sito, trasformandosi in una sorta di “farmer market” on-line.
Vino e gastronomia rendono appetitosa la tavola di Verona ... Veronafiere si conferma il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia con 58 eventi, 37 dei quali a Verona (20 indirette e 17 dirette), tra cui Vinitaly, la prima fiera enologica del mondo, e 21 eventi all’estero. L’ente chiude il 2007 con un fatturato di 72 milioni di euro (+2,5% sul 2006), un utile ante imposte di 5 milioni (+4%), un indotto generato di 850 milioni di euro per il territorio di Verona e del Veneto.
“Il 2007 - osserva Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in un’intervista rilasciata al sito www.winenews.it - è stato un anno ampiamente soddisfacente, anche in considerazione dell’andamento del mercato fieristico nazionale ed europeo. Siamo l’unica fiera italiana che cresce in un mercato stagnante. Nel 2008 si proseguirà sulla linea tracciata dal piano di sviluppo industriale e con un’ulteriore attenzione verso l’internazionalizzazione con l’incremento delle iniziative all’estero. Veronafiere è il soggetto attuatore del finanziamento Unione Europea di 4 milioni di euro per la promozione dei vini europei di qualità in Cina, India e Russia, dal 2008 al 2010, che vede protagonista l’Unione Italiana Vini”. Nel 2008 la Fiera di Verona raggiunge un traguardo storico, i 110 annidi attività.
“Il prossimo anno - evidenzia Flavio Piva, condirettore generale di Veronafiere - continueremo decisi nella politica che ci ha caratterizzato in questi ultimi anni: trasformarci da fiera dell’offerta in fiera della domanda, ovvero investendo sempre di più in formazione e servizi per espositori e visitatori”.
Tra gli eventi del “wine & food” 2008, Veronafiere presenta una ricca agenda di appuntamenti: da Fieragricola (7 - 12 febbraio) a Vinitaly oltre agli eventi che la vedono protagonista a livello internazionale per la valorizzazione e la promozione dei prodotti made in Italy. Tra questi “Vinitaly India” che inizierà il 15 gennaio, a Mumbay per proseguire a New Delhi il 17 e poi spostarsi negli Stati Uniti, in Russia, in Giappone e in Cina.
Enologia: crescono le cantine sul web, Santa Margherita e Sonnafugata al top ... Santa Margherita, Donnafugata, Planeta, Corvo, Duca di Salaparuta. Solo solo alcune delle case produttrici di vini che hanno debuttato sul web permettendo così agli enoappassionati di acquistare le migliori bottiglie su internet. Insomma, anche se in notevole ritardo rispetto a quasi tutti gli altri settori, il mondo del vino italiano comincia a comprendere l’immenso potenziale offerto da Internet e a rinforzare la propria presenza sul web. Questo lo scenario che emerge dall’analisi del mondo aziendale del vino su Internet curata da www.winenews.it, uno dei siti più consultati dagli eno-appassionati in rete, un monitoraggio unico nel nostro Paese che dà vita alla classifica “Cantine in web”. Quest’anno i 12 migliori siti sono: Santa Margherita (www.santamargherita.it), Planeta (www.planeta.it), Donnafugata (www.donnafugata.it), Tasca d’Almerita (www.tascadalmerita.it), Arnaldo Caprai (www.arnaldocaprai.com), Corvo (www.vinicorvo.it), Duca di Salaparuta (www.duca.it) e Cantine Florio (www.cantineflorio.it), considerati come sito unico perché di proprietà del gruppo Ilva di Saronno, Bastianich (www.bastianich.com), Mionetto (www.mionetto.com), Josko Gravner (www.gravner.it), Feudi di San Gregorio (www.feudi.it), Lungarotti (www.lungarotti.it) e Cavit (www.cavit.it). Navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende vitivinicole, si notano evidenti segnali di miglioramento, anche se la strada da percorrere è ancora lunga, soprattutto se si considera che il vino rappresenta a livello mondiale uno dei maggiori ambasciatori del ‘‘made in Italy’’. A fronte di molti che ancora considerano il sito Internet una sorta di catalogo aziendale on line, c’è chi comincia ad utilizzare strumenti avanzati ed interattivi.
Sempre più frequenti le animazioni e le pagine in “flash”, mentre la necessità di stabilire un contatto diretto con i consumatori ha dato vita a newsletter e soprattutto a blog, considerati un rilevante strumento di comunicazione. Ma il progresso che colpisce più favorevolmente è quello che riguarda l’e-commerce, praticato ormai da un buon 5% delle cantine italiane. È ancora un dato molto basso, ma è più che raddoppiato sul 2006 il numero di aziende che vende i propri prodotti direttamente sul sito, trasformandosi in una sorta di ‘‘farmer market’’ on-line.
Insomma, non sfruttare le potenzialità del web per un settore come quello del vino italiano, sempre piu’ rivolto al mercato globale, avrebbe quindi intaccato la competitività dei nostri prodotti. I competitor d’Oltreoceano sono molto sensibili alle potenzialità delle nuove tecnologie, e in Europa l’avversario storico dell’Italia in questo settore, cioè la Francia è decisamente avanti sull’uso delle nuove tecnologie. Basti pensare a Veuve Cliquot, grande firma di bollicine tra le più amate del mondo - che fa parte del gruppo Lvmh - propone, per esempio, un sito accattivante (www.veuve-clicquot.com) con una quantità di contenuti inebriante, dai consigli su quante bottiglie di champagne acquistare a seconda di quanti ospiti si hanno a cena, all’orologio virtuale griffato da scaricare sul computer, fino ad una chicca: l’enologo che, in versione video, con audio in diverse lingue, consiglia come conservare, servire e abbinare lo champagne.
O ancora Moet Chandon (www.moet.com), altra etichetta del gruppo Lvmh, che offre servizi alla moda, come la possibilitò di scaricare gratuitamente suonerie per il cellulare personalizzate, o ancora screen saver ed altro; per arrivare infine alle pagine web di Dom Perignon (www.domperignon.com), che offre numerosi contenuti video ed audio, come le interviste esclusive al guru della moda Karl Lagerfeld, o alla sensuale testimonial Helena Christensen. In Italia, però, navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende vitivinicole, si notano evidenti segnali di miglioramento, anche se si e’ ancora lontani da livelli di eccellenza. Eccellenza che, invece, il vino italiano rappresenta a livello mondiale, come uno dei maggiori ambasciatori del “made in Italy”. Considerando i risultati per regioni geografiche, i territori che ancora stentano a rinnovare la loro immagine sul web sono proprio quelli piu’ importanti dal punto di vista enologico, soprattutto la Toscana, che presenta in generale una situazione di arretratezza informatica, con siti antiquati dal punto di vista estetico. Il Piemonte, altra regione in cui il web non rende giustizia al blasone dei vini, fa segnare nel 2007 una leggera crescita nella qualità dei siti aziendali; ma è la Sicilia la regione che si conferma sui livelli migliori, con ben siti piazzati tra i primi dodici.
Le cantine puntano al web ... Aziende vinicole... Blog, e-commerce, forum e newsletter compaiono nel mondo del vino italiano ma c’è ancora tanta strada da fare per trasformare i siti web aziendali da cataloghi online a strumenti di dialogo con i consumatori. Lo rivela un’indagine di Winenews che ha analizzato oltre 2.500 indirizzi web di aziende vitivinicole: solo il 5% delle cantine prevede una sezione e-commerce. Si tratta comunque del doppio rispetto al 2006.
Vino: Web e’ risorsa mercato, ma c’è ancora tanto da fare ... Blog, e-commerce, forum e newsletter compaiono lentamente nel mondo del vino italiano, il potenziale é ampio ma c’é ancora tanta strada da fare per trasformare i siti web aziendali da cataloghi on line a strumenti di dialogo con i consumatori. E’ quanto emerge da una indagine di Winenews che ha analizzato oltre 2.500 indirizzi web di aziende vitivinicole, tracciando un quadro ancora poco soddisfacente, da cui emerge che solo il 5% delle cantine italiane prevede una sezione dedicata all’e-commerce. Può apparire poca cosa ma si tratta di un progresso secondo Winenews, se si considera che nel 2006 la percentuale era del 2,5%.
I siti delle aziende vitivinicole migliorano anche dal punto di vista della grafica e dei contenuti, sono sempre più frequenti le animazioni e le pagine in Flash, mentre la necessità di stabilire un contatto diretto con i visitatori ha dato vita a newsletter e blog.
Considerando i risultati per regioni geografiche, i territori che ancora stentano a rinnovare la loro immagine sul web sono proprio quelli più importanti dal punto di vista enologico, come la Toscana che presenta una situazione di arretratezza informatica, con siti antiquati dal punto di vista estetico e il Piemonte che fa segnare nel 2007 solo una leggera crescita nella qualità dei siti aziendali, mentre la Sicilia è la regione che registra il numero più alto di siti web fruibili ed avanzati.
Il vino? Si stappa anche sul web ... E internet trasforma i consumatori in esperti sommelier... Il vino e Internet, un matrimonio possibile grazie all’e-commerce e alla comunicazione di tutto ciò che ruota attorno a esso. Ma soprattutto incide la voglia dei consumatori di tornare a comprare vino di persona, anche se seduti davanti al computer. In prima fila si trovano aziende di medie e piccole dimensioni che hanno accettato la sfida del commercio sul web, vendendo direttamente dai propri siti o attraverso i portali dedicati, come www.wineshop.it e www.winepeople.it, senza dimenticare www.ebay.it. Il fine è sempre lo stesso: dialogare direttamente con i clienti per offrire prodotti che le forme di distribuzione tradizionali non riuscirebbero a valorizzare.
Nel 2007 il 5% delle cantine italiane ha puntato sull’e-commerce, generando un volume d’affari di 5,3 miliardi di euro (+30% rispetto al 2006). La spesa media? Su www.bereilvino.it, un sondaggio indica che i navigatori si dividono per lo più fra chi spende meno di 50 euro a ordine (27%), fra 50 e 100 (24%) e chi supera i 200 euro (25%). In mezzo tutti gli altri. Uno scenario destinato ad ampliarsi, considerato anche l’aumento degli investimenti pubblicitari, sul web. Cliccando su Ebay, l’offerta è molto variegata, ma è necessaria una buona conoscenza dei prodotti: la fanno da padrone i vini toscani, seguiti dai piemontesi. Per i primi, si va dal Biondi Santi riserva 1997 (sei bottiglie, 2.350 euro) a singole bottiglie di Sassicaia d’annata mediamente sui 200 euro, per arrivare a bottiglie da un euro di Brunello di Montalcino (il più presente con 201 offerte, seguito dal Chianti con 70). Il principio alla base della vendita è l’insieme dei riscontri positivi dati dai precedenti acquirenti (feedback).
Approccio diverso è quello di Winepeople.it, portale specializzato nella vendita del vino in rete, che punta a valorizzare piccoli produttori di qualità, a costi tuttavia contenuti (il prezzo medio si aggira attorno a 10 euro). Una strategia di marketing che non impedisce di trovare anche etichette premiate come il Baccarossa e il Donnaluce della cantina Laziale Poggio Le Volpi. La vendita si accompagna all’informazione, sia sul prodotto sia su tutto quanto concerne il mondo del vino, con un glossario e altre notizie utili agli aspiranti sommelier. Anche le dinamiche di Wineshop.it seguono questo intento, ma la ricerca parte dai gusti del navigatore, che seleziona nella home page il prodotto per tipologia e provenienza.
Altra ancora la strategia su Bereilvino.it, dove i collegamenti alle aziende vinicole sono raggruppati per regione, mentre predominano le news dall’Italia e dall’estero. Lo stesso accade, pur con una grafica meno lineare, su www.italystore.com: da una schermata principale generica, i navigatori dovrebbero andare a cercare autonomamente informazioni sui prodotti.
Vi sono poi siti che riassumono molte delle funzioni del portale: è il caso di www.castellare.it, la pagina web dei Domini Castellare di Castellina, che presenta la storia della cantina e dei vini attraverso schede dettagliate, foto e video. Una pagina, infine, è dedicata a contatti e vendite. In generale, la newsletter è fra i principali strumenti per restare in contatto con i clienti, ma è importante notare come l’accento cada spesso sulla cultura che ruota attorno al vino. “In questi anni, le persone vogliono essere informate e tornare a comprare direttamente il vino”, spiega Alessandro Regoli, fondatore di Wine news (www.winenews.it), portale che dal 2000 si dedica appunto al vino e alla sua arte. “Internet è sicuramente un canale importante per promuovere un prodotto come il vino, ma non certo l’unico. I grandi produttori, per esempio, restano legati alle forme di distribuzione tradizionali (ristoranti ed enoteche, ndr). Il web allora può avere una duplice funzione: approvvigionamento presso le cantine di cui si ha avuto notizia o dove si è gustato il vino; oppure canale per la ricerca di vere e proprie chicche”, chiosa Regoli.
”Ebay riassume entrambe le funzioni, ma non va sottovalutata una forma di vendita come il farmer market on-line, con cui già da tempo negli Stati Uniti si vende via web dal produttore al consumatore. Il prezzo delle bottiglie? Tendenzialmente medio-alto”.
Vino, cantine guardano sempre più a Rete con e-commerce e blog ... Anche il mondo del vino sembra essersi reso conto dell’importanza di Internet, e crescono contatti con consumatori ed enoappassionati e e-commerce.
È quanto emerge dalla settima edizione di “Cantine in web”, l’analisi realizzata da www.winenews.it, uno dei siti di riferimento degli enoappassionati italiani. “Navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende vitivinicole, si notano evidenti segnali di miglioramento, anche se la strada da percorrere è ancora lunga, soprattutto se si considera che il vino rappresenta a livello mondiale uno dei maggiori ambasciatori del “made in Italy”, dice in una nota www.winenews.it.
Emerge che i siti delle cantine sono migliorati “sia dal punto di vista della grafica che dei contenuti; i produttori utilizzano sempre più strumenti come blog, forum e newsletter per attivare un canale privilegiato con gli enoappassionati; si diffonde l’uso dei video”. Non solo: cresce soprattutto fra le piccole imprese l’e-commerce, praticato dal 5% delle cantine: “E’ ancora un dato molto basso, ma è più che raddoppiato sul 2006 il numero di aziende che vende i propri prodotti direttamente sul sito”.
Quest’anno i 12 migliori siti, secondo www.winenews.it, sono Santa Margherita (www.santamargherita.it), Planeta (www.planeta.it), Donnafugata (www.donnafugata.it), Tasca d’Almerita (www.tascadalmerita.it), Arnaldo Caprai (www.arnaldocaprai.com), Corvo (www.vinicorvo.it), Duca di Salaparuta (www.duca.it) e Cantine Florio (www.cantineflorio.it), considerati come sito unico perché di proprietà del gruppo Ilva di Saronno, Bastianich (www.bastianich.com), Mionetto (www.mionetto.com), Josko Gravner (www.gravner.it), Feudi di San Gregorio (www.feudi.it), Lungarotti (www.lungarotti.it) e Cavit (www.cavit.it).
Vino, nel 2007 solo 5% aziende ha praticato e-commerce ... La percentuale però è raddoppiata rispetto all’anno precedente... Nel 2007 le vendite di vini via Internet sono state praticate dal 5% delle cantine italiane. Una percentuale ancora molto bassa, ma che tuttavia è raddoppiata rispetto a quella del 2006. La fotografia della situazione del commercio on-line di vini è stata scattata dal sito Internet “winenews.it” specializzato nel settore della vitivinicoltura, che ha anche stilato una sorta di classifica dei migliori siti aziendali. Il fenomeno Internet, tuttavia, riguarda per ora più le piccole aziende che i grandi nomi del panorama vitivinicolo nazionale. “Anche perché - è la spiegazione fornita da “winenews.it” - i piccoli non possono puntare su un brand affermato e conosciuto, e trovano così un canale anche per farsi notare, mentre al contrario le grandi griffe entrerebbero in conflitto con i propri distributori diffusi su tutti i mercati nazionali ed esteri”.
“Navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende vitivinicole - spiega una nota -, si notano evidenti segnali di miglioramento, ma siamo ancora lontani da livelli di eccellenza che, invece, il vino italiano rappresenta a livello mondiale”. Per gli osservatori del settore, molte aziende considerano ancora il sito Internet un semplice “dovere” di presenza, una sorta di catalogo aziendale on line. “C’è però - spiega ancora “winenews.it” - chi comincia ad utilizzare strumenti avanzati ed interattivi”.
In questo modo è stato osservato che la qualità complessiva dei siti aziendali è migliorata in questo anno, segno che gli investimenti sulla rete non sono più considerati dai produttori come un “qualcosa in più”, ma stanno diventando parte integrante delle strategie comunicative. “L’aspetto contenutistico - viene però precisato - rimane nella maggior parte dei casi vicino ad una risicata sufficienza: mancano spesso informazioni dettagliate sui territori e sulle mete turistiche da visitare vicino all’azienda; le sezioni news sono generalmente poco aggiornate, così come le rassegne stampa; poche aziende offrono motivi per visitare il sito e fidelizzare gli utenti che sono semplici amanti e non super-appassionati di vino”.
Per quanto riguarda la classifica, quest’anno i 12 migliori siti selezionati sono stati quelli di: Santa Margherita, Planeta, Donnafugata, Tasca d’Almerita, Arnaldo Caprai, Corvo, Duca di Salaparuta e Cantine Florio (considerati come sito unico perché di proprietà del gruppo Ilva di Saronno), Bastianich, Mionetto, Josko Gravner, Feudi di San Gregorio, Lungarotti e Cavit.
Vino: cantine puntano a Internet, Sicilia in testa ... Video, newsletter, blog, e-commerce, e-mail: il mondo del vino italiano comincia a credere e investire sulle potenzialità di internet, anche se c’è ancora molta strada da fare. Nella classifica “cantine in web”, stilata da www.winenews.it, i siti migliori sono quelli di Santa Margherita, Planeta, Donnafugata, Tasca d’Almerita, Caprai, Corvo, Duca di Salaparuta e Florio. Secondo Winenews, navigando tra oltre 2500 indirizzi di aziende si scopre che il mondo del vino italiano comincia a comprendere l’immenso potenziale offerto dalla rete anche se in notevole ritardo rispetto a quasi tutti gli altri settori: i produttori utilizzano sempre più strumenti come blog, forum e newsletter per attivare un canale privilegiato con gli enoappassionati, si diffonde l’uso dei video, l’e-commerce sta prendendo timidamente piede, soprattutto tra le piccole aziende: le vendite on-line risultano praticate dal 5% delle cantine italiane. È ancora un dato molto basso, ma è più che raddoppiato sul 2006 il numero di aziende che vende i propri prodotti direttamente sul sito. Eppure - nota Winenews - le potenzialità rappresentate dell’e-commerce sono enormi: secondo un rapporto della School of Management del Politecnico di Milano e di Netcom (il consorzio del commercio elettronico italiano) in Italia nel 2007 il giro di affari complessivo è stato di 5,3 miliardi di euro, con una crescita del 30% sul 2006. Considerando i risultati per regioni geografiche, i territori che ancora stentano a rinnovare la loro immagine sul web sono proprio quelli più importanti dal punto di vista enologico, soprattutto la Toscana, che presenta in generale una situazione di arretratezza informatica, con siti antiquati dal punto di vista estetico. Il Piemonte, altra regione in cui il web non rende giustizia al blasone dei vini, fa segnare nel 2007 una leggera crescita nella qualità dei siti aziendali; è invece la Sicilia la regione migliore, con ben quattro siti piazzati tra i primi dodici.
New Year’s partying to end early No alcohol after 2am in places offering entertainment ... Unless there is a last-minute waiver, merrymakers this New Year’s will see their party cut short by a 2am curfew on alcohol sales in restaurants, night clubs and other places which offer entertainment. The ban on alcohol sales after 2am was imposed by a road safety law passed last October in the wake of a rash of alcohol-related highway deaths, many involving young people, the popular www.winenews.it website recalled.
The law said the 2am deadline was valid for all days of the year and thus included not only New Year’s but also Christmas and Carnival. The ban during such key holidays has upset a number of sector operators including the owner of Rome’s historic Piper and Gilda night clubs, Giancarlo Bornigia.
‘‘This law only encourages people to try and get round it. The ban, in fact, only applies to alcohol sales in bars and night clubs which have liquor licenses and offer entertainment, while people continue to drink in private clubs,’’ Bornigia observed. ‘‘Then there are bars, street vendors and supermarkets which can sell alcohol whenever they want. If this ban continues we are going to have to close shop and fire people,’’ he added. Winenews also quoted the director of the national wine producers’ association Federvini, Ottavio Cagiano, who recalled that ‘‘this law was adopted on an emotional wave created by a series of tragic events. It was not thought through with sufficient attention and thus on certain key days, like New Year’s, a deadline has been placed on celebrating’’.
‘‘What I see happening are people ordering two or more drinks before the bar closes so they don’t find themselves with an empty glass.’’ he added. Other sector operators have complained that because of the ban reservations for New Year’s Eve parties are down drastically and many Italians are going to neighboring countries like Austria, Slovenia, Croatia and France where there are no drinking curfews. Aside from Italy, the only European country to impose a similar ban on alcohol sales is Norway, where sales of beer and wine are prohibited from 3am to 6am, while those of hard liquor are banned from 0.30 am to 1pm. Other countries, like France and Latvia, have limits on alcohol being sold to be taken off the premises, while in Poland municipal authorities can impose limits on alcohol sales.
During its passage through parliament, the new road safety bill initially did not impose a curfew on nighttime alcohol sales. However, a ban for places offering entertainment was imposed in the House and then confirmed in a second reading by the Senate, which was in a rush to approve the measure before it expired. Unfortunately, the new law has not produced its desired results with no decline in highway deaths over the past two months compared to the same period last year.
La cucina italiana ... Quindici volumi, uno ogni venerdì a partire da oggi: la storia della cucina italiana dalla A alla Z attraverso prodotti tipici, ingredienti, ricette. Tutta la cultura culinaria frutto della lunga esperienza e dell’autorevolezza de “La Cucina Italiana”, il mensile fondato nel 1929 “che garantisce - ricorda nell’Introduzione Paola Ricas - la realizzazione e il risultato di tutte le ricette che propone”... I - L’enologo su Internet ... Per l’anno nuovo regalatevi un vino. Magari andando su www.winenews.it, dove Alessandro Regoli e Irene Chiari vi raccontano questa avventura diventata possibile grazie alla collaborazione con Tenuta Valdipiatta, una delle migliori cantine del Nobile di Montepulciano. Winenews, sito più cliccato dagli enoappassionati, per fine anno consiglia sei etichette, tutte white: Gaia & Rey di Gaja, Ribolla Gialla di Josko Gravner, Ronco delle Mele di Venica, Verdicchio di Umani Ronchi, Cometa di Pianeta, le vecchie annate di Cantina di Terlano. Il rosso? il trend è produrlo da sé: si può fare col progetto “Adotta una barrique”, diventando enologi senza possedere vigne...
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