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Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

Articoli

25-04-2009

ITALIA OGGI

La Francia non beve ... In Francia si beve meno vino. Lo rivela il sito www.winenews.it, che riporta uno studio di Viniflhor (Office National Interprofessionnel des Fruits, des Legumes, des Vins et de l’Horticulture), con uno spaccato dell’evoluzione delle abitudini di consumo. L’indagine copre un periodo di dieci anni e conferma quanto già emerso da rilevazioni italiane: il mercato sta cambiando e insieme ad esso anche le abitudini dei consumatori, che bevono sempre meno. Secondo il campione sondato da Viniflhor (1.000 telefonate), chi beve vino nell’aperitivo è passato dal 36 al 51%. Più o meno stazionaria la percentuale di quelli che dichiarano di consumare vino una o due volte alla settimana (23% nel 1999 e 22% nel 2008). In crescita chi dichiara di consumare vino raramente: il 31% nel 1999 e il 37% nel 2008. Su anche la percentuale di quelli che non bevono mai vino: 23% nel 1999 e 26% nel 2008.

 

04-04-2009

AGI

Pasqua: Trento Doc domina i brindisi, seguono i rossi classici ... Non solo a Natale o a Capodanno: le bollicine ormai si stappano anche con l’uovo di Pasqua. Gli eno-appassionati scelgono quelle del Trento Doc, uno dei migliori spumanti made in Italy, per festeggiare insieme a parenti ed amici, confermando come il consumo di bollicine sia ormai “spalmato” lungo tutto l’arco dell’anno, e non piu’ relegato alle feste natalizie.
A seguire, sulle tavole degli italiani a Pasqua saranno protagonisti i grandi rossi della tradizione: Chianti, Brunello di Montalcino e Barbaresco. Lo rivela il sondaggio di www.winenews.it, uno dei più cliccati siti del vino, e Vinitaly, dal 2 al 6 aprile a Verona, evento di riferimento dell’enologia internazionale. L’indagine riporta che la tendenza predominante e’ quella di bere bottiglie già presenti in cantina: ben il 64% di chi ha risposto al sondaggio (1.314 “enonauti”, ovvero appassionati di vino e web) attingerà infatti a quella preziosa “scorta” di etichette accantonata con diligenza nel corso degli anni; il 36% si recherà invece al supermercato o in enoteca, spendendo in media dai 15 ai 25 euro.

 

03-04-2009

PANORAMA

Desiderio divino ... ...Tutti i numeri del pianeta vino in Italia...
8 miliardi di fatturato annuo
1,2 milioni di occupati
800mila aziende vitivinicole
476 denominazioni (Doc, Docg, Igt)
44,8 milioni di ettolitri prodotti nel 2008
27 milioni di ettolitri consumati in Italia
11 milioni di ettolitri esportati nel 2008
2mila aziende esportatrici
45 litri di consumo pro capite in Italia
(fonte: Unione Italiana Vini e www.winenews.it)

 

03-04-2009

TG1

Tendenza Winenews - Vinitaly: il consumo casalingo di vino.

 

01-04-2009

LA STAMPA

Packaging: quando l’abito fa il vino ... Dov’è il vino più elegante del mondo? Per trovarlo bisogna andare nella Napa Valley, in California, dove la cantina Bucella Wines si aggiudica il premio “Etichetta dell’anno 2009”. Per quanto riguarda l’Italia, due premi sono andati poi al Trentino, due alla Sardegna, uno a testa per Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana. Sono questi in sintesi i risultati del quattordicesimo Concorso internazionale di packaging, il premio dedicato al design del vino, le cui premiazioni avverranno nell’ambito della 43a edizione del Vnitaly. Un’occasione per osservare molto da vicino l’evoluzione del gusto dei consumatori, i quali, oltre che alla qualità del prodotto, guardano sempre con maggiore attenzione anche il suo vestito, ovvero la confezione. Una vera sfida per l’esito dei creativi, gli stilisti del vino che puntano su nuove soluzioni innovative per attrarre l’attenzione del consumatore e soddisfare le sue aspettative estetiche ed emozionali.
Per contendersi le ambite “Etichette d’oro”, assegnate ai vini e distillati di nove categorie, sono scese in passerella ben 224 bottiglie (erano 210 nel 2008) provenienti da Italia, Bulgaria, Croazia, Germania, Malta, Portogallo, Spagna, Svizzera e Usa. Intanto la rivista Winenews sottolinea come negli ultimi anni sono sempre di più le aziende che fanno ricerca su chiusure e packaging alternativi. Anche i più pregiati terroir di Francia e Italia sembrano orientati a sperimentare nuovi tappi. Altra storia - conclude la rivista Winenews - è quella di contenitori diversi dal vetro: dal bag in box (il sistema a sacchi composti da più strati di materiale plastico accoppiati e termosaldati fra di loro) alle bottiglie in polietilene (contenitori studiati e realizzati appositamente per conservare aromi, gusti e colori del vino per circa due anni, chiusi con screw caps al posto dei tappi tradizionali) Certamente friendly ed ecosostenibili ma, forse, ancora di un altro pianeta rispetto a quello del vino di qualità.

 

01-04-2009

LA STAMPA

United people of Montalcino ... Tutti assieme appassionatamente. Potrebbe essere questo lo slogan di Montalcino, il comune in provincia di Siena (da cui dista poco più di 35 chilometri) rinomato nel mondo per il suo vino, il pregiatissimo DOCG Brunello, che ha preso anche il nome dal paese di Montalcino.
Perché tutti assieme appassionatamente? Perché la capitale di uno dei vini più famosi del made in Italy è anche una città-modello di accoglienza e integrazione razziale. Qui vivono e lavorano persone giunte da 47 Paesi diversi: albanesi, inglesi, americani, giapponesi, passando per romeni, filippini, tedeschi. “Un piccolo melting-pot - fa osservare Alessandro Regoli, direttore del magazine on line Winenews - che in questa comunità di poco più di 5 mila abitanti sembra funzionare in modo perfetto: mai un problema di ordine pubblico, mai un episodio di criminalità né una tensione”. Com’è possibile una condizione così pacifica? Spiega ancora Regoli: “Qui vige la cultura della legalità. Gli immigrati sono tutti regolari e tutelati da veri contratti di lavoro. I musulmani vivono gomito a gomito con gli ortodossi, i cattolici con i protestanti. Le vie del paese sono una Babele di lingue diverse, ma tutti si capiscono. Nelle scuole, poi, studiano insieme scolari di molteplici etnie. Questa situazione, stranamente felice, è stata osservata con sorpresa dai molti giornalisti e operatori economici di tutto il mondo, che sono giunti a Montalcino il 20 e 21 febbraio per la manifestazione “Benvenuto Brunello”, evento di presentazione della nuova annata, che dovrebbe essere particolarmente favorevole per quello che può essere sicuramente definito uno tra i migliori vini del mondo.
Nel distretto di Brunello, che vanta mediamente un giro d’affari annuo di 130 milioni di euro, i posti di lavoro non mancano. A partire dall’attività nelle vigne, ma non solo. Alle aziende vinicole, infatti, servono enologi, manager, segretarie, responsabili commerciali, tutti con una buona padronanza delle lingue e una spiccata propensione ai contatti con l’estero, considerando che il 60 per cento del Brunello si vende fuori dai nostri confini. Ma l’economia di Montalcino non si basa soltanto sul vino: anche il turismo ha una parte importante, incrementato non soltanto dall’enogastronomia, ma anche dalla bellezza del paesaggio: Montalcino si trova su un alto poggio, a 590 metri sul livello del mare, che domina le valli dell’Ombrone e dell’Asso. Il turismo è dunque un altro importante bacino di occupazione per i lavoratori, che arrivano da oltre confine: vi sono decine di ristoranti, alberghi, ovviamente enoteche, e negozi. Attirata dall’altissima qualità della vita offerta da questa piccola perla della Toscana, una preziosa comunità cosmopolita si è così insediata a Montalcino nel corso degli ultimi anni. ““Preziosa” è un aggettivo veramente esatto per definire la manodopera straniera - precisa ancora il direttore di Winenews - perché senza immigrati la produzione del Brunello, così come molta parte dell’attività turistica, non sarebbe possibile: gli stranieri rappresentano une risorsa vitale per l’economia del territorio. Oggi a Montalcino risultano residenti 633 stranieri, il 12 per cento dell’intera popolazione, che è di poco superiore ai 5 mila abitanti. Ma sono molti coloro che risiedono nei comuni limitrofi e che tutti i giorni si recano a lavorare a Montalcino, quindi la presenza lavorativa straniera è in realtà maggiore. Si tratta di un dato nettamente più alto della media italiana, in cui l’incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione complessiva si attesta sul 5 per cento (dalla rilevazione Istat dell’1 gennaio 2007). Anche comparato alla situazione di Paesi notoriamente più aperti alla presenza straniera, come la Germania (8,8% del totale dei residenti), della Spagna (6,2%) e del Regno Unito (5,2%), il dato riferito a Montalcino appare considerevole.

 

28-03-2009

ANSA

Vino: Wine News,con crisi bottiglia si beve e si paga insieme ... In tempo di crisi ci si consola come si può. Tagliato il ristorante, il cinema, il week-end romantico, risuolate le scarpe, rifatto il motore all’auto, abbandonato il fashion degli stilisti per sposare il vintage ereditato da nonne, mamme e zie, secondo la rivista specialistica Wine News, molti compensano le ristrettezze con un buon bicchiere di vino, naturalmente sorseggiato a casa propria insieme agli amici, ai quali si sarà preventivamente chiesto di pagare la loro parte.
La nuova tendenza si chiama “wine sharing” ed è stata registrata da Vinitaly (Verona 2-6 aprile) evento di riferimento dell’enologia italiana. Il vino, anche per il suo prezzo relativamente basso, rimane una delle gratificazioni alla portata di tutte le tasche. “Una bottiglia di qualità - afferma Wine News - se bevuta a casa, senza il ricarico praticato dal ristorante, e acquistata collettivamente da un gruppo di amici, rappresenta un piacere ancora praticabile”.

 

27-03-2009

L’ESPRESSO

Calici pieni di passione ... Pane, acqua e vino, gli elementi-base della dieta mediterranea, in tempi complessi romano agli onori della tavola italiana, in nome della semplicità e della purezza. Anche sulla bevanda alcolica i connazionali non transigono e non rinunciano a etichette di qualità, ma a prezzo equo. I 45-47 litri di vino pro capite, stappati in un anno, vengono centellinati quotidianamente, di preferenza tra le mura domestiche. A delineare l’identikit dell’eno-consumatore di ritorno e intimista, ma più consapevole, contribuiscono alcune ricerche che rappresentano la struttura portante della 43a edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati in calendario dal 2 al 6 aprile a Verona. “Nella ormai consolidata tribù dei wine lover per cui il vino è stile di vita, quest’anno aumentano le quote “rosa” delle appassionate - riferisce Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere - la fascia di età di consumo si restringe perchè i giovani si avvicinano al vino sempre più tardi. Ad approvare i prodotti dell’enologia sono soprattutto i quarantenni, che affollano anche i corsi da sommelier”. In calo risulta invece il consumo al ristorante, secondo il Centro Studi Fipe Confcommercio. che a Vinitaly terrà un seminario-indagine sul vino italiano nel canale di wine bar ed enoteche. Più che per la minor capacita di spesa (indicata dal 4,2 per cento degli intervistati dal centro), i brindisi in casa furoreggiano per paura dell’etilometro (60,3) o per salutismo (25). Oltre ai luoghi di consumo stanno cambiando anche quelli d’acquisto, precisa il manager veronese: “La richiesta di canali alternativi porta all’origine, in cantina. “La richiesta di canali alternativi porta all’origine, in cantina. Si saltano i passaggi intermedi”. Alla ricerca di essenzialità e immediatezza, l’italiano diserta i riti che distraggono dalla degustazione. Secondo Vinitaly, cerimonie-spettacolo e oggettistica da iniziati non riscuotono più il favore del pubblico. La maggioranza degli intenditori infatti, presi in esame dal sondaggio Winenews-Vinitaly, snobbano bottiglie griffate o famose e scelgono il “vino della memoria”, cioè collegato a persone, luoghi o momenti speciali della propria vita. Per il 74 per cento degli italiani, il primo calice non si scorda mai ed è in stretto rapporto con il contesto, che diventa un valore aggiunto. “La tendenza, confermata dai dati della Gdo che verranno presentati al Salone il 3 aprile, è quella delle etichette con un forte legame con il territorio”, continua Mantovani: “Il vino italiano è espressione dell’ambiente, della storia e della cultura della zona di produzione, che costituiscono un richiamo anche per gli stranieri. Non a caso il tema di Vinitaly 2009 è “The world we love”, per essere punto d’incontro di tutti quelli che amano questo mondo del vino”. Tra i più fedeli al territorio si classificano gli appartenenti ad alcune regioni, come Veneto, Toscana, Puglia e Sicilia, che, dall’inchiesta commissionata da Veronafiere a Iri-Infoscan, dimostrano di acquistare in Gdo in prevalenza vini autoctoni Docg, Doc e Igt, mentre liguri e laziali varcano i loro confini enologici ma non quelli nazionali. Nella top ten delle bottiglie a denominazione d’origine più vendute nella grande distribuzione, a parte il tradizionale gradimento per Chianti e Lambrusco, va segnalata la scalata dei bianchi, Vermentino sardo e Müller Thurgau del Triveneto, con la new entry del Prosecco veneto. Nel difficile scenario macroeconomico, i gusti mutanti hanno decretato nel 2008 un calo del vino da tavola confezionato (meno 2,4 per cento), con 575.451.968 litri venduti e un fatturato di 1.369.737.728 euro, e soprattutto del brick (meno 3,6), il cui volume d’acquisto si attesta sui 370.476.224 litri, corrispondenti a 546.601.776 euro. Sempre in Gdo, rimane stabile la performance delle etichette a denominazione d’origine, pari a 204.975.744 litri per 823.135.952 euro, mentre a sorpresa si impenna quella dei vini con prezzo superiore a 5 euro, che si aggiudicano un più 19,2 per cento, equivalente a una spesa di 16.853.755 litri per 159.536.887 euro. Sotto la lente di Iri-Infoscan, il popolo del bicchiere di qualità ha messo sul podio dei vini in ascesa il pugliese Negroamaro (più 43 per cento), seguito da Aglianico campano e Traminer del Trentino.

I Magnifici 10...
Vini in bottiglia a denominazione d’origine col maggior tasso di crescita
Tipologia, Trend
Negroamaro (Puglia), 43,9
Aglianico (Campania), 23,8
Traminer (Trentino), 22,6
Syrah (Sicilia), 18,6
Rosso Toscana (Toscana), 17,2
Falanghina (Campania), 16,4
Pignoletto (Emilia Romagna), 15,0
Primitivo (Puglia), 12,4
Fiano di Avellino (Campania), 11,8
La claissifica considera le tipologie di vino in bottiglia da 0,75 che hanno fatturato almeno 2 milioni di euro oppure venduto 1 milione di litri in Gdo (Iper+Super+Libero servizio piccolo)

 

25-03-2009

ANSA

Vino: nasce l’etichetta parlante, il debutto a vinitaly ... Avvicinare una penna all’etichetta della bottiglia di un vino e sentire la voce del produttore che lo ha creato. E’ un piccolo miracolo della tecnologia che nasce dalla collaborazione della Modulgraf di Daniele Barontini, azienda di Castelfranco di Sotto (Pisa) con l’ingegnere svizzero Florentin Doering. La nuova Ecocoder multimediale - si legge su www.winenews.it - è un’etichetta all’apparenza identica a tutte le altre, che grazie ad un semplice lettore a forma di penna - in grado di contenere fino a 100 ore di registrazione di dati - decodifica la carta e il particolare inchiostro. La novità è che l’etichetta multimediale non presenta nessuna diversità da una normalissima etichetta standard, in quanto l’applicazione del sistema è mirato esclusivamente ad una particolare spalmatura dell’inchiostro. Il lettore ha la forma di una penna, di poco ingombro e di design accattivante, e viene fornito insieme al vino. Sarà presentato a Vinitaly (dal 2 al 6 aprile a Verona) e sarà Allegrini Group, importante produttore con tenute in Veneto, a Montalcino e a Bolgheri, il primo a sperimentare in anteprima mondiale le potenzialità della nuova etichetta. In occasione del trentennale dell’azienda il sistema Ecocoder sarà applicato su ‘Palazzo della Torre’, un vino ottenuto con un procedimento di vinificazione molto particolare.

 

24-03-2009

AGI

Vintaly: novità curiose e tendenze in arrivo per settore ... Si parlerà anche di questo a Vinitaly (a Verona dal 2 al 6 aprile), evento di riferimento dell’enologia internazionale Cosa c’è di nuovo nel mondo del vino? Tante idee curiose e stravaganti, pensate appositamente per tutti i target di eno-appassionati: dal wine bus all’auto con chauffeur per non rinunciare ad un buon bicchiere in tranquillità, dalle bollicine affinate in fondo al mare per un vero e proprio spumante ‘a presa di spuma’ al bicchiere a dondolo per gli amanti del collezionismo e del buon bere, che, d’ora in avanti, potranno assaggiare e degustare i propri vini del cuore negli spazi di un’enoteca 100% bio o sottoponendosi in contemporanea ad una seduta di psicoanalisi. Queste e molte altre le ultime tendenze in arrivo dall’universo variegato dell’enologia, che saranno al centro di Vinitaly, (a Verona dal 2 al 6 aprile), evento di riferimento del settore. Auto e vino è un ‘abbinamento’ che ultimamente è visto in negativo perchè legato agli incidenti stradali. Ma, tra un divieto e l’altro, si può pensare tuttavia a soluzioni alternative, sicure e accomodanti. Per passare una tranquilla serata con gli amici non c’è idea migliore del wine bus, ovvero tutti a bordo in compagnia e partenza alla volta di una bella tavola imbandita a cui brindare senza tanti pensieri. Un auto con tanto di chauffeur è invece la soluzione perfetta per coronare una serata romantica con il proprio partner, facendo anche una bella figura.

 

23-03-2009

ANSA

Vino:per crisi e etilometri qualità in mini-bottiglie piace ... Dopo essere stata snobbata per anni, la mezza bottiglia sta vivendo in Italia il suo momento d’oro. Le ragioni della riscossa della mezza bottiglia sono molteplici: a partire dal difficile momento congiunturale con il conseguente crollo generalizzato dei consumi, ma anche di un salutismo sempre più diffuso e delle limitazioni imposte dai controlli anti-alcol per chi guida. Si parlerà anche di questo a Vinitaly, (a Verona dal 2 al 6 aprile). Se un tempo scegliere la mezza bottiglia al ristorante era un modo per scoprire ed avvicinare certe tipologie di vino, adesso la motivazione è legata al consumo consapevole prima di mettersi alla guida nonché al fattore prezzo; una degustazione di qualità ma senza sprechi e appagante per single o chi, magari per motivi di lavoro, si trova a mangiare fuori da solo. Chi punta con decisione sulla mezza bottiglia è Ornella Venica della Venica & Venica, griffe del Collio, che quest’anno propone due vini di punta nel formato ridotto: “Da consumatrice ed eno-appassionata ho sempre avvertito l’esigenza di poter bere un solo bicchiere di vino al ristorante, magari a pranzo, senza necessariamente ordinare un’intera bottiglia. Oggi la congiuntura economica negativa e la necessità di un consumo moderato concorrono al successo del formato da 375 ml”. Tra i produttori di mezze bottiglie non mancano nomi noti come Angelo Gaja, Tenuta San Guido - il Marchese Niccolò Incisa della Rocchetta ha lanciato anni fa con grande successo il ‘piccolo’ Sassicaia - Pieropan, Jermann e Castello Banfi. E anche i ristoranti testimoniano in coro che proprio il formato da 375 è il più richiesto dai loro clienti.

 

23-03-2009

AGI

Vini: momento d’oro per grandi vini in piccoli formati ... Dopo essere stata snobbata per anni, la mezza bottiglia sta vivendo in Italia il suo momento d’oro: se fino a pochi anni fa la scelta dei 375 ml è sempre stata limitata - a parte i piccoli formati dei vini dolci - oggi sono in costante aumento le cantine che hanno deciso di puntare sulla ‘taglia’ ridotta. Le ragioni della riscossa della mezza bottiglia sono molteplici: a partire dal difficile momento congiunturale con il conseguente crollo generalizzato dei consumi, ma anche di un salutismo sempre più diffuso e delle severe limitazioni imposte dai controlli anti-alcol per chi guida. Si parlerà anche di questo a Vinitaly, (a Verona dal 2 al 6 aprile), evento di riferimento dell’enologia internazionale. Se un tempo scegliere la mezza bottiglia al ristorante – spiega WineeNews - era un modo per scoprire ed avvicinare certe tipologie di vino, adesso la motivazione è legata al consumo consapevole e al fattore prezzo: basti pensare al classico esempio di due persone che di fronte alla scelta di ordinare una bottiglia spesso rinunciano, perchè consapevoli che una parte del vino andrebbe sprecato. Invece la mezza bottiglia consente di degustare un ottimo vino senza buttare via dei soldi e senza doverlo lasciare sul tavolo perchè poi c’è da mettersi alla guida. Lo stesso vale a maggior ragione per le persone che, magari per motivi di lavoro, si trovano a mangiare fuori da sole e non vogliono rinunciare ad una buona etichetta. Chi punta con decisione sulla mezza bottiglia è Ornella Venica della Venica & Venica, famosa griffe del Collio, che ha deciso quest’anno di proporre due vini di punta dell’azienda nel formato ridotto: “Da consumatrice ed eno-appassionata ho sempre avvertito l’esigenza di poter bere un solo bicchiere di vino al ristorante, magari a pranzo, senza necessariamente ordinare un’intera bottiglia. Oggi la congiuntura economica negativa e la necessità di un consumo moderato concorrono al successo del formato da 375 ml, che consente anche a due persone di degustare un calice di vino a testa senza il timore dell’etilometro e senza spendere grandi cifre”. Tra i produttori di mezze bottiglie non mancano nomi noti come Angelo Gaja, Tenuta San Guido - il Marchese Niccolò Incisa della Rocchetta ha lanciato anni fa con grande successo il ‘piccolo’ Sassicaia - Pieropan, Jermann e Castello Banfi. Intanto anche i ristoranti del Belpaese si stanno adeguando alle esigenze dei tempi che cambiano, e dopo aver introdotto le mezze bottiglie nelle loro carte dei vini, testimoniano in coro che proprio il formato da 375 è il più richiesto dai loro clienti. Ma quale è la situazione negli altri Paesi? In Francia fin dagli anni ’50 i produttori imbottigliano nel piccolo formato anche i grandi vini bordolesi, e gli americani, popolo molto pragmatico, propongono da tempo le mezze bottiglie nei ristoranti più raffinati, e con grande successo. Così le bottiglie piccole all’estero non solo sono diffuse, ma vengono considerate assolutamente cool. Basti pensare che alle sfilate di Parigi e New York stilisti e modelle solo soliti aggirarsi per party e sfilate con la bottiglia mignon di champagne da bere con la cannuccia.

 

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