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Articoli

07-04-2013

LA STAMPA

L’enoteca virtuale deve vincere le sfide delle emozioni e della burocrazia ... L’e-commerce cresce, ma non supera i 30 milioni di euro ... Vino e web. A giudicare dai numeri attuali, sembra improbabile che le enoteche italiane possano fare presto la fine di Blockbuster, la catena americana di negozi per l’acquisto e il noleggio di dvd soppiantata da tv on demand, streaming e download. Secondo una recente indagine di WineNews, il giro d’affari dell’e-commerce italiano (esclusa la vendita diretta delle cantine sui siti aziendali) non supera i 30 milioni di euro. Numeri irrisori, se si pensa che l’intero valore alla produzione è di circa 4 miliardi. “Difficile stimare il volume complessivo, sia perché mancano statistiche ufficiali e player di riferimento assoluto, sia perché tante realtà di e-commerce sono restie a fornire i dati - dice Alessandro Regoli di WineNews -. Ma per ora questa formula non è decollata”. Difficoltà burocratiche, rischi di spedizione, aspetto emozionale dell’acquisto che via web manca: sono alcuni dei principali ostacoli individuati dall’indagine, “anche se lo scenario è destinato a cambiare rapidamente nei prossimi tempi. Senza dubbio, un grande stimolo potrà arrivare se e quando si riuscirà a risolvere il problema di non poter vendere vino all’estero a causa della burocrazia legata al commercio di alcolici”. Alessandro Morichetti, noto blogger che da un paio d’anni ha accettato la sfida di doyouwine.com, progetto albese che propone la vendita on line divini piemontesi, in parte concorda. “L’e-commerce del vino in Italia - dice - si sta muovendo a rilento e con molto ritardo. La diffidenza verso gli acquisti digitali, le peculiarità intrinseche del prodotto, l’abbondanza di cantine raggiungibili sul territorio e la ricerca spasmodica dello sconto non depongono a favore, ma è solo questione di tempo. La domanda sta crescendo e l’offerta si va perfezionando”. Ma a chi dice che sul web si perde il rapporto umano, Morichetti ribatte: “E falso. Noi ci stiamo impegnando proprio in questa direzione. L’idea è dare al nostro progetto l’appellativo di “Enoteca parlante”, che suona male ma funziona molto bene. Noi parliamo, esistiamo, siamo in chat praticamente tutti i pomeriggi, rispondiamo a dubbi, offriamo consigli, rendiamo dinamico un processo altrimenti freddo e impersonale”. Anche Vinitaly non intende stare fermo e, dopo 47 anni di promozione “tradizionale”, lancia oggi il Vinitaly Wine Club, presentandolo come “la più innovativa piattaforma di promozione e vendita online dei vini italiani. Il progetto vuole offrire ai produttori la possibilità di raggiungere nuovi consumatori e far loro scoprire nuovi vini provenienti da ogni angolo della Penisola”. Il portale di e-commerce www.centovigneitalia.it ha provato a fotografare i comportamenti di chi già acquista vino online. E emerso che la tipologia più acquistata è il vino rosso (44%), seguito dal bianco (32%) e dalle bollicine (20%). Il 24% dichiara di comprare on line 100 bottiglie l’anno, il 35% si ferma a poco meno di 80, il 34% a 50 bottiglie e il 4% sulle 20. Ma per chi lo prova, Internet diventa il principale canale di acquisto. Chi ha tentato una via originale è Francesco Zaganelli, che oltre a occuparsi della comunicazione di Lungarotti, ha lanciato www.piccolebottiglie.com, su cui vende on line vini, grappe, liquori, birre artigianali, olio extravergine di oliva e aceto balsamico, tutti rigorosamente nel piccolo formato. Roberto Fiori

 

07-04-2013

ADNKRONOS

Vino: migliora il legame tra Bacco e web, Italia investe di più su internet classifica dei migliori portali dei produttori stilata da WineNews ... I produttori di vino italiano, dopo anni di tentennamenti, investono con decisione nel web: migliorano i siti delle cantine del Belpaese, e la loro interazione con i social network, Facebook e Twitter su tutti, ma anche a quelli dedicati ai video e alle immagini come Youtube, Instagram e Flickr, per citare i più conosciuti. Quanto meno stagnante, invece, l’aspetto legato all’e-commerce (il business complessivo, in Italia, è stimabile sotto i 30 milioni di euro), nicchia che nel tempo si è costruita un suo pubblico, ma che non riesce a sviluppare una crescita intorno al vino, a differenza di quanto avviene in altri settori. Ecco lo stato dell’arte di Bacco su internet, che emerge da “Cantine in Web” n. 12, classifica dei migliori portali dei produttori italiani stilata da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, dopo aver passato in rassegna più di 2.500 portali. Al vertice, tra i siti leader delle cantine italiane, tre declinazioni diverse dell’eccellenza on line: al n. 1 il sito di Frescobaldi (www.frescobaldi.it), al n. 2 nel 2012, che dopo poco più di un anno di vita è stato nuovamente aggiornato e reso ancora più ricco ed interattivo, e fa proprio dell’interazione con gli utenti e del social networking la sua forza. Al n. 2 quello del gruppo Santa Margherita (www.santamargherita.it), da anni al vertice, che fa della ricchezza, della varietà e dell’aggiornamento dei contenuti la sua caratteristica. Al n. 3 la prima e più alta new entry in classifica, il nuovissimo sito di Antinori (www.antinori.it) che fa dell’eleganza e della trasposizione della storia dell’azienda sul web la sua cifra stilistica. Ai piedi del podio un quartetto di cantine siciliane, Planeta (n. 4, www.planeta.it), Tasca d’Almerita (n. 5, www.tascadalmerita.it), Donnafugata (n. 6, www.donnafugata.it) e il nuovo portale del gruppo Duca di Salaparuta (n. 7, www.duca.it). Posizione n. 8 per l’articolato portale della griffe veneta Allegrini (www.allegrini.it), mentre al n. 9 un sito sempre arrivato tra i migliori e che, grazie ad una nuova veste grafica raggiunge il gruppo dei leader, quello della cantina sarda Argiolas (www.argiolas.it). Al n. 10 il ricchissimo e rinnovato sito del Gruppo Italiano Vini (www.gruppoitalianovini.com), seguito dai vivaci portali delle siciliane Cusumano (n. 11, www.cusumano.it) e Cantina Settesoli (n. 12, www.cantinesettesoli.it). Nel mondo, ormai, 2,4 miliardi di persone, il 34% della popolazione del pianeta, utilizza internet. E in testa alla classifica dei Paesi con più internauti, ci sono la Cina (538 milioni di persone, il 40% del Celeste Impero) e gli Stati Uniti (245 milioni di persone, il 70% della popolazione). Uno, quello asiatico, considerato il più grande mercato del vino mondiale del futuro, l’altro, gli Usa, attualmente al n. 1 per consumi complessivi, e dove il Belpaese enoico è leader in volumi e valori. Mentre in Italia si parla di 36 milioni di utenti, poco più del 50% della popolazione. Pochi numeri (dati di www.internetworldstats.com) per confermare, se mai ce ne fosse bisogno, la grande importanza e le enormi potenzialità di internet, anche nel mercato globalizzato del vino. “Investire su internet e sulla comunicazione digitale, anche per la aziende del vino, oggi non è più solo un’opportunità, ma una necessita”, spiegano Lara Catinari (Business Developer Var Group, realtà che opera da oltre 30 anni nel settore informatico) e Juri Borgianni (Digital Strategies di Imama, agenzia di comunicazione digitale di Var Group), “autori” del sito di Frescobaldi, n. 1 di “Cantine in web” 2013. Le parole chiave del sito ideale? “Emozionale, perché chi naviga il sito di una cantina non cerca solo informazioni sui vini e sui prodotti, ma vuole emozioni; semplice, perché la semplicità di navigazione del portale valorizza i contenuti del sito; adattabile, nel senso che deve essere accessibile in maniera ottimale da tutti i device; chiarezza, dal punto di vista contenuti, che devono essere legati come un “flusso” di informazioni; interazione, nel senso di rapporto attivo con gli utenti, dove il sito diventa la base di appoggio per tutto quello che può essere condiviso sui social network; territorio, nel senso che il sito della cantina deve raccontarla immediatamente come realtà inserita e collegata al suo territorio, elemento che è parte fondamentale del suo brand, tanto che il sito dell’azienda deve essere sempre di più un fornitore di chiavi di lettura del territorio, dal punto di vista dell’enogastronomia, ma anche della storia, della cultura, dell’accoglienza”.

 

05-04-2013

AGI

Vino: contro la crisi produttori ora investono sul web ... I produttori di vino italiano, dopo anni di tentennamenti, investono con decisione nel web: migliorano i siti delle cantine del Belpaese, e la loro interazione con i social network, Facebook e Twitter su tutti, ma anche a quelli dedicati ai video e alle immagini come Youtube, Instagram e Flickr, per citare i più conosciuti. Quanto meno stagnante, invece, l’aspetto legato all’e-commerce (il business complessivo, in Italia, è stimabile sotto i 30 milioni di euro), nicchia che nel tempo si è costruita un suo pubblico, ma che non riesce a sviluppare una crescita intorno al vino, a differenza di quanto avviene in altri settori. Ecco lo stato dell’arte di Bacco su internet, che emerge da “Cantine in Web” n. 12, classifica dei migliori portali dei produttori italiani stilata da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, dopo aver passato in rassegna più di 2.500 portali. Al vertice, tra i siti leader delle cantine italiane, tre declinazioni diverse dell’eccellenza on line: al n. 1 il sito di Frescobaldi (www.frescobaldi.it), al n. 2 nel 2012, che dopo poco più di un anno di vita è stato nuovamente aggiornato e reso ancora più ricco ed interattivo, e fa proprio dell’interazione con gli utenti e del social networking la sua forza. Al n. 2 quello del gruppo Santa Margherita (www.santamargherita.it), da anni al vertice, che fa della ricchezza, della varietà e dell’aggiornamento dei contenuti la sua caratteristica. Al n. 3 la prima e più alta new entry in classifica, il nuovissimo sito di Antinori (www.antinori.it) che fa dell’eleganza e della trasposizione della storia dell’azienda sul web la sua cifra stilistica. Ai piedi del podio un quartetto di cantine siciliane, Planeta (n. 4, www.planeta.it), Tasca d’Almerita (n. 5, www.tascadalmerita.it), Donnafugata (n. 6, www.donnafugata.it) e il nuovo portale del gruppo Duca di Salaparuta (n. 7, www.duca.it). Posizione n. 8 per l’articolato portale della griffe veneta Allegrini (www.allegrini.it), mentre al n. 9 un sito sempre arrivato tra i migliori e che, grazie ad una nuova veste grafica raggiunge il gruppo dei leader, quello della cantina sarda Argiolas (www.argiolas.it). Al n. 10 il ricchissimo e rinnovato sito del Gruppo Italiano Vini (www.gruppoitalianovini.com), seguito dai vivaci portali delle siciliane Cusumano (n. 11, www.cusumano.it) e Cantina Settesoli (n. 12, www.cantinesettesoli.it ). Nel mondo, ormai, 2,4 miliardi di persone, il 34% della popolazione del pianeta, utilizza internet. E in testa alla classifica dei Paesi con più internauti, ci sono la Cina (538 milioni di persone, il 40% del Celeste Impero) e gli Stati Uniti (245 milioni di persone, il 70% della popolazione). Uno, quello asiatico, considerato il più grande mercato del vino mondiale del futuro, l’altro, gli Usa, attualmente al n. 1 per consumi complessivi, e dove il Belpaese enoico è leader in volumi e valori. Mentre in Italia si parla di 36 milioni di utenti, poco più del 50% della popolazione. Pochi numeri (dati di www.internetworldstats.com) per confermare, se mai ce ne fosse bisogno, la grande importanza e le enormi potenzialità di internet, anche nel mercato globalizzato del vino. "Investire su internet e sulla comunicazione digitale, anche per la aziende del vino, oggi non è più solo un’opportunità, ma una necessita", spiegano Lara Catinari (Business Developer Var Group, realtà che opera da oltre 30 anni nel settore informatico) e Juri Borgianni (Digital Strategies di Imama, agenzia di comunicazione digitale di Var Group), “autori” del sito di Frescobaldi, n. 1 di “Cantine in web” 2013.

 

05-04-2013

ANSA

Vino:cantine investono su web,top Frescobaldi e S.Margherita www.winenews.it, classifica su oltre 2.500 portali italiani ... Piace sempre di più ai produttori di vino italiano comunicare sull’on line, investono nei siti e nei social network, Facebook e Twitter su tutti, ma anche su quelli dedicati ai video e alle immagini come Youtube, Instagram e Flickr. A dirlo è www.winenews.it che ha stilato “Cantine in web”, la classifica dei migliori portali dei produttori di vino italiani dopo averne passato in rassegna oltre 2.500. Al vertice, tra i siti leader delle cantine, ci sono Frescobaldi, Santa Margherita e Antinori; ai piedi del podio il quartetto siciliano composto da Planeta, Tasca d’Almerita, Donnafugata e Duca di Salaparuta; seguono la griffe veneta Allegroni, la sarda Argiolas, il Gruppo Italiano Vini e ancora le siciliane Cusumano e Cantina Sottesoli. Stagnante, invece, l’aspetto legato all’e-commerce che, con un business sotto i 30 milioni di euro, non riesce a decollare, a differenza di quanto avviene in altri settori.

 

05-04-2013

ANSA

Vino: Frescobaldi; fatturato 2012 oltre 83 mln di euro ... È di 83,5 milioni di euro, con un incremento del più 0,8% rispetto al 2001, il fatturato 2012 del gruppo vitivinicolo toscano Marchesi de’ Frescobaldi. Lo rende noto la stessa azienda in occasione di Vinitaly. Per Marchesi de’ Frescobaldi l’export “è stato trascinato dall’andamento favorevole dei mercati tradizionali quali Usa, Canada e Germania, ma ha visto il crescente incremento dei paesi del cosiddetto Bric, Russia, Cina e Giappone su tutti. Il mercato italiano, invece, ha risentito maggiormente della crisi dei consumi a livello continentale segnando un -5,1% rispetto al 2011, che però ha generato un fatturato di oltre 34 milioni di euro”. A livello reddituale, il Gruppo Frescobaldi, si spiega ancora, “si aspetta ottimi risultati con un EBITDA atteso superiore a 22 milioni di euro e un’incidenza sui ricavi superiore al 27%”. Per reagire alla crisi l’azienda ha continuato nella strategia di ammodernamento e rafforzamento, investendo nel 2012 oltre 10 milioni di euro per rinnovare vigneti, impianti e macchinari. Ha inoltre continuato ad investire “per rimanere sempre al passo con l’innovazione”: presente su tutti i più importanti social network, “è stata la prima azienda ad avere lanciato un’app per Iphone (Degustavino) e una per Facebook (Wine Emotion). Proprio di recente, inoltre, ha completamente rinnovato il sito web, che, tradotto anche in lingua russa, cinese e giapponese, ha guadagnato il primo posto nella speciale classifica, stilata annualmente da www.winenews.it, dei migliori portali web di case vitivinicole”. “Questi risultati - commenta Giovanni Geddes da Filicaja, ad Marchesi de’ Frescobaldi - si sommano a quelli del 2011 e porterebbero in due anni la crescita del fatturato a +5% confermando quanto il settore vitinicolo italiano di qualità sia vitale, nonostante questo momento di difficile congiuntura economica. In questi primi mesi del 2013 vi è un risveglio dell’Italia, ma un avvio più lento dell’export che resta comunque il principale focus del gruppo”.

 

05-04-2013

AGI

Vino: Frescobaldi, fatturato 2012 oltre 83 milioni euro ... Marchesi de’ Frescobaldi, il gruppo vitivinicolo toscano celebre in tutto il mondo, ha registrato nel 2012 un fatturato di 83,5 mln di euro, con un incremento del +0,8% rispetto agli 82 milioni del 2011. è quanto emerge dalla nota diramata dall’azienda toscana in occasione di Vinitaly. Per Marchesi de’ Frescobaldi l’export è stato trascinato dall’andamento favorevole dei mercati tradizionali quali USA, Canada e Germania, ma ha visto il crescente incremento dei paesi del cosiddetto Bric, Russia, Cina e Giappone su tutti. Il mercato italiano, invece, ha risentito maggiormente della crisi dei consumi a livello continentale segnando un -5,1% rispetto al 2011, che però ha generato un fatturato di oltre 34 milioni di Euro. A livello reddituale, il Gruppo Frescobaldi si aspetta ottimi risultati con un Ebitda atteso superiore a 22 milioni di euro e un’incidenza sui ricavi superiore al 27%. Per reagire alla crisi l’azienda fiorentina ha continuato nella strategia di ammodernamento e rafforzamento della propria struttura produttiva, investendo nel solo 2012 oltre 10 milioni di euro per rinnovare i propri vigneti e i propri impianti e macchinari, adottando le più moderne tecniche produttive. Ma non solo, perchè quando si tratta di nuove tecnologie Frescobaldi non si risparmia, continuando ad investire per rimanere sempre al passo con l’innovazione. Presente su tutti i più importanti social network, da Facebook a Instagram, senza dimenticare Twitter, è stata la prima azienda ad avere lanciato un’App per Iphone (Degustavino) e una per Facebook (Wine Emotion). Di recente, inoltre, ha completamente rinnovato il sito web che, tradotto anche in lingua russa, cinese e giapponese, ha guadagnato il primo posto nella speciale classifica, stilata annualmente da www.winenews.it, dei migliori portali web di case vitivinicole. “Questi risultati - commenta Giovanni Geddes da Filicaja, AD Marchesi de’ Frescobaldi - si sommano a quelli del 2011 e porterebbero in due anni la crescita del fatturato a +5% confermando quanto il settore vitivinicolo italiano di qualità sia vitale, nonostante questo momento di difficile congiuntura economica. In questi primi mesi del 2013 vi è un risveglio dell’Italia, ma un avvio più lento dell’export che resta comunque il principale focus del gruppo” conclude l’amministratore delegato.

 

05-04-2013

L’ESPRESSO

Vinitaly 2013 ... Vini da Bric ... Paese che vai, wine lover che trovi. Se è vero che il vino italiano continua a conquistare adepti nei cosiddetti Bric, le nuove potenze economiche mondiali, i gusti non coincidono. Prendete i cinesi: adorano le griffe, e anche nel vino ricercano l’idea di status symbol e lusso: Brunello di Montalcino e Barolo come Valentino e Prada. I brasiliani, invece, amano sperimentare nuove etichette, mentre i russi sono disposti a spendere grosse cifre. Questo l’identikit dei muovi consumatori, stilato da WineNews. Uno dei temi caldi di Vinitaly 2013, il salone internazionale del vino a Verona dal 7 al 10 aprile (Vinitaly): se infatti i nuovi mercati rappresentano un enorme bacino potenziale, sfondare non è semplice. In Cina il vino non fa parte della tradizione e il made in Italy si deve scontrare con attori molto agguerriti, francesi in primis. Discorso analogo per il Brasile, dove le bevande tradizionali sono la birra e la cachaça (acquavite), mentre il vino si attesta su miseri 2,5 litri a persona all’anno. Infine l’India, mercato in espansione ma di nicchia. Le bottiglie sono ipertassate e i potenziali acquirenti molto ricchi, il vino si beve soprattutto nei ristoranti e negli hotel di lusso. Tuttavia, grazie al passato coloniale, le abitudini occidentali sono molto più diffuse rispetto alla Cina. Emanuele Coen

 

05-04-2013

IL MONDO

La top 12 del web ... La palma a Frescobaldi

1 www.frescobaldi.it
2 www.santamargherita.it
3 www.antinori.it
4 www.planeta.it
5 www.tascadalmerita.it
6 www.donnafugata.it
7 www.duca.it
8 www.allegrini.it
9 www.argiolas.it
10 www.gruppoitalianovini.com
11 www.cusumano.it
12 www.cantinesettesoli.it
Ecco, in anteprima, la nuova attesa classifica stilata da WineNews dei migliori portali delle cantine italiane, dopo aver passato in rassegna 2.500 siti. Dopo anni di tentennamenti, i produttori di vino investono con decisione nel web. Migliorano i siti, la loro interazione con i social network, Facebook e Twitter su tutti, e anche quelli dedicati ai video e alle immagini, come Youtube, Istagram e Flickr. E se la Sicilia si conferma, nel complesso, la regione leader per estetica, tecnologia e concept dei siti delle cantine, la crescita decisa della qualità dei portali attraversa con la stessa convinzione tutta la Penisola. Anche Piemonte e Toscana che, forti della qualità indiscussa e riconosciuta dei loro vini nel mondo, si erano adagiate un po’ sull’alloro, rimanendo quindi più indietro. Appare invece ancora fermo l’ecommerce: una nicchia che, nel tempo, si è conquistata un suo pubblico, ma che non riesce a sviluppare attorno al vino quella crescita che si sta registrando in altri settori.

 

04-04-2013

CORRIERE DELLA SERA

Dai manager a chi cura i sui: qui si assume ... Commerciali per l’estero i più richiesti “è l’ora di investire sulle risorse umane L’età? Se si è bravi anche a 45 anni” ... L’export richiede nuovi ruoli e le aziende enologiche non conoscono la crisi: occupazione a +3,6% nel 2012 … Trolley sempre pronto. Orario degli aeroporti sempre in tasca. Centralino taxi memorizzato per schizzare a prendere l’ultimo volo della sera. E pazienza se capita di passare un Natale solitario a Shanghai. Odi difendersi dalle proteste della fidanzata perché: “Scusa cara, stasera alla cena del nostro primo anniversario.. non ci sono. Parto fra due ore per Toronto”. Che poi si parli perfettamente inglese, non è neanche il caso di specificarlo: Ovvio. E il perfetto identikit dell’export manager (cioè dello specialista vendite all’estero) del vino. È lui la figura ricercata dalle aziende vitivinicole italiane. In Italia le imprese produttrici sono 383.645. E mai come adesso sembrano pronte ad assumere. Oltre ai commerciali per l’export (richiesti dal 44% di aziende), servirebbero anche cantinieri, agronomi e in generale tecnici viticoli (desiderati dal 34% di aziende), ma anche social media manager: cioè gli esperti di vendite online e di social media oggi indispensabili come facebook e twitter (17%). E c’è posto anche per gli amministrativi (14%) e nel settore dell’accoglienza dei visitatori (9%). Prospettiva troppo ottimista? No. Lo dicono e Io confermano 27 tra le più importanti realtà enologiche d’Italia, interpellate - in collaborazione con WineNews - da Vinitaly. Alla faccia della recessione (la disoccupazione è all’11,6% secondo l’Istat), l’occupazione nel settore del vino è lievitata del 3,6% rispetto al 2011. “Una volta si investiva sui vigneti, oggi sulle risorse umane”, conferma Renzo Cotarella, direttore generale di Marchesi Antinori, dinastia di vinattieri di Firenze dall’anno di grazia 1385. Secondo l’indagine di Vinitaly, il 70% delle aziende ha assunto personale nel 2012. Nel 52% di cantine non ci sono stati licenziamenti. E nel 48% l’occupazione è addirittura cresciuta del 12%. Del resto la spiegazione è semplice. L’Italia con la Francia è ai vertici della produzione mondiale con 40,6 milioni di ettolitri. Ed è il primo paese esportatore con 22 milioni di ettolitri. Allora, elementare, no? Tutto questo vino va venduto. Serve qualcuno che lo faccia. Meglio poi se scova nuovi mercati: Cina, India, Brasile, Russia... Sempre Cotarella: “Una volta vendevamo all’estero il 20% delle bottiglie. Oggi l’80%. Ecco perché l’obiettivo di tutti è l’export. Noi abbiamo appena assunto due persone: giovani, come vuole la nostra filosofia”. Facile trovarli? “Per niente - sospira Ettore Nicoletto Ad dei vini Santa Margherita, di Portogruaro, presidente Gaetano Marzotto -. Pochi hanno flessibilità e la disponibilità a viaggiare. Senza contare le lingue: credono di sapere l’inglese e poi si perdono. Certo, quando trovi l’elemento giusto, lo assumi a tempo indeterminato. Noi abbiamo assunto una ventina di persone in vari settori e con vari contratti nel 2012”. L’età? “Se uno è bravo, va bene anche a 45 anni”. Secondo Nicoletto lo stato potrebbe fare di più: “Ci sono nuovi contributi Ue. Chiediamo al ministero dell’Agricoltura di utiizzarli a favore dell’incoming, cioè dell’accoglienza in Italia di operatori esteri per far conoscere il nostro vino”. E poi chi altro serve? “Una volta si produceva per pochi amici - dice Pia Donata Berlucchi, ad della Fratelli Berlucchi in Franciacorta - oggi ci sono mille impegni: parlare con l’enologo, telefonare a Hong Kong, controllare le etichette, curare internet, accogliere i visitatori. Chiaro che servono più figure”. E si fa strada anche la guida enoturistica. “Le imprese accolgono spesso turisti e visitatori. Ma un imprenditore non può stare dietro a tutto - dice Alessio Planeta dell’azienda omonima siciliana -. Il neoassunto ideale è quello che non guarda l’orologio o il cellulare come fanno talvolta gli stagionali durante la vendemmia”. Consigli? “Lavorare - dice Angelo Lavarmi della Corte San Benedetto (Verona) - ma soprattutto amare il vino perché con una bottiglia vendi soprattutto un territorio, una storia e molte emozioni”.

 

04-04-2013

CORRIERE DELLA SERA

Vinitaly a Verona ... Test d’eccellenza l’Italia corteggia la Cina anche via web ... Avanti l’Italia, prego. Il Vinitaly apre ufficialmente domenica 7 aprile, ma, il pomeriggio della vigilia, al Palazzo della Gran Guardia, nel cuore di Verona, la città della Fiera internazionale, 47 edizione, celebra, tra business e un pizzico di mondanità, i migliori 100 vini italiani. OperaWine, degustazione-evento, è dedicata soprattutto agli operatori specializzati, stranieri. Obiettivo: sedurli con le nostre bottiglie, affinché ne derivi beneficio per il nostro mercato. Intendiamoci, l’Italia del vino è già ben piazzata nell’export, soprattutto per il valore dei prodotti esportati: più 7 per cento nei primi 11 mesi del 2012, pari a 4,7 miliardi di euro. Ciò compensa la flessione in volumi (meno 9 per cento). li mercato leader per volume e valore è quello degli USA, davanti a ancia e Italia. Negli Stati Uniti, tra l’altro, cresce il consumo interno del vino (con forte attenzione ai vini sparkling), mentre noi italiani, pur secondi nella produzione (40.060 milioni di ettolitri), ne beviamo sempre meno, a eccezione di occasioni particolari. Complici la legge sui tassi alcolici (guida), le diete e la crisi economica. Dunque, in attesa di tempi migliori, occorre puntare sempre di più sui mercati internazionali. Soprattutto sui nuovi mercati, Allora, entra in scena la Cina, protagonista speciale del Vinitaly 2013. A Verona, sarà presente per la prima volta una delegazione ufficiale del ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese, Paese target dell’export enologico internazionale, con 190 milioni di acquirenti on line. Da qui il debutto, all’interno di un seminario sul futuro del vino italiano nel Paese asiatico, di Digital Media Technology&Wine Series, iniziativa che ha lo scopo di conoscere il mercato cinese e di agganciano attraverso i canali tradizionali, internet, ecommerce, social media E prevista la presenza di esponenti delle più importanti piattaforme di vendita online. Ma, oltre la Cina, la rete è ormai la parola magica per fare breccia tra i potenziali acquirenti del mondo. Vinitaly ha quindi deciso di rafforzare il rapporto con l’estero inaugurando VinitalyWineClub, piattaforma innovativa di promozione e vendita on line, che getta un ponte tra i produttori italiani e i nuovi consumatori. I quali avranno la possibilità discoprire nuovi vini provenienti da ogni dove della Penisola “il VinitalyWineClub è l’estensione digitale della fiera fisica - spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. li progetto, dopo la presentazione ad OperaWine, è attivo dal 7 aprile”. La fase iniziale sarà di rodaggio: si potranno così contattare le prime aziende che hanno aderito al Club. La digitalizzazione - elemento significativo di questa edizione della Fiera - connota anche Enolitech, il Salone delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecniche olivicole e olearie. Si tratta di Digitalic Village, area espositiva in cui l’innovazione tecnologica e informatica si mettono a disposizione della filiera del vino, proponendo ai visitatori le ultime soluzioni 2.0. Dalle infrastrutture wireless per la raccolta dei dati tra le vigne fino ai software più moderni per la gestione del magazzino e le analisi del terreno. Ma il Vinitaly non solo profuma divino. Ci sono i prodotti dell’agroalimentare italiano, le materie prime da cui deriva il buon cibo della nostra cucina. E il territorio, il paesaggio, l’ambiente sostenibile (al quale i vignaioli sono sempre più attenti), la nostra storia e la nostra cultura. Oltre le bottiglie, insomma, è il network che trama l’export. In questo contesto si inserisce “Sol&Agrifood”, dove gli espositori guardano ai mercati internazionali, puntando soprattutto sugli emergenti. Tant’è. Forse anche i cinesi che adorano le griffe, ricercando nel vino, come nella moda, l’idea di status symbol e di lusso, i russi danarosi che lo acquistano in base al prezzo, cioè caro, i brasiliani che stravedono per le nuove etichette (è l’identikit stilato da WineNews), entrando dentro l’anima di un Paese, riusciranno ad apprezzare meglio il buono che l’Italia può offrire. Nel bicchiere e nel piatto.

 

02-04-2013

IL SOLE 24 ORE

Accordo tra Expo e Vinitaly ... L’Evento OperaWine, con i vini Top 100, ospite dell’Esposizione ... Accordo tra Expo 2015 e VeronaFiere: l’esposizione internazionale ospiterà a Milano, secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, una replica di OperaWine, arrivata quest’anno alla seconda edizione nel quadro di Vinitaly, il salone internazionale del vino che si svolge a Verona dal 7 al 10 aprile. L’annuncio ufficiale verrà dato sabato 6aprile dal presidente di VeronaFiere Ettore Riello e dall’ad di Expo 2015 Giuseppe Sala. Non è escluso che la partnership possa decollare già dal 2014. “OperaWine - osserva Giovanni Mantovani, dg di VeronaFiere - intende valorizzare le caratteristiche dei migliori vini italiani offrendo agli operatori specializzati la possibilità di conoscerli e apprezzarli, incontrando produttori e prodotti nei territori d’origine”. Quest’anno Opera Wine, finest italian wines: 100 great producers si svolgerà sabato prossimo nel Palazzo della Gran Guardia, con il grand tasting dei 100 vini selezionati dall’autorevole rivista americana Wine Spectator. Per il nostro vino, in grande spolvero all’estero, la vetrina di Expo 2015 è un’occasione imperdibile, con 20 milioni di persone e una risonanza mondiale. Intanto OperaWine sarà aperto soltanto a 500 persone (biglietto d’ingresso di 150 euro), con la partecipazione di Luca Gardini, sommelier dell’anno 2012. Presenti cantine come Biondi Santi, Ca’ del Bosco, Ferrari Lunelli, Duca di Salaparuta, Gaja, Antinori, Frescobaldi, Ornellaia. Tra le new entry il sito specializzato Winenews.it, diretto da Alessandro Regoli, segnala Cecchi, Cesari, Il Poggione, Le Macchiole, Marchesi di Barolo, Terre degli Svevi e Villa Sandi che subentrano alle cantine Bertani, Fattoria Le Pupille, Gancia, Ciccio Zaccagnini, Carpené Malvolti, Cavit, Tenute Sella& Mosca. Vinitaly 2013 sarà un’altra edizione record: 4.200 espositori provenienti da oltre 20 Paesi e 96mila mq di superficie netta espositiva. L’anno scorso furono registrati 140mila visitatori. Quest’edizione lancia Vinitaly Wine Club, una piattaforma di promozione e vendita online che offrirà, dal 7 aprile, l’opportunità di scoprire tutti i vini della Penisola.

 

29-03-2013

ADNKRONOS

Vino: Rocco Siffredi e Jarno Trulli produttori di vino igt in Abruzzo ... Il mondo dell’hard e della Formula 1 si incontrano, per produrre vino. Rocco Siffredi, uno dei nomi più noti del cinema per adulti, e il pilota Jarno Trulli, produttore di vini nella sua azienda abruzzese Castorani, hanno infatti messo in produzione un vino, che si chiamerà “Rocco, non solo magnum”, nato dalle Colline pescaresi Igt a base di uve Montepulciano, e che sarà in anteprima a Vinitaly (Verona, 7/10 aprile). Il vino, spiega in una nota WineNews, è parte di un progetto commerciale e di immagine che vedrà, fra un paio di mesi, l’apertura a Budapest del primo “Roccòs world caffè”, che non sarà solo un ritrovo divertente e conviviale, ma che metterà anche in vendita anche oggetti e gadget per i cultori del genere hard, oltre, chiaramente, alle bottiglie di vino. “Il vino ha un legame profondo l’erotismo e con la persona giusta è in grado di creare l’atmosfera perfetta per una serata divertente - spiega Rocco Siffredi -. L’Abruzzo è la mia terra d’origine e Jarno è un caro amico, che produce vini ottimi e che, con la giusta ironia, si è prestato a produrre questa nuova etichetta con il mio nome”. Siffredi non è il primo attore hard a produrre vini, già Savanna Samson ha cominciato a produrre vini a Montalcino (Siena), nella terra del Brunello.

 

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