Agricoltura: convegno sull’orto, fenomeno sociale e culturale sabato a montalcino organizzato da Winenews ... L’orto non è un rimedio passeggero anti-crisi né una moda patinata. È questo il tema al centro del convegno “Il giro dell’orto”, promosso da Winenews, che si svolgerà sabato prossimo a Montelcino. Ne dà notizia un comunicato di Winenews, nel sottolineare che un panel di esperti, tra cui Ermete Realacci, Giacomo Mojoli, Pia Pera ed Emilio Trabella discuterà di questo spazio “che non è solo piccolo pezzo di terra da coltivare ma luogo fisico e immaginario che si presta a letture trasversali, che spaziano dalla psicologia all’architettura, dalla storia al design”. La tavola rotonda - conclude la nota - sarà l’occasione per presentare il progetto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, promossa da Winenews, un’esperienza-laboratorio nelle scuole d’infanzia e primaria di Montalcino, il cui fiore all’occhiello è un orto urbano coltivato dai bambini insieme alle loro maestre.
Agricoltura: Montalcino, orto non è rimedio anti-crisi, è cultura ... Andare oltre l’idea di orto come fenomeno di moda patinata o rimedio passeggero anti-crisi. È il senso del convegno “Il giro dell’orto”, promosso da Winenews, in programma il 22 maggio a Montalcino (Teatro degli Astrusi - ore 15.30), che riunisce esperti a ragionare intorno a questo spazio speciale, in un percorso didattico tra i sentieri del gusto, dell’ambiente, dell’arte e dell’affettività. Non solo piccolo pezzo di terra da coltivare: l’orto è un luogo fisico e immaginario che si presta a letture trasversali, che spaziano dalla psicologia all’architettura, dalla storia al design. Moderati dal giornalista Carlo Cambi, interverranno al convegno Emilio Trabella, architetto paesaggista, Pia Pera, scrittrice, Sergio Medaglini, psicologo all’Università di Siena, Ermete Realacci, presidente di Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane, Giacomo Mojoli, docente della Facoltà di Design del Politecnico di Milano, Bruno Bonucci, storico, Nadia Nicoletti e Sonia Corsi, insegnanti della scuola primaria, e Gabriella Ferrari, agronoma. La tavola rotonda sarà l’occasione per presentare il progetto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, promossa da Winenews, un’esperienza-laboratorio nelle scuole d’infanzia e primaria di Montalcino, il cui fiore all’occhiello è un orto urbano coltivato dai bambini insieme alle loro maestre. Ad aprire i lavori Alessandro Regoli, direttore di Winenews, che spiega: “Negli ultimi anni la nostra società, che sviluppa servizi di comunicazione e di marketing nel wine & food in tutta Italia, si è appassionata all’importante questione dell’educazione al gusto per le nuove generazioni. Ormai i più piccoli sono diventati consumatori passivi di alimenti di cui ignorano la provenienza e la qualità, i gusti si appiattiscono su uno standard anonimo e privo di tipicità”. Ecco perché Winenews ha messo a punto un organico progetto didattico-laboratoriale, “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, rivolto alle scuole dell’infanzia e primaria di Montalcino, fatto di lezioni in aula, laboratori e visite in azienda. Lo scopo principale è quello di conoscere la realtà e di approfondire la conoscenza del territorio e dei suoi prodotti, e la novità del progetto è quella di trattare il tema dell’educazione al gusto come fosse una materia scolastica a tutti gli effetti, coinvolgendo i bambini in una lezione multidisciplinare, partendo dal cibo, ma, allo stesso tempo, creando legami con le altre materie, dall’italiano alla geometria, dalla geografia alla storia.
Agricoltura: a Montalcino il convegno “il giro dell’orto” promosso da Winenews. Partecipano Ermete Realacci, Giacomo Mojoli, Pia Pera ed Emilio Trabella ... Andare oltre l’idea di orto come fenomeno di moda patinata o rimedio passeggero anti-crisi: lo afferma Giacomo Mojoli, docente di Design al Politecnico di Milano, ospite al convegno “Il giro dell’orto”, promosso da Winenews, in programma sabato 22 maggio a Montalcino (Teatro degli Astrusi - ore 15.30), che riunisce un parterre de roi di esperti a ragionare intorno a questo spazio speciale, in un percorso didattico tra i sentieri del gusto, dell’ambiente, dell’arte e dell’affettività. Non solo piccolo pezzo di terra da coltivare: l’orto è un luogo fisico e immaginario che si presta a letture trasversali, che spaziano dalla psicologia all’architettura, dalla storia al design. Moderati dal giornalista Carlo Cambi, interverranno al convegno Emilio Trabella, architetto paesaggista, Pia Pera, scrittrice, Sergio Medaglini, psicologo all’Università di Siena, Ermete Realacci, presidente di Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane, Giacomo Mojoli, docente della Facoltà di Design del Politecnico di Milano, Bruno Bonucci, storico, Nadia Nicoletti e Sonia Corsi, insegnanti della scuola primaria, e Gabriella Ferrari, agronoma. La tavola rotonda sarà l’occasione per presentare il progetto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, promossa da Winenews, un’esperienza-laboratorio nelle scuole d’infanzia e primaria di Montalcino, il cui fiore all’occhiello è un orto urbano coltivato dai bambini insieme alle loro maestre. Ad aprire i lavori Alessandro Regoli, direttore di Winenews, che spiega: “Negli ultimi anni la nostra società, che sviluppa servizi di comunicazione e di marketing nel wine food in tutta Italia, si è appassionata all’importante questione dell’educazione al gusto per le nuove generazioni. Ormai i più piccoli sono diventati consumatori passivi di alimenti di cui ignorano la provenienza e la qualità, i gusti si appiattiscono su uno standard anonimo e privo di tipicità”. Ecco perché Winenews ha messo a punto un organico progetto didattico-laboratoriale, “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, rivolto alle scuole dell’infanzia e primaria di Montalcino, fatto di lezioni in aula, laboratori e visite in azienda. Lo scopo principale è quello di conoscere la realtà e di approfondire la conoscenza del territorio e dei suoi prodotti, e la novità del progetto è quella di trattare il tema dell’educazione al gusto come fosse una materia scolastica a tutti gli effetti, coinvolgendo i bambini in una lezione multidisciplinare, partendo dal cibo, ma, allo stesso tempo, creando legami con le altre materie, dall’italiano alla geometria, dalla geografia alla storia.
Agricoltura: avanza in tutto il mondo il concetto di orto ... Da quello della Casa Bianca, fortemente voluto da Michelle Obama, all’orto-giardino dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dall’orto-vigneto di Cremisan in Terra Santa agli orti “affidati” agli anziani dalle amministrazioni comunali di grandi città e piccoli centri, fino agli orti di prossimità dei ristoranti, si fa strada l’idea di orto come modello educativo, in cui coltivare le verdure da mettere sulla tavola rappresenta un atto dalle conseguenze molto più vaste di quanto si possa immaginare. Questo il tema del convegno che si terrà il 22 maggio a Montalcino, intitolato “Il giro dell’orto”, promosso da Winenews: un percorso didattico tra i sentieri del gusto, dell’ambiente, dell’arte e dell’affettività, in cui verrà presentato il progetto-pilota di educazione al gusto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”. Fiore all’occhiello dell’esperienza un orto urbano nel centro storico di Montalcino, coltivato dai bambini della scuola primaria e d’infanzia insieme alle loro maestre. Se è ormai celebre l’orto biologico piantato da Michelle Obama nei giardini della Casa Bianca, in cui nascono insalata e pomodori biologici - la first lady statunitense intende così dare l’esempio ai suoi connazionali di un modello alimentare più sano e naturale, allo scopo di combattere un’obesità ormai dilagante - non mancano in giro per il mondo piccoli o grandi esempi altrettanto importanti. Come l’orto-giardino dell’ospedale Meyer di Firenze, uno dei centri pediatrici di eccellenza in Italia e nel mondo. Invece in Terra Santa, tra Betlemme e Gerusalemme, i Salesiani hanno creato l’orto-vigneto di Cremisan, in cui lavorano molte famiglie palestinesi e da cui nasce un vino che rappresenta il tentativo di dialogo tra due popoli da sempre in conflitto. I giovani ristoratori europei (JRE) e i giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori (Cia) hanno appena lanciato la proposta dell’orto di prossimità per i ristoranti italiani: un modo semplice per assicurare materie prime a costi convenienti e soprattutto di grande qualità e origine certificata. Nel 2011 saranno almeno 80 i ristoranti nel nostro Paese che potranno vantare un proprio orto di prossimità. Ma ci sono anche gli orti “affidati” agli anziani - che così possono impiegare utilmente il proprio tempo e coltivare una parte del loro cibo - dalle amministrazioni comunali di grandi città, come Milano, Bologna o Roma, e di piccoli centri, come San Quirico d’Orcia (Siena). Il convegno di Montalcino sarà l’occasione per raccontare il progetto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, che ha coinvolto nell’anno scolastico 2009/2010 i bambini della scuola per l’infanzia e della scuola primaria di Montalcino. Un’esperienza-pilota promossa da Winenews - società che da anni sviluppa in Italia servizi di comunicazione e marketing nel wine & food - che attraverso una serie di laboratori didattici dedicati ai principali prodotti del territorio (dall’olio extravergine al formaggio, dal miele alla pasta, passando per le piante aromatiche) e l’interdisciplinarietà con tutte le materie scolastiche, stimola l’attenzione e la curiosità dei bambini, che imparano così ad alimentarsi in modo consapevole. Elemento primario del progetto è un vero e proprio orto urbano nel centro storico di Montalcino, che viene coltivato e curato dai bambini insieme alle loro maestre. Un’occasione unica per recuperare i principi della tradizione, della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti, ricostruendo così il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.
Agricoltura: si fa strada il concetto di orto come modello educativo. Sabato 22 maggio a Montalcino il convegno “Il giro dell’orto” ... Da quello della Casa Bianca, fortemente voluto da Michelle Obama, all’orto-giardino dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dall’orto-vigneto di Cremisan in Terra Santa agli orti “affidati” agli anziani dalle amministrazioni comunali di grandi città e piccoli centri, fino agli orti di prossimità dei ristoranti, si fa strada l’idea di orto come modello educativo, in cui coltivare le verdure da mettere sulla tavola rappresenta un atto dalle conseguenze molto più vaste di quanto si possa immaginare. Questo il tema del convegno che si terrà sabato 22 maggio a Montalcino, intitolato “Il giro dell’orto”, promosso da Winenews: un percorso didattico tra i sentieri del gusto, dell’ambiente, dell’arte e dell’affettività, in cui verrà presentato il progetto-pilota di educazione al gusto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”. Fiore all’occhiello dell’esperienza un orto urbano nel centro storico di Montalcino, coltivato dai bambini della scuola primaria e d’infanzia insieme alle loro maestre. Se è ormai celebre l’orto biologico piantato da Michelle Obama nei giardini della Casa Bianca, in cui nascono insalata e pomodori biologici - la first lady statunitense intende così dare l’esempio ai suoi connazionali di un modello alimentare più sano e naturale, allo scopo di combattere un’obesità ormai dilagante - non mancano in giro per il mondo piccoli o grandi esempi altrettanto importanti. Nel 2011 saranno almeno 80 i ristoranti nel nostro Paese che potranno vantare un proprio orto di prossimità. Ma ci sono anche gli orti “affidati” agli anziani - che così possono impiegare utilmente il proprio tempo e coltivare una parte del loro cibo - dalle amministrazioni comunali di grandi città, come Milano, Bologna o Roma, e di piccoli centri, come San Quirico d’Orcia (Siena). Il convegno di Montalcino sarà l’occasione per raccontare il progetto “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, che ha coinvolto nell’anno scolastico 2009/2010 i bambini della scuola per l’infanzia e della scuola primaria di Montalcino. Un’esperienza-pilota promossa da Winenews - società che da anni sviluppa in Italia servizi di comunicazione e marketing nel wine food - che attraverso una serie di laboratori didattici dedicati ai principali prodotti del territorio (dall’olio extravergine al formaggio, dal miele alla pasta, passando per le piante aromatiche) e l’interdisciplinarietà con tutte le materie scolastiche, stimola l’attenzione e la curiosità dei bambini, che imparano così ad alimentarsi in modo consapevole. Come l’orto-giardino dell’ospedale Meyer di Firenze, uno dei centri pediatrici di eccellenza in Italia e nel mondo, che nasce per offrire ai piccoli degenti laboratori di giardinaggio e dare così loro la possibilità di distrarsi dalla loro malattia attraverso un’importante esperienza visiva, tattile e olfattiva a contatto con la natura. Invece in Terra Santa, tra Betlemme e Gerusalemme, i Salesiani hanno creato l’orto-vigneto di Cremisan, in cui lavorano molte famiglie palestinesi e da cui nasce un vino che rappresenta il tentativo di dialogo tra due popoli da sempre in conflitto. I giovani ristoratori europei (JRE) e i giovani imprenditori agricoli della Confederazione italiana agricoltori (Cia) hanno appena lanciato la proposta dell’orto di prossimità per i ristoranti italiani: un modo semplice per assicurare materie prime a costi convenienti e soprattutto di grande qualità e origine certificata. Elemento primario del progetto è un vero e proprio orto urbano nel centro storico di Montalcino, che viene coltivato e curato dai bambini insieme alle loro maestre. Un’occasione unica per recuperare i principi della tradizione, della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti, ricostruendo così il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.
Agricoltura: dilaga moda orto, è modello didattico ... Evviva l’orto come modello educativo dove coltivare le verdure da mettere sulla tavola, una moda che dilaga dalla Terra Santa agli Usa connotata da un forte valore etico. È il tema del convegno che si terrà il 22 maggio a Montalcino, intitolato “Il giro dell’orto” promosso da Winenews. Del resto l’orto, in questo ultimi tempi, ha davvero fatto il giro del mondo, da quello biologico della Casa Bianca fortemente voluto da Michelle Obama per dare l’esempio ai suoi connazionali di un modello alimentare più sano e naturale anti-obesità, all’orto-giardino dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, per offrire ai piccoli degenti laboratori di giardinaggio come distrazione dalla loro malattia. E se in Terra Santa i Salesiani hanno creato l’orto-vigneto di Cremisan, in cui lavorano molte famiglie palestinesi per produrre un vino simbolo di dialogo tra due popoli da sempre in conflitto, in Italia arriva l’orto di prossimità dei ristoranti, per assicurare materie prime a costi convenienti e soprattutto di grande qualità e origine certificata. Non ultimi, infine, gli orti affidati agli anziani dalle amministrazioni comunali di grandi città, come Milano, Bologna e Roma, ma anche di piccoli centri, come San Quirico d’Orcia nel senese.
Vino: Toscana, cauto ottimismo tra produttori primo trimestre 2010 ... “Un cauto clima di ottimismo sembra tornare ad aleggiare tra i produttori della Toscana che, nei primo trimestre 2010, stanno notando qualche segnale di ripresa, soprattutto sui mercati internazionali, mentre l’Italia risulta ancora in fase di stallo”. Sono i risultati dell’analisi di www.winenews.it, uno dei siti più cliccati del vino italiano che ha chiesto, a Vinitaly, a 25 tra le più importanti cantine e consorzi di tutela della Toscana - regione “barometro” dell’enologia italiana, insieme al Piemonte - di tracciare un primo scenario dell’anno. “Se è vero, infatti, che la Toscana del vino ha sofferto in modo particolare la crisi - si legge nella nota - va anche sottolineato che si tratta di un territorio che possiede le maggiori opportunità e potenzialità per uscirne, grazie ad un’immagine ed una reputazione consolidate a livello internazionale. Secondo il 64% dei produttori “sondati”, il 2010 si apre con timidi segnali positivi, che arrivano in particolare dall’estero e che inducono ad un certo ottimismo; per il 36%, invece, non si vedono ancora cenni di ripresa. Nel dettaglio, i Paesi che si stanno di nuovo muovendo sul fronte dell’export sono gli Stati Uniti, il Canada, la Germania, la Svizzera, la Danimarca ed il nord Europa. Questi primi risultati dell’anno appena iniziato rappresentano una piccola iniezione di fiducia per tutti coloro che hanno chiuso il 2009 con risultati poco confortanti: secondo l’82% lo scorso anno si è chiuso con un risultato negativo rispetto al 2008, e solo per il 18% il bilancio ha registrato un pareggio o un segno positivo. Ma se i mercati internazionali sembrano in fase di ripresa - si legge ancora - la situazione interna non è ancora delle più rosee: secondo l’89% dei produttori, il mercato nazionale è ancora fermo, e non dà segno di uscire dalla pesante fase riflessiva che ha contrassegnato tutto il 2009; solo l’11% rileva una certa ripresa dei consumi italiani, dopo un lungo stallo. In particolare, in molti sottolineano come l’avvio della stagione turistica, che tradizionalmente coincide con la Pasqua, sarà uno dei motori principali per dare il via alle vendite sul mercato italiano. Le 25 cantine e consorzi interpellati concordano, comunque, sul fatto che il 2010 sarà un anno da seguire con particolare attenzione, mantenendo alta la guardia. Tutti sono d’accordo sulla necessità di continuare a puntare sulla ricerca, sulle risorse umane, sulle attrezzature e la tecnologia: occorre guardare al lungo periodo, nella consapevolezza che i cicli si susseguono. La congiuntura economica negativa è stata anche un’opportunità per definire nuove politiche organizzative, commerciali e di marketing, nella consapevolezza che dopo la crisi il mondo del vino è ormai definitivamente cambiato.
Vino: Toscana, cauto ottimismo su export, fermo mercato Italia. Sondaggio di Winenews su andamento primi mesi 2010 ... Un cauto clima di ottimismo sembra tornare ad “aleggiare” tra i produttori di vino della Toscana che, nel primo trimestre 2010, stanno notando qualche segnale di ripresa, soprattutto sui mercati internazionali mentre quello italiano risulta ancora in fase di stallo. È quanto emerge da un’analisi di www.winenews.it, che nel corso del Vinitaly ha chiesto a 25 tra le più importanti cantine e consorzi di tutela della Toscana, di tracciare un primo scenario dell'anno appena cominciato. Secondo il 64% dei produttori “sondati”, il 2010 si apre con timidi segnali positivi, che arrivano in particolare dall’estero e che inducono ad un certo ottimismo; per il 36%, invece, non si vedono ancora cenni di ripresa. Nel dettaglio, i Paesi che si stanno di nuovo muovendo sul fronte dell’export sono Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, Danimarca ed il nord Europa più in generale. Sul fronte interno, per l’89% dei produttori, il mercato nazionale è ancora fermo, e non dà segno di uscire dalla pesante fase riflessiva che ha contrassegnato tutto il 2009; solo l’11% rileva una certa ripresa dei consumi italiani, dopo un lungo stallo. Secondo l’82% degli intervistati lo scorso anno si è chiuso con un risultato negativo rispetto al 2008, e solo per il 18% il bilancio ha registrato un pareggio o un segno positivo.
Friuli, il nuovo Chiantishire. Depardieu: compro qui ... L’attore al Vinitaly: un vigneto con gli amici... Dopo Toscana, Umbria e Sicilia la riscoperta del Nord-Est... Un francese che esalta i vini friulani. E che francese: Gérard Depardieu, star di fama internazionale, gourmet, appassionato del buon bere ed anche produttore. “In quella zona d’Italia, prenderò un piccolo vigneto da condividere con gli amici” ha annunciato l’attore, entusiasta, dopo aver giudicato, con degustazione alla cieca, il miglior bianco (“Zuani” del Collio di Patrizia Felluga), tra dieci etichette doc, selezionate dai Consorzi. Così, il gioco è tatto. La regione dell’estremo Nord Est trionfa al Vinitaly di Verona e si avvia a diventare un territorio cult. Come, in anni recenti, lo sono state, per citarne un paio, l’Umbria (con il fenomeno Sagrantino, antico vitigno riscoperto) e la Sicilia, dove la viticoltura ha conosciuto una nuova e fiorente stagione. Dunque, non con una velina di contorno ma con un personaggio credibile quale è Depardieu, dal fisico debordante, look fuori dagli schemi correnti del mediaticamente corretto, l’operazione ha colpito nel segno. “Siamo soddisfatti - ammette Luca Ciriani, assessore alle Attività produttive e vicepresidente della giunta del Friuli Venezia Giulia -. Volevamo a tutti i costi Depardieu come testimonial e siamo riusciti a convincerlo. D’altra parte, se un tipo come lui che di vini se ne intende, ha accettato la proposta, significa che ha apprezzato l’alta qualità delle nostre bottiglie. Tra l’altro, nell’eleggere “Zuani” Top white wine 2010, ha dimostrato notevole competenza”. Elogi per Depardieu anche dal conte Alberto d’Attimis Maniago, viticultore del Colli Orientali, erede di una famiglia che produce vini dal 1585. Spiega: “L’attore francese è solido e concreto al pari della nostra gente, abituata a lavorare, a badare al sodo. Poi, c’è il valore aggiunto della sua nazionalità. Solitamente, i francesi, esaltano le loro terre, i loro prodotti, non quelli degli altri”. C’è d’aspettarsi, allora, un “Collioshire” prossimo venturo, come, in passato, accadde nella più famosa Toscana, dove l’area del Chianti fece da richiamo ai nobili e ai borghesi d’Europa in cerca del buen retiro, tra i filari delle colline? Vedremo. Concretamente, il rilancio d’immagine del Friuli Venezia Giulia enologico punta a far conoscere i vini a un pubblico più vasto. Non certo agli intenditori, già edotti sulle eccellenze di un territorio vocato. Fatto sta che la Regione del Nord-Est si è presentata al Vinitaly con un paio di assi nella manica. Per cominciare, ha messo su, nel padiglione 6 della Fiera, uno stand indovinato (“e realizzato in seguito a un concorso di idee”, puntualizza l’assessore Ciriani) e di appeal. Tanto da meritarsi, tra tutti, il primo premio di WineNews. Poi, la scelta del testimonial. Che ha tessuto le lodi dei vini (“Il Friulano è il più elegante d’Italia”. “Il Tocai ungherese impallidisce rispetto a questo...”) e dei cibi, scoprendo il tradizionale “frico”, mix di formaggio Montasio, burro, cipolla e patate. A farla breve, Depardieu ha suggerito al suo cuoco di prendere nota della ricetta, proponendo di accostare il “frico” alla polenta grigliata e asparagi. E Patrizia Felluga la vincitrice del Top White Wine 2010 che dice? Lei vede l’aspetto pratico del suo successo, che intende ad ogni costo “spersonalizzare”. In altre parole la produttrice di “Zuani” (nome del cru, di origine austroungarica, 65.000 bottiglie l’anno), presidente del Consorzio Collio e Carso, figlia d’arte, dichiara che a trionfare non è un nome ma una regione e, nello specifico, un terroir ricco, complesso, minerale, salino: cioè il Collio. “Le cui uve - dice - esprimono il massimo nei vini bianchi”. “Siamo in tanti a produrre, ognuno ci mette la passione, il tocco personale. Le eccellenze riguardano tutti noi. Preparati a vincere le sfide del mercato globale”. “Questo per me significa il rilancio al Vinitaly. Depardieu? Ci ha dato una mano”, conclude.
Intervista Tv ad Alessandro Regoli, direttore di Winenews.it.
Intervista Tv ad Alessandro Regoli, direttore di Winenews.it.
Intervista Tv ad Alessandro Regoli, direttore di Winenews.it.
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