WineNews Mobile
banner

Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

Articoli

23-04-2011

LIBERO

Il vino è davvero il calice dell’alleanza ... Ebrei e cristiani uniti nella sacralità della vigna. Ma anche per i musulmani l’uva è frutto “buono”... I riti religiosi e il nettare di Bacco... Se ne parla spesso, sui giornali e in tv, ma in pochi conoscono il vero significato del vino nelle religioni cattolica, ebraica e musulmana. Per comprenderlo meglio, Winenews ne ha parlato con Yoseph Levi, rabbino capo della comunità ebraica di Firenze, padre don Filippo Belli, biblista e docente di Sacre Scritture presso l’Università di Firenze, e Mohamed Nasimi, vice presidente della Comunità Islamica di Colle Val d’Elsa e di Siena. Il vino, seppur in forme diverse, riguarda o lambisce i percorsi di tutte e tre le principali religioni monoteiste. “Il vino è il simbolo della vita - esordisce Yoseph Levi - e della gioia, la Bibbia stessa non pone problemi al consumo di vino, finché avviene nella giusta misura. Basti pensare a Noè, che sceso dall’arca pianta la vite, ma, inesperto com’è, beve fino ad ubriacarsi, e quello è peccato, mentre quando viene “mescolato bene”, reso quindi più leggero, è un vero e proprio dono, del Divino, ma anche dell’uomo, perché sappiamo bene che senza l’intervento umano non ci sarebbe il vino: c’è quindi una collaborazione tra il divino e l’umano. Per la nostra religione è molto importante anche che il vino non contenga sostanze di origine animale proibite, ma a parte questo qualsiasi vino va bene”. “L’importanza del vino nella nostra religione - spiega don Filippo Belli - è indissolubilmente legata alle gesta di Gesù Cristo. Ma c’è un precedente, narrato nell’Antico Testamento: quando le tribù di Israele si insediano sulle terre appena conquistate, una delle prime cose che fanno è piantare la vigna, che necessita di anni per essere produttiva, ed è dunque un simbolo della volontà di stabilirsi. L’immagine della vigna nell’Antico Testamento viene usata anche da Dio stesso per raccontare quanto si prenda cura del proprio Popolo. Ed è proprio in questa tradizione che si inserisce il Nuovo Testamento e la storia di Gesù Cristo. Nel Vangelo di Giovanni è narrato il miracolo delle Nozze di Cana, in cui Gesù, per mostrare la propria presenza alla gente, trasforma l’acqua in vino”. Ma il vino, insieme al pane, nel Cattolicesimo diventa simbolo stesso della presenza di Cristo: “Il vino è scelto in quanto elemento essenziale per la gioia della vita di una persona, così come lo è Gesù. Nell’Eucaristia, quindi, si trasforma nel sangue stesso di Gesù, speso fino all’ultima goccia per il proprio popolo”, conclude padre Filippo Belli. Il discorso cambia radicalmente nella religione musulmana: “La proibizione rivolta dal profeta Maometto trasmettendo il Corano agli arabi ha un fondamento scientifico - spiega Mohamed Nasimi, vice presidente della comunità islamica di Colle Val d’Elsa e di Siena - Allah dice infatti di non consumare vino prima della preghiera, per non compromettere le capacità cognitive di chi si appresta a raccogliersi tra le mani di Dio. C’è poi una seconda frase sul vino pronunciata da Allah a Maometto: “Ti chiederanno cosa c’è di buono e cosa di cattivo nel vino. Dì che di buono c’è il commercio, di cattivo le conseguenze del berlo”. Successivamente fu considerata sostanza non lecita ed impura, al pari del gioco d’azzardo e del mangiare animali morti non per mano dell’uomo. Il vino nella nostra religione non assume particolari simbolismi, ma è una sostanza chiaramente proibita. Lo stesso vale per ogni bevanda alcolica, dalla birra al whisky, ed è un precetto fondamentale per un buon musulmano, da cui non si può prescindere”. Tanto che nei Paesi islamici l’uva prodotta viene esportata o destinata a produzioni diverse da quella vinicola, specie l’aceto.

 

21-04-2011

ADNKRONOS

Pasqua: sondaggio Winenews/Vinitaly, pranzo a casa per 77% eno-appassionati in tavola i piatti del territorio e le bottiglie che possiedono già in cantina … Tutti a casa per Pasqua, con un occhio alla tradizione e uno al portafoglio: il 77% degli eno-appassionati italiani trascorrerà le prossime festività pasquali davanti ad una tavola imbandita, insieme alla famiglia e agli amici, senza muoversi dalla propria abitazione. Sulla tavola trionferanno le tipiche ricette del territorio (67%), mentre i vini saranno scelti tra le bottiglie che già si possiedono (78%). Solo il 17% degli amanti del buon bere si recherà al ristorante, e il 6% sceglierà di passare una giornata all’aperto, con un pratico pranzo al sacco. Ecco i risultati del sondaggio realizzato da www.winenews.it, uno di siti più cliccati dagli eno-appassionati italiani, insieme a Vinitaly (www.vinitaly.it), tra i principali appuntamenti dell’enologia internazionale. I 1.346 enonauti (ovvero appassionati di vino web) che hanno risposto al sondaggio sembrano optare per una Pasqua all’insegna del risparmio: la grande maggioranza (77%) ha deciso di rimanere a casa per fare un pranzo tradizionale con parenti e amici; il 17% ha scelto invece di mangiare fuori, al ristorante o in un agriturismo; il 6% trascorrerà la Pasqua in campagna, festeggiando con un pic-nic e anticipando così la tradizionale scampagnata di Pasquetta. Solo l’11% degli eno-appassionati affronterà un breve viaggio in qualche territorio del vino, scelto tra le tante “perle” eno-gastronomiche del Belpaese, a fronte di un 89% che invece non si sposterà dal proprio luogo di residenza. Ma cosa mangeranno per Pasqua gli italiani? La maggioranza (67%) sceglie le specialità del territorio: dai salumi tipici alla pasta fatta in casa, dalle torte salate all’agnello - declinato nelle tante ricette regionali - senza dimenticare le uova di cioccolato e la colomba, immancabili su tutte le tavole. Il 27% sceglie invece la classica cucina italiana, che mette tutti d’accordo con i suoi sapori tradizionali. Il 4% si orienta su un pranzo leggero, a base di uova sode, salumi e formaggi, magari da fare all’aperto, e il 2% non rinuncia neanche per Pasqua alle specialità della cucina etnica. Per i vini, gli enonauti che faranno il pranzo a casa attingeranno alle scorte custodite nelle proprie cantine: ben il 78% stapperà bottiglie che già possiede (magari etichette preziose e vecchie annate), a fronte di un 22% che, invece, acquisterà specificamente etichette per l’occasione. E quale scusa migliore di una festa ricordata - sottolineano gli enonauti - per tirare finalmente fuori quei vini messi da parte proprio per le grandi occasioni, per condividerli con le persone che si amano? Per i vini che si metteranno in tavola (era possibile più di una risposta, poiché spesso si bevono più tipologie), trionfa il rosso, scelto dall’87% degli enonauti. Tra i rossi vincono le grandi denominazioni, come Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano, Taurasi, Amarone e Sagrantino di Montefalco. E se c’è chi festeggia stappando un Supertuscan (dal Sassicaia al Tignanello, passando per l’Ornellaia), c’è anche chi preferisce vini più facili e meno impegnativi, dal Lambrusco al Refosco. Le bollicine (53% delle risposte) si confermano la scelta più trasversale, perfette dall’antipasto al dolce: tra le preferenze si va dal Franciacorta al Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dal Trentodoc all’Asti Docg. Molti anche coloro che si orienteranno sul classico Champagne. Tra i fan del bianco (34%) i vini più gettonati sono Friulano, Verdicchio, Vermentino, Fiano e Pignoletto. Pochissimi (2%) quelli che metteranno sulla tavola un vino rosato. A Pasqua 2011 un’attenzione particolare viene riservata alla spesa: tra coloro (22%) che acquisteranno appositamente bottiglie da stappare per il pranzo pasquale, il 46% spenderà da 10 a 20 euro, il 17% meno di 10 euro, e il 20% da 20 a 30 euro. Insomma, ben l’83% degli eno-appassionati riserverà al vino un budget inferiore ai 30 euro. In netta minoranza coloro che spenderanno una cifra più alta: il 4% spenderà da 30 a 40 euro, l’8% da 40 a 50 euro, il 3% da 50 a 60 euro, l’1% da 60 a70 euro, e l’1% oltre 70 euro. Ecco un ritratto degli enonauti di www.winenews.it, amanti del vino che vantano una grande dimestichezza con le nuove tecnologie ed una quotidiana frequentazione del web. Sono in maggioranza maschi (79%), il 52% di loro ha un’età compresa fra i 30 e i 45 anni, hanno un elevato titolo di studio (l’85% ha conseguito il diploma di scuola media superiore o la laurea) e godono mediamente di un buon livello socio-economico.

 

21-04-2011

ANSA

Pasqua: vino; 78% appassionati attingerà a scorte di casa Indagine Winenews-Vinitaly, per acquisti budget sotto i 30 euro … Tutti a casa per Pasqua, con un occhio alla tradizione e uno al portafoglio anche per il vino: il 77% degli eno-appassionati trascorrerà le prossime feste a casa, senza comunque rinunciare ai piaceri della tavola e del buon bere. Trionferanno le ricette del territorio (67%), mentre i vini nel 78% dei casi saranno scelti tra le bottiglie che già si possiedono; per gli acquisti comunque il budget sarà inferiore ai 30 euro. Sono i risultati del sondaggio realizzato da www.winenews.it e Vinitaly, su un campione di 1.346 appassionati di vino&web. Trionferà il rosso, scelto dall’87% del campione, tra cui grandi denominazioni, come Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano, Taurasi, Amarone e Sagrantino di Montefalco. Bene le bollicine con il 53%, come Franciacorta, Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Trentodoc, Asti Docg. Tra i fan del bianco (34%) i più gettonati sono Friulano, Verdicchio, Vermentino, Fiano e Pignoletto; appena il 2% consumeranno rosato. Il 22% del campione acquisterà appositamente bottiglie da stappare per il pranzo pasquale, di cui il 46% spenderà da 10 a 20 euro, il 17% meno di 10 euro e il 20% da 20 a 30 euro.

 

20-04-2011

WWW.INTERNATIONAL.RAI.IT

Speciale “Vino, gusto e nobiltà”, servizio da Vinitaly 2011. Intervista ad Alessandro Regoli, direttore di www.winenews.it.

 

20-04-2011

RAI INTERNATIONAL ITALIA MAGAZINE DEL 20 APRILE 2011

Speciale Vinitaly 2011di Giovanni Gennaro intervista ad Alessandro Regoli direttore Winenews sullo stato dell’arte del vino italiano (http://www.international.rai.it/raitalia.tv/programma.php?tipo=tv&id_istanza=5691).

 

19-04-2011

AGI

Vino: Winenews, mercato usa attento a novità italiane … Il mercato americano? Alla ricerca costante della novità e, in questo senso, l'enologia del Bel Paese non teme rivali. Questa la caratteristica fondamentale di un mercato, in ripresa lenta ma costante, dopo la crisi globale, e che promette grandi margini di crescita, visto che, attualmente, i litri di vino consumati procapite sono soltanto 9. Lo dicono a Winenews alcuni tra i maggiori importatori di vini italiani in Usa. Per Leonardo Lo Cascio, presidente di Winebow, che opera per grandi marchi (Allegrini, Argiolas, Di Majo Norante, Falesco, Galardi, Leone de Castris, Mastroberardino, Montevetrano, Tasca d'Almerita, Valdipiatta, Valle Reale, Zenato), il profilo del consumatore medio a stelle e strisce “è poco sofisticato, e anche la cultura del cibo e del vino, fuori dalle grandi città, sta iniziando a formarsi adesso. Continua a crescere il Pinot Grigio, di buona acidità, e dal buon rapporto qualità prezzo, perché non esiste un'alternativa altrettanto efficace allo Chardonnay: non tutti amano il bianco barricato e un pò dolce, che è quello che si fa in California. Vola il Prosecco che, può sorprendere, ma è diventato l'alternativa, nelle bollicine, ai prodotti della Francia e della California. Poi c'è tutta l'area degli autoctoni italiani, soprattutto quelli del Sud come Aglianico, Negroamaro, Nero d'Avola, Montepulciano e Primitivo. Non è raro andare in un wine bar e trovare questi prodotti al bicchiere, un fenomeno destinato a crescere molto nei prossimi anni. E poi grande successo per i vini veneti in generale anche perché il consumatore meno preparato si affeziona a prodotti di cui capisce immediatamente la natura”. Anche Michael Mondavi, a capo di FolioWine, famosa società d'importazione di vini in Usa (Caprai, Donnafugata, Frescobaldi, Masi, Tenuta dell'Ornellaia), conferma che “oggi i vini italiani sono molto stimolanti. E gli americani amano anche il loro stile: i vini italiani nascono come complemento al cibo. Il Prosecco sta andando in modo sensazionale. Il consumatore americano ha amato lo Champagne per anni, adesso si gode di più il Prosecco. Ci sono poi i vini umbri, toscani, siciliani, veneti, tutti con diversi stili diversi, ognuno con una varietà naturalmente legata alla propria regione. Il consumatore medio americano oggi è più giovane, ha voglia di scoprire ciò che un vino si porta dietro e i prodotti italiani da questo punto di vista sono imbattibili”.”Il mercato americano sta facendo cose fenomenali con il vino italiano - spiega Marc David Taub, ceo di Palm Bay, altra importante società d'importazione di vini negli Stati Uniti (tra gli altri, Cavit, Col d'Orcia, Ferrari, Feudi di San Gregorio, Fonterutoli, Mandrarossa, Mazzei, Planeta, Rocca delle Macìe) - e si sta riprendendo estremamente bene dalla crisi economica. Registriamo grandi crescite su tutta la linea, da Fontanafredda, a tutti i nostri vini del Piemonte con i quali stiamo facendo molto bene, dopo un periodo leggermente difficile per la recessione economica, ma l'amore per i Barolo e i vini da Nebbiolo in America è grande, e nel canale on-premis stanno andando davvero molto bene. Il Pinot Grigio continua a guidare il trend di tutti i vini italiani in termini di crescita complessiva e anche il Moscato sta vivendo un momento particolarmente propizio”. Guardando al resto d'Italia, conclude, “ci sono grandi possibilità di crescita per Campania e Sicilia con Falanghina, Greco di Tufo e Aglianico e c'è un grande interesse per i vini tradizionali di Sicilia: Planeta ha fatto un grande lavoro per far conoscere il territorio siciliano. Vediamo una straordinaria crescita complessiva per l'Italia de vino e si annuncia un altro grande anno per il vino italiano in America”.

 

16-04-2011

CORRIERE DELLA SERA

Web, design e Brunello. Il mio ufficio “diffuso” ... Alessandro Regoli. Montalcino, un luogo di lavoro tra storia e cultura... L’alternativa alla città... Dentro il giardino: la vista abbraccia la valle, le morbide colline coperte di vigneti e, piu in là, Pienza, San Quirico d’Orcia, Montepulciano. Dentro il giardino, ecco il “giardino d’inverno”, cioè un parallelepipedo di vetro, arredato con gusto e allegria: tavolo-scrivania Reflex, lampada di Castiglioni, divanetto Frau, una grande bambola multicolore. È il cuore di quello che ci pare appropriato chiamare l’“ufficio diffuso” di WineNews, agenzia di comunicazione sul mondo del wine e del food (in realtà è molto di più), guidata da Alessandro Regoli, giornalista vulcanico e, insieme, pignolo. Al timone con lui, la moglie Irene Chiari. Poi, c’è la squadra di 5 persone, oltre a un certo numero di collaboratori. Siamo a Montalcino, città famosa per il pregiato Brunello. “Da non scordare altri aspetti delle sua storia antica, che la vide avamposto della Maremma, sentinella della via Francigena”, osserva Regoli. Ma qui vogliamo sapere come è nata questa singolare struttura di lavoro e descriverla. “Prima di Internet - premette il fondatore di WineNews - era impensabile mettere in piedi in un posto isolato come Montalcino, un’agenzia di comunicazione. Siamo nati on line nel Duemila, da una postazione casalinga. In 11 anni, sono cresciuti i collaboratori e, in progress, anche l’ufficio”. Luogo ideale per pensare e scrivere, tra mura storiche e natura. La postazione-giardino d’inverno, cioè la “tolda” di Alessandro, è all’interno della prima area acquistata ma l’utilizzo è venuto molto dopo, causa permessi e tempi di ristrutturazione. “Fummo attratti da questi mille metri quadrati nel centro storico, un tempo adibiti a terreno agricolo come ho ritrovato sulla mappa del Catasto Leopoldino - spiega -. Dove c’è la mia stanza a vetri, all’ombra di un grande leccio, prima c’era la baracca degli attrezzi”. “S’è dovuto lavorare parecchio per riassestare muretti a secco e terrazzamenti. Il tutto ea in stato di abbandono”, aggiunge. È successo allora che, nell’attesa, il primo ufficio di WineNews viene aperto a pochi metri dal giardino, attraversando la strada, dentro un ex negozio di antiquario (“in origine, magazzino di granaglie”), risistemato nel segno della conservazione. Le volte in mattone e in pietra, intatte. “Sono due locali, complessivamente di 70 metri quadri - racconta Regoli -. L’agenzia, nata in casa, traslocò qui. Ora, invece, ci sono la stanza di Irene (con scrivanie di Aulenti e Cassina) e la sala riunioni”. Dominata da un grande tavolo da biliardo con il piano in legno. E, attorno, sedie di vari colori, Kartell. “Ci piace mischiare il vecchio e il nuovo”, nota Alessandro. Usciamo. Alla porta accanto, ecco l’ingresso della cantinetta di WineNews. Un altro tassello. “Era una vecchia carbonaia, l’abbiamo bonificata, lasciando il pavimento accoltellato (a mattoni). Qui conserviamo e degustiamo i vini che recensiamo”. È ora di ritornare nell’area verde che accoglie nuovi uffici, quello di Regoli e gli altri, occupati dai ragazzi dell’agenzia. Oltre il cancello, il benvenuto lo dà una grande statua in bronzo di Sandro Chia (“abbiamo il privilegio di ospitarla”) che rappresenta l’angelo con il cuore in mano e s’intitola “Per la felicità”. Alle spalle, il parallelepipedo trasparente; quindi, proseguendo per il vialetto, tre spazi, acquistati e sistemati successivamente: due ex magazzini e una casa. Risultato? Le prime due unità (attigue ma divise) sono adibite ad uffici: pavimenti a tavole di legno (dove spiccano due oblò rettangolari di vetro a svelare, sotto, le vecchie vasche da concia); anche qui, mix originale di arredi. L’ultimo edificio, a due piani, rappresenta il progetto speciale di WineNews: il laboratorio del gusto per i bimbi di Montalcino, in accordo con il Comune: aule con mini-arredi, curati in ogni dettaglio. Le lezioni pratiche si fanno all’aperto, nell’orto che ha dato anima alle terrazze del giardino, dove crescono anche fiori e alberi da frutto. Un piccolo Eden. Ancora una chicca: l’antico pozzo recuperato al cui fondo si accede da una scala a chiocciola. Quando sarà finita, avrà i gradini ricoperti di legno di vecchie botti.

Il mio oggetto preferito
Non è un pezzo d’arte né d’antiquariato ma un maxi-gadget acquistato al Guggenheim di Venezia, l’oggetto del cuore: una Russian Dall di cartapesta. “Irene ed io adoriamo andare per musei e fare acquisti ai bookshop dove spesso si trovano cose divertenti - dice Alessandro Regoli -. Fatto sta che, dopo aver visitato una mostra, mi cadde l’occhio sul pupazzo colorato, ad altezza quasi naturale. Me lo sono immaginato subito nel mio ufficio, davanti alla scrivania”. La Russian Doll arcobaleno è un bel colpo d’occhio nella “serra” di WineNews. Non passa inosservata, e Alessandro lo sa.

 

16-04-2011

LIBERO

Porto Cervo wine festival: come berremo nel 2020 ... Dal 6 all’8 maggio, in Costa Smeralda, è di scena il “Porto Cervo Wine Festival” n. 3: degustazioni, incontri e dibattiti con i grandi nomi dell’enologia italiana. Esperti e giornalisti del settore (ci sarà anche WineNews) si confronteranno, moderati dal giornalista Bruno Gambacorta, su “Il vino del futuro: cosa ci sarà in bottiglia nel 2020?” e su come sarà possibile aggiungere valore immateriale al prodotto grazie a marketing e comunicazione. Info: www.portocervowinefestival.com

 

15-04-2011

TG2 - EAT PARADE

Speciale Vinitaly, servizio di Bruno Gambacorta Intervista ad Alessandro Regoli, direttore di Winenews.it, sulla comunicazione del vino tg2EatParade

 

11-04-2011

ANSA

Vinitaly: filiera del vino favorisce integrazione razziale. Associazine Città del Vino, bene messaggio Ministro Sacconi ... Il settore del vino favorisce l’integrazione razziale. È il messaggio lanciato oggi al Vinitaly dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, raccolto dal presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli. “È giusto riconoscere alla filiera del vino italiano di qualità il valore importante di favorire l’integrazione degli stranieri in Italia”, ha detto Sacconi, ricordando come il settore, con l’indotto, crei 1,2 milioni di posti di lavoro. “Si tratta di un riconoscimento importante al lavoro dei territori del vino - ha detto Pioli - dove c’è una presenza di stranieri superiore alla media nazionale e l’enologia prospera anche grazie al loro lavoro, in tutte le professioni, dalla vigna al management”. Secondo un’inchiesta condotta dall’associazione Città del Vino con il sito www.winenews, nei territori del vino più importanti d’Italia la presenza degli stranieri arriva a costituire il 10% della popolazione totale (secondo i dati Istat a gennaio 2011 sono presenti 4.563mila stranieri, pari al 7,5% della popolazione); molti arrivano dall’Europa dell’Est, ma anche dal Maghreb e dalla Cina; tra i Paesi di provenienza spiccano Romania, Moldova, Albania, Marocco e Ghana.

 

11-04-2011

TG2.IT

Servizio sul progetto WineNews “La nosta terra Dacg” … http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-1692a423-550a-42be-b8ad-8487ba192c3f.html

 

11-04-2011

AGI

Vino: Pioli, bene Sacconi su valore integrazione per agricoltura ... “È giusto riconoscere alla filiera del vino italiano di qualità un valore importante, quello di favorire l’integrazione degli stranieri in Italia. Un settore importante anche dal punto di vista occupazionale quello del vino cresciuto nonostante la crisi, che dà lavoro anche a tanti giovani e che, con l’indotto, crea 1,2 milioni di posti di lavoro”. Parola del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, oggi a Vinitaly. “Un riconoscimento importante - dice il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli - al lavoro dei territori del vino, dove, come dimostra la nostra inchiesta condotta insieme ad uno dei siti di riferimento del mondo del vino italiano, www.winenews.it, nei luoghi del vino di qualità in Italia c’è una presenza di stranieri superiore alla media nazionale, e l’enologia prospera anche grazie al loro lavoro, in tutte le professioni, dalla vigna al mangament”. Da Montalcino a Montefalco, da Barbaresco a Menfi, da Valdobbiadene a Cormons, da Erbusco ad Alghero, secondo l’inchiesta, nei territori del vino più importanti d’Italia la presenza degli stranieri arriva spesso a costituire il 10% della popolazione totale (secondo i dati Istat più recenti, relativi al 1 gennaio 2011, sono presenti in Italia 4.563.000 stranieri, pari al 7,5% della popolazione totale). Molti arrivano dall’Europa dell’Est, una percentuale minore dal Maghreb, qualcuno dalla Cina, e tra i Paesi di provenienza spiccano Romania, Moldova, Albania, Marocco e Ghana. La maggior parte impiegata nel settore agricolo, nell’edilizia e nel commercio, ma anche nei servizi alla persona e non mancano piccole imprese edili o artigiane, locali ed esercizi pubblici (negozi, bar, alimentari, ristoranti, affittacamere).

 

Prev 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 Next