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Articoli

20-12-2011

LA STAMPA

Sondaggio WineNews ... Sotto l’albero Barbaresco e Barolo sono al top ... In Enoteca la crisi non morde troppo. WineNews, a pochi giorni da Natale, ha fatto un sondaggio tra alcune delle enoteche più importanti d’Italia. “L’aria - spiega Francesco Trimani della famosa enoteca romana - non è delle migliori, ci preoccupa il calo di ottobre e novembre. Natale è partito in maniera meno frizzante degli anni passati, e ci aspettiamo un ridimensionamento, mentre cresce il livello conoscitivo nelle scelte dei clienti, orientate verso i grandi rossi e le bollicine”. Per Francesco Bonfio dell’Enoteca Piccolomini di Siena e presidente di Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane, “La situazione non è così negativa. In Sicilia le enoteche stanno andando bene e in Lombardia il livello è lo stesso del 2010. Al top, Barolo e Barbaresco al nord, Amarone in tutta Italia e Brunello di Montalcino soprattutto in Toscana”. Per Roberto Canali, patron dell’Enoteca di Perugia, Beresapere, “si tratta di festività segnate dalla crisi, ma qualcosa si sta muovendo, specie tra gli spumanti, a scapito dei grandi rossi”. A Milano, “cresciamo del 12% sul 2010 - spiega Giovanni Longo dell’Enoteca Longo - con le bollicine e i grandi rossi a tirare la volata, mentre i vini di prezzo medio sono in difficoltà”. A Foggia, Pio Daniele De Lorenzo dell’Enoteca Nuvola, spiega come sia “un Natale in cui si acquista l’essenziale, e in questo senso sono penalizzati i grandi nomi e le denominazioni storiche, ad eccezione dell’Amarone”.

 

19-12-2011

ADNKRONOS

Vino: tutti in ripresa i prezzi degli “sfusi” delle più importanti denominazioni un’indagine di WineNews segnala crescita dal Montalcino al Barolo ... Segnali di ripresa, secondo un’indagine di WineNews, per ora non decisivi, ma molto importanti, soprattutto se guardiamo alla situazione generale in cui versa l’economia del Bel Paese, arrivano dai territori leader del vino italiano che, forti principalmente dei risultati dell’export, sembrano intenzionati a riportare l’asticella dei prezzi dello sfuso (negli scambi di filiera) su livelli appena un anno fa impensabili, con effetti, evidentemente, che si riverbereranno sui prezzi finali a bottiglia. Certo, complice di questo positivo andamento sono la scarsezza di alcune vendemmie che si apprestano ad andare in commercio (come la stessa 2011 e la 2007 per alcuni dei più importanti vini da invecchiamento), ma resta, comunque, il fatto che, da più parti, arrivano confortanti segnali che questo particolare mercato abbia ripreso vigore e non solo per un rinnovato interesse degli abituali clienti (imbottigliatori e grosse aziende) ma anche per quello delle realtà produttive più piccole che si sono trovate con le cantine pressoché vuote. Non è il caso di parlare di entusiasmo, ma, evidentemente, un certo fermento esiste ed è percepibile un po’ dappertutto. In Piemonte, il Barolo sfuso 2007 viaggia tra i 560 e i 600 euro ad ettolitro, mentre il Barbaresco dello stesso millesimo viene scambiato tra i 290 e i 330 euro e quello del 2008 tra i 330 e i 340 euro ad ettolitro. In Lombardia, e precisamente nella Franciacorta, sebbene il mercato dello sfuso sia tendenzialmente minimo, le basi spumante 2011 si attestano sui 120/130 euro ad ettolitro. Anche in Trentino, terra d’elezione per gli spumanti Metodo Classico, si registra un aumento del 10% dei prezzi dello sfuso Trentodoc sul 2010, che oscillano tra i 150 e i 190 euro ad ettolitro. Il Veneto resta la regione che probabilmente sta meglio, grazie alle sue denominazioni di punta Prosecco e Amarone. Per le bollicine, ormai protagoniste in molti mercati internazionali, un ettolitro di Prosecco Doc può costare tra i 160 e i 180 euro ad ettolitro, mentre lo stesso quantitativo di Docg Conegliano-Valdobbiadene viaggia tra i 200 e i 215 euro ad ettolitro. Conferma il suo alto valore l’Amarone della Valpolicella, anche se in questo caso stiamo parlando di un mercato tendenzialmente ristretto: un ettolitro di Amarone 2008 può arrivare a costare 800 euro ad ettolitro, mentre uno di Valpolicella si attesta sui 300 euro. In ripresa anche il prezzo dello sfuso di Soave Classico, tra i 90 e i 100 euro ad ettolitro. Nel Friuli Venezia Giulia, si registra una leggera ripresa, e nel Collio un ettolitro di Ribolla Gialla vale 200 euro al litro, un ettolitro di Friulano 150 euro e uno di Sauvignon tra i 180 e i 200 euro. Anche in Toscana i prezzi dello sfuso delle più importanti denominazioni sembrano aver ritrovato lo smalto di un tempo: a Montalcino, i prezzi del Brunello 2007 oscillano sui 700 euro all’ettolitro, con punte che arrivano ai 900 euro; dimostra una buona solidità il prezzo dello sfuso di Nobile di Montepulciano, che si attesta sui 300 euro ad ettolitro nel 2011, contro i 220 euro del 2010; segnali di ripresa arrivano dal Chianti Classico, dove, ricordiamolo, durante la vendemmia i prezzi dello sfuso stavano mediamente sotto i 100 euro ad ettolitro, ed oggi sono oggetto di un rialzo medio nell’ordine del 50% con il Chianti Classico 2008 che viene trattato a 150 euro ad ettolitro, con punte per le partite migliori che oscillano fra i 170 e i 200 euro. Anche una denominazione come il Chianti sembra sulla via del riscatto: nella vendemmia i prezzi dello sfuso non superavano i 70 euro, a dicembre si attestano su cifre al di sopra dei 100. In Umbria, si registra una ripresa dei prezzi dello sfuso del Sagrantino di Montefalco (tra i 125 e i 150 euro), in media di un 10% superiore a quello del 2010. Buone nuove anche dalle Marche, dove il prezzo dello sfuso di Verdicchio, sia dei Castelli di Jesi sia di Matelica, aumenta del 25% sul 2010, attestandosi tra i 70 e gli 80 euro ad ettolitro. In Sicilia, spunta un prezzo interessante l’Etna Rosso, che oscilla tra i 140 e i 150 euro ad ettolitro, pur trattandosi di partite minime in un mercato ancora molto piccolo.

 

19-12-2011

ANSA

Vino: WineNews, rialzo tra 10 e 50% prezzo sfusi italiani doc dal Montalcino al Barolo, segnali di fermento nel mercato … A dispetto della crisi, si respira un certo fermento nel mercato vitivinicolo italiano: secondo un’indagine condotta da WineNews, i prezzi dei vini sfusi dei principali territori a denominazione sarebbero in netta ripresa, con una oscillazione positiva che varia dal 10 al 50% rispetto allo scorso anno. Un segnale confortante per il mercato, in parte dovuto al successo dell’export, ma anche ad una vendemmia piuttosto contenuta. Nel dettaglio, partendo dal Piemonte, troviamo il Barolo sfuso 2007 tra i 560 e i 600 euro ad ettolitro, mentre il Barbaresco dello stesso millesimo viene scambiato tra i 290 e i 330 euro e quello del 2008 tra i 330 e i 340 euro ad ettolitro. In Lombardia, nella Franciacorta, sebbene il mercato dello sfuso sia tendenzialmente minimo, le basi spumante 2011 si attestano sui 120/130 euro ad ettolitro. Anche in Trentino si registra un aumento del 10% dei prezzi dello sfuso Trentodoc sul 2010, che oscillano tra i 150 e i 190 euro ad ettolitro. Il Veneto gode di ottima salute grazie alle sue denominazioni di punta Prosecco e Amarone. Un ettolitro di Prosecco Doc può costare tra i 160 e i 180 euro ad ettolitro, mentre lo stesso quantitativo di Docg Conegliano-Valdobbiadene viaggia tra i 200 e i 215 euro ad ettolitro. Un ettolitro di Amarone 2008 può arrivare a costare 800 euro ad ettolitro, mentre uno di Valpolicella si attesta sui 300 euro. In ripresa anche il prezzo dello sfuso di Soave Classico, tra i 90 e i 100 euro ad ettolitro. Nel Friuli Venezia Giulia si registra una leggera ripresa: un ettolitro di Ribolla Gialla vale 200 euro al litro, un ettolitro di Friulano 150 euro e uno di Sauvignon tra i 180 e i 200 euro. Anche in Toscana i prezzi dello sfuso sembrano aver ritrovato lo smalto di un tempo: a Montalcino i prezzi del Brunello 2007 oscillano sui 700 euro all’ettolitro, con punte che arrivano ai 900 euro; buona solidità per il Nobile di Montepulciano, che si attesta sui 300 euro ad ettolitro (contro i 220 euro del 2010); segnali di ripresa arrivano dal Chianti Classico i cui prezzi sono saliti in media del 50% con il Chianti Classico 2008 che viene trattato a 150 euro ad ettolitro, con punte per le partite migliori che oscillano fra i 170 e i 200 euro. In Umbria si registra una ripresa dei prezzi dello sfuso del Sagrantino di Montefalco (tra i 125 e i 150 euro), in media di un 10% superiore a quello del 2010. Buone performance anche nelle Marche, dove il prezzo dello sfuso di Verdicchio, sia dei Castelli di Jesi sia di Matelica, aumenta del 25% sul 2010, attestandosi tra i 70 e gli 80 euro ad ettolitro. In Sicilia, prezzo interessante per l’Etna Rosso, che oscilla tra i 140 e i 150 euro ad ettolitro.

 

15-12-2011

ADN KRONOS

Vino: Mirante, Hong Kong porta accesso in Cina anche per l’Italia “quota mercato è ancora troppo bassa. Francia leader incontrastata”... Hong Kong sempre di più porta d’accesso per la Cina anche per il vino italiano. A tracciare il quadro è Gianluca Mirante, direttore Italia dell’Hong Kong Trade Development Council (Hktdc). Due gli elementi di slancio: da un parte, l’abolizione, nel 2008, della tassa sul vino e sulla birra per agevolare la crescita del mercato e, dall’altra, l’ottimo andamento dell’“Hong Kong International Wine and Spirits Fair” 2011(dal 3 al 5 novembre), con l’Italia paese partner. “Per il nostro Paese - spiega Mirante - l’evento è stato un successo con 206 espositori (quasi il doppio sui 116 della Wine Fair 2009), su un totale di 900”. A testimoniare i buoni risultati dell’edizione italiana c’è anche il fatto che per il prossimo anno, non è stato deciso ancora chi sarà il paese partner, spiega il direttore Italia di Hktdc che, però, sottolinea anche come il nostro Paese abbia numeri ancora molto bassi in Cina. “è una quota di mercato che non arriva al 3%, mentre la Francia è al 60%”, sottolinea. L’obiettivo è ora crescere anche perché solo nel 2010 Hong Kong, che è diventato anche il primo centro di aste al mondo, ha importato vini per oltre 635 milioni di euro (14 milioni di euro il valore dell’import dall’Italia), con un incremento del 73% sul 2009. Il lavoro per incrementare le importazioni dell’Italia è già iniziato con quello che Mirante definisce “un’inversione di tendenza”. Ora anche i cinesi usano il ponte di Hong Kong per studiare l’Italia: “abbiamo - avverte il direttore Italia dell’Hong Kong Trade Development Council (Hktdc) -già effettuato recentemente una prima missione con delegazioni cinesi nel nostro Paese e ne abbiamo in programma delle altre”.

 

12-12-2011

ANSA

Vino: vince su crisi, 48% non rinuncia ad acquisti sondaggio WineNews, spesa media 10-20 euro a bottiglia ... La crisi c’è ma al buon bere non si rinuncia: il 48% degli appassionati di vino ha acquistato lo stesso numero di bottiglie del 2010, di cui il 42% spendendo la stessa cifra, con una media che va dai 10 ai 20 euro a bottiglia (48%), la stessa fascia di prezzo che il 51% era disposta a pagare prima della congiuntura economica. A fare il bilancio dell’anno è un sondaggio on line di WineNews e Vinitaly, cui hanno risposto 1.400 wine lovers. La voce vino nella spesa mensile incide meno del 5% per il 64% degli appassionati, il 71% dei quali, tra i canali di acquisto, continua a prediligere l’enoteca, mentre il 29%, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato e quindi vendita diretta in cantina e grande distribuzione. Se la spesa media va dai 10 ai 20 euro a bottiglia per la maggioranza, il 22% afferma di aver speso al massimo 10 euro a bottiglia, il 19% dai 20 ai 30 euro a bottiglia, dai 30 ai 40 euro il 6%, dai 40 ai 50 euro il 2%, mentre il 3% dichiara di aver destinato oltre 50 euro per un’etichetta: stesse cifre che il 51% degli “enonauti” era disposto a pagare prima della crisi.

 

12-12-2011

ADNKRONOS

Crisi: sondaggio WineNews-Vinitaly, non cambia stili di acquisto del vino bacco chiude il 2011 con lo stesso numero di bottiglie del 2010 ... Con il 2011 agli sgoccioli, è il momento di “tirare le somme”: la crisi attanaglia sempre più il budget a disposizione degli italiani per la spesa alimentare, ma per quanto che riguarda il mondo del vino? Bacco chiude il bilancio 2011 con il 48% degli eno-appassionati che ha acquistato lo stesso numero di bottiglie di vino del 2010, per le quali il 42% ha speso la stessa cifra, con una spesa media che va dai 10 ai 20 euro a bottiglia (48%), la stessa fascia di prezzo che più della metà degli amanti del buon bere (51%) era disposta a pagare prima della crisi. Lo dice un sondaggio di www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly (www.vinitaly.it), appuntamento enologico di livello internazionale, cui hanno risposto 1.400 “enonauti”, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e di Internet. Quanto incide la “voce” vino nella spesa mensile? Meno del 5% per il 64% dei wine lovers, il 71% dei quali, tra i canali di acquisto, continua a prediligere quelli consueti (acquisto in enoteca), mentre il 29%, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato (acquisto diretto in cantina, grande distribuzione).Nonostante la difficile congiuntura economica, dunque, la maggioranza degli “enonauti” sembra non aver cambiato le abitudini di acquisto quando si parla di vino, tanto che quasi la metà (48%) dichiara di aver comprato nel 2011 lo stesso numero di bottiglie del 2010, a fronte comunque del 37% che ne ha comprate di meno e del 15% che ne ha acquistate di più. Per quanto riguarda il budget messo a disposizione per l’acquisto di vino, per il 42% degli amanti del buon bere è rimasto lo stesso, anche se non sono pochi quelli che spendono di meno (38%) così come chi spende di più (20%). La spesa media va dai 10 ai 20 euro a bottiglia per il 48% dei wine lovers, il 22% afferma di aver speso al massimo 10 euro a bottiglia, il 19% ha messo mano al portafoglio dai 20 ai 30 euro a bottiglia, dai 30 ai 40 euro il 6%, dai 40 ai 50 euro il 2%, mentre il 3% dichiara di aver speso mediamente oltre 50 euro per una bottiglia: stesse cifre che il 51% degli “enonauti” era disposto a pagare prima della crisi, a fronte del 46% che prima spendeva di più e del 3% che invece spendeva di meno. La maggioranza dei wine lovers non cambia nemmeno le proprie abitudini su dove comprare e non cerca luoghi d’acquisto più economici: il 71% dichiara di acquistare sempre nello stesso posto, a fronte di un 29% che afferma che adesso, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato. Alta o bassa che sia la spesa per gli amanti del buon bere incide comunque sul budget mensile e il 64% afferma che l’incidenza è minore al 5%, con una media che va dal 2 al 4%, per il 29% l’incidenza supera il 5%, arrivando al 10%. Per il 4% la spesa incide sul budget molto più del 5%, arrivando fino al 25%, e il 3% non sa quantificare quanto incide sul proprio budget mensile. Ma chi sono gli enonauti di WineNews? Ecco il loro identikit: prevalentemente maschi (82%), il 54% di loro ha un’età compresa tra i 30 e i 45 anni (a seguire, il 26% tra 18 e 30 anni ed il 17% tra 45 e 60 anni). Hanno un elevato titolo di studio (l’85% possiede il diploma di scuola media superiore o la laurea), e godono di un livello socio-economico medio alto (dirigente, imprenditore, bancario, avvocato, commercialista, ingegnere, medico, architetto, giornalista, commerciante ...).

 

12-12-2011

ASCA

Crisi: la voce vino nella spesa mensile rappresenta meno del 5% ... “Con il 2011 agli sgoccioli, è il momento di “tirare le somme”: la crisi attanaglia sempre più il budget a disposizione degli italiani per la spesa alimentare, ma per quanto che riguarda il mondo del vino? Bacco chiude il bilancio 2011 con il 48% degli eno-appassionati che ha acquistato lo stesso numero di bottiglie di vino del 2010, per le quali il 42% ha speso la stessa cifra, con una spesa media che va dai 10 ai 20 euro a bottiglia (48%), la stessa fascia di prezzo che più della metà degli amanti del buon bere (51%) era disposta a pagare prima della crisi. Lo dice un sondaggio di www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly, appuntamento enologico di livello internazionale, cui hanno risposto 1.400 “enonauti”, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e di Internet. Quanto incide la “voce” vino nella spesa mensile? Meno del 5% per il 64% dei wine lovers, il 71% dei quali, tra i canali di acquisto, continua a prediligere quelli consueti (acquisto in enoteca), mentre il 29%, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato (acquisto diretto in cantina, grande distribuzione).Nonostante la difficile congiuntura economica, dunque, la maggioranza degli “enonauti” sembra non aver cambiato le abitudini di acquisto quando si parla di vino, tanto che quasi la metà (48%) dichiara di aver comprato nel 2011 lo stesso numero di bottiglie del 2010, a fronte comunque del 37% che ne ha comprate di meno e del 15% che ne ha acquistate di più. Per quanto riguarda il budget messo a disposizione per l’acquisto di vino, per il 42% degli amanti del buon bere è rimasto lo stesso, anche se non sono pochi quelli che spendono di meno (38%) così come chi spende di più (20%). La spesa media va dai 10 ai 20 euro a bottiglia per il 48% dei wine lovers, il 22% afferma di aver speso al massimo 10 euro a bottiglia, il 19% ha messo mano al portafoglio dai 20 ai 30 euro a bottiglia, dai 30 ai 40 euro il 6%, dai 40 ai 50 euro il 2%, mentre il 3% dichiara di aver speso mediamente oltre 50 euro per una bottiglia: stesse cifre che il 51% degli “enonauti” era disposto a pagare prima della crisi, a fronte del 46% che prima spendeva di più e del 3% che invece spendeva di meno. La maggioranza dei wine lovers non cambia nemmeno le proprie abitudini su dove comprare e non cerca luoghi d’acquisto più economici: il 71% dichiara di acquistare sempre nello stesso posto, a fronte di un 29% che afferma che adesso, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato. Alta o bassa che sia la spesa per gli amanti del buon bere incide comunque sul budget mensile e il 64% afferma che l’incidenza è minore al 5%, con una media che va dal 2 al 4%, per il 29% l’incidenza supera il 5%, arrivando al 10%. Per il 4% la spesa incide sul budget molto più del 5%, arrivando fino al 25%, e il 3% non sa quantificare quanto incide sul proprio budget mensile. Ma chi sono gli enonauti di WineNews? Ecco il loro identikit: prevalentemente maschi (82%), il 54% di loro ha un’età compresa tra i 30 e i 45 anni (a seguire, il 26% tra 18 e 30 anni ed il 17% tra 45 e 60 anni). Hanno un elevato titolo di studio (l’85% possiede il diploma di scuola media superiore o la laurea), e godono di un livello socio-economico medio alto (dirigente, imprenditore, bancario, avvocato, commercialista, ingegnere, medico, architetto, giornalista, commerciante).

 

12-12-2011

L’ESPRESSO

Il vino nonostante la crisi ... Bacco chiude il 2011 con lo stesso numero di bottiglie del 2010. Anche in tempi difficili gli stili d’acquisto restano immutati. Anche se la voce vino pesa meno del 5 per cento sulla spesa mensile. Con il 2011 agli sgoccioli, è il momento di “tirare le somme”: la crisi attanaglia sempre più il budget a disposizione degli italiani per la spesa alimentare, ma per quanto che riguarda il mondo del vino? Bacco chiude il bilancio 2011 con il 48% degli eno-appassionati che ha acquistato lo stesso numero di bottiglie di vino del 2010, per le quali il 42% ha speso la stessa cifra, con una spesa media che va dai 10 ai 20 euro a bottiglia (48%), la stessa fascia di prezzo che più della metà degli amanti del buon bere (51%) era disposta a pagare prima della crisi. Lo dice un sondaggio di WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly, appuntamento enologico di livello internazionale, cui hanno risposto 1.400 “enonauti”, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e di Internet. Quanto incide la “voce” vino nella spesa mensile? Meno del 5% per il 64% dei wine lovers, il 71% dei quali, tra i canali di acquisto, continua a prediligere quelli consueti (acquisto in enoteca), mentre il 29%, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato (acquisto diretto in cantina, grande distribuzione). Nonostante la difficile congiuntura economica, dunque, la maggioranza degli “enonauti” sembra non aver cambiato le abitudini di acquisto quando si parla di vino, tanto che quasi la metà (48%) dichiara di aver comprato nel 2011 lo stesso numero di bottiglie del 2010, a fronte comunque del 37% che ne ha comprate di meno e del 15% che ne ha acquistate di più. Per quanto riguarda il budget messo a disposizione per l’acquisto di vino, per il 42% degli amanti del buon bere è rimasto lo stesso, anche se non sono pochi quelli che spendono di meno (38%) così come chi spende di più (20%). La spesa media va dai 10 ai 20 euro a bottiglia per il 48% dei wine lovers, il 22% afferma di aver speso al massimo 10 euro a bottiglia, il 19% ha messo mano al portafoglio dai 20 ai 30 euro a bottiglia, dai 30 ai 40 euro il 6%, dai 40 ai 50 euro il 2%, mentre il 3% dichiara di aver speso mediamente oltre 50 euro per una bottiglia: stesse cifre che il 51% degli “enonauti” era disposto a pagare prima della crisi, a fronte del 46% che prima spendeva di più e del 3% che invece spendeva di meno. La maggioranza dei wine lovers non cambia nemmeno le proprie abitudini su dove comprare e non cerca luoghi d’acquisto più economici: il 71% dichiara di acquistare sempre nello stesso posto, a fronte di un 29% che afferma che adesso, a causa della crisi, cerca punti vendita dove il vino si trova più a buon mercato. Alta o bassa che sia la spesa per gli amanti del buon bere incide comunque sul budget mensile e il 64% afferma che l’incidenza è minore al 5%, con una media che va dal 2 al 4%, per il 29% l’incidenza supera il 5%, arrivando al 10%. Per il 4% la spesa incide sul budget molto più del 5%, arrivando fino al 25%, e il 3% non sa quantificare quanto incide sul proprio budget mensile.

 

07-12-2011

ANSA

Vino: Nipozzano 2007 Riserva guida top 100 Wine Enthusiast ... E’ un vino italiano, il Chianti Rufina 2007 Nipozzano Riserva di Marchesi dé Frescobaldi, al vertice della top 100 2011 della rivista americana Wine Enthusiast. Ne dà notizia il sito internet WineNews. Al settimo posto c’é l’Excelsus 2007 di Castello Banfi, cantina leader del territorio di Montalcino, seguito al in dodicesima posizione dal bolgherese Perlato del Bosco 2008 di Tua Rita. Posizione n.21 per il Brunello di Montalcino 2006 de La Gerla, n.31 per il Canneto 2007 di Filippone, n.39 per il Galatrona 2008 di Fattoria Petrolo, e n.46 per il Brunello di Montalcino 2006 di Capanna. Primo dei “non toscani” il Barolo 2007 di Piazzo Armando, al n.49, seguito dall’Amarone della Valpolicella Classico 2007 di David Sterza al n.51, dal Brunello di Montalcino 2006 di Mocali al n.54, e dal Brunello 2005 Vigna Paganelli de Il Poggione al n.56. Completano la “pattuglia” degli italiani il toscano Sasso al Poggio 2006 di Piccini al n.60, i barolo Cascina Ballarin 2007 Bussia Nebbiolo e Rocche Costamagna 2007 Rocche dell’Annunziata Nebbiolo, alle posizioni n.62 e 65, il Soave Classico La Rocca Garganega 2009 di Pieropan al n.74, l’Amarone della Valpolicella 2007 della Cantina Sociale della Valpantena al n.76, e il Soave Classico Vigneto du Lot Garganega 2009 di Inama.

 

07-12-2011

ADNKRONOS

Vino: Italia si conferma al vertice per rivista Usa “Wine Enthusiast” al top Chianti Rufina 2007 Nipozzano Riserva di Marchesi De’ Frescobaldi ... L’Italia del vino si conferma al vertice per la celebre rivista Usa “Wine Enthusiast”: il n. 1 della “Top 100” 2011 e’ il Chianti Rufina 2007 Nipozzano Riserva di Marchesi de’ Frescobaldi, che “riceve lo scettro” dal Barolo Marcenasco 2006 di Renato Ratti, al vertice nel 2010. Ma è l’Italia tutta a migliorare la sua performance, con ben 17 vini su 100 (erano 15 nel 2010), guidata dalla Toscana. Al n. 7, infatti c’è l’Excelsus 2007 di Castello Banfi, cantina leader del territorio di Montalcino, seguito al n. 12 dal bolgherese Perlato del Bosco 2008 di Tua Rita. Posizione n. 21 per il Brunello di Montalcino 2006 de La Gerla, n. 31 per il Canneto 2007 di Filippone, n. 39 per il Galatrona 2008 di Fattoria Petrolo, e n. 46 per il Brunello di Montalcino 2006 di Capanna. Primo dei “non toscani” il Barolo 2007 di Piazzo Armando, al n. 49, seguito dall’Amarone della Valpolicella Classico 2007 di David Sterza al n. 51, dal Brunello di Montalcino 2006 di Mocali al n. 54, e dal Brunello 2005 Vigna Paganelli de Il Poggione al n. 56. Completano la fitta pattuglia degli italiani il toscano Sasso al Poggio 2006 di Piccini al n. 60, i barolo Cascina Ballarin 2007 Bussia Nebbiolo e Rocche Costamagna 2007 Rocche dell’Annunziata Nebbiolo, alle posizioni n. 62 e 65, il Soave Classico La Rocca Garganega 2009 di Pieropan al n. 74, l’Amarone della Valpolicella 2007 della Cantina Sociale della Valpantena al n. 76, e il Soave Classico Vigneto du Lot Garganega 2009 di Inama. La “Top 100” assoluta di Wine Enthusiast (che stila anche la “Top 100 Best Buy”, con i migliori vini sotto i 15$, e la Top 100 “Cellar Selection”, la classifica dei migliori vini da collezione e invecchiamento che, nel 2011, al primo ha messo il Brunello di Montalcino 2006 Poggio Nardonendr), viene decisa da una formula che mette insieme la valutazione qualitativa del vino, il prezzo e la reperibilità sui mercati più importanti. E la classifica 2011 “rispecchia la presenza del vino italiano nel mercato americano - commenta a Winenews Monica Larner, corrispondente italiana di “Wine Enthusiast” - e il vino n. 1 non è solo un riconoscimento all’azienda, ma anche ad un territorio meno conosciuto, il Chianti Rufina, che rappresenta una tipicità italiana”.

 

07-12-2011

TELEIDEA - APPETIZER

http://www.justin.tv/chiaral75/b/301970261

 

02-12-2011

ANSA

Vino: ocm; in arrivo 200 mln in 2 anni per fare promozione. WineNews, da esperta dritte su come presentare i progetti ... Saranno 200 milioni di euro le risorse messe a disposizione delle cantina nazionali dall’Organizzazione comune di mercato del settore enologico (Ocm) per fare promozione soprattutto verso Paesi extra Ue, spaziando dalla partecipazione ad eventi alle degustazioni legate a raccolta fondi per beneficenza, dai tasting alla pubblicità. Uno strumento importante, spiega a WineNews Silvana Ballotta, responsabile di uno studio specializzato nel supportare le imprese sulle politiche europee e sull’internazionalizzazione, grazie al quale è possibile fare investimenti importanti, ottenendo un contributo a fondo perduto di circa il 50%. Certo, non tutti i progetti proposti sono accettati, l’importante, come spiega Ballotta, è che vengano presentati con rigore, siano concreti e con importi richiesti sensati e proporzionati ai valori di mercato. Un messaggio chiaro, anche in vista del prossimo bando che dovrebbe aprirsi tra gennaio e febbraio 2012. A poter beneficiare dei fondi Ocm, ricorda ancora l’esperta, sono i produttori, ma anche le organizzazioni interprofessionali di filiera e quelle professionali che abbiano come scopo la promozione di prodotti agricoli, i consorzi di tutela, le organizzazioni di produttori, i soggetti pubblici e le associazioni temporanee di impresa (Ati). I progetti approvati nel 2010-2011 (della durata da 1 a 3 anni) sono stati 161, di cui 12 nazionali, per un totale di 87,5 milioni di euro (42,2 milioni di fondi comunitari e 2,8 regionali); a livello regionale, le più attive sono state Toscana (24 programmi) e Piemonte (23).

 

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