Vino: Winenews; se non paghi consorzio non usi Dop e Igp proposta modifica art. 24 legge 61/2010 ora in parlamento … Il rispetto del disciplinare di produzione potrebbe essere condizione necessaria ma non sufficiente per potersi fregiare del marchio Dop o Igp: le aziende che non dovessero versare al Consorzio di tutela la quota prevista dall’“erga omnes” per la promozione e la tutela della denominazione potrebbero dover rinunciare al titolo. Lo rende noto Winenews, alla luce della proposta di modifica dell’art 24 della legge 61/2010 contenuta nella bozza del decreto legge “Misure urgenti per il riordino degli incentivi, la crescita e lo sviluppo sostenibile”, in discussione in Parlamento. Secondo il testo del provvedimento, il Consorzio può chiedere che sia disposta la sospensione dell’utilizzo della denominazione o dell’indicazione geografica al produttore inadempiente, che potrebbe dover pagare anche una sanzione pecuniaria pari al triplo dell’importo accertato. La norma, precisa l’associazione, riguarderebbe anche le aziende non consorziate.
Vino: oggi Oscar del vino 2012, 18 categorie in gara
Ecco l’elenco completo delle nomination:
Miglior Vino Bianco
Alto Adige Terlano Sauvignon Lieben Aich 2010 di Manincor
Dut’un 2008 Vie di Romans
Derthona Timorasso Sterpi 2009 Vigneti Massa
Miglior Vino Rosso
Barolo Villero 2007 Giacomo Fenocchio
Primitivo di Manduria Es 2009 Gianfranco Fino
Rosso di Montalcino 2009 Pietroso
Miglior Vino Rosato
Il Rogito 2009 Cantine del Notaio
Val di Neto Rosato Calastrazza 2010 La Pizzuta del Principe
Cerasuolo d’Abruzzo Crognaleto 2010 Nicola Santoleri
Miglior Vino Estero
Clos-Vougeot Vieilles Vignes 2008 di Château De La Tour
Pomerol 2007 di Vieux Château Certan Sarzi Amadé
Côtes du Roussillon Villages Muntada 2008 di Domaine Gauby
Miglior Champagne
Dom Pérignon Enothèque 1996
Liesse d’Harbonville 1998 Ployez-Jacquemart
Cuvee Nicolas François 1998 Billecart-Salmon
Miglior Spumante
Franciacorta Extra Brut Vintage Riserva 2005 La Montina
Franciacorta Gualberto 2005 Ricci Curbastro
Franciacorta Sublimis Riserva 2005 Uberti
Miglior Vino Dolce
Angialis 2008 Argiolas
Vallee d’Aoste Chaudelune Vendemmia Tardiva 2009 Cave du Vin
Blanc de Morgex et de La Salle
Alto Adige Goldmuskateller Passito Serenade Castel Giovanelli
2008 Kellerei Kaltern Caldaro
Miglior Qualità Prezzo
Rosso di Montalcino 2009 Baricci
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Il Coroncino
2009 Fattoria Coroncino
Rossese di Dolceacqua Galeae 2010 Kà Manciné
Miglior Etichetta
Oltrepò Pavese Barbera Dodicidodici 2009 Castello di Cigognola
Il Vassallo 2009 Colle Picchioni
Moscato d’Asti 2011 Scarpa
Miglior Azienda Vinicola
Fontodi (Panzano in Chianti)
Graci (Castiglione di Sicilia)
La-Vis (Lavis)
Miglior Innovazione nel Vino
Franciacorta Brut Nature 2008 Barone Pizzini
Otello Nero di Lambrusco 2010 Ceci
Magno Megonio 2009 Librandi
Migliore Enologo
Gianni Menotti
Graziana Grassini
Vincenzo Mercurio
Miglior Agronomo Viticoltore
Federico Curtaz
Marco Simonit
Giancarlo Soverchia
Miglior Sommelier nel suo Ristorante
Adriano Fumis (Gellius)
Cosimo Marco (Il Poeta Contadino)
Hayashi “Moto” Mototsugu (Dal Pescatore)
Miglior Enoteca
Enoteca al Ponte (Ponte San Pietro)
Vinoteca al Chianti (Impruneta)
Enoteca Bibenda Assisi (Assisi)
Migliore Testata Web del Vino
Cronache di Gusto
Oliovinopeperoncino
WineNews
Miglior Comunicazione Televisiva del Vino
Gioacchino Bonsignore (Tg5 - Gusto)
Antonella Clerici (Prova Del Cuoco - Rai 1)
Michela Rocco e Gianfranco Vissani (Ti ci porto io - La7)
Migliore Agente del vino e commerciale
Matteo Carreri (Carreri)
Marc De Grazia (Marc De Grazia Selections)
Luca e Francesco Iaiana (Tre Archi Distribuzione)
L’Accademia dell’Oscar assegnerà anche i premi Miglior Giornalista-Scrittore del Vino, Miglior Sommelier Docente, Premio Speciale della Giuria.
Vino: assegnati oscar 2012, miglior bianco Dut’Un 2008 Bibenda, 20 riconoscimenti, cena di gala con Vissani a Roma ... È Dut’Un 2008 (Vie di Romans), di Gianfranco Gallo, apice indiscusso della Doc Isonzo, blend paritario di Sauvignon e Chardonnay, il vino bianco da Oscar 2012. A incoronarlo un’Accademia di esperti che ha assegnato oggi a Roma gli altri 19 Oscar del vino ad altrettanti vincitori. Otto i riconoscimenti al prodotto declinato in tutte le sue versioni: oltre al bianco, il rosso da Oscar è Primitivo di Manduria Es 2009 (Gianfranco Fino); miglior vino rosato il Rogito 2009 (Cantine del Notaio). E ancora, l’Oscar per il miglior vino estero è andato a Clos-Vougeot Vielles Vignes 2008 (Chateau de la Tour), realizzato non lontano dal maniero Cistercense che dei Chevalier du Tastevin. Lo champagne da Oscar - sempre secondo la manifestazione voluta Franco M. Ricci, Direttore di Bibenda e presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Roma - è il Dom Perignon Enoteque (Dom Perignon). Sullo spumante risponde l’Italia con Franciacorta Non Dosato Gualberto 2005 (Ricci Curbastro). L’elenco continua con il miglior vino dolce: Angialis 2008 (Argiolas) che racchiude tutto il sole delle basse colline dell’entroterra sardo. Non poteva mancare il miglior rapporto tra qualità e prezzo: l’Oscar va a un marchigiano, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore il Coroncino 2009 (Il Coroncino). Il 14/mo Premio internazionale del vino, targato Bibenda, non ha tralasciato le professionalità che ruotano intorno al prodotto-simbolo del Made in Italy e al suo fiorente business. L’azienda vinicola da Oscar è la Fontodi di Giovanni Manetti, a Panzano in Chianti; il miglior enologo 2012 Gianni Menotti; miglior agronomo viticoltore Marco Simonit; miglio innovazione Ceci di Alessandro Ceci. Il sommelier da Oscar è Hayashi Mototsugu detto Moto, del celeberrimo ‘‘Il Pescatore” a Canneto sull’Oglio. E ancora, Al Ponte è l’Enoteca top del bergamasco Luca Castelletti, mentre la testata web da Oscar è “Winenews’’ di Alessandro Regoli, in quel di Montalcino. Il vino nel piccolo schermo? Miglior giornalista Bruno Vespa, migliore comunicazione televisiva, la Prova del Cuoco di Antonella Clerici. Il riconoscimento muove da una anima ‘‘popolare”, legata ai voti dei lettori di Bibenda, Bibenda 7 e dei frequentatori del sito www.bibenda.it che hanno scelto i finalisti (tre concorrenti per ogni categoria). Come da prassi, la cerimonia degli Oscar non poteva che svolgersi nell’elegante scenografia di una mondana cena di gala, con menu realizzato dallo chef Gianfranco Vissani.
Vino: WineNews, Brunello di Montalcino al top preferenze degli italiani ... È il Brunello di Montalcino il migliore tra i vini italiani secondo la maggior parte degli italiani. A seguire sono Barolo, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano, Verdicchio e Amarone. È quanto emerge da una ricerca condotta da Gabriele Micozzi, docente di marketing all’Università Politecnica delle Marche e condotta su 1.446 persone di tutta Italia da 18 anni in su e segnalata al sito www.winenews.it. Gaja, Antinori e Caprai invece sono le cantine più stimate dagli Italiani, che tra le regioni vinicole mettono al top il Piemonte (20%), la Toscana (16%) e il Veneto . Dalla ricerca emerge anche il profilo del consumatore tipo che, pur senza essere ad ogni costo appassionato di vino, si informa (il 73% legge articoli e news sul vino), ed è disposto a spendere per bere bene. Se il 39,6% è disposto a pagare fino a 10 euro per una bottiglia, c’è anche un buon 45% disposto a spendere da 11 a 35 euro (l’8% da 36 a 50 euro, e solo il 5% oltre i 50). E che il vino sia un piccolo lusso che ci si può permettere anche in tempi di crisi lo confermano anche le indicazioni di quel 47,7% di persone che stanno riducendone i consumi: solo il 9% lo sta facendo per motivi economici. Per il 40%, infatti, è un calo dovuto ad abitudini, mode e gusti che cambiano, per il 26% alla paura di perdere la patente, e per il 25% a causa di diete e stili alimentari. Ma quanto e quando bevono, gli italiani? Il 22% ogni giorno, il 40% 2-3 volte alla settimana, e il 21% solo una volta ogni sette giorni. Vino che si beve soprattutto a cena, nel 48% di casi, anche se c’è un 36% di italiani che si concede un bicchiere sia a pranzo che alla sera, e un 16% che ne fa il protagonista dell’aperitivo. Tra i luoghi d’acquisto del vino, che 1 italiano su 4 effettua una volta alla settimana, il 48% compra al supermercato, e il 24% direttamente in cantina, e solo il 5% in enoteca. E se 8 persone su 10 amano cambiare vino, i criteri di scelta che vanno per la maggiore sono il rapporto qualità/prezzo, il territorio d’origine, le caratteristiche gustative e le storie legate ad un vino. Seguono, a distanza, il vitigno, il brand del produttore, il packaging, la tipologia, i premi e la gradazione alcolica, alla quale, in ogni caso, sta attento il 51% dei bevitori. Che, ai produttori chiedono di diffondere meglio e di più la conoscenza del territorio ed un dialogo più diretto con i consumatori, più eventi dedicati al pubblico, vini più “naturali”, ma anche prezzi più bassi e più offerta in piccoli formati come le mezze bottiglie, per andare incontro alle esigenze di consumo di oggi.
Notiziario agricoltura e agroalimentare (a cura di Cristina Armeni) ... I titoli di questo numero sono: - Alimenti: “Streetfood”, traguardo finale nel Chianti il 25 maggio - Agricoltura: siglato accordo su pesche e nettarine per campagna 2012 - Vino: Valpollicella, consorzio chiude bilancio in pareggio, volume affari a 880 mln - Vino: Winenews, Brunello di Montalcino al top preferenze degli italiani - Agricoltura: agronomi entrano in Accredia - Lavoro: Coldiretti, senza voucher stop a studenti in agricoltura.
Il Brunello di Richard Gere ... L’attore americano avrà una sua linea esclusiva del celebre rosso toscano. Il Brunello, un “Le Lucere” raffinato cru annata 2007, sarà prodotto dalla Tenuta San Filippo di Montalcino. L’etichetta sarà invece di “Bedford Post”, il Relais Chateaux di Gere nello Stato di New York... Un’etichetta di Brunello di Montalcino per Richard Gere. L’attore americano ha scelto la Tenuta San Filippo, piccola ma prestigiosa realtà del territorio di Montalcino, per una sua linea esclusiva del celebre rosso toscano, che porterà il marchio di “Bedford Post”, il Relais Chateaux di sua proprietà nello Stato di New York. Il Brunello di Richard Gere, come spiega il sito specializzato “Wine news”, sarà “Le Lucere” raffinato cru, annata 2007, che, dalla Tenuta San Filippo, arriverà negli Stati Uniti con un’etichetta a edizione limitata che riproduce il raffinato blasone dell’antica tenuta trasformata in rifugio di lusso dal divo americano. L’azienda agricola, fondata nel 1972, oggi è guidata dal proprietario Roberto Giannelli. “È un’operazione che valorizza il marchio Brunello di Montalcino nel suo complesso e più in generale tutto il territorio montalcinese - ha detto Giannelli - La scelta di Richard Gere è sicuramente una conferma di come in questo momento l’immagine e la diffusione del Brunello negli Usa siano molto elevati”. http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-8cf3104e-5ae9-4eb8-8657-e728275f5e29.html?p=0
Turismo: sondaggio, Alto Adige terra dei desideri degli amanti del vino fra le mete preferite indicate anche Etna, Collio e Franciacorta ... I territori del vino più famosi del Belpaese, ma anche quelli protagonisti, in tempi più recenti, di una vera e propria rinascita cultural-enologica, vivaci e pronti ad aprire sempre più le loro porte agli amanti del buon bere: è l’Alto Adige il “terroir dei desideri” che il 17% degli eno-appassionati vorrebbe visitare, accanto all’Etna, al Collio e alla Franciacorta (11%), seguiti dai distretti del Chianti Classico, delle Langhe e di Montalcino (9%), da Montepulciano e dalla Valpolicella (5%), da Bolgheri e Conegliano e Valdobbiadene (4%). Una volta in cantina? I wine lovers amano degustare vini (72%), incontrare i produttori (64%), fare shopping di bottiglie (56%) e visite guidate (55%). Ecco i risultati del sondaggio di www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly (www.vinitaly.it), appuntamento enologico di livello internazionale, a cui hanno risposto 1.078 “enonauti”, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e del web. E se, di questi tempi, è vero che sognare non costa nulla, intanto, nel 2012, in cui si faranno meno vacanze, più brevi e con le gite fuori porta e di territorio a farla da padrone, l’86% degli appassionati farà enoturismo nel weekend (55%), con destinazione Piemonte e Toscana (21%). Nell’Italia delle mille mete di Bacco, è lunga e variegata la lista dei territori che gli amanti del buon bere vorrebbero visitare. Tanto che, accanto ai terroir più famosi, da sempre tra le destinazioni predilette dell’enoturismo nel Belpaese, ci sono anche tutti quei territori protagonisti della “nouvelle vague” enologica degli ultimi anni: a guidare la wish list stilata dagli “enonauti” è l’Alto Adige, patria bianchista per eccellenza del vino italiano, dove il 17% vorrebbe andare almeno una volta nella vita. Al secondo posto, il Collio, tra le terre del vino di confine più affascinanti d’Italia, l’Etna, vero e proprio terroir destinato a stare con i più grandi, e la Franciacorta, sinonimo di bollicine ma dall’appeal paragonabile a quello dei territori dei più famosi rossi italiani. Al terzo posto, il Chianti Classico, le Langhe e Montalcino, ovvero quei luoghi-mito dell’enologia italiana, mete imprenscindibili per ogni eno-appassionato. A seguire, troviamo Montepulciano e la Valpolicella, due tra i territori rossisti più famosi del Belpaese, come Bolgheri, a pari merito con la patria del Prosecco, il distretto di Conegliano e Valdobbiadene. Sogni a parte, nel 2012, con la crisi economica che farà sentire i suoi effetti anche sulle prossime vacanze estive, con quasi la metà degli italiani che rispetto al 2011, secondo il Codacons, non andrà in villeggiatura, e come confermano anche gli umori degli eno-appassionati, raccolti dal sondaggio Winenews-Vinitaly, l’86% degli “enonauti”, spinto dalla propria irrununciabile passione per i grandi vini, nei prossimi mesi sceglierà come meta i territori del vino del Belpaese, primi fra tutti il Piemonte e la Toscana (21%), il cui fascino ed allure sono davvero intramontabili, seguiti dal Trentino Alto Adige (14%), perfetta location per chi ama grandi bollicine, vini di nicchia e temperature fresce e piacevoli, dal Veneto (8%) con i suoi terroir di rossi, bianchi e bollicine, e dalla solare Sicilia (6%). Anche se più della metà degli amanti del buon bere vi trascorrerà un solo weekend (55%), mentre il 28% degli “enonauti” avrà a disposizione una settimana, magari per visitare più territori in una volta, anche approfittando delle vacanze al mare o in montagna, un giorno il 6%, e solo il 4% riuscirà a dedicare più di una settimana alla scoperta dei luoghi dove nascono le proprie etichette preferite. Da segnalare anche l’incredibile polverizzazione delle cantine che gli “enonauti”, che hanno risposto al sondaggio Winenews-Vinitaly, indicano come quelle che vorrebbero visitare una volta giunti nei territori del vino, molte e in tutta Italia, da quelle più famose alle aziende meno conosciute, dalle più grandi alle più piccole, da quelle con un ampia offerta di etichette alle cantine che si distinguono, invece, per produzioni di “nicchia”.Qualche esempio? Si va da Castello Banfi ad Antinori, da Caprai a Ferrari, da Abbazia di Novacella e San Michele Appiano al Castello di Brolio (Ricasoli), passando per Cà del Bosco e Bellavista, Rocca delle Macìe e Mezzocorona, Terre del Barolo e Lungarotti, ma anche Planeta e Tasca d’Almerita, Allegrini e Masi, Feudi di San Gregorio, Nino Negri, Masciarelli e Fontanafredda, fino a Argiolas - Valentina Argiolas e Donnafugata, Mastroberardino, Tenuta dell’Ornellaia e Clerico, e, ancora cantine come Altare, Vietti, Aldo Conterno e Giacosa, Biondi Santi, Fontodi, Felsina, Mascarello, Venica e Gravner. Cosa amano fare, infine, gli eno-appassionati in cantina? Prima di tutto le classiche degustazioni (72%), quindi, incontrare il produttore (64%), fare shopping di bottiglie (56%), con la vendita diretta sempre più amata tra i canali di acquisto, e le visite guidate (55%), ma anche assaggiare prodotti tipici (33%), assistere a spettacoli e concerti (13%), ammirare mostre (9%) ed avere la possibilità di cimentarsi in corsi di degustazione (5%) o di cucina (4%). Ma chi sono gli “enonauti” di Winenews? Ecco il loro identikit: prevalentemente maschi (82%), il 54% di loro ha un’età compresa tra i 30 e i 45 anni (a seguire, il 26% tra 18 e 30 anni ed il 17% tra 45 e 60 anni). Hanno un elevato titolo di studio (l’85% possiede il diploma di scuola media superiore o la laurea), e godono di un livello socio-economico medio alto (dirigente, imprenditore, bancario, avvocato, commercialista, ingegnere, medico, architetto, giornalista, commerciante ...)
Vino: WineNews, Alto Adige terroir dei desideri enoturisti 86% visiterà nel 2012 zone vinicole, top Piemonte e Toscana ... Il “terroir dei desideri” degli eno-appassionati internauti è l’Alto Adige: lo rivela un’indagine condotta da Winenews e Vinitaly, che, forse un po’ a sorpresa, vede tra le mete sognate proprio la bianchista regione di Bolzano (17% campione), davanti all’Etna, al Collio e alla Franciacorta (11%). Seguono i più classici distretti del Chianti, delle Langhe e di Montalcino (9%), del Montepulciano e della Valpolicella (5%), del Bolgheri, del Conegliano e del Valdobbiadene (4%). Una volta in cantina i visitatori vogliono ovviamente degustare vini (72%), incontrare i produttori (64%), acquistare bottiglie (56%), lasciarsi condurre in visite guidate (55%), ma anche assaggiare prodotti tipici (33%), assistere a spettacoli e concerti (13%), ammirare mostre (9%) ed avere la possibilità di cimentarsi in corsi di degustazione (5%) o di cucina (4%). E se anche il turismo risente della crisi, ben l’86% degli appassionati dedicherà quest’anno le proprie vacanze o gite (55% solo un fine settimana) ad una visita nei territori vinicoli, in particolare in Piemonte e Toscana (21%), Trentino Alto Adige (14%), Veneto (8%), Sicilia (6%). Una volta scelto il territorio, non sembra emergere una netta preferenza per una cantina: c’é chi si orienta sui marchi noti, chi ama esplorare, chi cerca produzioni di nicchia. Il turista del vino è in prevalenza uomo (82%), di età compresa tra i 30 e i 45 anni (54%), con un elevato titolo di studio e un livello socio economico medio alto.
Vino: WineNews, da Inter Rhone metodo per ripulire i brettati ... Il vostro vino odora di “stalla”, “cuoio”, “gomma bruciata” o “straccio bagnato”? Presenta aromi decisamente poco invitanti? Nella maggior parte dei casi a causare questo vero e proprio difetto del vino è il famigerato Brettanomyces. Questi lieviti procurano una contaminazione dei vini rossi in invecchiamento che non rendono il vino inidoneo al consumo, ma difettoso dal punto di vista organolettico. Per correggere il destino nei vini “brettati”, secondo quanto riferisce Winenews, “Inter Rhone” (l”organizzazione che raccoglie tutti i produttori della Cotes du Rhone e della Valle del Rhone) ha sviluppato nel 2006 un metodo di eliminazione di queste sostanze in collaborazione con Vaslin Bucher, uno dei marchi più noti della meccanica enologica francese. Si tratta di un processo basato sulla serializzazione di due tecniche di filtrazione: un sistema di nanofiltrazione a membrana e una colonna di carbone attivo. Attualmente questa tecnica non è autorizzata in Europa ma il sistema di pulizia è stato proposto agli esperti dell”Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv). Se la risoluzione sarà approvata all”unanimità dagli esperti dei 27 stati membri dell”Oiv, l”Unione europea potrebbe integrare questa metodologia nella sua legislazione.
Vino: dopo Ruffino Constellation non pensa ad acquisizioni Ceo Sands a WineNews, Italia punti su territori e brand noti ... Per ora non sono in programma altre acquisizione in Italia, perché con le tenute e i vini di Ruffino, l’americana Constellation ha acquisito un marchio rappresentativo "del Chianti, dell’Italia e del “vecchio mondo” e con una grande varietà di etichette, e si punterà soprattutto sulla valorizzazione dei brand esistenti”. Constellation Brands è la più grande compagnia di produzione e commercio di wine & spirits del mondo, con 2,6 miliardi di dollari di fatturato nel 2011 e oltre 100 brand enoici e di beverage che vanno da Mondavi a Clos duBois, da Corona Extra a Black Velvet. Il colosso americano è da qualche mese proprietario al 100% di Ruffino, una importante realtà del vino italiano, con 14,5 milioni di bottiglie nel 2011 per un fatturato di 56 milioni di euro (l’87% realizzato all’estero). E proprio in una delle tenute di Ruffino, nel cuore del Chianti, WineNews ha incontrato il Ceo di Constellation, Rob Sands, e lo Chief Operating Officer Jay Wright, per parlare di mercati, e delle prospettive del vino italiano nel mondo. Per Sands e Wright in Italia va bene puntare sui vitigni autoctoni, “ma forse la via migliore, oggi, è quella di capitalizzare territori e brand già conosciuti, sfruttando i trend più importanti del momento per il business del vino italiano, come il Chianti, il Prosecco, il Moscato o il Pinot Grigio in Usa, per esempio”.
Vino: per Richard Gere etichetta di Brunello di Montalcino ... Un’etichetta di Brunello di Montalcino per Richard Gere. Il divo americano ha scelto la Tenuta San Filippo, piccola ma prestigiosa realtà del territorio di Montalcino (Si), per una sua linea esclusiva del celebre rosso toscano, che porterà il marchio di “Bedford Post”, il Relais Chateaux di proprietà dell’“Ufficiale e gentiluomo” nello Stato di New York. Il Brunello di Richard Gere, spiega il sito specializzato WineNews, sarà “Le Lucere”, raffinato cru, annata 2007, che, dalla Tenuta San Filippo, arriverà in Usa come private label del “Bedford Post”, in una veste molto speciale: con un’etichetta limited edition che riproduce il raffinato blasone dell’antica tenuta trasformata in rifugio di lusso dall’attore americano.
Vino: Richard Gere crea il suo Brunello di Montalcino linea esclusiva del celebre rosso toscano per divo Usa ... Un Brunello di Montalcino a marchio Richard Gere. Il divo americano, come scrive WineNews, avrà una sua linea esclusiva del celebre rosso toscano. Il Brunello, un “Le Lucere” raffinato cru annata 2007, è quello prodotto dalla Tenuta San Filippo di Montalcino, l’etichetta sarà invece di “Bedford Post”, il Relais Chateaux di proprietà dell’“Ufficiale e gentiluomo” nello Stato di New York. Dalla cantina toscana il “Le Lucere” arriverà negli Usa come “private label”, ovvero vino a marchio privato, con un’etichetta, firmata Cecilia Zerauschek, che riproduce il blasone della proprietà del 1800 trasformata in “rifugio di lusso” da Gere. L’azienda San Filippo, fondata nel 1972, è una tenuta di 22 ettari di cui 11 a vigneto, il cui “Le Lucere” 2007 è stato quotato 92/100 da “Wine Advocate”, considerata la Bibbia del vino. A guidarla è Roberto Giannelli che commenta: “La passione tra lo star system e il mondo del vino è cosi’ ricca di esempi che se ne potrebbe parlare all’infinito. Questa operazione valorizza il marchio Brunello di Montalcino nel suo complesso e tutto il territorio. è sicuramente una conferma di come in questo momento l’immagine del Brunello negli Usa sia molto elevata”.
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