Vino: Winenews; in arrivo bottiglie 100% vegetariane ... È in arrivo il vino 100% vegetariano: tra poche settimane, secondo quanto rivela Winenews, sarà disponibile sul mercato la certificazione rilasciata dall’Associazione Vegetariana Italiana (Avi) insieme a Valoritalia, che garantirà la totale assenza in bottiglia di derivati di tipo animale. Coloro che hanno scelto di rinunciare alla carne e ai prodotti di origine animale potranno così godere in tutta sicurezza del piacere di un buon vino. “In questi ultimi anni - ha detto Carmen Nicchi Somaschi, storica presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana - i vegetariani sono diventati il 10% della popolazione d’Italia. Il nostro mercato è una realtà in crescita e ci siamo resi conto che va tutelato, anche per il vino. Da qui la scelta di lavorare con Csqa e Valoritalia per certificare che un prodotto è vegetariano. Il disciplinare è nelle fase finale di definizione”. Per Pietro Bonato, Ad certificazioni volontarie e biologico di Valoritalia, lo strumento “è un passo avanti per chi vuol bere vegetariano, perché è la prima certificazione ottenuta con la verifica di un organismo terzo competente e affidabile, e non con una semplice autocertificazione”.
ADNKRONOS Vino: Winenews, impianti vigneti, ecco le proposte degli 11 “big” mantenere supervisione e applicare dispositivo a tutti i vini ... “Il mantenimento di un supervisione degli impianti di vigneto nell’Unione europea”, “Un dispositivo applicabile alle tre tipologie dei vini (Dop, Igp, Vsig)”, “Una armonizzazione di alcune regole di gestione a livello comunitario” e, infine, “Il mantenimento dell’attuale dispositivo di esenzione (“de minimis”) per gli Stati membri interessati”. Sono quattro i punti fondamentali della proposta degli undici Paesi che contano di più in fatto di produzione vitivinicola per la gestione futura del “vigneto Europa” e che Winenews è in grado di anticipare. Una proposta firmata dalle delegazioni francese, tedesca, italiana, portoghese, spagnola, ungherese, ceca, slovena, bulgara, austriaca e greca, presentata oggi a Palermo nella riunione del “Gruppo di alto livello”, voluto dal Commissario Ue Dacian Ciolos. Paesi che hanno già, in maggioranza, espresso i propri dubbi sulla deregulation totale degli impianti dei vigneti europei. Il documento ha infatti l’obiettivo di fare in modo che “le raccomandazioni operative e concrete del Gruppo di alto livello, rispondano alle preoccupazioni espresse in Europa sulle conseguenze della totale soppressione dei diritti di impianto”, prevista dall’attuale Ocm per il 2015. Si tratta di una soluzione che, partendo dall’attuale modello basato sui diritti di impianto, ritenuto nel documento strumento necessario “per garantire un equilibrio di lungo periodo al settore europeo”, dovrebbe continuare a “fare affidamento sulle riserve (nazionali e/o regionali) e dovrebbe applicarsi a tutti i vini fornendo al contempo la flessibilità necessaria per la sua attuazione”.
Vino: indagine Winenews, in calo la vendemmia del rosso la maturazione è proseguita sostanzialmente con gradualità ... Come sarà la vendemmia “rossa”? Secondo Winenews è difficile dare una parola definitiva, di sicuro gli eventi stagionali (siccità in primis) la rubricano di diritto tra le vendemmie “calde”. Anche se il calore non è stato omogeneamente distribuito su tutto lo Stivale (al nord è piovuto anche a giugno e a luglio), le zone più tardive anche del sud (Campania, per fare un esempio) non hanno subito pericolosi arresti fisiologici delle viti e la maturazione è proseguita sostanzialmente con gradualità. Di contro, vaste aree del centro hanno incontrato criticità non da poco, con le piante costrette a cessare la propria normale attività fisiologica per recuperare la poca umidità disponibile per mantenersi in vita. In questi casi, l'intervento dell'uomo nel vigneto ha fatto la differenza e alcuni accorgimenti tecnici come l'irrigazione (ove consentita e/o possibile) sono stati fondamentali. A pagare il dazio più pesante, probabilmente, fra i vitigni rossi saranno quelli precoci (e fra questi soprattutto quelli alloctoni come il Merlot). Il 2012, dunque, resterà negli annali dell'enologia e (soprattutto) della viticoltura come un millesimo a dir poco difficile a causa del gran caldo. E se al sud, questa situazione limite è stata condotta in modo più efficace e tempestivo, grazie all'esperienza acquisita in decenni in cui l'annata fresca è sempre stata una eccezione, i problemi più importanti, probabilmente, sono emersi in zone del nord e del centro meno abituate a gestire questo tipo di criticità. Una criticità quella del calore che, comunque, resta la cifra più evidente e importante delle vendemmie almeno a partire dal 2000 e che ha segnato e, forse, segnerà, una sorta di nuova fase della viticoltura almeno per una porzione non piccola del Bel Paese. Pare restare fermo, anche per la vendemmia “rossa”, il dato di una sensibile diminuzione produttiva, e Winenews, ha raccolto i pareri di alcuni degli enologi più importanti d'Italia e divisi in quattro categorie: “gli Accademici”, “i Senatori”, “le Conferme2 e “gli Emergenti”. Per Leonardo Valenti, professore di viticoltura all'Università di Milano e consulente di aziende del calibro della franciacortina Berlucchi e dell'umbra Caprai si tratta di una vendemmia che può essere giudicata a secondo “del livello di stress da calore che hanno subito le viti, quelle più vecchie, per esempio, molto minore, e della capacità del viticoltore di decifrare l'entità di questo stress. Chi ha lavorato bene tra i filari, diradando soprattutto, può avere l'opportunità di trovarsi, con l'arrivo delle recenti piogge e di temperature più fresche, con piante che hanno ritrovato il loro processo fisiologico normale e quindi in grado di fornire una materia prima di buona, se non di ottima, qualità. Chi non ha lavorato come si deve in vigna, non potrà invece ottenere altro che vini che porteranno i segni del caldo, con gradi alcolici elevati e tannini poco maturi. Ma attenzione alle perturbazioni in arrivo che potrebbero, se molto violente, portare criticità ulteriori”. “Le zone più precoci hanno iniziato le operazioni di raccolta - afferma Luigi Mojo, ordinario di enologia all'Università Federico II di Napoli - ma in tempi che smentiscono l'anticipo di cui tanto si è parlato, almeno nei vigneti dell'Italia meridionale. E questo soprattutto se guardiamo alle varietà locali, meglio adattate al clima meridionale, che daranno risultati certamente migliori di quelle alloctone. I dati analitici ci confermano che per le prime non ci sono anticipi così evidenti. Varietà come l'Aglianico è anzi in bellissima forma e sta progredendo la sua maturazione in modo regolare, con grappoli molto sani, il che non ci fa temere l'arrivo di altre piogge. Evidente il dato - conclude Mojo - di una minore quantità di materia prima”.
Vino: Winenews; caldo e siccità segnano vendemmia rossa quantità in calo, male vini precoci, ok autoctoni sud ... Gran caldo e siccità diffusa hanno lasciato un segno evidente sulla vendemmia “rossa” 2012, che verrà ricordata come un millesimo “difficile”, soprattutto nella parte centro-settentrionale della Penisola, meno abituata del Meridione a gestire le conseguenze di un clima torrido. A pagare il dazio più pesante saranno probabilmente i vitigni precoci, in particolare gli alloctoni come il Merlot, ma il calo di produzione dovrebbe essere piuttosto diffuso. Performance migliori, al contrario, per i vitigni autoctoni meridionali. Questo il quadro tracciato da Winenews, che ha raccolto i pareri di produttori ed esperti italiani. In questo contesto, a fare la differenza è stata la mano dell'uomo: "chi ha lavorato bene tra i filari - spiega Leonardo Valenti, professore di viticoltura all'Università di Milano - può avere l'opportunità di trovarsi, con l'arrivo delle recenti piogge e di temperature più fresche, con piante che hanno ritrovato il loro processo fisiologico normale e quindi in grado di fornire una materia prima di buona, se non di ottima, qualità”. Non uniforme il parere dei più importanti winemakers italiani, concordi però su un diffuso calo produttivo: secondo Emiliano Falsini in Maremma, si è riscontrata quasi il 50% in meno di uva, in Umbria ed Emilia almeno 30% e al sud per ora 20% in meno. La situazione qualitativa è poi a macchia di leopardo: alcune zone, come il Piemonte e il sud Italia, dovrebbero aver risentito meno del clima, mentre in Centro Lorenzo Landi parla di uve probabilmente “poco equilibrate”. Anche sui tempi non c'è accordo: al Sud Italia non dovrebbe esserci un anticipo sostanziale rispetto alla norma, mentre in altre zone d'Italia; anticipo di raccolta è evidente. Rilevanti, infine, le piogge delle ultime settimane, che in molti casi potrebbero contribuire a migliorare la qualità della vendemmia.
WineNews a Montalcino: un sito divino ... Tutto il mondo del vino online. Si tratta di WineNews, il sito internet ideato e diretto da Alessandro Regoli, esperto del mondo del vino che insieme a Irene Chiari, partner di vita e professionale, è diventato un punto di riferimento per quanti vogliono essere aggiornati su tutto ciò che riguarda questo settore. Irene e Alessandro hanno messo su una redazione di giovanissimi che sono dei veri segugi di notizie. L’operazione, che fa capo alla società omonima (WineNews che sviluppa servizi e comunicazione nel wine & food in tutta Italia), dura da più di dieci anni e si è andata espandendo negli ultimi tempi. Parallelamente è stata avviata la Montalcino News, società di comunicazione e di eventi sul territorio toscano. La WineNews, oltre a essere sito internet, si è anche occupata della riqualificazione di una importante area dentro Montalcino che è diventata luogo di interesse turistico. Irene e Alessandro hanno rilevato uno spazio verde in stato di abbandono nel centro storico di Montalcino e, oltre ad averne recuperato la struttura originaria con alberi da frutta e ulivi, ne hanno fatto un “info wine point”, punto di riferimento per manifestazioni sul vino. Non solo. Sempre in quell’area è stato allestito un laboratorio didattico a disposizione delle scuole per il progetto “La nostra terra da amare con gusto”. Questa operazione interamente finanziata da WineNews è un vero e proprio laboratorio che si affaccia su un orto attrezzato didatticamente e rivolto alla scuola primaria e dell’infanzia. I bambini vengono anche coinvolti in un progetto di educazione al gusto e all’alimentazione. Quindi, mentre possono coltivare l’orto, imparano anche le caratteristiche dei prodotti alimentari. Lo spazio ospita anche esperienze artistiche. Nell’orto-giardino sono inserite le opere di Sandro Chia, uno dei più quotati pittori e scultori della transavanguardia che guarda con particolare interesse ai bambini. L’orto è aperto ai visitatori ed è diventato, insieme alla WineNews, un punto di attrazione dentro Montalcino.
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Articolo Economia Italiana
Vino: vola export vini e liquori francesi, +14% I trimestre ... Vola l’export degli spirits francesi: nel primo trimestre dell’anno le esportazioni di vini e liquori d’Oltralpe sono cresciute del 14%, trainate dalla domanda asiatica di Bordeaux (+31%, pari a 300 mln euro) e Cognac (+20%, pari a 200 mln euro), con un fatturato in aumento di 600 milioni. Lo rivela, secondo quanto riporta WineNews, la Fevs - Fédération des Exportateurs de Vins & Spiritueux de France. L’Asia si conferma così il principale motore dell’export vitivinicolo d’Oltralpe (+21%), anche se gli Stati Uniti mantengono e rafforzano la loro leadership di mercato con u fatturato che supera gli 850 milioni di euro in valore (+8,6%). Positive anche le performance all’interno dell’Europa: dopo due anni difficili le vendite tornano ad aumentare in valore (+13%, per un giro d’affari totale di 2 miliardi di euro), nonostante il calo in volume (-5%). La Francia esporta nel mondo vini per un valore di 3,5 miliardi di euro (+13,5% in valore, +3,5% in volume), mentre l’export dei liquori è aumentato del 16% in valore, a fronte di una diminuzione del numero delle casse vendute dell’1%.
Scuola: sondaggio, 83% degli alunni fa la prima colazione a casa l’82% mangia agli orari stabiliti ... L’alimentazione dei più piccoli? L’83% dei bambini fa la prima colazione a casa e l’82% mangia agli orari stabiliti: lo dice un sondaggio di Winenews sulle abitudini alimentari dei bambini tra le mura domestiche, al suono della campanella che riporta i ragazzi di tutta Italia tra i banchi di scuola, dove l’esigenza di insegnare anche l’educazione alimentare è sempre più sentita. Ma se la situazione non sembra essere delle peggiori, le “distrazioni”, emerge dal sondaggio, sono sempre dietro l’angolo: c’è sempre troppa televisione durante i pasti (38%) e le pubblicità, soprattutto di snack e merendine, influenzano spesso i gusti dei più piccoli (tendenza evidenziata nel 64% dei casi), cui si aggiunge, il fatto che i bambini faticano a consumare la giusta quantità di frutta e verdura e mettono proprio questi alimenti al minimo delle preferenze e, quindi, dei consumi. Cosa fanno le famiglie? Consapevoli della necessità di aiutare i bambini a mangiare un po’ di tutto, mantengono un atteggiamento positivo e presentano i piatti in modo appetibile, cercando di convincere il bambino. Dal sondaggio - condotto tra le famiglie degli studenti della Scuola Primaria di Montalcino, protagonisti di “La nostra terra Dacg - Da amare con gusto”, il progetto di educazione alimentare di Winenews, che riparte in questi giorni con la ripresa delle lezioni - emerge inoltre che la tradizione culinaria è molto sentita, nel 96% dei casi, e che i bambini sono spesso coinvolti dalla famiglia nella preparazione di piatti tipici della tradizione. Obiettivo del sondaggio, quello di conoscere e capire le abitudini alimentari dei bambini a casa, e stimolarli ad avere meno diffidenza verso i cibi che rifiutano a priori, puntando a muovere la loro curiosità e la loro attenzione verso l’alimentazione consapevole, senza fermarsi alle apparenze.
Vino: Winenews, quello al bicchiere fa sempre più tendenza chef, formula giusta per vendere vino ... Tra le tante “soluzioni” proposte ai wine lovers dal mondo della ristorazione, c’è una tendenza che pare davvero inarrestabile: il consumo di vino al bicchiere. Lo evidenza Winenews, nel sottolineare che “lo sbicchieramento, che fa sparire le bottiglie dal ristorante, ha più di un segreto per il suo successo”. Come spiega Pietro Baracco di Winefit, : “vuoi i prezzi delle bottiglie, vuoi la possibilità di consumare più vini in uno stesso pasto e in quantità controllata - fatto sta che il consumo al bicchiere aumenta giorno dopo giorno”, con un occhio all’etilometro e l’altro al portafoglio. E tra crisi e divieti, anche d’estate a tenere a galla il consumo di vino è la vendita al bicchiere, con lo sbicchieramento che, anche nel 2012, si consacra, la vera tendenza della stagione estiva. “Abbiamo introdotto il consumo al bicchiere molto prima di crisi e divieti: dà molte possibilità, per noi ed i clienti - dice Massimiliano Peterlana dell’Osteria a Le Due Spade di Trento - l’estate è andata molto bene, abbiamo fatto un progetto con il Trentodoc, fresco e piacevole, ed è stato molto apprezzato”. Tanto che, oggi come oggi, il bicchiere, "al di là della crisi, è la formula giusta per vendere vino - sottolinea Ciccio Sultano dal ristorante Duomo di Ragusa Ibla - noi vendiamo soprattutto vino al bicchiere con il nostro menu degustazione “all incluse”, a fronte di un 1-2% di vendite di vino a bottiglia”. “Dobbiamo offrire questo servizio, perché, soprattutto chi è di passaggio altrimenti non berrebbe niente", dice Luciano Zazzeri de La Pineta di Marina di Bibbona, mentre invece, spesso, anche di fronte al calo dei consumi, è lo stesso ristoratore ad esorcizzare le paure del cliente, per controlli, prezzo o salute, magari offrendo un aperitivo e sollecitandolo a bere almeno un bicchiere. Poi sta ad ognuno conoscere i propri limiti”.
Vino: Londra, resta un settore che “tira” ed è sicuro ... Vino e finanza, un’accoppiata vincente, perché, in un momento duro come quello che stiamo vivendo, anche nelle borse mondiali, le tante aziende enoiche quotate si dimostrano quotidianamente molto più solide di altri settori. Eppure, in Gran Bretagna, la Financial Service Authority (l’organo di controllo chiamato a supervisionare il mercato finanziario inglese) ha proposto di vietare la promozione dei cosiddetti Unregulated Collective Investment Schemes ai piccoli investitori. Non si tratta del mercato “ufficiale”, ma di quel mercato parallelo, che, come spiega a WineNews il professor Stefano Cordero di Montezemolo, direttore dell’European School of Economics, “non disponendo di regole e di informazioni sufficientemente strutturate, dovrebbe essere appannaggio solo di chi ha capacità di valutare queste imprese. Va poi ricordato che le aziende inglesi cui si riferisce la Financial Service Authority si occupano di commercializzazione, e non di produzione, per questo potrebbero essere considerate più “volatili” e quindi meno sicure”. L’azione dell’authority britannica, infatti, prende spunto dal recente fallimento di due società, la Beaumont Vintners e la Bordeaux Uk, che hanno fatto perdere ai piccoli risparmiatori circa 3,5 milioni di sterline: “è il segno, purtroppo, della confusione dei mercati, che dopo anni di deregolamentazione non sono stati in grado di trovare sistemi di controllo efficaci, non è poi così utile chiudere il cancello quando i buoi sono già scappati. Specie perché a rimetterci - continua Montezemolo - sono le piccole aziende che non possono certo quotarsi in borsa per cercare la liquidità di cui hanno bisogno per crescere e strutturarsi”. E questo nonostante “il rischio che i mercati finanziari attribuiscono al settore enoico sia ben più basso del mercato azionario nel suo complesso”. Il “warning” della Fsa, quindi, “è comprensibilissimo, perché i mercati non ufficiali sono sempre rischiosi, ma è bene ricordare, anche ai piccoli investitori interessati al mondo del vino, che sui mercati internazionali ci sono molte aziende che hanno “sovraperformato” rispetto all’andamento medio, confermando il settore come un ottimo investimento”. “Io faccio fatica a pensare - conclude il professor Montezemolo - che in un mercato evoluto come quello britannico chi ha investito in queste aziende sia il piccolo investitore, il risparmiatore, normalmente sono soggetti diversi, gente che è ben cosciente del rischio che sta prendendo. Poi storicamente ci sono dei fenomeni interessanti: una cosa che pochi sanno è che l’industria cinematografica americana, ad esempio, fino agli anni ’90 è stata sviluppata attraverso forme di finanziamento tipo queste. I singoli film venivano finanziati principalmente dalle major, ed una parte attraverso il collocamento di titoli verso il pubblico privato, garantendo delle forme di remunerazione legate ai risultati al box office”. perché così si trovano risorse, anche nel mondo del vino, “e pensare di mettere paletti troppo stretti, con meccanismi di controllo eccessivi, fa sì che si inneschino dei meccanismi che neanche le regole più ferree possono prevedere: investire è rischioso, ci vuole trasparenza, ma con troppe regole si aumentano solo i costi, si irrigidisce il sistema e si spinge sempre il mercato verso una direzione univoca, aumentando la volatilità dei titoli”.
Vino: Londra mette i paletti agli investimenti sulle società enoiche britanniche ma nel Regno Unito resta un settore che “tira” ... Vino e finanza, un’accoppiata vincente, perché, in un momento duro come quello che stiamo vivendo, anche nelle borse mondiali, le tante aziende enoiche quotate si dimostrano quotidianamente molto più solide di altri settori. Eppure, in Gran Bretagna, la Financial Service Authority (l’organo di controllo chiamato a supervisionare il mercato finanziario inglese) ha proposto di vietare la promozione dei cosiddetti Unregulated Collective Investment Schemes ai piccoli investitori. Non si tratta del mercato “ufficiale”, ma di quel mercato parallelo, che, come spiega a WineNews il professor Stefano Cordero di Montezemolo, direttore dell’European School of Economics, “non disponendo di regole e di informazioni sufficientemente strutturate, dovrebbe essere appannaggio solo di chi ha capacità di valutare queste imprese. Va poi ricordato che le aziende inglesi cui si riferisce la Financial Service Authority si occupano di commercializzazione, e non di produzione, per questo potrebbero essere considerate più “volatili” e quindi meno sicure”. L’azione dell’authority britannica, infatti, prende spunto dal recente fallimento di due società, la Beaumont Vintners e la Bordeaux Uk, che hanno fatto perdere ai piccoli risparmiatori circa 3,5 milioni di sterline: “è il segno, purtroppo, della confusione dei mercati, che dopo anni di deregolamentazione non sono stati in grado di trovare sistemi di controllo efficaci, non è poi così utile chiudere il cancello quando i buoi sono già scappati. Specie perché a rimetterci - continua Montezemolo - sono le piccole aziende che non possono certo quotarsi in borsa per cercare la liquidità di cui hanno bisogno per crescere e strutturarsi”. E questo nonostante “il rischio che i mercati finanziari attribuiscono al settore enoico sia ben più basso del mercato azionario nel suo complesso”. Il “warning” della Fsa, quindi, “è comprensibilissimo, perché i mercati non ufficiali sono sempre rischiosi, ma è bene ricordare, anche ai piccoli investitori interessati al mondo del vino, che sui mercati internazionali ci sono molte aziende che hanno “sovraperformato” rispetto all’andamento medio, confermando il settore come un ottimo investimento”. “Io faccio fatica a pensare - conclude il professor Montezemolo - che in un mercato evoluto come quello britannico chi ha investito in queste aziende sia il piccolo investitore, il risparmiatore, normalmente sono soggetti diversi, gente che è ben cosciente del rischio che sta prendendo. Poi storicamente ci sono dei fenomeni interessanti: una cosa che pochi sanno è che l’industria cinematografica americana, ad esempio, fino agli anni ’90 è stata sviluppata attraverso forme di finanziamento tipo queste. I singoli film venivano finanziati principalmente dalle major, ed una parte attraverso il collocamento di titoli verso il pubblico privato, garantendo delle forme di remunerazione legate ai risultati al box office”. perché così si trovano risorse, anche nel mondo del vino, “e pensare di mettere paletti troppo stretti, con meccanismi di controllo eccessivi, fa sì che si inneschino dei meccanismi che neanche le regole più ferree possono prevedere: investire è rischioso, ci vuole trasparenza, ma con troppe regole si aumentano solo i costi, si irrigidisce il sistema e si spinge sempre il mercato verso una direzione univoca, aumentando la volatilità dei titoli”.
vino: economista Montezemolo, in genere investimento sicuro a Winenews, warning Fsa in Gb non riguarda mercato “ufficiale” ... Vino e finanza, un’accoppiata riuscita perché, pure nelle turbolenze quotidiane dei mercati, le aziende enoiche quotate si dimostrano molto più solide di altri settori. Eppure, in Gran Bretagna, la Financial Service Authority (l’organo di controllo chiamato a supervisionare il mercato finanziario inglese) ha proposto di vietare la promozione dei cosiddetti Unregulated Collective Investment Schemes ai piccoli investitori. È quanto nota Winenews, sottolineando che “non si tratta però del mercato “ufficiale”, ma di quel mercato parallelo”. Come spiega allo stesso a WineNews il professor Stefano Cordero di Montezemolo, direttore dell’European School of Economics, “non disponendo di regole e di informazioni sufficientemente strutturate, dovrebbe essere appannaggio solo di chi ha capacità di valutare queste imprese. Va poi ricordato che le aziende inglesi cui si riferisce la Financial Service Authority si occupano di commercializzazione, e non di produzione, per questo potrebbero essere considerate più “volatili” e quindi meno sicure”. L’azione dell’authority britannica, infatti, prende spunto dal recente fallimento di due società, la Beaumont Vintners e la Bordeaux Uk, che hanno fatto perdere ai piccoli risparmiatori circa 3,5 milioni di sterline: “è il segno, purtroppo, della confusione dei mercati - prosegue l’economista - che dopo anni di deregolamentazione non sono stati in grado di trovare sistemi di controllo efficaci. Non è poi così utile chiudere il cancello quando i buoi sono già scappati. Specie perché a rimetterci sono le piccole aziende che non possono certo quotarsi in borsa per cercare la liquidità di cui hanno bisogno per crescere e strutturarsi”. E questo nonostante “il rischio che i mercati finanziari attribuiscono al settore enoico sia ben più basso del mercato azionario nel suo complesso”. Il “warning” della Fsa, quindi, “è comprensibilissimo, perché i mercati non ufficiali sono sempre rischiosi, ma è bene ricordare, anche ai piccoli investitori interessati al mondo del vino, che sui mercati internazionali ci sono molte aziende che hanno “sovraperformato” rispetto all’andamento medio, confermando il settore come un ottimo investimento”.
Turismo: festival del Chianti nella “top 10” di “The Drink Business” è di scena ogni fine maggio a Montespertoli in provincia di Firenze ... C’è anche il “Festival del Chianti” (di scena ogni fine maggio a Montespertoli, in provincia di Firenze), vino italiano tra i più conosciuti al mondo, nella top 10 di “The Drink Business”, secondo quanto riferisce il sito Winenews, che ha messo in fila i migliori festival in giro per il mondo dedicati a Bacco. Momenti di festa e di giubilo, in cui il vino riscopre il suo lato migliore, quello di elemento aggregante e festoso. E se in Spagna si esorcizza il peggior nemico della vite con la “Festa della Filoxera”, anche l’India celebra il nettare di Bacco al “SulaFest”, kermesse all’insegna del vino, del cibo e della musica, nella regione enoica più grande del Paese, il Nasik. Senza dimenticare gli appuntamenti più “classici”, come la “Vienna Wine Hike”, il “Ban des Vendanges” di St. Emilion o la “Batalla del vino” di Haro, in Spagna. Ma il vino, ormai, si festeggia davvero ovunque, dal Sudafrica, dove il “Soweto Wine Festival” è giunto all’edizione n. 8, al vigneto cittadino di Parigi, celebrato con la “Fète des Vendanges” di Clos Montmartre, fino alla “Fète le Vin” di Bordeuax.
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