Grappoli vip: ecco la vigna dei famosi. Cavalli imbottiglierà Chianti. La moda del vino contagia stilisti e star dello spettacolo ... come spiega a www.winenews.it ...
Italia campione: sfida con Francia nel calcio come nel vino ... Il calcio come il vino: la Francia fa soffrire l' Italia, ma finisce per soccombere alla voglia e alla determinazione degli azzurri. Per analogia, il vino francese è ancora un modello, ma quello italiano ha più voglia di affermarsi, tanto che nei mercati internazionali più importanti, come negli Stati Uniti, il vino italiano ha già superato sia in volume che in valore il vino francese, anche se quest'ultimo resta al primo posto nel 'valore aggiunto' in bottiglia (ovvero per i prezzi più alti che riescono a spuntare). A tracciare l'analogia tra il mondo del pallone e quello del vino è Winenews, leggendo anche nel comportamento dei giocatori le caratteristiche dei più noti prodotti nazionali tanto da paragonare il vivace Gianluigi Buffon alle bollicine di un Franciacorta o di un Trento Brut. La difesa granitica di Fabio Cannavaro, una vera e propria sicurezza come quella rappresentata da una buona bottiglia del campano Taurasi, ha arginato un Thierry Henry ispirato, come un grande Champagne millesime. La classe di Zinedine Zidane è immensa (testata a Materazzi a parte), paragonabile solo ai grandi di Bordeaux, ma é il 'ringhio' di Rino Gattuso che ha vinto, autentico e schietto, come lo è un bicchiere di un grande Sangiovese chiantigiano. Le rigorose geometrie di Andrea Pirlo hanno il sapore di una vecchia annata di Barolo, finendo per contrastare con successo l'austera onnipresenza di Patrick Vieira, da giocatore d'altri tempi, come sa essere un vino d'altri tempi un grande Borgogna. Non sono bastati i lampi di Franck Ribéry, in questo molto simile ad un grande Chateauneuf du Pape, contro l'entusiasmo e la freschezza di Fabio Grosso, un vero e proprio Montepulciano d'Abruzzo, capace, come quel vino, di conquistare il successo internazionale a tappe forzate. Da ultimo, Marcello Lippi sapiente condottiero e demiurgo di un gruppo a cui ha saputo trasmettere quella rabbia e quella determinazione, decisive per la vittoria finale. Lo conosciamo come un appassionato estimatore di Brunello di Montalcino, un vino che finisce per assomigliargli in quanto a carattere deciso e per quel tanto di spigolosità che lo fanno uno dei migliori vini al mondo. La vittoria dell'Italia del pallone è stata la vittoria di chi aveva 'piu fame', come ha ricordato lo stesso Lippi, e questa voglia potrebbe essere l'arma segreta anche del mondo del vino italiano, più dinamico e intraprendente di quello francese, spesso troppo arroccato sulle vestigia del proprio glorioso passato. E il successo del calcio azzurro può avere anche una ricaduta diretta su tutto il made in Italy a partire dallo stesso wine & food : non è un ipotesi assurda ipotizzare un incremento d'immagine, ma anche nella vendita dei prodotti enogastronomici italiani, sullo slancio della conquista della Coppa del Mondo.
Passaggio in India per Cotarella ... Classe toscana sulle rive del Gange. Sarà in assoluto il primo enologo italiano a mettere “radici” in India. E’ Riccardo Cotarella, autore di grandi vini del Belpaese, che recentemente è stato chiamato da una grande azienda vinicola indiana per valutare le varie possibilità di iniziare a produrre vino nel Paese asiatico. Come spiegato dallo stesso Cotarella a winenews.it ...
Il Papa diventa sommelier. A nominare Benedetto XVI "sommelier onorario", secondo quanto riporta Winenews, è stata l'Associazione italiana sommelier di Roma che ha consegnato al pontefice il classico tastevin d'argento, simbolo e segno di riconoscimento dei sommelier. Al momento della sua elezione, Papa Ratzinger si definì un "umile servitore nella vigna del Signore" rimarcando in tal modo anche il grande valore culturale e simbolico del vino nella storia cristiana (basti pensare al vino da Messa) e il fatto che l'agricoltura è da sempre la pratica più vicina alle creature del Signore ...
Vino - Toscana, Oscar e nomination ... Di prestigio la nomination a WineNews.it di Alessandro Regoli e Irene Chiari tra i tre migliori siti del settore del primo Premio Veronelli.
Vino: WineNews in lizza per il Premio Veronelli ... WineNews è in lizza insieme a Winespectator e Gambero Rosso per la sezione del premio Luigi Veronelli dedicata ai siti internet. E' quanto si legge in una nota che ricorda come la premiazione del premio, istituito da Class Editori e Veronelli Editore, avverrà domani a Milano. Per il direttore di WineNews Alessandro Regoli, la nomination "é un risultato importante" e "possiamo già fin d'ora considerarla una vittoria".
In estate Prosecco preferito, cresce la voglia di rosé. Sondaggio WineNews-Vinitaly sulle abitudini degli italiani ... Un calice di Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene all'ora dell'aperitivo, un vino bianco rigorosamente made in Italy per una cena a base di pesce e le bollicine di Franciacorta e Champagne per brindare sotto le stelle in discoteca. Ecco la giornata ideale dell'estate per gli amanti del buon bere secondo il sondaggio realizzato sul web da Winenews in collaborazione con Vinitaly ...
Effetto botte - Europa divisa dopo l’apertura di Bruxelles si arroventa il dibattito sul vino «invecchiato» con i trucioli. Se vincerà il «sì» anche i produttori italiani dovranno adeguarsi ... Su posizioni non dissimili è Piero Mastroberardino, presidente di Federvini: «Le produzioni qualificate del made in Italy non sentono sicuramente l’esigenza dei trucioli - ha detto recentemente in un’intervista rilasciata al magazine on line Winenews - ma mirendo conto che possono esserci vini senza un radicamento forte nel territorio, inseriti in un segmento di prezzo più basso, che dall’ultilizzo dei trucioli potrebbero ricevere una spinta competitiva sui mercati d’Oltreoceano, dove i “chips” sono di casa ...
Vino: ad Time Warner produttore Brunello delle star … Racconta che all'estero il suo Brunello è apprezzato da star come Quincy Jones, Bono degli U2, Naomi Campbell ma anche dal vice presidente degli stati Uniti Dick Cheaney. In Italia ha fatto dono del suo vino a Silvio Berlusconi e allo stilista Massimo Ferragamo. E' Richard Parsons, amministratore delegato della Aol Time Warner - gigante americano dei media a capo di marchi come Warner Bros, Cnn, America on Line - recentemente diventato produttore di vino in Italia. A Montalcino, nel senese, Parsons ha infatti acquistato Il Palazzone, in società con il manager svizzero Mario Bollag, una tenuta di 3 ettari che produce ogni anno 4.000 bottiglie di Brunello.
Nel corso di una sua visita a Montalcino Mr. Warner Brothers, come lo chiamano nel paese del Brunello, al sito internet Winenews ha raccontato la sua passione per il nettare di bacco, la voglia di diventare produttore e la sua personale visione del vino. "Amo molto il vino, soprattutto i rossi italiani. E tra questi il mio preferito è il Brunello. Ecco perché ho acquistato questa tenuta a Montalcino al motto "Beviamo tutto quello che possiamo, e vendiamo - spiega - il resto. Una parte del vino lo regalo poi ai miei amici con Bono, Naomi Campbell, Dick Cheaney oltre a molti membri del Congresso a Washington".
Richard Parsons racconta di aver iniziato a conoscere il vino "grazie agli insegnamenti di un maestro d' eccezione, Nelson Rockfeller che amava in particolare i francesi, soprattutto i Bordeaux. Io invece preferisco gli italiani". Tra questi ci sono il Brunello, i Supertuscan, soprattutto il Sassicaia e il Solaia, ma anche il Chianti Classico e il Cannonau di Sardegna. Quanto al futuro del vino italiano nel mondo Parsons ritiene che "stia ancora attraversando una fase di transizione. Adesso però è assolutamente importante far conoscere negli altri Paesi, in particolare negli Stati Uniti, anche le denominazioni e i territori meno famosi. Nessuno in America ha la minima idea di cosa siano i vini siciliani, o pugliesi. I piccoli produttori - aggiunge - devono unire le proprie forze, fare massa, e puntare con campagne pubblicitarie mirate".
E per i progetti futuri a Montalcino, Mr Parsons lancerà a febbraio 2007 un nuovo vino "un grande Supertuscan, che nasce da una collaborazione tra Il Palazzone e Tenuta Terra al Sole. Sarà - spiega - un uvaggio di Cabernet Franc e Sangiovese che si chiamerà 'Lorenzo e Isabella', dal nome dei miei genitori".
Le botti mettono il vestito della festa. Il 28 maggio 1.000 cantine accolgono un esercito di appassionati. L'evento è un impulso per l'enoturismo italiano e porta nei territori di produzione oltre 1 milione di consumatori e curiosi ... Godere della vista dei vigneti dall’alto di una mongolfiera, divertirsi ad uno spettacolo di burattini, pedalare tra le vigne accanto ad un campionissimo come Moser, ammirare auto d’epoca che sfrecciano su stradine polverose, immergersi nella musica classica o ammirare mostre d’arte: il tutto degustando un calice di vino. Questo e molto altro si potrà fare domenica 28 maggio quando un migliaio di cantine di tutt’Italia apriranno le porte per accogliere quanti desiderano conoscere più da vicino il mondo del vino e respirare i profumi particolarissimi delle sale dove esso riposa e s’affina.
Cantine aperte, l’evento che ha dato impulso all’enoturismo in Italia, porterà nei territori del vino un milione di consumatori. Un successo che si deve innanzitutto alla curiosità che si è creata per questo prodotto e per tutto quanto ruota intorno ad esso: spesso è proprio il vino il motivo che spinge ad andare alla scoperta di un territorio e delle sue ricchezze, siano esse paesaggistiche, architettoniche, archeologiche, artistiche, gastronomiche.
“A questo si affianca il desiderio di conoscere meglio cosa c’è dietro alla propria bottiglia preferita, conoscerne il produttore, sapere come nasce quel vino - spiega Chiara Lungarotti, neopresidente del Movimento del turismo del vino (www.movimentoturismovino.it, tel. 0432/26339), organizzatore dell’evento che coinvolge tutt’Italia- Dal canto suo il produttore deve preparare un’accoglienza sempre più “professionale”, attenta e organizzata, che metta a proprio agio chi sceglie di entrare in casa sua portando poi con sé il ricordo di una bella esperienza che non coinvolge solo il prodotto vino, ma l’intero territorio nel suo complesso. E’ importante che l’approccio del produttore sia rigoroso: quello di Cantine aperte deve essere un momento di avvicinamento del consumatore al nostro mondo che può svolgersi in due tempi: prima la parte “seria”, quella della visita alla cantina e della degustazione guidata e attenta del prodotto, poi quella festosa, allietata da assaggi golosi di prodotti tipici e da spettacoli e proposte di diverso genere”. Se oggi il turismo del vino coinvolge 4 milioni di persone si deve dir grazie all’impulso delle aziende socie del Movimento del turismo del vino impegnate da tempo nella valorizzazione dei loro territori, nella trasmissione delle loro conoscenze e della cultura dell’accoglienza in cantina, tutti i giorni.
“Certamente, siamo nella fase iniziale di sviluppo di un settore che ha potenzialità di crescita evidenti e straordinarie - continua Chiara Lungarotti, titolare con la sorella Teresa dell’ omonima cantina di Torgiano, in Umbria, che si affianca ad un affascinante relais, ad un ottimo ristorante e ad un prezioso museo del vino - Oggi il mix composto da vignaiolo, vino e territorio rappresenta il vero valore aggiunto, essenziale affinché si sviluppi la consapevolezza sul ruolo economico che nel nostro Paese può avere il turismo del vino di qualità”.
L’enoturismo è in una fase cruciale: non è più agli inizi, ma non è ancora un sistema compiuto: è una galassia con grandi disparità che deve crescere nell’offerta territoriale di qualità. Le cantine aprono le porte ai turisti per farli avvicinare alla cultura enologica, coinvolgendoli in degustazioni, mostre, eventi e spettacoli: ma da fenomeno spontaneo il turismo del vino deve ora diventare un prodotto vero e proprio, con strategie promozionali definite e precisi criteri di qualità dei pacchetti e dell’ospitalità. Da un sondaggio realizzato da www.winenews.it (tra i siti di informazioni sul vino più cliccati) è emerso che il turista del vino spende in media 200 euro per ogni week end, volentieri acquista bottiglie di qualità e sa riconoscere i buoni produttori e anche la qualità dell’accoglienza e del contesto che visita, non gradisce l’improvvisazione ed è convinto che ancora molto resti da fare.
Importanti, a tutt’oggi, gli investimenti effettuati in molte cantine: la ristrutturazione a fini turistici ha interessato oltre il 20% delle aziende, percentuale che, nelle aree più prestigiose, sale al 90%. D’altra parte, il business del turismo del vino è stimato intorno agli 1,8 miliardi di euro (3.500 miliardi di vecchie lire). Sistema indispensabile per la salvaguardia dell’ambiente e delle attività rurali, diventa una reale opportunità di lavoro e d’impresa, se è vero che nei prossimi anni si stimano investimenti da parte delle aziende per 500 milioni di euro (stime del Censis) e la creazione di 20 mila nuovi posti di lavoro.
Autore: Barbara Amati
Multimedia - www.winews.tv , la webtv dedicata al vino ... Una webtv interamente dedicata al vino: www.winenews.tv. Servizi brevi, spot, che offrono un viaggio nel territorio alla ricerca di produttori ma anche di curiosità, novità e tendenze: come il profumo di Sangiovese, lanciato dall’azienda Cesari di Castel San Pietro, Bologna.
Interviste, eventi, personaggi, sondaggie prove sul campo: il sito, curato da Paolo De Cristofaro e Antonio Boco, è il nuovo fronte hitech su cui si è ampliato www.winenews.it, il portale del vino fondato da Irene Chiari e Alessandro Regoli, compagni nella vita e nel lavoro. La sede dell’attività parla da sola: Montalcino, la patria del Brunello: nella vecchia soffitta di casa, ristrutturata la redazione hitech, in cantina etichette che fanno la storia del vino italiano. Winenews.tv, che ha debuttato il 6 aprile dal Vinitaly, presenta filmati che non superano i due minuti.
Reportage spot, veloci, non si vuole infatti competere con i programmi dei grandi network dedicati all’enogastronomia, ma riuscire a dare in tempo reale una videonotizia rilevante, con qualunque mezzo a disposizione. «Il nostro obiettivo ha spiegato alla stampa Paolo De Cristofaro è fornire un plus agli enonauti, là dove un’immagine o un video possono dare un valore aggiunto ad una notizia rispetto alla parola scritta. Alcuni video potrebbero avere una qualità inferiore rispetto a quelli che siamo abituati a vedere in tv, ma l’effetto amatoriale ricrea una situazione più viva ed immediata, donando allo spettatore una sensazione di coinvolgimento».
Dal cellulare alle videocamere, la webtv sul vino sfrutta le più moderne tecnologie. Una webtv interattiva: gli enonauti, infatti, avranno la possibilità di diventare reporter, inviando i propri video catturati, magari col cellulare, durante un viaggio, una visita in una cantina, un incontro con un produttore.
Vino & polemiche - Leviamo il tappo ai divieti. Le proposte di Gianni Zonin per battere la concorrenza. Dai trucioli di legno all’impiego di acqua e zucchero: il più grande produttore italiano preme per introdurre pratiche di cantina che consentono di arginare l’avanzata di Australia, Usa e Sud America ... “Meno vincoli normativi. E’ l’unica soluzione per consentire al “made in Italy” vitivinicolo di vincere nella competizione con i Paesi emergenti. Serve un atteggiamento più laico nei confronti delle tecniche di produzione”. Gianni Zonin è il più grande produttore italiano di vino. Il suo gruppo conta 11 tenute e oltre 1.800 ettari di vigneti. Una fucina verde da cui escono ogni anno più di 20 milioni di bottiglie. Zonin è anche uno degli uomini più potenti in questo settore. O almeno questo è il modo che gli è stato attribuito dalla speciale classifica elaborata dal magazine on line “WineNews”, che ha ricostruito una sorta di mappa del “potere” del mondo vitivinicolo. Il nome dell’imprenditore è in cima alla piramide dei personaggi che “orientano le scelte politiche del mondo del vino” ...
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