Vino: WineNews, Unipol investe a Montalcino sul Brunello Acquisto di 12 ettari che vanno ad aggiungersi ai 26 de “La Poderina” ... L’appeal della terra del Brunello continua a “mietere vittime” d’eccellenza. Questa volta, riferisce il sito WineNews.it, è il turno di Unipol, che effettua il suo primo investimento viticolo proprio a Montalcino, acquisendo 12 ettari di vigneto, che vanno ad aggiungersi ai 26 de “La Poderina”, la tenuta Saiagricola di una delle denominazioni più importanti del Bel Paese enoico. I 12 ettari, di proprietà di Roberto Bellini (Podere Brizio), oggetto dell’investimento, che sarebbero stando ai rumors appena entrati nella “galassia” Saiagricola, accrescerebbero un vero e proprio “impero” viticolo (composto da 5.000 ettari, di cui 300 vitati e divisa tra La Poderina a Montalcino, la Fattoria del Cerro a Montepulciano e la Tenuta di Monterufoli a Pisa, in Toscana; Colpetrone a Montefalco e Montecorona ad Umbertide, in Umbria; Tenuta L’Arbiola, in Piemonte), ieri di Fondiaria-Sai, oggi di Unipol, dopo la fusione tra l’ex gruppo della famiglia Ligresti e quello bolognese, che ha dato vita ad UnipolSai. Investimenti strategici anche per la nuova proprietà Unipol, a ben guardare, visto che, di questi tempi, terreni, per giunta coltivati a vigneto, e solide mura, restano asset importanti anche (o soprattutto) per chi lavora con l’alta finanza.
Vino: D’Alema diventa produttore con Cabernet “Sfide” WineNews, 3 mila bottiglie da vigneti della sua tenuta in Umbria ... Esordio di Massimo D’Alema nel mondo enologico con il suo primo vino “Sfide”, Cabernet Franc in purezza prodotto in 3 mila bottiglie proveniente dai vigneti della tenuta acquistata nel 2009 in Umbria. Il debutto, fa sapere WineNews, è avvenuto oggi nell’ambito della presentazione del progetto “Wine research team”, di cui l’azienda di D’Alema fa parte. “Sono passato dalla passione alla produzione di vino - ha dichiarato il politico a WineNews - ma senza velleità di diventare un grande produttore”. Una produzione che proseguirà con il “NarnOt”, taglio bordolese il cui nome è una crasi tra Narni e Otricoli, le località tra le quali si trova la cantina dalemiana e il brut “Nerose”, bollicina a base di Pinot Nero.
Vino: WineNews, Unipol investe a Montalcino Rumors sito, avrebbe acquistato 12 ettari in terra Brunello ... Primo investimento viticolo di Unipol a Montalcino: è quanto riferisce il sito WineNews. In base ai “rumors”, spiega WineNews in una nota, il gruppo bolognese avrebbe acquistato in terra di Brunello 12 ettari di vigneto di proprietà di Roberto Bellini (Podere Brizio). Un investimento che andrebbe ad arricchire l’“impero” viticolo, spiega sempre WineNews, “ereditato” da Unipol in seguito alla fusione con Fondiaria Sai. A Montalcino il nuovo investimento andrebbe ad aggiungersi ai 26 ettari della tenuta La Poderina, facente parte della “galassia” Saiagricola. Quest’ultima complessivamente comprende 5.000 ettari, di cui 300 vitati, divisi in Toscana tra La Poderina a Montalcino, la Fattoria del Cerro a Montepulciano e la tenuta di Monterufoli a Pisa, in Umbria tra Colpetrone a Montefalco e Montecorona a Umbertide e ancora in Piemonte con la tenuta L’Arbiola.
Vino: WineNews; nel 2013 vendemmia ricca nel sud del mondo record di sempre in Sudafrica, +28% in Argentina ... Bilancio più che positivo per la vendemmia 2013 dell’emisfero australe: il Sud Africa celebra una raccolta da record, 1,5 milioni di tonnellate d’uva, il massimo mai registrato nella sua storia, mentre l’Argentina fa segnare un più 28% sul 2012. A rivelarlo è un’analisi di WineNews sulle stime fornite dal South Africa Wine Industry Information and Systems e dall’Instituto Nacional de Vitivinicultura. Nel Paese africano il 2013 verrà ricordato a lungo come anno da guiness dei primati, con una crescita della produzione totale del 5,4% sul 2012 e del 4,6% sul 2008, anno del precedente record. Dati incoraggianti anche per l’Argentina, che si scrolla di dosso l’annata 2012, la seconda peggiore della sua storia in termini quantitativi, con un aumento della raccolta del 28%, per un totale di 2,85 milioni di tonnellate d’uva. Il 69% arriva dalla Regione di Mendoza (+33%), la più famosa e rappresentativa, e il 24,9% da San Juan (+21,6%), la seconda zona di produzione del Paese.
Vino: WineNews-Vinitaly, regione più enoturistica è Toscana ... Vino che ami territorio che vai ? è Bacco il medium per eccellenza del turismo nel Belpaese, il prodotto che più veicola l’immagine del territorio, primo fattore dell’offerta enogastronomica che spinge il turista verso le mete del Belpaese, secondo il 46% dei wine lovers. La regione italiana più legata al vino? Gli eno-appassionati “incoronano” la Toscana, seguita dal Piemonte e, a pari merito, sul podio, salgono la Sicilia e il Veneto. Mentre è il Barolo a battere tutti sull’interpretazione del terroir, e l’argento e il bronzo vanno in Toscana, con il Brunello di Montalcino e il Chianti Classico. Lo dice un sondaggio di WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly (www.vinitaly.com), appuntamento enologico di livello internazionale, in vista di “Cantine Aperte” (il 26 maggio in 1.000 cantine d’Italia), a cui hanno risposto 1.589 “enonauti”, ovvero appassionati già fidelizzati al mondo del vino e del web. Arrivata la bella stagione, e in vista di uno degli appuntamenti più attesi del mondo del vino che fa proprio il legame fra Bacco e territorio, e mette in mostra il vino direttamente nei suoi luoghi di produzione, “Cantine Aperte”, promosso dal Movimento Turismo del Vino, un modo che rafforzare nell’immaginario collettivo quanto sia importante e reciproco il connubio fra il nettare e il suo terroir e quanto l’uno evochi l’altro. E, a sottolineare questo rapporto, è il fatto che il vino è per la maggioranza degli amanti del buon bere (46%) il medium per eccellenza di un territorio, primo fattore fra l’offerta wine & food che spinge il turista verso un territorio, prima della gastronomia (35%) e dei prodotti agroalimentari (19%). In una classifica più ampia fra i fattori più attrattivi non è al primo posto, ma non scende dal podio: al top l’ambiente e il paesaggio (30%), seguito da arte, storia e cultura (20%) e sul terzo gradino il vino, il fascino delle bottiglie di qualità e l’atmosfera delle cantine (18%). Poi la gastronomia tipica di ristoranti ed osterie (13%), i prodotti agroalimentari (7%), a pari merito gli eventi culturali e quelli enogastronomici (5%) e, infine, l’artigiano d’arte (2%), tutti fattori comunque fondamentali che concorrono al successo e alla particolarità dell’enoturismo italiano. Bacco, quindi, è uno dei protagonisti dell’offerta turistica di un territorio, uno degli artefici della sua identità, e il loro legame sta anche nel fatto che spesso l’uno evoca nella mente del turista l’altro, un rapporto biunivoco che vede zone eno-turistiche dal brand forte e ben consolidato nel tempo primeggiare su altre che stanno emergendo. Infatti, il territorio italiano che secondo la maggioranza dei wine lovers (37%) è più legato al vino è la Toscana, patria di grandi rossi d’Italia, e nel particolare la zona di Montalcino, terra madre del Brunello, e del Chianti, un "evergreen" del turismo, il cosiddetto Chiantishire che in se racchiude tutti i valori di quel territorio famoso nel mondo per il suo vino e per le colline vitate e il paesaggio che richiama. Al secondo posto, un’altra regione simbolo del vino e dell’eno-turismo made in Italy, il Piemonte (34%, in particolare le Langhe), seguito a pari merito dal Veneto (Soave, Valpolicella e Valdobbiadene-Conegliano) e dalla Sicilia (Etna, Marsala, Vittoria). Tra gli altri territori segnalati dagli enonauti, troviamo, nell’ordine, il Trentino, il Friuli Venezia Giulia (Collio), la Lombardia (Franciacorta) e la Puglia (Salento) ? . E se, invece, capovolgendo la domanda, si parla del vino che più racconta il proprio terroir? è il Barolo a battere tutti sull’interpretazione, secondo il 24% degli amanti del buon bere, e quindi ancora una volta c’è il Piemonte nella classifica, e sul podio si conferma anche la Toscana, che si aggiudica il secondo e terzo posto con il Brunello di Montalcino (14%) e il Chianti Classico (13%).
Vino: WineNews; Bacco medium del turismo, Toscana al top. Barolo, Brunello e Chianti vini che più raccontano il terroir ...Vino che ami territorio che vai: secondo il 46% degli eno-appassionati è la ricerca del buon calice il fattore che più incide sulle scelte delle mete turistiche nel nostro Paese, davanti alla gastronomia (35%) e ai prodotti agroalimentari (19%). A testimoniarlo è un sondaggio condotto da WineNews e Vinitaly, che incorona la Toscana, seguita da Piemonte e, a pari merito, Sicilia e Veneto, come regione italiana più legata al vino. La classifica cambia se si considera l’interpretazione del terroir, con Barolo davanti a Brunello di Montalcino e Chianti Classico. Il sondaggio, a cui hanno risposto 1.589 enonauti, è stato effettuato alla vigilia di Cantine Aperte (26 maggio), l’appuntamento enologico promosso dal Movimento Turismo del Vino che permette agli appassionati di assaporare i calici direttamente dal produttore. Del resto il vino, il fascino delle bottiglie e l’atmosfera delle cantine rappresentano il terzo criterio (18%) di attrattività di una meta turistica nel suo complesso, alle spalle dell’ambiente (30%) e dell’arte e cultura (20%) e davanti alla gastronomia (13%), ai prodotti agroalimentari (7%), agli eventi culturali ed enogastronomici (5%) e all’artigianato (2%). Tra i territori che, secondo gli appassionati, hanno saputo fare brand, spicca la Toscana (37%), patria dei grandi rossi d’Italia, e in particolare la zona di Montalcino. Al secondo posto, il Piemonte (34%), in particolare le Langhe, seguito a pari merito dal Veneto e dalla Sicilia. Segnalati anche il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia e la Puglia.
Vino: WineNews, Christie’s apre prima divisione di real estate ... Il business del vino, nel mondo, tira, e in tanti cercano di sfruttarne l’appeal. Chi, secondo il sito WineNews, puntando sui grandi capitali, chi sulla passione dei collezionisti, e chi sul mass-market, coinvolgendo i consumatori dal basso. Della prima “filosofia” è paradigmatica l’ultima esperienza della casa d’aste Christie’s, che ha aperto, ad Hong Kong la sua prima divisione di “real estate” specializzata nella consulenza per l’acquisto di cantine (www.christiesrealestate.com/eng/vineyards), puntando decisamente sui ricchi asiatici e cinesi in particolare. Che stanno comprando soprattutto a Bordeaux: come ricorda “The Drink Business”, nel 2011 su 35 chateaux venduti, 21 sono andati ai cinesi, e nel 2012 23 su 37. Un trend che non si arresta: è di pochi giorni la notizia dell’acquisto di Chateau La Fleur Jonquet da parte dell’architetto cinese Wengcheng Li (che ha già Chateau La Dominante e Chateau Lucas). Ma c’è anche chi focalizza il suo business su chi investe in bottiglie, come il celebre Liv-Ex (www.liv-ex.com), che con i suoi indici è diventato il benchmark mondiale delle quotazioni delle grandi bottiglie, soprattutto bordolesi, ma non solo (c’è anche un indice tutto dedicato ai Supertuscan, per esempio), che ora, per i suoi abbonati, ha lanciato un servizio che permette di comparare in pochi click le performance degli indici enoici (ma anche di una singola bottiglia o cantina) con quelli dei principali indici di borsa mondiali, dal Dow Jones al Cac 40, dall’S&P 500 al Nikkei, e anche dell’oro. E così gli investitori potranno decidere con più facilità come comporre il loro “portafoglio titoli”. Il business del vino, però, è soprattutto di mercato di massa. Sul quale punta Tesco, gruppo n. 3 al mondo della gdo, che ha appena lanciato un sito di e-commerce, Tesco Wine Co-buys (www.tesco.com/wine/zone/default.aspx?name=co-buys), che premia la socialità dell’acquisto di vino sfuso (bag in box) dando potere al consumatore, da ogni punto di vista. Come per altre iniziative simili, il prezzo scende all’aumentare del numero dei partecipanti all’acquisto, ma con due importanti innovazioni: gli acquirenti possono scegliere un prezzo massimo da non superare, e poi il “capofila”, che promuove l’azione d’acquisto sui social, viene premiato con una cassa di vino in regalo se riesce ad aggregare un grande numero di acquirenti. Perché le vie dell’eno-business sono infinite
Vino: è business a tutto campo, coinvolti Christie’s, Tesco WineNews, anche da finanza sofisticati servizi quotazioni ... Il business del vino tira e in tanti cercano di sfruttarne l’appeal. Chi, secondo il sito WineNews.it, puntando sui grandi capitali, chi sulla passione dei collezionisti, e chi sul mass-market, coinvolgendo i consumatori dal basso. Della prima ’filosofià è paradigmatica l’ultima esperienza della casa d’aste Christie’s, che ha aperto, ad Hong Kong la sua prima divisione di “real estate” specializzata nella consulenza per l’acquisto di cantine (www.christiesrealestate.com/eng/vineyards), puntando decisamente sui ricchi asiatici e cinesi in particolare. Che stanno comprando soprattutto a Bordeaux: come ricorda “The Drink Business”, nel 2011 su 35 chteaux venduti, 21 sono andati ai cinesi, e nel 2012 23 su 37. Ma c’è anche chi focalizza il suo business su chi investe in bottiglie, come il celebre Liv-Ex (www.liv-ex.com), che con i suoi indici è diventato il benchmark mondiale delle quotazioni delle grandi bottiglie, soprattutto bordolesi. Ma non solo (c’é anche un indice tutto dedicato ai Supertuscan, per esempio), che ora, per i suoi abbonati, ha lanciato un servizio che permette di comparare in pochi click le performance degli indici enoici (ma anche di una singola bottiglia o cantina) con quelli dei principali indici di borsa mondiali, dal Dow Jones al Cac 40, dall’S&P 500 al Nikkei, e anche dell’oro. E così gli investitori potranno decidere con più facilità come comporre il loro portafoglio titoli. Il business del vino, però, è soprattutto di mercato di massa. Sul quale punta Tesco, gruppo n. 3 al mondo della gdo, che ha appena lanciato un sito di e-commerce, Tesco Wine Co-buys (www.tesco.com/wine/zone/default.aspx?name=co-buys), che premia la socialità dell’acquisto di vino sfuso (bag in box) dando potere al consumatore. Come per altre iniziative simili, il prezzo scende all’aumentare del numero dei partecipanti all’acquisto, ma con due importanti innovazioni: gli acquirenti possono scegliere un prezzo massimo da non superare, e poi il “capofila”, che promuove l’azione d’acquisto sui social, viene premiato con una cassa di vino in regalo se riesce ad aggregare un grande numero di acquirenti
Vino: a Hong Kong il 25 maggio asta delle migliori bottiglie italiane battuta da Zachys per la prima volta con Vinitaly International ... 3 bottiglie di rarissimo Acinatico 1928 di Bertani a 12.000 dollari, 6 “3 litri” di Costa Russi, Sorì San Lorenzo e Sorì Tildin di Angelo Gaja a 6.500; 18 bottiglie di Solaia Antinori a 4.600 dollari, come le 48 bottiglie di Barolo Santo Stefano Giuseppe Mascarello (2005, 2006, 2007 e 2008), 18 bottiglie di Barolo Riserva Borgogno a 3.600: ecco, come riferisce WineNews, alcuni top lot della “Hong Kong’s Finest Italian Wine Auction”, di scena il 25 maggio, in quella che oramai è la capitale mondiale delle aste enoiche, battuta da Zachys, per la prima volta in collaborazione con Vinitaly International. In catalogo tante chicche: dalle Riserve di Brunello di Montalcino Biondi Santi (dal 1985 al 1998) alle miniverticali di Sagrantino di Montefalco 25 Anni Caprai (2003-2008), o di Barolo Santo Stefano Giuseppe Mascarello (2005-2008), ma anche grandi formati come la 18 litri di Mormoreto 2007 Frescobaldi, o la 9 litri Vigna l’Apparita 2005 Castello di Ama. E per chi non potrà essere ad Hong Kong, c’è la possibilità di seguire l’asta e piazzare offerte anche on line.
Vino: WineNews, Lvmh pronta a lanciare le bollicine “made in India” nel 2014 sarà completata la cantina nella regione di Nashik ... Difficile, tra dazi altissimi e barriere doganali, sfondare nel mercato dell’India, per i produttori di vino del mondo. Eppure, riferisce WineNews, è uno dei mercati con le più grandi potenzialità, a detta di tanti analisti. E allora c’è chi ha deciso di “aggredirlo” dall’interno, come la griffe del lusso Moet-Hennessy (Lvmh) che, come riportato da “Decanter”, ha tra i suoi piani quello di produrre bollicine “made in India”. Il gruppo francese sta completando i lavori per la realizzazione della cantina nel Nashik, nella regione di Dindori (fine prevista nel 2014), con 19 ettari piantati nel 2011, a Pinot Nero, Chenin Blanc e Chardonnay, che dovrebbero garantire una capacita produttiva di 50.000 casse all’anno. Il tutto per abbattere i prezzi e iniziare ad aprire il mercato degli sparkling wine, che in un Paese che conta 1,4 miliardi di abitanti come l’India è praticamente inesistente, visto che nel 2012, secondo i dati di International Wine and Spirit Research, si è attestato a 94.000 casse.
Vino: griffe francese Moet produrrà bollicine “made in India” WineNews, 50mila casse anno per entrare in mercato ... Produrre bollicine “made in India” per aggredire “dall’interno” questo mercato difficile, tra dazi altissimi e barriere doganali, ma dalle enormi potenzialità. È quanto ha deciso di fare la griffe del lusso francese Moet-Hennessy (Lvmh) che, come riporta WineNews, sta completando i lavori per la realizzazione della cantina nel Nashik nella regione di Dindori operativa nel 2014. Per sfondare nel mercato indiano il gruppo francese ha piantato un paio di anni fa 19 ettari a Pinot Nero, Chenin Blanc e Chardonnay, che dovrebbero garantire una capacità produttiva di 50 mila casse all’anno. Il tutto per abbattere i prezzi e iniziare ad aprire il mercato degli sparkling wine che, in un Paese che conta 1,4 miliardi abitanti come l’India, è praticamente inesistente, visto che nel 2012, secondo i dati di International Wine&Spirit Research, si è attestato a 94 mila casse.
Vino: cresce il mercato italiano negli Usa, +10,7% da inizio anno per gli esperti c’è un potenziale di crescita come non mai da 30 anni ... Il vino italiano resta leader negli Usa. Non solo, per l’Italia, un avvio di 2013 scoppiettante, con il +10,7% in quantità e il +14,2% in valore nei primi due mesi, come dicono i dati dell’Italian Wine and Food Institute, citati da Winenews. Negli States le cose sembrano andare bene, soprattutto in prospettiva, in diversi canali distributivi. Secondo Brian Crouser, Managing Director E J Gallo Winery, top player sul mercato Usa, per esempio, nei convenience store che possono vendere vino, ce’ un potenziale di crescita che non si era mai visto negli ultimi 30 anni, soprattutto grazie alla generazione dei cosiddetti “Millenials”. Dalle rilevazioni dell’istituto “Restaurant Sciences”, i prezzi al consumo del vino sono cresciuti costantemente negli ultimi 6 mesi, soprattutto nel segmento “Family Dining”, a +8% (e il cui cliente tipo ha tra i 25 e i 49 anni, e un reddito tra i 40.000 e i 60.000 dollari). E ancora, in Usa, l’indice sulla fiducia e sulle intenzioni di spesa dei consumatori monitorato da Nielsen e’ cresciuto di due punti nei primi 3 mesi del 2013.
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