planeta

Il Meglio dell'Edicola

07 Dicembre 2016, ore 10:07

ITALIA OGGI
Sulla via del vino ... Si chiama Italian Wine Channel, coinvolge i partner pubblici come i ministeri dello sviluppo economico e delle politiche agricole e lIce, e rappresenta uno dei pezzi forti del Piano industriale filiera wine della neonata Veronafiere spa. il nuovo progetto triennale di promozione del vino italiano nel mercato cinese, presentato ieri nella nuova sede di Vinitaly International a Verona nellambito del wine2wine. In Cina, il vino italiano potr finalmente essere rappresentato da un soggetto unitario forte e aggregatore del sistema sia istituzionale che produttivo, ha spiegato Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere spa, che ha specificato come tra le principali iniziative progettuali ci siano quelle sulleducation, per una promozione efficace della cultura del vino italiano in Cina e sulla digital information, attraverso i social e il web. Inoltre, ha aggiunto Mantovani, Italian Wine Channel diventer il soggetto promotore di eventi b2b, come Vinitaly China Chengdu e Vinitaly China Road Show, e anche di eventi b2c per il potenziamento delle-commerce attraverso una piattaforma crossmediale dei principali canali di vendita online. Tra le novit spiccano lo Giovanni Mantovani sviluppo in Cina del forum sul business del vino, wine2wine, e gli eventi focus dedicati alle nuove produzioni italiane a forte carattere distintivo (vini biologici e artigianali). Il progetto rientra nel Piano industriale di Veronafiere spa che prevede 94 milioni di euro di investimenti da qui al 2020. Il volume daffari obiettivo al 2020 dellintero piano industriale di 113 milioni di euro con un Ebitda di 21,9 milioni di giuro (pari al 19% dei ricavi) e un cagr previsto a +17% annuo. Se per il capitolo investimenti infrastrutturali prevede una spesa per 71,7 mln di giuro, specie sul fronte della logistica e dellInformation technology, sul versante delleventistica il tesoretto ammonta a circa 22 min di euro; di queste risorse una buona parte sar Maurizio Danese concentrer sul vino. Alla presentazione del piano industriale vino della nuova spa espositiva scaligera sono intervenuti anche Sandro Boscaini, presidente Federvini, Antonio Rallo, presidente Unione Italiana Vini, Piergiorgio Borgogelli, direttore generale Ice e Andrea Maria Nicola Costa, responsabile Marketing IT infrastructures & service. Con Vinitaly, ha aggiunto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere spa, il settore potr fare un nuovo salto di qualit nellinternazionalizzazione, specie nei paesi asiatici, dove paghiamo sia il ritardo storico nei confronti del nostro principale competitor, sia gli accordi bilaterali che hanno notevolmente favorito la crescita di Australia e Cile in Cina.
Autore: Giovanni Bucchi


05 Dicembre 2016, ore 10:22

CORRIERECONOMIA - CORRIERE DELLA SERA
La nostra cantina lunga come lItala Tommasi e le sue tenute, dal Veneto fino a Puglia e Basilicata ... Mescolare affetti familiari e business un esercizio complesso che richiede abilit particolari. Perch bisogna tenere in equilibrio contabilit e rapporti personali. Quando, per, loperazione riesce, i risultati positivi non mancano. Come accade alla famiglia Tommasi, proprietaria dellomonima societ vitivinicola veneta, che nel 2015 ha registrato un giro daffari di 26 milioni, con un incremento del 5% rispetto allanno precedente. Inoltre le previsioni sul 2016 annunciano unulteriore crescita dei ricavi del 7,5% e 3,2 milioni di bottiglie di vino prodotte grazie a sei tenute agricole sparse tra Veneto, Lombardia, Toscana, Puglia e Basilicata, che realizzano lAmarone della Valpolicella, Pinot nero, Brunello di Montalcino, Rompicollo, Dionysos Primitivo e Don Anselmo. Etichette che contribuiscono a realizzare un fatturato ottenuto al 90% attraverso lexport in 70 paesi. In particolare Stati Uniti, Canada, paesi scandinavi, Germania, Svizzera, Cina e Giappone. Il principale obiettivo - racconta Dario Tommasi, presidente - trasmettere il nostro Dna a ognuna delle tenute che abbiamo acquisito in giro per lItalia. Significa che puntiamo soprattutto sulla qualit dei prodotti e sul rispetto della natura. Ecco perch contiamo, entro cinque anni, di realizzare una produzione biologica. Ci sono, per, altre caratteristiche che non semplice trovare. Se lattivit vitivinicola, sorta nel 1902, giunta alla quinta generazione - spiega Tommasi - perch la nostra famiglia fa tesoro di una riflessione fondamentale: non c successo che duri nel tempo senza la passione per il proprio lavoro e lumilt. Doti che vanno abbinate al rispetto degli impegni presi con il mondo creditizio. Quelle risorse finanziare necessarie per far partire nuovi progetti imprenditoriali. Crediamo molto nello sviluppo dei mercati asiatici - continua Tommasi -. Oggi rappresentano l8% delle nostre esportazioni ma pensiamo che possano crescere ulteriormente. Ne siamo cos convinti che abbiamo deciso di assumere un export manager italiano che possa operare con efficacia in quellarea. Anche se non facile competere con le aziende francesi del settore che da molti anni hanno consolidato i rapporti commerciali con Cina e Giappone. Gli investimenti, per, non si fermano di certo qui. Nei prossimi tre anni - aggiunge Tommasi - impiegheremo risorse secondo le necessit delle tenute: dal reimpianto di alcuni vigneti allaumento della capacit daffinamento dei vini. Progetti che sottolineano unattivit senza soste. Chi ci cerca - conclude Dario Tommasi - sa dove trovarci. Vigne e cantine sono il nostro habitat naturale.
Autore: Michele Avitabile


05 Dicembre 2016, ore 10:21

CORRIERECONOMIA - CORRIERE DELLA SERA
Moda e Vino. Milano e la Cina sono pi vicine ... Dopo le prime mosse di avvicinamento allExpo di Milano, in sordina continuato il lavoro di raccordo tra Il distretto detta moda e dello shopping della metropoli cinese con il carr dor dei lusso nel capoluogo lombardo. Obiettiva avviare collaborazioni e partnership sullasse Milano-Shanghai sul fronte del fashion e del business di alta gamma. E il primo risultato concreto, la prima collaborazione per contribuire ad attrarre sempre pi shopper cinesi nel quadrilatero tra via Montenapoleone e via della Spiga, si concretizzer dopo lestate 2017 quando sar esportato a Shanghai il format di successo della Vendemmia di Via Montenapoleone (che ogni autunno apre le porte delle boutique per eventi di co-marketing con il mondo del vino made in Italy. Al progetto Vendemmia Shanghai 2017 sta lavorando il presidente dellAssociazione via Montenapoleone, Guglielmo Miani che ha incontrato in Cina in questi giorni la controparte cinese, Zhu Peiliang, presidente del distretto Jingan Nanjing Road Comniercial Enterprises Association in partnership con il neonato Italy-China Fashion creative Council il cui capofila Stefano Mologni che ha appena debuttato in occasione della prima edizione del Salone del Mobile, Milano-Shanghai. La prima edizione della Vendemmia di via Napoleone in trasferta cinese, che sar realizzata in collaborazione anche con il Comitato Grandi Cru ditalia, si svolger probabilmente alla fine del prossimo anno, tra ottobre e novembre. E interesser non solo Shanghai ma anche la capitale, Pechino, con lintento di presentare ai consumatori cinesi il meglio del vino italiano.
Autore: Enrica Roddolo


04 Dicembre 2016, ore 12:22

CORRIERE DELLA SERA
I migliori vini dItalia (e la sorpresa delle coop) ... Esce Sting, entrano due coop, Produttori del Barbaresco e Cantina di Santadi. Gli americani di Wine Spectator, la rivista di settore pi influente al mondo, hanno scelto le migliori 104 cantine dItalia e i loro vini. la lista di OperaWine 2017, levento che aprir, per la sesta volta, il Vinitaly di Verona nellaprile prossimo. Venti i nuovi ingressi di 12 regioni, alcuni avevano gi partecipato anni fa, altri sono debuttanti. Tra gli esclusi, oltre alla rockstar del Palagio, c Oscar Farinetti, il patron di Eataly e della cantina barolista Mirafiore. Lindustria italiana del vino molto dinamica - spiega Tom Matthews, direttore di Wine Spectator - per questo abbiamo fatto molti cambiamenti. Ma non c un giudizio negativo sugli esclusi, la qualit non diminuita. Volevamo promuovere altre cantine di valore. Marted, al forum Wine2Wine, a Verona, saranno presentati i magnifici 104. Il vino pi scelto il Barolo, 11 etichette (Conterno, Cavallotto, Damilano, Cogno, Giacosa, G. Mascarello, Sandrone, Massolino, Scavino, Ratti, Vietti). Incalzato da un altro grande rosso, il Brunello di Montalcino, a quota 10 (Altesino, Biondi Santi, Casanova di Neri, Banfi, Il Poggione, Frescobaldi, Mastrojanni, San Felice, Pacenti, Valdicava). Poi lAmarone, 7 posti: Cesari (nuovo ingresso), Allegrini, Bertani, Masi, Tedeschi, Tommasi, Zenato. In Piemonte la comparsa del Barbaresco dei Produttori resa pi significativa da unaltra medaglia conquistata in questi giorni dalle 50 famiglie riunite nella cooperativa: nella classifica dei 100 top mondiali di Wine Spectator, lAsili Riserva 2011 risultato primo tra gli italiani (al 5 posto) seguito dal Tignanello di Piero Antinori (8). Tra i vignaioli che lanno scorso erano rimasti a casa e saranno invece presenti a OperaWine, ecco Antoniolo, con il roccioso Gattinara Osso San Grato 2011 e la Cantina di Santadi, col Carignano Terre Brune 2010. Poi il pioniere dellEtna Marco De Grazia, col Terre Nere Guardiola 2011. La ragazza dellAglianico, Elena Fucci, e il suo Titolo 2012, accanto a Elena Pantaleoni, una delle protagoniste del film Natural Resistance di Jonathan Nossiter, con lambrato Ageno. Dal pianeta Prosecco torna Giancarlo Moretti Polegato con il Cartizze La Rivetta. Entra il nuovo Chianti Classico, il Gran Selezione: il Rocca delle Mace del presidente del Consorzio, Sergio Zingarelli, figlio di Italo, produttore dei film di Bud Spencer. Tra le grandi famiglie del vino, gli Antinori sono presenti nella lista con il super bianco umbro Cervaro della Sala 2011 e il pugliese Bocca di Lupo 2010 di Tormaresca (Lodovico entra invece con il Biserno 2011). I Frescobaldi porteranno lOrnellaia 2005 oltre che il Brunello Castelgiocondo 2010. I giovani Planeta puntano sul rosso Burdese 2010. Il costruttore-vignaiolo Vittorio Moretti sul Franciacorta Brut 2010. E lambasciatore del vino italiano, Angelo Gaja, si distinguer con il suo Barbaresco 2013.
Autore: Luciano Ferraro


01 Dicembre 2016, ore 10:26

CORRIERE DELLA SERA
Trentodoc, laura irresistibile delle bollicine di montagna ... Esistono terre del vino che emanano una sorta di aura. Una luce che si sparge dal suolo e che fa star bene, come quando si attraversa la sala di un museo ricco di quadri. Le piane e le alture di Trento possiedono questaura. Le vigne si arrampicano verso lalto, da una parte allaltra dei tornanti. Chardonnay e Pinot nero trasformati nelle bollicine di montagna Trentodoc, la prima denominazione di origine controllata in Italia riservata al Metodo classico, dal 1993. Il frutto di unaddizione: lavoro della gente di montagna pi vigne circondate dalle Dolomiti, uguale aura di bollicine. Laura - racconta Allan Bennet in Una visita guidata, Adelphi, sulla National Gallery di Londra - ci che mi spingeva ad attraversare una stanza per andare a guardare un quadro e (lo dico con qualche imbarazzo) mi faceva venir voglia di portarmelo a casa. Un imbarazzo che non si prova nel museo naturale di masi e i filari del Trentodoc: qui si pu portare a casa il paesaggio sotto forma di bottiglie. Basta scegliere tra 120 etichette di Trentodoc. Dalle 45 cantine partono ogni anno per lItalia (78%) e per il mondo quasi 7 milioni e mezzo di bottiglie, 80 milioni di euro (con una crescita dell11% nel 2015). Vini spesso sorprendenti, come quelli della Valle di Cembra. Si parte dal cinquentesco Palazzo Roccabruna, sede dellEnoteca provinciale, dove si degusta lintera gamma Trentodoc. Sembra di essere finiti a una festa da ballo del Conte di Luna, Claudio Fernandez de Quinones, ambasciatore del Re di Spagna che arriv a Trento per il Concilio e non se ne and pi da queste sale affrescate. Marmi e busti di imperatori romani che sorvegliano la schiera di bottiglie messe in mostra dalla Camera di Commercio. A mezzora dauto, tra viti su monti divisi in terrazze, ecco Alfio Garzetti, nella sua nuova e antica cantina, quasi larchetipo della viticoltura trentina. Nell800 crescevano Schiava, Nosiola, Teroldego, il vino veniva venduto sfuso. Il vignaiolo era un signore severo e barbuto come Karl Marx, Napoleone Rossi. Il suo discendente Gianfranco studi con Gino Lunelli, il patriarca della famiglia che ha trasformato in oro lidea di Giulio Ferrari, produrre nel 1902 spumante tra i monti. Negli anni Ottanta - racconta Garzetti - si inizi a capire che Chardonnay e Pinot nero potevano dare in Valle di Cembra risultati straordinari e che bisognava puntare sul Metodo classico. Lintera provincia, dai tiepidi campi sul Lago di Garda ai rilievi dove arriva il vento gelido della Marmolada, ne convinta. Le bollicine di montagna sono ormai un eno-distretto pi che noto, con punte di eccellenza e una qualit media, dai micro vignaioli alle grandi cooperative, sempre pi elevata. La tendenza diminuire la potenza, ridurre i dosaggi e lasciare spazio alleleganza. Con stili sempre pi riconoscibili, zona per zona. Seguendo questa traccia la cantina di Rossi-Marx a Verla di Giovo dal 2007 si chiama Opera e punta, spiega Garzetti, sulla declinazione verticale del Trentodoc. Vini dal gusto dritto e tagliente come spade, grazie alle radici delle viti che si fanno largo tra il porfido e le rocce calcaree delle Dolomiti. Sapidi e freschi, riposano 80 mesi sui lieviti, ben oltre il tetto dei 15 mesi fissato dallIstituto Trento Doc, lorganismo nato nel 1984 che garantisce e protegge le bollicine di montagna, con il supporto della Fondazione Mach. Un sodalizio in cui la voce dei soci, grandi e piccoli, ha la stessa importanza - chiarisce il presidente Enrico Zanoni - abbiamo rotto linerzia del passato. Zanoni, al vertice da 5 anni, e il suo braccio destro, Sabrina Schench, hanno messo il turbo alla gente di montagna con una serie di mosse per dare pi visibilit ai loro vini: tra queste il patto con i Master of Wine, i super esperti mondiali e quello con lAssociazione italiana sommelier per lelezione del migliore dellanno. Un fase di crescita, come la definisce Zanoni, che i vini raccontano. Lo stile delle Riserve di Opera (la 2008 sul podio) si ritrova nelle bottiglie della piccola cooperativa Cembra, soprattutto nellOrorosso 60 mesi Dosaggio Zero, perlage esplosivo e gusto agrumato. Vinoso, sportivo e con passo montano il Riserva 2011 Nature di Bellaveder, otto ettari a Faedo che Tranquillo Luchetta cura con le pratiche bio (testimonia la nuova sensibilit ambientale del Trentodoc). Scattante, e non poteva essere altrimenti, il 51,151, il Brut Riserva 2011 che il campione Francesco Moser, con il figlio Carlo, ha dedicato alla sua vittoria pi clamorosa, il record dellora conquistato nel 1984 a Citt del Messico. La maggior parte delle cantine del Trentodoc - sintetizza Zanoni - sono piccole, spesso le nuovi generazioni hanno trasformato il maso di famiglia. Una decina quelle che producono circa 50 mila bottiglie lanno. Poi ci sono i grandi: in testa Ferrari, il marchio pi celebre, un monumento della denominazione, con la sua profonda Riserva Giulio Ferrari. E Cavit, che ha trovato leccellenza con la linea Graal di Altemasi, inseguendo la longevit (lannata 2005 guizza e soddisfa). Quindi Rotari, con gli Alperegis e una Riserva Flavio (2007) ricca di profumi e sapidit. Se si cerca una traccia conosciuta, il Madame Martis Riserva (2006) di Maso Martis conduce per mano verso il classico mix di agrumi e pasticceria, mentre Metius della famiglia Dorigati, vira su toni fruttati con un tappeto sostenuto di perlage. Migliorie continue in casa Pisoni, storica azienda battuta da venti lacustri: le scelte sostenibili trovano nella Riserva Extrabrut (2008), 90 mesi sui lieviti, lespressione pi soffice e ampia. Interessanti e ricchi i vini di Endrizzi, Piancastello e Masseto Priv (ultima nata la Riserva 2008). Mentre Letrari, a Rovereto, elabora versioni che risentono linfluenza della pianura assieme a quella delle montagne, serene e robuste come il Dosaggio Zero Riserva 2009. Ma le descrizioni tecniche sono riduttive. Perch in tutte queste bottiglie Trentodoc si scorge laura. Laura? Posso solo dire che quando la vedo la riconosco, scrisse Bennet davanti alla luce crepuscolare del Tramonto di Giorgione.
Autore: Luciano Ferraro


30 Novembre 2016, ore 10:03

ITALIA OGGI
Boom dei fermi italiani in Cina ... Il vino italiano scopre la Cina. Negli ultimi 9 mesi lItalia ha venduto nel paese orientale tanto vino quanto in tutto lo scorso anno. A settembre, infatti, il valore delle vendite ha superato quota 90 milioni di euro. Una crescita del 28,1%, che per ancora non basta. La Cina, quarto buyer globale del vino, per il Belpaese solo il decimo cliente, con una quota di mercato che rimane ancorata al 5%. Sono i dati dellOsservatorio Mercati Terzi di Business Strategies e Wine Monitor Nomisma che saranno presentati la prossima settimana a Veronafiere in occasione dellannuale forum sul business del vino wine2wine. Per lOsservatorio in forte recupero il comparto dei fermi imbottigliati (93% del mercato) italiani, che fanno segnare in valore una crescita del 35% sul pari periodo 2015, contro un incremento medio del 21% del totale import cinese. La performance dellItalia la pi alta tra i competitor. A distanza: Spagna, +31 %, Australia, +25%, Cile e Francia, +21%, con i francesi ancora principale partner commerciale della Cina. Nel giro di soli 10 anni le importazioni cinesi di vino sono passate da 60 min a oltre 1,8 mld di euro.
Autore: Andrea Settefonti


30 Novembre 2016, ore 10:03

ITALIA OGGI
Vini fermi, Campare dice addio ... Nel 2017 Gruppo Campari brinder con lAsti. Venerd la multinazionale milanese, protagonista globale delle bevande alcoliche di marca (poco meno di 1,2 mld euro nei primi 9 mesi del 2016), ha siglato un accordo per la cessione di due cantine cardine di quella sua divisione vini che non mai decollata. La sarda Azienda Vinicola Tenute Sella & Mosca e la senese Teruzzi & Puthod passeranno, il closing delloperazione previsto per fine anno, per 62 men euro a Terra Moretti Distribuzione, societ i cui azionisti sono al 61% Terra Moretti, controllata dalla Holding Terra Moretti di Vittorio Moretti (120 men euro realizzati nel settore agroalimentare, delle costruzioni e alberghiero), per il 9% da Simest, e per il 30% da Nuovi Capitali, societ dinvestimenti della famiglia dimprenditori cinesi di Hong Kong Cheng Pao. Una vendita che sancisce luscita di gruppo Campari dai vini fermi. A giugno 2015 il gruppo aveva ceduto allamericana Krause Holdings la piemontese Enrico Serafino.
Autore: Luisa Contri


30 Novembre 2016, ore 10:02

ITALIA OGGI
I vini li controlla uno solo ... Un solo ente controllore certificher i vini a denominazione dorigine e indicazione geografica, mentre le imprese pi piccole potranno inserire in etichetta il territorio della denominazione, sfruttando il vantaggio competitivo della denominazione regionale o comunque maggiore rispetto a quella del vino imbottigliato. Il testo unico del vino legge. Approvato allunanimit dalla commissione agricoltura alla camera, in sede legislativa, il provvedimento semplifica in 91 articoli tutta la normativa del vitivinicolo, dalla produzione alla vendita. Abbiamo risposto alle sollecitazioni di tutta la filiera con uno snellimento burocratico notevole per la vita delle imprese, ha detto a ItaliaOggi Luca Sani, presidente della Comagri a Montecitorio. Abbiamo optato per un testo cos corposo per limitare i regolamenti attuativi, molte norme saranno in vigore da subito. Altre dovranno essere disciplinate da regolamenti. Fra le novit il coordinamento degli organi di controllo per gli operatori soggetti a diversi organi di certificazione vini, listituzione del registro unico controlli ispettivi e la possibilit per i produttori di sanare, prima dei controlli, linadempimento di oneri burocratici col ravvedimento operoso, avvalendosi della riduzione della sanzione da 1/5 ad 1/8 del minimo. Qualora dallispezione emergano irregolarit, prima delle sanzioni il controllore intimer la diffida ad adempiere.
Autore: Giusy Pascucci


29 Novembre 2016, ore 10:32

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Vino, approvata la legge che abbatte la burocrazia ... Il testo unico sul vino legge, grazie allultimo passaggio presso la Commissione agricoltura della Camera che lha approvato allunanimit in sede legislativa. Dal nuovo anno la filiera di settore potr produrre e vendere dimezzando quella burocrazia che fino a oggi le aveva dato filo da torcere. In una sola legge abbiamo semplificato tutte le norme del settore dopo anni di attesa - scrive il premier Matteo Renzi -. Ma il settore del vino e dellagroalimentare ha potenzialit fantastiche. E, come sapete, noi scommettiamo moltissimo su questo. Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento, il commento del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, che sottolinea anche come il Testo Unico potr contribuire a rafforzare la crescita di un settore che gi oggi vale pi di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi. Di burocrazia dimezzata dal nuovo strumento legislativo parla Coldiretti, nel ricordare che il settore pativa finora la zavorra di cento giornate lavorative lanno sacrificate al disbrigo di pratiche e scartoffie. Accanto allo snellimento burocratico - come segnala lUnione italiana vini - le novit sono la semplificazione e il miglioramento dellefficienza dei controlli, e la rivisitazione del sistema sanzionatorio. Inoltre si segnalano listituzione di un registro unico dei controlli, lintroduzione di ulteriori strumenti di tracciabilit del vino (con sistemi telematici di controllo), alcune semplificazioni per la tenuta dei registri dematerializzati, il riconoscimento del vino e dei territori viticoli come patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare, la salvaguardia da parte dello Stato dei vigneti in territori soggetti a rischio idrogeologico e di pregio paesaggistico, storico, ambientale e la definizione pi rigorosa di vitigno autoctono italiano. Rivendichiamo con orgoglio che il nostro Paese il primo in Europa che si dotato di un unico strumento in grado di conferire maggiore competitivit alle nostre imprese, osservano le organizzazioni della filiera (Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Federvini, Uiv, Federdoc, Assoenologi). Ora si apre il lavoro sui regolamenti attuativi - osserva il presidente Uiv Antonio Rallo - che andranno a normare temi importanti, quali i piani di controllo dei vini a Denominazione dOrigine e Indicazione Geografica, letichettatura, la gestione dei contrassegni di Stato, i Consorzi di Tutela. Lauspicio che la filiera si mantenga compatta anche in questa fase di confronto con il ministero.


25 Novembre 2016, ore 10:08

CORRIERE DELLA SERA
I borghi del Brunello diventano resort ... Lultimo investimento di Illy in Mastrojanni. Allalba, quando le vesti bianche dei monaci ancora non illuminano SantAntimo, Riccardo Illy cammina tra i suoi vigneti, nel verde sospeso sopra labbazia. Segue le tracce di cinghiali e caprioli, osserva gli aculei persi dagli istrici. La metamorfosi completata: il sindaco triestino, il governatore friulano, lindustriale del caff sono racchiusi in un nuovo uomo, un signore del Brunello. Eccolo in jeans allevento che a novembre ha animato Montalcino, Barolo,Brunello, la sfida tra i giganti rossi: in piedi, davanti a un piccolo tavolo a stappare e spiegare i suoi vini, quelli della cantina Mastrojanni. Eccolo aggirarsi tra le botti in cantina cercando il Brunello del futuro con Andrea Machetti, lamministratore delegato che conosce ogni zolla di Mastrojanni. Pareti di roccia diffondono odore di terra, le stanze sono silenziose e linde. Le uve della vendemmia 2016 appena trasformate in vino hanno iniziato il percorso che fra cinque anni approder alla vendita delle bottiglie. Vini come infanti: il carattere gi visibile. Machetti ha vendemmiato alcuni filari a strati: prima la parte inferiore delle piante, per salvare acidit e freschezza, poi la parte superiore per conservare il succo. Gli assaggi confermano: stessi filari di Sangiovese grosso, straordinarie differenze. Il codice genetico di Mastrojanni si ritrova al palato nei due ci u, Vinga Loreto e Schiena dAsino 2012: la maturit ha dato piacevolezza al primo, energia e aromi di spezie al secondo. 2013, 2014, 2015, le botti svelano levoluzione, del vino che anno dopo anno acquista forza ed eleganza. Nessuno beve, i vini roteano tra palato e lingua prima di essere espulsi in fiotti decisi. La cantina verr presto allargata, per la micro vinificazione e per far rinascere il Ciliegiolo in purezza - annuncia Illy - saranno ricavati due appartamenti: in uno allogger il gestore del borghetto. Il borghetto lultimo investimento a Montalcino del signore del Brunello: un gruppo di case antiche a poca distanza dalla cantina, che sta per diventare un resort, 11 camere e suites, alcune gi pronte. Travi a vista, colori soffusi, tortora e beige, scale in vetro e ferro, soppalchi, arredamento scelto da Mache tti, spazi ampi con vista sui vigneti e sulla Valle dOrcia. Con piscina, ristorante e zona wellness. Una tendenza, quella dellospitalit a Montalcino, che ha da poco coinvolto altri due produttori di Brunello: Canalicchio di Sopra che ha aperto il Borgo Wine Relais, con doppia piscina di acqua salata e lazienda; la Tenuta Il Poggione ha ricavato sette appartamenti in un antico casale in pietra. Abbiamo acquistato Mastrojanni - racconta Illy - nel 2008, ho convinto mia madre, due fratelli e mia sorella che era il momento giusto: gli ettari vitati sono diventati da 24 a 33, puntiamo a quota 150 mila bottiglie. Di Illy ora si occupa Andrea. Mi dedico soprattutto al vino e al cioccolato Domori, due prodotti che hanno in comune i poteri antiossidanti. Sorride spesso, sembra aver ritrovato la serenit degli anni in cui girava la Grecia in moto con la moglie o navigava a vela tra le isole della Dalmazia. Arriva a Montalcino ogni mese con unAudi bianca. I vigneti e le passeggiate, i vini da testare, i lavori nel borghetto. Poi alla guida, 600 chilometri verso Trieste. Prima di Siena, spunta la paletta dei carabinieri, c un posto di blocco. Illy, quello del caff?. Il brigadiere non sa della metamorfosi. Ora Illy, signore del Brunello.
Autore: Luciano Ferraro


23 Novembre 2016, ore 10:03

IL SOLE 24 ORE
Le esportazioni di vino rallentano con Russia e Ue ... Si esaurisce lo slancio dei grandi mercati dimportazione. Le stime di Wine Monitor sugli acquisti di vino dei primi 8 mercati (che realizzano circa i due terzi dellimport mondiale) sono decisamente negative: gli Stati Uniti dovrebbero chiudere lanno con un incremento inferiore al 2% rispetto al 2015, il Regno Unito importer meno vino (-9%) cos come la Germania (-4%) e la Russia (-3%), mentre il Giappone chiuder con una crescita vicina al 3% e solamente la Cina continuer a correre a ritmi sostenuti, quasi il 120%. Un film molto diverso dal 2015, chiuso con un import mondiale di vino cresciuto a valore del 10% grazie anche al rafforzamento del dollaro. In uno scenario di mercato contraddistinto da pi ombre che luci - osserva Denis Pantini, responsabile Wine Monitor Nomisma - anche i vini italiani risentono di queste incertezze. I cali sono in larga parte generalizzati e risparmiano pochi grandi esportatori. Lo scivolone riguarda i vini fermi imbottigliati (oltre il 70% degli scambi mondiali della categoria) mentre guadagnano ancora terreno le importazioni di sparkling, con il Prosecco in primis che la fa da padrone: +30% sia negli Usa che nel Regno Unito. Il trend generale non riguarda il gruppo Santa Margherita. Registriamo una crescita, anche a volume, sui mercati storici - annuncia lad Ettore Nicoletto - Il trend eccezionale, +40%, ma influenzato dallavvio di Santa Margherita Usa con sede a Miami. Cresciamo a livello diffuso anche nel Regno Unito e in Asia; lAustralia diventato addirittura uno dei mercati di riferimento. Il gruppo veneto forte con il Pinot grigio ma anche col Prosecco e il Chianti. significativo il fatto che non siamo sbilanciati sul Prosecco - aggiunge il top manager - Il nostro sviluppo si basa su una gamma equilibrata di prodotti. Nel 2015 Santa Margherita ha fatturato n8 milioni con 19,1 milioni di bottiglie vendute: in media 6,2 euro a bottiglia. Nicoletto conclude sottolineando che la societ dimportazione e distribuzione Santa Margherita Usa andr anche oltre il break even previsto al primo anno. In scia il commento di Nadia Zenato, della Cantina omonima Notiamo che dopo le elezioni Usa c una stasi del mercato mai consumatori americani hanno dimostrato di superare ogni difficolt. Inoltre il rafforzamento del dollaro ci aiuta Negli Usa abbiamo lo stesso importatore da 38 anni e rimaniamo ottimisti. Zenato nota un indebolimento del mercato britannico, anche per il rafforzamento della sterlina, e una stabilit di quello tedesco. Avere nella gamma prodotti i vini della Valpolicella aiuta? Indubbiamente s - risponde Zenato - e non solo per lAmarone ma anche per vini come il Lugana.
Autore: Emanuele Scarci


21 Novembre 2016, ore 10:14

CORRIERECONOMIA - CORRIERE DELLA SERA
Lunelli: temiamo le barriere Donald produce vino, potrebbe sostenerci ... Il timore che ci sia un ritorno di protezionismo. Lo speranza che il vero Trump non sia quello della campagna elettorale ma quello del primo discorso da presidente Matteo Lunelli osserva con molta attenzione quanto accade al di l delloceano, visto che gli Usa sono il primo mercato dimportazione al mondo per il vino e che il vino italiano oggi particolarmente apprezzato ed leader negli Stati Uniti. Lunelli alla guida delle Cantine Ferrari di Trento, marchio di bollicine noto nel mondo. E probabile che Trump avvii un percorso protezionista? Parlando del settore del vino, oggi la preoccupazione maggiore quella di una potenziale spinta che possa avvantaggiare i pro- dotti americani. Stiamo attendendo le prime mosse di un presidente che in campagna elettorale ha detto prima gli interessi degli americani e poi tutto il resto... . Se la sua politica si orienter davvero in tal senso, potrebbe agire sui dazio, pi probabilmente, su barriere non tariffarie a vantaggio dei vini americani. Ma se la sua linea sar pi moderata, come sembra dai primi passi, nel lungo periodo limpatto non sar cos forte come si teme. E, poi, il neo presidente lui stesso un produttore di vino e ho letto che appassionato di cibo italiano .. Potrebbe portare una particolare attenzione sul nostro settore. Vedremo, impareremo a conoscerlo. Quali Paesi potrebbero essere pi condizionati dallesito di questa elezione? Penso a quanto potr accadere sui mercati emergenti e in particolare sullAmerica latina, dove la situazione instabile e senza un sostegno americano potrebbe diventare di grandissima difficolt. Positivo invece potrebbe essere Limpatto sulleconomia della Russia che ha sofferto molto negli ultimi anni. E a livello macro? Penso che la politica di Trump porter nel lungo termine ad un rialzo dellinflazione e dei tassi di interesse.


20 Novembre 2016, ore 12:01

CORRIERE DELLA SERA
Vendemmia record e consumi in calo. Il paradosso del vino italiano ... Non si mal prodotto cos tanto vino negli ultimi dieci anni, non si mai bevuto cos poco. Lo dicono i dati sulla vendemmia 2016 in Italia nel dossier di Assoenologi, il gruppo di esperti guidato da Riccardo Cotarella. Lannata andata bene al Nord, al Centro e nelle Isole: qualit ottima con punte di eccellenza. Nel Centro Sud le piogge di settembre hanno in parte compromesso la qualit che rimane buona. Si vedr meglio quando i vini inizieranno ad affinarsi. Intanto c un dato che racconta un mondo con due volti: al record mondiale di quantit (abbiamo scalzato la Francia) si contrappone uninarrestabile diminuzione del consumo. La produzione stimata di vino, per Assoenologi, cresciuta ancora. Del 2% dopo un 2015 eccezionale che aveva fatto registrare un +10% sul 2014. Un oceano di rossi, rosati e bianchi: milioni di ettolitri. Ma nelle case, nei ristoranti e nelle enoteche si stappano sempre meno bottiglie: il consumo medio degli italiani nel 2017 scender, per Assoenologi, sotto i 36 litri pro capite lanno. Un decennio eravamo a quota 45 litri. La via obbligata per i vignaioli la ricerca di nuovi mercati: nel 2015 sono stati esportati 20 milioni di ettolitri, per un valore di 5,5 miliardi di euro. Entro tre anni, ha previsto Renzi allultimo Vinitaly, si pu arrivare a 7,5 miliardi. Ma esportare di pi non basta - riflette Cotarella - perch abbiamo nuovi concorrenti, tra questi i Paesi che possono produrre vino perch il mondo pi caldo, come la Gran Bretagna. Anche Cina e Giappone stanno aumentando i vini imbottigliati. C poco da stare euforici per il record della quantit. Lunica strada aumentare ancora di pi la qualit dei vini che raccontano la variet delle nostre terre.
Autore: Luciano Ferraro


19 Novembre 2016, ore 11:46

IL SOLE 24 ORE
Vino, Testo Unico al rush finale ... Stop alla duplicazione dei controlli e nuove regole sulle sanzioni ... Il prossimo 28 novembre il Testo Unico della vite e del vino diventer legge. Lannuncio venuto con un twitt del ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, ha chiarito che il ddl, che semplifica in 91 articoli le attuali 4mila pagine di provvedimenti e che promette di dimezzare gli adempimenti burocratici per le aziende, dopo due anni di lavoro ora giunto al rush finale. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale prevista massimo entro il prossimo 4 dicembre. Il Testo Unico nei giorni scorsi stato approvato allunanimit dalla Commissione Agricoltura del Senato che ha dovuto per inviarlo di nuovo alla Commissione Agricoltura della Camera perch ritoccato con alcuni emendamenti. La principale modifica (insieme a due piccole correzioni relative a riferimenti normativi errati) stata richiesta dalla Commissione Giustizia del Senato e riguardale sanzioni previste in caso di contraffazione dei contrassegni stampati dallIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato o da altre tipografie autorizzate. In sostanza si tratta dei collarini che cingono il collo delle bottiglie Docg e di quelle Doc che ne fanno richiesta. Il problema sollevato dalla Commissione Giustizia - ha spiegato il co-relatore del provvedimento in Commissione Agricoltura del Senato, Franco Panizza (Partito Autonomista Trentino Tirolese) - riguarda il comma 7 dellarticolo 74 che prevedeva nel caso di contraffazioni di contrassegni di Stato una sanzione sia penale che amministrativa. E da qui un possibile dubbio di costituzionalit perch non si possono prevedere per uno stesso reato tipologie differenziate di sanzioni. Pertanto nel nostro emendamento abbiamo chiarito che verranno applicate in una prima istanza ammende amministrative e solo nei casi pi gravi, come nella reiterazione del reato, sanzioni penali. Grande soddisfazione stata espressa dalle organizzazioni della filiera vino. Un ddl che ha visto impegnati - si legge in una nota congiunta di Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc e Assoenologi - tutti i gruppi parlamentari e le organizzazioni del settore vitivinicolo, uniti dal comune intento di semplificare, innovare e valorizzare un comparto strategico per il made in Italy. stata condificata in un unico testo tuttala disciplina relativa alla produzione di vino dal campo fino al consumatore con disposizioni che vanno dai controlli alla tutela delle produzioni di qualit fino alla riduzione dei costi a carico degli operatori. Nel Testo Unico - spiega il responsabile vitivinicolo di Coldiretti, Domenico Bosco - siamo riusciti a far passare un importante principio e cio quello in base al quale pi organismi di controllo non possono intervenire sulla stessa azienda duplicando costi e adempimenti ma sono obbligati a trasferirsi le informazioni. Spiace ravvisare che uno stesso principio non valga nei lavori parlamentari visto che la Commissione Giustizia del Senato ha ravvisato criticit non colte dallesame a Montecitorio.
Autore: Giorgio dellOrefice


17 Novembre 2016, ore 10:31

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Vino, mercati Usa a rischio con Trump Nuovi scenari di business in Cina ... Qualche apprensione dallelezione di Donald Trump, ma anche fiducia per la possibile apertura a un. mercato tutto nuovo di un miliardo di potenziali consumatori. Tira aria di fiduciosa inquietudine nel Vigneto Toscana, atmosfera condivisa un po tra tutte le pi grandi griffe del vino italiano: se lo sono detto, chiacchierando tra una degustazione al Castello di Nipozzano e una cena alla cantina-cattedrale di Bargino, ospiti di padroni di casa di blasone e rappresentativit come i Frescobaldi e gli Antinori, i Cavalieri del Lavoro del Vino. Tra loro ci sono da Vittorio Frescobaldi a Gino Lunelli degli spumanti Ferrari, da Gennaro Pieralisi a Jos Rallo, da Francesco Argiolas a Piero Antinori, da Paolo Panerai a Gian Annibale Rossi di Medelana, da Lapo Mazzei ad Aldo Brachetti Feretti, da Bruno Ceretto a Sandro Boscaini, dagli umbri Caprai ai veneti Carpen, dai Gancia ai Riccadonna, da Erminio Sella pronipote dello statista Quintino a Ezio Rivella, dai Serafni Ferri Rossi di Medelana al fiorentino Lorenzo Pinzauti. Per iniziativa di Bruno Ceretto, hanno iniziato a riunirsi per assaggiare le chicche delle rispettive cantine,prima in Piemonte poi a giro per lItalia, e questanno appunto tu Toscana. Vecchi amici uniti da obiettivi comuni se non condivisi. In primis la diffusione del nostro vino nel mondo: lItalia ha riconquistato la leadership globale con una produzione di 48,5 milioni di ettolitri e che lexport vale ormai oltre 5,5 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 3% sullanno passato (la Toscana si avvia a sfiorare il miliardo di euro). Ma1rado le incertezze e la frenata negli investimenti, nel nostro settore si avverte unatmosfera ottimistica dice Piero Antinori. Che comunque sottolinea qualche preoccupazione circa larrivo di Trump alla Casa Bianca: Si teme possa cambiare le abitudini del consumo negli Usa e che instauri una politica protezionistica con barriere doganali che potrebbero incrinare il successo dei nostri vini Oltreoceano. Daltro canto, per, ammette Antinori, tra i Cavalieri del Vino c fiducia verso paesi come la Cina. Secondo attendibili previsioni - dice - nei prossimi 20-30 anni si allargher di circa un miliardo di persone la platea di chi potr accedere a prodotti e beni voluttuari. Il vino far la sua parte. Se conquistassimo anche un decimo di questa nuova piazza, per noi sarebbe importante.
Autore: Paolo Pellegrini


17 Novembre 2016, ore 10:30

IL SOLE 24 ORE
Masi Agricola prosegue la crescita del giro di affari ... Masi Agricola, societ quotata allAim e tra i leader italiani di vini premium, ha chiuso i nove mesi con ricavi in progresso del 3% a 44,9 milioni di euro. LEbidta si attestato a 10,7 milioni, contro gli 11 dello stesso periodo dellanno scorso. Da notare che i dati non comprendono ancora la societ del gruppo Canevel rilevate al 60% il 27 settembre scorso.


16 Novembre 2016, ore 10:03

IL SOLE 24 ORE
Vino, super performance in Cina ... Scatto dorgoglio dei produttori italiani. Nei primi otto mesi del 2016 lexport tricolore divino in Cina sovraperforma il mercato: oltre sei punti in pi della media delle importazioni (+24,2%). La quota di mercato italiana (5,5%) rimane comunque troppo bassa per un top exporter, ancora al quinto posto tra i principali partner di Pechino. Nei primi otto mesi del 2016, la Cina ha importato vino per 1,4 miliardi, con un balzo del 24%. LItalia cresciuta del 30%, secondo i dati di Wine monitor Nomisma. Sono i primi effetti positivi delle politiche di promozione in Cina del Governo italiano - osserva Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere -. Il trend dellexport ci proietta, a fine anno, verso vendite record di 120 milioni. Vinitaly far la sua parte, sia sul fronte dellincoming che sul presidio capillare del territorio cinese, fondamentale per recuperare il gap di mercato accumulato negli anni. Denis Pantini, responsabile di Wine Monitor di Nomisma,Vede una crescita strutturale del Paese del Dragone: Negli ultimi tre anni la Cinaha raddoppiato le importazioni di vino. Lanno scorso ha scavalcato il Canada al quarto posto della classica dei consumatori e questanno si avvicina alla Germania. Che molto probabilmente superer nel 2017. I dati doganali sullimport lunico dato certo - sottolinea Marco Pizzoli, general manager di Giv Shanghai - poich quelli sul consumo sono incomprensibili, anche per la frammentazione della distribuzione cinese. In generale per il vino in Cina considerato un prodotto giovane e trendy ma la penetrazione molto bassa: per i cinesi il consumatore abituale tipo colui che beve vino due volte lanno. Nel Celeste impero, secondo dati Nomisma, i consumi di alcolici sono quasi monopolizzati per l80% dalla birra, seguita dal vino di uva e di riso, ciascuno con una quota del 500, e dai superalcolici per quasi tutto il resto. Questanno il gruppo Giv vender in Cina circa 1,5 milioni di bottiglie, di cui una parte sulla piattaforma online TMall di Alibaba. Le-commerce molto importante in Cina (ha 688 milioni di naviganti), ma per ora - ammette il manager di Giv-i risultati sono stati inferiori alle attese, pur avendo ricevuto un riscontro del 2% sul TMall. Comunque confermo che lanno prossimo venderemo 100mila bottiglie. Insomma il vino italiano ottiene qualche buon risultato in Cina ma troppo poco rispetto al potenziale. Facciamo fatica osserva Pizzoli - oltre che per il ritardo storico anche perch dobbiamo spiegare ai cinesi i nostri 300 vitigni, mentre i francesi lavorano con una trentina. Inoltre i competitor Australia e Cile hanno vita facile grazie ai dazi zero strappati dai loro governi: Bruxelles invece spesso litiga con Pechino. Che fare? Naturalmente insistere - risponde Pizzoli - la penetrazione bassa ma i cinesi sono 1,4 miliardi. Alla fine i numeri sono molto grandi. E infatti il mercato cinese uno degli obiettivi prioritari di Vinitaly International. La societ scaligera non si limita a guidare i produttori italiani nelle fiere cinesi ma disponibile a realizzare, in partnership con i produttori - conclude Mantovani - la multipiattaforma Italian Wine Channel, per ampliare la commercializzazione online attraverso i canali pi innovativi e diffondere le peculiarit dei vini e dei vitigni italiani.
Autore: Emanuele Scarci


16 Novembre 2016, ore 10:01

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Cibo e vino, boom tra i turisti in Italia ... La scorsa estate spesi 12 miliardi Cibo e vino sono al top tra le preferenze dei viaggiatori. I numeri emersi da Biteg, la Borsa internazionale del turismo enogastronomico, parlano di 12 miliardi di euro spesi in food e wine dai turisti italiani e stranieri la scorsa estate in Italia


15 Novembre 2016, ore 10:31

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Eccellenze in mostra a MareDiVino ... Da un record allaltro, MareDiVino pronto a stupire tutti ancora una volta. La rassegna enogastronomica della Provincia di Livorno, ideata e organizzata dalla Fisar, pronta a invadere il Terminai Crociere (3.000 mq) con ben 70 produttori divino, 300 etichette in degustazione e 50 stand gastronomici con prodotti tipici, birra e olio della Provincia di Livorno. Sono questi i numeri importanti che MareDiVino mette in campo dopo aver registrato lo scorso anno ben 11.500 visitatori. Sabato 19 e domenica 20, dunque, Livorno metter in campo le sue eccellenze conosciute in tutto il mondo, con la possibilit per gli appassionati e i professionisti del settore di parlare direttamente con i produttori, in modo da capire la passione che li anima e cosa si nasconde dietro un buon calice divino. La grande ricchezza e variet dei nostri vini - ha detto lassessore alla cultura e al turismo del Comune di Livorno, Francesco Belais - esprime al meglio la nostra cultura ed veicolo fondamentale per il turismo. E molto bello nuotare in questo MareDiVino, seppur responsabilmente. Dalla grande degustazione al banco al concorso Rosso buono per tutti, nel quale il pubblico sar protagonista di una degustazione alla cieca di bottiglie reperibili in enoteca a un prezzo inferiore ai 18 euro. E sar proprio il pubblico ad esprimere il proprio voto premiando cos il vino rosso che incontra maggiormente il gusto del consumatore, senza farsi condizionare dalletichetta. E visto che la Fisar la federazione dei sommelier, degli albergatori e dei ristoratori, non poteva mancare tutta una serie di cooking show che trover, spazio in una tensostruttura esterna ai saloni del Terminal Crociere. Ai fornelli si alterneranno cos chef e pasticceri tra i pi apprezzati del territorio livornese, con le serate che proseguiranno anche per tutta la settimana successiva al ristorante dei Bagni Lido (tutte le info e il programma su www.maredivino.it). Importante, poi, il gemellaggio con la Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti), che parteciper alla rassegna con una piccola rappresentanza e che ospiter una delegazione di MareDiVino alla propria manifestazione a Piacenza il 26-27 novembre. Non resta che alzare in alto i calici e brindare con un MareDi Vino!
Autore: Igor Vanni


14 Novembre 2016, ore 10:08

CORRIERE DELLA SERA
Il duello sul nome del Prosecco ... La bolla delle bollicine rischia di venir bucata? Dopo le polemiche tra gli stessi viticoltori sulleccesso di produzione di prosecco, che ha inondato il pianeta, Report lancia due sassate. Sullabuso di pesticidi utilizzati per le ormai sconfinate distese di vigneti. E sul nome stesso di quello che oggi il vino pi alla moda del mondo: gli abitanti della contrada triestina di Prosecco, che grazie al loro toponimo hanno permesso di strappare allEuropa il divieto per chiunque altro di incollare sulle bottiglie lambitissima etichetta, sbuffa perch vorrebbe avere almeno una fettina del business da due miliardi di euro. Pretesa cui i padroni del Prosecco rispondono a muso duro: mai. Le accuse ai produttori sui pesticidi, liquidate come puttanate dal presidente del settore vitivinicolo di Confcooperative Corrado Giacomini, non sono inedite. I giornali locali, i social network, vari comitati di cittadini battono e ribattono da anni. Le testimonianze raccolte da Bernardo Iovene e Carla Falzone per la trasmissione di Milena Gabanelli, in onda oggi su Rai 3, per, tolgono il fiato. E a dispetto delle parole delle autorit sanitarie per le quali il notevole uso di prodotti fitosanitari in questa Ulss non ha comportato comunque un aumento delle patologie, le immagini seminano dubbi e inquietudini. Completamente circondato da filari di viti che un tempo (quando non occupavano ogni centimetro quadrato) erano cantati da Andrea Zanzotto come una cartolina degli dei, lingegner Luciano Bortolomiol si barricato in casa con le finestre chiuse e un sistema di filtri e bocchettoni che gli puliscono laria. Deve difendersi dai trattori che passano su e gi spargendo nuvole di pesticidi: La nebulizzazione arriva soprattutto la sera, quando il vento viene dalla pianura verso la collina. E qua si crepa. Daniela Castiglione, mentre il reporter mostra Farra di Soligo dove le case sono disabitate perch le famiglie che abitavano in questo borgo sono andate via, spiega: Su sei famiglie due morti di tumore alle ovaie, due con endometriosi e un Parkinson. E un altro tumore ai bambini. E accusa: Qui sotto pieno di falde acquifere inquinate. Ho visto coi miei occhi lavare le taniche dei prodotti nellacqua. Mentre passano le mamme con i passeggini irrorano. Lho visto io, miliardi di volte. Ho abitato 15 anni qua. La zona qui dietro era tutto bosco. Piano piano stata disboscata. Qui cera biodiversit, qui cera il gelso. Cera il mais. Cerano i pascoli. Cerano gli alberi da noce. Adesso solo vigne, vigne, vigne. Per carit, Dio benedica il Prosecco che ha permesso alla gente di Valdobbiadene, di Follina, di questi colli ancora qua e l meravigliosi di lasciarsi alle spalle lemigrazione, la disoccupazione, la miseria. Come quella raccontata dal medico di Conegliano Luigi Alpago Novello agli sgoccioli dell800: Gli individui di una famiglia di contadini son valutati in-ragione dellutile che apportano. La morte di quelli che sono impotenti o poco adatti al lavoro o giacciono a letto da qualche tempo un fatto che ha minore importanza e cagiona molte volte minor dolore della morte, non dir di un grosso animale bovino, ma di una semplice pecora. E stato una fortuna, il boom del Prosecco. Che perfino nel 2012, anno di lacrime e suicidi per limprenditoria italiana e veneta, mostr un aumento sbalorditivo del 1,5% dellexport e permise a migliaia di famiglie di respirare. Ma come un eccesso di capannoni sfregi lentusiasmante successo imprenditoriale del Nordest, gli eccessi della monocoltura del Prosecco dovrebbero far riflettere i cantori del trionfo delle bollicine venete. Stando ai dati ufficiali raccolti da Report, nel 2o1,5 ben 15 mila aziende e 527 cantine sparse nelle province di Treviso, Padova, Vicenza, Belluno, Venezia, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste, hanno prodotto 438.698.000 bottiglie per un fatturato di due miliardi e 100 milioni di euro. Evviva. Si tratta, per, di meno di cinque euro a bottiglia: se c chi le vende a venti euro, c chi le svende online a un euro e 80 centesimi. Ne vale la pena? Vale la pena di infettare il buon nome di un grande vino per lingordigia di qualche bulimico imprenditore gettatosi negli ultimi anni ad arraffare ettari e ettari di terreni anche dove mai nei secoli si era fatto Prosecco con la ferma intenzione di fare soldi, soldi, soldi e scartando a priori i metodi bio perch spargere veleni chimici (magari nei limiti generosamente fissati dalla legge: ma chimici) costa di meno? Con le irroratrici i trattamenti delle vigne, spiega Bernardo lovene, sono permessi fino a 20 metri da strade e case nel periodo estivo e a 30 metri in primavera. Lo stesso reportage, per, mostra come le prescrizioni siano troppo spesso violate. Ai danni dei produttori pi seri, che finiscono per essere messi nel mazzo, ma soprattutto dei cittadini che vivono l. Bambini delle materne compresi: Spruzzano le viti ogni tre, quattro giorni. Indifferentemente se i bambini sono fuori o no. Sabato hanno buttato il diserbante, racconta Alina, Si sentiva un odore molto strano in gola e un fastidio agli occhi... Una signora sospira: assediata da quattro diversi proprietari che innaffiano in quattro giorni diversi: Dovremmo tenere dentro i bambini per quattro giorni a settimana, non aprire le finestre per quattro giorni a settimana, non stendere il bucato per quattro giorni a settimana.... Un incubo. Sullo sfondo incombe un altro nuvolone. Nel 2009, per non correre il rischio che altri cercassero di abbeverarsi alla fonte doro, lallora ministro dellagricoltura Luca Zaia ebbe una pensata: legare il nome del vino a un luogo fisico che inchiodasse la Ue a riconoscere quel vino come unico e inimitabile. Cera, un po fuori mano, la frazione di Prosecco. Sul Carso. Il problema che loro hanno un vitigno che si chiama Glera, spiega Milena Gabanelli nel servizio, ma qui entra in azione il grande genio di Zaia, che stabilisce per decreto che Glera sinonimo di Prosecco, Prosecco non pi il nome di una vite, ma di un posto, e quindi bisogna tirarlo dentro, estendendo le zone di produzione dalle colline di Treviso fino alla Venezia Giulia passando dalle lagune.... Una furbata, per i critici. Intelligenza, per i produttori. Fatto sta che, a distanza di anni, la gente di Prosecco dice di non aver avuto quanto concordato. E pretende l1% di copyright. Tanti soldi, su un fatturato di due miliardi: Senn ci riprendiamo il nome. I veneti, per ora, rispondono marameo. Certo, se dopo il Tocai (oggi ungherese: esclusiva) dovessero perdere pure il Prosecco...
Autore: Gian Antonio Stella


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