planeta

Il Meglio dell'Edicola

27 Maggio 2016, ore 10:09

CORRIERE DELLA SERA
DallIrpinia a Bolgheri, la nuova rete del vino ... Serve un budget per far sbagliare i figli. Quando, nel 2009, lex presidente della Banca di Roma Pellegrino Capaldo ha consegnato al figlio Antonio le chiavi di Feudi di San Gregorio, in Irpinia, aveva messo in conto qualche scivolone del rampollo. Era convinto che non bastassero master e lavoro nella City, alla banca daffari Lazard e nel colosso della consulenza McKinsey. Gli effetti speciali del curriculum stellare sono svaniti tra le vigne e Antonio, come un personaggio delle Canzoni della cupa, lultimo album dellirpino Vinicio Capossela, tornato normale / e sui suoi piedi pu camminare / le botti di vino le pu svuotare. Ora ha laria rilassata di chi non ha pi nulla da dimostrare, n al padre, n al mercato, n ai super esperti che ha ingaggiato luno dopo laltro. La sua prova di maturit la trasformazione della cantina di Sorbo Serpico, in provincia di Avellino, in un gruppo nazionale con basi multiple. Cresceremo in 4-5 anni da 26 a 40 milioni di euro di ricavi lanno, con 200 dipendenti e 5 milioni di bottiglie. Questo il futuro annunciato. Il presente ha ritmi legati alla terra, tempi agricoli, come li definisce Capossela, perch bisogna seminare, far crescere le cose e poi fare la mietitura. Cos si sono mossi i Capaldo, dal 1998 il padre, e ora il figlio. NellIrpinia, mondo complicato e combattivo come le sue vigne storiche. Fino allultimo passo, lingresso nel salotto buono della zona di Bolgheri, luogo di elevazione enologica e sociale per molti imprenditori approdati in Toscana. Ci andavo negli anni del primo corso da sommelier, nel 1986 - racconta il presidente di Feudi San Gregorio - ora ho comprato 16 ettari dai Guicciardini Strozzi. Un casato con mille anni di storia nelle mani delle principesse Irina e Natalia, ex danzatrici (la seconda per quattro anni a San Pietroburgo, con Nureyev). Lazienda ceduta si chiama Villa Le Pavoniere, ha firmato gli uvaggi rossi Ocra e Vignar. Pu crescere molto - secondo Capaldo - puntiamo a centomila bottiglie con un nuovo marchio. Tutto sar gestito da una donna. Un affare da una decina di milioni di euro. In totale abbiamo investito nel vino - fa i conti Capaldo - 60 milioni. Dai 500 metri daltezza di Sorbo Serpico, spazia lo sguardo Pierpaolo Sirch, lagronomo che di Feudi lamministratore delegato. Con lui Capaldo ha un patto che consente ad entrambi di occuparsi dellazienda Sirch sui Colli Orientali del Friuli, a Cividale. Siamo passati da 20 a 120 ettari - spiega Capaldo - possiamo arrivare a 600 mila bottiglie. Lidea di mettere assieme aziende da territori interessanti che puntino sugli autoctoni. Senza integrarle a Feudi, lasciando ad ognuna la propria identit. Partiamo come in una startup, formiamo chi lavora, offendo occasioni di scambio tra le cantine. Cos stato fatto per Basilisco, in Basilicata, 40 ettari a disposizione di Viviana Malafarina, che nelle grotte dello Shesh in cui Pierpaolo Pasolini gir Il Vangelo secondo Matteo, affina lAglianico del Vulture. il sommelier Federico Graziani, con laiuto del vignaiolo umanista dellEtna Salvo Foti, che si occupa di 2,5 ettari della nuova azienda sul vulcano. Completano la rete due cantine in Puglia: Ognissole a Taranto e Cefalicchio a Canosa, che produce Nero di Troia con regole biodinamiche. Intanto dai 330 ettari in Irpinia arrivano nuovi vini: il Dubl Esse, Metodo classico da uve Greco, una linea voluta con Anselme Selosse, produttore di mitici Champagne.
Autore: Luciano Ferraro


27 Maggio 2016, ore 10:07

IL VENERD DI REPUBBLICA
La bottiglia ... Buono vero e pulito. Il rosso da Nobel ... Veneta lei, Marta Peloso: una vita a organizzare eventi di danza e teatro in ambito internazionale. Lucano lui, Felice Cappa: regista, autore, sceneggiatore. Proficua collaborazione con Dario Fo e Franca Rame. A chi conosce le opere pittoriche di Fo non sfuggir la sua firma, sotto il disegno in etichetta: una danzatrice tra la terra e il cielo. Chiss che non danzi sulle note del canto della terra verso il cielo, lirica definizione del vino che Luigi Veronelli scrisse di getto, sulla carta di un sacchetto per il pane. Auriel, dicono Matta e Felice, nasce dalla voglia di fare vino buono, pulito e vero. Trovano il posto giusto in Monferrato, una tenuta di 64 ettari nel cui cuore sta un appezzamento dove fino a qualche decennio fa cera la vigna, ormai andata in gerbido. E qui, in quei tre ettari, la vigna torna. Due ettari a Barbera, uno a Grignolino. il 2005. Prima vendemmia nel 2010. Suolo adatto: bianco, argilloso, calcareo. E un bravo agronomo biodinamico, che li consiglia con chiarezza e rigore. Nel bicchiere, rubino profondo e profumi di frutti scuri e maturi, di viola e rosa canina. Sorso sincero, equilibrato, avvolgente. A Milano al Mercato del Suffragio e al Centro Botanico sui 16/18 euro.


27 Maggio 2016, ore 10:06

IL SOLE 24 ORE
Leno-turismo maarcia a pieni giri ... Accelera il business delleno-turismo. Primo grande appuntamento della stagione sar Cantine aperte in tutta Italia tra domani e domenica, manifestazione che vede mobiitate circa 8oo cantine ed giunta alla 24 edizione (www.movimentoturismovino.it). Le previsioni sono molto favorevoli - commenta Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento turismo vino - anche se stiamo lavorando per sciogliere una serie di nodi che finora hanno bloccato il settore. I numeri delleno-turismo sono ormai importanti. Si stima che vi saranno questanno tra i 14 e i 15 milioni di turisti del vino in Italia. Il valore complessivo si attesta tra i 3 e i 4 miliardi e cresce a doppia cifra, tra ui5 e il 20% lanno. Come sottolineato da Eloriano Zambon, presidente delle Citt del vino, il numero degli eno-turisti continuer a crescere. Rilevanti le iniziative solidali questanno: gi richiesti oltre 60mila calici in favore dellAirc, per finanziare la ricerca contro il cancro. Stiamo poi lavorando strettamente con Intesa Sanpaolo - aggiunge Pietrasanta - perch insieme sviluppiamo una piattaforma destinata a rivoluzionare il settore. Si tratta, infatti, di permettere la spedizione del vino acquistato direttamente dalle cantine ai clienti, e una percentuale molto alta fatta da stranieri che usano sempre meno lauto, superando tutti i cavilli di carattere doganale e burocratico. Il progetto si interseca poi con la maxipiattaforma internet che Intesa Sanpaolo sta sviluppando per promuovere lincoming dallestero attraverso il progetto destinazione Italia. Un salto di qualit notevole. Ci mettiamo al pari con esperienze top francesci - aggiunge Pietrasanta - . Poi bisogna aggiornare tutta la normativa in favore delleno-turismo e in Parlamento sono gi stati fatti passi notevoli, ora dobbiamo dare la svolta finale. Si tratta di rimuovere tutto gli ostacoli burocratici per far s che le cantine possano organizzare contemporaneamente e senza vincoli attivit di degustazione, vendita, ristorazione e attivit di tipo ricettivo, che spesso richiedono autorizzazioni separate. un passo decisivo per poter dialogare con i tour operator e fan decollare il business, sottolinea Pietrasanta. LItalia del vino pronta. Le cantine sono dunque mobilitate da Nord a Sud. Anche federculture ha sviluppato un proprio progetto in Franciacorta. In Toscana c il binomio Vespa-cantine, mobilitati anche gli Amici del sigaro toscano. Ferrari (Lunelli) sviluppa percorsi in vigna nel Trentino. Le Cantine Florio di Marsala (Corvo Salaparuta) puntano sulla cinematografia 4D. Planeta, Feudo Ramaddini, Terre di Noto e Cantina Marilina organizzano il Noto Wine Tour in wine-bus. Trekking sensoriale family friendly in Umbria, da Caprai; Lungarotti a Torgiano e Montefalco propone abbinamenti con lalta cucina. Con il Casale del Giglio della famiglia Santarelli si riscopre lantico vitigno Biancolella nellisola di Ponza. In Piemonte spazio anche ai distillati (con Distillerie Berta). A Valdobbiadene luxury collection di Prosecco con Mionetto.
Autore: Vincenzo Chierchia


26 Maggio 2016, ore 10:09

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il vino ha la sua cattedrale. Bordeaux celebra la grandeur ... La forma allusiva: una cattedrale incurvata e rivestita di alluminio e vetro che evoca una caraffa, la sinuosit della vite o il movimento circolare del bicchiere nel gesto caro ai veri intenditori di enologia prima di una degustazione. Uno choc estetico: 10 piani, 20 spazi tematici, animazioni multimediali in 8 lingue e vigne rampicanti per quella che dal prossimo 2 giugno sar la nuova Cit du Vin, la grande vetrina planetaria di bianchi, rossi e ros. Allegorica e sorprendente. Proprio come Bordeaux che le sta di fronte: la scopri dopo una lunga assenza e devi rivedere lidea di citt mercantile e borghese, ingessata e anche un po noiosa. Perch lungo le rive della Garonna niente si perde, tutto si trasforma: non c pi la coltre nera che un tempo ricopriva i palazzi ottocenteschi affacciati sul Porto della Luna, le strade sono state liberate dal traffico, i moderni tram hanno abbattuto le distanze anche psicologiche tra centro e periferia. Ed eccola la Bordeaux disincantata e sostenibile, che improvvisamente i social e i media internazionali considerano il nuovo posto imperdibile. Facebook che nel 2015 la promuove migliore destinazione europea, il New York Times che la nomina seconda assoluta nella lista dei 52 posti del mondo che meritano di essere visitati nel 2016. Una botta di autostima. Lo si intuisce nel quartiere bohemien di Saint-Pierre, pieno di ristorantini e locali glamour, in quello pi meticcio di Saint-Michel e tra le stradine degli Chartrons, dove era nato il grande commercio dei vini e dove oggi tutto un accorrere di antiquari, designer e librai. Impossibile non passeggiare sul lungofiume, specie tra i vaporizzatori, davanti alla scenografica Place de la Bourse e la Bordeaux piena dacqua che annuncia la sconcertante base sottomarina per gli U-Boat tedeschi, oggi usata come galleria darte. Tant. Appare tutto pi chiaro sulla riva destra della Garonna, sponda marginale della citt, oggi laboratorio di ecoabitazioni, colate verdi, caserme militari in rovina trasformate in cittadelle intelligenti, come quella dove si accasato Darwin, centro di gravit della nuova Bordeaux, con un ristorante e un emporio bio, spazi di co-working, skate-park e alloggi per artisti. Uneffervescenza che mette insieme la cultura paludata con la street art, in una Bordeaux che a giorni si regaler la pi grande Citt del Vino del pianeta e che presto sar collegata a Parigi con treni velocissimi (2 ore e 5 minuti), destinata a diventare desiderabile pi di quanto gi lo sia, perch si vive bene, lAtlantico a due passi e gli indici di criminalit sono i pi bassi di Francia.
Autore: Paolo Galliani


25 Maggio 2016, ore 10:26

LA REPUBBLICA
NellAbbazia tra le vigne dei papi a ristorare lo spirito ... Le vigne del Papa sono pi ripide della strada per il paradiso, 200 per cento di pendenza, ma il vino che producono una buona replica dei medesimo. Quandera ancora cardinale, Joseph Ratzinger si regalava ogni tanto una vacanza proprio qui allAbbazia dove, lui che adora pi che altro laranciata, non rifiutava un mezzo bicchiere di Gewrztraminer. Anche Papa Francesco non disdegna, essendo lAbbazia di Novacella un fornitore del Vaticano. Quando lo hanno nominato sommelier ad honorem, Bergoglio ha detto: Senza vino non c festa: immaginate di chiudere un banchetto con una tazza di t. Da quasi 900 anni i luoghi sacri dellAbbazia di Novacella sono la basilica, la biblioteca e la cantina. Qui si contano 18 parrocchie, 23 canonici agostiniani e 17 Tre Bicchieri del Gambero Rosso: stilare classifiche di merito esercizio ozioso. Come dice Faust, due anime sono nel mio petto. Spirito e corpo: sempre pensato che, in fondo, siano la stessa cosa. Il padre Artur Schmitt uno dei 23 canonici dellAbbazia e dirige il Centro culturale di Novacella, mille eventi ogni anno nella sala congressi dove si parla di Dio ma anche di Cesare. Nessuno viene qui solo per il vino o solo per la Chiesa, da noi convivono entrambe le vocazioni sotto il segno dellaccoglienza. E lo splendore della natura, la profondit dei nostri codici miniati, laroma fruttato dei bianchi e il sapore delle nostre merende parlano nello stesso modo al mondo della bellezza del creato. Storia e azienda, tradizione spirituale ed iniziative commerciali convivono per ledificazione delle anime e dei fatturato, una decina di milioni, tutti gli utili reinvestiti. Ente religioso e azienda agricola hanno la medesima partita Iva. Novacella, 50mila biglietti staccati ogni anno, gi nel 1142 era un luogo di preghiera e ristoro per le genti che dal Nord Europa scendevano in pellegrinaggio verso Roma o Gerusalemme, via Vene zia. In fondo, i turisti sono i moderni pellegrini e il vino sempre stato la loro benzina. Il dottor Urban von Klebelsberg amministratore delegato, agronomo e procuratore di Novacella, 700mila bottiglie lanno, 3mila clienti, una rete di diffusione in 40 Paesi: Ma lultima parola spetta sempre al nostro abate, guida spirituale e legale rappresentante. Si chiama Eduard Fischnaller, ha appena 45 anni, un volto da ragazzino e un fisico da pivot. stato eletto lanno scorso e prima faceva il parroco: perch da queste parti non soltanto le viti sono ben piantate in terra. Si arriva, si parcheggia e subito si fa tappa in una specie di sacrestia chiamata klosterladen, che sarebbe lenoteca. Resistendo alla primaria tentazione del Sylvaner, del Kerner, dello sciroppo di pino cimbro e della composta di biancospino, si pu proseguire verso il Pozzo delle meraviglie (le 7 dellantichit classica pi lAbbazia stessa, non proprio un inno alla modestia), verso lo splendido chiostro e nella basilica dove risuona un rarissimo organo stereofonico tra i primi costruiti in Europa. Da un affresco penzola la celebre "gamba di Novacella", la gamba di un soldato che invece di essere dipinta di gesso, e 365 angeli lignei vegliano sulle umane sorti, uno per ogni giorno dellanno: di angeli c un gran bisogno, no?, dice il dottor Urban che ci fa strada a passo svelto verso le vigne. Il nostro particolare clima da villeggiatura, fresco di notte e caldo di giorno, rende il vino di montagna aromatico, fruttato e sapido. Unespressione dei territorio senza neppure un grammo di erbicidi. Sei ettari di propriet sulle colline che degradano tuttintorno, altri 60 di contadini da cui lAbbazia compra le uve, una produzione da gran premio che nacque da una maledizione, per benedetta: La filossera che nel Medio Evo distrusse completamente i vigneti che davano un rosso orrendo, del tutto inadatto al luogo. Da quel momento cominciata una giusta vocazione. Si potrebbe dire, dopo il fuoco purificatore della malattia. Le strettoie della recessione non hanno mai varcato il confine della Val dIsarco, chiss se anche questo miracolo dipende pi dal corpo o dallo spirito. Crisi zero, per fortuna. Abbiamo un ottimo mercato italiano e americano e siamo ben collocati anche in Russia, Giappone e Australia. Un lavoro di gruppo, per anche qui c Messi: lenologo Celestino Lucin, nel 2009 il Gambero Rosso lo elesse il migliore dItalia. Non esiste altra strada se non quella della seriet e della qualit. Nessun conflitto con la cooperativa di produzione che garantisce le uve, n con le esigenze spirituali dei ca nonici agostiniani e con le loro aree di clausura. Il dottor Urban ce ne mostra una, a rigorosa distanza: il giardino storico dove crescono i fiori per lAbbazia e unottantina di erbe aromatiche, oltre il frutteto. Eppure, questo non un mondo separa to dal mondo. Ce lo spiega un ragazzo dallo sguardo sveglio, Elias Holzer. Il suo compito curare i profili social di Novacella. C campo, nellalto dei cieli, tra Dio e Facebook. I giovani ci seguono moltissimo, si interessano alle nostre attivit perch Novacella si gnifica preghiera e vini ma anche concerti jazz, mostre di arte contemporanea e corsi di ogni tipo, dallacquarello botanico allo Shaolin Qi Gong, qualcosa tra larte marziale leggera e la meditazione. Elias ha 27 anni ed qui dal 2011. Sono anche sommelier, seguimi. Ci porta nella Mescita dellAbbazia, il sacro luogo delle merende dalle 10 alle 19 ma non la domenica, la domenica dedicata al signore. Vasetti di rose sui tavoli, vecchie botti rovesciate e calici scintillanti in una morbida penombra di cantina. I turisti ordinano taglieri di speck, capriz dalta quota e formaggio grigio coperto di cipolla, eppure il mezzogiorno ancora lontano, Il Kerner il nostro ambasciatore. Elias ne versa due dita, facciamo tre, Un vero cavallo di battaglia semi-aromatico, secco, minerale, ha un sentore di frutta esotica, ananas e pesca, si sente no? davvero particolare questo luogo che non chiude i portoni neppure di notte, cos che il viandante possa anche attraversarlo tutto da una parte allaltra, cimitero compreso. E le toilettes sono gratuite, sottolinea il dottor Urban. Sembrano piccole cose, ma anche questo fa accoglienza: gratuite e pulite. Ormai, in Italia, per andare al bagno bisogna prima entrare in un caff oppure mettere una monetina nella fessura, anche nelle stazioni ferroviarie. Oltre il chiostro e il convitto maschile che ospita un centinaio di ragazzi, sotto lenormit di due ettari di tetti, unit di misura non soltanto della terra, accanto alla centrale di biomassa che riscalda lAbbazia da un quarto di secolo, si sale alla biblioteca e ai suoi 98mila volumi. Tra i pi preziosi, una Bibbia di Lutero. Il padre bibliotecario la ritrov solo nel 1972 nel cosiddetto armadio dei veleni, cio il luogo in cui venivano chiusi i testi proibiti. Abbazia, scriptorium, pergamene, veleno. Sar forse il caso di non sfogliare le pagine leccandosi le dita?
Autore: Maurizio Crosetti


25 Maggio 2016, ore 10:22

ITALIA OGGI
Antonio Rallo il nuovo presidente di Unione Italiana Vini ... Rallo gi vicepresidente vicario, impegnato da anni in Uiv sui temi della promozione e dellOcm vino, succede a Domenico Zonin. Eletto anche un vicepresidente vicario della Confederazione , Ernesto Abbona, presidente della federazione Nazionale degli Industriali Vinicoli, e un vicepresidente, Quirico Decordi, presidente della Federazione Nazionale del Commercio Vinicolo.


25 Maggio 2016, ore 10:13

ITALIA OGGI
Crescono i vini del Nuovo Mondo ... La wine industry italiana, piccola cosa rispetto alle grandi maison francesi e ai colossi californiani, australiani e cileni, in tutti questi anni di rinascimento vinicolo ha fatto della qualit la sua unica vera arma di battaglia. Soprattutto sui mercati internazionali dove la partita si sempre giocata dimensioni economiche a parte perch i nostri volumi produttivi non hanno mai fatto paura a nessuno - sui vari segmenti dellalto di gamma. Mai, per, ci si preoccupati - n i produttori italiani n i vignobles francesi - dei vini del Nuovo Mondo, degli Chardonnay californiani, dei Syrah cileni, dei Sauvignon australiani. Grandi volumi, bassa qualit. Milioni di bottiglie di daily wine a meno di cinque dollari. Era cos fino a pochi anni fa. Ma ora sta cambiando, anzi gi cambiato. Lo provano le statistiche e le strategie dei due grandi colossi mondiali del vino, il gruppo E&J Gallo (che ha lesclusiva dei vini Allegrie in Usa) e il gruppo Constellation (che ha acquisito, quattro anni fa, le cantine Ruffino in Toscana). Le statistiche, come spiega a ItaliaOggi un consulente di grande esperienza come John Moramarco, una lunga carriera di direttore commerciale alla Constellation, fotografano una lenta ma continua evoluzione del vino californiano dal segmento daily al segmento premium. La percentuale dei vini sotto i cinque dollari chiarisce Moramarco si dimezzata negli ultimi anni e oggi non rappresenta pi del 30% del mercato. Per contro la quota dei vini a pi di 10 dollari arrivata al 30% e continua a crescere. Insomma, gli americani stanno imparando a bere, capiscono la differenza tra i vitigni, sanno scegliere al supermercato e, per conseguenza, la loro wine industry aggiorna le sue strategie produttive. Non pi solo cabernetsauvignon e chardonnay, i vitigni-base della produzione di massa, ma un mlange di vitigni non standardizzati dal punto di vista biologico, come il Syrah o la Grenache (originari della Valle del Rodano, in Francia) che vengono trattati in cantina da tecnici ed enologi esperti. E in atto, in sostanza, quella che uno studioso francese di geografia enologica (materia di studio alluniversit di Bordeaux, a va sans dire), Raphael Schirmer, definisce la complexifccation du vignoble, che lesatto contrario della omogeneizzazione produttiva che stata la chiave del successo della wine industry californiana gi al momento del suo take-off negli anni 80. Il fly to quality per dirla nel linguaggio del marketing o la monte en gamme per dirla con gli enologi francesi diventato il nuovo motore dello sviluppo della viticoltura californiana che, oggi, va alla ricerca di aziende specializzate, di nicchia (sempre in rapporto al gigantismo del settore) e di nuovi impianti di trasformazione. il caso del gruppo E.& J. Gallo, il primo produttore di vino al mondo, un miliardo di bottiglie e un fatturato stimato di 7-8 miliardi di dollari (il gruppo non quotato e non fornisce dati economici: si sa solo che il suo ceo, Joseph E. Gallo, pronipote del fondatore, ha un patrimonio personale di 4 miliardi di dollari secondo il mensile Forbes). Il gruppo Gallo (che, in passato, ha venduto in Usa anche i vini della trentina Cvit) ha acquisito un enorme vigneto nella Sonoma Valley, laltro distretto enologico della California dopo la pi celebre Napa Valley dove ha investito nei suoi anni buoni anche Gianni Zonin. Un vigneto da cui nascono i vini con il marchio Souverain, un mlange di Cabernet Sauvignon e Merlot di alta qualit. Non stato da meno il suo concorrente, il gruppo Constellation, il terzo produttore al mondo (quotato in borsa e quindi pi trasparente: 6,6 miliardi di dollari di fatturato, un ebitda di 1,9 miliardi di dollari e un utile netto di un miliardo) che, solo pochi mesi fa, ha acquisito i vini col marchio Prisoner, considerato in Usa il primo marchio del segmento super- luxury (oltre i 25 dollari a bottiglia) e quelli con il marchio Meiomi, i migliori Pinot neri dAmerica (oltre i 20 dollari a bottiglia). Perch questa crescita qualitativa dei vini californiani deve preoccuparci? Perch non risponde solo a un affinamento della domanda interna, ma comincia gi a proiettarsi sullexport, sui tradizionali mercati di sbocco della wine industry americana, la Gran Bretagna, il Giappone, la Svizzera, in competizione diretta con gli italiani e i francesi. Questi ultimi, poi, debbono fare i conti anche con i cileni, che lanno scorso, per la prima volta, li hanno superati sul mercato giapponese. La prossima sfida limmensa Cina: A questo ritmo annuncia il responsabile della promozione dei vini cileni in Asia, Julio Alonso potremmo cominciare a tallonare la Francia nel suo mercato estero pi importante. Oggi, in Cina, la Francia al primo posto con una quota del 45%, seguita dallAustralia con il 23% ma la concorrenza cilena insidia i vecchi campioni dellexport. LItalia da queste parti non esiste quasi, ha quote assolutamente marginali. Ma sui suoi mercati di riferimento - dalla Gran Bretagna alla Germania agli stessi Stati Uniti - dovrebbe cominciare, anchessa, a preoccuparsi. Il Nuovo Mondo del vino sta cambiando ancora. E in meglio.
Autore: Giuseppe Corsentino


24 Maggio 2016, ore 09:44

IL SOLE 24 ORE
Tommasi cresce e punta sul Far East ... La Borsa? Non escludiamo nulla, stiamo crescendo in modo costante del 7-9 %% ogni anno e con una buona marginalit. Per il momento, per, vogliano concentrarci sul consolidamento della crescita e sullimpegno che richiedono i mercati esteri, su cui c molto da lavorare un imprenditore ponderato Dario Tommasi, presidente del gruppo vitivinicolo che porta il suo nome, uno dei pi importanti produttori del vino Amarone, marchio storico della Valpolicella Classica, guidato oggi dalla quarta generazione della famiglia (in azienda lavorano i quattro fratelli e i loro nove figli). "Teniamo gli occhi ben aperti davanti a tutti i possibili sviluppi del nostro business, dice possibilista, anche se in questo momento gli sforzi sono concentrati sullestero. Reduce da un Vinitaly che questanno ha visto allo stand Tommasi numerosi buyers asiatici, in particolare da Cina, Giappone, Singapore e Thailandia, lazienda ha come obiettivo quello di procedere nella penetrazione dei mercati del Far East: Dobbiamo far capire agli asiatici limportanza dei vini italiani, far comprendere che non abbiamo nulla da invidiare aivini francesi, se non il senso del marketing, spiega Tommasi. Lazienda veronese - la sede a Pedemonte di Valpolicella - registra una quota export pari al 88%, lavora in 69 Paesi ed leader di mercato nel Nord Europa, in Canada e negli Stati Uniti. E proprietaria di 552 ettari di vigneto sparsi in tutta Italia nella Valpolicella Classica, ma anche nellOltrepo Pavese, a Manduria, nel Salento, dove viene prodotto il Primitivo, in Maremma Toscana e nelle colline del Brunello di Montalcino, dove stata fatta una acquisizione nel 2015. Ogni anno da questi vigneti- rigorosamente tutti in Italia, dice il presidente - vengono prodotte uve da cui si ricavano 2,9 milioni di bottiglie lanno, per circa 26 milioni di curo di fatturato complessivo. Non solo vini rossi importanti, ma anche, ad esempio, il Lugana, bianco tipico dellarea del Lago di Garda, molto amato in Germania. Non escludiamo nuove acquisizioni di vigneti continua Tommasi - vogliamo crescere ancora negli ettari di propriet per produrre solo con uve nostre. Il Gruppo Tommasi Family Estates, che conta su 23o addetti, attivo anche nellhospitality, con Villa Quaranta Park Hotel, a Ospedaletto di Pescantina, un albergo Termale con centro Congressi dove si svolgono manifestazione degustazioni dei vini della casa vitivinicola, con lAlbergo Mazzanti in centro citt a Verona e con un agriturismo a Pitigliano, nella Maremma Toscana, nella Tenuta Viticola Poggio al Tufo.
Autore: Katy Mandurino


22 Maggio 2016, ore 13:05

LA STAMPA
Dai lieviti ai biofertilizzanti cos il biotech innova lagricoltura Sesiamo vivi dopo cinque anni e se adesso abbiamo deciso di aprire un laboratorio a Torin e perch c un mercato che ha bisogno dei nostri servizi. Simona Campolongo presidente e ad di Grape una societ nata da una spin off della facolt di Agraria nel 2011, che applica le biotecnologie nel campo del vino. Grape una delle 79 imprese in Italia (nove sono in Piemonte, quattro in provincia di Torino le altre tra Cuneo, Alessandria e Novara) che lavorano al miglioramento del valore nutrizionale delle produzioni animali e vegetali, e alla sostenibilit dellintera filiera alimentare italiana. Enea e Assobiotech le hanno censite e inserite nel rapporto 2016 sul settore che vale complessivamente pi di 9 miliardi. Il biotech agroalimentare nel 2015 ha superato i 625 milioni di fatturato ed in crescita. Grape, ad esempio, offre analisi innovative per cantine selezionando lieviti del territorio, quindi autoctoni, con metodi di biologia molecolari, spiega Campolongo. In questo modo ogni cantina pu fermentare il suo mosto con un lievito proprio e non commerciale esaltando la territorialit. E cos dopo cinque anni Grape, oltre alla sede di Alba aprir un laboratorio a Torino per produrre i lieviti. Siamo partiti in tre e adesso abbiamo assunto una persona. Tutto bene, allora? I dati dimostrano come lindustria biotecnologica in Italia rappresenti un settore di indiscussa eccellenza - ha dichiarato Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec - ma gli stessi dati confermano anche i punti di debolezza: quasi il novanta per cento delle imprese che si occupano di ricerca biotech sono e restano realt piccole o micro, una caratteristica che ostacola lo sviluppo. Insomma, un quadro di luci e ombre anche se i ricercatori Enea si dicono convinti che la crescita della produttivit da sempre legata allinnovazione nelle scienze agronomiche e al miglioramento genetico delle piante, e continuer a esserlo grazie alle new breeding techniques. Si spiega anche cos la decisione del governo di mettere a disposizione 21 milioni per la ricerca in questo campo.


22 Maggio 2016, ore 12:26

LA REPUBBLICA
Di cantina in cantina, i vini dellestate ... Lei si era fatta trovare in aderenti pantaloni di velluto nero e con una cammisa di tipo mascolino, a righe bianche e rosse, con le maniche rimboccate. Ho cucinato io. Chiss che venuto fuori. Era venuta fuori una cenetta squisita, condita da un vinello bianco freschissimo e tradimentoso nella sua apparente innocuit. Basta una manciata di parole ad Andrea Camilleri (il romanzo Il tailleur grigio) per trasformare il vino in tentazione estiva e malandrina. Del resto, con lestate alle porte, la fruizione del vino cambia modalit e geografia: lItalia si ridisegna, tra coste e campagne. in base al clima e al tempo delle vacanze. La scelta di vini diversi - rinfrescanti e beverini - scontata. Insieme ai cibi dellinverno - zuppe, lunghe cotture, comfort food, cibi scaccia-freddo - mandiamo a riposare in cantina i vini loro abbinati: rossi corposi e da meditazione, bianchi molto strutturati, passiti da grandi formaggi. Ma la divisione tra bianchi e rossi suona meno scontata da quando il periodo delle temperature miti si allungato ed cresciuta la voglia di vini buoni, non banalmente dissetanti. Un salto di cultura enologica supportato dal moltiplicarsi di realt vignaiole sempre pi articolate e interessanti, anche da un punto di vista di visibilit sociale. Un tempo la fatica e le difficolt di gestione delle piccole attivit alternative rendevano il rapporto diretto con la clientela altalenante e farraginoso, oggi le produzioni biologiche, biodinamiche, ecosostenibili, non si nascondono pi che altro la scritta in etichetta o al bollino verde della certificazione. Alle loro spalle, infatti, pulsano aziende che sono un modello di nuova agricoltura, pronte a farsi conoscere e vivere a tutto tondo, tra agriturismi, fattorie didattiche e comunit rurali. A fare la differenza, lidea che il vino sia sempre pi figlio della terra (e meno degli enologi): un cambiamento figlio delle nuove produzioni naturali, a partire dai cosiddetti aranciati, da lunghe macerazioni. Per questo, va raccontato dallinizio, ovvero dalla vigna. Bisogna andare sul posto, guardare, annusare, toccare, ascoltare il racconto: questo cambia la dimensione del bere. Non solo responsabile, come dice la pubblicit, ma anche consapevole, oltre che - giustamente - godibile. Secondo lultima inchiesta di WineNews, lenoturismo rappresenta una delle diversificazioni di investimento pi importanti del vino italiano, fondamentale per aumentare la fidelizzazione degli eno-appassionati. Cos, anche lannuale appuntamento con Cantine aperte ha cambiato le sue dinamiche. Si visitano le cantine non solo per assaggiare e magari comprare, ma finalmente anche per conoscere le realt agricole, bypassando il marketing turistico importato dai grandi paesi delle produzioni di massa (Stati Uniti e Australia in primis) e scegliendo di rapportarsi con chi il vino lo fa davvero. Se il rapporto tra vino e natura vi attrae, andate sul sito del Movimento Turismo del Vino e organizzate la gita che domenica prossima vi porter in una delle settecentocinquanta cantine aperte, dal Piemonte alla Sicilia. Andate a conoscere da vicino il lavoro dei vignaioli grandi e piccini: sarete orgogliosi della vostra personalissima selezione di un vino per lestate.
Autore: Licia Granello


20 Maggio 2016, ore 10:04

CORRIERE DELLA SERA
Zero infinito, il vino (ultra bio) del futuro ... Fiorentino Sandri un vignaiolo di montagna con una lunga chioma bianca che lo fa assomigliare a un mago medievale. Da 40 anni stupisce con i suoi incantesimi, assieme al suo socio, Mario Pojer, tra la valle dellAdige e la Val di Cembra, in Trentino. riuscito a trasformare lacqua di montagna in grappe di monovitigno e pura acquavite di albicocca o more. Nel calderone fumante degli esperimenti ha inserito brandy e mosto di Lagrein ed nato il Merlino, un vino dolce liquoroso. Dallultimo colpo di bacchetta magica comparso Zero Infinito. Un nuovo vino tenacemente bio, che contiene i misteri della cifra da cui prende il nome. E che indica, con discrezione, una nuova strada. Guardate lo zero, e non vedrete niente. Guardate attraverso lo zero e vedrete il mondo, una frase di Robert Kaplan (dal suo libro Zero, Rizzoli) che sembra unidea a questo vino. Guardando dentro Zero Infinito, nella bottiglia bianca con il tappo corona, si notano increspature color nocciola: acidi organici, lieviti e cremor tartaro, il sale del vino. Se si scuote, il vino giallo diventa opaco, come il Pastis con lacqua. ancestrale - spiega Sandri, dietro al banchetto di Prima Linea, leno-evento organizzato a Mogliano Veneto da Graziano Bastianon - un bianco frizzante naturale, con il fondo, che pu essere decantato in caraffa da chi lo preferisce limpido, oppure agitato prima delluso per ottenere una versione rustica e contadina. Pojer e Sandri si trasformano in vignaioli nel 1975, a Faedo. Diventano amici alla scuola enologica di San Michele allAdige: quando il padre di Fiorentino lascia in eredit due ettari di terreno, capiscono che il momento di diventare grandi. Allinizio abbiamo puntato molto sulla grappa, se ne vendeva a damigiane - racconta Sandri - dicevano che la nostra zona era poco adatta per il vino. Partiamo con Mller Thurgau, Chardonnay e Nosiola. E abbiamo ragione, la nostra terra pu dare vini notevoli, anche importanti come quelli che affiniamo in legno, Pinot Nero, Rosso Faye e Bianco Faye. Dopo quattro decenni, il momento di pensare ai vini del futuro. Per Fiorentino, il vino del futuro viene dalle viti resistenti, come lo Zero Infinito. Viti nate in laboratorio che resistono alle condizioni climatiche estreme e alle malattie. Si studiano in molte universit del mondo, in Italia alcune dei Vivai Cooperativi di Rauscedo hanno gi ottenuto il via libera dal ministero dellAgricoltura. La cantina di Faedo ha usato piante messe a punto in Germania. Il vitigno si chiama Solaris. Sopporta inverni con temperature fino a meno venti gradi. Ha antidoti naturali contro peronospora e oidio. Questo permette - illustra Sandri - zero trattamenti con fungicidi e insetticidi nelle vigne. Inseguendo la cifra che i matematici indu e arabi fecero conoscere allOccidente tra lottavo e il nono secolo, le viti sono state piantate attorno al Maso Rella di Grumes, in Val di Cembra, moltiplicando il concetto di assenza: zero fitofarmaci, zero solforosa, zero lieviti, chiarificanti, filtraggi, antiossidanti. Letichetta stata affidata ad un artista trentino, Rolando Trenti. E lidea arriva da una critico del vino di cui pesa proprio lassenza, Francesco Arrigoni. un vino che profuma di fiori di montagna, di mela e di pesca, fresco e succoso. Il fondo della bottiglia non va buttato, secondo il consiglio di Pojer e Sandri, ma usato in cucina per un risotto sapido senza luso del sale. Lo zero nei secoli stato un concetto duro da digerire - scrive il filosofo Armando Massarenti - ora essere uno zero unottima cosa. Chi uno zero pu sorvolare con leggerezza, impunemente, con spirito libero, su diverse aree del sapere. Come fanno, con il loro vino, il mago Fiorentino Sandri e Mario Pojer.
Autore: Luciano Ferraro


18 Maggio 2016, ore 10:12

IL SOLE 24 ORE
Rallo eletto al vertice dellUnione italiana vini ... Antonio Rallo il nuovo presidente di Unione Italiana Vini. Lo ha eletto allunanimit il nuovo consiglio nazionale nel suo primo insediamento ieri nella sede Uiv di Milano. Antonio Rallo, gi vicepresidente vicario, impegnato da anni in Uiv sui temi della promozione e dellOcm vino, succede a Domenico Zonin e rester in carica per il prossimo triennio. Per un a strana coincidenza lelezione avvenuta nel giorno in cui a Roma, laltra associazione, Federvini, celebrava lassemblea generale (vedi servizio in pagina). Raccolgo - ha commentato limprenditore siciliano, al timone della cantina Donnafugata - leredit del presidente e del consiglio nazionale uscente che hanno saputo creare un clima di collaborazione fattiva. Tanto da consentire a Uiv di essere riconosciuta quale principale riferimento istituzionale per il mondo vitivinicolo. Poi Rallo, che nel corso della tornata elettorale, aveva dichiarato di puntare sullunit del sistema vino per unefficace rappresentanza istituzionale, ha detto che lavorer per unassociazione che sia sempre pi inclusiva verso tutte le imprese del ciclo economico della filiera vitivinicola (piccole e grandi imprese, viticoltori, cooperative, industria e commercio, consorzi c/o altre forme associative) e, pertanto, diventi maggiormente rappresentativa dellintera fili era stessa. Il consiglio ha eletto anche il vice presidente vicario, Ernesto Abbona, presidente della Federazione degli industriali vinicoli, e il vice presidente, Quirico Decordi, presidente della Federazione del commercio vinicolo.
Autore: Emanuele Scarci


18 Maggio 2016, ore 10:12

IL SOLE 24 ORE
Consumi stanchi e peso delle accise sulle bevande alcoliche hanno zavorrato il mercato italiano nel 2015 mentre lexport rimasto positivo per vino, aceti ed alcolici: la sintesi tracciata ieri durante lassemblea di Federvini, la Federazione delle imprese di vini, liquori e aceti. Dal fronte governativo per sembrano profilarsi delle aperture sul fronte fiscale, ma bisogna attendere il decreto fiscale. Mentre per lanno in corso i dati sullexport sembrano confermare il quadro del 2016. Il 2015 stato un altro anno complesso per tutto il comparto agroalimentare in Italia -ha detto il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, in occasione dellassemblea generale di ieri - I consumi hanno ancora una volta stentato. Sebbene lexport ha rappresentato una boccata di ossigeno per il settore, occorre ridare dignit al mercato interno e ai consumi domestici e riconoscere alle produzioni di vini, di spiriti e di aceti un ruolo strategico nelleconomia nazionale. La stagnazione del mercato domestico posta da Federvini direttamente in relazione al peso crescente degli aumenti daccisa sulle bevande alcoliche e da altre criticit legate alla percezione delle stesse. I primi inasprimenti fiscali delle accise sugli alcolici (nel decreto Cultura e decreto Scuola del Governo Letta) sono scattati nel 2013 e poi si sono ripetuti nel 2014 e nel 2015 con un balzo del30%. Alla fine - ribadisce Boscaini - si sono depressi i consumi del 5% e le entrate del fisco sono scivolate dell1,5%. Non mi sembra unoperazione riuscita. Uno studio condotto da Nielsen sul consumo delle bevande alcoliche in Italia ha inoltre rilevato che nel quinquennio 2011-2015 si sono persi 1,8 milioni di consumatori (-5%) a 32,2 milioni. Tra coloro che invece continuano a consumare bevande alcoliche la frequenza del bere passata da 4 volte a 3,6. Nel corso dellassemblea di Federvini, il sottosegretario allEconomia Paola De Micheli ha lasciato intendere che allinterno del processo di armonizzazione delle accise potrebbero esserci delle novit. Il decreto fiscale in costruzione - ha detto De Micheli- e l dentro ci sono 4 - 5 cose che riguardano la filiera del vino. Il vino rimane il prodotto pi diffuso e con la frequenza di consumo pi alta, ma subisce uno dei cali pi marcati: -5010. In calo anche il trend dei liquori (-30%), dei distillati (-17%) e dei cocktail alcolici (-31%). Tengono invece i consumi di champagne, spumante e prosecco e quelli di aperitivi alcolici. Diversa la musica per lexport. Nel 2015 lItalia ha esportato vini e mosti per 5,5 miliardi (+4,8%) e in volume per 21 milioni di ettolitri (-2,3%): gli Stati Uniti sono il mercato extra Ue pi premiante con 1,2 miliardi; in Europa invece la Germania si conferma leader e precede il Regno Unito. Gli spumanti hanno trascinato da soli lexport, altrimenti fermo: +28% a valore per 194 milioni. Risultati eccellenti in particolare in Germania (+2,9% a valore) e nel Regno Unito (+46%). In retromarcia invece i vini aromatizzati (-12,6% a 148 milioni) e fermi i vini liquorosi (+o,8% a 57 milioni). Performance positive per gli aceti che hanno registrato una mini crescita dell11% a 245 milioni. Tra i mercati pi importanti, gli Stati Uniti con oltre 71 milioni, la Germania con 43 e la Francia con 20,6. E nel 2016? E presto per dirlo - osserva Boscaini - nei primi mesi abbiamo visto un andamento vivace degli ordini di spumanti e rosati, ora si passa agli altri vini. Direi per che si profila una conferma del quadro del 2015.
Autore: Emanuele Scarci


18 Maggio 2016, ore 10:11

ITALIA OGGI
Borgogna perde terzo dei suoi vini ... Ci sono produttori italiani che possono fare concorrenza ai vini di Borgogna`? Detto con un po di cinismo, quel tanto che lecito negli affari, questanno il momento di battere, per prezzi e qualit, la concorrenza francese, quelle migliaia di vignobles della Borgogna, dello Chablis, del Mconnais, che hanno visto diecimila ettari dei loro vigneti (su un superficie complessiva di oltre 30 mila) quasi distrutti da una gelata improvvisa un paio di settimane fa. La situazione peggiore del previsto, ha annunciato preoccupato Christophe Ferrari (lontane origini italiane), vicepresidente della Confdration des appelations et des vignerons de Bourgogne (Cavb), durante la prima assemblea dei viticoltori della regione dopo la gelata che ha bruciato le gemme appena aperte sui tralci. E anche se il tepore primaverile di queste prime settimane di maggio potrebbe generare una nuova fioritura, quasi certo, lo ha spiegato il presidente del Consorzio, Michel Aubinel, che un terzo della produzione sia andato perduto con un danno economico ancora tutto da quantificare. Ma in ogni caso consistente. Perch nelle cantine della regione non ci sono scorte sufficienti dopo tre annate consecutive di petites rcoltes, di vendemmie un po grame nel 2010, nel 2102 e nel 2013. In media i vigneti di Borgogna producono 1,5 min di ettolitri di vino. Questanno, dopo le gelate improvvise di un paio di settimane fa, non se ne produrr pi di un milione di ettolitri e non sar facile mantenere il livello dei prezzi per restare competitivi sul mercato, soprattutto allestero dove i vini di Borgogna debbono competere con i cileni e i californiani che, proprio in questi anni, hanno avviato un processo di fly to quality, di miglioramento qualitativo e dimmagine. Ed qui che le strategie commerciali dei ngociant, i grandi commercianti di vino della regione, possono fare la differenza: giocare al ribasso o tenere alti i prezzi per garantire la stessa remunerazione ai vignerons. Claude Chevalier, presidente del Bivb, Bureau interprofessionnel des vins de Bourgogne, unorganizzazione che tiene insieme gli interessi dei commercianti e dei produttori, prova a rassicurare: Siamo acquirenti fedeli, dice strizzando locchio a tutti gli attori della filiera. Vedremo se i concorrenti italiani dei vini di Borgogna sapranno giocarsi le loro carte.
Autore: Giuseppe Corsentino


18 Maggio 2016, ore 10:11

ITALIA OGGI
Il testo unico vinicolo non ha copertura. E cozza con lUe ... Il testo unico della vite e del vino potrebbe incagliarsi in problemi di copertura finanziaria. E di compatibilit con le norme comunitarie. A rilevarlo il viceministro alleconomia Enrico Morando che, nel corso dellesame del testo in commissione bilancio alla camera, ha chiesto al governo lacquisizione di una relazione tecnica sul provvedimento messo a punto dalla commissione agricoltura. Secondo Morando infatti una pluralit di disposizioni presentano profili problematici dal punto di vista della copertura finanziaria mentre numerosi altri articoli del testo denotano criticit circa la compatibilit con le norme comunitarie, con il rischio concreto dellavvio di procedure di infrazione nei confronti del nostro paese, con potenziali riflessi negativi a carico del bilancio pubblico. La richiesta di relazione tecnica, che dovrebbe essere pronta in 10 giorni (22 maggio, ndr) segue la relazione deputata Susanna Cenni che, sempre in commissione bilancio, aveva rilevato la necessit di chiarire il non aggravio per le casse dello stato di una serie di norme del provvedimento tanto atteso dal settore vitivinicola In particolare, sulle norme riguardanti produzione e commercializzazione Cenni ha chiesto conferma che le attivit demandare ai soggetti pubblici possano essere svolte in condizioni di neutralit finanziaria soprattutto per quanto riguarda listituzione dello schedario vitivinicolo da parte del Mipaaf e della sua gestione da parte delle regioni. Stessa richiesta per i compiti attribuiti al Sian e allAgenzia delle dogane nonch agli uffici territoriali dellispettorato frodi. Richiesti chiarimenti anche per quanto riguarda lattivit di vigilanza da parte dei consorzi e su eventuali profili onerosi derivanti dalla collaborazione tra Consorzi ed enti e organismi di carattere pubblico.
Autore: Giusy Pascucci


17 Maggio 2016, ore 10:08

IL SOLE 24 ORE
Vino, ricavi online a 200 milioni in 5 anni ... In cinque anni il commercio elettronico del vino arriver fino a 200 milioni di curo lanno con una crescita annua media composta del 40%: le previsioni sono state elaborate congiuntamente da Svinando Wine Club, 2i3T - Incubatore di Imprese e per il trasferimento tecnologico dellUniversit di Torino, Club degli investitori e Piuvino.it Enoteca Online. Un bel salto se si pensa che nel 2015 lecommerce del vino sfiorava i 24 milioni, lo 0,2% del mercato totale del vino. Non si tratterebbe di una crescita dissimile da quanto gi avvenuto in Italia per la moda e labbigliamento e in Francia per il vino - assicura Riccardo Triolo, co founder di Svinando Wine Club Relativamente al vino in Francia, mercato con un livello di digitalizzazione molto elevato (con un tasso di penetrazione di Internet dell86% rispetto al 59% dellItalia), dal 2008 ad oggi si osservata una crescita significativa con un progresso medio annuo del 30%, un giro daffari di 850 milioni e una penetrazione dellonline sul totale retail del 10%. Ma come si preparano le cantine italiane alla sfida digitale? Secondo la terza edizione della ricerca condotta da Fleishman Hillard condotta sulle prime 26 aziende vinicole italiane per fatturato (secondo il rapporto 2015 di Mediobanca), emerge che il 33% delle aziende ha migliorato negli ultimi 12 mesi la fruibilit dei propri siti grazie a info design rinnovati e pensati sempre pi per clienti internazionali. Oggi 24 aziende su 26 offrono informazioni e percorsi di navigazione almeno in due lingue. Altro aspetto degno di nota che ben il 53% (18% nel 2015) legala comunicazione del prodotto al territorio di appartenenza introducendo anche riferimenti a enoteche locali e percorsi esperienziali. Infine, in uno scenario social pi quantitativo che qualitativo, diventano pi frequenti (+10%) gli aggiornamenti dei canali YouTube mentre le-commerce proprietario ancora utilizzato da pochi: due cantine su 26, come nel 2015. Per ledizione 2016 si conferma sul gradino pi alto della classifica Frescobaldi, seguita da Mezzacorona che raggiunge la seconda posizione, Masi Agricola si conferma al terzo posto mentre Antinori sinsedia al quarto. Chiude la Top 5 la Casa Vinicola Zonin.
Autore: Emanuele Scarci


16 Maggio 2016, ore 10:09

AFFARI & FINANZA - LA REPUBBLICA
Dalla damigiana allOrient Express e lAmarone Masi finito in borsa ... Stiamo adottando un nuovo tipo di cassetta tutta in bamb,in modo da evitare qualsiasi trauma alluva anche durante il trasporto dice Raffaele Boscaini, coordinatore del gruppo tecnico di Masi Agricola, settima generazione dei produttori di vino della Valpolicella - uno dei brand pi famosi al mondo, primo a quotarsi in Borsa in questo settore - mostrando i graticci di bamb, le arelle come si chiamano qui, dove appassiscono le uve per la produzione dellAmarone. Siamo a Garganago, piccola frazione di SantAmbrogio di Valpolicella, in provincia di Verona, sede storica delle Cantine Masi, nei cosiddetti fruttai, i locali aerati dove i grappoli sostano tre-quattro mesi dopo la vendemmia, costantemente controllati: Bisogna evitare che si formino marciumi o muffe- racconta Raffaele - ecco perch vogliamo sostituire anche le cassette, oggi si usano quelle in plastica bucherellate ma non consentono la tritale traspirazione, invece in questo modo una volta effettuato il raccolto in vigna, si deposita direttamente la cassetta nei fruttai. Lappassimento il cuore della vinificazione dellAmarone della Valpolicella, il fuoriclasse di questa terra. Una pratica che risale agli antichi Romani e si usa per tanti vini, dal Passito di Pantelleria al Recioto, il vino dolce sempre della Valpolicella.li riposo sui graticci favorisce la concentrazione degli zuccheri, che fanno salire il contenuto alcolico, dando vita a vini importanti. Il principio base uguale per tutti. Mila la rasa Masi ha nel tempo sviluppato un proprio stile, un expertise, AppaXXImento con tanto di brevetto. Portando questo vino di territorio nellOlimpo mondiale dellenologia. LAmarone un vino rosso secco, degno rivale dei prestigiosi Bordeaux come dei grandi Barolo e Barbaresco, Amarone per distinguerlo dal Recioto dolce. Vino a elevata gradazione, oltre 14 gradi, che si sposa bene con piatti impegnativi: arrosti di selvaggina, cacciagione, stracotti, formaggi stagionati. Cibi caldi, autunnali e invernali. Famoso anche il risotto allAmarone. Ma lAmarone si pu bere anche da solo, dopo pasto, come un Porto. E frutto dellassemblaggio di tre vitigni, Corvina, Rondinella e Molinara, tipici di questo territorio che si estende su tre valli, Negrar, Marano e Fumane, tra i Monti Lessini e il Lago di Gai da una distesa di colline e filari protetti da un microclima mediterraneo e nutriti da terreni rossi e bruni poggiati su marne cretacee, ha sali i e calcari dellera della collisione tra i continenti. La natura duna,luomo perfeziona. lino volta staccato dalla pianta, il grappolo continua a vivere nella bacca si attivano 415 geni, che hanno la funzione di tenere a bada lo stress della disidratazione, ma allo stesso tempo di presiedere alla produzione di sapori e bouquet del vino. La Cantina Masi, che ha un proprio Laboratorio di ricerca, lavorando in collaborazione con il Centro di Genomica funzionale vegetale dellUniversit di Verona, ha fatto una scoperta: La Corvina, rispetto a Syrah e Cabernet Sauvignon, impiega il doppio del tempo per disidratarsi e durante questo periodo attiva alcuni geni che conferiscono alla Corvina un pi elevato aroma d spezie legnose, una caratterizzazione locale racconta Raffaele. Nel mondo globalizzato del vino, lAmarone ha portato una sua identit unica e irripetibile: la leva comunicativa delle nostre etichette, tutti i prodotti ormai sono buoni oggi, la differenza nella storia che il territorio pu raccontare, spiega Sandro Boscaini, padre di Raffaele, Presidente di Masi Agricola, Mister Amarone, come lo chiamano in tutto il mondo, luomo che ha dato la svolta radicale al gruppo di famiglia, fino allapprodo in Borsa, avvenuto lo scorso anno, Dai fruttai nel sottotetto alla cantina sotterranea: tra gli storici grandi fusti veronesi e le pi moderne barrique, maturano e conquistano i mercati del mondo le diverse linee della cantina, che ora saranno servite anche sullOrient Express. Letichetta ammiraglia il Costasera, anche in versione Riserva, o Nectar, dove maggiore la presenza di Corvina. Lo scorso anno ha compiuto 50 anni Campofiorin, un Supervenetian, il capostipite di una schiatta di vini che decenni dopo saranno classificati come Ripasso, altra variante dellappassimento: il vino Doc Valpolicella viene ripassato per 10-15 giorni sulle vinacce residue dellAmarone. Una tecnica ingegnosa, lha definita Hugh Johnson, il pi autorevole tra i guru della critica enologica mondiale. stato mio padre Guido a ideare il Campoforin racconta Sandro. A quel tempi lItalia era la damigiana del mondo, forniva vini sciolti che venivano imbottigliati da marchi stranieri. E i produttori pi illuminati hanno iniziato a produrre vini di sempre maggiore qualit. In tutti questi anni Masi ha affinato la tecnica e oggi lappassimento della casa un expertise con tanto di brevetto. Limpronta della maison che alla base della maggior parte delle etichette: d corpo senza togliere freschezza al Rosa dei Masi Igt; conferisce una personalit fruttata al Masianco, Pinot grigio e Verduzzo Igt; dona vigore al Colberc, rosso dArgentina, dove la cantina nei suoi piani di espansione ha comprato la tenuta Vignet La Arboleta, a Tupungato, nel Mendoza, dove si produce anche il Torronts locale clic si sposa con il Pinot grigio in un matrimonio raffinato da un tocco di appassimento. Il Brolo Campoforin Oro, invece, lemblema dellinnesto dellinnovazione stilla tradizione: contiene lOseleta, un antico vitigno riscoperto dal Masi, che studi a vitigni e classi di lieviti naturali Abbiamo creato il primo campo sperimentale dinamico di conservazione e confronto di variet e cloni di uve autoctone delle Venezie - racconta Raffaele - dove sono state impianta te 48 diverse variet replicate in un numero d piante tali da permettere le microvinificazioni necessarie. Il vigneto si trova nelle antiche tenute dei conti Serego Alighieri, di propriet del Conte Pieralvise di Serego Alighieri, discendente di Dante, oggi partner di Masi. Lantica magione stata adibita a residence, la versione elegante e riservata di un agriturismo. Pi familiare e popolare invece wine bar-ristorante nella Tenuta famosa, vicino al Lago di Garda, a due passi dallAutostrada. Tutto fa business nella filiera che dal vino s snoda fino al turismo, dal mass market allAlto di gamma. Lultimo nato nella tenuta Cime Bossi Fedrigotti, con la quale ha stretto una jv, Conte Federico, spumante Trento Doc. E ora, con Moxx, il debutto dellappassimento anche nelle bollicine.
Autore: Paola Jadeluca


13 Maggio 2016, ore 10:30

CORRIERE DELLA SERA
Il nuovo mondo rosa di Ferragamo (contro i falsi) ... Mio padre? Beveva Coca Cola durante le degustazioni. Era imbarazzante. Salvatore Ferragamo racconta la svolta del padre Ferruccio, presidente della casa di moda che ha servito dive e regine immortali, Greta Garbo, Marilyn Monroe, Elisabetta. Ferruccio, 70 anni, allinizio si innamor del Borro, in Valdarno, una tenuta di 700 ettari e un borgo medievale. Poi scopr i vini. Ed ora, abbandonata la Coca Cola, non manca un appuntamento enologico accanto al figlio. Al Vinitaly, il mese scorso, ha presentato lultimo nato, il Bolle di Borro, un rosato Metodo classico, profumi di agrumi da uve Sangiovese. Quattro gli anni di affinamento, 5.000 bottiglie, racconta Salvatore, 45 anni, lamministratore delegato dellazienda agricola, biondo e con gli occhi azzurri, che sotto la scrivania tiene sia gli stivali da campagna sia quelli per giocare a polo. Facciamo 6 vini, 160 mila bottiglie lanno, da 45 ettari - elenca - la nostra bandiera lAlessandro dal Borro, un Syrah. Sulle etichette non figura il cognome di famiglia. importante - spiega - ma deve rimanere nel mondo della moda. Cos quando, pochi giorni fa, la famiglia si accorta che negli Stati Uniti, il mercato prediletto dal Borro, sono comparsi i vini Ferragamo, stato messo in moto un drappello di legali. Nel mirino finito Vince Ferragamo, ex giocatore di football ora vignaiolo. Ha una piccola cantina in California, con viti di Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Ha tre figlie, Cara, Venessa e Jenna: dai nomi ha ricavato quello del suo vino, Caressa J. che nel sito consiglia di bere con un piatto di spaghetti and meatball, pasta e polpette, errore compreso. Lazienda si chiama Ferragamo Winery. Per i Ferragamo dItalia un utilizzo illegale del marchio, ed quindi scattata la richesta di distruggere tutte le bottiglie prodotte dallex quarterback dei Los Angeles Rams. Stesso pressing adottato nella moda: nel 2015 la maison Salvatore Ferragamo ha bloccato 91 mila inserzioni online di borse e cinture contraffatte, chiuso 140 siti illeciti, distrutto 12.500 falsi a altrettanti confiscati, altri 34 mila bloccati alla dogana cinese, per un valore di 17 milioni di dollari. Quando siamo arrivati al Borro - ricorda lad - la tenuta agricola era in rovina, i campi appartenuti alla famiglia Medici Tornaquinci erano abbandonati. Dal 1985 ci venivamo in vacanza. Nel 1993 labbiamo acquistata dal duca Amedeo di Savoia-Aosta. Abbiamo restaurato tutto, rimesso in sesto le cantine di tre secoli fa. Abbiamo puntato sul biologico e stiamo transitando al biodinamico. Mio padre era scettico, ma lho convinto a iniziare con 10 ettari di viti. Come in tutte le famiglie imprenditoriali, alcune regole fissano la trasmissione del potere. Siamo 29 cugini - racconta Salvatore Ferragamo - per entrare nelle aziende i pre requisiti sono laurea, master e tre anni di lavoro in imprese non collegate. Ilgemello James uno dei tre selezionati per la maison. A Salvatore, con la sorella Vittoria, stato affidato il Borro. Nel borgo medievale, una rete di ville e appartamenti con 200 posti letto forma il Relais & Chateau. Accanto lOrto del Prete. Vittoria prepara il Cesto del Borro, 5 chili di frutta e verdura acquistabili da casa. La collezione di incisioni di Ferruccio Ferragamo (Rubens, Rembrandt, Goya, Manet, Picasso) il patrimonio della Galleria Vino&Arte. C una mostra: Da Mantegna a Warhol. Storie di vino. Riti dionisiaci, connessioni religiose, gioie domestiche e tormenti alcolici che un ex bevitore di Coca Cola pu dissolvere in un guizzo poetico di Charles Simic: Il miglior argomento in favore del vino, del tabacco, del sesso e dei discorsi a vanvera consiste nel fatto che ogni maggioranza cosiddetta morale li condanna.
Autore: Luciano Ferraro


12 Maggio 2016, ore 09:52

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il plagio? Normale, siamo i migliori. Difendiamoci con un chip ... Lo scorso anno ha toccato i vertici dellenologia mondiale, conquistando i 100/100 di The wine advocate, rivista culto del settore. Alessandro Mori da quaranta anni produce Brunello allazienda Il Marroneto di Montalcino e reagisce con un paradosso alla notizia della contraffazione che ha colpito i suoi colleghi: Non mi mai successo e non so cosa penserei, certo che se falsificassero un mio vino per un collezionista sarebbe quasi un riconoscimento di importanza.... In questo caso il falso per di bassa lega: vino da un euro per rivenderlo quindici/sedici. Ecco, questo mi darebbe molta tristezza. Unoperazione cos dozzinale veramente uno spregio per un marchio tanto importante. Hanno forse puntato su una clientela poco esperto? In realt una stranezza, perch in Danimarca c un mercato molto importante, che alla mia azienda d molte soddisfazioni. Sanno bere e amano la qualit, non un caso che il Noma di Copenaghen sia stato considerato per anni il miglior ristorante del mondo. Come ci si pu difendere dai falsi? Ci sono tanti sistemi, come i chip nelle etichette o nel collarino, non rappresentano un investimento insostenibile. Certo che ca si come questo, dove non si salvano nemmeno le apparenze, rientrano in una tipologia di truffa che non ha bisogno di grandi accorgimenti. Quanto possono nuocere al Brunello certi episodi? Si tratta in ogni caso di un danno, anche se tutto dipende dalle dimensioni: per duecento bottiglie lepisodio marginale, seppure considero importante che sia stato smascherato. Credo ci dia il segnale indiretto che il nostro brand particolarmente richiesto e dotato di immagine nel mondo. Siamo tornati a unesplosione confortata dai numeri. Quindi futuro ancora roseo, contraffazioni a parte? Sono convinto di s. Personalmente spero che tanti imbottigliatori impegnati a Montalcino lo facciano sempre pi non solo per il guadagno ma per la qualit e limmagine del prodotto, puntando cos oltre al marchio Brunello anche su quello di ogni singola azienda. Detto d chi arriva ai vertici della critica mondiale... Ho urlato per unora, quando ho saputo dei 100/100 di Robert Parker. Lo considero un grosso regalo che mi ha fatto la vita, ma anche un riconoscimento alla seriet del lavoro, perch ho sempre creduto nel rispetto della tradizione e del territorio. Cos nasce il vero Brunello.


12 Maggio 2016, ore 09:51

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Vino tinto spacciato per Brunello. Il bluff vola dalla Spagna alla Danimarca ... Era semplice vino tinto spagnolo da un euro a bottiglia, quel fac simile del pregiato Brunello di Montalcino finito sui tavoli di un ristorante danese. Una contraffazione grossolana scoperta da un cliente italiano, che ha segnalato il caso alla Procura di Siena, ma che poteva trarre in inganno un consumatore occasionale, perch la confezione esterna sembra plausibile a un occhio non esperto e senza il confronto con loriginale. Lindagine stata condotta in stretta collaborazione tra inquirenti e polizia giudiziaria dei due Paesi. E ieri due funzionari del reparto anti-frodi del ministero dellAgricoltura danese hanno ricevuto dal procuratore capo di Siena Salvatore Vitello i risultati definitivi delle analisi, che certificano il falso commesso ai danni dellazienda Fanti. Sono finite sotto sequestro oltre duecento bottiglie di Brunello, oltre ad alcune decine di Amarone della Valpolicella, ma gli inquirenti danesi stanno cercando di capire se la falsificazione ha confini pi ampi. Lattivit di tutela dellagroalimentare - ha detto il procuratore Vitello - fondamentale per questo ufficio, abbiamo gi condotto indagini su olio, vino e altri prodotti tipici. Non a caso proprio Siena stata la capofila delliniziativa promossa insieme alla Procura generale e alle Procure di Arezzo, Firenze e Grosseto per il protocollo dintesa con la Regione sulla prevenzione delle frodi agroalimentari. Il sostituto Natalia, che ha coordinato il lavoro, ha specificato che il reato stato interamente commesso allestero e noi non possiamo intervenire, ma abbiamo fornito ogni collaborazione, garantendo tutela al prodotto e allazienda. Lultima conferma arrivata dalle analisi, ma i segni di contraffazione erano gi evidenti sulla bottiglia, come hanno illustrato il comandante Spataro e il vice questore Brogi della Forestale, incaricata delle indagini: luso di carta comune e non filigranata, le fascette con un solo codice alfanumerico (invece che progressivo) e senza la scritta Docg leggibile agli ultravioletti, un refuso nel testo, la retroetichetta originale con la scritta Red Wine, vino de Espana celata sotto quella falsa. I funzionari danesi hanno ammesso che senza gli inquirenti italiani sarebbe stato difficile procedere nellinchiesta: Abbiamo affrontato altri casi di contraffazione di prodotti italiani, ma non siamo cos esperti nel campo del vino. I risultati degli esami e il confronto tra la bottiglia originale e quella falsa saranno determinanti per chiudere il caso.
Autore: Orlando Pacchiani


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Temp: 21°
Precip: -
rovesci e schiarite Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 21°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 23°
Precip: 4-8mm
temporale e schiarite Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 21°
Precip: 5-10mm
velature lievi Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 34°
Precip: -
rovesci e schiarite Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 23°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 23°
Precip: 4-8mm
variabile Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 21°
Precip: -
velature lievi Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 31°
Precip: -
temp forte e schiarite Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 23°
Precip: 20-40mm
parz nuvoloso Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 24°
Precip: -
rovesci e schiarite Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 24°
Precip: 4-8mm
parz nuvoloso Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 25°
Precip: -
acquazzoni e schiarite Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 25°
Precip: 2-5mm
temporale e schiarite Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 25°
Precip: 5-10mm
velature sparse Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 26°
Precip: -
variabile Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 32°
Precip: -
parz nuvoloso Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 22°
Precip: -
temporale e schiarite Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 20°
Precip: 10-20mm
rovesci e schiarite Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 24°
Precip: 4-8mm
velature sparse Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 29°
Precip: -
pioggia e temporali Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 21°
Precip: 20-40mm
acquazzoni e schiarite Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 26°
Precip: 2-5mm
piovaschi e schiarite Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 23°
Precip: 0-2mm
possibile temporale Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 25°
Precip: 0-5mm
variabile Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 24°
Precip: -
parz nuvoloso Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 26°
Precip: -
velature lievi Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 29°
Precip: -
parz nuvoloso Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 24°
Precip: -
velature lievi Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 24°
Precip: -
temporale e schiarite Soave:
Soave (VR)

Temp: 22°
Precip: 10-20mm
variabile Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 22°
Precip: -
variabile Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 26°
Precip: -
rovesci e schiarite Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 25°
Precip: 4-8mm
pioggia e temporali Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 21°
Precip: 20-40mm
pioggia e temporali Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 21°
Precip: 20-40mm
pioggia e temporali Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 21°
Precip: 20-40mm
pioggia Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 16°
Precip: 4-8mm
pioggia moderata Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 18°
Precip: 20-30mm
acquazzoni e schiarite Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 26°
Precip: 2-5mm
rovesci e schiarite Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 23°
Precip: 4-8mm
Mezzacorona

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