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Il Meglio dell'Edicola

23 Settembre 2016, ore 10:17

CORRIERE DELLA SERA
Dalla Toscana al Trentino vigneti da scoprire ... Nei paesaggi della Val dOrcia, patrimonio dellUnesco dal 2004, immerso in 2.000 ettari di natura, il resort Rosewood Castiglion del Bosco di Montalcino, fondato da Massimo e Chiara Ferragamo, propone una vendemmia molto particolare, in programma luned prossimo. Gli ospiti, ma anche semplicemente gli appassionati di vino, potranno passare la giornata nella vigna insieme a Cecilia Leoneschi, enologa di Castiglion del Bosco. Il suo team sveler i segreti di questo antico rituale: insieme si impareranno le tecniche di raccolta e di selezione delle uve di Sangiovese in cantina, per poi concludere la giornata con una degustazione di vini e un picnic sullerba. Anche i pi piccoli potranno partecipare, pigiando luva con i piedi (www.castigliondelbosco.com). Il Trggelen, tradizione contadina dellAlto Adige, con merenda tipica nei vigneti, si rivive a Castelrotto (Bz). Dal 13 ottobre al 3 novembre 2016 allHotel Schgaguler lofferta Trggelen comprende unescursione guidata con merenda a base di castagne e frutta, vino nuovo e la visita di una cantina per conoscere il processo di preparazione di un vino, dalla vendemmia alla bottiglia (4 giorni mezza pensione da 435 a testa, www.schgaguler.com).


23 Settembre 2016, ore 10:16

ITALIA OGGI
Vino, Monopolio addio ... Via il Monopolio di stato per i sistemi di contrassegno del vino, s alla fermentazione fuori vendemmia, ravvedimento operoso con il pagamento di 1/8 del valore della sanzione, semplificati controlli e dichiarazioni per gli imprenditori vitivinicoli. Sta per arrivare in porto il Testo unico della vite e del vino che, dopo un lavoro durato anni, stato approvato mercoled sera allunanimit alla camera e passa ora al vaglio del senato Un provvedimento con cui lItalia si porterebbe allavanguardia rispetto agli altri paesi europei essendo il primo paese a dotarsi di una disciplina legislativa organica sul settore vitivinicolo valida a livello Ue. Rispetto al testo approvato in commissione agricoltura di Montecitorio in aprile, secondo quanto ha spiegato a ItaliaOggi il relatore del Testo unico on. Massimo Fiorio, i nuovi emendamenti hanno introdotto il riconoscimento sia del vitigno autoctono nazionale sia del vino, della vite e dei territori viticoli, come patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilit sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale. Per quanto riguarda le denominazioni sar un solo organismo di certificazione a effettuare i controlli, per evitare cos di duplicare il lavoro e la documentazione. stata, poi, liberalizzata la fascetta del vino prevedendo che esse possano essere stampate anche dalle tipografie autorizzate e non pi solo dallo stato. Viene inoltre consentita la possibilit di utilizzare sistemi di contrassegno diversi e telematici come il Qr Code La fermentazione fuori vendemmia, prima vietata nel nostro paese per i vini, viene oggi consentita al pari di Spagna e Francia introducendo cos un adeguamento alle pratiche enologiche europee. Per le produzioni al di sotto dei 1.000 ettolitri ci sar un forte abbattimento della documentazione da presentare cos come importante sar la riduzione per tutte le comunicazioni in cantina. La disciplina del ravvedimento operoso, che permetter al produttore in presenza di irregolarit di mettersi in regola attraverso il pagamento di 1/8 della sanzione, il primo esempio di applicazione nel sistema agroalimentare.
Autore: Giusy Pascucci


22 Settembre 2016, ore 10:19

PANORAMA
Cannonau per centenari doc ... Da tre generazioni le cantine Argiolas valorizzano vitigni autoctoni. A Serdiana, nellentroterra cagliaritano, la storia passato, presente e futuro. Qui, nel 1938, nacque una cantina destinata a diventare uno dei simboli della Sardegna: Argiolas. La casa di Antonio, lomonimo fondatore, ancora di fronte allazienda. Quelle dei nipoti sono state costruite poche decine di metri pi in l. Mio nonno aveva ereditato tre ettari di vigne, adesso ne abbiamo 230 sorride Valentina Argiolas, 39 anni, responsabile export e marketing. Siamo cresciuti costantemente grazie a grandi investimenti; E anche noi trentenni, terza generazione in azienda, abbiamo dato il nostro contributo puntando sullestero: adesso il 40 per cento del fatturato. Antonio Argiolas, Tziu Antoneddu, mor a 102 anni, nel 2009, dopo aver realizzato il suo sogno: creare una grande azienda sarda che usa solo vitigni tradizionali. Fare vino serve anche a salvaguardare il nostro territorio dallabbandono e valorizzare le biodiversit spiega Valentina Argiolas. Per questo investiamo moltissimo nella ricerca e nel recupero di vitigni autoctoni. Unattenzione per i prodotti che ha portato la cantina a fare incetta di riconoscimenti. Tra le etichette spicca il Turriga, appena premiato con i Tre bicchieri. E poi lultimo nato, Senes: un Cannonau riserva dedicato ai centenari sardi. Come Tziu Antoneddu, il patriarca da cui tutto ebbe inizio.


22 Settembre 2016, ore 10:17

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Dalla vendemmia al vino. In settembre lItalia celebra il pi prezioso dei suoi gioielli ... Da sempre settembre il mese dedicato alla vendemmia. In un recente censimento relativo alle variet di vite presenti in Italia sono state catalogate 174 variet coltivate, 330 con materiale genetico non coltivato ma in collezione e 166 relitti, vitigni a fortissimo rischio di erosione. Il Sangiovese, il vitigno pi diffuso per la produzione di vini, assume nomi diversi in base al luogo dove si coltiva: a Montalcino si trasforma in celebre Brunello e 40 km pi in l d vita al Nobile, dai vigneti sottostanti la piazza di Montepulciano, e al Morellino sulle colline di Scansano e dintorni. Necessario almeno per il 70 per cento della composizione duve per ottenere uno dei vini italiani pi conosciuti al mondo, il Chianti. Geneticamente diverso ma con lo stesso nome, il Sangiovese alligna perfettamente in Romagna, dove oggi una folta schiera di giovani vignaioli ne trae vino robusto e desideroso dinvecchiamento. Qualcosa di simile accade anche per altre denominazioni famose a livello mondiale come Barolo e Barbaresco, in verit figlie di un unico vitigno, il Nebbiolo, che in Valtellina base per lomonimo vino e lo Sforzato (richiede almeno il 90 per cento di uva Nebbiolo). Ma il vino pi venduto in Italia lui, il Lambrusco, fresco e frizzante. In verit ne esistono almeno una decina di denominazioni tra DOC e IGP, che si differenziano per variet duva e luogo dorigine, dal Mantovano al Ravennate, con Modena e Reggio Emilia a fare la parte del leone. E per chi va... in bianco corre in soccorso il Lugana (nelle diverse tipologie), elaborato con uva Trebbiano di Soave sul lago di Garda, a cavallo tra Brescia e Verona. Dicono che sia il vin o bianco che si vende meglio allestero, anche nella versione spumante metodo classico. Per non dire dellaltra regina dello spumante italiano, il Prosecco (anche in questo caso ne esistono diverse accezioni a seconda della zona dorigine), che conquista proseliti in tutto il mondo. Nel Triveneto guarda caso unaltra uva locale la pi coltivata, la Glera. Che garantisce unicit assoluta al prodotto finale.
Autore: Riccardo Lagorio


19 Settembre 2016, ore 10:04

AFFARI & FINANZA - LA REPUBBLICA
Le bolle pi effervescenti al listino ... Il tempo conferisce carattere e vigore al Dom Perignon. Ma fa lievitare anche le quotazioni. Secondo The Finest Bubble, magazine inglese che valuta champagne e vini rari, il millesimato 1998 - non il P2 - che pure aveva ottenuto votazioni pi basse del millesimato 2005, ed considerato un Dom Perignon medio, quotava a fine dello scorso anno 700 sterline, con un 103% di incremento di valore. Con let ivintage acquistano valore anche perch diminuiscono le bottiglie in circolazione. Tracciando le performance a cinque anni del millesimato 2002 The Finest Bubble valuta una crescita del 28% del valore di mercato, specchio delle potenzialit di apprezzamento di questo brand. Incrociando i dati relativi alla vendemmia con gli andamenti di altre annate The Finest Bubble stima per il vintage 2006 un futuro di rivalutazione che potrebbe superare 112005. Si tratta di unannata eccezionale, che oltre a supportare levoluzione promette di sostenere anche le valutazioni di mercato. Nei primi sei mesi di bilancio 2016 Wines & Spirits hanno contabilizzato 565 milioni di euro di profitti nel portafoglio di Lvmh, in crescita del 17% rispetto alla prima met del 2015. Vini e champagne contribuiscono per 178 milioni, cognacs e alcolici per 387 million euros. La buona performance, si legge sulla relazione per gli investitori, dovuta sia a volume delle vendite che a una politica di incremento significativo dei prezzi, dovuto a una maggiore spinta sui prodotti di altagamma. I margini operativi come percentuale del fatturato sono in crescita di 2,5 punti, al 27.5%.
Autore: Paola Jadeluca


18 Settembre 2016, ore 16:45

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il terremoto non ferma il Sagrantino. Un bicchiere in vetrina per ricominciare ... Il terremoto non ferma i produttori di Sagrantino. A Montefalco (Perugia), le aziende umbre che continuano a lavorare e vendere in Italia e allestero, si sono messe in vetrina partecipando a Enologica, lexpo che celebra uno dei vini pi rappresentativi del panorama nazionale e internazionale. Pur nelle difficolt del presente e con le ripercussioni drammatiche in termini turistici per lUmbria, grazie al Consorzio di tutela dei vini Montefalco e al Comune, 27 aziende dellarea di produzione del Sagrantino hanno messo in piedi anche questanno e fino a oggi una manifestazione con un ricchissimo programma di eventi. In prima linea c Marco Caprai, della celeberrima cantina montefalchese: Enologica solidale con gli operatori umbri che si sono trovati ad affrontare il problema del terremoto. Per questo abbiamo voluto ospitare eccellenze come il ristorante Vespasia di Norcia, titolare di una stella Michelin. Lobiettivo dimostrare una capacit di osmosi tra territori e la volont di aiutare le imprese deccellenza oggi in difficolt a causa del sisma. Perci parte dei fondi raccolti dalla vendita dei bicchieri di Enologica verranno i destinati al sostegno dei bisogni degli sfollati. Oltre a degustazioni e abbinamenti dei vini con tutti i prodotti di eccellenza dellUmbria, a Montefalco vengono proposti, fino a oggi, documentari sullolio, mostre, rassegne, concerti, showcooking e altre iniziative. In un connubio tra vino, arte e sostenibilit ambientale che rappresenta il must dellevento 2016 e che non dimentica di essere solidale con le popolazioni colpite dal sisma.
Autore: Cristina Belvedere


18 Settembre 2016, ore 16:45

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il Chianti patrimonio dellUnesco. Il dono per la festa dei trecento anni Tra storia e futuro, per il Vigneto Toscana comincia la settimana clou. E tempo di celebrare lanniversario pi atteso, i 300 anni dal 24 settembre 1716 e dalleditto con cui il Granduca Cosimo III istituiva le prime `denominazioni del vino: Chianti (ed erano i confini geografici dellattuale Gallo Nero), Carmignano, Pomino (oggi tutto il Chianti Rufina) e Valdarno Superiore, tornato terra da vino in tempi pi recenti. Batt sul tempo i francesi, il Granduca, tra laltro con norme commerciali modernissime. Vanto indiscusso, per il Granducato: che ne far partecipe, sabato a Firenze, il ministro dellAgricoltura Maurizio Martina. Al quale il Chianti presenter la proposta di far entrare i vigneti del Gallo Nero nella lista del patrimonio mondiale dellUnesco. Intanto Giovanni Busi presidente del Consorzio Chianti (la denominazione pi vasta) pensa di affidare allUnesco, ma come patrimonio immateriale, perfino le feste delluva e del vino. Occasione doro, sabato, per parlare di territorio e di sviluppo. Il Chianti del bando granducale vuole diventare distretto rurale, e vestirsi di biologico. Pure lassemblea del Chianti Rufina ha gi dato lok alliter per convertirsi a distretto bio, non poetico romanticismo ma patto dacciaio tra produttori, cittadini e comuni. il momento clou, insomma. Anche per aprire fattorie e poderi alla massa degli enoturisti: oggi c Cantine Aperte (programma e aderenti su www.mtvtoscana.com, sito del Movimento per il Turismo del Vino), e proprio nel cuore della rivoluzione bio, la piccola Borgogna di Panzana in Chianti - venti vignaioli nellUnione locale, 500 ettari e 2 milioni di bottiglie rigorosamente green - si tiene lexpo Vino al Vino. Con gli occhi al cielo, per capire i segnali di unannata che promette altissima qualit. Con un pizzico di scaramanzia, visto che la Toscana ora supera il Piemonte nellexport: 427,1 milioni di curo contro 404,6. Frutti di un ottimo lavoro: per esempio, quello di Sergio Zingarelli, presidente del Chianti Classico e produttore a Rocca delle Macie, che sta facendo 15mila miglia in 12 giorni tra Atlantico e Pacifico per incontrare 1.500 professionisti del settore, e la partecipazione tra un mese della Toscana alla Wine Experience di Wine Spectator del New York Marriott Marquis. Segnali che si avvertono anche nella voglia di novit: Frescobaldi fa restyling importanti a Nipozzano, dove cambiano qualche etichetta e il blend del Mormoreto, rosso di punta del Castello. Fioccano poi i premi e scopri che la pi stellata tra le cantine toscane non una griffe ma una cooperativa: Castelli del Grevepesa, 50 anni di storia, cento soci, un milione di bottiglie da 17mila quintali di uva conferiti, 64 riconoscimenti in un anno tra guide, concorsi, challenge e trophy in Europa, Asia e America e il suo direttore ed enologo, Ugo Pagliai, artefice della rinascita dellazienda, nominato winemaker of the year del 2015 negli Usa. Ultimo segnale, vero e concreto, la pioggia. I vignaioli esultano. Certo, i primi grappoli - uve bianche, il precoce merlot e qualche sangiovese giovane in basso - sono gi caduti nelle ceste e sono gi mosto. Certo, qualcuno ha avuto paura e ha cominciato a cogliere, anche in zone nobili come Montalcino. Ma i pi attenti hanno aspettato, e qualche scroscio non li spaventa. Giovanni Manetti, big di Pantano, mostra sullo smartphone i dati di rilevamento delle sue centraline in vigna: Sono appena 25 millimetri dacqua malgrado gli scrosci violenti, e ci voleva perch si rischiavano concentrazioni zuccherine eccessive, questacqua riporta eleganza ed equilibrio, il chicco si gonfia quel tanto che basta. Appuntamento dunque tra una settimana, con le schiere di giovani assunti coi voucher. E chiss che anche questanno qualche ricco stravagante, invece, non paghi le sue 250 sterline al giorno per un selfie con le cesoie tra le vigne di Sting.
Autore: Paolo Pellegrini


18 Settembre 2016, ore 16:41

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il Pegaso ai consorzi del Gallo Nero i si celebra leditto del Granduca ... Il Pegaso, trai massimi riconoscimenti del Consiglio regionale della Toscana, stato consegnato ieri dal presidente Eugenio Giani ai consorzi vinicoli peri 300 anni dalleditto del Granduca Cosimo III de Medici


16 Settembre 2016, ore 18:41

Corriere della Sera
La rivincita del Brunello sul Barolo. Ecco i Migliori cinquanta vini dItalia ... La classifica del Biwa. Le certezze e le sorprese: il debutto del Lambrusco di Sorbara... La rivincita del Brunello. Nellultima edizione del Biwa (la classifica che dal 2012 premia i 50 vini migliori dItalia), le bottiglie di Montalcino tornano protagoniste. Il vino pi votato il Cerretalto 2010 di Casanova di Neri, la cantina che ha raccolto i massimi punteggi (100/100) dai grandi critici americani come Robert Parker.
Un anno, quello del Biwa, di certezze (con qualche sorpresa). Un elenco in cui si respira il senso del tempo senza troppe scosse, la stessa sensazione di cui scriveva Goffredo Parise quando tornava nella sua casa sul Piave dopo i viaggi intorno al mondo. Sul filo dei ricordi, ritrovando i sapori di sempre, i vini che si possono riconoscere al primo sorso, come il Sassicaia di Tenuta San Guido, il Vintage Tunina di Jermann, il Turriga di Argiolas. Vecchi amici che si riconoscono al primo sguardo, come il Breg di Gravner, dorato come un tramonto.
Lanno scorso il Barolo aveva conquistato tre posizioni sulle prime quattro con il Monprivato di Giuseppe Mascarello primo classificato, il Brunate di Rinaldi subito dopo e al quarto posto il Parafada di Palladino. Questanno Montalcino, forte della magica vendemmia 2010, ottiene anche il quinto posto con il Pianrosso di Ciacci Piccolomini dAragona. Stessa annata per il Tenuta Greppo del caposaldo della tradizione Biondi Santi, al ventesimo posto. Accanto a lui i giovani, il Lupi e Sirene delle Ripi (15 posto). Gigliola Giannetti delle Potazzine (25) seguiti da Ragnaie, Mocali, Poggione, Canalicchio di Sopra e Siro Pacenti.
Nella secolare sfida a distanza tra Toscana e Piemonte, i Brunello sono 10, 8 i Barolo (Burlotto, Cogno, Giuseppe Mascarello, Sobrero, Rosso, Massolino, Sordo, Bussia Soprana). Questanno levento include nel nome lo sponsor, The Wine Insider, neonata cantina su misura per ristoranti. La classifica sar presentata luned prossimo, con i 50 vignaioli in sala, alla Fondazione Cariplo di Milano.
La giuria si allargata. Lidea del sommelier Luca Gardini e del critico Andrea Grignaffini ha coinvolto, in tre intensi giorni di serrate degustazioni (alla cieca, cio con le etichette oscurate) tre master of wine: linglese Tim Aktin, lamericana Christy Canterbury e il giapponese Kenichi Ohashi. Assieme a loro cerano la spagnola Amaya Cervera, gli italiani Pier Bergonzi (vice direttore della Gazzetta dello Sport), i critici enoici Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Marco Tonelli, oltre a Gardini e a chi scrive.
Tra le sorprese, il debutto (al 13 posto) di Sandy Skerk con la sua fresca e fruttata Malvasia del Carso, nel comune di Duino Aurisina. Quattro posti pi sotto si affaccia per la prima volta il Riesling di Ca del Baio, firmato nelle Langhe dalla famiglia Grasso. Anche il Barolo di Giovanni Rosso non era mai arrivato nella classifica del Biwa: questanno al posto numero 22. E poi il Lambrusco di Sorbara, quello della famiglia Zucchi: lesordio per questo vitigno nel Biwa, prova dei grandi passi avanti sul terreno della qualit delle rosse bollicine modenesi (e non solo). Questa selezione - spiega lex campione del mondo tra i sommelier, Gardini - dimostra che esiste ormai un alto livello di qualit diffuso in tutto il Paese, da nord a sud.
Una conferma anche questa, come lo il Fiorduva di Marisa Cuomo, il bianco che ha conquistato la giuria con la sua forza amalfitana che odora di albicocca. Ha scalato il secondo posto, risultando primo tra i bianchi. Pi a sud svetta il Nero dAvola Saia di Feudo Maccari, al quarto posto, uno scalino pi sotto del Sassicaia versione 2013, un vino che contiene il respiro del tempo.

LA CLASSIFICA 1 Casanova di Neri - Cerretalto 2010, Brunello di Montalcino Docg
2 Marisa Cuomo - Fiorduva Furore Bianco 2014, Costa dAmalfi Doc
3 Tenuta San Guido - Sassicaia 2013, Bolgheri Doc
4 Feudo Maccari - Saia 2014, Nero dAvola, Sicilia Doc
5 Ciacci Piccolomini dAragona - Pianrosso S. Caterina dOro Riserva 2010, Brunello di Montalcino Docg
6 G.B. Burlotto - Monvigliero 2012, Barolo Docg
7 Damijan Podversic - Bianco Kaplja 2012, Venezia Giulia Igt
8 Duemani - Duemani 2013, Costa Toscana Igp
9 Marco De Bartoli - Vecchio Samperi Solera
10 Terlano - Terlaner I Grande Cuve 2013, Alto Adige Terlano Doc
11 Alberto Lusignani - Vin Santo di Vigoleno 2006, Colli Piacentini Doc
12 Elvio Cogno - Vigna Elena Riserva 2010, Barolo Docg
13 Skerk - Malvasia 2013, Venezia Giulia Igp
14 Fattoria Zerbina - Scaccomatto 2013, Albana di Romagna Passito, Docg
15 Podere Le Ripi - Lupi e Sirene 2011, Brunello di Montalcino Riserva, Docg
16 Argiolas - Turriga 2012, Isola dei Nuraghi Igt
17 Ca del Baio - Riesling 2014, Langhe Doc
18 Mascarello e Figlio - Monprivato 2011, Barolo Docg
19 Sobrero - Pernanno Riserva 2010, Barolo Docg
20 Biondi Santi, Tenuta Greppo - Tenuta Greppo 2010, Brunello di Montalcino Riserva, Docg
21 Castellare di Castellina - I Sodi di San Nicol 2012, Toscana Igt
22 Giovanni Rosso - Ester Canale Rosso Poderi Vigna Rionda 2012, Barolo Docg
23 Zidarich - Vitovska Kamen, Pietra 2014, Venezia Giulia Igp
24 Gravner - Bianco Breg 2008, Venezia Giulia Igt
25 Le Potazzine - Brunello di Montalcino 2012, Docg
26 Uberti - Quinque Extra Brut 2007, Franciacorta Docg
27 Berlucchi - Guido & c. Palazzo Lana Extreme Extra Brut Riserva 2007, Franciacorta Docg
28 La Scolca -Gavi dei Gavi La Scolca DAntan 2005, Docg
29 Jermann - Vintage Tunina
30 Ca del Bosco - Franciacorta Vintage Collection Dosage Zro Noir 2006, Docg
31 Le Ragnaie - Brunello V.V. 2011, Brunello di Montalcino Docg
32 Massolino - Vigna Rionda Vigna Rionda Riserva 2010, Barolo Riserva Docg
33 Mocali di Ciacci Tiziano - Vigna delle Radunate Riserva 2010, Brunello di Montalcino Docg
34 Il Poggione - Vigna Paganelli Riserva 2010, Brunello di Montalcino Docg
35 Fratelli Bucci - Villa Bucci Riserva 2013, Castelli di Jesi Verdicchio Docg
36 Torre dei Beati - Bianchi Grilli 2014, Pecorino Abruzzo Doc
37 Franz Haas - Manna 2014, Vigneti delle Dolomiti Bianco Igt
38 Livio Felluga - Terre Alte 2013, Rosazzo Docg
39 Conte Emo Capodilista - Cuore di Donna Daria, bianco da tavola passito
40 Tramin - Terminum 2013, Alto Adige Gewurztraminer Vendemmia Tardiva Doc
41 Canalicchio di Sopra - Brunello di Montalcino 2011 Docg
42 Siro Pacenti - Pelagrilli 2011, Brunello di Montalcino Docg
43 Roagna - Paj Vecchie Viti 2010, Barbaresco Docg
44 Giovanni Sordo - Perno 2012, Barolo Docg
45 Bussia Soprana - Vigna Colonnello Riserva 2009, Barolo Docg
46 Fontodi - Fleccianello della Pieve 2012 Colli Toscana Centrale Igt
47 Valentini - Montepulciano 2012, Doc
49 I Clivi - Clivi Brazan 2014, Collio Doc
49 Benito Ferrara - Vigna Cicogna 2015, Greco di Tufo Docg
50 Zucchi - Rito 2015, Lambrusco di Sorbara Dop
Autore: Luciano Ferraro


11 Settembre 2016, ore 12:21

La Stampa
Ottima la qualit delle uve ... lanno dei grandi rossi... Un millesimo da ricordare... LItalia sul gradino pi alto per la vendemmia, battuta la Francia... Per Ismea e Uiv saranno 48,5 milioni di ettolitri, in contrazione del 2% rispetto al 2015. Per Assoenologi gli ettolitri saranno 49 milioni, con una produzione tra -5% e uguale allo scorso anno. Dettagli. Per entrambi, infatti, la vendemmia 2016 collocher nuovamente lItalia in cima alla piramide quantitativa, visto che le stime della Francia si fermano a 43 milioni di ettolitri e quelle della Spagna a 42,9 milioni. Ma ancor pi delle previsioni sulla quantit, fanno ben sperare le prime considerazioni sulla qualit delle uve che in questi giorni stanno arrivando nelle cantine di tutta Italia, favorite dal bel tempo: ottime, con alcune punte di eccellenza. A un inverno mite e con scarse precipitazioni ha fatto seguito una primavera e un inizio estate caratterizzati da piogge abbastanza abbondanti che hanno ripristinato le riserve idriche dicono da Assoenologi -. La vera estate iniziata il 21 giugno, in perfetta sintonia con il solstizio estivo, ed stata caratterizzata da giornate calde ma generalmente non torride con escursioni termiche giornaliere importanti e determinanti sulla qualit della vendemmia 2016. Condizioni che hanno sancito un percorso decisamente positivo della maturazione dei grappoli con laccumulo di sostanze aromatiche e polifenoliche. Detto in sintesi, lannata 2016 stimata da Assoenologi qualitativamente ottima con alcune punte di eccellenza, in particolar modo per i vini ottenuti da uve a bacca rossa che saranno vendemmiate a fine settembre. Il 2016 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare dice il presidente Riccardo Cotarella. Ma lauspicio potr essere confermato solo a raccolta ultimata, visto che a oggi stato vendemmiato poco pi del 15% del prodotto. Le prime tre regioni a tagliare i grappoli sono state la Puglia a fine luglio, la Sicilia e la Sardegna nei primi giorni di agosto. In tutto il Nord e Centro Italia si riscontra un ritardo dellinizio delle operazioni di raccolta di circa 5-10 giorni rispetto allo scorso anno, ma in linea con le annate normali. Il pieno della raccolta avverr nella terza decade di settembre, per concludersi tra la fine di ottobre e linizio di novembre. Sar dunque landamento climatico dei prossimi due mesi a decretare il giudizio finale, soprattutto per i rossi pi complessi e ricchi di struttura. Il Veneto, con ben 9,3 milioni di ettolitri, si conferma la regione italiana pi produttiva seguita dalla Puglia (8,7) e dallEmilia Romagna (8,1). Queste tre regioni insieme nel 2016 produrranno oltre 26 milioni di ettolitri, ossia il 53% di tutto il vino italiano. Per il Piemonte le cifre saranno le stesse del 2015, pari a 2,5 milioni di ettolitri. LItalia si conferma primo produttore di vino al mondo per quantit - commenta il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina -. Un dato importante, soprattutto tenendo conto della grande qualit che sappiamo sviluppare in tutti i territori delle nostre regioni. Ora dobbiamo diventare leader anche per valore. Una sfida alla nostra portata, che vogliamo e dobbiamo vincere insieme con i produttori, continuando a investire su qualit e innovazione. Ma se lexport delle nostre bottiglie in costante crescita in tutto il mondo, i consumi interni continuano sulla strada del ribasso. Secondo Assoenologi, a fine 2016 si scender sotto i 36 litri pro-capite, contro i 45 litri del 2007. Dobbiamo guardare con nuova attenzione al mercato interno che, ricordiamolo, rappresenta ancora il primo mercato per il nostro vino assorbendo il 50% del prodotto - dice Antonio Rallo, presidente dellUnione Italiana Vini -. Le imprese devono tornare a investire sul consumatore italiano.
Autore: Roberto Fiori


11 Settembre 2016, ore 12:21

La Stampa
Bollicine, lexport cresce anche nella terra dello champagne ... Lesportazione di vini e bevande alcoliche vale, per lItalia, 7,3 miliardi di euro, con un saldo commerciale di 5,8 miliardi di euro. Un record quasi tutto dovuto al vino, che contribuisce con i suoi 5,4 miliardi di export e 5 miliardi di surplus commerciale. Lo dice una ricerca sullimportanza della filiera vitivinicola italiana nelleconomia nazionale e internazionale realizzata da Federvini insieme con la Fondazione Edison. Nel 2015 il Veneto si confermato la principale regione italiana esportatrice di vini e bevande alcoliche con oltre 2 miliardi di euro di valore dellexport. Seguono il Piemonte con 1,4 miliardi, in lieve calo rispetto al 2014 (-0,8%), la Lombardia con 1 miliardo e la Toscana con 930 milioni, entrambe in crescita. Valori importanti sono registrati anche dal Trentino Alto Adige e dallEmilia Romagna, rispettivamente con 542 e 370 milioni di euro. A livello provinciale, dei 7,3 miliardi di euro esportati complessivamente circa 2,3 miliardi derivano da sole 3 province italiane: Verona (880,8 milioni), Cuneo (817,5) e Treviso (579,3). A queste si aggiungono altre 7 province, che si posizionano nella classe di fatturato estero che va dai 200 milioni di euro ai 499. Se guardiamo le tipologie di vino, il segmento degli spumanti quello che traina maggiormente la crescita con il bestseller Prosecco. Nei primi cinque mesi dellanno le esportazioni delle nostre bolli-cine sono cresciute del 24% a 407 milioni di euro: tutto grazie ai volumi, +25%. Un fenomeno che non ha pi confini: nella Francia dello Champagne la domanda di spumante italiano triplicata, con le esportazioni che hanno fatto segnare un incremento record del 198% delle bottiglie. I cugini francesi - dice la Coldiretti - non hanno mai richiesto cos tanto spumante italiano a fronte di una sostanziale stabilit negli arrivi di Champagne in Italia, tanto che per ogni loro bottiglia stappata da noi ne vengono portate Oltralpe oltre sei di spumante italiano. A fare la differenza resta tuttavia il valore medio per bottiglia commercializzata attraverso le frontiere: un dato che resta tutto a favore dei francesi.
Autore: Roberto Fiori


11 Settembre 2016, ore 12:20

Corriere della Sera
Le rilevazioni Coldiretti ... Triplicano le esportazioni di spumante tricolore nella Francia dello Champagne... Triplica la domanda di spumante italiano in Francia. Le esportazioni segnano infatti un incremento record del 198% delle bottiglie di bollicine made in Italy spedite nel paese transalpino nel 2016. quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dellanno che evidenziano un nuovo record storico per le spedizioni di spumanti italiani nel mondo. I cugini francesi - sottolinea la Coldiretti - non hanno mai richiesto cos tanto spumante italiano a fronte di una sostanziale stabilit negli arrivi di champagne francese in Italia tanto che per ogni bottiglia di champagne stappata in Italia ne vengono portate Oltralpe oltre sei di spumante italiano. Secondo i dati dellassociazione, la Francia ha sorpassato la Germania e si classifica al terzo posto tra i principali clienti di bollicine italiane dopo Gran Bretagna e Stati Uniti. Le vendite complessive dello spumante italiano allestero fanno segnare un record storico nel 2016 con un balzo del 25% delle bottiglie esportate.


11 Settembre 2016, ore 12:20

La Repubblica
Triplica la domanda di spumante in Francia ... Triplica la domanda di spumante italiano in Francia con le esportazioni che hanno fatto segnare un incremento record del 198% delle bottiglie di bollicine made in Italy spedite nel 2016. quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dellanno che evidenziano un boom dello spumante nel mondo.


09 Settembre 2016, ore 10:21

IL VENERD DI REPUBBLICA
Brunello e tartufo, prove di unione: un comune per due ... Nel Paese dei campanili il vino e il tartufo sono pronti a unirsi. E lo fanno anche rinunciando a un po della loro identit e della loro storia, pur di non morire. Cos succede che in Toscana il piccolo comune di San Giovanni dAsso, 853 abitanti e patria del tartufo delle crete senesi, decida di perdere il suo nome e il suo stemma per tentare la fusione con il pi celebre Montalcino, 6 mila abitanti e capitale del Brunello. In Toscana gi altri piccoli comuni hanno scelto la via della fusione, ma spiega Michele Boscagli, ex sindaco per 15 anni di San Giovanni dAsso, questa sar anomala. Se il referendum del 16-17 ottobre dovesse approvare la fusione, infatti, il nuovo comune si chiamerebbe solo Montalcino e avrebbe, nelle insegne, il vino Brunello ma non il tartufo. Un particolare che a qualcuno, tra le 5 frazioni del piccolo paese, non piaciuto. Dice il sindaco Fabio Braconi: La decisione di cedere il nome una scelta ponderata. Lo perdiamo volentieri pur di dare un futuro abitativo e socio-economico a San Giovanni dAsso. Il ragionamento semplice: Prima di scomparire del tutto ed essere accorpati dallalto in consorzi di maxi comuni facciamo noi un progetto con qualcuno con cui si pu stare meno peggio. E quel qualcuno proprio la patria del Brunello con le sue 14 milioni di bottiglie vendute nel 2015. Laccostamento con il vino pu far fare il salto di qualit anche al tartufo prosegue Braconi, incrementando il turismo. Il nuovo Comune avrebbe nel suo territorio non solo i vigneti (che non aumenteranno, rassicura il Consorzio del Brunello) ma anche il paesaggio sito Unesco della Val d Orcia, la francigena, il treno storico Natura e le terme. Eppure non solo questione di turismo: lesigenza della fusione nasce anche da problemi amministrativi e di gestione del territorio: In Comune siamo ridotti a 4 dipendenti polizia municipale compresa sottolinea il sindaco. Non riusciamo a sbrigare le pratiche n a garantire i servizi minimi come scuole, trasporti e sanit. Problemi che toccano anche gli abitanti di Montalcino. La paura che San Giovanni possa perdere qualsiasi potere diventando solo una frazione. Ci sar un Municipio a salvaguardia della nostra identit, rassicura ancora Braconi, e non chiuder n lufficio postale n la caserma. San Giovanni dAsso per dovr adeguarsi alla tassazione dei vicini, introducendo laddizionale Irpef e la tassa di soggiorno.
Autore: Gerardo Adinolfi


08 Settembre 2016, ore 11:31

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Alibaba Spinge il vino italiano ... Alibaba inaugurer domani il Festival del vino, per celebrare la popolarit di vini importati tra i consumatori cinesi. Presenti 50 cantine italiane.


08 Settembre 2016, ore 10:31

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Migliaia di bottiglie di Barbera Aiutiamo i malati di Sla ... Oltre 12 mila bottiglie di Barbera dAsti Docg per aiutare i malati di sclerosi laterale amiotrofica (6mila in Italia). Il 18 settembre sar la Giornata nazionale sulla Sta, con i volontari dellAisla in 150 piazze italiane per la raccolta fondi che nel 2015 ha raggiunto i 120mila euro. la bottiglia solidale a 10 euro il nome delliniziativa presentata ieri a Torino.


07 Settembre 2016, ore 10:34

IL SOLE 24 ORE
Vendemmia in calo del 2% ... Andr meno peggio di quanto si prevedesse, almeno per i volumi prodotti. La primavera dal tempo ballerino e lestate piovosa in qualche regione facevano prevedere una vendemmia problematica, soprattutto perla qualit. Invece ieri le stime di Unione italiana vini (Uiv) e Ismea hanno tranquillizzato sul fronte dei volumi: lItalia si confermer primo produttore mondiale divino con 48,5 milioni di ettolitri. Rispetto al 2015, anno record per i volumi del settore vitivinicolo italiano (49,3 milioni di ettolitri), le previsioni Ismea registrano un calo del 2%, dato che permette comunque di consolidare la posizione dellItalia come massimo produttore mondiale, davanti a Francia (42,9 milioni di ettolitri, -1o% sul 2015), Spagna (42-43 milioni, stabile), Germania (9 milioni, stabile) e Portogallo (5,6milioni, -20%). Nella mappa territoriale, le quattro Regioni pesi massimi ottengono risultati diversi: il Veneto (grazie ai nuovi impianti) incrementa del 2% la produzione sfiorando i lo milioni di ettolitri, seguito da Emilia Romagna (+5%, 7,7 milioni), e Puglia (+2%, 7,7 milioni), ma la Sicilia scivola del 15% a 4,7 milioni. In calo la produzione in Toscana (-8%.)e Campania (-20%). Nel 2015 lexport tricolore ha toccato il record dei 5,4 miliardi (ma in flessione a volume)e nei primi cinque mesi del 2016 ha registrato un ulteriore balzo del 3,7% a valore e dell1,3% a volume. LItalia si conferma primo produttore di vino per quantit ha commentato il ministro perle Politiche agricole Maurizio Martina -. Ora per dobbiamo diventare leader anche per valore. Una sfida che vogliamo e dobbiamo vincere insieme ai produttori, continuando a investire su qualit e innovazione. Quanto alla sfida dellecommerce, Martina ha ricordato che il 9 settembre il nostro Paese sar protagonista sulla piattaforma di ecommerce Alibaba in occasione della giornata dedicata al vino. Un segnale importante che ci dimostrale potenzialit di questo settore e le occasioni da cogliere sui mercati internazionali. Il presidente di Uiv Antonio Rallo ha sottolineato che i dati sullexport nei primi cinque mesi sono confortanti, tuttavia dobbiamo fare di pi sul fronte commerciale, semplificando e razionalizzando lofferta del prodotto secondo il modello seguito, ieri, dal Prosecco e, oggi, dalla Doc Pinot Grigio delle Venezie, dove lintegrazione della filiera produttiva non ha sacrificato le specificit territoriali. Rallo ha poi ribadito che recuperiamo volumi sullexport, aumentano i vini a Denominazione, ma la crescita ancora inferiore ad altri competitor internazionali e realizzata in prevalenza grazie agli spumanti. Un successo, quello delle bollicine, che deve continuare ma non pu, da solo, supportare la crescita delle nostre esportazioni.
Autore: Emanuele Scarci


07 Settembre 2016, ore 10:33

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Toscana gi tempo di vendemmia. Per il vino unannata da favola ... stata tra le pi precoci degli ultimi anni. Spiazza ogni previsione, sulla vendemmia 2016 nel Vigneto Toscana, il comunicato battuto dalle agenzie di stampa e partito niente meno che da Bolgheri. A firmarlo Ornellaia, big assoluto, una griffe tra le pi apprezzate, uno dei pi gettonati protagonisti delle grandi aste mondiali del vino. Poi per vai a leggere nei dettagli, e capisci: La scorsa settimana - rivela il direttore ed enologo dellazienda Axel Heinz - abbiamo concluso la vendemmia dei nostri vini bianchi mentre per i rossi, in questi giorni, abbiamo cominciato con qualche pianta di merlot, e stiamo pensando di proseguire con tutti gli altri. In poche parole, tutto nella norma: perch il fatto che luned 22 agosto sulla costa si sia cominciato a raccogliere viognier e sauvignon blanc, alla fine, non fa granch notizia, al massimo siamo in linea con le pi recenti annate, tra buoni anticipi e ritorni alla normalit. Normalit: ecco la chiave della stagione 2016, che - se questo settembre continuer come lestate, caldo e soleggiato di giorno, fresco di notte, senza acquazzoni e grandinate - regaler uve di ottimo livello in tutta la regione. Di conseguenza, grandi vini, con ottimi livelli di acidit, profumi, eleganza. Tanti commenti e anticipazioni vanno in questa direzione. Si stima un calo di quantit del 5% - intorno ai 2 milioni e mezzo di ettolitri - ma insomma si pu parlare di normalit perch qualche grandinata importante c stata, tra maggio e luglio, a Radda in Chianti, Castelnuovo Berardenga, San Casciano Val di Pesa, anche se non alla stregua del Piemonte o dello Chablis: dunque se manca qualche grappolo non c da stupirsi. Io ho pochissimi grappoli buoni nella zona di Docciole, e tanta uva ammaccata e quindi da scegliere con attenzione nella zona di Istine, conferma Angela Fronti, vignaiola 35enne da 32mila bottiglie lanno, un po il piccolo fenomeno della nuova generazione per essere entrata nellolimpo dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso con un Chianti Classico riserva 2013, insieme a 79 etichette toscane tra cui compare un altro nuovo fenomeno, il pinot nero dellAppennino di Vincenzo Tommasi Civettaja 2013 che nasce a Pratovecchio, Casentino. Quello del pinot nero un altro bel segnale per il 2016: Questanno abbiamo portato a termine la vendemmia con un leggero anticipo - dice Alessandro Brogi, proprietario del Podere Fortuna, nel Mugello, 25mila bottiglie, gi noto in Europa e in mezzo mondo grazie ad un meteo davvero propizio. Luva era ottima, adesso in corso la fermentazione. Previsioni rosee, dunque. Da sfatare la maledizione degli anni con il 6? Fra cloni e tecnologie, ormai il livello medio si assesta, commenta Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Chianti Classico, che parla di uve belle e sane, e di buona quantit. Montalcino si avvia a un altro 2015, gongola Fabrizio Bindocci, alla guida del Consorzio del Brunello. Ottima gradazione zuccherina e quantit superiore al 2015, fa eco San Gimignano, dove la raccolta della Vernaccia comincer tra una decina di giorni. Poi, magari, qualche invito alla prudenza si leva, e sempre dal mondo dei piccoli. Come Clemente Pellegrini, che fa vini e olio a Castel Ruggero, zona bassa del Chianti Classico: Il cambiamento climatico con inverni miti e estati caldissime - dice - ci impedisce la fermentazione malolattica. Allora, o hai un grande enologo, o i profumi del Sangiovese te li scordi. Settembre, per, pu ancora rimettere a posto le cose.
Autore: Paolo Pellegrini


06 Settembre 2016, ore 10:04

IL SOLE 24 ORE
Simest rileva il 20% di Terre Moretti ... Simest rileva il 19,6% della societ Terra Moretti Distribuzione per 6 milioni con lobiettivo di spingere lespansione internazionale delle bollicine di Contadi Castaldi e Bellavista. Loperazione stata chiusa lanno scorso ma la notizia emerge con la pubblicazione del bilancio Simest, che fa capo a Cdp. Questultima ha valutato la societ franciacortina oltre 30 milioni, dieci volte lEbitda del 2015. In realt- osserva il presidente Vittorio Moretti - il valore della societ supera i 40 milioni, m a considerato il grande supporto di Simest e il fatto che dopo 5 anni uscir dallinvestimento, non abbiamo spinto pi di tanto sul prezzo. Quale lobiettivo dellalleanza? Accelerare gli investimenti e lespansione allestero dei nostri vini come da programma triennale - risponde limprenditore bresciano - Solo recentemente abbiamo investito 7 milioni per le strutture e il magazzino e continuiamo a farlo sullo sviluppo allestero: deve arrivare al 40% dei ricavi. I mercati nel mirino sono Stati Uniti, Giappone e Far east. In dettaglio, la controllante Terra Moretti ha conferito il 6o% 0 del capitale della Contadi Castaldi srl in Terra Moretti Distribuzione tramite aumento di capitale sociale con scambio di partecipazioni. Contestualmente Simest ha sottoscritto un aumento di capitale per 6 milioni in cambio del 19,64% del capitale sociale. Oggi Terra Moretti ha una quota del 79,64%, Simest il 19,64% e Francesca Moretti il restante 0,89%. La societ controllata dalla Holding Terra Moretti, di propriet della famiglia, che gestisce anche il business alberghiero con LAlbereta di Erbusco. Nel 2015 Terra Moretti Distribuzione ha realizzato ricavi (comprese le cantine toscane Petra e La Badiola) per 37,4 milioni (+8,3%), con un Ebitda di 3,2 milioni (1,6 milioni) e un utile netto di 2,2 milioni (o,8 milioni). La posizione finanziaria netta positiva per 2,3 milioni. Lexport stato di circa 6 milioni. La cantina ha 3,5 milioni di bottiglie in affinamento, per almeno 3 anni e con punte di 4. Lanno scorso lazienda franciacortina ha disdetto il mandato allagente di commercio Sama Italia e dallinizio del 2016 opera tramite una propria rete di agenti. Secondo Terra Moretti una scelta strategica che permette di ottenere risultati migliori. Lanno scorso lazienda ha prodotto 2,78 milioni di bottiglie; il piano triennale al 2018 prevede un obiettivo di 3,75 milioni (+38,5% in pi), di cui 1,7milioni di Bellavista, i milione di Contadi Castaldi, 750mila di Petra e 300mila di La Badiola. Lincremento di produzione per il 2018 osserva lad Francesca Moretti risponde alla strategia della qualit assoluta in vigna e in cantina. Dopo aver raggiunto i 4 anni di affinamento per il vino pi rappresentativo, Alma Gran Cuve (1 milione di bottiglie), Bellavista porter tutte le vigne a conduzione biologica. Mentre Contadi Castaldi dovr poter contare su un rapporto di continuit con i viticultori conferenti pi virtuoso per fare pi qualit. E per il 2016? Nel vino - conclude Vittorio Moretti -potremo chiudere con una crescita del 10% mentre nel food puntiamo al 20.
Autore: Emanuele Scarci


06 Settembre 2016, ore 10:04

CORRIERE DELLA SERA
Lanno dei rossi ... Sar lanno dei grandi rossi. Riccardo Cotarella, il presidente di Assoenologi e dellUnione mondiale dei tecnici del settore, ha sul tavolo centinaia di report da tutte le regioni. Ha preparato un dossier con le previsioni sulla vendemmia 2016, appena iniziata. Molte incognite e qualche certezza: Il clima favorisce i vitigni autoctoni che un tempo avevano bisogno di pi tempo per maturare: il Nebbiolo di Barolo e Barbaresco, il Sangiovese di Brunello e Montepulciano, lAglianico. Mai come ora sono i cambiamenti climatici, con sferzate di tipo tropicale, a fare la differenza da vigna a vigna, spiega Cotarella. Come andr questanno? La quantit di vino sar minore del 5% o uguale allo scorso anno, circa 19 milioni di ettolitri. La qualit sar ottima con alcune punte di eccellenza. 1 primi a vendemmiare sono stati i vignaioli pugliesi, sardi, siciliani. Tra gli ultimi a impugnare le forbici saranno, tra la fine di ottobre e novembre quelli della Valtellina e dellEtna. La quantit media degli ultimi dieci anni stata di 45,4 milioni di ettolitri. Quindi le stime per il 2016 sono comunque positive. Lincremento maggiore, di circa il 10%, secondo Assoenologi, si registrer in Emilia-Romagna, Abruzzo e Puglia. E doppio di quello previsto in Friuli-Venezia Giulia. Per contro la Sicilia e la Campania produrranno ben il 20% in meno rispetto al 2015. In calo Trentino-Alto Adige, Veneto (che resta la regione pi produttiva con 9,3 milioni di ettolitri), Toscana, Marche, Lazio e Umbria. In Piemonte e Sardegna si stima una produzione pressoch uguale al 2015. Quello che pi importa, comunque, captare i segnali sulla bont dellannata, con tutte le precauzioni del caso, perch i giochi saranno chiari solo a vendemmia ultimata. Il verdetto di Assoenologi: Per i vini rossi il 2016 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare. Se le prossime settimane saranno ricche di sole e con le giuste piogge, avremo rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, e bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidit, alcolicit, finezza. Ecco il dossier in sintesi. Nord In Piemonte, la grandine ha compromesso alcune zone del Nizza. In Franciacorta hanno sofferto di pi i vigneti biologici nellordine del 5-10%. Se la cava bene la Valtellina, con qualit assai interessante. In Trentino i grappoli bianchi pesano meno del solito. Flessione, del 59,. in Veneto, dovuta anche a grandinate e trombe daria. E andata bene nel Colli Euganei e nelle doc vicentine. Prospettive positive per Garganega e Corvina (le uve appassite per lAmarone) e per 11 Prosecco (uve Glera). Nonostante il maltempo in primavera, sale il Friuli-Venezia Giulia. Centro Ottime prospettive per il Sangiovese in Romagna e in Toscana, buone per le variet storiche del Lambrusco in Emilia. Nelle Marche si attendono Verdicchio e Pecorino di notevole freschezza e rossi espressivi negli aromi. Unottima annata con vini molto profumati ed equilibrati dai Castelli romani. In Umbria, a Montefalco, patria del Sagrantino, si far i conti con un 2016 buono per qualit ma con rese inferiori alla media. Per il Montepulciano dAbruzzo potrebbe essere una stagione da incorniciare. Sud e isole In Campania si stima una produzione di circa il 20% inferiore rispetto allo scorso anno, con una buona resa uva/vino e unottima qualit. Maturazione accelerata in Puglia: In termini di qualit le attese sono elevate. Bene la Sicilia, dove le uve che finiranno in cantine potrebbero essere in calo del 20%. La siccit dimezzer la produzione di Zibibbo a Pantelleria. In Sardegna le piogge primaverili non hanno reintegrato le riserve idriche, ma hanno permesso alle viti un germogliamento uniforme e precoce.
Autore: Luciano Ferraro


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