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I giornalisti Franco Ziliani, free lance e noto polemista, e Stefano Bonilli, direttore del “Gambero Rosso”, lanciano una “provocazione”: boicottare vini altoatesini e turismo in Alto Adige




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Roma - 07 Febbraio 2006
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I giornalisti Franco Ziliani, free lance e noto polemista, e Stefano Bonilli, direttore del “Gambero Rosso”, lanciano una “provocazione”: boicottare vini altoatesini e turismo in Alto Adige

Incredibile ma vero, Stefano Bonilli, direttore del “Gambero Rosso”, e Franco Ziliani, giornalista free lance e noto polemista, persone che normalmente la pensano in maniera diametralmente diversa, si sono trovati d’accordo nel lanciare una proposta provocatoria, in risposta alla discutibile iniziativa che ha visto 113 dei 116 sindaci della Provincia di Bolzano sottoscrivere un appello all’Austria perché nella nuova Costituzione sia inserito “un riferimento alla funzione dell’Austria, quale potenza tutrice dell’autonomia dell’Alto Adige”.
Sui loro rispettivi blog, dapprima Ziliani sul “Taccuino del Franco tiratore” http://blog.virgilio.it/franco_tiratore e immediatamente dopo Bonilli, sul “Papero giallo” http://blog.gamberorosso.it/bonilli, hanno lanciato una paradossale provocazione. Fatta, soprattutto, per portare il caso al di fuori dello spazio ristretto delle, seppur bellissime, vallate bolzanine. Se di fronte ad una situazione che vede larga parte dei cittadini altoatesini (o meglio, südtirolesi), voler prendere le distanze da quell’Italia che è oggi il principale mercato per i vini della provincia di Bolzano e che fornisce il maggior numero di turisti in ogni stagione, cosa succederebbe, come ha scritto Bonilli “se d’ora in poi in vacanza andassi altrove? E se smettessi di bere vini dell’Alto Adige? E se lo dicessi anche agli amici? Così, tanto per vedere la faccia dei 113 signori che hanno nostalgia dell’Austria, che da noi non si sentono tutelati”.
Ziliani è andato oltre, ha manifestato questa sua intenzione di invitare a “boicottare” i vini altoatesini e le vacanze in Süd Tirol, in una e-mail inviata praticamente a tutti i produttori di vino altoatesini. Le reazioni, come prevedibile, non sono mancate: con centinaia di e-mail ricevute da Ziliani e Bonilli e commenti (di ogni tipo) pubblicati sui due blog e con numerosi articoli, che hanno riportato e commentato la “provocazione” dei due giornalisti, riportati sulla stampa locale bolzanina. Un dibattito acceso e rovente (che non accenna a placarsi), che ha ovviamente visto i produttori di vino altoatesini molto attivi nel ruolo dei pompieri e dei pacieri, preoccupati che il paradossale invito al “boicottaggio” del turismo e della produzione vinicola altoatesina espresso dai due giornalisti potesse essere preso sul serio da appassionati di vino e turisti.


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