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“LA TERRA TREMA” AL LEONCAVALLO: DAL 4 AL 6 DICEMBRE, A MILANO, L’EDIZIONE N. 3 DELLA RASSEGNA DEDICATA ALLA PRODUZIONE AGRICOLA PICCOLA E DI QUALITÁ, CHE QUEST’ANNO HA COME TEMA “TERROIR RESISTANCE!”




Venissa. L’incredibile impresa dell’azienda Bisol sull’isola di Mazzorbo restituisce a Venezia la dorona, antico vitigno lagunare del ‘400. Tra viticoltura eroica e un vino dal fascino straordinario
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Roma - 12 Novembre 2009
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“LA TERRA TREMA” AL LEONCAVALLO: DAL 4 AL 6 DICEMBRE, A MILANO, L’EDIZIONE N. 3 DELLA RASSEGNA DEDICATA ALLA PRODUZIONE AGRICOLA PICCOLA E DI QUALITÁ, CHE QUEST’ANNO HA COME TEMA “TERROIR RESISTANCE!”

Più di cento i vignaioli e gli agricoltori di ogni parte d’Italia, chiamati a dar voce a quella produzione di agricoltura di qualità che resiste, cosciente della potenza intrinseca del proprio sapere contadino: saranno i protagonisti de “La Terra Trema” (www.laterratrema.org), dal 4 al 6 dicembre al Leoncavallo di Milano, edizione n°3 della rassegna.
Il tema 2009 sarà “Terroir Resistance!”, che vuole estendere l’idea del terroir ad ambiti più ampi e inconsueti. I produttori presenti racconteranno le storie di un lavoro faticoso e quotidiano, per farsi portavoce dei propri territori e della propria terra, per partecipare ad un momento di corale dissenso contro il predominio dell’agroindustria, contro l’appiattimento dei saperi e dei sapori. Come quella piccola comunità abruzzese colpita dal terremoto che, nel tentativo di reagire e determinare il proprio futuro, ha dato il via ad una felice, delicata e faticata opera di ricostruzione territoriale, sociale, affettiva, culturale, che sarà raccontata dai protagonisti il 4 dicembre. In Abruzzo, nelle montagne vicino a L’Aquila, un gruppo di cittadini ha deciso infatti di rimboccarsi le maniche e inventarsi un progetto condiviso, E.V.A. - Eco Villaggio Autocostruito di Pescomaggiore, per una ricostruzione piacevole e non forzata delle proprie abitazioni, dimostrando che è possibile costruire abitazioni economiche, ecologiche, rapide e usando materiale locale, col sostegno professionale, fisico e cognitivo della comunità del territorio.
Domenica 6 ascolteremo sarà la volta della testimonianza dei volontari del Vis - Volontari per lo Sviluppo Internazionale in arrivo dalla Palestina, che lavorano all’interno della storica azienda vitivinicola Cremisan, legata all’omonimo Convento Salesiano: racconteranno della situazione di vita attuale e vissuta rispetto alle contraddizioni di quella terra - santa, promessa o soltanto tragicamente contesa, dell’incredibile tenacia del suo popolo e della straordinaria ricchezza della sua cultura. Questo ambizioso progetto, frutto della collaborazione dei Salesiani, del Vis, del personale locale, e di un qualificato gruppo di partner italiani, permette di aiutare i palestinesi di ogni religione grazie al ricavato delle vendite. Oltre al racconto della storia e del progetto di Cremisan, ci sarà la proiezione di un video realizzato nell’ultima vendemmia, l’esposizione di fotografie, e la degustazione dei loro vini.
Il 5 dicembre sarà dedicato alle tante declinazioni del gusto, dei saperi e dei sapori, con in programma degustazioni e racconti di vita e lavoro. Ad esempio quella dedicata al vino e al significato di cru e terroir: ne parlerà Gigi Brozzoni del Seminario Permanente Luigi Veronelli, redattore della Guida Oro I Vini di Veronelli e ormai storica presenza a “La Terra Trema”, proporrà una degustazione di vini che ben definiscono l’idea di “Terroir Resistance!”. Il 6 dicembre “La Terra Trema” e i suoi produttori incontreranno la realtà contadina bolognese di Campi Aperti, in uno scambio di esperienze e testimonianze. I produttori de La Terra Trema racconteranno le implicazioni/relazioni che questo progetto ha fatto scaturire, e Campi Aperti racconterà dell’esperienza sulla deriva legislativa igienico-sanitaria che non permette a moltissimi contadini italiani di commercializzare il proprio prodotto: questo infatti viene paragonato al prodotto industriale, stabilendo degli standard di produzione fuori dagli schemi dei piccoli produttori che nonostante ciò sono fonte di cibi sani e di alta qualità.
Secondo tradizione, anche quest’anno, un occhio di riguardo è riservato al menù proposto dalla Cucina del Leoncavallo: menù a filiera zero elaborati sulla base di provenienza e disponibilità stagionale dei prodotti. E infine, ogni sera, musica di qualità, lontana dalle orbite del già visto e già ascoltato.


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