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ALLARME DEL FAI-FONDO PER L’AMBIENTE ITALIANO: ALLA FACCIA DELL’AMARONE E DEL RECIOTO, LA VALPOLICELLA STA PER DIVENTARE IL PIU’ IMPORTANTE CENTRO DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DI VERONA




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Verona - 04 Febbraio 2009
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ALLARME DEL FAI-FONDO PER L’AMBIENTE ITALIANO: ALLA FACCIA DELL’AMARONE E DEL RECIOTO, LA VALPOLICELLA STA PER DIVENTARE IL PIU’ IMPORTANTE CENTRO DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DI VERONA

Alla faccia dell’Amarone e del Recioto, e grazie ad una nuova e ultra moderna cementeria, la Valpolicella si appresta a diventare il più importante centro di concentramento-smaltimento di rifiuti di Verona: da territorio che valorizza le enormi potenzialità mondiali legate alla produzione vitivinicola enogastronomica turistica, ad area tra le tante in cui i territori agricoli si mescolano con quelli industriali. Un triste interrogativo incombe: Amarone e Recioto o cemento e rifiuti? Secondo quanto emerge dal Censimento nazionale n. 4 su “i luoghi del cuore” promosso dal Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano, la più importante fondazione italiana che tutela il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico nazionale, che quest’anno chiedeva di segnalare “ciò che rovina i luoghi che più ami”, tra oltre 110.000 segnalazioni, il sito veronese più segnalato risulta quello di Marezzane nel comune di Marano Valpolicella, già noto all’opinione pubblica veronese, grazie alle “marcie” organizzate da Legambiente Verona, Wwf e Valpolicella 2000. Non solo: Marezzane, che rientra nel Parco Regionale Naturale della Lessinia, figura tra i primi 20 a livello nazionale e risulta concretamente minacciato di sparire (info: info@valpolicella2000.it).
L’’Industria Cementi Giovanni Rossi di Piacenza ha presentato progetti sia per ammodernare il Cementificio di Fumane aumentandone la produzione sia di poter di conseguenza scavare proprio nel Parco della Lessinia a Marezzane. La Cementirossi, nel tentativo di prorogare la sua permanenza, ha presentato un mega progetto di ristrutturazione dell’impianto che, tra le sue caratteristiche essenziali, ha quella di aumentare la produzione e utilizzare rifiuti e scarti sia come materiale da impastare con i calcari e le marne sia come combustibili. Devastare e distruggere la collina di Marezzane è conditio sine qua non per potersi assicurare altri 30-50 anni di permanenza in Valpolicella. Marezzane diventa così il luogo tristemente chiave in cui si decide il futuro e il destino di due territori: la Valpolicella e la Lessinia. Alla faccia del Parco e dell’ambiente, del vino e dell’eccellenza agroalimentare made in Italy.


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