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“LA TERRA TREMA” EDIZIONE 2008: AL LEONCAVALLO, SOTTO SFRATTO, SI RIUNISCE L’AGRICOLTURA CRITICA DI QUALITA’, CONTRO LE MODE E IL MARKETING DEL PRODOTTO STUDIATO AD HOC E L’APPIATTIMENTO DEI SAPORI, DEI SENSI E DEL FUTURO (MILANO, 28-30 NOVEMBRE)




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Milano - 10 Novembre 2008
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“LA TERRA TREMA” EDIZIONE 2008: AL LEONCAVALLO, SOTTO SFRATTO, SI RIUNISCE L’AGRICOLTURA CRITICA DI QUALITA’, CONTRO LE MODE E IL MARKETING DEL PRODOTTO STUDIATO AD HOC E L’APPIATTIMENTO DEI SAPORI, DEI SENSI E DEL FUTURO (MILANO, 28-30 NOVEMBRE)

Arriveranno da tutta Italia per unirsi alla gente dei centri sociali metropolitani e schierarsi in prima linea in una provocazione corale come poche ce ne sono in Italia e perfino in Europa: vignaioli, contadini, allevatori e piccoli produttori da oltre cento piccole aziende di tutta Italia, saranno gli assoluti protagonisti delle tre giornate di vera e autentica critica all’enogastronomia “industriale”, promosse dal centro sociale più noto del nostro Paese, con assaggi confidenziali e vendita diretta di prodotti low cost, confronti e accesi dibattiti, cene a filiera zero accompagnate da concerti e proiezioni di interessanti documentari. Al Leoncavallo, minacciato dall’ennesimo sfratto, per l’edizione 2008 di “La Terra Trema” (Milano, dal 28 al 30 novembre) si riunisce l’agricoltura di qualità, contro le mode e il marketing del prodotto studiato ad hoc e l’appiattimento dei sapori, sensi e futuro (info: www.laterratrema.org ).
Unisce la campagna e la città, portando in primo piano a Milano il rapporto conflittuale e vivo tra i centri urbani e l’agricoltura periurbana, la condivisione di un patrimonio culturale collettivo quale è il sapere enogastronomico e la discussione delle problematiche attinenti il settore agricolo e alimentare: così “La terra trema” vuole ricordare ancora una volta che agroindustria e grande distribuzione, ipermercati, grandi centri commerciali, ristorazione prefabbricata, sono luoghi della negazione dei diritti, dello sfruttamento, dell’infima qualità del lavoro, della distruzione dei territori, della omologazione di merci e sapori, l’alienazione dei bisogni e del vivere sociale, attraverso la voce di chi resiste e si scontra quotidianamente con la realtà dei prodotti dell’enogastronomia di massa.
Oltre agli assaggi confidenziali e alla vendita diretta di tantissimi prodotti da tutta Italia, le tre “calde” giornate del Leoncavallo saranno ricche di eventi e iniziative: dalle degustazioni guidate da assaggiatori esperti e appassionati come Gigi Brozzoni e Antonio Rollo, che presenterà No barrique, No Berlusconi (come la famosa etichetta del Barolo di Bartolo Mascarello), a momenti dedicati al miele e alle api, con l’apicoltore catanese conosciuto come “il pastore delle api”, Antonio Coco, che approfondirà l’allarmante fenomeno di portata mondiale della moria delle “sentinelle dell’ambiente” a causa del mix infernale tra l’inquinamento e l’uso dissennato di fitofarmaci; dall’incontro con gli agricoltori allevatori del Parco del Ticino, Luca Sala della Cascina Selva e Pietro Passerini della Cirenaica, protagonisti di una lezione speciale dedicata ai formaggi e ai salumi di loro produzione, alla presentazione delle originali e innovative Carte della Terra: le carte dei vini adottate negli spazi sociali e in alcuni ristoranti - come quello dell’agriturismo Cascina Caremma a Besate di proprietà di Gabriele Corti - dove la vita e la storia dei vini è raccontata direttamente dai produttori, senza tralasciare l’aspetto economico, i valori qualitativi ed economici delle produzioni, indicando i prezzi sorgenti ed i prezzi finali (info: www.laterratrema.org/carta-dei-vini). La sera l’appuntamento è alla storica cucina del Leoncavallo dove uno staff di cuochi utilizzerà le materie prime degli agricoltori presenti per creare originali “cene a filiera zero”, e durante le tre giornate sono previsti concerti - Cozzi Velluto Quartet, Enfance Rouge e Sean Burke Quartet - e numerose e interessanti proiezioni, prima fra tutti La Terra Trema di Luchino Visconti, e poi Our daily Bread di Nikolaus Geyrhalter, Fratelli di TAV di Manolo Luppichini e Claudio Metallo, Biutiful Cauntri di E. Calabria, A. D’Ambrosio e G. Ruggiero.
Un momento di particolare attenzione sarà l’interessante “Discussione pubblica su Territorio, Agricolture e Cemento nell’anno dell’elezione di Milano a luogo deputato per l’Expo 2015”, un argomento da approfondire perché se è vero che si parla molto di agricoltura, sostenibilità e produzione nella città metropolitana nell’anno della sua elezione a luogo deputato per l’Expo, poco veritiere e sincere sono le politiche e le economie mossesi finora in tal senso verso il territorio agricolo che si estende intorno a Milano e gli agricoltori che qui lavorano.
“Nutrire il pianeta energia per la vita. Il diritto ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta”, sarà un’altra importante occasione per discutere e rispondere alle domande che fanno “tremare”il Leoncavallo: possibile credere che Milano voglia nutrire il pianeta quando, incattivita, nell’odio uccide per pochi biscotti? Ci preoccupa che sia stato svenduto mezzo Parco Agricolo Sud Milano. Ci preoccupa che velati dal vessillo di un’agricoltura valorizzata si lavori con cemento, bugie, speculazioni immobiliari. Ci preoccupa che a dare aura ecologica a tutto questo siano state chiamate associazioni come Legambiente e Slow Food. Ci preoccupa che a nascondere tonnellate di cemento, infrastrutture gigantesche, affari, soldi e speculazioni siano stati chiamati i contadini: uomini e donne che con l’amore per il proprio lavoro custodiscono il nostro territorio. Intanto negli spazi del Leoncavallo la costruzione degli stands che ospiteranno i produttori è il risultato della collaborazione con la Comunità Cascina Contina, che con il suo laboratorio di falegnameria, l’orto, l’allevamento di animali e altre attività persegue la sfida di una casa d’accoglienza per decine di donne, uomini, minori e bambini.


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