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UNIONE EUROPEA - PARMESAN/PARMIGIANO: L’AVVOCATO UE NON CONDANNA LA GERMANIA … LA SENATRICE DE PETRIS: “SERVE INTERVENTO DEL GOVERNO ITALIANO”




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Bruxelles - 28 Giugno 2007
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UNIONE EUROPEA - PARMESAN/PARMIGIANO: L’AVVOCATO UE NON CONDANNA LA GERMANIA … LA SENATRICE DE PETRIS: “SERVE INTERVENTO DEL GOVERNO ITALIANO”

Il caso che oppone la Germania all’Italia su “Parmesan” e “Parmigiano Reggiano”, in sede europea, ha oggi segnato un punto a favore dei tedeschi. L’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue del Lussemburgo Jan Mazak, nella sue conclusioni rese note oggi, ha suggerito di non condannare la Germania respingendo il ricorso presentato della Commissione Europea.
L’eurogoverno nel 2003 aveva aperto una procedura d’infrazione contro Berlino sospettando l’abuso sul territorio tedesco del termine “Parmesan” a danno del “Parmigiano Reggiano” e aveva chiesto alle autorità tedesche di impartire chiare istruzioni agli organismi pubblici incaricati per perseguire le frodi.
La Commissione aveva presentato un ricorso perché la Germania, rifiutando di perseguire come illecito nel suo territorio l'immissione in commercio di formaggio con la denominazione “Parmesan” e non corrispondente al disciplinare della denominazione di origine protetta “Parmigiano Reggiano”, “contravveniva al regolamento comunitario sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari”.
L’esecutivo Ue, appoggiato dal Governo italiano, ha sostenuto che il termine “Parmesan” è la traduzione esatta della Dop “Parmigiano Reggiano”, mentre il governo tedesco, spalleggiato da danesi e austriaci, ha ribattuto che “Parmesan” è un sostantivo generico per indicare una categoria di formaggio a pasta dura. L’Avvocato generale, le cui conclusioni nella stragrande maggioranza dei casi sono seguite dalla Corte per emettere la sentenza, ha rilevato che “perché “Parmesan” sia considerato una traduzione di “Parmigiano Reggiano” occorre che questi due termini siano considerati equivalenti dai consumatori”.
“Ma dalle citazioni prodotte dalla Commissione non risulta che il termine “Parmesan” - è la tesi dell'avvocato nelle conclusioni - sia anche considerato equivalente alla denominazione “Parmigiano Reggiano” e le prove prodotte dalle parti non permettono di concludere con certezza che “Parmesan” é l’equivalente e, quindi, la traduzione di “Parmigiano Reggiano”. Quanto al fatto che la Germania fosse tenuta a perseguire d’ufficio la violazione del regolamento, l’Avvocato, proponendo di respingere il ricorso della Commissione, ha tra l’altro spiegato che “gli Stati membri possono stabilire discrezionalmente se svolgere controlli in un caso specifico e prendere provvedimenti qualora rilevino prodotti lesivi di una Dop”.
“La Commissione - è la critica dell’Avvocato - non ha prodotto la prova neanche di una denuncia o di un’istanza di tutela giuridica, né tanto meno meno un esempio di inerzia rispetto a denunce o istanze in relazione ad usurpazioni della Dop “Parmigiano Reggiano” commesse in territorio tedesco”. Fonte: Ansa

La posizione - La senatrice dei Verdi De Petris: “serve protesta del Governo
“E’ necessario una protesta formale del Governo italiano a Bruxelles che faccia chiarezza contro ogni forma di tolleranza della contraffazione”: è la reazione di Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, dopo il parere dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Ue sul caso Parmigiano-Parmesan.
“E’ francamente intollerabile - ha aggiunto De Petris - che neanche dalle massime istituzioni dell’Unione europea giunga una netta difesa delle denominazioni d’origine”.
“I prodotti taroccati del finto “made in Italy” agroalimentare - prosegue - procurano un mancato introito stimato in 50 miliardi di euro e una sentenza favorevole alla Germania sarebbe un precedente devastante per le centinaia di casi analoghi che potrebbero aprirsi con la registrazione delle nostre Dop nei paesi extracomunitari”.
“Questa vicenda - conclude De Petris - conferma che l’introduzione dell’origine obbligatoria in etichetta deve essere una rivendicazione di tutto il sistema-Italia”.


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