

Sondaggio Winenews/Vinitaly - L'irrinunciabile rito dell'aperitivo: d'estate il 42% de gli eno-appassionati se lo concede 2-3 volte a settimana, il 49% privilegia le bollicine. Ed a cena? L'87% beve di nuovo
di Eleonora Ciolfi











WineNews chiede agli enonauti un contributo per una buona causa! Nel filmato il progetto di solidarietà selezionato, Casa Sperantei ...![]()

Genova - 01 Maggio 2007
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NASCE IL “VINO DELLA LEGALITÀ”: A GENOVA, A SLOW FISH (4/7 MAGGIO), PARTICOLARE DEGUSTAZIONE DI SLOW FOOD … CON “CENTOPASSI”, LA NUOVA LINEA DI VINI PRODOTTA DALLE VIGNE CONFISCATE ALLA MAFIA IN SICILIA, E MESSA IN VENDITA IN ESCLUSIVA DA COOP | |
Contributo Video da winenews.tv: Un'azienda davvero speciale che restituisce dignità alla terra e a chi la lavora. Le parole accorate di Giancarlo Caselli e Don Luigi Ciotti: nasce un vino con la vitamina L, quella della legalità La linea Centopassi fa il suo esordio con due vini, più una serie limitata, voluta da Don Ciotti per celebrare il lavoro dei ragazzi dell’Istituto di Arti Grafiche Bodoni di Torino, che hanno elaborato il progetto grafico (l’etichetta vincitrice è stata scelta fra i loro lavori, con un concorso popolare tra i soci Coop) e hanno individuato il nome Centopassi (il titolo del film di Marco Tullio Giordana, sceneggiato dal giornalista Claudio Fava, che racconta la tragica storia di Peppino Impastato). I due vini sono intitolati a Placido Rizzotto (sindacalista di Corleone ucciso dalla mafia): il bianco è un Catarratto in purezza; il rosso è un blend paritario di Nero d’Avola e Syrah, e proprio quest’ultimo sarà distribuito anche nella serie limitata con etichetta speciale. Nella nascita della linea Centopassi è stato fondamentale anche l’aiuto tecnico fornito dagli esperti di Slow Food, che hanno supervisionato l’intero processo produttivo, dal lavoro nei vigneti fino all’imbottigliamento finale, insieme all'enologo siciliano Salvatore Martinico, consulente in varie aziende del comprensorio, Giuseppe Caviola, enologo piemontese, consulente e produttore egli stesso e l'agronomo Federico Curtaz.
Tutto parte nel 1995 a Corleone quando Libera, l’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, inizia una raccolta di firme per sollecitare l’approvazione di una legge che preveda l’utilizzo sociale dei beni confiscati ai boss mafiosi. L’iniziativa si estende a tutta l’Italia e le firme raccolte arrivano ad un milione. Nel 1996 viene finalmente approvata la Legge 109, e da allora alcune centinaia di ettari di terreno confiscati alla criminalità organizzata sono stati recuperati da uno stato di completo abbandono e assegnati a cooperative sociali che li lavorano producendo pasta, vino, olio, passata di pomodoro, farina, frutta, ortaggi e legumi.
La Cooperativa Placido Rizzotto - Libera Terra è stata costituita nel 2001 da un gruppo di giovani siciliani e gestisce attualmente 42 ettari di vigneto (che arrivano anche ad 800 metri di altitudine) progressivamente reimpiantati e presto una moderna cantina in fase di ultimazione. Un progetto che Don Ciotti ha esteso anche nelle terre confiscate alle altre organizzazioni malavitose, che purtroppo impediscono a molte aree del Sud Italia uno sviluppo ed una emancipazione. La bontà di questo tipo di operazione è stata compresa benissimo anche dagli stessi malavitosi che, è storia di questi giorni, hanno devastato la sede della Cooperativa calabra Valle del Marro, situata nella piana di Gioia Tauro e creata dall’associazione Libera di Don Ciotti nei terreni sequestrati alla ‘ndrangheta. | |



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