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Categoria: NON SOLO VINO

Roma - 18 Ottobre 2017, ore 16:50

Un piatto di pasta per sfamare il pianeta: il 25 ottobre torna il World Pasta Day 2017, quest’anno a San Paolo in Brasile. Dai 3 milioni di porzioni di pasta donati, ai pastifici aperti, fino all’hashtag su twitter #WorldPastaDay, ecco come celebrare

Un piatto di pasta per sfamare il pianeta: il 25 ottobre torna il World Pasta Day 2017, quest’anno a San Paolo in BrasileUn piatto di pasta per nutrire il pianeta è la sfida del 2017 del World Pasta Day, che quest’anno verrà ospitato dal Brasile, il maggior produttore di pasta al mondo, con San Paolo nel ruolo di “capitale” della pasta. Dal progetto “The Power of Pasta”, che con 3 milioni di piatti di pasta vuole contribuire alla lotta contro la fame nel mondo, ai 3 top chef (Antonino Cannavacciuolo, Bruno Serato e David Hertz), ambasciatori dell’iniziativa in Italia Stati Uniti e Brasile, dai pastifici aperti al pubblico, alla spaghettata virtuale su twitter: molte sono le iniziative messe in campo dall’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane in collaborazione con l’International Pasta Organisation, per l’edizione nr. 19 della Giornata Mondiale della Pasta, che il 25 ottobre celebra in tutto il mondo l’alimento simbolo della dieta mediterranea: alimento buono, sano, accessibile e sostenibile (www.welovepasta.it).
Contribuire a combattere la fame nel mondo con un piatto di pasta sembra una scommessa a buon punto, secondo i dati elaborati da Aidepi e Ipo, che promuovono l’iniziativa: dal 1997 al 2016 la sua produzione è, infatti, aumentata di quasi il 57%, passando da 9,1 a 14,3 milioni di tonnellate. Sono 48 (+77%) i paesi a produrne in quantità accettabili (oltre 1.000 tonnellate) e ben 52 (erano 30 allora) quelli che ne consumano almeno 1 chili pro capite all’anno. Allora come oggi, l’Italia guida questo mercato: 1 piatto di pasta su 4 consumati nel mondo è fatto in un pastificio italiano.
Quest’anno i festeggiamenti del World Pasta Day 2017 si terranno in Brasile con un evento a cui parteciperanno 250 delegati tra pastai, Istituzioni, rappresentanti della comunità scientifica, giornalisti e opinion leader del food. Il Brasile è infatti primo produttore di questo alimento in tutto il Sudamerica, con 1,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2016 e un consumo pro capite di 6,1 chili. Inoltre, in questo paese la pasta, da prodotto di largo consumo, viene fortificata con ferro e acido folico, in osservanza delle raccomandazioni dell’Oms e di una campagna di prevenzione e educazione alimentare contro l’anemia ferropriva, attualmente tra i principali “nodi” nutrizionali della nazione sudamericana.
Ma oggi la pasta si confronta con un’altra emergenza alimentare globale: secondo il rapporto Onu “The State of Food Security & Nutrition in the World 2017” a cura delle agenzie Fao, Ifad e World Food Programme, nel 2016 la fame nel mondo è tornata a crescere dopo un declino che durava da oltre un decennio. Oggi ne sono colpiti 815 milioni di persone, 38 milioni in più rispetto al 2015, l’11% della popolazione mondiale. Un campanello d’allarme per il raggiungimento dell’obiettivo di porre fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030, che l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 si è posta come priorità politica internazionale. E il mondo della pasta si candida ad essere parte della soluzione.
Per questo i pastai italiani e di tutto il mondo si sono impegnati nell’iniziativa benefica globale “The power of pasta”, con la quale verrà donata ad Associazioni locali impegnate nella lotta contro la fame un quantitativo di pasta sufficiente a realizzare oltre 3 milioni di piatti di pasta. Ambasciatori di questa iniziativa benefica tre “super-chef”: per l’Italia Antonino Cannavacciuolo consegnerà alla Caritas Diocesana un quantitativo di pasta sufficiente a garantire 160.000 pasti caldi agli indigenti di 12 Regioni; negli USA toccherà a Bruno Serato , già votato eroe dell’anno per la CNN per il suo impegno sociale. Da più di 10 anni prepara pasti caldi per 1.500 motel kids della California. E in rappresentanza del Brasile, David Hertz, che da 10 anni con “Gastromotiva” offre l’opportunità di una formazione alimentare e culinaria agli abitanti delle favelas di San Paolo, Rio de Janeiro, Bahia e Città del Messico e, più recentemente, ha collaborato con Massimo Bottura al progetto Refettorio Rio, che cucina nelle mense dei poveri i prodotti rimasti inutilizzati nel ristorante.
“La Giornata Mondiale della pasta - afferma Paolo Barilla, presidente di International Pasta Organisation - ci offre ancora una volta l’opportunità di raccontare quanto questo alimento straordinario possa essere ideale per sfamare il mondo in modo sano e sostenibile. La sua diffusione mostra come sia ormai di casa in tutte le culture, è un piatto umile che per il suo potere saziante può essere una scelta sana, naturale, accessibile a tutte le categorie sociali. In più è un prodotto a basso impatto ambientale, aspetto non secondario in un pianeta sempre più affollato dove chi produce cibo deve porsi il problema etico di farlo senza sprecare le risorse”.
Il modo più semplice per festeggiare la Giornata Mondiale della Pasta è sicuramente un bel piatto di spaghetti, magari in compagnia. Ma perché non pensare in grande e visitare un pastificio? Un’idea che diventa realtà con l’iniziativa “Pastifici aperti.” Nella settimana del World Pasta Day (23-28 ottobre) i pastai associati ad Aidepi apriranno al pubblico le porte di 7 impianti produttivi: Divella a Rutigliano (BA), Felicetti a Predazzo (TN), Barilla a Pedrignano (PR) e Foggia, Garofalo a Gragnano (NA), La Molisana a Campobasso e Rustichella d’Abruzzo a Pianella (PE). Un’iniziativa nel segno della trasparenza e del dialogo con il consumatore, per offrire a tutti l’opportunità di entrare nel cuore del processo produttivo della pasta italiana. La migliore al mondo per sapori, profumi e tenuta di cottura, grazie anche alla “legge di purezza sulla pasta”, normativa che da 50 anni ne stabilisce i parametri di qualità.
“La pasta è un alimento semplice, ma estremamente difficile da produrre - afferma Riccardo Felicetti, presidente dei pastai di Aidepi - e quest’anno ci è sembrato giusto rimettere al centro dei festeggiamenti per la pasta la passione e l’arte del pastaio, la sua sapienza tramandata da generazioni. Aprire le porte dei nostri pastifici è il modo più diretto per mostrare agli italiani tutta la passione, la sapienza e la ricerca che mettiamo in una forchettata di spaghetti: nel riconoscere e selezionare i grani migliori, nel realizzare i 300 formati, ognuno con caratteristiche uniche, nei test in cucina e in laboratorio. Un consumatore informato è anche più attento e consapevole” (per info: 06-44160854 o pastificiaperti@inc-comunicazione.it).
Il formato di pasta più amato, gli spaghetti. La salsa più iconica della dieta mediterranea, il sugo al pomodoro. Non poteva che essere lo spaghetto al pomodoro il piatto simbolo del World Pasta Day 2017. La ricetta di pasta più amata è anche la più sostenibile e rappresenta alla perfezione un’alimentazione sana ed equilibrata in cui i carboidrati complessi rappresentano la scelta vincente in chiave di gusto e salute. E anche quella più adatta a nutrire un pianeta sospeso tra malnutrizione e obesità. Per questo Aidepi e Ipo lanciano il 25 ottobre con l’hashtag #WorldPastaDay e #Spaghetti un dibattito su twitter invitando esperti, chef, giornalisti, blogger e pasta lover di tutto il mondo a dire la loro su questa ricetta iconica. Appuntamento, in Italia, dalle 12 alle 14 e dalle 17 alle 19 per rilanciare questo dibattito anche in America.
La celebrazione della Giornata Mondiale della Pasta avviene in un contesto di crescita, sia del mercato che della passione globale che le persone dimostrano verso questo piatto. Secondo una ricerca Nielsen, nell’ultimo anno il mercato mondiale della pasta è cresciuto del +2,3%. Se la pasta gode di un percepito estremamente positivo è anche merito della capacità dei pastai di intercettare tendenze alimentari trasversali. La pasta piace a quanti hanno un approccio etico al cibo: il 66% dei consumatori è disposto a pagare di più pur di avere un prodotto attento all’ambiente, e la pasta ha un’impronta ecologica minima e un packaging completamente riciclabile. Ma viene scelta anche dai consumatori più attenti al benessere (e infatti crescono tutte le nicchie salutiste, dal biologico all’integrale, al gluten free e così via), segno che sta venendo meno il vecchio pregiudizio che faccia ingrassare. I plus nutrizionali della pasta sono stati sottolineati anche nell’ultimo convegno internazionale organizzato a Roma dall’International Carbohydrate Quality Consortium (Icqc), dove si è chiarito che non tutti i carboidrati sono uguali: il consumo abituale di quelli a basso indice glicemico, come la pasta (specie se integrale), si associa a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari e diabete.
Ancora una volta l’Italia si conferma paese leader per la produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia e Brasile). Siamo anche i più accaniti consumatori di pasta, con 23,5 chili pro capite nel 2016, davanti a Tunisia (16 chili pro capite), Venezuela (12 chili) e Grecia (11,2 chili). Seguono poi i paesi in cui il consumo pro capite oscilla tra i 7 e i 9 chili: Svizzera (9,2 chili), Usa e Argentina (8,8 chili) tallonati da Iran e Cile (8,5 chili). Nel 2016 l’Italia ha esportato quasi 1,9 milioni di tonnellate di pasta, il 50% della produzione. La Germania si conferma il mercato principale per gradimento di pasta tricolore, con oltre 360.000 tonnellate e un’incidenza di quasi il 20% del totale. Seguono Regno Unito (dove la pasta non subisce l’effetto Brexit) e Francia. Crescono a doppia cifra gli USA il primo sbocco extraeuropeo (+11%) seguiti dal Giappone. Le performance più interessanti del 2016 si sono registrate in Cina (+18,6%), Emirati Arabi Uniti (+33%), Sudafrica (15%) e Europa dell’est, con l’eccezione della Russia (-24%). Nei primi sei mesi del 2017, i mercati strategici più dinamici per la pasta italiana sono stati: in Europa Spagna e Belgio, nelle Americhe il Venezuela, in Asia Cina e Arabia Saudita, in Africa Libia, Etiopia e Angola.
Nel suo paese simbolo la pasta se la passa bene. Secondo una ricerca commissionata da Aidepi a Doxa, in Italia la mangiano tutti (99%), per ragioni di gusto e salute, in media 5 volte a settimana. Per il 46% è l’alimento preferito da consumare ogni giorno. Il gusto (fattore primo nella scelta della pasta), la tenuta in cottura e la capacità di non rompersi quando la giriamo, sono gli elementi che costruiscono l’alchimia della pasta perfetta. Nei nostri piatti finisce soprattutto quella rigata e iniziamo ad acquistarla abitualmente anche in versione integrale. “La pasta è un cibo universale, ricco di storia e cultura, sempre più simbolo di una sana alimentazione, il cui consumo è in continuo sviluppo - commenta Raffaello Ragaglini, Segretario Generale dell’International Pasta Organization - grazie anche ai suoi valori nutrizionali riconosciuti a livello internazionale. Come International Pasta Organisation festeggeremo questo prodotto straordinario anche a San Paolo del Brasile, dove il World Pasta Day sarà l’occasione per presentarlo come il cibo perfetto per tutti, vero e proprio alimento del futuro, che unisce al gusto e convivialità anche un approccio al cibo nel segno del benessere e della sostenibilità”.

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