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Categoria: NON SOLO VINO

Bergamo - 16 Ottobre 2017, ore 17:13

Maggiore cooperazione con i Paesi africani, lotta alla fame, gestione delle migrazioni e tutela del reddito agricolo: dal G7 Agricoltura di Bergamo, gli obiettivi delle prime potenze economiche mondiali per il futuro di agricoltura ed alimentazione

La tutela del reddito dei produttori di fronte alle crisi di mercato o legate alle calamit naturali e ai cambiamenti climatici, e il ruolo della cooperazione agricola nella gestione delle migrazioni, partendo dal Continente Africano e dalla lotta alla fame: ecco le sfide, fondamentali per il futuro dellagricoltura e dellalimentazione, e quindi dellumanit, al centro del G7 Agricoltura di scena a Bergamo, dove a fare gli onori di casa, a fianco dei Ministri dellAgricoltura di Francia (Stphane Travert) e Germania (Christian Schmidt), del viceministro per gli Affari Internazionali del Giappone Hiromichi Matsushima, del Segretario di Stato per lAmbiente e lo Sviluppo Rurale della Gran Bretagna Thrse Coffey, del Ministro dellAgricoltura e dellAgroalimentare del Canada Lawrence Macaulay e del Segretario allAgricoltura degli Stati Uniti Sonny Perdue, insieme a Phil Hogan, Commissario Europeo per lAgricoltura e lo Sviluppo Rurale dellUnione Europea ed il Direttore Generale del Fao, Jose Graziano Da Silva, stato il Ministro dellAgricoltura italiano Maurizio Martina. Primo tema sul tavolo, la tutela del reddito dei produttori agricoli davanti alle crisi ambientali ed economiche, con i Ministri che si sono confrontati sui diversi sistemi di gestione del rischio, in particolare rispetto alle catastrofi naturali. Un argomento di attualit, come mostrano le recenti emergenze come la siccit nel Mediterraneo, le alluvioni del Nord Europa o luragano Irma negli Stati Uniti: difendere gli agricoltori da queste calamit e dalla volatilit dei prezzi sono stati il terreno di dialogo della prima parte del G7.

Dovremo costruire delle azioni convergenti - commenta il Ministro Martina - per tutelare sempre meglio i nostri produttori e i nostri allevatori e agricoltori. Bisogna ridistribuire la catena del valore allinterno delle filiere agricole e agro alimentare. Stiamo ragionando di come attivare delle misure che accompagnino questo lavoro. Il rischio quello di vedere sempre pi indebolito lanello pi debole della catena che il produttore agricolo. Laltra grande questione - continua il Ministro delle Politiche Agricole - che avremo al centro dellattenzione il rapporto fondamentale tra agricoltura e ambiente: pi sostenibilit in agricoltura vuol dire una maggiore tutela del territorio e non solo delle produzioni agricole, ma della comunit. Credo sia stato prezioso, in questo senso, il contributo di Josefa Sacko per sottolineare necessit e prospettive che arrivano dal Continente Africano. Cos come lintervento di Graziano Da Silva, concentrato sulle azioni Fao per favorire il lavoro, soprattutto delle donne, in agricoltura nei Paesi in via di sviluppo. Dobbiamo sostenere sempre di pi - conclude Martina - investimenti in infrastrutture che migliorino la gestione delle risorse naturali, a partire dallacqua. C intesa tra noi sulla necessit di sostegno allo sviluppo di modelli agricoli che uniscano competitivit e sostenibilit. Abbiamo costruito oggi un passo in avanti per chiudere un accordo utile nella giornata di domani.
Laltro grande argomento, inevitabilmente ed inestricabilmente legato a tutti i temi dellagricoltura e dellalimentazione, quello della lotta alla fame nel mondo e, come ha ricorda ancora il Ministro Martina, raggiungere lobiettivo Fame Zero al 2030 la grande sfida delle Nazioni Unite che lItalia rilancia, e su cui vogliamo confrontarci con i diversi attori internazionali presenti al G7 Agricoltura. Il nostro obiettivo quello di portare 500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030 attraverso impegni concreti dei 7 Paesi. La questione del cibo una questione di democrazia, perch quanto mai necessario e urgente ridurre le disuguaglianze. Il mio impegno - spiega Martina - quello di battermi perch alle sfide che stiamo affrontando si dia una risponda non con muri e dazi ma con ponti, amicizia, scambi per costruire una nuova idea della globalizzazione sulla frontiera dei diritti, della cooperazione, delle opportunit e della vicinanza tra i popoli. Dobbiamo costruire regole nuove per mercati aperti - dice ancora il Ministro delle Politiche Agricole - sapendo che la risposta di chi vuole promuovere un lavoro di cooperazione molto pi complicata di chi dice padroni a casa nostra e alza muri.
Tema caro, a dir poco, a Carlo Petrini, presdente di Slow Food che al ruolo fondamentale dellalimentazione ha dedicato una vita intera. Lagricoltura ha e avr un ruolo decisivo sul futuro della nostra umanit, sulla sua capacit di affrontare le sfide degli anni a venire e di garantire una vita degna o meno a tutti i suoi membri, sulla possibilit di vivere in armonia con lambiente o di distruggere la sua casa comune, ha ricordato ai Ministri dellAgricoltura delle prime 7 potenze economiche del mondo. Senza dimenticare i temi di dibattito economico e politico a livello internazionale, puntando il dito sullimpatto della produzione agricola sul pianeta e sulla bilancia dei rapporti tra Paesi del Nord del mondo e Paesi in via di sviluppo. La concentrazione e la massificazione della produzione alimentare favoriscono la trasformazione del cibo in commodity globale, deterritorializzata, producendo danni ambientali considerevoli e creando situazioni di dumping nei confronti delle produzioni locali. Per invertire la tendenza, per il fondatore di Slow Food, necessario concepire risposte internazionali e trasversali, anche in considerazione del fatto che stiamo assistendo alla progressiva e apparentemente inarrestabile concentrazione di potere nella filiera alimentare. I tempi sono maturi per chiedere con forza ai Governi qui rappresentati di riconoscere la piena dignit politica alla questione alimentare, creando di conseguenza uno specifico ministero dellalimentazione. Parlare di cibo non pu ridursi nellambito della produzione, al contrario ha ripercussioni e attinenze con leconomia, la sanit, la cultura, leducazione.
Noi, come abitanti e rappresentanti del cosiddetto Nord del mondo - sottolinea Petrini - non possiamo evitare di sentirne il peso e il carico morale. Anche perch non c dubbio che la questione del cibo abbia una diretta e forte connessione con le nostre vite personali e con il nostro quotidiano. Basti pensare al tema dei flussi migratori, figli di conflitti e violenze che in molti casi risiedono nella lotta per il controllo di risorse idriche e alimentari sempre pi scarse. Per il presidente di Slow Food, affrontare queste cause profonde significa costruire, al di l di ogni retorica, una vera politica della pace. E non solo un atto di carit o di altruismo: le nostre stesse comunit vivranno meglio se nella pratica sapremo essere costruttori di una nuova convivenza, fatta di reciprocit e di solidariet.
Alle parole, per, dovranno seguire i fatti, e tra i risultati di questo G7 Agricoltura ne vanno annoverati almeno due: la volont di una maggiore cooperazione con lAfrica e un mandato alla Fao per studiare un programma di azioni e individuare una definizione unitaria di evento catastrofico, che oggi ancora manca. Ma i punti di convergenza, alla fine, sono cinque, richiamati dalla Dichiarazione di Bergamo: tutela del reddito dei produttori di fronte alle crisi ambientali; pi cooperazione agricola con lAfrica, maggiore trasparenza nei prezzi del cibo; lotta allo spreco alimentare e tracciabilit per i sistemi produttivi territoriali. Che si inseriscono in maniera molto coerente nel lavoro che lItalia sta svolgendo nel suo anno di presidenza - ricorda il Ministro Martina - nel solco di Taormina e nella pi ampia cornice Fame zero dellOnu. In questo senso essenziale declinare lesperienza cooperativa con il contesto africano: questo un nodo decisivo della questione internazionale, il focus sullAfrica, sottolinea il Ministro. Che, sul mandato conferito alla Fao di sviluppare una definizione unitaria di evento catastrofico, dice: un compito che si prende la presidenza Italiana, auspicando che parta immediatamente, il lavoro di analisi. Abbiamo avuto indicazioni molto interessanti ieri pomeriggio quando, ad esempio, ci stato segnalato come una maggiore diffusione di alcune tecnologie di accesso a informazioni preventive sulle condizioni meteorologiche possa essere decisiva per mitigare preventivamente limpatto di questi fenomeni. In alcune zone rurali questo diventa decisivo, in questo senso lo sviluppo della banda larga pu diventare fondamentale.

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