Roma - 19 Gennaio 2012, ore 16:56
16.000 metri quadrati di superficie su quattro livelli, 14 ristoranti, sala congressi, spazio eventi e un’enoteca che nulla avrà da invidiare a quella del “padre” di tutti gli Eataly, quello di Torino, con una grande attenzione ai vini regionali, ma anche un microbirrificio, una produzione di mozzarella dal vivo, i “ristorantini” dedicati a carne, pesce, verdure, salumi e formaggi, pizza e pasta, gelateria, piadineria, paninoteca, pasticceria ai tavoli, un ristorante dedicato alla cucina laziale e, immancabile nella “capitale del fritto”, la grande novità della friggitoria: in una parola sola, Eataly, che dal 21 aprile sarà presente anche a Roma, dopo Torino, Genova, Milano, Bologna, Tokio e New York.
“La Capitale - spiega Piero Alciati, responsabile della ristorazione dei punti Eataly - è da sempre l’obiettivo, poco nascosto, di Oscar Farinetti, già dai tempi dell’apertura di Eataly Torino. La caratteristica principale che renderà Eataly Roma unico sarà la spettacolarità che potranno offrire i grandi spazi e le attività che si svolgeranno sui quattro livelli della struttura. Sarà una specie di girone dantesco, ma al contrario. Inoltre, per la prima volta in Italia, ci sarà uno spazio dedicato al mozzarella live, dove esperti casari si esibiranno nella preparazione dal vivo di questo formaggio, un microbirrificio la cui produzione avverrà direttamente all’interno e lo spazio assolutamente inedito della friggitoria. Non mancheranno le aree didattiche, a cui da sempre Eataly dedica grande attenzione, con un nuovo sviluppo dei corsi che saranno diversi ad ogni piano”.
Senza mai perdere di vista il rapporto con il territorio che, come succede a Torino, darà vita a sinergie “con gli enti istituzionali della città di Roma e il coinvolgimento di associazioni ed organizzazioni per noi interessanti. Eataly Roma - continua Alciati - dedicherà un ristorante interamente alla Regione Lazio. Al secondo piano, infatti, ogni mese il Ristorante Romano” ospiterà una trattoria romana o laziale che gestirà alla propria maniera il locale. L’obiettivo è quello di legarci al territorio, portando le osterie e i ristoranti della regione più caratteristici ma che spesso si trovano fuori porta nel pieno centro della città. La prima a fare il suo ingresso sarà la chef Anna Dente dell’Osteria di San Cesario. Gli ultimi tre mesi dell’anno, invece, saranno destinati al tartufo e al suo utilizzo in cucina”.
Eataly Roma sorgerà al Terminal Ostiense, non lontano dalla sede della Città del Gusto del Gambero Rosso, ma per chi vedesse all’orizzonte un duello culinario ci pensa sempre Alciati a smorzare gli “entusiasmi”: “stiamo cercando delle strade per coinvolgere il Gambero Rosso nel nostro progetto, in modo da potere rappresentare in pieno un moltiplicatore di offerta per i consumatori”. Offerta che, proprio come a Torino, potrà fregiarsi di un ristorante dedicato ad uno chef stellato del territorio, al “Ristorante Italia” dell’ultimo piano, la cui cucina sarà curata da “un giovane ragazzo molto promettente, Gianluca Esposito, che al momento si occupa della ristorazione del punto Eataly di Bologna e che a Roma proporrà l’italianità a tavola”.
E non è tutto, perché in vista c’è anche un coinvolgimento dell’Ais regionale nelle attività romane di Eataly. Ma la “fame” espansionistica di Eataly non finisce certo qui, subito dopo la Capitale è il turno di Bari, poi Piacenza ed il secondo punto vendita di Milano, con un’attenzione particolare al Sud, magari “in Sicilia, sulla spiaggia con lo sfondo della Valle dei Templi ...”
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