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Categoria: FOCUS SULL'ALTRO MONDO

Roma - 02 Febbraio 2017, ore 12:23

Primo convegno su vino e cannabis in California… Irlanda, nuovo Paese del vino… Lancio di vinaccioli nello spazio dall’Australia… 2016-2017, icewine eccellenti made in Germany… Piccoli produttori crescono in Australia
a cura di Andrea Gabbrielli

- Usa, primo convegno su “Vino e cannabis” in California
Quando si tratta di erbacce, l’avversione delle aziende vinicole, è scontata. Infatti la loro presenza crea problemi al vigneto: rubano acqua, attirano gli insetti, ecc. Ma raccogliere erba realizzando un profitto, deve essere il sogno segreto di ogni agricoltore. Ora quel segno sembra possibile. Il Wine Industry Network (Win) a Healdsburg (California) è stato appositamente creato per collegare i professionisti del settore vinicolo e i fornitori di servizi. Il 12 gennaio Win ha pubblicato un avviso che annuncia il primo convegno su “Vino e Cannabis”. No, questo incontro non vuole sostituire il partito del vino e formaggio con il partito del vino e biscotti, scrive Thomas Pellechia, si tratta di una conferenza che ha l’obiettivo di sviluppare la convivenza tra i produttori di vino e i produttori di cannabis californiani. Uno sforzo serio per conoscere in primo luogo quanto il vino e la produzione di cannabis hanno in comune, e in secondo, per scoprire quali sono i punti di condivisione, come ci si può ostacolare, ma ancora più importante, come aiutarsi e sostenersi tutti insieme.
Il primo simposio “Vino e Cannabis” è una conferenza educativa, della durata di un giorno, fissata per il 3 agosto 2017 a Santa Rosa, in California. Esso si concentrerà su come si prevede che la legalizzazione della cannabis possa avere un impatto sul settore e presentare le opportunità per l’industria del vino californiano. Gli argomenti del simposio sono: i regolamenti, le licenze, l’ospitalità, il turismo, l’agricoltura e numerosi altri temi specifici per la coesistenza dei due settori. Le due industrie, del vino e della cannabis, certamente condividono un certo numero di punti in comune: sono entrambi basate sull’agricoltura, hanno interesse per la produzione di qualità, ognuno sfrutta l’origine geografica ed entrambi sono fortemente regolamentate. Tra i punti in comune, naturalmente, c’è che ogni prodotto produce un “mormorio”, che però non è citato nel comunicato stampa. Si è detto, tuttavia, che i due settori hanno in comune dei consumatori. Win comunque è certo di una cosa: il settore del vino e della cannabis in California saranno in concorrenza per i turisti e per i loro dollari, nelle principali regioni del nord della California, Sonoma, Napa, Mendocino, Lake, Humboldt, San Luis Obispo, Paso Robles, le contee di Lodi Santa Barbara e Santa Cruz come quelle di Sierra Foothills. George Christie, presidente di Win, ha sottolineato che il convegno rappresenta un’opportunità per tutti - coltivatori, proprietari, enologi, addetti alle vendite e all’ospitalità - per imparare dagli esperti i costi, le regole e le leggi che disciplinano questi due settori già regolamentati, così come delle nuove opportunità. Tawnie Logan, direttore del Sonoma County Growers Alliance, farà un intervento sull’utilizzo delle attuali leggi.
Altri interverranno sui regolamenti e le licenze, la coltivazione di cannabis nei vigneti, altri ancora sulla cannabis e l’ospitalità del settore vinicolo, imparando dalle esperienze di cantine in Stati dove la cannabis è già legale; le infusioni di cannabis nel vino, il settore bancario e quello che ci si può aspettare per i due settori nei prossimi anni. Sembra che il simposio stia guardando il futuro di un’onda che vedrà il vino della California e la cannabis, prodotti e commercializzati insieme. Al simposio i fornitori presenteranno dei prodotti specificamente destinati alle cantine e ai viticoltori interessati all’espansione in questo nuovo mercato. Se il primo simposio “Vino e Cannabis” riuscirà a portare insieme i due settori, nel vigneto bisognerà provvedere ad una nuova definizione per “inerbimento”.
Fonte: www.forbes.com

- Irlanda, un nuovo Paese vinicolo
L’Irlanda è sinonimo di birra Guinness e di whisky, ma ora anche Merlot e Cabernet Sauvignon possono essere essere aggiunti alla lista delle bevande locali. I vigneti sono tradizionalmente associati con il sud della Francia o della Napa Valley in California ma una fattoria a Lusk, località a nord di Dublino, ha permesso di classificare ufficialmente l’Irlanda ufficialmente come nazione viticola. Questo angolo di Leinster è un’aggiunta del XXI secolo ai viticoltori di tutto il mondo, grazie al riscaldamento globale.
La testata www.sundayworld.com, con la rubrica Eco Eye, si è organizzata per puntare i riflettori su come l’aumento di temperatura in tutto il pianeta, potrebbe permettere all’Irlanda di diventare un’improbabile regione del vino, mentre la patata potrebbe fallire a causa della siccità. David Llewellyn, un orticoltore conosciuto per le sue mele e per i prodotti a base di sidro, ora è diventato il primo produttore di vino d’Irlanda, ottenuto da uve coltivate nella sua fattoria di Lusk, presso Dublino. “Per quanto ne so, sono l’unico che ha il vino in vendita ma ho sentito di uno o due nuovi vigneti, piantati di recente. A parte il fatto che ci sono varietà che non esistevano un centinaio di anni fa, credo che quel po’ in più di riscaldamento del clima nell’ultimo mezzo secolo abbia fatto la differenza”.
Le uve da vino di Llewellyn sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Dunkelfelder e Rondo per i rossi e Chardonnay, Sauvignon Blanc, Schoenburger e Gewürztraminer per i bianchi. Al momento la produzione totale è molto piccola - 350 bottiglie l’anno - ma l’obiettivo è arrivare a 1000 bottiglie nel corso dei prossimi anni. In Eco Eye, Lara Dungan ha detto che cambiamenti climatici previsti possono creare le condizioni ideali per una drammatica espansione del settore del vino in Irlanda. Il lungo susseguirsi di temperature da record ha continuato ad aumentare, rendendo il 2016 l’anno più caldo mai registrato. David Llewellyn ha detto che il riscaldamento globale ha favorito la sua vigna, ma è stato disastroso per i raccolti di molte regioni famose in Europa meridionale.
“È positivo per le produzioni nelle regioni più settentrionali come il Regno Unito, l’Irlanda e l’Europa del Nord, mentre è piuttosto negativo nel Sud Europa, dove le estati ora sono semplicemente troppo calde. Per me la coltivazione della vite, è ovviamente una buona cosa, ma se il riscaldamento globale sta continuando al tasso attuale, penso che fare il vino sarà l’ultima delle nostre preoccupazioni”, ha riconosciuto Llewellyn. Mentre l’Irlanda potrebbe diventare inaspettatamente una regione del vino, le patate potrebbero essere minacciate dal riscaldamento globale. Jennifer McElwaine, professore di Paleobiologia vegetale Ucd, ha detto a Eco Eye, che l’ortaggio nazionale (la patata) potrebbe soffrire verso la fine del secolo. “Vedremo più episodi di siccità e più episodi di allagamenti e certamente il raccolto di patate non è ottimale se la piovosità è scarsa”.
Fonte: www.sundayworld.com

- Australia, lancio di vinaccioli nello spazio
Trentasei studenti dell’International Space University (Isu) hanno lanciato con successo dei palloni stratosferici nello spazio, contenenti delle apparecchiature e anche un sacchetto di semi d’uva. Il lancio, curato da un team di ragazzi di 12 diverse nazionalità, è avvenuto da due località del South Australia, McLaren Vale e Mount Barker. Gli studenti stanno visitando l’area come parte di un campus di cinque settimane gestito dal Southern Hemisphere Space Studies Program, un programma di ricerca per l’introduzione della tecnologia nanosatellitare.
“Uno dei progetti dei nostri programmi estivi prevede la progettazione, la costruzione e il lancio di un pallone stratosferico” ha detto Laurence Trevor, studente Isu all’emittente Abc Adelaide Drive. I palloni sono stati gonfiati con circa quattro metri cubi di elio e prima della partenza, sono cresciuti sino a 2 metri di diametro. Ogni pallone, con il suo carico, può raggiungere un’altezza superiore a 23 chilometri sopra la Terra dove il diametro delle sonde cresce sino 10 metri, a causa della differente pressione dell’aria. I palloni contengono una serie di dispositivi per il monitoraggio, le riprese video ed inoltre un pacchetto contenente dei vinaccioli di uva locale. “Quando (i vinaccioli) ritorneranno a terra, il nostro biologo residente farà alcuni esperimenti su di loro per vedere se i semi sono ancora vitali dopo che sono stati nello spazio”, ha spiegato la studentessa Jessica Todd. “Ci auguriamo che, a seguito dell’esperimento, possiamo piantare e produrre un po’ di vino spaziale”.
Trevor ha detto che i semi, esposti a condizioni estreme e bombardati dalle radiazioni solari, potrebbero avere qualcosa in più e non dovrebbero essere danneggiati. “Le condizioni del pallone nella stratosfera sono piuttosto estreme - ha spiegato - stratta di circa -80 C°, con una pressione dell’aria di circa l’1% di quella a livello del mare”.
Fonte: www.abc.net.au/news

- Germania, Icewine eccellenti nel 2016-2017
In Germania la raccolta degli Icewines 2016-2017 è stata davvero fortunata oltre che un grande successo. Le prime uve congelate sono state vendemmiate ad iniziare del 21 novembre 2016 in Sassonia. Dopo questo primo raccolto precoce, la maggior parte delle altre 12 regioni vinicole tedesche, ha vendemmiato le settimane successive, in dicembre. Un ulteriore colpo fortunato è stato un altro calo delle temperature all’inizio del gennaio 2017 che ha reso possibile un nuovo raccolto di uve per l’Icewine.
La Wine Princess Christina Schneider in Franconia è stata la prima, di tanti produttori felici, ad immettere nel canale dei social media un filmato sul raccolto. Nel suo caso le uve gelate, raccolte ad una temperatura di - 9,7 C°, sono della varietà Silvaner che nel suo vigneto denominato Nordheimer Vögelein hanno raggiunto un tenore zuccherino di 162° Oechsle (°Babo corrisponde 4,98° Oechsle). In Mosella, Nahe, Pfalz, Rheinhessen e in altre aree dove si producono gli Icewine le uve sono state raccolte i primi di gennaio. Nel borgo storico di Steinberg vicino al monastero Eberbach (Rheingau, Stato di Hessen), le uve Riesling congelate sono state raccolte a -7,6° C e con un tenore zuccherino di 138° Oechsle. Il cantiniere prevede di produrre Icewine eccezionali.
Inoltre, la Frick Winery di Flörsheim, nel Rheinhesser, ha accettato la sfida delle temperature di congelamento notturne e ha portato in cantina uve Riesling di un tenore zuccherino pari 150° Oechsle. Mentre nella regione del Pfalz, gelava principalmente intorno alla città di Bad Dürkheim: tra i fortunati produttori di Icewine Fitz-Ritter Winery, The Herrenberg-Honigsäckel Association e Vierjahreszeiten Winzer eG. Secondo la legge federale sul vino, bisogna raggiungere almeno -7°C per raccogliere le uve adatte alla produzione di Icewine. Queste ultime devono essere messe sotto il torchio congelate per spremere il succo concentrato delle singole uve. I produttori di vino sono in attesa di ulteriori notti fredde, per raccogliere ancora delle uve appositamente lasciate nei vigneti, nella speranza di portare a casa una straordinaria vendemmia.
Fonte: www.germanwines.de

- Australia, crescono i piccoli produttori
Secondo il Wine Australia’s Small Winemaker Production and Sales Survey 2016, pubblicato recentemente, le piccole aziende australiane nel 2015-2016 hanno avuto un incremento medio del fatturato pari al 12%. Questo segmento del settore vitivinicolo, si stima abbia generato 1 miliardo di dollari australiani di vendite di vino nel corso dell’esercizio 2015-2016. In particolare le cantine che producono da 35.001 a 70.000 litri (4.000-8.000 casse) hanno visto la crescita più alta del fatturato medio (+ 16 %).
L’indagine ha, inoltre, rilevato che la produzione aumenta in tutte le categorie di grandezza, con la più alta crescita media nelle cantine che producono da 70.001 a 170.000 litri (8.000-20.000 casse) e da 170.000 a 350.000 litri, entrambi in crescita del 11%. I piccoli produttori australiani vendono la maggior parte del loro vino nel mercato interno, in media l’88%. L’incremento delle dimensioni è stata correlato alla crescita delle esportazioni. Per le cantine che producono più di 170.000 litri (20.000-44.000 casse), le esportazioni hanno rappresentato il 27% delle vendite. La principale fonte di reddito sono i dettaglianti e i grossisti, che hanno generato il 47% del reddito. Tuttavia, la vendita diretta in cantina è diventata un canale sempre più importante che rappresenta il 27 % delle entrate e mostra la crescita maggiore media di tutte le categorie di grandezza delle cantine.
Due terzi dei piccoli produttori hanno la vendita aziendale, quasi la metà (48 %) producono vino nelle proprie strutture e molti offrono una vasta gamma di altri servizi, tra cui ristorante, caffè, escursioni e ospitalità boutique. Queste imprese impiegano una media di cinque persone ciascuno. Wine Australia, ha esaminato le piccole aziende vinicole sino ad una capacità di pigiatura di 500 tonnellate (350.000 litri o 40.000 casse). I risultati definitivi dell’indagine saranno pubblicati nei primi mesi del 2017.
Fonte: https://wineaustralia.com

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