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Categoria: FOCUS SULL'ALTRO MONDO

Roma - 04 Marzo 2015, ore 13:23

Usa: più vendite fine wines e cresce richiesta Sauvignon Pinot Nero Cabernet... Francia: 100 ch"teaux sono cinesi... HK: a CK Life Sciences 650 ettari vigneto aussie... Australia: Twe prende Thompson per supervisione marketing
di Andrea Gabbrielli

- Usa, vendite dei fine wines in aumento secondo Silicon Valley Bank
Secondo un’indagine della Silicon Valley Bank, quest’anno i consumatori saranno più disponibili a pagare un prezzo maggiore per una bottiglia di vino a causa del miglioramento dell’economia e dell’incremento della domanda. La tendenza è scaturita dalle risposte fornite da quasi 600 cantine della West Coast.
Secondo SVB, nel 2015, le vendite di vino pregiato (cioè da $ 20, o più) dovrebbero crescere di una percentuale tra il 14% al 18% . “Mi aspetto un anno di breakout della crescita delle vendite” ha affermato Rob McMillan, fondatore della Silicon Valley Bank’s Wine Division e autore dell’indagine. L’aumento dei prezzi arriverebbe nonostante le scorte in cantina dovute a tre grandi raccolti consecutivi nella regione vinicola North Bay. McMillan ha attribuito la crescita alle buone notizie sul fronte dell’economia americana, con la disoccupazione in calo, i bassi prezzi della benzina e un dollaro forte combinati con la crescente domanda di vino, complessivamente aumentata per il 20° anno consecutivo (2014).
Sempre secondo i dati della Silicon Valley Bank, i ricavi delle cantine nei primi 9 mesi 2014 sono cresciuti dell’8%. Altri fattori che contribuiscono alla crescita sono l’attenuazione di alcune restrizioni al consumo (blu laws) tra cui le spedizioni dirette ai consumatori e la scelta di avvicinarsi a marchi più costosi, in particolare di vini rossi. Ma non ci sono solo buone notizie per il settore. La difficoltà di vendere bottiglie di prezzo inferiore a $ 7 riscontrata nel 2014, è una tendenza che dovrebbe continuare anche nel 2015.
“È un mercato con un’offerta strutturale in eccesso - ha detto McMillan - che si confronta con i vini importati, ancora più convenienti”, a causa del dollaro forte. L’indagine ha anche affrontato altri temi del settore, comprese le modalità con cui Oregon e Washington stanno affrontando la crescita dei vigneti. Questa tendenza dovrebbe proseguire nel futuro dato che i prezzi sono più convenienti nel nord-ovest del Pacifico - alcuni vigneti di Napa Valley hanno un prezzo che arriva fino a $ 350.000 per acro - e una maggiore disponibilità di terreni.
Fonte: www.pressdemocrat.com

- Usa, cresce la richiesta di Sauvignon blanc, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon
Secondo Nielsen, lo Chardonnay continua a fare la parte del leone sul mercato Usa, ma nel 2014, per la prima volta dopo molti anni, le vendite sono rimaste stabili. Nei negozi, secondo la società di ricerche, invece, cresce la richiesta di Sauvignon blanc, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon. Nel complesso, però, l’incremento maggiore (+11,7% in volume) è stato rilevato nella categoria “domestic red blend”, quarta in ordine di importanza dopo Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Pinot Grigio. Una tendenza destinata a continuare anche nel 2015 visto che, nel 2014, il 41% dei nuovi vini arrivati sul mercato erano proprio “domestic red blend”.
Secondo Danny Brager, senior vice president Nielsen, a differenza dell’ondata di Moscato di qualche anno fa, le “miscele rosse” non stanno creando nuovi consumatori. Chi sta comprando le miscele, invece, di altri vini e, in particolare, il Merlot, che aveva avuto il maggior calo delle vendite rispetto qualsiasi altro varietale, in realtà, non si è reso conto che molte miscele rosse hanno grandi percentuali di Merlot: in sostanza, non sanno di comprarlo lo stesso, ma con un nome diverso. Se si pensava che il Cabernet non avesse più spazio, i numeri dell’industria vinicola dimostrano altro: il 9,5% di tutti i nuovi vini arrivati sul mercato Usa nel 2014 sono stati proprio Cabernet.
Le vendite dello Shiraz hanno continuato a scendere (-14,5% in volume) e calano pure Riesling e Zinfandel mentre Moscato e Malbec crescono, ma ad un ritmo più lento. Tra i vini importati negli Usa, il 2014 è stato un anno particolarmente negativo per i vini dei paesi di lingua spagnola: Spagna, Cile e Argentina calano di circa il 2 % in volume. Per il Portogallo, al 10° posto tra i paesi esportatori negli Usa, i suoi vini sono cresciuti del 9,9 % in volume e del 13,4 % in valore. Il ruolo dei “Millennials” è particolarmente importante per il mercato di importazione perché in percentuale comprano di più i vini importati rispetto a tutto il vino acquistato dai “Baby boomers”. Sono i “Millennials” che stanno guidando la crescita del Portogallo, i principali acquirenti di vino dalla Grecia, Austria e Sud Africa. Il punto di incontro tra “Millennials” e “Baby boomer” è l’Australia, paese alla ricerca di una buona notizia, dopo un altro anno terribile nel mercato del vino statunitense.
L’Australia ha perso 7,2 % nelle vendite sia in volume che in valore, le perdite nette maggiori di qualsiasi altro paese. Inoltre, i suoi vini sono stati valutati tra i più bassi di qualità tra i migliori 12 paesi di importazione, secondo un sondaggio del Wine Market Council. Sempre dallo stesso sondaggio, è arrivato un piccolo segnale di avvertimento alla Francia - i suoi vini sono stati valutati al secondo posto dietro l’Italia - insieme ad un rating più basso per il valore. L’Italia ha avuto un ampio divario tra la percezione di qualità e di valore. Secondo Brager, il prezzo medio per una bottiglia da 750 ml, nei negozi presi in esame da Nielsen, dopo il record di 9,41 dollari nel 2014, potrebbe raggiungere 10 dollari entro la fine del 2015.
Fonte: www.wine-searcher.com

- Francia, già 100 châteaux bordolesi sono cinesi
La Cina, che continua ad essere il principale mercato di esportazione per i vini di Bordeaux, è anche il paese da cui stanno arrivando, con la costernazione di molti, gli acquirenti di castelli e vigneti della regione: sono già un centinaio gli châteaux in mano cinese, una tendenza iniziata nel 2010 sia per acquisire uno status symbol sia per soddisfare la crescente domanda interna di vino. Il marchio simbolico del 100° castello è stato raggiunto quando il milionario cinese James Zhou ha comprato Château Renon a Tabanac, sulla riva destra del fiume Garonna, nella regione di Cadillac Côtes de Bordeaux.
Lo châteaux del 18° secolo, acquistato per una somma non dichiarata, ha 8 ettari di vigneto e più di 5 ettari di parco e di giardini. Alcune settimane prima Chen Miaolin, miliardario fondatore della New Century Tourism Group, un albergo di lusso e varie altre proprietà, si era assicurato Château de Birot, una proprietà di oltre 34 ettari con un castello del 18° secolo e più di 24 ettari di vigneti.
Generalmente interessati a proprietà di medio livello, i cinesi investono 10 milioni di euro per l’acquisto, e poi esportano oltre l’80 % del vino prodotto nella proprietà in Cina, dove la domanda è tale che una bottiglia può andare fino a 10 volte il prezzo di vendita in Francia. Nonostante il numero apparentemente alto di 100, i cinesi possiedono solo l’1,3% dei 7.400 château che costellano la regione di Bordeaux.
I top proprietari stranieri della regione rimangono i belgi, con i cinesi che ora si sono piazzati al secondo posto ma stanno recuperando velocemente posizioni. La Cina è in assoluto la prima destinazione mondiale in valore per i vini di Bordeaux, con € 240.000.000 di vino, rispetto a € 218 milioni della Gran Bretagna e ai € 214 milioni di Hong Kong, secondo il Conseil Interprofessionel des Vins de Bordeaux.
Ma gli investitori cinesi non sono solo interessati a Bordeaux e ora stanno volgendo i loro sguardi anche alla Borgogna. Nel 2012, Louis Ng Chi Sing, un magnate del gioco d’azzardo, ha pagato € 8.000.000 per lo Château de Gevrey-Chambertin, scatenando le ire dei produttori locali per una “invasione straniera” di investitori principalmente asiatici.
La vendita ha portato un offerente locale deluso ad esclamare: “Che cosa avrebbero detto i cinesi se degli investitori francesi avessero acquistato 10 o 50 metri della Grande Muraglia ?”.
Fonte: www.telegraph.co.uk

- Hong Kong, CK Life Sciences acquista 650 ettari di vigneto aussie
L’azienda hongkonghese CK Life Sciences, già proprietaria di migliaia di ettari di vigneti, ha acquistato la tenuta Hanwood di Griffith, nel New South Wales, e i vigneti di Station e Kirkgate in South Australia. Per 700 ettari di terreno, di cui 650 già vitati, ha pagato A$ 15,7 milioni.
CK Life Sciences è una società controllata di Cheung Kong Holdings del miliardario cinese Li Ka-shing. L’affare è un altro esempio di investitori con sede in Asia che mostrano interesse per i vigneti e per le aziende vinicole australiane, ed è una delle conseguenze dell’accordo di libero scambio tra Australia e Cina.
L’accordo è simile a quello che CK Life Sciences ha completato in Nuova Zelanda nel 2014, quando comprò 596 ettari di vigneto della Mud House Wines per NZ$ 46milioni e poi affittato la terra a Accolade Wines, proprietaria di Hardys in Australia.
Fonte: www.decanter.com

- Australia, TWE ha ingaggiato J. Walter Thompson per supervisionare il marketing globale
Treasury Wine Estates (Twe), il colosso globale del vino con c$1.7 miliardi di fatturato e che ha in portafoglio oltre 80 marchi tra Australia, California, Nuova Zelanda, Italia, Argentina, Cile, Sud Africa …., ha scelto l’agenzia pubblicitaria americana J.Walter Thompson per fornire servizi di marketing e di pubbliche relazioni per ogni marchio Twe nel mondo, ad esclusione di Penfolds.
Secondo Simon Marton, Twe chief marketing officer, la nuova partnership con J. Walter Thompson avrà un ruolo chiave: “la nostra partnership con J.Walter Thompson come fornitore globale di servizi di marketing di Twe ci aiuterà a costruire i marchi più forti nei mercati di tutto il mondo, assicurando un maggiore impatto all’incremento dei nostri investimenti nel marketing. Inoltre, il compito di J. Walter Thompson sarà di integrare e supportare il nostro team di marketing Twe che ora sarà in grado di sfruttare appieno la rete e la capacità internazionale dell’agenzi”, ha detto Marton.
Come TWE lavora ad un approccio internazionale alla commercializzazione dei loro marchi, Marton ha detto che J.Walter Thompson aiuterà l’azienda ad operare in un modo più coerente a livello globale: “siamo lieti di collaborare con Twe per fornire servizi di marketing a livello mondiale per il suo portafoglio di marchi di vini iconici. Si tratta di una opportunità unica di lavorare con il team di Twe e prendere la commercializzazione di alcuni dei vini più amati al mondo al livello successiv”, ha detto Toby Hoare, Ceo J.Walter Thompson Europa. Tra i marchi più famosi di Twe Wynns Coonawarra, Lindemans, Seppelts, Wolf Blass Wines, Penfolds Wines. In Italia, Castello di Gabbiano in Chianti Classico.
Fonte: www.winebiz.com.au

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