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Il Meglio dell'Edicola

25 Ottobre 2017, ore 17:05

Corriere della Sera
Una tenuta ad arte, con Frescobaldi A CastelGiocondo di Montalcino la collezione permanente di nove opere contemporanee... Una volta erano Brunelleschi, Donatello o Artemisia Gentileschi a girare per casa Frescobaldi, perch insieme al vino sempre stata larte ad animare le passioni di famiglia. Passioni che oggi continuano con Tiziana Frescobaldi a CastelGiocondo, la tenuta di Montalcino. Entro la fine dellanno sar infatti aperto al pubblico su prenotazione uno speciale percorso permanente con le nove opere realizzate da artisti italiani e internazionali in occasione del concorso Premio Artisti Frescobaldi, ideato dalla stessa Tiziana Frescobaldi e a cura di Ludovico Pratesi, con gi tre edizioni alle spalle. E sono gi stati gettati i semi della quarta edizione, che sar dedicata alla Svizzera. I finalisti sono Sonia Kacem, Claudia Comte e litaliano Francesco Arena. Il progetto biennale iniziato nel 2012 e ogni anno invita tre artisti a realizzare unopera ispirata alla tenuta: il premio ha coinvolto nella prima edizione tre italiani (Elisa Sighicelli, Giovanni Ozzola e Ra Di Martino), per poi approdare nel 2014 a Berlino con i lavori artistici di Michael Sailstorfer, Jorinde Voigt e Yuri Ancarani e raggiungere gli Stati Uniti nel 2016 con Eric Wesley, Matthew Brannon e Patrizio Di Massimo. A tutti gli artisti viene richiesto di ideare unetichetta ispirata alla propria opera: ognuna impreziosisce una Magnum di CastelGiocondo Brunello Vendemmia Dedicata, realizzata in una tiratura limitata di 999 bottiglie (333 per artista). Nella tenuta di Montalcino, mille ettari di cui 180 vitati col pi nobile dei vitigni toscani, ecco il percorso di una collezione in divenire, pronta ad arricchirsi di volta in volta. Il primo incontro lo fai nella barriccaia progettata dallarchitetto Piero Sartogo. Allingresso della cantina c Perbacco, opera dellitaliano Patrizio di Massimo: grandi vasi neri decorati con foglia oro che raccontano a tappe la vicenda dionisiaca, dalla degustazione allebbrezza. A spasso nella tenuta tra vigneti a distesa orlati di cipressi, si raggiunge il castello, un edificio dagli interni liberty in attesa di ristrutturazione. Nelle due dependance ecco sistemate le altre opere della collezione. Tra le pi interessanti la bottiglia girevole che proietta su una parete le sue evoluzioni e il suo nettare. dellamericano Eric Wesley, vincitore della terza edizione, nel 2016. Pi avanti non meno significativa in relazione al luogo che sempre deve ispirare lartista, la bottiglia trasformata in un pennarello dal tedesco Michael Sailstorfer, vincitore della seconda edizione del Premio. Lallestimento della collezione a CastelGiocondo fondamentale per levoluzione del Premio - ha spiegato il curatore Ludovico Pratesi - Per la nuova edizione sono stati scelti tre artisti emergenti, che lavorano tra pittura e scultura in maniera originale. Svelati anche i nomi dei giurati che sceglieranno lopera vincitrice: Hans - Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery di Londra, uno dei curatori pi famosi del mondo; Elena Filipovic dal 2014 direttore della Kunsthalle di Basilea e Andrea Villani dal 2013 direttore del museo Madre di Napoli. La collezione permanente segna una tappa importante per il nostro progetto e accresce limpegno dellazienda per larte contemporanea, ha concluso Tiziana Frescobaldi.
Autore: Loredana Ficicchia


25 Ottobre 2017, ore 17:05

Quotidiano Nazionale
Brunello al femminile Casato antico. Stile e signorilit di una volta, in un contesto molto friendly, senza nessuno che se la tira. Donatella Cinelli Colombini discende da uno dei casati storici del Brunello. Ha fatto la storia del vino italiano di alta gamma dalla parte delle donne, si pu dire. Le sue sono state le prime cantine in Italia con un organico interamente femminile. Sia a Montalcino nella tenuta Casato Prime Donne (40 ettari di cui 17 coltivati a Sangiovese per la produzione di Brunello, Brunello riserva e Rosso di Montalcino), sia a Trequanda, nel Senese, alla Fattoria del Colle (336 ettari di boschi, cereali, uliveti di cui 17 a vigna per produrre Chianti, vini Orcia doc oltre a passiti e vin santo affidati alle cure del marito Carlo Gardini). fermamente convinta che lelemento femminile abbia una marcia in pi: Le donne sono pi orientate alla comunicazione e al marketing, e non a caso le cantine gestite da donne esportano pi della media nazionale. Le sue sono cantine al femminile ma non femministe, precisa. Il suo curriculum testimonia che lei, sicuramente, una marcia in pi lha avuta. Per prima ha intuito il potenziale turistico dei luoghi del vino fondando il Movimento per il turismo del vino e, nel 1993, ha inventato Cartine aperte, la giornata che ha consacrato lenoturismo in Italia. Oggi insegna turismo del vino nei master post laurea. Dal 2001 al 2011 fa lassessore al Turismo del Comune di Siena e inventa il trekking urbano, nuova forma di turismo sostenibile e salutare. Nel 2012 le stato assegnato il Premio Internazionale Vinitaly e nel 2014 diventa Cavaliere del lavoro della Repubblica. Dal 2016 presidentessa nazionale delle Donne del Vino. Lanno scorso a New York cera lei col suo Brunello Riserva 2010 fra i 4 produttori chiamati a presentare Montalcino a una platea di mille invitati per Wine Experience. Ha promosso la Doc Orcia (nata nel 2000) fra i territori del Brunello e del Nobile, due pesi massimi, e adesso la nuova piccola denominazione si sta facendo strada. Vino e territorio vanno insieme. Il successo turistico straordinario della Val dOrcia alimenta e si completa col successo dei vini e viceversa. Peccato che questanno abbiamo avuto danni enormi a causa degli ungulati: cinghiali e daini spinti da sete e fame facevano disastri nelle vigne gi da giugno. Abbiamo perso tra il 40 e il 50% della produzione.... I vigneti del Casato Prime Donne, situati nella pane nord di Montalcino, hanno retto meglio il meteo pazzo del 2017: niente gelate in primavera e pochi danni da siccit. Sar un millesimo di grandissimi Rossi di Montalcino e di buoni/ottimi Brunelli. Per le Riserve vedremo pi avanti. Donatella parla con passione dei suoi vini della val dOrcia. Una sfida che sta vincendo. Il Cenerentola (Sangiovese e 35% Foglia tonda, antico vitigno riscoperto e rilanciato) sta funzionando alla grande sui mercati esteri, mentre il Drago e le 8 colombe (dove il drago il marito Carlo), blend di Sangiovese, Merlot e Sagrantino della vicina Umbria, un supertuscan ormai affermato. Con un export che viaggia verso 180% la maison Donatella Cinelli Colombini non teme il rallentamento dei rossi fermi sul mercato Usa (Stiamo recuperando su altri mercati: dal Brasile alla Russia, dalla Cina al Giappone). E alla domanda di cosa ha bisogno il vino italiano? risponde netta: Di pi donne. Consumatrici e anche in cantina. Dove portano innovazione, orientamento alla qualit, al biologico, al biodinamico. E sanno fare accoglienza.
Autore: Lorenzo Frassoldati


25 Ottobre 2017, ore 17:05

Quotidiano Nazionale
Il Chianti Classico conquista appassionati esperti della Grande Mela Il riconoscimento. Una selezione di vini del territorio presentata a New York durante Wine Spectator... Riflettori accesi sul Gallo Nero nella capitale mondiale dello stile: una selezione di vini del territorio stata presentata durante la prestigiosa Wine Experience, una due giorni dedicata i migliori vini del mondo secondo Wine Spectator, storica rivista americana dedicata alla cultura del vino e faro della critica enologica internazionale. La redazione che dal 1976 racconta il vino agli Usa e al mondo ha selezionato 12 etichette di vini del territorio del Chiami Classico, che sono state presentate al New York Marriott Marqus, nel cuore di Manhattan, dal presidente del Consorzio Sergio Zingarelli e da Bruce Sanderson, senior editor ed esperto di Borgogna, Piemonte e Toscana. Per noi un grande onore - afferma il presidente Zingarelli . Il Chianti Classico presente nella lista top 100 di Wine Spectator da anni, e questo invito una conferma importante dellinteresse che ci riserva il mercato estero, che ha assorbito il 78% della produzione lo scorso anno. Sono proprio gli Stati Uniti il primo mercato per il Chianti Classico.


25 Ottobre 2017, ore 17:04

Italia Oggi
La qualit dei vini cinesi in forte crescita Se lItalia la fa da padrone, grazie alla partecipazione di numerosi vini, la Cina conquista il secondo posto al Concorso enologico internazionale Emozioni dal mondo Merlot e Cabernet insieme (organizzato dal Consorzio Tutela Valcalepio con la Vignaioli Bergamaschi e il patrocinio dellOiv) che ha portato a Bergamo 76 commissari, di cui 42 stranieri, a giudicare alla cieca 256 campioni provenienti da 22 Paesi del mondo. Levento, giunto alla 13esima edizione, allarga i confini a tutti i continenti e proprio dai cosiddetti Stati enologicamente emergenti arrivano le sorprese. A parte lItalia, con 33 delle 77 medaglie doro assegnate, spiccano la Cina con 11, la Serbia con 8, la Croazia con 7 e Israele con 5 medaglie. Due medaglie sono quindi andate ad Argentina, Australia, Ungheria e Romania. Per la cronaca, hanno ottenuto una medaglia anche il Sud Africa, il Canada, Malta, la Grecia e la Repubblica Slovacca. Il direttore del Consorzio Valcalepio Sergio Cantoni conferma che da evidenziare il risultato della Cina, che in un anno ha triplicato le medaglie e dimostra di saper fare vini molto buoni, visti i punteggi alti ottenuti dalla giuria. I campioni premiati arrivano soprattutto dalla Ningxia, la zona dei monti Helan vicino alla Mongolia, con capoluogo Yinchuan, dove in ventanni i cinesi hanno ribaltato leconomia locale facendo diventare larea la pi prestigiosa per la produzione vinicola nazionale di bianchi e rossi. Qui si trovano oltre un centinaio di cantine, tra cui il colosso francese Pernod Ricard che tempo addietro ha acquistato la Helan Mountain facendola diventare realt asiatica di primissimo piano, con premi internazionali per i suoi vini, anche a Bergamo.
Autore: Anna Gagliardi


25 Ottobre 2017, ore 17:04

Italia Oggi
La Vernaccia scommette su territorio e vino Fare marketing per valorizzare il territorio e il suo vino: questa la strategia adottata dal Consorzio della denominazione San Gimignano dal direttore Stefano Campatelli per rilanciare la Vernaccia, citata, da Dante nella Divina commedia. Arrivato nel luogo dove stato anticipato lo skyline di New York, grazie alle torri medievali dopo aver guidato per quasi un quarto di secolo il consorzio del vino Brunello di Montalcino, Campatelli ha spiegato a Roma i punti di forza della sua azione: promuovere leditoria, con la pubblicazione di un volume realizzato da Armando Castagno in occasione del cinquantenario della denominazione Vernaccia di San Gimignano ottenuta, primo vino in Italia, nel 1966, illustrando, come ha detto il presidente del consorzio Letizia Cesani, il suo indissolubile rapporto con il territorio, larte e la cultura, che hanno fatto di San Gimignano un luogo unico al mondo come lo il vino che lo rappresenta. Quindi, il restauro di un edificio storico, luogo nel quale organizzare gli eventi per presentare i vini alla presenza dei produttori: denominato Vernaccia di San Gimignano Wine Experience - La Rocca il centro comunale di documentazione e degustazione del vino, realizzato dal consorzio, dove i touch screen elencano non solo le aziende produttrici di Vernaccia di San Gimignano e i loro vini, come trovarle e contattarle, ma anche le notizie su tutti i prodotti tipici del territorio come lo zafferano di San Gimignano Dop, lolio extra vergine di oliva Toscano Igp, il prosciutto toscano Dop, la finocchiona toscana Igp. Qui vengono portati i protagonisti della stampa internazionale e i buyers dei gruppi di gdo e horeca. Infine, una lunga campagna di informazione in giro per lItalia e nel mondo, per degustare il maggior numero di etichette con le loro particolarit legate alla natura dei terreni (argilloso e sabbioso), grazie a un habitat che racchiude diverse tipologie di microclimi: ecco cos nella capitale masterclass con la guida di un esperto del calibro di Daniele Cernilli, supportato da Riccardo Viscardi, con tredici produttori, di piccole e grandi dimensioni. Un elenco che comprende Casa alle Vacche, Castello Montato, Fattoria Il Palagio, Guicciardini Strozzi, Il Lebbio, Il Palagione, Palagetto, Mormoraia, Teruzzi e Puthod, Cesani, Il Colombaio di Santa Chiara, La Lastra e Panizzi: per Campatelli, tutti devono essere protagonisti.
Autore: Gianfranco Ferroni


25 Ottobre 2017, ore 17:03

Italia Oggi
Meno vino nelle botti del mondo I dati dellOrganizzazione internazionale della vigna e del vino sulla produzione del 2017... Ma lItalia resta primo produttore del pianeta per quantit... In calo dell8,2% la produzione mondiale di vino, ma per il terzo anno lItalia si conferma leader mondiale come produttore. Lo dicono i dati dellOrganizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) sulla produzione vinicola mondiale del 2017, presentati ieri a Parigi dal direttore generale Jean - Marie Aurand. Le stime di produzione parlano di 246,7 mln di ettolitri (Mio hl), lo scorso anno erano 268,8 e nel 2013 addirittura 290,1 se non i 297,7 del 2004. Un decremento storico in particolare in Europa occidentale, a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli. Per il terzo anno consecutivo lItalia seppure con 39,3 Mio hl, -23% rispetto al 2016 si conferma il primo produttore mondiale seguita dalla Francia (36,7 Mio hl, -19%) e dalla Spagna (33,5 Mio hl, -15%). In calo anche Germania (8,1 Mio hl, -10%) e Grecia (2,5 Mio hl, -10% ). Se la Bulgaria (1,1 Mio hl, -2%), segna un livello di produzione in linea con il suo potenziale, crescono Portogallo (6,6 Mio hl), Romania (5,3 Mio h1), Ungheria (2,9 Mio hl) e Austria (2,4 Mio h1). Se si varca lOceano, gli Stati Uniti dAmerica, con 23,3 Mio hl vinificati (-1%), conoscono per il secondo anno consecutivo un livello di produzione elevato anche se i dati, di agosto, non tengono conto delle possibili conseguenze degli incendi di ottobre in California. In crescita lAmerica del Sud, dove lArgentina sale a 11,8 Mio hl vinificati, +25% rispetto al 2016 che si era dimostrata una tra le vendemmie pi scarse degli ultimi anni. Il Brasile, dopo un 2016 molto basso (1,4 Mio hl), torna a superare i 3,4 Mio hl. Cala invece, il Cile con 9,5 Mio hl, -6%. In leggero aumento il Sud Africa (10,8 Mio hl e +2%) mentre in Oceania, la produzione sale in Australia per il terzo anno consecutivo, 13,9 Mio hl +6% e cala in Nuova Zelanda, -9% per mantenere comunque un livello elevato di 2,9 Mio hl. Per quanto riguarda il consumo mondiale di vino, non sono disponibili cifre definitive e Oiv stima una forchetta compresa tra 240,5 e 245,8 Mio hl.
Autore: Andrea Settefonti


24 Ottobre 2017, ore 17:56

Il Sole 24 Ore
Tannico, raccolti 5,5 milioni in 4 anni Foodtech. Nel settore la startup pi finanziata - Il break even previsto per la prima met del 2019... Con 5,5 milioni di euro raccolti in 4 anni e ben 3,8 in un unico round nellottobre 2016, Tannico le - commerce italiano che ha raccolto pi finanziamenti nel settore foodtech. Un capitale che ha permesso alla startup fondata da Marco Magnocavallo, attuale ceo della societ, di diventare lenoteca di vini italiani pi grande al mondo con circa 12mila etichette (di cui l80% in stock nel loro magazzino) provenienti da 1600 cantine. Si tratta di un assortimento cos ampio - spiega il ceo - da consentirci di garantire la consegna dei prodotti in qualche ora a Milano, entro 24 ore in Italia e in circa tre giorni se lordine arriva da un Paese europeo. Un plus che ci ha fatto conquistare in breve tempo molti clienti e che ha fatto crescere il nostro fatturato. Nel 2016 Tannico ha, infatti, venduto e consegnato in tutto il mondo 500mila bottiglie, il 40% delle quali ordinate da smartphone o tablet. Mentre sul fronte del fatturato, la societ riuscita a raddoppiarlo nel giro di un anno, passando dai 6 milioni di euro del 2016 agli 11 milioni di euro previsti per la fine del 2017. Il break even per - rivela Magnocavallo - lo raggiungeremo quando supereremo i 16/20 milioni di euro. Una cifra a cui contiamo di arrivare verso la met del 2019. Nel frattempo la startup ha deciso di ampliare il proprio business in direzione b2b, rivolgendosi non solo al consumatore finale ma anche alle cantine. Risale al novembre 2016 il lancio di Tannico Intelligence: un servizio di marketing intelligence rivolto alle cantine a cui hanno gi aderito, tra gli altri, nomi importanti come Antinoo e Moet e Chandon. Attraverso i big data raccolti dal sito, elaboriamo report di settore per aiutare le cantine a comprendere meglio il mercato e i propri clienti cos da essere pi competitivi, precisa limprenditore. Il servizio (a oggi gratuito) permette, ad esempio, di monitorare gli acquisti, la popolarit del proprio marchio, il tasso di fidelizzazione e persino scattare una fotografia della clientela sulla base di sesso, et, impiego, provenienza e fascia di reddito. Punta a fornire il proprio know - how tecnologico alle aziende anche Wine Platform: lultimo servizio lanciato da Tannico ad aprile scorso e dedicato alla vendita online. Il target - precisa Magnocavallo - sono tutti quei clienti, soprattutto stranieri, che dopo aver fatto un tour o una visita vorrebbe comprare dei vini ma per motivi logistici non possono portarli con s. Wine Platform d la possibilit a tutte le cantine di vendere online alcuni prodotti lasciando per a Tannico la gestione di ordini, pagamenti, customer care, accese e pratiche doganali in Europa e nel mondo. A oggi, abbiamo siglato accordi con 10 tra le 20 pi importanti cantine italiane per limplementazione del servizio che nellarco dei prossimi 6 mesi sar a regime, conclude il ceo.
Autore: Silvia Pasqualotto


24 Ottobre 2017, ore 17:55

Il Sole 24 Ore
Unannata a due facce per la vitivinicoltura Produzione ancora in forte calo secondo le stime diffuse a inizio settembre ma qualit favorita da un periodo positivo dal punto di vista climatico... Per il vino campano arrivato un aiuto dalle condizioni climatiche. Questo dopo la diffusione delle previsioni sulla vendemmia 2017 a fronte di siccit e caldo prolungato. In base a tali stime di Ismea e Unione italiana vini diffuse a inizio settembre (le ultime disponibili) la produzione vitivinicola regionale 2017 dovrebbe toccare 1,1 milioni di ettolitri, in calo del 12,5% rispetto allo scorso anno, in cui gi si era registrata una forte flessione. Settembre ha portato temperature pi miti e buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. E anche in ottobre sono state registrate condizioni climatiche positive. Un periodo favorevole per la vitivinicoltura, quindi, che se non consentir di recuperare punti sul piano dei volumi produttivi di certo garantir una qualit migliore del previsto. La qualit si sta rivelando in molti casi sorprendente - spiega Piero Mastroberardino, titolare dellomonimo brand simbolo dellIrpinia (1,8 milioni di bottiglie prodotte, 12 milioni di fatturato realizzato per oltre il 30% allestero) -. Daltro canto il prolungato caldo e la siccit hanno limitato lumidit, che spesso lelemento che innesca insetti e malattie della vite. Le condizioni meteo di settembre sono state ideali. indubbio che il danno quantitativo ci sia stato - aggiunge Antonio Capaldo, presidente della Feudi di San Gregorio, altra azienda dellIrpinia (3,5 milioni di bottiglie prodotte, 25 milioni di euro di fatturato) -: le rese delle uve in vino si sono dimezzate e questo alla base della riduzione dei volumi nella nostra area di circa il 55% rispetto alla media. Per le uve a bacca rossa la situazione si sta rivelando migliore del previsto, ma gi a fine agosto sulle uve Aglianico, il vitigno base del Taurasi, invitavo alla prudenza, a non cedere ai catastrofismi. Al di l quindi di unannata che in Campania non sar ricordata tra quelle deccellenza, tuttavia il sentimento riguardo ai vini campani, per due delle principali cantine della regione, tuttaltro che negativo. Non ci lamentiamo affatto - aggiunge Mastroberardino la nostra azienda sta mettendo a segno progressi a doppia cifra allestero, ma il trend positivo anche in Italia. E anche nella nostra area stiamo compiendo passi avanti: il consorzio di tutela vini dIrpinia ha raggiunto i 530 soci e ha ottenuto il riconoscimento per operare erga omnes, anche sui non associati quindi. Ci che manca, a mio avviso, la rappresentanza istituzionale in particolare nelle operazioni di promozione del vino allestero. La Regione Campania potrebbe fare di pi. Io credo che le leve principali siano invece tutte interne alle aziende - dice Antonio Capaldo -, che non devono tralasciare laspetto dellinnovazione. In questa ottica abbiamo appena lanciato Dubl Esse, uno spumante rosato da uve Aglianico prodotto con metodo classico. Lultimo step del nostro percorso sugli spumanti campani, avviato nel 2003. E stiamo portando avanti un progetto di microvinificazioni, circa 2mila bottiglie Panno realizzate da microparticelle di Fiano o di Greco a differenti altitudini o da vendemmie tardive. Si tratta di un approccio un po borgognotto allIrpinia, che pu aiutare non tanto a vendere di pi ma a dimostrare che lIrpinia ha grande potenziale. Periodo climatico provvidenziale per la vitivinicoltura campana anche secondo altri operatori pi a Sud, tra il Napoletano e la provincia di Salerno. Lannata di certo non stata ideale con oltre 180 giorni di siccit - spiega Andrea Ferraioli, contitolare con la moglie Marisa Cuomo delle Cantine Marisa Cuomo, griffe legata alla Doc Costa dAmalfi (2oomila bottiglie commercializzate al 27% allestero, giro daffari di 2 milioni di euro) -. Tuttavia tra fine settembre e inizio ottobre ci sono state le giuste piogge che hanno consentito un importante riequilibrio qualitativo delle uve. Sul piano dei volumi abbiamo riportato un consistente calo delle rese, che sar per compensato dallingresso in produzione di 6 nuovi ettari di vigneti. Le superfici in gestione sono giunte cos a quota 31 ettari, tutte nellarea della costiera amalfitana fino a 700 metri daltitudine, buona parte delle quali fanno capo a 28 conferitori riuniti in una coop che ho fondato 7 anni fa e dal nome eloquente: vigne spericolate. E che il comparto vitivinicolo campano stia compiendo passi avanti testimoniato anche dalla positiva esperienza di Vitigno Italia, la kermesse nata 15 anni fa e che ora ha raggiunto la piena maturit: circa 220 le aziende partecipanti (almeno il 50% delle quali campane) e 16mila i visitatori in due giorni durante lultima edizione svoltasi lo scorso maggio, nella cornice di Castello dellOvo a Napoli.
Autore: Giorgio DellOrefice


24 Ottobre 2017, ore 17:03

Il Sole 24 Ore
Unannata a due facce per la vitivinicoltura Produzione ancora in forte calo secondo le stime diffuse a inizio settembre ma qualit favorita da un periodo positivo dal punto di vista climatico... Per il vino campano arrivato un aiuto dalle condizioni climatiche. Questo dopo la diffusione delle previsioni sulla vendemmia 2017 a fronte di siccit e caldo prolungato. In base a tali stime di Ismea e Unione italiana vini diffuse a inizio settembre (le ultime disponibili) la produzione vitivinicola regionale 2017 dovrebbe toccare 1,1 milioni di ettolitri, in calo del 12,5% rispetto allo scorso anno, in cui gi si era registrata una forte flessione. Settembre ha portato temperature pi miti e buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. E anche in ottobre sono state registrate condizioni climatiche positive. Un periodo favorevole per la vitivinicoltura, quindi, che se non consentir di recuperare punti sul piano dei volumi produttivi di certo garantir una qualit migliore del previsto. La qualit si sta rivelando in molti casi sorprendente - spiega Piero Mastroberardino, titolare dellomonimo brand simbolo dellIrpinia (1,8 milioni di bottiglie prodotte, 12 milioni di fatturato realizzato per oltre il 30% allestero) -. Daltro canto il prolungato caldo e la siccit hanno limitato lumidit, che spesso lelemento che innesca insetti e malattie della vite. Le condizioni meteo di settembre sono state ideali. indubbio che il danno quantitativo ci sia stato - aggiunge Antonio Capaldo, presidente della Feudi di San Gregorio, altra azienda dellIrpinia (3,5 milioni di bottiglie prodotte, 25 milioni di euro di fatturato) -: le rese delle uve in vino si sono dimezzate e questo alla base della riduzione dei volumi nella nostra area di circa il 55% rispetto alla media. Per le uve a bacca rossa la situazione si sta rivelando migliore del previsto, ma gi a fine agosto sulle uve Aglianico, il vitigno base del Taurasi, invitavo alla prudenza, a non cedere ai catastrofismi. Al di l quindi di unannata che in Campania non sar ricordata tra quelle deccellenza, tuttavia il sentimento riguardo ai vini campani, per due delle principali cantine della regione, tuttaltro che negativo. Non ci lamentiamo affatto - aggiunge Mastroberardino la nostra azienda sta mettendo a segno progressi a doppia cifra allestero, ma il trend positivo anche in Italia. E anche nella nostra area stiamo compiendo passi avanti: il consorzio di tutela vini dIrpinia ha raggiunto i 530 soci e ha ottenuto il riconoscimento per operare erga omnes, anche sui non associati quindi. Ci che manca, a mio avviso, la rappresentanza istituzionale in particolare nelle operazioni di promozione del vino allestero. La Regione Campania potrebbe fare di pi. Io credo che le leve principali siano invece tutte interne alle aziende - dice Antonio Capaldo -, che non devono tralasciare laspetto dellinnovazione. In questa ottica abbiamo appena lanciato Dubl Esse, uno spumante rosato da uve Aglianico prodotto con metodo classico. Lultimo step del nostro percorso sugli spumanti campani, avviato nel 2003. E stiamo portando avanti un progetto di microvinificazioni, circa 2mila bottiglie Panno realizzate da microparticelle di Fiano o di Greco a differenti altitudini o da vendemmie tardive. Si tratta di un approccio un po borgognotto allIrpinia, che pu aiutare non tanto a vendere di pi ma a dimostrare che lIrpinia ha grande potenziale. Periodo climatico provvidenziale per la vitivinicoltura campana anche secondo altri operatori pi a Sud, tra il Napoletano e la provincia di Salerno. Lannata di certo non stata ideale con oltre 180 giorni di siccit - spiega Andrea Ferraioli, contitolare con la moglie Marisa Cuomo delle Cantine Marisa Cuomo, griffe legata alla Doc Costa dAmalfi (2oomila bottiglie commercializzate al 27% allestero, giro daffari di 2 milioni di euro) -. Tuttavia tra fine settembre e inizio ottobre ci sono state le giuste piogge che hanno consentito un importante riequilibrio qualitativo delle uve. Sul piano dei volumi abbiamo riportato un consistente calo delle rese, che sar per compensato dallingresso in produzione di 6 nuovi ettari di vigneti. Le superfici in gestione sono giunte cos a quota 31 ettari, tutte nellarea della costiera amalfitana fino a 700 metri daltitudine, buona parte delle quali fanno capo a 28 conferitori riuniti in una coop che ho fondato 7 anni fa e dal nome eloquente: vigne spericolate. E che il comparto vitivinicolo campano stia compiendo passi avanti testimoniato anche dalla positiva esperienza di Vitigno Italia, la kermesse nata 15 anni fa e che ora ha raggiunto la piena maturit: circa 220 le aziende partecipanti (almeno il 50% delle quali campane) e 16mila i visitatori in due giorni durante lultima edizione svoltasi lo scorso maggio, nella cornice di Castello dellOvo a Napoli.
Autore: Giorgio DellOrefice


24 Ottobre 2017, ore 17:02

Il Sole 24 Ore
Tannico, raccolti 5,5 milioni in 4 anni Foodtech. Nel settore la startup pi finanziata - Il break even previsto per la prima met del 2019... Con 5,5 milioni di euro raccolti in 4 anni e ben 3,8 in un unico round nellottobre 2016, Tannico le - commerce italiano che ha raccolto pi finanziamenti nel settore foodtech. Un capitale che ha permesso alla startup fondata da Marco Magnocavallo, attuale ceo della societ, di diventare lenoteca di vini italiani pi grande al mondo con circa 12mila etichette (di cui l80% in stock nel loro magazzino) provenienti da 1600 cantine. Si tratta di un assortimento cos ampio - spiega il ceo - da consentirci di garantire la consegna dei prodotti in qualche ora a Milano, entro 24 ore in Italia e in circa tre giorni se lordine arriva da un Paese europeo. Un plus che ci ha fatto conquistare in breve tempo molti clienti e che ha fatto crescere il nostro fatturato. Nel 2016 Tannico ha, infatti, venduto e consegnato in tutto il mondo 500mila bottiglie, il 40% delle quali ordinate da smartphone o tablet. Mentre sul fronte del fatturato, la societ riuscita a raddoppiarlo nel giro di un anno, passando dai 6 milioni di euro del 2016 agli 11 milioni di euro previsti per la fine del 2017. Il break even per - rivela Magnocavallo - lo raggiungeremo quando supereremo i 16/20 milioni di euro. Una cifra a cui contiamo di arrivare verso la met del 2019. Nel frattempo la startup ha deciso di ampliare il proprio business in direzione b2b, rivolgendosi non solo al consumatore finale ma anche alle cantine. Risale al novembre 2016 il lancio di Tannico Intelligence: un servizio di marketing intelligence rivolto alle cantine a cui hanno gi aderito, tra gli altri, nomi importanti come Antinoo e Moet e Chandon. Attraverso i big data raccolti dal sito, elaboriamo report di settore per aiutare le cantine a comprendere meglio il mercato e i propri clienti cos da essere pi competitivi, precisa limprenditore. Il servizio (a oggi gratuito) permette, ad esempio, di monitorare gli acquisti, la popolarit del proprio marchio, il tasso di fidelizzazione e persino scattare una fotografia della clientela sulla base di sesso, et, impiego, provenienza e fascia di reddito. Punta a fornire il proprio know - how tecnologico alle aziende anche Wine Platform: lultimo servizio lanciato da Tannico ad aprile scorso e dedicato alla vendita online. Il target - precisa Magnocavallo - sono tutti quei clienti, soprattutto stranieri, che dopo aver fatto un tour o una visita vorrebbe comprare dei vini ma per motivi logistici non possono portarli con s. Wine Platform d la possibilit a tutte le cantine di vendere online alcuni prodotti lasciando per a Tannico la gestione di ordini, pagamenti, customer care, accese e pratiche doganali in Europa e nel mondo. A oggi, abbiamo siglato accordi con 10 tra le 20 pi importanti cantine italiane per limplementazione del servizio che nellarco dei prossimi 6 mesi sar a regime, conclude il ceo.
Autore: Suilvia Pasqualotto


24 Ottobre 2017, ore 17:02

Il Sole 24 Ore
Tannico, raccolti 5,5 milioni in 4 anni Foodtech. Nel settore la startup pi finanziata - Il break even previsto per la prima met del 2019... Con 5,5 milioni di euro raccolti in 4 anni e ben 3,8 in un unico round nellottobre 2016, Tannico le - commerce italiano che ha raccolto pi finanziamenti nel settore foodtech. Un capitale che ha permesso alla startup fondata da Marco Magnocavallo, attuale ceo della societ, di diventare lenoteca di vini italiani pi grande al mondo con circa 12mila etichette (di cui l80% in stock nel loro magazzino) provenienti da 1600 cantine. Si tratta di un assortimento cos ampio - spiega il ceo - da consentirci di garantire la consegna dei prodotti in qualche ora a Milano, entro 24 ore in Italia e in circa tre giorni se lordine arriva da un Paese europeo. Un plus che ci ha fatto conquistare in breve tempo molti clienti e che ha fatto crescere il nostro fatturato. Nel 2016 Tannico ha, infatti, venduto e consegnato in tutto il mondo 500mila bottiglie, il 40% delle quali ordinate da smartphone o tablet. Mentre sul fronte del fatturato, la societ riuscita a raddoppiarlo nel giro di un anno, passando dai 6 milioni di euro del 2016 agli 11 milioni di euro previsti per la fine del 2017. Il break even per - rivela Magnocavallo - lo raggiungeremo quando supereremo i 16/20 milioni di euro. Una cifra a cui contiamo di arrivare verso la met del 2019. Nel frattempo la startup ha deciso di ampliare il proprio business in direzione b2b, rivolgendosi non solo al consumatore finale ma anche alle cantine. Risale al novembre 2016 il lancio di Tannico Intelligence: un servizio di marketing intelligence rivolto alle cantine a cui hanno gi aderito, tra gli altri, nomi importanti come Antinoo e Moet e Chandon. Attraverso i big data raccolti dal sito, elaboriamo report di settore per aiutare le cantine a comprendere meglio il mercato e i propri clienti cos da essere pi competitivi, precisa limprenditore. Il servizio (a oggi gratuito) permette, ad esempio, di monitorare gli acquisti, la popolarit del proprio marchio, il tasso di fidelizzazione e persino scattare una fotografia della clientela sulla base di sesso, et, impiego, provenienza e fascia di reddito. Punta a fornire il proprio know - how tecnologico alle aziende anche Wine Platform: lultimo servizio lanciato da Tannico ad aprile scorso e dedicato alla vendita online. Il target - precisa Magnocavallo - sono tutti quei clienti, soprattutto stranieri, che dopo aver fatto un tour o una visita vorrebbe comprare dei vini ma per motivi logistici non possono portarli con s. Wine Platform d la possibilit a tutte le cantine di vendere online alcuni prodotti lasciando per a Tannico la gestione di ordini, pagamenti, customer care, accese e pratiche doganali in Europa e nel mondo. A oggi, abbiamo siglato accordi con 10 tra le 20 pi importanti cantine italiane per limplementazione del servizio che nellarco dei prossimi 6 mesi sar a regime, conclude il ceo.
Autore: Suilvia Pasqualotto


23 Ottobre 2017, ore 14:35

La Repubblica
Ao Yun, il vino di lusso del Tibet che rallegra i conti di Arnault ... Il patron di Lvmh produce unetichetta alto di gamma nellarea di Shangri - La: prima cinese nel Liv - ex, lindice inglese del mercato secondario movimentato da intenditori e collezionisti. Lultimo nato nel ricco portafoglio di bottiglie, cresciuto del 10% in sei mesi... Shanghai e i racconta che il sogno di Bernard Arnault, azionista di riferimento nonch Presidente e Ceo di Lvmh, sia quello di far degustare il suo Ao Yun al presidente Xi Jinping: un baloon di Cabernet Savignon e Cabemet Franc per suggellare la definitiva pace tra il governo cinese e il Tibet. Ao Yun, lultimo nato tra i prestigiosi vini dellimpero Lvmh, cresce infatti proprio in Tibet, tra i 2.200 e i 2.600 metri daltezza. Un vino unico. Un vino raro. E anche di eccellenza a livello gustativo. Ao Yun, primo vino cinese commercializzato sul Liv - ex, lindice inglese del mercato secondario, movimentato da intenditori e collezionisti ha gi fatto registrare unimpennata di scambi: a partire dal settembre del 2016, si registrato trading a raffica, con una media di prezzo per sei bottiglie del millesimo 2013, la prima annata, circa 1.600 sterline, ai valori correnti circa 1800 euro. In pratica 300 euro a bottiglia. Il prezzo di uscita sul mercato fissato a 250 curo. Presentato a Pechino, Ao Yun, che significa nuvola fiera, ha riscosso molti consensi, ma ha anche scatenato le critiche. imperialismo del vino cinese di Lv - 1 C, cos ha titolato Wine Searcher un articolo in cui ha raccolto i commenti pi velenosi. Poche persone pagherebbero cos tanto per un vino cinese dello Yunnan, ha dichiarato Emma Gao, enologa formata a Bordeaux, proprietaria della Silver Heights, una cantina di produzione a Ningxia: Molte cantine cinesi stanno producendo vini di qualit da oltre dieci anni - ha detto - lidea che Lvmh possa adesso presentare il vino come il primo di lusso cinese mi pare un po offensiva e imperialista. Un prezzo ridicolo, non credo che in Usa possa trovare un mercato un vino cinese che superi i 30 dollari al dettaglio, incalza sempre su Winesearcher Broadbent, della Broadbent Selection, prima societ a importare in America un vino cinese, il Dragons Hollow. Veleni e premi. John Stimpfing di Decanter gli ha dato 94 punti su 100, e si tratta di una di quelle guide che, come si dice, fanno il mercato. Molti enologi e wine maker sognano di trovare un nuovo territorio dove produrre un grande vino. Maxence Dulou, direttore della tenuta, ci riuscito. I vigneti Ao Yun si trovano alle pendici della montagna sacra Meili, in un terroir unico: 314 piccole vigne su circa 30 ettari sparsi attorno allarea dello Shangri - La, governate da 120 famiglie che fanno tutto a mano. Famiglie contadine, che vivono di allevamento e coltivazioni, e usano concimi naturali. Unetichetta pi che biologica. Innovare, nel vino e nei liquori, non impresa facile. Ma Lvmh ha una direzione specifica riservata allo sviluppo dei nuovi business, guidata da Jean Sebastien Philippe. E il settore wine&spirit anima i bilanci di Arnault: la crescita organica nei primi 10 mesi del 2017 stata del 10% sullo stesso periodo del 2016, a 2,2 miliardi di euro. Rosso intenso, profondo, tra note di cannella e liquirizia, menta e cedro, cuoio e grafite, su uno sfondo di frutti rossi, Ao Vim 2014, seconda annata appena in commercio, il matrimonio perfetto tra mineralit e acidit, dolcezza e alcol. Frutto di un clima simile a quello di Bordeaux, ma dalta montagna. Le vette proteggono larea dai monsoni. I vigneti non godono di grande assolazione, ma i raggi del sole sono pi forti e le stagioni pi secche.
Autore: Paola Jadeluca


22 Ottobre 2017, ore 13:24

Quotidiano Nazionale
Vigneti vista mare, magia alle Cinque Terre Curiosit. La viticoltura come fil rouge nel libro di Catherina Unger... Guardare con occhi nuovi scenari noti. Riuscendo, cos, a trasmettere quel contagioso senso di meraviglia che prova chi, osservando per la prima volta un bellissimo paesaggio, ne coglie lincanto anche in quei dettagli di normalit il cui fascino rischia di sfuggire a quanti, a quellambiente, sono ormai abituati. questa lessenza del libro fotografico che Catherina Unger ha voluto dedicare ai Vigneti con vista mare delle Cinque Terre. Un luogo la cui magnificenza nota - gi tante volte celebrata in immagini mozzafiato - che Unger ripropone, per, senza forzature, con i colori, le luci e i volti che davvero sincrociano passeggiando tra i filari che lei ci racconta. Originaria di un piccolo paese dellallora Germania dellEst, figlia di un fotografo, Catherina - racconta lei stessa - ha fatto della passione per i viaggi la sua professione, lavorando sempre nel settore turistico. Ha vissuto ad Amburgo, poi a Firenze e dal 2001 si stabilita, con il compagno, a Manarola, aprendo una sua agenzia turistica. Per fare bene questo lavoro - spiega - ci vogliono ottime conoscenze del territorio e questo non significa solamente conoscere alberghi, ristoranti, gelaterie, bar, guide turistiche, orari di treni e di battelli. Ma soprattutto quali sono le particolarit di questo territorio. Cos ho percorso tutti i sentieri e ho girato per paesi, boschi e vigneti. Da figlia di fotografo, ha avuto come compagna di viaggio, lungo i terrazzamenti a picco sul mare disegnati dai muretti a secco, la macchina fotografica. Da questo girovagare, ma anche da un approfondimento sulla natura intima di questi luoghi maturato nel contatto col suocero che, pensionato, si dedicava alla cura dei vigneti di famiglia, Catherina si formata una sua immagine delle Cinque Terre. Ho scoperto - spiega - che la viticoltura come un filo rosso che attraversa la storia delle Cinque Terre e solo la viticoltura ha fatto delle Cinque Terre quello che sono oggi: un paesaggio unico al mondo tra cielo e mare, creato e mantenuto dalluomo. Vigneti con vista mare, appunto, accompagnati da testi sia in italiano che in inglese.
Autore: Anna Pucci


22 Ottobre 2017, ore 13:23

Corriere della Sera
Pasta, gas, spumante. Mille aziende in fuga dal destino incerto della Catalogna Marchi storici e banche traslocano in altre regioni... La grande fuga iniziata il 2 ottobre, ventiquattrore dopo che fra cariche di polizia, scontri e feriti, si celebrato il referendum sullindipendenza (cassato dalla Corte Costituzionale), con la vittoria dei s alla nascita di una Repubblica indipendente di Catalogna. Tra le prime aziende a trasferire la propria sede legale in altre regioni della Spagna, ci sono stati i due colossi bancari locali, la Caixa (a Valencia) e Banco Sabadell (ad Alicante). Che, con lazienda energetica Gas Natural Fenosa (ora installata a Madrid), riuniscono in Borsa un capitale di quasi 52 miliardi di euro. Lesempio stato seguito in breve tempo da Abertis, Colonial e Cellnex, con biglietto di sola andata per la capitale. Ieri lo stesso premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha invitato gli imprenditori a fermarsi e i risparmiatori a non ritirare i loro depositi, perch tutto andr a posto. Era iniziato come uno stillicidio, ma il si salvi chi pu si presto trasformato in unemorragia che ha fatto registrare il 20 ottobre, con la scadenza dellultimatum posto dal premier Mariano Rajoy al presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, per rientrare nella legalit costituzionale, lesodo di 268 imprese in una sola giornata. Il contatore gira ancora a velocit impressionante: sono gi pi di 1.200 le societ che hanno preferito mettersi al sicuro dai tempi molto incerti della regione (finora) pi ricca di Spagna, e tra loro figurano antichi marchi dellimprenditoria catalana, come Codorniu, cinquecentenaria produttrice di spumante, ora in esilio ad Haro, nella comunit settentrionale de La Rioja. Si rifugiato a Madrid, invece, un gigante delleditoria, il gruppo Pianeta, poche ore dopo che Puidgemont annunciasse lindipendenza e la sospendesse temporaneamente. Ha fatto bagaglio il pastificio Gallo, che quattro giorni fa ha lasciato dopo 71 anni Barcellona per Cordoba, in Andalusia, vicino alla sua fabbrica pi grande. A Bilbao riparata la compagnia di assicurazioni Axa, e a Malaga, il birrificio San Miguel. La Generalitat ha accusato Madrid di esercitare pressioni sugli imprenditori perch abbandonino la Catalogna. Ed vero che allinizio il governo ha tempestivamente istruito misure ad hoc per facilitare il trasferimento delle aziende che lo desiderassero. Oriol Junqueras, il ministro (forse ancora per pochi giorni) dellEconomia catalana ha avvertito che un tracollo economico della Catalogna si ripercuoterebbe inevitabilmente sul bilancio nazionale. Dalla capitale si evidenzia come ben sei delle sette compagnie catalane dellIbex 35 abbiano preferito trasferirsi, almeno legalmente, altrove. La settima, quella che ancora resiste la societ farmaceutica Grifols. Tra quanti esitano, c la Seat che ha sospeso la presentazione del suo nuovo modello di fuoristrada e ha rivelato al quotidiano El Mundo di avere ricevuto pressioni politiche per trasferire la sede da Barcellona a Madrid, ma di volersi mantenere il pi possibile fuori dalla contesa tra indipendentisti e unionisti. Il consiglio di amministrazione sta ancora valutando i rischi legati alla situazione e landamento delle vendite, anche se dalla Volkswagen, il gruppo tedesco di appartenenza, arrivato il via libera al trasloco che, trattandosi di una fabbrica di 400 ettari, non poi cos agevole.
Autore: Elisabetta Rosaspina


21 Ottobre 2017, ore 13:23

Italia Oggi
Guida Oro I Vini di Veronelli, ledizione 2018 al debutto. Ha debuttato ieri ufficialmente a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini, la nuova Guida Oro I Vini di Veronelli 2018: 2.084 produttori censiti, per un totale di 16.137 vini classificati secondo il giudizio in centesimi, per restituire un ritratto fedele delle migliori produzioni enologiche del Paese. Svelati anche i 10 Sole e i 5 Migliori Assaggi premiati questanno dalla guida fondata dal padre della critica gastronomica italiana. Il Seminario Permanente Luigi Veronelli ha annunciato poi la partnership con la Fondazione Giorgio Cini con cui, nel 2018, dar vita allAlta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli.


21 Ottobre 2017, ore 13:23

Il Sole 24 Ore
Vino: decollo lento per i registri online, la carta resiste Semplificazione. Dichiarazioni produttive a rischio... Una semplificazione che fatica a diventare reale. Nonostante i registri vitivinicoli telematici siano in vigore gi da qualche mese, ogni volta che si avvicina una scadenza rilevante per i produttori vitivinicoli nascono nuovi dubbi sulla loro operativit. accaduto per le dichiarazioni di giacenza (che andavano effettuate entro l11 settembre) e sembra ora la volta delle dichiarazioni di produzione (che invece vanno comunicate entro il 15 dicembre). Il dubbio sempre lo stesso e cio, per i produttori che si sono accreditati nel sistema dei registri telematici la denuncia pu essere effettuata solo online oppure occorre anche in forma cartacea? Il problema nato con le dichiarazioni di giacenza, il primo degli adempimenti legati alla vendemmia digitalizzata, per le quali una circolare Agea di luglio scorso richiedeva, anche a chi era entrato nel sistema Sin - Agea dei registri dematerializzati (i produttori sono 17mila), di effettuare anche una denuncia old style ovvero in forma cartacea. Sullonda per delle proteste dei produttori vitivinicoli a quattro giorni dalla scadenza il dietrofront Agea: con una nuova circolare veniva chiarito che chi si era adeguato al nuovo sistema Sin - Agea poteva evitare la dichiarazione cartacea. Adesso un nuovo nodo sta venendo al pettine. Si avvicina la scadenza di un altro importante adempimento per i produttori, la dichiarazione di produzione, ovvero delle quantit e tipologie di vino prodotto. E anche in questo caso non stato chiarito se i dati possano essere comunicati solo online. una situazione paradossale - spiega il responsabile vino della Cia, Domenico Mastrogiovanni - si tanto spinto sul varo dei registri dematerializzati e poi nella realt ogni adempimento fonte di dubbi. Riteniamo assurdo che un produttore che gi accreditato nel sistema dei registri telematici e ha fornito i dati sulla propria attivit poi non possa semplicemente integrarli ma si veda costretto a rivolgersi a un Centro di assistenza agricola per realizzare, con nuovi costi, anche una dichiarazione di produzione cartacea. La questione sta diventando delicata - gli fa eco il responsabile vitivinicolo di Coldiretti, Domenico Bosco -. Anche perch temo che occorrer qualche settimana prima di avere un chiarimento. Molto, penso, dipenda dalle difficolt di dialogo tra il sistema Sin - Agea e quelli degli organismi pagatori regionali. Il punto per che i ritardi non possono tradursi in nuovi costi per i viticoltori. Per questo, e in attesa di chiarimenti, sarebbe opportuno uno slittamento della scadenza del 15 dicembre. Intanto il Mipaaf ha reso noti i dati 2017 sulla spesa dei fondi Ue dellOcm vino. Il budget di 337 milioni stato integralmente speso: 46 milioni sono andati alla ristrutturazione dei vigneti, 82 alla promozione nei Paesi terzi. In crescita (62 milioni) i sostegni agli investimenti in cantina.
Autore: Giorgio DellOrefice


20 Ottobre 2017, ore 18:25

Corriere della Sera
La forza dei vini sotterranei del Carso. Una Vitovska che nasce dalla pietra Nella grotta - cantina di Benjamin Zidarich, a ventidue metri di profondit... Il paradiso di Benjamin Zidarich buio, umido, duro. una grotta, scavata nel ventre della terra. A 22 metri di profondit, da questo mondo rovesciato, il silenzio uno specchio dellimmobilit del Carso. Sopra c il paesaggio descritto da Fulvio Tomizza con i borghi visibili dopo unampia curva che funge da belvedere sospeso sulla citt (Lamicizia, Rizzoli 1980). La sala di degustazione, alta sullAdriatico, piena di appassionati. sabato, gli equipaggi della Barcolana incrociano allargo, sfiorandosi. Un team di velisti ha interrotto le prove, prepara la regata del giorno dopo cercando energia nella Vitovska. Benjamin racconta i suoi 8 ettari di viti recintati a causa dei cinghiali, spiega quanto siano importanti la brezza e la bora per mantenere sane le piante quasi senza trattamenti, svela gli alberelli da cui si ricavano pochi etti di uva. Poi tutti scendono con lui nella grotta, lopera naturale dellarchitetto Paolo Meg. La cantina uno squarcio di tre piani. Ho imitato quella di mio nonno, la terra rossa e il colore del ferro e della ruggine, racconta Benjamin Zidarich. Un cunicolo porta a una stanza larga, sovrastata da un ballatoio come quelli delle case dei paesi. Sopra il ballatoio archi di pietra naturale. Le rocce sembrano sporgersi verso il centro. In questo pianeta sotterraneo lavoriamo bene - dice Zidarich -. Ho investito tutto lavorando senza sosta per un decennio. Qui non servono condizionatori: la temperatura costante, 13-14 gradi con il 70-80 per cento di umidit. Qui nascono i nostri vini: Vitovska, Malvasia, il blend Prulke che rievoca i tempi delle famiglie che imbottigliavano solo un bianco e un rosso. E il Terrano. Qui la pietra tornata nel suo posto naturale dopo gli scavi. I pilastri con le figure delle quattro stagioni sono stati scolpiti con questo materiale. Ognuno differente, perch nel Carso non c nulla di dritto. Ogni pietra diversa. Se rispetti la natura, se ti allontani dai metodi convenzionali, il vero valore la diversit. Ha iniziato nel 1988, Benjamin. Siamo a Prepotto, nel comune di Duino Aurisina, un luogo intatto nel tempo, da cui lo sguardo arriva fino a Venezia, alla Slovenia e alla Croazia. Ho tolto le vecchie viti. In cantina ho voluto solo torchi, niente macchine complesse. Tutte le stanze sono aperto. Tutti possono vedere tutto. Il vino semplicit. Adesso c la moda dei vini macerati. Per noi le mode non esistono, lavoriamo cos perch quello che sappiamo e vogliamo fare. Non abbiamo un enologo, perch non cerco vini perfettini. Cerco la semplicit. C un murale nella grotta - cantina: un grande sole, un vigneto con le radici nella terra, lacqua che scorre. tutto quello che serve per un buon vino, dice Zidarich. La semplicit la stella polare del vignaiolo carsico. Produciamo soprattutto bianchi, con almeno due anni di affinamento. Vini puliti e dritti. Luva del Terrano sta fermentando in un grande tino aperto. Pi sotto ci sono i tini di pietra, lultima invenzione di Benjamin. Cinque anelli di marmo sovrapposti che formano una vasca per macerare la Vitovska. Un percorso di 18 giorni prima del riposo nelle botti di rovere per un anno. Il vino che si ricava il Kamen: ambrato, ricco di profumi di frutta ed erbe, un carico di piacevolezza che fa venire in mente le parole del poeta di Duino, Giorgio Depangher, sul vento che consuma una vita senza confini, a frugare anfratti nascosti, con guizzi nervosi. Il debutto del Kamen risale a 24 mesi fa, annata 2013. La Vitovska di Zidarich longeva: quella del 1996 ha ancora sapidit e acidit sostenuta. La 2015 fruttata, artigianale ed elegante insieme, ricorda il miele e gli agrumi. Il Terrano sapido e ricco di profumi. Vini che, come il vento di Depangher, rincorrono la vita instancabile.
Autore: Luciano Ferraro


20 Ottobre 2017, ore 18:25

Corriere della Sera
Arese ospita il Giro dItalia del vino La quinta e ultima tappa de Il Giro dItalia in 80 vini Grandi Vigne2017 di Iper, La grande i fa tappa nel centro commerciale di Arese, in provincia di Milano. Da domani a domenica curiosi e appassionati di vino potranno partecipare a incontri, degustazioni, tour guidati e farsi consigliare negli acquisti da un Personal Wine Shopper. Nelle due le location dedicate agli appuntamenti, il portico del piano terra e larea eventi al primo piano della struttura, sar possibile anche incontrare i produttori di Grandi Vigne, il marchio creato n anni fa da Iper, che riunisce 80 vini creati da trentacinque fornitori italiani deccellenza.


20 Ottobre 2017, ore 18:25

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Bardolino 2015 Alessio Bigagnoli Calmasino di Bardolino (Verona)... Giovane lui, bambina la sua azienda: since 2012. Alessio Bigagnoli garagista (nel senso di piccolissimo produttore) e pure spiritoso: Adesso, addirittura, curo quasi due ettari di vigna. Allinizio, solo mezzo, del pap Raffaello e del fratello Giuseppe. Alessio lavora come tecnico di laboratorio enologico e passa tutto il tempo libero tra vigna e cantina. Nel fatale 2012 le prime bottiglie, pochissime. Che per gli fanno vincere un premio al Garage wine contest di Genova con il Bardolino Chiaretto Metodo Classico. Altri premi nel 2014 al Vinitaly per il packaging e la migliore etichetta. Molto originale, serve a farsi notare e conoscere. Motto di Alessio, mutuato da un allenatore di rugby: Difficile, non impossibile. Da uve Corvina (80 per cento) Rondindita (10) e Molinara (10) tre etichette: oltre al Bardolino Chiaretto spumante, quello fermo e quello Doc. Ecco nel bicchiere il 2015. semplice e diretto, non pesante, profumato di frutti rossi e violette, con ricordi di bonbon anglais. Facile, non facilone, di grande bevibilit e simpatia. A Milano da Fabio Scarpitti, a Casale Marittimo (Pisa) da Dosage Zero sui 7/9 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


19 Ottobre 2017, ore 18:24

Corriere della Sera
Vendemmia, lanno nero: meno 28% Peggio delle previsioni. La vendemmia 2017 si chiude con una produzione decimata: 28% in meno. Unannata nefasta sul versante della quantit, a causa di gelate, grandinate e siccit. Il risultato, secondo i dati raccolti da Assoenologi dalle 17 sedi regionali: 15 milioni di ettolitri di vino e mosti in meno. In totale lItalia, che lanno scorso era sul gradino pi alto del podio mondiale, produrr 38,9 milioni di ettolitri. Dal Dopoguerra, un anno pi storto di questo stato solo il 1947, con 36,4 milioni di ettolitri. I rivali europei del vino, Francia e Spagna, non gioiscono: hanno subto gli stessi cataclismi, dai gelo che ha bruciato i germogli delle viti gi sviluppati ad aprile, alla lunga mancanza di acqua. Londata di caldo, da maggio ad agosto, ha non si ricorda una stagione come questa, dove gli eventi climatici si sono accaniti con inusuale ed eccezionale portata, commenta Assoenologi. Le cantine di tutte le regioni si sono riempite meno di uva. In qualche caso il carico pesava la met. In Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna la diminuzione media stata del 45%. I grappoli raccolti sono spesso risultati meno pesanti, la resa nella vinificazione stata quindi inferiore. Male anche la Lombardia, con un -35%, mentre si attestano a -30% Marche Abruzzo, Puglia e Sicilia. Piemonte ed Emilia Romagna si fermano a -25%, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Campania al -20%. La situazione migliore? Trentino Alto Adige, -15%. Il conto finale la retrocessione dellItalia sotto la soglia dei 40 milioni di ettolitri (il 2016 si era chiuso con 54,1 milioni). E la qualit delle uve per il futuro vino? Alquanto eterogenea - sostiene Assoenologi - abbastanza buona, ma con diverse varianti che evidenziano punte di ottimi livelli qualitativi e altre, dove il clima si particolarmente accanito, di livello inferiore. Determinante lapproccio scientifico degli enologi nella conduzione dei vigneti.
Autore: Luciano Ferraro


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