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Il Meglio dell'Edicola

31 Ottobre 2017, ore 18:20

La Repubblica
Quel vino sa di storia Torna a produrre una vite di 300 anni Una superstite, ora le prime bottiglie... Fino a qualche tempo fa, era solo una leggenda. dovuto intervenire un enologo di origine coreana per ritrovare a ridosso di un rudere, in un villaggio abbandonato nella frazione Faris di Saint Denis in Val dAosta, una pianta di vite di oltre 300 anni. E una specie di Vitis Vinifera variet Petit Rouge, un vero fossile che ha resistito allepidemia di filossera a fine Ottocento. La vigna era unautentica foresta, con rami che vantavano lunghezze da record. Ora da un intervento di recupero di questa pianta, Chul Kyu Peloso, enologo di origine sudcoreana ma cresciuto in val dAosta, ha ricavato uno dei pi antichi vini bio italiani. una vite centenaria di Petit Rouge, una specie autoctona a bacca rossa che cresce solo su questa parte del territorio alpino spiega Chul Kyu. La pianta era appoggiata sul muro di un casolare disabitato e nonostante gli ultimi abitanti della frazione ne ricordassero ancora lesistenza, stata dimenticata. Quando iniziato il restauro di alcuni edifici storici del villaggio, mi hanno segnalato la presenza di questa vite, di cui mi sono innamorato. Secondo le analisi su campioni di legno effettuate nei laboratori di ricerca forestale della Regione Val dAosta, la pianta avrebbe oltre trecento anni. Per quanto il Petit Rouge sia unuva molto diffusa su queste montagne, let venerabile di questo esemplare lo promuove ai primi posti della top ten delle vigne pi antiche dItalia. Ora, con luva di questa vite fossile e non solo saranno prodotte circa 300 bottiglie di Petit Rouge barricato prosegue lenologo. Lassemblaggio di uve entrato da poco nella fase di affinamento in botte e sar pronto per essere venduto a fine primavera del 2018. Il nome del vino ancora top secret ma questo esemplare centenario di vite oggi stato inserito anche in un elenco regionale di tutela delle piante monumentali. La pianta di Saint Denis, come altre, un esempio di quel patrimonio di biodiversit che di solito si rifugia nei vigneti dei piccoli produttori. Come quelli che si sono dati appuntamento a Vi.vite, la prima kermesse nazionale delle cantine cooperative italiane, il 25 e 26 novembre al museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano. Alla manifestazione, organizzata dallAlleanza delle cooperative agroalimentari che raccoglie 498 cantine, si affronter anche il nodo della difesa delle specie autoctone per la produzione di vino di alta qualit. Per toccare con mano tutte queste uve storiche, a fine mese partiranno poi i lavori per il Vigneto Italico, una coltivazione sperimentale delle pi antiche variet italiane nellarea protetta del Bosco di San Venanzio, in Abruzzo. Nel progetto, coordinato dallassociazione Patriarchi della natura, i filari di questa nuova vigna saranno maritati con alberi di quercia: le viti cresceranno appoggiandosi alle piante secondo una tecnica gi conosciuta dagli etruschi.
Autore: Fabio Marzano


30 Ottobre 2017, ore 17:21

Corriere della Sera
Cantina Soave. Un investimento da 80 milioni di euro per essere protagonisti lontano da casa Crescere mantenendo lidentit storica non facile. Lo sanno bene alla Cantina Soave, nata nel 1898 e oggi una delle societ pi in crescita. Si tratta infatti della pi grande cooperativa di primo grado nel mondo enologico italiano. Siamo orgogliosi di essere espressione delle principali denominazioni veronesi - afferma il direttore generale Bruno Trentini - dal grande vino Soave, allo spumante Lessini Durello, ai gioielli enologici della Valpolicella presentiamo il meglio che possa offrire questo territorio. Ma per rimanere al passo con i competitor internazionali la storia non basta. Per questo dal 2016 al 2018 investiremo circa 80 milioni di euro per ampliare la nostra capacit di imbottigliamento la logistica e il magazzino. Tutti lavori, ci tengo a ribadirlo, totalmente auto finanziati. Far crescere le strutture per presentarsi pii forti sui mercati complessi. Malgrado siamo i pi grandi in Italia ricorda Trentini - siamo 15 volte pi piccoli della pi grande azienda Usa. Oggi produciamo 1 milione di quintali di uva, 30 milioni d bottiglie e siamo presenti in 50 paesi ma dobbiamo puntare pi in alto, spingere la distribuzione e la commercializzazione per crescere secondo le nostre potenzialit.
Autore: Isidoro Trovato


30 Ottobre 2017, ore 17:20

Corriere della Sera
Santa Margherita. Quella passione per lo shopping Lambizione non si lascia imprigionare. Nemmeno in bottiglia. Sar per questo che il gruppo vinicolo Santa Margherita continua a crescere anche grazie a una politica di acquisizioni strategiche come quella che ha portato allavvio della nuova controllata a Miami che gestisce la commercializzazione diretta di tutti i brand sul mercato americano. Un innesto che ha portato a una crescita importante del mercato a stelle e strisce: pi 69,5% - spiega lamministratore delegato del gruppo, Ettore Nicoletto - numeri a cui hanno fatto riscontro anche importanti affermazioni in tutti gli altri mercati: in Italia lincremento stato dell8,9%, in Europa si sono registrati risultati significativi in Germania (pi 7,8%), Svizzera (pi 13,2%) e in Russia, dove gli acquisiti dei vini del gruppo sono pi che raddoppiati. Non a caso il fatturato previsto nel 2017 prevede una crescita del 6% rispetto allanno scorso e si attester intorno a 165 milioni, i170 dei quali proviene dai 90 Paesi in cui il gruppo esporta. Lo sviluppo passato anche per acquisizioni di cantine che servissero a completare la gamma dei prodotti: in questi anni il gruppo Santa Margherita infatti ha acquisito la maggioranza di C Maiol, cantina storica della denominazione Lugana doc e di Mesa, cantina deccellenza del Sulcis sardo. Abbiamo io tenute in sei regioni - ricorda Nicoletto - ma il gruppo ha risorse e ambizioni per crescere ancora: stiamo guardando il Centro Italia e la Valpolicella. Vogliamo acquisire marchi e cantine con una storia e una produzione che dia qualit alla nostra gamma. Il sistema vinicolo italiano ha bisogno di realt strutturate, capaci di presentarsi sui mercati internazionali con unofferta differenziata di vini che siano una sintesi delle eccellenze che il nostro territorio pu propone. E quello a cui puntiamo e che contiamo di costruire nel prossimo futuro.
Autore: Isidoro Trovato


30 Ottobre 2017, ore 17:20

Corriere della Sera
Distillerie Banollo. Lexport vale il 30 per cento del fatturato. Gli Stati Uniti sono la nuova frontiera Il Veneto il primo produttore di grappa in Italia. Il medico padovano Michele Savonarola pubblic nel 400 il primo trattato, il De conficienda aqua vitae, sulla preparazione dellacquavite. Oggi, in provincia di Padova, da oltre leo armi e da quattro generazioni i discendenti di Giuseppe Bonollo, si dedicano allarte della distillazione. Gi nei primi del Novecento, Giuseppe Bonollo, pioniere delle moderne tecnologie, part con degli innovativi alambicchi a vapore, che consentivano di produrre una grappa con caratteristiche organolettiche particolari. Oggi lazienda veneta, grazie anche ad importanti investimenti in R&D, leader di mercato. Il 2016 si chiuso in crescita, con un fatturato che supera i 40 milioni di euro (nel 2015 era di 33 milioni) racconta Elvio Bonollo, consigliere di amministrazione e responsabile marketing. La distilleria reinveste ogni anno circa il 2/3% del fatturato nei processi dinnovazione. Una percentuale che, negli ultimi anni salita al 8%. Lexport rappresenta ad oggi il 30% delle vendite totali ed in crescita, specie negli Usa. In Italia ci sono oltre 500 aziende nel comparto, che danno lavoro a 4.800 persone. Al nord si concentra il maggior numero delle aziende e dei dipendenti (53%). Il 31% lavora proprio nel Nordest.


30 Ottobre 2017, ore 17:19

Corriere della Sera
Crescere con un brindisi, il prosecco va allestero Le esportazioni trascinano le vendite, attese questanno in aumento dellotto per cento. E la prossima vendemmia sar pi verde: basta Glifosate, Folpet e Mancozeb... Non semplicemente uno dei testimoniai pi affermati del vino made in Italy. Il Prosecco ormai diventato un modello di crescita per le bollicine italiane. Una progressione a doppia cifra che potrebbe avere un lieve rallentamento questanno a causa di una vendemmia problematica per motivi climatici. In realt la produzione di Prosecco Doc ottenuta della vendemmia 2017 si dovrebbe attestare sui volumi dello scorso anno precisa il presidente del Consorzio Prosecco Doc, Stefano Zanette. Lannata al suo debutto ha suscitato non poche incognite per i viticoltori ma adesso si presenta ottimale sul fronte delle condizioni sanitarie del vigneto. Questo dovrebbe garantire, dal punto di vista della quantit, una produzione in linea con la domanda. Perch comunque, anche questanno, le vendite cresceranno dell8 o del 9%. Lexport Anche dal punto di vista dellexport il primo quadrimestre ha evidenziato un incremento complessivo della denominazione pari al 6,9%. In particolare aumenta la versione spumante a trainare la crescita a fronte di un calo della tipologia di vino frizzante. I mercati stranieri - continua Zanette restano una voce primaria per il nostro business: Regno Unito e Usa i due paesi pi importanti che per stanno vivendo, per motivi diversi, una fase di fibrillazione ed per questo che servir particolare attenzione e cura nella gestione dellexport. Il punto debole pi evidente del Prosecco resta per leccessiva frammentazione di territori e disciplinari che ha portato alla creazione di tre consorzi: quello del prosecco Doc, quello dellAsolo Docg e quello di Valdobbiadene Docg. Una divisione che rende di Isidoro Trovato complessa la comprensione delle differenze soprattutto sui mercati internazionali, quelli che fanno fatica a distinguere tra gli autoctoni italiani, figurarsi allinterno della stessa area geografica e di una stessa famiglia vinicola. Effettivamente questo per noi costituisce un problema - ammette Zanette - ma sul fronte della gestione della denominazionei recentemente abbiamo raggiunto unintesa per la filiera che mira a migliorare la conoscenza e la trasparenza delle produzioni e del mercato, anche mediante studi sul potenziale di produzione e attraverso la rilevazione dei prezzi pubblici di mercato. Esiste un sistema Prosecco che una societ che comprende i tre consorzi e che nata nazionale e internazionale del Prosecco che uno dei brand pi copiati nel mondo del vino. Siamo una delle denominazioni pi minate dalle contraffazioni, oltre 50o finora quelle nelle quali ci siamo imbattuti nel corso delle azioni di controllo effettuate direttamente o tramite gli organi preposti con i quali collaboriamo in stretta sinergia, in particolare lIspettorato centrale repressione frodi, Europol, Interpol, Agenzia delle Dogane e Carabinieri. Anche per questo i tre consorzi pianificano insieme delle campagne di promozione e comunicazione ma forse a questo punto serve di pi. Il termine Prosecco non indica una bollicina qualsiasi, ma corrisponde a un territorio dorigine ben preciso. Il territorio. Altro territorio dincontro potrebbe essere quello della difesa del territorio e della svolta biologica. Abbiamo lavorato molto sulla tutela del territorio che si traduce in sostenibilit ambientale e paesaggistica - conclude Zanette - temi che ci vedono protagonisti: per primi abbiamo inserito nel disciplinare di produzione indicazioni ben precise nella riduzione dei fitofarmaci e del glifosate, ma abbiamo anche introdotto le siepi nelle vigne con lobiettivo di lasciare a chi verr dopo di noi, un paesaggio migliorato anche sul fronte della bellezza. Inoltre lassemblea dei soci ha deciso di votare a favore delleliminazione di Glifosate, Mancozeb e Folpet a partire dalla campagna viticola 2018 con un provvedimento senza precedenti che diventer obbligatorio, per tutti i produttori che vogliano vedersi garantita la possibilit di produrre Prosecco Doc. Con queste scelte introdotte nel disciplinare del prosecco Doc abbiamo piantato il primo chiodo e da qui non si torna indietro, ma la vetta ambiziosa, il percorso verso la sostenibilit totale ancora lungo.
Autore: Isidoro Trovato


29 Ottobre 2017, ore 17:19

LEspresso
Bottiglia Sui Colli Orientali si recupera unantica pratica enologica del Friuli che, sfruttando le piogge, permetteva alle uve a bacca rossa di maturare e ammorbidire i tannini nei chicchi dello schioppettino. E si d vita allo Schioppettino Romain Rodaro 2012, vinificazione in acciaio e passaggio in legno di barrique francese per un colore tra il bordeaux e lametista. Sorprendente effluvio di spezie eleganti e frutti selvatici. dal pepe verde e rosa alla mora di rovo, dal liquore di mirtilli al nocino e garofano. Ottima persistenza, caldo ma bilanciato, note fruttate mature.
Autore: Enzo e Paolo Vizzari


29 Ottobre 2017, ore 17:18

La Stampa
La Morra, vino e cultura. Quando lesposizione si fa in cantina Fino al 12 novembre a La Morra, presso i Poderi di Gianni Gagliardo, si potr visitare lesposizione Filari di Luce con opere di Dado Schapira e Daniele Basso nelle cantine dellazienda.


29 Ottobre 2017, ore 17:17

La Stampa
e matite giganti colorano le vigne del Monferrato Lidea di un artista adottata da unazienda vinicola... I vecchi pali di legno tra le vigne trasformati in matitone colorate hanno fatto il giro del mondo, sulle riviste specializzate non solo di enologia e sui social facendo il pieno di clic su facebook e twitter. Un tocco darte tra le colline di Mombaruzzo, nel Sud Astigiano, diventate patrimonio Unesco, che nasconde un risvolto solidale partito dai mondi lontani e che ora guarda al territorio. Un amico, lartista alessandrino Aldo Divano mi parl del suo viaggio nel Laos dove vide alcuni bambini che passavano il tempo ad intagliare matite da pezzetti di legno - racconta Vitaliano Maccario, titolare con il fratello dellazienda Pico Maccario, ottanta ettari in un corpo unico che ne fanno il vigneto coltivato a Barbera dAsti pi esteso del Piemonte. Poteva essere la trovata giusta per comunicare un territorio, anche il paesaggio arte e semplicit, esattamente come il lavoro di quei bambini. La scommessa. E cos grazie alla maestria dellartista alessandrino nata la nuova scommessa, i vecchi sostegni in legno di castagno sono diventati opere darte, che colorano i vigneti. Idea che ha trovato presto estimatori tanto che oramai le matitone spuntano in diversi vigneti del Sud Piemonte. Allazienda Maccario ce ne sono anche nella barricaia accanto ai fusti dove riposa Epico, la Barbera dAsti Superiore che nasce da una selezione e raccolta manuale di vigneti molto vecchi e da uve affinate tra 12 e 14 mesi in barrique di rovere francese che ha recentemente ottenuto i Tre Bicchieri dal Gambero Rosso e che questanno ha dato il nome al cavallo del borgo Torretta che si classificato terzo al palio di Asti. Matitone che si uniscono alle enormi installazioni a forma di rana e lumaca della Kraking Art che danno il benvenuto nellazienda. Modernit e tradizione raccontata dal simbolo dellazienda, la rosa - continua Maccario -, ne abbiamo piantate 4.500 con la duplice funzione di indicare il punto di inizio di ogni filare e di segnalare in anticipo, come insegnano i nonni, le malattie che potrebbero danneggiare le viti. Arte che va di pari passo con la solidariet Tutto partito dai bambini e dalla loro creativit - sottolinea il vignaiolo di Mombaruzzo - la matita mi fa pensare per non solo ai posti distanti ma anche alle nostre scuole, mancano risorse per il materiale didattico. Colori e carta igienica li compriamo noi. Loccasione per consegnare al sindaco del paese Giovanni Spandonaro e alla dirigente scolastica Isabella Cairo lassegno della solidariet sar la fiera del tartufo il 19 novembre, a Mombaruzzo.
Autore: Elisa Schiffo


29 Ottobre 2017, ore 17:17

La Stampa
Autochtona. Uno degli Award 2017 al rosato piemontese Il Lirico di Cascina Gilli ha vinto uno dei sei Autochtona Award 2017, per la categoria vini rosati assegnato in occasione della quattordicesima edizione di Autochtona a Bolzano tra i circa 400 vini in rassegna.


26 Ottobre 2017, ore 17:14

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Kalimera 2016 Pasquale Cenatiempo Ischia (Napoli)... Cesare Zavattini sognava un paese in cui buongiorno volesse dire davvero buongiorno. E Pasquale Cenatiempo gli sarebbe piaciuto, nella sua ritrosa schiettezza. Qual il nesso? un eccellente bianco, da uve Biancolella in purezza, che Pasquale produce a Ischia. Le sue vigne sono sulla collina di Kalimera, che in greco significa buongiorno. La collina, tra i 450 e i 600 metri, vitata da secoli. In mezzo al vigneto c ancora una vecchia cantina del 600, testimone della vocazione vitivinicola dellisola e non pi utilizzata, se non per laccoglienza agli enoturisti in visita. Francesco, padre di Pasquale, fond lazienda nel 1945 e inizi a imbottigliare nel 1960. Nel 1992 il passaggio di consegne. Con la consulenza enologica di Angelo Valentino, Pasquale fa vini il cui marchio di fabbrica leleganza, non facile da ottenere su terre vulcaniche e aspre Qui il lavoro in vigna costa, anche in fatica, quattro volte pi di quello in pianura. Dominano le uve bianche nei quattro ettari, Biancolella e Forastera, rosse Per e Palummo e Granaccia. Ecco il Kalimera: dorato chiaro, profumi mediterranei, dalla ginestra alla macchia, e di frutti esotici, sorso fresco e verace, di bella armonia. A Milano da Don Pietro, a Roma da Grammelot, a Napoli da Gran Gusto sui 17/20 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


26 Ottobre 2017, ore 17:13

Quotidiano Nazionale
Montalcino terra e arte A soli 50 chilometri, il mare. Davanti agli occhi, dolci colline, vigneti curati e unatmosfera surreale fra fantasia e sogno: benvenuti a Montalcino. Questo meraviglioso borgo medievale dal centro storico praticamente intatto, una delle mete pi belle della Toscana. Molte le attrazioni tanto per una vacanza in famiglia che per un romantico week end di coppia. Fra le architetture religiose da non perdere, lAbazia di SantAntimo, esempio di architettura romanica, visitatissimo ogni anno per la bellezza e il senso di spiritualit che lo contraddistinguono. Al centro dellantico borgo, situato a sud di Siena, si trova poi il Duomo dedicato al Santissimo Salvatore e la Chiesa di SantAgostino, dalle semplici linee romaniche. Di grande interesse la Fortezza, edificata nel 1361 nel punto pi alto della citt dagli architetti senesi Mino Foresi e Domenico di Feo, che oggi incorpora alcune delle strutture preesistenti, tra cui il mastio di Santo Martini, la torre di San Giovanni e unantica basilica. Da qui si ammira un panorama mozzafiato sulla campagna circostante ricca di vigneti e sulla meravigliosa Val dOrcia. Impossibile non avvertire la presenza del famoso Brunello di Montalcino, vino conosciuto in tutto il mondo per il suo gusto pieno e rotondo da abbinare con i tanti prodotti della gastronomia locale. Tenendo il timone puntato anche sullaspetto squisitamente culturale di questo borgo, sito Unesco, da prendere al volo la possibilit di immergersi nellarte contemporanea a Castelgiocondo, dove Tiziana Frescobaldi (nel solco della tradizione di mecenatismo di questa, tra le pi importanti e influenti famiglie nella storia politica, economica e sociale fiorentina), ha dato vita al Premio Artisti per Frescobaldi e relativa galleria permanente. Linvito rivolto a tre artisti emergenti - questanno selezionati da una prestigiosa giuria composta da Hans - Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery di Londra, Elena Filipovic, direttore della Kunsthalle di Basilea e Andrea Viliani, direttore del Madre di Napoli - chiamati dal curatore Ludovico Pratesi a raccontare le atmosfere e la storia di CastelGiocondo, attraverso luso di diversi linguaggi espressivi: fotografia, scultura, pittura e video. Dopo le prime tre edizioni, i frutti del lavoro di Elisa Sighicelli, Giovanni Ozzola e R di Martino (2012), Michael Sailstorfer, Jorinde Voigt e Yuri Ancarani (2014) ed Eric Wesley, Matthew Brannon e Patrizio Di Massimo (2016) saranno esposti nella tenuta di Montalcino da fine anno. Un motivo in pi per visitare questa terra, sospesa fra arte e natura.
Autore: Letizia Cini


26 Ottobre 2017, ore 17:13

Italia Oggi
Promozione vino, aiuti a raffica Oltre al bando nazionale Ocm vino 2017 (da 14 mln) una sfilza di avvisi regionali al settore... In 15 regioni incentivi ad hoc. Scadenze tutte a novembre... Pubblicit, pubbliche relazioni, fiere e manifestazioni, campagne informative e studi di valutazione sono le attivit che produttori di vini e organizzazioni possono finanziare grazie ai bandi aperti sullo strumento Ocm vino 2017. Fino al 3 novembre 2017 sar aperto il bando nazionale indetto dal ministero delle politiche agricole, che finanzia progetti a carattere nazionale. previsto uno stanziamento di oltre 14 milioni di euro. Se sul bando nazionale pendono alcuni ricorsi al Tar relativi alla precedente edizione, che potrebbero determinare lannullamento anche di questo, sono invece pienamente operativi i bandi promossi dalle regioni, che si concentrano sulla promozione delle produzioni territoriali. Anche su questi le scadenze sono principalmente concentrate nella prima met di novembre. Ammessi produttori di vino e organizzazioni del settore. Possono accedere alla misura della promozione del vino, sui mercati dei paesi terzi i produttori di vino, cio le imprese, singole o associate, in regola con la presentazione delle dichiarazioni vitivinicole nellultimo triennio, che abbiano ottenuto i prodotti da promuovere dalla trasformazione dei prodotti a monte del vino, propri o acquistati e/o che commercializzano vino di propria produzione o di imprese ad esse associate o controllate. Oltre ai singoli produttori, la domanda di accesso al contributo pu essere presentata da organizzazioni professionali per la promozione dei prodotti agricoli, organizzazioni di produttori di vino e loro associazioni, organizzazioni interprofessionali, nonch consorzi di tutela riconosciuti. Laccesso ai fondi consentito anche ai soggetti pubblici con comprovata esperienza nel settore del vino e della promozione dei prodotti agricoli, con esclusione delle amministrazioni governative centrali, regioni, province autonome e comuni. I soggetti proponenti possono presentarsi anche sotto forma di associazioni temporanee di impresa e di scopo, costituende o costituite, consorzi, associazioni, federazioni e societ cooperative, reti di impresa. Finanziabile la promozione al di fuori dellUe. I progetti di promozione ammissibili devono essere attuati in uno o pi paesi terzi o mercati dei paesi terzi, intesi come paesi ubicati al di fuori dellUnione europea. Possono prevedere il finanziamento di azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicit, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti europei, in particolare in termini di qualit, sicurezza alimentare o ambiente. Sono finanziabili anche spese per partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale, nonch campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nellUnione europea. Infine, i progetti possono prevedere studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione, purch tale spesa non superi il 3% dellimporto complessivo del progetto presentato. Le attivit di promozione devono riguardare vini confezionati quali vini a denominazione di origine protetta, vini a indicazione geografica protetta, vini spumanti di qualit, vini spumanti di qualit aromatici e vini con lindicazione della variet. Contributo a fondo perduto del 50%. Limporto del contributo a valere sui fondi europei pari, al massimo, al 50% delle spese sostenute per realizzare il progetto, con possibilit di elevazione all80% per il bando nazionale in presenza di cofinanziamenti regionali. La restante quota delle spese a carico del beneficiario. Per quanto riguarda il bando nazionale, nellambito dellesercizio finanziario comunitario di pertinenza, il contributo minimo ammissibile, per ciascuna domanda, non pu essere inferiore a 200 mila euro, qualora il progetto sia destinato a un solo paese terzo o mercato del paese terzo, e a 100 mila euro per paese terzo o per mercato del paese terzo, qualora sia destinato a pi paesi terzi o a pi mercati di paesi terzi. Nellambito dellesercizio finanziario comunitario di pertinenza, il contributo massimo richiedibile per ciascun progetto non pu superare i 3 milioni di euro. I bandi regionali prevedono generalmente massimali e minimali differenti. Domande nazionali entro il 3 novembre 2017. I progetti relativi alla campagna 2017/2018, a valere sui fondi di quota nazionale, devono pervenire, pena lesclusione, tramite corriere espresso o raccomandata o a mano, in plico chiuso e sigillato, timbrato e firmato dal legale rappresentante su tutti i lembi, con lindicazione del mittente e di una dicitura specifica, entro e non oltre le ore 15 del 3 novembre 2017 al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. I progetti a valere sui fondi di quota regionale, devono invece essere trasmessi agli indirizzi degli uffici delle regioni e delle province autonome competenti alla ricezione dei progetti sulla base di specifici avvisi.
Autore: Roberto Lenzi


25 Ottobre 2017, ore 17:09

Quotidiano Nazionale
Medici, gli ambasciatori del Lambrusco. Lexport vola: boom in Giappone. E il Concerto continua a riscuotere successi Settanta per cento di export in 70 Paesi. Con il suo Concerto la cantina Medi - Ermete ha aperto la strada del lambruisco di qualit nel mondo. Ma non basta. Con la convinzione per cui allestero va esportato un intero territorio, ha trovato il modo di favorire lintero comparto emiliano del lambrusco. Lo dimostra, ad esempio, quella che oggi in Giappone diventata una Festa del Lambrusco attesa da milioni di persone ad aprile di ogni anno e celebrata in centinaia di ristoranti ed enoteche di tutto il paese. Grazie a questo tipo di promozioni racconta Alberto Medici, contitolare dellazienda di famiglia (nella foto) -, oggi il Giappone il paese extraeuropeo in cui esportiamo maggiormente dopo gli Stati Uniti. Fin da quando, oltre 20 anni fa, abbiamo deciso di scommettere sui vigneti cru per produrre il nostro Concerto, la nostra filosofia stata quella di farci noi stessi ambasciatori allestero presentando s un singolo prodotto, ma nel pi ampio e completo contesto di un territorio. Il lambrusco infatti rappresenta, nel ricco panorama vitivinicolo italiano, una delle massime espressioni identitarie della propria area di provenienza. Un vino assolutamente integrato alla propria terra e allimmenso patrimonio gastronomico che questa esprime. Medici Ermete non significa soltanto Concerto. Tra le bollicine della casa lUnique, ros metodo classico da uve Marani, con una produzione di 5mila bottiglie solo nelle migliori annate, proprio questanno entrato come miglior spumante italiano nel 5 Star Wines the Book 2017 firmato da Vinitaly.


25 Ottobre 2017, ore 17:08

Quotidiano Nazionale
Cntini, un gusto dalle origini antiche Le cantine Cntini sono forse le pi antiche di Sardegna. Salvatore Cntini fonda lazienda a Cabras nel 1898. Le tenute della famiglia si estendono per circa 80 ettari lungo la penisola del Sinis, la valle del Tirso e le pendici del Monte Arci, a poca distanza dalle splendide spiagge di Cabras e dalle rovine della citt fenicio - punica di Tharros. I vigneti crescono su terreni ciottolosi, ricchi di sabbie, limo e argille, di origine alluvionale, e sono influenzati da inverni miti ed estati molto calde ma ventilate grazie al maestrale. Il microclima rende questi terreni unici per la coltivazione dei vitigni autoctoni Vernaccia e Niddera. Il primo amore fu appunto la Vernaccia (prima doc sarda nel 1971). Dal 1980 sotto la guida di Paolo Cntini, nipote del fondatore, lazienda avvia sperimentazioni non solo sul Niddera, vitigno autoctono locale di antichissime origini, ma anche su Vermentino e Cannonau, vitigni principe nel panorama enologico sardo. Altri 40 ettari destinati a Cannonau e Vermentino - stanno nel territorio di Marrubiu, alle pendici del Monte Arci, su suoli vulcanici ricchi di minerali. Punta di diamante della maison la Vernaccia di Oristano, un vino da meditazione di origini antichissime. La produzione vinicola della maison si compone della serie classica delle Vernacce e di una serie pi innovativa di vini ottenuti da uve Vernaccia, Nieddera, Cannonau e Vermentino. Da un blend di Vernaccia e Vermentino nasce il Karmis, un bianco di grandissimo impatto, sapido, persistente. Da provare anche il Sartiglia, un Cannonau giovane elevato in acciaio. Il Karmis in enoteca a 10,50 euro, il Sartiglia a 11. Karmis 2016
Autore: Lorenzo Frassoldati


25 Ottobre 2017, ore 17:08

Quotidiano Nazionale
Guida Veronelli, il Piemonte primo. La Toscana sul secondo gradino del podio Il Piemonte torna sul gradino pi alto del podio tra le regioni italiane nella Guida Oro I Vini di Veronelli 2018, presentata alla Fondazione Cini nellisola di San Giorgio maggiore, a Venezia. E infatti il regno di nebbiolo e barbera ad aver proposto il maggior numero di vini eccellenti, conquistando in guida 87 Super Tre Stelle. La Toscana si ferma al secondo posto, a quota 83 riconoscimenti. Tra le regioni del Sud, bene la Sicilia.


25 Ottobre 2017, ore 17:08

Quotidiano Nazionale
Gambero Rosso incorona Masi. E La Cantina dellanno nella Vini dItalia Masi, storica azienda produttrice di vini pregiati e riconosciuta in tutto il mondo per i suoi amaroni, si aggiudica il premio Cantina dellanno della Guida Vini dItalia Tre Bicchieri 2018 del Gambero Rosso. A comunicare il premio speciale, il suo curatore Marco Sabellico: Masi ha contribuito pi di tutti al successo della sua regione vitivinicola e del suo vino principe, lAmarone, ambasciatore di italianit.


25 Ottobre 2017, ore 17:08

Quotidiano Nazionale
Il Lambrusco sbarca in Cina, Settecani su Alibaba La cantina Settecani porta il Lambrusco su Alibaba, il colosso cinese del commercio elettronico. Grazie al progetto e - Marco Polo, nato a seguito del memorandum di intesa siglato nel 2014 tra lallora governo Renzi e Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba, con lo scopo di promuovere lagroalimentare italiano, la cooperativa vitivinicola aderente a Confcooperative Modena ha a disposizione un potente mezzo per far conoscere una delle eccellenze enogastronomiche italiane. Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, soprattutto la versione amabile, sta riscuotendo un buon successo sul mercato cinese online - afferma il responsabile commerciale della Cantina Settecani Fabrizio Amorotti Con lo strumento b2c (business to consumer), in pochi mesi sono state vendute on line ai consumatori finali cinesi circa 6 mila bottiglie. Sono numeri che fanno ben sperare. I feedback dei clienti sono ottimi, il punteggio di 4.9 su 5.


25 Ottobre 2017, ore 17:07

Quotidiano Nazionale
La calda annata Unannata eccezionale. Nel senso letterale del termine: dal punto di vista climatico - il riferimento alla siccit con cui molte regioni hanno dovuto fare i conti nei mesi estivi dopo lanomala ondata di gelo di aprile non si ricorda una stagione come quella in corso, avverte Assoenologi. Tutto questo ha generato una produzione decimata. I dati elaborati dalle 17 sedi territoriali della stessa Assoenologi evidenziano una produzione di oltre 15 milioni di ettolitri in meno rispetto allo scorso anno. Tutte le regioni italiane hanno fatto registrare consistenti cali produttivi con punte medie anche del 45% in Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna. Con 38,9 milioni di ettolitri ( una proiezione) il 2017 si colloca al secondo posto tra le vendemmie pi scarse dal dopoguerra ad oggi, superata solo da quella del 1947 (3,4 milioni). Purtroppo - lanalisi di Assoenologi - il perdurare della siccit e delle alte temperature al Centro - Sud, aggravato anche dalla grande carenza di riserve di acqua nei terreni, si protratto anche per lunga pane del mese di settembre causando unulteriore perdita di peso dei grappoli, che ha fatto scendere la produzione di questa campagna sotto i 40 milioni di ettolitri. Solo in alcune aree c stato un lieve miglioramento grazie alle precipitazioni del mese di settembre, che han-no contribuito a migliorare pi i livelli qualitativi che quelli quantitativi. Il primo produttore italiano si conferma il Veneto con una media di ettolitri prevista per il 2017 di 8,1 milioni (10,1 milioni nel 2016, calo del 20%). Al secondo posto c la Puglia (6,7 milioni di ettolitri e un decremento del 30%) che precede lEmilia Romagna: da Piacenza a Rimini, invece, la proiezione porta a 5,9 milioni di ettolitri a fronte dei 7,8 dello scorso anno. Seguono la Sicilia, lAbruzzo e il Piemonte. La Toscana si ferma a 1,6 milioni contro gli oltre 3 milioni del 2016: sconta il calo record di produzione del 45%, 1,3 milioni di ettolitri. Pi gi Lombardia con 960mila ettolitri e un -35%. La qualit eterogenea in tuttItalia. Le uve, da un punto di vista sanitario, sono state conferite alle cantine perfettamente sane, ma con differenti maturazioni anche allinterno di uno stesso vigneto e, spesso, con grappoli molto disidratati. La qualit - spiega Assoenologi - risulta questanno eterogenea, complessivamente abbastanza buona, ma con diverse varianti che evidenziano punte di ottimi livelli qualitativi e altre, dove il clima si particolarmente accanito, di livello inferiore. Questanno pi di altri, ha giocato un molo determinante lapproccio scienti-fico degli enologi, in particolare nella conduzione dei vigneti.


25 Ottobre 2017, ore 17:07

Quotidiano Nazionale
Lexport sorride allItalia, crescono volumi e valore. Ma lOsservatorio lancia lallarme: La competitivit sta calando... La qualit degli imprenditori vitivinicoli italiani e leccellenza del nostro vino continuano a macinare record dellexport con un trend di aumento dell8% a valore che ci dovrebbe portare a superare la soglia dei 6 miliardi di euro nel 2017. Migliora la bilancia commerciale del nostro export, ma cala la competitivit dei nostri vini. Ernesto Abbona, presidente di Osservatorio del vino, commenta i dati Istat elaborati da Ismea relativi al periodo gennaio - luglio 2017, che riportano una crescita in volume del 7% per circa 12 milioni di ettolitri di vini e mosti, e in valore dell8% per un corrispettivo di 3,3 miliardi di euro. Ma altri competitor crescono pi di noi. Negli Usa la domanda cresce di oltre il 10% e noi ci fermiamo sotto il 3%, con la Francia che segna aumenti del 21% in quantit e del 23% in valore, tallonando il nostro primato.


25 Ottobre 2017, ore 17:06

Quotidiano Nazionale
Sommelier si diventa, c anche il master La maestosa Reggia di Colorno (PR), appartenuta a Maria Luisa dAustria, moglie di Napoleone Bonaparte, ospita dal 2004 Alma, la Scuola Internazionale di cucina italiana, fondata da Gualtiero Marchesi. Un grande laboratorio di cultura enogastronomica, guidato dal direttore Andrea Sinigaglia, che non diploma solamente chef pasticcieri, maitre, ma anche sommelier. Tra gli ultimi nati, un esclusivo master in collaborazione con Ais riservato a sommelier di terzo livello che ha diplomato in 4 anni oltre cento allievi, con unet media di 33 anni. A Ciro Fontanesi di Alma Wine Accademy, coordinatore del master, abbiamo chiesto: come nasce un corso al vino cos completo? In risposta a unesigenza del mercato, i ristoranti sentono la necessit di una sala pi professionale. E un master innovativo che prevede stage nei grandi luoghi dellaccoglienza, visita alle cantine pi significative (tra cui Gaffa, Ornellaia, Soldera, Gravner, Tenuta San Guido), esperienze gastronomiche di rilievo, e tasting alla cieca, con bottiglie normali e di altissimo profilo, come Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Monfortino, La Tache, a cui segue un confronto vero fino a panel sensoriali su tappature digerenti, come quello con Walter Massa e il suo Derthona, con sei diverse chiusure, che abbiamo degustato interrogandoci sulle diversit, ma anche vivendo esperienze di team building in luoghi lontani da tutto. Buona parte degli allievi ha trovato la propria strada collocandosi in ristoranti top, in grandi cantine e nelle redazioni di testate giornalistiche, uno dei nostri allievi divenuto Global Area Manager di Ornellaia, un altro in forza alla Locanda Margon ed brand Ambassador Ferrari. La figura del coppiere delle corti nobiliari del Rinascimento, si evolve in un moderno professionista, che esprime un consiglio competente e arguto, abbinando al piatto il migliore calice, ma non solo, seleziona e acquista i vini, cura la cantina, redige la carta, e sordina il servizio del vino e di tutte le bevande alcoliche. Ma com cambiata la sommellerie nella cucina contemporanea? Lo abbiamo chiesto al critico enogastronomico Andrea Grignaffini, parte del Comitato Scientifico di Alma, insieme a Gualtiero Marchesi, Paolo Lopriore, Mariella Organi, Davide Comaschi ed Ezio Marinato: Ora tutto pi difficile. Sono cambiati i men e linterazione tra le diverse cucine, rendendo labbinamento pi complesso. Occorrono esperienze ad ampio spettro e nuovi percorsi di conoscenza.
Autore: Luca Bonacini


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