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Il Meglio dell'Edicola

18 Ottobre 2017, ore 13:31

Quotidiano Nazionale
Degustazioni e incursioni letterarie: Di calice in calice, viaggio nello Stivale Di calice in calice, ovvero un viaggio culturale e multisensoriale alla scoperta dellItalia del vino. Cinque incontri a Roma accompagneranno i partecipanti alla degustazione guidata del vino di cinque regioni italiane. A far da cornice alle degustazioni, reading, incursioni letterarie e racconti artistici. Il primo appuntamento per marted 24 ottobre con la scoperta dei vini del Lazio (Collegio, piazza Capranica 99).


18 Ottobre 2017, ore 13:31

Quotidiano Nazionale
Lombardia, 9 bottiglie su 10 sono Docg, Doc o Igt Cinque Docg (Franciacorta, Oltrep Pavese Metodo Classico, Scanzo o Moscato di Scanzo, Sforzato di Valtellina o Sfursat di Valtellina, Valtellina Superiore), 22 Doc e 15 Igt: sono i numeri del vino in Lombardia. Le denominazioni di qualit rappresentano 18% di quelle riconosciute a livello nazionale. Secondo i dati della Dichiarazione vitivinicola, nellultimo anno si registrato un aumento complessivo della produzione del 6,7% e con un incremento significativo (+ 9%) delle produzioni Docg, che ha cos portato all89,2% la quota dei vini a denominazione di qualit: tra gli oltre 182 milioni di bottiglie potenziali dellannata 2016, nove bottiglie su dieci saranno dunque a marchio Docg, Doc o Igt. Export: il trend positivo proseguito nel 2016, con un +1,4% in termini di valore e un +2,6% in termini di quantit rispetto al 2015. Per quanto riguarda i primi nove mesi del 2016, buoni risultati in Francia (+24,5%), Russia (+13,8%), Canada (+ 11,8%), Giappone (+11,6%) e Danimarca (+9,6%).


18 Ottobre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Il bianco si fa rosa Alle donne piace il bianco. Una scelta dettata non dal palato ma dalla genetica, stando a uno studio internazionale, coordinato dallUniversit Statale di Milano, che ha coinvolto quattro Universit e altrettanti centri di ricerca in Italia, Repubblica Ceca e Germania. Gli scienziati hanno individuato un gene del gusto che guiderebbe le preferenze a tavola, inducendo nel gentil sesso una spiccata inclinazione per i vini bianchi. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha analizzato pure la percezione del gusto amaro e astringente del vino rosso, evidenziando una diversa sensibilit tra popolazioni differenti, con una percezione media molto attenuata tra gli italiani. Gustando alcuni cibi come per esempio le verdure o il cioccolato - illustrano Alberto Bertelli, del dipartimento di Scienze biomediche per la salute dellUniversit degli Studi di Milano, e Roberto Barale, del dipartimento di Biologia dellUniversit di Pisa - e comparando le sensazioni con quelle dei nostri vicini, si scopre che la loro sensibilit al gusto amaro sia diversa dalla nostra. I ricercatori hanno fatto assaggiare un alimento ricco di polifenoli come il vino rosso a 300 volontari italiani, ed a-trettanti della Repubblica Ceca. Sebbene i geni del gusto amaro e astringente siano presenti in tutti gli individui, lo studio ha messo in luce una diversa modalit di attivazione. Il polimorfismo relativo allastringenza significativo - concludono gli esperti - solo nel genere femminile, suggerendo una preferenza nelle donne per i vini bianchi, mentre nei volontari italiani il polimorfismo relativo allamaro non raggiunge la significativit, indicando forse leffetto di diversa cultura e stile di vita. Il connubio donne - vino bianco sembra per non convincere del tutto Antonello Maietta, presidente dellAssociazione italiana sommelier (Ais). Se ci riferiamo al fatto che dal punto di vista sensoriale i bianchi vengano istintivamente collegati ad atmosfere eleganti e raffinate, particolarmente apprezzate dal sesso femminile spiega -, posso essere daccordo. Ma in base alle mia esperienza le donne, quando sono attente a ci che bevono, amano il vino buono, bianco o rosso che sia. Per Maietta la minore percezione del gusto amaro legata invece alla abitudini degli italiani. A differenza di quanto accade allestero - precisa - siamo soliti accompagnare il vino a pietanze varie. evidente quindi che il cibo, in talune circostanze, attenui tale percezione. Per Franco Maria Ricci, presidente della Fondazione italiana sommelier (Fis), la questione unaltra. In Italia afferma - quasi tutti apprezzano il vino ma pochi lo conoscono davvero. Secondo le nostre stime quelli che hanno una conoscenza adeguata non superano le 300-400 mila persone. Da anni mi batto affinch la cultura vinicola sia portata nelle scuole. Ricci spezza comunque una lancia a favore delle quote rosa. Nei nostri corsi le donne - dice - ,dotate mediamente di un olfatto pi sviluppato, risultano pi preparate degli uomini. Sono abili a riconoscere la qualit e non credo affatto che questa propensione possa essere sopraffatta da un gene. Direi invece che si fanno solo guidare dal gusto, senza nessuna preclusione per il colore di un vino. Purch sia di buona qualit.
Autore: Loredana Del Ninno


18 Ottobre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Catalogna indipendente? Nuovo competitor. La ricchezza del Cava: 230 milioni di bottiglie Mentre si continua a discutere di indipendenza dalla Spagna, ecco come si collocherebbe la Catalogna nel panorama enoico internazionale. Il vino catalano, fa sapere il sito Winenews.it, si troverebbe ad affrontare i mercati con la forza di numeri tuttaltro che da sottovalutare: 3,3 milioni di ettolitri prodotti (il 7,6% del totale Spagna), per un giro daffari del settore valutato 1,14 miliardi di euro. Una certezza, la Catalogna ce lha: il Cava, che lega il 95% della sua produzione alla zona del Peneds, a nord di Barcellona, dove si producono in media 230 milioni di bottiglie, su un totale di 245 milioni.


18 Ottobre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Il successo delle Tenute il Cerro, tra gloria passata e innovazione Cinque tenute, di cui 4 vitivinicole, adagiate in due tra le regioni pi vocate dItalia: Toscana e Umbria. Un patrimonio unico, quasi 5.000 ettari totali, di cui 300 vitati: sono il cuore delle Tenute del Cerro, di propriet di Unipol. Fondata nel 1978, Saiagricola partita con le prime acquisizioni di Montecorona a Umbertide (Perugia) e Fattoria del Cerro ad Acquaviva di Montepulciano (Siena), attualmente la pi produttiva con 1,6 milioni di bottiglie lanno, e si estesa successivamente con le tenute La Poderina di Montalcino (Siena), da cui escono circa 120mila bottiglie lanno, Clpetrone a Gualdo Cattaneo (Perugia) e Villetta di Monterufoli a Monteverdi Marittimo (Pisa), con 90mila bottiglie prodotte. Quarantanni di storia vitivinicola e di eccellenza Made in Italy, dove lelemento distintivo sempre stata la valorizzazione del territorio e della sua produzione, dal vino - il core business - a olio, frutti e colture cerealicole. A confermare la bont di quesito progetto enologico, i premi e i riconoscimenti ricevuti dalla stampa specializzata italiana e internazionale per il Vino nobile di Montepulciano di Fattoria del Cerro, il Brunello di Montalcino de La Poderina e il Sagrantino di Montefalco di Clperone, punto di arrivo di un lavoro svolto in armonia con il territorio e dellimpegno del personale altamente qualificato. Ogni tenuta vanta un glorioso passato, da Montecorona, mille anni di storia con la Badia e lEremo camandolese, ex propriet negli anni 40 del tenore Beniamino Gigli, fino al Relais Villa Grazianella, circondata da 600 ettari della Fattoria del Cerro, gi casa di vacanza della Curia Vescovile di Montepulciano. Ma la celebrazione del passato ha senso solo se c una proiezione nel futuro. Tenute del Cerro ha deciso di focalizzare gli sforzi contenuti nel Piano strategico triennale sul mercato estero. Gi presente sui principali mercati internazionali, la mission aziendale quella di investire non solo in tecnologie e in processi produttivi, ma anche sulle leve di marketing con innovazione e distintivit. Un nuovo approccio per sfruttare al meglio lopportunit di comunicare i vini e le eccellenze italiane fuori dal nostro territorio. Inoltre, Tenute del Cerro vuole restare leader nella ricerca e nella sperimentazione di tecniche in vigna e in cantina: per questo partecipa a Wine research team, una rete composta da 35 imprese vitivinicole allavanguardia nella sostenibilit ambientale e nella tutela del patrimonio italiano. Infine un riconoscimento importante: il Nobile di Montepulciano 2014 stato premiato con i Tre bicchieri dal Gambero Rosso per il 2018.


18 Ottobre 2017, ore 13:29

Quotidiano Nazionale
Premio al vigneto anzich al vino: in Trentino dieci agricoltori in lizza Il concorso. Gran finale il 29 ottobre. Presiede la giuria Attilio Scienza dellUniversit di Milano... Domenica 29 ottobre si conoscer il nome del vincitore della sedicesima edizione del concorso La Vigna Eccellente, lunico in Italia che premia non il miglior vino ma il miglior vigneto e, di conseguenza, lagricoltore che lo ha coltivato. Numerosi gli agricoltori in lizza, per un totale di oltre 216mila metri quadrati di vigneti, giudicati sotto il profilo agronomico, sanitario ed estetico - qualitativo da una giuria di qualit, presieduta dal professor Affilio Scienza, docente di Viticoltura alla facolt di Agraria dellUniversit di Milano. I tecnici della Fondazione Mach hanno analizzato i vigneti da primavera a fine agosto, prendendo in considerazione landamento della vegetazione, la sanit fitopatologica del vigneto, la maturazione e lequilibrio vegeto - produttivo delle viti. Dalle considerazioni emerse, stato definito il gruppo dei dieci finalisti allinterno della quale la giuria decreter i primi tre classificati. Il primo ricever un assegno da 1.500 euro, il secondo da 1.000 euro e il terzo da 500 euro. La premiazione in programma alle 16 alla Sala della Cooperazione di Isera e sar occasione per presentare La Vigna Antica, libro a met strada tra saggio e romanzo, scritto da Leonardo Franchini e Attilio Scienza, con un intero capitolo dedicato al Marzemino. A supporto dellevento, nel corso dellintero weekend, il Comune di Isera sar cornice di La Vigna Eccellente. Ed subito Isera, una serie di iniziative dedicate a winelovers e appassionati.


18 Ottobre 2017, ore 13:29

Quotidiano Nazionale
Quando Prodi consigli lAmarone a Schrder La sera del 22 agosto 2003 a Verona mi trovai inopinatamente a tavola con Romano Prodi, allora presidente della Commissione Europea, e il cancelliere tedesco Gerhard Schrder. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, aveva dato buca allultimo momento e il sindaco di Verona, furibondo, mi chiese di prendere il suo posto per non scombinare il cerimoniale di tavola. Chiesi a Schrder quali vini italiani preferisse e il cancelliere cominci a nominarmi i grandi toscani e i grandi piemontesi. Fu allora che Prodi intervenne: Gerhard, Allegrini is the best!. Stavamo infatti bevendo uneccellente annata dellAmarone di Marilisa che non avrebbe sfigurato affatto accanto ai vini amati dal cancelliere. Ci sar modo di tornare sui vini Allegrini quando parleremo ancora del Veneto. Ma non c dubbio che lAmarone sia stato la ragione principale che ha portato questa grande signora del vino italiano sulla copertina di Wine Spectator, la pi prestigiosa e conosciuta rivista enologica del mondo. I due grandi nomi storici dellAmarone sono il mitico Giuseppe Quintarelli e il suo allievo Romano Dal Forno che scopr a 22 anni dal suo Maestro come si fa il vino buono. Il rapporto tra i due mi ha fatto ripensare quello tra Giotto e Cimabue. Si pu preferire luno o laltro (e il Cristo del primo d emozioni non inferiori al Cristo del secondo), ma si tratta comunque di competizione ad altissimo livello. Sento ancora in bocca lo strepitoso Amarone 97 firmato Dal Forno. LAmarone, frutto eminentemente delluva Corvina, ha una gradazione in genere elevata che si fa perdonare per il gusto signorile, inebriante, gratificante. A Sandro Boscaini, patron dellazienda Masi, va il merito di aver diffuso i suoi Amarone in Italia e nel mondo. Ricordo una memorabile competizione tra il Mazzano e il Campolongo di Torbe: due grandi voci baritonali: pi aperta la prima, pi chiusa la seconda, ma entrambi di altissimo livello. Gli Amarone Zenato e Tommasi fanno la loro bella figura in ogni manifestazione. Bertani con il Villa Arvedi affascina con il sapore sfacciatamente garbato di ciliegie mature. Ricordo lo charme autorevole di Viviani, lAmarone scatenato di Monte Zovo. LAmarone di Ca La Bionda fu insidiato nel mio gusto dal Valpolicella della Casa. Ho a mente il rapido e felice retrogusto dellAmarone di Lorenzo Be9ali. Infine la bella storia dellAmarone di Flavio Pra, il bel tono del Capitel Monte Olmi di Tedeschi e il retrogusto sorridente del Case Vecie di Brigaldara.
Autore: Bruno Vespa


18 Ottobre 2017, ore 13:28

Il Sole 24 Ore
Vendemmia, il successo di Milano ispira Roma stata la migliore di sempre, La Vendemmia che si chiusa domenica a Milano e che fino a domenica 22 ottobre coinvolge Roma. Non parliamo di vendemmia in senso stretto, ma dellevento organizzato dallassociazione MonteNapoleone District. Allottava edizione hanno partecipato oltre cento marchi e boutique del quadrilatero della moda e altrettante aziende vitivinicole. Complice un autunno che, per ora, di autunnale ha molto poco, tranne forse i colori del foliage, levento ha raggiunto lobiettivo di coinvolgere clienti abituali e non dei negozi delle vie del lusso milanese, accanto a molti turisti. Un modo per far conoscere lo stile di vita italiano, inteso non solo come creativit nella moda, bens come ricchezza e tradizione enogastronomica. Il successo de La Vendemmia milanese ideata da MonteNapoleone District e dal suo presidente Guglielmo Miani ha ispirato Roma: promossa e organizzata insieme alle associazioni di piazza di Spagna e via Condotti, a Confcommercio e alla stessa MonteNapoleone District, La Vendemmia delle strade del lusso della capitale pu contare su circa 60 boutique. Come a Milano, chi entra nei negozi viene accolto da calici di vino. Non solo: grazie alla collaborazione con lAssociazione italiana dimore storiche, c la possibilit di prenotare visite a tanti luoghi darte. Last but not least, sempre seguendo lesempio di Milano, partecipano alla Vendemmia locali e ristoranti, che offrono men e degustazioni ad hoc.


18 Ottobre 2017, ore 13:28

Quotidiano Nazionale
Il Nebbiolo in famiglia Pap Arturo ne sarebbe fiero. Del resto era stato lui, nel 1984, a rilanciare lazienda storica che il padre Guido aveva dovuto in buona parte cedere per motivi di salute e a scommettere sul Nebbiolo, vitigno mitico della sua Valtellina che ricama i pendii scoscesi delle Alpi Retiche, tra terrazzamenti scavati nella roccia e riempiti di terra del fondovalle. Oggi sono i suoi tre figli a portare avanti la grande tradizione di Arpepe, azienda letteralmente mimetizzata nella montagna a fianco di Sondrio. Ed lei, Isabella Pelizzatti Perego, assieme ai fratelli Emanuele e Guido, il volto e la voce di questa bella parabola della viticoltura eroica sulla sponda Retica dellAdda.
Il vostro Sassella Rocce Rosse 2007 sta vivendo il suo momento di gloria.
Si recentemente piazzato al sesto posto nella classifica dei 50 migliori vini italiani e sono in arrivo altri importanti riconoscimenti per questo prodotto che matura 4 anni in botti grandi e d il meglio di s dopo un affinamento prolungato in bottiglia. La produzione limitata: tra le 10 e le 18mila bottiglie. Ma resta licona della casa, un prodotto che realizziamo solo nelle migliori annate.
Certo che la Valtellina del vino non pi quella di un tempo.
Alcune discutibili operazioni imprenditoriali negli anni Settanta hanno influito sulla qualit e il graduale abbandono della montagna ha tolto manodopera e passione. Siamo passati dai 5mila ettari vitati di un tempo agli attuali 800. Ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una rinascita: triplicato il numero delle aziende che vinificano in proprio e molti giovani, grazie alla viticoltura, hanno ritrovato il senso di appartenenza alla loro terra.
Il vostro Ultimi Raggi una sorpresa.
la nostra vendemmia tardiva e proviene dai terreni che si trovano a quote elevate, attorno ai 600 metri. Ha una ricchezza e una concentrazione maggiori rispetto alle nostre tradizionali riserve, ma senza che questa corposit vada a scapito del facile approccio per chi lo consuma.
Quindi la tesi che i vini valtellinesi siano pesanti pura eresia?
cos. Anche rispetto a quello della Langa piemontese, il nostro Nebbiolo rivela maggiore freschezza e mineralit: in grado di esaltare abbinamenti classici con i piatti della tradizione, sciati, pizzoccheri, selvaggina, ma anche con il pesce. Ovviamente vanno rispettati certi accorgimenti. Per il Sassella Rocce Rosse la temperatura ideale sui 15 gradi esalta meglio il suo profilo aromatico, i sentori di ciliegia e tabacco e le note ematiche e di pepe.
In vigna come nella vita: per andare avanti, ogni tanto bisogna tornare indietro?
Nostro padre ci ha insegnato ad avere rigore e a rispettare il giusto tempo di attesa, ben sapendo che in cantina servono tini, botti grandi, vasche in acciaio e cemento ma anche un sacco pieno di pazienza e che la vigna metereopatica: nulla regalato. E cos, a 600 metri di altitudine, continua ad avere senso impegnare 1.500 ore di lavoro lanno per ogni ettaro, quando alle aziende vitivinicole che si trovano in collina bastano 400 ore. La Valtellina cos: una regione vitata che pu produrre al massimo 4 milioni di bottiglie. A ben guardare, una goccia di vino nel mare enologico del mondo. Ma che goccia!.
Autore: Paolo Gattiani


18 Ottobre 2017, ore 13:28

Quotidiano Nazionale
Una perla dellenologia lombarda. Tredici ettari che si sviluppano sui pendii ... Il garbo come stile. Numeri apparentemente ridotti (90mila bottiglie lanno) che non dicono tutto dellazienda dei fratelli Isabella, Emanuele e Guido Pelizzatti Perego considerata una perla dellenologia lombarda. Tredici ettari nel cuore del Valtellina Superiore Docg, vigne sparse tra Sondrio, Montagna in Valtellina e Poggiridenti, le uve che tra i 3-400 metri si trasformano in Rosso Valtellina e a quote pi elevate (4-600 metri) regalano le denominazioni Valtellina Superiore Sassella, Grumello e Inferno. Un buon credito sul mercato interno e un crescente successo su quello estero (60% del totale). Punta di diamante, il Sassella Rocce Rosse. In commercio si trova lannata 2007: attesa ben ripagata.


17 Ottobre 2017, ore 12:41

Il Sole 24 Ore
Anche il cava Codorniu scappa dalla Catalogna Prosegue la fuga delle aziende dalla Catalogna nel timore dei possibili riflessi negativi sulle loro attivit sullonda dellincertezza politica (ed economica) connessi a una eventuale dichiarazione di indipendenza. Dal 10 ottobre, ossia dopo il referendum, circa 530 imprese catalane hanno trasferito la loro sede sociale fuori dalla regione. Secondo quanto ha riferito lagenzia di stampa Efe, lesodo pi massiccio - 524 trasferimenti - si verificato fra il 9 e l11 ottobre. La stragrande maggioranza (501 su 531) delle societ che si sono trasferite avevano le sedi sociali a Barcellona. Lultima notizia al riguardo arriva da Codorniu, storico produttore di cava, lo champagne catalano, che vuole spostare la sede sociale fuori dalla Catalogna e per spostarsi nella Rioja. Codorniu, fondata nel 1551, il principale produttore mondiale di spumante e cava prodotti secondo il metodo classico. La sua produzione annua di oltre 60 milioni di bottiglie ed pi antica azienda spagnola e tra le venti pi antiche a livello mondiale. Insomma, Barcellona sta perdendo anche un pezzo di storia e di tradizione.


16 Ottobre 2017, ore 12:40

Corriere della Sera
Io nellinferno della Napa Valley. Una tempesta di fuoco di sette giorni Il direttore dellazienda Antinori: Cos abbiamo salvato i vicini. Le vittime salgono a 41... Il bosco, i vigneti, le cantine e, tutto intorno, fiamme. Nei giorni neri delle contee californiane del vino, Glenn Salva era l, fra i filari della tenuta di Antica Napa Valley dei marchesi Antinori: Non avevo mai visto nulla del genere: la valle immersa nel fuoco, la foresta bruciata, le case distrutte, le strade impercorribili, racconta dopo essersi messo in salvo il direttore locale della celebre azienda californiana di propriet della famiglia toscana, produttrice storica di vino. Sullaltopiano delle Vaca Mountains, a 600 metri di quota, i marchesi hanno circa 250 ettari di vigneto dove producono cabernet sauvignon e chardonnay. Per Salva tutto iniziato domenica sera: Con una telefonata di mia moglie da Silverado, dove abitiamo, quindici chilometri da Antica. Diceva che cera del fumo nellaria e che erano stati evacuati. Io mi ero appena addormentato dopo aver guardato una partita di calcio. Sono subito uscito in macchina per raggiungerla. A un certo punto mi sono fermato: sotto stava bruciando tutto. Cera un muro di fuoco e un forte vento che lo alzava e lo spingeva. Sono dovuto tornare ad Antica, dove ho aperto il cancello della propriet ai vicini che stavano fuggendo. La fattoria, che in alto, diventata un rifugio, nella speranza che la zona dei vigneti potesse fare da barriera allincendio. Sono stati giorni di paura. Fino a quando ha iniziato a volteggiare sopra le loro teste un elicottero della polizia. Ha portato a valle le persone. Io son rimasto l e sono sceso dopo, con la Forestale, lungo la strada di Soda Canyon che nel frattempo era diventata praticabile anche se lincendio si allargava portato dai venti del Nord. Li chiamano Los Diublos, i diavoli, e sono le raffiche pi temute dagli abitanti di queste aree collinari a nord di San Francisco. In periodi di caldo e siccit come questo (cera il 12% di umidit), quando sferzano le valli possono abbattere alberi e pali della luce che si trasformano cos in micce. Basta un fuoco a far divampare un incendio. E se i fuochi sono decine allora pu scatenarsi linferno. Forse andata proprio cos ed stata la tempesta di fuoco pi devastante della storia della California. Il risultato un paesaggio lunare, incenerito, molto desolato. Ma la cantina salva. Glenn, da buon capitano, lha lasciata per ultimo. Conto di tornarci presto, forse gi domani. Bisogner valutare i danni ai vigneti che non dovrebbero essere molti. Le infrastrutture elettriche della strada di Soda Canyon sono state distrutte. Appena la riaprono porter su un generatore. Vogliamo andare avanti con la vendemmia che abbiamo lasciato al 30%. triste per ripartire da soli. I vicini hanno avuto perdite enormi. Poche case sono rimaste in piedi in questa vallata. Noi siamo stati miracolati perch intorno alla tenuta i 747 hanno scaricato lacqua del vicino laghetto fermando le fiamme. Albiera Antinori, primogenita del conte Piero e oggi al timone dellazienda vinicola, segue con trepidazione gli sviluppi della vicenda dal quartier generale di San Casciano Val di Pesa, a Firenze: Serviranno ventanni perch questo ambiente torni al suo splendore, sospira. Del resto il bilancio dei setti giorni di fuoco pesantissimo: oltre alle 41 vittime, agli oltre 100 feriti e 223 i dispersi, ci sono 221 mila acri inceneriti, cio quasi 90 mila ettari, pi o meno unarea estesa quanto tutta New York. Devastate le grandi contee del vino, Napa, Sonoma, Yuba e Mendocino. Sono rimbalzate notizie di aziende colpite di fama mondiale, come le cantine Signorello Vineyards e William Hill Estate Winery e Stags Leap and Chimney Rock, di cui hanno una quota anche i marchesi. Non mi risulta che l ci siano stati danni - ha precisato Salva -. So per che andata distrutta la casa dei vecchi proprietari, che si trova sulla collina sopra la cantina. E Glenn e la sua famiglia come stanno? Noi ci siamo salvati e siamo anche rientrati nella nostra casa. stata dura, una vera e propria prova di nervi... Ma siamo tutti pronti a ripartire. Ci aspetta la vendemmia e speriamo che almeno quelli siano giorni felici.
Autore: Andrea Pasqualetto


16 Ottobre 2017, ore 12:40

La Repubblica
Farnese Vini, la cantina delle 80 etichette va in Borsa La politica di acquisizioni mirate di piccoli appezzamenti dalla Puglia alla Sicilia, dallAbruzzo alla Toscana, paga: ricavi in crescita, export al 96%. e ora lad Sciotti pensa allo sbarco in Piazza Affari... Sono allestero per lavoro oltre 240 giorni allanno e, dopo molto tempo, riesco ancora ad emozionarmi quanto vedo i miei vini nei migliori ristoranti di ogni nazione, incluso le pi sperdute, come lhotel Sofitel Legend Metropole di Hanoi, oppure nel meraviglioso Hotel Casa di Santo Domingo che si trova ad Antigua, un antico villaggio coloniale spagnolo sulle montagne del Guatemala: Valentino Sciolti, presidente e amministratore delegato di Farnese Vini, nonch fondatore del gruppo, ha sempre fatto dellexport la leva principale della crescita e oggi il gruppo di Ortona, Abruzzo, realizza il 96% del fatturato allestero. Si sempre aperto un varco attraverso i ristoranti, grandi ambasciatori di cibo e vino made in Italy, ed arrivato a piantare la bandiera in 78 paesi. Quello che pi mi ripaga di tanti sacrifici vedere le mie etichette in Paesi di grande tradizione vitivinicola, dove affermarsi particolarmente difficile: penso ai tantissimi ristoranti in Francia e Spagna, nostri clienti, cos come a quelli della Marlborough in Nuova Zelanda, oppure alla McLaren Vale australiana, ai territori di vino sudafricani e californiani. Sessantacinque milioni di euro di fatturato stimati per il 2017, il doppio rispetto al 2012, Farnese Vini sta scalando la classifica dei principali produttori nazionali, ormai pronta per numeri a entrare tra i 30 principali produttori dellindagine annuale sul settore di Mediobanca. Ma con una particolarit: la pi importante del Centro - Sud Italia, in un mercato dominato da cantine con le radici piantate dalla Toscana in su. Unazienda giovane, nata nel 1994, che si sta facendo largo nel mondo con vitigni e storie di territori che neanche gli italiani conoscono bene. Mettendo radici anche nella finanza. Fondata da Sciotti, Farnese vini ha ceduto la quota di maggioranza prima a 21 Investimenti di Alessandro Benetton, che lo scorso anno ha venduto a Nb Renaissance partners, fondo di private equity nato dalla partnership tra Neuberger Berman e Intesa Sanpaolo. Uno dei pi importanti fondi a livello mondiale, un riscatto per il Sud, un passaggio di quote che ha reso pi forte lazienda, racconta Sciotti. DallAbruzzo, terra di origine con la Cantina Caldora e Fantini, si estesa pian piano in Puglia con Vigneti Salento, in Sicilia, con Cellaro e Vigneti Zab, in Basilicata, Vigneti del Vulture, e in Campania, con la cantina Vesevo. Ora sbarcata anche in Toscana, grazie alla partnership con la famiglia Rossetti, dove si arricchisce di altre nove etichette. Volevamo una crescita realizzata non attraverso lacquisizione di cantine, ma affittando le vigne dai contadini, che continuano, s, a coltivare le loro terre ma secondo protocolli di eccellenza e potendo contare su 13 enologi di formazione internazionale Uno staff capace di apportare a ogni piccolo fazzoletto di terra competenze che i piccoli produttori da soli non si sarebbero potuti permettere. Una boutique wineyard, una cantina di nicchia: quello che avviene in Farnese Vini, che per mette assieme tanti piccoli appezzamenti arrivando a collezionare 80 etichette per un totale di 18 milioni di bottiglie. Tutte diverse, tutte di territorio: Montepulciano dAbruzzo, Nero dAvola, Taurasi, Aglianico del Vulture, Primitivo di Manduria, tanto per citare i vitigni regionali di punta. Il risultato: tra i top 100 di Wine Spectator Pano del Ceno, Aglianico del Vulture e una raffica di prestigiosi riconoscimenti internazionali, nel solo 2017 cantina dellanno in Italia, Germania e Beglio. Ma il prossimo obiettivo puramente economico: Andare in Borsa, per dimostrare che il Sud, preso in considerazione solo per i vini da taglio riuscito a valorizzarsi e a farlo condividendone i vantaggi con chi vive quotidianamente quel territorio.
Autore: Paola Jadeluca


15 Ottobre 2017, ore 12:39

LEspresso
Le bottiglie migliori. Quelle da bere subito o da riassaggiare. Le novit. Dentro la guida I Vini dItalia 2018 dellEspresso Ci sono alcuni vini che ricevono un apprezzamento immediato e altri che hanno bisogno di pi tempo per arrivare a maturazione, ma poi si dimostrano longevi. Magari a suo tempo sono stati premiati e in seguito un po trascurati, oppure ingiustamente ignorati. Per esempio, il Brunello di Montalcino 2000 di Biondi Santi, cantina simbolo della denominazione, vino sontuoso per freschezza, profondit e ampiezza dei profumi di ciliegia, pesca gialla, tabacco. Oppure lAlghero Marchese di Villa Marina 1999 di Sella & Mosca, annata di grazia per tanti vini italiani e del mondo. Bottiglia in grado di competere con i pi celebrati bordolesi francesi, al punto che i critici della guida I Vini dItalia 2018 dellEspresso lhanno inserita tra i 100 vini da riassaggiare. Non una classifica, ma una sezione che mappa le vecchie annate tra il 1985 e il 2012, la produzione migliore di etichette che hanno fatto la storia. questa la principale novit del volume, che verr presentato insieme alla guida I Ristoranti dItalia 2018 gioved 19 ottobre alla Stazione Leopolda, a Firenze, in collaborazione con Pitti Immagine. Un elenco che si aggiunge alle tre classifiche: quella dei 100 vini da bere subito (al top il Perl Bianco Brut Riserva 2007 di Ferrari), destinata agli edonisti interessati alla bevibilit, quella dei 100 vini da comprare (al primo posto il Barolo Vigna Lazzairasco 2013 di Guido Porro), per i pragmatici pi sensibili al rapporto qualit - prezzo. E infine la graduatoria dei 100 vini da conservare (guidata dal Barolo Cerretta 2013 di Ettore Germano), dedicata ai collezionisti attenti al potenziale invecchiamento. Bottiglie uscite questanno, alle quali i critici dellEspresso pronosticano una vita lunga. Abbiamo selezionato i vini da riassaggiare per due motivi, spiega Antonio Paolini, che ha curato insieme a Andrea Grignaffini la guida diretta da Enzo Vizzari: Anzitutto per verificare, a distanza di anni, come sono andate le cose. Se cio il giudizio espresso a suo tempo fosse azzeccato oppure no, per vini che secondo noi meritano una seconda chance. E anche per unaltra ragione: vogliamo tendere la mano a quei ristoranti che si ostinano a conservare delle buone annate in cantina, assumendosene il rischio. Anno dopo anno, la guida una ottima occasione per fare il punto sullo stato dellarte del vino italiano. Che gode di buona salute e cresce soprattutto allestero: il primo semestre si chiuso con un pi 7,3 per cento sullo stesso periodo dello scorso anno, per un valore di 2,8 miliardi di euro, risultato piuttosto sorprendente. Mentre lAsia si conferma il motore della crescita del commercio enoico mondiale. Dati positivi, su cui spicca il boom delle bollicine che non conosce sosta, soprattutto in Gran Bretagna (Prosecco docet), primo mercato mondiale di sbocco dello spumante tricolore. Malgrado la Brexit. Ma oltre alla quantit - in Veneto gli ettari vitati hanno superato la cifra record di 85mila - c anche la qualit. Non a caso il primo dei primi, nella classifica dei 100 vini da bere subito, sia il Ferrari Perl Bianco Brut Riserva 2007, dice Grignaffini: La stessa graduatoria, inoltre, vanta ben altre otto referenze in termini di bolle italiane E se si considerano anche le altre tre classifiche, compresa quella dei 100 vini da riassaggiare, ben cinque sono le etichette censite. Sono due le macro - aree spumantistiche nazionali: il Trentodoc, comparto progredito nei prodotti base e ancora di pi nelle Riserve e nei millesimati. E la Franciacorta, che vanta picchi analoghi soprattutto nei mercati esteri. Inoltre, nel volume si colgono alcune tendenze che attraversano il mondo del vino. La crescita del biologico e delle piccole cantine che si fanno strada riportando in auge i vitigni autoctoni. E poi i risultati sempre pi eclatanti della viticoltura alta, eroica: a influenzare il settore sono i cambiamenti climatici, che porta alla ribalta zone un tempo svantaggiate. Basti pensare allEtna, allAlto - Adige, allAbruzzo, alla Valtellina e al Piemonte del Nord, aggiunge Paolini: Oltre ai soliti noti, si assiste alla cavalcata inarrestabile di quella che viene chiamata, e sempre pi a ragione, la Borgogna dItalia, ovvero lEtna. Laltro co - curatore della guida, Grignaffini, invita a non dimenticare due regioni emergenti: Liguria e Valle dAosta. La prima col suo repertorio di Colli di Luni, con Arrigoni e con La Pietra del Focolare, con gli Ormeasco Sciactra di Fontanacota, col Vermentino e col Pigato Spigau de La Rocca del Gatto. Alla Valle dAosta, invece, si guarder in futuro con sempre maggior interesse. Per il Blanc de Morgex et de la Salle, declinato dai sopraffini Ermes Pavese e dalla cave omonima, ma anche per le esecuzioni di Chardonnay della Maison Anselmet, di Dino Bonin e quelle di Petite Arvin di La Source, conclude Grignaffini.
Autore: Emanuele Coen


14 Ottobre 2017, ore 12:35

Il Sole 24 Ore
Aiuti allexport, il Tar censura il ministero Vino. Prime sentenze favorevoli alte imprese che avevano fatto ricorso sul bando Ocm... Le prime sentenze del Tar del Lazio sullassegnazione dei fondi 2016-17 per la promozione allestero del vino sconfessano la linea del ministero delle Politiche agricole sul bonus ai nuovi beneficiari. I ricorsi erano stati presentati da cantine escluse dai finanziamenti perch precedute nella graduatoria del ministero da altre imprese o raggruppamenti di aziende che avevano ottenuto i punteggi aggiuntivi riconosciuti ai nuovi beneficiari senza in realt esserlo. Le prime due sentenze sui 13 ricorsi presentati forse tratteggiano una via duscita per superare limpasse che ha bloccato una misura strategica per il vino italiano. Il ministero delle Politiche agricole gestisce infatti direttamente un terzo dei 102 milioni lanno destinati da Bruxelles allItalia per la promozione allestero del vino mentre gli altri due terzi sono gestiti dalle regioni. E il bando nazionale dellan-ualit 2016-17 era stato contestato a causa di un equivoco, avallato dagli uffici ministeriali in alcune risposte a quesiti sollevati dalle cantine (le cosiddette Faq). Il Mipaaf aveva infatti sostenuto che potevano ottenere i punteggi aggiuntivi riconosciuti ai nuovi beneficiari consorzi o raggruppamenti di imprese di nuova costituzione anche se composti da soggetti che gi in passato avevano ottenuto fondi dellOcm promozione. Linserimento ai primi posti della graduatoria di strutture con queste caratteristiche aveva scatenato i ricorsi degli esclusi. La sentenza dei giorni scorsi relativa al consorzio Italian Essence, ha chiarito la controversa questione dei nuovi beneficiari. I giudici amministrativi - spiega lavvocato Fabio Giuseppe Lucchesi (che ha presentato i ricorsi di consorzi relativi a lIstituto Grandi Marchi e all Ati targate Confagricoltura) - hanno fissato il principio che la premialit riservata ai nuovi beneficiari va valutata tenendo conto di tutte le aziende partecipanti a un consorzio e non solo del loro contenitore giuridico. Ma non solo. Il Tar si espresso anche su una seconda questione e cio la possibilit per unazienda di presentare pi progetti nello stesso anno (ad esempio uno sul bando nazionale e uno su un bando regionale) ma per mercati diversi. In questo caso i giudici hanno stabilito che non c duplicazione di contributi pubblici. Mi auguro - conclude Lucchesi - che, anche nelle prossime pronunce, i magistrati del Tar tengano conto degli orientamenti appena espressi.
Autore: Giorgio DellOrefice


14 Ottobre 2017, ore 12:34

Italia Oggi
Grandi vini e lusso a La Vendemmia di MonteNapoleone District Prosegue fino a domenica a Milano lottava edizione de La Vendemmia, lappuntamento con il mondo viti-vinicolo che anima le vie milanesi della moda (Montenapoleone, Verri, SantAndrea, Santo Spirito, Borgospesso e Bagutta). Ideata e promossa da MonteNapoleone District assieme a Comitato Grandi Cru dItalia con lobiettivo di proporre i marchi della moda abbinati ai pi importanti protagonisti wine&spirits nazionali e internazionali, La Vendemmia ha richiamato nelle strade del Quadrilatero milanesi e turisti nelle boutique di importanti marchi italiani che ospitano etichette di prestigio nonch molti personaggi della moda e della cultura tra cui Renzo Rosso, Martina Colombari e Billy Costacurta, Oliviero e Rocco Toscani, lavvocato Cesare Rimini, Inge Feltrinelli, Natalia Aspesi e Maria Venier. Le boutique coinvolte questanno sono cento con abbinamenti originali e sorprendenti, spiega Guglielmo Miani, presidente di MonteNapoleone District che rappresenta a oggi oltre 150 global luxury brand. Latmosfera ha reso Milano ancora pi bella e questo il segno che dobbiamo continuare nella strada intrapresa nel promuovere il brand Montenapoleone come motore di sviluppo per la citt. Perch la citt non solo in grado di competere con le pi importanti capitali, ma anche la migliore piattaforma per valorizzare il made in Italy e le migliori eccellenze del mondo. Dobbiamo tutti lavorare per renderla sempre pi attraente e competitiva. Gioved scorso durante lasta benefica Italian Masters di Christies sono stati assegnati 33 lotti di vini pregiati per un totale di oltre 20 mila euro raccolti che saranno interamente devoluti a favore della Onlus Dynamo Camp, il primo progetto di terapia ricreativa in Italia strutturato per ospitare gratuitamente, per periodi di vacanza, bambini e ragazzi affetti da patologie neurologiche. Per la prima volta questanno, oltre a bottiglie speciali per annata e formato, vintage e da collezione del Comitato Grandi Cru dItalia, sono state proposte delle particolari esperienze, tra cui cene presso listo/santi stellati legati alla cantina, soggiorni nelle strutture private delle cantine abbinati a visite e degustazioni o ancora visite personalizzate ai musei realizzati da alcuni soci del Comitato. Ieri si tenuto il Mine Tasting a Palazzo Serbelloni, con una ricca selezione di etichette operata dal Comitato Grandi Cru dItalia e fino a domenica c la possibilit di provare alcuni dei pi rinomati ristoranti del centro di Milano grazie al men La Vendemmia abbinato a un calice di vino: previa prenotazione, il costo per il pranzo di 35 euro, per la cena 60. Gli hotel cinque stelle lusso di Milano organizzano invece ogni anno attivit speciali legate al mondo enogastronomico e offrono speciali pacchetti Five Star Luxury Hotels La Vendemmia che danno diritto al Vip Pass per accedere agli eventi in calendario. Levento, sostenuto a Milano da Banca del Fucino Private Banking, Borsa Italiana e dai supporter Dhl Express, Marchesi Grafiche, Acqua Valverde, Radio Monte Carlo e The Adecco Group, prosegue a Roma. Dal 16 al 22 ottobre La Vendemmia si terr a via Condotti e piazza di Spagna con il patrocinio del Comitato Grandi Cru dItalia e di Adsi Dimore Storiche Italiane, promossa e organizzata insieme alle Associazioni di Piazza di Spagna e Via Condotti, Confcommercio e MonteNapoleone District.


14 Ottobre 2017, ore 12:34

Quotidiano Nazionale
Il Mio Vino IL Borgo di Lilliano un complesso di origini medioevali, con una commistione architettonica ottocentesca nelle mura di cinta e nelle cantine, di propriet della famiglia Ruspoli dal 1920. Lattivit di imbottigliamento e commercializzazione dei vini ebbe inizio nel 1958, ad opera della principessa Eleonora Ruspoli Berlingeri e prosegue oggi con Giulio e Pietro, coadiuvati dalla preziosa collaborazione dellenologo Lorenzo Lindi. La tenuta ha unestensione complessiva importante, oltre quattrocento ettari, suddivisi tra boschi, seminativi e vigneti. Questi ultimi insistono su terreni composti da calcari marnosi, alberese, sabbie e un buon apporto di ghiaie e argille, ad unaltitudine collinare ottimale e con unottima esposizione. Uve sanissime, ottenute secondo i principi dellagricoltura biologica e della sostenibilit ambientale, danno vita a vini dotati di grande personalit, fortemente rappresentativi del territorio, che esprimono unottima sintesi tra eleganza e potenza, come dimostrato dal coinvolgente Chianti Classico Gran Selezione, punta di diamante dellintera gamma. Dalla veste rubino di grande concentrazione, mostra un profilo aromatico intenso, fatto di ricordi di prugne mature, di dolci giuggiole, freschi fiori di lavanda, confettura di more, con un elegante condimento di spezie dolci, cannella, noce moscata, sensazioni di cioccolato amaro, crema di caff, con accenni di incenso e finale balsamico. Il sorso ampio, avvolgente, caratterizzato da un tannino muscolare ma elegante e da un piacevole abbraccio calorico, suggellato da un lungo finale con ritorni di rabarbaro. Il vino riposa 15 mesi in tonneau di rovere francese. Chianti Classico Gran Selezione 2013 Sangiovese 90%, Merlot 5%, Colmino 5% - Gr.14% 25 prezzo medio in enoteca Tenuta di Lilliano Via Lilliano, 8 53011 Castellina in Chianti SI Tel. 0577 743070
Autore: Franco Ricci


11 Ottobre 2017, ore 18:27

Corriere della Sera
California, brucia la terra dei vino. Quindici morti, oltre cento dispersi Ventimila persone in fuga. E il governatore democratico chiede aiuto a Trump... Prima gli uragani, ora gli incendi. Dopo lacqua, il fuoco: ma le immagini raccontano di una distruzione ugualmente devastante. Tocca alla California: da domenica scorsa roghi spaventosi hanno gi messo in fuga oltre 20 mila persone. Il bilancio delle vittime provvisorio. Per il momento si contano 15 morti, ma le persone scomparse sono almeno 150. Centinaia i feriti, gli ustionati accolti negli ospedali. Le fiamme minacciano una lunga striscia di territorio a nord di San Francisco, otto contee, da Windsor a Santa Rosa fino a Sonoma. lo scrigno che produce il 13% del vino californiano, con 650 aziende e un giro daffari di oltre 55 miliardi di dollari. Oltre 40 mila ettari di vigneti sono gi andati distrutti. Ma il gigantesco fal ha carbonizzato pi di 1.000 case. Nella contea di Napa oltre 27 mila cittadini sono rimasti senza corrente. Sul web si moltiplicano i video ripresi dagli aerei diretti a San Francisco. Le lingue di fuoco si levano altissime dalle colline e il cielo, quando non nascosto dal fumo, vira tra il giallo e larancione. E non finita. Barry Biermann, il capo dei pompieri sempre di Napa, riferisce che i fronti attivi sono almeno 17, di cui quattro in crescita tumultuosa. Queste notizie allarmanti hanno spinto il governatore democratico Jerry Brown non solo a dichiarare lo stato di emergenza, ma a chiedere aiuto a Washington e quindi al grande avversario, Donald Trump: Ci dobbiamo misurare con una situazione talmente grave e cos ampia che non siamo in grado di garantire una risposta efficace solo con le risorse a disposizione della California e delle contee colpite. In serata il presidente ha fatto sapere di aver parlato con il governatore Brown per comunicargli che il governo federale sar a fianco della popolazione della California. Per il Golden State non certo la prima volta. Questa stagione dellanno la pi a rischio. I mesi della siccit lasciano un paesaggio arido, altamente infiammabile. I venti da nord possono trasformare una piccola combustione in un fronte smisurato, alimentandosi con gli alberi, gli arbusti e, infine, i vigneti. Sotto assedio anche la Antica Napa Valley, casa vinicola di propriet della Marchesi Antinori, San Casciano Val di Pesa, in Toscana. Il manager della tenuta Glenn Salva stato portato in salvo in elicottero. Le squadre di soccorso e il centro di coordinamento sembrano essere stati colti di sorpresa. Nel Nord della California sono stati allestiti dei rifugi nelle scuole o in altri spazi pubblici. Eppure sui canali tv scorrono le testimonianze delle persone sfollate letteralmente allultimo momento utile. Un giovane di Windsor racconta alla Cnn di aver fatto solo in tempo a caricare in macchina la famiglia, il cane e lalbum delle fotografie. Tutto il resto andato in cenere. Colpiscono anche le immagini delle macchine carbonizzate e tornano alla mente le code di veicoli sulle strade della Florida, nei giorni della grande fuga, aspettando il ciclone Irma. L le auto erano servite per mettersi al riparo. Anche in questo caso sono gi cominciate le polemiche sulle conseguenze del climate change. Il surriscaldamento dellambiente sta rendendo pi vulnerabile la terra straordinariamente fertile della California.
Autore: Giuseppe Sarcina


11 Ottobre 2017, ore 18:26

Quotidiano Nazionale
Enoturismo senza normativa. In campo il Parlamento europeo Lenoturismo approda al Parlamento Europeo che sottoporr una oral question al Consiglio per esaminare le difficolt burocratiche, amministrative, fiscali. Liniziativa, annunciata da Fivi - Cevi (Confederazione europea vignaioli indipendenti), porta la firma della deputata europea Isabella De Monte. Considerato il lavoro in Italia per lapprovazione del disegno di legge Stefno sullEnoturismo - le parole di Carlo Pietrasanta (nella foto), presidente nazionale del Movimento turismo del vino -, siamo felici che la questione sia affrontata a livello comunitario.


11 Ottobre 2017, ore 18:26

Quotidiano Nazionale
Dinastia del Dracone Editori per tradizione familiare, vignaioli per vocazione. La tenuta Palazzona di Maggio, di propriet della famiglia Perdisa da quattro generazioni, a met strada tra Bologna e Imola, dominata dalla villa settecentesca (oggi completamente ristrutturata) gi propriet dei conti Malvezzi. Qui il professor Luigi Perdisa, illustre studioso di scienze agrarie, piant, sin dai primi anni Sessanta, vitigni internazionali come Cabernet Franc, Chardonnay, Pinot Grigio e Merlot che affiancarono ampie superfici di Sangiovese di Romagna, autoctono illustre delle colline imolesi e romagnole. La campagna, i vini, erano la passione neppure tanto segreta del prof, che affiancava agli studi una lungimirante attivit editoriale fondando lEdagricole. Dopo alterne vicende familiari oggi lazienda condotta dal nipote Alberto Perdisa (anche lui editore in proprio), dalla moglie Antonella Breschi con il figlio Federico a seguire e curare vigne e cantina. Qui feci nel 1979 la mia prima vendemmia con mio nonno Luigi - ricorda oggi Alberto - e faceva un freddo da cani. Questanno abbiamo finito di vendemmiare ai primi di settembre quando negli altri anni cominciavamo. Il clima proprio cambiato. Da tre generazioni - aggiunge - siamo allinseguimento del vino perfetto, e le nostre scelte sono state dettate da un unico obiettivo, il miglior risultato possibile in relazione al tipo di terreno. Mio nonno fu lungimirante a piantare variet francesi assieme agli autoctoni. E non a caso il rosso pi premiato e venduto della casa il Dracone, taglio bordolese di merlot, cabernet franc e petit verdot, anche in versione riserva. Cinquantamila le bottiglie prodotte in azienda, ma con un potenziale di almeno tre volte tanto (15 gli ettari vitati su una superficie complessiva di 100). Abbiamo ristrutturato gli impianti e curiamo la produzione in maniera maniacale. Produciamo vini che sono frutto di passione e rispetto per lambiente, e che sono figli di un territorio collinare particolarmente adatto alla viticoltura, ma che richiede tanto lavoro, impegno e costi elevati, aggiunge Alberto. Il giovane Federico Perdisa ha contratto il virus del vigneron e segue la produzione in collaborazione con gli enologi Federico Curtaz e Aroldo Belelli: Tutte le operazioni in campagna sono fatte a mano e abbiamo aderito ai protocolli di gestione sostenibile e produzione integrata in attesa della conversione completa al biologico che in corso. Abbiamo anche avviato una ricerca per la selezione di lieviti indigeni che presto useremo in cantina. Federico ama le novit ed particolarmente orgoglioso della riserva di Romagna Sangiovese Le Armi 2011, frutto di una selezione esasperata in vigna (40 quintali/ettaro le rese), 5mila bottiglie andate a ruba e premiate ai concorsi internazionali. La lady di Palazzona di Maggio Antonella Breschi Perdisa, da quasi un anno presidentessa del Movimento turismo del vino in regione. Un impegno forte: Lobiettivo portare tanti nuovi turisti nelle nostre cantine, soprattutto in quelle medio - piccole, dove si pu toccare con mano il lavoro dei vigneron, conoscere la loro passione, vedere i loro sacrifici. In fin dei conti siamo tutti agricoltori - artigiani e spesso non si percepisce limpegno che fare qualit comporta. Ledizione di Cantine aperte 2017 andata bene ma si deve fare di pi per far conoscere un patrimonio enologico unico come lEmilia Romagna. Dobbiamo coinvolgere di pi le cantine, lavorare con gli operatori turistici locali, con gli esperti, le associazioni tutte che gravitano nel mondo del vino e del cibo. Abbiamo iniziato una collaborazione con lEnoteca regionale. Il Movimento ha forti potenzialit inespresse, nostro dovere far uscire queste potenzialit allo scoperto. Dobbiamo crescere, soprattutto in Romagna.
Autore: Lorenzo Frassoldati


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