planeta

Il Meglio dell'Edicola

02 Agosto 2017, ore 12:44

Italia Oggi
Vino, 13% di 10 Il 13% dei volumi commercializzati di vino in mano a dieci produttori. Reo cosa emerge dai dati inrenti al 2016 raccolti da Euromonitor. Nella classifica, sul podio Gallo Winery che vanta il 2,71% del mercato mondiale. Al secondo e terzo posto Constellation Brands con l1,70%, e The Wine Group con l1,5%. Seguono poi lazienda australiana Treasury Wine Estate con l1,12% del mercato, e poi la cinela Viria Concha Y Toro con l1,03%. Alla sesta posizione, vi Castel Groupe che totalizza l1,02%. Con lo stessa quota, lo 0,97%, si piazzano poco dopo Accolade Wine e Pernond Richard. Al nono e decimo posto ci sono Grupo Periaflor con lo 0,9%, e FeCoVitA Coop con lo 0,70%.


02 Agosto 2017, ore 12:43

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Nel Bresciano produce oltre 300mila bottiglie. Ma il cuore pulsa anche nel Centro Italia Prima azienda a produrre Franciacorta da viticoltura biologica certificata, Barone Pizzini controlla 47ettari nel Bresciano, tra, Provaglio dIseo, Corte Franca, Adro e Passirano e produce oltre 300mila bottiglie. Dal 2000 ha un pezzo di cuore anche nel Centrotalia. Fanno parte del gruppo, la tenuta Pievalta (Marche), 26 ettari ai Castelli di jesi votata al Verdicchio (120mila bottiglie) e i Poderi di Ghiaccioforte a Scansano (Maremma) 13 ettari con predominanza di Sangiovese (80mila bottiglie).


02 Agosto 2017, ore 12:43

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Calici di stelle tra arte e gastronomia Eventi dal Friuli Venezia Giulia alle Marche... Per il terzo anno consecutivo, Calici di Stelle ha scelto qualche giorno fa Venezia per la grande anteprima nazionale della manifestazione che da domani 3 agosto fino al 14 coinvolger centinaia tra cantine del Movimento turismo del vino (Mtv) e comuni di Citt del vino con la collaborazione dellUnione astrofili italiani. Da Nord a Sud il vino sar il trait dunion di un calendario di eventi tra musica, arte, gastronomia e astronomia che richiamer circa un milione di enoappassionati. E se a Isera (TN, 5 - 6 agosto) le osterie del centro faranno da Menfitana. In Toscana (dal 10 al 15 palcoscenico a spettacoli di musica agosto), invece, Calici di Stelle sar in itinerante, a Menfi (AG, 10 agosto) versione eno - picnic al chiaro di luna artisti di strada e astronomi saranno i nelle vigne con tanto di stellario, la compagni ideali del percorso sulla mappa del cielo di agosto. Rievocazioni passeggiata a mare di Porto Palo con i storiche per rivivere i fasti della Belle vini della Strada del Vino delle Terre Epoque, city night tour gratuiti e Sicane, abbinati alle proposte culinarie degustazioni del rinomato sigaro delle Signore della Brigata di Cucina italiano saranno le principali attrazioni in Friuli Venezia Giulia con due citt legate a doppio filo da secoli di storia: Grado (10 e 11 agosto) e Aquileia (12 e 13 agosto). A Morro d Alba (10 agosto), nelle Marche, si va Lungo la Scarpa si cammina e si sorseggia la Lacrima con degustazioni gratuite lungo il percorso e telescopi dai torrioni panoramici. Secondo il XIII Rapporto Citt del Vino/Universit di Salerno, il turismo del vino nel nostro Paese in costante crescita, con un valore che oscilla dai 2,5 ai 3 miliardi di euro per 14 milioni di arrivi lanno.


02 Agosto 2017, ore 12:43

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Il Barolo tornato ai fasti di Giuliette Tutto il merito della fama del Barolo di Giulietta Colbert. Fu lei, sposata con Carlo Falletti, ultimo marchese del Barolo, a far conoscere questo vino nelle corti europee nella prima met dell800. La famiglia le fu decapitata dal Terrore della Rivoluzione Francese, lei - piccina - se la cav, e fu Napoleone in persona a farla sposare al sans uomo italiano. Sant uomo davvero: le benemerenze di Falletti e della stessa Juliette furono tali che la chiesa ha aperto per questi coniugi un processo di beatificazione. La marchesa lanci il vino prodotto nei Lenimenti di suo marito. Allora si chiamava Nebbiolo Vecchio, e Juliette lo serv a Camillo Cavour, a Silvio Pellico, ma soprattutto lo fece conoscere allestero. Nella seconda met dell800, il prestigio del vino decadde e gli anni bui continuarono assai oltre la met del 900perch ai danni della fillossera - e prima di quelli prodotti dal metanolo - saggiunse la spregiudicatezza di tanti imprenditori, che privilegiarono la quantit infischiandosene della qualit. Solo negli ultimi trentanni il Barolo, grazie ai controlli previsti dalla legge e alle elevate capacit imprenditoriali di coltivatori selezionati, tornato ai fasti di Jiuliette Colbert. E veniamo alle mie memorie recenti. Il Percristina di Domenico Clerico mi rimasto nellanima perch fu il primo che inserii idealmente nella nuova generazione di Barolo, molto pi accattivante e pi adatto ai mercati internazionali. Il Barolo Monprivato di Mascarello uno dei vini migliori del mondo. Lannata 2008 mi fece pensare alle fanciulle in fiore di Marcel Proust. Ricordo i tannini solenni del Barolo Cannubi Boschis di Luciano Sandrone. La sorprendente, morbida freschezza del Barolo Cerequio di Roberto Voerzio in genere mantenuta a quasi ventanni dallinvecchiamento. Ricordo Bruno Ceretto e Giacomo Contento. Il Bricco Rocche 2000 del primo e il Monfortino del 97 del secondo. Il Monfortino ha un retrogusto spettacolare. Bricco Rocche esalta al meglio la tradizione. Il Falletto di Serralunga dAlba di Bruno Giacosa mi impression per la voce tenorile. Accanto alla potenza e alla tradizione, squillava il desiderio di novit. Al Barolo di Elio Altare va il merito di aver messo i jeans a un vitigno che per troppi anni stato intimidente. E ancora Pio Cesare, Prunotto, Mauro Veglio, con molte scuse ai troppi che ho dimenticato. Il mondo del Barolo deve molto a due macchine da guerra come Gianni Gagliardo e Silvano Boroli. Gagliardo, alla guida dellAccademia del Barolo ha valorizzato questo vino in campo internazionale come ha atto Silvano Boroli. Del primo si ricorda il Classico el Preve, del secondo Il Barolo Cerequio.
Autore: Bruno Vespa


02 Agosto 2017, ore 12:43

La Nazione/Quotidiano Nazionale
l nome di per s gi tutto un pro-gramma. Aknta, acronimo - contrazione del pi bellauspicio in lingua sarda: augurios a kentannos in salude! e deo a los ontare... insomma, auguri di centanni in salute, e io a contarli. Nome che pi propiziatorio non si pu, per un vino che invecchia... in fondo al mare. A quaranta metri dal pelo dellacqua pi cristallina, sotto i costoni dellarea marina protetta di Capo Caccia - Isola Piana, proprio di fronte al parco di Porto Conte che ospita i filari in cui nasce questo fermentino destinato a diventare spumante, il primo che possa vantare lintera filiera di prodotto e di processo in Sardegna. Ma di primati la Cantina Santa Maria La Palma - cooperativa per azioni con 300 soci e 700 ettari di vigneti per 4 milioni di bottiglie allanno in 25 etichette - ne pu vantare altri. Il primo bianco a entrare nella grande distribuzione con letichetta Aragosta. La prima cantina realizzata con tecniche talmente innovative da usare materie prime antichissime per lisolamento: la lana di mare ottenuta da Posidonia spiaggiata (fibra di legno delle foreste marine del Mediterraneo) e la lana cruda delle pecore sarde. E una fierezza tutta sarda: qui non ci sono conti o baroni o marches, si legge sul sito, ma tante famiglie di viticoltori e contadini che non avevano ricchezze di famiglia ma braccia forti, schiene dritte, passione, valori. Quattro uve nelle viti: cannonau, vermentino, monica e cagnulari, pi qualche chiazza di chardonnay e sauvignon blanc. Per fare, s detto, venticinque vini. Tra questi, lo spumante della svolta: Aknta. Lidea fu quella di un prodotto locale, di Alghero, racconta Eugenio Profili, direttore generale della Cantina. Si era nel 2011, Pesperimento sarebbe partito tre anni pi tardi con uno spumante tutto nostro, in cantina abbiamo realizzato gli impianti per la spumantizzazione. Si parte con un gabbione da 700 bottiglie di spumante realizzato in autoclave, metodo charmat, oggi - dice il direttore - la nostra cantina subacquea si compone di cinque cestoni, e c Aknta metodo charmat ma si comincia a lavorare anche con il metodo classico. Che vantaggi ottiene il vino invecchiato in fondo al mare? Si evolve sempre in maniera costante - dice Profili -, profumi e aromi si conservano grazie alla temperatura costante di 12 - 14 gradi, la pressione frena la spinta delle bolle verso lesterno, si ottiene un perlage finissimo. Niente luce, niente scambiatori termici: ottimale. E non tutto. Aknta diventato un eco - progetto, perch realizzato in sinergia con lArea marina, il Parco e il Diving Blu Service di Alghero, e un evento spettacolare: Aknta Day, celebrato il 21 luglio, con lelicottero che opera lemersione della cantina in una cornice di barche, sub ed emozione. Come quella che ti d la bottiglia, incrostata dal fouling e dagli organismi marini. Costa 48 euro, ma vuoi mettere.
Autore: Paolo Pellegrini


02 Agosto 2017, ore 12:42

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Cantina Todini, il bilancio da record. E il futuro passa dal mercato cinese La Cantina Todini, grazie allestero, chiuder il 2017 superando le 200mila bottiglie vendute con un fatturato di 600mila euro, di cui un quarto di quota export. Lazienda che ha preso pane a Jinjiang, nella provincia del Fujian in Cina, alla quinta Fiera Alimentare. La Todini, che sorge a Todi in Umbria, dal 2014 gestita da Luisa Todini, figlia del fondatore Franco. Produce Doc e Igt come Grechetto e Sangiovese ma anche Merlot, vini rossi graditi al mercato cinese.


02 Agosto 2017, ore 12:42

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Santa Margherita Gruppo vinicolo acquisisce la maggioranza di C Maiol Lugana, prodotto di punta fra i bianchi Santa Margherita Gruppo vinicolo ha acquisito la maggioranza di C Maiol, esponente di punta della denominazione Lugana Doc. Fabio Contato, limprenditore che ha guidato la Cantina di Desenzano del Garda nella fase di espansione degli ultimi anni, rimarr nella societ come presidente del nuovo Cda. Con questa acquisizione, Santa Margherita Gruppo Vinicolo rafforza la propria leadership nel segmento dei vini bianchi. Il Lugana - sottolinea Gaetano Marzotto, Presidente di Santa Margherita - una denominazione che ha saputo conquistarsi uno spazio importante fra i vini bianchi italiani. un vino, un territorio, che sentiamo vicino, che abbiamo seguito negli anni con attenzione, nel quale vediamo un grande potenziale. La responsabilit di un imprenditore deve andare oltre al momento contingente e mirare alla visione di lungo periodo per la propria azienda: questo vale ancor pi per chi, come noi, ha portato al successo internazionale una cantina ed una intera denominazione - sottolinea Contato -. Oggi C Maiol e il Lugana Doc sono realt conosciute nel mondo, grazie ad un forte impegno per la qualit.


02 Agosto 2017, ore 12:42

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Nibilt di Barone Pizzini La fisicit e la gentilezza, il pragmatismo e le belle maniere. Silvano Brescianini la metafora anche estetica della Barone Pizzini, socio fondatore e direttore generale di questa maison di blasone della Franciacorta, fianco occidentale del Bresciano, terra delle bollicine, della rifermentazione in bottiglia e delle uve chardonnay e pinot nero. Vi definiscono cantina bio. un complimento?
Lapproccio etico vale quanto la storia di questa azienda fondata nel lontano 1870. Alla fine degli Anni 90 gli imprenditori appassionati al mondo enologico che hanno rilevato la vecchia propriet dei Pizzini hanno voluto avviare una sperimentazione della viticoltura biologica. rimasta la nostra firma: utilizzare unicamente sostanze organiche per mantenere la vigna sana, appunto garanzia di qualit e salute. In Franciacorta siamo stati i primi ad ottenere la certificazione ISO 14064. La stessa cantina inaugurata nel 2007 stata progettata dallarch. Gasparotti seguendo rigidi criteri di bioedilizia.
Annata da dimenticare ma grandi soddisfazioni nellexport.
Certe gelate fuori stagione alla fine ridurranno i quantitativi di un buon 30%. Ma per la qualit valgono altri parametri eisu questo sono ottimista. Sulle esportazioni? Certo, percentualmente si pu fare di meglio, ma la Franciacorta sta conquistando posizioni in Giappone, Germania e Usa. La nostra azienda negli ultimi 2 anni ha avuto incrementi a doppia cifra, specie negli States.
Lelogio del Satn Chardonnay al 100%, bollicine finissime e persistenti, Setosit e morbidezza: vero che spesso viene fatto passare per un vino destinato al mondo femminile?
Un po riduttivo: un vino elegante e questo conta. Ma forse il vino che meglio ci rappresenta lAnimante: 15 anni di esperienza bio, una selezione di 70 vini diversi e un blend finale di fine cremosit..
Il paragone con Io Champagne la vostra condanna?
un confronto che non regge. La Franciacorta non ha la storia, la tradizione e i numeri della famosa regione transalpina. E del resto, la produzione totale del nostro Consorzio si attesta attorno ai 17 milioni di bottiglie, quota singola di alcune grandi maison francesi. Noi ci vediamo come alleati. Lo dicono le cifre: i mercati che amano lo Champagne sono gli stessi dove il Franciacorta vende bene. Peraltro, senza complessi dinferiorit: alcune nostre bottiglie vengono proposte nei ristoranti di New York a un costo analogo se non superiore ad alcune note etichette di Reims ed Epernay. Dicono che il vino sia un atto damore delluomo per la terra.
E non retorica. E emblematica la passione con cui la Franciacorta in questi ultimi tempi sta cercando di recuperare un vitigno autoctono denominato Erbamat un tempo diffuso nel Bresciano e che era andato scomparendo. Stiamo sperirnentando il suo reinserimento. Il risultato? Siamo ottimisti: un uva tardiva, aggiunger alla nostra produzione finezza e acidit. Anche il vino che arriva dal passato da noi ha un futuro.
Autore: Paolo Galliani


02 Agosto 2017, ore 12:41

La Nazione/Quotidiano Nazionale
Emilia Romagna, lo spumante top sar incoronato a Cesenatico Sar Cesenatico ad ospitare la quarta edizione del premio Miglior spumante metodo classico dellEmilia Romagna promosso dai sommelier Ais. Lappuntamento per dopodomani dalle ore 19.30 in Piazza Spose dei Marinai nella tappa di Tramonto DiVino con le migliori bollicine regionali dellEmilia Romagna suddivise in tre categorie: metodo classico Brut, metodo classico Ros e Rossi, metodo ancestrale. Di scena 58 etichette, gi valutate da una giuria tecnica di esperti (sommelier, degustatori, giornalisti), affiancata da una giuria popolare formata dal pubblico. Nella serata saranno anche festeggiati i 50 anni della Dop del Gutturnio piacentino insieme al Consorzio Piace Doc (Consorzio tutela dei vini doc Colli Piacentini) e lo speciale abbinamento salumi piacentini con le pesche e nettarine di Romagna Igp, in un inedito matrimonio che fa il verso al classico prosciutto e melone. Il tour di Tramonto DiVino organizzato dallassessorato allAgricoltura della Regione Emilia Romagna.


31 Luglio 2017, ore 18:16

Corriere della Sera
Ci mangeremo 200 milioni di gelati Il rovesciamento (stagionale) dei consumi nellanalisi Nielsen: birra, frutta, tonno. Ecco chi vince... Stanno lontano dai fornelli, bevono birra, mangiano frutta e mozzarella. Gli italiani destate riempiono il carrello seguendo le regole contro il caldo afoso: bevono pi acqua, rigorosamente non gassata, cucinano di meno, spendono di pi in creme, mangiano molti gelati e comprano pi deodoranti. La classifica dei dieci prodotti pi venduti dellestate , nella grande distribuzione, realizzata da Italiani.coop su dati Nielsen. I carrelli di giugno quindi si sono riempiti di birre chiare e al di sotto dei 6 gradi, per le quali gli italiani hanno speso 156 milioni di euro con un +10,5% sullanno scorso. Non mancano gli sperimentatori che iniziano a guardare con curiosit anche alle analcoliche che sono cresciute quasi del 33% (in totale gli acquisti hanno generato un volume di affari nella gdo di 2 milioni 300 mila euro). Poi, per rinfrescarsi (oltre allacqua che da sola vale 226 milioni di euro, 34 milioni di euro in pi dellanno scorso) non manca limmortale t freddo che ha impegnato quasi 56 milioni di euro di spesa degli italiani (+19% rispetto a giugno 2016). Sul fronte del cibo, con la calura estiva i fornelli diventano uno dei posti meno frequentati dagli italiani. E cos che il tonno sottolio incassa 108 milioni di euro e le mozzarelle 84 milioni. Ma anche tutto il comparto dellortofrutta in crescita sul giugno del 2016 del 3%, con un volume di acquisti di oltre 358 milioni di euro (oltre io milioni di euro in pi rispetto allanno scorso). Cresce pi di tutti luva, la cui variet Italia segna un +180%. Si riscopre la frutta esotica. Avocado e mango si confermano presenti nelle tavole e nelle insalate degli italiani con +71,6% e un +63,9%, ma la vera novit dellestate 2017 la papaia che registra da sola un pi 164% segno che non era presente nei carrelli 2016. Per il resto gli italiani, secondo la rilevazione di Italiani.coop, comprano insalata di tutti i tipi, spendono milioni di euro in riso e condimenti gi pronti da portare in spiaggia o a un pic - nic in montagna. Tra il no food invece spicca tutto ci che tipicamente estivo: abbiamo speso quasi 48 milioni di euro di solari e abbronzanti, oltre 10 milioni in pi dello scorso anno nello stesso periodo. E poi ancora abbiamo comprato 28 milioni e mezzo di euro in deodoranti per la persona (+10% rispetto a giugno 2016). Invece, forse per moda o forse perch in ferie non ci si fa la barba, lame, rasoi e creme per barba segnano tutti un calo dall1 al 10%. Infine il re dellestate, quel gelato che rimane simbolo della tradizione nazionale (come pizza e caff): se sommassimo tutte le tipologie sarebbe nettamente al comando della classifica. Il gelato infatti , cresce in ogni formato e versione nel mese di giugno 2017, con un totale di volume di acquisti degli italiani che sfiora i 200 milioni (192,2 per lesattezza).
Autore: Isidoro Trovato


30 Luglio 2017, ore 17:41

LEspresso
Bottiglia Lo stile del vino in parallelo con lo stile della bottiglia che lo contiene: semplice ed elegante. Simone Capecci punta allessenzialit ficcante per rispettare suoli profondi e calcarei che trattengono acqua e la rilasciano pian piano. II suo Offida Pecorino Ciprea 2015 (omaggio alluso delle conchiglie come ornamento della civilt picena, 12 euro) fermentato in vasca di cemento e affinato sulle fecce fini, ha naso largo e suggestivo che richiama la struttura materica che si allunga in un sorso fresco e sapido.
Autore: Paolini & Grignaffini


30 Luglio 2017, ore 17:40

La Stampa
Per il pinot nero in Langa gi tempo di vendemmia Ieri mattina, nella vigna Cappella di Santo Stefano di Perno, frazione di Monforte, iniziata la vendemmia 2017 in Langa. A memoria di vignaiolo, mai nessuno sulle colline del nebbiolo aveva cominciato a raccogliere le uve nel mese di luglio, neppure durante il torrido 2003. Ovviamente, non si tratta di nebbioli. I primi grappoli staccati sono quelli di pinot nero con i quali Rodolfo Migliorini della cantina Rocche dei Manzoni realizzer il Valentino Riserva Elena, ovvero il primo spumante metodo classico nella storia di Langa nato nel 1978 da unintuizione del padre Valentino Migliorini. Anche i disciplinari di produzione regionali sono rimasti sorpresi da questo anticipo. La legge - spiega Rodolfo Migliorini - prevede che le fermentazioni per la vendemmia 2017 siano consentite dal primo agosto. Ma la qualit non ha un calendario fisso: quindi, visto che le uve per noi avevano gi raggiunto il grado ottimale di maturazione, abbiamo deciso di raccoglierle e conservarle nelle celle frigorifere per un paio di giorni, prima di iniziare la pressatura. E aggiunge: La qualit ottima, speriamo che vi sia anche una discreta quantit in termini di mosto perch la siccit ha inspessito leggermente la buccia. Ma essendo quella da spumante una variet precoce, non ha inciso in maniera determinante. In Piemonte, nonostante la siccit, la situazione generale considerata favorevole per una vendemmia buona, sia sotto il profilo quantitativo, sia soprattutto qualitativo. Si registra un anticipo di almeno 10 giorni rispetto alla campagna precedente, che sale a 15 giorni se raffrontato alle annate medie. I primi grappoli che raggiungeranno le cantine, a partire dal 10 agosto, saranno quelli per lAlta Langa spumante, seguiti a ruota dal moscato, atteso dal 20 - 25 agosto. E se in Sicilia la cantina Settesoli di Menti ha gi iniziato a raccogliere il Pinot grigio, dando il via alla sua 51esima vendemmia, in Franciacorta la raccolta di pinot e chardonnay inizier intorno al 10 agosto. Siamo di fronte a unannata particolare, se non straordinaria - dice lagronomo e produttore Cesare Bosio -. La gelata di primavera ci ha penalizzati, causando una riduzione delle rese intorno al 30 per cento. Detto in numeri, in Franciacorta si prevede un calo di quasi 5 milioni di bottiglie rispetto alla produzione ordinaria. Ma la qualit delle uve sopravvissute ottima e in questi giorni il clima mite e le escursioni termiche notturne stanno contribuendo a dare fiducia in un buon raccolto. Anche la zona di produzione del Trento Doc stata colpita dalle gelate di met aprile. E come se non bastasse, sui vigneti trentini si abbattuta pi di una grandinata. Lultima arrivata luned - dice Marcello Lunelli, vicepresidente delle cantine Ferrari Alla fine, prevediamo una riduzione delle rese intorno al 20%. Unannata difficile, ma che ha ancora margini per darci delle soddisfazioni. Domani inizieremo i primi campioni sulle uve e le previsioni sono di iniziare la vendemmia il 21 agosto, con un anticipo di 7 - 9 giorni rispetto al 2016. Speriamo in tre settimane di tempo ideale per ottenere il meglio fino allultimo.
Autore: Roberto Fiori


30 Luglio 2017, ore 17:40

LEspresso
Se il vigneto vibra luva al sicuro Quella del 2018 sar la prima vendemmia di Cabernet franc protetta dai parassiti a suon di vibrazioni. Per disturbare la comunicazione amorosa delle cicaline come lo Scaphoideus titanus, che vivono e si accoppiano sulle viti cui possono trasmettere la flavescenza dorata i ricercatori della Fondazione Mach di San Michele allAdige (Trento) stanno sperimentando un nuovo approccio, pulito, che con la chimica non ha niente a che fare Spiega Valerio Mazzoni, responsabile del gruppo di entomologia agraria alla Fondazione Mach e coordinatore dello studio: Moltissimi insetti comunicano a suon di vibrazioni, in particolare durante il corteggiamento che precede laccoppiamento. Noi cerchiamo di disturbare questa comunicazione amorosa nelle cicaline della vite, per impedire la deposizione delle uova e ridurre cos la trasmissione della fitoplasmosi che danneggia i vitigni. Mazzoni pioniere di una nuova disciplina chiamata biotremologia, che afferisce alla bioacustica. Lazione di disturbo esercitata per mezzo di un mini - shaker. Questo strumento emette una vibrazione di particolare lunghezza donda, non udibile dallorecchio umano ma captabile dagli insetti tramite il loro organo subgenuale, un insieme di neuroni preposti a recepire gli stimoli meccanici, situato allapice della tibia (ebbene s anche gli insetti hanno una tibia, anzi, sei: una per ogni zampa). Dai pali di sostegno delle viti il tremito si propaga ai tessuti delle piante, che non risentono della vibrazione. Le cicaline, che invece sono indaffarate nel corteggiamento, ne vengono disturbate. E interrompono la relation amoureuse. II primo vigneto vibrazionale partir proprio in questi giorni e sar un esperimento in campo aperto. Preceduta da anni di ricerche in laboratorio e da test in campo protetto, con insetti confinati da reti su piante singole, la sperimentazione passa ora in un vigneto commerciale. A fare da field test un intero vigneto di Cabernet franc, un ettaro e mezzo, circa 50 filari, che sar teatro di questo concerto antiparassitario. La cicalina, lunga pochi millimetri, pu causare danni diretti e indiretti. Quelli diretti derivano dalle punture di suzione della linfa. I danni indiretti sono invece causati dalla possibilit di trasmissione del fitoplasma della flavescenza dorata, malattia subdola la cui incubazione pu durare anni in modo latente, e che porta alla degenerazione della vite, seccando le infiorescenze e producendo grappoli raggrinziti e deformi. Le uova vengono deposte fra luglio e agosto e si schiudono a maggio dellanno successivo, quando le larve affamate iniziano il loro lavoro sistematico. Importato accidentalmente dallAmerica a met del XIX secolo, lo Scaphoideus titanus con il suo parassita endogeno ha lentamente invaso lEuropa, causando danni ingenti in Francia e successivamente anche in Italia. Nel nostro Paese i primi episodi di flavescenza risalgono agli anni 90, quando la malattia comparsa in Veneto, diffondendosi poi in tutto il Nord Italia, ad eccezione della valle dAosta, fino a raggiungere lEmilia. Se una pianta di vite si ammala, in base al decreto del 31/5/2000 andrebbe estirpata, mentre sul fronte prevenzione sono obbligatori gli insetticidi. Non usando i feromoni (ormoni odorosi) per la comunicazione, questo insetto deve essere contenuto per forza a suon di chimica, cosa che rappresenta un bel problema per molti viticoltori, specie per chi pratica lagricoltura biologica e biodinamica. Mazzoni e collaboratori studiano da anni il linguaggio delle cicaline e hanno costruito una prima bozza di dizionario cicalese, in cui a particolari pattern vibratori corrispondono specifici messaggi. Anche se la lingua principale sempre quella, ogni specie ha un suo dialetto, e ogni individuo un fraseggio particolare, spiega Mazzoni. (E in questi anni siamo riusciti a registrare schemi vibratori che si ripetono, attribuendo loro un probabile significato. Dal tipo di vibrazione gli insetti capiscono se il partner che manda il segnale grosso, attraente e in salute, o poco adatto alla riproduzione. E possono dirsi dove sei?. oppure sei bello; mi piaci e ancora ok: affare fatto, ma anche vai via da qua. Conoscendo le parole dellamore possiamo usarle come trappola, cambiarle o semplicemente interferire, spiega Mazzoni. Per i primi risultati si dovr aspettare maggio 2018. Nel frattempo, il dispositivo sviluppato assieme all azienda Biogard ha iniziato la sua opera, e i vigneti attorno a San. Michele allAdige... tremano.
Autore: Cristina Serra


29 Luglio 2017, ore 17:44

Il Sole 24 Ore
Vino, 102 milioni per aiutare lexport ma caos ricorsi Promozione. Ieri via libera dal Cdm... Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Mipaaf con le nuove modalit per utilizzare i fondi Ue (un budget di 102 milioni lanno) per la promozione del vino sui mercati esteri. Ma intanto si alza lo scontro sulla riforma dei consorzi di tutela dei vini Doc. Il nuovo decreto ministeriale cerca di sbloccare lintricata questione della promozione finita in stand by dopo i 13 ricorsi al Tar presentati nei mesi scorsi. Arrivato a Palazzo Chigi senza il parere positivo delle regioni (la Lombardia ha votato contro) rischia ora di essere messo in discussione dalle sentenze amministrative ancora in itinere. Ma il vero fronte caldo quello sulla riforma dei consorzi Doc . Il Testo unico del vino ha delegato a un decreto ministeriale (atteso in autunno) la definizione delle nuove regole per lattivit degli organismi di tutela. I produttori si attendono un rafforzamento dei poteri dei consorzi nella gestione delle denominazioni. La legge gi attribuisce ai consorzi di tutela alcuni strumenti per difendere lequilibrio di mercato, dal blocco di parte della produzione alla decisione di ridurre le rese produttive, fino alla possibilit di disciplinare limpianto di nuovi vigneti. Il problema che queste leve sono attivabili, in base alla legge, solo nei confronti dei soci del consorzio ed estendibili ai produttori non associati in base ai principi della rappresentativit erga omnes. Un aspetto questultimo che in passato stato fonte di numerosi ricorsi ai Tar. Ed per questo che i consorzi di tutela vorrebbero che col decreto allo studio i propri poteri fossero raf-forzati con il riconoscimento da parte del ministero delle Politiche agricole agli stessi consorzi dello status di organizzazioni interprofessionali. Ma al Mipaaf non sono daccordo - spiega il responsabile vitivinicolo Cia, Domenico Mastrogiovanni -. La loro opinione che vadano riconosciute solo organizzazioni rappresentative a livello nazionale (e i consorzi sono territoriali) e che siano espressione di interi settori mentre i consorzi riguardano i soli vini Doc. Negare il riconoscimento - spiega il consigliere Federdoc, Giuseppe Liberatore - segnerebbe un passo indietro che limiterebbe i consorzi oltre a escluderli dai fondi dei Piani di sviluppo rurale e del Piano nazionale di sostegno riservati a organizzazioni interprofessionali. Il riconoscimento dei consorzi - spiega Luigi Polizzi, dirigente Mipaaf - non previsto da alcuna legge, n dai regolamenti Ue e noi non possiamo introdurre un principio nuovo con un decreto. Occorre modificare la legge sulle organizzazioni interprofessionali. Noi - aggiunge il presidente Consorzio Doc, Prosecco, Stefano Zanette - lavoriamo a unpiano triennale per la stabilizzazione dellofferta che potrebbe contare sulladesione di oltre 185% dei nostri produttori, ma che potremmo promuovere in maniera efficace solo da organizzazione interprofessionale.
Autore: Giorgio dellOrefice


29 Luglio 2017, ore 17:43

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Il mio vino Barbaresco Gallina: caldo e morbido Arroccato su un poggio panoramico, il borgo antico di Neive si conservato sostanzialmente intatto, salvo qualche rimaneggiamento operato da nobilt terriera e ricca borghesia, che ambivano a stabilirvi la loro residenza. Nasce cos il palazzo dei Conti di Castelborgo, altrimenti noto come Castello di Neive, edificato sul sito del maniero medievale raso al suolo nel XIII secolo. Il nuovo castello aveva spettacolari cantine a volta, dove il celebre enologo Luigi Oudart, su incarico dei Castelborgo, realizz il primo Nebbiolo in purezza, trasformandolo da vino rustico in un prodotto di alto profilo, adatto per lesportazione, tanto da meritarsi una medaglia doro allEsposizione di Londra del 1862. Quel vino si chiamava, semplicemente, Neive. Oggi si chiama Barbaresco e riporta in etichetta il cru di provenienza. Il rilancio dellazienda su basi moderne parte dal dopoguerra, quando Giacomo Stupino inizia a fare incetta delle vigne pi rinomate, acquisendo anche il castello di Neive. Attualmente tutte le attivit produttive si sono trasferite in un nuovo stabilimento, mentre nelle storiche cantine del castello restano la bottaia, i locali per la lavorazione del metodo classico e per llevage in bottiglia sotto sabbia. Dalle uve del celeberrimo cru Gallina, nel calice subito affascina con un colore granato scintillante, al naso un nobile fraseggio di viole e rose appassite, frutti di bosco, liquirizia, pepe, cuoio e refoli silvestri. Caldo e morbido, avvolge armoniosamente con una trama tannica perfettamente fusa nel corpo robusto. Scia finale che ricorda rose e cioccolato.
Autore: Franco Ricci


29 Luglio 2017, ore 17:41

La Repubblica
Lanno nero dellolio produzione dimezzata e prezzi alle stelle. Colpa del gran secco Lallarme. La fioritura era stata bellissima poi ha smesso di piovere ed stata la crisi, I coltivatori: Per resistere, ormai dobbiamo spostarci sempre pi a Nord, fino alle Alpi... Cosa possiamo fare? Per ora, soltanto pregare. Siamo ad almeno due mesi dalla raccolta delle olive ma gi incombe unaltra annata pesante. Qui nel Lazio - racconta David Granieri, presidente di Unaprol, il consorzio olivicolo italiano della Coldiretti - abbiamo gi perso il 50% della produzione. E da luned arriva Lucifero con i suoi 40 gradi. La situazione potr solo peggiorare. Avevamo grandi speranze, questanno. La fioritura stata bellissima, c stata anche una buona allegagione (il passaggio dal fiore al frutto) poi ha smesso di piovere e c stato lanticipo del caldo. La siccit ormai arriva ogni anno e sappiamo bene che dobbiamo cambiare i nostri oliveti. Vogliamo avere la possibilit di irrigare, come si fa per tante altre colture. Ma i nostri ulivi pi pregiati nella Sabina, nella Tuscia, nella Ciociaria - posso ricevere solo acqua dal cielo. Ci siamo gi incontrati con la Regione, abbiamo presentato progetti. Se c la volont politica, le soluzioni tecniche non mancano. Ma non faremo certo in tempo a salvare lannata. Oggi, davvero, non possiamo che pregare per la pioggia e un po di fresco. Sotto le piante non si sono nemmeno sciolte le palline di concime. Le poche olive hanno pi nocciolo che polpa. Li trattiamo come bambini, i nostri olivi. Facciamo la spollonatura, usiamo il frangizolle per arieggiare il terreno... Lanno scorso abbiamo perso il 40% delle olive, lanno prima il 30%. E questanno rischiarno il colpo pi pesante, quello che se non si interviene - ti fa credere che non ci sia un futuro E pensare che nel 2016 il raccolto non era andato cos male, nei confronti del resto del Paese. Contro il 40% del Lazio cera stato infatti un meno 62% della produzione nazionale, fermata a 182.000 tonnellate. La crisi non accerchia soltanto la Capitale. Anche in Toscana c stata una fioritura rigogliosa poi caldo e sete hanno portato via il 20% delle olive al nord e oltre il 40% al sud. Nelle Marche si calcola un meno 50 - 60%. In Puglia - il pi grande oliveto italiano - il calo previsto del 30%. Diminuendo la produzione - racconta Gianni Cantele, presidente della Coldiretti pugliese - aumenta il rischio di frodi e sofisticazioni Gi oggi pi di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di olive straniere. Gli ulivi fanno di tutto, per resistere nello Stivale. Hanno accettato anche lemigrazione, spostandosi nei decenni dal sud al nord. Con anche buoni risultati: lanno scorso, in Valtellina, sono stati prodotti 400 quintali di olive delle Alpi, in una regione lombarda che conta 700.000 olivi su 2.000 ettari. Ma questanno racconta Emanuele Ghirardelli, presidente dellAipol, associazione degli olivicoltori lombardi le cose non stanno andando bene. Anche noi prevediamo un crollo del 40%. Nel mio campo accanto a casa ho trenta ulivi che lanno scorso mi hanno dato 12 quintali di frutti contro i 7 - 8 degli altri anni. Oggi faccio fatica a vedere le olive fra le foglie. La stessa fioritura stata fiacca poi arrivata la gelata del 19 aprile. Le piante si sono riprese a fine maggio, quando sono arrivati 15 giorni di caldo africano. La calura fa seccare il pistillo e cos blocca limpollinazione. Col nuovo caldo cominciata la cascola, che ancora continua. Le olive, che dovrebbero essere di un verde brillante, prendono un verde smorto, poi diventano gialle, marroni e infine cadono. Una cascola cos non labbiamo mai vista. Resistono meglio gli olivi che stanno pi a nord, stanno abbastanza bene le piante del lago di Garda che hanno trenta o quarantanni e affondano le radici nel terreno. In certi campi, invece, si fa presto a contare i frutti: zero, non ce n. Anche i turisti, in Valtellina, ormai si sono abituati al nuovo panorama: ulivi al posto di pascoli e mucche. Ho cominciato dodici anni fa racconta Carlo Baruffi, 72 anni - nel Comune di Poggiridenti, con 50 ulivi arrivati dal Garda. Oggi ne ho altri 360 presi da tutta Italia, comprese le piante delle taggiasche. Gli altri contadini mi prendevano in giro, poi sono venuti a chiedermi consigli. Il motivo semplice: lolio delle Alpi e della regione (ci sono anche due Dop, Laghi lombardi e Garda) vengono venduti negli Stati Uniti, in Giappone e negli Emirati arabi.
Autore: Jenner Meletti


28 Luglio 2017, ore 17:43

Italia Oggi
Saccarosio in locali separati Negli stabilimenti promiscui, quelli da dove si estraggono mosti o vini, nella cui preparazione, non consentito luso del saccarosio, lacquavite e lalcol, questi ultimi devono essere tenuti in locali appositamente destinati comunque accessibili al controllo territoriale e dichiarati in planimetria. con la nota delle politiche agricole del 24 luglio 2017 n. 3984 che vengono dettate le regole operative per la detenzione e luso del saccarosio in cantina. Alle imprese titolari di stabilimenti promiscui, comunque data la possibilit di tenere il saccarosio, lacquavite e lalcol, alle seguenti condizioni: ogni lavorazione comunicata allufficio territortale, entro il quinto giorno antecedente alla loro effettuazione e tali prodotti devono essere in locali appositamente dedicati. E superata pertanto la precedente impostazione che permetteva solo limpiego nelle lavorazioni preventivamente dichiarate.
Autore: Cinzia De Stefanis


28 Luglio 2017, ore 17:43

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia ... Fricand 2015... La bella faccia sorridente, solare, di Danila Mongardi, quattro figli, fa dimenticare per un istante che il nome di Marzabotto evoca unorribile strage nazista. Qui lei, che a Bologna lavorava nel sociale, e il marito Gabriele Monti, hanno investito in lavoro, certezze e speranze. Al di l del fiume (il Reno) unazienda agricola e vitivinicola ma anche agriturismo, associazione culturale e molto altro. Azienda giovane, collocata nel Parco storico del monte Sole. Prima vendemmia nel 2011. Capitata loccasione di ricomprare la terra lavorata dai nonni di Gabriele, non se la sono fatta sfuggire. Tre dei 27 ettari sono vitati, gli altri a orto, frutteto di frutti quasi spariti, erbe officinali, antichi cereali. Su tutto un nome: biodinamica. Ai nostri figli dobbiamo lasciare una terra in condizioni migliori di quando labbiamo presa in prestito dice Danila. Vitigni: Montuni, Grechetto gentile, Albana e Barbera. Etichette dal nome simpaticamente dialettale: Dagam, Saramt, Birichn, Zirudela. Albana e Barbera sono vinificati in anfore di terracotta italiana. Il Fricand Albana in purezza, di bella tonalit ambrata. Al naso si avvertono cachi, nespole, mele e scorza di pompelmo. Al palato sapido, piacevolmente complesso e generoso di sfumature. A Milano da Saluti da Modena, a Bologna da Ai vini scelti, sui 15/16 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


28 Luglio 2017, ore 17:42

Corriere della Sera
Il borgo rinato con il Brunello Castiglion del Bosco a 14 anni dallarrivo di Massimo Ferragamo: Nel nuovo vino ci siamo noi... Massimo Ferragamo stava guardando un anfiteatro di boschi dalla bellezza selvaggia contrapposti a vigne ordinate. Come un personaggio di Vassilij Grossman ha capito che sarebbe bastato unire il suo passato a quellistante per carpire il segreto della vita e vedere ci che non dato di vedere: i meandri del suo stesso cuore, l dove si decide il destino. stato in quel paesaggio fermo al 1500 che il figlio del calzolaio delle dive Salvatore Ferragamo ha scelto di diventare vignaiolo. E ha comprato Castiglion del Bosco, duemila ettari di foresta con 62 di vigne, a Montalcino. Era il 2003. Quattordici anni dopo la linea della fortuna di questo luogo stata ridisegnata. Lazienda cupa che, per un guizzo bizzarro del caso, la moglie, Chiara Miari Fulcis, ex campionessa di sci, aveva visitato 20 anni prima del marito, ora risplende grazie al vino. Il Brunello ha cambiato la sorte di Castiglion del Bosco. Da borgo dimenticato a cantina super votata, con un resort di 23 suites e 20 casali trasformati in ville per turisti. Qui, nel campo di golf a 19 buche (chi completa il percorso vince un Brunello, 60 mila euro la tassa dingresso per i soci), ha giocato due volte la scorsa primavera Barack Obama. Qui Paul McCartney si fatto prestare la chitarra da un cameriere e ha suonato con lui sotto le stelle, mentre Gwyneth Paltrow, premio Oscar di Shakespeare in Love, dopo la scuola di cucina, preparava i pici Simonetta, governante dellhotel gestito dal gruppo Rosewood. Il posto da cui iniziata lavventura a Montalcino racconta Massimo Ferragamo Capanna: da un piccolo casale si vedono le vigne di Sangiovese inerpicarsi fino a 450 metri. Mia moglie diceva che avrei potuto comprarmi le bottiglie migliori del mondo e godermi una bella cantina senza diventare vignaiolo, ma io avevo gi scelto. Gli enologi Cecilia Leoneschi e Beppe Caviola si occupano dei vini. La cantina quasi per intero sottoterra, 200 mila le bottiglie lanno. Oltre al Rosso e al Brunello, due cm dalla zona di Capanna, Campo del Drago (una bottiglia del 2006 stata venduta allasta per beneficenza a 35 mila dollari) e Millecento (anno di costruzione del castello di Castiglion del Bosco, che svetta sulla tenuta con la chiesa affrescata dal Lorenzetti). Il Millecento 2011, in vendita questanno, di uneleganza avvolgente. Questo Brunello il nostro traguardo raggiunto dice Leoneschi - una riserva che contiene una parte di ognuno di noi .Massimo Ferragamo, come la madre Wanda Meretti che lavora ancora a 95 anni, controlla tutto. Anche la Members cellar. simile al caveau di una banca, una stanza circolare, tra divani e tappeti. In ogni scomparto spiega Ferragamo - i soci del club custodiscono i loro vini. Cinesi, turchi, argentini, francesi, arrivano qui a stappare le loro bottiglie o se le fanno spedire a casa. Massimo, uno dei sei figli di Salvatore, il Ferragamo dAmerica, vive e lavora a New York. Mio padre emigr nel 1914 negli Stati Uniti. Aveva lo dollari in tasca, ritorn 13 anni dopo in prima classe, portando le forme dei piedi usate per le sue clienti, Greta Garbo, Elisabetta dInghilterra, Brigitte Bardot. E della moglie di Gregory Peck, per lei invent i tacchi a spillo. Mor nel 1960 a 62 anni. Io ne avevo 3. E da adulto sono volato nella sua America. Per poi tornare e, in un istante, decidere il destino davanti alle colline di Castiglion del Bosco.
Autore: Luciano Ferraro


27 Luglio 2017, ore 17:51

Italia Oggi
Vino, allergeni in etichetta Vademecum delle politiche agricole... Nelletichettatura dei prodotti vinicoli deve essere riportata lindicazione obbligatoria degli allergeni che riguardano oltre i solfiti anche il latte, i prodotti a base di latte, le uova e i prodotti a base di uova, con le menzioni e con i pittogrammi relativi. I pittogrammi possono essere utilizzati facoltativamente e in aggiunta alle menzioni obbligatorie. quanto si legge nel vademecum del 26 luglio 2017 elaborato dalle politiche agricole in vista della campagna vitivinicola 2017 - 2018. Lobbligo di etichettatura degli allergeni concernenti derivati dal latte o delle uova escluso nei vini per i quali gli ingredienti potenzialmente allergenici non sono stati utilizzati durante lelaborazione degli stessi o la presenza di allergeni non pu essere rilevata nel prodotto finale, secondo i metodi raccomandati e pubblicati dallorganizzazione internazionale della vigna e del vino. I funzionari delle politiche agricole inoltre si soffermano sugli stabilimenti industriali detentori e utilizzatori di vinacce destinate ad usi industriali diversi dalla distillazione. Confermando lobbligo di presentare unapposita comunicazione allufficio territoriale, valida per una campagna vitivinicola. La predetta comunicazione deve pervenire antecedentemente alla prima introduzione di vinaccia e contenere lindicazione dellindirizzo dello stabilimento di detenzione delle vinacce e la quantit complessiva che si prevede di introdurre nel corso della campagna vitivinicola di riferimento. Il trasporto di prodotti vitivinicoli sottoposti ad accisa, in regime di sospensione, scortato dalla copia stampata del documento e - AD (emesso, in formato elettronico) o di un altro documento commerciale recante il codice Arc attribuito dal sistema telematico doganale. Nella circolazione nazionale, non vi obbligo di emissione delle - AD, pertanto tale movimentazione potr avvenire con la scorta del documento di accompagnamento vitivinicolo.
Autore: Cinzia De Stefanis


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