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Il Meglio dell'Edicola

16 Settembre 2017, ore 18:08

Italia Oggi
Premiate le bollicine Ferrari Un nuovo premio per Ferrari. La cantina trentina si aggiudicata per la seconda volta il riconoscimento di Sparkling wine producer of the year da The Champagne & Sparkling Wine World Championships, la competizione internazionale dedicata solo al settore delle bollitine, per la quale sono stati degustati nel 2017 va pioni da 29 paesi. Il risultato, frutto delle 11 medaglie doro conquistate da Ferrari con altrettanti Trentodoc, stato proclamato dallideatore stesso della competizione Tom Stevenson durante la cena di gala di gioved scorso alla Vintners Hall di Londra. Questa edizione ha visto anche premiate sei etichette delle Cantine Ferrari come Best in Class.


16 Settembre 2017, ore 18:08

Quotidiano Nazionale
Vino, allarme delle aziende. La vendemmia ko per la siccit mette a rischio i posti di lavoro Chianti, chiesta moratoria dei debiti verso le banche... I viticoltori toscani guardano al cielo e incrociano le dita. Perch le piogge di questi giorni, gli ultimi prima di completare la vendemmia, potrebbero fare la differenza per lesito finale di una stagione nera. A fare il punto della situazione dopo la siccit dellestate Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.
Presidente, quali sono le stime per la vendemmia?
La qualit, contrariamente ad alcune voci, buona, ma la quantit scarsa. Abbiamo registrato un calo della produzione di almeno il 30%, con punte del 50 in alcune zone. Prima di fare un bilancio finale per, dobbiamo capire come andranno le prossime settimane.
Quali possono essere le variabili?
La siccit ha creato grande sofferenza nelle piante, ma c ancora un piccolo margine di recupero. Finch la vendemmia non completata e finch le foglie sono verdi, la vite lavora. Una caratteristica del vitigno sangiovese proprio quella di reagire alla pioggia anche a maturazione avanzata. Per questo tutti noi guardiamo ogni giorno al cielo sperando che piova.
Quanto potreste recuperare?
difficile fare delle stime, ma le piogge delle ultime settimane hanno permesso un buon assorbimento di acqua da parte delle piante e un po di recupero. Ovviamente non si potr riparare il danno fatto dalla siccit, ma abbiamo una settimana, forse quindici giorni, per provare a migliorare.
Come pensate che reagire il mercato alla minore produzione?
Ancora presto per valutarlo. Non credo comunque che potr aumentare il prezzo, visto che la Toscana e lItalia devono fare i conti con una concorrenza internazionale, che comprende molti Paesi non toccati dalla siccit. Non possiamo rischiare di perdere fette di mercato e, anzi, dovremmo cercare di bilanciare domanda e offerta, per non lasciare mai vuoti gli scaffali.
C chi si sta gi attrezzando per il prossimo anno, temendo una nuova estate siccitosa. Come consorzio state valutando provvedimenti?
Stiamo sollecitando la Regione e gli enti locali perch venga autorizzata la costruzione di nuovi laghetti artificiali. Questi bacini possono aiutare molto gli agricoltori, ma anche essere utili nella lotta agli incendi. Oggi, purtroppo, esiste una burocrazia assurda che rende molto difficile realizzarli.
Cosa chiedete per superare le difficolt economiche di questo 2017?
Abbiamo incontrato il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, per chiedere sostegno. Data leccezionalit del fenomeni a nulla servono i normali strumenti, come lassicurazione agevolata. Occorre una moratoria della situazione debitoria nei confronti degli istituti bancari e degli enti previdenziali, insieme alla detassazione fiscale. Il patrimonio delle aziende agricole dato dalla terra e dagli uomini: vogliamo mantenere altri posti di lavoro, ma per riuscirci abbiamo bisogno di aiuto.
Autore: Lisa Ciardi


16 Settembre 2017, ore 18:08

Quotidiano Nazionale
Maxi acquisto di cantina e vigneti a Montalcino ... Lazienda della famiglia Cotarella, fondata dai due famosi fratelli enologi Renzo (Ad di Antinori) e Riccardo Cotarella (presidente di Assoenologi) e ora guidata dalle figlie, ha acquistato cantina e vigneti a Montalcino. Ne d notizia il sito Winenews. La propriet, 6 ettari di cui 3,5 tutti vitati a Brunello, si trova in una delle zone pi storiche.


16 Settembre 2017, ore 18:07

Corriere della Sera
I migliori 50 vini dItalia Biwa 2017, vince il rosso Oreno. del vignaiolo toscano che fa bere anche il Papa. Piemonte leader con 13 etichette. Bene i produttori di montagna... Luomo che porta bottiglie di rosso sullaereo del Papa, il produttore del miglior vino italiano 2017. Antonio Fioravante Moretti Cuseri, elegante aretino con 200 paia di scarpe nel guardaroba, ha conquistato il podio del Biwa (Winesider Best Italian Wine Awards) 2017, la classifica dei 5o migliori vini italiani. Una giuria internazionale, con esperti italiani e da Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Giappone, ha stabilito che il vincitore un rosso toscano, lOreno dellannata 2015. Viene dalla Tenuta Selle Ponti di Castiglion Fibocchi, il paese della Valdarno un tempo famoso per aver custodito i segreti del piduista Licio Gelli e ora per le bottiglie di questo imprenditore della moda, amico di Patrizio Bertelli (Prada) al quale ha ceduto lazienda. Car Shoe, mocassini con pallini artigianali. Moretti, pur continuando a occuparsi di moda con il figlio Amedeo, ha allargato il suo mondo vinoso. approdato in Sicilia (a Noto e sullEtna), e ha esteso la propriet in Maremma. E a Bolgheri, zona dei Supertuscan, da dove arriva lOrma, il vino che Francesco ha bevuto sulla rotta Roma - Bogot. Al Santo Padre il vino molto piaciuto, stato il pi apprezzato trai vini a bordo - assicura il vignaiolo, devoto - le bottiglie sono tutte state svuotate. Ora pensiamo allOreno, un concentrato di eleganza dalla straordinaria vendemmia 2015 che ci pu far vincere le grandi sfide con i rossi francesi. Questo vino nato nel 1999, aveva gi sfiorato la vittoria del Biwa nel 2013 (terzo posto) e nel 2014 (secondo). Sono stati gli americani di Wine Spectator a lanciarlo, inserendolo tra i migliori 5 al mondo (annata 2003). Negli anni cambiato: resta il Merlot, mentre il Sangiovese stato sostituito da Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. Questa edizione del premio ideato dal campione dei sommelier Luca Gardini e dal critico Andrea Grignaffini, conferma la supremazia piemontese: 13 i vini in classifica, contro i 10 toscani. Il Barolo di Elvio Cogno si piazza al 4 posto, davanti a una superstar di Montalcino, il Brunello Tenuta Nuova di Casanova di Neri del vignaiolo Giacomo, vincitore nel 2016. La sorpresa sono i vini di montagna. Ha conquistato la medaglia dargento (come la sua etichetta) il dolomitico Terlaner Rarity 1991, 25 anni di affinamento. Subito dopo c il raffinato Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006 della famiglia Lunelli. Il Trentino e lAlto Adige piantano 5 bandierine, una la Val dAosta con il Nathan di Ermes Pavese. E dalle alture arriva il lombardo Sassella Rocce Rosse di Arpepe, il Nebbiolo delle Alpi. E lanno del debutto del Sangiovese di Romagna, con il Torre San Martino di Maurizio Costa. LEmilia Romagna, anche con vini dolci e bollicine, la vera sorpresa del 2017, commenta Gardini. Tra i 50, la pattuglia che ha accompagnato la rinascita enoica dItalia: il Sassicaia di Tenuta San Guido (7 posto), il Brunello di Biondi Santi (16), il San Leonardo dellomonima tenuta (40), il Turriga di Argiolas (41) e il Vintage Tunina di Jermann (49). Con alcuni fuoriclasse come il Trebbiano di Valentini (9). E il Barolo Monprivato di Mauro Mascarello, che viene dalla regione del nonno di Papa Bergoglio, un vignaiolo.
Autore: Luciano Ferraro


14 Settembre 2017, ore 15:43

Corriere della Sera
Un doppio anniversario: il Beaubour e la cantina toscana Celebrazioni. I quarantanni del Centre Pompidou e i dieci anni della struttura per la tenuta Rocca di Frassinello... Il Beaubourg in Francia e una super cantina in Italia. Un filo di idee lungo tre decenni. Due anniversari nellamo dellottantesimo compleanno di Renzo Piano: il designer Italo Rota ha trovato il legame tra questi progetti e lo ha raccontato con 24 foto di grande impatto. Le immagini da domenica prossima saranno esposte nella cantina, Rocca di Frassinello, una tenuta nata dallintesa tra Domaines Barons de Rothschild Lafite (della famiglia dei banchieri vignaioli) e Castellare di Castellina (della famiglia delleditore vignaiolo Paolo Panerai). Il Beaubourg ha cambiato il modo di pensare i centri culturali e le citt. Ideato con Richard Rogers grazie a un bando internazionale aperto anche ai professionisti sconosciuti, lanci Piano sulla scena mondiale. La pi celebre delle sue disubbidienze, eco delle navi spaziali ideate da Verne, cos stata definita lopera inaugurata nel 1977 al Marais di Parigi. Tre decenni dopo, nel 2007, la capacit di stupire e di rivoluzionare i canoni si ripetuta sullaltopiano di Gavorrano, in una tenuta di 500 ettari, di cui go coltivati a vigneto per grandi rossi. Come altre famiglie liguri, anche quella di Piano aveva casa nella campagna di Ovada. Il padre, costruttore, si dedicava alle vigne. vino mi ricorda la cantina di mio padre in campagna - scrive Piano nel libro che descrive il progetto in Maremma dove mia madre mi portava anche se sarei rimasto pi volentieri in cantiere. Piccola, da dieci barrique, si faceva il Dolcetto, la Barbera e anche il bianco Cortese. Il pensiero di costruire una cantina per 2.500 barrique mi fa fatto perdere il controllo e ho ceduto al progetto di Rocca di Prassinello che mi aveva tentato per un anno. E rimasta lunica cantina firmata da Piano. Un parto iniziato nel 2003. Tutto cominciato, ricorda Panerai, con un volo in elicottero, quasi di nascosto dal socio Rothschild, per il quale nella vita si pu fare a meno sia degli architetti sia degli avvocati. Quando Piano ha scorto un altopiano nella tenuta, lelicottero atterrato, dando cos simbolicamente inizio al cantiere. I segni distintivi delledificio sono una torre rossa che svetta e si vede dallAurelia, un sagrato che si espande e sembra fluttuare come un tappeto volante (qui avvengono le prime operazioni con luva, che poi scorre sottoterra per forza di gravit) e unenorme barricaia sotterranea, diventata presto, con una serie di ritocchi per migliorare lacustica, un auditorium per concerti e spettacoli. Larchitetto aveva pensato, nello stesso periodo, un sistema di specchi che doveva illuminare, con luce solare, il cuore del santuario di Padre Pio. Ma ai frati sembr sacrilego ricorda Panerai - e Piano decise di traferire qui lidea. Ora la stanza sotto la collina , per Piano, come una chiesa con al centro un raggio di luce, e nella penombra, al posto delle vecchiette bigotte, le barrique. Roba da film sul Medioevo. Non , la cantina, un monumento al vino, ma un luogo funzionale per lavorare. rivestita di cemento con grana impressa da casseri in legno di betulla finlandese ( pur sempre una fabbrica, anche se nobile, secondo Piano). Qui nascono vini pluripremiati, come il Baffonero (uve Merlot). Per celebrare il doppio anniversario nascono bottiglie a tiratura limitata. il Rocca - Beaubourg, che ha sulle etichette i disegni di Piano, linconfondibile tratto con i disegni del centro parigino dedicato a Georges Pompidou e delledificio con lauditorium con le botti che, come grandi occhi, ti osservano. La mostra di Rota, visitabile fino a dicembre, descrive questo intreccio, tra i colori parigini e il sottosuolo maremmano: una scalinata rossa che si staglia sul grigio intreccio di tubi del Beaubourg, accanto allimmagine della cantina in lontananza che si perde nel grigio delle nubi riflesse sulla collina.
Autore: Luciano Ferraro


13 Settembre 2017, ore 15:43

Italia Oggi
nato lo spumante Garda doc in edizione limitata. La denominazione, istituita nel 96, stata fino a oggi dormiente... Ora, anche i viticoltori veronesi hanno le loro bollicine... Anche i viticoltori della provincia di Verona hanno ora il loro spumante. Si chiama Garda Doc, ha fatto il suo debutto ufficiale settimana scorsa al Festivaletteratura di Mantova, con il lancio in edizione limitata del Garda Doc Collezione Brut 2016 e, in base al disciplinare recentemente modificato di questa Doc istituita nel 1996 ma finora dormiente, ottenuto in primis da garganega, pinot grigio, trebbiano e chardonnay, ma anche dalle altre uve tradizionalmente coltivate nei circa 31 mila ha del grande anfiteatro naturale del Benaco per produrre i vini delle dieci denominazioni di questo territorio: Valtnesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige, Valpolicella, Durello e Soave. Uve che andranno vinificate nellareale della Doc, ma che potranno essere spumantizzate in tutto il Nord Italia col metodo tradizionale o Charmat. Le modifiche apportate al nostro disciplinare, dichiara a ItaliaOggi Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio Garda Doc, ne fanno una denominazione moderna, inclusiva e che favorisce la crescita delle nostre aziende. Innanzitutto mette a disposizione di tutti i produttori del bacino un brand unico, Garda, con unelevata notoriet presso i consumatori anche stranieri, tedeschi e inglesi per primi, e che sar pi semplice per il Consorzio sostenere e promuovere rispetto alle tante diverse denominazioni finora utilizzate per identificare le produzioni di spumanti del nostro territorio. Inoltre consente alle aziende che lo desiderano dincrementare la loro produzione, lasciandole libere dimpiegare uve e vini base di tutto il bacino del Benaco per ottenere il Garda Doc e di completare la spumantizzazione, secondo il metodo che ritengono pi opportuno per valorizzare il loro prodotto, in tutto il Nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Contando sul sostegno di diversi grandi produttori di vino del bacino del Benaco al progetto del Garda Doc, fra gli altri i gruppi Collis, Giv, Schenk, Vitevis e le cantine Albino Armani, Ca Maiol, Castelnuovo, Cavalchina, Colli Morenici, Contri Spumanti, Custoza, Soave e Valdadige, il consorzio conta nellarco di cinque anni di triplicare la produzione di spumante bianco, salendo dalle attuali 7 mila bottiglie con diverse denominazioni a 20 mln di bottiglie di Garda Doc, che potr promuovere sui mercati nazionale e globali potendo contare su almeno 3 mln euro di risorse, delle quali 1 mln circa del Consorzio. Quanto al valore di mercato della nuova Doc, pensando a un prezzo al consumo di 6-8 euro a bottiglia, potrebbe attestarsi sui 120-160 mln euro.
Autore: Andrea Settefonti


13 Settembre 2017, ore 15:43

Italia Oggi
Museo, ma anche percorso sensoriale. Masi Wine Discovery Museum, aperto a Lazise presso la Tenuta Canova dalla famiglia Boscaini, mette insieme storia ed emozione per creare nel visitatore lemozione legata al vino. Masi, commenta Sandro Boscaini, si impegnata nella divulgazione della cultura del vino italiana. E il Wine Discovery Museum chiude il cerchio arricchendo di ulteriori valori didattici ed emozionali Tenuta Canova, dove vino e cibo narrano larte antica del saper fare qualit. Si d vita cos a nuova forma di fruizione turistica emozionale e sensoriale. Il museo un viaggiamo in tre percorsi, dalla terra alluva, dalluva al vino, dal vino alla tavola. Clima, terreno, variet delluva sono i temi rappresentati con pannelli descrittivi e fotografici e con un viaggio satellitare dal cielo alla terra nelle tenute di Musi dalla Valpolicella al Lago di Garda; dal Trentino a Valdobbiadene (Tv), dal Friuli alla Toscana fino allArgenttna. Lungo il percorso si scoprono le tecniche enologiche dalla vendemmia allappassimento delle uve a fermentazione e in tre minuti si vivono sette giorni di fermentazione attraverso immagini, profumi e suoni catturati dal vivo. Si arriva infine al vino in tavola e al termine della visita ci si intrattiene nel salotto di casa Boscaini e prima del congedo c tempo per scoprire gli abbinamenti tra vino e cibo.


13 Settembre 2017, ore 15:42

Quotidiano Nazionale
Re del Sagrantino stato per secoli il vino rustico, per migliorare il Montefalco rosso o da far appassire per le feste. Non si sa da dove venga, quelluva rossa e polposa, potrebbero averla importata dalla Turchia i fraticelli di San Francesco, del resto Plinio il Vecchio ricordava che in zona si produceva unuva pregiata ma la chiamava Itriola, il nome Sagrantina (al femminile) compare solo a met del Cinquecento. Poi arriv un industriale tessile, un torinese che gi a met degli anni Cinquanta, poco pi che ventenne, vendeva corredi e biancherie per la casa nellItalia Centrale. Uomo coraggioso e lungimirante, Arnaldo Caprai: negli anni Settanta si lascia affascinare dalla terra, e acquista 45 ettari a Montefalco con il sogno di fare vino. Comincia cos la fortuna di Montefalco, del suo Sagrantino e in pratica dellintera Umbria vinicola, che proprio in questi giorni la prestigiosa Wine Enthusiast ha candidato al titolo di Wine Region of the Year accanto a colossi come Sonoma County in California, il Sud - Ouest della Francia, la Galizia in Spagna e Margaret River in Australia. Anche se, ad onor del vero, gi larea di Orvieto vanta una lunga storia con il suo bianco, e a Forgiano gi dagli anni Sessanta un altro imprenditore di grande valore, Giorgio Lungarotti, aveva dato avvio a una bella impresa. Ma il Sagrantino fa presto boom. Premi, red carpet, Hollywood, recensioni eccellenti. E molto si deve al lavoro di Marco Caprai, il figlio di Arnaldo, che nel 1987 prende in mano le redini dellazienda.
lei il re del Sagrantino?
Devo tanto al lavoro di mio padre, che volle valorizzare il territorio quando la campagna soffriva labbandono. Da parte mia, pensai di coinvolgere luniversit per valorizzare una variet che comprendevo leggendo Veronelli quando parlava di selezioni clonali, di vinificazioni con un certo stile, di legni piccoli. Cos nacque questo percorso veronelliano.
I numeri le hanno dato ragione.
Oggi produciamo un milione di bottiglie in 15 etichette su 150 ettari a vite. Io sono lamministratore: siamo una cantina che fa formazione e ricerca, siamo sede di scuola e teniamo corsi, una master class allinterno e lezioni anche nelle elementari del territorio. Puntiamo sul digitale, che ha potenzialit inesplorate nellagricoltura con linternet delle cose per la gestione dei mezzi. La viticoltura di precisione la strada del futuro.
A cosa attribuisce il successo del Sagrantino?
Era come un giovane atleta pieno di talento: noti le caratteristiche alle radici, ma bisogna vedere come cresce, come evolve. Noi abbiamo compreso che il Sagrantino ha le potenzialit da grande variet internazionale, la pi internazionale tra le meno conosciute: struttura, longevit, eleganza, capacit di durare. Questo weekend, da venerd a domenica, a Montefalco abbiamo Enologica, che festeggia i 25 anni della docg. Unottima occasione per capirlo.
Le gioie di questi trentanni?
A ogni tempo la sua, ma molto importante fu la prima volta dei tre bicchieri, nel 1996, con una recensione straordinaria. Poi il titolo di migliore cantina dEuropa, per noi, nel 2012 secondo Wine Enthusiast. E tante tavole importanti, i vip: Sharon Stone, Catherine Zeta Jones che ha brindato a Sagrantino per le nozze con Michael Douglas, Roberto Benigni che ci ha scelto per festeggiare lOscar.
Fate anche un vino che si chiama Spinning beauty. Che vuoi dire?
lomaggio alla filanda, al filo della tessitura e richiama il concetto di bellezza, di made in Italy, di cultura. Un vino unico, che cerca di interpretare un vecchio modello di raro vino che invecchia dieci anni, come lUnico di Vega Sicilia in Spagna, il Penfolds australiano, lo Screaming Eagles americano, il Monfortino piemontese. Meno di mille bottiglie. Ma in Umbria ci sono cose che non si trovano altre regioni.
Autore: Paolo Pellegrini


13 Settembre 2017, ore 15:42

Quotidiano Nazionale
Monica di Sardegna sul trono, corona nella guida Vinibuoni Santa Maria La Palma: tempo di premi per lazienda di Alghero: uno in Italia e tre negli Usa... Prosegue la scia di successi per i vini della Cantina Santa Maria La Palma, lazienda che invecchia il vino anche sul fondo del mare. Per lazienda algherese sono arrivati quattro prestigiosi riconoscimenti, uno in Italia e altri tre negli Stati Uniti. Il rosso Monica di Sardegna Cru Doc Superiore ha ottenuto la Corona nella guida Vinibuoni dItalia 2018, lunica guida italiana dedicata ai vini da vitigni autoctoni. il massimo riconoscimento attribuito ai vini esaminati. Il Monica Doc Superiore sar segnalato con unapposita icona allinterno della guida, distribuita in tutta Italia. Aragosta Ros e Cannonau Le Bombarde conquistano gli Usa con rispettivamente un Argento e un Oro al New York International Wine Competition, concorso di grande popolarit nellindustria del vino. Dagli Stati Uniti arrivato anche un altro riconoscimento: Aragosta ha ottenuto il punteggio 87/100 su Wine Spectator. Un punteggio di tutto rispetto per il Vermentino della cantina sarda, che giunge da una delle riviste pi importanti del mondo dellenologia. I risultati conseguiti - listantanea dalla cantina La Palma - sono il frutto del lavoro quotidiano del team e degli oltre 300 soci che coltivano oltre 700 ettari di vigneti.


13 Settembre 2017, ore 13:55

Quotidiano Nazionale
Falso Prosecco per il sito cinese. Bloccati 30 milioni di lattine Grazie al lavoro dellIspettorato repressione frodi del nostro ministero abbiamo bloccato la vendita potenziale di 30 milioni di lattine di falso Prosecco, che erano pronte per essere vendute sulla piattaforma e - commerce cinese Alibaba. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (nella foto). Unoperazione che d il segno della grandezza del fenomeno delle contraffazioni sottolinea il ministro Martina su Facebook e spiega come lItalia sia allavanguardia nel contrasto. Abbiamo portato avanti pi di 2mila interventi di protezione con risultati di valore.


13 Settembre 2017, ore 13:55

Quotidiano Nazionale
Douja dor, successo ad Asti. Premiati 299 prodotti italiani Sono 299 i vini italiani che hanno ricevuto il premio Douja dor, dellomonimo concorso nazionale, in occasione del Salone di vini selezionati aperto ad Asti fino al 17 settembre. Tutti gli assaggi delle 800 etichette italiane in concorso - ha detto il presidente dellOnav, Vito Intini - sono stati fatti alla cieca, sinonimo di grande seriet tecnica e garanzia di qualit del risultato finale dei premiati. Tutti i premiati hanno superato gli 87/100 nelle votazioni. Cento i vini che hanno superato il punteggio di 89/100, passati in nomination per lOscar della Douja, andato a 48 etichette.


13 Settembre 2017, ore 13:54

Quotidiano Nazionale
Tutti i calici doc per una sera nel cuore storico di Trento Una serata alla scoperta di Trento, con la visita degli edifici che vantano un legame con il mondo del vino, ma anche un viaggio virtuale attraverso i territori pi vocati alla viticoltura della provincia, con degustazione dei prodotti pi rappresentativi e un tuffo finale nella storia del cinema. Cos la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino ha scelto di festeggiare la decima edizione di DOC - Denominazione di Origine Cinematografica, nata per celebrare il connubio tra enogastronomia e cinema. Lappuntamento per venerd, dalle 17 alle 23, nel centro storico di Trento. Dopo aver ricevuto ticket e calice presso il Teatro Sociale, i partecipanti potranno iniziare il loro viaggio di gusto. Cinque le tappe previste, ognuna dedicata a un vino testimonial e al territorio di riferimento, raccontato da chi, giorno dopo giorno, lavora per promuoverli e valorizzarli.


13 Settembre 2017, ore 13:54

Quotidiano Nazionale
Ischia (anche) terra di gusto e antichi vigneti. Tra mare e terme, un viaggio in piccoli sorsi atta scoperta dellenogastronomia locale La bellezza dellisola dIschia attraverso il vino e lenogastronomia, una alternativa al classico binomio terme - mare e un modo per ripartire dalle tradizioni e dallincanto di uno dei luoghi pi belli al mondo. Pane dallattrice Anna Falchi, particolarmente legata allisola, la decima edizione di Andar per cantine, la manifestazione organizzata dalla Pro loco Panza fino al 20 settembre. Levento consente di scoprire lisola contadina, celebrandone il legame ancestrale col vino. Sono a disposizione dei visitatori dieci percorsi attraverso le cantine pi antiche e i vigneti pi rigogliosi tra tufo verde e macchia mediterranea, dal borgo di Campagnano alleremo dellEpomeo, passando per la baia di Sorgeto. Tra le iniziative pi attese, Cantinando sotto le stelle: domani e il 19 settembre, sono previsti percorsi serali tra alcune delle pi suggestive cantine dellisola. Torna anche Cento cantine in mezzo al mare, liniziativa con la quale la Pro loco Panza premia ogni anno chi profonde passione per la valorizzazione dellagricoltura made in Ischia e che questanno si legher agli effetti del sisma del 21 agosto. Ristoranti e trattorie proporranno a prezzi scontati le tipicit del territorio.


13 Settembre 2017, ore 13:54

Quotidiano Nazionale
Larte del mixare celebra le bollicine Luniverso cocktail, non contempla esclusivamente i distillati, ma fin dai primordi anche patria di vini e bollicine. Ne abbiamo la certezza consultando il primo cocktail book, scritto nel 1862, dal barman americano Jerry Thomas, detto il Professore e padre della mixology. Un volume quotato sulle 5mila sterline, che contiene un considerevole numero di ricette, a base di vini e champagne, sintomo di quanto il frutto della vite, gi allora, fosse considerato un ingrediente rilevante, in quel laboratorio straordinario, che lamerican bar. Riflessione confermata anche da Stefano Nincevich, giornalista ed esperto di mixology, che ce ne d conto, nel suo "Cocktail Safari". Tra i drink a base di bollicine che hanno fatto la storia non pu mancare lo Champagne Cocktail, mistura a base di Cognac, Champagne, Angostura e zucchero, comparsa per la prima volta, in un manuale di economia domestica del 1861, per poi riapparire lanno dopo nel volume di Jerry Thomas, e ancora nel 1869, in un romanzo di Mark Twain. Sempre nel 1861, grazie allestro dei bartender del gentlemens club Brookss di Londra, vede la luce il Black Velvet, a base di 1/2 parte di birra Guinness, e /2 parte di Champagne, per commemorare la scomparsa di Alberto, il Principe Consorte della Regina Vittoria, una miscela amata anche da Bismark, il Cancelliere di Ferro, che per lo preferiva con Lager scura della Sassonia e bianco frizzante. Nel 1931 anche i Futuristi daranno vita a un cocktail, chiamandolo Carouselle Dalcool, nel quale coesistono allegramente Barbera D Asti, Campari, cedrata, e una guarnizione ardita, composta da due stecchi di legno, uno con un dadino di formaggio, da assaggiare prima di bere, e uno al - cioccolato per concludere il drink. Nel 1948, sar invece Giuseppe Cipriani dellHarrys Bar di Venezia, a entrare nella leggenda con il Bellini, (pesca bianca filtrata e Prosecco ghiacciato), nato in omaggio a Giovanni Bellini. Ma anche Bucks Fizz, Tiziano, Rossini, Kyr... E oggi? Tra le insegne italiane pi significative, c il Jerry Thomas Speakeas_y di Roma, da quattro anni, segnalato nella Fifty Best Bar, la classifica dei 50 migliori bar del mondo. Una carta con numerosi cocktail a base di vini e champagne, tra cui il richiestissimo C. C. C. Caribbean Champagne Cocktail, realizzato con una miscela di Rum caraibici, sciroppo di frutto della passione, bitters al pimento e Champagne, e allo studio, una ricerca che presto vedr la luce con drink a base di grandi spumanti brut italiani.
Autore: Lorenzo Frassoldati


13 Settembre 2017, ore 13:54

Quotidiano Nazionale
Loro del Passito Nellisola vulcanica, nera, dura, rocciosa, che per d uno dei vini dolci pi buoni al mondo, la vendemmia si chiusa il 31 agosto. Roba da mani, mai visto in quarantanni un tale anticipo, sbotta Benedetto Renda, presidente del Consorzi dei vini doc panteschi e n.1 di Cantine Pellegrino, la pi grande impresa dellisola Vendemmia delle uve Zibibbo (come qui si chiama il Moscato dAlessandria) non solo anticipata ma anche scarsa, scarsissima. Da una media di 30.000 quintali degli ultimi 10 anni si passati a 15-16.000. Caldo torrido, siccit. Sullisola non piove come si deve da 3 anni. la viticoltura eroica, quella che costa fatica immane, dove le operazioni di potatura e raccolta delle uve si fanno a mano , curvi e sulle ginocchia perch lalberello pantesco - la tipica forma di allevamento dello zibibbo nellisola - basso, e sta nelle tipiche conche, per poter sfruttare tutta lumidit presente nel terreno e riparare la pianta dal vento incessante. Muretti a secco attorno alle vigne e reti per tenere lontani i voraci conigli selvatici, ghiotti di zibibbo. Loro del passito pantesco prezioso. Vino dolce naturale unico al mondo, patrimonio dellisola, assieme ai capperi e allolio. Mister Fabio Capello regala agli amici lolio che produce qui. Lalberello pantesco la prima tradizione rurale al mondo ad essere stata riconosciuta quale patrimonio dellUmanit dallUnesco. Su questo riconoscimento i produttori dellisola (450 viticoltori, 12 cantine) vogliono costruire un sistema economico che faccia perno sul Parco nazionale di Pantelleria, gi istituito, ma impantanato in una querelle tra Stato e regione Sicilia, e sul Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini. Il Consorzio rappresenta 185% dei produttori e l80% delle uve , ma puntiamo al 100% - insiste Renda - perch serve la massima aggregazione per promuovere allestero questo vino che uno dei tesori italiani. Un tesoro che rischia perch lisola si spopola, le superfici a zibibbo sono crollate in 20 anni dall86% a meno del 20, gli ettari si sono ridotti da alcune migliaia a 4-500. Serve anche pi turismo, per dare nuovo impulso alleconomia dellisola che punta ad una visione integrata del sistema agricolo con quello del turismo. La sfida offrire alle nuove generazioni una agricoltura di pregio da vivere con entusiasmo e redditivit, dice il sindaco dellisola, Salvatore Gabriele. In occasione di Passitaly , evento che celebra Pantelleria e il suo passito, aziende leader come Cantine Pellegrino, Donnafugata, Vinisola e Salvatore Murana hanno lanciato una campagna di promozione per mettere insieme tutte le energie dei produttori isolani per valorizzare al meglio queste nostre produzioni. Occorre pi reddito per i contadini, rilanciare la viticoltura, e quindi preservare dallincuria e labbandono questo straordinario territorio con i suoi muretti a secco e i suoi terrazzamenti, chiude Antonio Rallo, presidente della Doc Sicilia.
Autore: Lorenzo Frassoldati


13 Settembre 2017, ore 13:53

Quotidiano Nazionale
La tradizione dellAgro pontino. Satrico, il principe dei bianchi Agro pontino alla francese. Dinastia di commercianti romani, dagli anni Sessanta la famiglia Santarelli ha creato con Casale del Giglio in provincia di Latina uno dei laboratori dellenologia laziale. Antonio Santarelli, ultima generazione della dynasty, ama sperimentare su 60 variet di vitigni diversi. Un po per stupire, interessare. E anche per dimostrare le potenzialit del territorio. E ci riuscito. La maison di Le Ferriere tiene alta la bandiera dellenologia laziale con una gamma di vini da uve internazionali che hanno trovato nei terreni bonificati dellAgro pontino una nuova espressivit. Da uve rosse come Syrah e Petit Verdot, o bianche come Sauvignon, Chardonnay, Viognier o Petit Manseng nascono vini (monovitigni o blend) che rispondono a un progetto di interazione col territorio secondo modelli bordolesi o californiani ma con un rapporto vincente qualit/prezzo. La Ue ha cos autorizzato a coltivare in a Latina vitigni come lo Syrah e il Cabernet sauvignon. Dalla gamma dei bianchi segnalo il Satrico (chardonnay, sauvignon e 20% trebbiano giallo), aromatico, agrumato al naso, in bocca bello sapido, prezzo attorno ai 7 euro. Ma vanno provati anche gli altri bianchi come lo Chardonnay o il Sauvignon in purezza di grande freschezza, profumi e sapidit (tra i 9 e i 10 euro). Chi cerca pi complessit provi lAntinoo 2015 (viognier e chardonnay), il bianco di punta che fa un piccolo passaggio in legno, davvero un sorso salino e minerale (13,50 euro) SATRICO 2016, Casale del Giglio
Autore: Lorenzo Frassoldati


13 Settembre 2017, ore 13:53

Quotidiano Nazionale
La storica cantina di Russi riapre i battenti. Una ristrutturazione da 2 milioni di euro... Pi grande, pi moderna ed efficiente, riapre i battenti la storica Cantina di Russi (Ravenna), gi per la vendemmia in corso. Una cantina attiva dagli anni Cinquanta. La struttura di Attesa - che associa 4mila produttori di frutta e vino e il punto vendita sono stati inaugurati dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dallassessore Simona Caselli: la ristrutturazione stata finanziata con 2 milioni.


12 Settembre 2017, ore 16:29

Il Sole 24 Ore
Made in Italy terra di conquista ma siamo anche noi predatori I marchi. Gruppi importanti come Ferrero e Lavazza protagonisti allestero... Italia alimentare terra di conquista? S: alle multinazionali estere fa gola il brand made in Italy, ma anche le imprese italiane negli ultimi anni hanno fatto shopping sui mercati esteri. Ieri la cessione dellaceto balsamico Acetum (come altre Denominazioni non si pu portare allestero) alla britannica Abf ha rilanciato i timori di un Paese con aziende pi prede che predatori, privato delle sue eccellenze alimentari, a causa di imprese troppo piccole, in difficolt nellapprocciare i mercati lontani. Negli ultimi anni la lista delle incursioni dallestero lunga e spazia in molti comparti del food e beverage: lo scorso dicembre il produttore francese di Champagne Epi ha acquistato il controllo della cantina Biondi Santi, icona del Brunello di Montalcino, compresi anche 152 ettari di vigneti. Lanno scorso la catena di gelaterie Grom stata rilevata (anche per difficolt gestionali) dalla multinazionale anglo - olandese Unilever; il brand della birra Peroni transitato dallorbita della sudafricana SabMiller a quella della nipponica Asahi mentre il colosso Ab Inbevhabevuto lartigianale Birra del Borgo; limprenditore americano Kyle Krause ha conquistato i Barolisti Vietti ed Enrico Serafino proiettando la Langa nel novero delle grandi denominazioni mondiali. Nel 204 i marchi Sagra e Berio sono passati sotto lombrello del cinese Yimin; nello stesso anno, il Pastificio Garofalo ha ceduto la maggioranza agli spagnoli di Ebro Foods che hanno rilevato anche il 40% di Riso Scotti. In precedenza la triade Bertolli, Carapelli e Sasso passata dalla spagnola Sos al fondo statunitense Cvc Capital Partners. Eppoi ancora licona Gancia stata acquisita dal re della vodka russo Rustam Tariko, i vini Ruffino dallamericana Constellation e i prosciutti Fiorucci fanno capo ai messicani di Alfa. In direzione opposta, nel 2016 lacquisizione della francese Carte Noire da parte di Lavazza stata la terza operazione a valore (700 milioni) mentre, nello stesso settore, Segafredo ha rilevato la portoghese Nuticafes. Ferrero ha fatto un boccone dei biscotti della belga Delacre, del cioccolato della britannica Thortons, dei cioccolatini americani Fannie May e delle nocciole della turca Oltan. Nellultimo biennio Granarolo ha realizzato una dozzina di acquisizioni tra estero e Italia, Campari ha bevuto il Grand Marnier, Cremonini impegnata nella campagna di acquisizioni di distributori internazionali mentre De Cecco ha rilevato il numero 1 russo della pasta, First Pasta.
Autore: Emanuele Scarci


12 Settembre 2017, ore 16:28

Il Sole 24 Ore
Abf (t Twinings) prende il controllo del gruppo Acetum Made in Italy. Clessidra cede il leader del balsamico Igp... Dal colosso inglese esborso di 300 milioni... Gli inglesi di Abf (Associated British Foods) mettono sul piatto una cifra record per conquistare laceto balsamico italiano. A passare di mano il gruppo Acetum, ceduto dal private equity Clessidra a una valutazione di circa 300 milioni (compreso il debito). Lequity (cio la liquidit incassata dai precedenti azionisti) raggiunge quota 225 milioni. Il cambio di propriet al super prezzo ha sollevato molti interrogativi, in quanto viene ceduto allestero un altro simbolo alimentare del Made in Italy Non condivido - spiega Cesare Mazzetti, fondatore e presidente di Acetum Spa, azienda modenese leader mondiale dellaceto balsamico Igp - tanto clamore attorno a unoperazione prevedibile per un fondo come Clessidra, entrato nel capitale della societ quasi tre anni fa. La cessione non mette in pericolo una tipicit del made in Italy, anzi, la valorizza, perch la produzione di una Igp non pu che restare qui sul territorio, a prescindere dalla bandiera della propriet, e argina parallelamente il fenomeno delle imitazioni. Il manager cerca di abbassare i toni del dibattito scatenatosi di fronte alla notizia dellaccordo per rilevare Acetum firmato dalla holding inglese quotata al London Stock Exchange Abf: galassia da 134 miliardi di sterline di fatturato e 130mila dipendenti, che controlla tra gli altri i marchi Twinings e Ovomaltina. Lacquisizione la riprova della grande attrattivit e del potenziale delle nostre produzioni di qualit sui mercati esteri, dove gi oggi fatturiamo oltre il 90% dei ricavi rimarca il presidente -. Che la propriet azionaria sia araba, inglese o cinese non cambia il fatto che una Igp deve rispettare un disciplinare preciso, deve essere fatta su questo territorio e con ingredienti locali. Il punto vero che nessun investitore italiano si fatto avanti. Le uniche manifestazioni di interesse sono arrivate da Paesi stranieri, America, Oriente e Gran Bretagna (che ormai fuori dallEuropa). Da notare che Clessidra grazie alloperazione di cessione dell80% di Acetum avr un rendimento (In) del 38% raddoppiando (con un incasso di 178 milioni) il capitale investito nel 2015 (cio circa 90 milioni di euro). Il restante 20% stato invece venduto dai soci fondatori della societ di Cavezzo, Cesare Mazzetti e Marco Bombarda, che resteranno presidente e direttore commerciale. Clessidra ha fatto la sua valutazione economica - aggiunge Mazzetti - ma entrata supportandoci in un periodo di grande difficolt, dopo un decennio di crescita fin troppo rapida per Acetum per il processo di acquisizioni e dopo il terremoto del 2012 e ci ha portato a essere il numero uno al mondo con quasi il 30% di quota di mercato dellaceto balsamico Igp. Il sisma distrusse in un solo colpo 2 milioni di litri di produzione a Motta di Cavezzo (di cui 300mila litri solo del pregiato aceto balsamico di tradizione Dop che arriva a valere mille euro al litro nella versione invecchiata 25 anni) e caus 12 milioni di darmi. E ora entriamo in un gruppo specializzato come Abf che intende investire ulteriormente sul nostro sviluppo internazionale, salvaguardando litalianit anche del management, io non me ne andr da qui prima dei 6o anni, scherza Mazzetti, che oggi ha 57 anni suonati. Abbiamo ambiziosi piani di crescita per i marchi di Acetum e lacquisizione allargher la nostra presenza internazionale specialmente nel food, affermano i vertici di Associated British Foods, con sedi in 50 Paesi e marchi come il t Twinings. Oggi Acetum ha un giro daffari di un centinaio di milioni e genera un Ebitda di 30 milioni. Mazzetti prevede un 2017 di consolidamento dei risultati per Acetum e buone prospettive per il 2018 in virt dei ri recenti accordi siglati con diversi distributori esteri, anticipa. E dopo sei anni al vertice anche del Consorzio di tutela della Igp modenese ha una certezza: Prima degli inglesi gi i francesi di Brabant avevano rilevato lacetaia Antichi Colli e gli spagnoli di Borges la Orla ma meglio che gli stranieri siano costretti a stare sul posto dove lIgp si produce per valorizzarla, piuttosto che imitarla.
Autore: Carlo Festa Ilaria Vesentini


11 Settembre 2017, ore 16:28

Quotidiano Nazionale
Il Belpaese mette un tesoro a tavola. Dal vino allolio, boom dellexport. Ma lotta ai falsari del Made in Italy ... un tesoro sulla tavola degli italiani. Dallolio al vino, passando per la pasta e lortofrutta, i prodotti dellagroalimentare italiano rappresentano il 15% del Pil nazionale, con un fatturato di 250 miliardi di euro e ben 800mila aziende agricole iscritte alle Camere di Commercio. Uneccellenza a livello mondiale in continua crescita, con esportazioni che sono aumentate del 10,9% nei primi sei mesi di questanno, dopo il record di 38,4 miliardi in export toccato nel 2016. Non un caso che lagricoltura sia il settore che in Italia ha fatto segnare il maggior aumento degli occupati lo scorso anno, con un incremento del 4,9% annuale, quasi il triplo di quanto si registrato nei servizi (+1,8%). Vino, frutta e olio sono i prodotti che ci pongono ai vertici in Europa. E che fanno avvicinare anche i giovani imprenditori: oltre 50mila le aziende condotte da under 35 nel primo trimestre di questanno. Una ventata di aria fresca che ha portato un modo nuovo di intendere il mondo dellagricoltura, con lavvio di fattorie didattiche e agriasili, centri agribenessere e produzione di energie rinnovabili. Fiore allocchiello dellItalia sono le certificazioni alimentari: 4.965 prodotti tradizionali e 291 a marchio Dop e Igp. Specialit che hanno conquistato il mondo, dal Parmigiano reggiano ai cantucci toscani, dal prosciutto di Norcia alla pesca nettarina di Romagna, e ancora la mela della Valtellina, la mozzarella di bufala campana, il pecorino sardo e la porchetta di Ariccia. Per non parlare dei vini: ben 415 quelli Doe e Docg, garantiti lungo tutta la filiera, tra cui il Prosecco quello pi esportato allestero (con ben 200 milioni di bottiglie ordinate dallestero), il Lambrusco quello pi venduto in Italia (con oltre 13 milioni di litri). Un Made in Italy che va difeso con ogni mezzo dalle contraffazioni: allestero sono falsi quasi due prodotti italiani su tre. Lagropirateria un inganno ai consumatori che vale ben 60 miliardi di fatturato. Il nostro Paese -ricorda il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina - lunico ad aver siglato accordi con le grandi pianaforme di e - commerce come Alibaba, Ebay, Google, che rimuovono dai loro siti i prodotti italian sounding (ovvero i falsi, ndr) su nostra segnalazione. Tra le misure prese dal governo spiccano poi i due decreti firmati dai ministri Martina e Carlo Calenda, che hanno introdotto lobbligo di indicazione dellorigine del riso e del grano in etichetta, al momento mancante su almeno un prodotto ogni tre. Le aziende dovranno adeguarsi con nuove confezioni entro febbraio 2018. Ma la battaglia per la tracciabilit ancora lunga. Ora bisogna estendere questo obbligo ad altre produzioni simbolo del Made in Italy - sprona Roberto Moncalvo, numero uno di Coldiretti -. Un esempio: le importazioni dalla Cina di concentrato di pomodoro sono aumentate del 46% nel 2016 e hanno raggiunto 100 milioni di chili, il 20% della produzione nazionale equivalente. Ma le emergenze del settore non finiscono qui. Innanzitutto preoccupa il calo dei prezzi allorigine: nel 2016, il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca ha segnato una diminuzione del 5,4% a prezzi correnti, dovuto in particolare al taglio delle quotazioni alla produzione (-3,4%). Un effetto delle speculazioni e delle distorsioni della filiera nel passaggio dal campo alla tavola, che ha portato alla riduzione di un terzo, negli ultimi 15 anni, delle coltivazioni di mele, pere, pesche, arance, albicocche: in molti casi, il parere delle associazioni, lagricoltore non riesce pi a coprire i costi di produzione. Gravi conseguenze sui prodotti base della dieta mediterranea ci saranno a causa del clima impazzito: il raccolto di pomodoro avr una flessione del 12%, mentre il grano duro da pasta si contrarr del 10%. Perso anche un quarto della produzione di uva e mele (con punte del 60% in Trentino), addirittura la met di quella del miele e la raccolta delle olive 2017 - 18 si prospetta una delle peggiori degli ultimi decenni, lancia lallarme Coldiretti. Lagroalimentare anche un settore in continua (e obbligata) trasformazione. La tropicalizzazione del meteo, infatti, sta spingendo gli agricoltori a cambiare metodo di lavoro: bisogner privilegiare le colture che necessitano meno acqua, raccogliendo la pioggia e ridistribuendola poi nei momenti di grande siccit.
Autore: Andrea Bonzi


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Non solo vino
I capolavori dell'agroalimentare d'Italia