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Il Meglio dell'Edicola

06 Dicembre 2017, ore 10:09

Italia Oggi
Vinitaly e Cibus si fidanzano Veronafiere e Fiere Parma danno vita a Vpe, joint venture paritetica per grandi eventi sul cibo... Presto lacquisizione di un player estero. Poi nuove alleanze... Santa alleanza tra due campioni del settore fieristico italiano, capaci di organizzare nel 2017 ben 91 eventi a sostegno della filiera agroalimentare, in Italia e allestero. Si tratta di Veronafiere spa (organizzatrice di Vinitaly ed Enolitech) e Fiere di Parma spa (che in faretra ha Cibus e Cibus Tec); le due societ hanno dato vita a una joint - venture paritetica, il cui nome gi una dichiarazione dintenti: Vpe, ovvero Verona Parma exhibition. Capitale sociale: 100 mila euro. Obiettivi? Creare grandi eventi in comune e avere uno strumento pi forte per la promozione dellagroalimentare allestero. Il primo evento, frutto del lavoro di Vpe, sar Wi.Bev - International wine&beverage technologies event (www.wibev. com); una rassegna dedicata al settore delle tecnologie del vino e delle bevande, presentata in anteprima a Verona a Wine2Wine, che si terr il 4 e 5 dicembre 2018. ItaliaOggi ne aveva anticipato larrivo sul mercato il 10 ottobre scorso: la rassegna mette a fattor comune lesperienza maturata dai due poli fieristici nelle attrezzature di cantina e nelle tecnologie di imbottigliamento di vini e bevande, con lambizione di guardare con pi attenzione alle innovazioni, grazie alla collaborazione con Assoenologi, e allo sviluppo di biotecnologie e genetica, settori su cui Wi.Bev dovrebbe dare molto di pi rispetto a quanto offre il mercato, chiosa a ItaliaOggi Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Il Convitato di pietra nel rapporto tra Veronafiere e Fiere di Parma Simei, la biennale dedicata alle tecnologie dellenologia e dellimbottigliamento che lUnione italiana vini organizza dal 1963. E che, tradizionalmente, occupa i metri quadri di Fiera Milano. Nel 2017, per, Simei ha scelto per la sua 27esima edizione gli spazi espositivi del Drinktec, la grande fiera del liquid food e beverage, di Monaco di Baviera, che ha chiuso i battenti il 19 settembre; la cosa non sarebbe andata gi a parecchi vignaioli, che avrebbero disertato lappuntamento perch impegnati nella vendemmia. Sia come sia, nel 2019 Simei torner a Milano ma, rispetto ai fasti del passato, la manifestazione sembra denunciare un calo attrattivo e di competitivit. Da qui lipotesi che una sinergia con Wi.Bev possa sedurre anche Uiv e lo stesso Simei, per dar vita a una manifestazione pi rilevante nelle tecnologie per lenologia e limbottigliamento; una sorta di campione nazionale, che abbia un evento forte in Italia e che sviluppi forte capacit attrattiva allestero. In proposito, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, in atto uninterlocuzione tra il Simei e i due poli fieristici che hanno dato vita a Vpe, ma la partita non affatto facile, perch il rapporto siglato dallUiv con la rassegna bavarese avrebbe clausole stringenti. Tornando a Vpe, la joint venture ha un presidente, designato da Fiere di Parma: Antonio Cellie, a.d. del player fieristico emiliano. Lamministratore delegato, invece, deciso da Veronafiere. Ed lo stesso Mantovani. Ci saranno poi due consiglieri, uno per parte, ancora da definire. Il piano industriale prevede un fatturato di 800 mila euro nel primo anno, per arrivare a 3 mln entro il primo quadriennio. Sul piano delle attivit allestero, Vpe ha gi in cantiere lacquisizione di un organizzatore di eventi con sede allestero, per sostenere le proprie attivit sui mercati europeo e nordamericano: Il closing dovrebbe giungere entro gennaio, spiega Mantovani. Che aggiunge: In progetto c anche lo sviluppo di una manifestazione dedicata ai vini sudamericani, ma stavolta non si chiamer Vinitaly: abbiamo incontrato referenti brasiliani, cileni e argentini, spiega. Useremo come strumento operativo per il vino la societ brasiliana di Veronafiere; Vpe, invece, andr a supporto per le tecnologie. Le due parti confluiranno in un evento comune, che dovrebbe vedere la luce nellautunno 2018. O subito dopo. Fiere di Parma, invece, contribuir alla causa, con Cibus: Tutte le attivit che faremo allestero le organizzeremo attraverso Vpe. Ci consente di accorciare i tempi, ha rivelato Cellie. Una decisione, questa, che potrebbe portare a nuove alleanze e, persino, acquisizioni di player fieristici esteri da parte della neonata joint venture.
Autore: Luigi Chiarello


06 Dicembre 2017, ore 10:08

Quotidiano Nazionale
Ok allemendamento: una normativa per lenoturismo Via libera approvazione in commissione bilancio al Senato... Con un emendamento alla manovra, approvato alla commissione Bilancio del Senato, arrivano la definizione e la cornice normativa dellenoturismo. Lemendamento in Manovra, che riprende in gran pane le disposizioni proposte nel ddl Stefano, prevede il via libera alle attivit realizzate nei luoghi di produzione, per cui baster presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio attivit) al comune di competenza. Per lattivit le disposizioni fiscali previste saranno quelle contenute nella legge fiscale sullagriturismo. Movimento turismo del vino ha espresso grande soddisfazione per lemendamento che riconosce per la prima volta lo status giuridico - fiscale della pratica enoturistica. Adesso necessario un ultimo sforzo per la definitiva approvazione alla Camera, dice Paolo Castelletti, segretario generale dellUnione italiana vini. Sta prendendo sempre pi piede una nuova forma di turismo legato alla conoscenza del vino, le parole del senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Ambiente, che ha presentato lemendamento insieme a Campo progressista.


06 Dicembre 2017, ore 10:08

Quotidiano Nazionale
Brindisi al Prosecco I numeri sono lusinghieri. I risultati ottimi, dati alla mano. Perch produzione e giro daffari del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg crescono, a ritmo sostenuto: entro fine anno si prevedono 93 milioni di bottiglie vendute ( + 3%) e 521 milioni di euro di fatturato (+6%). Le stime 2017 sono di Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg, rese note in occasione della presentazione del rapporto economico annuale curato dal Centro studi di distretto di Conegliano Valdobbiadene e coordinato scientificamente dal Cirve dellUniversit di Padova. Il rapporto sottolinea che anche il biologico dimostra di avere numeri interessanti (+20% delle vendite nel 2016), mentre le aziende sono sempre pi impegnate sulla strada della sostenibilit. Il Conegliano Valdobbiadene - spiega Nardi una terra ricca di valore e bellezza da preservare e gestire con cura e attenzione. Il rapporto dimostra che i coltivatori e i produttori di questa terra stanno lavorando con impegno proprio in questa direzione. Il consorzio stato capofila negli ultimi anni di diversi progetti di sostenibilit, primo fra tutti il protocollo viticolo, per promuovere la difesa integrata della vite. Considerato il totale della produzione di Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg, 184% realizzato seguendo le indicazioni del protocollo viticolo - lanalisi di Vasco Boatto, professore ordinario dellUniversit di Padova e responsabile Centro studi di distretto -. Oltre al vino prodotto seguendo il protocollo, il 13% realizzato secondo i dettami della lotta integrata e il 3% secondo i paradigmi produttivi del biologico, biodinamico e protocolli di sostenibilit. Gli investimenti in risorse energetiche rinnovabili, nel 2016, sono stati affrontati da 84 aziende spumantistiche, con un aumento del 30% nel periodo analizzato (2011-2016). Nel 2016 la crescita sui mercati esteri ha raggiunto i 180,9 milioni di euro, con un incremento del 14% a valore. Per quanto riguarda invece il volume di bottiglie vendute si arriva a 35,8 milioni, corrispondente a un + 12%. Nel 2016 sono ben 151 le aziende che esportano Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg nel mondo, ovvero 180% del totale. La Germania il primo mercato, notevole ( +16% a valore) la crescita in Svizzera. Il Prosecco, inoltre, uno dei vini pi imitati e per il quale bisogna difendersi dalle contraffazioni. Negli Stati Uniti - rileva la Coldiretti - si trovano falsi Chianti e Tuscan moon, mentre il Barbera (bianco) imitato anche in Romania e il nostro Prosecco, scovato anche in Russia, divenuto a tal punto star dei mercati internazionali da trovare una folta schiera di imitatori che ne mettono a rischio lascesa. Come per i formaggi anche per il vino sono facilmente reperibili su internet i kit, rispettivamente canadesi e svedesi, che garantiscono di realizzare in casa falsi prodotti celebri dellenologia italiana.


06 Dicembre 2017, ore 10:08

Quotidiano Nazionale
Cantine aperte tra mercatini, feste e degustazioni Sono 12 le regioni italiane e oltre 200 le cantine che nel mese di dicembre stanno ospitando Cantine Aperte a Natale, lultimo appuntamento dellanno per il Movimento turismo del vino (Mtv) dopo quelli di primavera, di mezza estate, della vendemmia e di San Martino. Mercatini, degustazioni e abbinamenti con ricette tipiche e musica, in primo piano negli eventi pensati anche in formato famiglia, con rievocazioni del Natale da Nord a Sud del Paese. Come a Pompei, dove si proveranno, in versione finger, le antiche ricette del pi famoso gastronomo dellantichit, Marco Gaio Apicio (il 15 dicembre); o in Veneto tra i parseti col codeghin (Fumane, Verona, 17 dicembre) e i panettoni firmati dal Iginio Massari, a Susegana di Treviso. Sempre nel trevigiano (Villorba) il 15 dicembre andr in scena una cena con delitto in cantina. Padre, figlio e spirito rock invece il concerto in programma la sera di domani a San Martino al Tagliamento (Pordenone), mentre la grappa, oltre ovviamente al vino, sar protagonista in Piemonte con i Grappa days (Altavilla Monferrato, Alessandria, 10 e 17 dicembre) e in Trentino, con visite agli alambicchi (Mezzocorona, 9 dicembre). Protagonisti anche i bambini: nelle Marche, ad esempio con i laboratori organizzati in provincia di Ancona e in Toscana, con i collage con le foglie della vite a Bolgheri (Livorno). E se in Umbria le visite in cantina potranno rivelarsi anche un regalo di Natale, la festa prosegue in Puglia con la mostra in bottaia delle opere realizzate in occasione del concorso EtiKettovic (Minervino Murge - BT, 10 dicembre), passando per la Basilicata (9-10 dicembre), il Lazio e la Lombardia.


06 Dicembre 2017, ore 10:07

Quotidiano Nazionale
Il campione del mondo dei sommelier Mentre nel febbraio del 1978, la Cina vietava la lettura delle opere di Aristotele, Shakespeare e Charles Dickens, negli Stati Uniti usciva il primo episodio di Dallas, e la Spagna diventava una democrazia, lItalia viveva con angoscia il rapimento e luccisione di Aldo Moro e con un ritrovato ottimismo lelezione del presidente della Repubblica Sandro Pertini. Ma ci fu anche una notizia che riemp dorgoglio lItalia del vino: a Estoril, in Portogallo, il ventiseienne pavese Giuseppe Vaccarini vinceva il Campionato del mondo di sommellerie, diventando il pi giovane sommelier a salire sul podio pi alto, record ancora imbattuto. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente in Cambogia.
Come apprese la notizia della partecipazione al Mondiale?
Mi chiam Franco Colombani, presidente Ais, ero stato scelto a rappresentare lItalia al Mondiale insieme a un collega. Ognuno dei 20 Paesi partecipanti portava due candidati. Il mio sogno si avverava, mi preparavo a quel giorno da dieci anni.
E come si prepar?
Mi esercitavo nella degustazione continuamente, quando sparecchiavo i tavoli versavo una piccola dose di vino dalle bottiglie rimaste, dentro a tazzine di caff pulite, e nel back office mi allenavo nellannusarne i profumi. Andai a imparare nei migliori ristoranti francesi e inglesi, continuando a studiare, ma non cera internet, e non esistevano libri sui vini. Mi facevo mandare dalle ambasciate dei diversi Paesi il materiale sui loro top wine.
Cosa ricorda di quei momenti?
La parte scritta era un complicato questionario su territorio, vitigni, denominazioni del mondo, poi sette vini da assaggiare in successione, da degustare, descrivere e commentare, fui fortunato ad individuarne anche la tipologia. La qualit del mio francese e del mio inglese fecero il resto.
Una vita piena di persone speciali e di eventi da ricordare?
Lorganizzazione della parte vini al G7 di Venezia e al G8 di Genova; lincontro con il chirurgo Christiaan Barnard, quello con Giorgio Gaber....
E dopo il podio, cosa accadde?
La collaborazione con Gualtiero Marchesi e poi una pioggia di incarichi, docenze consulenze, richieste di collaborazione, fino alla presidenza dellAis, Associazione italiana sommelier, a quella dellAsi, Association de la sommellerie internationale, e alla direzione di Asi fino al 2007. In quellanno fondai lAspi, di cui sono attualmente presidente.
Autore: Luca Bonacini


06 Dicembre 2017, ore 10:07

Quotidiano Nazionale
LAmerica del made in Italy LItalia ha trovato lAmerica. Gi, perch negli Stati Uniti c una marcata tendenza alla ricerca del top. La conseguenza che aumentano i consumi dei vini italiani di alta qualit. Lo testimonia una ricerca condotta da Istituto Grandi Marchi e Nomisma Wine Monitor sulle abitudini negli Usa in relazione ai fine wines . I risultati dellindagine - interpellati 2.400 consumatori di vino dei quattro Stati federali maggiori importatori di vino del Belpaese (New York, Florida, New Jersey, California) - devono ricordarci di lavorare con grande determinazione ed efficacia alla ricerca del corretto posizionamento di pregio per il nostro prodotto afferma Piero Mastroberardino, presidente dellIstituto Grandi Marchi. Insomma, non bisogna adagiarsi sul primato in volumi. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al mondo per consumi di vino: nel corso degli ultimi dieci anni sono aumentati a volume del 28% arrivando a 32 milioni di ettolitri, circa un terzo si riferisce a prodotti dimportazione. Rispetto alle principali tipologie di vino importato, la quota dellItalia passata dal 31% al 34% nel caso dei vini fermi imbottigliati e dal 13% al 32% nel caso degli spumanti. Gli Stati Uniti al pari di molti altri mercati internazionali stanno vivendo una rilevante fase di premiumisation dei consumi di vino dichiara Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor. Il vino italiano piace soprattutto quando rispecchia il nostro stile che collegato, secondo gli intervistati, ai concetti di bellezza, moda e lusso. E in effetti, il posizionamento dellItalia nelle fasce premium in termini di quota sulle vendite nel canale off - trade tra i pi alti in riferimento ai vini di importazione. Nel caso dei vini rossi fermi, a fronte di una incidenza complessiva del 7% sulle vendite totali, la quota di mercato supera 18% in tutte le fasce di prezzo superiori ai 20 dollari a bottiglia; ma non solo: arriva a superare il 10% nella fascia di prezzo da 31 dollari e oltre. Il prezzo medio dei vini rossi italiani venduti nelloff - trade in linea a quello dei rossi francesi (12,3 dollari contro 12,4). Anche nel caso dei vini bianchi fermi a fronte di unincidenza sulle vendite della tipologia del 13%, la relativa quota di mercato arriva al 42% nella fascia 20-24,99 dollari a bottiglia. La ricerca ha messo in luce come il 54% dei consumatori di vino americani dichiara di preferire vini di produttori noti. Ma anche che il vino viene scelto soprattutto in base al brand, che il fine wine ideale per il consumatore americano quello prodotto da unazienda ben consolidata, che il binomio vino di qualit e made in Italy riscuote grande successo negli Stati Uniti: un terzo dei consumatori di vino indica Italia quando pensa ai produttori di vini di alta qualit. E ancora, Barolo, Amarone e Brunello di Montalcino sono i fine wine italiani pi citati spontaneamente, cos come Piemonte e Toscana sono le regioni che vengono pi spesso ricordate, seguite da Veneto e Sicilia.
Autore: Marco Principini


06 Dicembre 2017, ore 10:06

Quotidiano Nazionale
Un distretto nobile e sostenibile Montepulciano guarda al futuro in programma mercoled prossimo al Teatro Poliziano di Montepulciano (dalle 9.30) il seminario Nobile e Sostenibile, durante il quale sar presentata la piattaforma che porter alla certificazione della sostenibilit ambientale, economica e sociale delle aziende e del territorio del Nobile di Montepulciano. Proprio Montepulciano sar uno dei primi distretti della sostenibilit.


06 Dicembre 2017, ore 10:06

Quotidiano Nazionale
Nasce da viti resistenti alle malattie: ecco Foglia doro stato presentato in anteprima mondiale allassemblea per lapprovazione del bilancio della Cantina Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, dal presidente Fulvio Lovisa, il nuovo Foglia doro: il primo vino al mondo prodotto da una Cantina con variet di vite resistenti alle principali malattie. Un vino rispettoso dellambiente, il cui vigneto ha subito l80% in meno di trattamenti con prodotti fitosanitari rispetto alla viticoltura tradizionale. Essere parte attiva nel miglioramento della qualit delle risorse naturali un impegno che abbiamo preso seriamente, ha affermato Lovisa, spiegando come non potevamo non essere i primi, in quanto da Rauscedo che sono stati avviati gli studi per ottenere le variet resistenti insieme allIstituto di genomica applicata e allUniversit di Udine e tanti partner tra cui i Vivai cooperativi Rauscedo. Vogliamo cambiare il modo di fare agricoltura. Foglia doro sar degustato per la prima volta al Vinitaly di Verona, dal 15 al 18 aprile, data dalla quale sar anche immesso nel mercato.


06 Dicembre 2017, ore 10:06

Quotidiano Nazionale
Tre Monti, lAlbana vivificata in anfora conquista Wine Enthusiast, Vitalba tra i migliori vini del mondo Per una volta, si deve andare in Emilia Romagna per trovare lAmerica. Secondo la rivista specializzata statunitense Wine Enthusiast, il Vitalba - Albana Docg secco vinificato in anfora - uno dei migliori vini al mondo del 2017, in 25esima posizione (quinto fra i vini italiani). Grande lemozione in casa Tre Monti, azienda biologica fondata da Sergio e Thea Navacchia nel 1966 sulle colline fra Imola e Riolo Terme e oggi guidata dagli appassionati figli David e Vittorio. Le premesse erano buone, visto il punteggio che questo vino aveva gi ottenuto (94/100), poi lAlbana ha conquistato i critici della rivista che lo hanno definito semplicemente splendido. Ed anche un traguardo per tutta la regione (il Radice 2016 dei modenesi Paltrinieri risultato 43esimo). Un segnale importante - spiegano i Navacchia -, di rinascita della viticoltura regionale e dellAlbana: un riconoscimento al lavoro di tanti piccoli produttori romagnoli di collina. Il Vitalba un Romagna Docg albana secco, vinificato in anfora georgiana, allinterno di un progetto che ha coinvolto una serie di produttori romagnoli. La tecnica quella della tradizione: le uve, intere e non pigiate, vengono poste in anfore di terracotta e la macerazione sulle bucce dura circa 90 giorni. La prima annata stata il 2013, oggi in azienda le anfore sono 4 per una produzione di circa 2.800 bottiglie.


06 Dicembre 2017, ore 10:05

Il Sole 24 Ore
Vino. Zenato si allea con la cinese Cofco La societ vinicola Zenato ha siglato unintesa con il gruppo agroalimentare cinese Cofco, per lo sviluppo delle esportazioni in Cina. Il mercato cinese rappresenta oggi il 2,5% del nostro fatturato - commenta Nadia Zenato - con questa intesa vogliamo crescere in maniera massiccia Zenato punta in particolare su Amarone e Lugana.


06 Dicembre 2017, ore 10:05

Quotidiano Nazionale
Stragamora e lidentit di Villa Matilde Il Falerno era il vino degli imperatori romani, ardens et fortis celebrato da Ovidio e Marziale. La sua culla era lAger Falernum, oggi nella provincia di Caserta, tra il mare del litorale Domitio e il Monte Massico. Qui negli anni Sessanta nata Villa Matilde grazie alla passione dellavvocato Francesco Paolo Avallone e con un obiettivo: riportare in vita il Falerno.. Furono individuati pochi ceppi di vite miracolosamente sopravvissuti alla filossera di fine Ottocento e ripiantate le viti. Oggi lazienda, orgogliosamente famigliare, affidata ai due figli, Maria Ida e Salvatore, che hanno lasciato le rispettive carriere (diplomazia la prima, la carriera forense il secondo) per proseguire il progetto del padre. DallAger Falernum si sono spinti nelle province di Benevento e Avellino con i nuovi vini delle Tenute Rocca dei Leoni e Tenuta dAltavilla fra Sannio e Irpinia. Territorio, ricerca e qualit sono le stelle polari di Villa Matilde che punta da sempre sugli autoctoni della tradizione: lAglianico, il Piedirosso da cui nasce il Falerno rosso, e la Falanghina che d vita al Falerno bianco. Stregamora lultima etichetta di Piedirosso in purezza (Igp Roccamonfina). Un bicchiere solare, fragrante, al naso sa di frutti di bosco e viola, sapido e vellutato al palato. Villa Matilde fa della sostenibilit ambientale il suo musi e propone bicchieri di forte identit territoriale con uno straordinario rapporto qualit/prezzo. Lo Stregamora, come la Falanghina, in enoteca sugli 11 euro. Stregamora 2016, Villa Matilde
Autore: Lorenzo Frassoldati


06 Dicembre 2017, ore 10:05

Quotidiano Nazionale
Il Falerio Pecorino Doc uneccellenza. Officina del Sole premiata da Ais Marche... Officina del Sole, la tenuta di propriet della famiglia Beleggia immersa nel cuore delle colline fermane, ha ottenuto un riconoscimento per la pubblicazione dellAis Marche in Le Marche nel Bicchiere. La premiazione, ad Ascoli Piceno, ha visto protagonista il Franco Falerio Pecorino Doc 2016, pecorino in purezza fedele al rigore vitivinicolo di alt qualit, eletto Eccellenza 2018.


05 Dicembre 2017, ore 10:04

Il Sole 24 Ore
Prove di fusione tra Veronafiere e Fiere di Parma Esposizioni. Nasce una societ paritetica... Prove tecniche di fusione tra Veronafiere e Fiere di Parma grazie alla nuova societ paritetica Vpe. Un altro polo fieristico che, nei fatti, nasce dopo quello di Rimini - Vicenza - Arezzo e che sembra spiazzare il gigante Fiera Milano. Vpe parte con una trattativa (da finalizzare in gennaio) per lacquisizione di una quota rilevante di un operatore di diritto inglese del food&beverage che organizza eventi fieristici in Europa, Usa e Canada e lo sviluppo di un format Cibus&Vinitaly per nuove iniziative fieristiche. Inoltre in fase avanzata in Brasile lorganizzazione di una fiera per il Mercosur dedicata al vino e alle tecnologie del vino nel 2018/19. Quello con Parma un fidanzamento - ha precisato il presidente di Veronafiere Maurizio Danese - ma finito il tempo dei campanili. vietato vietare, anche con Parma. Del resto ad alleanze e acquisizioni dedicheremo oltre 30 dei 94 milioni di investimenti programmati. Ieri nel quadro della manifestazione wine2wine stata presentatala newco Vpe (Verona Parma exhibitions) da Veronafiere e Fiere di Parma, insieme il primo organizzatore diretto dellagroalimentare e il secondo polo sia per fatturato con 127 milioni (88 Verona e 39 Parma) sia per superficie lorda coperta con 283mila mq. Verona e Parma nel 2016 hanno organizzato 91 eventi in Italia e allestero per 1,8 milioni di visitatori. Per Michele Scannavini, presidente di Ice, questa newco un perfetto esempio di integrazione di due tra i maggiori campioni del wine&food che vogliamo si propongano a livello internazionale. Il progetto coerente con la strategia del Piano per il made in Italy in cui il Governo ha investito 90 milioni in tre anni. Il primo passo della new company lorganizzazione di Wi.Bev, dedicata alle tecnologie per il wine&beverage. Ci lavoravamo con Verona da 18 mesi - ha sottolineato lad di Fiere di Parma Antonio Cellie. -I pilastri operativi di Vpe sono un consolidamento del portafoglio prodotti e lo sviluppo di nuove iniziative, come Wi.Bev. Lalleanza di Parma con Fiera Colonia compatibile con Vpe? Colonia non ha alcun interesse al beverage ha risposto Cellie. Wi.Bev per duplica la biennale Simei, di propriet di Unione italiana vini, che ha accordi con Monaco e Milano e che nel 2019 si terr nel capoluogo lombardo dieci giorni prima di Wi.Bev. La nostra manifestazione qualcosa di nuovo rispetto a Simei e raccoglie le grandi aziende - ha precisato il dg di Veronafiere Giovanni Mantovani -. C comunque dialogo con Uiv e se Simei vorr rinnovarsi auspichiamo un evento unico a carattere nazionale, innovativo sulle macchine e su altre filiere. La sfida per sui mercati internazionali, extra - Ue in particolare, dove la crescita esplosiva. Da Uiv per trapela che le trattative sono ferme. E Scannavini ha precisato che i soldi pubblici vanno ai progetti concreti non alle aggregazioni.
Autore: Emanuele Scarci


03 Dicembre 2017, ore 13:31

LEspresso
Bottiglia ... Riparbella, location che solo qualche lustro non avrebbe eccitato granch gli ultras del vino top. Ma che, grazie a pionieri come Due Mani o Caiarossa, ora stramerita un posto tra le toscane pi giuste. l che Prima Pietra lavora (a 450 metri) le uve classiche bordolesi, e le mixa in un blend poggiato (50%) su Merlot e (30%) Cabernet Sauvignon. Obiettivo eleganza e suadenza, con note di frutto (cassias), terra e cuoio a dar spessore a un sorso - targato 2013 (42 euro) - che evolver benissimo.
Autore: Paolini & Grignaffini


02 Dicembre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Barriere allexport di vino italiano Nuove forme di protezionismo ... I produttori chiedono sostegno per crescere nei mercati internazionali... Un protezionismo subdolo, fatto di nuove forme di barriere agli scambi, di tipo tecnico, non tariffarie, alle quali i governi fanno un crescente ricorso per proteggere il proprio mercato. Ostacoli spesso difficili da rimuovere, con costi crescenti per le imprese che operano sui mercati internazionali. stato questo il tema di fondo del convegno che si tenuto ieri allAccademia dei Georgofili a Firenze, dal titolo Sviluppo e barriere al commercio internazionale del vino: Ue - Russia - Cina. Per superare questi ostacoli al commercio, nuove forme di moderno protezionismo, molti produttori fanno ricorso a quella che viene definita la tecnica del jumping, del salto: varcare il confine e andare a produrre direttamente sul mercato o sui mercati in cui si vuole vendere. Anche noi sottolinea Piero Antinori - siamo andati a produrre allestero. un modo per superare quelle nuove forme di barriere al commercio che ci penalizzano. La tecnica del jumping, appunto. La situazione paradossale - ha detto il professor Davide Gaeta delluniversit di Verona e membro dellAccademia della vite e del vino - perch davanti al successo del vino italiano e europeo ci troviamo davanti allassenza delle istituzioni. Le barriere che in passato erano principalmente tariffarie adesso sono anche di tipo tecnico: come gli standard, le certificazioni e i controlli che rendono molto onerosa lesportazione in quanto aggravano le imprese di costi aggiuntivi. Nonostante gli ostacoli e le barriere al commercio, Antinori resta comunque ottimista perch il vino sta crescendo nel mondo. Lamberto Frescobaldi, da parte sua, richiama anche la necessit di una maggiore reazione da parte dellUnione europea e dei governi. Tra i partecipanti al convegno - il dibattito stato moderato dal direttore de La Nazione, Francesco Carrassi - Rosario di Lorenzo, vicepresidente dellAccademia della Vite e del Vino, Stefano Bianchi, presidente di Foragri - Fondo Paritetico Nazionale per la Formazione Continua in Agricoltura, Jean Marie Cardebat delluniversit di Bordeaux, Jon Hanf delluniversit di Geisenheim, Piero Antinori, Lamberto Frescobaldi, Ernesto Abbona e Valentina Nikolaevna Ivanova, rettore universit statale di tecnologia e di gestione delle imprese agroalimentari di Mosca. Nei primi 10 mesi di questanno - ha detto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - lItalia del vino cresciuta in Cina di quasi il 20% in valore.


02 Dicembre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Il Mio Vino Leonardo Pizzolo ha oramai messo in Abruzzo solide e irreversibili radici. Sono passati tre lustri dalla sua decisione di trasferirsi a Popoli per seguire in prima persona lo sviluppo della nuova azienda, investimento familiare varato al giro di boa del nuovo millennio, sessanta ettari in due distinte localit, assai diverse per microclima e giacitura dei vigneti: Popoli, altopiano montano che risente del gelido influsso di Gran Sasso e Maiella, e Capestrano, in una conca riparata dai rilievi circostanti, detta il forno dAbruzzo per le alte temperature diurne. Dalla natia Verona, ove il gruppo Pizzolo leader in allevamento e agroalimentare, un bel salto non privo di sacrifici per il giovanissimo Leonardo, che i primi tempi, come racconta lui stesso, fatica non poco ad adattarsi tuttavia si getta a capofitto nel suo impegno e realizza una formidabile accoppiata di Montepulciano moderni che fanno subito scuola. Ad essi si affiancano negli anni Cerasuolo e Trebbiano, a completamento di una gamma bene assortita. Dalla conduzione biologica degli esordi, lazienda si convertita al biodinamico, privilegiando in modo ancor pi vincolante salubrit dellambiente e salute dei consumatori. Le uve del Trebbiano provengono da una piccola parcella, un tempo propriet dei frati francescani. Nel calice screziato doro lascia affiorare agrumi dolci, elicriso, artemisia, pomacee, erbe officinali, una punta di miele di zagara, cenni di tostatura e accenti minerali gessosi. Speculare la rispondenza al palato, avvolgente e solenne, nobilmente sussurrato, mai gridato, chiosato da raffinata eco salina e agrumata. Destinato ad una splendida evoluzione.
Autore: Franco Ricci


01 Dicembre 2017, ore 13:28

Corriere della Sera
Lasta internazionale che riscatta lAbruzzo e il Montepulciano In vendita i vini dei 50 anni di lavoro di Pepe Cos costruiremo una cantina anti sismica... Si intitola Il maestro di Montepulciano, ma potrebbe chiamarsi Il tesoro di Emidio oppure Oltre il terremoto. O, semplicemente, Il nonno, Chiara e il rosso. Per la prima volta una collezione di due autoctoni italiani viene battuta allasta in tre citt in contemporanea, New York, Los Angeles e Londra, e in streaming mondiale. Sono i vini, dal 1967 al 2010 di Emidio Pepe, 85 anni, il primo a credere nelle longevit del Montepulciano dAbruzzo, di cui incarna grandezza e sobriet. Lasta organizzata dagli specialisti di Zachys, lappuntamento dalle 9 alle 17 di domani (anche in rete, su auction.zachys.com). La consacrazione. Chiara De Iulis Pepe, 24 anni, la nipote prediletta di Emidio, la sua ombra. Segue il nonno ovunque. Lultimo viaggio a Las Vegas: Pensavo che trovasse orribile la citt, invece gli piaciuta. Diceva che tutto cos autenticamente finto, come le gondole e il cielo artificiale al Venetian. Nei ristoranti, non solo a Las Vegas, lo trattano come una leggenda vivente. Proprietari e clienti si alzano per omaggiarlo quando arriva. Allinizio stata una guerra, racconta Emidio. Nessuno credeva che quel vino rosso servito sfuso nelle trattorie abruzzesi degli anni 60 potesse competere con i grandi rossi mondiali. Ho puntato sul Montepulciano e su me stesso, sapevo che avrei potuto farcela. Ci sono riuscito. Lasta la consacrazione di una carriera. Emidio ha cominciato a lavorare a 14 anni in campagna con i genitori e i nonni. A 30 anni - spiega - ho deciso di concentrarmi sullunica cosa che sapevo veramente fare: il vino. Sono partito da zero, ho cercato il mercato giusto per produrre il Montepulciano e il Trebbiano migliori che la natura potesse darmi. Ogni anno, una parte delle bottiglie stata conservata nella cantina di Torano Nuovo. Ha evitato di vendere lintera produzione - rivela Chiara - anche nelle annate iconiche (come la 1979). Per questo adesso possiamo mettere allasta tutto il suo lavoro di 50 anni. Il progetto americano della famiglia Pepe nato due anni e mezzo fa. Abbiamo studiato i lotti e il valore di mercato - ricorda Chiara -, poi abbiamo preparato il catalogo. Contiene documenti inediti, come il resoconto della degustazione alla cieca a Chicago nel 1979 di grandi rossi dellannata 1970 e 1971: il vino di nonno arriv al primo posto, dietro cerano colossi come i Barolo di Borgogno, Cappellano, Fratelli Oddero, Pio Cesare, il Nebbiolo di Giacomo Conterno, il Brunello di Biondi Santi. Lasta non solo un riconoscimento. Pepe, un uomo che parla pi in dialetto abruzzese che in italiano ma che sa comunque farsi capire in tutto il mondo, vuole codificare il modo di lavorare artigianale, usando solo metodi naturali, a partire dalla pigiatura con i piedi. Nonno - spiega Chiara - ha iniziato con unattenzione empirica nei confronti del vino. Ora cerchiamo una spiegazione scientifica alle tecniche artigianali, studiando il terreno, le uve e il vino che invecchia. Inizieremo a registrare le condizioni climatiche, per confrontare le variazioni anno dopo anno e spiegare cos le evoluzioni dei vini. Contro il terremoto. Laltro scopo dellasta costruire una cantina antisismica. Lultimo terremoto ci ha colpiti ma non ci lamentiamo: la natura dona, la natura prende. Certo, ci siamo rimasti male, abbiamo perso 4.000 bottiglie di Trebbiano: erano stivate in verticale, i piani alti sono crollati. Nonno e nipote ogni tanto stappano assieme qualche vecchia bottiglia. Abbiamo bevuto da poco un Montepulciano del 1975, in perfetta forma. Poi abbiamo comprato allasta della cantina di Luigi Veronelli, un Trebbiano 1976. Allinizio era sotto tono, poi i profumi sembravano esplodere. Nonno era sconvolto, neppure lui poteva immaginare che quella bottiglia, con la scritta Vino da tavola, 10,6 gradi nelletichetta potesse essere la dimostrazione che le idee e le scommesse di mezzo secolo fa erano giuste. Allasta la bottiglia pi contesa potrebbe essere quella del Montepulciano 1967 con la scritta Aurora sulletichetta, con una base da 400-600 dollari. Una magnum del 1979 parte da 1.000-1.500 dollari. Per 12 bottiglie del 1983, che vennero conservate 15 anni prima di essere messe in commercio, le offerte partiranno da 2.800 dollari. Mentre per 6 del 1985 (ne sono rimaste solo 350 in cantina) il prezzo iniziale di 1.800 dollari. Il Trebbiano pi quotato quello del 1995: 6 bottiglie con rilanci a partire da 2-3.000 dollari. Vini che hanno ancora molto da raccontare. Perch la visione di Emidio Pepe, assicura Chiara, sempre la stessa, credere nel futuro del vino, trattarlo come una persona, dirgli: continua a vivere a lungo, perch io credo in te.
Autore: Luciano Ferraro


01 Dicembre 2017, ore 13:28

Corriere della Sera
Marco Magnocavallo, Tannico: Lenoteca online che conta 12 mila etichette I consumatori pi affezionati sono lombardi e abruzzesi. Gallarate la citt che pi spende per un Barolo. quanto emerge dai dati dellenoteca online Tannico, che ha una carta vini con 12 mila etichette, l80% italiane, provenienti da duemila cantine. Siamo partiti con poche flash sales per arrivare a creare il pi ampio catalogo a livello mondiale, spiega il Ceo, Marco Magnocavallo. La vetrina virtuale ha raddoppiato i ricavi anno su anno, raggiungendo i 6 milioni di euro con 500 mila bottiglie vendute (il 40% da mobile) e chiuder il 2017 con oltre 10 milioni di ricavi. La forza sta nellofferta del catalogo, che consente di trovare 70 tipi di Barolo diversi. C poi la comodit della consegna a casa in poche ore in Italia, e nel giro di 2-3 giorni in Europa. Tannico conta su un team di 25 persone ed ha raccolto oltre 5 milioni di euro.


01 Dicembre 2017, ore 13:28

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia ... Crepe 2016 Ca di Sopra Marzeno di Brisighella (Ravenna)... Molti credono che il Sangiovese toscano sia di serie A e il romagnolo sia di serie B. Non assolutamente vero, e basterebbe la bottiglia di questa settimana a smentire questa convinzione. Non la prima n lunica a segnalare la riscossa romagnola, semplicemente la dimostrazione che il vino buono nasce dove si lavora bene, in vigna e in cantina. Ca di Sopra un azienda relativamente giovane. La fond nel 1967 nonno Pellegrino Montanari, poi sono venuti suo figlio Mario e dal 2000 i due figli di Mario. Prima, le uve erano cedute alla Cantina sociale, dal 2006 si imbottiglia Di vigna e cantina si occupa Giacomo, da giovane buon ciclista dilettante laureato in Enologia. mentre Camillo laureato in Economia e commercio, bada allamministratore. Due le tenute, Ca di Sopra e Ca del Rosso, per un totale di 52 ettari: 28 a vigna, 6 a frutteto (solo albicocche), e il resto seminativo, bosco e calanchi. Per Crepe la resa di 1.2 chili per pianta. Letichetta si riferisce alle spaccature che specie in estate si aprono nel terreno argilloso di queste dolci colline. un rosso semplice e intenso, fresco e gustoso, ha equilibrio. struttura, quasi il prototipo dellideale vino quotidiano. Un Crepe senza crepe. A Ravenna alla Vecchia enoteca di Porta Serrata, a Roma da Trimani sui 10 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


30 Novembre 2017, ore 13:27

Italia Oggi
Agli Usa piacciono i vini famosi Ricerca Istituto Grandi Marchi e Nomisma Wine Monitor: scelti dal 67% dei clienti americani... Brand e territori spingono lacquisto delle bottiglie italiane... Il 54% dei consumatori di vino americani dichiara di preferire i vini di produttori noti, famosi: una quota che cresce fino al 67% tra i frequent user, tra coloro cio che consumano vino almeno una volta a settimana. Il vino viene scelto soprattutto in base al brand: il 18% indica questo fattore come principale criterio di acquisto, e limportanza del brand aumenta fino al 26% tra i criteri di scelta dei fine wines, ovvero i vini di alta qualit. Istituto Grandi Marchi e Nomisma Wine Monitor hanno presentato a Roma i risultati di una ricerca sui fine wines negli Stati Uniti, con unindagine su 2.400 consumatori di vino tra New York, Florida, New Jersey e California, per identificare percezione e reputazione dei vini italiani nel mercato statunitense. Piemonte e Toscana sono le regioni che vengono pi spesso ricordate, seguite da Veneto e Sicilia. Protagonisti Barolo, Amarone e Brunello di Montalcino. Un terzo dei consumi statunitensi di vino si riferisce a prodotti dimportazione: una crescita continua che ha permesso di arrivare a un valore di 5,5 miliardi di dollari (circa 4,6 miliardi di euro). Rispetto alle principali tipologie di vino importato, la quota dellItalia passata dal 31% al 34% nel caso dei vini fermi imbottigliati e dal 13% al 32% nel caso degli spumanti. E lItalia gode di una reputazione molto elevata presso il consumatore americano: il vino tricolore piace soprattut-to quando rispecchia il nostro stile, cio lItalian style, che collegato, secondo gli intervistati, ai concetti di bellezza, moda e lusso. Nel caso dei vini rossi fermi, per il responsabile di Nomisma Wine Monitor Denis Pantini, a fronte di una incidenza complessiva del 7% sulle vendite totali, la quota di mercato supera 18% in tutte le fasce di prezzo superiori ai 20 dollari (circa 16,9 euro, ndr) a bottiglia. Arriva a superare il 10% nella fascia di prezzo da 31 dollari (26,1 euro, ndr) e oltre. A questo proposito interessante evidenziare come, in virt di questo alto posizionamento, il prezzo medio dei vini rossi italiani venduti nellofftrade in linea a quello dei rossi francesi. Anche nel caso dei vini bianchi fermi a fronte di unincidenza sulle vendite della tipologia del 13%, la relativa quota di mercato arriva al 42% nella fascia tra 20 e 24,99 dollari (tra 16,9 e 21 euro, ndr) a bottiglia. Per il presidente dellIstituto Grandi Marchi, Piero Mastroberardino, la tendenza positiva deve ricordarci di lavorare con grande determinazione ed efficacia alla ricerca del corretto posizionamento di pregio per il nostro prodotto, lavorando sempre pi per la crescita del valore. Leggendo i numeri della ricerca, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti punta lattenzione sui grandi passi avanti fatti dal vino italiano in termini di qualit, grado di internazionalizzazione, posizionamento sul mercato globale. Ma dimostrano anche che c ancora molto da fare. Dobbiamo risolvere le difficolt di fare sistema per rafforzare il valore della produzione e sfruttare meglio il nostro brand. Un brand forte, infatti, non solo porta nuovi clienti alla cantina, ma fa vendere ancora pi vino ai clienti gi acquisiti. Per continuare a crescere negli Stati Uniti, dove si stanno affermando sempre di pi i fine wines, dobbiamo puntare su una qualit sempre pi alta, sfruttando lappeal del made in Italy attraverso la valorizzazione del nostro territorio, anche con un pi stretto legame tra vino e turismo.
Autore: Gianfranco Ferroni


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