planeta

Il Meglio dell'Edicola

14 Maggio 2017, ore 14:07

Corriere della Sera
Il Trionfo delle bolle Lascesa del Prosecco superiore dalla conquista dei mercati al traguardo finale: lUnesco... Torna Vino in Villa, rassegna per scoprire il Conegliano Valdobbiadene e anche il suo territorio. Cos, se loro frizzante ha (lentamente) sedotto il mondo, la sua zona dorigine lavora per diventare Patrimonio dellUmanit... Le ha contate: 116 erbe diverse nella collina doro del Cartizze, la terra pi contesa del Prosecco Superiore. Le ha raccolte. E ora sta per dare alle stampe un erbaio daltri tempi, con Antiga, la tipografia a due passi dalle vigne che stampa il Calendario Pirelli e lavora con Ferrari e Chanel. Per Paolo Bisol, figlio di Giustino, uno dei patriarchi del Prosecco, lerbario un gesto damore. Ma anche un piccolo lusso (culturale) che non avrebbe potuto permettersi senza la marcia trionfale delle bollicine. Il Prosecco in pochi decenni ha trasformato un malandato mondo contadino in una locomotiva economica con un fatturato cos lievitante da far invidia a quello del Nordest dei capannoni. Al punto che i convegni, come quello per presentare lultimo rapporto del Consorzio del Prosecco Superiore, hanno titoli intrisi dottimismo: Il successo internazionale. Un percorso di andata e ritorno: dalla conquista dei mercati fino allultimo traguardo, la candidatura a Patrimonio dellUnesco, perch queste colline non sono solo vino, ma anche storia e arte. E vita verde, come quella delle 116 erbe. Novanta milioni di bottiglie nel 2016 (con un aumento quasi del 4% sul 2015). Il 40% esportato in 100 Paesi, un valore raddoppiato dal 2003 ad oggi, con una crescita del prezzo medio specie nella fascia super premium e delle selezioni, elenca Innocente Nardi, presidente del Consorzio. Baby boomers e millenials negli Stati Uniti sono i protagonisti del 60% degli acquisti, fa i conti Vasco Boatto, il direttore del Centro studi del Distretto. Sono consumatori curiosi, cercano genuinit, tipicit e la storia che sta dietro a ci che bevono, sintetizza Alan Tardi, giornalista - ambasciatore del Prosecco Superiore negli Usa. Come si arrivati a questo successo? Partendo da lontano, almeno dal Cinquecento, quando il vescovo Venanzio, poi santificato, parlava della sua Valdobbiadene come del paese in cui fiorisce la vite. Poi, come in molte altre zone dItalia, alla fine dellOttocento, larrivo della fillossera stermin i vigneti. E le bombe austro - ungariche e italiane della Prima guerra mondiale completarono la distruzione. Il Prosecco resiste. Nella Storia della vite e del vino in Italia di Marescalchi e Dalmasso, nel 1931 il vino viene descritto come realmente superiore, con profumo marcato, molto serbevole. Ma la zona di Conegliano e Valdobbiadene, forse la migliore in Italia che possa dare vini dal giusto tenore alcolico, non decolla. Fino agli Cinquanta il lavoro si cerca in Svizzera o in Belgio, emigrando. Tranne Carpen Malvolti - ricorda Bisol - tutte le aziende, comprese la nostra Ruggeri, vendevano conto terzi. Non si viveva di solo Prosecco, pap faceva due lavori, mamma la maestra. Con il boom economico, qualcuno si concede un bicchiere di spumante al bar, le bottiglie arrivavano in tavola soprattutto a Natale, i dibattiti sono concentrati su come destagionalizzare le vendite. Negli anni 80 partono le esportazioni verso i Paesi di lingua tedesca ed esplode al Nord la moda del Cartizze. Nel 2009 la svolta con la legge che crea il Mondo Prosecco, al vertice la Docg di Conegliano e Valdobbiadene (e anche di Asolo) alla base la zona allargata di 9 province Doc, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Una spinta importante, il Prosecco ha la massa critica per il mondo dice Bisol a quel punto il vino giusto al momento giusto. Quelli che sembrano punti di svantaggio, leggerezza e il ridotto grado alcolico, diventano punti di forza. Perch lo stile di vita e il gusto sono cambiati. Il vino che non stordisce, con i suoi profumi di fiori bianchi, piacevole e non altezzoso come altre bollicine, diventa uno dei simboli della dolce vita italiana. E supera, tra Docg e Doc, il mezzo miliardo di bottiglie. Arrivano gli investitori: passano di mano aziende storiche come Mionetto e la stessa Ruggeri, ceduta ai tedeschi di Rotkppchen, il gruppo del Cappuccetto rosso da 250 milioni di bottiglie. Ma io resto in cantina, continuer a cercare le uve migliori sulle colline, la mia vita, dice Bisol, guardando il suo erbario, nella terra delle 430 specie vegetali e dei 660 ecotipi che vuole diventare Patrimonio dellUmanit.
Autore: Luciano Ferraro


13 Maggio 2017, ore 14:41

Il Sole 24 Ore
La frutta vira sullexport in Asia Filiere. Il Macfrut di Rimini ha fatto il pieno di espositori e buyer: siglati accordi per decine di milioni... La Cina, lIndia e il Vietnam i Paesi che hanno chiuso pi contratti... In tre anni il Macfrut di Rimini diventato un hub internazionale di riferimento per tutto il settore dellortofrutta: dallinnovazione alla ricerca, dalle macchine per la lavorazione ai nuovi prodotti. Il salone che ha chiuso ieri dopo tre giorni con quasi 40mila visitatori altamente professionalizzati, pensa gi alla prossima edizione, come spiega il presidente Renzo Piraccini, consolidando il carattere internazionale - paese partner sar la Colombia - e quello della innovazione. Inoltre a Macfrut 2018 (9 - 11 maggio) si svolger il primo tropical fruit congress italiano, una panoramica a tutto tondo per un comparto i cui consumi sono in crescita costante (+2,1% lo scorso anno). Un hub per conoscere le novit della tecnologia, le tendenze dei mercati, le innovazioni varietali e per fare business. Le numerose delegazioni commerciali estere e le societ presente alla fiera di Rimini hanno steso accordi e preaccordi di fornitura per decine milioni. Una vera boccata di ossigeno per le tante aziende del distretto romagnolo dellortofrutta, che nella costruzione di macchine per la lavorazione e il confezionamento ha la sua punta di diamante. Dal punto di vista economico il settore dellortofrutta in Italia presenta numeri incoraggianti. Secondo Ismea i numeri del 2016 evidenziano per lortofrutta una crescita dei principali indicatori. Laccelerazione dellexport (+4,7%) e la crescita della spesa delle famiglie italiane (+1%) trainano il valore agricolo prodotto a circa 13 miliardi, raggiunto il 28% del valore della produzione agricola italiana. Questanno lattenzione degli operatori si focalizzata in particolare su tre aree geografiche in forte crescita sia in termini produttivi che di export. Sud America, Africa e est Europa sono ormai partner consolidati dei principali paesi produttori europei, tra cui lItalia. Il Centro servizi ortofrutticoli (Cso) ha fatto il punto sulle relazioni commerciali con i paesi dellAsia. Ad oggi - secondo Cso Italy - la situazione dellapertura dei mercati asiatici vede la Cina in procinto di avviare lingresso degli agrumi italiani dopo 8 anni di negoziati. Sempre per la Cina dovranno essere presi in esame congiuntamente i dossier mele e pere anche se ancora le Autorit cinesi non hanno confermato questa disponibilit. Per il mercato del Giappone il protocollo kiwi in fase di lavorazione e mancano solo parte delle prove sperimentali fitosanitarie. Per quanto riguarda gli agrumi il protocollo relativo al Giappone valido solo per le variet moro, sanguinello e tarocco. Sul Vietnam si sta lavorando sui protocolli di mele, kiwi e pere. Per guanto riguarda Taiwan attualmente in fase di negoziazione il dossier mele ed aperto lexport di kiwi giallo e verde. Per lIndia possibile lesportazione di mele e pere, drupacee, uva da tavola, kiwi e agrumi. In pochi anni - dice Piraccini - abbiamo assistito a una svolta epocale. I costi della logistica si sono pi che dimezzati dando la possibilit a molti paesi produttori di raggiungere nuovi mercati con produzioni fresche di alta qualit. LItalia ora deve guardare a questo mutato scenario internazionale e credo che abbia tutte le carte in regola per essere ancora protagonista.
Autore: Roberto Iotti


13 Maggio 2017, ore 14:40

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Vigna Schiena dAsino Il Brunello elegante... Nome di sicuro riferimento della produzione ilcinese e tra le cantine pi rappresentative del versante meridionale di Montalcino, lazienda fondata nel 1975 dallavvocato romano Gabriele Mastrojanni, nel 2008 entrata a far parte del Gruppo Illy. I vini di Mastrojanni sono tra le gemme pi pregiate nate dalle vigne incastonate fra la vallata di SantAntimo e la Val dOrcia, oltre trenta ettari di vigneti che affondano le radici su una terra povera dal punto di vista geologico e proprio per questo ricca dal punto di vista della qualit. A questo si aggiungano la variet di altitudine, lesposizione, let degli impianti ed ecco completata la ricetta magica che consente al territorio di esprimere in bottiglia, anno dopo anno, qualcosa di mirabile. Poi, c la mano scrupolosa delluomo, anzi, di due uomini speciali come Andrea Machetti e Maurizio Castelli, attenti alla selezione delle uve, al rinnovamento dei vigneti, allutilizzazione esclusiva di lieviti autoctoni, vinificazioni in cemento e rovere dei Vosgi. Tutto questo lo si ritrova nei vini e si esalta letteralmente nelle magnifiche interpretazioni dei cru aziendali, con un leggendario leader al comando, il sontuoso Brunello Vigna Schiena dAsino. Appare granato luminoso nel calice, si apre con richiami vegetali e fruttati di macchia mediterranea, sambuco, fiori di campo, gelatina di more e mirtilli, poi vira verso sensazioni pi scure di china, incenso, tabacco, con ampio respiro balsamico. Al palato lemblema delleleganza e dellequilibrio, avvolgente, dalla trama tannica vellutata, lunghissima chiusura agrumata.
Autore: Franco Ricci


12 Maggio 2017, ore 13:01

Corriere della Sera
Padre Antonio e la vigna da cui nasce il vino di clausura A Venezia, in un convento francescano, si coltivano le uve per lHarmonia Mundi ... Padre Antonio apre la porta di legno antico con la scritta clausura. Saio, sandali e occhiali scuri, un francescano che prega e zappa. Fuori dal chiostro ferve la Biennale dellarte, un labirinto estetico di installazioni e feste, si passa dalla tenda degli sciamani con riti salvifici del brasiliano Ernesto Neto (quello assoldato da Ornellaia) allo champagne dei party da Arnaud, patron di Don Perignon. Domani apriranno i padiglioni, anche quello dionisiaco. Se ogni gesto dei 120 protagonisti si trasforma in arte, forse anche padre Antonio merita uno spazio alla Biennale. il custode della vigna segreta di Venezia, Refosco e Teroldego in clausura, 920 piante, 1.800 metri quadrati usati per finanziare quello che la Biennale invoca e che qui si realizza, il convivio globale in cui si intrecciano saperi e religioni. Il vino si chiama Harmonia Mundi. Lo amalgama e lo affina in Valpolicella Celestino Gaspari, roccioso ideatore dellAmarone di Zym. Solo mille bottiglie, 20 euro luna. Lincasso mantiene in vita lIstituto di studi ecumenici della facolt di Teologia che ha sede nel convento, un centro che ospita prof cattolici, ortodossi e protestanti e studenti di ogni fede, anche musulmani, e li riunisce ogni giorno nella mensa in cui i sette francescani, eredi dei 150 degli anni serenissimi servono piselli, carciofi e frittate con erbe lagunari che loro stessi coltivano e raccolgono. Tesori del gusto accanto a tesori della cultura, come la prima copia stampata del Corano, sopravvissuta a roghi e sospetti di blasfemia, ora sorvegliata a vista. Siamo a San Francesco della Vigna, a poche centinaia di metri dai Giardini della Biennale, attorno a questa chiesa si produceva vino gi nel 1.200. Il doge don il terreno ai frati - racconta padre Antonio -. Lo si sempre fatto, anche dopo che Napoleone soppresse il convento trasformandolo in caserma. La porta della clausura si spalanca su un enorme glicine, unonda di luce e profumi. La vigna del Teroldego e quella del Refosco dal peduncolo rosso (piantata da poco) sono avvolte dal silenzio, attorniate da alberelli che offrono ciliegie e mele, accanto al pozzo timo e liquirizia. Fino a quattro anni fa - riprende padre Antonio - il vino finiva solo sulla nostra tavola. Se ne occupava un signore, con poca accuratezza. Lo capivo, vengo dalla campagna trevigiana. Unassociazione si era offerta di occuparsene, ma non volevamo un estraneo in casa. Poi arrivato un gruppo di visitatori della Valpolicella. Ci hanno spiegato che questa terra si poteva usare per pagare le borse di studio o per acquistare i libri e le riviste di studi teologici da tutto il mondo. Abbiamo studiato il terreno e abbiamo scelto un vitigno friulano e uno trentino perch resistono bene a caldo e siccit, qui luva autoctona non esiste, anche la Malvasia veniva dalla Grecia. Coltiviamo bio, concimiamo con ramaglie macinate e avanzi di cucina. Portiamo le uve a Celestino, lui le lavora e ci consegna il vino. nata una amicizia, con il gruppo della Valpolicella abbiamo fondato un sodalizio che si occupa di Harmonia Mundi. Com il vino? Molto buono, da grigliate di carne. il frutto del nostro ora et labora, tutti i confratelli portano nella comunit il loro talento, che non va mai nascosto. Uno mi ha appena insegnato come si costruisce un impianto di telefonia. Fantastico. Arriva il padre guardiano, un ragazzo in jeans e camicia. Alle 12.40 scocca lora della mensa. Padre Antonio assapora la pausa che sospende le mille cose da sbrigare. Si definisce un cane con tre padroni, perch barcaiolo, contadino - giardiniere e catechista scout. Prima di richiudere la porta della clausura dona il libro con la storia della chiesa: racconta che nel 1535 frate Francesco, alleandosi con Tiziano, riusc a far cambiare al Sansovino il progetto di San Francesco della Vigna, imponendo regole della cabala e calcoli alchemici per raggiungere nella chiesa lHarmonia Mundi. Che ora si ritrova nel Teroldego della vigna segreta.
Autore: Luciano Ferraro


12 Maggio 2017, ore 13:01

Il Venerd di Repubblica
La bottiglia Stradabianca 2015 Cantina Colacicchi Anagni (Frosinone)... Luigi Colacicchi, compositore ed etnomusicologo, fond la cantina nel 1950 e fu uno dei primi, nella regione, ad aprire ai vitigni alloctoni (Merlot, Cabernet Sauvignon) che per in alcune zone del Lazio erano presenti da decenni. Obiettivo: fare un grande vino nella sua terra. Obiettivo centrato con il Torre Ercolana, uvaggio bordolese. Morto Colacicchi, un suo grande amico, Marco Trimani (famiglia di vinai in Roma dal 1821) ne rilev lazienda, circa 6 ettari, posta a sud di Anagni, nel 1990. Regime bio, consulenza enologica di Daniele Proietti. Da vigneti famosi per i rossi, segnaliamo un bianco: Stradabianca 2015, prima annata di produzione. Fermenta in acciaio e viene imbottigliato nellestate successiva alla vendemmia. Proviene dalle uve di ununica vigna: Malvasia puntinata, Passerina e Bellone. La freschezza acida di Passerina e Bellone completa la nota aromatica, che resta dominante, della Malvasia. un vino semplice, saporito, nitido, di buona corrispondenza tra naso e palato, ideale in un pomeriggio assolato. Collepero il fratello maggiore, stesso mix di uve ma di vigna pi anziana. In attesa delluscita di Torre Ercolana (nel 2018) Schiaffo e Tufano (Cesanese 100%) sono i rossi. Oltre che a Roma nella casa madre, a Milano da Enoclub e a Vico Equense (Napoli) da La tradizione, Stradabianca sui 14 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


11 Maggio 2017, ore 12:44

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Il piatto forte di Bastianich ora il teatro: Canto il vino e la vita Colpo di scena: Joe Bastianich sale sul palco del teatro. Il celebrato giudice di Masterchef il 22 maggio debutta al Parenti di Milano con Vino veritas per 10 serate.
Cosa dobbiamo aspettarci?
Sul palco cercher di abbinare le mie passioni: la musica, il vino, il racconto. Dopo tanta tv ho voluto provare il teatro. Si tratta di un racconto molto personale, accompagnato dalle mie canzoni.
Ci pu anticipare uno degli episodi che narrer nel suo spettacolo?
Ho il tenore di star diventando come mio pap, un uomo con tantissimi difetti che suonava la fisarmonica e beveva troppo. Per allo stesso tempo era anche molto semplice e umile. Ecco, racconter al pubblico come vedo il confronto tra me e mio padre, che non c pi.
Ci sar anche una forte interazione grazie ai social, vero?
Il pubblico in sala potr mandarmi messaggi anche anonimi su Instagram, per raccontare le proprie esperienze e confrontarle con le mie. Racconter le mie verit, e la gente in sala le proprie.
Il repertorio musicale composto solo dalle sue canzoni?
Sono tutte mie, in pi parler anche delle ultime notizie arrivate dallAmerica.
Qual la sua canzone preferita?
What is a man, si interroga sul tema di cosa significa essere un uomo. Come ci giudichiamo come uomini, padri, mariti.
Il vino che ruolo avr?
La gente seduta in sala potr assaggiare cinque dei miei vini, serviti dai sommelier. Ma non si tratta di una degustazione, far parte dellambiente, il vino accompagner i miei racconti.
Perch dopo tanta televisione ha scelto il teatro?
Perch il teatro ti spoglia, di rende nudo e ti fa raccontare davvero chi sei.
Quali sono i suoi spettacoli preferiti a teatro?
Da buon newyorkese li vedo tutti. Ma se devo citare un titolo, allora il musical Hamilton che mi ha folgorato due anni fa e che, mi ha dato il primo impulso a pensare al teatro. E uno show che mi esploso nella mente, uno spettacolo che cambier per sempre il mondo del musical. Mi chiedo come un uomo possa avere tutte quelle idee in testa. Ma posso citare anche American Buffalo con Al Pacino, o Bette Midler che a 70 anni ancora straordinaria in Hello Dolly.
Se fosse costretto a scegliere, preferirebbe il mestiere di entertainer o quello di manager della ristorazione?
Il mio mestiere mi mantiene, la mia passione mi sostiene. Ho la fortuna di poter fare entrambi, perch scegliere?.
Autore: Piero Degli Antoni


11 Maggio 2017, ore 12:44

Il Sole 24 Ore
Lortofrutta cerca sbocchi anche in Estremo Oriente Food/1. Aperto ieri Macfrut a Rimini: crescono i buyer esteri... Doro dieci anni di torpore i consumi di ortofrutta in Italia danno segni di risveglio, con un aumento del 4% nei primi due mesi di questanno. E lexport nel 2016 si avvicinato a quota 5 miliardi (+5%), a fronte di un valore della produzione che ha superato i 13 miliardi. Ma i margini di crescita sul mercato interno sono sempre pi risicati e le aziende, per reggere la concorrenza e restare sul mercato, dovranno spingere sullacceleratore dellexport extracomunitario. Questo facendo leva, da un lato, sullapertura per alcuni prodotti delle frontiere di aree strategiche, come il Medio Oriente e il Sud Est asiatico; dallaltro, sul calo dei noli marittimi che dallanno scorso rende pi conveniente il trasporto su nave, piuttosto che su gomma verso il Nord Europa. Allinaugurazione del Salone internazionale Macfrut, ieri alla fiera di Rimini (e fino al 12 maggio), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi, ha ricordato che 180% dellexport ortofrutticolo italiano viene realizzato nellUnione europea, ed sul restante 20% che dobbiamo lavorare. Posto che per ora il nostro Paese oltremare esporta ben poco: 27mila tonnellate di mele in Brasile, 30mila in Giordania, 57mila m Arabia Saudita; e poi 37mila tonnellate di kiwi negli Stati Uniti, 15mila in Brasile, 12 mila in Canada, 10mila in Cina, dove le potenzialit di crescita sono peraltro enormi. Alcune procedure per labbattimento di barriere non tariffarie e lapertura di importanti mercati, siapure tra mille difficolt sono andate a buon fine. Ma per molte altre liter va a rilento. Cos in Cina, per ora, lItalia esporta solo un po di kiwi, e lanno prossimo spera negli agrumi dopo il via libera arrivato a febbraio. E poi punter su mele e pere. In Giappone vanno solo arance, ma il kiwi italiano sarebbe molto richiesto; con il Vietnam sono stati aperti diversi dossier e le autorit italiane sono al lavoro per esportare mele, kiwi e pere; a Taiwan al momento va solo qualche container di kiwi; per le mele i lavori sono in corso. Ma Belgio, Olanda, Polonia e Spagna si sono portati avanti. LOsservatorio Macfrut ha diffuso alcuni dati emblematici sui costi via mare Spedire un container da 20 tonnellate di ortofrutta dal porto di Ravenna verso Damietta e Port Said, in Egitto, costa in media 1.400 dollari. Analogo quantitativo da Genova per Hong Kong costa 1.700 dollari, per Shangai 2.400, per Rio de Janeiro e Buenos Aires 1.200 dollari. Mentre un container da 20 tonnellate trasportato con camion su strada da Roma a Milano costa anche 1.000e uro. Ma per andare a Norimberga, in Germania, si parte da 1.800 per arrivare a 2.500 euro. Lanno scorso - osserva il presidente di Fruitimprese, Marco Salvi - dati alla mano le nostre esportazioniverso diversi paesi lontani sono cresciute. chiaro che il calo dei noli marittimi offrono grandi opportunit.
Autore: Massimo Agostini


10 Maggio 2017, ore 17:00

Italia Oggi
Gli ogm prima o poi arrivano Lex presidente Usa a Tuttofood: la domanda crescente di carne condizioner il clima... Obama: vanno gestiti, non espulsi dal dibattito pubblico... Lotta al cambiamento climatico e alle emissioni di gas serra come disinesco delle migrazioni di massa che stanno colpendo lEuropa. Sostegno alla ricerca e un saggio utilizzo delle innovazioni tecnologiche, a partire dal genome editing (si veda altro articolo a pag. 21), come grimaldello per sfondare il muro che separa i paesi affetti da scarsit alimentare e quelli colpiti dal fenomeno opposto: lobesit e lo spreco di cibo. Il tutto con un occhio agli ogm, che non vanno eliminati dal dibattito, ma gestiti perch prima o poi arriveranno nei campi. E con pi attenzione alla nutraceutica, la disciplina che si preoccupa di studiare le interazioni tra alimentazione e salute. E che rappresenta il futuro per i paesi attenti al bilancio sanitario e per i cittadini interessati a preservare la qualit della propria vita. lungo queste tre direttrici che Barack Obama, 44 presidente degli Stati Uniti dAmerica, ha sviluppato ieri il suo intervento al Global Food Innovation Summit, in seno alla rassegna Seeds & Chips, nellambito di Tuttofood, la biennale dellagroalimentare di scena a FieraMilano. La disattenzione alla sostenibilit una delle cause del cambiamento climatico. Il 99% degli scienziati che studiano il clima ci dice che il pianeta si sta scaldando. Lunica incognita di quanto. Questo determina fenomeni meteo che impattano sulle popolazioni. E innescano migrazioni, ha detto Obama. I flussi di migranti causati dal climate change sono destinati ad aumentare sullEuropa, siamo solo allinizio, ha denunciato. E ancora: Sono cambiate le percentuali di precipitazione delle piogge; in diverse parti del mondo migliaia di persone non riescono a nutrirsi. Questo genera flussi di persone senza precedenti. Quindi lo scenario apocalittico: Il livello degli oceani in futuro potrebbe salire, anche di un metro. E anche se non aumentano le emissioni di carbonio. E visto che molte citt sono costiere... Ci saranno problemi; dobbiamo solo capire di che livello e tentare di mantenere questi sconvolgimenti in un range di gestibilit. Nonostante lapproccio conviviale, lo scenario tratteggiato da Obama alla platea di Seed & Chips, raggelante. Il convitato di pietra, ovviamente, lattuale presidente Usa, Donald Trump, che ha cambiato rotta rispetto alla politica pi green di Obama. E la democrazia, sbotta lex inquilino della Casa Bianca, ma questo genera dibattito. Sono convinto che gli Usa continueranno ad andare nella giusta direzione, anche se a Washington cambieranno le regole. E comunque, rileva Obama, il nodo nei comportamenti dei singoli: I politici possono far poco per risolvere problemi cos grandi se le opinioni pubbliche non considerano questi temi importanti. Quindi la stoccata a The Donald: Ogni popolo si becca il politico che si merita. Sia come sia, la speranza di Obama resta nella ricerca: Entro 20 - 30 anni avremo le innovazioni necessarie a gestire il climate change dice. Laccento si sposta poi sul cibo. Il sistema alimentare, dopo quello energetico, quello che pi impatta sulle emissioni; secondo alcune stime potrebbe diventare il primo entro un decennio. Questo perch aumenta la domanda di carne. E i bovini producono elevata CO2. C poi leccessivo consumo idrico. Con investimenti pubblici e privati dobbiamo spostarci verso modelli produttivi che richiedano meno acqua e consentano di consumare proteine riducendo i consumi di carne. Infine, lo sguardo dellex presidente Usa va ai piccoli agricoltori: Fanno un lavoro duro, temono sempre di perdere lattivit perch dominati dallagribusiness. Se riuscissimo a dimostrare loro limportanza delle nuove tecnologie nella produzione sono convinto che adotterebbero buone pratiche. Dobbiamo spingerli a ragionare in modo imprenditoriale.
Autore: Luigi Chiarello


10 Maggio 2017, ore 17:00

La Stampa
Langhe, i produttori di vino contestano i vincoli Unesco Impossibile lavorare. Il sindaco di La Morra: Tutela per le colline Potremmo definirla laltra faccia della medaglia Unesco. Dopo aver speso tante parole sui benefici economici e turistici portati dal riconoscimento delle colline di Langhe - Roero e Monferrato a patrimonio dellumanit, ora i produttori di vino alzano gli scudi contro i vincoli a tutela dellambiente considerati troppo stringenti per le loro aziende agricole. La querelle nata allindomani della presentazione della proposta di variante del primo Piano regolatore tarato sulle linee guida dei paesaggi Unesco, con capofila il Comune di La Morra. Essendo un progetto pilota, rischia di avere ricadute su tutte le aree tutelate, dalle Langhe allAstigiano e al Monferrato. I punti critici - Un pezzo da novanta del mondo del Barolo come Roberto Voerzio non usa mezzi termini: Se passa questa variante, rischiano di trasformare un successo come quello dellUnesco in un inferno. E spiega: come se facessero una foto ai vigneti e alle nostre aziende e ci dicessero: Tra 20 anni, deve essere tutto uguale. Una cosa folle, che non consente nessuna modifica e nessun ampliamento, se non quelli stabiliti da un urbanista che non ha la pi pallida idea di cosa voglia dire fare vino. Alberto Cordero di Montezemolo, altro nome di spicco trai produttori lamorresi, concorda: Se abbiamo ottenuto il riconoscimento Unesco vorr pur dire che in tanti anni abbiamo lavorato bene. Noi per primi abbiamo a cuore la tutela del paesaggio, ma cos si ingessa tutto impedendo ogni forma di sviluppo. Anche Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno espresso molte perplessit e i tecnici sono al lavoro in queste ore per presentare le osservazioni alla proposta che, al momento, oggetto di un primo confronto con Regione e Provincia. I punti pi contestati sono la volont di equiparare le aree vitate e i cru, estendendo a tutti i vigneti i vincoli finora previsti solo per le sottozone di particolare pregio; la differenziazione tra aziende vitivinicole e aziende agricole, collocando lattivit delle prime in un contesto commerciale, con i conseguenti aggravi. Infine, il fatto che la proposta stabilisca le aree in cui non si pu costruire e delimiti le zone in cui lazienda pu ampliarsi al massimo per il 50% dei volumi gi esistenti. Oneri: molto pi difficili da digerire rispetto agli onori dellUnesco. Alla ricerca di un accordo - Comprendo i timori, in passato le varianti venivano approvate senza informazione - commenta il sindaco di La Morra, Marialuisa Ascheri -. Noi abbiamo voluto voltare pagina ed essere trasparenti, condividendo la proposta tecnica con i cittadini. Ci aspettavamo un clima pi costruttivo, ma siamo pronti ad ascoltare: lobiettivo un Piano innovativo che tenga in considerazione le esigenze di tutti e la salvaguardia del territorio. Ma non tutti i produttori sono contrari. Bruno Ceretto, altro nome celebre della zona, si schiera con il sindaco. Da quando in Langa siamo diventati troppo ricchi - dice -, diminuito il buon senso. Lamministrazione sta giustamente cercando di tutelare il futuro di queste colline, e per quel che ci riguarda siamo pronti a rispettare tutti i vincoli. In Borgogna lo fanno da secoli e non mi pare che sia andata cos male.
Autore: Roberto Fiori


10 Maggio 2017, ore 16:59

Il Sole 24 Ore
Clima, Obama attacca la politica di Trump Levento di Milano. Dal Seeds&Chips summit appello alla Casa Bianca - Pressioni sul presidente americano a rispettare gli accordi di Parigi anche da Macron e Xi Jinping... La giornalista Rula Jeebral ha introdotto tra un applauso da stadio lex presidente americano Barack Obama che ringrazia augurando in italiano buon pomeriggio alla platea che si alza in piedi per ricambiare al saluto con una ovazione, Obama saluta il sindaco di Milano Beppe Sala che gli ha appena consegnato le chiavi della citt, il responsabile dellevento di Milano Marco Gualtieri di Seeds&Chips, lex premier Matteo Renzi e Letizia Moratti per aver realizzato Expo nel 2015. La prima Obama a essere qui stata Michelle, ricorda lex presidente -. Grazie allItalia per lincredibile ospitalit. Vi porto i saluti di Michelle. E vi dico che torneremo molto spesso in Italia: cos Barack Obama ha aperto il suo discorso al summit di Seeds&Chips alla fiera Rho a Milano sullinnovazione alimentare. Il cambiamento climatico la priorit, ha insistito lex presidente Usa, Barack Obama, nel suo intervento al Global Food Innovation Summit in un faccia a faccia durato 1.30 con lex chef della Casa bianca Sam Kass: I prezzi volatili delle materie prime alimentari sono causa di crisi. Alcuni dei flussi di migranti sono determinati dal crollo dei prezzi di alcune derrate alimentari. La popolazione mondiale potrebbe raggiungere i 9 miliardi di abitanti a met del secolo. Ci vogliono sementi migliori. La sicurezza alimentare la chiave per poter sfamare il pianeta. La buona notizia che grazie allinnovazione tecnologica alimentare saremo in grado di sfamare i milioni di persone in pi, ha spiegato Obama, sottolineando che se non agiamo, limmigrazione che sta pesando sullEuropa, sar ancora maggiore. Grazie al lavoro di molti di voi con linnovazione vediamo un modo migliore per nutrire il pianeta, combattere la fame, ha aggiunto. Ma va anche creata una cultura del cibo, visto che ci sono Paesi come gli Usa in cui i problemi sono lobesit. Per contrastare il cambiamento climatico e le sue ricadute bisogna seminare il futuro. Non penso che questo pianeta sia condannato a temperature sempre pi alte. Possiamo combattere la fame, la malnutrizione e il cambiamento climatico, ha detto Obama. Quanto a Trump non pu intervenire il corso della storia e Obama lha invitato anon abbandonare gli accordi di Parigi. Lo stesso invito al presidente americano giunto, nel corso di una telefonata, dal neopresidente francese Emmanuel Macron, che a sua volta si era consultato, sempre telefonicamente, con quello cinese, Xi Jinping, sullo stesso tema: Pechino ha dato a Parigi ampie rassicurazioni sul rispetto di Cop21. La buona notizia che negli Usa - ha continuato Obama - il settore privato ha capito che deve investire nelle energie rinnovabili. Trump ha modificato le norme sullefficienza delle vetture in modo aggressivo, ma c da dire che la California, che il maggiore mercato di auto negli Stati Uniti, fissa le norme sulle emissioni che sono valide in questo Stato e nessun costruttore pu permettersi di non rispettare queste norme, ha spiegato lex presidente che non ha esitato a punzecchiare lattuale inquilino della Casa Bianca. Vorrei preparare la prossima generazione di leader del mondo. Ma spesso molti giovani capaci in Asia, Europa, Africa non hanno i mezzi per migliorare la loro istruzione. Ci vogliono fondi e noi dobbiamo prepararci a fornire mezzi, fondi e collegamenti per formare queste nuove generazioni, ha detto. Lex presidente Usa nel suo discorso di Milano ha spiegato che per questo ha discusso anche con il segretario del Pd Matteo Renzi e creare una rete efficiente di attivisti globali, ha concluso tra gli applausi dei 3500 presenti a 850 euro a biglietto.
Autore: Vittorio Da Rold


09 Maggio 2017, ore 16:48

Il Sole 24 Ore
Obama a Milano da anti - Trump Stati Uniti. Prima uscita allestero dellex presidente che si ritaglia un ruolo come capo dellopposizione... Ieri incontro con Renzi, oggi discorso al summit dellinnovazione alimentare... Lex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a Milano per una visita di due giorni, prima della partenza da Boston ha difeso a spada tratta la sua riforma sanitaria europea e si appellato al coraggio politico del Congresso per salvarla, oltre i dogmi di partito. Lo ha detto ricevendo il Profile Courage Award. Con riferimento a chi vot lObamacare, spero che tale coraggio sia ancora possibile a prescindere dai partiti - ha detto -. Che gli attuali membri del Congresso vogliano dire la verit, anche se si scontra con i dogmi di partito. La controriforma stata approvata alla Camera dei rappresentanti per una manciata di voti (217 a 213) ma ora deve passare al Senato dove i Repubblicani sono molto pi divisi. Obama ha scelto Milano come suo primo viaggio allestero dopo che ha lasciato la Casa Bianca ma sembra intenzionato a non seguire la consuetudine degli ex presidenti che non si occupano di politica interna ma solo di temi valoriali di lungo respiro. Obama, invece, intervenendo sul clima prima, sullassistenza sanitaria laltroieri a Boston e oggi alla Fiera di Rho-Pero sullalimentazione del futuro sembra fare da contraltare allAmerica First di Donald Trump. Il programma milanese - Lex presidente Usa, jeans e giubbotto di pelle, giunto ieri allaeroporto militare di Linate poco dopo le 12. salito su unauto in attesa, per trasferirsi in citt. Ad attenderlo ieri mattina, cera il sindaco della citt Giuseppe Sala che oggi gli consegner le chiavi della citt. Obama si recato prima allHotel Park Hyatt, dove ha avuto un colloquio privato con il neo - confermato segretario del Pd Matteo Renzi, e poi in visita alla Pinacoteca Ambrosiana, durata unora. Poi lex presidente Usa ha raggiunto la vicina Cattedrale, ma prima di lasciare la Pinacoteca Ambrosiana ha salutato la folla che lo attendeva, salendo in piedi sul predellino dellauto. Anche la moglie di Obama, Michelle, aveva visitato la Cattedrale due anni fa in occasione della sua visita a Expo. In serata Obama, accompagnato da Renzi - durante il tragitto in macchina i due hanno telefonato al neopresidente francese Emmanuel Macron - ha partecipato a una cena a porte chiuse nella sede dellIspi, ospite del presidente dellIstituto Giampiero Massolo e del direttore Paolo Magri e quindici invitati scelti dallObama Foundation, tra cui, oltre a Matteo Renzi, Mario Monti, il presidente di Fca John Elkann, lad di Fca Sergio Marchionne, lad di Pirelli Marco Tronchetti Privera, Enrico Cucchiani ex ceo di Intesa Sanpaolo, Emma Marcegaglia, presidente Eni, Luca Cordero di Montezemolo (che ha assicurato che Alitalia si salver), Luisa Todini, ex presidente di Poste italiane e Diego Della Valle, presidente di Tods. Nel corso dell serata Obama ha parlato elogiandolo del successo di Emmanuel Macron in Francia e della necessita di coinvolgere i giovani in politica anche al di fuori dei partiti tradizionali per battere i populismi. La partecipazione a Seeds&Chips - Oggi lex presidente americano, che come dicevamo nei fatti sta assumendo in modo contrario rispetto alla tradizione la parte di capo dellopposizione del partito democratico a Trump, alle 14 parteciper a Seeds&Chips, il summit mondiale dellinnovazione alimentare alla fiera di Rho. Un pass per assistere alla manifestazione fieristica con possibilit di vedere Obama dal vivo costa per quattro giorni 850 euro. La missione europea - Pi in dettaglio lex presidente degli Stati Uniti vuole, dopo la vittoria di Emmanuel Macron in Francia, dare nuovo vigore alla sinistra europea di fronte alla sfida dei populismi e appoggiare il programma europeista dei partiti riformisti. La sua partecipazione come relatore oggi al Seeds&Chips del Global food innovation summit organizzato da Marco Gualtieri al polo fieristico di Rho - Pero a Milano va in questa direzione oltre che di impegno a favore di cause sui destini del mondo. Obama vuole appoggiare una manifestazione sullinnovazione alimentare giunta alla sua terza edizione che terr banco a Milano per una settimana, una sorta di spin off delleccezionale esperienza dellExpo che aveva proprio nellalimentazione il suo tema di fondo. Ad ascoltare Obama oggi alle 14 ci saranno circa 3.500 persone che hanno dovuto sborsare fino a 850 euro a biglietto speciale denominato Vip Platinum valido per 4 giorni. Il parterre de rois alla fiera Rho - Pero prevede oggi non a caso il segretario del Pd Matteo Renzi, con cui Obama ha avuto ieri un colloquio riservato, il premier Paolo Gentiloni, i ministri Carlo Calenda e Maurizio Martina, il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco Giuseppe Sala e gli ex presidente del Consiglio, Mario Monti e Silvio Berlusconi. In rappresentanza del mondo imprenditoriale tra gli altri ci saranno Diana Bracco (ex presidente di Expo Spa e commissaria del padiglione Italia), lex sindaco di Milano Letizia Moratti, oggi presidente del consiglio di gestione di Ubi banca, Andrea Illy, Giuseppe Caprotti e Nerio Alessandri, lad di Banca Intesa, Carlo Messina, lad di Cassa Depositi e prestiti, Fabio Gallia.
Autore: Vittorio da Rold


09 Maggio 2017, ore 16:47

Corriere della Sera
Obama a Milano, cos da una cena (e da unidea) inizia il gran ritorno di Barack Per amore, ma non solo: perch lItalia una tappa del tour internazionale... Ha scelto lItalia. Un po per amicizia. Un po per amore. Un po per convinzione. Non necessariamente in questordine. Il ritorno di Barack Obama sulla scena internazionale ha come teatro Milano, la citt che si da sola messa sulle spalle la faticosa e incerta modernit del nostro Paese. Lamicizia quella con Sam Kass, chef e consigliere per le politiche alimentari negli anni della Casa Bianca ma soprattutto vero ispiratore della campagna contro lobesit e in favore di unalimentazione sana, che stata la cifra della first lady Michelle. stato su sua insistenza che gli Obama hanno accettato linvito a Seeds&Chips, la manifestazione pensata da Marco Gualtieri, che ambisce a diventare riferimento globale in tema di innovazione e sostenibilit del cibo. Ma probabilmente non se ne sarebbe fatto nulla, se Barack Obama non avesse con la penisola una questione di cuore. LItalia parte di me stesso, mi disse accogliendomi nello Studio Ovale nellestate del 2010. Dal mitico viaggio in Europa allinizio degli Anni Ottanta, alle visite da presidente, infatti, Obama non ha mai nascosto la sua passione per la storia e la cultura italiane, da Dante a Fellini in tema con la sua personalit onnivora. Che poi dellItalia si siano innamorate Michelle e le sue figlie, probabilmente aggiunge in Obama ulteriore voglia demulazione: per coronare il viaggio, Barack e Michelle Obama si concederanno quattro giorni a Borgo Finocchietto, il borgo medioevale che John Phillips e sua moglie Linda Douglass hanno fatto rinascere dalle rovine in un altro luogo prediletto per lex presidente, secondo il quale la luce della Toscana unica al mondo. La convinzione quella che porta lex presidente a credere nei talenti e nelle potenzialit dellItalia. Una sera voglio incontrare degli italiani interessanti, disse a John Phillips, il suo ambasciatore a Roma, in una delle sue visite ufficiali in Italia. E quello gli organizz una serata privata con Renzo Piano, Fabiola Gianotti, Antonio Pappano, John Elkan. Obama grad molto, nonostante ci fosse pure litalo-americano Italo Zanzi, amministratore delegato dellAs Roma e pure repubblicano. Prova del nove di quanto creda nellItalia, la cena di ieri sera allIspi, organizzata dalla fondazione Obama, dove lex presidente si intrattenuto con il meglio dellimprenditoria italiana. Certo, mancava Sergio Marchionne, luomo al quale Obama regal la Chrysler perch la risanasse, che allultimo minuto ha dovuto dare forfait. Ma da Diego della Valle a John Elkann e Marco Tronchetti Provera, a Enrico Cucchiani, il parterre era di primordine. E poi il presidente della Biennale Paolo Baratta e i due ex presidenti del Consiglio con cui Obama ha avuto rapporti pi stretti: Mario Monti, del quale ha sempre apprezzato la statura intellettuale, al punto che spesso durante G7 sollecitava la sua opinione. E ovviamente Matteo Renzi, col quale c un feeling particolare, che ha portato Obama a spendersi politicamente in suo favore in occasione del referendum. Prima della cena, durante la quale lex capo della Casa Bianca ha tenuto uno speech e poi ha risposto alle domande degli invitati, Obama si intrattenuto sui temi globali con i ricercatori dellIspi, guidati dal presidente Giampiero Massolo e dal direttore Paolo Magri. Oggi il clou della visita, con il discorso in Fiera e la conversazione con Sam Kass, dedicati alla sostenibilit alimentare, al futuro della nutrizione, alle sfide che una popolazione mondiale in crescita esponenziale porr alle nazioni del mondo avanzato. E sar una prova generale di come nei mesi e negli anni che verranno, Barack Obama intenda muoversi e influenzare in modo positivo lagenda internazionale. Dove i grandi temi globali avranno un posto di primo piano: il cibo, la povert, il clima, le migrazioni, le pandemie. Ma il lungo percorso post-presidenziale di Obama sar innanzitutto anche e necessariamente americano. Brucia ancora la ferita apertasi con la sconfitta di Hillary Clinton, che ha messo in discussione lintera legacy della sua presidenza. Sono ancora ottimista per il futuro degli Stati Uniti, ha detto Obama nei giorni scorsi a Chicago, presentando il progetto del futuro Centro che prender il suo nome e il cui compito principale, ipse dixit, sar di formare una prossima generazione di leader americani, in grado di fare la differenza nelle loro comunit.
Autore: Paolo Valentino


08 Maggio 2017, ore 16:45

Corriere della Sera
Alibaba riapre la via della seta I piccoli in Cina con il gigante dellecommerce Sulla piattaforma digitale presenti mille brand e oltre 150 imprese tricolori... Negli ultimi dieci anni sono state tante le piccole e medie (ma anche grandi) imprese italiane a rendersi conto che la Cina non vicina. Almeno commercialmente. Quello cinese resta uno dei mercati pi appetibili per ritmi di crescita e potenziale di acquisto ma con leggi restrittive, barriere burocratiche, dazi e differenze culturali tali da rendere lo sbocco cinese complesso e selettivo. In compenso per su quel mercato opera una piattaforma di ecommerce come Alibaba che conta 443 milioni di utenti attivi, di cui l80% tra i 19 e i 30 anni. Ci sono 12 milioni di aziende che vendono in Cina sulle piattaforme di Alibaba. Ogni giorno sulle piattaforme Alibaba - spiega Rodrigo Cipriani Foresio, managing director di Alibaba per il Sud Europa - ci sono circa un miliardo di prodotti in vendita e quasi sempre a produrli sono piccole e medie imprese. Del resto la mission iniziale, quando nacque Alibaba 17 anni fa, era proprio quello di aiutare le Pmi sul mercato cinese. Nel frattempo per il giro daffari salito a 485 miliardi di dollari con 450 milioni di clienti facendo del gigante guidato da Jack Ma un player globale. Da ottobre 2015 - ricorda Cipriani - Alibaba ha aperto 12 uffici in tutto il mondo per spiegare alle aziende come funzionano le piattaforme e come fare per rendersi visibili. La sede di Milano stata attivata per prima in Europa a testimoniare limportanza strategica che lItalia ha per il mercato cinese. Non a caso sono oggi presenti oltre 150 store italiani sulla piattaforme Tmall e Tmall Global e i brand tricolore sono pi di mille. E 50 di questi store sono stati aperti proprio da quando stata inaugurata la sede italiana. Gli strumenti - Tmall e Tmall Global sono le piattaforme che permettono la vendita diretta dei prodotti ai consumatori cinesi. Per essere su Tmall - spiega il managing director di Alibaba - bisogna avere la legal identity cinese. Dal 2014 attivo anche Tmall Global che permette anche alle aziende senza la legal identity cinese e che non hanno presenza fisica in Cina di vendere onilne. Un vantaggio considerevole per le piccole e medie imprese, quelle che difficilmente possono permettersi una presenza aziendale su suolo cinese ma che cos non rinunciano allesportazione in quel paese. Tmal Global, inoltre, permette di testare il mercato orientale: ci sono alcuni prodotti particolarmente appetibili e altri molto meno. Le aziende di scarpe, per esempio, hanno scoperto che i cinesi hanno un piede di tipo diverso rispetto agli europei. Ma serve una conoscenza del mercato e dei gusti dei consumatori per tarare lofferta. Ma la strategia del colosso asiatico molto pi ampia: punta anche al sostegno dei cinesi in giro per il mondo. Su Alibaba - spiega Cipriani Foresio - lunico sistema abilitato a fare transazioni sulle nostre piattaforme attraverso una app che permette un pagamento diretto e garantito. In Italia abbiamo appena raggiunto laccordo con Unicredit che ci ha permesso di siglare pi di 2 mila contratti con esercenti che accetteranno pagamenti con Alipay. Questo sar un grande supporto al turismo cinese in Italia e un acceleratore di spesa considerato che il sistema di pagamento permetter di aggirare lostacolo del tetto del contante. Laltra barriera per lexport delle piccole e medie imprese in Cina la scelta di un partner per produrre o commercializzare. A questo scopo nata Alibaba.com, la piattaforma dedicata al business. una vetrina per prodotti e per cercare partner affidabili particolarmente usata da filiere che hanno intenzione di spandersi in Asia. Sul mercato cinese di ecommerce non possono debuttare aziende senza esperienza di commercio digitale, senza contare che il sito va realizzato in cinese. Ma per chi sa guidare il processo i risultati possono essere strabilianti. Un esempio? Al debutto di Alfa Romeo sul sito sono state vendute 350 modelli Giulia Milano in 33 secondi. A tentare la stessa via il mondo del vino italiano che vende il 5% in Cina (in un mercato che vale 2 miliardi di euro) e adesso per crescere punta sullecommerce visto che (a differenza dei francesi) non ha il supporto della grande distribuzione.
Autore: Isidoro Trovato


08 Maggio 2017, ore 16:44

Repubblica - Affari & Finanza
Le mani cinesi sugli chateaux ora si aspetta il turno del Chianti I cinesi si stanno bevendo la Francia. LItalia sar anche il primo produttore mondiale ma i cugini dOltralpe non solo continuano saldamente a tenere il primo posto per esportazioni nel mercato pi grande del pianeta: cio questo. I signorini sono anche i pi corteggiati dagli stessi cinesi: che adesso vanno a imbottigliarsi il vino direttamente a casa loro. Il favoloso +39% nellexport che gli italiani hanno fatto registrare nel 2016 non basta. Lo dice letteralmente anche un rapporto dellIstituto per il commercio estero qui a Pechino che il nostro paese potrebbe esprimere meglio il proprio peso soprattutto nella proposta del vino, recepita dai cinesi ancora come inferiore a quella francese. Ma come si fa a migliorare, appunto, la percezione? Dagli accordi con Alibaba in gi, benedetti anche dalla nostra ambasciata, gli italiani ce la stanno mettendo tutta: ma basta aggirarsi in un supermercato di qui per scoprire come i cinesi continuino appunto a sentire lo charme dei nostri rivali. Adesso, et voita, lultima infatuazione: lacquisto di interi chateaux. Ormai pi di 150 castelli, cio il 2% dellintera produzione di Bordeaux, sono nelle mani di Pechino. Il mercato del vino nel paese del Dragone cresce praticamente a passi da Pil: 6,9% lanno. Cos i ricchi consumatori cinesi investono direttamente dal produttore: spendendo da 5 ai 10 milioni di euro per quelle vigne che possono regalare dai 10 ai 30 ettari lanno. E qui non si brinda solo al ritorno economico immediato che pure - dicono gli esperti - pu sfiorare il 10% una volta che il prodotto sia bene incanalato. Gli chateaux sono ormai visti anche come un resort da utilizzare per le ricche famiglie e un buon investimento immobiliare, spiega a China Business News il direttore cinese di Christie, Li Lijuan. Anche qui: e che cosa avrebbero di meno le nostre tenute dalla Toscana in gi? Laveva promesso Li Zefu, il capoccia di Cofco, il gigante del vino di qui: Dopo Francia e Australia vorremmo investire in Italia. Da quellannuncio sono passati due anni: ma i cinesi, intanto, continuano a bersi la Francia. Quando riusciremo, noi italiani, a fargli saltare il tappo - almeno quello del portafoglio?
Autore: Angelo Aquaro


07 Maggio 2017, ore 17:01

La Stampa
Fake e contraffazione: Serve una stretta sui reati agro - alimentari Ci sono due numeri che raccontano come una delle possibili risposte contro le fake del cibo siano i controlli. Nel primo quadrimestre 2017 sono stati sequestrati dallIspettorato centrale della tutela qualit e repressione frodi (Icqrf) del ministero delle politiche agricole prodotti alimentari per un valore di 59,3 milioni. Nello stesso periodo del 2016 i prodotti sottratti allagro - pirateria avevano un valore di 3,29 milioni. Abbiamo strumenti di contrasto importanti e una attivit continua di tutte le forze competenti, ma il fenomeno contraffazione e falso non accenna a diminuire. Servono norme pi stringenti per scoraggiare i reati, spiega Susanna Cenni, capogruppo Pd in commissione indagine sul fenomeno della contraffazione. Del resto, almeno secondo i risultati dellindagine Ix/Coldiretti, quasi 1 italiano su 3 ritiene che i casi di frode e contraffazione alimentare dovrebbero essere puniti con larresto. La riforma - spiega il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, - dovr essere esaminata in uno dei prossimi consigli dei Ministri perch rappresenta un tassello importante della strategia per la legalit nelle filiere agroalimentari. Pene pi severe dovrebbero permettere di rafforzare anche il sistema dei controlli dove siamo leader e non a caso il nostro sistema viene considerato un modello dagli altri Paesi, aggiunge Martina. Le strategie di contrasto ai reati agroalimentari si sono innovate concentrandosi su tutta la filiera di alcuni settori, in modo da evitare di porre lattenzione solo a valle o monte e cos intercettare in qualsiasi passaggio quei momenti che possono essere utilizzati da personaggi non corretti a danno delle regole di mercato e della salute del cittadino, spiega il generale Claudio Vincelli, comandante dei Nas. Senza dimenticare che linnovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora pi pericolose le frodi agroalimentari, aggiunge il presidente della Coldiretti. Per Roberto Moncalvo arrivata lora di stringere le maglie con la riforma dei reati in materia agroalimentare. Da questo punto di vista lItalia lunico paese al mondo ad aver chiuso accordi e collaborazioni con le grandi piattaforme di commercio elettronico, come eBay, Amazon e Alibaba, per rimuovere dagli scaffali virtuali i falsi prodotti agroalimentari Made in Italy: dal finto olio Dop al Parmesan, spiega Martina. Ma non c solo la repressione. Dal suo punto di vista laltra strada da seguire quella della massima informazione ai consumatori: Per questo ci siamo battuti per lorigine del latte in etichetta e stiamo lavorando sulle filiere del riso e grano pasta. Informare i cittadini una chiave centrale per contrastare il falso cibo.
Autore: Maurizio Tropeano


07 Maggio 2017, ore 17:01

LEspresso
Bottiglia Le colline alte del Trentino - siamo quasi a 600 metri daltezza - nella zona sopra Mori, consentono a Chardonnay e Pinot nero un contenuto acido importante e permettono allAltemasi Trentodoc Ros 2015 (20 euro) di affrontare in media un periodo di affinamento sui lieviti lungo quasi due anni. Ne deriva un metodo classico dalla struttura armoniosa e dalla freschezza coinvolgente. Il bouquet caratterizzato da note di karkad e mirtillo rosso, il sorso corposo con una potenza domata dalla salinit.
Autore: Paolini & Grignaffini


06 Maggio 2017, ore 16:43

Il Sole 24 Ore
Ortofrutta, imprese in allarme Filiere. Appello a Martina: Spagna, Olanda e Polonia strappano quote di mercato mentre aumenta il peso dell'Africa... Crescono produzione ed export (+4,9%) ma la concorrenza incalza... Il settore ortofrutticolo italiano continua la sua lenta crescita, ma allorizzonte si profilano nuove criticit. Tanto che gli operatori, le associazioni di categoria e le organizzazioni dei produttori stanno sollecitando il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, affinch vari un piano di interventi e progetti. A mali antichi - bassa capacit di fare massa critica rispetto ai Paesi concorrenti, dispersione commerciale, competitivit in calo, accordi capestro di libero scambio europei - rischiano di aggiungersi problemi nuovi. Il settore fortemente internazionalizzato e globalizzato, questo permette ai mercati mondiali di rifornirsi di frutta e ortaggi freschi ovunque. Il termine stagionalit stato sostituito dalla parola global e con i costi della logistica in calo, sulla scena commerciale si sono e si stanno affacciando nuovi protagonisti. Non pi e non solo i Paesi del Sud America (Cile, Per, Argentina), ma Paesi dellAsia e dellAfrica. Ed il continente africano a delinearsi come importante competitor, tanto da essere tra le iniziative al centro di Macfrut, il salone internazionale rilanciato da Renzo Piraccini e in calendario a Rimini la prossima settimana (10 - 12 maggio). Lo scorso anno la produzione italiana di ortofrutta fresca ha raggiunto i 24,88 milioni di tonnellate, interessando 2,33 milioni di ettari, secondo i dati elaborati da Cso. Lexport, in base ai numeri di Fruitimprese, ha totalizzato un valore di 4,76 miliardi (+4,9%) mentre i volumi sono cresciuti a 4,25 milioni di tonnellate (+6,1%). LItalia ha invece importato ortofrutta per 3,73 miliardi (-2,4%) mentre i volumi sono scesi del 3,7 per cento. Bene anche i consumi nazionali, cresciuti dell1,4% per una spesa di 13,7 miliardi dopo un balzo del 3% nel 2015, secondo le analisi dellufficio studi Macfrut. Tendenza confermata anche nei primi due mesi del 2017 con un aumento del 4% per la frutta e del 5% per gli ortaggi. Se il quadro congiunturale, nel suo insieme, positivo, le criticit arrivano da oltre confine. Alcuni segnali significativi di come la competitivit italiana si stia indebolendo. Sempre lo scorso anno, secondo le rilevazioni di Eurostat, lItalia arrivata al quinto posto nella classifica europea del commercio intracomunitario (comprese le riesportazioni), con 3,4 milioni di tonnellate di ortaggi e frutta (+8%). Al primo posto resta solida la Spagna (11,6 milioni di tonnellate) nonostante un calo del 2%. La sorpresa per lOlanda che rafforza la sua seconda posizione (6,7 milioni di tonnellate) con un balzo dell11 per cento. Tra frutta e ortaggi, lOlanda esporta in Europa per un valore di circa 8 miliardi, quasi il doppio rispetto allItalia e con un decimo della superficie coltivata. Principale cliente dellOlanda la Germania che per anche cliente dellItalia, la cui quota commerciale cede terreno ogni anno. Restiamo in Europa. Nel 2016 la Polonia ha incrementato del 10% le proprie esportazioni di ortofrutta. Principale cliente, ancora la Germania, seguita da Romania, Repubblica Ceca e Regno Unito. Il prodotto pi esportato, soprattutto in Bielorussia, la mela. Da queste situazioni visibile come nei mercati europei sia aumentata la concorrenza - anche a seguito dellembargo russo - sia di prodotto che commerciale. LItalia tiene, resiste, cresce ma meno degli altri. Fruitimprese ha di recente elaborato unanalisi significativa sul mercato nordafricano delle mele. Nel 2016 lItalia ha perso il 73% dellexport in Algeria, il 50% in Libia e il 33% in Egitto. Con la pressione fortissima delle mele polacche, il crollo in Nord Africa e la chiusura russa, che sbocco hanno le mele italiane? Si va sui mercati asiatici, comunque gi molto presidiati da altri (Australia e Nuova Zelanza). Tra il 2006 e il 2016 la Cina ha acquistato pi di 100 milioni di ettari di terreni agricoli in Africa. Senegal, Costa dAvorio, Togo, Camerun, Tanzania, Nigeria sono alcuni dei Paesi che in un decennio sono diventati grandi produttori di ortaggi e frutta freschi di qualit. Consumi interni ed esportazioni crescono anche grazie allarrivo di societ - non solo cinesi ma europee - che nei fertili terreni africani coltivano legumi, melanzane, zucchine, pomodori, meloni, mango, ananas, banane, melagrane, agrumi, erbe aromatiche. Queste produzioni gi oggi sono sui mercati europei, del Medio Oriente e nel resto del mondo. Dove per lItalia la posizione diventa semprte pi stretta.
Autore: Roberto Iotti


05 Maggio 2017, ore 16:03

CORRIERE DELLA SERA
Brunello, 50 anni di storia in 22 bottiglie ... I destini incrociati del vino di Montalcino. Successi e rinascite, i bicchieri svelano la vita del paese... Per comprendere il Dna di Montalcino e del suo vino, il Brunello, bisogna stappare 22 bottiglie in 2 ore. Mezzo secolo di Sangiovese. A pochi metri dal crocifisso carnoso del Giambologna e dalla Madonna dallo sguardo altero di Simone Martini nellex convento agostiniano trasformato in museo, Montalcino si racconta. In scena ci sono i vini dal 1967 al 2006. Regia del Consorzio del Brunello, uno degli eventi per celebrare i suoi primi 50 anni di vita. Non solo una degustazione, la storia di una comunit, tra cadute e risalite. Il paese lo sfondo, il vino la voce narrante, seguendo le tappe del Novecento. Il presidente del Consorzio Patrizio Cencioni apre sottovoce, come se volesse lasciar parlare soprattutto il Sangiovese puro di Montalcino, paragonato dal sommelier Luca Martini a un bambino che diventa uomo maturo e rassicurante nonno sul sof per descrivere la tenuta negli anni. Si attraversano tre epoche, che corrispondono a tre vite del Brunello, specchio della vita del paese. Negli anni 60 il Brunello nasce ruvido e diventa fiero e delicato; negli anni 90 nasce concentrato e resta robusto; negli anni 2000 nasce gi equilibrato e diventa vellutato. Anche il clima modella le diversit: le zone pi fresche delle colline dove prima si scommetteva sulla maturit delle uve, ora sono favorite dalle temperature pi alte. 1967-1988 Gli anni del Brunello che resiste. I successi e i premi dell800 e del primo 900, quando il futurista Filippo Tommaso Marinetti lo defin Benzina, nel senso del carburante che muove il mondo, svaniscono davanti a due eventi devastanti come invasioni barbariche: la fine della mezzadria e la nascita dellAutostrada del Sole che allontana i turisti da Montalcino. Come ricorda Stefano Cinelli Colombini nel suo libro sulla storia locale, Montalcino perde il 70% degli abitanti. I grandi come Biondi Santi, e non solo, fanno argine. Poi il rilancio, nel 1983 due Brunello entrano tra i 100 migliori al mondo per Wine Spectator. I bicchieri si riempiono. Il Conte Costanti del 1967 ancora fresco, con un tocco di tabacco. Il Poggione della stessa annata pi caldo, privo di senilit. Grintoso il 1968 di Col dOrcia di Marone Cinzano, balsamico e sapido quello della stessa annata di Silvio Nardi (Riserva). Opaco e custode di erbe selvatiche il 1971 di Canalicchio di Sopra, pirotecnica e ancora indomabile la Riserva di Argiano del 1977. Ha perso vibrazioni ma non gusto il 1980 di La Gerla. Porta profumi di frutta rossa il Canalicchio di Franco Pacenti del 1985, sopravvissuto allanno delle gelate. Un classico Sangiovese, profumi di ciliegia e punta damaro finale il 1988 di Nello Baricci, scomparso pochi giorni prima di essere premiato assieme agli altri 24 coraggiosi e orgogliosi fondatori del Consorzio. 1990-2001 Il Brunello diventa mondiale, attrae investitori. Come gli americani di Villa Banfi che con Ezio Rivella danno una spinta decisiva a Montalcino, nel frattempo tornato il Comune pi ricco del Senese. Il vino diventa pasciuto come i suoi cittadini. ricco e scalpita per mettersi in mostra il 1990 Riserva di Marchesato degli Aleramici. Mentre il 1991 di Corte Pavone conserva una sorprendente acidit. Il 1993 Poggio allOra Castello Banfi, cioccolatoso, apre lera delliper concentrazione, che si ritrova nel 1997 di Poggio Salvi, nel Pian delle Vigne di Antinori (in versione moderna) e nel Fattori. Mentre si smarcano il 1995 di Poggio Salvi e il 1999 di Val di Cava. Spessore e vaniglia tornano nel Castelgiocondo 2000 di Frescobaldi e nel 2001 di Fattoria Scopone. 2004-2006 Montalcino si immerge nellet delloro. Due milioni di turisti e 5 mila abitanti, un record. C unimpresa ogni 7 paesani. La disoccupazione sfiora lo zero. Il Casanova di Neri 2006 diventa, per Wine Spectator, il miglior vino del mondo. Il Brunello torna a parlare la lingua locale, si libera degli influssi americani. Una strada che si scorge nel 2004 di La Casa di Caparzo, tra menta, freschezza, agrumi; e nel Saporoia di Baccinetti, stessa annata e succosit. Nel 2006 il Mat offre carnosit e il Val di Suga di Vigna Spuntali cremosit. Vini tornati ad esaltare il Dna di Montalcino, come nel 1967. Con lo stesso carattere dei cittadini descritti nel 1676 dallemissario di Cosimo III: Di ingegno acuto e dotati di fecondia naturale, assai civili, non molto docili, industriosi e attivi.
Autore: Luciano Ferraro


04 Maggio 2017, ore 15:50

Corriere della Sera
Il futuro in tavola Scambi di idee e di competenze per battere la malnutrizione Lappuntamento A Milano torna Tuttofood. Ieri un summit di 120 specialisti con sette tavoli ha affrontato o problemi legati al cibo. Per mantenere la promessa fatta da Expo. E andare oltre... I ricercatori apparecchiano i tavoli, dosando nel piatto le idee che londa lunga di Expo ha seminato sulla citt. Inizia il tetris delle sedie per far sedere i 120 invitati alle sette tavole rotonde che la Fondazione Feltrinelli ha organizzato per fare il tagliando alla Carta di Milano sui temi della nutrizione e della sostenibilit ambientale. Perch come dice Salvatore Veca, che di quella dichiarazione dintenti il coordinatore scientifico, quello era un punto di partenza, oggi inizia il cammino vero attraverso il confronto dei diversi tipi di pratiche individuali. Prendersi tre ore per trovare attraverso lincontro delle proprie esperienze una ricetta da consegnare al futuro. Arrivano rappresentanti di imprese, piccole e grandi, fino alle multinazionali. Esponenti della ricerca tecnica o applicata, importanti pezzi di societ civile. Ci sono giovani, ma anche capelli bianchi. C chi si prenotato un posto al tavolo della Biodiversit, chi a quello dellInnovazione. Chi invitato a quello dello Spreco, chi a quello della Convivenza. C chi prima di trovare la propria sedia fa il giro dei tavoli, poi si presenta: come ai matrimoni. Ai lati della Fondazione, le vetrate si affacciano sul traffico della Milano mai coi man in man. Dentro si parla di cibo: non quello spettacolarizzato da impiattamenti in favore di telecamera. Ma di quella risorsa che nasconde uninfinit di altre storie. Lidea di non fermarsi al concetto di cibo come bene comune, ma di andare oltre e trovare una soluzione condivisa. E vincere la sfida collettiva della povert, con 200 milioni di persone che oggi si svegliano senza avere nulla da mangiare. Per questo Fondazione Feltrinelli pubblicher i report dei tavoli. E soprattutto, come ha promesso il sindaco di Milano Beppe Sala, questo sar un laboratorio da cui ripartire fra un anno nella prossima edizione della neonata Food Week. Ogni tavola rotonda ha la sua scaletta: il ricercatore di turno detta tempi e temi per ottimizzare i minuti. Abbiamo voluto creare la massima entropia ai tavoli, per contenuti, ma anche per et, per garantire anche una sostenibilit generazionale. Avere aperto una discussione a cui partecipa un po di tutto e differenziare le eccellenze la sola chiave per centrare lobiettivo finale racconta Luca Tricarico, ricercatore del Politecnico di Milano. Dopo un paio di giri di idee, si arriva al momento di sintesi, con lanalisi delle migliori pratiche. E futuro passa dallincrocio tra diverse competenze e questa una grande occasione per fondere conoscenze e iniziare a comporre un nuovo mosaico. Per mantenere le promesse fatte durante Expo spiega Massimiliano Tarantino, segretario generale della Fondazione Feltrinelli, prima di dare il via libera alla discussione. Il problema pratico pu essere quello del volume. Ognuno degli ospiti interviene a intervalli regolari, non tutti hanno voci da tenori. Anche per non disturbare il dibattito della sedia accanto. Si parte sottovoce, si finisce in un crescendo figlio dellorgoglio e della consapevolezza con cui ognuno condivide la sua storia. Si inizia parlando al singolare, si finisce al plurale. C un concetto per che si eleva come comune denominatore dal brusio di chiacchiere della sala: non si pu pi accettare che malnutrizione e spreco alimentare contraddistinguano la nostra mappa sociale. Per qualcuno, il parallelo con la Leopolda renziana viene quasi naturale, se non altro per larchitettura e la dinamica del pomeriggio. Ma non c tanta politica: difficile che si punti il dito contro qualcuno. Meglio alzare lo sguardo, a costo di sembrare visionari, per guardare lontano. E alzarsi da tavola con la mente piena, consapevoli di aver raggiunto un punto dincontro. C da aggiustare un sistema alimentare con ancora troppe falle. Un futuro diverso possibile: basta intanto cambiare la dieta collettiva per il benessere di domani.
Autore: Stefano Landi


04 Maggio 2017, ore 15:50

Corriere della Sera
Tra gli ospiti c Obama Con dibattiti e show la diplomazia del giusto Grande spazio alla scienza dellalimentazione E da oggi in citt un Fuorisalone del palato Non paga di essere riconosciuta come capitale della moda e del design, Milano si candida a diventare, almeno per una settimana, anche la citt del cibo. Probabilmente ancora merito dellonda lunga di Expo, che ad un anno e mezzo dalla sua chiusura continua ad esercitare influenze positive sul capoluogo lombardo. Dall8 all11 la Fiera di Rho aprir i suoi battenti ospitando per la sesta volta Tuttofood, Milano World Food Exhibition, la grande manifestazione internazionale dedicata agli operatori del settore agroalimentare, nata nel 2007 e organizzata ad anni alterni da Fiera Milano. Quella del 2017 si preannuncia unedizione intensa e speciale, ricca di contenuti, dentro e fuori i cancelli degli spazi fieristici. Oltre ai 2850 espositori, di cui 500 stranieri, ai buyer provenienti da tutto il mondo, agli innumerevoli showcooking, agli assaggi e alle dimostrazioni, Tuttofood avr anche unanima culturale. Si chiama Spazio Nutrizione il pi importante evento italiano dedicato alla discussione scientifica sullalimentazione, con il patrocinio del Ministero della Salute e supportato da ben sei Universit Italiane (Milano Bicocca, IULM, Milano La Statale, Politecnico di Milano, Cattolica del Sacro Cuore e Gastronomica di Pollenzo), e si terr proprio durante Tuttofood negli spazi del Centro Congressi progettato da Massimiliano Fuksas nella Fiera di Rho. Nei padiglioni 8/12, invece, si svolger il Seeds&Chips, il Clobal Food Innovation Summit. Molto atteso lintervento, in programma marted 9, dellex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per la prima volta dalla fine del suo mandato in unuscita pubblica internazionale, che parler dellimpatto dellinnovazione tecnologica sui cambiamenti climatici e sulla filiera alimentare. Con lui salir sul palco anche Sam Kass, suo cuoco personale alla Casa Bianca e consulente per la campagna Lets Move contro lobesit negli Stati Uniti lanciata nel 2010 da Michelle. Ma la grande novit delledizione 2017 che Tuttofood per la prima volta varcher i confini del centro fieristico di Rho e si aprir alla citt di Milano con un suo fuorisalone: la Week&Food, una settimana di eventi (da oggi all11 maggio) dedicata al cibo in tutte le sue forme e manifestazioni. Inserita allinterno del macro progetto Milano Food City, realizzata con la Regione Lombardia, il Comune e Confcommercio, la Week&Food sar un grande contenitore in cui convergeranno un numero cospicuo di appuntamenti. La Festa del Bio, la giornata dedicata al biologico italiano (il 6 maggio in via Mercanti e a Palazzo Giureconsulti), per esempio; o gli Aperitivi 5 stelle lusso, durante, i quali 12 chef JRE /Jeunes Rstaurateurs dEurope saranno ospitati a turno in 7 hotel 5 stelle lusso per creare aperitivi esclusivi. E ancora il Taste of Milano, il Festival degli Chef al The Mall di Porta Nuova Varesine dal 4 al 7, in cui 20 chef di grido cucineranno i loro piatti e li proporranno a prezzi accessibili, o Italian Gourmet, un inedito viaggio nel gusto italiano dal 6 all11 al Superstudio Piu di via Tortona. Un ruolo da protagonista nella settimana milanese dedicata al cibo lo rivestir la nuova Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, inaugurata lo scorso dicembre in viale Pasubio. Da oggi fino a mercoled 10 maggio, ogni giorno dalle 10 alle 22, allinterno delle piramidi di vetro di Herzog e De Meuron dibattiti, laboratori, talk, e spettacoli. E poi la mostra Food For All! Images from the worlds food cultures in collaborazione con Arts_For, una installazione visiva in motion con fotografie dautore, musica e parole, visitabile per tutta la settimana dalle 10 alle 21.
Autore: Lydia Capasso


Pagina 4 di 5



ATTENZIONE: E' possibile visualizzare gli articoli più vecchi di 30 giorni effettuando la Registrazione (gratuita) per ottenere Username e Password. Se si è già registrati è possibile visualizzare tutti i contenuti del sito inserendo Username e Password nei campi sottostanti

LOGIN

Username:
Password:

Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

WineMeteo

poche nubi Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 33°
Precip: -
rovesci e schiarite Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 26°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 25°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 27°
Precip: 4-8mm
possibile temporale Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 30°
Precip: 0-5mm
rovesci e schiarite Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 25°
Precip: 4-8mm
possibile temporale Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 29°
Precip: 0-5mm
velature diffuse Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 30°
Precip: -
possibile temporale Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 30°
Precip: 0-5mm
variabile Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 32°
Precip: -
acquazzoni e schiarite Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 27°
Precip: 2-5mm
sereno Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 36°
Precip: -
temporale e schiarite Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 27°
Precip: 10-20mm
temporale e schiarite Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 26°
Precip: 10-20mm
poche nubi Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 29°
Precip: -
sereno Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 31°
Precip: -
rovesci e schiarite Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 28°
Precip: 4-8mm
sereno Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 30°
Precip: -
temporale e schiarite Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 27°
Precip: 10-20mm
sereno Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 32°
Precip: -
possibile temporale Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 35°
Precip: 0-5mm
temporale e schiarite Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 29°
Precip: 5-10mm
quasi sereno Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 30°
Precip: -
quasi sereno Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 33°
Precip: -
velature sparse Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 29°
Precip: -
possibile temporale Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 29°
Precip: 0-5mm
parz nuvoloso Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 34°
Precip: -
poche nubi Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 36°
Precip: -
rovesci e schiarite Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 27°
Precip: 4-8mm
poche nubi Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 34°
Precip: -
possibile temporale Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 31°
Precip: 0-5mm
velature sparse Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 31°
Precip: -
sereno con veli Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 34°
Precip: -
sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 32°
Precip: -
sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 25°
Precip: -
sereno Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 31°
Precip: -
temporale e schiarite Soave:
Soave (VR)

Temp: 27°
Precip: 10-20mm
velature diffuse Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 30°
Precip: -
sereno Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 31°
Precip: -
poche nubi Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 36°
Precip: -
rovesci e schiarite Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 26°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 27°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 26°
Precip: 4-8mm
sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 31°
Precip: -
piovaschi e schiarite Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 26°
Precip: 0-2mm
possibile temporale Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 35°
Precip: 0-5mm
variabile Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 32°
Precip: -
Mezzacorona

Non solo vino
I capolavori dell'agroalimentare d'Italia