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Il Meglio dell'Edicola

24 Febbraio 2017, ore 12:51

Il Sole 24 Ore
Vino, rotta su Pechino e New York Promozione. Piano Ice Mise da 25 milioni: aumentare il consumo negli stati del Midwest Usa ed entrare nel mercato cinese... Scannavini (Ice): forte lavoro di squadra per recuperare il valore del prodotto... Via agli investimenti su Stati Uniti e Cina per la promozione del vino italiano. Le risorse stanziate dal Governo italiano per la promozione nel triennio 2017 - 2019 ammontano a 25 milioni, di cui 20 milioni per aprire il Midwest al made in Italy e gli altri 5 milioni per penetrare il grande mercato cinese, dove il nostro vino quasi sconosciuto. Il 2017 - sottolinea Michele Scannavini, presidente di Italian trade agency Ice - lanno terminale del progetto straordinario di promozione lanciato dal ministero dello Sviluppo economico. E che ha dimostrato di funzionare bene nel 2015/16. Ma da questanno riparte un piano dedicato a due grandi mercati, gli Usa, dove siamo largamente leader con il 32% di quota, e la Cina, dove invece ci ritagliamo meno del 6%. I fondi saranno impegnati con due programmi distinti che sono in corso di definizione al tavolo del vino, convocato al Mise dal sottosegretario Ivan Scalfarotto e che vede la partecipazione di Federvini, Uiv e dei principali attori del mondo del vino. Il nostro - sottolinea il presidente di Ice - deve essere un lavoro di squadra forte. Dei 25 milioni di fondi destinati alla promozione nei due Paesi, 11,5 sono stanziati per i12017. Il progetto per gli Stati Uniti pi avanti - precisa Scannavini. Lobiettivo quello di far conoscere il vino italiano negli Stati del Midwest, puntando, in particolare, sul recupero di valore che presenta rispetto al prezzo medio del vino francese. Sulla Cina invece Scannavini ammette che il lavoro pi indietro. C da lavorare dalle basi - spiega -. Bisogna fare formazione per i ristoratori e i sommellier. Ed necessario fare una comunicazione mirata per far conoscere il vino italiano. Specie ai giovani tra i 18 e i 29 anni che hanno aumentato il consumo di vino. Nel 2016 lexport italiano in Cina di vino balzato del 32,7% al record di 120 milioni di euro, ma le distanze con i competitor sono, paradossalmente, aumentate. Tanto che - secondo le elaborazioni dellOsservatorio Paesi terzi curato da Business Strategies e Nomisma Wine Monitor - il totale dei rossi Dop italiani venduti nel gigante asiatico vale dieci volte meno delle importazioni del solo Bordeaux francese. E sui fermi imbottigliati la crescita italiana nel 2016 , in termini di valore, tre volte inferiore ad Australia e Francia, mentre allunga le distanze anche il Cile. Per Ottavio Cagiano de Azevedo, direttore generale di Federvini, corretto puntare sulla crescita del prezzo medio negli Stati Uniti. Abbiamo un potenziale di crescita notevole. Inoltre per Cagiano de Azevedo lIce deve necessariamente essere il regista degli eventi promozionali realizzati con fondi pubblici. Si dovr creare un calendario condiviso delle attivit. Per il resto saranno i privati a decidere del loro denaro. Lagenda 2017 dellIce fittissima di appuntamenti: in Nord America sono in programma degustazioni in Canada, azioni di comunicazioni negli Usa, lItalian wine week di New York e Miami e una Borsa vini in varie citt del Messico. In Asia ci sono gli appuntamenti della Borsa vini a Tokio, il Wine Expo a Seoul, il ProWein di Hong Kong e un intero progetto di comunicazione in Cina. Infine per lincoming in Italia sono in agenda inviti di operatori esteri per Vinitaly, Vitigno Italia a Napoli e Vinoforum a Roma. Nel 2016 lexport italiano dovrebbe attestarsi su livelli record. 5,6 miliardi, +4% e 200 milioni in pi dellanno prima. Un buon risultato - commenta Denis Pantini, direttore area agricoltura di Nomisma - considerato che il made in Italy ha fatto meglio dei competitor pi diretti come Francia, rimasta stabile, e Spagna, in lieve arretramento. A trainare lexport tricolore nei primi li mesi del 2016 stato soprattutto il Prosecco (+37%); a molta distanza i rossi Dop Piemonte, +2,1%, e veneto, +2%, in flessione i rossi Dop Toscana -4,6% e lo spumante Asti, -4,6%. Anche negli Stati Uniti stato un anno record il 2016: le cantine tricolori hanno esportato per circa 1,8 miliardi dollari, +6,1%, e con quantitativi crescenti, +4%. Il traino alla crescita arrivato, in particolare, dal Prosecco, deboli i rossi. Dove investire le risorse pubbliche e private per promuovere il vino italiano? Secondo Pantini ci sono ampi spazi di crescita in molti Paesi. In particolare, corretto puntare sugli Stati Unti, dove il consumo di vino rappresenta appena il 10% del totale delle bevande alcoliche. In Russia si sale all11% e in Cina e Germania al 16%.
Autore: Emanuele Scarci


24 Febbraio 2017, ore 12:51

Il Sole 24 Ore
Pinot e Ribolla apprezzati in Canada Friuli Venezia Giulia. Sul territorio costituita una associazione temporanea di 54 imprese del settore... La settimana scorsa i vini friulani si degustavano a New York e in California, nellambito dellItalian WineWeek. Allinizio di marzo toccher a Houston e Los Angeles: Quello americano resta un mercato privilegiato - spiega Giorgio Colutta, consigliere dellazienda speciale Imprese e Territorio della Cciaa di Udine e produttore - e ora c spazio per esplorare zone meno battute come il Texas e altri stati centrali. La Camera udinese stata fra le prime, nel 2011, a organizzarsi per usufruire dei fondi comunitari Ocm destinati ai produttori vitivinicoli per la promozione allestero: ora si costituita una associazione temporanea di 54 imprese che in questo modo possono avere un stimolo allexport e fare esperienza in questo ambito. Lo scorso ottobre 1 attivit di promozione del vino friulano aveva fatto tappa in Canada, in due tappe nelle principali citt: Vancouver e Calgary, Toronto e Montral. Nel 2015 proprio questo Paese ha fatto segnare importazioni di vino dal mondo per oltre 2,2 miliardi di dollari con una crescita del 7% sul 2014, e qui il vino italiano gioca un ruolo strategico con una domanda di crescita stabile da un decennio. Dal 7 al 9 marzo 2017, invece, lattenzione si sposta su Guadalajara (Messico). Le Camere di Commercio di Udine e della Venezia Giulia - Azienda Speciale Zona Franca promuovono, allinterno del Padiglione Italiano, la partecipazione collettiva friulana alla Fiera Alimentaria Messico. Proprio in occasione della Borsa Vini svoltasi a settembre e alla missione organizzata dalla Camera di Commercio di Udine si potuto riscontrare come linteresse verso i prodotti alimentari italiani sia molto sentito soprattutto da parte dei consumatori messicani di fascia alta Sono stati aperti molti punti vendita gourmet e ristoranti italiani, favorendo laumento del consumo di prodotti alimentari simbolo quali parmigiano, pista e, appunto, vino. Linternazionalizzazione del nostri vini prosegue mettendo al centro i vitigni bianchi: il prosecco naturalmente, un successo trainato anche dal vicino Veneto, ma anche la Ribolla Gialla per la quale abbiamo conquistato la Doc - spiega Cesare Bertoia, presidente della Coldiretti di Pordenone -. E poi c il pioniere, quel Pinot grigio che qui, grazie alle escursioni termiche, raggiunge livelli qualitativi elevati. Anche la Regione fa la sua parte: lo scorso gennaio stato ribadito il ruolo privilegiato del Friuli VG nelle relazioni tra lItalia e la Repubblica dellAzerbaijan e le prospettive di rafforzamento dei rapporti blaterali in campo agroalimentare. Nellincontro fra lambasciatore Mammad Ahmadzada e lassessore alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, il rappresentante diplomatico ha illustrato la volont della Repubblica caucasica di riappropriarsi di una peculiarit azera: la produzione vitivinicola. Nella collaborazione con il Friuli VG 1Azerbaijan pu trovare uno know how di alto profilo.
Autore: Barbara Ganz


24 Febbraio 2017, ore 12:51

Il Sole 24 Ore
Investimenti sui mercati extra Ue Piemonte. In regione stato creato Piemonte Land of Perfection, consorzio che riunisce tutti gli attori... Il solitamente litigioso mondo del vino riuscito a trovare unintesa, in Piemonte, sul fronte della promozione. La creazione di Piemonte Land of Perfection, con la direzione di Anna Errico, ha permesso di riunire io consorzi di tutela del vino e la pi importante associazione di viticoltori della regione. I risultati non mancano. Errico spiega e che il Piemonte esporta circa il 60% della produzione di vino in bottiglia, per un valore che si aggira intorno al miliardo di euro. E questo anche grazie alle iniziative del Consorzio dei consorzi che organizza incontri e degustazioni allestero, ma anche visite di operatori in Piemonte. Unattivit, quella di Piemonte Land of Perfection, apprezzata anche dal direttore di Confagricoltura, Ercole Zuccaro: Lavorano molto e bene, hanno a disposizione i fondi per la promozione e li utilizzano nel migliore dei modi; non solo a vantaggio dei territori gi noti, come Langhe, Roero e Monferrato, ma anche per far conoscere realt in crescita, dal Canavese al Nord Piemonte con vini come il Ghemme e il Gattinara. Per Giorgio Ferrero, assessore regionale allAgricoltura, non sufficiente lottima qualit della produzione (18 Docg e 42 Doc in Piemonte), serve una promozione che, per essere effi-cace, ha bisogno del gioco di squadra e di risorse adeguate. Nel 2016 sono stati approvati progetti per la promozione extra Ue per un valore di circa 10 milioni di euro. Rivolti in particolare a Usa, Canada, Norvegia, Cina, Giappone, Russia, Australia, America Latina e Svizzera. E nei giorni scorsi sono stati aperti bandi per la promozione di prodotti agroalimentari nella Ue per 5,7 milioni: il vino dovrebbe utilizzare la maggior parte di questi fondi. Errico aggiunge che aver messo insieme i vari consorzi permette di presentarsi allestero con un brand unico, Piemonte. Una scelta che si sta rivelando vincente. Piemonte Land of Perfection sar presente alle quattro pi importanti fiere europee del settore, da Dusseldorf a Verona, da Londra a Bordeaux. Accompagnando ogni volta 150 - 200 aziende. E poi si guarder al resto del mondo, con la presenza a Shanghai e Hong Kong, ma anche portando i master of wine di tutto il mondo in Piemonte. La collaborazione ha portato anche alcuni produttori a lanciare iniziative commerciali comuni, mettendo insieme barolisti e moscatisti. Ma ora la collaborazione si ampliata, coinvolgendo anche Dop e Igp piemontesi come i formaggi, le nocciole, i salumi, la carne. Il vino - assicura Ferrero - come volano anche per far conoscere le bellezze del territorio e la sua cultura.
Autore: Augusto Grandi


24 Febbraio 2017, ore 12:50

Il Sole 24 Ore
I millennials target americano Mercato in espansione. di 230 milioni la popolazione che pu consumare alcolici, 70 milioni di giovani... LItalia pu brindare al mercato statunitense. Il vino della penisola fa sempre pi gola ai consumatori americani, sia alla giovane generazione dei Millennials che ai loro pi facoltosi genitori Baby boomers. Una tendenza, oltretutto, che offre ancora significative opportunit di affermazione e crescita e che legittima attuali e ulteriori sforzi, da parte dei produttori e degli enti italiani preposti alla promozione del vino. Trova, infatti, sostegno in cifre non da poco: nei primi undici mesi del 2016, i dati pi recenti, la quota dei palati americani conquistata dalle bottiglie del made in Italy sul totale dei vini importati nel Paese stata del 32,4 per cento. Superiore alla gi robusta percentuale del 32% registrata nellintero 2015 e un incremento del valore del 5,9% a 1,65 miliardi di dollari. In tutto il 2015 il valore dei vini italiani che hanno attraversato la frontiera statunitense stato di 1,7 miliardi di dollari. una presenza che conferma lItalia leader nel settore, davanti al 29,3% della Francia. Gli altri Paesi concorrenti, dalla Nuova Zelanda allAustralia e al Cile, hanno tutti percentuali inferiori al 10 per cento. Dal punto di vista del Made in Italy, il vino oggi la voce maggiore nellexport agroalimentare verso gli Stati Uniti, il 40% del totale, e rappresenta il 4% delle esportazioni complessive oltreoceano. Guardando allimportanza del mercato statunitense, questo assorbe ormai un quarto della produzione italiana che viene destinata allexport. La promessa di ulteriore crescita a sua volta contenuta nei numeri. Il consumo di vino lievitato tra il 2014 e il 2015 del 7,2%, a oltre dieci litri procapite lanno. E il mercato statunitense, come in molti altri casi, si dimostra il pi grande anche per il vino: 53 miliardi di spesa annuale, dei quali 15 miliardi diretti sui vini dimportazione. Pi in dettaglio la popolazione in et da poter co-sumare alcolici, quella sopra i 21 anni, di 230 milioni, con 28 milioni considerati bevitori frequenti (vale a dire almeno una volta alla settimana). I giovani Millennials che possono consumare vino sono ormai ben 70 milioni. I Baby boomers da parte loro sono propensi a spendere di pi per prodotti di qualit. Nellinsieme i consumatori americani sono concentrati per il 52% in alcune regioni pi popolose, dal Nordest attorno a New York al Texas, dalla California alla Florida e allIllinois, e, sondaggi alla mano, sono sempre pi propensi a comprare e consumare bottiglie piuttosto che a limitarsi a bere al ristorante, in una proporzione del 60% contro il 40 per cento. Sempre dai sondaggi deriva una predisposizione favorevole ai vini italiani. Le vendite di vini, dunque non a caso, hanno evidenziato una crescita a tutto tondo del made in Italy: le bottiglie meno care, sotto i 20 dollari, hanno mostrato incrementi del 15% lanno scorso; quelle di prezzo superiore ai 20 dollari sono state comunque protagoniste di un aumento del 12 per cento. Interesse sempre pi esplicito emerge: anche per i vini meno tradizionali e meno noti, dai rosati ai biologici fino ai vitigni autoctoni pi rari. Per grandi categorie, i vini bianchi italiani dominano gli acquisti con il 38%, seguiti dai vini rossi con il 34%, dagli spumanti con il 19,5% e infine dai vermouth e vini aromatizzati con il 3 per cento. Proprio gli spumanti meritano un discorso a parte: sono lunica categoria dove la Francia tuttora avanti, ma anchessi hanno mostrato nellultimo biennio una significativa crescita. In particolare tra gennaio e novembre dellanno scorso i vini spumante hanno evidenziato un incremento delle vendite di oltre i1 35 per cento. Bene in termini di ampliamento della loro diffusione hanno fatto anche i vini aromatizzati con unimpennata del 18 per cento. I bianchi si sono distinti con un pi modesto aumento del 3,2% e i rossi sono rimasti sostanzialmente stabili, con un ritocco positivo dello 0,3 per cento. Sia i vini bianchi che rossi hanno tuttavia recuperato dopo essere stati reduci da un 2015 che li aveva visti soffrire declini.
Autore: Marco Valsania


24 Febbraio 2017, ore 12:48

Il Sole 24 Ore
Il Chianti esordisce in Messico Toscana. Tappa strategica per conquistare il SudAmerica per la denominazione pi grande della regione... Il Chianti vola in Sud America, il Brunello di Montalcino in Canada, cos come il Chianti Classico che per fa tappa anche negli Usa e aggiunge una missione in Russia, Norvegia e Giappone I principali consorzi di promozione del vino toscano si preparano a un 2017 di eventi, tasting, partecipazione a fiere, incoming e campagne social grazie ai contributi Ocm vino, fondi europei e regionali e risorse proprie. La maggior parte degli investimenti, anche questanno, concentrata sui mercati extraeuropei, sia quelli strategici e consolidati come Usa e Canada, che quelli ancora da battere per ritagliarsi quote di mercato come Cina e Russia. Il consorzio del vino Chianti ha deciso di proseguire la promozione in Centro e Sud America, ed appena partito per un tour di degustazioni - Latam tour 2017 - che fa tappa a Lima e Cusco in Per; a Medelln in Colombia; a Cuba, dove il vino toscano partecipa al Festival Habanos (27 febbraio - 3 marzo), la pi importante rassegna al mondo per gli operatori di sigari premium, e dove consolida una promozione avviata nel 2012; infine lesordio in Messico, a Cancun, con un seminario per gli operatori di settore. Si tratta di tappe strategiche per lo sviluppo della denominazione, dice Giovanni Busi, presidente del consorzio del Chianti, la denominazione pi grande della Toscana con 800mila ettolitri prodotti, un terzo dellintera regione. Fa squadra con altri prodotti toscani a denominazione, invece, il consorzio del Chianti Classico - Gallo nero, 285mi1a ettolitri venduti nel 2016, che si unisce a prosciutto toscano, pecorino toscano e olio extravergine Dop Chianti Classico in un progetto triennale per il mercato europeo (Gran Bretagna e Germania) e italiano che vale 1 milione di euro, di cui il 70% di fondi europei. la prima volta che ci mettiamo insieme - spiega il direttore del consorzio, Giuseppe Libeatore - e credo che la promozione di quattro prodotti di eccellenza della regione, che si integrano bene tra loro, possa essere vincente. Il Chianti Classico parteciper anche ai progetti di promozione Ocm in Canada e Stati Uniti, e in Russia, Norvegia e Giappone. Dagli Usa, suo principale mercato estero, appena tornato il consorzio del Brunello di Montalcino, che oltre a New York, tappa fissa dellanteprima americana del Benvenuto Brunello, ha scelto per il 2017 la citt di Houston. Tra pochi giorni il prestigioso vino toscano voler invece in Canada, altro mercato strategico, nelle citt di Montral e Calgary con appuntamenti di formazione e tasting dedicati agli operatori del settore, ma anche degustazioni per appassionati. A fine anno, fanno sapere dal consorzio, previsto un viaggio nel sud - est asiatico, in Cina e a Hong Kong, e in Giappone dove, oltre alla formazione rivolta agli operatori, sar dedicato spazio al racconto del territorio di Montalcino.
Autore: Silvia Pieraccini


24 Febbraio 2017, ore 12:48

Il Sole 24 Ore
Un Codice doganale per le Doc Sicilia. Progetto avviato a gennaio dal Consorzio di tutela per tracciare lexport dei vini dallisola... Una dote di circa dieci milioni lanno per la promozione nei Paesi extra Ue a valere sullOcm vino cui si aggiunge una parte di risorse regionali. E poi ci sono otto milioni che invece arrivano dal Psr 204 - 2020 gi disponibili da un paio danni ed erogati a sportello. Fin qui le risorse pubbliche che la Regione siciliana destina alla promozione del vino allestero ma alla prima voce bisogna aggiungere almeno altri cinque milioni che la quota che spetta alle imprese mentre nellaltro caso la quota delle aziende pari al 30%. Cifre che danno la misura dellimpegno pubblico, nellisola, per il sostegno a un settore dellagricoltura ritenuto pi che strategico. Lo dice a chiare lettere lassessore regionale alle Risorse agricole Antonello Cracolici riferendosi ai recenti dati Ismea - Svimez: La Sicilia primeggia nel settore vitivinicolo, ma vive il paradosso di avere una redditivit dei vigneti pi bassa rispetto alla media nazionale - dice Cracolici -. Per questo con la nuova programmazione dellOcm lavoreremo per ribaltare questo dato concentrando pi risorse sullOcm investimenti piuttosto che sulla riconversione e sullestirpazione. Ladesione dei nostri vitigni autoctoni, Grillo e Nero dAvola, al disciplinare della Doc Sicilia contribuir a favorire questa strategia di rilancio della redditivit dei nostri vigneti, con politiche mirate ad incrementare il valore aggiunto della produzione attraverso limbottigliamento. Ma c pi di un paradosso in questa vicenda che riguarda lexport del vino siciliano. A partire dai dati. Che mancano. Si sa che pi della met del vino prodotto in Sicilia finisce allestero ma i dati sono falsati: Non sono reali perch si considera come export solo quello che si muove da porto di partenza - dice il presidente di Assovini Sicilia Francesco Ferreri -. Se poi quelle bottiglie arrivano invece dalla Sicilia questo non viene tenuto in considerazione. Ed ancora pi chiaro Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia: Una bottiglia di vino siciliano che deve arrivare negli Stati Uniti parte dalla Liguria e quindi risulta come export del vino di quella regione, lasciando a noi il conteggio solo delle bottiglie che partono dallIsola che sono una minima parte Il Consorzio Doc ha avviato da gennaio un progetto per risolvere il problema dotare tutte le bottiglie della Doc Sicilia di un codice doganale. Per il momento, su questo fronte, bisogna accontentarsi dei dati (parziali) forniti da Assovini: Noi raggruppiamo 78 aziende vitivinicole siciliane - dice Ferreri - e i dati in nostro possesso ci dicono che del vino prodotto dalle nostre aziende per un valore complessivo di quasi 300 circa il 60 per cento destinato ai mercati esteri.
Autore: Nino Amadore


24 Febbraio 2017, ore 12:47

Corriere della Sera
Il pediatra austriaco salvato dal Ciliegiolo Martin Kerres e la seconda vita a Valdonica. Da super manager a vignaiolo in Maremma... Sebbene io senta qui mormorare lacqua, come i discorsi della saggezza, cio abbondante e instancabile: io voglio il vino! Solo questo d guarigione immediata e salute istantanea!. Cos parlo lindovino a Zarathustra, secondo il racconto di Friedrich Nietzsche. Martin Kerres, medico e manager austriaco, ha trovato in Toscana la sua montagna spirituale per cambiare vita. Gestiva ospedali, quando ha capito che i soci puntavano pi sul profitto che sui pazienti, ha lasciato Vienna e si rifugiato a Sassofortino di Roccastrada, tra le Colline Metallifere della Maremma grossetana. E ha scoperto il Ciliegiolo, trasformando un vino un tempo rustico in uno elegante, subito premiato con 93 punti su 100 da Wine Spectator. Avevo fondato un gruppo con 70 strutture in Austria, Svizzera e Germania, con 8.000 posti letto e 12.000 dipendenti - racconta il pediatra Kerres, 54 anni - mi occupavo della gestione e della qualit delle cure. Poi stato varato un piano per aumentare i guadagni. Ho pensato che non sarei pi stato felice n soddisfatto. Mi sono dimesso nel 2006 e sono volato in Maremma. Da solo, con la famiglia rimasta a Vienna. Il medico cercava una casa per le vacanze, voleva solo allontanarsi dal mondo dei soldi e della sanit. Quando sono arrivato a Sassofortino stato un amore a prima vista. Si vedevano lisola del Giglio e lElba. Cera solo un pastore sardo con le sue pecore. Sui prati fiorivano le orchidee selvatiche. La zona battuta dal vento era abbandonata, il terreno era vergine. Ho provato a coltivarlo, portando 13 cloni di Sangiovese, Vermentino e Ciliegiolo. Mi sono trasferito qui, Valdonica si impadronita di me. E ho ritrovato il mio spirito. Ottantacinque gli ettari, dieci quelli con le vigne, su argille e lasciti vulcanici, pirite e quarzo. A pi di 500 metri di altitudine, le vigne pi alte della Maremma, con un clima mite favorito dalla brezza del Tirreno. Da cinque anni Kerres si occupa solo di vitigni autoctoni, dopo una fase iniziale in cui gestiva vigneti dei vicini con vitigni internazionali. Non ha perso laccento tedesco. Tante notti io non dormire, dice ricordando i primi anni a Valdonica. Avevo messo tutti i miei soldi qui. Il timore di non farcela svanito quando una sua bottiglia di Ciliegiolo finita a Wine Spectator. Il voto oltre i 90 punti ha cambiato la vita in cantina. Appena stata pubblicata la recensione del giornale statunitense - racconta - sono iniziati ad arrivare molti ordini. Tutti volevano acquistare il Ciliegiolo, avrei potuto venderne 7.000 bottiglie, ma ne avevo solo 600. Allinizio il Ciliegiolo era destinato ad un uvaggio con il Sangiovese. Dopo un anno in botte - svela il pediatra vignaiolo - abbiamo scoperto che stava nascendo qualcosa di favoloso, e labbiamo trattato in purezza. Laffinamento dura 45 mesi, tra botti grandi e bottiglia. Profuma di ciliegie e frutti di bosco, ha un bel color rosso rubino. robusto, deciso, ma con una acidit persistente che lo rende fresco. Lo si trova in enoteca a 40 euro. Tra gli altri vini di Valdonica, che prendono i nomi dalle localit in cui si trovano i vigneti, ci sono il Mersino, un Vermentino in purezza vinificato in acciaio, semplice ma tuttaltro che banale, il Saragio, una selezione di Sangiovese, e il Bacilo, una riserva di Sangiovese prodotta solo nelle annate migliori e in poche migliaia di bottiglie, invecchiata in barrique per due anni. Il vino vita ed energia, serve a raccontare una terra, non una formula chimica, riflette Kerres. E sembra di risentire lindovino che a Zarathustra chiede le bottiglie della salute istantanea.
Autore: Luciano Ferraro


24 Febbraio 2017, ore 12:47

Il Sole 24 Ore
Missione Cina: strategie di sistema e azioni sui social Il caso. Nel mercato asiatico import del vino italiano a +15%... Lobiettivo formare e fidelizzare i giovani... Una moneta a due facce. Il vino italiano in Cina inanella un record dopo laltro - le importazioni cinesi nel 2016 hanno toccato 6,4 milioni di ettolitri, +15% rispetto al 2015 - ma la graduatoria mondiale dei principali fornitori finisce per confermare lo strapotere dei vini francesi, che totalizzano il 31% dei volumi e il 42% del valore delle importazioni complessive di vino dalla Cina. La missione chiara: per recuperare il distacco accumulato il passo deve essere sostenuto. Se vero che ormai abbiamo acceso i motori, nel 2017 il momento di accelerare - commenta Amedeo Scarpa, direttore dellIre di Pechino e coordinatore della rete degli uffici in Cina - siamo partiti bene, gi nei primi 8 mesi dellanno scorso abbiamo registrato un aumento delle importazioni cinesi di vino dallItalia del 30,4%, contro una media del resto del mondo di +24%. Per i margini sono ancora tutti l: noi italiani, primi produttori al mondo, abbiamo in Cina una quota del 5,5%, contro il 44% dei francesi. Per questo Ice e Mise hanno messo a punto una strategia mirata, con un programma di promozione e sostegno a favore del nostro vino a tutto campo, sia sui canali tradizionali offline che su quelli online e delle piattaforme e - commerce. Punto forte, innanzitutto, unazione di sistema per mettere insieme tutti gli operatori pubblici e privati che lavorano a favore del vino italiano in Cina. Su questa falsariga sono state organizzate molte attivit di promozione, in primis in collaborazione con Ambasciata e Camera di commercio. Come quella di promuovere, ad esempio, lexport di vino italiano in Cina attraverso la formazione di nuovi giovani sommeliers facendo loro conoscere lunicit e la bellezza dei territori vitivinicoli, portando in Italia i chinese millennials, giovani food bloggers e esperti di cucina che gi orientano le scelte di acquisto di milioni di cinesi attraverso i social network. Tutti obiettivi della prima iniziativa realizzata da Ice, in collaborazione con Enoteca Italiana, Federvini e Unione Italiana Vini, indirizzata alla promozione dei vini italiani in Cina e realizzata nellambito della Prima settimana della cucina italiana nel mondo promossa dal Ministero degli Affari Esteri che qui ha offerto uno dei programmi pi ricchi di eventi, con oltre 70 appuntamenti in tutto il Paese, in particolare proprio nel networking event I love italian wines. In quel contesto lambasciatore Ettore Sequi ha conferito la fascia di promotori e divulgatori della qualit e delleccellenza dei vini italiani in Cina ai giovani del Top italianwine & Spirit course, unottantina di selezionati opinion leaders cinesi con milioni di followers su Wechat, il pi diffuso social media cinese, in ambito enogastronomico. I premiati sono stati in Italia a conoscere territori vitivinicoli e cantine nazionali e poi formati con corsi ad hoc nelle citt della Cina dalle quali provengono e che rappresentano le prime aree di consumo di vino importato: Pechino, Shanghai, Canton, Chengdu. Lidea di Ice di investire nella formazione e nella fidelizzazione di giovani cinesi coglie nel segno, perch si tratta della strategia ideale per un mercato vasto e in espansione come quello cinese, sempre pi orientato dai social media e dall e - commerce, il commento di Ettore Sequi. Perch il meccanismo tale che agli ottanta ambasciatori del vino italiano si aggiungeranno, si spera, circa altri 150 amplificatori (blogger, giornalisti, key opinion leader, Vip cinesi), per ulteriori 16 milioni di follower. Effetti a cascata si stanno verificando anche su altri versanti, con altre istituzioni e iniziative incentrate sul vino italiano in Cina. Per il secondo anno consecutivo portiamo a Verona insieme a Ice una delle delegazioni di buyer pi numerose di sempre provenienti da Greater China - dice Simone Incontro, responsabile dellufficio in Cina di Veronafiere spa -, soprattutto da citt di seconda e terza fascia come Dalian, Nanning, Changsha e Chengdu e con operatori qualificati di citt come Pechino, Shanghai e del Guangdong. Levento di incoming a Verona (9 - 12 aprile) arriver qualche settimana dopo la quarta edizione di Vinitaly a Chengdu (19 - 22 marzo), dove Vinitaly International ha organizzato la pi grande compagine italiana della Cina interna. Sinergia tra produttori e importatori e grande attenzione allaspetto educational. Prima della fine di questanno sar, infatti, la volta del roll out in Cina della Vinitaly International Academy diretta da Ian dAgata. Anche Cruitaly uniniziativa che sta cercando di fare sistema con tutti gli altri distributori di vino presenti in Cina: I corner Cruitaly saranno oltre 3 e-tro lanno prossimo in tutte le principali citt cinesi e saranno dedicati a promuovere food, mobili e, ovviamente, vino italiani, puntualizza il fondatore di questo nuovo concept di retail, Luca Cavallari. Per Marco Pizzoli, general manager China di Giv, Gruppo italiano vini, network di cantine di qualit con una gloriosa storia alle spalle, la promozione si concretizza in un rinnovato e aumentato supporto ai nostri maggiori distributor, specie su Cavicchioli il marchio di maggior successo tra i vini frizzanti italiani, mentre la promozione dei nostri brand punta su canali e - commerce flagship store aperti su Tmall e social media, avvio della distribuzione diretta nel canale on trade (ristoranti hotel e wine bar), grazie alla presenza in Cina di una nostra azienda trading e di un nuovo team dedicato a questo canale di investimento.
Autore: Rita Fatiguso


23 Febbraio 2017, ore 16:52

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Chianti, una rivoluzione storica Se ne produrr meno, ma migliore ... Ridotte le rese a ceppo da 5 a 3 chilogrammi nei vecchi vigneti... Produrre meno ma sempre meglio. questa la scelta del Consorzio Vino Chianti che ha deciso di modificare il suo disciplinare produttivo, diminuendo la quantit prodotta cos da incentivare lammodernamento dei vigneti e incrementare la qualit di tutta la Denominazione. La variazione riguarda i circa tre mila produttori di Chianti, che interessano pi di 15.500 ettari di vigneto per 800.000 ettolitri prodotti nelle varie zone e tipologie. Solo nella provincia di Siena i soci del Consorzio sono 500. Il motivo della scelta quello di essere sempre pi competitivi nel mercato globale. Per questo i vignaioli hanno deciso di anticipare di un anno la scelta, riducendo le rese a ceppo da 5 a 3 chilogrammi per quanto riguarda la produzione dei vecchi vigneti che fino ad oggi godevano di un regime in deroga particolare. Puntiamo a riequilibrare la Denominazione - commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - garantendo una migliore qualit dei nostri vini. Il cambiamento in linea con quanto deciso dallultimo Cda del Consorzio che, nei giorni scorsi, aveva deliberato la riduzione del 10% della produzione massima di uva a ettaro per la vendemmia 2017 che permetter di mantenere lequilibrio della nostra Denominazione e metterla in condizione di competere a livello mondiale con gli altri vini. Le novit contemplano anche un ulteriore ritocco che, in questo caso, guarda ai gusti dei consumatori orientali. Infatti, stato modificato anche il limite massimo di 4 grammi di residuo zuccherino a litro per il vino Chianti Docg e per il vino di tutte le sotto zone. stata cos fatta propria la norma comunitaria che prevede che: il contenuto massimo in zuccheri di un vino secco possa essere di due punti superiore al grado di acidit totale del vino. Con questa modifica - spiega Marco Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti - saremo ancora pi competitivi nei mercati orientali, da sempre pi sensibili a prodotti pi morbidi. I produttori, in questa fase che ci vede impegnati a promuovere il vino toscano in mercati che guardano alloriente, potranno cos decidere se aumentare leggermente il contenuto di zucchero dei loro prodotti andando incontro alle esigenze del consumatore di quei territori. Questa scelta permetter di abbinare meglio il nostro vino ai piatti tipici di quelle zone del mondo. Puntiamo cos ad incrementare le vendite in tutto il sudest asiatico, in linea con i viaggi di promozione che il Consorzio sta effettuando in questi ultimi mesi. Intanto in pieno corso il Latam tour che prevede iniziative di promozione in Sud America. Dopo le prime due tappe in Per e Colombia, da luned 27 febbraio i produttori saranno protagonisti a Cuba, nellambito del Festival Habanos, e poi dal 13 marzo in Messico. Lobiettivo dunque quello di allargare sempre di pi i confini di un vino dallottimo rapporto qualit/prezzo, capace di conquistare mercati finora poco esplorati dal vino italiano.
Autore: Giovanni Pellicci


22 Febbraio 2017, ore 12:55

Italia Oggi
Brunello venduto quasi tutto allestero. stabile il dato dellexport rispetto allo scorso anno, che si attesta sul 70% delle produzione totale. A trainare il mercato estero si confermano gli Usa, seguiti dallEuropa, i mercati asiatici, il Canada e il centro e sud America. Le bottiglie prodotte a Montalcino nel 2016 hanno sfiorato i 14milioni di cui 9,1 milioni di Brunello e 4,5 milioni di Rosso. Il giro daffari ha raggiunto i 170 milioni di euro.


22 Febbraio 2017, ore 12:55

Italia Oggi
Non viene rispettato lobbligo di presentare una rendicontazione separata sui fondi, come previsto dallErga Omns. A evidenziarlo la Fivi, federazione dei vignaioli indipendenti, che ha scritto al ministro Maurizio Martina. Per Fivi, i Consorzi possono richiedere contributi anche per i non soci, se gli associati sono il 40% dei produttori e producono il 66% del vino certificato. Per le voci di spesa di cui si chiede contribuzione ai non soci devono avere un bilancio separato. Nasce Vigne di Roma, il primo contratto di Rete vitivinicolo del Lazio. La costituzione avvenuta con il supporto tecnico di Confagricoltura. Si tratta del primo tentativo di fare squadra tra le aziende vinicole laziali che operano in uno dei settori agricoli pi dinamici a livello regionale.
Autore: Andrea Settefonti


22 Febbraio 2017, ore 12:54

Italia Oggi
La Versa alle coop Acquisto da 4,2 mln. Ritiro Soave... La cantina ad una newco tra Cavit e Terre dOltrep... La newco Valle della Versa partecipata dalle cooperative Terre DOltrep e dalla trentina Cavit hanno acquistato per 4,2 milioni di euro cantina La Versa in provincia di Pavia dichiarata fallita a luglio scorso e con tutti i dipendenti licenziati a dicembre. Laggiudicazione avvenuta con una asta telematica durata soltanto 5 minuti alla quale ha partecipato la sola Valle della Versa dopo il ritiro della cantina Soave. il successo della cooperazione con un vero un progetto a favore del territorio. Un acquisto che non sar colonizzazione, ma partnership come gi cera stata in passato. Vogliamo restituire al quel territorio un progetto per una spumantistica di qualit e di valorizzazione delle uve dellOltrep. Non portiamo via o svuotiamo un marchio, ha commentato a ItaliaOggi Bruno Lutterotti presidente di Cavit. Per Andrea Giorgi, presidente di Terre DOltrep: Lacquisizione di La Versa unoperazione strategica, di grande importanza per la valorizzazione e il rilancio dellintero territorio dellOltrep pavese. Terre dOltrep associa 900 aziende viticole per 4.500 ettari di vigneto specializzato producono annualmente oltre 400mila quintali di uve tra cui Pinot Nero, Pinot Grigio e Riesling. Cavit un consorzio di secondo livello che unisce 10 cantine sociali del Trentino con 4.500 viticoltori e rappresentano il 60% della produzione trentina. Soddisfazione stata espressa da Fabio Perini, presidente di Fedagri Confcooperative Lombardia e Mattia Affini, presidente di Confcooperative Pavia secondo i quali si tratta di Unoperazione che rappresenta unazione intelligente di rafforzamento e aggregazione della filiera vitivinicola dellOltrep Pavese, uno dei principali territori a vocazione vitivinicola a livello nazionale. Il marchio La Versa era stato valutato tra i 4,5 e i 5,6 milioni di euro e secondo lultimo bilancio il valore degli impianti era sui 12 milioni di euro mentre quello del magazzino 6 milioni di euro.
Autore: Andrea Settefonti


21 Febbraio 2017, ore 11:24

Italia Oggi
La dop senza consorzio pu farsi tutelare dal Mipaaf In assenza di un consorzio di tutela riconosciuto limpresa pu richiedere lautorizzazione per utilizzare nelletichettatura dei vini il riferimento a una denominazione dorigine protetta o ad una indicazione geografica protetta al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Lutilizzatore deve dichiarare che lautorizzazione concessa non sar ceduta, neanche in subconcessione, a terzi, n a titolo gratuito n a titolo oneroso e che, in caso di cessazione dellattivit e/o della produzione specifica, cesser luso del riferimento alla denominazione tutelata nelletichettatura, nella presentazione e nella pubblicit dei prodotti di vini composti, elaborati o trasformati. con la nota 20 febbraio 2017 che vengono fissati i criteri per lutilizzo del riferimento ad una denominazione geografica protetta o a una indicazione geografica nelletichettatura, nella presentazione o nella pubblicit dei vini. Il riferimento ad una Dop o Igp nelletichettatura, nella presentazione o nella pubblicit di un prodotto composto, elaborato o trasformato potr avvenire esclusivamente per il prodotto composto, elaborato o trasformato che lutilizzatore produce, commercializza o immette al consumo. Tale riferimento potr comparire esclusivamente nelletichettatura, nella presentazione e nella pubblicit, compresi i siti web, dei prodotti composti, elaborati o trasformati, cos come nei documenti commerciali e negli imballaggi riguardanti gli stessi, fatto salvo il rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di etichettatura, presentazione e pubblicit dei prodotti agricoli o alimentari. Lutilizzatore dovr dichiarare che il prodotto Dop o Igp verr stoccato, prima della elaborazione, separatamente dagli altri prodotti appartenenti alla stessa categoria merceologica.
Autore: Cinzia De Stefanis


20 Febbraio 2017, ore 11:23

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Mercati Vino, non solo Chianti. Tra rossi e bianchi lexport supera il miliardo Il vino toscano va e sempre meglio oltre gli italici confini. Sfonda quota un miliardo di euro il fatturato dei sedici Consorzi di tutela. Con un aumento del 55% del fatturato rispetto a dieci anni fa e unaltissima propensione allesportazione, le aziende che producono vini toscani Dop stanno dando impulso alla crescita economica del territorio. Le esportazioni di vini toscani DOP (DOC/DOCG) nel 2016 hanno raggiunto la cifra di 586 milioni di euro, segnando un incremento del 2,05% rispetto al 2015 e addirittura del 10,4% sul 2014. In controtendenza rispetto alla flessione delle esportazioni vitivinicole complessive, passate da 903 milioni di euro nel 2015 a 858 milioni di euro stimati per il 2016 (-5,24%). Positive le ricadute occupazionali: la filiera del vino toscano fornisce lavoro a oltre 25mila addetti, con un incremento del 5% negli ultimi dieci anni. Tra i Paesi che nel 2016 hanno acquistato maggiormente bottiglie di vini toscani gli Stati Uniti (139 milioni di euro di export), la Germania (62 milioni), il Canada (34 milioni), il Regno Unito (25 milioni) e la Svizzera con 21 milioni di euro. Rossi e bianchi, indifferentemente. Lexport dei bianchi DOP aumento del 12% sullanno precedente, con una domanda crescente dallAsia, come dimostrano i casi di Hong Kong, diventato terzo mercato di destinazione con 1,7 milioni di euro, e del Giappone (0,8 milioni di euro). E non si tratta solo di un fenomeno commerciale. Si parla del vino toscano anche sui media internazionali. Solo considerando la grande stampa, sono stati 1.115 gli articoli dedicati alle eccellenze toscane: il 31% negli Stati Uniti, il 25% in Germania, lo stesso nel Regno Unito (25%) e anche la Francia, dove i rossi sono eccellenza si occupata dei vini toscani. La Toscana ha attribuito molta importanza al rinnovo dei vigneti: il 68% dei vigneti (40mila ettari) nella regione ha unet minore di venti anni e, di questi, 17mila ettari sono pi giovani di dieci anni.


20 Febbraio 2017, ore 11:23

La Repubblica
Kraft getta la spugna su Unilever Ritiriamo la proposta di acquisto Kraft Heinz getta la spugna su Unilever. E ritira lofferta dacquisto sul colosso anglo - olandese. Lannuncio affidato a uno stringato comunicato congiunto delle due societ: Unilever e Kraft Heinz annunciano che Kraft ha ritirato amichevolmente la sua proposta per ununione delle due societ. Unilever e Kraft si rispettano. Kraft ha un profondo rispetto per la cultura, la strategia e la leadership di Unilever. Poche righe che mettono fine a quello che sarebbe potuto essere il matrimonio del secolo nel settore dei prodotti di consumo, creando un gigante con in portafoglio alcuni dei marchi pi popolari al mondo E che arriva dopo 48 ore di tensioni, anche politiche, sulle due sponde dellAtlantico.


19 Febbraio 2017, ore 18:03

Corriere Fiorentino
Brunello, unannata a cinque stelle Presentato il 20212 a cinquantanni dalla Doc di Montalcino: vini poco complessi ma qualit alta... Montalcino (Siena) Unannata quasi perfetta. Il Brunello 2012 presentato nei giorni scorsi alla stampa, oggi per la prima volta in assoluto ai privati e domani ai ristoratori, supera le attese del dopo vendemmia. Lestate calda del 2012 fece temere per vini troppo maturi, con uno stile pi fruttato e ovvio, senza cio la complessit di sfumature tipica di Montalcino. In parte stato pure cos, come suggeriscono i giudizi lusinghieri della stampa estera, storicamente attenta a un gusto internazionale o americano che predilige maturit e dolcezza. Sarebbe comunque una buona notizia visto che il dato sullexport rimane stabile rispetto allo scorso anno, attestandosi sul 70% della produzione totale, trainato com proprio dagli acquisti negli Stati Uniti oltre il 30%. Ma il caldo del 2012 a differenza del pi difficile 2011 - da intendere come sinonimo di siccit e non di temperature troppo elevate. La stagione pressoch priva di piogge di cinque anni fa cre infatti le condizioni per una maturazione delle uve in vigna senza la pressione delle malattie. Fattore, questo, che ha consentito una raccolta di grappoli sani pi o meno a tutti i produttori. Il livello qualitativo si rivelato quindi, quasi nella totalit dei 200 campioni di Brunello di Montalcino presentati in questi giorni, molto elevato. Unannata molto regolare grazie alla salubrit delle uve, dove tuttavia ad essere avvantaggiate - con un corpo pi complesso della media delle bottiglie 2012 - dallandamento climatico sono state le zone pi fresche della denominazione. Su tutte la parte alta di Montalcino che guarda verso nord, dei cosiddetti Canalicchi, che si fa per raggiungere la capitale del Brunello provenendo da Siena, come ha dimostrato ad esempio leleganza dei vini della casa Il Marroneto. Oppure a sud le zone pi alte come quella della storica casa Biondi Santi e delle Chiuse, o ancora la zona nella frazione di Tavernelle che beneficia storicamente di una maggiore escursione termica, grazie alla quale si ottengono vini profumati e con una maggiore grazia come a Le Potazzine. Grazia e potenza nel bicchiere anche a Castelnuovo dellAbate dove a giocare un ruolo cruciale in unannata siccitosa sono stati i terreni. E se molti produttori della zona meridionale oggi ammettono di aver irrigato le vigne perch dalla mancanza dacqua cadevano le foglie, la scelta stata quasi obbligata dalla priorit di proteggere le viti e non dettata dallavidit di produrre maggiori quantit duva. Nellanno in cui il consorzio taglia il traguardo dei 50 anni dal riconoscimento della Doc del Brunello nel 1967, il 2012 si presentato insomma come il giusto millesimo con cui festeggiare.
Autore: Aldo Fiordelli


18 Febbraio 2017, ore 18:14

Corriere della Sera
Kraft, maxi offerta da 143 miliardi per limpero Unilever Proposta di fusione per creare un big mondiale nei beni di consumo. I soci frenano. Il ruolo di Warren Buffett... La grande battaglia dellalimentare appena cominciata: ieri il colosso anglo - olandese Unilever - 400 marchi tra i quali Knorr, Lipton, Algida, i gelati di Grom e, nella cosmetica, Dove, Cif, Mentadent - ha respinto la colossale offerta da 113 miliardi di dollari arrivata dal gigante americano Kraft Heinz - oltre 200 brand, tra i quali Plasmon, Philadelphia, Weight Watchers. Lacquisizione, per ora rifiutata, avrebbe dato vita alla seconda multinazionale pi grande del mondo nel settore dopo Nestl. Ma tutto il mercato si attende un rilancio dagli Usa. Ieri a Wall Street Unilever schizzata di circa il 14% mentre Kraft Heinz di circa il 7%. C tempo fino al 17 marzo, termine ultimo secondo la legge britannica perch Kraft Heinz continui nellaffondo o si ritiri. Ma lo scalatore - spalleggiato dai due azionisti di controllo, la Berkshire Hathaway di Warren Buffett e 3G Capital, fondo brasiliano fondato da Jorge Paulo Lemann che insieme ne controllano il 59% - non sembra intenzionato a tirarsi indietro. Lofferta stata di 50 dollari per azione, di cui 30,23 dollari in contanti, con un premio del 18%. E il gruppo si detto impaziente di lavorare per raggiungere un accorso sui termini della transazione, aprendo allipotesi rilancio. Uniti, i due gruppi darebbero vita a un gigante da 240 miliardi di dollari di capitalizzazione (136 miliardi di dollari Unilever e 103 Kraft Heinz) e da 80 miliardi di fatturato, in grado di tallonare il numero uno nei beni di consumo, Procter & Gamble. Loperazione - cui lavorano Lazard per lacquirente e Morgan Stanley e Centerview per Unilever - sar anche la seconda a livello globale dopo i 172 miliardi di dollari nel 1999 di Vodafone per Mannesmann. A far pendere la bilancia verso lofferta di acquisto sarebbero state, fra le altre cose, linizio lento del 2017 di Unilever (come da ammissioni della stessa societ), anche a causa del cambiamento dei gusti dei clienti, meno disposti verso prodotti alimentari in scatola, ma anche la svalutazione della sterlina. Ma anche una questione di attitudine: gli azionisti di Kraft Heinz hanno gi dato prova di volere crescere per acquisizioni successive. Dapprima hanno conquistato Heinz per 23 miliardi nel 2013, pilotata due anni dopo verso la fusione con Kraft. Inoltre 3G controlla Burger King e AB InBev, il gigante della birra che ha appena scalato la rivale SabMiller per 110 miliardi di dollari. Se si aggiunge che Buffett primo azionista della Coca Cola, si pu dire che buona parte del cibo del pianeta potrebbe finire di fatto in mano a due sole persone.
Autore: Fabrizio Massaro


17 Febbraio 2017, ore 18:25

Corriere della Sera
Lora dei vini stile Occidentalis karma E la sorpresa del Sangiovese romagnolo Il Caciara di Ottaviani. E poi Prosecco e Lambrusco, il gioco goloso con 6 bottiglie... La folla grida un mantra, ci sono vini Occidentalis karma. Ironici e divertenti, come la canzone di Francesco Gabbani che ha vinto il Festival di Sanremo. Vini da risposte facili, dilemmi inutili, che mettono allangolo i pensieri cupi. Robert Byron, esploratore di luoghi del karma, laveva capito gi negli anni Trenta, in Persia, sulla Via per lOxiana (il suo libro pi famoso): Dopo le disavventure, tre bottiglie di vino di Shahi, uninsalata di arance e i sigari di Wishaw ridanno il buonumore a tutti. Il buonumore ha il colore del Sangiovese. un vitigno Occidentalis karma. Se viene se dalle colline giuste, con laffinamento pu esibirsi come un campione di Sanremo, con carattere e profondit, alla Fiorella Mannoia. Pi fresco e fuori dalle zone sacre, pu trasformarsi in un menestrello pop, stile Gabbani. Sul blog Internetgourmet, Angelo Peretti ha paragonato le canzoni di Mannoia ai vini della seriet e del sogno e quelle di Gabbani ai vini della giocosit e della golosit. Il Sangioveses karma ha un nome: Caciara. Viene dalla Romagna, i protagonisti sono Davide Lorenzi, fisico e voce da tenore alla Pavarotti, e il fratello Maurizio, occhi mediodentali che sembrano contornati dal kajal. Con loro i cugini Milena e Marco Tonelli. Lazienda si chiama Enio Ottaviani, il nonno. Siamo passione, dice Davide, e intona Romagna mia. Enio commerciava vini, poi ha acquistato una cantina a San Giovanni in Marignano (Rimini). Nel 2007 la partenza. Ci dicevano che non saremmo mai riusciti a vendere Sangiovese romagnolo lontano da qui. Dieci anni dopo produciamo 240 mila bottiglie e vendiamo in 35 Paesi, persino in Kenya. Nella cantina trionfa il cemento per la vinificazione, 47 vasche. Lacciaio sterilizza, come il suono di uno strumento in playback, il cemento un concerto live, declama Maurizio. Il Caciara davvero un vino live. La versione 2015 profuma di melograno e frutto della passione. Destate, a temperatura di cantina, evoca una spiaggia felliniana. Lannata 2016 (9 euro a bottiglia), che sar pronta ad aprile per il Vinitaly, tinta di porpora, sprizza ciliegie, un tuffo nella brezza salina adriatica. Il merito della terra, simile alla Mosella, sabbia, argilla e, sotto, manie azzurre e grigie, nelloasi del fiume Conca. Essere o dover essere, il dubbio amletico cantato da Gabbani dista mille miglia da qui. I Lorenzi sono romagnoli secondo stereotipo, valzer, mare e simpatia: Per noi Caciara una cena in campagna, risa e musica, una confusione felice, spiega Davide, lanciando grossi dadi di legno, uno con i nomi dei vini Ottaviani al posto dei numeri, laltro con i piatti abbinabili (la combinazione vincente Caciara e carni e pesce alla griglia, salumi e formaggi). I pescatori del nostro mare bevono Sangiovese allalba, rientrando in porto, con un brodetto di pesce. Lo spirito giocoso dei vini Ottaviani viene dalla nonna Ofelia. Era una cantante, si esibiva al Tre Piccioni di Cattolica destate, la vedevamo ogni sabato truccarsi prima di salire sul palco. Dinverno girava lEuropa. Un cliente ci ha portato un filmato del suo spettacolo a Monaco nel 1955: appartiene a voi, ci ha detto. Altri vini Occidentalis karma, allegri e leggiadri come il ballo della scimmia di Gabbani che rimanda al libro dello zoologo Desmond Morris? Il Prosecco. Il Giustino B. Ruggeri che Paolo Bisol ha dedicato al padre, il pi votato da Wine Advocate (92/100) sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene. O il Dirupo di Andreola e il Coste Piane che Loris Follador prepara secondo lancestrale metodo della rifermentazione in bottiglia. Nelle lezioni di Nirvana di Gabbani, il Buddha in fila indiana potrebbe sorseggiare un Lambrusco: ispira simpatia I Salici di Monte delle Vigne, anchesso rifermentato in Bottiglia. Mentre la scimmia danzante dello spettacolo sanremese preferirebbe un vino bianco che profuma anche di banana, il Fiano Minutolo di Polvanera. I vini Occidentalis karma hanno in comune costi contenuti, indole spensierata e la certezza che panta rei (tutto scorre), la citazione del filosofo Eraclito della canzone, non va intesa solo in chiave filosofica. Anche questo lo sapeva gi on in Persia: Il vino rosso di Julfa ha il gusto di un Borgogna coltivato in Grecia. Oggi ne abbiamo bevuto una bottiglia a testa. Buonumore Occidentalis karma.
Autore: Luciano Ferraro


17 Febbraio 2017, ore 18:23

Il Venerd di Repubblica
La bottiglia II Cannonau fa il gradasso e seduce al prime sorso... Che a Mamoiada, in Barbagia, si possa fare dellottimo Cannonau non sorprende. I terreni, sui 700 metri, sono vocati. Sorprende che un Cannonau semplicemente entusiasmante lo faccia Giovanni Montisci, che vocato non era. N contadino n figlio di contadini. La vigna gli piove addosso, se cosi si pu dire, per via ereditaria, dalla suocera. piccola, sui due ettari, con viti di 60 anni allevate ad alberello. Giovanni, che lavora da meccanico, si cimenta col mondo del vino, andando per gradi. Prova e riprova, ascolta gli anziani. Dapprima vende il vino sfuso, dal 2004 lo imbottiglia. Una gestazione durata 15 anni, che d buoni frutti. Il suo Cannonau raccoglie tanti elogi che Giovanni in etichetta lo chiama Barrosu, che in sardo significa vanitoso, spavaldo, quasi gradasso. Coltiva la vigna servendosi ancora dei buoi nel modo pi naturale possibile. Idem in cantina: niente chimica, solo lieviti autoctoni, senza stabilizzazioni n filtrazioni. Resa per ettaro: 30 quintali. un grande rosso, monumentale, che durer nel tempo. Non fatevi spaventare dai 16 gradi, ricco e profondo ma non pesante, elegante nei profumi di macchia mediterranea e tabacco, caldo eppure fresco, gentile eppure potente. Sembra una contraddizione ma un piccolo capolavoro. A Roma da Trimani, a Cagliari allAntica Enoteca Cagliaritana sui 32/34 euro.


17 Febbraio 2017, ore 18:22

Il Venerd di Repubblica
Nuovi contadini per antichi vigneti Genova. stato come scoprire un tesoro dimenticato. Nascosti sotto i grovigli dei rovi abbiamo ritrovato centinaia di grappoli duva ancora appesi sui tralci. Unuva bianca passita, dolcissima.... Andrea Pescino il regista del singolare recupero agricolo sulla collina di Coronata, ponente di Genova. Fino a 40 anni fa le fasce erano il trionfo della Bianchetta, un vino secco, con un lieve sentore di zolfo. Scomparsi i contadini, i vitigni erano stati abbandonati. Sono riemersi, prodigiosamente vitali. Tra i filari hanno rivisto la luce anche gli antichi pergolati. Saranno recuperati per ricreare lambiente agreste di un tempo. Quando la Valpolcevera era una sequenza di orti e di giardini. E, appunto, di vigneti. I 14 ettari sulla collina di Coronata sono stati donati dallEnte Ospedali Galliera allassociazione Migrantes di don Giacomo Martino. Che ha schierato i suoi ragazzi, africani e asiatici. Obiettivo: ripulire i terreni e renderli coltivabili. Dei sette ettari a vigneto Pescino ha trovato notizia in un libro mastro datato 1852, rinvenuto nelloratorio adiacente alla Chiesa del Boschetto sulla collina. Questanno produrremo qualche migliaio di bottiglie di vino. Ma non saranno commercializzate: serviranno per mettere a punto i processi di vinificazione. Andrea Bruzzone lultimo contadino rimasto a lavorare la sua vigna a Coronata. Produce Bianchetta, Bianco di Coronata, Valpolcevera Doc. Ha preso due impegni: insegnare il mestiere del viticoltore ai giovani immigrati e acquistare una parte delluva prodotta dagli antichi vigneti. Intanto Pescino avverte: Mi auguro che gli amministratori pubblici comprendano che i migranti possono trasformarsi in una risorsa per bonificare terreni, prevenendo cos gli incendi, o lavorando alla messa in sicurezza di torrenti... Si risparmierebbero decine di milioni a carico della collettivit ligure. A Coronata e Campi - dove prospera lOrto Collettivo diretto da Pescino (lavoro volontario in cambio di prodotti) - si unir un terzo progetto, patrocinato dal Ceis, il centro di solidariet fondato da Bianca Costa e diretto dal figlio Enrico, che assiste i giovani in difficolt a causa di droga e alcol. Venti ettari di terra a Fegino - sempre nel ponente cittadino -saranno bonificati. Avvieremo anche la coltivazione del riso, lunica in Liguria, dice Pescino e lEnte Italiano Risi seguir il nostro esperimento. Coltiveremo il luppolo per fabbricare una birra, rigorosamente analcolica.
Autore: Renzo Parodi


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