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Il Meglio dell'Edicola

01 Febbraio 2017, ore 13:11

Italia Oggi
Vini romagnoli cullati dalle onde, affinati in fondo al mare Dopo aver ammirato il mare per anni, i vini delle colline di Romagna si sono letteralmente tuffati nellAdriatico: sono diverse le cantine che hanno scelto di affinare i loro vini nei fondali marini. A Cesenatico (Forl - Cesena) un gruppo di sommelier ha dato vita a La Cantina del Mare: Marcello Fornari e i suoi soci invecchiano i vini a 7 chilometri dalla costa. Le bottiglie, spiega Fornari, dopo sei mesi di affinamento in fondo al mare si naturalizzano allesterno, ricoprendosi di organismi marini: diventano vere opere darte. Il vino matura nel colore, nel gusto e nellolfatto. Il microclima e il massaggio delle maree conferiscono caratteristiche uniche. Sui fondali cesenaticensi vengono fatte riposare bottiglie di Burson (il vino di Leo Longanesi) e di Famoso, che poi vengono vendute tra i 50 e i 75 euro, in confezioni di legno. La Tenuta Casali di Mercato Saraceno (Forl - Cesena) ha voluto celebrare limpresa dellesploratore Filippo Zappi con uno spumante di Sangiovese affinato per un anno in fondo al Mar Adriatico, allinterno di un relitto inabissato a 50 metridi profondit al largo di Rimini. Duecento bottiglie che saranno riportate in superficie il maggio prossimo. Lassenza di luce, la temperatura fredda e costante e il moto ondoso, spiegano i fratelli Valerio e Paolo Casali, alla guida della cantina dal 1978, rappresentano condizioni ottimali per laffinamento dello spumante. A Ravenna il relitto della Piattaforma metanifera Paguro diventato una cantina: qui la Tenuta Paguro affina vini romagnoli a 30 metri di profondit. Lintuizione stata di Gianluca Grilli e Raffaele Ravaglia, che hanno immerso Sangiovese (anche Riserva), Albana, Merlot e Cabernet: cinquemila bottiglie allanno per conquistare il mondo.
Autore: Maicol Mercuriali


30 Gennaio 2017, ore 13:07

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Dalla Croatina al Riesling La forza di una Consorzio che esplora strade nuove 13.500 ettari a vigneto dellOltrep pavese corrispondono alla superficie occupata da 18.900 campi da calcio della dimensione dello Stadio Olimpico di Roma. E mettendo in fila i 54 milioni di piante di vite dellOltrep, a distanza di un metro come sono disposte nei filari dei vigneti, si potrebbe fare 1,3 volte il giro del mondo. Un business per le 1.700 aziende vitivinicole oltrepadane, in prevalenza a conduzione famigliare, che rendono il panorama molto frammentato, punto di forza per la qualit ma un po meno per la promozione e lesportazione. Come molto diversificati sono i vitigni e i vini in bottiglia. Sulle colline oltrepadane i vitigni pi rappresentativi sono: Croatina (4mila ettari, che rappresentano il 70% circa dellintera produzione nazionale), Barbera (3mila ettari), Pinot nero (quasi 3mila ettari, ovvero il 75% dellintera produzione nazionale), Riesling (1.500 ettari) e Moscato (500 ettari). Tra i vini, lo spumante Metodo Classico si produce fin dalla met del 1700 e nel 1865 si spumantizz per la prima volta partendo da barbatelle di Pinot nero selezionate in Francia. La produzione di spumanti in Oltrep conta circa 12 milioni di bottiglie annue, di cui circa un milione e mezzo di Metodo Classico. Il vino della tradizione il Bonarda, un rosso di pronta beva la cui produzione tocca i 20 milioni di bottiglie, mentre il rosso pi internazionale il Pinot nero e il bianco pi caratteristico il Riesling. Nelle ultime vendemmie il totale delluva raccolta in Oltrep pavese sempre stato superiore al milione di quintali, per una produzione di vino che supera gli 800mila ettolitri. A fare sintesi per tutelare e promuovere una delle prime cinque storiche Denominazioni dItalia per numero di ettari vitati, la mission del Consorzio Tutela Vini Oltrep Pavese parte dalla solida tradizione per guardare al futuro. Come?
Nellaprile del 1959 muoveva i primi passi quello che sarebbe poi diventato il Consorzio Tutela Vini Oltrp Pavese - spiega il presidente Michele Rossetti -. Gi allora sintuiva quanto sarebbe stato importante creare condivisione, guardare al futuro e difendere unidentit. Tutto cominci da unassociazione di produttori, fondata ufficialmente il 4 agosto 1960 (dieci anni prima della Doc), che aveva lo scopo di valorizzare e tutelare i vini dellOltrep Pavese. Da allora il Consorzio ha ampliato le sue aree di intervento, di concerto con gli enti istituzionali a partire dal Ministero delle Politiche Agricole e da Regione Lombardia. Tra le sue azioni di tutela dei vini dellOltrep, il Consorzio si batte per la salvaguardia dei prodotti e della loro qualit, con particolare attenzione allorigine. Non a caso dalla vendemmia 2007 le bollicine Metodo Classico in Oltrep Pavese hanno ottenuto la Docg.
Quali fini e obiettivi si prefigge di raggiungere?
Oggi il Consorzio aiuta i produttori a esplorare nuovi scenari, fare comunicazione e marketing, ad esportare lidentit territoriale che il vino dOltrep sa esprimere. Il Consorzio realizza manifestazioni e degustazioni ma anche protagonista di eventi di settore su scala locale, regionale, nazionale e internazionale. Si guarda allestero, in particolare allEuropa, allAmerica, alla Svizzera e al Giappone. Il Consorzio presente su Internet e sui principali social network in modo molto attivo. Mondo del vino in Oltrep significa qualit nel bicchiere, ma anche chance di crescita economica: le Cantine vogliono creare enoturismo e itinerari culturali agganciati alla rete della ricettivit, come testimonia il progetto Guidando con Gusto (www.guidandocongusto.com), nato da una sinergia tra Consorzio e Strada del Vino e dei Sapori dellOltrep Pavese.
Progetti futuri?
In Consorzio sta per completarsi, nel dialogo sullasse Regione - Ministero, il percorso per i nuovi disciplinari di produzione, una nuova tracciabilit con la fascetta di Stato e un regolamento dassemblea per dare pi voce e peso alle piccolemedie aziende.
Autore: Stefano Zanette


30 Gennaio 2017, ore 13:05

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Cantine Giorgi, brand da premio La famiglia fa la differenza Ma il territorio deve crescere uno tra i brand dellOltrep pavese pi noti in Italia, ha numeri da grande e qualit testimoniata dai premi, come i Tre bicchieri del Gambero Rosso e i Cinque grappoli dellAis assegnati al Metodo Classico Docg Giorgi 1870.
Le cantine Giorgi restano unazienda a conduzione familiare?
Non un caso - risponde Fabiano Giorgi - che tante grandi aziende sul mercato nazionale siano legate a una famiglia, che mantiene i ruoli cardine. In un settore come quello vitivinicolo, la tradizione e la passione della famiglia fanno davvero la differenza. Se vengono esteriorizzati i ruoli cardine dellazienda non pi la stessa cosa. Noi comunque abbiamo pi di 20 dipendenti, 30 con la campagna. Ma c ancora mio padre che sovrintende a tutto, ci sono io che mi occupo pi dellaspetto commerciale di marketing e promozione, mia sorella Eleonora, laureata in Economia e commercio, e mia moglie Ileana, che insieme a mia sorella cura in particolare i rapporti con lestero.
Quante bottiglie allanno producete?
Pi di un milione allanno di bottiglie. E gi un formato grande per unazienda del nostro territorio, anche perch ci rivolgiamo di fatto a un mercato un po di nicchia, con prodotti che mantengono un livello di prezzi non basso. Abbiamo tre enologi, uno resident e 2 consulenti, ogni settimana vengono fatte riunioni in cui si scelgono le strategie aziendali, perch il mercato va aggredito, non ci si pu mai accontentare.
Quanto conta il mercato nazionale e quanto quello estero?
Noi siamo al 70% Italia e al 30% estero. Siamo presenti in 59 Paesi esteri, ma abbiamo voluto fare un passo alla volta. Ritengo che sia un piccolo sbaglio guardare allestero, come in tanti hanno fatto in un periodo di difficolt del mercato nazionale, senza avere delle solide basi in Italia. Noi abbiamo una rete di vendita nazionale che conta ormai quasi 150 agenti di commercio: prima si deve far conoscere il proprio marchio in Italia, poi si pu aggredire anche il mercato estero.
Con vini diversi a seconda del mercato di destinazione?
S, certo, fa parte della strategia. In Italia abbiamo puntato molto sul Metodo Classico, ma anche sullo spumante Metodo Charmat, che con la qualit pu mettersi in concorrenza con il Prosecco. Allestero vendere spumanti invece difficile, anche per una questione di tassazione sulle bollicine, che porta ad avere bottiglie in vendita a prezzi troppo elevati per il mercato. Per abbiamo il Pinot nero vinificato in rosso che molto apprezzato a livello internazionale.
Quanto il marchio Giorgi legato al territorio dellOltrep pavese?
Purtroppo limmagine del territorio oltrepadano non ancora allaltezza. Personalmente credo molto nel binomio vino-territorio, inscindibile. La qualit del prodotto essenziale, ma bisogna essere bravi anche nella promozione. Per questo mi sono sempre impegnato in prima persona anche al di fuori della mia azienda, ad esempio con il Club del Buttafuoco storico, ero stato vicepresidente del Consorzio tutela vini Oltrep pavese, ora sono presidente del Distretto del vino di qualit dellOltrep pavese. Lo faccio per interesse? Certo, perch linteresse della mia azienda lo stesso interesse che ha tutto il territorio.
Autore: Stefano Zanette


29 Gennaio 2017, ore 18:18

La Repubblica
Dallarcheologa arborea allo scrittore gli eroi della nuova civilt contadina ... Un incontro di spiriti diversi non solo un gioco di parole per definire il Premio Nonino. Perch i numeri sono seri: ieri la quarantaduesima premiazione in un contesto familiare che da 120 anni distilla grappe e acquaviti. Per cinque volte ha anticipato le scelte del Nobel: Rigoberta Menchu, V.S. Naipaul, Tomas Transtroemer, Mo Yan, Peter Higgs. Molti pensano che sia un premio letterario, invece nato nel 75 come Risit datri (Barbatella doro), un riconoscimento a chi tutelava gli antichi vitigni friulani, alcuni a rischio destinzione. Due anni dopo, sempre legato al tema della terra e della civilt contadina, s affiancato il premio letterario nazionale, dal 1984 internazionale. Agli inizi, spiegare dove si trova Percoto a un interlocutore straniero non era facile. La formula pi usata era: Vicino a Venezia. Vicino a Palmanova sarebbe stato pi corretto, ma cera il rischio di dare, come Stefania Sandrelli in Ceravamo tanto amati, tra Peonis e Trasaghis, una risposta che richiedeva unaltra domanda: dov Palmanova? Qui sono stati premiati Amado e Senghor, Sciascia e Abbado, Lvi-Strauss ed Elias, ma anche il pane di Altamura e il radicchio Rosa di Gorizia. Pure i Nonino di strada ne hanno fatta, dai tempi del bisnonno Orazio che girava con un alambicco su un carrettino e distillava a domicilio, cascina per cascina. Hanno inventato la distillazione da monovitigno, partendo dal pi raro, il Picolit. Poi hanno distillato luva, poi alcuni frutti e il miele. La grappa, considerata meno delle ciabatte di Cenerentola, velocemente diventata una status symbol. Attualmente c una fase dallargamento (di utilizzo e di mercato ). Da qui nasce Thats Amaro! (chiss quanti ne avrebbe bevuti Dean Martin ). Oppure Nonino-tonic, sfida diretta al gin cui subentra la grappa, senza dimenticare nel bicchiere un rametto di rosmarino che non solo decorativo. I premi, tra villotte furlane e arie della Traviata, coro delle Mani Bianche e suggestivi giochi di luce (non c da stupirsi, semmai da commuoversi: la regia di Ermanno Olmi). Il mercato (la grande distribuzione) ha bisogno di poche variet e grande quantit. Molti frutti minori progressivamente spariscono. Lotta continua a favore delle biodiversit urla Giannola Nonino. Applausi. Nel suo terreno di 8 ettari, vicino a Citt di Castello, Dalla Ragione cura (tiene in vita) circa 500 alberi dimenticati, che danno le mele a muso di bue, le mele a culo dasino, i fichi dei frati zoccolanti, le pere fiorentine e le pere palombine. Cyprian Broodbank premiato per la ricerca storica e geografica sul Mediterraneo, tra miti arcaici e realt migratorie. Premio Inter-nazionale a Pierre Michon, francese della Creuse, per Vite minuscole. Bel libro e autore sincero: Ho cercato di fare lo scrittore davanguardia per liberarmi dallambiente contadino in cui sono nato e cresciuto. Ho cambiato strada quando ho visto lorto abbandonato di mio nonno Flix e ho capito che mio dovere era raccontare le vite di persone del posto, allegre o tragiche, vite che nessuno altrimenti avrebbe raccontato. Ho convocato i miei morti. Premio Maestro del nostro tempo a John Gray, inglese, filosofo dell antiliberalismo. Aveva previsto la grande crisi con anni danticipo, e la vittoria di Trump in agosto. Non era difficile prevederla, dice: lui inesperto, Hillary esperta, ma proprio questa esperienza governativa che ha giocato a suo sfavore. Piaccia o no, siamo in un mondo nuovo. E lEuropa cosa diventer? Sar orbanizzata. Credo che lUe durer ancora tre anni, Brexit solo linizio.
Autore: Gianni Mura


29 Gennaio 2017, ore 18:18

La Repubblica
Dallarcheologa arborea allo scrittore gli eroi della nuova civilt contadina ... Un incontro di spiriti diversi non solo un gioco di parole per definire il Premio Nonino. Perch i numeri sono seri: ieri la quarantaduesima premiazione in un contesto familiare che da 120 anni distilla grappe e acquaviti. Per cinque volte ha anticipato le scelte del Nobel: Rigoberta Menchu, V.S. Naipaul, Tomas Transtroemer, Mo Yan, Peter Higgs. Molti pensano che sia un premio letterario, invece nato nel 75 come Risit datri (Barbatella doro), un riconoscimento a chi tutelava gli antichi vitigni friulani, alcuni a rischio destinzione. Due anni dopo, sempre legato al tema della terra e della civilt contadina, s affiancato il premio letterario nazionale, dal 1984 internazionale. Agli inizi, spiegare dove si trova Percoto a un interlocutore straniero non era facile. La formula pi usata era: Vicino a Venezia. Vicino a Palmanova sarebbe stato pi corretto, ma cera il rischio di dare, come Stefania Sandrelli in Ceravamo tanto amati, tra Peonis e Trasaghis, una risposta che richiedeva unaltra domanda: dov Palmanova? Qui sono stati premiati Amado e Senghor, Sciascia e Abbado, Lvi-Strauss ed Elias, ma anche il pane di Altamura e il radicchio Rosa di Gorizia. Pure i Nonino di strada ne hanno fatta, dai tempi del bisnonno Orazio che girava con un alambicco su un carrettino e distillava a domicilio, cascina per cascina. Hanno inventato la distillazione da monovitigno, partendo dal pi raro, il Picolit. Poi hanno distillato luva, poi alcuni frutti e il miele. La grappa, considerata meno delle ciabatte di Cenerentola, velocemente diventata una status symbol. Attualmente c una fase dallargamento (di utilizzo e di mercato ). Da qui nasce Thats Amaro! (chiss quanti ne avrebbe bevuti Dean Martin ). Oppure Nonino-tonic, sfida diretta al gin cui subentra la grappa, senza dimenticare nel bicchiere un rametto di rosmarino che non solo decorativo. I premi, tra villotte furlane e arie della Traviata, coro delle Mani Bianche e suggestivi giochi di luce (non c da stupirsi, semmai da commuoversi: la regia di Ermanno Olmi). Il mercato (la grande distribuzione) ha bisogno di poche variet e grande quantit. Molti frutti minori progressivamente spariscono. Lotta continua a favore delle biodiversit urla Giannola Nonino. Applausi. Nel suo terreno di 8 ettari, vicino a Citt di Castello, Dalla Ragione cura (tiene in vita) circa 500 alberi dimenticati, che danno le mele a muso di bue, le mele a culo dasino, i fichi dei frati zoccolanti, le pere fiorentine e le pere palombine. Cyprian Broodbank premiato per la ricerca storica e geografica sul Mediterraneo, tra miti arcaici e realt migratorie. Premio Inter-nazionale a Pierre Michon, francese della Creuse, per Vite minuscole. Bel libro e autore sincero: Ho cercato di fare lo scrittore davanguardia per liberarmi dallambiente contadino in cui sono nato e cresciuto. Ho cambiato strada quando ho visto lorto abbandonato di mio nonno Flix e ho capito che mio dovere era raccontare le vite di persone del posto, allegre o tragiche, vite che nessuno altrimenti avrebbe raccontato. Ho convocato i miei morti. Premio Maestro del nostro tempo a John Gray, inglese, filosofo dell antiliberalismo. Aveva previsto la grande crisi con anni danticipo, e la vittoria di Trump in agosto. Non era difficile prevederla, dice: lui inesperto, Hillary esperta, ma proprio questa esperienza governativa che ha giocato a suo sfavore. Piaccia o no, siamo in un mondo nuovo. E lEuropa cosa diventer? Sar orbanizzata. Credo che lUe durer ancora tre anni, Brexit solo linizio.
Autore: Gianni Mura


27 Gennaio 2017, ore 15:30

Corriere della Sera
Eretico e rispettoso del passato: lAmarone che cancella le divisioni ... La storia di Gaspari, lerede di Quintarelli. E le 7 etichette da scoprire nellAnteprima... C un Amarone che sembra uscito da una delle dodici astronavi di Arrivai, il film di Denis Villeneuve. senza tempo: antico, attuale, avveniristico. E il vino di Celestino Gaspari, di Zym. Gaspari stato definito lerede di Bepi Quintarelli, il re dellAmarone autentico, morto cinque anni fa, davanti al quale, come scrisse Luigi Veronelli, veniva spontaneo inginocchiarsi e memorare i poeti. Ma Celestino, che ha lavorato da Bepi e ne ha carpito i segreti come un ragazzo nella bottega di un artista rinascimentale, molto di pi. il vignaiolo che, con le sue bottiglie, sembra far sfumare le divisioni nella terra dellAmarone. Due mesi fa, Wine Spectator ha dedicato un servizio di sette pagine alle differenze di stile e ai conflitti in una zona che, dal 2000 al 2015, ha visto triplicare la produzione di Amarone. Alison Napjus ha descritto produttori ambiziosi che hanno trasformato lidentit anacronistica di un vino nelle versioni pi fresche e commerciali. Un Amarone moderno e uno tradizionale. Una grande divisione, come titola il giornale americano, che ha dato vita alle Famiglie dAmarone darte, sodalizio formato da tredici aziende storiche, esterno al Consorzio di tutela dellAmarone. Tra scontri sulle regole di produzione e sui confini per la corsa alloro rosso, il vino di Gaspari (che nel Consorzio siede nel consiglio di amministrazione), supera le contrapposizioni tra le storiche interpretazioni e le ultime arrivati. Conservo il passato e sono proiettato nel futuro, per migliorare - spiega -. Cerco la pulizia e leleganza nel vino, lo voglio aristocratico ma anche facile da bere. LAmarone non un vino come gli altri, un prodotto artistico. Si parte dalla materia prima, dallesperienza, poi si crea. Gaspari guarda indietro e lontano, lo si capisce dal nome della sua azienda: Zym significa lievito in greco. Il lievito di cui scrive Aristotele, paragonando la fermentazione alla crescita che fa transitare dallo stato solido allo stato liquido. Come luva che diventa vino. Il richiamo allAntica Grecia calato in una cantina tecnologica ricavata in una cava arenaria a San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella classica, in provincia di Verona: lastre di pietra, pareti dacciaio e pavimenti in vetro. Dallalto sembra una enorme foglia di vite. Queste rocce - dice Celestino - hanno ispirato la nuova cantina, realizzata seguendo i tagli obliqui delle pietre. Un modo anche questo di puntare sulla continuit, di dare un senso alle forme del passato e del futuro. Nella cava Gaspari arrivato nel 1999, dalla Val dIllasi, dopo lapprendistato da Quintarelli, poi diventato il suocero. Si allontanato dal suo maestro quando ha capito che labito della tradizione pura gli stava stretto. Prima 17 anni di consulenze per cantine in rampa di lancio, poi lavventura in proprio. Ora mantiene vecchie pratiche tradizionali di vinificazione, ma rischia e sperimenta in modo ossessivo, inquieto. Rispettoso del passato ed eretico allo stesso tempo. Trenta gli ettari, 80 mila le bottiglie. Unisce con stile alchemico quindici variet rosse e nascono Harlequin e Kairos. Recupera, in purezza e nellAmarone, un vitigno dimenticato, lOseleta. Questo fine settimana porter a Verona il suo Amarone classico, un assaggio dalla botte dellannata 2013, e le bottiglie del 2009. Loccasione Anteprima Amarone, al Palazzo della Gran Guardia. Domenica porte aperte al pubblico, con 150 etichette in degustazione di 78 aziende (il biglietto costa 30 euro). Tra le bottiglie in vetrina molte meritano di essere scoperte. Come lAmarone di Farina, con Oseleta come quello di Gaspari. NellAmarone di Roccolo Grassi spicca la Corvina (aumenta il carattere fruttato). Se si cerca limpronta di un enologo tra i pi noti, si trova quella di Beppe Caviola nelle bottiglie delle Tenute Salvaterra. Una grande azienda? Da assaggiare I Saltai di Sartori. E da seguire lAmarone di Ca Rugate. Due certezze: lautenticit dei vini di Corte SantAlda e la marcia in pi di quelli di Secondo Marco. Infine un vignaiolo ragazzino: ha un futuro il giovane Righetti dei Vigneti di Ettore. LAmarone classico di Zym stato definito da Wine Spectator, nellarticolo sulla grande divisione, un elegante matrimonio tra i pi tradizionali Amarone e gli stili moderni. Senza tempo, fluttuante tra passato e futuro, come un messaggio portato da una delle dodici astronavi di Arrival.
Autore: Luciano Ferraro


27 Gennaio 2017, ore 15:30

Italia Oggi
Prosecco da tutela Unesco ... La Commissione nazionale italiana per lUnesco ha deliberato allunanimit la candidatura italiana per il 2017-2018 nella Lista dellUnesco dei patrimoni mondiali dellumanit del paesaggio vitivinicolo del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Larea candidata, tra Valdobbiadene e Conegliano, racchiude la zona di produzione del Prosecco Docg. Lo ha annunciato ieri il ministro alle politiche agricole, Maurizio Martina. Nella zona si estendono circa 5.000 ettari di vigneto su cui operano oltre 3.000 agricoltori e 20 poli museali.


27 Gennaio 2017, ore 15:30

Il Venerd di Repubblica
La vigna arrampicata sulle vette del gusto ... Sol non significa sole, come viene immediato pensare, ma suolo. Nel caso, di origine morenica. Angelo Sega, la moglie Marinella e i figli Luca e Matteo, entrambi laureati (Economia e commercio, Giurisprudenza) curano dal 2006 una vigna di complessivi sei ettari, divisa in sette porzioni che vanno dai 370 ai 700 metri di quota, tutte nel comune di Teglio. Barbacan il soprannome del nonno, indica un muro di sostegno esterno nelle case e anche nei terrazzamenti in vigna. Vigna ripidissima quella del Sol, esposta a sud. Estrema e verticale la definisce Matteo. Si vendemmia portando a spalla le ceste gi per le scalette di pietra. Artigianalit e naturalit sono le parole dordine in famiglia. Et delle viti: da 6 a 80 anni. Vitigni: solo Nebbiolo, qui detto Chiavennasca. Enologo: non c. Facciamo vino come i nonni, ma con attrezzature moderne. E lo fanno non bene, benissimo. Due etichette: un Rosso di Valtellina e questo Sol Valgella Docg superiore. Che ci ha stupito e conquistato prima con i profumi (rosa, viola, ciliegia. spezie fini, tabacco) poi al palato: non gli manca nulla. Ha ricchezza. eleganza, carattere, insieme contadino e aristocratico, forse il pi vicino al Piemonte dei Nebbioli di Valtellina. Gran bel bicchiere, davvero. A Sondrio allenoteca il Saraceno, a Milano da Wine sui 19/23 euro.


26 Gennaio 2017, ore 14:53

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Prosecco patrimonio dellUnesco Bollicine alla conquista del mondo ... Il ministro Martina lancia la candidatura. Oggi il primo verdetto... Ai palati fini della bollicina far storcere il naso. Eppure il Prosecco - compagno di aperitivi e happy hour da neve, da spiaggia e da citt per milioni di italiani, soprattutto giovani - sar il secondo vino italiano dopo i paesaggi piemontesi di Langhe, Roero e Monferrato a fregiarsi del blasone di patrimonio mondiale dellumanit per lUnesco. O meglio, pi che al vino, lonore toccher alla zona da cui nasce, appunto le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: quindici comuni e 31 frazioni lungo la pi antica Strada del Vino dItalia, 120 chilometri a racchiudere 18mila ettari di superficie agricola di cui 7mila a vigne da prosecco. Quello Docg: perch il prosecco non pi solo un vino ma addirittura un Sistema, cos si chiama la societ sorta dallunione dei tre consorzi di produzione - Prosecco Doc, Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Superiore di Cartizze - che si allarga anche al Friuli, e che fa lievitare a 20mila gli ettari di vigneto. Ma la terra interessata al distintivo Unesco appunto il cuore del Prosecco, che ha come capitali Valdobbiadene e Conegliano, dove tra laltro nel 1876 nacque la prima scuola enologica dItalia. Ad accelerare la pratica, la firma del ministro per le politiche agricole Maurizio Martina, ieri, sul dossier di candidatura, che oggi passer allesame della Commissione nazionale Unesco, la quale dovr formalmente decidere se inviare tutto alla sede mondiale Unesco di Parigi per ottenere liscrizione del sito tra i Patrimoni entro il 2018. LItalia, con 51, guida la classifica mondiale, e prepara lingresso di un altro territorio vinicolo, le colline del Chianti Storico (come le defin il bando di Cosimo III Granduca di Toscana nel 1716), dove si produce il Chianti Classico, il vino del Gallo Nero. Il cammino delle Terre del Prosecco verso la lista Unesco era partito nel 2009, per iniziativa dellallora ministro Luca Zaia, oggi presidente della Regione Veneto, che confida nella sensibilit del presi-dente della Commissione Francesco Bernab e dei suoi componenti. Un riconoscimento che va soprattutto agli agricoltori, spiega la Coldiretti, per aver trovato un equilibrio rispettoso della natura disegnando con la loro attivit a presidio del territorio uno dei territori pi belli dItalia. Sulla stessa linea lo stesso ministro Martina, quando nota che la candidatura esprime con forza la capacit del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere lItalia nel mondo grazie alla positiva convivenza tra lavoro ed ecosistema. Nei numeri, il Prosecco e le sue rive, le caratteristiche colline scoscese dipinte da Cima da Conegliano, da cui si raccolgono rigorosamente a mano le uve migliori, un pianeta da circa 480 milioni di bottiglie lanno (400 solo di Prosecco Doc) per un giro daffari che sfiora il miliardo di euro, e si concentra per il 58% in Italia, e una forte espansione nellexport, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, con 15 milioni di bottiglie per il solo Superiore, che rappresenta comunque con i suoi 5.400 addetti e con il resto dei suoi numeri il primo distretto spumantistico dItalia. Salvo finire alla sbarra, come accadde nellagosto 2014 dopo il disastro al Molinetto della Croda di Refrontolo: lalluvione di un torrente travolse una festa, con il tragico bilancio di 4 morti e 8 feriti. Si punt il dito contro la cosiddetta industrializzazione del prosecco. Tema spinoso, si parl di colline sfruttate fino allo sfinimento. Ma oggi il Proseccoshire si gode la sua rivincita.
Autore: Paolo Pellegrini


26 Gennaio 2017, ore 14:53

Corriere della Sera
La lista Unesco LItalia: prosecco come patrimonio mondiale ... Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha firmato la candidatura nella lista dei Patrimoni Mondiali dellUnesco del sito veneto Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Il dossier sar esaminato oggi dalla Commissione nazionale italiana per lUnesco che dovr decidere se inviare a Parigi la candidatura per liscrizione del sito nella lista Unesco entro il 2018.


25 Gennaio 2017, ore 11:05

Italia Oggi
Export del vino in crescita per valore e volumi, ma le criticit restano. Secondo lIstat sono stati 16,7 milioni gli ettolitri esportati nei primi dieci mesi del 2016, +1,6% su base annua. In valore sono stati superati i 4,5 miliardi di euro,+3,5%, e a fine anno potrebbero arrivare a 5 miliardi e mezzo. Valore che per supera di poco i 5,4 mld del 2015 e, soprattutto, non riduce il gap con la Francia i cui incassi nel 2015 hanno raggiunto 8,3 miliardi di euro.
Puntare sulla sostenibilit ambientale, sociale ed economica far crescere a velocit doppia le aziende vitivinicole italiane. quanto emerso in occasione di Wine&Siena. Nel 2020, il Pil del vino italiano varr complessivamente circa 12,1 miliardi di euro, +15%. Quello del vino sostenibile, invece, toccher i 4 mld di euro, +30%. La crescita per le aziende orientate allo sviluppo sostenibile potrebbe arrivare a valori fra +7% e +10% annui. A sostenerlo Maria Pia Maraghini dellUniversit di Siena.
Continuer la crescita del vino italiano nel mondo, in particolare in Usa e Cina. Secondo uno studio di Confcooperative tra il 2015 e il 2020 per il vino rosso attesa una crescita del +17,7% in volume e del +10,4% in valore. Crescita anche per ros (+9,3%; +10,9%), bianchi (+11,2%; +11,8%) e bollicine (+15,4%; +16,9%). Negli Usa calo dei ros -4,1% in volume, mentre faranno il botto le bollicine +24,6% in volume e +28,9% in valore. In Cina, crescita per rossi (+82,4%; +55,9%), ros (+ 18,5% ;+23,8% ), e bianchi (+34,2%; +43,1%), in calo gli spumanti (-7%; -9,7%).
La piattaforma italiana Vino75.com diventata cantina di riferimento italiana per Alibaba. Vino 75 unenoteca digitale fondata a Firenze nel 2014 da Andrea Nardi Dei. Su di essa Invitalia Ventures e Sici Sgr hanno condotto un round dinvestimento Series A da 1,5 mln di euro.
Autore: Andrea Settefonti


25 Gennaio 2017, ore 11:05

Corriere della Sera
Besostri con la bottiglia che celebra il No Il legalke dei ricorsi si presenta con il ViNo... Il ViNo, imbottigliato per la vittoria al referendum del 4 dicembre, lo ha portato a palazzo della Consulta lavvocato Felice Besostri, tra i promotori dei ricorsi contro lItalicum, per farne dono al personale di cancelleria della Corte. Si tratta di due bottiglie di pregiato Rossese di Dolceacqua del Ponente Ligure (Imperia).


25 Gennaio 2017, ore 11:04

Italia Oggi
Scissione Uiv, Frescobaldi: la casa comune ... Il mondo italiano dellenologia ha gi una casa comune ed Unione Italiana Vini. A dirlo a ItaliaOggi Lamberto Frescobaldi nel rispondere alle 20 aziende uscite da Uiv dopo aver riscontrato una mancanza di unit di vedute (si veda lanticipazione su Italia0ggi dell11/1/2017 e lintervista a Piero Mastroberardino del 18/1/2017). In Uiv ci sono 550 aziende associate che esprimono 5,5 miliardi di fatturato, il 50% del totale del vino italiano e l80% del fatturato export. Se non sono questi i numeri di una casa comune. E nel 2016 sono entrate 60 aziende nuove e 40 hanno chiesto di entrare, forse tanto male non si sta facendo.
D Perch allora sono uscite?
R Lho chiesto, ma sinceramente non lho capito.
D Chiedono maggior omogeneit di chi rappresenta il mondo del vino, una voce unica. Uiv ha perso questa caratteristica?
R Non credo proprio, una lettura che rimando al mittente, abbiamo ulteriormente rafforzato questa caratteristica di avere ununica rappresentanza. Ma nel nostro mondo non pu esistere omogeneit. Ci sono obiettivi e interessi diversi, la realt molto articolata e non si pu semplificare. Essere rappresentativi vuol dire riuscire ad abbracciare tutti e dare a tutti.
D Ci sono margini di dialogo con chi uscito?
R Mi auguro che il dialogo resti aperto e che quando avranno avuto il tempo di valutare che la politica del presidente Antonio Rallo seria e fatta di contenuti, allora potranno rientrare.
D Uiv potrebbe riunire sotto di s tutte le rappresentanze sindacali dei produttori di vino?
R Gi rappresentiamo tutte le forze, tutti i sindacati dellagricoltura, abbiamo un ottimo rapporto con il governo, siamo a Bruxelles nel Comitato dei Vini con Domenico Zonin vicepresidente. Dobbiamo anche considerare che nellEuropa il mondo del vino Interessa tre nazioni, Francia Spagna e Italia mentre c tutta una serie di Paesi che vedono il vino come un alcolico. Quindi la politica enologica in Europa non banale.
D Il vino italiano vende grazie allexport. Ha gi espresso tutto il proprio potenziale, oppure ha altro da dire?
R Certamente siamo proiettati allexport, ma non ci dimentichiamo che anche il mercato italiano in salute e assorbe il 50% del nostro prodotto.


25 Gennaio 2017, ore 11:04

Italia Oggi
Regno Unito Pignoletto Superstar ... Incuriosisce per il no stupisce per freschezza e vivacit, attira per leffetto novit. Sono i motivi che rendono celebre il Pignoletto mercato dOltremanica, dove spopolano le bollicine alternative dei Colli Bolognesi. Dalle parti del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagn stimano un aumento di export pari al 20% nel 2016, dopo il +15% del 2015. Ed proprio in Uk che lo spumante della via Emilia registra le performance p interessanti, trainato dal vendite nei big della distribuzione organizzata che si rivolgono ad una fascia medio-alta come Waitrose, Sainsburys e Tesco. Ma non finita, perch il Pignoletto viene servito anche da Carluccios nota catena di ristoranti italiani. Spiega Emma Monaghan, buyer Champagne e sparkling wine presso Sainsburys: I nostri clienti amano scoprire nuove cose, per questo a novembre 2015 abbiamo aggiunto il Pignoletto Doc Spumante Brut alla nostra gamma Taste the Difference; ha dato prova di grande successo tra i clienti con vendite al di sopra delle aspettative. Il nostro Taste the Difference Pignoletto una manna per i fan dei vini frizzanti che cercano di ampliare il proprio repertorio e di provare qualcosa di un po diverso ed ottima come alternativa pi economica allo Champagne nelle occasioni di festa. Parole analoghe arrivano da Xenia Irwin, buyer wine presso Waitrose: Le vendite di Pignoletto, un frizzante davvero italiano che nuovo a Waitrose, stanno superando tutte le aspettative e prevediamo che continueranno a crescere dal momento che i clienti di Waitrose cercano qualcosa di nuovo ed entusiasmante da offrire agli ospiti in occasione di cene e feste. Il fenomeno delle bollicine alternative ha attirato linteresse di importanti tabloid come Times, Daily Mail e Telegraph, oltre a testate di settore (Drink Business e Glass of Bubbly). Siamo piccoli, conclude Francesco Cavazza Isolani, presidente del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, ma non abbiamo avuto paura di misurarci con competitor dai grandi numeri e il mercato inglese ci ha premiato facendoci diventare una case history da raccontare nonch una referenza sempre pi importante da tenere in assortimento, soprattutto tra Natale e Capodanno.
Autore: Giovanni Bucchi


25 Gennaio 2017, ore 11:03

La Repubblica Firenze
No al Logo per sedurre i cinesi ... No allutilizzo del logo del Gal-lo Nero, sulle bottiglie di Chianti Classico, per sedurre i consumatori cinesi. Cos ha deciso il Consorzio del Chianti Classico. Da venerd 27 in Cina si apre lanno del Gallo di fuoco. Unoccasione straordinaria di promozione dei vini del Consorzio del Chianti Classico che nel logo del bollino riportano il Gallo Nero. quanto hanno pensato alcuni produttori toscani che hanno chiesto al Consorzio di tutela di poter riprodurre anche in etichetta il Gallo consortile per spingere le vendite nel mercato cinese. Ma il consiglio ha vietato un libero utilizzo del Gallo Nero per non svilire un marchio che ha appena celebrato i suoi primi trecento anni di storia. Lo ha reso noto il presidente del consorzio del Chianti Classico Sergio Zingarelli, a Roma per una presentazione delle iniziative dellazienda vinicola di famiglia. Quello cinese un mercato dominato dai vini cinesi e nel quale il Chianti Classico ha incontrato sempre difficolt a sfondare nonostante gli sforzi di promozione profusi. Maggiori soddisfazioni, soprattutto negli ultimi anni, sono arrivato ai produttori del Consorzio del Gallo Nero dai mercati del Nord America, Stati Uniti e Canada. Dopo limpressionante corsa degli ultimi anni, nel 2016 il Consorzio del Chianti Classico ha rallentato la crescita delle vendite allestero.


24 Gennaio 2017, ore 10:49

Italia Oggi
Il futuro del vino anche al femminile ... Il 4 marzo nasce il primo evento nazionale dedicato alla cultura del vino al femminile, per segnare linizio della festa della donna 2017: il presidente delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, ha annunciato liniziativa porte aperte alle wine lovers ieri a Roma nella sede dellAssociazione della stampa estera in Italia, prima di commentare unindagine-sondaggio dedicata alla donna del vino del XXI secolo. Le donne sono il futuro dellagroalimentare italiano, ha affermato Cinelli Colombini, sono imprenditrici molto vocate allinternazionalizzazione, e le vignaiole hanno mediamente titoli di studio pi alti e parlano lingue straniere. Laureate, fanno figli dopo i trentanni, guadagnano spesso meno degli uomini e sono ancora alle prese con il sessismo. Al questionario inviato alle donne del vino hanno risposto produttrici, giornaliste ed esperte, enotecarie, ristoratrici di tutte le parti dItalia, pari al 24% della compagine sociale. Cinelli Colombini ha sottolineato. che c ancora tanto da fare per raggiungere una reale parit di genere. Le donne prendono esempio da altre donne assumendole come modelli (82%) elemento questultimo da non sottostimare perch le recenti indagini di Wine Economics sulle donne del vino australiane hanno invece rivelato la propensione del settore femminile a conformarsi a comportamenti professionali e sociali maschili adattandosi a un ambito che le vede in netta minoranza. Per il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, anche se in Italia le cantine a guida femminile sono vicine alla quota 30% e, in generale, limprenditoria femminile una risorsa importante per il settore agricolo, non si pu parlare certamente di prodotti agricoli di genere. Nemmeno per il vino. Abbiamo realt importanti come quelle riunite nellAssociazione delle Donne del Vino, forte di 700 componenti. Con tantissime imprenditrici qualificate, protagoniste dellenologia, in prima linea, come Cinelli Colombini, nostra associata. Per Guidi, molto interessante sottolineare come quasi 180% delle viticoltrici italiane si concentri su produzioni Doc o Docg. Abbiamo imprenditrici vitivinicole preparate e agguerrite, attente alle novit e che dominano i mercati. Un altro aspetto che vale la pena di approfondire il ruolo femminile nellacquisto del vino. Non c dubbio che siano loro, a livello mondiale a decidere gli acquisti. In testa in paesi come Usa, India, Svezia. In Australia hanno contribuito, grazie alla loro predilezione per bianchi e spumanti a rendere il vino sempre pi famoso e in Giappone sono proprio le donne non solo a sceglierlo, ma ad aver dato vita al trend del consumo.
Autore: Gianfranco Ferroni


23 Gennaio 2017, ore 12:58

Quotidiano Nazionale/La Nazione
In alto i calici A Firenze si brinda con Chianti Lovers ... Il Chianti presenta i suoi calici migliori in un evento aperto al grande pubblico. Torna Chianti Lovers, iniziativa organizzata dal Consorzio Vino Chianti, in collaborazione con Camera di Commercio, Promofirenze e Regione Toscana. Una manifestazione dedicata non solo agli addetti ai lavori, ma a tutti coloro che amano il vino ed sono abituati a gustarlo a tavola e nelle occasioni speciali. Il 12 febbraio, alla Fortezza da Basso di Firenze, si daranno appuntamento circa 150 aziende, provenienti dalle province di Firenze, Prato, Arezzo, Siena e Pisa. Presenteranno le novit che usciranno in commercio nel 2017, ovvero il Chianti di annata 2016 e il Chianti Riserva 2014. La giornata si aprir alle 9.30, ma per tutta la mattina e il primo pomeriggio laccesso sar riservato agli addetti ai lavori. Quindi, dalle ore 16, sar la volta del grande pubblico, che gi dalla prossima settimana potr acquistare i biglietti in prevendita attraverso il circuito BoxOffice. La vendemmia 2016 stata bellissima - spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - e ci aspettiamo vini allaltezza dellannata. Il 2014 stato invece un anno pi difficile, ma la Riserva stata fatta con il fiore allocchiello della produzione e avremo quindi anche in questo caso livelli qualitativi altissimi. In generale, il 2016 ha registrato un buon trend di crescita per il Chianti con + 6-7 per cento nelle vendite a livello nazionale, abbinato a un calo nellexport. Lobiettivo del Consorzio consolidarsi nel Paese e concentrarsi parallelamente sui mercati stranieri, sia tradizionali che nuovi. Fra questi, in primis Messico e Cina. In programma, fra le varie iniziative in Fortezza, un aperitivo con degustazioni di vini abbinate al cibo e dj set. Levento dedicato al Chianti aprir una settimana tutta incentrata sulle anteprime dei nuovi vini, che si susseguiranno in un ricco calendario di appuntamenti e cantine aperte.
Autore: Lisa Ciardi


22 Gennaio 2017, ore 12:59

LEspresso
La bottiglia ... Abbazia Culius Boni, successivamente Badia di Coltibuono. Per quasi un millennio i monaci tennero alto questo nome a dispetto di una ubicazione - tra Siena e Firenze - di grande importanza strategica tra torri, fortificazioni e castelli. Ora Badia Coltibuono azienda vertice anche grazie al Cultus Boni Chianti Classico Bio (23 euro) fermentato naturalmente con lieviti autoctoni e affinato due anni in legno che dona bouquet balsamico. La bocca calda e vellutata ma con il giusto sprint che allunga il sorso potente.
Autore: Paolini & Grignaffini


21 Gennaio 2017, ore 15:47

IO DONNA
La flte en rose ... Se volete brindare rosato, questo millesimato di Donnafugata fa per voi. Piacevole sia per struttura sia per finezza, ha riflessi leggermente aranciati. Troverete note di costra di pane, buccia di pesca tabacchiera e caramella. Sontuoso.
Autore: Angela Frenda


21 Gennaio 2017, ore 15:45

IL SOLE 24 ORE
Gioco di squadra Nord-Sud contro le false griffe alimentari ... Consorzi. Un patto tra Prosecco e Mozzarella Dop... Gioco di squadra Nord-Sud contro le false griffe alimentari. I due consorzi del Prosecco Doc e della Mozzarella di bufala campana Dop hanno presentato nei giorni scorsi a Roma un progetto congiunto di monitoraggio del mercato. Uniniziativa analoga a quella avviata mesi fa da Parmigiano reggiano, Grana padano, Aceto balsamico di Modena, Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele e diretta ai mercati esteri. Il progetto di Mozzarella e Prosecco prevede circa mille ispezioni lanno sui canali della grande distribuzione e della ristorazione italiane perch - ha detto il presidente del consorzio della Mozzarella di bufala campana, Domenico Raimondo - i falsi esistono anche in Italia oltre a numerosi casi di prodotti evocativi che nulla hanno a che fare con loriginale. In questa ottica a breve lanceremo uniniziativa analoga con i produttori del Provolone Valpadana.
Il monitoraggio coprir - ha aggiunto il direttore del consorzio del Prosecco Doc, Luca Giavi - 7 regioni pari al 35% del territorio nazionale. E metter in campo azioni di controllo sulletichettatura e su eventuali prodotti evocativi, verifiche sul prodotto commercializzato sfuso e sul corretto utilizzo degli ingredienti Dop nei prodotti trasformati. Lintero progetto, mettendo insieme due importanti realt del Nord e del Sud, punta a dimostrare che esiste un vero e proprio sistema Paese non solo sotto il profilo produttivo, ma anche su quello delle garanzie ai consumatori. Del sistema dei controlli in Italia e dei suoi sviluppi on line ha parlato il capo dipartimento Mipaaf responsabile per lIspettorato controllo qualit, Stefano Vaccari.
Gli accordi di tutela on line stretti dal Mipaaf con le principali piattaforme, da Amazon ad Alibaba, da Google ad Ebay - ha detto - hanno consentito allIcq di effettuare nei mesi scorsi ben 719 interventi a tutela del Parmigiano reggiano, 273 contro i winekit (le confezioni di mosto in polvere che promettono di produrre celebri vini in casa con la sola aggiunta di acqua ndr), 173 a tutela del Prosecco, 82 sullAceto balsamico di Modena e 11 sul Prosciutto di Parma.
Liniziativa potr contare sul supporto tecnico di Ismea. Le segnalazioni di eventuali irregolarit ha aggiunto il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello - avverranno sulla piattaforma realizzata da Ismea che informer cos in tempo reale gli agenti vigilatori dei consorzi che potranno richiedere lintervento delle autorit. Ma soprattutto la nuova sinergia in chiave di tutela potrebbe aprire una fase nuova nelluniverso dei prodotti alimentari Dop e Igp.
Finito il tempo dellaccumulazione di marchi - ha aggiunto il capodipartimento Mipaaf, Luca Bianchi - in cui lItalia ha raggiunto e consolidato la propria leadership nei riconoscimenti Ue, ora il momento di lavorare sulla valorizzazione di un intero modello centrato sulla qualit dei prodotti e sul loro legame con il territorio. Per questo le partnership sono la strada maestra per promuovere presso i consumatori il valore aggiunto del nostro sistema.
Autore: Giorgio dellOrefice


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