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Il Meglio dell'Edicola

11 Ottobre 2017, ore 18:24

Quotidiano Nazionale
Un gran ritorno: ecco lAmarone edizione limitata firmato Allegrini Dalla maison Allegrini un Amarone limited edition. A pi di 30 anni dallultima annata in commercio, torna col millesimo 2011 in una produzione limitata di circa 5mila bottiglie il Fieramonte, Amarone Classico Riserva Docg, prodotto con uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta, provenienti dallomonimo vigneto a Mazzurega di Fumane di Valpolicella. Un cru frutto del reimpianto di un vigneto a 400 metri di altezza sulla collina che guarda Villa Della Torre. Le uve di Fieramonte hanno unintensit aromatica particolare e dopo lappassimento fanno 48 mesi di affinamento in piccole botti di rovere. quindi un vino che coniuga potenza, grande struttura, quindi ottima longevit ma anche una grandissima eleganza.
Autore: Lorenzo Frassoldati


11 Ottobre 2017, ore 18:15

Italia Oggi
La vendemmia francese ancora peggio del previsto Arrivano i dati ufficiali della vendemmia 2017 e ai vignerons non resta che rifugiarsi dietro i dati dellexport 2016 che confermano, ancora una volta, il dinamismo della wine industry francese che, pur con mille differenze tra mercato e mercato, Usa e Cina, per esempio, ha portato sul piatto della bilancia commerciale qualcosa come 11,9 miliardi di euro di vendite, un po meno del settore aeronautico (leggasi Airbus) ma molto di pi della moda e dei cosmetici. I numeri di questanno, invece (come aveva anticipato ItaliaOggi del 13 settembre), sono quasi tutti negativi con una produzione complessiva, ormai accertata dalle rilevazioni di Agrimer, lIsmea francese, di 36,9 milioni di ettolitri, 6,3 milioni in meno rispetto al 2016 che aveva regalato unannata record, per quantit, da 43,2 milioni di ettolitri. Colpa del gelo primaverile e del caldo torrido di agosto, come si sa, che hanno colpito la Francia cos come lItalia e la Spagna mettendo in ginocchio tutta lEuropa vinicola. Il gelo primaverile, per esempio, ha letteralmente distrutto i vigneti della Gironda e della regione del Bordeaux dove si sono registrati cali fino al 50%. Lo stesso accaduto nella regione dello Jura, nella Valle del Rodano, nel Vaucluse, nel Gard, nellIlerault, insomma in tutta la fascia vinicola mediterranea. Ma anche nella Francia atlantica, soprattutto nello Charente (dove si coltivano le uve del Cognac) il bilancio drammatico con cali a due cifre, -35% nel Midi-Pyrnes e -30% nello Charente. Record negativi del -30% in certe aree del Gard e della Languedoc - Roussillon. E ancora peggio in Alsazia dove il crollo si misura nellordine di milioni di ettolitri. Il calo stato ancora pi pesante rispetto alle previsioni, gi pessimistiche, di Agreste, il servizio statistico del Ministero dellAgricoltura, che aveva stimato a inizio settembre una produzione di 37,2 milioni di ettolitri, mentre il saldo finale stato di 36,9 milioni come si diceva allinizio. Solo nel 1945, dopo la guerra, c stata una vendemmia cos misera. Al momento solo tre distretti enologici sono scampati al disastro. La Champagne, nonostante il gelo primaverile abbia distrutto il 23% della fioritura, alla fine ha chiuso in pareggio, cio con gli stessi volumi del. 2016, seppure in calo del 9% rispetto alla media del quinquennio. Anche la Loira chiude con il segno positivo (+8%) e la Borgogna si prende quasi la rivincita sul Bordolese e la Gironda con un +12% rispetto al 2016. Il vino, per, non mancher perch le cantine sont pleines de vins pas ancore revendiqu, come spiegano al Ministero, cio traboccano di vino non ancora rivendicato, non ancora dichiarato ai Consorzi e quindi fuori dalla contabilit enologica del Paese. In ogni caso le graduatorie mondiali restano immutate: Italia al primo posto, Francia al secondo e terza la Spagna come anticipa un report dellOiv, lorganizzazione mondiale del vino, che render noti i dati marted 24 ottobre in una conferenza stampa qui a Parigi.


11 Ottobre 2017, ore 18:15

Quotidiano Nazionale
Sylvaner, Gemma nel cuore della Val dIsarco Sono i vigneti pi settentrionali dItalia. La Val Isarco una nicchia di alta qualit nel territorio altoatesino. Le vigne stanno su pendii terrazzati ad altitudini fra 400 e 850 metri, con punte a 950. Pendenze medie dal 30 al 70 per cento, ma anche oltre. Quindi viticoltura eroica quella dei 18 soci della cooperativa Eisacktalwein che lavorano manualmente 360 ettari di vigna. Le due strutture di dimensioni maggiori sono la Cantina Valle Isarco e la storica Abbazia di Novacella. Nella valle (lunga 80 chilometri) coesistono diversi microclimi che permettono di coltivare vari vitigni a bacca bianca: miiller, riesling, kerner, sylvaner, gewiirtztraminer, pinot bianco e pinot grigio. Ma nelle zone pi a sud, vicino alla citt di Bolzano, c spazio anche per la rossa Schiava. Quando nel 1142 il beato Hartmann fond lAbbazia di Novacella, nella conca di Bressanone la viticoltura era gi praticata da tempo. Ancora oggi i canonici agostiniani reggono i destini del convento e conducono una delle pi antiche cantine attive del mondo. Clima fresco, forti escursioni termiche, terreni ricchi di minerali, altitudine tra 600 e 900 metri, tutto concorre a dare sapidit, aromi e freschezza ai bianchi dellabbazia tra cui svettano Sylvaner, Kerner e Gewiirztraminer. I rossi vengono invece dai terreni pi a sud: il Lagrein dal podere bolzanino di Mariaheim; Schiava Gentile, Pinot Nero, e Moscato Rosa dal podere Marklhof di Cornaiano/Appiano. Il sylvaner uno dei portabandiera della casa. La versione base 2016 al naso vibra di frutta bianca; al palato bello tonico, minerale, persistente. In enoteca a 11,50 euro. La selezione Praepositus a 15,70. Sylvaner 2016, Abbazia di Novacella.
Autore: Lorenzo Frassoldati


11 Ottobre 2017, ore 18:14

Italia Oggi
Tour del Consorzio vini Valpolicella e 100 aziende nel mondo. Kiev, New York, Hong Kong e Vancouver sono le ultime quattro tappe estere di un anno interamente dedicato allinternazionalizzazione del brand della denominazione e alla sua promozione nei principali mercati del vino. Protagoniste di questo percorso condiviso, il Consorzio e 100 aziende.


11 Ottobre 2017, ore 18:14

Italia Oggi
Lazienda Librandi in Cina con il Consorzio Italia del Vino. La cantina calabrese ha portato le sue eccellenze nei due appuntamenti volti a promuovere il meglio della produzione vinicola italiana in Cina. Da Shanghai a Pechino, Librandi ha detto la sua accanto ai big del mondo vitivinicolo italiano, valorizzando, in uno scenario in continua crescita, la propria produzione basata su variet locali.


11 Ottobre 2017, ore 18:14

Italia Oggi
Entro il 30/11/2017, i beneficiari dellOcm vino che hanno ricevuto anticipi superiori a 5 milioni di euro erogati dallanno finanziario 2015 (pagamenti dal 16 ottobre 2014 in poi) su progetti ammessi a contributo, devono presentare la rendicontazione annuale sullutilizzo dellanticipo percepito. Lo stabilisce Agea con la circolare Agea del 9 ottobre n. 76071. Lobbligo riguarda i soggetti che hanno percepito anticipi per i quali, al 15 ottobre di ogni anno, non stata presentata domanda di saldo o richiesta di collaudo finale LOcm sostiene la promozione del vino nei paesi terzi (art.45 reg. Ue 130812013), la ristrutturazione e riconversione vigneti, gli, investimenti e la distillazione dei sottoprodotti.


11 Ottobre 2017, ore 18:13

Italia Oggi
Produzione di vino francese a -19% La produzione di vino diminuita del 19% nel 2017 rispetto allanno scorso in Francia. crollata a 36,9 milioni di ettolitri. Secondo uno studio di Bnp Paribas, riportato da Le Figaro, era stata di 43,2 milioni di ettolitri nel 2016, inferiore del 10% sul 2015 e in calo del 6 per cento relativamente alla media degli ultimi cinque anni. Il calo dovuto principalmente al gelo primaverile che ha toccato in maniera sensibile i vigneti di tutte le zone vitivinicole della Francia anche se non tutti con la stessa intensit secondo il servizio di statistica del ministero dellagricoltura francese. Il Sud - Ovest, la regione di Bordeaux, lAlsazia, sono stati particolarmente colpiti. La Borgogna, il Beaujolais la Linguadoca e il Sud - Est della Francia hanno subito le gelate dopo la siccit. La regione del Giura quella dove il gelo ha fatto pi danni con la conseguenza che questanno la produzione crollata del 61%. In Alsazia scesa del 30% rispetto allanno scorso. Controcorrente la Valle della Loira e il Beaujolais - Borgogna che vedono la produzione aumentata rispettivamente dell8% e del 4%. I danni del clima che portano alla riduzione della produzione non sono sinonimo di rovesci economici quando c la qualit. Lanno scorso la Francia ha esportato vini e liquori per 11,9 miliardi di euro, e ha battuto il proprio record del 2015 conservando il proprio titolo di secondo produttore mondiale di vini dietro lItalia e davanti alla Spagna. La produzione mondiale di vino era scesa del 5%, scivolando a 259 milioni di ettolitri, una delle pi basse degli ultimi ventanni.
Autore: Ettore Bianchi


11 Ottobre 2017, ore 18:13

Italia Oggi
Fatturato in crescita e nuova governance per il cambio generazionale a Mondodelvino. La holding dellomonimo gruppo vitivinicolo italiano, rinforza ancora la performance fra i principali esportatori di vino italiano nel 2016 e consolida il proprio fatturato oltre i 100 milioni di euro. Inoltre il gruppo fondato nel 1991 da Alfeo Martini insieme ai due soci Roger Gabb e Christoph Mack, ha effettuato un cambiamento costituito dal passaggio generazionale da Alfeo al nuovo team manageriale. La nuova governance della Mondodelvino Spa prevede un sistema duale con consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione. Del consiglio di sorveglianza fanno parte Alfeo Martini, Giorgio Rubini, Christoph Mack e Roger Gabb mentre di quello di gestione Marco Martini, Davide Zondini e i consiglieri delegati Scipione Giuliani, Gaetane Carron, Luigi Bersano, ed Enrico Gobino.


10 Ottobre 2017, ore 18:02

Il Sole 24 Ore
Anno nero per la vendemmia Il 2017 - 2018 annata da dimenticare per le regioni produttrici di vino in Europa, almeno per le quantit. Secondo i dati presentati dai Paesi membri alla Commissione europea, gelate primaverili e siccit estiva tagliano le stime della produzione: in Italia la riduzione si prevede del 21% rispetto allanno scorso, in Francia del 17% e in Spagna del 16%. Una vendemmia cos povera non si registrava dallinizio degli anni 80. Ad esempio - si legge in una nota della Dg agricoltura della Commissione - in Sicilia si stima un calo del 35%. In Italia la produzione si attestata su 40 milioni di ettolitri contro i 37,2 della Francia confermando cos il primato italiano.


09 Ottobre 2017, ore 18:02

Corriere della Sera
Noi, figlie dei re del vino alla conquista del Brunello La famiglia degli enologi Cotarella ha acquistato lazienda Le Macioche a Montalcino: un investimento da oltre cinque milioni affidato alle eredi Enrica, Marta e Dominga. Ci mettiamo alla prova, non vero che i giovani sanno solo distruggere quel che c Nuovi arrivi in terra di Brunello. La conquista tutta al femminile da parte delle tre donne del vino italiano, con un cognome altisonante, quello dei Cotarella, che la dice lunga sulla tradizione enologica italiana. La firma arrivata nelle settimane scorse per lacquisto di 5 ettari, di cui 3,5 vitati a Brunello, dellazienda Le Macioche, in una delle zone pi storiche, un investimento di oltre 5 milioni di euro. Una realt che entrer nel corpus aziendale di famiglia, con la realt Falesco (13,2 milioni di fatturato nel 2016), che si trova a sud di Orvieto, fondata dai due enologi Riccardo (mondiale la sua fama) e Renzo (amministratore delegato della Marchesi Antinori) e guidata sempre dalle figlie Dominga (45 anni, agronoma, figlia di Riccardo), Marta (35, che si occupa dellamministrazione) ed Enrica (31, comunicazione e social), figlie di Renzo. Le Macioche, acquistata nel 2014 da tre giovani soci veneti per una cifra attorno ai 4 milioni di euro e un fatturato intorno ai 250 mila euro, era in vendita da un po di tempo. Oggi la propriet possiede la cantina e il podere. Montalcino arrivata quasi per caso spiega Dominga Cotarella labbiamo vista per la prima volta a luglio e in pochi mesi abbiamo concluso. La volont quella di mettersi alla prova in una delle zone pi conosciute e blasonate. Lazienda piccola ma bellissima, una bomboniera. stato amore a prima vista, e quando ti innamori perdi anche lobiettivit. Faremo solo Brunello e qualche Riserva. Usciremo con lannata 2013 coi vini gi in cantina mentre la nostra prima prova totale sar con lannata 2017 che avr anche il marchio biologico riconosciuto. Nelle bottiglie - aggiunge - rester il nome Le Macioche, perch quello della zona ma introduranno il nome aziendale Cotarella. Tre donne alla guida di unazienda. Insieme - continua Dominga - ci completiamo, formiamo un team forte e consapevole. Difficilmente andiamo in contrasto e ci concediamo piena fiducia. Abbiamo inoltre la fortuna di poterci confrontare sempre con genitori molto attenti ma che non ci hanno mai limitato nelle scelte, lasciandoci libere anche di sbagliare. Mio padre Renzo continua Dominga - ha visto lazienda qualche settimana fa per la prima volta. Spero di trasmettere anche ai miei figli questi valori. Quello che desideriamo affrontare questa nuova avventura nel pieno rispetto del posto in cui siamo. Con umilt, in punta di piedi, sviluppando un confronto continuo con chi ci vive ed opera da molto prima di noi. Cotarella confessa che lei e le sorelle sono entusiaste ma al tempo stesso un po impaurite, consapevoli di doversi rimboccare le maniche. Spesso parlando delle nuove generazioni si sente dire al massimo non distruggeranno quello che c, invece noi cercheremo di dare e fare qualcosa in pi. Il nostro Brunello punter sul carattere, fedele, per quanto possibile allo stile di famiglia. Tanti i progetti in partenza per le Ladies Cotarella, tra cui un campus universitario in Umbria che aprir a gennaio 2018 che si chiama Intrecci: lo scopo formare personale qualificato per la ristorazione e lospitalit alberghiera, secondo lo stile italiano. E ancora il progetto sempre pi potenziato della Fattoria Didattica a Falesco.
Autore: Divina Vitale


09 Ottobre 2017, ore 18:01

Corriere della Sera
Gli occhi degli speculatori sul Barolo Roberto Conterno racconta mercato (e distorsioni) dei supervini. Il suo Riserva Monfortino esce a 270 euro e dopo pochi giorni quota oltre mille. Lo stop alle prenotazioni, le strategie e gli investimenti: un ettaro costa un milione... Gli speculatori del Barolo hanno colpito. A pochi giorni dal debutto sul mercato la Riserva Monfortino 2010, uscita dalla cantina di Roberto Conterno a 270 euro pi Iva, costa gi fino al triplo. E anche di pi. Su Wine Searcher, catalogo digitale da 10 milioni di vini, il vino creato nel 1924 dallazienda Giacomo Conterno di Monforte dAlba viene venduto, tasse comprese, a 1.100 euro. Solo 3 bottiglie da ununica enoteca su 90 mila, le altre lo hanno gi esaurito (o lo tengono in cantina aspettando che il prezzo salga ancora). Il Barolo a quota mille euro ha diviso gli appassionati. Alcuni gioiscono per le quotazioni come i grandi francesi. Altri imprecano, perch cos queste bottiglie sono accessibili unicamente a una piccola minoranza. Un oggetto del desiderio (e un pezzo dellenostoria dItalia) che ha raccolto il massimo punteggio (1nohoo) da critici come lamericano Robert Parker e litaliano Daniele Cemilli, per il quale il miglior vino italiano dellanno. Roberto Conterno, terza generazione di barolisti, snello e sorridente, non ancora cinquantenne, con la passione per le arrampicate, stupito di quello che sta accadendo a sua insaputa.
La super quotazione del Monfortino positiva o negativa?
Non so di cosa stia parlando.
Del fatto che servono mille euro e pi per una bottiglia che pochi giorni fa lei ha venduto a 270.
Non lo sapevo, non me laspettavo e mi dispiace. una speculazione che non riusciamo a combattere. Non possiamo impone prezzi ufficiali a chi rivende. Lunica consolazione che gli speculatori ci mettono la faccia su questi prezzi.
Quante bottiglie di Monfortino avete prodotto questanno?
Di media ne facciamo tra le 7 mila e le 10 mila. Questanno c stata una grande richiesta di formati da 3 litri. Ne abbiamo preparati 200 con una nuova macchina che ho appena comprato. Cos sono diminuite ancora di pi le bottiglie da tre quarti di litro.
Dove finiscono le mega bottiglie?
Come le altre, nei migliori ristoranti o nelle cantine private, negli Stati Uniti e in tutto il resto del mondo.
A chi vende il Monfortino?
Raccogliamo le prenotazioni e cerchiamo di accontentare i clienti storici. In pochi giorni sono arrivate richieste per 30 mila bottiglie. Ho bloccato tutto. Chi ha prenotato ha ricevuto un terzo di quanto richiesto. Impiego un mese a distribuire il vino, perch controllo gli ordini uno a uno e cerco di non far torto a nessuno.
Glielo richiedo: il Barolo oltre i mille euro aiuta o danneggia le Langhe?
molto pi bello vivere in una zona in cui tutta leconomia trae beneficio dal successo di un vino che in una zona che nessuno vuole.
Ma il costo della terra del Barolo tale che servono parecchi milioni per un piccolo vigneto.
aumentato molto. Una difficolt in pi per noi produttori. Perch non tutti hanno il Monfortino in cantina. Ci sono colleghi bravissimi che per mille ragioni riescono a vendere solo sotto i 90 euro a bottiglia. Sicuramente larrivo di investitori stranieri molto ricchi contribuisce a far crescere i prezzi dei vigneti.
Quindi bisognerebbe aiutare i barolisti?
Sarebbe una bella idea. Non bisogna tagliare le ali ai vignaioli, chi vuole investire deve poterlo fare. Ma alla fine il mercato che decide.
Qual stato il suo ultimo investimento?
Due anni fa, il vigneto Adone a Serralunga dAlba.
Sette milioni di euro per un vigneto di meno di 6 ettari.
Ho speso meno, 6 milioni. Il prezzo lha fatto un americano che aveva un diritto di prelazione. Tutti dicevano: hai pagato troppo. Ma il prezzo giustificato da quello del vino che vendo.
Quanto tempo serve per rientrare da un investimento di questo tipo?
Dieci - quindici anni. Da un ettaro di nonna si ricavano 7 mila bottiglie. Ma noi ci fermiamo a 3.500 cos la qualit sale.
Quanto guadagna?
Lanno scorso non abbiamo prodotto il Monfortino, perch riservato agli anni migliori. E senza il Monfortino sono andato in rosso. Certo, ho affrontato spese straordinarie, che poi tanto straordinarie non sono, perch si ripetono da io anni. Ma non mi lamento.
Quanto ha incassato lazienda nel 2016?
Guardo poco le cifre, non ricordo. So solo che la mamma mi ripete che devo calmarmi con tutti questi investimenti. Come faccio? La crescita costa.
Una buona crescita visti i punteggi stellari dei critici.
Non vorrei che si offendessero, ma non lavoriamo per loro. Che significa 100 punti? A 99 il vino meno buono? Vorrei che i critici valutassero lazienda, non il singolo vino. La continuit la vera garanzia per il consumatore.
E lei che voto darebbe alla sua azienda?
Il massimo, per premiare la voglia collettiva di crescere che c tra tutti noi.
E al suo vino?
La qualit di una cantina si vede dal Vino base. Il nostro Barolo ha unincredibile qualit e un buon prezzo.
Pi caro di altri.
Non sto dicendo che i nostri vini non sono cari, vendo la Barbera a 20 euro, eppure ci rimetto: solo il tappo costa due euro. Non voglio essere condizionato dai soldi. Dico a tutti: non temete di spendere un milione su un buon progetto, ma evitate di sprecare 10 euro in qualcosa che non servir.
Come andata la vendemmia?
Labbiamo appena finita. Barbera, un anno importante. Nebbiolo, positivo. I Barolo di questa annata saranno pi pronti e fruttati. La quantit? Forse inferiore del 30%.
Ha una scorta segreta di Monfortino?
Certo, e la tengo per me. Ho aperto una bottiglia del 1945 e una del 1947. Unemozione grandissima, ho pensato a mio nonno, alla povert di quegli anni e alla sua fatica, cera tutto dentro quei Barolo.
Cosa direbbe nonno Giacomo sul Barolo a mille euro?
Non ci crederebbe.
Autore: Luciano Ferraro


08 Ottobre 2017, ore 18:01

LEspresso
Bottiglia Un vino monumentale e profondo di primo acchito. Poi inizia il dettaglio aromatico che da cupo e oscuro si dipana nel mondo speziato orientale e poi ancora nelle note sapientemente distillate. LAmarone della Valpolicella Vigneto di Monte Lodoletta 2011 di Romano dal Forno (260 euro) una sorta di inno a questa denominazione nella sua accezione pi opulenta e barocca, ma al contempo maniacalmente precisa. Non potrebbe essere altrimenti per un produttore che dal dettaglio in vigna e in cantina ossessionato.
Autore: Paolini & Grignaffini


07 Ottobre 2017, ore 18:00

Il Sole 24 Ore
Attacco Usa a Parmigiano e Prosecco Qualit. I produttori scrivono a Trump per contestare il sistema delle Dop e Igp Ue... Fuori dai confini comunitari sempre pi a rischio i nomi di importanti Dop italiane come Parmigiano, Asiago e ora anche Prosecco. Nei giorni scorsi una nutrita e trasversale rappresentanza di produttori agricoli e aziende alimentari Usa (dalle imprese lattiero - casearie alla North american Meat Institute, dalle associazioni del riso a quelle del vino) ha scritto una durissima lettera al presidente Usa, Donald J. Trump, contro i prodotti a denominazione dorigine europei.Uniniziativa che segna un salto di qualit nella contrapposizione Usa - Ue sui marchi Dop - spiega il direttore della Fondazione Qualivita (uno dei principali osservatori sulle Dop e Igp made in Italy), Mauro Rosati - perch i produttori non lamentano il rischio che i prodotti di qualit europei possano essere tutelati negli Stati Uniti (ipotesi molto remota), ma il fatto che possano esserlo in Giappone, Messico e nei paesi del Mercosur. Tutte aree che stanno negoziando accordi di libero scambio con Bruxelles e che rappresentano mercati chiave per lexport degli Stati Uniti, ma anche la nuova frontiera i per il made in Italy. Secondo gli americani qualora le Dop e Igp europee venissero tutelate in questi paesi ne deriverebbe un danno per le imprese americane perch verrebbe vietato loro di utilizzare nomi che considerano generici come Parmigiano e Asiago e sarebbero cos costrette a presentarsi sui mercati con termini sconosciuti ai consumatori. Nella lettera viene ricordato il caso dellintesa commerciale Ue - Canada (peraltro ancora sub judice) nella quale sarebbero state effettuate concessioni eccessive allEuropa proprio sulle Dop e Igp con pesanti ripercussioni - si legge - per le aziende Usa. E pensare che molti in Italia contestano quellaccordo, perch ritenuto sfavorevole per i prodotti europei. Le imprese americane quindi sollecitano lamministrazione degli States a intervenire per evitare che termini come Parmigiano Bologna, o anche Vintage possano diventare monopolio Ue. Dal punto di vista Usa a rischio anche il termine Prosecco considerato un nome generico alla pari di feta o parmesan mentre potrebbe presto essere riservato allItalia e tutelato anche fuori dei confini Ue e in tal caso - si legge - non potr pi essere utilizzato da altri. Occorre che lEuropa batta un colpo - conclude Rosati -. Se ne parler nellappuntamento dedicato ai prodotti a indicazione geografica l11 ottobre nellambito del G7 dellagricoltura di Bergamo.
Autore: Giorgio DellOrefice


07 Ottobre 2017, ore 18:00

Corriere della Sera
Addio a Lorenzo Gancia re dei brindisi made in Italy Limprenditore, 87 anni, ha portato nel mondo il Piemonte dei vini... Lorenzo Vallarino Gancia, 87 anni, scomparso a Canelli, in provincia di Asti, dopo una lunga malattia, non era considerato soltanto il re delle bollicine italiane. Ultimo proprietario della storica azienda, venduta ai russi nel 2012, con il suo spumante Gancia ha fatto conoscere il Piemonte dei vini in tutto il mondo. E poi si impegnato in prima persona perch la sua terra, percorsa da centinaia di chilometri di cunicoli sotterranei, le cattedrali, fosse riconosciuta patrimonio dellumanit dallUnesco, nel 2014. Legato alla sua terra, alle tradizioni contadine e e al suo passato, Lorenzo Gancia ha per saputo guardare a1 futuro, quando 5 anni fa decise di vendere il gruppo fondato nella met dellOttocento alla multinazionale Russian Standard, intuendo che la famiglia da sola non avrebbe retto alla competizione globale. Oggi viene celebrato come simbolo del successo dello spumante piemontese, come ricorda lassessore allAgricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero, la sua azienda era punto di riferimento per il mercato della spumantizzazione italiana. Era uno dei pi famosi capitani di ventura del vino italiano, promotore della cultura enologica del nostro Paese, aggiunge Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Land of perfection dei vini del Piemonte. Grazie a lui, Canelli pu considerarsi la capitale italiana dello spumante, dove nel 1865, nella cantina di famiglia, venne prodotto il primo spumante metodo classico italiano. Quasi duecento anni fa le nostre famiglie hanno iniziato un percorso che ha donato allItalia uno dei suoi prodotti simbolo nel mondo, dicono Pia, Polina e Gigi Bosca, sesta generazione alla guida di una delle pi antiche case spumantiere canellesi. Con nostro padre Gancia coltiv il sogno del riconoscimento Unesco dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe - Roero e Monferrato. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, richiama lalto profilo morale e limportarne ruolo avuto nella crescita economica italiana, sia come industriale sia come rappresentante dellassociazionismo di categoria, in uno dei momenti pi difficili della storia del nostro Paese. Uomo dalla grandissima intelligenza, ironia e sensibilit, lo ricorda il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, che riusc a convincere il conte a vendergli lambito marchio Mirafiore durante un pranzo a casa sua. Ma il conte Lorenzo Vallarino Gancia non stato solo un pioniere illuminato dellimprenditoria. Primo presidente nazionale dei Giovani industriali di Confindustria, lott per far uscire lassociazione dalla sua autoreferenzialit, rompendo con la cultura che definiva chiusa e poco trasparente dellorganizzazione. Nel 1970 divenne vicepresidente di Confindustria, con delega ai rapporti esterni, e lanno dopo fu nominato (per 12 anni) presidente del Sole 24 Ore. Oltre agli incarichi nellazienda di famiglia, Gancia stato consigliere, tra laltro, di Riso Gallo, Fiorucci moda, Buitoni, Perugina e Ausimont. Lontano dallazienda, Gancia era amico dellAvvocato Agnelli, compagno di scorribande automobilistiche giovanili, con cui condivideva lamore per i giornali. Ma alle auto, Gancia preferiva i cavalli, la sua grande passione insieme allArgentina, dove trascorreva 6 mesi allanno, giocando a polo, fino a quando la salute glielo ha permesso.
Autore: Giuliana Ferraino


06 Ottobre 2017, ore 17:59

Corriere della Sera
Il cartografo delle vigne che ha mappato il Chianti Il Chianti Classico in 3D. Una mappa che Italo Calvino descriverebbe cos: Presuppone unidea narrativa, concepita in funzione di un itinerario, Odissea. Alessandro Masneghetti (in foto) ha impiegato dieci anni per tracciare, misurare, colorare visioni e ricomporre in geometrie irregolari i 70 mila ettari della zona in cui, tre secoli fa, nato il vino con la formula del barone Ricasoli. Il plastico del Chianti Classico un volo che consente di osservare dallalto, con un occhio extraterrestre, una porzione di pianeta che sembra compatta, ma che avvicinandosi diventa un labirinto di diversit. Masnaghetti, 55 anni, pioniere di Slow food e degustatore, da qualche anno un cartografo del vino. Le sue mappe sono frutto di infinite visite e colloqui con i contadini. Il risultato un archivio visivo delle vigne di ogni casale, metro per metro. Come tutte le carte geografiche, c una spinta soggettiva sempre presente in unoperazione che sembra basata sulloggettivit pi neutra quale la cartografia, scrive Calvino commentando la mostra Cartes et figures de la Terre, nel 198o al Beaubourg di Parigi. La spinta di Masnaghetti, far conoscere la complessit agricola di un territorio. Masnaghetti partito da Panzano, piccola e vitale enclave di vignaioli bio. Quando ha completato il disegno delle terre dei 9 Comuni del Chianti Classico ha trasferito il sapere in un plastico di 91 per 67 centimetri che vende a 65 euro sul suo sito (www.enogea.it). la prima mappa in 3D con il marchio Enogea - racconta - Barolo e Barbaresco erano state commissionate dal Consorzio. una evoluzione della versione cartacea, quello che prima si poteva solo vedere ora si pu toccare. Il cartografo ha presentato il suo lavoro ai produttori. Ogni tanto - racconta - qualcuno mi chiede: ma a cosa serve? Resto sempre spiazzato, poi rispondo: quando arrivi in un hotel, il portiere ti consegna la mappa della citt. Perch serve sempre una mappa per capire un luogo. Con la versione 3D la visione nitida: Non c bisogno di parlare di valli, crinali, esposizioni e altezze, tutto evidente - spiega Masnaghetti -. Cos si capisce che il Chianti Classico non solo un vino, tanti vini, tante storie quante sono le zone, se non le racconti ne perdi il fascino. Un insieme di microcosmi che formano un macrocosmo complesso. Ci sono il monte San Michele, la vetta pi alta, poi una miriade di colline. Se si potesse sovrapporre la versione 3D a una carta geologica risalterebbe ancora meglio la diversit da chilometro a chilometro di una zona molto pi grande di quella del Barolo e molto pi varia, ad esempio, delle valli altoatesine. Come il protagonista di La carta e il territorio di Houellebecq, che trasformava le carte stradali Michelin in quadri, Masnaghetti sa che prima di lanciarsi nella realizzazione di unopera bisogna aspettare che tutto ci divenga compatto, irrefutabile; bisogna attendere lapparizione di un autentico nucleo di necessit. La necessit di unOdiessea calviniana nel Chianti Classico. In 3D.
Autore: Luciano Ferraro


06 Ottobre 2017, ore 17:59

Corriere della Sera
Il cartografo delle vigne che ha mappato il Chianti Il Chianti Classico in 3D. Una mappa che Italo Calvino descriverebbe cos: Presuppone unidea narrativa, concepita in funzione di un itinerario, Odissea. Alessandro Masneghetti (in foto) ha impiegato dieci anni per tracciare, misurare, colorare visioni e ricomporre in geometrie irregolari i 70 mila ettari della zona in cui, tre secoli fa, nato il vino con la formula del barone Ricasoli. Il plastico del Chianti Classico un volo che consente di osservare dallalto, con un occhio extraterrestre, una porzione di pianeta che sembra compatta, ma che avvicinandosi diventa un labirinto di diversit. Masnaghetti, 55 anni, pioniere di Slow food e degustatore, da qualche anno un cartografo del vino. Le sue mappe sono frutto di infinite visite e colloqui con i contadini. Il risultato un archivio visivo delle vigne di ogni casale, metro per metro. Come tutte le carte geografiche, c una spinta soggettiva sempre presente in unoperazione che sembra basata sulloggettivit pi neutra quale la cartografia, scrive Calvino commentando la mostra Cartes et figures de la Terre, nel 198o al Beaubourg di Parigi. La spinta di Masnaghetti, far conoscere la complessit agricola di un territorio. Masnaghetti partito da Panzano, piccola e vitale enclave di vignaioli bio. Quando ha completato il disegno delle terre dei 9 Comuni del Chianti Classico ha trasferito il sapere in un plastico di 91 per 67 centimetri che vende a 65 euro sul suo sito (www.enogea.it). la prima mappa in 3D con il marchio Enogea - racconta - Barolo e Barbaresco erano state commissionate dal Consorzio. una evoluzione della versione cartacea, quello che prima si poteva solo vedere ora si pu toccare. Il cartografo ha presentato il suo lavoro ai produttori. Ogni tanto - racconta - qualcuno mi chiede: ma a cosa serve? Resto sempre spiazzato, poi rispondo: quando arrivi in un hotel, il portiere ti consegna la mappa della citt. Perch serve sempre una mappa per capire un luogo. Con la versione 3D la visione nitida: Non c bisogno di parlare di valli, crinali, esposizioni e altezze, tutto evidente - spiega Masnaghetti -. Cos si capisce che il Chianti Classico non solo un vino, tanti vini, tante storie quante sono le zone, se non le racconti ne perdi il fascino. Un insieme di microcosmi che formano un macrocosmo complesso. Ci sono il monte San Michele, la vetta pi alta, poi una miriade di colline. Se si potesse sovrapporre la versione 3D a una carta geologica risalterebbe ancora meglio la diversit da chilometro a chilometro di una zona molto pi grande di quella del Barolo e molto pi varia, ad esempio, delle valli altoatesine. Come il protagonista di La carta e il territorio di Houellebecq, che trasformava le carte stradali Michelin in quadri, Masnaghetti sa che prima di lanciarsi nella realizzazione di unopera bisogna aspettare che tutto ci divenga compatto, irrefutabile; bisogna attendere lapparizione di un autentico nucleo di necessit. La necessit di unOdiessea calviniana nel Chianti Classico. In 3D.
Autore: Luciano Ferraro


06 Ottobre 2017, ore 17:59

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Pinot Bianco 2016 Franco Toros Cormons (Gorizia)... Forse c la neve, o domenica, o quasi buio. In ogni caso, chi chiedesse dov Franco? si sentirebbe rispondere in vigna. Lazienda risale ai primi del Novecento, al bisnonno Leonardo. Oggi sono undici ettari di vigna, in localit Novali di Cormons. Lo aiutano la moglie Rosanna, le figlie Eva, Erika e Cristina, e il fratello Renato (ottimo norcino, tra laltro). Nel Collio Franco Toros ritenuto da tempo uno dei migliori interpreti del Friulano (gi Tocai), ma anche le altre etichette (Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon, Merlot) ne illustrano la bravura e la passione. I vini sono tutti in purezza, cos da rispettare, con la loro personalit, le caratteristiche della terra. Che qui si chiama ponca ed costituita da marne e arenarie stratificate, artefici della mineralit dei vini. Abbiamo scelto il Pinot bianco: elegante, saporito, facile da accostare. Il 2016, paglierino luminoso, ha profumi invitanti di frutta bianca e fiori di campo. Al palato fine, schietto, ricco di sfumature, equilibrato e di buona persistenza. Insomma, un gran bel bicchiere A Bologna allEnoteca Italiana, a Roma al Goccetto sui 22/23 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


06 Ottobre 2017, ore 17:58

Italia Oggi
Bottiglie Aperte, il vino scienza Parte la 6a edizione dellevento milanese per esperti e addetti ai lavori. In mostra 700 etichette... Dal clima alla finanza: ecco le variabili da valutare nel settore... Gli effetti negativi del cambiamento climatico sulla produzione del vino, con ricadute gi da questa annata, il rapporto con la finanza per sostenere lo sviluppo del settore e la visione futura dei giovani imprenditori: sono solo tre dei temi principali al centro della sesta edizione di Bottiglie Aperte, kermesse milanese in programma da domenica a luned prossimo al Palazzo delle Stelline in corso Magenta 61. Tratto distintivo della manifestazione fondata e organizzata dal comunicatore food&wine Federico Gordini (da questanno coadiuvato nella gestione da Abs Wine & Spirits) il voler rendere Milano la capitale della comunicazione, del retail e dellinnovazione nel settore, grazie alla pi grande manifestazione business dedicata al vino. Alledizione 2017 parteciperanno infatti pi di 150 espositori, saranno 700 le etichette in evidenza, verranno organizzati 17 masterclass (degustazioni verticali e orizzontali), vari incontri, momenti di approfondimento e una decina di aziende partner daranno vita a iniziative aggiuntive. Lanno scorso, alla due giorni, sono intervenuti oltre 3 mila visitatori. A margine dellevento, proprio grazie ai partner, partir anche un calendario di iniziative per il grande pubblico perch il comparto deve imparare a comunicare con semplicit e passione il piacere di bere vino, senza troppi tecnicismi e termini aulici per addetti ai lavori, a giudizio di Gordini. Spesso i giovani tra i 25 e i 40 anni non si avvicinano al mondo del vino perch ogni approccio scoraggiato da una comunicazione di settore eccessivamente complicata. Il comparto deve dialogare con pi semplicit e focalizzarsi sul piacere della degustazione, sulle storie degli imprenditori. Non importano i gusti personali, dobbiamo parlare anche a chi abbina barolo e ostriche, conclude con ironia Gordini. Quindi, per coinvolgere il grande pubblico, stata avviata tra le altre la partnership con Eataly che porta nei suoi ristoranti una selezione di etichette presenti a Bottiglie Aperte, oltre a inaugurare corner dedicati nei suoi negozi. Attenzione per che la comunicazione si muove a 360, avverte Gordini. Significa far evolvere ogni elemento che ruota intorno alla bottiglia, dalletichetta ai contenuti sui social network e, perch no, al saper accogliere con ospitalit i potenziali consumatori nelle tenute. Il cuore di Bottiglie Aperte restano gli incontri e i momenti di approfondimento pi tecnici, visto il numero crescente di espositori ed esperti presenti alledizione 2017. Cos stata ideata la tavola rotonda Clima vs Vino - Vino vs Clima: problematiche e soluzioni, che apre la manifestazione e, con la moderazione dellenogastronomo Andrea Grignaffini, lancer sia le riflessioni sugli effetti negativi del cambiamento climatico sulla viticoltura sia suggerimenti per possibili soluzioni. Sulla stessa linea specialistica ma con contributi dal vivo, di chi fa impresa in prima persona, seguiranno i racconti dei giovani imprenditori di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e di Confindustria Alto Milanese. Mentre un convegno ad hoc riservato al binomio Wine & Finance (modera Aldo Bolognini Cobianchi, caporedattore di Milano Finanza Patrimoni). Limportanza di questi temi nasce anche dalle caratteristiche del sistema Italia che si riverberano sul comparto del vino. Ne sono due esempi la burocrazia e, talvolta, la distanza del mondo creditizio da quello produttivo. Spesso, inoltre, le aziende tricolore sono pmi, sottolinea Gordini. Nella Penisola servono strategie di sviluppo di lungo periodo, che partano dal prodotto e arrivino a mettere in equilibrio lintera azienda. Tra comunicazione, marketing e retail non mancheranno a Bottiglie Aperte 2017 i premi sulle singole categorie, come miglior carta dei vini nei locali, qualit della selezione, miglior sito web e miglior presenza fieristica. Ma non mancher nemmeno la solidariet destinando il ricavato delle masterclass alla ricostruzione di una casa famiglia per minori disabili, che frequentano lIstituto alberghiero di Amatrice (hastag #faredelbere).
Autore: Marco A. Capisani


04 Ottobre 2017, ore 18:13

Quotidiano Nazionale
Una collaborazione nata nel 1992. E nella distilleria si realizza grappa Il proprietario Reinhold Messner e i gestori Gisela e Martin Aurich hanno fondato lazienda agricola nel 1992. Sulle superfici scoscese e in pane lottizzate vengono coltivate diverse variet di uva e di frutta per la distilleria. Su quattro ettari di vigneti situati su pendii, vengono prodotte e imbottigliate 35mila bottiglie di vino allanno. Nella distilleria si producono varie tipologie di grappa ricavate dalla vinaccia del proprio vigneto e particolari acquaviti di frutta, ottenute prevalentemente da frutta di propria coltivazione.


04 Ottobre 2017, ore 18:12

Quotidiano Nazionale
Montalcino e Barolo il top, anche nei prezzi Lindagine. Un ettaro a Brunello costa fino a 550mila euro. Ancora pi caro il Piemonte... Stando allindagine di WineNews i vigneti pi cari sono in Piemonte e Toscana. Montalcino al top in regione dove un ettaro a Brunello oscilla tra i 450.000 ed i 550.000 euro; segue Bolgheri, dove si va dai 350.000 ai 450.000 euro. Il Chiami Classico sta tra 130.000-200.000 euro mentre Montepulciano col suo Nobile pu valere 140.000-160.000 euro. In Maremma un ettaro a Morellino si aggira sui 100.000 euro, stessa quotazione per il Chiami Rufina (quello di montagna). In Piemonte un ettaro a Barolo vale da 1 a 1,5 milioni di euro con punte a 2 milioni per i cm pi prestigiosi. Si scende per il Barbaresco (400.000-500.000 euro). Il variegato mondo del Barbera va da 70.000 a 100.000 euro. In Veneto, lAmarone spinge le quotazioni della Valpolicella sui 400.000 euro, mentre nella zone pi vocate si sale fino a 600.000. Il successo del Prosecco sui mercati mondiali ha portato i vigneti doc sui 250.000 euro, mentre la Docg Conegliano Valdobbiadene pu valere fino a 600.000 euro, con il cm Cartizze che pu schizzare anche a 1,5-2 milioni di euro. Bene anche il Lugana sul Garda (250.000 euro), pi contenuto il Soave (tra i 120.000-180.000 euro). In Alto Adige, la terra poca e preziosa. Le bollicine del Trentodoc stanno sui 350.000 euro, le zone del Pinot nero, del Muller o la Val Isarco possono sfiorare il milione di euro. In Lombardia le bolle di Franciacorta oscillano tra 170.000- 300.000 euro, mentre i grandi bianchi del Conio in Friuli vanno da 100.000 a 200.000 euro. Il borsino dei vigneti si raffredda man mano che scendiamo al Centro - Sud. In Umbria un ettaro di Montefalco Sagrantino sfiora i 100.000 euro, mentre nelle Marche uno di Verdicchio di Jesi o di Matelica sta tra i 70.000 gli 80.000 euro. In Sicilia il territorio pi cool, lEtna doc, oscilla tra , gli 80.000 e i 120.000 euro.


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