planeta

Il Meglio dell'Edicola

19 Luglio 2017, ore 12:01

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Doc Sicilia verso 30 milioni di bottiglie. Exploit del Grillo, traina la crescita Continua la crescita positiva dei dati dellimbottigliamento dei vini Doc Sicilia, trainati dallexploit del Grillo. I primi sei mesi di produzione confermano che la Doc Sicilia si avvia al traguardo di 30 milioni di bottiglie prodotte nel 2017. A trainare la crescita il Grillo Sicilia Doc che nei primi 6 mesi dellanno ha visto unimpennata di quasi il 50% dellimbottigliato rispetto allo stesso periodo del 2016.


18 Luglio 2017, ore 17:13

Il Sole 24 Ore
A grano, frutta e vino il conto del maltempo Siccit/1. Dossier Coldiretti stima danni per due miliardi... La siccit non allenta la morsa sulle campagne. Gli improvvisi e violenti nubifragi degli ultimi giorni hanno peggiorato ulteriormente lo stato delle principali coltivazioni gi stressate da un inverno anomalo con super nevicate e gelate tardive primaverili. Ora poi si aggiunta la piaga degli incendi che stanno devastando fette pregiate di territorio. Da Nord a Sud circa i due terzi della superficie agricola sono colpiti dalla grande sete e anche se per molte colture la conta dei danni prematura, un dossier presentato ieri dalla Coldiretti, in occasione dellannuale assemblea focalizzata sul maltempo (e sul contestato accordo commerciale Ue - Canada), ha stimato una bolletta di circa 2 miliardi, tra mancati raccolti e aggravio dei costi per interventi di irrigazione e ventilazione delle stalle. A rischio sono tutte le coltivazioni, dai cereali ai vigneti e oliveti, fino alla frutta e al pomodoro da industria E non va meglio negli allevamenti, dove gi calatala produzione di latte e si comincia ad avvertire la mancanza di fieno. In Lombardia, secondo il report Coldiretti, si registrano forti perdite di mais e grano. In Piemonte la campagna cerealicola sta gi facendo registrare cali del 30% delle rese. In Trentino Alto Adige perdite gravi nel settore della frutta, in particolare per le mele della Val di Non. Conto salato in Emilia Romagna, dove lo stato di crisi stato gi decretato per Parma e Piacenza. Colpiti soprattutto pomodoro da industria, ortofrutta e barbabietola. In Toscana allarme per vigneti e oliveti. Mentre nel Lazio, nella provincia di Latina, risultano compromessi i raccolti di mais, ortaggi, meloni e angurie. Se non piover in tempi brevi gli oliveti della Puglia rischiano un calo produttivo del 30 per cento. Costi alle stelle in Sicilia per lirrigazione, mentre in Sardegna i darmi sono spalmati su tutti i settori. Unico aspetto positivo, segnalato da Coldiretti, la migliore qualit del grano per il maggior contenuto proteico, e della frutta. Eppure lItalia non un paese arido: piove molto, ma il 90% dellacqua si perde. Mancano infatti infrastrutture adeguate che consentano di conservare risorse idriche da distribuire allagricoltura quando esplode il caldo. La parola dordine dunque investire. Negli ultimi 20 anni - ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - sono stati spesi in infrastrutture 20 miliardi, uno allanno, 2,5 miliardi per risarcire i danni, con una ricaduta minima per gli agricoltori. La svolta invece possibile: ci sono progetti cantierabili e risorse finanziarie. LAnbi pronta a partire subito con oltre 200 progetti di invasi per circa 3 miliardi. Sul piatto ci sono anche 600 milioni di fondi nazionali ed europei. Anche nel decreto Sud numerosi emendamenti prevedono interventi su invasi e terre abbandonate. Senza acqua e tutela del territorio si crea terreno favorevole agli incendi, un combinato disposto perverso di siccit, piromani e criminalit. I boschi occupano un terzo del territorio italiano - ha aggiunto Moncalvo - ma non sono gestiti. Il presidio della montagna e delle aree forestali non sostenibile per le imprese agricole. Gli investimenti si tradurrebbero invece in risparmi, perch si eviterebbe di perdere migliaia di ettari boschivi e si potrebbero creare oltre 35 mila posti di lavoro. Politiche forestali efficaci sono state sollecitate anche da FederlegnoArredo che vede nel bosco una miniera di materia prima la cui gestione porterebbe 280mila nuovi occupati.
Autore: Annamaria Capparelli


16 Luglio 2017, ore 17:12

LEspresso
Bottiglia Michel Thoulouze, ex manager e imprenditore transalpino ha fatto una scelta di vita e ha deciso di stabilirsi in quellisola SantErasmo che nota per carciofi violetti superlativi e per un passato enoico di tutto rispetto gi dal 1500. Da una quindicina danni ha impiantato qualche ettaro di malvasia istriana e vermentino che finiscono nel vino Orto di Venezia. Il 2014 (24 euro) ha un naso fiorito (sambuco in primis) e una bocca fine, sapida - potrebbe essere altrimenti? - e con una bella vena acida.
Autore: Enzo e Paolo Vizzari


15 Luglio 2017, ore 17:12

La Repubblica
Il mio vino Siamo a Velletri, in quella zona nota ai pi come Castelli Romani, qui lindustriale tedesco Anton F. Bijrner nel 2004 decide di investire nellacquisto di quattro grandi tenute abbandonate, ispirato nella scelta dalla moglie italiana e ulteriormente convinto dalle caratteristiche del territorio: zona collinare, terreno vulcanico generoso, brezza marina costante, proveniente dal Tirreno distante solo 25 km. Linvestimento enorme: si espiantano del tutto i tendoni di Trebbiano e Malvasia per impiantare oltre 50 ettari di vigne ad alta densit, privilegiando i vitigni internazionali a bacca rossa. Nulla lasciato al caso: lorientamento dei filari, la fitodepurazione delle acque per limpianto di irrigazione a goccia, il diserbo e le potature, linstallazione di stazioni meteorologiche nei vigneti, con lobiettivo di ottenere prodotti di altissima qualit. Lo stesso rigore viene applicato in cantina dove vige la regola di non avere fretta, per cui i vini non vengono commercializzati finch non si decide che sono pronti, nella loro forma migliore. Un protocollo severo che si traduce in successo quasi immediato, oggi lazienda saldamente affermata ai vertici qualitativi italiani. Il Cabernet Franc della linea Ars Magna il prodotto di punta, frutto di un vitigno per niente facile qui si esprime con grande equilibrio. Dal rosso rubino brillante del calice salgono profumi ampi ed eleganti di susine e fragole mature, poi note delicate di spezie dolci, con una scia balsamica. Al palato offre la stessa eleganza, mostrando tannini vellutati, viva freschezza e unottima morbidezza, in equilibrio perfetto. Cabernet Franc Ars Magna 2013 Uve: Cabernet Franc 100% - Gr. 14% 125 prezzo medio in enoteca Omina Romana Via Fontana La Parata, 75 - 00049 Velletri (Rm) Tel. 06.96430193
Autore: Franco Ricci


15 Luglio 2017, ore 17:11

Il Sole 24 Ore
Incentivi. Rimodulati i fondi per il settore vino Il ministero delle Politiche agricole ha rimodulato la dotazione finanziaria del programma di sostegno al settore vitivinicolo per il 2017. Le risorse complessivamente ammontano a 336.997.000 euro, di cui 83.270.776,8 per la promozione sui mercati dei paesi esteri. Questo lo stanziamento che ha registrato, rispetto alla passata campagna, una decurtazione di oltre 17 milioni anche per le note vicende dei ricorsi su cui il Tar non ha ancora espresso il verdetto finale. Alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti sono stati assegnati 145.730.848,79 euro, 1.482 477,85 alla vendemmia verde, 20.000.000 alle assicurazioni del raccolto, 68.012.900,56 agli investimenti e 18.500.00o alla distillazione dei sottoprodotti. Nel corso della campagna 2016 - 2017 il Mipaaf ha riscontrato economie in alcune regioni e provincie autonome per 17.725.563 euro che sono stati dirottati a misure che richiedono maggiori risorse per garantire un pieno utilizzo dei fondi. Una quota di questi risparmi di 3.286.987,64 euro stata assegnata allad Umbria, dove le domanti hanno superato il budge disponibile.


15 Luglio 2017, ore 17:11

Italia Oggi
Turismo fra le cantine del mondo. Il sito Wine Paths propone viaggi e visite nei luoghi pi esclusivi di produzione del vino Lenoturismo di lusso la proposta del neonato Wine Paths (Sentieri del vino) lanciato da Stphane Tillement, di Bordeaux, un passato in British Airways e sulle spalle 25 anni di esperienza nel settore viaggi di lusso con la sua agenzia Mauriac e Wine Tour in France. Adesso ha lanciato il Wine Paths, un sito web dedicato allenoturismo di alta gamma che nelle sue intenzioni dovr diventare un marchio mondiale di lusso. Per questo ha chiesto la collaborazione dellenologo Michel Rolland e allimprenditore Christophe Poupinel. Il sito propone indirizzi in Francia, Spagna, Portogallo e Argentina. LItalia, il Cile lAustralia e la Nuova Zelanda seguiranno, secondo quanto ha raccontato Tillement a Le Figaro. Il sito Wine Paths utile per preparare un soggiorno enoturistico perch agli utenti propone i migliori indirizzi del mondo (vinerie, hotel, ristoranti) o li indirizza a selezionate agenzie di viaggio locali, sue partner, che confezionano viaggi a misura delle richieste del cliente. Il target? Dagli appassionati che sognano di fare una degustazione a chi vuole fare un viaggio di pi giorni in tre continenti. Ad oggi non esistono dati certi su quante persone siano interessate, per diletto e per lavoro (clienti e professionisti), al mondo del turismo enologico. Tillement stima che siano allincirca 3 milioni gli appassionati che di tanto in tanto vogliono concedersi delle visite nei vigneti. C poi il mercato delle imprese che enorme. Il numero dei presidenti, ad, direttori generali amanti del vino gigantesco, con domande molto diverse come quella di un americano che voleva comprendere il modello di business del vino e grazie allorganizzazione di Tillement ha incontrato Bernard Magrez, una figura di primo piano a Bordeaux. Investimenti consistenti sono stati fatti in quasi tutti i grandi vigneti dei dieci paesi di punta del settore: Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Stati Uniti con la Napa Valley californiana, il Cile, lArgentina, lAustralia, la Nuova Zelanda e il Sudafrica. Le case vitivinicole pi conosciute hanno sviluppato unofferta enoturistica di qualit perch hanno compreso che dopo i vini pregiati i clienti desiderano sempre di pi scoprire i luoghi dove vengono prodotti, capire come si fanno questi vini. Per i proprietari lidea di promuovere il proprio chateau e la propria cantina attraverso le visite. Di certo, gli appassionati si emozionano di pi nella cantina della loro etichetta preferita piuttosto che al ristorante o a una degustazione in hotel. I precursori sono stati i produttori della Napa Valley californiana. Hanno realizzato degli investimenti colossali e oggi vendono enormemente grazie allenoturismo. La Francia cerca di recuperare il proprio ritardo ad alta velocit. Lo sviluppo dellenoturismo negli ultimi dieci anni a Bordeaux spettacolare, quanto a investimenti realizzati e qualit dei prodotti. Anche i produttori della Champagne stanno accelerando per meglio accogliere la clientela, ha dichiarato Tillement a Le Figaro. In Francia tutto un po pi complicato rispetto ai paesi anglosassoni dove le leggi sono meno complesse e dove si pu lavorare la domenica diversamente che in Francia. Quando lofferta turistica aumenta necessario che le competenze e le qualifiche del personale siano adeguate. Malgrado tutto, secondo Tillement, i francesi sanno fare lenoturismo in quattro regioni: Bordeaux, Provenza, Borgogna e nella Champagne. Lesempio da seguire in Europa la Toscana quanto a capacit di fare enoturismo di alta gamma sostiene Stphane Tillement perch dispone di un patrimonio eccezionale, di strutture ricettive di estrema qualit con un numero impressionante di hotel a 4 - 5 stelle e di ristoranti incredibili oltre, naturalmente, al vino. Tutti sanno che cos la Toscana e il Chianti. Quando Barack Obama ha voluto fare un wine tour andato l.
Autore: Simonetta Scarane


14 Luglio 2017, ore 17:10

Quotidiano Nazionale/La Nazione
La maledizione delle quote latte LItalia in mora, deve pagare Decider la Corte di Giustizia Ue. Irregolarit sulla Xylella... Fronte quote latte e fronte ulivi pugliesi, falcidiati dalla maledetta Xylella: stata una bruna giornata per lItalia con il passato che non passa (le quote latte, appunto) e il presente che aggredisce (le piante). Sul primo fronte lItalia rischia una sentenza della Corte di Giustizia Ue che potrebbe costringerla a recuperare dai produttori di latte 1,343 miliardi. Sul secondo c una censura della Commissione europea convinta che le autorit italiane non sono in grado di arrestare la diffusione di un organismo nocivo, la Xylella fastidiosa, rimuovendo le piante infette. O entro due mesi rimedia o lItalia sar deferita ai giudici europei. Cominciamo dal latte. Il regime delle quote latte finito nel marzo 2015, per non sono ancora chiuse le vecchie pratiche, i contenziosi con la Ue che per lItalia sono una tradizione consolidata nei decenni. Il contesto: le quote vennero introdotte nel 1984 in seguito alla crisi di sovrapproduzione nel mercato lattiero, con lobiettivo di limitare la produzione e trasferire la responsabilit della sovrapproduzione ai singoli produttori e/o ai caseifici nazionali. Se uno Stato superava la quota annuale nazionale, un prelievo monetario sulle eccedenze doveva essere versato dai singoli produttori che superavano la quota individuale, in funzione del proprio volume di sovrapproduzione. Tra il 1995 e il 2009 lItalia super la quota e dopo le contestazioni e relativi richiami, Bruxelles port il caso alla Corte di Giustizia. Ieri sono arrivate le conclusioni dellAvvocata generale Eleanor Sharpston (britannica) che consiglia ai giudici di considerare lItalia inadempiente perch non ha recuperato dai produttori 1,343 miliardi. Nella stragrande maggioranza dei casi, la sentenza della Corte coincide con i consigli degli Avvocati generali. LAvvocata ritiene che il mancato recupero del prelievo da parte italiana crea distorsioni della concorrenza e configura una situazione iniqua anche nei confronti dei contribuenti italiani. Dellimporto complessivo di 2,305 miliardi, circa 1,752 miliardi non sono ancora stati rimborsati dai singoli produttori. Parte di questo importo considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni. Lavvocata generale giudica la legislazione italiana inefficace, irrazionale e farragginosa, foriera di un imponente contenzioso giudiziario che in pratica ha reso estremamente difficoltoso per lo Stato italiano, se non impossibili i recuperi. Se la Corte ne accetter le tesi, in mancanza di un rimedio, lItalia rischia pesanti penali. Quanto alla Xylella fastidiosa, Bruxelles ha fatto un ulteriore passo procedurale inviando un parere motivato: entro due mesi lItalia deve adeguarsi alle norme Ue, procedendo alla rimozione delle piante infette. In seguito ad unepidemia di Xylella fastidiosa in Puglia le autorit avrebbero dovuto rimuovere le piante infette, per il calendario delle misure comunicate non si rivelato efficace a garantire limmediata rimozione degli alberi infetti, come prescritto dalla normativa. Per Bruxelles non c alternativa perch, ha ribadito una portavoce, la ricerca finora non ha trovato nessuna soluzione migliore, in ogni caso lItalia sa esattamente cosa deve fare dal 2015.
Autore: Antonio Pollio Salimbeni


14 Luglio 2017, ore 17:10

Il Venerd di Repubblica
La bottiglia Chianti Classico 2015 Montesecondo San Casciano in Val di Pesa (Firenze)... Quando un vignaiolo dice io non lavoro la terra ma per la terra fa gi capire molto di s e dei suoi vini. Silvio Messana non nato in vigna. Anzi, ha trascorso molti anni negli Usa, dopo aver studiato Economia a Firenze, e a Boston ha frequentato la scuola di musica: jazz, composizione. Ha scritto colonne sonore per film. Figlio di mamma russa, pap italiano con propriet in Tunisia e in Libia, il vino lo vendeva, fino al 2000, quando gli tocc occuparsi della tenuta in Chianti dei genitori, la fattoria Montesecondo. Sono Dalla Tusica 17 ettari di vigna. Dallagricoltura al vino biologica Silvio passato a quella una scelta biodinamica ed arrivato anche alluso delle anfore di terracotta. Le utilizza per il Tin (in arabo significa argilla) da uve Sangiovese in purezza. e per lunico bianco, da uve Trebbiano. Il Rosso del Rospo ottenuto da Cabernet Sauvignon con una piccola parte di Petit Verdot. Infine, questo Chianti Classico: il 2015 Sangiovese al 90 per cento pi Canaiolo e Colorino in pari quota. Resa per ettaro: 40 quintali. Matura un anno sia in cemento che in botti da 15 ettolitri. Colore rubino, bouquet invitante che porge ciliegia nera e lievi spezie. Sorso sincero, succoso, consistente. Bel bicchiere. A Firenze da Coquinanus, a Bari da Vineria Est sui 22 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


13 Luglio 2017, ore 18:22

Panorama
E i cinesi crearono la loro Borgogna Produce 600 milioni di bottiglie lanno e ha costruito castelli tali e quali a quelli francesi (per la gioia dei turisti). Il gruppo Changyu sta educando gli orientali alla cultura del vino. E al suo fianco c unazienda italiana: la Illva di Saronno. Con loro Panorama ha scoperto questa nuova realt. Bastioni di ispirazione rinascimentale, facciate dallaria vittoriana, saloni ricolmi di pesanti boiserie, pinnacoli dal sapore gotico, fossati, ponti levatoi e persino carrozze. un viaggio nel futuro quello che stiamo descrivendo. Una gita in quella che si appresta a diventare la prima economia del mondo, stando alle parole del politologo Ian Bremmer, da cui abbiamo il privilegio di essere accompagnati per un pezzo del cammino. Siamo venuti in Cina per scoprire che anche qui, dove storicamente la popolazione non possedeva nemmeno lenzima per tollerarlo, oggi si pronti a bere - e quindi a produrre - il vino. Made in China, for China, con lidea che la Repubblica Popolare possa diventare il primo mercato al mondo anche in questo settore. Lo ha capito il colosso Changyu, il pi grosso gruppo vinicolo del paese (e il quarto al mondo) con una capacit produttiva di 600 milioni di bottiglie lanno, rilevato al 34 per cento dalla Illva di Saronno, solidissima azienda italiana, ancora familiare, famosa soprattutto per lAmaretto. Sono felice di aver anticipato i tempi: unimpresa, se non si mette in discussione, muore, sentenzia il capostipite Augusto Reina, un omone di 77 anni, impressionantemente proiettato verso il futuro. Dieci anni fa ho capito che bisognava cercare nuove direzioni e ho messo il primo piede qui. stato difficile instaurare un rapporto di fiducia reciproca perch le differenze sono enormi: da queste parti possono stracciare gli accordi dalla mattina alla sera. Tutto questo limprenditore lombardo, dai modi molto diretti, lo racconta mentre ci guida attraverso i giganteschi e pacchiani saloni di un castello vicino a Xian: lo Chateau Reina, edificato per lui nel 2014, dopo lingresso nella societ. Tutto intorno, 73 ettari di vigne e un parco dove spuntano carrozze in stile Cenerentola, cariche di turisti locali eccitatissimi e armati di selfie stick, e buffe installazioni pseudo artistiche, come la statua in bronzo che lo ritrae pensieroso su una panchina, mentre osserva le sue vigne piazzate al confine con la periferia di una citt industriale da quasi 9 milioni di abitanti. cos, con la fascinazione, che il gruppo Changyu, nato 112 anni fa e passato per le mani dello Stato tra il 1949 e il 2004, intende raccontare al suo popolo la magia del vino. Ai banchetti di Stato, le nostre bottiglie hanno gi sostituito la grappa cinese: sta cambiando la cultura. Lobiettivo ridurre le importazioni dallestero dal 70 al 30 per cento, spiega il vicepresidente Zhou Hong Jiang. Ci si interessa poco, evidente, al livello di inquinamento dei terreni nazionali. Changyu va per la sua strada costellando la Cina con 8 mega castelli nuovi di zecca, attraverso i quali, grazie alla contaminazione di stili architettonici europei e allinserimento di musei e cantine molto pi simili a dei padiglioni di un Expo che a delle aziende agricole credibili, intende avvicinare almeno una parte di quel miliardo e 300 milioni abitanti a un bicchiere del suo vino. Un prodotto che, lo riconosciamo, si rivela al di sopra delle aspettative, forse anche grazie al supporto di Illva nella formazione degli enologi, tutti rigorosamente cinesi. Questo tipo di integrazione tra un colosso asiatico e unazienda familiare italiana un esempio virtuoso di come ci si pu muovere durante la fase di recessione geopolitica che stiamo vivendo spiega Bremmer. Sono saltati tutti gli assetti globali: tanto vale che ognuno faccia per s, come il signor Reina. Lui lo sa molto bene. Per questo, durante la foto di rito, circondato dalla famiglia che lo ha accompagnato in questo viaggio, guarda con un bel sorriso verso il cielo che qui, e non una metafora, sta diventando, ogni anno, sempre pi blu.
Autore: Lucia Scajola


13 Luglio 2017, ore 18:21

Il sole 24 Ore
Via alla Rete dimpresa per larea del Prosecco ... Turismo. Sedici aziende e brand unico internazionale... Sedici aziende eterogenee, su tutti i fronti, dalle dimensioni allambito di competenza: tour operator, aziende di trasporto, noleggiatori (bike e Vespa Rent), ristoranti e alberghi, fino alle latterie (da Soligo a Perenzin). Nasce la Rete dimpresa Prosecco Hills, obiettivo: rafforzare il tessuto delleconomia turistica riuscendo a imporsi sui mercati internazionali come brand unitario. Un modo per passare dal prodotto alla destinazione turistica: il Prosecco gi molto pi di un vino - il vino italiano pi esportato nel mondo - e si identifica nellimmaginario del potenziale turista internazionale come una cultura che rivela il territorio che quel vino ha generato - spiegano i promotori -. Gi oggi la destinazione Prosecco la pi ricercata dagli amanti dellenoturismo di origine anglosassone. Un interesse che riguarda anche il turismo tedesco, russo, cinese e che si riflette nei numeri: se il 2016 stato positivo per tutto il Veneto (18milioni di arrivi) i territori della Pedemontana Trevigiana e della Valpolicella hanno registrato incrementi percentuali a due cifre. Capofila della rete lUnione della Pro Loco di Treviso che organizza anche la Primavera del Prosecco Superiore, la pi importante rassegna enoturistica del Veneto (3 mesi di eventi, un indotto di presenze stimato in 300mila annue). Siamo orgogliosi che sia stata riconosciuta la nostra esperienza e la capacit di unire diverse realt, dalla pi piccola Pro Loco fino al mondo dei produttori - spiega il presidente Giovanni Follador -. Il volano Prosecco ha permesso di mantenere un territorio integro, perch lavorato dalluomo, a differenza di tante aree pedemontane italiane in abbandono. Prosecco Hills si candida a meta turistica internazionale di qualit con una proposta integrata: cultura, natura ed enogastronornia, che accompagnano il turista nellarea storica dove nasce il Prosecco Docg. La Rete si gi candidata ad accedere ai progetti Ue finanziati dalle misure Por e Fesr.


13 Luglio 2017, ore 18:21

Corriere della Sera
Lagricoltore condannato per aver pulito lIsola del Giglio Non aveva chiesto il permesso di togliere le sterpaglie: rischia il carcere... Dai rovi e dalle piante infestanti ha creato una vigna modello. Vino ansonica pregiatissimo, novemila bottiglie lanno, vendute per met in Italia e per laltra met esportate allestero e molto ricercate. Ma adesso la terra sublime di quel tratto insulare della Maremma, lIsola del Giglio, sta diventando amarissima per Francesco Romano Carfagna, 66 anni, romano di nascita e gigliese dadozione, e addirittura laver pulito un pezzo del suo terreno da rovi, appena 100 metri quadrati di sterpaglie, mirti e lentischi, gli costata una condanna. Il tribunale di Grosseto gli ha spedito un decreto penale (dunque senza dibattimento) per il reato di lottizzazione abusiva a scopo edilizio. Francesco deve pagare al pi presto 8 mila euro, che possono essere ridotti a 5 mila, con laggiunta di 11 giorni di carcere. Perch la legge, che il giudice ha applicato, prevede che se un terreno fa parte di un parco naturale, come nel caso del vigneto di Carfagna (in tutto tre ettari) non si possono togliere senza permesso neppure le erbacce. Dura lex sed lex? S, per se la legge ingiusta si pu cambiare e questa sar la mia prossima battaglia, annuncia Carfagna, che ha ricevuto anche una lettera molto cortese e di interesse per il mio caso dal segretario del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina. Francesco le sfide ce le ha nel sangue. Faceva il professore di matematica al liceo, posto fisso, stipendio garantito. Ma nel Dna aveva la passione per la natura e la viticoltura. Cos, un mattino di trentanni fa, decide di licenziarsi e andare ad abitare con la famiglia allIsola del Giglio e mettere su unazienda. Amici e gente del posto lo prendono per matto. Ma lui trasforma il niente in unazienda vitivinicola. Compra un terreno abbandonato vicino al faro di Capel Rosso. Siamo nellestremit meridionale dellisola. Un luogo magnifico con un microclima particolare che aiuta i vitigni di qualit a diventare eccellenti. E il miracolo accade. Vendiamo bottiglie in Italia, in tutta Europa, e anche negli Stati Uniti e in Giappone racconta con orgoglio Carfagna e adesso invece di ridermi in faccia anche i pi scettici mi salutano con rispetto. Ma sul pi bello ecco la stangata della giustizia. Sopralluogo della Forestale, denuncia e decisione del giudice con decreto di condanna. Insomma, un caso paradossale, che suggerisce una riflessione riguardo la reale adeguatezza degli indirizzi della tutela del paesaggio e alla natura delloggetto da proteggere. I valori delmpaesaggio rurale italiano - spiega Mauro Agnoletti, professore associato presso il Dipartimento di gestione dei sistemi agricoli alimentari e forestali dellUniversit di Firenze - sono un prodotto della cultura, non dellabbandono. Lagricoltura lattivit che ha impresso le sue forme alla base naturale, producendo un paesaggio che scrittori, poeti e viaggiatori hanno celebrato per secoli e che ancora oggi associato allimmagine dellItalia nel mondo. Come si legge in un recente rapporto del Wwf, abbiamo perso circa dieci milioni di ettari di terreni coltivati e ormai importiamo prodotti tipici dallestero. Dunque quantomeno singolare che un agricoltore che salva un pezzo del suo terreno dallabbandono subisca una condanna penale. Il caso del Giglio non isolato. Nel bosco secolare di SantAntonio, a Pescocostanzo (LAquila) - continua Agnoletti - il pascolo che ha originato quel bosco stato vietato in conseguenza del vincolo paesaggistico. E nel bosco ceduo del Marganai, in Sardegna, si persegue chi ha ripristinato la ceduazione per mantenere le caratteristiche di quel bosco, secondo i dettami della scienza selvicolturale, salvo osservare che dopo tre anni il bosco gode di ottima salute.
Autore: Marco Gasparetti


12 Luglio 2017, ore 11:00

Italia Oggi
La pi nota guida ai migliori ristoranti del mondo, la francese Michelin, ha acquisito una partecipazione del 40% nella prestigiosa pubblicazione americana specializzata nel valutare i vini Robert Parkers Wine Advocate. La collaborazione fra le due realt sesplicher dapprima nei mercati asiatici per poi estendersi agli Stati Uniti e allEuropa.


12 Luglio 2017, ore 10:59

Italia Oggi
Contributi al vitivinicolo, cambia la torta. Dote maggiore alla ristrutturazione vigneti Rimodulata la ripartizione dei 336,9 mln n di euro per la campagna 2017 del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. Le misure sono state nuovamente ripartite, privilegiando promozione, ristrutturazione e riconversione dei vigneti, assicurazioni sul raccolto e investimenti nel settore vitivinicola col decreto del ministero delle politiche agricole del 7 luglio 2017 n. 3752 (in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale) che viene nuovamente ripartita la dote finanziaria per lanno 2017 del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo (si veda ItaliaOggi del 9 giugno 2016). Ricordiamo che il regolamento Ue 71. 13081203 ha definito gli incentivi per le aziende vitivinicole e quelle dellagroalimentare. Stabilendo che laumento dei nuovi impianti viticoli dovrebbe essere strutturato attraverso un meccanismo di salvaguardia a livello di Unione, basato sullobbligo degli stati membri di mettere a disposizione annualmente un numero di autorizzazioni per nuovi impianti equivalente all1% delle superfici vitate. E prevedendo, al contempo, una certa flessibilit in risposta a circostanze specifiche di ciascuno stato membro. Gli stati Ue dovrebbero poter decidere se mettere a disposizione superfici meno estese a livello nazionale o regionale, anche a livello di zone ammissibili a specifiche denominazioni di origine protette e indicazioni geografiche protette, sulla base di motivazioni obiettive e non discriminatorie. I pagamenti agli aventi titolo delle provvidenze finanziarie previste dallUnione europea la cui erogazione affidata allAgea, nonch agli altri organismi pagatori riconosciuti ai sensi del regolamento (Ce) n.1306/2014 della Commissione, dell11 marzo 2014, saranno disposti solo mediante accredito sui conti correnti bancari o postali. Questi dovranno essere indicati dai beneficiari e, agli stessi, intestati. Gli accrediti hanno per gli organismi pagatori effetto liberatorio dalla data di messa a disposizione dellistituto tesoriere delle somme indicate.
Autore: Marco Ottaviano


12 Luglio 2017, ore 10:55

Italia Oggi
Un mercato a rischio A rischio il primato italiano dellexport di vino. LItalia potrebbe, infatti, perdere la leadership negli Stati Uniti dove si fanno sotto Francia e Cile, ma anche in Corea e Norvegia. Per il mercato del vino si profila un anno di sorpassi, con lItalia che rischia di cedere alla Francia lo storico scettro nel mercato pi importante al mondo, gli Usa, mentre in netto recupero in Cina, dove si appresta a scippare il quarto posto alla Spagna, commenta Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies. Complessivamente lItalia esce malconcia dai primi 5 mesi di export nei Paesi terzi, rispetto ai competitor francesi e ai cileni, i primi perch riescono a impiegare meglio di noi le risorse Ue per la promozione, i secondi invece cominciano a monetizzare al massimo gli accordi di libero scambio, come in Giappone e Cina. Le considerazioni sono frutto dei dati dellOsservatorio Paesi terzi di Business Strategies realizzato in collaborazione con Nomisma Wine Monitor. LItalia segna un incremento delle proprie quote di mercato in Cina, dal 5,6 al 6,2% e Brasile, dal 9,2 al 10,5%. Perde in Usa (0,1%) dove la Francia segna un +14,2%, Giappone, Svizzera (+0,8%), Norvegia, -22,3%, e Corea del Sud, -6, 7%. Assieme alla Francia, che migliora le proprie quote di mercato in 5 Paesi su 7 (con perdite in Cina e Corea del Sud), invece ottima anche la performance del Cile, che grazie ai Free trade agreement vola in Cina, a +24,3% e in Giappone (+15,6%), dove attualmente i dazi sul vino europeo sono i pi alti tra i top buyer. Tuttavia dalla Cina arrivano buone previsioni anche per lItalia con una crescita del +13% in valore (a 57 milioni di euro). Negli Usa, dove il valore in dollari delle importazioni di vino italiano di circa 727 milioni di dollari, contro i 674 milioni di quello francese, entro il prossimo autunno potrebbe avvenire lo storico sorpasso.


12 Luglio 2017, ore 10:55

Italia Oggi
Nuovi calici ecologisti Cambia il mercato del vino statunitense dove la richiesta, influenzata dai Millennials che sono il 42% dei consumatori, va nella direzione dei vini sostenibili. Secondo una indagine di Nomisma Wine Monitor, il 60% dei consumatori Usa ha acquistato, o vorrebbe farlo, un vino sostenibile. Questo perch pi sicuro per la salute, 27% e pi sicuro per lambiente, 26,8%, oltre che pi buono, 26,2%. La sostenibilit ambientale rappresenta, dopo il terrorismo e lassistenza sanitaria, il terzo motivo di preoccupazione pi sentito dagli americani. Ed anche sullonda di questa sensibilit che si inserisce lacquisto dei vini sostenibili, in maggioranza californiani e australiani, comprati oggi da 2 consumatori statunitensi su 10, spiega Denis Pantini, responsabile di Wine Monitor. La sensibilit verso vini rispettosi dellambiente prende piede anche tra i produttori. Nella contea di Sonoma in California, il 60% della superficie vitata certificata sostenibile (circa 14 mila ettari), ma lobiettivo di arrivare al 100% nel 2019. Il profilo del consumatore americano di vini sostenibili, aggiunge Pantini un Millennials, di genere maschile con titolo di studio e reddito elevato. Un profilo che si discosta completamente da quei baby boomers che, sempre lindagine Wine Monitor, ha indicato come i pi avversi a qualsiasi forma di comportamento sostenibile. Chi non consuma vini sostenibili lo fa per una ridotta diffusione e promozione oltre che alla loro difficile identificazione, magari per via di unetichetta poco chiara o che si confonde tra le diverse certificazioni esistenti, e al prezzo elevata. Tuttavia il 56% si dichiara disposto a spendere di pi per un vino sostenibile, mentre ben l86% dichiara comunque un interesse potenziale allacquisto.


12 Luglio 2017, ore 10:55

Italia Oggi
La Maremma vinicola in crescita. Del 28% Laltra Toscana del vino inizia a fare tendenza. la Doc Maremma Toscana che grazie alla spinta del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana (costituito nel 2014) sta raggiungendo risultati ragguardevoli, forte delle 262 aziende associate. La vendemmia 2016 l a dimostrarlo: parliamo della terza produzione Dop della regione (dopo Chianti Docg e Chianti Classico Docg) che registra trend positivi sia nella quantit di uva che nellimbottigliamento (+28%). Il Vermentino con i suoi 600 ettari nella provincia di Grosseto la variet di bianco della Doc pi imbottigliata e richiesta sul mercato. Ma in cima al podio dei 5,5 milioni di bottiglie allanno prodotte dal Consorzio c il Maremma Toscana Rosso che copre la quota maggioritaria e in quanto a imbottigliamento balzato in avanti del 17,24%. Buone performance anche da Vermentino (+8,85%) e Sangiovese (+25,25%). Siamo estremamente soddisfatti e fiduciosi, il commento di Luca Pollini, direttore del Consorzio, questi dati si accompagnano a una crescente domanda di vini della Maremma. Feedback positivi arrivano dal Nord Europa e dai mercati notoriamente maturi, come gli Stati Uniti, che possiedono unampia cultura del vino a livello internazionale, ma iniziamo a percepire, finalmente, anche un risveglio dellinteresse nazionale e si avverte una piccola ma costante ripresa del mercato interno. Con ladesione al piano di sviluppo biennale di promozione e comunicazione della Regione Toscana e laccesso a cofinanziamenti europei, il Consorzio punta a diffondere il brand della Maremma Toscana con la partecipazione a eventi come il Wein Kultur di Vienna o il tedesco Prowein. il vino il motore trainante, ma a venire promosso un intero territorio come quello maremmano. Per farlo nato un sodalizio fra i tre Consorzi della zona: Doc Maremma Toscana, Montecucco e Morellino Scansano.


12 Luglio 2017, ore 10:54

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Laccordo vale a livello europeo Giappone, via i dazi sul vino italiano... Esportare vino italiano in Giappone ora pi vantaggioso e meno costoso per i produttori italiani. Il Paese del Sol levante ha infatti azzerato i dazi sui vini, insieme a quelli di pasta e formaggi. Laccordo Giappone - Ue prevede anche il riconoscimento da parte nipponica di 35 additivi utilizzati nellUe, che ridurr i costi per i produttori che esportano. Laccordo di libero scambio , raggiunto dopo quattro anni di negoziati, per il presidente dellUnione Italiana Vini (Uiv) Antonio Ballo rappresenta un risultato molto importante per il vino italiano ed europeo. Un traguardo che premia gli sforzi della Commissione europea, e del governo, sostenuto attivamente da Unione Italiana Vini, le cui sollecitazioni hanno contribuito alla sua concretizzazione. Il Giappone, sottolinea il presidente Uiv, rappresenta un mercato strategico per il nostro vino, il primo nel contenente asiatico. Dopo un 2016 incerto, lexport nel primo trimestre 2017 cresciuto dell8% in volume e del 5% in valore - continua Rallo. Consideriamo questo risultato un ulteriore passo in avanti in materia di semplificazione e flessibilit del commercio. In modo particolare - osserva Rallo - importante per leliminazione completa dei dazi sui vini imbottigliati, spumanti e sfusi allentrata in vigore dellaccordo, che, in questi ultimi anni, hanno creato un significativo gap tra lItalia e alcuni Paesi come il Cile e lAustralia, agevolati da accordi tariffari preferenziali. Ora possiamo confrontarci sullo stesso piano dei principali competitor. Laccordo raggiunto inoltre un passo fondamentale anche per il riconoscimento e la protezione delle Indicazioni Geografiche. Sono, infatti, 205 le IG europee che saranno protette in Giappone, di cui circa 150 relative al vino.


12 Luglio 2017, ore 10:54

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Lugana, 50 anni doc. 5 di boom Il rinascimento di un vitigno autoctono, raccontato da una sua azienda simbolo, la Zenato... In un lustro prezzo del vino raddoppiato. Le uve? Costano... Prezzo di vendita superiore alla media degli altri vini, valore delle uve alto, richieste di nuovi impianti di vigneti. Il Lugana negli ultimi cinque anni ha visto una crescita che ha lo ha portato a imporsi su molti mercati, primo tra tutti quello tedesco. Zenato tra le aziende che hanno creduto nel valore del vitigno Lugana. Gi con mio padre, che fond lazienda negli anni Sessanta, abbiamo creduto fin da subito nel territorio e nei vitigni autoctoni. Filosofia che portiamo avanti adesso anche io e mio fratello, anche in Valpolicella, spiega a ItaliaOggi, Nadia Zenato. Questo territorio una identit che ci appartiene, siamo lanima della Lugana e il cuore della Valpolicella.
Domanda. Una delle caratteristiche del Lugana il prezzo di vendita. Come siete riusciti e tenerlo alto?
Risposta. C una forte richiesta e quindi salgono i prezzi di uva e vino. Questo costo elevato dovuto alla domanda, ma il prezzo serve anche a tutelare qualit e immagine.
D. Qual il valore attuale?
R. Luva intorno a 200 euro a quintale e il vino vale 4 euro al litro, uno dei pi cari dItalia. Soltanto due anni fa un litro di Lugana sfuso costava 2,5 euro.
D. Una buona rendita, fa aumentare anche la domanda di nuovi vigneti. Non c il rischio di crescere troppo?
R. Si sta valutando la possibilit di chiudere con lopportunit di poter allargare la zona, una discussione prioritaria dello stesso Consorzio.
D. La Doc compie 50 anni. Quali sono stati i cambiamenti in questi anni?
R. Tutto il territorio ha capito le potenzialit del vitigno. Anche i nostri conferitori piano piano hanno capito che rese basse e un certo modo di lavorare in vigna, alla lunga hanno portato al successo della denominazione. Certo allinizio, quando mio padre era tra i fautori della Doc, tutto era pi difficile, nessuno conosceva la Lugana. Per abbiamo creduto nel territorio, abbiamo fatto squadra.
D. Quanto vale oggi il mondo Lugana?
R. Nel 2016 sono state prodotte 11.200.000 per un fatturato della denominazione complessivo di 150 milioni di euro con 180% di quota nellexport e la Germania come primo mercato in assoluto con il 40%.
D. Anche Zenato segue questo trend?
R. Oggi il 70% della nostra produzione destinata allexport in pi di 60 Paesi, fra cui i principali sono Usa, Canada ed Europa, in particolare Germania, Olanda e Paesi Scandinavi. Ma siamo, inoltre, sempre attenti al mercato interno, che rimane il nostro primo mercato come fatturato: il 24% del totale e il 16% sulla quantit. il nostro biglietto da visita, al consumatore straniero piace vedere il suo vino importato anche nelle carte dei vini in Italia, d maggiore affidabilit al prodotto.
Autore: Andrea Settefonti


12 Luglio 2017, ore 10:53

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Serve una legge sullenoturismo Il turismo del vino funziona. Ma potrebbe funzionare meglio e diventare un vero volano di sviluppo per i territori se ci fosse una legge quadro che consentisse alle cantine di vendere i relativi servizi. Perch oggi lenoturismo lo facciamo ma non lo possiamo vendere, esplicita il paradosso Carlo Pietrasanta , presidente del Movimento per il turismo del vino (Mtv). La legge sullenoturismo sta procedendo in Parlamento con qualche affanno. Aspettiamo il via libera della commissione Finanze del Senato per poi passare alla Camera. Puntiamo con tutte le nostre energie a vederla approvata entro fine legislatura. Speriamo che nessuno faccia scherzi alla Camera come avvenuto al Senato dove qualcuno si inventato che questa legge potrebbe far diminuire il gettito fiscale. Una cosa senza senso. Una legge che tutti dovrebbero firmare, destra e sinistra senza distinzioni, perch serve al Paese. Vogliamo vendere i nostri servizi e pagarci le tasse. Con 10mila aziende attive significa un potenziale di 20mila posti di lavoro in 2 anni. Non vogliamo diventare ristoratori, albergatori o commercianti: se qualcuno di noi lo vuol fare, lo far secondo le regole di questi mestieri. Ma la maggior parte di noi vuol fare il vino, farlo sempre meglio, e fare sempre maggior cultura del vino. Lenoturismo una grande potenziale leva per la valorizzazione dei territori e delle citt. Una spinta al turismo gastronomico, partendo dal vino, pu portare alla riscoperta di tutta la campagna e di tutta lagricoltura del Paese. Per serve una buona legge, senza stravolgimenti. E Pietrasanta pone tre condizioni. Primo. Fare in modo che le norme di attuazione siano valide a livello nazionale e non demandate alle Regioni. Non per mancanza di fiducia, ma per esprimere delle regole che siano uguali per miti dalla Val dAosta a Pantelleria, dal Collio al Salento, e quindi comprensibili e uniformi nellinteresse soprattutto dei turisti stranieri. Secondo: Ricordare che lenoturismo s turismo, ma che fondato sul vino come attrattiva principale. Non importa in questo senso quanta percentuale di un viaggio o di una vacanza sia dedicata al vino: importa piuttosto che quella percentuale diventi fattore di attrazione decisivo come lo in Francia o nella Napa Valley. Terzo: Essere fondato sul vino significa che lenoturismo fondato sulle cantine e sulle loro iniziative. Non voglio con questo sminuire il ruolo delle Citt del Vino: sono anzi una grandissima realt, che hanno riconosciuto appunto nel vino un carattere distintivo e identitario. Insieme certamente possiamo fare grandi cose, sempre pi grandi. Ben venga lalleanza: noi di Mtv lo sappiamo cos bene che volentieri organizziamo Calici di Stelle con le Citt del Vino. Tante altre cose potremmo realizzare in una collaborazione continua tra produttori e Comuni. Ma bisogna sempre ricordare che i vini e quindi le cantine sono al centro della scena dellenoturismo.
Autore: Lorenzo Frassoldati


12 Luglio 2017, ore 10:52

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Proponiamo Cotarella cavaliere del lavoro Il novantacinque per cento delle persone che si accostano a un bicchiere di vino non ne sanno assolutamente nulla. Questo dato emerso nel convegno internazionale Vino Vip organizzato a Cortina dalla rivista specializzata Civilt del bere domenica e luned scorsi. Il problema allora come comunicare il vino a questa folla sterminata e come scegliere la bottiglia da portare in tavola. Il proprietario di una prestigiosa cantina ha confessato che quando nei suoi giri di promozione internazionale si attardava sulle caratteristiche tecniche dei suoi vini il pubblico si annoiava e i giovani ne approfittavano per andare a fumare. Ha perci deciso di cambiare completamente stile di comunicazione e di parlare con semplicit di quanto i suoi ospiti avevano nel bicchiere. Il vino un prodotto molto complesso e il tema del dibattito di Cortina era appunto come semplificare la complessit. Innanzitutto il vino frutto del suo territorio e lItalia il paese al mondo con il maggior numero di variet. Il vino una creatura viva: ha la freschezza dellet giovanile, il fascino della maturit, le sorprese dellinvecchiamento. Merita molta pi attenzione di quanta il consumatore abitualmente gliene dia. sconcertante vedere pranzi in cui si spendono cifre importanti per carne, pesce, ricercatezze alimentari e si mette poi in tavola un vino che non vale niente. In cene prestigiose, raramente ho trovato vini allaltezza di pietanze formidabili. Accade anche nei catering: un pranzo di nozze costa un pozzo di quattrini e troppo spesso si passa dallo champagne al niente. Sia nelle enoteche che nella grande distribuzione ci sono vini di qualit che valgono pi di quello che costano. Basta cambiare bottiglia ogni tanto, salire un pochino di prezzo nelle occasioni che lo meritano e allora anche il palato pi semplice potr fare scoperte affascinanti. Ospite donore del convegno di Cortina era Riccardo Cotarella, presidente dellassociazione italiana e mondiale degli enologi e fresco di una prestigiosa onorificenza francese. Cotarella assicura la sua consulenza a cantine di tanti paesi, ma una pietra miliare dellenologia italiana. Caro ministro Martina, non meriterebbe le insegne di Cavaliere del Lavoro?
Autore: Bruno Vespa


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