planeta

Il Meglio dell'Edicola

28 Dicembre 2017, ore 15:01

Repubblica Food
Prosecco allinglese ... Nel Regno Unito le vendite superano quelle dello champagne. Perch buono e fa bene... Per salutare il Capodanno, gli inglesi scelgono bollicine italiane. Nelle case, nei pub, nei ristoranti, il vino frizzante con cui pi si brinder nel Regno Unito alla mezzanotte del 31 dicembre il Prosecco. La sua popolarit cresciuta fino a sorpassare le vendite dello champagne e il motivo presto detto: altrettanto buono, ma costa molto meno, scrive lEvening Standard. Se ne beve cos tanto che una societ di marketing ha fatto un sondaggio per scoprire quale quello che piace di pi: ha vinto il Valdobiaddene Prosecco Spumante Superiore, giudicato migliore da pubblico ed esperti come qualit/prezzo (costa 12 sterline e mezzo, circa 15 euro). Come marche e costi, nei supermarket, c limbarazzo della scelta. Si va dal Bortolotti (22 sterline, da Harrods) allAllini Treviso (5 sterline e 25, Lidl). E i sudditi di Sua Maest, attenti alla salute oltre che al portafoglio, lo lodano pure perch pi leggero dello champagne, poco calorico e con effetti benefici: una recente ricerca delluniversit di Reading ha scoperto che bere Prosecco moderatamente migliora il funzionamento dei vasi sanguigni. Allinizio del negoziato sulla Brexit, il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson stato protagonista di un battibecco con il ministro per lo Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda, che i media hanno soprannominato la guerra del Prosecco. Johnson ha minacciato: Se lUnione Europea far pagare dazio sullimport-export con noi, caleranno le vendite del vostro spumante in Inghilterra. Replica di Calenda: Forse per noi diminuiranno le vendite in un paese, ma per voi diminuiranno in 27. Ma dopo laccordo raggiunto a inizio dicembre da Theresa May con Bruxelles, probabile che si arriver a un patto di libero scambio sulle merci attraverso la Manica e dunque niente guerra del Prosecco. In compenso un deputato conservatore chiede che la Gran Bretagna abbia diritto a una parte delle 42 mila bottiglie di vino apparentemente custodite nella cantina della Ue. Gli inglesi vogliono uscire dallEuropa, ma con il nostro vino.
Autore: Enrico Franceschini


27 Dicembre 2017, ore 15:03

Quotidiano Nazionale
Le cantine battono cassa Il vino, un business complicato. I problemi cominciano in vigna, dove si fanno i conti con le bizze del clima, caldo, freddo, pioggia, siccit. Poi in cantina, tra fermentazioni, lieviti, solfiti, botti, barriques, anfore. Il risultato deve essere di qualit e va venduto. Fatta la vendita, bisogna farselo pagare, e qui i problemi non finiscono, ma cominciano. Infatti passare allincasso, soprattutto per le piccole/medie cantine che hanno in ristoranti ed enoteche (il cosiddetto Horeca) il loro principale cliente, non semplice. Ci sarebbe larticolo 62 della legge 27/2012, che ha fissato i termini di pagamento per le merci agricole e alimentari entro 30 giorni per quelle deperibili, ed entro 60 giorni le non deperibili. Ma questo termine non lo rispetta quasi nessuno. Lo conferma al sito winenews.it Marco Giuri dello studio Giuri Avvocati che ha studiato il problema. Anzi spiega Giuri in base alla nostra esperienza, visto che abbiamo come clienti 50 tra le pi importanti cantine italiane, possiamo affermare che nel vino i ritardi sono pi consistenti che in altri settori. In media, se nellagroalimentare si incassa a 90 giorni, nel vino si arriva tranquillamente a 120. Secondo i dati di Eurocredit Business Information, i pagamenti alla scadenza del settore del vino, mettendo insieme i dati di. Horeca, commercio allingrosso e al dettaglio, sono appena il 16% del totale (contro il 38% della media di tutti i settori). In particolare, nel settore dellHoreca, dal 2010 si segnala un aumento dei ritardi gravi del +133%. Non ci sono particolari differenze di comportamento tra le tipologie di esercizio. Nella ristorazione, per esempio solo il 17% delle fatture del vino pagato alla scadenza, il 60% entro 30 giorni, e il 23% oltre due mesi. Percentuali simili a quelle di vendita al dettaglio e in gdo: 17% alla scadenza, il 63% entro i 30 giorni, il 20% oltre i 60 giorni. Leggermente meglio con gli ingrossi: il 18% paga entro la scadenza, il 68% entro i 30 giorni di ritardo, e solo il 14% va oltre. In media, limporto della fattura da incassare di 400 euro, quello dellinsolvenza di 1.300 euro. Cifre relativamente piccole, ma che possono diventare enormi se si tiene contro della pluralit di esercizi coinvolti. E c un altro dato allarmante: tra il 2015 ed il 2017, secondo Eurocredit, delle 164.765 nuove aziende aperte, soprattutto nel settore Horeca, 32.490 sono state coinvolte in procedure di recupero crediti, e ben 103.115 hanno gi cessato lattivit. In questo quadro, per, non vuol dire che larticolo 62 non sia servito. Il tasso di recupero crediti cresciuto ed nata spiega ancora Giuri una santa alleanza fra cantine contro i cattivi pagatori perch spesso sono gli stessi per diverse aziende. chiaro che condividere informazioni, come facciamo tra i nostri clienti con strumenti dedicati, ma anche dare vita ad azioni congiunte, contribuisce a risultati migliori.
Autore: Lorenzo Frassoldati


27 Dicembre 2017, ore 15:02

La Repubblica
Addio a Marchesi lo chef che volava pi alto delle stelle ... Rivoluzion lalta cucina italiana. E fu il primo a uscire dalla guida Michelin... La cucina di per s una scienza, sta al cuoco farla divenire arte Parola di Gualtiero Marchesi, il pi grande cuoco italiano, scomparso ieri nella sua casa milanese. Un esercizio che era riuscito benissimo, tanto di fare di lui un chevalier dans lordre des Arts et des Lettres, onoreficenza attribuitagli nel 1990 dallallora ministro della cultura francese Jack Lang. Innamorato delle arti, tutte. Tanto da sposare la sua insegnante di pianoforte, Antonietta, cui sopravvissuto solo sei mesi, dopo un matrimonio durato una vita. Musica (Bach su tutti) e pittura come ineludibili fil rouge di una carriera fortunata e lunga, ma non lunghissima, se vero che il suo primo ristorante Gualtiero Marchesi datato 1977, quando il Maestro era vicino ai 50 anni. Il locale di via Bonvesin de la Riva, Milano, a pochi passi da quello dei genitori in cui era cresciuto, divenne il faro della nuova cucina dautore, con tre stelle acquisite in rapida sequenza, primo ristorante italiano a conseguirle, nel 1985. Non aveva fretta perch voleva fare le cose per bene, anzi benissimo. Per lui, figlio di storici albergato milanesi, la scelta di mettersi in proprio era arrivata dopo lunghe esperienze tra Svizzera e Francia, prima negli istituti alberghieri e poi nelle cucine dei ristoranti, con il denominatore comune del rigore pi assoluto. Un criterio diventato chiave di volta nella pratica quotidiana, con se stesso prima che con i suoi allievi, perch in cucina come nella vita sinsegna per imparare, senza mai smettere di dare e ricevere conoscenza. Conoscere era uno dei suoi assilli. Non si accontentava di informazioni raccogliticce. Se un argomento, unidea, un particolare lo stuzzicavano, un attimo dopo era gi l con un libro in mano per controllare, approfondire, confutare. E un attimo dopo, limmancabile penna in mano, si segnava qualcosa su un foglietto. Le tasche di giacche e calzoni erano un andirivieni di foglietti da leggere al cliente o allamico di turno, piccole perle di saggezza mai banali la scelta delle frasi da riportare era accurata cui attingere per elaborare un pensiero nuovo. Le idee non gli sono mai mancate. E nemmeno la vis pugnandi necessaria a difenderle. Senza pregiudizi e senza sconti, a costo di apparire arrogante. Ma il Divin Marchesi non se ne preoccupava, convinto comera che lintelligenza fosse pi forte di qualsiasi incomprensione. Non a caso, i rapporti con critici, colleghi e discepoli sono stati dialettici, senza ricami, ma con assoluta onest intellettuale, la stessa che nei 2008 lo spinse ad autoescludersi dalla guida Michelin, chiedendo ufficialmente che non gli venissero pi attribuiti i macarons. Preferisco dedicare il mio autunno alla creativit che allinseguimento delle stelle. Da dietro al suo grembiule sono usciti per ventanni buoni quasi tutti i migliori talenti della cucina italiana, primo fra tutti Carlo Cracco, cui appena un mese fa, in occasione delluscita della nuova Rossa, aveva regalato una carezza consolatoria: Ho saputo che gli stata tolta la seconda stella. Quando a me tolsero la terza, commentai che per ogni stella che cadeva avrei espresso un desiderio. Bisogna sempre guardare avanti e Carlo sa cosa intendo. Cracco e molti altri: Pietro Leemann e Davide Oldani, Andrea Berton e il pasticcere Ernst Knam, fino ai pi giovani Camanini e Baronetto, in un profluvio di ricette mai secretate e consigli dispensati a piene mani. Prima che qualcuno dei suoi si arrabbiasse inducendolo a elargire benevoli giudizi collettivi, aveva eletto Paolo Lopriore il suo discepolo pi talentuoso, per via di quella passione ossessiva, totalizzante per la materia prima, quella di un cuoco sempre vicino al prodotto, uno che ha il lavoro nel sangue, pronto a dare lanima per esaltare il rapporto creativo con la materia. stato un monogamo della cucina, avvinto da lunghi innamoramenti. Dopo Bonvesin de la Riva, lAlbereta in Franciacorta, e poi il Marchesino allombra della Scala. E intanto la divulgazione, tra libri, televisione (poca) e la scuola Alma ideata nel 2004, di cui stato rettore fino a pochi mesi fa, lasciata per dedicarsi a tempo pieno allultimo sogno: la casa di riposo per cuochi, mutuata da quella milanese intitolata a Verdi per i musicisti. La inaugureranno il prossimo autunno a Varese. Battezzarla col suo nome sar il pi piccolo dei tributi che si meritato, trasformando la negletta giacca bianca in smoking da cucina.
Autore: Licia Granello


27 Dicembre 2017, ore 15:02

La Repubblica
Chianti Gallo nero numero record di nuove bottiglie Quasi 285mila ettolitri venduti nel 2017 Nel programma di Carlotta Gori la lotta alla contraffazione... Ci sono vigilanza e tutela del marchio, prima di tutto, nel credo di Carlotta Gori, nuovo direttore del Consorzio del Gallo Nero - Chianti Classico, promossa dallinterno della struttura dove da oltre 20 anni si occupava di rapporti istituzionali, consulenza giuridica e amministrativa a vantaggio dei 580 associati: cantine e imbottigliatori eccellenti, capaci ogni anno di portare sul mercato 35-38 milioni di bottiglie esportate in 130 Paesi. Non c valorizzazione senza protezione e cura, tutela e vigilanza, puntualizza Gori. Sui mercati le etichette del Gallo Nero - Chianti Classico hanno infatti recuperato e superato il business pre crisi, ma sul fronte di frodi e contraffazione gli attacchi si moltiplicano e il sistema chiamato a tenere alta la guardia. Il Consorzio gioca danticipo: cerca di stoppare chi sfrutta lappeal e il sound Chianti Classico riproducendo marchi che scimmiottano quello originale, e il logo del Gallo Nero, per mandare in commercio prodotti del tutto estranei. I nostri marchi sono depositati in oltre 40 Paesi - spiega Gori - Attualmente abbiamo in atto 15 opposizioni amministrative contro la domanda di registrare marchi, soprattutto in Cina, Francia, Stati Uniti - spiega Gori - importante bloccare le pratiche illecite gi in fase di registrazione per evitare le controversie giudiziarie. La spuntiamo quasi sempre. Per il neo direttore del Consorzio, lattivit di analisi normativa e di verifica dei trend, che fa parte dellazione di tutela, fondamentale per lo sviluppo delle denominazioni e anche in funzione di modifica dei disciplinari di produzione. Questa attivit - spiega stata fondamentale nel supportare la nascita della Gran Selezione (punta di diamante del Chianti Classico inventata di recente ndr), che sta trainando, e non soffocando come temeva qualcuno, le altre produzioni del Chianti Classico. La piramide, in cima alla quale sta la Gran Selezione, non ne quindi schiacciata ma anzi consolidata. Altro fronte caldo quello della vigilanza, per verificare la corrispondenza tra etichette e prodotto. Con lIspettorato repressioni frodi - spiega Gori - stiamo preparando il programma 2018 dei controlli che preveder 30 accessi in supermercati, enoteche, alberghi e ristoranti per prelevare bottiglie di Chianti Classico e controllarne il contenuto. Come ogni anno opereremo nelle province di Firenze e Siena, ma anche in nuove regioni finora non visitate. Dal 2012 ad oggi lattivit di vigilanza si svolta nel Nord Italia, in Emilia Romagna e Umbria, oltre che Toscana. Il Consorzio Gallo Nero - Chianti Classico il primo ad aver iniziato a lavorare in modo sistematico su Internet. Da un anno e mezzo - spiega il direttore - monitoriamo quotidianamente 500 shop online e 7 piattaforme di vendita per capire il grande ambiente di vendita del web, i mercati, le modalit di presentazione dei prodotti, i trend della domanda, dellofferta e i prezzi. un lavoro imponente, alla fine tireremo le conclusioni non solo in chiave di marketing. Intanto il Consorzio, che ha 14 dipendenti e un fatturato di 4 milioni (la met destinata alle iniziative di promozione in tutto il mondo ma soprattutto negli Usa e in Canada), saluta un 2017 di luci e ombre per le cantine. La siccit ha provocato una riduzione della vendemmia del 25-30%, come avevamo stimato, a dimostrazione della qualit dei nostri strumenti di previsione - dice Gori - Note positive sono che nel 2017 il prezzo dello sfuso si attestato sul livelli di 245-290 euro ad ettolitro e sono state imbottigliati, e quindi venduti, poco pi di 285mila ettolitri di vino delle varie annate in cantina, come nel 2016 che stato il miglior anno dal 2007. Risultato quasi insperato.
Autore: Maurizio Bologni


24 Dicembre 2017, ore 15:04

La Stampa
La legge sul biologico finisce nel cestino Lo scioglimento delle Camere cancella un provvedimento condiviso da tutti i gruppi... FederBio: Italia resta leader in Europa ma senza piano nazionale difficle accedere ai fondi comunitari... La produzione biologica sar anche attivit di interesse nazionale con funzione sociale, quale settore economico basato prioritariamente sulla qualit dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale e sulla tutela dellambiente e della biodiversit, anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riduzione dellintensit delle emissioni di gas a effetto serra. Si pu sintetizzare cos la filosofia alla base del disegno di legge che avrebbe dovuto fissare regole certe per lo sviluppo e la competitivit della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico. Il testo stato approvato allunanimit alla Camera e poi ha avuto il via libera, sempre, allunanimit dalla commissione Agricoltura del Senato e poi si arenato, cestinato anche se lapprovazione avrebbero portato via non pi di mezzora. Invece non stato nemmeno calendarizzato nella discussione del Senato. Lo scioglimento delle Camere riporta indietro tutto liter parlamentare, siamo stufi di ricevere come da ventanni pacche sulle spalle, attacca Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, la federazione degli enti della filiera biologica e biodinamica. I fondi europei. Lapprovazione del disegno di legge avrebbe rafforzato il ruolo di leadership dellItalia - 72 mila aziende nel 2016 con una crescita del 20% questanno, 300 mila addetti e un fatturato che supera i 5 miliardi, due dei quali arrivano dallexport - e lavrebbe messa alla pari con altri Stati europei. Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Lituania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, infatti, hanno piani nazionali per lo sviluppo dellagricoltura biologica. I piani - spiega il presidente - non si limitano a indicare lobiettivo ma mettono in campo tutte le misure per conseguirlo. Ed con queste realt che il settore italiano deve competere, senza il minimo sostegno e senza una strategia pubblica n a breve n a medio n a lungo termine. Il settore non chiede fondi perch la maggior parte delle iniziative di sostegno non comporta oneri per le casse pubbliche ma i mancati passi dello Stato impediscono al sistema italiano di accedere ai bandi europei, di cui si avvalgono i nostri principali concorrenti. Terra e conversione. Le terre dedicate al biologico rappresentano il 15% del totale e il piano avrebbe dovuto prevedere interventi per favorire la conversione al biologico delle imprese agricole. Tutto sparito. Stessa sorte per il fondo finalizzato al finanziamento di programmi per lo sviluppo della produzione biologica. Le risorse - racconta il presidente di FederBio - sarebbero derivate da una tassa sui pesticidi cio lagricoltura che inquina veniva chiamata a sostenere lagricoltura pulita. Non se ne far nulla. La rete e la ricerca. Il disegno di legge finito nel cestino prevedeva che lo Stato avrebbe dovuto sostenere la stipula di contratti di rete tra le imprese della filiera biologica. La norma saltata. Ma lo Stato - attacca Carnemolla - non sosterr pi la ricerca tecnologica e applicata per il settore della produzione agroalimentare biologica. Le aziende cos dovranno continuare a sperimentare sulle loro spalle, a loro spese e, necessariamente su piccola scala, con incerta diffusione dei risultati positivi.
Autore: Maurizio Tropeano


23 Dicembre 2017, ore 15:05

Italia Oggi
Insetti in tavola, il paese che dice no Enrico Bovo, sindaco di Andrate (Torino), ne vieta allevamento e cucina nel territorio comunale... Primo caso dopo le direttive europee sui novel food... Grilli fritti. Larve di camole al miele. Cavallette aromatizzate. Tutte specialit che, secondo Enrico Bovo, devono stare alla larga dalla tavola. La nostra economia non pu essere colonizzata da cibi che non ci rappresentano, dice a ItaliaOggi. Eletto nel 2014 con una lista civica, Bovo il sindaco di Andrate, un Comune di circa 500 abitanti in provincia di Torino. Un paese di montagna ch, nel suo piccolo, ha sfidato Bruxelles: con una delibera approvata dalla giunta, lamministrazione piemontese, primo caso in Italia, s schierata contro i novel food, i nuovi alimenti che comprendono gli insetti interi. Bovo ha preso spunto dalle direttive del parlamento europeo che, a partire dal 1 gennaio del 2018, ha concesso limmissione sul mercato di nuove categorie alimentari, tra i quali gli insetti, che gli esperti considerano ricchi di proteine. Il provvedimento coinvolge anche lItalia. Bovo, per, non ha alcuna intenzione di attenersi alle disposizioni europee. Il documento approvato dalla sua giunta parla chiaro: ad Andrate, grilli, camole e cavallette stanno bene dove sono. Lontano dalle cucine. una goccia nel mare, spiega il sindaco, ma vorrei che nel mio paese si continuasse a portare avanti le tradizioni dei nostri padri e dei nostri nonni, comprese le eccellenze gastronomiche. Dopo lapprovazione del documento, una signora mi ha scritto una mail lamentando il fatto che gli insetti gi ci rovinano piantagioni e raccolti: perch dovremmo anche mangiarli? Concordo con lei: cerchiamo di evitarli e di preservare le nostre radici e i nostri cibi. Il valore della gastronomia italiana inestimabile, si legge nella delibera di giunta, frutto del lavoro dei padri dei nostri padri, che hanno consentito ai prodotti italiani di distinguersi nel mondo in termini di eccellenza e qualit. Una cultura che non pu essere colonizzata da cibi che non rientrano nella nostra tradizione e nella nostra identit. Il Comune di Andrate, di conseguenza, simpegna affinch sul proprio territorio vengano anzitutto tutelate le specialit locali, non permettendo linsediamento di allevamenti dinsetti o specie affini, cos come linsediamento di attivit di trasformazione e commercializzazione legati ai cosiddetti novel food destinati allalimentazione umana. La delibera, prosegue Bovo al telefono, prevede che nelle case e nei ristoranti del mio Comune non si cucinino e non si mangino gli insetti. Non mi sono documentato a fondo, ma penso proprio che Andrate sia il primo Comune in Italia ad applicare un simile provvedimento. Quando ho letto che esisteva la possibilit di farlo ne ho parlato coi miei assessori e tutti si sono detti daccordo. I cittadini di Andrate, secondo il sindaco, hanno apprezzato. Ho ricevuto parecchi attestati di stima. Anche loro sono convinti che con le nostre specialit e le nostre pietanze non ci sia bisogno di cucinare insetti o cose simili. Il vicesindaco del paese, Filippo Maria Capirone, e lassessore Angelica Roffino sono sulla stessa linea di Bovo: I prodotti alimentari locali rappresentano la storia e le tradizioni del nostro territorio, fonti di reddito per numerose famiglie e fondamentali per la nostra economia. Gli insetti, ad Andrate, restano fuori dal menu.
Autore: Filippo Merli


22 Dicembre 2017, ore 16:14

La Repubblica
Lo chef dassalto, ecco laltro capo dellEliseo Va in Niger con Macron, amato da Brigitte e usa ancora pentole dei tempi di Napoleone... Sulla scrivania, tra medaglie e premi gastronomici, ha una cartella con scritto Niger. Guillaume Gomez sta per partire in Africa con Emmanuel Macron dove stasera organizzer un cenone di Natale per gli oltre settecento militari in missione. unidea del presidente, ho accettato con entusiasmo. AllEliseo ci sono due capi, quello dello Stato e quelle delle cucine. La politica divide gli uomini, la buona tavola li unisce, scherza Gomez vantando limportanza della gastrodiplomazia. Chef des cuisines de lElyse scritto sul bigliettino da visita. Quarantenne come Macron, solo che lui arrivato allEliseo nel lontano 1997, ai tempi di Jacques Chirac, e non se n pi andato. Quando lo chef Bernard Vaussion partito in pensione tre anni fa, dopo aver servito ben sei Presidenti, ha lasciato al suo discepolo il governo di una brigata composta da ventotto persone, cinquecento metri quadrati nelle antiche scuderie del palazzo, senza fronzoli, n grandi elettrodomestici. Gomez mostra decine di pentole di rame che risalgono ai tempi di Napoleone e che, dice, sono ancora perfette per la cottura. Qualche giorno fa, in occasione del One Planet Summit, ha sfornato 1.500 coperti in poche ore. La media di duecento al giorno, senza pause, festivi compresi. Non un sacrificio, dice Gomez che twitta spesso foto del suo lavoro allalba o tardi la notte con lhashtag #ILoveMyJob. Lo chef fornisce tutti i pasti di Macron, anche quelli per i viaggi in aereo o le cene private con la moglie. Con Guillaume si mangia benissimo e non si prende un grammo, assicura Brigitte Macron in un video nella quale tesse le lodi del giovane chef. La premire dame filiforme vuole mangiare molta frutta e verdura, almeno dieci variet di stagione ogni giorno, mentre il presidente ama i Cordon Bleu, che Gomez ha imparato a fare in miniatura, versione cocktail. Lunico della famiglia presidenziale che non assapora le prelibatezze di Gomez Nemo. Il cane adottato dai Macron mangia solo crocchette. Molti gusti del Presidente restano segreti. Abbiamo un rapporto di fiducia reciproca. LEliseo non ha assaggiatori, come il Cremlino. Sono io che faccio il test, si vede?, ironizza lo chef indicando il fisico corpulento. Offre dei cioccolatini preparati poco prima e un caff torrefatto nel sud della Francia: nel palazzo presidenziale non entrano prodotti n marchi stranieri. in contatto con i cuochi del Quirinale, Fabrizio Boca e Massimo Sprega. Ogni volta che abbiamo ospiti italiani ci scambiamo suggestioni per il men, e viceversa, racconta Gomez che ha origini spagnole ma ama lItalia, ha chiamato sua figlia Venise. Si conquistato una notoriet internazionale, invitato a conferenze, eventi, ha rifiutato per di andare a Masterchef o altri concorsi tv. Ha appena pubblicato un libro di ricette. Addio nouvelle cuisine, con Gomez si torna alla tradizione: boeuf bourguignon, quiche lorraine, pt en crote, magret de canard. I presidenti cambiano, ma in cucina si sceglie la continuit. Uno dei piatti spesso riproposti la Soupe Vge, inventata da Paul Bocuse nel 1975, ai tempi di Valery Giscard dEstaing, a base di brodo di carne, verdure, tartufo e una crosta di pasta sfoglia. Un altro classico della casa sono le capesante con il tartufo o la patata Eliseo, a base di burro e formaggio Comt, gi servita per De Gaulle. Il pi goloso era Jacques Chirac, non si faceva mai mancare la testina di vitello, mentre Frainois Mitterrand amava le scaloppine di foie gras e andava pazzo per il caviale. Franvois Hollande ha deciso di riportare a tavola formaggi e vino, dopo che Nicolas Sarkozy li aveva aboliti per non ingrassare.
Autore: Anais Ginori


22 Dicembre 2017, ore 15:55

Quotidiano Nazionale
Intesa tra Federvini e Assoenologi Nasce Vintegra, la piattaforma di filiera Federvini e Assoenologi, nellambito dellaccordo Vino patrimonio comune, danno vita a Vintegra, un sistema specializzato e garantito di servizi integrati basato sui principi delleconomia della condivisione con lobiettivo di ottimizzare gli investimenti delle imprese per le loro necessit tecniche. Vogliamo applicare i principi della sharing economy allinterno della filiera vitivinicola, lobiettivo.


21 Dicembre 2017, ore 15:54

Repubblica Food
Il cuore Primitivo del Salento Vita e vite. Binomio perfetto per la storia del viticoltore pugliese Gianfranco Fino e di sua moglie Simona Natale. Il loro vino rosso Es, prodotto nel comune di Manduria nellAlto Salento, un Primitivo in purezza che ha contribuito a cambiare limmagine (e limmaginario) di questo vitigno. In passato, una cospicua produzione di vini di basso profilo bistrattava e mortificava la sua identit. Gianfranco Fino dedica il suo impegno al recupero di vecchi vigneti allevati con lantico metodo ad alberello, diventando un esperto restauratore della vite. Si diploma giovanissimo come agronomo. Accetta la sfida di darne una nuova interpretazione. Ma difficile creare un modello produttivo di eccellenza non avendo molti punti di riferimento nel territorio. Lo aiuta la sua mania di approfondire sempre: visita le zone dei grandi vini, Francia e Piemonte in primis, per ampliare conoscenza e tecnica enologica. Cresce la competenza: ogni dettaglio utile per potenziare lespressivit del Primitivo. Il sistema ad alberello, let dei vigneti che va dai settanta agli oltre novantanni, le potature corte, severe tecniche di cantina che rispettino lintegrit delluva, i legni delle barrique adatti alla maturazione del vino. Negli ultimi tempi, c anche un cavallo (il nome Bruno) che aiuta ad arare la terra tra i filari, salvaguardando cos lecosistema in vigna. Il loro Primitivo, rosso dal carattere poderoso e profondo, specchio fedele della sensibilit enologica di lui e la forza comunicativa e dirompente di lei. Il nome Es un richiamo (non casuale) a Sigmund Freud: parla allInconscio, zona primordiale nascosta in ognuno di noi. Seguire listinto per loro tutelare la coerenza territoriale. E una filosofia produttiva rigorosa non certo la via pi facile.
Autore: Laura Di Cosimo


20 Dicembre 2017, ore 15:57

Italia Oggi
Il vino va col freno tirato I nettari dello Stivale si scoprono meno competitivi in Usa, Uk e Germania... Il made in Italy esporta meno dei competitor... Il vino italiano chiuder il 2017 in crescita: circa 5,9 mld di euro il valore dellexport stimato. Nonostante ci, saranno i paesi competitor a brindare, perch crescono di pi. E, in alcuni casi, doppiano la performance dellItalia. Lo rivela il consuntivo 2017 su 10 tra i principali mercati importatori di vino (67% dellimport totale), tracciato dallOsservatorio paesi terzi. Un originale studio realizzato da Business Strategies con Nomisma-Wine Monitor. A fine anno, lincremento complessivo delle vendite allestero di nettari made in Italy si collocher tra il 4 e il 5%, ma il basso prezzo medio allesportazione, fermo dal 2016 a 2,71 euro al litro, evidenzia la debolezza commerciale del comparto. A riprova di ci, basta confrontare la performance italiana con quella francese, dove il prezzo medio cresciuto del 4,6% nei primi dieci mesi dellanno in corso, toccando quota 5,92 euro. E incrementi significativi si sono manifestati anche in Spagna (dal 4 all8%), Cile e Australia, che tuttavia mantengono un prezzo medio pi basso del prodotto italiano. Decrescita, invece, per la Nuova Zelanda (-5,6%), che comunque pu far leva su di un valore medio elevato (4,21 euro/litro). Il quadro internazionale. I primi 10 mesi dellanno, relativi ai mercati extra Ue (Usa, Cina, Canada, Giappone, Svizzera, Russia, Norvegia), rivelano una crescita importante della domanda di vino in valore, con un incremento che sfiora il 10% rispetto al 2016. I tre principali mercati di sbocco europei (Regno Unito, Germania e Svezia), invece, sono in recessione, trainati in negativo da Germania (-1,6%) e Uk (-1,4%). Guardando, invece, alle performance dei principali 5 paesi produttori (Francia, Italia, Spagna, Australia e Nuova Zelanda) lItalia fa peggio di tutti; anche a causa di una seconda met danno che sta limitando al 5,7% la crescita nei paesi terzi e appesantendo la perdita in Regno Unito, Germania e Svezia (-2,4%). Questi tre paesi, va ricordato, da soli rappresentano in valore pi di met della domanda europea di vino italiano. Invece, nei 7 paesi terzi presi in esame (che rappresentano il 76% del mercato extra Ue), il fine anno sorrider in primis alla Francia e allAustralia (con crescite attorno al 10-12%) ma anche a Nuova Zelanda e Spagna (tra +8% e +9,5%). Sorpassi. Se il 2017 sar ricordato per il ritorno alla leadership dei francesi, a scapito degli italiani, nel primo mercato al mondo (gli Usa), e per il sorpasso (in valore) dellimport cinese rispetto a quello tedesco, in Canada in atto un testa a testa tra Francia e Italia (in recupero): i due paesi europei hanno superato, infatti, le importazioni di vino dagli Usa. Tirando le somme. Nei primi 8 mesi del 2017, lItalia ha espresso incrementi significativi in Russia (+44,3%) Cina (+19,3%), Canada (+9,5%), Giappone (+6,5%) e Svizzera (+5,5%), mentre sotto media o in negativo nei suoi mercati chiave: Usa (+ 1,4%), Regno Unito (-4,3%) e Germania (-1,4%).
Autore: Luigi Chiarello


20 Dicembre 2017, ore 15:56

Quotidiano Nazionale
Nobile di Montepulciano, nuovo corso Sar la prima bottiglia a impatto zero Il vino Nobile di Montepulciano un vino a completo impatto zero. Lo certificher a breve (si prevede la presentazione della certificazione entro aprile prossimo) una piattaforma progettata dallUniversit Marconi di Roma che lavora sui parametri dettati dalla norma Equalitas. Il sistema vede impegnate tutte le aziende produttrici di vino Nobile di Montepulciano. Lobiettivo essere modello per altri territori del vino non solo in Italia.


20 Dicembre 2017, ore 15:56

Quotidiano Nazionale
Intrecci, la scuola di sala della famiglia Cotarella. Investiamo nel futuro dei giovani... Abbiamo pi richieste di stagisti da parte degli chef stellati, che offerta. Questo dice quanto sia sentita forte lesigenza da parte della ristorazione di investire sulla sala, fondamentale per valorizzare appieno il lavoro di chef, produttori di materie prime e produttori di vino. Cos, fa sapere il sito Winenews.it, Dominga Cotarella che a Castiglione in Teverina ha inaugurato Intrecci, la scuola di alta formazione di sa-la, insieme alle sorelle Marta ed Enrica. Un progetto in cui crediamo molto, per il settore e per il territorio. Qui gli studenti staranno per 6 mesi a fare lezione, di materie classiche del mestiere, ma anche altre come teatro, lingue e non solo, perch serve un approccio olistico alla materie. Poi, in altri 6 mesi, metteranno in pratica quanto studiato nei ristoranti. A gennaio al via il primo ciclo di corsi, per 20 studenti selezionati da Lazio, Umbria, Campania, Lombardia e Sardegna, provenienti da istituti alberghieri, turistici, ma anche da altri indirizzi, con una et media di 22 anni.


19 Dicembre 2017, ore 16:03

Il Sole 24 Ore
Einaudi e il record in Barolo Vigneti a due milioni lettaro Vino. Acquistati nella zona della Langhe di Monvigliero... Lo shopping di Poderi Einaudi nelle Langhe. Lultimo colpo quello di 1,5 ettari nella zona di Monvigliero, per un esborso di oltre 3 milioni. Monvigliero si aggiunge ai 4 ettari di Bussia, ai 7 ettari di Terlo-Costa Grimaldi, ai 2,3 ettari di Cannubi (per un totale di oltre 14 ettari di Cru dedicati al Barolo) e ai 40 ettari di Dogliani. Linvestimento destinato a finanziare il progetto vicino ai 12 milioni e include 2 milioni per lampliamento della cantina e lintroduzione di vasche in cemento per la microvinificazione dei Cru del Barolo e laffinamento del Dolcetto Dogliani. Barolo a quotazioni astronomiche: a quando il ritorno? Ammetto che sono fuori da ogni logica - risponde Matteo Sardagna Einaudi, quarta generazione della famiglia - ma i 2 milioni a ettaro di oggi potrebbero domani salire ancora. Di sicuro ci sono 10-15 sottozone con rincari pressoch certi. E comunque queste sono operazioni che si realizzano senza le banche, appunto perch non vedono un ritorno sullinvestimento, se non sul lunghissimo termine. Finito lo shopping di Cru? Non ancora - risponde Sardagna -. Stiamo portando avanti un coraggioso progetto dedicato al Barolo che si esplicita in un percorso di acquisizioni dei migliori Cru di questo terroir. La volont dellazienda di investire nel proprio territorio, portando sul mercato leccellenza. Matteo Sardagna ad della cantina di Dogliani nonch comproprietario, con un quota del 33,5%, insieme al fratello Giovanni, con un altro 33,5%, e alla zia Roberta Einaudi, 33%. Limprenditore piemontese ripete che lobiettivo non quello di collezionare ettari, ma di valorizzarli. Oggi nei ristoranti abbastanza frequente trovare carte dei vini divise per Comuni, compresi il Barolo. Insomma, i consumatori pi evoluti spingono in direzione delle identit territoriali. Come succede a Bordeaux. Dunque la strategia rafforzare lanima Barolista, ma senza tralasciare il Dolcetto. Solo con il Dolcetto non si vive - dice apertamente limprenditore 47enne - con il Barolo, anzi con i migliori Cru del Barolo, si vive e si pu investire per crescere. Quandero bambino, ogni dieci cartoni di Dolcetto il produttore te ne regalava uno di Barolo. Ora cambiato tutto: il Dolcetto non facile venderlo, anche se, grazie alla segnalazione di Wine spectator, ne ho vendute 40-50mila bottiglie, dalla Nigeria a Taiwan. Limprenditore si riferisce al Dogliani 2015 di Poderi Luigi Einaudi, inserito questanno nella Top 100 di Wine Spectator, con soli 16 vini italiani in classifica. La cantina sta anche lavorando a una nuova etichetta per il 2018, il cui nome sar Ludo, una combinazione tra labbreviazione del nome di uno dei figli di Matteo Sardagna e il gioco. Ludo appunto, il cui obiettivo quello di completare uno schema con quattro quadrati. Questa etichetta sar infatti composta dai quattro Cru della Tenuta. Con lacquisizione di Monvigliero (gi in affitto) Poderi Luigi Einaudi punta a raggiungere la quota di 100mila bottiglie di Barolo nel 2020. Oggi la produzione complessiva di 320mila bottiglie, di cui 240mila di Dogliani Docg. Gli ettari ammontano a 150, di cui circa 57 vitati di propriet e 4,5 in affitto. Nella cantina di Cascina Tecc sono in corso lavori di ampliamento per consentire di ospitare grandi botti di cemento poroso in due nuovi piani completamente interrati. Con il cemento un po come tornare indietro - osserva Sardagna - ma con la Calce del Brenta si superano le controindicazioni del passato. Poi dentro ci sono delle serpentine che consentono di regolare la temperatura. Alla fine, vengono vini puliti che si bevono e, soprattutto, non sono sovrastrutturati. Nel 2016 Poderi Luigi Einaudi ha fatturato 2,2 milioni di euro, con una perdita di esercizio di 141mila euro. I debiti ammontano a 9,2 milioni. Per questanno - conclude Sardagna - puntiamo a 2,5 milioni di ricavi e a 4-4,5 milioni a seguito dei nuovi investimenti, ma dipende tutto dai prezzi di mercato.
Autore: Emanuele Scarci


18 Dicembre 2017, ore 16:04

Corriere della Sera
Cibus & Vinitaly, il nuovo asse Parma-Verona Fiere di Parma si avvia a chiudere il 2017 con risultati superiori alle previsioni del piano industriale e stringe alleanza con Verona Fiere per sostenere la crescita dellagroalimentare italiano nel mondo. Dopo la recente riconferma da parte dellassemblea dei soci del consiglio di amministrazione uscente, presieduto da Gian Domenico Auricchio, la societ, spiega lamministratore delegato Antonio Cellie, continuer ad essere focalizzata sulle proprie competenze distintive, a sviluppare alleanze di natura industriali e specializzate per settore, a crescere con prudenza a livello internazionale, a proseguire negli investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali abilitanti per lattuale modello di business. Il 2018 sar lanno di Cibus, dal 7 al 10 maggio, capace di ottenere ancora nuovi record con 3 mila espositori e quasi 80 mila visitatori attesi. Dal 17 al 19 febbraio andr in scena T&O, Turismo&Outdoor Festival, la manifestazione dedicata al turismo e agli sport allaria aperta. Il 2018 dar nuova spinta a Gotha, che G. D. Auricchio riposizioner lalto antiquariato nella dimensione della contemporaneit capitalizzando le competenze maturate grazie a Mercanteinfiera, la nostra fiera sempre pi leader in Italia e in Europa. A inizio dicembre Fiere di Parma ha annunciato insieme a Verona Fiere la costituzione di Vpe, Verona Parma Exhibition, joint-venture paritetica dotata di una liquidit iniziale di i milione di euro. Lobiettivo delloperazione precisa Cellie - far crescere allestero i brand Cibus e Vinitaly, nonch sviluppate congiuntamente, in Italia e oltreoceano, il nuovo format WiBev dedicato alle tecnologie del vino e del beverage, la cui prima edizione si svolta a inizio mese nella citt scaligera. Vpe, Verona Parma Exhibition governata da un consiglio di amministrazione formato da 4 membri, 2 per parte, e avr sede a Verona. Il veicolo ha lambizione e la possibilit di lavorare su tutta la filiera del food e del vitivinicolo made in Italy, per valorizzarlo in tutti i mercati in sinergia con lIce. Fiere di Parma e Verona Fiere hanno nel loro portafoglio oltretutto altre manifestazioni leader nella catena del valore agroalimentare, come FieraAgricola e CibusTec.
Autore: Andrea Salvadori


17 Dicembre 2017, ore 16:12

La Stampa
Arrivano gli sgravi fiscali per lenoturismo Il primo rapporto Ismea: la multifunzionalit vale 11 miliardi... Cos lItalia rafforza la leadership europea nellaccoglienza, fattorie didattiche e agricoltura sociale... Nella legge di stabilit c un emendamento che apre una nuova frontiera nel mondo della multifunzionalit agricola. Il via libera del Senato, che sar confermato dalla Camera, ha infatti sancito la nascita dellenoturismo - invocata a gran voce dal movimento delle citt del Vino - con sconti fiscali per le degustazioni. Tradotto vuol dire che si allargano le possibilit di creare reddito aggiuntivo per gli agricoltori e questo permettere di consolidare il primato italiano nellUe in tutte le attivit secondarie e di supporto al lavoro diretto nei campi che fanno perno sullagriturismo. Secondo Ismea, che per la prima volta ha realizzato uno studio di settore, questo comparto vale 11 miliardi contro i 6,5 della Francia e i 3,2 dei Paesi Bassi che occupano il secondo e il terzo posto del podio europeo. Questo comparto pesa il 22,3% del valore complessivo della produzione di beni e servizi della branca dellagricoltura. Tra le attivit secondarie emergono la produzione di energie rinnovabili e lagriturismo, tra le attivit di supporto il contoterzismo e la prima lavorazione dei prodotti. Lagriturismo. Le aziende agrituristiche in Italia sono 22.661 (+1,9% rispetto al 2015) con un saldo positivo aperture/chiusure di 423 aziende. Il fatturato ha raggiunto i 1250 milioni, in crescita del 5,2% sul 2015 grazie anche allincremento degli ospiti che superano i 2,7 milioni. Un terzo dellofferta nazionale localizzata in Toscana e nella provincia di Bolzano, rispettivamente con 4.518 e 3.150 aziende autorizzate. Il settore, per, cresce anche nel mezzogiorno dove si registra laumento pi consistente (+6,3%), rispetto al Centro (+ 1,8%) e al Nord (+0,3%). Circa la met delle aziende agrituristiche si concentra nei comuni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Secondo in ricercatori di Ismea, Matteo Tagliapietra e Umberto Selmi lagriturismo ha costituito la base per il successivo sviluppo di tante ulteriori opportunit che hanno consentito al settore agricolo di spaziare verso la formazione, i servizi sociali e alla persona. Le fattorie didattiche. Lattivit didattica in agricoltura, pur essendo ormai nota e riconosciuta, non regolamentata da legge nazionale. Per lo svolgimento delle attivit didattiche necessario fare riferimento alle singole leggi e norme regionali o provinciali: diciassette regioni hanno istituito un albo delle fattorie didattiche e quattordici regioni una Carta della qualit. Tredici regioni hanno previsto un marchio identificativo della rete di fattorie didattiche riconosciute che in tutta Italia superano sicuramente le 2500 unit. Il Piemonte registra il pi alto numero di iscrizioni: 308, il 13,4% nazionale. E poi ci sono Romagna, Campania, Veneto e Lombardia. Agricoltura sociale. Le esperienze di agricoltura sociale sono diffuse in tutta Italia - quattordici regioni hanno istituito elenchi specifici - la grande maggioranza riduce limpatto ambientale limitando limpiego di antiparassitari e concimi adottando pratiche agronomiche sostenibili a basso impatto ambientale, tanto che la diffusione del metodo biologico nelle aziende agro-sociali superiore di oltre dodici volte rispetto al dato nazionale. Senza dimenticare i servizi di formazione e inserimento lavorativo e i servizi a supporto della quotidianit e qualit della vita.
Autore: Maurizio Tropeano


16 Dicembre 2017, ore 16:13

Il Sole 24 Ore
Se il mondo combatte per la fame. Esodi e alti prezzi delle sementi: un vasto cortocircuito sul versante agroalimentare... Se, la battaglia per lambiente, do po il ritiro degli Usa di Trump dallAccordo di Parigisi annuncia complessa, occorre aprire un altro dossier importante: quello della lotta contro la fame. Linsufficienza di generi alimentari di prima necessit infatti una questione destinata ad aggravarsi e oltretutto pu divenire un motivo di tensione e conflittualit a livello internazionale. Lincremento demografico e il miglioramento della dieta di una parte la popolazione in Cina, India e altri Paesi emergenti hanno determinato negli ultimi anni una crescente richiesta di frumento, riso, mais, soia, olio di palma e di altre derrate di largo consumo come carne e pesce. Senonch allespansione della domanda non corrisposta unofferta adeguata, tale da coprire interamente il fabbisogno ed evitare unascesa dei prezzi e ondate di speculazioni. E ci per diverse cause: dal fatto che interi raccolti di soia (alimento base per centinaia di milioni di persone) vengono dirottati verso la produzione di idrocarburi e di etanolo; che maggiori quantitativi di cereali sono destinati al foraggio per fornire i mangimi occorrenti agli animali; che si sono estesi processi dinquinamento del suolo e della vegetazione; che sono sempre pi frequenti, per il surriscaldamento del clima, tifoni, alluvioni e altre devastanti calamit, oltre a distruggere fattorie e attrezzature agricole, danneggiano irreparabilmente una moltitudine di terreni prima fertili. Linsicurezza alimentare divenuta un cos unemergenza che sta mettendo ginocchio i Paesi pi poveri dove, stando ai dati del 2016, 815 milioni di persone soffrono la fame. Di fatto, secondo lOnu, sono 100 milioni li individui che rischiano ogni anno di morire di stenti per mancanza delle quantit minime di cibo necessarie a nutrirli. In prima fila, alle prese con la sottonutrizione, figurano soprattutto gli abitanti di gran parte dellAfrica dove i raccolti sono in media soltanto un terzo di quelli dellAsia e neppure un decimo di quelli dellEuropa. Ma nemmeno vaste aree del Nord e del Sud dellAsia, come pure le regioni andine e caraibiche dellAmerica centromeridionale, si trovano in condizioni tali da scongiurare del tutto lincubo della fame. Oltretutto sta manifestandosi una sorta di cortocircuito sul versante agro-alimentare. Durante gli ultimi due decenni i sistemi agricoli regionali di alcuni Paesi emergenti, ricchi di biodiversit, hanno infatti lasciato man mano il posto ad altri sistemi importati dallesterno che, in quanto di maggior rendimento in termini di produttivit per ettaro hanno trasformato moltissimi appezzamenti a coltura intensiva, di cui erano titolari famiglie contadine, in tenute monoculturali di grandi dimensioni, alluvioni e altre devastanti calamit, gestite per lo pi da alcune grosse corporation del settore. In varie contrade dellAsia, dellAfrica e dellAmerica latina si assistito perci allesodo verso le citt di tanti piccoli coltivatori rimasti senza terra o nellimpossibilit di continuare la loro attivit a causa degli alti prezzi delle sementi e dei fertilizzanti imposti dalle multinazionali dellagrobusiness. Peraltro, questa non stata lunica causa della progressiva disgregazione, nelle campagne del Terzo Mondo, di un tessuto economico e sociale che, qualora fosse stato sorretto e rivitalizzato adeguatamente, avrebbe potuto conseguire pi consistenti livelli di produttivit e provvedere meglio al sostentamento delle comunit locali. avvenuto infatti che, per corrispondere alle sollecitazioni dellFmi per un ripianamento del debito estero e dei conti pubblici, alcuni governi asiatici e africani non abbiano trovato di meglio che ridurre gli stanziamenti a sostegno dellagricoltura e puntare su un unico o pochissimi tipi di produzione pi redditizi, escludendo perlopi i cereali. A sua volta lUnione europea, pur di smaltire le proprie eccedenze agricole, ha siglato una serie di accordi bilaterali, in particolare con i Paesi africani, per smerciarle sottocosto in concorrenza con alcuni prodotti locali. Inoltre la Cina ha cominciato ad acquisire in varie regioni dellAfrica, per rifornirsi direttamente di diversi minerali e materie prime, ampie estensioni di terra riducendo cos larea di quelle coltivabili. Questi problemi erano gi evidenti una decina danni fa. Tanto che il summit della Fao tenutosi a Roma nel giugno 2008 aveva posto in cima allagenda dei suoi lavori, contro la denutrizione e per la sicurezza alimentare, ladozione di efficaci programmi dintervento. Ma quel vertice si concluse con un flop totale, in quanto non venne assunto alcun impegno concreto e fin invece col tenere banco il tema dellagricoltura transgenica, affrontato peraltro in termini pi politico-ideologici che realistici. Da allora, mentre hanno seguitato a ripetersi nei Paesi del Quarto mondo scontri e tumulti popolari a ogni impennata dei prezzi dei cereali e dei semi oleosi, la carenza di cibo, e quindi la mancanza di proteine e vitamine, continua a provocare un gran numero di vittime e ad accrescere perci i fattori di tensione e di instabilit. Su un altro versante, quello dei mercati, larcigna difesa dei propri interessi nazionali da parte dei principali Paesi produttori di beni agricoli concorre ad alimentare tendenze protezionistiche e aspre controversie commerciali.
Autore: Valerio Castronovo


15 Dicembre 2017, ore 16:14

Corriere della Sera
I produttori hanno affinato lo stile. Ora puntano sulla loro identit Stevenson, critico del Metodo Classico: tra il 2011 e 2013 il salto di qualit decisivo... Tom Stevenson, 66 anni, unautorit nel mondo dello Champagne e delle bollicine Metodo classico: 23 libri allattivo che gli hanno fruttato 31 premi letterari. il fondatore del Champagne & Sparkling Wine World Championships. Quando sbarca in una zona del vino, produttori stappano e sperano in un voto positivo, perch i suoi giudizi aprono le porte dei mercati. Il suo ultimo viaggio in Trentino durato tre giorni, tra una degustazione con i vini di 25 cantine e visite alle aziende. Seguo Trento - dice Stevenson - perch una delle pochissime regioni al di fuori della Champagne che si specializzata nello spumante e ha un numero significativo di produttori con qualit di livello mondiale. anche lunica regione spumantistica con vera viticoltura di montagna. I vigneti delle valli sono importanti quanto i vigneti di montagna pi alti, in quanto si tratta di valli montane, pi alte della maggior parte dei vigneti che crescono in Champagne, con sbalzi di temperatura maggiori, che consentono di mantenere lacidit dei vini.
Quali novit ha trovato?
Gli spumanti a Dosaggio zero sono migliorati, ho trovato coerenza nel colore del Ros e notato un drastica riduzione delle bottiglie di vetro trasparente.
Quali sono stati i miglioramenti dei Dosaggio zero?
I vini ora sono molto pi equilibrati. Il Dosaggio zero non beneficia dellinvecchiamento, quindi spetta al produttore assicurarsi che sia equilibrato e facile da bere subito.
E il colore rosa?
Dalla Champagne a Shanghai, ovunque io vada nel mondo, la variazione del colore dei vini spumanti rosati vasta. Dalla tonalit pi fine al colore pi profondo, pi rustico, quasi rosso. Con sfumature dal blu-rosa al rosa luminoso allarancio. Trentodoc sembra aver trovato il suo rosa elegantemente pallido.
Il vetro trasparente?
Ho trovato solo due bottiglie trasparenti. O c stato uno sforzo per eliminarle o sapevano che stavo arrivando e le hanno nascoste.
Quali vini le sono piaciuti di pi?
Questi sono 10 tra i migliori e non i 10 migliori. In ordine alfabetico: Bellaveder 2012 Brut Nature Riserva e 2013 Brut Nature Ros; Ferrari Giulio Riserva Del Fondatore (2005 & 2004 Magnum) e NV Maximum Brut; Maso Martis 2011 Brut Riserva (Magnum) e Maso Martis 2011 Ros Extra Brut (Magnum); Opera 2008 Riserva e 2011 Nature; Rotari 2013 Alperegis Ros (Magnum) e Magnum Sur Lies (2009, 2005, 2003, 2002, 2001).
Quali sono stati i progressi nel Trentodoc negli ultimi anni?
Non ero convinto del Trentodoc 20 anni fa, ma guardando i miei appunti, la qualit ha iniziato a diventare seria a met degli anni 2000 e sembra esserci stato un altro salto di qualit intorno al 2011-13.
Pensa che ci sia una nuova generazione di produttori emergenti?
C una nuova generazione di produttori in Trentodoc, ma il salto di qualit di cui ho parlato si verificato con produttori della stessa generazione. Sarebbe pi giusto dire che c continuit tra vecchie e nuove generazioni.
Come cambiato lo stile nel corso degli anni?
cambiata la consapevolezza che Trentodoc ha uno stile proprio, grazie alla sua altitudine, e questo ha permesso ai produttori di affinare lo stile, mantenendo la struttura snella, aumentando lintensit del sapore senza aggiungere peso. I vignaioli si sono resi conto che quello che fanno in magnum deve in definitiva essere il loro obiettivo per ci che pu essere raggiunto in normali bottiglie da 75 cl.
Autore: Luciano Ferraro


15 Dicembre 2017, ore 16:13

Corriere della Sera
Carattere Frizzante Altitudine e grandi visionari, cos in Trentino ha preso vita la nuova era dello spumante... La formula dello spumante trentino (oggi Trento Doc con marchio Trentodoc) stata a lungo segreta. Un solo uomo la conosceva, Giulio Ferrari. Papillon, Borsalino sul capo, sigaretta tra le dita e sorriso a labbra strette, nelle foto depoca Giulio Ferrari sembra uno Spencer Tracy delle Dolomiti. Era un vivaista, con un buon intuito per le barbatelle, le talee con la barba, ovvero le radici della vite. Aveva studiato a San Michele allAdige, fucina di enologi. Aveva 16 anni nel 1895 quando entr nella scuola agraria. La sua formazione tecnica, il fiuto per gli affari e la voglia di sfidare il mondo hanno creato, nel giro di qual-che decennio, il mondo delle bollicine di montagna allombra delle Alpi, ora tutelato dal Trentodoc. Sono stati i viaggi in Francia a far capire a Ferrari che il modello dello Champagne si poteva replicare ai piedi delle montagne trentine. luomo che ha portato lo Chardonnay in Italia, racconta Nereo Pederzolli, autore del libro Trentodoc. Quando la montagna diventa perlage (Artimedia-ValentinaTrentini). Cominci a far arrivare barbatelle dalla Francia e a convincere i viticoltori ad usarle. Eravamo nel periodo dopo la strage della fillossera, cera bisogno di rinnovare le piante. Lazienda Ferrari stata fondata nel 1902. Allinizio Ferrari cauto. Meno di mille bottiglie lanno. Nel Dopoguerra lazienda riparte ma Giulio decide di passare il testimone. Aveva un figlio adottivo, che non era interessato a diventare produttore di vino. E una moglie pi giovane. Voleva che lazienda rimanesse nelle mani di un trentino. Cera il proprietario di unenoteca in citt che gli ispirava simpatia. Si chiamava Bruno Lunelli, e a scadenze fisse passava da lui acquistando un paio di casse di spumante. Era preciso nei pagamenti e cordiale. I due si capivano con un cenno. Giulio tenta di vendere tutto alla scuola che gli aveva donato il sapere. Ma da San Michele arriva un no, grazie, non siamo in grado di gestire una cantina come la sua. Cos il proprietario dellenoteca Lunelli (ora si chiama Grado 12) si fa avanti e mette sul tavolo 30 milioni di lire. Affare fatto. Era il 1952. Lunelli chiede e ottiene che Giulio resti in azienda. E lui continua a mantenere segreta la formula della cuve. Era scrupoloso, geloso delle sue conoscenze, preciso. Con i Lunelli gli spumanti Ferrari iniziano a farsi conoscere nel mondo. Ma intanto nascono seguaci e sperimentatori, nuovi talenti delle bollicine. Il primo gruppo formato da cinque giovanissimi enologi, compagni di scuola. Anno 1961. Si chiamano Leonello Letrari, Bepi Andreaus, Ferdinando Tonon, Pietro Tura e Riccardo Zanetti. Il loro sogno identico: fare come i francesi, produrre un Metodo classico. Fondano lEquipe 5. E affittano proprio la cantina di Lavis in cui aveva iniziato Ferrari, nel frattempo trasferito in una sede pi ampia. Passavamo le nostre estati a viaggiare, Europa, Stati Uniti, Sud Africa, volevamo conoscere il mondo del vino fuori dai confini nazionali. E fu durante uno di quei viaggi che cominciammo a capire che anche per noi il futuro avrebbe potuto essere costruito attorno allo spumante, ha raccontato Letrari, scomparso il mese scorso. I magnifici cinque arrivano a produrre mezzo milione di bottiglie, met dei Ferrari, il loro vino diventa uno status symbol per la generazione del boom. Poi il gruppo si scioglie, 20 anni dopo. E la banda dei cinque imbocca strade diverse. Andreaus, ad esempio, d vita a Cesarini Sforza. Nello Letrari, pioniere anche del taglio bordolese in Italia con il millesimato Fojaneghe del 1961, si dedica alla sua cantina di Rovereto. Equipe 5 passa alla Buton (lazienda che produce Vecchia Romagna), poi alla Cinzano, infine alla Cantina di Soave. E, nel frattempo, la cantina di Lavis che ospit prima Ferrari poi Equipe 5 pronta per una nuova avventura. Ecco arrivare Luciano Lunelli (non parente di Bruno, anche se mio padre faceva affari con lui). Anni Settanta. Eravamo in pochi - rievoca Luciano Lunelli - noi abbiamo fondato Abate nero, poi cerano i Pisoni. Lo Chardonnay ci affascinava. La nostra fortuna era il lascito storico dellimpero austro-ungarico, grazie al quale il Trentino aveva un canale privilegiato con i mercati di lingua tedesca. Persone lungimiranti e illuminate come Ferrari avevano aperto la strada. Qui negli anni Venti cerano solo viti di Nosiola e Vernaccia. Una agricoltura povera, si coltivano verdure tra le viti. Abate nero inizia con 3 mila bottiglie (le attuali sono 57 mila). Ora il Trentodoc, guidato dal presidente Enrico Zanoni, un distretto in continuo movimento. E il numero della cantine continua a crescere - osserva Zanoni - quelle associate sono 49, un buon indicatore del benessere del comparto.
Autore: Luciano Ferraro e Marco Cremonesi


14 Dicembre 2017, ore 12:39

Il Sole 24 Ore
Enogastronomia, tra Torino e Alba lasse Bocuse dOr Piemonte. Il concorso per grandi chef... Parma e Bologna litigano sulla leadership nel food (siveda Il Sole 24 Ore del 9 dicembre)? Ma chi ha messo in campo una operazione sul turismo enogastronomico di fascia alta e di spessore globale lasse tra Torino e Alba (Cuneo). E loperazione si pu etichettare come la Sfida italiana al Bocuse dOr ovvero il concorso gastronomico pi importante al mondo ispirato al celebre chef francese Paul Bocuse. Un concorso che mobilita migliaia di top chef in tutto il mondo, che dura molti mesi e che ha tra gli sponsor gruppi globali come il colosso Metro. E cos Alba, daun lato, e Torino, dallaltro hanno puntato tutto sul Bocuse dOr. Basti pensare che il concorso dei concorsi, per il quale si mobilitato perfino il presidente francese Macron, in una celebre adunata dei top chef allEliseo nel mese di settembre, muove importanti interessi nel mondo del turismo enogastronomico e non solo. Ad Alba - capitale storica dellenoturismo da uve Nebbiolo nelle pi articolate declinazioni e del tartufo bianco - il protagonista assoluto lo chef - tre stelle Michelin - Enrico Crippa che affianca la famiglia Ceretto. Crippa, che gestisce il ristorante il Piazza Duomo di Alba - e dove passano i top vip di tutto il mondo - i l leader del Bocuse dOr Italia. La selezione per la candidatura italiana c gi stata e ha vinto Martino Ruggieri, chef che affianca a Parigi uno dei luminari della cucina mondiale, Yannick Allno. La cosa interessante dal punto di vista turistico che Alba diventata sede permanente degli allenamenti per la sfida europea al Bocuse dOr che si svolger appunto a Torino. Alba dunque oggi meta di migliaia di turisti che, accanto al barolo e al tartufo bianco, possono vivere direttamente, la preparazione al Bocuse dOr. In questo momento le Langhe vivono un momento importante: gli investimenti nel turismo enogastronomico e wellness sono in piena accelerazione, dal polo di Fontanafredda di Oscar Farinetti alle centinaia di Cantine che stanno sviluppando ospitalit accanto alla tradizionale vocazione enologica. Nellarco di meno di dieci anni le strutture ricettive sono aumentate del 190% e i posti letto sono cresciuti del 300%. E il trend continua in accelerazione. Questanno le presenze nelle colline delle Langhe superano il milione. Tra l11 e il 12 giugno 2018 il testimone passa a Torino che ospita le finali europee del Bocuse dOr in vista della finale mondiale di Lione nel 20119. Come ripete da sempre lassessore Antonella Parigi, con il Campionato del mondo dei top chef il Piemonte - con lasse Torino-Alba - si consacra come capitale globale del turismo enogastronomico di altissima fascia, capace di sviluppare lattrazione di investimenti e di grandi flussi di visitatori ad alta capacit di spesa. Un ruolo chiave giocato dal consorzio Piemonte Land of perfection.
Autore: Vincenzo Chierchia


13 Dicembre 2017, ore 12:38

Italia Oggi
Vola il Prosecco: boom di vendite. Su i prezzi Cresce in volume, ma anche nel prezzo. Il Prosecco Superiore docg di Conegliano Valdobbiadene continua a vivere il proprio momento doro e punta sempre pi sui mercati internazionali e sulla sostenibilit Entro il 2017 saranno raggiunti circa 93 milioni di bottiglie vendute (+ 3%) e oltre di 500 milioni di euro di fatturato (+6%). In questo contesto anche il biologico dimostra di aver ormai numeri interessanti (+20% delle imprese nel 2016) e le aziende dimostrano sempre pi impegno in progetti sostenibili di ampio respiro. I 521 milioni di euro di fatturato sono il coronamento di un successo di lunga data, commenta a ItaliaOggi il presidente del Consorzio, Innocente Nardi. La crescita del prezzo perch rappresentiamo una eccellenza italiana nel mondo e il mercato premia il valore racchiuso nella bottiglia. Abbiamo affermato uno stile di consumo e abbiamo occupato quello spazio che fino a qualche anno fa era di altri vini. A raccontare landamento del Prosecco Superiore il Rapporto economico annuale curato dal Centro Studi di Distretto di Conegliano Valdobbiadene e coordinato scientificamente dal Cirve dellUniversit di Padova. Negli ultimi anni il Consorzio ha sviluppato e diffuso diversi progetti di sostenibilit, primo fra tutti il Protocollo Viticolo che propone e promuove un sistema virtuoso di difesa integrata della vite e oggi l84% del vino prodotto secondo le indicazioni del protocollo, mentre il 13% segue i dettami della lotta integrata e il 3% biologico, biodinamico e con protocolli di sostenibilit. Nel 2016 il Conegliano Valdobbiadene biologico ha dimostrato una forte crescita a valore (+37%) e a volume (+32%). Il biologico cresciuto soprattutto nel mercato italiano con una quota di oltre il 50% a volume. Sui mercati esteri le vendite hanno raggiunto i 180,9 mln di euro, +14% i 35,8 mln di bottiglie, +12%. Nel 2016 sono state ben 151, l80% del totale, le aziende che esportano Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg nel mondo. La Germania si conferma il primo mercato con +15% a valore corrispondente a 40 mln di euro e a 7,4 mln di bottiglie vendute da 120 aziende esportatrici.


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Precip: -
sereno Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 12°
Precip: -
sereno Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 8°
Precip: -
parz nuvoloso Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 11°
Precip: -
possibile temporale Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 16°
Precip: 0-5mm
parz nuvoloso Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 10°
Precip: -
parz nuvoloso Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 12°
Precip: -
piovaschi e schiarite Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 11°
Precip: 0-2mm
quasi sereno Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 11°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 16°
Precip: -
variabile Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 16°
Precip: -
sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 16°
Precip: -
parz nuvoloso Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 16°
Precip: -
parz nuvoloso Soave:
Soave (VR)

Temp: 11°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 14°
Precip: -
piovaschi e schiarite Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 12°
Precip: 0-2mm
piovaschi e schiarite Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 12°
Precip: 0-2mm
parz nuvoloso Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 8°
Precip: -
parz nuvoloso Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 7°
Precip: -
parz nuvoloso Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 7°
Precip: -
pioggia debole Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 7°
Precip: 1-4mm
variabile Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 6°
Precip: -
quasi sereno Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 11°
Precip: -
Mezzacorona

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