planeta

Il Meglio dell'Edicola

12 Gennaio 2017, ore 14:39

Il Sole 24 Ore
Allestero boom di brindisi con spumanti tricolori ... Gli spumanti tricolori sono stati protagonisti nei brindisi degli italiani nelle Festivit appena trascorse ma soprattutto hanno spopolato allestero, con il prosecco gran protagonista. Su 10 bottiglie italiane stappate allestero in queste Festivit, infatti, sei sono state di Prosecco, due di Asti, meno di una bottiglia metodo tradizionale (quasi solo Franciacorta e Trentodoc), pi di una con altro metodo italiano. A rendere noti i dati, lOvse, lOsservatorio economico dei vini effervescenti italiani. In 11 anni si passati da 100 milioni di bottiglie stappate a 190 milioni, con un valore al consumo triplicato a circa 1,7 miliardi di euro (+20% sul 2015). In Usa, Gran Bretagna e Giappone ci si orientati sul brindisi tricolore. In Usa la crescita stata contenuta (+1%), pi marcata nel Sol Levante (+4%), ed stato boom (+10%) in Gran Bretagna. Crescono i brindisi festaioli anche in Francia, in Canada e in nord Europa. Benino in Germania e Austria, quasi stabile in Svizzera. In calo la Cina e la Russia.


11 Gennaio 2017, ore 15:05

Corriere della Sera
Il Nonino ai piccoli destini universali di Pierre Michon ... La giuria presieduta da V.S. Naipaul ha premiato anche lagronoma Isabella Dalla Ragione, lo storico Cyprian Broodbank e il filosofo John Gray... Ogni volta che la giuria del Premio Nonino annuncia i nomi dei vincitori leffetto sorpresa assicurato. Daltronde, si tratta un riconoscimento che per intrinseca natura si pone fuori degli schemi del panorama competitivo-culturale. Insomma, si spazia e si vola alto alla ricerca dei personaggi pi significativi da incasellare nelle quattro sezioni del Premio, istituito da una intelligente famiglia di distillatori friulani. La sede (che profuma di ottima grappa) si trova a Percoto, una manciata di chilometri da Udine. Dunque, i numeri uno della 42esima edizione sono stati scelti da una giuria di qualit, presieduta da V.S. Naipaul, Nobel per la Letteratura 2001. Lunica italiana e unica donna dei quattro vincitori lagronoma Isabella Dalla Ragione, toscana, residente a Perugia. A lei tocca il Nonino Risit dAur (Barbatella doro) 2017. Ama definirsi archeologa arborea, si muove tra archivi, cronache e tradizioni, puntando sulle conoscenze legate al territorio. In perfetta sintonia con il Nonino che dedica la massima attenzione alla civilt contadina e ai suoi sa-peri. Scendendo in campo con piantumazioni e innesti - si legge nella motivazione - con dedizione preserva colori, profumi e sapori antichi salvandoli dal loro oblio. Si va in Francia per incontrare lo scrittore avventuroso che si aggiudicato il Premio internazionale Nonino 2017. Pierre Michon, un signore originale che da giovane ha viaggiato molto, essendosi unito a una piccola compagnia teatrale. Dice di lui la giuria: Considerato un autore di culto... in Vite minuscole (Adelphi) i racconti si trasformano in affreschi dove esistenze apparentemente minuscole diventano straordinarie, paradigmi del nostro esistere, lacci a un mondo ance-strale che lanima profonda della nostra cultura. Nel gruppo, ecco un archeologo e accademico britannico, Cyprian Broodbank, scelto per il Premio Nonino 2017. A un suo libro, Mediterraneo (Einaudi) insgnito del Wolfson History Prize, si aggancia la motivazione: Lopera di Broodbank, ormai considerata un capolavoro della ricerca archeologica storica e geografica sul Mediterraneo, con una scrittura accattivante propone in oltre 600 pagine preistoria ed evoluzione del Mare Nostrum, dalla nascita dellagricoltura allo sviluppo della navigazione e della metallurgia, dal sorgere dei miti arcaici alle suggestioni profonde dellarte e del pensiero Infine, un filosofo-politico inglese per il Premio Nonino a un Maestro del nostro tempo 2017. John Gray: Ha ricoperto cattedre prestigiose alla Oxford University e alla London School of Economics. Tuttavia, nellultimo decennio, diventato anche una delle voci autorevoli del pensiero contemporaneo. Gay ha contestato tesi consolidate nel pensiero sociale e nella storia politica. Ha predetto eventi quali la crisi economica del 2007 e lavvento di governi populisti. La premiazione si terr il 28 gennaio (ore 11) nelle distillerie Nonino a Ronchi di Percoto.
Autore: Marisa Fumagalli


11 Gennaio 2017, ore 15:05

Quotidiano Nazionale/La Nazionale
Operazione di cobranding tra la Scuola SantAnna di Pisa e Tenuta di Ghizzano, a Peccioli. Sono in vendita al negozio dellateneo, tre rossi a fascetta congiunta SantAnna e Ghizzano, che il produttore.


11 Gennaio 2017, ore 15:04

Italia Oggi
In aula a studiare Montalcino ... La sezione distaccata del Bettino Ricasoli di Siena parte il prossimo anno scolastico... Istituto agrario sul territorio alterner scuola e lavoro... Formare professionisti dellagricoltura in un territorio universalmente conosciuto per la sua forte vocazione vitivinicola quale Montalcino. questo lobiettivo del nuovo Istituto pProfessionale agrario che prender il via dallanno scolastico 2017-2018 nella terra del Brunello come sezione di-staccata dellIstituto di istruzione superiore Bettino Ricasoli di Siena (www.iisri-casoli.it), fino a pochi anni fa Istituto tecnico agrario, fornendo una preparazione tecnico-pratica legata al settore agroalimentare e, in particolare, alla filiera viti-vinicola. LIstituto professionale agrario a Montalcino si inserisce nellattivit e nella storia, lunga quasi 70 anni, dellIstituto tecnico agrario di Siena, oggi Istituto di istruzione superiore Bettino Ricasoli, che nel tempo ha formato generazioni di tecnici apprezzati in Italia e allestero e che, recentemente, ha arricchito la sua offerta formativa con lIstituto professionale per lenogastronomia e lospitalit alberghiera con sede a Colle di Val dElsa, sempre in provincia di Siena. Il nuovo indirizzo a Montalcino, spiega Tiziano Neri, dirigente scolastico dellIstituto di istruzione superiore Bettino Ricasoli di Siena, sar una scuola capace di fornire competenze professionali sempre pi richieste nel mondo del lavoro, in un settore strategico per il comparto agricolo senese, toscano e nazionale e per leconomia del territorio. A dare forza al nuovo percorso di studi, come per le altre opportunit formative offerte dal nostro istituto, sar la possibilit di coniugare gli aspetti tecnici e scientifici con quelli umani, aprendosi al territorio attraverso un rapporto forte con le realt produttive. Grazie a questa sinergia e allalternanza scuola lavoro che caratterizza il piano formativo con attivit pratiche in laboratori di analisi, studi tecnici, collaborazioni con associazioni di categoria e consorzi di tutela e lezioni con esperti, lIstituto professionale agrario offrir significative opportunit di lavoro dopo il diploma sia sul territorio, da Montalcino ai comuni limitrofi, che in altre regioni dItalia e paesi del mondo. LIstituto professionale agrario accoglie le richieste del mondo dellimprenditoria montalcinese e preparer una figura professionale in grado di operare a diversi livelli nelle aziende agricole, pronte ad accogliere gli studenti nellalternanza scuola-lavoro che caratterizza lofferta formativa dellistituto.
Autore: Giovanni Galli


11 Gennaio 2017, ore 15:03

Italia Oggi
Il Marsala rischia loblio ... Rischia di sparire uno dei vini storici dItalia, il Marsala. In Sicilia se ne produce sempre meno, anzi pi facile trovarlo prodotto in California. Il Consorzio di tutela, di fatto, dal primo di settembre non risulta pi nellelenco dei Consorzi di tutela, 109, pubblicato dal ministero delle Politiche agricole. Una cancellazione che ha conseguenze economiche dal momento che i produttori non possono accedere ai finanziamenti europei per la promozione e la tutela del vino. E poi ci sono i dati di produzione, in calo, scesi dagli 80 mila ettolitri del 2004 ai 50 mila del 2016, il 30% finisce nellindustria alimentare per la preparazione di piatti, che hanno portato un fatturato di 12 milioni di euro. Per uno dei produttori storici, Renato De Bartoli tutto questo inaccettabile visto che, come so-stiene, il Marsala venduto in giro per il mondo per lo pi falso. Una soluzione possibile sarebbe quella di fondere il Consorzio Marsala con quello del vino Sicilia Doc, ma per adesso laccordo sembra essere lontano. Chi lavora, invece, Francesco Alegna che vuole realizzare un museo del vino Marsala.
Autore: Andrea Settefonti


10 Gennaio 2017, ore 15:43

Italia Oggi
Parmalat, lopa vantaggiosa ... Cos Lactalis nel documento a Consob... Il gruppo Lactalis, che attraverso Sofil detiene l87,74% di Parmalat, ha depositato presso la Con-sob il documento di offerta relativo allopa volontaria sulle residue azioni in circolazione di Parmalat, annunciata il 27 dicembre. Lofferta riguarda il 12,26% del capitale di Parmalat non ancora in possesso delloferente. Essa include massime 52.851.928 azioni destinate ai creditori e 7.034.865 azioni a servizio dei warrant. Il prezzo di offerta pari a 2,80 euro per azione, si legge nel te-sto, rappresenta un prezzo mai raggiunto dal titolo dopo la precedente offerta del 2011 e fino alla data di annuncio dellopa. In particolare, implica un premio superiore allil% rispetto alla media dei prezzi ufficiali dellultimo mese, di quasi il 15% rispetto alla media degli ultimi tre mesi e superiore al 17% rispetto alle medie de-gli ultimi sei e dodici mesi. Il corrispettivo esprime inoltre un multiplo Ev/Ebitda di 11,4 volte, significativamente maggiore del multiplo Ev/Ebitda di 8,7 volte implicito nel prezzo per azione pagato da Sofil nellambito dellofferta 2011 per lacquisto del controllo di diritto di Parmalat. Lactalis ritiene che lofferta rappresenti unopportunit vantaggiosa per gli azionisti di minoranza di ottenere subito un premio significativo e di uscire da un investimento caratterizzato da livelli molto bassi di liquidit, tenendo conto dello storico delle performance del prezzo del titolo. Loperazione finalizzata alla revoca di Parmalat dalle negoziazioni ed condizionata al raggiungi-mento, da parte dellofferente, di una quota pari al 90,5% di azioni Parmalat al completamento dellopa. Lactalis fiducioso di riuscire a incrementare almeno del 2,76% la propria quota in Parmalat. Il 90,5% rappresenta la soglia di sell-out, come stabilito dalla Consob. In seguito allavvio di una procedura di sell-out, indipendentemente dallattivazione di un meccanismo di squeeze-out, lofferente ha gi comunicato lintenzione di non ripristinare un adeguato livello di flottante di Parmalat. Questultima, dopo il completamento del sell-out, sar delistata. Lactalis sottolinea che continuer a investire e a valorizzare Parmalat, anche grazie a una maggiore flessibilit, con lobiettivo di consolidare lespansione del gruppo e dei suoi marchi.


09 Gennaio 2017, ore 15:44

La Repubblica Firenze
Da Coldiretti Sos deflazione Prezzo del grano ridotto a un terzo ... Sei chili costano come un caff Le campagne sono allo stremo Prezzi gi anche per vini e ortaggi ... Se a met settembre un agricoltore toscano doveva vendere cinque chili di grano per potersi permettere una tazzina di caff al bar, adesso ne deve vendere sei di chili di grano, la deflazione in campagna non si ferma, le aziende sono allo stremo, lamenta il presidente regionale di Coldiretti Tulio Marcelli. A settembre Coldiretti segnalava il crollo del 42% della quotazione del grano in appena un anno. La situazione addirittura peggiorata. Ora il valore di un chilo di grano si ridotto ad un terzo - dice Marcelli - Prima si pagava fino a 40 euro al quintale, ora siamo a 15 euro ma a volte anche a 13 euro. La deflazione devastante - secondo Coldiretti - anche per molti altri segmenti dellagricoltura toscana. Annota il presidente regionale di Coldiretti: Il prezzo di certi vini da tavola toscani sceso dell80-90%, lo stesso Chianti passato da una valore di 140-150 euro ad ettolitro a 80-90 euro, le orticole hanno perso il 30-40% del loro valore, lelenco potrebbe continuare. Le cause? Prima di tutto la diminuzione dei consumi delle famiglie, ma anche concorrenza. "Una contrattazione che fissi livelli minimi di remunerazione come stato fatto per il latte" di prodotti esteri che non danno le stesse garanzie di qualit e la contraffazione. I rimedi? Come stato fatto per il latte, una contrattazione che fissi livelli mini di remunerazione del prodotto. In questi giorni unanalisi della Coldiretti - pubblicata in occasione della diffusione dei dati Istat sullandamento dei prezzi che vede per la prima volta dal 1959 lItalia in deflazione - lamenta prezzi riconosciuti agli agricoltori crollati mediamente di circa il 6% nel 2016, ma con punte drammatiche come si visto. Gli agricoltori nel 2016 - sottolinea la Coldiretti - hanno dovuto vendere pi di tre litri di latte per bersi un caff o quindici chili di grano per comprarsene uno di pane ma la situazione non migliore per le uova, la carne o per alcuni prodotti orticoli. Nonostante il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli in campagna sugli scaffali i prezzi dei beni alimentari, sono aumentati dello 0,2 % nel 2016 anche per effetto delle speculazioni e delle distorsioni di filiera nel passaggio dal campo alla tavola.
Autore: Maurizio Bologni


08 Gennaio 2017, ore 15:45

La Stampa
Esportazioni, record storico nel 2016 In Francia vola no le bollicine italiane ... Il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani nel 2016 ha raggiunto il record storico, arrivando a quota 38 miliardi di euro grazie a una crescita del 3%. quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi nove mesi del 2016. Quasi i tre quarti delle esportazioni - sottolinea Coldiretti - interessano i Paesi dellUnione Europea, ma il made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nordamerica allAsia fino allOceania. Solo in Russia lexport continua a soffrire pesantemente gli effetti dellembargo. Tra i principali settori, il prodotto pi acquistato allestero si conferma il vino (per un valore di 5,6 miliardi e una crescita del 3%) davanti allortofrutta fresca (5 miliardi e +4%), ai formaggi (2,4 miliardi e +7 per cento) e allolio che fa segnare un +6%. Balzo in avanti anche per i salumi, con un +8%. I dati mostrano aspetti sorprendenti - dice Coldiretti - a partire del successo del vino tricolore in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%). Nella patria dello Champagne, lo spumante italiano fa addirittura segnare un incremento pari al 57%.
Autore: Roberto Fiori


08 Gennaio 2017, ore 15:45

LEspresso
Lo spumante Brut Abissi di Pierluigi Lugano stato il primo esperimento di spumantizzazione subacquea in Italia. Bianchetta Genovese, Vermentino e Pigato sono le uve che creano questo metodo classico (44) affinato per 18 mesi sul fondale marino a 60 m di profondit, al largo della Baia del Silenzio di Sestri Levante, nellarea protetta del Parco Marino di Portofino. Un vino dinamico e intrigante, ed come se lacqua salmastra gli avesse donato quella sapidit e freschezza da cui contraddistinto.
Autore: Paolini & Grignaffini


08 Gennaio 2017, ore 15:44

La Stampa
Potremmo definirla Nebbiolo-mania. I dati di fine anno in arrivo dal mercato dei vini pro-dotti col vitigno che ha trovato il suo habitat naturale sulle colline di Langhe e Roero (ma anche nel Nord Piemonte di Gattinara, Ghemme e Carema e in Valtellina) sono pi che lusinghieri. Pi 6% le bottiglie sigillate nel 2016 di Barolo Docg, pi 5% quelle imbottigliate di Barbaresco Docg e addirittura pi 10% quelle di Langhe Nebbiolo Doc, la denominazione di ricaduta che sta riscuotendo grande successo in tutto il mondo. Le ultime annate Dal 1 gennaio hanno fatto il loro debutto anche le nuove annate, sebbene sugli scaffali delle enoteche e nei ristoranti non si troveranno ancora per qualche mese: si tratta del Barolo 2013 e del Barbaresco 2014. Sono oltre 18 milioni di bottiglie dei due nebbioli pi pregiati, cos divise: 13,9 milioni per il Barolo 2013 e 4,3 milioni per il Barbaresco 2014, a cui si aggiungono oltre 5 milioni di bottiglie di Langhe Nebbiolo e 2,3 milioni di unaltra storica denominazione ora in calo, il Nebbiolo dAlba. Altri indicatori utili a tracciare un quadro positivo: lexport arrivato ad assorbire oltre il 75% della produzione e il valore del vino sfuso continua a crescere. Il Barolo ha superato la soglia degli 8 euro al litro, il Barbaresco oltre quota 5 euro. Senza scordare che il 2016 sulle colline di Langa sar ricordato come lanno delle vendite stellari di alcuni tra i cru pi pregiati e della cessione della cantina Vietti al gruppo americano Krause, eventi che hanno fatto salire le quotazioni dei vigneti oltre il milione di euro a ettaro. Le Langhe stanno indubbiamente vivendo un momento fortunato - dice il presidente del Consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, Orlando Pecchenino -. Il nebbiolo ormai riconosciuto come uno dei pi grandi vitigni al mondo e ci sta portando benefici anche a denominazioni come la Barbera e il Dolcetto o a nuove realt come lAlta Langa. La scommessa far salire il valore delle etichette, con coerenza e senza creare fuochi di paglia. Ma un eccesso di nebbiolo non rischia di creare scompensi in unarea tutto sommato limitata come quella di Langhe e Roero? Non credo, anzi siamo sulla strada giusta - risponde Pecchenino -. Le aziende stanno investendo molto ed pur vero che, se ci sono mercati maturi come Stati Uniti, Giappone e Nord Europa, abbiamo ancora molti Paesi da esplorare. Ci che fa ben sperare lalta professionalit dei nuovi imprenditori del vino: i giovani sono molto preparati, sia dal punto di vista tecnico che manageriale. Limprovvisazione di qualche decennio fa ormai alle spalle. Anche per Pio Boffa, titolare della cantina albese Pio Cesare, il miglioramento dellimmagine del Barolo sotto gli occhi di tutti. Ma il numero di nebbiolo lovers ancora troppo ristretto. Dobbiamo lavorare per consolidare i traguardi raggiunti e impegnarci per conquistare unidentit precisa: il fatto che negli ultimi 15 anni siamo passati da stili di produzione molto diversi - prima la corsa alle barrique, ora niente pi legno - non ha giovato. Anche sui mercati, Pio Boffa invita alla prudenza: Ci che si imbottiglia non corrisponde esattamente a ci che si vende, tanto pi con il Barolo. La strada ancora lunga e le speculazioni sono dietro langolo. Per evitarle, bisogna lavorare con umilt.
Autore: Roberto Fiori


07 Gennaio 2017, ore 16:20

Quotidiano Nazionale
Terre Brune, Sulcis Rosso principesco ... Il cuore del Sulcis territorio delezione per la vite, che qui affonda le proprie radici tra pietre, mare e sabbia. Negli anni Sessanta un gruppo di viticoltori inaugur la cantina Santadi per trasformare le proprie uve: unazienda dagli spazi ampi e dai colori sobri per non contrastare la bellezza del meraviglioso paesaggio. Tra quel gruppo infaticabile di vignaioli e le loro viti a piede franco perch mai attaccate dalla fillossera, cera la sfida di incantare i sensi di chi il vino lo avrebbe apprezzato fuori dellIsola. Cos, grazie allarrivo di Antonello Pilloni, Presidente illuminato e lungimirante, fu reclutato il grande Giacomo Tachis, un maestro che non sapeva resistere alla tentazione di realizzare capolavori. Fu cos, lenologo senza rivali sinnamor del territorio e delle uve e riusc a ottenere dal Carignano la massima espressione di profondit e opulenza. Venne chiamato Terre Brune questo rosso principesco, da riscoprire anno dopo anno, forza di una terra vera. Manto di un superbo rubino pieno, luminosissimo. Dal calice salgono con dovizia profumi di frutti di bosco, poi ginepro e mirto, tabacco, caff e una chiara nota orientale che ricorda il legno di sandalo. In bocca mostra potenza smisurata, trama tannica di qualit finissima e notevole vivacit acida che ne bilancia la veemenza. Lunghissimo il finale che dalla maturazione in barrique coglie mille sfumature di spezie dolci. Un vino che emoziona e non pu mancare nel teatro di una tavola apparecchiata o davanti alla fiamma di un camino. Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2012 Uve Carignano 95%, Bovaleddu 5% - Gr. 14,5% Euro 50 prezzo medio in enoteca Cantina Santadi Via Cagliari, 78 - 09010 Santadi (CI) Tel. 0781 950127 www.cantinadisantadi.it
Autore: Franco Ricci


07 Gennaio 2017, ore 16:20

Il Sole 24 Ore
Il Mipaaf vara il bando bis per lestero ... Pubblicato dal ministero per le Politiche agricole il bando-bis per i progetti di promozione del vino italiano cofinanziati da Bruxelles. Rimessi a disposizione gli oltre 13,2 milioni di euro (su un totale di 102 milioni disponi-bili per il 2016-17) causa ricorsi sulla prima graduatoria. I progetti vanno presentati entro il 30 gennaio. Poich per pendono ricorsi al Tar, che si esprimer a marzo, possibile che gli importi disponibili possano variare.


07 Gennaio 2017, ore 16:19

Io Donna - Corriere della Sera
Perlage dautore ... Tra le bollicine italiane, quella che ritengo davvero speciale la Giulio Ferrari Riserva del Fondatore. Chardonnay dai riflessi dorati su un giallo brillante, ha un perlage finissimo e persistente. Per occasioni uniche (almeno per voi).


06 Gennaio 2017, ore 16:21

Corriere della Sera
Italia-Germania, la partita del vino Le sette etichette del bilinguismo ... Dal Pinot nero a Gewrzlraminer, lAlto Adige tra i tifosi di Burgnich e Beckenbauer... Nove italiani e nove te-deschi nella stessa stanza. Ed subito Italia-Germania 4-3. Una notte di vino, non di calcio. Ma il gioco risveglia nei due fronti i vigili istinti di cui parl Gianni Brera raccontando sentimenti, gesti atletici, fatti e misfatti della sfida del 1970 a Citt del Messico. Lo spirito dello stadio Azteca rivive in una sala dellhotel Lusnerhof, a Luson, unoasi di cirmolo e pietra, con cibi sani e una buona carta dei vini. Franz Hinteregger, mite e infaticabile patron, ha organizzato una degustazione straordinaria per far conoscere i vini altoatesini agli ospiti. Gli italiani fanno gruppo, si schierano in semicerchio: difesa a catenaccio con un sommelier professionista, come un Burgnich pronto alla zampata. I tedeschi scelgono la formazione a tre punte, tre tavoli di-versi. Larbitro il sommelier Sofin, un giovane altoatesino dal ciuffo alla Elvis Presley. Lincontro dedicato alla scoperta di sette vini. Gli italiani elencano, come medaglie conquistate, le bottiglie di Amarone, Champagne e Sauternes stappate a Capodanno. I tedeschi arrancano, uno si tuffato dopo la sauna in una breccia del laghetto ghiacciato ed ancora euforico e congestionato. E la serata del bilinguismo - apre i giochi Sofin - degusteremo in due lingue, ma attraverso il vino riusciremo a capirci. Prima dellultimo bic-chiere saremo tutti amici. Spiega prima in tedesco. La tavolata italiana diffidente: perch non ha ripetuto quella battuta che ha fatto ridere i tifosi di Beckenbauer? Sofin tira dritto: In Alto Adige ci sono 5.300 ettari di viti, da 200 a 1.000 metri daltezza, dal Sud di Salomo al Nord della Valle Isarco, con molti microclimi diversi, zone mediterranee con il vento del Lago di Garda e zone alpine. Le caratteristiche comuni dei vini sono lacidit e la mineralit. Calcio dinizio. i) Pinot nero Metodo classico Pas Dos 2012, Franz Haas. Partenza di bollicine con il pioniere del Pinot nero tra queste vette. Bollicine di montagna, dal gusto deciso. Stemperato dal fruttato - dice il sommelier - un vino elegante. Qualche perplessit tra i tedeschi, gli italiani chiedono il bis. 2) Gaun Chardonnay 2013, Alois Lageder. Cremoso e fresco, profuma di ananas. Lageder un vignaiolo biodinamico che si dedica allarte e alla cultura con la stessa passione riservata alla cantina. Un vino che si pu dimenticare in cantina e riscoprire tra anni, commenta Sofil. Convince le due squadre. 3) La Rose de Manincor 2015, Manincor. Un bel colore ramato che contiene Lagrein, Merlot, Cabernet, Pinot Nero, Petit Verdot, Tempranillo, Syrah. Profuma di lamponi. Lazienda quella biodinamica del conte Michael Goss-En-zenberg, una cantina invisibile sotto le viti. Fine del primo tempo con intermezzo didattico. Una signora tedesca chiede: ma come si fa il rosato? Se-gue lunga spiegazione tecnica. 4) Vigna Kastelaz Gewiirz-traminer 2014, Elena Walch. Un classico tra i bianchi altoatesini nellinterpretazione dorata, speziata e armonica dellarchitetto Elena e delle sue figlie. Grande prova. Il bilinguismo pare vacillare: il, sommelier usa la parola rauich, fumo, per descrivere un lieve sentore nel bicchiere. Non c nulla di affumicato, ribatte il sommelier-Burgnich, una lieve nota di tabacco, semmai 5) Loach 2014, Radoar. Si passa ai rossi. Insolito lassemblaggio dellazienda bio, Pinot nero e Zweigelt, un incrocio ottocentesco che viene dallAustria. Rubino scuro il colore, profuma di spezie e ricorda i frutti di bosco. Le note vegetali non convincono gli amici italiani. 6) Barthenau Vigna SantUrbano 2012, Hofstkter. Il goleador della serata il vino di Martin Foradori. Intenso, senza asperit, lo si attraversa come piroettando su una pista di pattinaggio Amarena, lamponi, vaniglia e tannini stile Borgogna. Consensi collettivi. 7) Cabernet Sauvignon 2007, Peter Zemmer. Lunico rosso ad essere servito con il decanter, roba da supplementari. Caldo, piacevole, balsamico. La tenuta Zemmer, a Cortina sulla Strada del Vino, paesino nella parte meridionale della provincia, non lo produce pi. Alla fine i due gruppi restano separati, non nascono amicizie, come aveva previsto Sofin. Nessun vincitore, unamichevole finita pari. I vini del bilinguismo non hanno sopito i vigili istinti delle squadre che scambiano saluti come maglie a fine incontro. Buonanotte, gute nacht.
Autore: Luciano Ferraro


06 Gennaio 2017, ore 16:21

Corriere della Sera
Amarone, si tracciano anche i cibi ... Stop alla grappa allAmarone. Vietati anche cioccolatini e salumi intrisi del vino rosso veneto. A meno che non siano i vignaioli, per mezzo del Consorzio della Valpolicella, ad autorizzarli. La novit arriva dal ministero dellAgricoltura. Ci sono voluti tre anni per ottenere che la tracciabilit dellAmarone, che serve a garantire provenienza e qualit, venisse estesa anche agli alimenti che lo contengono. E la prima norma del genere in Italia, dice Olga Bussinello, direttrice del Consorzio. Anche nei trasformati vogliamo tutelare loriginalit, precisa il presidente Christian Marchesini. Finora 15 le autorizzazioni: biscottini, formaggi e un panettone allAmarone.
Autore: Luciano Ferraro


16 Dicembre 2016, ore 10:44

CORRIERE DELLA SERA
Il coppiere dei potenti fa bere Trump ... Trump, che si proclama astemio (post-verit?) stato lultimo. Il primo Enzo Ferrari. Tra di loro una moltitudine di uomini e donne con due punti in comune: il trono, professionale o politico o religioso, e una bottiglia di Giancarlo Aneri. Dopo aver convinto il fondatore del Cavallino rampante a brindare alle vittorie con lo spumante Ferrari e non con lo champagne, Aneri ha fatto servire il suo vino a Putin. Lo zar non sapeva di avere nel calice lo stesso liquido versato ai nemici presidenti, Reagan, Bush (padre e figlio), Clinton e Obama. Il Prosecco o lAmarone finito anche sulla tavola dei leader al G8 di Genova, nel 2001. Poi stappato per festeggiare lascesa presidenziale di Napolitano e Ciampi. E per la firma della Costituzione europea, nel 2004 a Roma. Infine Donald Trump: poche ore dopo la vittoria, ha ricevuto tre magnum di Amarone con il suo nome sulletichetta (stampata a tempo di record da Aneri), recapitate alla Trump Tower a New York, con un biglietto di Flavio Briatore: Ce labbiamo fatta. Aneri, veronese di Legnago, figlio di un capostazione di sinistra, ha un talento unico nel portare le sue bottiglie dove si incrociano politica, affari e lusso. Stefano Lorenzetto, scrittore e giornalista per una cinquantina di testate, lo intervist per primo nel 1983, quandera corrispondente dellArena proprio da Legnago. Lo defin il coppiere dei potenti della Terra che fa brindare anche il Papa e Pertini. Allepoca Aneri lavorava per le Cantine Ferrari della famiglia trentina Lunelli. Restano, di quel periodo, le foto hollywoodiane. Gregory Peck, Roger Moore e altre star. E lui, contratto in un sorriso perenne ad alta definizione. Aveva 29 anni quando si present a Maranello. C lingegnere? Avrei del vino da consegnargli. Ma matto, senza appuntamento? - lo ferm la guardia - lasci qui le bottiglie. Aspett 5 ore, finch il Drake si concesse: Entri, un minuto. Restai 90 minuti, lo convinsi a portare sul podio dei piloti spumante italiano, ricorda Aneri. Quando il figlio Alessandro, da ragazzino, gli disse che da grande avrebbe lavorato solo con lui, Aneri lasci Trento. Fondai la Group, racconta, con Luciano e Alessandro Benetton e Giovannino Agnelli per produrre olio e caff di qualit. il 1993. La rincorsa ai potenti diventa strategia. Come arrivo alla Casa Bianca e negli altri luoghi inaccessibili? Mi informo, parlo con le persone giuste, uso una rete di amici. Funziona. Mi aiuta Alessandro con mia figlia Stella. Siamo una mini impresa famigliare. E il vino da dove viene? Produciamo 360 mila bottiglie. In gran parte Prosecco - spiega - dalle tenute di Rocco Forte, socio al 20% e con le uve dai 576 vignaioli della Cantina Produttori di Valdobbiadene, socia al 10%. Compriamo le uve per lAmarone della Valpolicella e abbiamo una nostra barricaia a Fumane: in tutto 6.000 bottiglie (le barrique 9 e 9 bis sono di Flavio Briatore, una di Berlusconi) vendute soprattutto ai ristoranti, 180 euro a bottiglia. Per il Lambrusco usiamo le uve di tre ettari in affitto a Sorbara. Poi ci sono i vini altoatesini, Gewrztraminer, Pinot Nero e altri: le uve vengono da un gruppo di 60 viticoltori di Cornaiano. Come selezioniamo? Ci troviamo a pranzo e puntiamo su quello che piace alla famiglia. Alto, abiti e auto da manager, Aneri incontenibile. Ora il suo motto Cielo, mare, terra. Significa che i suoi Pinot si troveranno con il menu di Natale, firmato Carlo Cracco, a bordo delle 14 navi Msc. Stesso chef, ma con il Lambrusco sui treni Frecciarossa. Mentre Esselunga ha 100 bottiglie in esclusiva di Prosecco, tra cui il Lucrezia, dal nome di una delle mie nipotine. Menu natalizio di Giancarlo Perbellini con i nostri Pinot e il Prosecco sui voli di Air Dolomiti. Aspettando un brindisi con Trump.
Autore: Luciano Ferraro


16 Dicembre 2016, ore 10:43

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Chianti classico, volano le vendite nel 2016 ... Del 2016 sono pi che soddisfatto. Tutti gli eventi per il trecentesimo del Chianti classico ci hanno dato una grande copertura a livello di comunicazione che il Consorzio non aveva mai avuto. La ciliegina sulla torta rappresentata dal fatto che negli ultimi due mesi di questo anno abbiamo dei numeri sulle vendite che sono aumentati a due cifre a livello globale. Da una previsione che avevo di chiudere il 2016 con un -3% di vendite probabilmente andremo a +4%. Lo ha detto il direttore del consorzio del Chianti classico Giuseppe Liberatore, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del progetto Divini Italiani a Firenze che vedr il Gallo nero impegnato nella valorizzazione dei prodotti gastronomici italiani. Questo vuol dire che per il settimo anno consecutivo continuiamo a crescere - ha aggiunto - . Inoltre dai primi riscontri, per molti enologi questa annata 2016 sar ancora meglio della gi ottima 2015. Avere in cantina due annate di questo livello ci d un grande respiro per il futuro in termini di qualit e di mercati esteri.


16 Dicembre 2016, ore 10:38

CORRIERE DELLA SERA
Due su tre nella hit ... Il Brunello di Biondi Santi, il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno e il Masseto di Bolgheri i primi tre vini da investimento secondo la casa daste Gelardini & Romani Wine Auction, nella hit dei Grand Cru dItalia 2016.


16 Dicembre 2016, ore 10:37

CORRIERE DELLA SERA
Signorvino ... Alla scoperta dei Brunello con Luca Gardini ... Scoprire il Brunello di Montalcino con il pluripremiato sommelier e ambasciatore del vino made in Italy Luca Gardini. E stata questa loccasione offerta mercoled a Milano da Signorvino, nel corso di una degustazione delle eccellenze enologiche della cantina Casanova di Neri, nello store di via Dante (nella foto). Si trattato dellultimo dei tanti eventi organizzati dalla catena di enoteche con cucina fondata nel 2012 da Sandro Veronesi, presidente del gruppo Calzedonia, che propone oltre 1.500 etichette di vino 100% italiano da comprare o da degustare al bicchiere abbinate a piatti della tradizione regionale. Presente in Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, questa catena di food & wine offre prodotti ricercati e di qualit che arrivano direttamente dai vignaioli, cos da accorciare la filiera tradizionale. II format ideato da Veronesi ha poi unaltra particolarit: linnovativa figura del Wine Specialist, un sommelier moderno al servizio dei consumatori pi e meno esperti, il cui scopo aiutare i clienti a scoprire e trovare la bottiglia pi adatta alle loro esigenze.
Autore: Gabriele Principato


14 Dicembre 2016, ore 10:01

ITALIA OGGI
In Cina cambiate nome ai vini ... Wang: un vino veronese? Chiamatelo Romeo e Giulietta ... Cambiare il nome ai vini, renderli pi comprensibili, sfoltire la selva di denominazioni. E il suggerimento che d Tao Weng, vice generai manager dello Shanghai Morning Post, ai produttori italiani di vino che vogliono affrontare il mercato cinese. Gli ha fatto eco Zuming Wang, vicesegretario generale del Chinese Alcohol Bureau, che ha aggiunto: Un vino veronese, ad esempio, potrebbe chiamarsi Romeo e Giuletta. A Verona, in occasione del convegno organizzato da Business Strategies sul mercato cinese durante wine2wine, sono fioccati gli esempi. I francesi hanno saputo adattare il loro prodotto al mercato, cambiando i nomi in parole cinesi dal significato evocativo, semplici e facili da ricordare, come lo Chardon nay che viene chiamato Perla al tramonto, ha detto Weng. Tra le ragioni che pesano sul posizionamento del prodotto made in Italy nel mercato cinese - al quinto posto dopo Francia, Australia, Cile e Spagna, con una micro-quota pari a mi ottavo d quella dei con- correnti doltralpe (5,6% contro il 43,3%) - c il fatto che i vini italiani sono poco promossi e poco conosciuti. A pesare sono la variet delle denominazioni, la lunghezza e la complessit dei nomi che rendono i vini italiani di difficile comprensione per i consumatori cinesi. La cucina cinese porta in tavola molte portate diverse contemporaneamente, una tradizione che rende difficoltosi gli abbinamenti enogastronomici e che impedisce alla ristorazione di diventare un canale di penetrazione efficace e capillare, ha continuato Weng. In Cina il vino prende sempre pi piede. Il 2016 sar lanno del sorpasso nel consumo di vini da uva rispetto a quelli da riso. A dare impennata al trend sono stati i consumi domestici, arrivati al 55% del totale, vendite off trade destinate a crescere fino al 73% nel 2020. E in crescita anche lonline passato dal 2 al 19% in soli cinque anni. lanalisi dellOsservatorio Paesi terzi Business Strategies-Wine Monitor Nomisma secondo cui, anche lItalia cresciuta del 28% nei primi 10 mesi del 2016 per arrivare a 96,5 mln di euro di fatturato.
Autore: Andrea Settefonti


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