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Il Meglio dell'Edicola

12 Novembre 2017, ore 18:21

Quotidiano Nazionale
Il Mio Vino La storia dellazienda Pietradolce recente come la rinascita dellEtna vitivinicolo, dove i grandi investimenti e il ritorno alla tradizione, con la riscoperta di vigne centenarie e vecchi palmenti, risale soltanto al 2000. Qui, anche i Faro, affermati imprenditori nel campo delle piante ornamentali, decidono di investire acquistando vigneti collocati tra gli 800 e i 900 metri di altitudine. Le piante in gran parte centenarie, addirittura pre - phylloxera, i terrazzamenti naturali che le ospitano, la nuova cantina costruita con pietra lavica, tutto contribuisce a creare un magnifico paesaggio lunare. Bassissime le rese, poco pi di un chilo a ceppo nelle vigne nuove e soltanto 800 grammi a pianta in quelle pi antiche. Deus ex machina il vulcanico Michele Faro, con unindomabile passione per i vini di questo territorio cos particolare che regala grandi emozioni e assaggi indimenticabili. LEtna Rosso Barbagalli affascina gi dalletichetta, una splendida figura femminile con un abito di lava fiammante, un colore che ritroviamo nel calice rosso rubino dal quale si solleva una sinfonia di profumi in crescendo. Macchia mediterranea, artemisia, rose e viole si fanno strada tra note squillanti di pepe, liquirizia e arancia rossa su un attraente tappeto fum. Dopo aver trascorso venti mesi in tonneau di rovere francese, al palato sfoggia una struttura potente ma liscia come seta, grazie alla presenza di tannini smussati e ben bilanciati da una salvifica presenza acido - sapida. Note calde e affumicate concludono un assaggio di infinita emozione. Etna Rosso Vigna Barbagalli 2014 Nerello Mascalese 100% Gr. 15% 90 prezzo medio in enoteca Pietradolc e Contrada Rampante Solicchiata 95012 Castiglione di Sicilia (Ct) Tel. 348 4037792
Autore: Franco Ricci


11 Novembre 2017, ore 17:36

La Repubblica
Un resort tra le vigne del Chianti Da qualche giorno, alla collezione permanente darte contemporanea di Castello di Ama si aggiunta la quindicesima installazione site specific, Untitled, realizzata dallamericana Roni Horn. Non c scusa migliore per mettersi in macchina e raggiungere questo piccolo e romantico borgo tra le colline del Chianti dove, oltre ad ammirare i lavori di altri grandi artisti come Buren, Bourgeois e Pistoletto si pu soggiornare nella Villa Ricucci e degustare il San Lorenzo Gran Selezione, un Chianti Classico esemplare, e lApparita, uno dei pi eleganti merlot in purezza al mondo. Quando si parla di vino, attenzione a non tralasciare il suffisso: Chianti e Chianti Classico non sono la stessa Docg e hanno un disciplinare e una zona di produzione differenti. Il Chianti Classico si estende per quasi 72mila ettari tra Firenze e Pisa e comprende nove comuni, tra cui gli storici Ca-stellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti. Un territorio di straordinaria bellezza, ruvida ma gentile, che nel corso degli anni ha folgorato molti stranieri: tra questi anche Monika e Thomas Br, svizzeri dallanima cosmopolita che nel 1990 hanno deciso di fermarsi a Castelz lira in Chiariti e sono diventati proprietari di Gagliole. Nella loro Terra dei Sogni si dorme nella Tenuta della Valletta, un luxury B&B circondato da olivi, cipressi e vigneti da cui nascono il Rubio-lo, il Gagliole e il Pecchia, eccellente espressione di Sangiovese. Oggi il Chianti una delle zone in Italia a pi alta concentrazione di wine resort. Uno dei pi affascinanti il Relais & Chteaux Borgo San Felice: tra le viuzze di questo antico villaggio, trasformato nel 1991 in albergo diffuso, si distribuiscono le suite e i due ristoranti curati da Fabrizio Borraccino. La tenuta San Felice vanta anche il Vitiarium, vigneto sperimentale dove si conserva il patrimonio genetico della viticoltura toscana e si tutelano vitigni autoctoni dimenticati come il Pugnitello, etichetta di grande personalit che si affianca al Vigorello, capostipite dei Supertuscan e al Grigio, Chianti elassico Gran Selezione dalla trama aromatica. Ma questa non anche la terra della ciccia, quella buona davvero? Andate a trovare Dario Cecchini, il pi famoso beccaio dItalia, per acquistare le sue fiorentine e costate e poi sedervi in uno dei suoi locali, sempre a Panzano in Chianti, tra cui il conviviale Officina della Bistecca, regno della brace. Se per cercate unesperienza gastronomica meno tematica e pi raffinata dirigetevi verso la Tenda Rossa, a San Casciano in Val di Pesa, un classico della zona che in questo periodo propone i tortelli con tartufo bianco di San Miniato. In alternativa c lAlbergaccio a Castellina in Chianti, insegna che vale il viaggio per gli gnocchi di castagne, funghi, timo e pat di fegato danatra e per il maialino di cinta senese. Con lo stomaco pieno, si prosegue verso il Castello di Meleto per visitare il piccolo teatro del 700, con scenografie originali, custodito dentro questa imponente fortificazione, oggi una delle pi interessanti aziende del Chianti Classico. Qui potete scoprire lelegante Vigna Casi Riserva e dormire negli appartamenti e nelle camere ricavate dalle ex case coloniche e nellantica torre di guardia. Se poi avete in programma una scorribanda tra le colline del Chianti proprio nel periodo natalizio, fate una sosta a Villa Cerna, la magnifica tenuta di propriet di Famiglia Cecchi dove, dal 12 dicembre, si accenderanno i filari con Luci in vigna, uninstallazione artistica in situ creata da Angela Nocentini in cui le foglie di Sangiovese prendono vita e luce dallimbrunire a notte fonda.
Autore: Federico De Cesare Viola


10 Novembre 2017, ore 17:58

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Weinvertel 2016 Schloss Maissau Maissau (Austria)... Josef Maria Schuster, commerciante di vini a Maissau, nel 1999 corona un sogno: affitta le vigne dei castello del Manhatsberg. E nel 2006 trova il partner ideale: Ewald Gruber. che del Grner Veltliner conosce segreti e potenzialit. Lorigine di questo vitigno a bacca bianca controversa. Si tratterebbe di un incrocio Traminer - St.Georgen (autoctono austriaco). Schloss Maissau fu costruito nel tredicesimo secolo. Ancora pi antica la coltivazione della vite: un documento la colloca nel 1144. Il Grner Veltliner luva pi diffusa in Austria (in numeri, circa il 30 per cento) e ha nella zona di Maissau una delle culle pi felici per via della forte escursione termica tra giorno e notte e di un solidificato strato della sabbia che il vento port milioni di anni fa dal deserto di Gobi a costituire il loess. cio ii terreno che d ai vini una particolare mineralit e vocazione allinvecchiamento. Schloss Maissau chiamato anche Schloss Veltliner. Sempre lo stesso vitigno allorigine dei vini (quattro fermi, uno spumante). Abbiamo scelto il Weinvertel 2016. Non fa legno. Bel colore brillante, intensa aromaticit, ha persistenza, intensit e finezza. A Milano da Don Pietro, a Parma da Ombre rosse sui 16/17 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


10 Novembre 2017, ore 17:57

Corriere della Sera
II mondo (tutto friulano) della Ribolla gialla La sua cagnetta si chiama Ribollina, che ha preso il posto della pi amata, Ribolla. Vive a Como di Rosazzo, ma vuole cambiare il nome del paese in Ribolla di Rosazzo. Intanto riuscito, con il collega Graziano Specogna, a far dedicare le vie ai vitigni (vorrebbe cambiare i nomi degli internazionali con quelli degli autoctoni). Manlio Collavini, 80 anni, friulano, volteggia in una bolla di Ribolla gialla: dopo 40 anni il vitigno al sicuro. Mentre il Veneto stava votando per lautonomia, il Friuli - Venezia Giulia ha ottenuto il proprio federalismo da imbottigliare: la Ribolla gialla in versione Doc e Igt potr essere solo friulana. Gianola Nonino, la Signora delle grappe che distilla le uve della sua regione, aveva avvertito: piantano Ribolla gialla anche in Sicilia, stiamo perdendo lesclusiva. Uno smacco dopo la battaglia del Tocai, vinta 11 anni fa dallUngheria, unico Paese a poter usare questo nome, mentre lItalia si dovuta accontentare di chiamare Friulano quello che prima era Tocai. Pochi giorni fa, il Comitato ministeriale ha sancito che la Ribolla gialla unesclusiva della regione governata da Debora Serracchiani. Collavini ha festeggiato a modo suo, eccellenza e semplicit a tavola: una bottiglia di La Tche di Romane Conti, uno dei vini migliori (e costosi) del mondo, e un piatto di salsicce con lamico di sempre, il conte veneto Pietro Marzotto. il vino che, attraversando il mondo per presentare i vini friulani, beveva talvolta con Isi Benini, pioniere del giornalismo enogastronomico e fondatore del Ducato dei vini friulani, del quale Collavini senatore. Uscendo dalla bolla della Ribolla, Collavini invece stato deputato, per tre legislature, con Forza Italia, fino allaprile 2006, preferendo per durante il Carnevale di Venezia organizzare la maratona del vino, lOmbralonga, piuttosto che partecipare alle cena con Berlusconi a Ca Mocenigo o al Ballo dei gattopardi a Palazzo Pisani Moretta. Cortesia daltri tempi e dolce dialetto friulano, Collavini ha visto crescere il successo della Ribolla gialla. Da 380 a mille ettari in due anni nel Friuli sulla scia piena di bollicine del suo Brut, premiato questanno per la prima volta con i Tre bicchieri del Gambero rosso. Ne produce 200 mila bottiglie, potrebbero essere 20 milioni se avessi scelto il Prosecco, ma preferisco cos, dice. Quando, incuriosito dal nome, Collavini inizi ad occuparsi di questo vitigno, aveva alle spalle un altro centro: quello del Grigio, la riuscita vinificazione in bianco del Pinot grigio. La sua base un castello cinquecentesco, il Zucco - Cuccanea, sul quale gravava una leggenda simile a quella del serenissimo Palazzo Dario. Si diceva fosse funestato dalla maledizione di un nobile napoletano che aveva combattuto a Caporetto. Solo dicerie di paese, taglia corto lex onorevole. un appassionato di tradizioni locali: ha appena venduto 48 magnum di Ribolla per salvare la banda comunale di Rivignano, da dove partita la nostra storia di vignaioli, con mio nonno Eugenio. E decanta il libro di ricette di una contessa che aiuta a capire, attraverso gli ingredienti usati, gli antichi legami delle famiglie friulane. E sceso in campo nella contesa con i veneti sulla paternit del Tiramis, chiamando a raccolta 21 chef friulani, con altrettante ricette del dolce, abbinandolo a un nuovo vino, il Ratafia di Ribolla, succo duva liquoroso alla maniera dei colleghi dello Champagne, dice. Allinizio la Ribolla gialla era una specie di vino novello torbido - ricorda Manlio Collavini - mi sembrava sprecato, in fondo queste piante si coltivavano qui dal Medioevo, si trattava solo di ricavarne un vino di qualit e di venderlo nel mondo. Abbiamo deciso di divertirci con le bollicine e ce labbiamo fatta inventando un metodo tutto nostro: usiamo i serbatoi come per il Prosecco ma con i tempi dello Champagne, 42 mesi di affinamento, infatti adesso stiamo vendendo lannata 2013. Ora Collavini, con i figli Giovanni e Luigi, vende quasi 2 milioni di bottiglie lanno (premiatissimo il bianco Broy), da cento-settanta ettari di vigne. Un mondo in una bolla di Ribolla gialla.
Autore: Luciano Ferraro


08 Novembre 2017, ore 18:08

Italia Oggi
Le cantine Usa a Trump: ora difendi le Ig Anche il mondo del vino a stelle e strisce spinge per le Indicazioni geografiche protette. I produttori vitivinicoli americani, che hanno aderito nel corso dellultimo G7 agricoltura di Bergamo alla dichiarazione sulle Ig denominata #BergamoDeclaration, hanno inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (nella foto), in difesa delle stesse indicazioni geografiche, osteggiate dallindustria alimentare Usa. Al summit orobico partecip, infatti, anche Colehour Bondera, presidente di Aop, lassociazione che riunisce tutte le organizzazioni delle Ig Usa, comprese quelle del vino promotrici della lettera a Trump. La missiva, inviata il due novembre, risponde di fatto a una precedente lettera, spedita sempre a Trump, in ottobre, dagli industriali Usa, attraverso il Consortium Common Food Name. A svelare la presa di posizione dei produttori vitivinicoli americani stata Fondazione Qualivita Nella loro lettera si legge: Come rappresentanti delle organizzazioni di produttori vitivinicoli di sette regioni del vino degli Usa, crediamo che i nomi delle grandi regioni vinicole di tutto il mondo debbano essere protetti contro gli abusi di produttori esterni a tali regioni. Ci opponiamo pertanto alla richiesta che hai ricevuto il 3 ottobre 2017 da vari gruppi di alimenti e bevande per chiedere ai governi di Giappone e Messico di non proteggere le denominazioni geografiche del vino nei rispettivi accordi commerciali con lUnione europea. E ancora: Anche se siamo pienamente consapevoli della natura controversa delle Indicazioni geografiche nellindustria alimentare, il problema molto meno complesso nel mondo del vino. Il settore vitivinicolo americano oggi forte perch basato su nomi regionali distintivi e i consumatori di vino in tutto il mondo si aspettano etichette veritiere e precise quando si tratta dellorigine del prodotto. La lettera porta la firma di otto organizzazioni vitivinicole, che rappresentano pi di 4.600 aziende fra produttori e coltivatori con un peso di oltre 70 mld di dollari nelleconomia Usa. Queste le aziende firmatarie: Long Island Wine Council, Napa Valley Vintners Association, Oregon Winegrowers Association, Paso Robles Wine Country Alliaruce, Santa Barbara Vintners, Texas Wine Growers, mette Valley Wineries Association, Walla Walla Valley Wine Alliance.


08 Novembre 2017, ore 18:07

Quotidiano Nazionale
Quattro etichette mettono daccordo le guide del settore Lo studio. Sono San Leonardo 2013, Amarone 2009 Bertani, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006 e Sassicaia 2014... Sono quattro le etichette a mettere daccordo le guide principali e pi affini ai vini del Belpaese, edizione 2018: il toscano Bolgheri Sassicaia 2014 della Tenuta San Guido, il trentino San Leonardo 2013 della Tenuta San Leonardo, il trentino Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, di Ferrari - Lunelli e il veneto Amarone della Valpolicella Classico 2009 di Bertani. Ecco il risultato che scaturisce dallincrocio delledizione 2018 delle 6 guide tra le pi importanti a livello nazionale, che hanno liste e modalit di valutazione comparabili (Gambero Rosso, Veronelli, Bibenda, Slow Wine con I Grandi Vini, Vitae di Associazione Italiana Sommelier e Cernilli): questo perch, se si guarda al numero complessivo di volumi di tale tipologia a disposizione degli appassionati (9), compresi quelli che procedono con criteri di giudizio molto particolari e tengono conto anche di altre peculiarit dei vini oltre alla assoluta qualit (Maron i, Touring Club e, da questa edizione, LEspresso), come gi nel 2016, 2015 e nel 2012 nessun vino avrebbe ottenuto il massimo riconoscimento da ognuna di queste pubblicazioni. Insomma, nessuna etichetta in grado di mettere tutti daccordo, nessun vino il vino di tutta la critica enologica del Belpaese. Quattro per ne riescono a convincere 6: lanalisi di WineNews che ha incrociato le liste dei migliori assaggi, redatte dalle guide dei vini edizione 2018.


08 Novembre 2017, ore 18:03

Quotidiano Nazionale
lItalia perde il primato Francia, sorpasso negli Usa LItalia perde il primato del vino negli Usa, la Francia brinda allo storico sorpasso sul Belpaese. Lo annuncia lOsservatorio Paesi terzi di Business strategies, che assieme a Nomisma - Wine Monitor ha elaborato gli ultimi dati sulle importazioni di vino statunitensi (fonte Dogane) aggiornate al 3 trimestre di questanno. Il sorpasso in valore (1,220 contro 1,210 miliardi di euro) leffetto della rimonta transalpina, effetto di un recupero di 160 milioni in 9 mesi.


08 Novembre 2017, ore 18:03

Quotidiano Nazionale
Il clima rivoluziona il vigneto A Firenze simposio sul tema. Le ricette per riorganizzare la produzione e resistere alla siccit... Le stagioni irregolari costringono a cambiare le tecniche... Imparare a convivere con i cambiamenti climatici e a gestirli al meglio, caso per caso. Perch si potr continuare a bere un Brunello o un Barolo, ma il vino attuale non potr neppure essere simile a quello di 50 anni fa. E non per i cambi di disciplinare, ma per i mutamenti di clima che hanno influito sul prodotto finale. il messaggio che arriva da Firenze, dove si tenuto lincontro Cambiamenti climatici e viticoltura allinterno di Vino, la kermesse di Fisar dedicata alle eccellenze enoiche italiane e internazionali. Quelli che erano eventi eccezionali, ora sono molto pi frequenti. Gli agricoltori devono imparare a controllare in campo la nuova realt, devono rendersi conto che ci sono cambiamenti in atto, ha sottolineato Giacomo Buscioni, agronomo tecnico - scientifico settore bevande fermentate Foodmicroteam, spinoff dellUniversit di Firenze. Dobbiamo imparare a convivere con i cambiamenti e variare le tecniche colturali e di produzione. Cambiamenti che non sono pi sporadici. C un aumento della frequenza di stagioni sempre pi irregolari. Serve un monitoraggio continuo per gestire gli stress, evidenzia Daniele Grifoni. ricercatore presso lIstituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche afferente al Consorzio Lamma Toscana. C da adeguarsi, stagione per stagione, come anticipare la vendemmia. Per capire come intervenire in campo, Filippo Di Gennaro, ricercatore presso lIstituto di Biometeorologia del Cnr in viticoltura di precisione ha parlato di approccio a breve e a lungo termine. Nel breve si deve pensare di cambiare rispetto a quanto fatto finora. Per esempio le viti dovranno avere una maggiore distanza tra loro, dovranno essere tolte le radici laterali per favorire lo sviluppo in senso verticale, si dovr pensare di esporre i vigneti a nord e pensare a impianti di irrigazione. E, da non trascurare, si dovr lavorare sul miglioramento genetico per affrontare gli stress del cambiamento climatico come una sempre maggiore siccit. Tra le soluzioni da adottare in campo, non defogliare le viti in modo da proteggere luva con le foglie, abbassare i tempi di maturazione e preferire vini meno alcolici. E poi dovr essere impiegata lagricoltura di precisione per una coltivazione sempre pi sostenibile, con interventi soltanto quando servono e con dosi strettamente necessarie. E visto che una vigna un investimento a lungo termine, determinante diventa la scelta delle variet negli impianti. Come ha evidenziato Marco Moriondo, ricercatore presso lIstituto di Biometeorologia del Cnr in modellistica colturale. Una vigna un investimento a 30 anni e la scelta delle variet diventa determinante. Occorrono variet in grado di resistere ai nuovi stress e ai nostri errori. Il cambiamento del clima diventa una opportunit per rivedere il settore e adeguarlo alla nuova realt. E proposito variet, Giacomo Buscioni, ha tenuto a precisare come i vitigni autoctoni tra cui il Sangiovese, hanno una grande adattabilit e plasticit. Se si possono fare errori in vigna, non si pu sbagliare in cantina da dove non si torna indietro.
Autore: Andrea Settefonti


08 Novembre 2017, ore 18:03

Quotidiano Nazionale
Nuova rotta Dal timone delle barche di Coppa America al volante di un trattore il passo ... lungo.
Cos successo?
successo che mi piace il colore dellerba tagliata, della campagna, sorride Cino Ricci, decano della vela italiana, commentatore e apprezzato telecronista, dal piccolo podere Sasseto di Sansavino di Predappio, nel forlivese, con al centro la sua casa colonica.
E la barca a vela?
Non ci vado pi da 6-7 anni e non mi manca. Ogni tanto vengono qui a trovarmi i miei ragazzi delle avventura in Coppa America, Pelaschier, Zamorani e altri.
Passione antica quella del vigneto?
Tradizione di famiglia, anche se mio nonno Ferruccio mio babbo Oddone e i suoi fratelli facevano altri lavori, avevano unimpresa edile, che fino agli anni Settanta realizzava ponti, viadotti, strade. Sono nato a Rimini perch la colonia Novarese lha fatta mio babbo, direttore dei lavori. Vuol sapere perch il Sangiovese che produco lho chiamato Cenefosse?
Dica.
Perch mio zio faceva un vino che non era buono, lo faceva male. Io, da ragazzo, glielo dicevo. E lui mi rispondeva: Ce ne fosse. Si occupa del vigneto? Ci sono foto sue sul trattore dove lei sta un po inclinato, era di bolina?
Pu darsi - ride Cino -. Sul trattore ci vado, ma quando vendemmiamo ci troviamo In una quarantina. Ho tanti figli, nipoti, famigliari.
Tutto artigianale?
S. La cura della vigna, la vendemmia, la pigiatura, la fermentazione con frollatura e rimontaggio, la svinatura, la torchiatura, i travasi e limbottigliamento coinvolgono con passione tutta la mia famiglia e avvengono nel podere. La cantina semplice e dotata di attrezzi tradizionali, quelli di una volta.
Che dimensioni ha il vigneto?
Piccolo, ci sono in tutto otto ettari di terra, sei dei quali di bosco. Mio nonno - da imprenditore edile - compr la terra per fare la calce, negli anni Trenta. Qui c roccia calcarea, adatta a questo uso.
Quanto vino producete?
Il Cenefosse, sangiovese. Per il bianco, si decide a seconda della qualit e quantit di uva disponibile, sono pochi filari. Nel 2015 sono state prodotte 98 bottiglie di Aibna. Nel 2016 luva albana non era sufficiente, quindi stato prodotto il Trelbano, con aggiunta di trebbiano. Per questannata, oltre allAibna, sta fermentando un Cenefosse di ottima qualit, ma con una produttivit di un quarto rispetto agli anni precedenti.
Vini che cambiano?
Tutti i vini prodotti al Sassetto sono vivi, perch cambiano di continuo, giorno dopo giorno e proprio in questo sta la loro bellezza, ogni bottiglia aperta sempre una piacevole scoperta.
E produzione solo artigianale.
I vini - continua Cino Ricci - sono a produzione familiare e amatoriale, assolutamente non in vendita, da bere solo con gli amici. Sono prodotti con uve di prima scelta da agricoltura biologica. E sono tutti imbottigliati allorigine.
Autore: Mario Gradara


08 Novembre 2017, ore 18:02

Quotidiano Nazionale
Il Pinot grigio delle Venezie festeggia la Doc primi ordini dagli Stati Uniti Gi in prenotazione 30 milioni di bottiglie La prima vendemmia della nuova Doc si conclusa, il vino ancora in vasca ma dagli Stati Uniti arrivano i primi, consistenti, ordini per lannata 2017 del Pinot grigio Doc delle Venezie. Arriveranno a ben 30 milioni le bottiglie (pari a 230 mila ettolitri per un valore, franco cantina, di circa 75 milioni di euro) che i principali operatori commerciali statunitensi stanno prenotando nelle cantine del Triveneto. Segno che la nuova Denominazione ha convinto il mercato americano. Un inizio incoraggiante, ha commentato il presidente del consorzio, Albino Armani. Se lItalia il principale paese produttore mondiale di Pinot grigio con una quota pari al 43% (gli Stati Uniti sono al secondo posto con il 14%), il Triveneto, lareale della nuova Doc delle Venezie, producendo 185% del Pinot Grigio italiano, la principale regione produttiva al mondo di questo vino - vitigno. Il Pinot grigio del Triveneto ha visto triplicare gli ettari di vigneto dai 9mila del 2010 ai 27mila nel 2017 (a livello nazionale si passati nello stesso periodo da 10mila a 32mila) con un trend ancora in crescita. E il pi importante vino fermo italiano in termini di export. Il 96% della produzione di Pinot grigio del Triveneto destinato allesportazione. Stati Uniti primo mercato di destinazione.


08 Novembre 2017, ore 18:02

Quotidiano Nazionale
Labbinamento giusto con le castagne Qualcuno le chiama le ciliegie dautunno, una tira laltra. Che siano bollite oppure arrosto, pi ne mangi pi ne mangeresti. Le castagne hanno sfamato intere popolazioni, unico sostentamento durante carestie e conflitti, e nel Dopoguerra sono state un cibo salvavita. I Greci antichi saranno i primi a promuoverne un proficuo commercio, distinguendo le castagne in variet, a seconda delluso. per farne pane nero di Sparta, *trainate, minestre. Catone e Plinio Il vecchio consigliavano la coltura delle castagne sul fuoco, sotto la cenere, nel latte, Apicio nel tegame con spezie, erbe aromatiche, aceto e miele, mentre Galeno ne esplorava gli aspetti nutrizionali. Thcchera agli ordini monastici durante il Medioevo tenere viva la cultura della castagna, con rimboschimenti e raccolte pianificate, fino a che non comincer a vedersi nei ricettari nobiliari di .Sette e Ottocento, diventando goloso ripieno di pernici e fagiani, ed elemento di spicco nella pasticceria. Ma quale il calice giusto da abbinare. Lo abbiamo chiesto a tre esperti del mondo del vino. Pierluigi Gorgoni, degustatore della guida I Vini dItalia de LEspresso, e autore dellEnciclopedia del vino, edita da Baldini, sposa le caldarroste ai Gewrztraminer corposi alcolici e molto profumati, e abbina alle castagne bollite il Recioto Valpolicella. Laura Franchini, responsabile regionale della Guida Vini buoni dItalia del Touring: Il Lambrusco, soprattutto Grasparossa, ci sta a pennello, ottimo quello delle cantine Moretto e Podere Saliceto, insieme alla Bonarda di Bacchini e al Buttafuoco di Riccardi, mentre il Pelaverga di Burlotto e lo Schioppettino, sono lideale con le caldarroste. Antonietta Mazzeo, responsabile regionale dellAssociazione Donne del Vino, predilige la Canina di Romagna, lAlbana, e il Sangiovese giovane, che con il suo tannino contrasta la dolcezza delle castagne. Ma ci sono anche labruzzese Controguerra Passito Rosso; i marchigiani, Vino di Visciole della cantina Mazzola; e Ametista di Lacrima Nera di Moncaro. LUmbria esprime il meglio di s, con il raffinato Pourriture Noble di Decugnano dei Barbi, e grande freschezza dai vini tannici, giovani e frizzanti, come la Bonarda Oltrep Tenuta il Bosco, il Barbera del Monferrato di Giacomo Bologna, il Raboso di Cecchetto, o ancora il Dolcetto di Dogliani, il Teroldego Rotaliano e lAglianico del Vulture. E con il Castagnaccio? Lottimo Vin Santo, meglio ancora se si tratta del superbo Occhio di Pernice, della Cantina Avignonesi.
Autore: Luca Bonacini


08 Novembre 2017, ore 18:02

Quotidiano Nazionale
La rivoluzione cooperativa Piccoli dove serve, grandi dove serve. Piccoli nella vigna, legati al territorio; grandi nel mondo in cui dobbiamo vendere pi della met del vino che produciamo. La sintesi sul vino cooperativo la fa Ruenza Santandrea, numero 1 del gruppo romagnolo Cevico e coordinatrice di settore nellAlleanza delle cooperative agroalimentari. I numeri del vino cooperativo sono importanti (quasi 500 imprese, 150mila soci viticoltori, 60% del vino italiano, 4,3 miliardi di giro daffari di cui 1,8 di export) ma quello che finora mancato il riconoscimento da pane del consumatore: E questo perch mancato finora il racconto del valore aggiunto che le cantine cooperative rappresentano in termini di tutela del territorio e di salvaguardia della bellezza dei tanti paesaggi agricoli del nostro Paese. Questo racconto vorremmo iniziare a trasmetterlo allesterno, parlando di vino non ad un pubblico selezionato di esperti, ma a tutti i consumatori, in una maniera semplice e diretta. Nasce cos lidea di un evento che si terr a Milano il 25-26 novembre dal titolo Vi.vite, Vino di vite cooperative (www.vivite.it) al museo della Scienza Leonardo da Vinci, format inedito che unir degustazioni, animazione e spettacolo col coinvolgimento del pubblico. Un embrione di salone del vino cooperativo. Obiettivo: far conoscere questa grande realt attraverso un linguaggio non pi per iniziati ma semplice e popolare. Daltronde la formula vino pop lha inventata lei. Una immagine troppo elitaria ha danneggiato il nostro vino, tenendo lontani tanti potenziali consumatori. Il vino consumo quotidiano, convivialit, piacere, non servono gli esperti. Deve valere la libert di gusto, quello che mi piace e quello che no. Insiste Ruenza: E mancato il racconto, un po per responsabilit nostra, un po perch nellimpresa cooperativa manca il personaggio, il vigneron. Il nostro un mondo fatto invece di tantissime persone, che sono i nostri soci. La dimensione media del vigneto in tantissime parti dItalia di 1,70 ettari. Con questi numeri non si pu pensare di vinificare in proprio. Da qui nasce lesigenza di stare insieme in cooperative. Che negli ultimi ventanni hanno fatto un salto qualitativo epocale. Controllano pi della met di tutto il vino a denominazione dorigine protetta e il 65% di quello Igp. E ogni anno piovono premi e riconoscimenti sulle guide e nei pi prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali. Crescita nella qualit e nelle dimensioni. La classifica Mediobanca fotografa 3 gruppi cooperativi tra le prime 5 cantine italiane e 10 tra le prime venti. In pratica pi di 6 bicchieri di vino italiano su 10 parlano cooperativo. E la cooperazione in prima fila nel boom del nostro export: per le prime tre cantine cooperative i mercati esteri valgono il 60% del fatturato, con tendenza a crescere. Poi - insiste Santandrea c il valore ambientaie: senza la cooperazione scomparirebbe gran parte del paesaggio italiano collinare coltivato a vite. Al centro dellevento milanese ci saranno quindi i valori del vino cooperativo: in primo luogo il territorio con la sua tipicit e biodiversit, quindi i vitigni autoctoni; la sostenibilit ambientale con la crescita del biologico e biodinamico; il vino come ambasciatore nel mondo dellitalian way oflife inteso come qualit, genuinit, narrazione di tradizione e futuro, di cantine e produttori, di paesaggio e didentit di un paese. Per fortuna in Italia il calo dei consumi si fermato. Anche nel vino quotidiano si cerca la qualit, la tipicit. Serve una rivoluzione rock nel vino e noi la possiamo fare.
Autore: Lorenzo Frassoldati


08 Novembre 2017, ore 18:01

Quotidiano Nazionale
Appassimenti aperti alla scoperta detta Vernaccia nera La Vernaccia Nera torna a raccontare i suoi segreti con Appassimenti aperti, appuntamento giunto allundicesima edizione che nelle due domeniche del 12 e del 19 novembre accoglier a Serrapetrona gli amanti di sapori e saperi antichi. Levento, dedicato alla valorizzazione della Vernaccia di Serrapetrona docg e del Serrapetrona doc, organizzato dallIstituto marchigiano di tutela vini.


08 Novembre 2017, ore 18:01

Quotidiano Nazionale
Il Soave fa gola in Giappone Le vendite aumentano del 22% Cresce lappeal del Soave in Giappone con lultima edizione di Soave by the glass, la campagna di promozione e valorizzazione del Soave in terra nipponica coordinata dal Consorzio di tutela. Aumentano del 22% rispetto alledizione precedente le bottiglie di Soave vendute nel corso dei 40 giorni di campagna, mentre i locali aderenti hanno registrato una crescita del 41%, passando dai 273 del 2016 ai 385 di questanno.


08 Novembre 2017, ore 18:01

Quotidiano Nazionale
Il Brunello 2012 di Conti Costanti conquista gli americani Inizia bene per lItalia la stagione delle grandi classifiche internazionali: il numero uno assoluto della Top 100 Cellar Selections 2017 del magazine Usa Wine Enthusiast il Brunello di Montalcino 2012 di Conti Costanti, capofila del gruppo di 19 etichette del Belpaese, quasi tutte tra Toscana e Piemonte (e figlie di Sangiovese e Nebbiolo) come fa sapere il sito Winenews.it. LItalia si vede davanti solo i padroni di casa degli States, con 31 etichette, e la Francia con 25. Nella classifica 2017 che ogni anno vede Wine Enthusiast (lItalian editor Kerin OKeefe, ndr) selezionare i 100 vini, tra gli oltre 22.000 recensiti da tutto il mondo ogni anno dal magazine, da tenere ancora in cantina per poterli degustare nel loro momento migliore, vista la loro grande longevit; secondo degli italiani, e al numero 6 assoluto, c il Barolo Garblt Su 2013 di Brovia, seguito (numero 12) dal Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2012 de Il Marroneto.


08 Novembre 2017, ore 18:00

Quotidiano Nazionale
Giacobazzi, un ritorno nel segno del Lambrusco rinato il gruppo Giacobazzi da quando due anni fa la famiglia tornata in sella ai tre brand (Giacobazzi, A Gavioli Antica Cantina e Donelli Vini) che negli anni erano entrati nellorbita di un nucleo familiare che ha fatto la storia del lambrusco. Felici intuizioni a livello commerciale; forte legami col mondo dello sport (sponsor di Gilles Villeneuve, Marco Pantani e Walter Villa), boom di vendite negli Stati Uniti fecero della cantina di Nonantola uno dei protagonisti assoluti del mondo del vino regionale negli anni 80. Poi la divisione fra i due fratelli Antonio e Giancarlo apr una fase di instabilit che port alla vendita del marchio: agli inizi del Duemila per la prima volta dalla sua nascita lazienda si ritrov senza membri della famiglia Giacobazzi. Ma le difficolt della nuova propriet aprirono ne12014 le porte al ritorno in sella di Antonio e figli. Il nuovo corso di Giacobazzi sta portando buoni frutti: quantit (30 milioni di bottiglie), export (80% delle bottiglie prodotte soprattutto verso Asia ma anche Russia, Usa e Canada). La continuit con il passato nel segno dellinnovazione: il rinnovo della gamma Doc di Lambruschi, con una sorta di etichetta parlante, vuole guidare il consumatore nella scelta, suggerendo di primo impatto le caratteristiche principali del prodotto. I vini hanno personalit e parlano ai differenti target di mercato, in particolare ai giovani. Le tipologie di punta sono il Sorbara (anche spumantizzato col metodo classico) e il Pignoletto. Il Giacobazzi 1 un Sorbara davvero di classe, profumato (violetta, fragoline) e in bocca sapido, elegante. Sempre Sorbara lAncestrale Gavioli mentre Giacobazzi 9 il Pignoletto spumante. Tutti fra 8 e 8,50 euro in enoteca. Giacobazzi 12016, Giacobazzi
Autore: Lorenzo Frassoldati


07 Novembre 2017, ore 18:10


Masseto, Baffonero, Soldera e Monfortino: prezzi record allAsta dei vini Nella pi importante Asta di vini italiani dellanno, tenuta da Pandolfini nellultima parte di ottobre, stato ancora una volta dominante Masseto, il vino Merlot da 100/100 di rating, prodotto da Frescobaldi nella tenuta di Ornellaia, a Bolgheri, nellalta Maremma. Dominante non solo per la quantit di lotti aggiudicati, tutti e 14 quelli messi allincanto. Il prezzo pi alto normalizzato a singola bottiglia di 0,750 lt lo ha ottenuto il lotto n.59, un Magnum del 1997 aggiudicato a 1.960 euro e quindi con un prezzo di 980 euro a bottiglia normalizzata. Il prezzo di 1.960 euro stato superiore al massimo di stima, che era di 1.600 euro. La seconda performance stata realizzata dal vino che stato presentato alcuni anni fa come lo sfidante di Masseto (il challenger nello spirito dellAmericas Cup). Si tratta di Baffonero Doc Maremma Toscana, anchesso al 100% Merlot e con rating di 98/100. Motto della performance di Baffonero, prodotto da Rocca di Frassinello, lazienda nata in joint venture con Domain Baron de Rothschild - Lafite, era il n.1 nellordine dellasta e costituito da un Doppio Magnum annata (3 lt) 2014. stato aggiudicato a 3.300 euro, cio 827 euro normalizzato per bottiglia da 0,750 lt. I valori base di asta erano 1.000/1.500 euro, quindi il prezzo raggiunto di 3.300 (inclusi i diritti di asta come per tutti gli altri prezzi) stato pi che doppio del massimo di riserva. La terza performance stata di un altro vino toscano, il Brunello di Montalcino Gianfranco Soldera 1990. Il lotto n. 68 comprendeva 3 bottiglie da 0,750 e aveva un valore base fra 1.200 e 2.200. Quindi anche questo lotto ha superato il massimo di stima. La migliore performance fra i vini piemontesi, che insieme ai toscani sono sempre protagonisti delle aste in Italia e anche allestero, stata quella del lotto n.43, sei bottiglie da 0,750 di Barolo Monfortino Riserva Giacomo Conterno 2002 denominazione Barolo Docg, che stato aggiudicato a 3.929 euro, pari a 654 euro a bottiglia. Anche in questo caso il prezzo di aggiudicazione stato superiore al prezzo massimo di stima (3.600) a conferma del valore crescente dei migliori vini italiani e del successo delle aste, come modo pi trasparente per aggiudicarli.
Autore: Italia Oggi


07 Novembre 2017, ore 18:10

Corriere della Sera
La stazione meteo per fare vino buono Una vasca. Una miscela naturale. Un contenitore per il trattamento delle acque. E lo smaltimento avviene tramite evaporazione. Camilla - una delle due figlie (con Selene) dellimprenditore agricolo Giovanni Capurso - indica con il dito pochi metri pi avanti. Ecco, cos riusciamo a biodegradare i fitofarmaci senza far pagare il conto allambiente. Una sistema di vasche collegate tra loro. Un substrato naturale, il Biomix, nel quale sono presenti microrganismi in grado di degradare i prodotti reflui derivanti dalluso di fitosanitari. In una decina di mesi lacqua evapora come se non fosse mai esistita. La Moranda unazienda particolare. una delle sei forward farm selezionate a livello mondiale nel programma per lagricoltura sostenibile della multinazionale tedesca Bayer. Produce nella Valpantena, un anfiteatro - vallata del Veronese, i vini Valpolicella, Valpolicella Superiore e il celebre Amarone che deve il suo nome al tipico sapore ricco e corposo derivante dallappassimento (parziale) delle uve usate per la produzione. Quindici ettari dedicati alla coltivazione della vite, esclusivamente con vitigni autoctoni di Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Croatina. Unazienda pilota perch usufruisce (e sperimenta) questa piattaforma di conoscenze avviata da Bayer.Una piattaforma che potremmo definire ad accesso aperto, perch la multinazionale tedesca, tra le leader mondiali anche nel farmaceutico, condivide con una serie di imprese - partner,esperienze e prodotti per aiutare gli agricoltori ad utilizzare i pi sofisticati strumenti per la difesa integrata del terreno e della qualit dei prodotti. La filiera. Bayer collabora con diverse realt come la Briglia (componenti per irrorazione e diserbo), la Buizoni Meccanica (specializzata nella produzione di macchine agricole, e barre irroratrici), la Mybatec (che lavora nei bio - fertilizzanti e nella fitodiagnostica) e unassociazione come la World Biodiversity. Un gruppo di partner che profetizzano il mantra dellagricoltura sostenibile. Un fine a cui tendere attraverso una serie di misure che investono tutta la filiera. Passo dopo passo. Dal campo al prodotto agricolo che finisce nei mercati rionali e nella grande distribuzione. Dice Giovanni Capurso che molta attenzione va indirizzata al clima. Ricevere informazioni in tempo reale su variazioni di temperature e umidit del suolo molto utile per non consumare inutilmente acqua dirrigazione e non rischiare di vanificare i trattamenti in caso di forte vento. Moranda ha installato una capannina che registra in modo continuo ogni variazione climatica. Questi dati vengono trasmessi ad un sito online dedicato a cui Giovanni pu accedere sia da computer sia da smartphone con unapplicazione ad hoc. Le analisi vengono effettuate anche per capire in anticipo lo sviluppo di eventuali malattie fungine: Ogni anno - racconta Giovanni - peronospora e oidio rappresentano un problema per il mio vigneto. Capire quando il momento di trattare unassicurazione per difendere la vite. In questo campo Bayer ha sviluppato Movida che permette di controllare se la vite sta sviluppando una malattia fungina o meno. Il viticoltore pu cos sapere in tempo reale se il vigneto potrebbe essere aggredito da infezioni. Lo stesso vale per gli insetti, come la temibile tignoletta, che favorisce lo sviluppo di muffe come la botrite. Moranda ha perci installato una trappola che attrae e cattura gli insetti grazie ad un feromone posizionato sopra un cartoncino collante. Il sistema permette linvio, tramite una fotocamera digitale, dellimmagine della cattura ad un portale. Non meno rilevante il tema del dosaggio sicuro dei fitofarmaci. Giovanni avverte la necessit di ottimizzare le operazioni di trattamento evitando sprechi. Per questo la Moranda usa easyFlow, un sistema che permette di versare nellirroratrice il contenuto liquido di un agrofarmaco (fino ad un massimo di 10 litri) senza venire in contatto con il formulato. Spesso anche lattivit di pulizia delle contenitori espone lagricoltore a rischi che spesso sottovaluta. Bayer per questo organizza continui corsi di formazione per sensibilizzare gli operatori sul tema della sicurezza di s e dellambiente. Le fasi di pesatura, di miscelazione, di distribuzione dei prodotti e di lavaggio dellattrezzatura. Ognuna di queste impone anche lutilizzo di un determinato abbigliamento. Indicazioni obbligatorie, ma spesso non prese in considerazione per noncuranza. La cultura della sicurezza diventa fondamentale.
Autore: Fabio Savelli


07 Novembre 2017, ore 18:09

Il Sole 24 Ore
Il vino perde il primato negli Usa Made in Italy. Business Strategies e Wine Monitor di Nomisma hanno elaborato i dati delle Dogane americane... Nei primi nove mesi le etichette francesi ci superano con 1,22 miliardi... Tanto tuon che piovve. Che la leadership del vino italiano negli Usa fosse a rischio lo avevano gi detto in molti. Ora il sorpasso della Francia sullItalia come principale fornitore degli Stati Uniti (ovvero il primo mercato al mondo per il vino) diventato realt. Ad annunciarlo Business Strategies, societ fiorentina specializzata nella consulenza allexport di vino che ha elaborato i dati insieme a Wine Monitor di Nomisma. Le importazioni di vino statunitensi, secondo i dati delle Dogane Usa, nel terzo trimestre del 2017 hanno registrato il sorpasso (in valore) della Francia sullItalia con vendite per 1,220 miliardi di euro contro i 1,210 dellItalia. Si tratta di una clamorosa rimonta visto che lItalia aveva per la prima volta superato i cugini transalpini negli Usa nel corso del 2002 ma con un sorpasso solo episodico che poi divenne consolidato solo a partire dal 2008. Lanalisi dei dati. Andando ad analizzare le due diverse performance nellexport vitivinicolo Parigi ha messo a segno nei primi 9 mesi del 2017 una crescita del 18,8%, ben sei volte superiore a quella del made in Italy le cui vendite negli Usa pure sono cresciute anche se solo del 3 per cento. Un dato positivo ma che tuttavia risulta sotto la media visto che nel complesso limport Usa di vino da tutto il mondo aumentato nel 2017 dell8 per cento. LItalia perde il primato pi ambito e lo perde male - ha commentato la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta - se pensiamo che oggi la Francia market leader nei primi tre mercati di importazione al mondo, Usa, Gran Bretagna e Cina. Ma fa ancora pi male registrare come, in un anno di grande crescita della domanda di vino nel mondo, gli Stati Uniti siano diventati la cartina tornasole della nostra ridotta competitivit sui mercati globali, frutto di azioni di marketing e promozione deboli e mai sinergiche. Il flop delle promozioni. Dietro la crescita a ritmo pi lento si nasconde il fatto che lItalia ha visto calare la propria quota di mercato negli Stati Uniti dal 32,7 al 31,1%. Tra le singole tipologie a frenare sono stati in particolare i vini fermi imbottigliati, segmento nel quale lItalia resta leader (con un valore di 962 milioni di euro) ma che vede un incremento di appena l1,6% contro il +21,4% di Parigi. Performance migliore per gli spumanti made in Italy le cui vendite sono aumentate dell8,7%. Tuttavia anche in questo caso il progresso stato inferiore a quello francese (+14%). E sul banco degli impuntati finisce ancora una volta il capitolo promozione. Le azioni promozionali sui mercati dei Paesi Terzi cofinanziate con fondi Ue (con un ricco budget di quasi 102 milioni di euro lanno) hanno subito un brusco stop lo scorso anno a causa di unondata di ricorsi amministrativi. Uno stallo che ancora non stato superato e che ha provocato pesanti danni alla competitivit del vino italiano con risultati che ora sono sotto gli occhi di tutti con la perdita di una leadership non solo simbolica.
Autore: Giorgio DellOrefice


06 Novembre 2017, ore 18:09

Corriere della Sera
Quel bicchiere (ecologico) che piace negli Usa La cultura del biologico e della sostenibilit per conquistare i mercati evoluti. lobiettivo di Conti Degli Azzoni, azienda vitivinicola veneta che produce 500.000 bottiglie ogni anno tra i suoi 1.350 ettari di propriet, divisi tra Veneto, Marche e Toscana. E che ha intrapreso un percorso di sostenibilit che sfocer non solo nella conversione biologica dei prodotti e in progetti (alcuni a livello europeo) per migliorare limpatto ecologico, ma anche nellelaborazione del bilancio sociale, nella primavera del 2018. Spiega Valperto Degli Azzoni, che insieme ai fratelli Aldobrando e Filippo guida lazienda di famiglia: un passaggio culturale profondo nel quale coinvolta tutta la filiera. Un valore aggiunto attorno alla bottiglia di vino. La trasformazione green ha richiesto sforzi continui. Ogni anno - prosegue Degli Azzoni - investiamo circa il 5% del fatturato: per lintroduzione dei pannelli solari, la riduzione dei consumi idrici, o la scelta di nuovi macchinari e trattori. Una filosofia che piace ai mercati stranieri, che rappresentano il 90% degli affari di Conti Degli Azzoni. Possedere certe caratteristiche - spiega limprenditore essenziale per competere in Canada o negli Stati Uniti, Paesi attenti allimpatto ambientale e scrupolosi non solo nella tutela delluva, ma anche a dettagli come limballaggio e il vetro. Tutti elementi gi alla base del business di Conti Degli Azzoni, che ha chiuso il 2016 a quota 3,5 milioni di euro (+12% sul 2015) con lobiettivo di replicare la crescita anche nel 2017. Stiamo consolidando spiega Degli Azzoni - i mercati di riferimento come il Giappone. Ma puntiamo anche a Cina e Corea. Unespansione che potrebbe conquistare la penisola. LItalia - conclude limprenditore - solo un po pi lenta ad assimilare il biologico, ma a poco a poco si sta avvicinando.
Autore: Carlotta Clerici


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