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Il Meglio dell'Edicola

07 Marzo 2017, ore 10:27

Il Sole 24 Ore
La frenata delle grandi marche Largo consumo. La classifica Iri sulle vendite 2016 di prodotti confezionati nella grande distribuzione... Solo tre gruppi su 25 registrano una variazione positiva dei ricavi... Un anno in grigio per molte grandi imprese del largo consumo, positivo per le Pmi e per la marca del distributore. questa la fotografia scattata da Iri alle vendite 2016 di prodotti confezionati nella grande distribuzione in Italia. Lanno scorso le vendite complessive hanno sfiorato 55,6 miliardi, con un progresso sia a valore, +0,6%, che a volume, +0,9%. Nella classifica delle Top 25 di marca stilata da Iri, solo tre gruppi industriali registrano una variazione positiva dei ricavi e 22 una variazione negativa. A volume 11 segnano una crescita, 12 un regresso e due rimangono stabili. Performano meglio le imprese pi piccole, quelle con fatturato inferiore ai 270 milioni: 28 miliardi di vendite, +2% a valore e +3,1% a volume. Mentre, dopo una pausa di almeno un paio di anni, recuperano terreno le private label: ricavi a 9,9 miliardi, +1,6% a valore e +14% a volume. Nella classifica delle aziende top performer del largo consumo, si distinguono i dolciari di Bauli (+2,3% a valore e +6,4% a volume), le carni avicole di Veronesi (+0,5% e +5,5) e il tonno e i detergenti di Bolton (+14% e +3,5% con i brand Rio Mare, Palmera, Simmenthal, Borotalco, Chilly ). Veronesi continuer a investire nellarea dei prodotti ad alto contenuto di servizio (panati, arrosti, piatti) - sottolinea il presidente Bruno Veronesi -. Lanno scorso i prezzi hanno sofferto a causa delliperproduzione dei Paesi del Nord Europa. Questanno produrranno meno e i prezzi saranno meno compressi. Puntiamo su una crescita, a volume e a valore, del 3 - 4%. Allaltro capo della classifica di Iri, la societ che ha performato peggio la Compagnia surgelati italiana (il brand Findus e la societ controllata dagli americani di Nomad Food) con un -9% a 512 milioni di euro e -14,7% a volume. Il settore del caseario continua a indossare la maglia nera, penalizzato da una domanda strutturalmente debole: i consumatori chiedono meno carni rosse e pasta, ma anche meno latte e derivati e formaggi. Danone perde ancora il 4,7% a 495 milioni e il 2,5% a volume. Non si salvano nemmeno gli altri big del comparto: Granarolo segna un calo de14% a 748 milioni e l1,7% a volume (da qualche anno la societ punta sullespansione allestero), Parmalat il 3,1% a 767 milioni; Lactalis Italia fa anche peggio di Parmalat con il -3,6% a 567 milioni. Nellarea di pasta, prodotti da forno, sughi e dolciario arretra di poco Barilla con vendite in calo dell1,6% a 1,75 miliardi; Mondelez (ex Kraft) scivola del 2% a 727 milioni mentre le caramelle di Perfetti perdono il 2% dei ricavi a 279 milioni. Intensificheremo gli investimenti nellarea del benessere - annuncia Massimo Estrinelli, dg di Mondelez Italia e Grecia meals - dove rileviamo un tasso di crescita doppio rispetto al base business. Nella categoria biscotti Oro Saiwa ha ampliato la gamma con la variante gluten free e nei formaggi nel segmento senza lattosio. Finisce la cura dimagrante di Nestl, +0,4% a 1,1 miliardi e +2,6% a volume, mentre il gruppo Unilever cede ancora terreno a valore (-3,4% a 14 miliardi) e a volume (-1,3%). Interrompe la ripresa Ferrero: -1,1% a 1,39 miliardi e -1,6% a volume. Nellarea delle bevande, Sanpellegrino non ripete lexploit del caldissimo 2015: -3% a 378 milioni per lacqua e le bibite dalla stella rossa e -1% a volume. Sapevamo di non poter replicare il 2015- osserva Stefano Agostini, ad del gruppo Sanpellegrino - ma, alla fine, la performance dellacqua minerale stata positiva; meno quella delle bibite che ha sofferto anche nel canale Horeca. Il budget 2017 indica una crescita nellacqua minerale dell1,5 - 2%. E questo un comparto che pesa per il 70% dei nostri ricavi. Performance senza bollicine anche per Coca - Cola che cede il 4,4% dei ricavi a 669 milioni e 114% dei volumi. Che fare questanno? Abbiamo adottato soluzioni strutturali e strategiche - sostiene Marco Pesaresi, direttore commerciale di Coca - Cola Hbc Italia -. Per esempio, una gamma di prodotti light rinforzata con nuovi lanci e nuove ricette di referenze esistenti; un forte investimento sul pack in vetro nel fuori casa. Nel comparto dei vegetali, Conserve Italia aumenta lievemente i volumi ma perde 11,8% dei ricavi a 286 milioni. Per questanno - spiega il dg Pier Paolo Rosetti - vedo un mercato del pomodoro in difficolt, almeno fino a quando non si capir come andr la campagna. Investiremo sulla marca Valfrutta che connoteremo come la "natura bio di prima mano", sviluppando una serie di coltivazioni biologiche.
Autore: Emanuele Scarci


06 Marzo 2017, ore 15:20

Corriere della Sera
Zenato scommette sullonline per portare lAmarone anche in Brasile e Ecuador Lesplorazione di nuovi mercati come il Cile, lArgentina, lEcuador e lAfrica, la crescita negli Stati Uniti (che rappresentano il 16% del fatturato) e in Brasile tra i principali obiettivi per il 2017 di Zenato, azienda vitivinicola fondata negli anni 60 da Sergio Zenato nella zona vicino al Lago di Garda che produce principalmente Amarone e Lugana e che oggi esporta il 70% dei suoi prodotti in pi di 65 Paesi. La strategia di Zenato per i prossimi tre anni prevede una maggiore affermazione nel Sud Est asiatico e in particolar modo in Cina, raggiungendo anche le cosiddette citt di seconda e terza fascia oltre a Shanghai, Pechino e Shenzen. A breve cominceremo a vendere on line il nostro vino, spiega Nadia Zenato (foto) che insieme al fratello Alberto e alla mamma Carla guida lazienda di famiglia e che racconta come il fatturato stia crescendo a ritmi del 10% allanno e del 6% negli Usa. Una realt, quella di Zenato, che ha investito in modo pionieristico sui vitigni autoctoni nella zona della Lugana e nella zona classica della Valpolicella a SantAmbrogio, valorizzandone le potenzialit. In particolare Sergio Zenato ha voluto scommettere sul Trebbiano di Lugana, conferendo al Lugana il prestigio di un vino presente e in tutte le tavole del mondo. Negli anni Novanta stato poi riscoperto un metodo antico della Valpolicella ormai in disuso, il ripasso, per dar vita ad un vino con una struttura pi importante rispetto al Valpolicella, ma meno complesso dellAmarone, il Ripasso Valpolicella Ripasso Doc Superiore. LAmarone e il Lugana - prosegue Zenato piacciono molto agli americani nel 1979 siamo stati tra i primi a importare il nostro vino. Anche il Canada rappresenta un Paese di riferimento da pi di 20 anni; in Australia siamo presenti da sedici anni e da qualche anno siamo anche in mercati emergenti come il Sud Africa, la Corea, il Vietnam, la Thailandia, Hong Kong come anche negli Emirati Arabi Uniti. Allazienda vitivinicola, 50 dipendenti e 95 ettari di terreno, di cui 60 a Peschiera del Garda, a Trebbiano di Lugana e 35 in Valpolicella, nella Tenuta Costalunga, stanno molto a cuore anche gli investimenti nella ricerca, la partnership con le universit, la continua promozione dei propri prodotti e le nuove sperimentazioni. Stiamo cominciando a produrre vino biologico, il Sansonina, in un piccolo terreno di 13 ettari, tra Peschiera e Sirmione evidenzia la manager che poi rivela che questanno Zenato si sta focalizzando sulle annate storiche dellAmarone 2003, 2004, 1996, 1998 e sta preparando una limited edition di 200 cassette numerate da 3 bottiglie ciascuna da distribuire in tutto il mondo. Tra i riconoscimenti ottenuti, lassegnazione dei tre bicchieri da parte del Gambero Rosso e la presenza nellultima classifica dei 104 migliori vini di Wine Spectator.
Autore: Irene Consigliere


05 Marzo 2017, ore 18:11

La Stampa
Nuovi vigneti ... Un bando per il Piemonte... aperto il bando nazionale annuale per limpianto in Piemonte di nuovi vigneti. Il bando, che scade il 31 marzo, prevede per la nostra Regione la possibilit di incrementare la superficie a vigneto di circa 468 ettari (pari all1% della superficie vitata regionale). Le domande per ottenere lautorizzazione allimpianto devono essere presentate attraverso il sistema nazionale Sian. Il 50% dei nuovi impianti riservato alle piccole e medie aziende, a chi fa produzione biologica.


05 Marzo 2017, ore 18:11

LEspresso
Bottiglia La convinzione di produrre un Sangiovese che si ponesse ai vertici assoluti sin dalle prime vendemmie. Ne sono passate poche e il Maramia della Tenuta Mara conferma le intenzioni. Biodinamica rigorosa, cura delle vigne maniacale, lavorazione che possa solo esaltare il vitigno nella sua essenza pi pura e pi fine, quasi fosse un Borgogna. Il 2013 (45 euro) un trionfo di frutti di bosco leggermente spezzati e piccanti che tornano in bocca leggeri e raffinati punteggiati da note balsamiche di assoluta fragranza.
Autore: Paolini & Grignaffini


04 Marzo 2017, ore 10:30

Il Sole 24 Ore
Vino, la semplificazione resta al palo Settori. Dopo il Testo Unico operatori in attesa dei decreti applicativi: difficile utilizzare le norme per la vendemmia 2017... Una rivoluzione in stand by. Lapprovazione del Testo Unico del vino lo scorso 28 novembre stata salutata con grande soddisfazione dalla filiera vitivinicola e dai parlamentari di ogni schieramento che ne hanno seguito liter. A gennaio la pubblicazione in Gazzetta del provvedimento che secondo i calcoli di Coldiretti promette di dimezzare la burocrazia nel settore vino. Da allora per pi nulla. Il Testo Unico tuttaltro che operativo. Anzi, soprattutto le disposizioni con il maggior contenuto di semplificazione attendono di essere definite nei dettagli con decreti applicativi a cominciare dalle novit sulla produzione attese per la prossima vendemmia. Ma delle istruzioni operative nessuno sa nulla. Le organizzazioni di agricoltori e imprese si sono gi confrontate sulle priorit. Secondo gli operatori occorrerebbe dare la precedenza ai decreti sullo schedario vitivinicolo (risolvendo le difformit tra Mipaaf e Regioni), ai controlli dei vini Dop e Igp e ai sistemi di certificazione alternativi ai contrassegni di Stato. Come Ispettorato controllo qualit - spiega il capo dipartimento Mipaaf, Stefano Vaccari - abbiamo diramato il 30 dicembre, una circolare esaustiva. Una risposta che non convince per le imprese. La circolare della repressione frodi non risolve il tema della revisione del piano dei controlli dei vini Dop e Igp - dice il segretario generale dellUnione italiana vini, Paolo Castelletti -. Un aspetto cruciale dal quale discendono importanti semplificazioni per le imprese. Dopo tre anni di lavoro sarebbe davvero un peccato lasciare queste misure sulla carta - aggiunge il responsabile vino di Coldiretti, Domenico Bosco -. Ci sono regole, come quelle sul funzionamento dei consorzi, che richiedono un approfondimento, ma altre vanno varate al pi presto. Come le novit sulla certificazione, che prevedono per le Dop pi piccole la possibilit di ricorrere allauto certificazione o allanalisi dei rischi. E occorre rendere operativi i sistemi alternativi di tracciabilit, come lautorizzazione alla stampa dei contrassegni per tipografie che si affianchino al Poligrafico dello Stato. Tutti elementi che possano allargare la concorrenza in ambiti importanti riducendo i costi per gli operatori.
Autore: Giorgio dellOrefice


04 Marzo 2017, ore 10:28

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Il mio vino Signora del vino per antonomasia, Elisabetta Foradori sta al Teroldego come Isaac Newton sta alla fisica. Sempre alla ricerca di quanto di pi intimo e bello possa raccontare un buon bicchiere, soprattutto nel legame, importantissimo, che si crea nel dialogo con il cibo. Un lavoro costante, il suo, che ha portato alla conoscenza e alla consapevolezza dei cicli naturali. Cogliere le sottili differenze esistenti in natura, ascoltandola, per preservare la sincerit del carattere delluva nellespressione del suo luogo di origine. Azienda biodinamica, in cui tutto ruota intorno al Teroldego che viene declinato in pi versioni, tutte interessanti. Ma il Granato a toccare corde sensibili, un top di gamma ottenuto da rigorose selezioni massali per il recupero della biodiversit e poter evidenziare cos le sottili differenze esistenti in natura preservando il carattere delluva nellespressione del suo luogo di origine. Colore molto profondo, con venature tra il rubino e il porpora. Corredo olfattivo diretto e articolato, disposto su note di potpourri, anguria, cacao, more, muschio e vaghe idee empireumatiche. Grande stoffa allassaggio, vanta una struttura compatta, tannini ben definiti e una buona freschezza. Frutto della vinificazione e della maturazione in botte grande, il Granato forte di credenziali che gli permetteranno di viaggiare indisturbato per molti anni a venire.
Autore: Franco Ricci


03 Marzo 2017, ore 15:18

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Una giornata dedicata alle donne produttrici di vino e unoccasione per sfatare qualche vecchio mito. E Donne vino e motori - rassegna organizzata dallassociazione Donne del Vino, rappresentante dal 1988 di tutte le categorie della filiera vitivinicola al femminile - che sabato 4 marzo proporr oltre 70 tra eventi, visite guidate e degustazioni in Toscana e nel resto dItalia. Dopo il successo della prima edizione tutta toscana del 2016, la festa diventa infatti nazionale con il coinvolgimento di 12 regioni e decine di cantine, enoteche e aziende gestite o condotte da donne. Presentata ieri dallassessore regionale allagricoltura Marco Remaschi e da Antonella DIsanto, delegata di Donne del Vino, la festa animer in Toscana le province di Firenze, Siena, Livorno, Grosseto, Lucca e Pisa con un programma di appuntamenti legati al mondo del vino volti, da un lato, a rendere omaggio allapporto dellimprenditoria femminile allindotto vinicolo - settore ancora prevalentemente pensato appannaggio dei soli uomini ma che soltanto in Toscana vede un terzo della produzione del 2016 in mano a donne - e, dallaltro, a dare ironicamente una spallata a un luogo comune non meno radicato, per cui le donne con i motori, non ci sanno fare. Tra motori comunemente intesi come quelli del Museo Piaggio di Pontedera e motori nature come il cavallo da tiro che una delle socie introdurr, la smentita del clich dietro langolo. Il programma disponibile al sito www.festadonnedelvino.it In voi donne - ha detto lassessore Remaschi -trovo quella forza naturale che sapete mettere in tutto ci che fate e di cui c molto bisogno, cos come la capacit di affrontare sfide importanti, con quellottimismo tenace tipico del tratto femminile. Qualit, determinazione, passione, sono aspetti fondamentali quando si parla di vino e quando si parla di donne che producono vino.
Autore: Paola Del Pasqua


03 Marzo 2017, ore 15:17

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Alla fine dellOttocento la famiglia Cerulli Irelli acquist la tenuta Pescarina. Fu poi nonno Quintino a trasformarla in azienda agricola: colture miste e vigna. Il cuore della tenuta, che fungeva anche da casa padronale, era il convento di Spoltore. Solo con lultima generazione, rappresentata da Francesco, torna la voglia di fare viticoltura di qualit. Francesco, appassionato di equitazione arrivato ad alti livelli (partecipazione alle Olimpiadi) ora istruttore federale. Sette anni fa ha dato il via alla riorganizzazione, con la collaborazione di Giovanni Lamorgese, esperto di economia aziendale e marketing. Nella superficie totale dellazienda (80 ettari) 5 sono stati reimpiantati a vite. Al momento sono tre le etichette: Il convento, bianco da uve Pecorino (tutto in inox) e due rossi da Montepulciano: La torre e Mascalico. Questultimo dedicato, anche con disegno in etichetta, al cavallo preferito da Francesco. Sempre in etichetta questa frase: Ancora un calice, un ultimo saluto, il bicchiere della staffa. il pi bel brindisi, al galoppo e al volo. Il Mascalico 2014 trascorre un anno daffinamento in barrique. Bel rubino intenso, profuma di frutti rossi e neri, di erbe aromatiche. Il sorso sapido, elegante, di quieta potenza e lunga persistenza. A Marostica (Vicenza) da Emmebi, a Potenza da Cibo sui 23/25 euro.


03 Marzo 2017, ore 15:16

Corriere della Sera
Jason Baffa e il vino dei surfisti nato sulle onde del mar Tirreno Il regista americano, il vignaiolo Castellani e lattore Del Moro: ecco le bottiglie per afferrare il piacere di viviere... Il surf una miniera senza fondo di bellezza e meraviglie. William Finnegan reporter di guerra e collaboratore del New Yorker. Ha vinto il Pulitzer per lautobiografia Giorni selvaggi. Una vita sulle onde (66thand2nd), uno dei 5 libri che il presidente Obama ha portato in vacanza lestate scorsa. E la storia di un ragazzino che impara a scoprire se stesso praticando il surf, alla ricerca dellonda perfetta. Trovarla diventa il modo per capire il mondo. La stessa filosofia di Jason Baffa, il regista di Bella vita, film sul surf (e sulla terra) girato in Toscana nel 2012. Con una differenza: mentre quello di Finnegan stato un viaggio psichedelico in sintonia con gli anni 60 della ribellione, Baffa ha vissuto unesperienza sensoriale fatta di cibo e bevute in Italia. Lunghe soste a tavola, con bottiglie (ad ondate) stappate assieme agli amici. Da quei mesi in Toscana nata una serie di vini, che il regista ha creato assieme alla famiglia Castellani, proprietaria di 6 tenute tra Chianti e Chianti classico. Il vino dei surfisti uninvenzione di Jason, Chris Del Moro, il surfista californiano protagonista del film, e Piergiorgio Castellani, vignaiolo pisano e pure surfista. Letichetta ZioBaffa, soprannome italiano del regista. Tre i vini, semplici e freschi: un rosso robusto (Sangiovese e Syrah), un sapido Pinot grigio e un conviviale Prosecco Doc. Il vino come un film al cinema, unesperienza da condividere, spiega Baffa. Il senso di questi vini? Godersi la vita nel presente, come direbbe mia moglie, insegnante di yoga. Afferrare il piacere qui e ora, con la bellezza che ci circonda e rispetto per le generazioni che verranno dopo di noi, per questo i vini sono biologici, con un tappo ecologico, anche gli imballaggi sono da materiale riciclato. Baffa racconta di aver trascorso un sacco di tempo con Piergiorgio a parlare e ad assaggiare molti vini. Ho esplorato lItalia da Nord a Sud, bevendo Prosecco lungo i canali di Venezia e cercando in Calabria le tracce dei miei nonni. Dopo aver visto lItalia Jason pensa che il film che la rappresenta di pi sia La grande bellezza, anche se la pellicola che lo ha ispirato di pi Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci. Il momento magico sul set del film che ha fatto nascere il vino dei surfisti stata la vendemmia. Ogni vigna, nel film, brilla come mare di Finnegan, in cui londa il rifugio, il tuo nascondiglio felice.
Autore: Luciano Ferraro


03 Marzo 2017, ore 15:16

Il
La Bottiglia Alla fine dellOttocento la famiglia Cerulli Irelli acquist la tenuta Pescarina. Fu poi nonno Quintino a trasformarla in azienda agricola: colture miste e vigna. Il cuore della tenuta, che fungeva anche da casa padronale, era il convento di Spoltore. Solo con lultima generazione, rappresentata da Francesco, torna la voglia di fare viticoltura di qualit. Francesco, appassionato di equitazione arrivato ad alti livelli (partecipazione alle Olimpiadi) ora istruttore federale. Sette anni fa ha dato il via alla riorganizzazione, con la collaborazione di Giovanni Lamorgese, esperto di economia aziendale e marketing. Nella superficie totale dellazienda (80 ettari) 5 sono stati reimpiantati a vite. Al momento sono tre le etichette: Il convento, bianco da uve Pecorino (tutto in inox) e due rossi da Montepulciano: La torre e Mascalico. Questultimo dedicato, anche con disegno in etichetta, al cavallo preferito da Francesco. Sempre in etichetta questa frase: Ancora un calice, un ultimo saluto, il bicchiere della staffa. il pi bel brindisi, al galoppo e al volo. Il Mascalico 2014 trascorre un anno daffinamento in barrique. Bel rubino intenso, profuma di frutti rossi e neri, di erbe aromatiche. Il sorso sapido, elegante, di quieta potenza e lunga persistenza. A Marostica (Vicenza) da Emmebi, a Potenza da Cibo sui 23/25 euro.


03 Marzo 2017, ore 15:15

Italia Oggi
Bortolomiol, prosecco Docg guardando alla sostenibilit La produzione ecosostenibile sar il primo elemento del marketing territoriale del futuro: parola della famiglia Bortolomiol, che della cantina del prosecco Docg di Valdobbiadene ha presentato a Roma le nuove strategie aziendali. Una storia che parte dal 1760, e che con la conversione dei vigneti al biologico, il protocollo interno Green Mark dedicato a minimizzare limpatto ambientale, la collaborazione con Indaco2 (societ spin off dellUniversit di Siena) per monitorare le filiere produttive tramite gli indicatori di sostenibilit, sta aiutando la candidatura Unesco del paesaggio culturale delle terre del prosecco. Elvira Bortolomiol vuole promuovere ogni giorno lobiettivo di lasciare un territorio pi pulito alle prossime generazioni, e per questo stato messo a disposizione un bosco di tre ettari per compensare lemissione della carbon footprint causata dal ciclo produttivo del vino. Con obiettivi prossimi la autoproduzione totale di energia, oltre allutilizzo di veicoli elettrici allinterno dellazienda: una battaglia ecologica che era nata dalla volont di tutelare la biodiversit del vitigno Glera, salvaguardando, studiando e ripristinando materiale genetico di antichi ceppi di vite autoctoni dallarea tra Conegliano e Valdobbiadene. In un gruppo formato con le sorelle Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, Elvira sottolinea che lesperienza spumantistica, culminata nella Grande Cuve del Fondatore Motus Vitae - Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, un vero e proprio omaggio a Giuliano Bortolomiol, ora forte di uno spazio dedicato grazie al totale recupero dellantica filanda, inserita in un parco situato nel cuore del comune veneto, che permette di ricordare ai visitatori le radici del gruppo, oggi pronto a nuove scommesse con il team di enologi guidato da Roberto Cipresso.
Autore: Gianfranco Ferroni


01 Marzo 2017, ore 11:32

Il Sole 24 Ore
Reputazione: Ferrero leader mondiale nel food Marchi. Posizione migliorata sul 2016... Sono quattro le aziende italiane che conquistano una posizione tra le prime cinquanta al mondo per reputazione. Lo rivela lultima classifica stilata dal Reputation Institute, leader nella misurazione e gestione della reputazione aziendale in tutto il mondo. La Ferrero di Alba resta prima tra le societ italiane e prima nel settore del Food, seguita poi dalla Barilla, dalla Giorgio Armani e da Pirelli mentre Fca entra tra i primi cento in posizione numero 98. Con un punteggio pari a 75.45, Ferrero si colloca alla posizione numero 17 della classifica mondiale, prima azienda nel settore del Food, in miglioramento di una posizione rispetto allanno scorso. Nella classifica contenuta nel Global RepTrak il Made in Italy nel comparto agroalimentare si conferma ai vertici della fiducia dei consumatori tanto che la seconda azienda italiana, la Barilla, si posiziona al 23esimo posto e per trovare unaltra societ del comparto tra le prime cinquanta al mondo bisogna arrivare alla posizione numero 38 con la Danone. Nella prima parte della classificale imprese del Made in Italy presenti hanno migliorato le loro performance rispetto allanno precedente: la Giorgio Armani si colloca alla posizione numero 28, in miglioramento di quattro posizioni rispetto allanno scorso, cos anche Pirelli, che sale dalla quarantesima alla 32esima posizione. Siamo orgogliosi della fiducia che i consumatori di tutto il mondo ci hanno confermato anche questanno - ha commentato il ceo del Gruppo Ferrero Giovanni Ferrero - posizionandoci in termini di reputazione al primo posto assoluto nel mondo come azienda alimentare oltre che come azienda italiana. la conferma che la qualit prima di tutto la vera chiave del successo. Nel corso del 2016 lazienda nata ad Alba, in Piemonte, ha festeggiato i suoi settantanni di storia aprendo le porte del suo principale stabilimento italiano a visitatori e stakeholder e ha chiuso lanno con lacquisizione dellazienda belga produttrice di biscotte Delacre. Si trattato della terza acquisizione nellarco di un anno e mezzo per il gigante di Alba, dopo la Oltan, lazienda turca leader per la produzione di nocciole e linglese Thorntons (cioccolato). In termini di tendenze, sottolinea il gruppo di lavoro del Reputation Institute, il 2017 ha visto la crescita dei brand legati al lusso come Rolex, che si conferma al primo posto, e Rolls - Royce, mentre i prodotti di consumo hanno occupato sette delle prime dieci posizioni. Al secondo posto si piazza Lego Group, salito dalla sesta posizione, seguito da Walt Disney Company. In calo la reputazione di Google che scende dal terzo al quinto posto.


01 Marzo 2017, ore 11:31

Italia Oggi
Un sistema di conservazione delle colline vitate del Soave Valorizzazione dei terrazzamenti, e dei ciglionamenti, muretti a secco, allevamento a pergole. Sono gli elementi di un nuovo progetto di ricerca sulle colline vitate del Soave per la valorizzazione del territorio. Si chiama Soave Historical landscape ed la naturale prosecuzione dello studio che ha condotto al riconoscimento ministeriale per il Soave di primo paesaggio rurale di interesse storico dItalia. Voluta dal Consorzio di Tutela in collaborazione con luniversit Iuav di Venezia, il progetto vuole proporre un modello di conservazione del paesaggio del Soave, basato sulla consapevolezza collettiva del suo valore culturale. I muretti a secco, i capitelli votivi del Classico, la forme di allevamento della pergola, le vigne storiche coltivate secondo le tecniche della viticoltura eroica, cos come i terrazzamenti e i ciglionamenti e numerosi altri elementi di edilizia tradizionale, rappresentano i tratti caratteristici delle Colline vitate del Soave. Sono questi i temi del lavoro che per un anno vedr impegnata lassegnista Chrysafina Geronta per arrivare alla definizione di linee guida metodologicamente innovative per la conservazione di questi elementi caratteristici, assieme alla rimozione e la mitigazione dei fattori che rovinano il paesaggio. Lo studio prevede indagini sul territorio attraverso mappature, rilievi e sondaggi sulla percezione del valore del paesaggio. Un focus particolare sar su terrazzamenti e ciglionamenti, elementi caratteristici della zona produttiva del Soave, garanzia di integrit del suolo fertile e della qualit del prodotto.
Autore: Andrea Settefonti


27 Febbraio 2017, ore 17:35

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Unarca di No per salvare i frutti in via destinzione La storia. Larcheologa arborea... Cera una volta un signore che girava per colline e per montagne a osservare le piante da frutto e a catalogarle per et. Quel signore era mio padre e ora la sua missione la porto avanti io. Isabella Dalla Ragione (nella foto), agronomo e collaboratrice alluniversit di Perugia, la presidente della Fon-dazione archeologia arborea, che non una scienza e nemmeno una disciplina - mette subito le mani avanti - ma soltanto un nome. Nome suggestivo, peraltro, e nemmeno fuori luogo. Perch, in fondo, facciamo come fanno gli archeologi che partono da un piccolo vasetto trovato in una scavo e da l ricostruiscono una storia. Isabella ricostruisce dalle piante la storia di un territorio, preservando variet altrimenti perdute per sempre. La sua azienda a Citt di Castello come unarca di No, una collezione di piante avviate allestinzione, non tre per ogni specie perch una mela comunque una mela, ma tre per variet. E di variet ne ha messe insieme 150, solo fra Toscana e Umbria. Prendiamo la ciliegia bianca che arricchiva le tavole del Cinquecento e che tanti artisti hanno immortalato nei loro dipinti: E la cosiddetta moscatella - racconta Isabella -. Oggi nessuno pi la coltiva, nellimmaginario la ciliegia rossa e solo quella ha un valore commerciale. Ma che soddisfazione salvare un frutto che nella storia ha ispirato grandi pittori. Cinquecento piante dimorano nellazienda di famiglia, variet che risalgono ad almeno due secoli fa e che ora agonizzano sparute nellItalia centrale. Si trovano solo in zone di montagna, anche in Valtiberina, ma sono sempre pi rare perch i contadini le tagliano non essendo produttive. Isabella le cerca con pazienza certosina: Non facile individuarle, ci affidiamo alle testimonianze di vecchi agricoltori ma anche alla ricerca di archivio, setacciando i documenti storici. Una volta recuperata la pianta, la riproduciamo e la rimettiamo sul terreno in tre esemplari per non correre il rischio di perderla. Cos facendo sono arrivati a cinquecento gli alberelli e la variet pi antica di un pero che risale a trecento anni fa, vale a dire lesatta aspettativa di vita di questa pianta, che la pi longeva tra gli alberi da frutto. Non sola, Isabella Dalla Ragione che, per inciso, premio Nonino 2016, a coltivare 1insana passione. Anche se in Italia non esiste una rete vera e propria di persone che si dedicano alla stessa missione. Ma per tutti gli interessati c un sito specifico oltre a una pagina Facebook raggiungibile digitando Fondazione archeologia arborea. Buon divertimento.


27 Febbraio 2017, ore 17:34

Il Sole 24 Ore
Usa volno di Santa Margherita Bilanci. Il giro daffari del gruppo veneto salito a quota 157 milioni (+33%)... Crescita boom per Santa Margherita. Il gruppo vitivinicolo che fa capo alla famiglia Marzotto ha chiuso il 2016 con una crescita del giro daffari passato dai 118 milioni di euro del 2015 ai 157 dello scorso anno. Una performance che equivale a un balzo del 33 per cento. Numeri che saranno approvatici dal Cda del prossimo 14 marzo. Lexploit trainato dal mercato Usa dove il primo anno di operativit della nuova societ di distribuzione Santa Margherita Usa coinciso con un balzo delle vendite e dei margini Oltreoceano. Ma non solo. Molto positivi i numeri di tutti brand del portafoglio Santa Margherita: dalle due etichette principali Pinot grigio e Prosecco, alla Franciacorta con Ca del Bosco, ai vini dellAlto Adige, fino a i grandi rossi toscani per un totale di 19 milioni di bottiglie. Tutti elementi dai quali oltre alla grande performance fuori dei confini nazionali scaturisce anche un sorprendente +7,9% registrato dalle vendite in Italia. Linvestimento Usa ha dato subito un importante ritorno che forse neanche noi ci attendavamo in queste dimensioni - spiega l ad di Santa Margherita, Ettore Nicoletto -. Di fatto avere una propria societ distributiva negli Stati Uniti con 62 dipendenti attivi sul campo, consente di presidiare direttamente la fase commerciale. Aspetto chiave in un mercato fortemente regolamentato come quello Usa dove il vino prima di arrivare al consumatore finale effettua 4 o 5 passaggi tra importatore, distributore, retailer e ristoratore conta 4 o 5. Ridurre questa filiera ha consentito di incamerare margini e valore aggiunto portando a una crescita del fatturato Usa del 60%. Ma molto positivi sono anche i dati del mercato interno innanzitutto grazie ai Prosecco con una performance - dice ancora lad - che stata del +10% per la Docg e +30% per la Doc. Ma molto bene andata anche la Franciacorta visto il +15% di Ca del Bosco. Per il futuro la strada tracciata: investimenti sul marketing mix che gi coprono circa il 10% del giro daffari e probabili nuove acquisizioni. Un gruppo che cresce in modo robusto - conclude Nicoletto - non pu non pensare a rafforzare il proprio portafoglio con geografie e prodotti nuovi. Anzi un obbligo farlo.
Autore: Giorgio dellOrefice


26 Febbraio 2017, ore 17:32

La Stampa
Settimane decisive per il futuro dellAsti Secco ... Il 10 marzo la decisione del Comitato vitivinicolo nazionale... Inizio anno promettente per la denominazione Asti e pi in generale per il mondo del moscato. Nei primi due mesi dellanno le fascette distribuite dal Consorzio di tutela per certificare le bottiglie di Asti Spumante Docg sono state 6 milioni 579mila, con una crescita del 7% rispetto al medesimo periodo del 2016, mentre quelle di Moscato dAsti Docg sono state 5 milioni 165mila, in aumento del 4%. Numeri da valutare con cautela, anche perch hanno ancora un peso relativo rispetto ai volumi complessivi della denominazione - avverte il direttore del Consorzio dellAsti, Giorgio Bosticco -, ma che hanno un significato positivo perch indicano il fatto che le case spumantiere hanno finito il prodotto e stanno procedendo con nuovi imbottigliamenti. Anche la richiesta di modifica del disciplinare per consentire la produzione dellAsti Secco, ovvero una tipologia di spumante con un residuo zuccherino decisamente inferiore a quello tradizionale, sta procedendo nonostante gli ostacoli giunti dal mondo del Prosecco. Dopo lapprovazione da parte della commissione tecnica del ministero, il 10 marzo il progetto passer al vaglio del Comitato vitivinicolo nazionale. Se riusciremo a superare lingiustificato ostracismo del mondo Prosecco, potremo ottenere lautorizzazione alla produzione entro maggio dice ancora Bosticco. Noi non intendiamo scimmiottare la produzione veneta, ma proporre un vino con una sua identit forte e precisa. Lobiettivo recuperare le fette di mercato perse negli ultimi anni e per farlo il Consorzio non pensa solo allAsti Secco: in futuro potrebbe arrivare anche la richiesta di produrre uno spumante metodo classico e un Asti ros con raggiunta di una percentuale di Brachetto.
Autore: Roberto Fiori


26 Febbraio 2017, ore 17:27

LEspresso
La Bottiglia ... Appartenuto alle pi nobili famiglie toscane, Castello di Albola si erge protettivo su una chiantigianit dove la vocazione artistica non solo tangibile ma anche contagiosa. La ritroviamo nella finezza e nellespressivit dellAcciaiolo 2013 (30 euro), un assemblaggio di Sangiovese e Cabernet Sauvignon colti maturi. Dopo laffinamento di 14 mesi in barrique di primo, secondo e terzo passaggio, si stabilizza 6 mesi in acciaio per un bouquet in cui il sottobosco si nobilita con punteggiature fiorite.
Autore: Paolini & Grignaffini


25 Febbraio 2017, ore 17:34

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Vino Chianti, ridurre la produzione Cos vinciamo la sfida globale Firenze, la svolta: il consorzio vota una modifica al disciplinare... Diminuire la quantit ma, al tempo stesso, incentivare lammodernamento dei vigneti e incrementare cos la qualit di tutta la Docg per essere ancora pi competitivi sul mercato internazionale. In questa direzione la scelta del Consorzio Vino Chianti di modificare il disciplinare. Decisione presa proprio nel contesto dellultima assemblea dei soci riunita a Firenze. Di fatto, stata anticipata di un anno la scelta di ridurre le rese a ceppo da 5 a 3 chilogrammi relativa alla produzione dei vecchi vigneti che fino a oggi godevano di un regime in deroga particolare. Ci permetter di riequilibrare la denominazione - spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chiariti - garantendo una migliore qualit dei nostri vini. Una scelta in linea con quanto deciso dallultimo cda del Consorzio che nei giorni scorsi ha deliberato la riduzione del 10% della produzione massima di uva a ettaro per la vendemmia 2017 che permetter di mantenere lequilibrio della nostra denominazione e metterla in condizione di competere a livello mondiale con le altre denominazioni, com doveroso che sia per una realt storica che questanno compie 90 anni dalla sua costituzione. Fra le modifiche al disciplinare anche quella relativa al limite massimo di 4 grammi di residuo zuccherino a litro per il vino Chianti Docg e per il vino di tutte le sotto zone. E stata fatta propria la norma comunitaria che prevede che il contenuto massimo in zuccheri di un vino secco possa essere di due punti superiore al grado di acidit totale del vino. Con questa modifica - spiega Marco Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti - saremo ancora pi competitivi nei mercati orientali, da sempre pi sensibili a prodotti pi morbidi. I produttori, in questa fase che ci vede impegnati a promuovere il vino toscano in mercati che guardano alloriente, potranno cos decidere se aumentare leggermente il contenuto di zucchero dei loro prodotti andando incontro alle esigenze del consumatore di quei territori. Se vogliamo conclude Busi - incrementare la presenza della nostra denominazione, come nei piani del Consorzio, dobbiamo mettere in condizione i nostri produttori di poter lavorare ad un vino che va nella direzione dei gusti del consumatore a cui il vino vuole rivolgersi. Con questa scelta infatti, che permetter di abbinare meglio il nostro vino ai piatti tipici di quei territori, ci aspettiamo un incremento di vendite in tutto il sud - est asiatico, in linea con i viaggi di promozione che il Consorzio sta effettuando in questi ultimi mesi.


25 Febbraio 2017, ore 17:33

Il Sole 24 Ore
Vino, nuovo ricorso sui fondi Ue Promozione allestero. LIstituto Grandi Marchi si aggiunto alle 13 impugnazioni delle procedure Mipaaf... Mastroberardino: esposto anche a Corte conti Congelati 26 milioni... Una nuova tegola sulla promozione del vino allestero. La tranche 2016 - 17 dei 102 milioni di fondi Ue per cofinanziare (al 50%) progetti di promozione del vino sui mercati esteri sembra non conoscere pace. Allondata di ricorsi (ben 13 il cui giudizio di merito arriver il 21 marzo e il 5 maggio) con i quali nello scorso ottobre veniva contestata la graduatoria messa a punto dal ministero per le Politiche agricole si aggiunto ora un pezzo da novanta: lIstituto Grandi Marchi, guidato da Piero Mastroberardino che associa nomi di primo piano dellenologia italiana (da Antinori a Gaia, da Masi a Incisa della Rocchetta, da Biondi Santi a Tasca dAlmerita). LIstituto, capofila di unassociazione temporanea di imprese con 50 aziende, non si limitato a contestare le procedure messe in piedi dal Mipaaf che hanno escluso il proprio progetto - del valore di 4,9 milioni e diretto su Usa, Norvegia, Svizzera, Brasile, Argentina - ma ha segnalato lintera gestione del dossier promozione alla Corte dei Conti ipotizzando anche un possibile danno erariale. Il budget Ue per la promozione, che in questo tourbillon di ricorsi rischia di restare in buona parte inutilizzato, gestito per due terzi dalle Regioni mentre per un 30% (circa 26 milioni) dal ministero per le Politiche agricole con bando nazionale. La prima graduatoria 2016 - 17 definita dal ministero riconosceva una priorit ai nuovi beneficiari escludendo i programmi che annoveravano soggetti che avevano gi beneficiato dei contributi Ue. Dopo il primo esame delle domande furono assegnati solo 13 milioni su 26 e per i restanti 13 si rimandava a un nuovo bando la cui graduatoria ancora non stata resa nota. In questi mesi il Mipaaf oltre che dai ricorsi stato inondato dalle richieste di chiarimento sulla gestione dei bandi. E lindicazione venuta dagli uffici ministeriali stata quella di far riferimento al criterio della partita Iva. In sostanza se la partita Iva di una singola azienda compare gi tra i beneficiari di passate edizioni del programma lintero progetto cui lazienda partecipa perder i vantaggi riconosciuti ai nuovi. Ma a questa indicazione secondo lIstituto Grandi Marchi non seguita ununiformit di valutazione dei progetti.Ci risulta - spiega il presidente Piero Mastroberardino - che molti programmi regionali, pur trovandosi in una situazione analoga a quella che ha portato alla nostra esclusione (e cio unipotetica sovrapposizione di aziende sugli stessi mercati con progetti diversi) sono stati invece finanziati sulla base di semplici atti notori con cui si esclude la sovrapposizione. Soluzione che nel nostro caso non stata accolta. Alle contestazioni si poi aggiunta anche la segnalazione alla Corte dei Conti. Abbiamo proposto unistanza di revoca in autotutela - aggiunge Mastroberardino - destinata a Mipaaf e Agea con relativa sospensione dellassegnazione delle risorse dal bando di fine 2016. Tali somme, di fatta non sono disponibili e dovrebbero essere accantonate sino alla definizione dei 13 ricorsi pendenti presso il Tar Lazio.
Autore: Giorgio dellOrefice


25 Febbraio 2017, ore 17:33

Il Sole 24 Ore
Vino, nuovo ricorso sui fondi Ue Promozione allestero. LIstituto Grandi Marchi si aggiunto alle 13 impugnazioni delle procedure Mipaaf... Mastroberardino: esposto anche a Corte conti Congelati 26 milioni... Una nuova tegola sulla promozione del vino allestero. La tranche 2016 - 17 dei 102 milioni di fondi Ue per cofinanziare (al 50%) progetti di promozione del vino sui mercati esteri sembra non conoscere pace. Allondata di ricorsi (ben 13 il cui giudizio di merito arriver il 21 marzo e il 5 maggio) con i quali nello scorso ottobre veniva contestata la graduatoria messa a punto dal ministero per le Politiche agricole si aggiunto ora un pezzo da novanta: lIstituto Grandi Marchi, guidato da Piero Mastroberardino che associa nomi di primo piano dellenologia italiana (da Antinori a Gaia, da Masi a Incisa della Rocchetta, da Biondi Santi a Tasca dAlmerita). LIstituto, capofila di unassociazione temporanea di imprese con 50 aziende, non si limitato a contestare le procedure messe in piedi dal Mipaaf che hanno escluso il proprio progetto - del valore di 4,9 milioni e diretto su Usa, Norvegia, Svizzera, Brasile, Argentina - ma ha segnalato lintera gestione del dossier promozione alla Corte dei Conti ipotizzando anche un possibile danno erariale. Il budget Ue per la promozione, che in questo tourbillon di ricorsi rischia di restare in buona parte inutilizzato, gestito per due terzi dalle Regioni mentre per un 30% (circa 26 milioni) dal ministero per le Politiche agricole con bando nazionale. La prima graduatoria 2016 - 17 definita dal ministero riconosceva una priorit ai nuovi beneficiari escludendo i programmi che annoveravano soggetti che avevano gi beneficiato dei contributi Ue. Dopo il primo esame delle domande furono assegnati solo 13 milioni su 26 e per i restanti 13 si rimandava a un nuovo bando la cui graduatoria ancora non stata resa nota. In questi mesi il Mipaaf oltre che dai ricorsi stato inondato dalle richieste di chiarimento sulla gestione dei bandi. E lindicazione venuta dagli uffici ministeriali stata quella di far riferimento al criterio della partita Iva. In sostanza se la partita Iva di una singola azienda compare gi tra i beneficiari di passate edizioni del programma lintero progetto cui lazienda partecipa perder i vantaggi riconosciuti ai nuovi. Ma a questa indicazione secondo lIstituto Grandi Marchi non seguita ununiformit di valutazione dei progetti.Ci risulta - spiega il presidente Piero Mastroberardino - che molti programmi regionali, pur trovandosi in una situazione analoga a quella che ha portato alla nostra esclusione (e cio unipotetica sovrapposizione di aziende sugli stessi mercati con progetti diversi) sono stati invece finanziati sulla base di semplici atti notori con cui si esclude la sovrapposizione. Soluzione che nel nostro caso non stata accolta. Alle contestazioni si poi aggiunta anche la segnalazione alla Corte dei Conti. Abbiamo proposto unistanza di revoca in autotutela - aggiunge Mastroberardino - destinata a Mipaaf e Agea con relativa sospensione dellassegnazione delle risorse dal bando di fine 2016. Tali somme, di fatta non sono disponibili e dovrebbero essere accantonate sino alla definizione dei 13 ricorsi pendenti presso il Tar Lazio.
Autore: Giorgio dellOrefice


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