planeta

Il Meglio dell'Edicola

07 Giugno 2017, ore 18:26

Il Sole 24 Ore
Eataly, lo sbarco a Piazza Affari nel 2018 Listing. Il fondatore Oscar Farinetti: in Borsa metteremo un terzo, noi vogliamo restare in sella allazienda... Dopo pi di un anno di voci, indiscrezioni e mezzi annunci, Oscar Farinetti esce finalmente allo scoperto. Eataly sbarcher a Piazza Affari il prossimo anno. La Boutique del cibo artigianale da tempo la matricola pi attesa a Milano, dove le quotazioni faticano sempre a decollare (questanno finora solo Unieuro, Pharmafactoring e Indel B). Borsa Italiana aspetta con bramosia un marchio di prestigio e internazionale per rimpolpare il listino (lanno scorso era stata la volta di Technogym). Andremo in Borsa il prossimo anno perch siamo, purtroppo per Malia e per fortuna per noi, lunica azienda globale nel mondo del largo consumo alimentare; gli unici che sono andati allestero e gli unici che continuano a crescere a doppia cifra ogni anno. Padrone di una multinazionale nel settore principe del Made in Italy, che ha affidato in gestione allosannato manager Andrea Guerra, luomo che ha fatto grande Luxottica e che per un periodo pure transitato nel Governo Renzi, Farinetti avrebbe potuto scegliere qualsiasi Borsa del mondo, dove verrebbero accolti a braccia aperte: Stiamo prendendo la decisione di andare a Milano, con New York che ci farebbe i ponti doro e i tappeti di platino puntellati di diamanti per andarci, per vogliamo andare a Milano e offrire lopportunit, prima di tutto alle famiglie italiane, di diventare soci di Eataly. Il patron si pure sbilanciato sulla struttura della futura Ipo: in Borsa collocher un terzo del capitale (presumibilmente saranno dunque azioni in vendita e non un aumento di capitale), e la famiglia rester azionista di maggioranza. Secondo Farinetti, lidea di quotare sul mercato azionario Eataly giusta perch dobbiamo incentivare molto di pi le aziende italiane ad andare in Borsa. Abbiamo una Borsetta noi, non una Borsa, fa meno di 500 miliardi, Londra ne fa 2.300. Tutta la Borsa di Milano capitalizza la met del valore di Apple e, allora, arrivato il momento di incentivare la gente ad andare in Borsa. Quelli sulle aziende sono gli investimenti pi belli. E adesso, fa capire, arrivato il turno di Eataly: Questanno facciamo altri trenta punti di incremento grazie alle nuove aperture allestero. E indispensabile che unazienda di questo tipo diventi globale anche finanziariamente e in parte degli italiani. Tra i soci di Eataly figurano la banca daffari Tip di Giovanni Tamburi, gi reduce dal successo della quotazione di Moncler e Ferrari, e la star teleculinaria Joe Bastianich.
Autore: Simone Filippetti


06 Giugno 2017, ore 17:49

La Repubblica
Superchef per i poveri, Bottura apre a Londra Il Refettorio Felix a Earls Court: cultura del recupero del cibo e dellaccoglienza... Dallosteria modenese pi famosa del mondo a un refettorio londinese. Dietro, o meglio davanti (ai fornelli), c la stessa mente: Massimo Bottura, chef dellOsteria Francescana di Modena, miglior ristorante del pianeta nelle classifiche internazionali. Grembiule addosso e mestolo in mano, il grande cuoco inaugura a Londra unaltra delle mense per poveri della sua iniziativa Food for Soul (Cibo per lanima): Refettorio Felix, quinto della serie, dopo Milano, Modena, Bologna, Rio de Janeiro (mi ha chiamato il sindaco di Montreal, ne vogliono uno anche l). Quello della capitale britannica a Earls Court, in uno stanzone preso in affitto dallassociazione di beneficenza Felix Project e restaurato a regola darte. Ma questa non carit, cultura, dice Bottura, mentre una quarantina di senzatetto, disoccupati e profughi si cibano alla sua mensa. Cultura del cibo da non sprecare, perch tutti gli ingredienti che usiamo ci arrivano da supermarket che li butterebbero via. E cultura della condivisione, refettorio viene dal latino reficere, ristorare. Questo vogliamo fare: offrire ristoro. Concetto di cui, alla luce del terribile attentato sul London Bridge, c ancora pi bisogno. Quarantaquattro celebrity - chef lo seguiranno nellimpresa, uno al giorno: oggi tocca al francese Alain Ducasse. A insegnare ai volontari del Refettorio come cucinare senza sprechi, ieri cera lui, il cuoco a cui il New Yorker ha dedicato un ritratto di venti pagine. Men: zuppa di verdura con lenticchie nere, fusilli al pesto con briciole di pane, gelato di biscotti e caramello. Bottura non sta mai fermo: due settimane fa cucinava per Barack e Michelle Obama in Toscana, poi ha lasciato la moglie Lara a giocare a bocce con lex - presidente e lex - first lady (Hanno vinto le donne, rivela lei) per cucinare a un evento a Cannes. Cuciner mai in un suo ristorante a Londra? Solo al Refettorio. Come ristorante mi bastano i 28 coperti di Modena. Pi o meno quanti ne aveva la mitica e da lungo tempo scomparsa salumeria - trattoria Cantarelli a Parma: Mi ci portavano i genitori, ricorda. La mia idea di cibo nata l. E questo non lo sapeva neanche il New Yorker.
Autore: Enrico Franceschini


05 Giugno 2017, ore 18:00

La Repubblica
Ariane de Rothschild e la finanza di charme: Anche vino e hotel nel nostro portafoglio Scalza tra i vigneti, la baronessa Ariane de Rothschild, una delle banchiere pi influenti del mondo, presenta a una rosa di giornalisti di tutto il mondo la sua nuova creatura: Bodegas Benjamin de Rothschild & Vega Sicilia, il nuovo chteau nel cuore de La Rioja, uno dei territori spagnoli pi vocati per il vino. un progetto nel quale sono personalmente molto coinvolta - racconta - sia per lentusiasmo e la sfida che rappresenta, sia perch costituisce unottima diversificazione degli investimenti. La tenuta sar inaugurata tra pochi giorni. Ci saranno politici e imprenditori spagnoli e molte celebrity francesi: Tanti francesi, voglio mostrare loro che si pu fare un vino eccellente anche in Spagna, dice. Limousine, elicotteri e jet privati irromperanno in questo angolo di territorio a met strada tra i Paesi Baschi e la Navana. Ma poi tutto ripiomber nella pace e silenzio della natura, in una cantina nata allinsegna della sostenibilit: al minimo i concimi chimici, niente staccionate e confini, per permettere agli animali selvaggi di scorazzare in libert. I sandali celesti col tacco abbandonati sul sentiero calcareo, in blusa e calzoni bianchi Ariane si addentra tra le viti tenute appositamente molto basse, per beneficiare del calore raccolto dalla terra. Tutte rigorosamente a Tempranillo, vitigno autoctono capace di dare vita a vini rossi particolarmente vigorosi, e allo stesso tempo molto eleganti. La qualit del suolo fondamentale, lideale per creare un vino prestigioso, ma ci vuole poi il lavoro, la tecnica per fare un vino di grande qualit: il settore altamente competitivo, e vogliamo posizionarci sul livello pi alto, non vogliamo fare volumi, solo qualit. Cinquantadue anni, occhi celesti e capelli biondi legati dietro con un semplice elastico, Ariane a capo di un impero finanziario che gestisce 169 miliardi di franchi svizzeri, 155 miliardi di euro, con 2700 collaboratori sparsi in 27 paesi. Una banca storica, concentrata su private banking e wealth management e sul private equity. Due facce di uno stesso business, se si pensa che sono proprio i gestori di grandi portafogli lo snodo che riesce a convogliare risorse verso realt produttive promettenti che possano garantire un ritorno significativo ai soldi investiti. Negli ultimi anni, Ariane ha deciso di portare sotto linsegna Benjamin de Rothschild anche laltro ramo del business di famiglia: golf, ristoranti, hotel, vino e lintera divisione Style. In pratica le ricchezze ereditate da suo marito Benjamin, secondo Challenges tra i 18 uomini pi ricchi di Francia, alla morte del padre Edward, avvenuta nel 1997, attivit che avevano sempre marciato in parallelo. Ariane ha unificato tutto sotto un unico brand, ora stampigliato su vini, formaggi, ristoranti. Abbiamo tutto, anche miele e bestiame, siamo autosostenibili, afferma scoppiando in una delle sue energiche risate, mentre guarda Pedro Alvarez, Ceo di Vega Sicilia, altro grande produttore, suo amico e socio nella Bodegas. Una partnership imprenditoriale di lungo termine e di grande impatto finanziario. Dopo lo tsunami finanziario e i tassi sotto zero indotti dalle politiche monetarie, i grandi fondi pensione o assicurativi si sono messi a caccia di nuovi asset su cui investire a lungo termine. Hotel, studentati di lusso, porticcioli marini, stazioni di polizia private, laboratori medici. Una corsa agli asset alternativi che ha, invetibalmente, portato sotto i riflettori anche i cosiddetti investimenti di passione: una decina di beni di lusso che pesano tra il 7 e il 10% sul portafoglio degli Hnwi, i Paperoni del mondo, secondo le stime di Knight Frank, societ che effettua il monitoraggio del mondo wealth. Ciascun bene ha il suo borsino, le sue quotazioni, dove gusto estetico e ricerca di un rendimento si fondono. Nel portafoglio di Edmond de Rothschild spicca il prestigioso Chteau Lafite, a Pauillac, nel Bordeaux, il pi alto livello di classificazione dei grand cru francesi: il prezzo di questo terreno viaggia attorno ai 2 milioni di euro a ettaro. Ci sono altri chteaux, in Argentina, Sud Africa, persino in Nuova Zelanda. Poi uno stabilimento di formaggi molli ed erborinati Ferme des Trente - Arpent, ristoranti con stelle Michelin. Fondere tutti gli asset, valorizzare i gioielli di famiglia, la strategia di Ariane chiara: Implementare il valore del brand, il peso dellheritage, delleredit, il nostro valore comune di una visione a lungo termine, la pazienza di produrre qualcosa piuttosto che guadagnare denaro tirando dritto, racconta. Vale per il vino, tanto pi per la banca di famiglia erede di una dinastia di banchieri illustri. Ariane approda al vertice della Edmond de Rothschild proprio nel 2008, nel bel mezzo del fallimento della Lehman Brothers e dello scandalo dei mutui subprime. La banca privata, con sede a Ginevra, e una centrale anche a Parigi. La famiglia detiene il 66,33% del capitale, ma oltre l89,94% dei voti. Ariane porta una ventata di novit. A partire dalla composizione del board, che da interamente maschile diventa per met rosa. Unifica tutte le filiali, che prima, sotto suo marito erano autonome, qualche volta addirittura facendosi la concorrenza. Entra a gamba tesa e scatena una raffica di dimissioni ai vertici. Ma lei va avanti dritta, pugnace. Una battagliera. Nata a San Salvador da madre francese e padre tedesco, Ariane Langner, cos il suo nome, fin da bambina una globe trotter, al seguito del padre, dirigente di una casa farmaceutica. Primi studi in Colombia, laurea a Parigi, Mba alla Pace University di New York, Ariane tra le prime donne Cader, prima in Australia e a Wall Street, per Socit Gnerale, poi a Parigi, per il colosso assicurativo Aig. per lavoro che conosce Benjamin: amore a prima vista. Tanto da indurla a lasciare il lavoro per dedicarsi alla prima figlia, nata mentre erano solo conviventi. Quando, finalmente, arrivano allaltare, due anni dopo, lei incinta di otto mesi della seconda figlia. Oggi le figlie sono quattro, tutte femmine, tra i 13 e i 20 anni. Voglio trasmettere loro un esempio, non lasciare uneredit per cui restino sedute a far niente, racconta. A un certo punto lei scalpita per tornare al lavoro. Il marito, invece, sempre pi attratto dalle sue passioni: il golf, la vela, la Formula Uno. Facile e proficuo lo scambio di poltrone. Terremoto da Rothschild, rivoluzione rosa: la stampa si scatena. Ma la baronessa impaziente, come la chiamano, ha in mente solo una cosa: il brand. Solo tardi ho veramente capito il senso dei Rothschild, ha rivelato in una sua intervista. I Rothschild, una firma che serviva da garanzia per la Banca di Francia, e ancora oggi, con la branch di Londra, sono gli arbitri del prezzo delloro. In questo scenario scoppia la battaglia legale intentata contro il cugino di suo marito, David, il ramo francese della famiglia specilizzato in fusioni e acquisizioni, che a un certo punto ribattezza la sua banca Rothschild &Co, che suona come un monopolio del nome di famiglia. Ci sono voluti quindici anni e 35 milioni di euro per realizzare la Bodegas in Rioja. Tre anni solo per decidere letichetta, racconta Ariane. Letichetta, il biglietto da visita delle bottiglie, come il nome. Volevamo qualcosa che rispecchiasse lidentit del territorio e allo stesso tempo portasse unimpronta innovativa. Cos, ecco il nome, Mcn e Mcn Clsico, dal soprannome degli abitanti di San Vicente de la Sonsierra, dove si estendono i vigneti della Bodegas: due denominazioni di origine, rinvigorite dal calore mediterraneo a sud, asciugate dal vento dellatlantico, sono due vini freschi ma possenti, con frutto rosso che non prende mai il sopravvento su un bouquet complesso. Il mio vino preferito - dice - il Lafite del 59, ora aspetto un Mcan che lo uguagli.
Autore: Paola Jadeluca


04 Giugno 2017, ore 16:20

La Stampa
Agriturismo, il boom grazie agli stranieri: Adesso c un marchio unico di qualit La ricerca di Ismea. Il 2018 sar lanno del cibo... Il 2018 sar lanno del cibo italiano. Sar una grande occasione per mettere a sistema un settore in espansione. Lannuncio del ministro della Cultura, Dario Franceschini arriva quasi in contemporanea con la pubblicazione di uno studio di Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che certifica la crescita dellagriturismo: oltre 11,3 milioni di presenze per un giro daffari vicino a 1,2 miliardi. Soprattutto la ricerca mette in evidenza come quasi 6 presenze su dieci siano straniere. arriva quasi in contemporanea. I numeri. La ricerca ha preso in considerazione i numeri del 2015 che mettono in mostra laumento del comparto in presenze (+4,9 sul 2014) e anche numero di imprese: in tutto sono 22.238, quasi 7 mila in pi rispetto a dieci anni fa. La parte del leone, precisa lanalisi, la fa il Nord, con 10.446 aziende, seguito dal Centro con 7.642, mentre il Sud - nonostante la sua vocazione turistica - si ferma a 4.150 aziende. Secondo i ricercatori di Ismea questi numeri danno lidea di un comparto importante per lagricoltura italiana che attraverso investimenti mirati in marketing e comunicazione, oltre che realizzando sinergie con il territorio e rafforzando i contenuti esperienziali, la permanenza media negli agriturismo potrebbe crescere. Gli italiani, infatti, soggiornano in media 2,9 giorni mentre gli stranieri 5,2 giorni. Allungare anche di un solo giorno - spiegano i ricercatori di Ismea - la durata media dei soggiorni significherebbe, a parit di arrivi, un incremento delle presenze del 25%. I punteggi. Da questo punto di vista la decisione dei ministero della Cultura di dichiarare il 2018 anno del cibo pu essere un importante punto di partenza. Per promuovere il paesaggio rurale e favorire leconomia agricola vogliamo sfruttare al meglio le grandi potenzialit che il connubio agricoltura e turismo pu ancora avere, spiega il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Il ministero, cos, per offrire pi trasparenza e informazioni ai cittadini ha creato il marchio Agriturismo Italia con un nuovo sistema di classificazione, che utilizza come segno grafico il sole (da 1 a 5), per valutare la qualit e i servizi dellattivit. Per la prima volta i punteggi vengono assegnati in maniera omogenea per tutte le regioni. Si tratta di uno strumento in pi che nelle intenzioni del ministero dovrebbe permettere di continuare a supportare la crescita del sistema dellagriturismo italiano, perch uno dei tratti peculiari del modello agricolo nazionale e del nostro modo di, interpretare la multifunzionalit. Del resto solo le imprese che fanno agricoltura possono rientrare nella categoria degli agriturismi.
Autore: Maurizio Tropeano


03 Giugno 2017, ore 11:30

Corriere della Sera
(Di) vino museo Dagli etruschi a oggi... Anche la Costa Toscana avr la sua World Wine Town. Lispirazione arriva da Bordeaux con cui i vini di Bolgheri, se non altro, condividono lo stile, per il taglio bordolese che li contraddistingue e li ha resi unici nel mondo. Ma non ci sar solo Bolgheri, il progetto abbraccia tutti i vini della costa e il fiore allocchiello sar proprio il Musem, Museo sensoriale e multimediale del vino, disegnato dal premio Oscar Dante Ferretti, che oggi apre al pubblico, al Casone Ugolino, la farm di Castagneto Carducci dellimprenditore Franco Malenotti. Madrina dellinaugurazione sar lattrice romana Violante Placido. Le sale espositive sono divise per temi: la Zona storica dove i visitatori possono assistere a lezioni, condotte dal professore Affilio Scienza, sulla storia del vino dalla civilt Etrusca ai giorni nostri (illustrate mediante filmati ed effetti speciali), con la possibilit di degustare vini e cibi prodotti secondo le tecniche delle varie epoche. La Sala delle grandi famiglie con ologrammi a grandezza naturale, che proiettano le testimonianze dei protagonisti del territorio come Gaddo della Gherardesca, Piero Antinori e Niccol Incisa della Rocchetta. Nella Sala degli imprenditori visionari ci sono invece Pier Mario Meletti Cavallari e Michele Satta che raccontano della scoperta del territorio e della nascita di etichette prestigiose. Infine la Sala del futuro con una lezione magistrale sugli effetti del cambiamento climatico e sulle nuove tecniche per la produzione vinicola, e con Federico Zileri, presidente della Doc Bolgheri, che parla del cambio generazionale. LAssociazione italiana sommelier Toscana, lUnione Regionale Cuochi Toscani e World Wine Town Foundation organizzano inoltre la terza edizione di Food & Wine in Progress (3 e 4 giugno dalle ore 10 alle 19, info su http://www.aistoscana.it/t-wine-3-4-giugno). Ancora cibo e vino domenica con la notturna di Castagneto a Tavola, evento storico del Comune, alla XXIII edizione. Il vino per quanto possa elevarsi in qualit, per raggiungere significativi risultati economici ha comunque bisogno, come tanti prodotti, degli elementi del marketing e uno dei pi importanti la comunicazione - ha detto Gaddo della Gherardesca, promotore della Wine town. Finalmente in una zona a forte vocazione turistica ci sar un Visitors Center che potr soddisfare tutte le esigenze di coloro che sono attratti dai prodotti della zona. Lunione delle Wine Town italiane su cui sto lavorando - spiega Franco Malenotti - con la nostra con House of Chianti classico, Venice Wine Town e Wimu di Barolo, creer un network per promuovere il turismo culturale. Che io sappia lunica novit nel panorama del turismo italiano, costruita da privati senza alcun aiuto pubblico o politico.
Autore: Divina Vitale


02 Giugno 2017, ore 17:17

Italia Oggi
La Brexiti fa salire alle stelle il prezzo de vino nel Regno Unito Una bottiglia costa 6,4. Rincarata anche l accisa: +3,9%... Un cin cin con le bollicine francesi o un bel calice di rosso italiano sono sempre pi cari nel Regno Unito, dove limpatto della Brexit sta spingendo in alto il prezzo del vino. Nei primi tre mesi dellanno il prezzo medio di una bottiglia cresciuto pi che nei due anni precedenti, 3% in 12 settimane contro l1% in un biennio, e secondo gli esperti del settore non finita qui. Passata la sbornia per la vittoria del referendum sulluscita dallUnione europea, il governo di Theresa May deve affrontare anche i primi risvolti pratici della Brexit: a lanciare lallarme sul caro vino la Wine and Spirit Trade Association (Wsta), unorganizzazione che raccoglie pi di 300 imprese tra produttori, importatori e venditori di vini e alcolici. A fine marzo, ha spiegato lassociazione che movimenta qualche cosa come 1,8 miliardi di bottiglie allanno, il prezzo medio di una bottiglia di vino da 75 cl era di 5,56 sterline, circa 6,4 euro, mentre allinizio del 2015 costava circa 30 centesimi in meno. E questi valori non tengono ancora conto dellaumento del 3,9% dellaccisa sugli alcolici. Le previsioni indicano che i prezzi del vino continueranno a salire, spinti dalleffetto Brexit sullinflazione e poi dai dazi che si avvicinano, ha specificato la Wsta. Secondo lOsservatorio delle politiche commerciali del Regno Unito, entro il 2025 il prezzo del vino per i consumatori britannici potrebbe essere del 22% superiore a cause della Brexit, con un calo dei consumi del 28% e delle importazioni del 27%. I cittadini di Sua maest Elisabetta II o meglio chi ama il vino, iniziano quindi a pagare gli esiti del referendum del 2016: tutto come previsto, ha commentato lorganizzazione, era solo una questione di tempo prime che gli ammortizzatori messi in campo contro una sterlina pi debole esaurissero il loro effetto e il consumatore si accorgesse dellaumento dei prezzi. Purtroppo le nostre previsioni si sono trasformate in realt, ha commentato Miles Beale, direttore generale della Wsta, e oggi il prezzo medio del vino il pi alto di tutti i tempi. Siamo chiari: non si tratta di un aggiustamento, ma i prezzi continueranno ad aumentare. Sappiamo tutti che Brexit sar una faccenda complicata ma il governo deve iniziare a mostrare il sostegno allindustria del vino britannica e ai 275 mila posti di lavoro che il nostro settore supporta. Lindustria del vino ha chiesto un taglio della tassazione: il 56% del costo di una bottiglia di vino se ne va in accise, ha proseguito lassociazione, quando ci sono 14 paesi Ue che non hanno tasse e in Francia, Spagna e Germania si parla di unaccise tra il 19 e il 21% del prezzo della bottiglia.
Autore: Maicol Mercuriali


02 Giugno 2017, ore 17:16

Corriere della Sera
La seconda vita dellex arbitro - enologo: Il mio Verdicchio assomiglia a Mancini Il mio Verdicchio come Roberto Mancini. Lo guardavo giocare, elegante e sorprendente. Sempre concreto, come tutti i marchigiani. Il mio vino cos, niente lustrini, va dritto. E non stanca mai. Daniele Tombolini, 56 anni, larbitro dai riccioli bianchi che per 13 anni ha fischiato, espulso e ammonito calciatori in 151 partite di serie A. Hai bevuto troppo, gli urlavano dagli spalti per contestarlo e prendere in giro il suo diploma da enologo. Ora ha rispolverato quel diploma: non arbitra pi, produce vino. E ride pensando agli sfott negli stadi. Errori? Certo che ne ho fatti. Ma imparziali, qualche torto a tutti. Senza accanimenti. Dopo esser stato sotto i riflettori dellItalia pallonara, si messo in mostra come moviolista e opinionista alla Domenica sportiva e in Quelli che il calcio. Ora firma le sue etichette Daniele Tombolini enologo e gioca a nascondino con la sua seconda vita. Abita a Filottrano, paesino in provincia di Ancona, in una casa rurale. Sulla facciata ha costruito una meridiana. Coltivo un orto sinergico e restauro mobili. Le sue giornate potrebbero avere come sottofondo una frase di Leopardi recitata da Germano nel film Il giovane favoloso: Io non ho bisogno di stima, di gloria o di altre cose simili. Io ho bisogno di amore, di entusiasmo, di fuoco. Pi che una seconda vita - racconta Tombolini - questa il ritorno alla prima. Nonno e pap erano liquoristi, vendevano Vermouth e Marsala. Noi siamo sette figli. La famiglia ha deciso che dovevo diventare enologo e cos stato. Con la crisi dei consumi, gli affari sono diminuiti. Intanto prendeva quota la mia attivit di arbitro. Ho lasciato perdere il Vermouth e indossato la giacchetta nera. A 45 anni, come vuole lo statuto, ho finito la carriera. E sono tornato enologo, senza apparire troppo. Perch, da volto della Rai, non potevo sfruttare la visibilit per lanciare il mio marchio. Ora dedico al vino (e alla famiglia) l80% del mio tempo. Al fianco del Tombolini enologo ci sono i fratelli Ottavio e Giuliano Piersanti. Amici dinfanzia - svela - mio nonno Sante e quello loro, Giovanni, fondarono nel 1955 a San Paolo di Jesi una societ spumantistica. I vini? Con il nome 101 per cento, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore e Rosso Conero Doc. Solo questi, non mi piacciono i men invadenti. Cesare Lorenzetti vende le 30-35 mila bottiglie lanno. La vigna si trova a Cupramontana. Nel sito di Cupra, lantica dea della fertilit, dice, orgoglioso, Tombolini. Sono 18 ettari, con tre diversi terreni: calcareo, organico e ferroso. Qui nasce il Verdicchio: 101 per cento perch usiamo solo queste uve, in disaccordo con il disciplinare pi permissivo. Un vino non semplice, strutturato, va bene con pesce o carne, in enoteca si trova al di sotto dei 9 euro. Punto molto sul Verdicchio, il bianco italiano pi premiato, si saputo trasformare aumentando la qualit. trainante. Il Rosso Conero Doc viene da Candia. Montepulciano in purezza, acquistiamo le uve. Passaggio in barriques e due anni di affinamento. Finora sono stato dietro le quinte come vignaiolo, ma ora sono pronto a scendere in campo, dice Tombolini, unendo linguaggio sportiva e passione enologica. Il suo sogno? Far vincere lo scudetto, come fece per due volte Mancini, ai suoi Verdicchio e Rosso Conero.
Autore: Luciano Ferraro


01 Giugno 2017, ore 17:16

Il Sole 24 Ore
Campari fa pulizia di marchi minori Alcolici. In vendita Carolans e Irish Mist... Campari continua la pulizia di marchi: ora il cartello Vendesi pare sia stato appeso su whiskey e liquori irlandesi. Secondo quanto riferito dallagenzie Bloomberg, la casa italiana dellaperitivo starebbe lavorando alla cessione di due piccoli marchi: Irish Mist Whiskey e Carolans Irish Cream. I superalcolici erano stati acquistati nel 2010, insieme al pi noto liquore Frangelico. Nellultimo anno, a partire dalla mega scalata su Grand Marnier, per, Campari ha iniziato a sfrondare il suo impero. Nel caso specifico, dopo lacquisizione, i due marchi irlandesi avevano avuto un andamento molto altalenante (+0,9% nel 2012; -7,7% nel 2013; -3,3% nel 2014, +7,7% nel 2015 e nel 2016 -1,2% e +4,6% rispettivamente per Carolans e Frangelico), ma alla fine del 2016 le vendite totali di Carolans e Frangelico sono risultate pari a 69 milioni di euro, circa il 3,5% del fatturato previsto da Campari per lanno, hanno osservato gli analisti di Banca Imi. Gli analisti di Equita, invece, hanno assunto che il fatturato generato da questi due marchi valga circa 50 milioni (provenienti per lo pi dagli Stati Uniti), con una marginalit inferiore alla media del gruppo. Uneventuale vendita potrebbe far incassare circa 120 - 150milioni. La cessione sarebbe appunto un ulteriore passo nel processo di sfoltimento del portafoglio marchi del gruppo. Negli ultimi mesi Bob Kunze Concewitz, il manager che da 10 anni esatti guida la multinazionale della famiglia Garavoglia, ha venduto Vini Fermi Cileni, lo storico marchio sardo Sella&Mosca, Teruzzi&Puthod, la divisione pharma di Appleton in Jamaica, e ancora i vini Enrico Serafino e il liquore Limoncetta di Sorrento. Per un totale di circa 120 milioni di incasso. Aumenterebbe inoltre la disponibilit di risorse per future acquisizioni, anche se non ci aspettiamo niente nel breve considerato che il gruppo impegnato nel processo di rilancio di Grand Marnier. Ma soprattutto deve ridurre i deibiti che dopo lacquisizone del brandy francese: erano 1,2 miliardi a fine marzo. Oltre a fare pulizia tra i marchi minori, tenendo solo quelli pi rinomati, Campari pu fare cassa anche da una villa in Costa Azzurra: un immobile prestigioso ricevuto insieme a Grand Marmer dalla famiglia proprietaria. La Borsa si gasata per i rumor, ma al momento Campari non proprio regalata a Piazza Affari: il titolo costa 22 volte gli utili 2019. I big mondiali Pernod - Ricard e Diageo, molto pi grandi di Campari, prezzano meno, con un multiplo sugli utili a 18 volte. Non a caso, la medesima Evita vede un prezzo giusto a 5,5 euro, mentre in Borsa Campari vale 6,x euro. La storica azienda di Sesto San Giovanni, come sua abitudine, non ha commentato le indiscrezioni. Il che, d solito, equivale a una conferma.


31 Maggio 2017, ore 13:12

Italia Oggi
Folonari al tornante della storia La storica azienda toscana cambia guida. Al padre Ambrogio succede il figlio Giovanni... Il futuro nel Chianti e nella ricettivit. La Cina non attrae... Cambio generazionale alla guida di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, lazienda che vanta 6 tenute di propriet per unestensione complessiva di 350 ettari tutti in territorio toscano e nata nel 2000 per scissione dalla Ruffino, poi passata allamericana Constellation Brands. Ambrogio Folonari, 88 anni, ha ceduto il comando al figlio Giovanni che diventato presidente. C voluto un po di tempo perch nella mia famiglia per tradizione si muore in ufficio. Solo un mio zio andato in pensione, commenta con ironia, a ItaliaOggi Giovanni Folonari. Domanda. Cosa cambia con questo passaggio di testimone?
Risposta. Mio padre presidente onorario, e continuer a venire in ufficio tutti i giorni. Mette bocca dappertutto, ma va bene. Ha una grandissima esperienza dalla quale c molto da imparare e, anche se con differenze di generazione, ci si riesce a ragionare. Lha presa bene, ha capito. Anche perch lo lasciamo continuare a essere presente.
D. Un tipico nodo nei ricambi generazionali nella gestione di chi lascia.
R. Fondamentale continuare a mantenere il legame. La persona con pi esperienza vorrebbe fare tutto di testa propria e non sentire nessuno. Il giovane senza esperienza, ma vorrebbe cambiare il mondo. Il meccanismo funziona se lanziano capisce che il mondo cambia e se il giovane sa essere diplomatico. E io sono molto diplomatico.
D. Il ricambio importante, dunque.
R. La nostra famiglia si sempre messa in discussione. Se fossimo stati ancorati alle nostre tradizioni saremmo rimasti al tempo della Folonari.
D. Dove va adesso la Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute?
R. Ci siamo concentrati sul territorio e sui vini legati alla zona in cui nascono. Dallo scorso anno, quando ho assunto lad Bruno Alvisini, abbiamo puntato sullimmagine, sulla qualit e sul Chianti Classico. Crediamo molto in questa Doc, il Chianti il vino pi conosciuto al mondo.
D. Qual il mercato del vostro vino?
R. Abbiamo un fatturato di 9 mln di euro e una produzione da 1,4 milioni di bottiglie. Contrariamente ai nostri competitor che esportano fino all80%, il 50% del nostro mercato italiano. importante vendere in Italia anche se lideale sarebbe arrivare a un 40% Italia, 60% estero. Nellexport andiamo molto forte negli Usa, ma lavoriamo molto in Europa, nei paesi dellEst, in Canada, Brasile e Giappone. Non molto interessante, invece, la Cina dove in generale non c una gran passione per il vino.
D. Avete sei aziende, tutte in Toscana. Ma non fate soltanto vino...
R. Abbiamo ristrutturato Borgo Cabreo per fare ricettivit di alto livello ed stata una scelta azzeccata. A tre settimane dallinaugurazione abbiamo avuto sempre tutto esaurito.
Autore: Andrea Settefonti


30 Maggio 2017, ore 17:14

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Di pregiato soltanto le etichette Inchiesta vino, chiuse le indagini... Le etichette erano quelle pregiate. Il vino no. Dalla materia prima fino allimbottigliamento: una frode sul Chianti, ma anche per altri tipi di vino Doc, come il Brunello di Montalcino, il bersaglio di questa indagine, appena chiusa, della procura di Firenze. Reati pesanti, quelli contestati agli undici indagati, accusati anche di associazione per delinquere, contraffazione di marchio e della origine del vino, in molti casi tuttora ignota, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso. Del gruppo, secondo le indagini, fanno parte anche Giacomo, Giampiero e Filippo Coli della omonima cantina che ha sede nel territorio di San Casciano Val di Pesa e che coinvolta anche nellinchiesta pratese sul caporalato nelle vigne. Linchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dal pm della Dda di Firenze, Giulio Monferini, port nel dicembre 2016 allarresto di tre persone (poi ai domiciliari) mentre altre sette vennero iscritte nel registro degli indagati. Il vino, di bassa qualit ma risultato non nocivo per la salute, veniva adulterato con laggiunta di alcol per aumentarne la gradazione. Subito dopo veniva imbottigliato in unazienda agricola di Empoli, la Nobile Prima Vini, gi in concordato preventivo, dove venivano apposte false etichette di fama mondiale prima di inviarlo nei depositi del Lazio e dellEmilia Romagna facenti capo a una ditta di import export. Da qui i vini partivano per lestero, in particolare per il Costa Rica, considerato unottima destinazione, dove aveva dei locali una societ i cui titolari erano stati indagati anche per Mafia Capitale e la cui sede fiscale era a Roma.
Autore: Stefano Brogioni


29 Maggio 2017, ore 17:18

Quotidiano Nazionale/La Nazione
La piccola gemma sulla Costa degli Etruschi allassalto dei grandi Colossi del Vino. Dal 3 giugno, Bolgheri polo internazionale del vino, con un mega - museo ipertecnologico, ma anche ricco di fascino del territorio, e in pi sale degustazione, percorsi sensoriali, e unAccademia per sommelier. Per tutti era gi Bolghereaux, da quando una incredibile joint venture di genio e lungimiranza tra il marchese Incisa della Rocchetta e il principe degli enologi Giacomo Tachis (due piemontesi che hanno insegnato a fare il vino ai toscani, sibilano le malelingue) invent il Sassicaia, il vino francese di Toscana. Cabernet (sauvignon e franc) e merlot nella patria del sangiovese. Seguito a ruota dagli Antinori con Guado al Tasso e Ornellaia, oggi di propriet Frescobaldi (noblesse oblige, comunque), e da un movimento a cascata che a Bolgheri e dintorni ha portato maison e griffe del vino come Gaja, Folonari, Knauf, Banfi, Bulgheroni, Meletti Cavallari, Moretti, Allegrini, Ziliani fino a Feudi San Gregorio, e ha suscitato la crescita di un bel movimento di produttori locali (Michele Sana, Cinzia Merli, Massimo Piccin e molti altri). E in trentanni il borgo ricordato dai pi solo per i versi del Carducci e visitato a malapena per la tomba di Nonna Lucia ha cambiato look, ha visto fiorire ristoranti ed enoteche, negozi e artigianato. Ora, il colpo grosso. Un museo del vino. Meglio, una Citt del Vino, perch museo una parola che sa di vecchio e ammuffito, e un nome inglese, World Wine Town, per dare il giusto tocco di internazionalit. Parole di Franco Malenotti, settantanni, famiglia di Castagneto Carducci, il padre era quel Maleno Malenotti regista e produttore cinematografico che nel maggio del 1976 fu rapito e malgrado il pagamento del riscatto non fece mai ritorno a casa: lui, lex gentleman rider e imprenditore gi mister Belstaff (marchio venduto agli austriaci di Labelux) e oggi patron di Matchless con i figli Michele e Manuele, a capire il momento. Ancora in joint venture, questa volta con un signore che pu vantarsi di dire la Maremma cest moi: Gaddo della Gherardesca, 67 anni, manager, figlio della stirpe che appunto significa Maremma, amico di vip e teste coronate del mondo intero, presidente nazionale dellAssociazione Dimore Storiche. E lui che convince lamico Malenotti a comprare il Casone di Ugolino (cos chiamato in onore del trisavolo Ugolino, nato nel 1923), fattoria cinquecentesca di propriet della famiglia e adibita principalmente alla lavorazione del tabacco, un tempo assai fiorente in zona, e a farne un polo ricettivo: hotel, ristorante, show room, luogo di aggregazione e cultura. Porto di terra, lo definisce Malenotti, che ci investe una dozzina di milioni e attira finanziamenti di altri privati, in testa Monte dei Paschi e la Bcc di Castagneto. Lidea chiara. La nostra Wine Town - dice Malenotti - sar un polo in una rete italiana di strutture simili: la House of Chianti Classico di Radda in Chianti, il WiMu nel Castello di Barolo in Piemonte, la Venice Wine Town che sta nascendo sul Sile a pochi passi dalla Laguna. La prima grande Wine Town in Italia, nel posto pi bello della costa toscana, dove c di tutto, dalla storia al cibo, dal sole e dal mare ai cavalli della Dormello Olgiata. Lidea viene da Bordeaux, dalla Cit du Vin in cui il sindaco Jupp - continua - e le banche hanno investito 90 milioni di euro, e che gi nel primo anno ha visto passare 500mila visitatori. Due conti, e un pizzico di polemica che non guasta. LItalia - dice Malenotti - fa pochissimo per sostenere il turismo che oggi muove milioni e milioni di persone attratte soprattutto da storia, arte, cibo e vino. Ma vanno a Napa Valley al Castello di Amorosa, o in Cina dove gli architetti fiorentini di Archea hanno progettato il mega - parco di Yanquing Grape Exibition Garden. E lItalia perde clienti: cresce del 2 - 3% lanno mentre i competitors guadagnano in doppia cifra, fra il 13 e il 15%. Sensazioni confortate dai dati di Unioncamere: il turismo enogastronomico in Italia oggi vale 122 milioni di presenze per 12,4 miliardi di euro: gli stranieri garantiscono 52,5 milioni di presenze, con una spesa giornaliera di 56,75 euro per lalloggio e 80,91 euro per acquisti vari.
Autore: Paolo Pellegrini


28 Maggio 2017, ore 17:19

La Stampa
La cantina alimentata da un motore a fiore Nel Novarese viticoltura ecocompatibile... Dietro allo spumante ros che ha conquistato il Giappone c un segreto: accanto alle vigne, una cantina totalmente ecocompatibile e un gigantesco girasole di acciaio inox e alluminio che produce energia a costo zero. Lidea di un consulente informatico con la passione della campagna e della vigna, Enrico Crola, 44 anni, che nel 2006 ha deciso di cambiare vita: addio a bit e computer per dedicarsi alle vigne di famiglia a Mezzomerico, nel Novarese. Una scommessa vinta, perch Crola passato dalle 4 mila bottiglie dellesordio alle 25 mila di oggi, col 73% di export, sei ettari di vigneti e un fatturato in continua crescita. Limprenditore novarese ieri si lanciato in unaltra scommessa, un investimento da un milione e mezzo di euro: Lanno della svolta - racconta - stato il 2014, quando abbiamo deciso di investire in quello che crediamo. Una cantina immersa nel verde, circondata dai vigneti, che prendesse energia dal sole e dal vento, senza inquinare. Oggi realt. Larchitetto milanese Mauro Piantoni ha realizzato una struttura su due piani, in cima alla collina: una parte interrata, dedicata alla lavorazione dei prodotti e alla cantina vera e propria, e la costruzione fuori terra, in larice grezzo per avere il minor impatto ambientale. Il legno e il cemento per una cantina che ricrea le caves di un tempo, ma con le ultime dotazioni tecnologiche. Al piano terra una vetrata d sui vigneti. La struttura ha un motore verde a forma di fiore: il primo impianto fotovoltaico di questo genere in Italia: allentrata della cantina campeggia un enorme girasole di metallo, 5 metri di altezza, con 12 petali - pannelli solari montati su una struttura dacciaio che inseguono la luce e producono 5000 kWh allanno di energia elettrica, l80% del fabbisogno dellazienda. Quando le folate di vento sono troppo forti e raggiungono i 63 chilometri orari, un anemometro blocca i petali e mette in sicurezza SmartFlower. La nuova struttura stata pensata anche per la nuova generazione di visitatori, gli enoturisti che e apprezzano il vino di qualit ma vogliono anche un paesaggio da sogno, come quello che si vede dalla vetrata della cantina di Mezzomerico. E poi c da seguire la richiesta di un mercato sempre pi importante. In cantina c Davide Rossi, enologo, 25 anni: Il nostro prodotto di punta lHall Ros, uno spumante realizzato col metodo classico e le uve di Nebbiolo. Ha convinto i giapponesi che lideale da abbinare al sushi, e in Norvegia stato giudicato tra le sette migliori bottiglie al mondo. Nel cuore di Enrico Crola un posto speciale ce lha unaltra bottiglia, Giulia Colline Novaresi doc, altro Nebbiolo rosso rubino, chiamata col nome della figlia, scomparsa dopo solo un giorno di vita. A lei ho intitolato la bottiglia della mia vita. Oggi in questa impresa ci sono mia moglie Claudia e due figli, Andrea, 5 anni, ed Emma, 3. un investimento pensato per loro, per le nuove generazioni.
Autore: Marcello Giordani


28 Maggio 2017, ore 17:19

Quotidiano Nazionale/La Nazione
Io, studente in America per imparare a fare il vino Folonari tra ricordi e futuro. Giovani, tocca a voi... Non pi il Capo, ma in panchina non ci va. E alla fin fine non chiamatelo nemmeno Grande Vecchio, perch a dispetto degli 87 anni appena compiuti Ambrogio Folonari, il dottor Ambrogio, si sente addosso ancora tanta energia. Ha appena ceduto il bastone di comando al figlio Giovanni, che in realt lavora con lui gi dal Duemila, quando dallo scisma di famiglia nacque la appunto - Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, per mantiene la carica di presidente onorario, e continua a dare il suo apporto. Di esperienza, di idee, di un bagaglio che viene da lontano, dalla solida concretezza delle origini bresciane. Uomo schivo e riservato, lAmbrogio.
Insomma, questa idea del Grande Vecchio non le piace gran che...
Mah, un po mi butta gi di morale. Certo, pu essere un complimento per le cose che ho fatto, per quel `vecchio....
Che lezione ha appreso dal secolo di grandi cambiamenti?
Ho visto cambiare il mondo, certo, anche il nostro mondo. E ho dato il mio contributo, e forse anche con successo: adesso viviamo in un mercato libero, in mano al consumatore, quando ho cominciato comandava il produttore, ora a comandare la domanda.
Che cosa sente di averci messo di suo?
A 26 - 27 anni mio padre mi mand in America a studiare il mercato, e una persona mi gel dicendomi sai, quando ho bevuto il tuo vino con il fiasco ci faccio una lampada. Tornai e dissi a pap: ora mettiamoci a fare vino buono
E questo mondo del vino oggi come lo vede?
In grande ebollizione, in evoluzione. Per fortuna che il consumo c e non dobbiamo conquistarlo, ma solo lavorare a migliorare la qualit. Certo, la tecnologia un grande vantaggio. Ottantanni fa ci si aiutava con la chimica, oggi si lavora sul caldo e sul freddo.
Dunque il vino oggi migliore di allora.
Assolutamente. Oggi si ricerca la qualit.
Quanto pesa leredit di un nome come il suo?
Ho sempre sentito questa responsabilit. Ora che sono pi vecchio, resto ancora ammirato, penso al nonno che partiva per la Puglia a Ferragosto e tornava a Natale, si faceva due giorni di viaggio, e cera solo qualche lettera ogni anno... E mio padre, ragazzo del 99 andato in guerra a 18 anni... C tanta densit, nella storia della nostra famiglia, non abbiamo 7 - 800 anni ma solo 200 per abbiamo vissuto e interpretato tempi di grandi cambiamenti.
E la generazione di suo figlio pronta a raccogliere il testimone?
Vedo molta passione, molto attaccamento in Giovanni come nei suoi amici, Lamberto Frescobaldi e le ragazze Antinori, se la trasmettono, sono amici... con Lamberto hanno studiato insieme a Davis, in California, quando ancora in Italia le scuole non cerano, e si doveva andare in Francia o in America, poi le aziende e il mercato hanno dato vita a strutture anche qua....
C un rapporto anche tra voi Grandi Vecchi?
S, siamo molto amici, sono molto grato a Frescobaldi e Antinori che mi hanno coinvolto in tante cose e hanno voluto la mia azienda nelle associazioni, in fondo ero molto piccolo dopo luscita dalla famiglia.
Unuscita sofferta.
S, certo. Soprattutto quando ho visto passare la Ruffino in tuttaltre mani.
Sua moglie stata assessore in Provincia con Renzi, ma anche lei ha ricoperto incarichi pubblici. Che rapporto ha con la politica?
Sono stato per 14 anni presidente della Sogese, la societ che gestiva fiere e spazi espositivi, e lho fatto con disponibilit e spirito di servizio. Ma era una questione operativa, non politica: con la politica non ho alcun rapporto, non mi interessa. una malattia, e io sono vaccinato.
Autore: Paolo Pellegrini


26 Maggio 2017, ore 18:15

Corriere della Sera
Dinastie di vino e poesia La storia. Due donne, nonna e nipote, una passione: le bollicine. Ma a legare Elena (la fondatrice dellazienda) e Camilla (lattuale guida) ci sono pure i versi... Distesa sulle rocce questa terra che mangia come pane il sole e beve cieli dacqua e di sudore, superba mi trattiene in questi colli a respirare i fieni i mosti e gli orti nel cigolo del vento sulle vigne... Nei primi versi c gi il racconto della Terra di Franciacorta, che d il titolo alla lirica. Lautrice Elena Alberti Nulli, nata nel 1926. Lelegante signora ci riceve nella sua cucina (ampia e accogliente, mostra con fierezza i segni del tempo), angolo della dimora di campagna, che sorge su un colle a pochi metri dal centro storico di Monticelli Brasati. La casa attigua alle cantine della tenuta Castelveder, fondata nel 1975 da Elena, insegnante nella prima vita, da sempre scrittrice/poetessa, e dal marito Renato Alberti, deceduto nel 2012. A dirla tutta spiega - mio marito, che pure aveva investito nei vigneti, si occupava daltro. Il timone dellazienda vinicola lho sempre tenuto io. Adesso il testimone passato a mia nipote Camilla. Eccola accanto a lei, complice negli affetti e nellimpresa. Oltre alla competenza tecnica, laureata in Lingue, ci sa fare con i clienti e gli enoturisti stranieri - spiega la nonna -. C anche suo cugino Francesco in pista. Lui si occupa del lavoro in vigna. La conversazione con questa formidabile coppia ros, per citare uno degli ultimi Franciacorta brut della Tenuta (100% da uve Pinot Nero), si propone, al di l della storia dei Nulli - Alberti (durante lultima guerra da Brescia sfollammo a Monticelli in un antico palazzo acquistato da mio padre), di entrare nel racconto del territorio e di quel miracolo vitivinicolo, diventato uno dei simboli forti della provincia bresciana. Franciacorta sinonimo di spumante, dunque il Disciplinare di produzione vieta luso del termine spumante - osserva Elena -. Il nome Franciacorta gi riassume tutte le caratteristiche del prodotto. Per inciso, la nonna sta nellAssociazione Le Donne del vino (la donna parla con luva, rivendica), la nipote vicepresidente della Strada del Franciacorta. Camilla, nata nel 1975, anno di fondazione di Castelveder, ricorda quando lei, alunna delle elementari, fece la prima ricerca sulla Franciacorta. Lorigine del nome leggendario. Disputa fra almeno tre interpretazioni. Il fatto - dice Camilla - che allora la Franciacorta era ignorata dalle guide turistiche. Non una parola in pagina. stato il vino, che pure si produceva fin dallantichit grazie alla felice posizione geografica dei terreni e allinfluenza climatica del lago dIseo, a farla emergere dalloblio, aggiunge Elena. In effetti, cos. A parte unazienda storica come Berlucchi, la Franciacorta felix con le sue cantine e le sue bollitine di successo che conosciamo oggi una realt costruita nellarco di circa trentanni. Recente la costituzione del Consorzio del Franciacorta, oggi presieduto da Vittorio Moretti (Bellavista), che riunisce quasi tutti i produttori. Insomma, lunione fa la forza. La viticoltura del nostro territorio ha fermato lurbanizzazione selvaggia e i capannoni industriali, che pure cingono i filari dei vigneti nota Camilla -. Il vino ha fatto bene alleconomia e al paesaggio. Fatto sta che in Franciacorta fioriscono le iniziative culturali, gastronomiche, ludiche. Tra poco comincia il Festival Franciacorta dEstate, ad animare il mese di giugno. Con varie proposte: escursioni in bici e a piedi, concerti, spettacoli. Il clou, domenica 18 a Corte Franca: Brunch Pic Nic dautore, banchi dassaggio, degustazioni. Da 0 a 100, e finalmente siamo sulle Guide, esulta Camilla. La nonna sorride, compiaciuta.
Autore: Marisa Fumagalli


26 Maggio 2017, ore 18:15

Il Venerd di Repubblica
La bottiglia Champagne Brut Tradition Brigandat Channes (Rube)... Bollicine francesi per luminosi brindisi... Il Barsquanais, colline di vigne e boschi, molta fauna selvatica, ha poco da spartire col resto dellAube, che i parigini battono in cerca di bollicine a basso costo. E ne trovano: i prezzi non sono quelli di Reims. E nemmeno le bottiglie. Caratteristica del Barsquanais, una sorta di Grand Cru, la forte presenza di rcoltants - manipulants, ossia di contadini veri, che imbottigliano per s e non riforniscono le pi famose masons. Ne deriva una gran variet di Champagne, ogni azienda ha la sua formula. In comune, luso del Pinot nero, vitigno principe nellAube. Non fanno eccezione i Brigandat: Pierre scomparso da poco, il figlio Bertrand ne ha ereditato esperienza e passione. Sono otto gli ettari coltivati a Pinot nero e appena mezzo a Chardonnay. In cantina, solo inox. Abbiamo scelto il Brut Tradition, un Blanc des noirs, ossia cento per cento Pinot nero. Concorrono al 25 per cento i vini di riserva (delle vendemmie precedenti). Passa tre anni sui lieviti prima del dgorgement. Chiaro e luminoso nel calice, perlage fine e leggero, profuma di frutti (agrumi, albicocca, mango) e pasticceria, con note minerali. Al palato fresco, diretto, goloso, appagante. Buon bicchiere da brindisi, pu reggere tutto il pasto. A Parma da Cavalli, a Senigallia (Ancona) da Galli, sui 32 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


25 Maggio 2017, ore 19:07

La Repubblica Firenze
Cantine Aperte Non abbiate paura di sembrare impreparati. Questa edizione di Cantine Aperte la manifestazione nata nel 1993 per accogliere il pubblico nelle cantine e nelle aziende vitivinicole toscane, e poi di tutta Italia, cambiando per sempre la comunicazione sul vino fatta proprio per chi di vino sa poco o nulla. Violante Gardini, dal 2013 presidente del Movimento Turismo del vino Toscana e dal 2016 vice presidente dei Giovani imprenditori vitivinicoli italiani, lha ideata proprio cos questa 25esima edizione in programma domenica 28 maggio, molto social e molto pop: Le lezioni le lasciamo fare ai sommelier, che sono pi esperti, a noi resta piuttosto il compito di fare vedere dove lantica tradizione del vino viene messa in pratica; negli ultimi anni i giovani che partecipano a Cantine Aperte sono sempre di pi, e non arrivano chiedendo semplicemente un bicchiere di vino rosso, hanno una lista di assaggi da fare, un programma di posti da visitare vogliono conoscere. Il vino davvero di tutti sembra essere il sottotesto di questo nuovo appuntamento che coinvolger 80 cantine toscane in tutta le province (elenco completo sul sito del Movimento turismo del Vino) lanciato pochi giorni fa anche sui social con un video ideato e interpretato da Lorenzo Baglioni che ha gi raggiunto le 300mila visualizzazioni. Per i suoi 25 anni Cantine Aperte ha stretto una collaborazione con la Scuola internazionale di comics di Firenze, una delle pi importanti accademie al mondo per la formazione nel settore dei fumetti, i cui allievi si sparpaglieranno per le cantine aderenti mostrando le loro opere, dipingendo con la terra o con il vino. Venticinque anni fa lapertura al pubblico delle cantine fu un gesto rivoluzionario - racconta Violante Gardini - ma oggi ci sono eventi distribuiti in tutto larmo e dopo tante edizioni cera lesigenza di rinnovare questo appuntamento declinandolo sui giovani e sulle loro idee. Tra le novit per esempio c luso dello smartphone e della georeferenziazione: sul nostro sito esiste una mappa che permette di trovare, usando il cellulare e impostando filtri di ricerca anche geografici con la geolocalizzazione, cosa c disponibile intorno a te, quale cantina propone il programma pi interessante nelle tue vicinanze: i programmi sono amplissimi e diversi da cantina a cantina, si va dallassaggio da botte, al trekking, al trattamento benessere con il vino. Dunque sono invitati tutti, gli appassionati di vino, ma anche i semplici curiosi, e per tutte le tasche. Ci sono buonissimi vini a bassi costi e molte delle cantine ospitano eventi aperti al grande pubblico, la maggior parte dei quali ad ingresso gratuito. Unesperienza ideata e proposta per il piacere della convivialit e per recuperare la conoscenza di una tradizione, ma anche per diventarne ambasciatori: Quando entri in una cantina ti rimangono impressi odori, sapori, le persone che ci lavorano e che ti aprono le porte, non solo unetichetta; e tutto questo non si dimentica.
Autore: Elisabette Berti


24 Maggio 2017, ore 17:41

Italia Oggi
Le bollicine pure a pasto Il presidente di Federvini, Sandro Boscaini, legge la congiuntura vinicola... Cambiano i costumi, pi qualit nei consumi... Le bollicine? Arrivano sempre di pi ogni giorno in tavola, anche per pasti. Ma, assieme a Prosecco e spumanti, sono i consumi di vino in generale a salire nel Belpaese, trainati dalla qualit. Con qualche nuvola allorizzonte sul versante export: i produttori sono preoccupati dal possibile profilarsi di nuovi dazi e dalleventuale diffondersi delle etichettatura a semaforo. A tracciare a ItaliaOggi il quadro del vino italiano, Sandro Boscaini appena rieletto presidente di Federvini. Domanda. Quale momento vive il settore?
Risposta. Anche se non c la tendenza dilagante degli ultimi anni, e non era neppure possibile pretenderlo, continuano risultati apprezzabili in tutto il mondo. Ma soprattutto in Italia che ci sono segnali di ripresa interessanti. Finalmente il consumo si stabilizzato; si perso il bere smodato di vino. Gli italiani che consumano pi di mezzo di litro al giorno sono scesi dal 7,5 a 4,5% tra il 1983 e il 2003, per arrivare oggi al 2,6 - 2,7%. Ma ci che interessate che sono disposti a bere meglio e a spendere di pi.
D. Come si pu recuperare valore?
R. Il territorio coperto da vigneti, la Ue non ci d possibilit di crescere se non con una goccia di 6 mila ettari lanno. La crescita deve e pu avvenire se i nostri produttori prendono coscienza che il valore del nostro vino legato a fattori di grande importanza come paesaggio, cultura, diversit tra regioni, grande variet. Il problema che la ricerca del valore non stata mai perseguita a livello generale. Il valore medio dello sfuso italiano in cantina inferiore a quello di Argentina, Australia e Stati Uniti, per non dire della Francia. Se applicassimo il valore medio dello sfuso francese avremmo 6,5 mld di euro di fatturato in pi rispetto ai 22 mld generati attualmente dal giro daffari del vino italiano.
D. Ci sono nuovi modelli?
R. Quel che emerge luso delle bollicine come bevanda normale giornaliera a tavola. Una tendenza partita da Italia e Germania, poi arrivata negli Usa, che ha portato un notevole successo della spumantistica italiana E del Prosecco su tutti. Per questo oggi non si parla pi di tre, ma di quattro tipologie di vini: bianco, rosso, rosato e spumante.
D. Si pu legare vino e turismo, sfruttando la sinergia?
R. Certo, una sinergia naturale, la vera sinergia da attuare. Il vino uno dei perni attorno al quale ruota il turismo in Italia.
D. E novit, come letichettatura a semaforo, possono essere pericolose per lexport?
R. Siamo contrari; non si pu risolvere tutto con un semaforo. Dobbiamo fare cultura, come fa Federvini assieme a Fipe. Occorre spiegare. E intervenire quando si tende ad eccedere nel bere. I vini vanno raccontati, i veti non servono
D. I muri al libero scambio minacciati dal neopresidente Usa, Donald Trump, sono un problema?
R. Di problemi, in giro per il mondo, ce ne sono. C la chiusura del Brasile, ad esempio, o laumento delle accise in Irlanda, dove oggi si supera il prezzo di partenza del vino dallItalia. Tutto questo crea apprensione; ma questa ancor pi marcata quando si sentono raccontare le ricette che lamministrazione Usa - il mercato pi importante per noi - avrebbe in mente.
Autore: Andrea Settefonti


24 Maggio 2017, ore 17:41

Quotidiano Nazionale
Brunello e Vernaccia di qulit Peccato che fossero tutti falsi ...Maxifrode a Montepulciano, imprenditore denunciato... Brunello, Chianti, Vernaccia: sono vini pregiati i cui marchi sono noti e apprezzati in tutto il mondo, autentici testimonial delle eccellenze senesi e toscane. Ma sono anche appetibile preda per imprenditori senza scrupoli, pronti a tutto - anche alle frodi e allinganno - pur di entrare a gamba tesa in un mercato cos ricco. quanto avvenuto, secondo la Guardia di finanza che ha smascherato la truffa, in unazienda agricola di Montepulciano. Dove un produttore, titolare della stessa azienda, stato denunciato con le pesanti accuse di contraffazione, alterazione o uso di marchi e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine di prodotti agroalimentari. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Siena Aldo Natalini, sono partite da una verifica fiscale a carico di un rivenditore di vino locale. I finanzieri, nel corso degli accurati controlli, hanno notato alcune anomalie sulle etichette e gli approfondimenti hanno permesso di scoprire due frodi: Una - spiegano le Fiamme gialle - riguardante la contraffazione, mediante utilizzo sine titul, di uno storico marchio registrato di una azienda vinicola di San Gimignano, mentre laltra stata perpetrata attraverso la contraffazione delle certificazioni di origine qualitativa. I particolari sono inquietanti e i numeri assolutamente significativi. Su una partita di 2.500 bottiglie era stata apposta letichetta con un marchio di cui i produttori non erano proprietari. Durante le indagini i militari, oltre alle bottiglie sequestrate pronte per essere vendute, hanno scoperto 51 mila etichette dello stesso tipo e hanno accertato lavvenuta commercializzazione irregolare di altre 30mila bottiglie di vino. Circa 15mila bottiglie erano invece state prodotte e commercializzate falsamente etichettate con indicazione geografica e denominazione di origine. In questo caso era stata messa in vendita una partita di vino Chianti Docg 2014 con applicazione di false etichette Chianti Riserva Docg 2013 nonch una partita di vino falsamente etichettato come Igt Toscana 2014 e prodotto, invece, dalla miscelazione di un bianco da tavola e un anonimo rosso. Alle indagini ha partecipato anche la sezione di Firenze dellIspettorato centrale repressione frodi del ministero delle Politiche agricole. Purtoppo, in Toscana, episodi di questo genere si ripetono con allarmante frequenza, andando a colpire uno dei settori vitali delleconomia. Ma, soprattutto, danneggiando i consumatori e i produttori onesti.
Autore: Roberto Borgioni


23 Maggio 2017, ore 16:55

Il Sole 24 Ore
Export agroalimentare su dell8% ... Industria di trasformazione. Proiezioni Federalimentare sui dati Istat dei primi 3 mesi dellanno: continua la fase espansiva... Il settore a quota 7,7 miliardi - Boom della Russia (+50,4%) nonostante lembargo... Prosegue la fase espansiva dellexport agroalimentare italiano. Secondo le proiezioni di Federalimentare sui dati Istat del commercio estero al primo trimestre, la crescita valutata in un +8% a 7,7 miliardi. Un numero giudicato oltre qualsiasi previsione da Luigi Scordamaglia, presidente delle federazione delle industrie di trasformazione alimentare. Nel dettaglio, invece, del periodo gennaio - febbraio, lItalia consolida la quota sui mercati di Stati Uniti (+5,1%) e Francia (+4,5%). Performance migliori segnano Spagna (+15,7%) e Cina (+12,9%), ma la novit assoluta la Russia che - nonostante lembargo - totalizza un +50,4% nel primo bimestre con una proiezione del 45% sul trimestre. A questo riguardo Scordamaglia ricorda la visita della settimana scorsa del premier Paolo Gentiloni in Russia, per rimarcare ancora una volta la necessit di abolire le misure conseguenti allo scontro tra Russia e Ucraina. Basta far pagare al settore alimentare italiano il prezzo di un sistema sanzionatorio inutile e controproducente - spiega il presidente di Federalimentare - che appare ancora pi inaccettabile se si considera che, durante il periodo delle sanzioni, gli Usa hanno significativamente aumentato il loro business con la Federazione russa. Rimanendo sulle aree geografiche di espansione dellexport italiano, significativi progressi sono messi a segno sui mercati dellEst europeo e del Medio oriente, anche se in cifre assolute i valori sono ancora ridotti. In questo contesto vanno registrati gli incrementi di Brasile (+63,1%), Romania (+28,4%), Ungheria (+25,8%), Portogallo (+25,7%) e Turchia (+19,6%). Sempre in valore, in valore lincremento maggiore totalizzato dallIran (+100%) con un totale di quattro milioni di euro. Pu sembrare poco, ma per un mercato che comincia ora ad aprirsi alloccidente sintomo di un buon piazzamento dellindustria italiana. La proiezione sul primo trimestre - dice ancora Scordamaglia - un nuovo record dellagroindustria italiana. Un risultato eccezionale che frutto di un sistema Paese che finalmente funziona in maniera efficiente e coordinata. E questo accade anche grazie alle risorse messe in campo con il piano Made in Italy, alle azioni dellIce condotte in stretto coordinamento con Federalimentare e, non ultima, alla priorit data dal Governo al settore agroalimentare che cessa di essere nellimmaginario collettivo la cenerentola delleconomia, acquisendo a tutti gli effetti un ruolo di leadership nel rilancio del Paese. A livello di settori merceologici, Federalimentare segnala che nel primo bimestre i risultati migliori vengono dal dolciario, dalle carni preparate, dal lattiero caseario, dalle acquaviti e dai liquori. Mantengono comunque solide posizioni il settore della pasta (350 milioni il valore dellexport), degli olii (325 milioni) dei vini, mosti e aceti (835 milioni). Da tempo sosteniamo che internazionalizzazione ed innovazione rappresentano larma vincente - ricorda Scordamaglia - per consolidatile il primato mondiale del food and beverage italiano e i risultati dellesportazione e del rilancio degli investimenti, con le misure di Industria 4.0 nel settore alimentare, lo confermano oltre qualsiasi previsione. Adesso bisogna insistere in questo senso anche prorogando le misure di Industria 4.0 per le quali le risorse vanno individuate ad ogni costo, tagliando la spesa improduttiva.
Autore: Roberto Iotti


23 Maggio 2017, ore 16:55

Il Sole 24 Ore
Aumentano i consumi di birra Beverage. La Fondazione Moretti: 19 milioni di ettolitri nel 2016 (+1,6%): 31,5 litri pro capite allanno... Pi consumi di birra e di migliore qualit. Nel 2016 la mutazione dello stile alimentare degli italiani passata anche da un livello record dei consumi di birra e da scelte orientate a una maggiore qualit. Secondo i dati di Althesys riportati nel report La birra piace sempre di pi agli italiani - realizzato per lOsservatorio della Birra della Fondazione Birra Moretti (costituita da Heineken e Partesa) -, lanno scorso la domanda di birra aumentata dell1,6%, raggiungendo i 19 milioni di ettolitri, pari a 31,5 litri/anno pro - capite. Nel primo quadrimestre 2017 il balzo stato dell11%. Si cos superato il valore record di 31,1 litri del 2007. I maggiori produttori hanno complessivamente generato un giro daffari stimabile in circa 2 miliardi di euro, con una crescita del 21% nellultimo decennio. Tuttavia se si considerano anche distribuzione e vendita si produce un valore condiviso di 6 miliardi, di cui 4,85 nella ristorazione e 1,2 nel retail. La ripresa del mercato della birra e i risultati positivi di questo scorcio del 2017 - commenta Soren Hagh, ad di Heineken Italia - premiano il nostro lavoro. Il potenziale dellindustria birraria in Italia altissimo: un mercato dalle fondamenta solide, con un prodotto che ha il livello reputazionale pi alto rispetto a tutti gli altri Paesi europei, ma allo stesso tempo presenta ampi margini per incrementare il consumo pro - capite, che al contrario il pi basso. Sul versante produttivo, nel periodo 2010 - 2015 la produzione di birra in Italia cresciuta del 9,4% (quella del personale del 34%), seguita a distanza dalla Spagna, +4,7%. In controtendenza Regno Unito, Olanda e Germania, dalla tradizione birraria pi radicata. Anche se lItalia soltanto decima in termini assoluti e i consumi pro - capite sono tra i pi bassi, insieme ai francesi. Sul fronte del commercio estero, lanno scorso abbiamo importato birra per 537 milioni (-1,6%) ed esportato per 182 milioni (-3,2%). Secondo lOsservatorio della birra, le maxi importazioni rischiano di gelare la primavera della birra italiana. Ma cosa hanno bevuto gli italiani? Secondo Iri, lanno scorso le vendite nella grande distribuzione sono cresciute, a volume, del 2,3%. In grande evidenza sia le birre standard (+3,8%) che le premium (+2,3%), dal maggiore valore. In progresso anche le birre speciali(+12,3%) mentre si sgonfia il fenomeno delle Radler (-11,9%). E insieme anche le birre analcoliche/light (-0,6%) e le birre economy (-8,4%). Insomma emerge che gli sforzi per costruire una cultura della birra vengono riconosciuti: delle 123 referenze di birre presenti a scaffale, ben 55 sono birre speciali, in crescita di 5 punti rispetto al 2015.
Autore: EmanueleScarci


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Temp: 31°
Precip: -
quasi sereno Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 35°
Precip: -
quasi sereno Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 34°
Precip: -
sereno Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 33°
Precip: -
quasi sereno Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 34°
Precip: -
sereno Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 32°
Precip: -
sereno Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 29°
Precip: -
quasi sereno Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 31°
Precip: -
sereno Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 33°
Precip: -
sereno Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 32°
Precip: -
quasi sereno Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 33°
Precip: -
quasi sereno Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 31°
Precip: -
quasi sereno Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 30°
Precip: -
sereno Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 36°
Precip: -
poche nubi Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 31°
Precip: -
quasi sereno Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 32°
Precip: -
possibile temporale Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 30°
Precip: 0-5mm
quasi sereno Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 36°
Precip: -
sereno Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 30°
Precip: -
quasi sereno Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 31°
Precip: -
sereno Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 28°
Precip: -
quasi sereno Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 31°
Precip: -
quasi sereno Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 35°
Precip: -
sereno Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 33°
Precip: -
quasi sereno Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 33°
Precip: -
quasi sereno Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 32°
Precip: -
sereno Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 30°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 29°
Precip: -
sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 28°
Precip: -
sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 31°
Precip: -
quasi sereno Soave:
Soave (VR)

Temp: 35°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 29°
Precip: -
possibile temporale Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 32°
Precip: 0-5mm
quasi sereno Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 35°
Precip: -
quasi sereno Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 35°
Precip: -
quasi sereno Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 34°
Precip: -
quasi sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 32°
Precip: -
poche nubi Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 33°
Precip: -
quasi sereno Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 34°
Precip: -
sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 33°
Precip: -
Mezzacorona

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