planeta

Il Meglio dell'Edicola

12 Aprile 2017, ore 17:40

Italia Oggi
Un cervellone per il vino Cos Syngenta usa un database per decidere trattamenti e destinazioni... I paesi di esportazione stabiliti con il meteo... Coniugare agricoltura intensiva di alta qualit con la sostenibilit. Mauro Coatti, Head of Specialities & Vegetables Crop Campaign Management & Head of Technical Support di Syngenta Italia, spiega cos a ItaliaOggi lidea di dare vita al progetto Grape quality agreement (Gqa) attraverso cui lagricoltore in grado di conoscere in anticipo su quali mercati il proprio vino sar vendibile in base ai residui fissi di fitofarmaci che cambiano di paese in paese. Con le elaborazioni del database di Gqa, gi a primavera, infatti, possibile conoscere quali frontiere potr passare in autunno una bottiglia di vino in base alle previsioni sullandamento della stagione e ai trattamenti necessari. Lidea nasce per offrire allagricoltore una soluzione per affrontare le sfide a cui si trova di fronte in questi anni, produrre di pi, meglio e in maniera sostenibile con una sostenibilit a 360 gradi, economica, ambientale e sociale. Al programma Gqa hanno aderito 160 cantine per oltre 16.500 ettari dal Trentino alla Sicilia, con dentro le grandi cooperative con 3 mila ettari e le piccole-medie aziende da 20 a 150 ettari. Per tutte le cantine quello a cui possiamo rispondere se il vino prodotto rispetter i residui massimi ammessi nel paese dove si vuole esportare. Poi, se il programma viene rispettato, ma il vino prodotto non risulta conforme ai requisiti richiesti, allora Syngenta rimborsa lintero programma di protezione fitosanitaria. Ladesione molto elastica. Non ci sono vincoli onerosi per il produttore che pu decide di aderire e di sganciarsi in qualsiasi momento senza alcun costo, ma anche senza alcuna garanzia che il prodotto possa essere esportato. Obiettivo di Gqa spendere il meno possibile durante la produzione e avere la sicurezza di poter vendere il proprio vino sul mercato. Il programma di difesa condiviso con lagricoltore o con il tecnico e non sono previsti soltanto prodotti Syngenta; tutto dipende da quale mercato vuole raggiungere il produttore. Il programma viene studiato in base ai singoli paesi e so che ho il 99% della possibilit che il mio prodotto non sia bloccato alla frontiera, continua Coatti. E riusciamo a reagire anche se le condizioni cambiano durante il corso della stagione. Con il nostro database possiamo dare una risposta in tempi brevi. Oltre al programma Gqa, Syngenta offre anche due servizi sul campo, Operation Pollinator e Heliosec. Si tratta di due diversi strumenti che mettiamo disposizione del produttore per avere una sempre maggiore qualit e sostenibilit. Operation Pollinator serve per aumentare la biodiversit del vigneto che consente di intensificare la produzione. Si tratta di un miscuglio di leguminose che viene seminato vicino al vigneto e con lUniversit di Torino stato dimostrato che aumentano gli insetti, non dannosi, che vivono in vigna. Insomma, si possono usare nel modo giusto gli agrofarmaci contro le principali malattie, ma si pu al tempo stesso aumentare la biodiversit. Per quanto riguarda Heliosec, uno strumento che consente di raccogliere la soluzione che rimane allinterno della botte dopo il trattamento. Per evaporazione viene fatta uscire lacqua e il prodotto concentrato potr essere smaltito a fine annata. Con questo metodo si cerca di ridurre il rischio (li inquinamento puntiforme dovuto allacqua di risulta dei trattamenti
Autore: Andrea Settefonti


12 Aprile 2017, ore 17:39

Italia Oggi
Viti tolleranti alla botrite, Banfi sperimenta in casa ... Luned al Vinitaly la Fondazione Edmund Mach - Iasma ha ufficialmente siglato un accordo con lazienda vitivinicola toscana Banfi di sviluppo e cooperazione tecnologica nel campo del miglioramento varietale viticolo, che prevede la creazione dun campo sperimentale di variet selezionate dallattivit di miglioramento genetico portate avanti dallistituto di ricerca trentina Nello specifico laccordo prevede che 6.750 barbatelle saranno collocate in due impianti di 2 ettari ciascuno nel comune di Montalcino, dove lazienda Banfi dispone di 2.800 ettari di propriet. Si tratta di variet derivanti da incroci di vitis vinifera tolleranti alla botrite. Saranno messe a dimora anche altre variet prodotte dalla ricerca del Fem Iasma precisamente 900 barbatelle di Iasma Eco 1 e 900 barbatelle di Iasma Eco 2 gi iscritte nel registro nazionale delle variet di vite per vino, che Banfi tester in campo per valutarne le potenzialit enologiche e per ottenere liscrizione nellelenco dei vitigni per limpianto di vigneti in Toscana.
Autore: Luisa Contri


12 Aprile 2017, ore 17:37

Italia Oggi
Super vitigni per le zone umide ... Ideali per le coltivazioni biologiche sono poco diffusi in Europa. E lItalia il fanalino di coda... I Piwi, frutto di incroci, non subiscono malattie fungine... I vitigni Piwi, ossia tolleranti alloidio e alla peronospora, riscuotono un forte interesse in vitivinicoltura. E non va trascurato il loro potenziale per la produzione duva da tavola, dove ci che conta sono il gusto e laspetto delluva, non il prestigio del vitigno da cui sono ottenuti. La diffusione in Europa di viti Piwi non raggiunge ancora 11% dellimpiantato. In Italia, dove fino agli anni Settanta del secolo scorso fare incroci fra vitis vinifera e viti americane o asiatiche resistenti era vietato, la ricerca partita in ritardo rispetto al Nord e Centro Europa e, nonostante nel registro nazionale italiano siano gi stati registrati da alcuni anni sei vitigni Piwi frutto della ricerca di centri europei, fra questi quelli dellIstituto statale per la viticoltura di Friburgo, e altri dieci (cinque a bacca rossa e altrettanti a bacca bianca) dellIstituto di genomica applicata delluniversit di Udine, le viti Piwi sono gi coltivabili solo in provincia di Bolzano (che li ha autorizzati ancor prima delliscrizione nel registro nazionale), in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. A marzo scorso stando ad Alexander Morandell, contitolare di Wineplant, fra i primi vivai in Italia a commercializzare barbatelle di viti Piwi, nonostante il progressivo aumento dellinnestato, la domanda, soprattutto di barbatelle a bacca bianca, ha superato lofferta. Molto probabilmente, dichiara a ItaliaOggi Morandell, le viti Piwi non sostituiranno i vitigni tradizionali, ma semplicemente li affiancheranno. Le considero la soluzione ottimale, direi addirittura imprescindibile, per chi vuole produrre vini realmente biologici e per chi vuol fare della viticoltura sostenibile, a maggior ragione se conduce vigneti in prossimit di centri abitati o di coltivazioni biologiche o in appezzamenti in forte pendenza, da viticoltura eroica per intenderci. Per far s che i vitigni Piwi saffermino, anche per la produzione di vini rossi, sar fondamentale coinvolgere le grandi aziende vitivinicole che hanno sia know - how agronomico e di vinificazione sia mercato, ovvero capacit di valorizzare commercialmente vini ottenuto da vitigni innovativi che quindi possono al massimo fregiarsi delIgp, non della Dop. Occorre ancora fare esperienza nella coltivazione e nella vinificazione di vitigni Piwi, ammette Hanno Mayr, membro del comitato direttivo dellassociazione Piwi International e Piwi Sdtirol, e lavorare per farle conoscere. Io stesso, nel maso di famiglia, ho testato tre cultivar Piwi: souvignier gris, bronner e solaris. E penso che abbandoner la solaris perch mi d problemi di gestione: matura gi a met agosto e mi costringerebbe a vendemmiare in un momento in cui sono impegnato in altre lavorazioni. Chi come me conferisce luva a una cantina sociale, poi, non pu decidere autonomamente che vitigni coltivare. Gi oggi, comunque, da queste nuove cultivar che presentano tre indubbi plus dal punto di vista ecologico, economico e di salute, sottengono vini di qualit, che raggiungono ottimi piazzamenti in concorsi internazionali. Anche la scienza promuove i vitigni Piwi. Oggi , dichiara Riccardo Velasco, coordinatore del Dipartimento genomica e biologia delle piante da frutto della Fondazione Edmund Mach - Iasma, sono la migliore risposta alla richiesta della societ civile dun sempre minor ricorso alla chimica di sintesi in viticoltura. E anche dal punto di vista della qualit del vino che se ne potr ottenere, il futuro porter ulteriori miglioramenti, perch le nuove generazioni dellincrocio originario fra vitis vinifera e viti americane o asiatiche non da vino naturalmente resistenti a oidio e peronospora, avranno un corredo genetico costituito al 98 - 99% da Dna di vitis vinifera. Oggi i vitigni Piwi e anche quelli delluniversit di Udine sono alla quinta - sesta generazione. Noi stessi stiamo lavorando su cultivar di vitis vinifera resistenti, che intendiamo ancora migliorare e non abbiamo quindi ancora registrato. Le nuove tecniche di miglioramento genetico, per esempio, il genome editing, rischiano di rendere obsoleto il lavoro dincrocio polline su fiore e quindi anche la ricerca di vitigni Piwi nuovi e/o migliori? A prescindere dal fatto che il genome editing non ancora normato in Europa e in Italia e che lOiv non s ancora pronunciato su come potremo chiamare eventuali vitigni resi resistenti con questa tecnica, spiega Velasco, i due metodi di selezione varietale non si escludono lun laltro perch portano a risultati differenti. Lincrocio tradizionale polline - fiore attraverso cui si stanno ottenendo le viti Piwi d origine a vitigni nuovi, prima non esistenti in natura, in grado di produrre gi oggi vini di buona qualit, migliorabili in futuro. Il genome editing, invece, dovrebbe consentirci dottenere doni resistenti alle malattie di vitigni tradizionali non naturalmente resistenti. In altre colture come mais, riso, pomodoro, cultivar migliorate col genome editing sono gi disponibili. In viticoltura ancora no. I primi prototipi potranno aversi fra 2-3 anni, per arrivare alliscrizione nel registro nazionale dei vitigni nellarco dun decennio. Bisogner verificare, per, se realmente daranno vini di qualit pari o superiore a quella dei loro genitori non geneticamente editati.


12 Aprile 2017, ore 17:34

Italia Oggi
LItalia resta il primo vigneto del pianeta Il report Oiv... Crescita del vigneto cinese, calo della produzione di vino, -3% e del commercio in volume, -1,2%, stabile il consumo. il quadro del vino tracciato ieri dallOrganizzazione mondiale della vite e del vino (Oiv) relativo al 2016. Secondo Oiv il vigneto mondiale si mantiene stabile a 7,5 milioni di ettari ma spicca lincremento della superficie viticola cinese, +16.800 ettari che lo confermano il secondo vigneto mondiale. La produzione mondiale si attestata a 267 milioni di ettolitri di vino prodotti, -3% sul 2015. LItalia con 50,9 milioni, si confermato il primo produttore mondiale, seguita dalla Francia (43,5 milioni) e dalla Spagna (39,3 milioni) con gli Usa che mantengono un livello di produzione (23,9 milioni). In forte calo, invece, Argentina (9,4 milioni), Cile (10,1 milioni), Brasile (1,6 milioni) e Sud Africa (10,5 milioni). Sempre secondo i dati Oiv, nel 2016 sono stati consumati 242 milioni di ettolitri di vino, un livello stabile dallinizio della crisi economica del 2008. Complessivamente il commercio mondiale di vino ha avuto un calo in volume (104 milioni di ettolitri, -1,2%), ma ha registrato una crescita in valore (29 miliardi di euro, +2%). Con 31,8 milioni di ettolitri di vino consumati nel 2016, gli Usa confermano la posizione di primo consumatore mondiale, detenuta dal 2011, seguiti da Francia (27,0 milioni), Italia (22,5 milioni), Germania (20,2 milioni) e Cina (17,3 milioni). Oiv ha anche avanzato delle prime stime relative al 2017 in previsione dei raccolti nellemisfero australe. Le produzioni sono generalmente in crescita rispetto al 2016, con leccezione di Australia e Nuova Zelanda, che prevedono produzioni essenzialmente immutate rispetto a quelle dellanno precedente.
Autore: Andrea Settefonti


12 Aprile 2017, ore 17:34

Italia Oggi
Nei ristoranti top met dei vini in carta sono autoctoni ... Il vitigno autoctono diventato il primo criterio di scelta per lalta ristorazione: vale il doppio (67%) rispetto ai vini a denominazione (32%), ai grandi brand (38%) e al vino biologico (29%). Di pi, le etichette dei vini autoctoni pesano per la met delle proposte in carta. Il dato emerge da unindagine sulla presenza dei bianchi nella ristorazione italiana, secondo quanto segnalano le principali guide di settore; a realizzarla per listituto marchigiano di tutela vini (Imt) stata Nomisma - Wine monitor. I 10 vitigni principali del Paese valgono il 40% dellintera produzione italiana, pochissimo rispetto al resto del mondo. In Francia la top 10 pesa per il 72%, in Spagna il 75,5%, negli Usa l81,5%, in Australia 188,2% e in Nuova Zelanda il 98%. Questa ricchezza italiana di vitigni si sta rivelando un valore aggiunto per i ristoratori (220 gli intervistati tra sommelier, titolari e cuochi): su 126 etichette di bianchi in carta, le etichette di autoctoni sono 64. Ma il dato sale a 106 (50% del totale) nei ristoranti di fascia alta, quindi linteresse cresce in modo direttamente proporzionale alla qualit del ristorante. Tra le regioni pi rappresentate in carta, vince il Friuli Venezia Giulia (40%), seguito da Alto Adige (15%), Sicilia (9%) e Marche (7%). Poi Abruzzo, Trentino, Veneto, Campania, Piemonte e Valle DAosta. La classifica raggruppa gli autoctoni in quattro categorie, riassunte in una matrice che incrocia il tasso di penetrazione nelle wine list col potenziale produttivo in termini di superficie. Queste le categorie: underachiever (che potrebbero fare di pi), emergenti, immancabili e onnipresenti. Tra gli underachiever 4 tra i pi diffusi autoctoni: il Glera (Prosecco), il Garganega (Soave), il Catarratto e il Trebbiano. Tra gli emergenti, le nicchie Pignoletto, Passerina e Pecorina Gli immancabili al ristorante, invece, sono Falanghina, Fiano, Vermentino, Friulano, Traminer e un altro marchigiano, il Verdicchio. Onnipresente il Moscato. In carta lautoctono pi presente il Traminer (Trentino e Alto Adige), presente nell84% dei casi, prima di Moscato (78%), Tocai Friulano (74%), Vermentino (73%), Fiano (69%) e Verdicchio in 65 locali su 100. Seguono Falanghina, Trebbiano, Catarratto, Garganega, Pecorino (46%), Glera, Passerina (35%) e Pignoletto. Per il direttore Imt, Alberto Mazzoni: Il Verdicchio nei ristoranti italiani di qualit e ancor pi lo in quelli di fascia alta (83%). Ma il posizionamento nella ristorazione non lo stesso di quello riscontrato nelle guide e nei consumatori dove vantiamo due primati. Bisogna crescere in questo segmento, perch fondamentale per unaffermazione pi remunerativa del prodotto sul mercato. Nel complesso, comunque, Verdicchio, Pecorino e Passerina sono in 7 ristoranti su 10, col Verdicchio che detiene una rappresentanza del 65%, seguito da Pecorino (46%) e Passerina (35%). E le percentuali crescono per i ristoranti fascia alta, dove il Verdicchio sale all83%. E l85% delle carte vini detengono almeno un prodotto marchigiano, con una media di circa 6 etichette.
Autore: Espedito Ausilio


11 Aprile 2017, ore 17:01

Il Sole 24 Ore
Vino, il nodo della promozione ...Da Verona i produttori chiedono la soluzione del contenzioso per i fondi 2017 non attribuiti... Lipotesi della rinuncia ai ricorsi per favorire lerogazione degli aiuti... Nuove norme di Ocm promozione vino per il 2018 male imprese chiedono una soluzione per il contenzioso in atto sul 2017 che, di fatto, blocca gli incentivi europei. stato questo ieri uno dei temi del convegno di Vinitaly Strategia di filiera: insieme per la competitivit. Le sfide del vino italiano verso il 2020 che ha visto riuniti i rappresentanti della filiera del vino italiano. Ruenza Santandrea, coordinatrice vino di Alleanza cooperative agroalimentari, ha subito messo il dito sulla piaga sottolineando che lOcm vino 2017 ha arrecato danni, ma ora bisogna evitare il peggio e guardare al 2018. Sulla stessa linea Sandro Boscaini, presidente di Federvini, che prende atto delle assicurazioni del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, secondo cui il decreto Ocm 2018 pronto, ma chiede che la filiera venga consultata per unanalisi di merito. Poi, a margine del convegno, Boscaini richiede una soluzione anche per il contenzioso al Tar sorto sul bando per Ocm 2017: Siamo quasi a met anno e se la dozzina di imprese ricorrenti rinunciasse al giudizio amministrativo si potrebbero sbloccare i fondi, qualcuna perderebbe una parte ma otterrebbe laltra. Percorribilit giuridica a parte, i ricorrenti farebbero, un passo indietro? Prima dovremmo essere certi - ha risposto Boscaini - che il ministero delle Politiche agricole sia daccordo e che non voglia attendere il pronunciamento del Tar. Il presidente Federdoc Riccardo Ricci Curbastro ha sollecitato una maggiore attenzione e disponibilit al confronto da parte del ministro Martina sui temi che riguardano la politica vitivinicola, con particolare riferimento allOcm vino. E infatti Martina stato il convitato di pietra del convegno organizzato in casa Mipaaf. Avrebbe dovuto partecipare ma stato bloccato da altri impegni. Antonio Rallo, presidente di Unione italiana vini, ha fatto unoperazione verit sullo stato di salute del vino italiano. Dopo alcuni anni di crescita - ha detto Rallo - nel 2016 abbiamo perso colpi: i vini fermi in bottiglia sono scivolati de1 4,5% a volume e dello 0,7% a valore. Il fenomeno Prosecco, grazie al quale il saldo dellexport lo scorso anno salito de14,3% a5,6 miliardi, va sostenuto con ogni mezzo, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le nostre performance. Secondo Santandrea i produttori italiani rischiano grosso se non assecondano il mercato. Gli scricchiolii sono evidenti - ha detto - ma anche i francesi hanno accumulato scorte importanti. Cosa chiede il consumatore? La domanda, in particolare da parte dei giovani, per un vino pop e rock e non per quelli strutturati. Il presidente della Uiv ha poi aggiunto che gli asset su cui ci giochiamo il futuro dellexport vinicolo italiano sono tre: strategie di sistema con Ice per orientare le azioni di promozione e comunicazione sui mercati; recupero della capacit di spesa dei fondi Ocm promozione e spinta della Ue verso gli accordi di libero scambio. I margini di crescita per il vino sono incoraggianti - ha commentato Massimiliano Giansanti, neo presidente di Confagricoltura -, almeno nella misura in cui la politica vitivinicola europea e nazionale sar in grado di appoggiare i processi innovativi e di rispondere alle esigenze strutturali delle aziende. Dino Scanavino, presidente della Cia, ha detto che nel post 2020 le nuove regole dovranno anche contrastare la polverizzazione imprenditoriale. Oltre a ci, il vigneto Italia necessita di regole semplici da applicare: per esempio, il Testo unico del vino ha rappresentato un importante passo avanti e, adesso, dovr con-tenere uno sforzo aggiuntivo di semplificazione e flessibilit nella fase applicativa. Infine sempre da Vinitaly, nella cornice dellinaugurazione del salone Sol&Agrifood, arrivato lannuncio che a fine aprile partir la campagna istituzionale del ministero delle Politiche agricole a sostegno dei consumi di olio extra vergine di oliva uno dei simboli del made in Italy agroalimentare nel mondo - ha detto Martina -. Un comparto che vale 3 miliardi e rappresenta il 3% del fatturato dellindustria agroalimentare. La campagna per promuovere il consumo di Olio extra vergine nasce anche per sensibilizzare i consumatori sulla lettura delletichetta e le caratteristiche nutrizionali, la variet, lorigine e la tracciabilit del prodotto. Il 22 e il 23 aprile, nei principali centri commerciali di 18 citt, saranno allestiti degli spazi per degustare le propriet dellolio.
Autore: Emanuele Scarci


10 Aprile 2017, ore 17:02

Italia Oggi
Vino, boom in Cina. Consumi su del 21% entro il 2020 Italia del vino superstar tra il boom della Cina (+21,6%) e dellestero e una crescita a doppia cifra per la produzione. Secondo 1Outlook 2020 di Ismea presentato al Vinitaly in corso a Veronafiere, da qui ai prossimi tre anni stimata una crescita sia nella produzione (+2,4%) sia soprattutto nei consumi mondiali di vino, per i quali si annuncia un incremento complessivo del 4,3%, con punte in Cina, (+21,6% ), Russia (+6,1%) e Usa (5,7%). Tra i Paesi produttori, lItalia a crescere di pi, con un aumento delle vendite in valore del 10% nel prossimo quadriennio, meglio di Francia e Cile (+6,1%), Usa (+4,3%) e Spagna (+3,6%) Spicca lincremento dei consumi previsto in Cina, spiega Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea, che raggiunger cos i livelli della Germania, mentre i consumi interni del nostro Paese resteranno stabili (+0,9%) dopo i minimi dellultimo quinquennio. Sul fronte del valore medio allesportazione, che rimane ancora basso rispetto alla Francia, c da sottolineare come lItalia sia cresciuta del 20% nel biennio 2014-2016 rispetto al 2011 - 2013, contro il +9% del nostro principale competitor. Questo outlook ci dice che c ancora molto da fare, non solo in Cina ma anche negli Stati Uniti, spiega il direttore generale di Veronafiere, GiovannisMantovani, qui il vino italiano polarizzato soprattutto sulla costa atlantica, mentre dobbiamo cominciare a ragionare sul cuore dellAmerica, in quelle aree centrali dove il nostro vino non ancora cos presente. E se il prezzo rimane il tallone dAchille del nostro prodotto, sul fronte Brexit significativo e positivo il fatto che 4 - 500 nuovi buyer inglesi abbiano deciso di partecipare questanno al Vinitaly. Non escludo che ci che sta succedendo non possa trasformarsi in opportunit per il vino italiano.
Autore: Francesca Sottilaro


10 Aprile 2017, ore 17:01

Il Messaggero
Il vino italiano scommette sugli Stati Uniti e la Cina Cristoforo Colombo e Marco Polo sembrano essere tornati tra noi, viste le tante volte in cui sono stati evocati durante la giornata inaugurale delledizione numero 51 del Vinitaly. I produttori italiani sono chiamati a conquistare gli Usa - dove il vino italiano di gran lunga il pi venduto, ma a prezzi mediamente la met dei francesi - e Cina, dove siamo solo il quinto paese esportatore di vino. Ma gi ora lItalia si gode i successi da super potenza enologica italiana: con una quota di mercato del 21% il secondo Paese esportatore di vino nel mondo, per un valore nel 2016 di oltre 5,6 miliardi di euro e una crescita sullanno precedente del 4,3%. Meglio in Europa - secondo le statistiche dellIsmea - solo la Francia (8,3mld di euro), seguiti da Spagna (2,6mld di euro), Germania, Portogallo e Regno Unito. Positivo anche il confronto con gli altri comparti: secondo lufficio studi di Mediobanca, fatto 100 il fatturato netto dellindustria del vino nel 2011, nel 2016 si registrato un aumento di 27,3 punti, contro quello di 11,7 dellindustria manifatturiera nello stesso periodo. La Coldiretti quantifica nel 3% la crescita nellultimo anno del fatturato del settore enologico italiano che ora tocca quota 10,1 miliardi. Al Vinitaly si respira quindi grande ottimismo anche per i numeri record della kermesse: 4770 sono gli espositori e visitatori dovrebbero superare le 150mila presenze, di cui almeno un terzo da 140 paesi esteri. Dati che indicano Vinitaly come la pi importante fiera mondiale del vino, stando alle parole di ieri di Phil Hogan, commissario europeo allagricoltura. Ovviamente non mancano i problemi e il ministro alle politiche agricole e alimentari Maurizio Martina non si tirato indietro promettendo a giorni il nuovo regolamento per la promozione allestero del vino e 15 decreti attuativi del Testo unico che i produttori aspettavano da anni. Ha anche annunciato lo stop fino al 30 giugno alle sanzioni per i piccoli produttori che non hanno ancora provveduto alla digitalizzazione dei libri sociali. Per la cronaca, gli applausi maggiori li ha raccolti quando ha ricordato che questo il suo quarto Vinitaly, dopo i tre anni precedenti in cui erano cambiati ben cinque ministri. Nonostante Vinitaly sia sempre pi business oriented, i circa 500 eventi programmati nel territorio fanno dellevento veronese una enorme festa di Bacco e a frenare i tanti curiosi non servito neanche il proibitivo costo del biglietto di ingresso in Fiera di ben 80 euro per un solo giorno, 120 per tutti e quattro. Del resto lItalia non pi solo un Paese di grandi produttori, ma anche di attenti consumatori. Si beve molto meno del passato (dai 60 - 70 litri pro capite di met del secolo scorso ai 39 di oggi), ma sicuramente meglio. Indicativi i dati rilevati dal centro Ricerche Iri che saranno resi noti questa mattina: in un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, nei punti vendita della grande distribuzione il vino gode di una relativamente buona salute: +4,4% delle bottiglie a denominazione dorigine con gli spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti. Clamoroso il mercato dei vini biologici che ha registrato una crescita a due cifre: +25,7%.
Autore: Carlo Ottaviano


10 Aprile 2017, ore 17:01

Il Sole 24 Ore
La supervite batte le malattie ma la burocrazia fa resistenza Per passare dal laboratorio ai campi manca lautorizzazione regionale... Sono resistenti alloidio e alla peronospora, hanno sconfitto due dei principali problemi della viticoltura nazionale ma rischiano di soccombere nelle sabbie mobili della burocrazia. Sono le prime dieci variet di vite resistenti messe a punto dallUniversit di Udine insieme allIstituto di genomica applicata e che dopo un lungo iter nel 2015 sono state inserite nel Registro nazionale delle variet di vite. Il primo necessario passo per arrivare alla coltivazione in campo. Step necessario ma non sufficiente, visto che oltre alliscrizione nel Registro nazionale per coltivarle occorre incassare anche unautorizzazione della regione competente. Placet che finora, in Italia, arrivato solo da Veneto e Friuli Venezia Giulia. In realt un accordo in sede di Conferenza Stato - Regioni - spiega il direttore generale dei Vivai Cooperativi Rauscedo (tra i leader mondiali nella produzione di barbatelle per i vigneti), Eugenio Sartori - prevede che ai fini dellautorizzazione regionale possano essere sufficienti sperimentazioni effettuate in zone viticole simili extraregionali . Una soluzione quindi ci sarebbe ma non viene adottata. Le viti resistenti non sono prodotti Ogm ma frutto di normali operazioni di ibridazione e presentano - aggiunge Sartori - oltre il 90% dei geni di Vitis vinifera, ovvero la vite normalmente coltivata in Italia, e per il resto geni di altre tipologie diVitis che conferiscono alla pianta la resistenza. I vantaggi economici sono evidenti. I trattamenti contro oidio e peronospora - dice Sartori - si abbattono dell80% con un taglio del costo totale dei trattamenti del 60%. Ma nonostante queste prospettive positive restano poco utilizzati. C anche un altro aspetto che pu risultare un freno - dice ancora il dg dei Vivai cooperativi Rauscedo - e cio che anche laddove sono autorizzati possono essere utilizzati solo per produrre vini Igt e non Doc. Se invece i disciplinari dei vini Doc si aprissero allutilizzo delle viti resistenti non mancherebbero le ricadute positive. Le variet gi messe a punto sono 10, cinque a bacca rossa (soprattutto Cabernet, Merlot) e cinque a bacca bianca (Sauvignon e Fleurtai, questultimo derivato dal Tocai friulano) ma sono allo studio anche Pinot Bianco, Pinot Nero, Sangiovese e Glera (il vitigno del Prosecco). probabile che lo scarso appeal riscontrato ad esempio nelle regioni del Mezzogiorno - spiega lordinario di Viticoltura allUniversit di Milano, Attilio Scienza - sia dovuto al fatto che queste variet sono pi adatte alle produzioni delle regioni del Nord. Ma prevedo che se venissero lanciate anche Nero dAvola o Aglianico resistenti anche lapprezzamento dei viticoltori cambierebbe. Ma non solo questione di preferenze. Il punto - aggiunge Scienza - che le viti resistenti rappresentano il futuro. Qualora Bruxelles decidesse, ad esempio, di mettere al bando o di ridurre drasticamente lutilizzo del rame nei vigneti - ipotesi tuttaltro che improbabile - lattuale viticoltura biologica sarebbe messa in grave difficolt e le viti resistenti resterebbero lunica possibilit di effettuare una viticoltura sostenibile.
Autore: Giorgio DellOrefice


10 Aprile 2017, ore 17:00

La Repubblica - Affari e Finanza
Vini investment grade sorpasso sulle auto tra Bordeaux e Langhe Il liv - ex del mercato secondario che rileva landamento degli scambi delle etichette pi famose in netto rialzo, non solo per i produttori francesi... Lannata 2003 cresciuta del 53% e la 2005 del 43%: un incremento vertiginoso in soli sei mesi, ancora pi eccezionale se si pensa che si parla di due etichette della Cte Rtie, nella valle del Rodano, unarea finora non proprio considerata il top: ma si parla della cantina Guigal, un brand che ha conquistato il gusto e il portafoglio di diversi appassionati, a partire da Amphora Portfolio Management che ha seguito i consigli di The drink business, autorevole magazine inglese. Un record, se confrontato allandamento del Liv - ex, lindice del mercato secondario dei fine wine, che monitora landamento degli scambi delle griffe pi quotate: il Liv - ex 50, il Liv - ex 100 e il Liv - ex 1000 sono saliti rispettivamente del 7%, 9% e 8%. Che pure sono incrementi di tutto rispetto, soprattutto se confrontati ai rendimenti dei mercati finanziari classici. I vini investment grade hanno sorpassato le auto nellindice del lusso di Knight Frank, che monitora i beni di lusso che sono oggetto di passione e di investimento: sono cresciuti del 24% nel 2016. Unimpennata che si spiega con diversi motivi. Il primo la ripresa delle quotazioni delle Blue chip del Bordeaux, che costituiscono lo zoccolo duro degli indici di settore, e che negli ultimi anni erano scivolate verso il basso. Altro fattore che ha spinto in alto gli indici, secondo esperti di Knight Frank, la Brexit che ha provocato la svalutazione della sterlina, spostando il sentiment verso questo mercato considerato pi solido. Anche le Blue chip della Borgogna continuano la loro rincorsa. Unottima annata il 2016 anche per tre cru italiani: Masseto, Sassicaia e Giacomo Conterno che tallonano ai primi posti del Liv - ex i blasonati cugini francesi come Romane - Conti e Chteau Le Pin. Calssifica di The Drink Business, che ha pubblicato la top 100 del 2016. Masseto tra pi prestigiosi rossi di Boleri, si quota ottava nella Top ten dei prezzi medi per cassa. In testa c Domaine de la Romane - Conti, che nel 2016 ha raggiunto le 18.141 sterline a cassa, tallonato da Chteau Le Pin, a 17.300 sterline, con Masseto a 4.619 sterline. Un altro grande riconoscimento che caratterizza la forza nelle borse e nelle aste vinicole internazionali di questo vino, gi protagonista nel 2012 di unasta da record a Sothebys, NewYork, quando una quindici litri di Masseto 2007, uno dei rari e numerati esemplari, strapp una favolosa battitura da 49.000 dollari americani (37.000 euro), lequivalente di 1.850 euro a bottiglia. Wine Spectator ha premiato il Masseto del 2001 con il punteggio massimo (100/100) e Wine Advocate ha conferito 100/100 a Masseto 2006. Da poco tempo anche il riconoscimento da parte dei numerosissimi utenti della community vinicola internazionale Vivino, che hanno premiato Masseto 2010 come Miglior rosso dellItalia Centrale. Ma nel Liv - ex 2016 c spazio anche per altri grandi prodottori italiani. Il Sassicaia, che ottiene un pregevole primato: infatti primo nella speciale classifica della quantit di bottiglie vendute, con 1.624 casse da 12 bottiglie (per un totale di 19.488 bottiglie). Pi di Lafite Rothschild (1.047), Mouton Rothschild (855), Haut - Brion (759) e Latour (651). Tra i top 10 per crescita di valore figura Giacomo Conterno, produttore di Monforte dAlba, che firma il Monfortino, una delle etichette pi preziose nel mondo, e il Cascina Francia. Ha guadagnato il 24,4%. Una vera e propria impennata che rischia di dividere il mercato tra chi lo vuole bere e chi pensa di investire.
Autore: Paola Jadeluca


09 Aprile 2017, ore 16:16

Il Giornale
Vinitaly al via, Italia alla conquista del mondo Nelledizione n 51 della fiera sempre pi buyer stranieri, soprattutto da Usa e Cina... Parte oggi a Verona per andare avanti fino a mercoled ledizione numero 51 dei Vinitaly, la pi grande fiera italiana (e una delle maggiori al mondo) dedicata al vino, uno dei settori trainanti del made in Italy. Da anni infatti lexport dei nostri vini in costante crescita, ci che consente alle aziende di compensare un mercato interno sempre pi asfittico. Nel 2016 abbiamo esportato vini per la cifra record di 5,6 miliardi, e a Verona sono attesi tanti buyer stranieri, provenienti soprattutto da Usa e Cina, i due Paesi nei quali lItalia del vino sta suscitando il maggiore interesse. Significativa da questo punto di vista anche la presenza oggi alla Fiera d Verona del commissario europeo allAgricoltura Phil Hogan, che inaugurer assieme al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina la fiera improvvisando una sorta di celebrazione enologica dei 60 anni dei Trattati di Roma e della politica agricola comune. Molto pi glamour invece lantipasto celebrato ieri al palazzo della Gran Guardia, dove da qualche anno sono presentati vini delle migliori cento aziende italiane selezionate dalla rivista Wine Spectator, la pi importante del mondo. Questanno le aziende erano 104: tra esse il Gotha dellenologia italiana, da Ferran a Massolino, da Tenuta San Guido a Tedeschi, da ornellaia a Pianeta, da Fontodi a Jerrnann, da Gaja a Carpineto, da Argiolas a Masciareni. Una curiosit costituita dalla presenza anche dellazienda toscana del cantante Sting, Petrolo. Una trovata mediatica, forse, ma anche la dimostrazione che i vip che fanno vini in Italia non sono solo vip annoiati. A proposito di vip, al Vinitaly saranno presenti per la prima volta i vini di Gerry Scotti, un bianco, un rosso e un rosato prodotti in collaborazione con la cantina pavese dei fratelli Giorgi. Tra le tendenze di questanno il sempre maggiore spazio dedicati ai vini bio e naturali, come il Brut Nature del Mosnel, in Franciacorta. Se per dovessimo indicare due territori da tenere docchio, suggeriremmo la Calabria e la Sardegna. Per la prima, il vitigno in rampa di lancio il Magliocco, rosso cosentina protagonista di una degustazione ad hoc luned alle 11,30 nel padiglione regionale. Un vino di questa tipologia? Il Terra Rossa delle Tenute Pacelli (padiglione 8, area Fivi, stand BIO). Per la Sardegna crescono i vini della Tenuta Asinara, come lHassan, blend di Cannonau, Cabernet e Merlor (padiglione 3, B8).
Autore: Andrea Cuomo


09 Aprile 2017, ore 16:16

Il Sole 24 Ore
Record di produttori per il Vinitaly a Verona Fiere. Cresce la presenza straniera, attesi inoltre 50mila buyer esteri - Nel 2016 export su del 33% in Cina... Vinitaly fa il pieno di espositori per la 51esima edizione del Salone internazionale del vino che si apre oggi a Verona e terr banco fino al 12 aprile: presenti circa 4.300 espositori, il massimo storico, di cui 223 esteri. Sono attesi 50mila buyer esteri, di cui 2mila nuovi, mentre sono 5mila gli incontri B2b riservati per loro. Ieri nel Palazzo della Gran Guardia, lo stesso dove si svolgeva lanteprima di Vinitaly OperaWine (i 100 vini top italiani), stato presentato, con il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il commissario europeo Phil Hogan, un accordo che prevede la costruzione di un portafoglio multiregionale di garanzie che protegga i prestiti che finanziano gli investimenti dei Programmi di sviluppo rurale (si veda il Sole 24 Ore di ieri). Limpegno finanziario complessivo di 465milioni, pi 20 milioni di Ismea. Ieri ci si aspettava anche lannuncio delle nuove regole per lutilizzo dei fondi europei di Ocm promozione, che permettano di superare il caos degli ultimi mesi. Auspico che il ministero abbia provveduto - ha detto Antonio Rallo, presidente della Uiv -. E soprattutto che Martina abbia trovato una soluzione. Il caos non agevola il rilancio del nostro vino: nel 2016 i vini fermi hanno perso il 4% a volume. Dello stesso tenore lintervento di Sandro Boscaini, presidente di Federvini:Non siamo stati coinvolti nellelaborazione delle nuove norme, ma spero che gi domani (oggi per chi legge ndr) si siano individuate nuove regole: nellincertezza gli operatori non sanno che pesci prendere. La 51esima edizione di Vinitaly si presenta con tanti investimenti, maggiore internazionalit e un piano di digital transformation (lavvio della Fiera 4.0), una app dedicata a 3mila buyer selezionati che permette di capitalizzare al massimo i benefici dalla permanenza a Vinitaly. La sesta edizione di OperaWine, apre la "Via della seta" - ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese -. Da parte della Cina c voglia di conoscere i nostri vini. E se per lItalia la Cina rappresenta solo una quota del 5,6%, lexport del 2016 balzato del 33% fino a 120 milioni. Stiamo lavorando anche a una "Via della seta" che sia 4.0, che guardi ai 21 milioni di cinesi che acquistano vino dimportazione online. Danese si riferiva alla partnership di Vinitaly con Alibaba del 2016 e a quelle incorso di definizione con loperatore 1919 e con Cofco, leader nella distribuzione dellagroalimentare. Ma il progetto pi importante di Veronafiere relativo a una multipiattaforma commerciale in Cina, concordato con Ice, Mise e Mipaaf. Si aspettava il varo a Vinitaly ma sembra che un ritardo nella disponibilit dei fondi, 20 milioni, sposti in avanti lannuncio. Incidere sul mercato cinese unopportunit da non perdere - ha commentato il dg di Veronafiere Giovanni Mantovani -. Le stime indicano un aumento dei consumi di vino del 79% da oggi al 2020. Sono una centometrista ma credo che in Cina occorra muoversi con il diesel - ha detto Marisa Allegrini (Wine Spectator le ha dedicato la copertina) titolare dellomonima cantina veronese -. Il vino italiano protagonista negli hotel e nei ristoranti pi trendy ma dobbiamo conquistare i consumatori finali. Le piattaforme web vendono di tutto e il vino deve trovare il modo di scalare posizioni nelle ricerche on line. Tra i5omila operatori esteri, segnalata una crescita dei buyer britannici e un ritorno dei russi. Un Vinitaly sempre pi business e legato alle - commerce e ai social, senza perdere la passione per il vino di qualit ha concluso Mantovani. Personalmente a Vinitaly farei a meno delle folle oceaniche -ha osservato Maurizio Zanella della franciacortina Ca del Bosco -. Vorrei meno appassionati e pi buyer. Mentre Raffaele Boscaini di Masi Agricola si soffermato sul momento poco esaltante dei vini fermi sul mercato internazionale. Si cresce poco e bisogna fare di pi. Ripartiamo da Vinitaly.
Autore: Emanuele Scarci


09 Aprile 2017, ore 16:16

La Gazzetta dello Sport
Quelle bottiglie buone per tutti i giorni Una Barbera, un Lambrusco un Rosso Piceno a base Montepulciano e Sangiovese... Il podio di Vino Pop sceglie vitigni che hanno fatto la storia del nostro vino popolare. Come ormai tradizione, in occasione del Vinitaly, noi di Gazza Golosa andiamo alla ricerca dei migliori vini italiani sotto i 15 euro. Il tentativo, dichiarato, quello di proporre bottiglie che abbiano un ottimo rapporto qualit - prezzo. Il muro dei 15 euro ci consente di coinvolgere tutte le aree di produzione e praticamente tutte le Cantine, anche quelle pi blasonate che hanno spesso un vino pop per fare volume di vendita. Certo non possiamo prendere in considerazione Barolo, Brunello e Amarone... La durata dellinvecchiamento in legno, la meticolosit della lavorazione e lesiguit delle rese non consentono a quei vini di essere popolari. Ma la nostra sfida sta a dimostrare che si pu bere bene, senza spendere molto. non diciamo poco... La stragrande maggioranza di chi compra un vino in enoteca, al supermercato oppure online, ritiene che gli 8, 10, 12 euro siano gi cifre importanti per un vino. E per quelle cifre si aspetta qualit! Col tempo pu diventare Wine Lover e allora sar pronto a spendere di pi per uno Spumante Metodo Classico millesimato, conoscer anche le caratteristiche delle singole annate di quel singolo produttore. A noi interessa poter dire che lenologia italiana produce sempre di pi e sempre meglio ad ogni livello di prezzo. Come facciamo da ormai quattro anni, ci siamo affidati a Luca Gardini per selezionare qualche centinaio di bottiglie di circa 200 cantine. Nei primi giorni di marzo si riunita la giuria orchestrata da chi scrive e, appunto, da Gardini. Ne fanno parte Sissi Baratella, Alessandro Franceschini, Andrea Grignaffini, Federico Menetto e Marco Tonelli. Il risultato lo trovate nelle prossime due pagine. Dopo il Rosso di Valtellina di Ar.Pe.Pe., il Fiano Minutolo di Polvanera e il Caciara di Enio Ottaviani vince la Barbera dAlba Superiore della Cantina Commendator G.B. Burlotto, una delle aziende della grande tradizione delle Langhe. Un ottimo vincitore, senza togliere nulla a tutti (e sono una marea) gli altri vini italiani sotto i 15 euro, perch la Barbera un Vino Pop per eccellenza e Fabio Alessandria, che ha ereditato la conduzione della Cantina Burlotto, ne produce di spettacolari.
Autore: Pier Bergonzi


09 Aprile 2017, ore 16:15

Corriere della Sera
Luomo che porter il vino ai cinesi: Bottiglie a domicilio in 19 minuti Yang, leader delle vendite online: far decollare le cantine italiane... Bob Yang, 43 anni, luomo che porter il vino italiano in Cina, consegnandolo in 19 minuti dallordine online. La sua societ di chiama 1919, che in cinese suona come want wine, want vine, voglio vino. Fondata 11 anni fa, ha 6.000 dipendenti, mezzo milione di dollari di fatturato e vende soprattutto Baijiu, unacquavite di sorgo, ma non solo. E la terza societ cinese di vendite via Internet, la prima per quanto riguarda vini e liquori. Yang, con un paio di manager, arrivato ieri in Italia per OperaWine, levento che precede il Vinitaly (oggi lapertura della fiera, con il ministro Maurizio Martina; mercoled la chiusura). Grazie a un accordo con Vinitaly, realizzer il sogno di molti vignaioli italiani: vendere bottiglie in Cina, mercato - chimera in cui lItalia arranca. Yang sar uno degli uomini pi ricercati di questa edizione della fiera. Ecco i suoi piani.
Quanto sono cresciute le vendite di 1919 nel 2016?
I risultati non sono ancora ufficiali, ma il tasso di crescita atteso superiore al 100% sul 2015.
Come organizzato il sistema di consegna? Come si consegna in 19 minuti?
Abbiamo un migliaio di negozi (presto saranno 6.000). Cos forniamo un servizio porta a porta, recapitando il vino rapidamente. Dove non ci sono nostri negozi usiamo corrieri espresso.
Se il recapito non avviene entro i 19 minuti promessi cosa accade?
Diamo ai clienti un buono sconto che possono usare per il prossimo ordine.
Come percepito il vino italiano in Cina?
I principali canali di promozione sono ristoranti, enoteche e degustazioni professionali. LItalia ha una gamma completa di vini, anche di alta qualit, con un buon rapporto qualit - prezzo. La nostra societ contribuir a aumentare notoriet e vendite.
Quali sono i vini italiani pi conosciuti?
Per quanto ne so, Antinori e Sassicaia.
Qual il margine di crescita per il vino italiano in Cina?
La potenzialit grande, serve una promozione adeguata. Dovremmo riuscire a portare al 10% di tutti i vini importati, il doppio dellattuale quota.
A quali zone interessata 1919?
A tutte le regioni, in particolare Piemonte, Toscana e Veneto.
Cosa consiglia agli italiani per promuovere le loro cantine in Cina?
Se si parla di vino ai cinesi viene in mente la Francia. LItalia un Paese di cultura, suggerisco di promuovere i vini puntando su questo e sulle uve autoctone come sostiene Ian DAgata, direttore di Vinitaly International Academy.
Quali imprenditori del vino conosce?
Mezzacorona, Cesari e Cevico.
Pensa che gli europei consumeranno vino cinese un giorno?
Certo, la qualit del vino cinese in grande aumento, soprattutto negli ultimi anni.
Quali sono gli ostacoli per il vino cinese?
Lalto costo di produzione.
Autore: Luciano Ferraro


08 Aprile 2017, ore 16:14

Libero
LAmarone? una Ferrari Giancarlo Aneri, fondatore dellazienda, parla alla viglia della kermesse scaligera... Da Kennedy fino a Trump, tutti pazzi per il nostro rosso. A Maranello con lingegner Enzo, che mi diede un consiglio...... Il prossimo leader mondiale che mi piacerebbe far brindare con i vini Aneri il presidente cinese Xi Jinping. Gli mander presto il nostro Amarone. Il mercato cinese, per noi italiani, ancora in fase embrionale, ma ha grandi possibilit di sviluppo.
Giancarlo Aneri, 69 anni, fondatore e presidente dellomonima cantina con sede a Legnago - nel Veronese - ha fatto brindare molti grandi della terra. I suoi vini sono finiti sulle tavole di Papa Wojtyla e della regina Elisabetta. E poi di Bush padre e figlio, di Reagan, di Clinton, di Ted Kennedy, Berlusconi, Putin, Sarkozy. I vini Aneri erano anche a Roma nel 2004 per la firma della Costituzione europea e al G8 de LAquila nel 2009. Lo scorso novembre, appena eletto presidente Usa, Trump ha ricevuto tre magnum di Amarone personalizzate.
A Obama, invece, avevo mandato alcune magnum del nostro Prosecco sei mesi prima della sua elezione.
Lei era quindi sicuro che sarebbe stato eletto presidente.
Ero in America. Sul New York Times avevo letto una sua intervista in cui si diceva certo della vittoria e che aveva gi prenotato per festeggiare alla Spiaggia Restaurant di Chicago. Ho preso laereo e mi sono precipitato l. Lo chef, litalo - americano Tony Mantuano, era ed nostro cliente. Gli avevo fatto promettere che avrebbe servito al futuro presidente il nostro vino, ed andata cos.
Ha conosciuto personalmente qualcuno dei potenti che hanno brindato coi suoi vini?
Con Ted Kennedy sono stato a pranzo e mi ha ricevuto nel suo studio. Mi ha regalato un vassoio dargento con incisi i nostri nomi. Io e mio figlio Alessandro, che assieme a tutta la famiglia mi affianca nellattivit, siamo stati a casa di Cameron. Berlusconi, quandera presidente del Consiglio, regalava spesso ai suoi ospiti lAmarone Aneri. Sono stato anche ad Arcore. Reagan e George IV. Bush, per ringraziarmi, mi hanno scritto personalmente una lettera.
Lei figlio di un capostazione. il classico self made, un uomo che si fatto da solo. Ha un modello?
Il mio primo maestro nel mondo del lavoro stato Enzo Ferrari, l ingegnere. Lo conobbi che ero giovane. La prima volta, per potergli parlare, lo aspettai per 5 ore di fila. Lo convinsi a brindare alle vittorie del Cavallino con lo spumante Ferrari - allepoca lavoravo per lazienda che lo produceva - e non con lo champagne francese, comera consuetudine. La nostra prima chiacchierata doveva durare un minuto, come mi disse il suo segretario, perch lingegnere era molto indaffarato. Mi ero presentato a Maranello senza preavviso. Avevo alcune casse di spumante. Alla fine rimanemmo a chiacchierare per unora. Un giorno mi diede un consiglio....
Quale?
Quando produci una cosa buona fatti rispettare. Se qualcuno non apprezza i tuoi prodotti alzati e vattene, non perdere tempo.
Domani inizia Vinitaly. Come si sta sviluppando il mercato italiano del vino?
LEstremo Oriente un bacino molto interessante, ma va aspettato. Non bisogna avere fretta: i francesi ci stanno lavorando da una ventina danni, noi da molto meno. I nostri prodotti di qualit e di largo consumo, penso al Prosecco, ormai hanno attecchito in tutta Europa. In Inghilterra sta andando molto bene.
E per quanto riguarda i vini rossi, invece?
Vanno molto a cicli. Un tempo il nostro ambasciatore nel mondo era il Barolo. Poi toccato ai Supertuscan, al Brunello di Montalcino. Ora il turno dellAmarone, che ha un target mirato, lo si beve solo in occasioni importanti. come una Ferrari.
La sua azienda punta moltissimo sulle partnership...
Mi considero un imprenditore di nicchia che punta allalta qualit e mi piacciono le collaborazioni di alto livello, come le ultime con Air Dolomiti, Trenitalia e Msc Crociere che a Natale, che in prima classe servono i nostri prodotti. Siamo in cielo, sulla terra, e in mare.
A maggio, al Four Seasons di Milano, ci sar il premio giornalismo di cui lei ideatore. Lanno scorso avete premiato Fiorello, per la sua Edicola Fiore. Per questanno avete gi deciso chi premiare?
Ancora no, ma decideremo a breve. Sa che la prima Magnum del nostro Prosecco lho stappata nel 95 a casa di Bocca, assieme a Montanelli e Biagi, che facevano parte della giuria?.
Autore: Alessandro Gonzato


08 Aprile 2017, ore 16:11

Il Sole 24 Ore
Vino, dallexport la spinta ai ricavi delle cantine top Mediobanca. I fatturati 2016 saliti del 6%... Le cantine italiane sempre pi trainanti per lexport di alimentare. Nel Rapporto Mediobanca di questanno, 19 cantine delle Top 3o realizzano allestero oltre il 50% delle vendite. Ma in generale dal campione di mo societ italiane con oltre 25 milioni di fatturato, selezionato dallarea studi di Mediobanca, emerge che nel 2016 il fatturato aumentato del 6%, soprattutto grazie al mercato internazionale (+6,6%) e al il risveglio di quello domestico (+5,3%, in realt il dato generale molto pi contenuto). I ricavi del 2016 sono in crescita del 6,4% per le cantine non cooperative (+5,8% lestero), le coop del 5,9% (+7,5%). Il maggiore sviluppo realizzato dagli spumanti (+13,6%), grazie sia allestero (+13%) che al mercato nazionale (+14,1%), mentre i vini non spumanti si fermano a +4,4% (+5,6% lexport); gli investimenti restano vivaci, +6,6% come pure loccupazione che mette a segno un +0,4%. Un punto di forza del vino italiano anche il modello cooperativo: nella classifica per fatturato 2016, Cantine Riunite - Giv, con 566 milioni di ricavi (+3,6%), si conferma il gruppo leader. Segue la cooperativa emiliana Caviro, con 304 milioni. Il primo dei privati Palazzo Antinori con 218 milioni (+4,5%). Stabile in quarta posizione Casa Vinicola Zonin, con 193 milioni (+5,1%) mentre guadagna due posizioni la coop trentina Cavit (+6,7%) con 178 milioni. I campioni di crescita (pi del 10% nel 2016) sono sette: il record spetta alla cooperativa trevigiana La Marca, che aumenta da 75 a 101 milioni (+34%), seguita da Santa Margherita (+33%, ha avviato una propria societ dimportazione negli Usa). Tra le altre societ, buone le performance di Vivo Cantine (+25,4%), Villa Sandi (+20,7%), Lunelli (+13,4%), Mionetto (+11,3%) e Cantina di Soave (+10,3%). La stagnazione del mercato italiano (da anni registra consumi in calo anche se con maggiori produttori di vino, ben 19 realizzano allestero oltre i150% delle vendite. Sul podio Botter con il 97% del fatturato, seguito da Ruffino (93,5%), Fratelli Martini (89,7%) e Zonin (85,8%). Quanto alla redditivit, i top performer sono Frescobaldi (utile su fatturato al 22,5%), Santa Margherita (21,3%), Palazzo Antinori (21%), Ruffino (16,7%) e Masi Agricola (9,3%). Solo Fratelli Gancia, fra le grandi aziende, ha una redditivit negativa (-4,9%). Siamo contenti dei risultati raggiunti - esordisce Corrado Gasoli, presidente di Giv - ma bisogna puntare di pi sullestero. Sui nostri ricavi consolidati il Prosecco pesa intorno ai 100 milioni e ha molti margini di crescita: compenseremo gli effetti della Brexit con la crescita negli Usa. Quanto ai vini fermi, il sistema vino Italia paga gli effetti degli accordi commerciali bilaterali: in Asia i vini australiani e cileni sono avvantaggiati da una tassazione bassa. E per il 2017? Rimango ottimista - conclude Casoli -. Nel budget abbiamo una ventina di milioni in pi sui ricavi. Anche Sergio Dagnino, dg di Caviro, ammette che il vino italiano in questo momento trainato da Prosecco e Pinot sul resto siamo sofferenti, anche per i privilegi fiscali di cui godono certi produttori. Ci detto in Cina abbiamo una nostra societ dimportazione diretta, con 4 addetti, che si appoggia su distributori locali e nazionali. Questanno fattureremo 2 milioni di euro. Caviro per ha anche avviato un importatore diretto negli Usa (senza rinunciare a un accordo con Gallo per Chianti da Vinci) che dovrebbe dare buoni risultati. Siamo positivi sul 2017, cresceremo - conclude Dagnino -. Anche in Gran Bretagna, abbiamo in un budget il +10%.
Autore: Emanuele Scarci


08 Aprile 2017, ore 16:10

Io Donna - Repubblica
Paesaggio da bere (mai da soli) Ogni luogo ha un sapore. Che raddoppia se condiviso... Molti di noi, quando sono soli di fronte a qualcosa di veramente bello - un paesaggio, un quadro, unarchitettura, uno spettacolo -, anzich sentirsi felici e pacificati provano il disagio di chi spreca qualcosa, come se avessero davanti agli occhi un succulento piatto di spaghetti lasciato a raffreddarsi. Di fronte alla straordinaria bellezza dellorizzonte di un lago in tempesta o di un prato verdissimo punteggiato da mucche di montagna mi sono sempre sentita sola e inutile, se accanto a me non cera nessuna delle persone cui tengo. E quando vado a spasso nei boschi non mi basta nemmeno la compagnia umana: l mi manca soprattutto la gioia esplosiva del mio cane, ma andrebbe bene anche il cane di qualcun altro, se solo ne esistesse uno che si fa prestare a unestranea senza patire ansie abbandoniche. La solitudine contemplativa non d soddisfazione, altrimenti non correremmo tutti a fotografare ogni cosa per poterla condividere con chi non c. Fotografare quello che ci piace, anzich godercelo e basta, un modo di posporre il piacere per quando potremo condividerlo con qualcuno. A me la condivisione piace (anche quella molto relativa delle immagini pubblicate sui social) e non ci vedo solo narcisismo ed esibizionismo, come sostengono alcuni censori. Un tempo, cerano gli acquarellisti: condividevano non solo riportando a casa i paesaggi che avevano ritratto, ma anche in contemporanea con gli sconosciuti che si fermavano a guardarli allopera. Il vino possiamo paragonarlo alla passeggiata in un paesaggio, anche perch di fatto lo . Quando bevete una bottiglia di barolo riuscite a non pensare alle colline brumose delle Langhe? Con un bianco della costiera amalfitana non vi si riempiono gli occhi di quelle rocce terrazzate che precipitano nel mare? E se un vino proviene da vigneti di Capalbio, non intravedete, attraverso il suo color rubino, il tipico paesaggio sinuoso della Maremma, che poi digrada verso una lunga spiaggia sabbiosa? Ecco, il piacere del vino viene spontaneo condividerlo perch un sapore ma anche un luogo, un gusto concreto ma anche una percezione che sfuma nel ricordo, proprio come un paesaggio quando lo lasciate.
Autore: Camilla Baresani


08 Aprile 2017, ore 16:09

Io Donna - Repubblica
La scheda Tinata 2012 Monteverro (Toscana) ... Tenuta Monteverro Borgo Carige, Capatbio (Grosseto), monteverro.com Conosco Georg Weber, tanti anni fa, a Bolgheri, alla cantina del Sassicaia da Nicol Incisa. Vuole comperare una terra a Bolgheri. Non ci riesce, ma la passione per il vino non cessa n il suo spirito imprenditoriale. Il suo amore per la Toscana lo porta a Capalbio, motto vicino al mare come il Sassicala. Unoasi di macchia mediterranea e di oliveti. Nella sua vita entra Julia che sposa net 2011. Oggi i suoi vini sono considerati un incredibile caso che ha affascinato gli addetti ai Lavori prima e il consumatore dopo. Dai trenta ettari di vigneto nasce un vino che ritengo fra i migliori di Toscana: il Tinata del 2012. Un omaggio alla madre di Georg, Cristina detta Tina. a base di Syrah e Grenache e ha una sensualit sorprendente. Un sentore di aromi e una spina dorsale acida allinterno di unavvolgenza totale. La produzione limitatissima.
Autore: Gelasio Gaetani dAragona


07 Aprile 2017, ore 10:28

La Repubblica
Cera una volta il vino convenzionale. C ancora, e far la parte del leone nella cinquantunesima edizione del Vinitaly, che si apre domenica alla Fiera di Verona, con il suo ventaglio di numeri sontuosi: trenta Paesi presenti, oltre quattromila espositori e 131.000 operatori E poi degustazioni orizzontali (per etichette dello stesso vitigno) e verticali (per annate) , premiazioni, dibattiti, lezioni di abbinamenti, focus su extravergine e tecnologie innovative, su su fino al parterre dei Paperoni del vino, messi in fila da Anna De Martino nellannuale super classifica delle cantine pi ricche dItalia, tutte oltre i cento milioni di euro di fatturato. Ma accanto alla viticoltura maggioritaria, cresce una quota minoritaria e poetica, che sta rivoluzionando il mondo del vino a partire dalla terra. Una tendenza cos prorompente da aver raddoppiato i suoi seguaci in pochi anni, tanto da indurre gli organizzatori della fiera a riservare spazi sempre pi dilatati alla sezioni Vivit - Vigne Vignaioli Terroir - riservata ai produttori che hanno cancellato la chimica dalle loro bottiglie. Gli ultimi in ordine di tempo sono quelli di Ferrari Spumanti, che pochi giorni fa hanno fatto outing eno - biologico: A coronamento dellimpegno della famiglia Lunelli nel riportare al centro dellattivit agricola il concetto stesso di fertilit naturale del terreno, il rispetto dellambiente e di chi vi lavora. Lo spumante pi famoso del mondo va ad aggiungersi al 65% dei vigneti di Franciacorta, in conversione o gi certificati e bollati in etichetta con la virtuosa fogliolina verde. Nomi importanti come Berlucchi e Mosnel, fulminati sulla via dellagricoltura rispettosa di ambiente e salute in scia ai pionieri di Barone Pizzini, antesignani delle bollicine biologiche. Se i cinquanta ettari coltivati sotto locchio attento di Silvano Brescianini hanno fatto la storia della viticoltura biologica italiana, i cinquecento di Berlucchi hanno avuto un effetto domino dirompente, spingendo verso lagricoltura organic ( definizione internazionale ) tutti i conferitori, proprio come succede con i vignaioli di Ferrari. Il valore della scelta biologica tanto maggiore se si pensa alla fatica di portare a fino alla vendemmia le uve del Nord. Un rischio che raddoppia passando dallo Chardonnay, vitigno precoce raccolto in agosto nel Bresciano, al Nebbiolo coltivato in Piemonte, dove ogni giorno settembrino sulla pianta significa s uve pi asciutte e zuccherine, ma anche lo sguardo fisso al cielo per il pericolo di pioggia. Non a caso, la nuova generazione dei barolisti Ceretto ha investito quasi dieci anni in studi e sperimentazioni prima di codificare la nuova vocazione biodinamica dellazienda, forte di quasi duecento ettari nel cuore delle Langhe. Al centro - sud, tutto un po pi semplice, grazie a un clima benevolo e alla millenaria tradizione contadina, molto spesso declinata al femminile, dai vini minerali della campagna di Apricena, Foggia, dove Valentina Passalacqua fa riposare i mosti nelle uova di cemento, alla ragusana Arianna Occhipinti con i suoi vini da uve autoctone, armonici e diseguali (Arianna dixit), fino alle cantine nel tufo dove riposa lAglianico Basilisco di Viviana Malfarina e ai nuovi vini bio delle sorelle Lungarotti, a un passo da Assisi. Unonda lunga, forte e vitale, che si traduce anche in due manifestazioni parallele al Vinitaly - Vini Veri e VinNatur - entrambe tra Vicenza e Verona. Su tutti governano gli occhi celesti di Alois Lageder, pioniere altoatesino della viticoltura in armonia con la terra. Il suo appuntamento di primavera, Summa, che ospita i grandi vini naturali del mondo, compie ventanni. Di lotta e di successo. Prosit.
Autore: Licia Granello


07 Aprile 2017, ore 10:28

Il Venerd di Repubblica
A Nicotera da sempre il vino fa parte del pasto. Fu proprio qui che, sessantanni fa, Ancel Keys studi e codific la Dieta mediterranea. Nella famiglia Comerci la vigna presente da pi dun secolo. A fine Ottocento avvi lattivit Francesco: produceva olio e vino. Delle figlie, Michelina prese a seguire gli ulivi e Rosina la vigna. Destino, Rosina spos Domenicoantonio Silipo, il bottaio del paese. Ebbero sette figli, lultimo dei quali, Salvatore, eredit terra e cantina. Ma prefer fare lavvocato in Emilia. Vigne non abbandonate ma affidate in comodato ai coloni. Oggi un altro Domenicoantonio Silipo, con i figli Francesco e Federico, a guidare Casa Comerci. Acquisiti altri terreni: su 27 ettari 15 sono vitati. Lenologo Franco De Franco. Si coltivano solo due vitigni autoctoni: il Greco bianco e il Magliocco canino nella Vigna SantAndrea su una collina che guarda il Tirreno, solo Magliocco nella Vigna Badia. Regime biologico dal 2009. Tre etichette: dal Magliocco Lati e il rosato Granatu, dal Greco Rfulu. Limpido, luminoso, profumi di ginestra e biancospino, di frutti estivi con cenni erbacei e minerali, fragrante e saporito. Vinificato in inox, ha tutto il tempo di evoluzione che serve, senza lassillo del mercato. A Roma allEnoteca Cavour 313, a Vibo Valentia da ViNus sui 10/12 euro.
Autore: Gianni Mura


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Temp: 18°
Precip: -
acquazzoni e schiarite Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 17°
Precip: 2-5mm
pioviggine Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 21°
Precip: 0-1mm
pioggia debole Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 20°
Precip: 1-4mm
velature sparse Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 16°
Precip: -
poche nubi Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 13°
Precip: -
parz nuvoloso Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 17°
Precip: -
velature diffuse Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 21°
Precip: -
rovesci e schiarite Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 17°
Precip: 4-8mm
variabile Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 18°
Precip: -
parz nuvoloso Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 17°
Precip: -
quasi sereno Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 18°
Precip: -
velature sparse Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 16°
Precip: -
velature diffuse Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 23°
Precip: -
sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 24°
Precip: -
quasi sereno Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 25°
Precip: -
rovesci e schiarite Soave:
Soave (VR)

Temp: 18°
Precip: 4-8mm
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 17°
Precip: -
variabile Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 19°
Precip: -
parz nuvoloso Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 19°
Precip: -
rovesci e schiarite Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 14°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 15°
Precip: 4-8mm
rovesci e schiarite Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 14°
Precip: 4-8mm
nuvoloso Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 13°
Precip: -
pioviggine Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 15°
Precip: 0-1mm
parz nuvoloso Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 18°
Precip: -
quasi sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 16°
Precip: -
Mezzacorona

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