planeta

Il Meglio dell'Edicola

12 Settembre 2017, ore 16:28

Il Sole 24 Ore
Abf (t Twinings) prende il controllo del gruppo Acetum Made in Italy. Clessidra cede il leader del balsamico Igp... Dal colosso inglese esborso di 300 milioni... Gli inglesi di Abf (Associated British Foods) mettono sul piatto una cifra record per conquistare laceto balsamico italiano. A passare di mano il gruppo Acetum, ceduto dal private equity Clessidra a una valutazione di circa 300 milioni (compreso il debito). Lequity (cio la liquidit incassata dai precedenti azionisti) raggiunge quota 225 milioni. Il cambio di propriet al super prezzo ha sollevato molti interrogativi, in quanto viene ceduto allestero un altro simbolo alimentare del Made in Italy Non condivido - spiega Cesare Mazzetti, fondatore e presidente di Acetum Spa, azienda modenese leader mondiale dellaceto balsamico Igp - tanto clamore attorno a unoperazione prevedibile per un fondo come Clessidra, entrato nel capitale della societ quasi tre anni fa. La cessione non mette in pericolo una tipicit del made in Italy, anzi, la valorizza, perch la produzione di una Igp non pu che restare qui sul territorio, a prescindere dalla bandiera della propriet, e argina parallelamente il fenomeno delle imitazioni. Il manager cerca di abbassare i toni del dibattito scatenatosi di fronte alla notizia dellaccordo per rilevare Acetum firmato dalla holding inglese quotata al London Stock Exchange Abf: galassia da 134 miliardi di sterline di fatturato e 130mila dipendenti, che controlla tra gli altri i marchi Twinings e Ovomaltina. Lacquisizione la riprova della grande attrattivit e del potenziale delle nostre produzioni di qualit sui mercati esteri, dove gi oggi fatturiamo oltre il 90% dei ricavi rimarca il presidente -. Che la propriet azionaria sia araba, inglese o cinese non cambia il fatto che una Igp deve rispettare un disciplinare preciso, deve essere fatta su questo territorio e con ingredienti locali. Il punto vero che nessun investitore italiano si fatto avanti. Le uniche manifestazioni di interesse sono arrivate da Paesi stranieri, America, Oriente e Gran Bretagna (che ormai fuori dallEuropa). Da notare che Clessidra grazie alloperazione di cessione dell80% di Acetum avr un rendimento (In) del 38% raddoppiando (con un incasso di 178 milioni) il capitale investito nel 2015 (cio circa 90 milioni di euro). Il restante 20% stato invece venduto dai soci fondatori della societ di Cavezzo, Cesare Mazzetti e Marco Bombarda, che resteranno presidente e direttore commerciale. Clessidra ha fatto la sua valutazione economica - aggiunge Mazzetti - ma entrata supportandoci in un periodo di grande difficolt, dopo un decennio di crescita fin troppo rapida per Acetum per il processo di acquisizioni e dopo il terremoto del 2012 e ci ha portato a essere il numero uno al mondo con quasi il 30% di quota di mercato dellaceto balsamico Igp. Il sisma distrusse in un solo colpo 2 milioni di litri di produzione a Motta di Cavezzo (di cui 300mila litri solo del pregiato aceto balsamico di tradizione Dop che arriva a valere mille euro al litro nella versione invecchiata 25 anni) e caus 12 milioni di darmi. E ora entriamo in un gruppo specializzato come Abf che intende investire ulteriormente sul nostro sviluppo internazionale, salvaguardando litalianit anche del management, io non me ne andr da qui prima dei 6o anni, scherza Mazzetti, che oggi ha 57 anni suonati. Abbiamo ambiziosi piani di crescita per i marchi di Acetum e lacquisizione allargher la nostra presenza internazionale specialmente nel food, affermano i vertici di Associated British Foods, con sedi in 50 Paesi e marchi come il t Twinings. Oggi Acetum ha un giro daffari di un centinaio di milioni e genera un Ebitda di 30 milioni. Mazzetti prevede un 2017 di consolidamento dei risultati per Acetum e buone prospettive per il 2018 in virt dei ri recenti accordi siglati con diversi distributori esteri, anticipa. E dopo sei anni al vertice anche del Consorzio di tutela della Igp modenese ha una certezza: Prima degli inglesi gi i francesi di Brabant avevano rilevato lacetaia Antichi Colli e gli spagnoli di Borges la Orla ma meglio che gli stranieri siano costretti a stare sul posto dove lIgp si produce per valorizzarla, piuttosto che imitarla.
Autore: Carlo Festa Ilaria Vesentini


11 Settembre 2017, ore 16:28

Quotidiano Nazionale
Il Belpaese mette un tesoro a tavola. Dal vino allolio, boom dellexport. Ma lotta ai falsari del Made in Italy ... un tesoro sulla tavola degli italiani. Dallolio al vino, passando per la pasta e lortofrutta, i prodotti dellagroalimentare italiano rappresentano il 15% del Pil nazionale, con un fatturato di 250 miliardi di euro e ben 800mila aziende agricole iscritte alle Camere di Commercio. Uneccellenza a livello mondiale in continua crescita, con esportazioni che sono aumentate del 10,9% nei primi sei mesi di questanno, dopo il record di 38,4 miliardi in export toccato nel 2016. Non un caso che lagricoltura sia il settore che in Italia ha fatto segnare il maggior aumento degli occupati lo scorso anno, con un incremento del 4,9% annuale, quasi il triplo di quanto si registrato nei servizi (+1,8%). Vino, frutta e olio sono i prodotti che ci pongono ai vertici in Europa. E che fanno avvicinare anche i giovani imprenditori: oltre 50mila le aziende condotte da under 35 nel primo trimestre di questanno. Una ventata di aria fresca che ha portato un modo nuovo di intendere il mondo dellagricoltura, con lavvio di fattorie didattiche e agriasili, centri agribenessere e produzione di energie rinnovabili. Fiore allocchiello dellItalia sono le certificazioni alimentari: 4.965 prodotti tradizionali e 291 a marchio Dop e Igp. Specialit che hanno conquistato il mondo, dal Parmigiano reggiano ai cantucci toscani, dal prosciutto di Norcia alla pesca nettarina di Romagna, e ancora la mela della Valtellina, la mozzarella di bufala campana, il pecorino sardo e la porchetta di Ariccia. Per non parlare dei vini: ben 415 quelli Doe e Docg, garantiti lungo tutta la filiera, tra cui il Prosecco quello pi esportato allestero (con ben 200 milioni di bottiglie ordinate dallestero), il Lambrusco quello pi venduto in Italia (con oltre 13 milioni di litri). Un Made in Italy che va difeso con ogni mezzo dalle contraffazioni: allestero sono falsi quasi due prodotti italiani su tre. Lagropirateria un inganno ai consumatori che vale ben 60 miliardi di fatturato. Il nostro Paese -ricorda il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina - lunico ad aver siglato accordi con le grandi pianaforme di e - commerce come Alibaba, Ebay, Google, che rimuovono dai loro siti i prodotti italian sounding (ovvero i falsi, ndr) su nostra segnalazione. Tra le misure prese dal governo spiccano poi i due decreti firmati dai ministri Martina e Carlo Calenda, che hanno introdotto lobbligo di indicazione dellorigine del riso e del grano in etichetta, al momento mancante su almeno un prodotto ogni tre. Le aziende dovranno adeguarsi con nuove confezioni entro febbraio 2018. Ma la battaglia per la tracciabilit ancora lunga. Ora bisogna estendere questo obbligo ad altre produzioni simbolo del Made in Italy - sprona Roberto Moncalvo, numero uno di Coldiretti -. Un esempio: le importazioni dalla Cina di concentrato di pomodoro sono aumentate del 46% nel 2016 e hanno raggiunto 100 milioni di chili, il 20% della produzione nazionale equivalente. Ma le emergenze del settore non finiscono qui. Innanzitutto preoccupa il calo dei prezzi allorigine: nel 2016, il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca ha segnato una diminuzione del 5,4% a prezzi correnti, dovuto in particolare al taglio delle quotazioni alla produzione (-3,4%). Un effetto delle speculazioni e delle distorsioni della filiera nel passaggio dal campo alla tavola, che ha portato alla riduzione di un terzo, negli ultimi 15 anni, delle coltivazioni di mele, pere, pesche, arance, albicocche: in molti casi, il parere delle associazioni, lagricoltore non riesce pi a coprire i costi di produzione. Gravi conseguenze sui prodotti base della dieta mediterranea ci saranno a causa del clima impazzito: il raccolto di pomodoro avr una flessione del 12%, mentre il grano duro da pasta si contrarr del 10%. Perso anche un quarto della produzione di uva e mele (con punte del 60% in Trentino), addirittura la met di quella del miele e la raccolta delle olive 2017 - 18 si prospetta una delle peggiori degli ultimi decenni, lancia lallarme Coldiretti. Lagroalimentare anche un settore in continua (e obbligata) trasformazione. La tropicalizzazione del meteo, infatti, sta spingendo gli agricoltori a cambiare metodo di lavoro: bisogner privilegiare le colture che necessitano meno acqua, raccogliendo la pioggia e ridistribuendola poi nei momenti di grande siccit.
Autore: Andrea Bonzi


11 Settembre 2017, ore 16:28

Quotidiano Nazionale
Toscana. Il vino il pi richiesto, crescono gli assunti Il Made in Tuscany agroalimentare vola nel mondo, grazie a esportazioni in continua crescita. Lultima fotografia del settore, elaborata da Irpet pochi mesi fa e sviluppata confrontando i dati con quelli del 2006, testimonia la presenza di meno aziende (72mila in tutto), ma pi grandi e strutturate, con il passaggio da 6,5 a 10,5 ettari coltivati di media. Gli occupati sono 51 mila, il 12% in meno del 2006, ma in crescita dal 2012. Molto bene lexport, che vale 1,8 miliardi di euro e che corrisponde al 7% delle esportazioni toscane e al 6% di quelle agroalimentari italiane. Le richieste arrivano soprattutto dagli Stati Uniti, seguiti da Germania, Regno Unito, Francia e Canada. Aumenta in particolare la domanda di prodotti agroalimentari (valore 1,6 miliardi di euro) rispetto a quelli prettamente agricoli (221 milioni). Attualmente il valore aggiunto di agricoltura e agroalimentare ammonta a 3,2 miliardi di euro, di cui 2 (il 70%) da attribuire alla pane agricola. Domina il vino, la cui produzione cresciuta del 20% nellultimo decennio, ma pesano anche le produzioni zootecniche (oltre 500 milioni di euro), che vedono in aumento pollame e suini e in calo bovini, ovini e caprini. I segnali di ripresa ci sono - ha detto lassessore regionale allAgricoltura Marco Remaschi - e, se ancora non hanno permesso di recuperare quanto perso in passato, hanno consentito di coprire le voragini aperte negli anni pi neri, fra il 2010 e il 2012. La Toscana deve ora valorizzare alcune filiere, come la olivicola, che non ha ancora rag-giunto i livelli di quella vitivinicola. La crescita della domanda allestero e dei consumi - spiega il presidente di Coldiretti Toscana, Tulio Marcelji - stata graduale e costante negli anni. di fondamentale importanza continuarne lavorare sulla trasparenza e sulletichettatura, applicando pene severe nei confronti di chi froda o manipola i prodotti. Se il quadro del settore positivo, il prossimo bilancio dovr per fare i conti con i fattori climatici critici del 2017: dalle grandinate primaverili alla siccit. Coldiretti Toscana ha stimato i danni in almeno 200 milioni di euro, ma un calcolo fermo a luglio e che dovr essere aggiornato.
Autore: Lisa Ciardi


10 Settembre 2017, ore 16:27

LEspresso
Bottiglia Suoli ricchi di conchiglie e fossili, talento esecutivo, rispetto delluva e utilizzo di lieviti indigeni. Questi gli ingredienti dellOrda Rosso Capitoni (euro 12) nato nella cantina di Marco Capitoni. Siamo nella Val dOrcia terra di vento. dove le uve Sangiovese e Merlot crescono tra i filari e compongono questo vino ampio, voluminoso, dal succo filtrante e dallarozaticit possente giocata tra frutti rossi e spezie; il suo magnetismo si ritrova in una bocca salina e dallimportante trama tannica.
Autore: Paolini & Grignaffini


10 Settembre 2017, ore 16:26

Il Sole 24 Ore
Le donne, il vino e le imprese Cercavo un enotecnico: nessuno voleva le ragazze. Non era il Medioevo. Era il 98 ... Stavo costruendo tutto da zero. Avevo appena iniziato con la mia azienda fra Montalcino e Trequanda, in Val dOrcia. Era il 98. Telefonai alla scuola di enologia di Siena. Dissi che avevo bisogno di un enotecnico. Mi risposero: Signora, i diplomati vanno prenotati anni prima. Non abbiamo nessuno da mandarle. Non sapevo come fare. Dopo qualche ora mi venne un pensiero e richiamai: Ma una diplomata, una ragazza, non lavete?. E loro mi lasciarono di sale: Una ragazza? Di quelle ne abbiamo finch desidera. Non le vuole nessuno. Era il 98. Il 1998. Non il 1898 o il 1798 o il 1698. Donatella Cinelli Colombini minuta, indossa un filo di perle, ha gli occhiali con una montatura spessa di colore rosso ed esprime lenergia dellacqua del piccolo torrente che modifica il profilo della pietra. In un mondo di uomini - il vino, in questa Toscana rocciosa, insieme moderna e fuori dal tempo - ha piantato, accudito e fatto emergere il seme delle donne. Casato Prime Donne di Montalcino, fine agosto di una estate senza pioggia. Qui si sta raccogliendo luva bianca, in attesa delle piogge dei primi di settembre. Tutto intorno, strade sterrate da cui si alza polvere a contrastare la luce dei quadri di Simone Martini. Donatella Cinelli Colombini - imprenditrice del vino, gi inventrice nel 1993 del movimento del turismo del vino e portatrice in Italia delle cantine aperte - ha fatto tante cose ed tante cose. Esponente di una delle famiglie del contado senese - nobile per lignaggio e per attivit, la Fattoria dei Barbi, uno dei produttori storici del Brunello - Donatella ha dovuto iniziare a lavorare da sola - lasciata lazienda di famiglia - nel 1998. I miei genitori, Fausto e Francesca, decisero che mio fratello Stefano avrebbe guidato la Fattoria dei Barbi. Io ricevetti tre poderi. Uno lo vendetti: mi serviva liquidit. Il secondo, mezzo crollato e tutto diroccato, sarebbe diventato il Casato Prime Donne di Montalcino. Il terzo era la Fattoria del Colle, in Val dOrcia, che versava in uno stato di abbandono. Per iniziare, mia madre mi diede cinque annate di Brunello: la 1993, la 1994, la 1995, la 1996 e la 1997. Non stato facile. Dunque, il tempo zero di questa storia fissato nella telefonata del 1998. Il primo nome delle ragazze che nessuno vuole quello di Barbara Magnani, che ancora qui come capocantiniera. Il mondo delle vigne esiste da ottomila anni. Nel Vecchio e nel Nuovo Testamento compare in pi punti. Ma abitato soltanto da uomini, ricorda Donatella, che presidente dellAssociazione Nazionale Donne del Vino. Il Natale del 1999, il primo anno ci lavoro pieno, feci una riunione per gli auguri con il mio piccolo gruppo di collaboratori. Cerano quattro operai agricoli. E, qui, naturale che chi sta in vigna ambisce a passare in cantina. Io dissi loro. Scordatevi la cantina. In cantina, voglio sole donne. E loro, andandosene, commentarono: Si vedr come fa. Ha fatto, ha fatto. Oggi, fra Montalcino e Trequanda, su 31 persone soltanto 8 sono uomini. O, meglio, su 31 le donne sono 23. Oltre a Barbara Magnani, ci sono Antonella Marconi (responsabile dellaccoglienza e del premio Casato Prime Donne, che questanno sar consegnato domenica 17 settembre alla biologa molecolare Federica Bertocchini), Anna Sacchi (amministrazione), Roberta. Archetti (chef al ristorante di Trequanda, gi al Pescatore di Canneto sullOglio di Nadia Santini), Alessia Bianchi (lagriturismo di Trequanda) e Violante Gardini, la figlia di Donatella e del marito Carlo Gardini impegnata ad occuparsi del commerciale. Quando sento la mancanza degli uomini? Qui, se si rompe un mezzo agricole o un trattore, si ferma tutto e si chiama un maschietto, sorride Donatella. In questi diciannove anni di lavoro, le attivit controllate da Cinelli Colombini hanno creato un giro daffari superiore ai 2,5 milioni di euro: 1,5 milioni di euro dal vino, 600mila euro dallagriturismo 450mila euro dai negozi Toscana Lovers di Siena e Bagno Vignoni. Gli ettari complessivi sono 33. A Montalcino, in localit Casato, si trovano 17 ettari: 10 di Brunello, 3 di Rosso Montalcino e 4 di Chianti; a Trequanda 16,5 ettari fra Orcia Chianti. Il meccanismo di una impresa di questo genere articolato: gli investimenti si aggirano fra i 300mila e 400mila euro allanno; gli ammortamenti della filiera produttiva del vino son pari a 180mila euro. Lasciamo il Casato Prime Donne e ci spostiamo verso il comune di Buonconvento, in un paesaggio che, con le sue geometrie e i suoi colori, inizia a ricordare quello descritto - per unaltra parte della provincia senese - da Mario Luzi: La strada tortuosa che da Siena conduce allOrcia traverso il mare rosso di crete di lavate che mettono di marzo una peluria verde una strada fuori dal tempo, una strada aperta e punta con le sue giravolte al cuore dellenigma. Arriviamo a Villa Armena, una delle fattorie monumentali in cui domina il mattone progettate da Baldassarre Peruzzi nei primi anni del Cinquecentco. Questa fattoria stata trasformata in un ristorante e in un relais da un ex manager di Cnh, Edoardo Giacone. Io prendo un piatto di tagliatelle con rag di cinghiale. Lei mangia tagliatelle con rag toscano. Salumi, crostini e insalata. Da bere acqua minerale naturale per me e uno Chardonnay Castel Felder del Trentino Alto Adige per lei: Quando pranzo fuori, evito il vino rosso. Operare - sia come imprenditrice, sia nella rappresentanza associativa in un mondo come quello del vino - che unisce abitudini antiche e consumi contemporanei, interessi materiali fortissimi e immaginario mutevole - appare estremamente complesso. Basti ricordare il caso delle inchieste giudiziarie sul Brunello condotte dalla Procura di Siena nel 2008 con laccusa di mancato rispetto del disciplinare, che portarono al sequestro cautelativo di bottiglie di alcuni produttori e a conseguenze internazionali come il blocco delle importazioni negli Stati Uniti. Per la intera comunit di Montalcino non fu una esperienza facile. In quel momento, lei era una socia del Consorzio Brunello, di cui sarebbe diventata vicepresidente nel 2009: Per tutti noi, la collaborazione con lallora ministro dellAgricoltura Luca Zaia fu molto efficace. Ci fu un lavoro delicato con lambasciatore americano Ronald Spogli: una delle imprese coinvolte era Villa Banfi, della famiglia di imprenditori americani Mariani. Fra diritto e politica, economia e societ tutti noi ci muoviamo trovando un punto di equilibrio instabile fra la natura individuale e la cultura generale, le nostre pulsioni e i condizionamenti esterni. Non mi chiaro se Donatella Cinelli Colombini sia o no una donna di potere. Di sicuro una persona che sta in mezzo al mondo, ne fa parte e non si sottrae alla sua gestione. Ora presidente del Consorzio del Vino Orcia. Dal 2001 al 2011, stata assessore al turismo del Comune di Siena e, da questanno, fa parte della Deputazione Generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena: Ma le assicuro che mai e poi mai avrei immaginato che cosa potevano fare nella banca, dice in merito allo scandalo che, nel groviglio mica tanto armonioso composto da finanza - politica - istituzioni - massoneria, ha provocato la desertificazione economica e lobnubilamento sociale di Siena e del suo contado. Da piccola imprenditrice - continua - sono rimasta esterrefatta quando, anche solo dalla lettura dei giornali, ho appreso dei privilegi accordati, in termini di poche garanzie reali a fronte di ingenti linee di credito, ai grandi finanzieri, ai grandi industriali e ai grandi costruttori italiani. Nel caos italiano, lirrazionalit della disparit di genere viene gradualmente ricomposta dal lavoro quotidiano delle donne. Questanno Cribis - Crif ha analizzato le imprese italiane del vino: a guida femminile il 26,5% delle 73.700 aziende. Entrando nel dettaglio delle specifiche attivit, lo sono il 28% delle imprese agricole con vigneti o cantina, il 24,8% delle imprese commerciali al dettaglio, il 12,5% di quelle operanti nel commercio allingrosso, il 12,3% delle cantine industriali. Il comparto del vino va meglio rispetto alla media italiana. Se Cribis - Crif fissa in una su quattro le aziende di questo settore guidate da donne, una ricerca di Union - camere del 2015 stabilisce - nellintero perimetro della nostra economia nazionale - in una su cinque le imprese a conduzione femminile. C un ulteriore seme femminile nellanima del vino prodotto da Cinelli Colombini. La quale, nei primi anni di attivit, si avvalsa di un enologo storico del Brunello, Carlo Ferrini. Dal 2010, ha scelto Valrie Lavigne, una ragazza formatasi alla scuola di Bordeaux di Denis Dubourdieu. Una scelta che sembra segnata da una tensione alla innovazione, se non allibridazione delle culture e degli stili. Oggi a Montalcino sta crescendo una nuova generazione di vignaioli. I ragazzi del Brunello. E si sta formando anche una nuova generazione di vignaiole. Le ragazze del Brunello. Che sono sempre pi spinte dalla modernit a occuparsi della impostazione strategica del prodotto, della conduzione manageriale delle aziende e del rapporto diretto con il mercato. Hanno storie bellissime e interessanti, c chi proviene da studi scientifico - ingegneristici serissimi, chi ha vicende artistiche importanti alle spalle, tutte cercano di dare una loro nota personale alle aziende in cui lavorano, spiega. Donatella Cinelli Colombini ha, per prima, provato a cambiare lo spartito della musica: Le aziende dirette da uomini sembrano orchestre sinfoniche. Quelle dirette da donne assomigliano alle orchestre jazz. Il suono, mi creda, molto differente.
Autore: Paolo Bricco


09 Settembre 2017, ore 16:25

Il Sole 24 Ore
La vendemmia ai minimi accende i listini del vino Stime. Per Ismea e Uiv calo del 26%... Una vendemmia difficile e in forte calo come quella 2017 non tarder ad avere pesanti effetti al rialzo sui costi produttivi e quindi sui prezzi finali del vino penalizzando la competitivit del made in Italy. lallarme lanciato dai produttori in occasione della presentazione delle stime sulla vendemmia 2017 realizzate da Ismea e Unione italiana vini. Lanalisi ha confermato le notizie gi circolate finora e che parlano di una campagna 2017 che in Italia a malapena arriver a 40 milioni di ettolitri (-26% rispetto al 2016). Una vendemmia - ha detto il presidente dellUnione italiana vini, Ernesto Abbona - che riuscita a limitare i danni solo in quelle zone nelle quali si fa una viticoltura professionale e dove la vite e radicata. Ma al di l dei numeri ormai acclarati a preoccupare i produttori sono i primi segnali di rialzo dei listini. Nonostante le operazioni di raccolta siano ancora in una fase iniziale - ha spiegato il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello - il nostro indice dei prezzi ha gi registrato un incremento medio del 2 per cento. Un trend comune anche ad altri paesi. In Spagna nellarea de La Castilla - La Mancha - ha spiegato, il segretario generale del Ceev (lassociazione delle industrie europee del vino), Ignazio Sanchez Recarte - dalla quale proviene una fetta rilevante del vino spagnolo commercializzato sfuso, i vini bianchi comuni sono quotati 4,55 euro al litro mentre quelli rossi 5,55. Un andamento che proseguir visto che la domanda mondiale in crescita e in Europa nel 2017 mancheranno allappello tra i 25 e i 30 milioni di ettolitri. Se per i produttori di uva i rincari potrebbero avere un positivo effetto sui redditi compensando, almeno in parte, le perdite quantitative, per le cantine invece il problema come ammortizzare lincremento dei costi produttivi. Una vendemmia complessa come questa - ha spiegato lad di Castello Banfi, Enrico Viglierchio - sta imponendo un incremento dei costi di lavorazione sia in vigneto che in cantina, il tutto per ottenere prodotti che sul piano della qualit non saranno allaltezza delle migliori annate. Per cui sar difficile trasferire semplicemente i costi a valle della filiera. Senza contare le difficolt valutarie - ha aggiunto lad di Schenk Italian Wineries, Daniele Simoni - che complicano lo scenario competitivo. I vini italiani infatti dovranno scontare in mercati chiave come quello Usa o quello del Regno Unito leffetto negativo di un euro forte, che limiter ancora di pi gli spazi di manovra. Non possiamo trasferire i rincari allorigine sul prezzo finale - ha aggiunto il direttore generale di Cavit, Enrico Zannoni - perch vanificherebbe il lavoro fatto negli anni per accreditare il vino italiano in bottiglia come un prodotto di qualit sganciato quindi dal concetto di commodity. Trasferire i costi a valle una logica da prodotto indifferenziato.
Autore: Giorgio DellOrefice


09 Settembre 2017, ore 16:25

Quotidiano Nazionale
Sulle strade dei grandi vini. Tre milioni e mezzo di turisti a caccia di cantine vip Due week - end in Toscana tra barrique e opere darte... Limpronta della tua mano impiastricciata di vinaccia su una barrique. E limmancabile selfie a Immortalare levento. Ma vuoi mettere, magari alla fattoria Varramista di Antonella Bechi Piaggio, duchessa Visconti di Modrone, che fu moglie di Umberto e mamma di Giovannino Agnelli, quella fattoria e quella splendida villa a Montopoli Valdarno dove negli anni della Dolce Vita passava gente del calibro di Emilio Pucci o Marcello Mastroianni. O a Montalcino, a Col dOrcia, dove magari proprio Francesco Marone Cinzano ti accompagna nel tour in cantina con lineffabile sorriso sotto la barba grigia e limmancabile cubano tra i denti. Le mani del vino, e un paio di weekend a met settembre diventa un grande panorama social, tra clic di tablet e manate sulle botti, nelle cantine dei vip. lenoturismo, bellezza. Tre milioni e mezzo di visitatori in un anno, una bella fetta di quei 12,4 miliardi di euro che tanta gente pi stranieri che italiani, e tra i nostri un profilo che sempre di pi si focalizza in una fascia 25 - 40 anni, colta e appassionata - spende per andare a magiare bere dormire comprare in campagna. Toscana regina, e come pu essere altrimenti. Succede per Cantine Aperte e calici di Stelle, le iniziative pi gettonate che il Movimento del Turismo del Vino organizza nel corso dellanno, e che ripropone adesso, a met settembre, nei due weekend di Cantine Aperte in Vendemmia. Proprio mentre i vigneron delle colline ammantate a sangiovese con buona pace di chi ha gi raccolto in sofferenza da siccit e calura le uve bianche e i merlot, i rossi precoci - consultano il meteo per capire se e quanto potr piovere da qui al tempo della vendemmia, in attesa di un settembre che regali acqua e sole, il clima ideale. Fiducia, nel Vigneto Toscana. E intanto linvasione dei wine lovers. Questo fine settimana a Greve in Chiami per lExpo del Chianti Classico, edizione numero 47, una delle pi longeve, e il prossimo per Vino al Vino, la vetrina della piccola Borgogna di Panzano in Chianti, mentre un altro luogo - chicca, Montecarlo di Lucca, finisce di festeggiare - questa domenica - il mezzo secolo della sua festa del vino. Si aprono le cantine, da Arezzo (Camperchi) a Grosseto (Montauto di Manciano), da Bolgheri (Casa di Terra e Chiappini) alle colline fiorentine (Poggio Arioso a Scandicci, Bacco a Petroio a Vinci), da Pisa (oltre a Varramista, anche Agrisole a San Miniato e Usiglian del Vescovo a Palaia) fino al Senese con la gi citata Col dOrcia, e poi Fattoria dei Barbi ancora a Montalcino e Salcheto a Montepulciano. Ma per il turismo del vino le mete possibili sono tante. Come la Festa del Tempranillo da Beconcini a San Miniato, questo pomeriggio. O come le due grandi novit di questanno. C Bolghereaux che aumenta il suo appeal con World Wine Town, il museo e centro sensoriale creato da Franco Malenotti e Gaddo della Gherardesca al Casone Ugolino riallestito dal premio Oscar Dante Ferretti. E in mezzo alle torri di San Gimignano, Manhattan del Duecento, ecco la Wine Experience nella Rocca diventata museo della Vernaccia. Prima doc dItalia, citata da Boccaccio nel Decameron. O un giro tra le 14 cantine dautore, con firme di archistar e vini - gioiello. Aspettando il 15 ottobre, quando la gi splendida collezione di installazione darte contemporanea del Castello di Ama, a Gaiole in Chiami, si arricchir di una nuova opera. Per ora si conosce solo il nome dellautore, il visual artist americano Roni Hom. Il resto mistero. Unaltra gemma, nello scrigno del Vigneto Toscana.
Autore: Paolo Pellegrini


08 Settembre 2017, ore 16:24

Corriere della Sera
Vigne sotto la neve per le bollicine. La nuova era del vino nipponico Davanti al mare, a Joichi, nella regione di Hokkaido dove linverno si trascorre a -30 gradi con due metri di neve, comincia una nuova era per il vino giapponese. Le colonne dErcole enologiche di sono spostate ancora. Dopo la Gran Bretagna, il Nord nipponico diventa lultima frontiera dello spumante, una rincorsa orientale allo Champagne. In soli quattro mesi stata costruita una nuova cantina (antisismica) circondata da un vigneto di 17 ettari. Il primo grande investimento sul vino di qualit. La propriet giapponese, il gruppo Camel. La guida e la tecnologia sono italiane. Servono tredici ore di volo e undici mila chilometri per arrivare alla Camel Farm, un paesaggio a met tra lAppennino e il Mediterraneo, con le cicale che cantano sugli abeti. Un monaco scintoista recita litanie propiziatorie. Di fronte a lui un altare con frutta, verdura, pesce, sak e un tabernacolo che racchiude il portafortuna di stoffa, da custodire tra le barriques. La cantina sembra un grande cottage, tetto spiovente e rivestimento in un materiale simile al legno. Allinterno latmosfera una casa giapponese, tra il bianco e il rosa di orchidee e garofani davanti alle autoclavi dallItalia. Un gruppetto di ragazzi presidia lingresso per il benvenuto al progettista dellavventura vinicola: blazer blu e pantaloni grigi, arriva Riccardo Cotarella, presidente mondiale degli enologi e consulente di aziende italiane (DAlema, Moratti, Vespa e molte altre), russe, romene, statunitensi, israeliane ora giapponesi). Nobuo Oda, presidente di Camel Group, ha iniziato tostando caff: al telefono rispondeva con tre voci diverse per nascondere che era un one - man - band, ora ha settemila dipendenti e quattrocento negozi di cibi e vini importati. Racconta com iniziata la sfida: Stavamo aiutando i contadini della Thailandia a piantare caff al posto delloppio. Lassociazione che ci aiutava collaborava con San Patrignano. Ho visitato la comunit, che produce anche vino. Il loro enologo, Cottarella, mi sembrato luomo con lenergia giusta per lidea da pionieri di fare di Hokkaido una regione enologica. Da allora sono trascorsi quattro anni. Alcune vigne sono state acquistate, altre piantate: i bianchi Kerner e Chardonnay e i rossi Regent, Pinot noir e Lemberger. Finora le uve venivano portate in una spartana cantina a Yamanashi, a Nord di Tokyo, dove si produce laromatico Koshu. Le prime bottiglie sono ora in vendita: Kemer, Lemberger e il rosato Unit. Le porteremo al Vinitaly 2018 - annuncia Cotarella intanto nella nuova cantina prepareremo centocinquanta mila bottiglie: pi della met saranno spumante, Metodo classico e Charmat. E nascer un grande rosso di carattere, come la gente di qui, che vuole dimostrare il valore della propria terra. I sindaci della regione di Hokkaido annuiscono: Stiamo organizzando corsi di enologia e favorendo i giovani che vogliono aprire cantine. Un fremito in un Paese abituato a superalcolici e birre ma che ora sta aumentando il consumo di vino. I Cotarella boys sono giovanissimi: tre wine maker giapponesi, Ezawa, Isaka e Nakane, che hanno studiato e lavorato in Italia. Ascoltano il super enologo che spiega come non sbagliare giorno per la vendemmia e chiede di inviare al laboratorio italiano analisi e foto dei grappoli. Ci sono il direttore commerciale Kinoshita appassionato di surf, un operaio che sembra uscito da un film di Kurosawa e Ito, la ragazza responsabile delle vigne. Le vigne sono ordinate come siepi appena potate. A novembre verranno coricate a terra e resteranno cos fino ad aprile, quando la neve si scioglier. Da qui parte lavventura del Giappone per entrare nel grande villaggio globale del vino.
Autore: Luciano Ferraro


08 Settembre 2017, ore 16:24

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Moscato di Noto Feudo Luparello Pachino (Siracusa) Ci Ci era il soprannome della famiglia, a Offida. E pass sulle etichette nel 1970, quando Natalino e Anna Bartolomei fondarono lazienda. I loro vini bianchi e rossi hanno conquistato meritati consensi in Italia e nel mondo. I figli Walter e Massimiliano, ora al timone non hanno tradito le loro colline marchigiane, tra Acquaviva, Offida e Ripatransone, ma semplicemente ceduto al desiderio di toccare con mano quel che poteva dare la vigna nella nostra California: la Sicilia Hanno rilevato in Val di Noto, paradiso del barocco, il Feudo Luparello: 70 ettari di cui 25 a vigna e altri 15 in lavorazione. Ne escono per ora quattro vini: due rossi, in cui il Nero dAvola si unisce al Syrah e, fiore allocchiello, a Syrah e Cabernet Sauvignon, e due bianchi. Il primo un uvaggio di Grillo e Viognier, le uve crescono a Santa Margherita in Belice, nellAgrigentino. Il secondo il classico e sempre piacevole Moscato passito di Noto. Da uve Moscato bianco in purezza, ha bouquet di immediato fascino (miele dacacia, composta di albicocche) con un che dorientaleggiante. Al palato, non vince la forza ma leleganza, la sottile e persistente grazia. Distribuzione agli inizi. La bottiglia da mezzo litro dovrebbe costare sui 15 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


08 Settembre 2017, ore 16:23

Corriere della Sera
Langhe. Violoncello e arte contemporanea tra i vigneti Arte, paesaggio, musica, vigne (e vino). Un weekend da non perdere, fra Langhe e Monferrato. Il punto di approdo a Coazzolo (Asti) dove, domenica 17 settembre (ore 16.30), nella chiesetta di campagna dedicata alla Beata Vergine del Carmine, si tiene il concerto Solaris di Giorgio Li Calzi (alla tromba) e Manuel Zigante (violoncello). Progetto musicale a cura di Alessandra Morra con Laura Botto Chiarlo, vignaiola, impegnata a diffondere la cultura del territorio, sito Unesco dal 2014. Pensato nel 1986, il progetto viene ora realizzato con questa performance. Oltre la musica, la suggestione del luogo tocca larte contemporanea del wall drawing (disegni a parete). Infatti, lartista inglese David Tremlett, ventanni dopo la realizzazione della Cappella del Barolo alla Morra, tornato per disegnare e dipingere la Chiesetta di Coazzolo, edificata a fine 600. Da qui, la vista spazia sulle colline del Moscato fino al Monviso. Lalbergo di charme nel Castello di Coazzolo lideale per un soggiorno slow.
Autore: Marisa Fumagalli


07 Settembre 2017, ore 16:23

Quotidiano Nazionale
Expo Chianti Classico al via E cantine aperte in vendemmia Vino. Gli appuntamenti con leccellenza... Al via Expo Chianti Classico edizione numero 47, in programma a Greve in Chianti da oggi a domenica 10, con un record di partecipazione, 66 aziende con un proprio stand e altre trenta circa nello spazio del Consorzio, pronte a offrire circa 200 tipologie di vini a un pubblico che lanno scorso ha raggiunto le 15mila presenze, con oltre 8mila calici venduti. Un bel programma, ricco di eventi tra convegni e incontri, sfilate di moda e assaggi di piatti tipici, giochi e concerti. Intanto scatta anche unaltra iniziativa: unimpronta della mano lasciata su una botte dove invecchier il vino delluva raccolta in vigna. quello che potranno fare i winelovers in Toscana per due fine settimana, dall8 al 10 e dal 15 al 17 settembre, in occasione di Cantine Aperte in Vendemmia, promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana.


06 Settembre 2017, ore 16:22

Quotidiano Nazionale
Enoturismo, atte cantine Argiolas presentata la legge che rilancia il settore Lenoturismo, con i suoi 2,5 miliardi di euro di fatturato annuale e 13 milioni di arrivi in cantina (dati Movimento turismo del vino), potrebbe avere presto una legge ad hoc. La proposta, firmata dal parlamentare di Puglia Pi Dario Stefano e in attesa di essere licenziata dalla commissione Bilancio, stata presentata alle Cantine Argiolas di Serdiana in unassemblea organizzata dal Gruppo Misto del Senato.


06 Settembre 2017, ore 16:22

Quotidiano Nazionale
Letteratura, il festival di Mantova brinda col Garda doc Sar la ventunesima edizione di Festivaletteratura, in programma a Mantova da oggi a domenica 10 settembre ad ospitare il lancio in edizione limitata del Garda Doc Collezione Brut 2016, prodotto nel grande anfiteatro naturale del Benaco, dalle mani di produttori capaci di esprimere al meglio la variabilit ampelografica delle dieci denominazioni che compongono la Doc Garda. Lo spumante Garda Doc la sfida pi importante del Consorzio di Tutela che ha portato a termine la modifica del disciplinare di produzione con linserimento della tipologia spumante bianco che per decreto deve riportare in etichetta il solo nome della denominazione Garda. Il Garda doc accompagner alcuni dei momenti salienti del Festival. Il Consorzio Garda Doc e Festivaletteratra propongono dunque un connubio allinsegna della qualit, che fonde il talento di grandi autori e la passione dei viticoltori che ogni giorno trasformano il loro amore per la terra in poesia.


06 Settembre 2017, ore 16:22

Quotidiano Nazionale
LAmarone delta Valpolicella cresce a Nord. Ha fatto innamorare gli svedesi per il metodo di produzione: lappassimento Non un mercato semplice quello del vino in Svezia, dominato dal monopolio di stato Systembolaget e dalle sue rigide e dettagliate norme per limportazione e la distribuzione di prodotti alcolici. Per i prodotti vitivinicoli, nel 2016 sono stati registrati volumi dimport di quasi 200 milioni di litri e sembra che nel corso degli ultimi anni il consumatore svedese si sia indirizzato non solo su prodotti di tendenza, vedi il Prosecco, ma abbia saputo apprezzare vini pi complessi e dallo stile immediato a cui affiancare una tradizione enoica. E il caso dellAmarone della Valpolicella, uno dei prodotti di punta del settore vitivinicolo veneto e italiano, che ha saputo affacciarsi sul mercato svedese con riscontri entusiasmanti. Ci che lo caratterizza, e che molte aziende produttrici stanno cercando di spiegare, il metodo con cui lAmarone ottenuto: lappassimento. I grappoli, prima di essere pigiati, vengono lasciati appassire per 3 - 4 mesi in appositi fruttai. In questo modo, gli acini perdono il contenuto acquoso e la percentuale zuccherina aumenta del 25 - 30%. Tale procedimento, unito a quello della macerazione e fermentazione a contatto con le bucce, conferiscono le caratteristiche fondamentali: uno stile secco ma fruttato e dal corpo pieno e vigoroso, morbido e di facile beva. Nel 2016, sono stati importati dal monopolio di stato svedese 700.000 litri di Amarone della Valpolicella (+ 2%). In pi, il consumatore svedese rivela di essere informato su ci che compra; da una recente analisi su un campione di 200 consumatori di vino svedesi e sulla loro conoscenza in merito allAmarone della Valpolicella, emerso che pi della met riconosce che lAmarone un vino Veneto e ottenuto tramite tecnica di appassimento, che la spesa media per una bottiglia di Amarone di 25 euro e che il 20% degli intervistati consuma Amarone almeno una volta al mese. un segmento in evoluzione; rimane comunque importante il fatto di riuscire a comunicare non solo lo stile del vino, ma anche la storia che lo accompagna e limpegno dei produttori nella creazione di un vino degno del Made in Italy.
Autore: Riccardo Ferri


06 Settembre 2017, ore 16:21

Quotidiano Nazionale
La nuova linea della Monte Schiavo Ciclo naturale, tecnica al minimo... Con quasi un milione di bottiglie e un fatturato di circa quattro milioni di euro, la Monte Schiavo vini ha potenziato la sua presenza sui mercati esteri (Gran Bretagna e Giappone in primis) e nazionale. Lazienda, di cui titolare Gennaro Pieralisi leader nel mondo anche per la produzione di macchine per la molitura dellolio, ha presentato la sua nuova linea Tenute Pieralisi: vini naturali, dove lintervento della tecnica limitato al minimo. Il territorio e un valore e come tale vogliamo valorizzarlo, tornando a fare vino come la tradizione delle nostre genti, ha detto Gennaro Pieralisi, presidente del gruppo, mentre lamministratore delegato Andrea Pieralisi ha sottolineato che lazienda al secondo anno di conversione biologica e punta a un mercato medioalto con la riduzione delle quantit e laumento della qualit. Un cambiamento coinciso con larrivo di Carlo Ferrini, enologo di fama internazionale e spiegato dal direttore commerciale Davide Orru: Produciamo un nuovo Verdicchio la cui fermentazione avviene solo con lieviti autoctoni, non microfiltrato e dunque naturale. Un vino fresco e fruttato, con ottima nota acida. E ancora: Oltre al bianco, la nuova linea Tenute Pieralisi prevede anche due Rosso Piceno: il Caccialepre, Montepulciano e Sangiovese, affinato in grandi botti di rovere per dodici mesi, e il Re di Ras che la versione superiore. Il Rocco Piceno Caccialepre punta sui tannini vellutati e sui piccoli frutti rossi. Re dei ras invece ha note fruttate di ciliegia e ribes e tannini robusti. Due vini che si prestando anche per linvecchiamento.
Autore: Davide Eusebi


06 Settembre 2017, ore 16:21

Quotidiano Nazionale
I bianchi che vengono dal freddo. LEpokale della Cantina Tramin Maga dei bianchi che vengono dal freddo. Anzi dal sottosuolo. Lultimo nato di Cantina Tramin (Termeno in italiano) si chiama Epokale, il nuovo Gewrztraminer affinato in una miniera ad oltre 2000 metri di quota. Willi Sturz, enologo della cantina altoatesina ci stupisce sempre. Sotto la sua guida la cooperativa (300 soci viticoltori) della Bassa Atesina - nata nell800 grazie a un parroco deputato al Parlamento austriaco - ha avviato un percorso di qualit facendo del Gewrztraminer il simbolo della maison, ma impegnandosi anche su Pinot grigio e Pinot bianco. Il Traminer aromatico qui di casa (come in Alsazia). I profumi floreali del vitigno ne hanno decretato il successo, in alcuni casi con qualche concessione di troppo a una esplosione olfattiva che pu diventare stucchevole. La mano di Sturz sobria, esalta il vitigno con stile ed equilibrio. Il cavallo di razza della maison, il Nussbaumer, fa da benchmark nelluniverso Traminer strappando premi e medaglie (per 15 anni di seguito Tre bicchieri sulla guida del Gambero). Qui propongo una bottiglia un po diversa, il Pinot bianco (Weissburgunder), vitigno della famiglia dei Pinot della Borgogna, imparentato col Pinot grigio e col capostipite Pinot nero. Dai vigneti di Egna, Ora e Termeno, si propone con un profumo di mela al naso, in bocca sapido, dinamico, croccante. Una delizia a 9,50 euro. Chi vuole stare nel mainstream della casa punti sul Gewrztraminer base 2016 a 11 euro. Non rester deluso. Pinot Bianco 2016, Cantina Tramin
Autore: Lorenzo Frassoldati


06 Settembre 2017, ore 16:20

Quotidiano Nazionale
Consumi bassi e mercato Regale: la Grecia cancella la tassa sul vino Una tassa speciale sul vino di pochi centesimi, istituita in Grecia per aumentare il gettito da imposte dirette di 55 milioni di euro, riuscita in pochi mesi a lievitare magicamente, tanto da diminuire le vendite e scatenare il commercio illegale, diventando cos un boomerang per il governo greco e gli stessi vignaioli. Ora, a meno di due anni dalla sua introduzione, il Ministero per lo Sviluppo Rurale Vaggelis Apostolou fa un passo indietro e annuncia limpegno del Primo Ministro Alexis Tsipras a cancellarla per il 2018, rilancia il sito WineNews


06 Settembre 2017, ore 16:20

Quotidiano Nazionale
Gran Lugana Un vino cartolina. Proprio come le vigne che ricamano i profili della pianura che si appoggia al Garda e alle vicine colline moreniche, tanto amata da Sergio Zenato, imprenditore visionario e carismatico, innamorato di quel nome Lugana che al femminile marca un territorio e al maschile rivela nome e blasone del vino che lui, negli anni 60, aveva contribuito a nobilitare e fare conoscere. Manca a tutti, pap Sergio. E ovviamente alla figlia Nadia che con il fratello Alberto e con mamma Carla tiene in vita unazienda faro nel piccolo, grande mondo della viticoltura italiana.
Un padre - pioniere e un precursore?
Voleva migliorare la reputazione del vitigno autoctono di queste pani, il Trebbiano, per produrre bianchi importanti. stato tra i primi a sperimentare la fermentazione in legno. Lo ripeteva spesso: la vigna un esercizio di lentezza e tenacia. Grande scuola, la sua. E anche adesso che non c pi, in realt sono vivi i suoi valori.
Del resto, Luigi Veronelli considerava il Lugana uno dei grandi bianchi dItalia.
Aveva ragione. elegante, versatile, ha una spiccata acidit e note floreali ed anche capace di invecchiare bene, ottimo come aperitivo ma anche abbinato a piatti importanti. Comunque piace. La prova? Attualmente uno dei vini italiani pi cari, sui 4 euro al litro: 2 anni fa il suo valore era attestato sui 2,5 euro.
Vi siete messi a produrre anche bollicine?
Volevamo confrontarci con questo mondo ed nato cos il nostro metodo classico attraverso una lunga selezione di vigneti: uno spumante raffinato, con una mineralit inconfondibile. Emblematica la nostra Riserva: basse rese, un passaggio in botte grande, 6 mesi in serbatoio e altrettanti in bottiglia che esaltano i profumi.
La rivelazione?
Il Pas Dos, interpretando il vitigno Trebbiano lasciato riposare per anni sui lieviti.
Anima nella Lugana e un po di cuore anche nella Valpolicella?
Nostro padre aveva voluto diversificare lattivit aziendale e questa frazione di territorio veronese gli era sembrata perfetta: vigne su 35 ettari e variet Corvina, Rondinella e Oseleta che danno origine al famoso Amarone. Col tempo abbiamo creato un vino che diventato anchesso un emblema di famiglia: il Ripassa, un Valpolicela Doc Superiore ripassato appunto sulle vinacce dellAmarone.
Senza rinunciare a sperimentare percorsi inediti.
Si chiama Sansonina, progetto voluto da mia mamma e a cui ho aderito con entusiasmo. Una bella sfida: produrre del buon rosso in una terra votata al bianco, vinificando le uve di un vigneto di merlot dalle pani di Sirmione. Ma sempre con i piedi per terra, convinte che less is more, che lumilt e resta una virt. Noi ci mettiamo garbo, etica, dedizione, anche evocazioni simboliche sul carattere ciclico della vita. Senza per voli pindarici. Nel mondo del vino, la realt ha sempre lultima parola.
Autore: Paolo Galliani


06 Settembre 2017, ore 16:19

Quotidiano Nazionale
Rosso dOriente Estati che non finiscono mai, caldo torrido, siccit. Sicuramente il clima non invoglia al consumo di vini rossi. Si parla di rivoluzione colturale in vigna (per adeguarsi al cambiamento climatico) ma la tropicalizzazione del clima fa cambiare anche gusti e abitudini di consumo, in Italia e in Europa. Lunica area geografica dove cresce la voglia di rosso lOriente, e in pane anche in Usa e Canada. Cala invece drasticamente in Europa e soprattutto in Italia, dove la moda bianchista ha preso il sopravvento. Lo confermano i dati di Nomisma - Wine Monitor diffusi al convegno per i 50 anni della doc Rosso Conero nellambito di Collisioni Marche. Gli italiani hanno bevuto pi bianchi nel 2016: i consumi battono al fotofinish quelli dei rossi (40,6% bianchi fermi, 40,2% rossi fermi). Allestero va meglio grazie alla crescita ( +50%) del prezzo medio negli ultimi 10 anni, ma secondo lanalisi di Nomisrna - per vincere occorre spostare lobiettivo pi a Est, dove la domanda corre. Con queste premesse quale futuro per il grande rosso simbolo delle Marche? Risponde Riccardo Cotarella, n.1 di Assoenologi: Il Rosso Conero oggi non un vino di moda e questo significa che avr un successo pi lento ma pi solido. un prodotto che non deborda e si distingue per le sue grandi doti di invecchiamento. Alberto Mazzoni, direttore dellIMT - Istituto marchigiano tutela vini precisa: Il Rosso Conero nato grazie a produttori lungimiranti che sono andati controcorrente: hanno preferito il Montepulciano al Sangiovese e prodotto un rosso in un posto di mare. Ora confidiamo in un ulteriore cambio di marcia per meglio seguire il sentiment del mercato. E il mercato dice che negli ultimi anni in alcuni paesi europei la domanda di rossi fermi si fermata. In Germania i volumi globali sono calati del 7%, in Svizzera del )%, in Gran Bretagna del 10%. Mentre sono esplosi i consumi in Giappone (+26%), Cina (+25%) e Sud Corea ( + 16%). LIMT quindi ha dovuto rmodulare le sue strategie. Abbiamo intensificato - continua Mazzoni - le nostre azioni promozionali sui Paesi terzi emergenti, destinando circa il 40% dei fondi della misura Ocm Promozione a Cina, Giappone, Russia e India, ma senza dimenticare Stati Uniti e Canada. Lexport enoico nazionale corre soprattutto grazie alle bollicine (in 5 anni cresciute del 118% contro il 18% dei rossi) ma questi ultimi - precisa Denis Pantini, responsabile Nomisma - Wine Monitor - continuano a rappresentare il 41% di tutto lexport in valore di vino dallItalia, compresi gli sfasi. Quindi... I cambiamenti di mercato implicano necessariamente modifiche nelle strategie dei produttori di rossi italiani, il che non significa snaturare n il prodotto n le proprie tradizioni ma ragionare sul potenziale delle altre leve di marketing.
Autore: Lorenzo Frassoldati


06 Settembre 2017, ore 16:19

Quotidiano Nazionale
Torna Expo Chianti classico. Gallo nero in piazza a Greve Torna, da domani al 10 settembre in piazza Matteotti a Greve (Firenze) lExpo Chiariti Classico. La rassegna del vino, che anche lanno scorso ha totalizzato 15 mila presenze e 8 mila calici venduti, arrivata alla sua quarantasettesima edizione. Lappuntamento col Gallo nero conter nella veste di protagonista assoluto sul Sangiovese, cuore del vino chiantigiano. A mostrare la qualit, la forza della tradizione e al tempo stesso il coraggio dellinnovazione saranno 66 aziende provenienti dagli otto comuni del Chianti, di area fiorentina e senese, oltre ad altre 33 imprese ospitate nello stand del consorzio.


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