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Il Meglio dell'Edicola

27 Settembre 2017, ore 15:57

Quotidiano Nazionale
Chianti e Lambrusco per lAgente 007 Lagente segreto pi famoso della storia del (1908-1964), non si dedicava solamente a Cinema, nato dalla fantasia di Ian Fleming salvare donne bellissime e a sconfiggere nemici strampalati con il pallino di dominare il globo, ma era, anche, grande esperto di cibi raffinati e vini pregiati. Nella sua lunga carriera - la pi longeva della storia del Cinema, con allattivo 24 film, di cui lultimo Spectre del 2015 - si nutre, nei contesti pi esclusivi al mondo, di ogni ben di Dio, bevendo altrettanto bene non solo Cocktail Martini shaken not stirred o Dom Perignon del 55, come si potrebbe pensare, collezionando viceversa una quantit monumentale di drink, champagne, liquori, e perch no, anche vini italiani, con i suoi nemici che non sono da meno. Nel Bond cinematografico, un fiasco di Chianti a svelare a Connery/Bond lidentit del cattivo di turno, che lo ordina sullOrient Express, incautamente insieme a una sogliola (Dalla Russia con amore, 1964); mentre a Cortina dAmpezzo, Roger Moore finger di accettare un vin brul dal perfido Kristatos (Solo per i tuoi occhi 1981). Un abitudine al lusso, e a godere del meglio della tavola, che si riverbera anche nella vita di Ian Fleming, agente segreto della Marina britannica, giornalista, scrittore, bon vivant e pap di 007. Un Bond letterario, considerato nellItalia della fine degli anni 50 letteratura di serie B, ma amato da Jfk e Fellini, e oggi riabilitato dalle riedizioni di Guanda e Adelphi, nel quale la tavola un rito. Ecco 007, di nuovo a cena mentre Express, con la bella Tatiana Romanova, mentre ordina una bottiglia di Chianti Brolio, insieme ad antipasti europei, tagliatelle verdi, e a una braciola (Dalla Russia con Amore, 1957). E ancora, rifocillarsi con tagliatelle al pesto e dissetarsi con Chianti, alla Colomba dOro di Roma, e pi tardi in treno tra Roma e Venezia (nel racconto Risico del 60). E che dire dei prosecutori, che dopo Fleming, hanno narrato James Bond, a partire da John Pearson, suo collega di scrivania al Sunday Times, e biografo ufficiale, che nel romanzo James Bond: The Authorized Biography, del 1973, elogia i milanesi e il cibo italico: Mangi bene, gustando Inferno e Lambrusco, mentre la sera dopo da Giannino ordiner grappa. Senza dimenticare Bardolino, Cortese de Gavi, Frecciarossa, Gattinara, con cui John Gardner, tra l81 e il 96, bagner quattordici tra romanzi e sceneggiature a tema James Bond. Ma non solo, nellepilogo del film Dalla Russia con amore, durante la colluttazione al Danieli di Venezia tra James Bond e la malvagia Rosa Kleb, scopriamo anche lacqua minerale San Pellegrino, altra gloria made in Italy.
Autore: Luca Bonacini


27 Settembre 2017, ore 15:56

Italia Oggi
Missione promozionale a stelle e strisce per le famiglie dellAmarone darte (Faa), che per il biennio 2017-2018 guardano Oltreoceano con due grandi appuntamenti dedicati al vino icona della Valpolicella. Lassociazione che riunisce 13 produttori storici di questo territorio (Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta SantAntonio, Tommasi, Torre dOrti, Venturini e Zenato) si prepara a sbarcare a Montreal e a New York per un tour promozionale, che mira a rafforzare il posizionamento dellAmarone nei principali mercati extraeuropei di riferimento.
Autore: Arturo Centofanti


27 Settembre 2017, ore 15:56

Quotidiano Nazionale
Palazzo della Torre, vista sul mondo Allegrini Fumane uno dei luoghi sacri della Valpolicella, dove la cultura della vite e del vino parte dellambiente. La dynasty Allegrini proprietaria di terreni in zona da 5 secoli. Il capostipite della nuova generazione Giovanni Allegrini fin dagli anni 60, cio prima che sbocciasse il rinascimento del vino italiano, aveva capito che lunica strada era fare qualit, non quantit, come si usava a quei tempi. Nacque allora la maison Allegrini con la produzione di alcuni fra i migliori vini veronesi di nuova concezione. Oggi la figlia Marilisa non solo donna del vino famosa worldwide (sua la prima copertina su Wine Spectator dedicata a una produttrice italiana) ma testimonial del vino italiano nel mondo. Il terroir della Valpolicella tra Amarone, Ripasso e Recioto contende a Langhe, Montalcino, Chianti la palma dellolimpo dellenologia tricolore. La chiave di volta dello stile Valpolicella sta nella tecnica di appassimento delle uve tradizionali (Corvina, Corvinone, Rondinella) che d rotondit, complessit, struttura. Palazzo della Torre uno dei cru aziendali pi noti e insieme il rosso base per entrare nel mondo Allegrini. Nel 1990 Franco Allegrini decise di adottare per questo vino una tecnica innovativa, quella della doppia fermentazione. Una parte delle uve viene lasciata appassire per 3 mesi e poi pigiate, per poi fondersi con la base vinificate da uve fresche. Dal mix nasce una doppia fermentazione che d complessit ed eleganza. Affinato per 2 anni (legno e vetro), al naso si sentono uva passa e spezie, in bocca caldo, intenso, vellutato. Perfetto su formaggi saporiti, salumi, carni grigliate e arrosti. In enoteca a 14,50 euro. Palazzo della torre 2014, Allegrini.
Autore: Lorenzo Frassoldati


27 Settembre 2017, ore 15:56

Quotidiano Nazionale
Verdicchio di Matelica, Doc da 50 anni Produzione gi, ma ottima qualit Si prevede un calo della produzione superiore al 30%, ma qualit buona, per il Verdicchio di Matelica, che questanno festeggia i 50 anni del riconoscimento della Doc, attribuito nel 1967, per la prima volta a un vino delle Marche e 14esima Doc in Italia. La previsione di Umberto Gagliardi, presidente dellAssociazione dei Produttori del Verdicchio di Matelica.


27 Settembre 2017, ore 15:55

Italia Oggi
Nasce Zegla, il progetto cru made in Collio ... Etichetta comune e un disciplinare per la novit enologica del Friuli per una idea che vede in prima fila Renato Keber, Michele Blazic e Kristian Keber che si sono dati regole precise e condivise, volte alla ricerca di una qualit estrema per la realizzazione di vini che siano autentica espressione della zona.
Autore: Arturo Centofanti


27 Settembre 2017, ore 15:55

Italia Oggi
Il Prosecco sposa larte ... E lo fa con un carretto dei gelati trasformato in buvette - bicicletta attraverso il quale la cantina Nino Franco di Valdobbiadene (Tv) proporr le proprie bollicine ai visitatori di Artissima, la principale fiera darte contemporanea in Italia, in programma dal 3 al 5 novembre allOval di Torino.
Autore: Arturo Centofanti


27 Settembre 2017, ore 15:55

Italia Oggi
Gli autoctoni reagiscono meglio ai cambiamenti climatici a cui sanno adattarsi meglio ... Lo dicono Attilio Scienza e Donato Lanati secondo cui hanno accumulato nel loro Dna tratti genetici che consentono loro di superare condizioni climatiche davvero difficili. In questa estate i vitigni che hanno sofferto di meno sono il Nebbiolo e il Sangiovese. Bene anche gli autoctoni calabresi.
Autore: Artur Centofanti


27 Settembre 2017, ore 15:54

Italia Oggi
Il futuro per la Franciacorta si chiama biologico e identit territoriale ... Per celebrare i 50 anni, la Franciacorta guarda al futuro con una ricerca condotta con il sociologo Domenico De Masi secondo cui la ricerca fa emergere un ottimismo che non ho mai avuto modo di riscontrare in altri contesti. Per Oscar Farinetti sostiene che bisogna aggiungere al prodotto qualcosa di identitario, saper essere unici. La strada maestra quella del biologico e dellidentit territoriale.
Autore: Arturo Centofanti


27 Settembre 2017, ore 15:54

Italia Oggi
Erbamat come risposta ai cambiamenti climatici. Luva bianca autoctona della Franciacorta stata coltivata per un ettaro di vigna biologica da Berlucchi e da alcuni anni, attraverso prove in campo e microvinificazioni, collabora con il Consorzio per valutare le potenzialit del vitigno. Per Arturo Ziliani, enologo e a.d. della Guido Berlucchi: Siamo davanti a una variet sulla quale investire per il futuro del territorio.
Autore: Arturo Centofanti


27 Settembre 2017, ore 15:53

Italia Oggi
Lungo la via (ferrata) di Bacco Il convoglio apre una nuova rotta per lexport agroalimentare: 30 mila km in 18 giorni... Da Mortara (Pavia) il primo treno del vino per la Cina... Dopo la Via della Seta nasce la via di Bacco. Malvasia e Gutturnio raggiungeranno la Cina, viaggiando su rotaia, per 30 fila chilometri. Si tratta del carico del rimo treno del vino, un merci diretto m nettari della Cantina sociale di Vicobarone. Il convoglio dovrebbe parre da Mortara, nel avere, entro 20 ottobre prossimo. Destinazioe: Chengdu, una citt di 14 milioni i abitanti. La traversata dovrebbe durare 18 giorni, contro 36 abituali del trasporto in nave. Garantendo, al contempo, temperature pi costanti durante il viaggio per il vino, rispetto agli sbalzi tipici dei trasbordi in mare. Specie nel periodo estivo. La notizia, non da poco, eppure passata inosservata, stata diffusa sabato scorso dal quotidiano La Libert di Piacenza, un articolo di Patrizia Soffientini. Si tratta, infatti, di un vero e proprio primato per lItalia; nessun produttore vitivinicolo del Belpaese si finora avvalso di questa nuova linea ferroviaria retta che, entro il 2018, dovrebbe avere a regime tre/quattro convogli a settimana a sostegno delle produzioni agroalimentari made in Italy. A leggere il percorso della nuova linea ferroviaria Mortara - Pechino sembra di tornare agli inizi del 900, ai tempi della prima Esposizione universale di Parigi, quando venne presentata, per la prima volta, la Ferrovia transiberiana. Unavventura modernissima, ma dal sapore daltri tempi, insomma. Il treno partir dal polo logistico della cittadina della Lomellina per raggiungere Amburgo; quindi toccher Mosca, attraverser la Siberia, poi la Mongolia e, infine, approder a Pechino. Sulla tratta ci saranno anche difficolt logistiche, perch esistono differenze tra le distanze dei binari europei e quelli che solcano Russia e Cina. Ma tornando allesportatore, va detto che la vocazione pionieristica della cantina di Vicobarone non una novit assoluta. Lazienda ha un export consolidato nellex Celeste impero: il valore attuale delle esportazioni e di circa un milione di euro lanno. Un livello che, con qualche oscillazione, piuttosto stabile da circa sei anni. Limportatore del vino la societ Quingdao Long Vision Global Inc. Mentre, lattivazione della via del ferro su cui far viaggiare i prodotti made in Italy per la Cina frutto di un accordo siglato tra Changjiu Group (azienda cinese quotata alla Borsa di Shanghai) e il Polo logistico di Mortara, il 5 giugno scorso.
Autore: Luigi Chiarello


27 Settembre 2017, ore 15:53

Italia Oggi
Il vino dItalia inchioda negli Usa. E per Coldiretti colpa di Trump Cera una volta unItalia del vino, strombazzata dai media, che dominava in lungo e in largo, in giro per il globo. Non si contano i comunicati, in cui alcune organizzazioni agricole di primo rango evidenziavano il primato italiano (produttivo), il sorpasso del Prosecco sullo Champagne (in quantit, non in valore, ma anche questo non veniva spiegato) e la superiorit del made in Italy enologico nel principale mercato mondiale per domanda: gli Stati Uniti. Ora, a quanto pare, non pi cos. E se lo dice anche Coldiretti il problema serio. Ieri, lorganizzazione agricola ha sostenuto il concetto in un comunicato stampa dal titolo dirompente: Con effetto Trump cala export in Usa. La battuta di arresto, sostiene palazzo Rospigliosi, stata brusca (la crescita delle esportazioni praticamente a meno di zero) e la colpa, dice Coldiretti, di quel maledettissimo sovranista del presidente americano, Donald Trump, e della sua nuova strategia: America First, a cui seguono una politica monetaria aggressiva e un atteggiamento forse pi neoprotezionista nei consumi. Tutto molto mainestream, tutto molto obamiano. Ma, c un ma la domanda complessiva di vino negli Stati Uniti in crescita del 10% circa. E la Francia, che Coldiretti non cita mai, guidata dal globalista Emmanuel Macron, ha visto aumentare del 20% le proprie vendite di vino negli Usa. Quindi, come dice Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: la responsabilit della frenata sullexport di Trump o del nostro modello di gestione del marketing? di Trump o della nostra debolezza in fatto di promozione del vino? Scaricare le colpe del nostro sistema sugli altri miope, perch impedisce di costruire un modello di rilancio alternativo ed efficiente. Ma anche comodo, perch evita che qualcuno sia chiamato a rispondere di un eventuale fallimento.


27 Settembre 2017, ore 15:53

Italia Oggi
Italia al palo nellexport del vino ed a rischio la leadership ... Le esportazioni della Francia crescono il doppio di quelle italiane, +13,3% in valore contro il +7,3% dellItalia che perde quote anche rispetto a quasi tutti i principali paesi produttori di vino al mondo. lanalisi dellOsservatorio Paesi terzi a cura di Business Strategies e in collaborazione con Nomisma - Wine Monitor.
Autore: Arturo Centofanti


25 Settembre 2017, ore 15:39

Corriere Economia
Ho dato una lezione ai i e figli vendendogli lazienda (Berlucchi) ... Franco Ziliani racconta come si fa un passaggio generazionale: si sono indebitati per ricomprare il gruppo dove gi lavoravano. Impareranno ad amministrarla con pi attenzione. Ora controllano ogni piccola spesa... Dovete sentire il bruciore, tocca a voi. Franco Ziliani luomo che ha generato la Franciacorta del vino. Il primo a imbottigliare spumante, nel 1961, quando ancora la Doc bresciana era un sogno. Dopo una carriera che ha attraversato il 900 tra ascese e risalite del vino italiano, il patron di Berlucchi ha deciso di vendere il 52% della Frazil, la cassaforte che controlla la srl Guido Berlucchi, ai figli, Arturo, Cristina e Paolo, mantenendo la carica di presidente con un simbolico 1,2 per cento. allegro, bench lultima vendemmia abbia fatto segnare un drammatico - 50% di uve. Al ristorante scherza con le cameriere, dice sottovoce che pu mangiare poco ma svuota i piatti, parla per tre ore, battendo il pugno sul tavolo e talvolta commuovendosi.
Perch ha voluto che i figli si indebitassero per acquistare la cantina dove lavorano da decenni?
Perch quando si possiede unazie-da la si amministra con pi attenzione. Ora controllano ogni piccola spesa. Non vengono pi a Milano con lautista, guidano loro.
Come sta?
Ho quasi 80 anni (no pap, quasi 90 lo corregge la figlia, e lui ride), mi sento in forma, la memoria funziona bene. Ricordo i sapori dei vini che ho assaggiato da ragazzo.
Quanto erano diversi da quelli di oggi?
Negli anni 60 non cerano n i mezzi n i metodi di oggi. Per ogni annata era riconoscibile, oggi la qualit si alzata, ma ci sono vini che sembrano sempre uguali. Quando ho iniziato le vasche di cemento erano cos malfatte che intorbidivano il vino.
Anche quello che faceva lei?
No, sono stato chiamato da Guido Berlucchi proprio perch riuscivo a rendere limpidi i vini delle cantine dovero consulente. Tolsi lopacit anche al suo Pinot del Castello, un bianco fermo.
Dove lo aveva imparato?
Alla scuola enologica di Alba, cerano insegnanti meravigliosi. Non studiavo molto. Laula era a gradoni, quando doveva interrogarmi H prof si levava gli occhiali, sbuffava e allargava le braccia dicendo ma s, scendi anche tu.
Che voti prendeva?
Buoni, perch avevo un trucco, favorito dal mio cognome con la zeta. H giorno prima dellinterrogazione andavo a scuola a piedi, parecchi chilometri, con uno studente con la V, Vivaldi. Mi spiegava cosa aveva letto, il giorno dopo lo ripetevo.
Come si appassionato alle bollicine?
Prima del diploma mio padre a Natale apr una bottiglia di champagne, Piper - Heidsieck. Ho ancora il gusto sul palato. Mi innamorai. Da allora torno spesso nella regione dello Champagne, ci sono stato anche un mese fa con i miei amici. Mi sono fermato a parlare 4 ore con un vigneron incontrato per caso: abbiamo bevuto di tutto.
Chi era Guido Berlucchi?
Un gentiluomo. Dicono che era timido, in realt era un bastian contrario: Formale, per 20 anni mi ha dato del lei.
Come lha convinto a produrre spumante con il Metodo classico?
Era il 1958, lui non voleva, ho insistito. Se funziona in Francia, possiamo farlo anche in Italia, gli dicevo. Alla fine ha ceduto.
Il Franciacorta nato cos?
Non subito, per tre anni abbiamo sbagliato. Il vino non rifermentava in bottiglia, oppure il fondo dei lieviti si cristallizzava. Non avevamo le attrezzature. Ho costruito un cassone di metallo per immergere le bottiglie nel ghiaccio prima del degorgment, ma la temperatura era sempre sbagliata. Avevamo tappi orribili.
Li avete cambiati?
Anni dopo ne ho trovato di favolosi sulla mensola del caminetto, li aveva lasciati un rappresentante. Partii subito per la Francia, con lauto di Guido. La riempii di sacchi con migliaia di tappi. Anche sul portapacchi. I sacchi si ruppero, i tappi invasero la strada, i camionisti ci aiutarono. Guidai con i finestrini aperti, quel sughero era esplosivo. Alla dogana piansi per evitare il sequestro, perch non cerano i sacchi indicati nelle fatture.
Quante bottiglie siete riusciti a produrre il primo anno?
Tremila. Tutte vendute a 1.200 lire, sei volte pi del Pinot del Castello che ne costava 200. Non sapevamo neppure come si faceva una catasta di bottiglie. Ho imparato tutto da solo, copiando quello che vedevo in Francia.
Un successo rapido.
Non tutti ci credevano. Beppe, il cameriere tuttofare di Guido Berlucchi, vedendo le 20 mila bottiglie mi disse: ci vorranno 20 anni per venderle. Ci rimasi male.
Beppe era anche il cantiniere?
Anche il venditore. Con unApe portava il vino ai primi clienti, come il Bar Piccolo di Bergamo che restituiva sempre le bottiglie vuote chiedendo uno sconto.
I clienti in cantina arrivavano?
S, e rimanevano stregati dal profumo allesterno. Facevo raccogliere le plastiche dei tappi corona usati nella prima fase dellaffinamento, il cortile si trasformava.
Quante bottiglie siete riusciti a vendere? br> Non bastavano mai, le mettevamo anche sotto il portico, finivamo tutto subito. Per questo comprammo uve dallOltrep Pavese e dal Trentino. Nel 1970 Berlucchi vendeva 120 mila bottiglie, nel 1980 un milione. Eravamo tre soci, Berlucchi, lassicuratore Giorgio Lanciani e io. Ora vendiamo 4,2 milioni di bottiglie.
Fino a quando lei e Berlucchi avete lavorato assieme?
Fino alla sua morte, nel 2000. Nel testamento ci sono lasciti per mezzo Borgonato, anche al macellaio. Le sue quote vennero trasferite a una fondazione che finanziava la ricerca anticancro con i profitti della cantina. Lanno scorso ci ha venduto tutto.
Ai figli cosa ha insegnato, pi a rischiare o pi a essere prudenti?
Primo, che lazienda importante e che non si costruisce solo con una generazione. Secondo, a controllare i conti e poi investire. Non ho mai avuto problemi con le banche, mi offrono ancora soldi. Gli imprenditori della mia et conoscono il risparmio pi di quelli attuali. Spero di aver insegnato ai figli a essere grandi nelle piccole cose.
vero che lavora ancora?
Sono ancora innamorato del mio lavoro, ma ho smesso. Anche perch i miei figli sono migliori di me.
Autore: Luciano Ferraro


24 Settembre 2017, ore 15:42

La Stampa
Ricerca Ismea Il vino torna in tavola: +3%... Ritorna il vino sulle tavole degli italiani: nel 2017 si regi-strato un aumento record degli acquisti delle famiglie trainato dai vini Doc (+5%), dalle Igt (+4%) e degli spumanti (+6%). quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea dalla quale si evidenzia che, dopo aver conquistato bar e ristoranti, adesso la volta del consumo domestico che ha segnato un aumento del 3% con una profonda svolta verso la qualit come dimostra.


24 Settembre 2017, ore 15:42

La Stampa
Ecco il torchio ancestrale che dissetava i milanesi Restaurato nel Novarese, risale a cinque secoli fa... Torna a nuova vita il torchio di Carpignano Sesia, il pi antico del Piemonte, che ha dissetato per tre secoli i milanesi. Una macchina in legno di rovere lunga 12 metri, con unenorme trave orizzontale che la sovrasta, ricavata da un unico, grande olmo. Bernardino Ferrari, il possidente terriero del paese, la fece costruire nel 1575, ma portare il torchio nel ricetto, la zona fortificata del paese, fu unimpresa: per farlo entrare nella caneva, ledificio medioevale che veniva utilizzato come deposito per i cereali, si dovette abbattere il muro dellabitazione. Il vino di Carpignano - racconta Salvatore Fiore, larchitetto che ha promosso il recupero del torchio, dimenticato fino agli Anni 70 e che rischiava la demolizione - aveva una gradazione alcolica moderata, dai 9 agli 11 gradi, lideale per essere bevuto a tavola. Questo spiega il successo che ebbe a Milano. Gli osti milanesi compravano qui il vino: dalla prima selezione usciva il vino a fiore, il migliore, seguito dal vino torchiatico, quello che usciva dalle vinacce messe di nuovo sotto torchio. Il primo finiva a Milano, il secondo restava a Carpignano, sulle tavole dei contadini. Del lavoro del torchio non si buttava niente: le vinacce, una volta utilizzate, venivano fatte seccare e ridotte a piastrelle che venivano bruciate per scaldarsi, le antenate del pellet. Il 1912 segna la fine dellet doro del grande torchio: viene inventato il torchio meccanico, minuscolo, poco costoso, che sta in ogni cantina. La grande macchina di Carpignano, adesso, dispone di un museo tutto suo, inaugurato la settimana scorsa e ora si stanno restaurando anche gli ultimi pezzi: se i milanesi torneranno a chiedere vino novarese in quantit adeguata, il torchio potrebbe riprendere lattivit.
Autore: Marcello Giordani


24 Settembre 2017, ore 15:42

LEspresso
Bottiglia Un sorso suadente ma raffinato dal lontano Ovest. Siamo in Sonoma Coast, California, e La Crema. azienda nata a fine anni 70, ricorda anche nel nome un certo stile produttivo. Stile che troviamo nello Chardonnay 2014 (distribuito da Philarmonica, in enoteca a 22 euro) che, se al naso e al colore dorato californiano con quelle note torrefatte e cremose dovute a legni levigati, in bocca mette in luce una nota vibrante e agrumata che si innesca sul frutto polputo del vitigno dorigine.
Autore: Paolini & Grignaffini


23 Settembre 2017, ore 15:43

La Repubblica
Sulle strade della vendemmia Sul fatto che non sia lannata del secolo (e nemmeno del decennio) sono ormai tutti daccordo. Gelate, siccit e grandinate hanno caratterizzato la primavera e poi lestate, con maturazioni e vendemmie anticipate un po ovunque, dal Nord alle Isole. La produzione totale registrer una flessione del 20% ma c anche chi stato pi sfortunato, come la Franciacorta, tra i primi territori italiani a iniziare la raccolta. stata una vendemmia sofferta e difficile, con il 50% in meno rispetto alle precedenti annate - ammette con sincerit Giulio Barzan di Mosnel - ma che ha regalato anche piccole soddisfazioni, perch i vigneti cresciuti senza traumi durante lanno hanno prodotto grappoli di ottima qualit. Abbiamo anche acquistato per la prima volta uva Chardonnay da un vigneto in conversione biologica qui in Franciacorta: unintegrazione eccellente e utile per recuperare quanto perso per la gelata. Pure il lago di Caldaro, in Alto Adige, non si fatto mancare nulla: freddo severo in inverno, qualche gelata in primavera e grande caldo in estate. La vendemmia cominciata il 28 agosto, con una decina di giorni di anticipo: sicuramente la pi intensa della mia vita, bella e tutta da interpretare - commenta Andrea Moser, enologo di Cantina Kaltern - A livello aromatico sar unannata fresca e con unacidit viva. I Pinot Bianco e i Sauvignon in cantina mi piacciono molto, cos come le prime selezioni di Schiava. In Toscana il problema pi impegnativo da affrontare sono stati invece i cinghiali e i caprioli: A causa della siccit, gi a fine giugno gli animali, assetati e affamati, si sono riversati nei vigneti e hanno distrutto molte delle coltivazioni - racconta Donatella Cinelli Colombini, alla guida di Casato Prime Donne e Fattoria del Colle -. In Orcia abbiamo perso quasi il 70% della produzione mentre a Montalcino abbiamo limitato i danni. La qualit stata diseguale, c stato bisogno di una grossa selezione in vendemmia e di un lavoro certosino per dividere le uve migliori da cui nasceranno un ottimo Brunello e un Rosso di Montalcino di grande struttura e potenza. Lo scorso sabato iniziata la vendemmia del Greco di Tufo da Feudi di San Gregorio ma la raccolta irpina stata parecchio eterogenea, come conferma Pierpaolo Sirch, CEO e agronomo dellazienda: La situazione varia ma il filo conduttore una quantit non abbondante con uve per, ad oggi in cantina, perfettamente sane e mature con un contenuto di acidit buona, seppur inferiore alla norma. Tra non meno di due settimane inizier la vendemmia dellAglianico: Ad oggi le uve sono molto belle e le stime ci dicono che la flessione sar pi contenuta. In nessunaltra regione vinicola al mondo servono 90 giorni per portare a termine la vendemmia come succede nel continente siciliano, grazie alla sua straordinaria biodiversit: Noi viviamo e lavoriamo in 5 territori molto diversi tra loro per altitudine, esposizione e suoli - spiega Alberto Tasca, CEO di Tasca dAlmerita - e le variet autoctone e internazionali si rapportano in maniera molto diversa davanti alle avversit. Il Grillo a Mozia e la Malvasia a Salina sono state le prime uve a cominciare il loro viaggio verso la cantina. A Regaleali le uve hanno raggiunto la loro maturazione mediamente in anticipo, ma la qualit si mantenuta, nonostante la vendemmia difficile. Se le variet internazionali sono meno attrezzate, le variet autoctone come Catarratto e Perricone non sono, viceversa, state ancora raccolte perch hanno un carattere antico e pi coriaceo e stanno nelle vigne pi alte della Tenuta, dove c una forte escursione termica. Per lEtna e per i nerelli ancora troppo presto - conclude Tasca - e per scaramanzia non ne parla nessuno: a muntagna pu arrabbiarsi.
Autore: Federico De Cesare Viola


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Precip: -
variabile Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 12°
Precip: -
parz nuvoloso Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 14°
Precip: -
velature sparse Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 14°
Precip: -
velature sparse Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 13°
Precip: -
velature sparse Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 13°
Precip: -
sereno con veli Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 12°
Precip: -
velature sparse Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 12°
Precip: -
nuvoloso Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 11°
Precip: -
poche nubi Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 13°
Precip: -
Mezzacorona

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