planeta

Il Meglio dell'Edicola

19 Luglio 2016, ore 11:02

Il Sole 24 Ore
Cantine Ferrari, ancora crescita a doppia cifra ... Nel 2015 i ricavi balzano del 12% a 56 milioni... Il 2015 un anno da incorniciare per le Cantine Ferrari. Uno dei migliori della nostra storia sottolinea lad Matteo Lunelli. Nellanno di Expo il fatturato di Ferrari F.lli Lunelli balzato del 12% a 56,2 milioni con un utile netto quasi raddoppiato da 4 a 7,8 milioni. Siamo cresciuti a doppia cifra sia in Italia che allestero - aggiunge limprenditore 42enne - E anche nel 2016 chiuderemo lanno con una crescita a doppia cifra. Sta cambiando la percezione delle bollicine italiane: quello che untempo era il monopolio dello champagne sta facendo spazio a un alternativa di qualit, il Trentodoc. Allestero la cantina spinge sullHoreca (Hotellerie, ristorazione e catering) che recepisce un cambiamento del mix a favore di tipologie di Ferrari Trentodoc di fascia pi alta, come la linea Perl e quella delle Riserve. Il nostro obiettivo di associare il Ferrari allo stile di vita italiano - spiega Lunelli -. A Expo abbiamo guadagnato enorme visibilit e 80 delegazioni hanno brindato con Ferrari Trentodoc. Inoltre abbiamo sostenuto unintensa attivit di comunicazione, con importanti riconoscimenti internazionali. Per esempio, la nomina a Londra di Ferrari a Sparkling wine producer of the year,concorso internazionale promosso del guru inglese Tom Stevenson. E poi il titolo di European winery of the year della rivista americana Wine Enthusiast. Ormai i punteggi sono decisamente elevati - ricorda Lunelli - Vanno dai 90 punti di Wine Spectator al Ferrari Brut ai 98 punti attribuiti dallinglese Decanter al Giulio Ferrari 2004. Tra le altre cose Ferrari sar bollicina ufficiale di Casa Italia in occasione delle Olimpiadi di Rio conio chef stellato Davide Oldani. Per le Cantine Ferrari lItalia rimane comunque centrale. Siamo sempre concentrati - specifica limprenditore - sul canale Horeca, quella di qualit. Trascuriamo la grande distribuzione troppo mirata sulle promozioni: ce lo possiamo permettere. La domanda per il Perl e Giulio Ferrari superiore alla disponibilit. Dobbiamo decidere solo a chi vendere e dove. Gli ottimi risultati di Ferrari hanno azzerato il debito: nel 2015 la posizione finanziaria netta di -1,1 milioni (contro il -8,9 milioni del 2014), al netto della distribuzione di dividendi alla controllante per 4 milioni. Le Cantine Ferrari sono controllate dalla holding Lunelli spa, che fa capo, sostanzialmente, alla generazione dei quarantenni dei Lunelli: Marcello, Alessandro, Matteo, Camilla, Chiara. Recentemente la holding ha acquisito la maggioranza del Prosecco di Valdobbiadene di Bisol La holding fattura 84 milioni (24% allexport) - conclude Lunelli - e questanno arriveremo a 90. Il debito netto intorno ai 30 milioni, generato per dalle diversificazioni e dallacquisizione di Bisol. Ma per finanziare unulteriore crescita del gruppo potremmo liquidare alcuni investimenti, senza contare che abbiamo giacenze che valgono oltre 50 milioni.
Autore: Emanuele Scarci


15 Luglio 2016, ore 10:23

IL VENERD DI REPUBBLICA
Nelle cantine moderniste c un gioiello frizzante La piccola capitale del cava, lo spumante spagnolo che gli inglesi chiamavano, senza troppa fantasia, the spanish Champagne,e che Manuel Vzquez Montalbn defin la porta aperta alla fuga dello spirito,si trova a Sant Saturni, nella regione del Peneds, una mandata di chilometri da Barcellona. in questo borgo di diecimila anime, dove sono presenti circa 200 aziende vinicole e dove si produce oltre il 90 per cento del cava spagnolo, che lincontro tra estetica modernista ed enologia ha trovato una sintesi perfetta. Il punto di partenza per scoprire queste meraviglie architettoniche la cantina Codorniu, la pi importante e prestigiosa della zona, oltre 30 chilometri di corridoi sotterranei dislocati su quattro piani. Fu qui che Josep Ravents nel 1872 diede vita alla prima bottiglia di cava realizzata con uve locali dalla spiccata acidit. Le cantine attuali furono disegnate tra il 1902 e il 1912 dallarchitetto Josep Puig i Cadafalch, da molti considerato lultimo rappresentante della scuola modernista. Da non perdere in particolare lantica sala di spedizione oggi trasformata in reception, caratterizzata da imponenti archi parabolici di mattone rosso cotto e da un bellissimo vetro colorato che ricorda le cattedrali romaniche. Il tour della cave moderniste prosegue con la visita alla cava Freixenet, laltro grande gigante enologico della zona, distante appena un paio di chilometri. Qui sarete accolti da un elegante giardino dove stazionano macchine depoca trasformate in botti e da un edificio in stile liberty con tocchi modernisti progettato nel 1927 dallarchitetto .Josep Ros i Ros. Mentre sulla facciata principale non si potr non notare una cornice di ceramica smaltata e decorata con viti, grappoli e due bicchieri di spumante che incorniciano il nome della struttura. Modernismo allo stato puro. Per approfondire invece la storia della cultura enologica catalana il posto da visitare si trova a meno di 10 chilometri, a Vilafranca del Peneds, il capoluogo della regione, dove in un belledilcio degli anni Venti stato allestito Vinseum, il Museo della cultura del vino, naturalmente con enoteca annessa. Da li baster unora di macchina per dirigersi nella Catalogna del Sud, versoThrragona, dove due sono le soste davvero obbligatorie. La prima a Pinell de Brai, dove c una cantina disegnata da Csar Martineil i Brunet, lallievo di Gaudi, conosciuta come le tre naus, per via dei suoi tre archi parabolici gaudiniani; la seconda si trova poco distante, a LEspluga de Francoli, dove ledificio della cooperativa,in seguito trasformatosi in sede del museo del vino, considerato la prima botegas modernista catalana, progettata allinizio del XX secolo da Lluis Domnech i Montaner portata a termine dal figlio Pere. Il drammaturgo spagnolo ngel Guimer la defin la cattedrale del vino. Difficile trovare definizione migliore.
Autore: Giuliano Malatesta


15 Luglio 2016, ore 10:21

IL VENERD DI REPUBBLICA
La bottiglia ... In Calabria il bianco ha un gusto tropicale ... La costiera e le isole toscane: qui che viene in larga parte coltivata lAnsonica, ma anche in Sicilia, dove per chiamata con un altro nome: Inzolia. Torna Ansonica in Calabria, nelle vigne di Cataldo Calabretta, a 300 metri dal mare di Cir. Cataldo rappresenta la quarta generazione di viticoltori, dopo una pausa dovuta a una scelta di suo padre Giuseppe: puntare sul vivaio. Cataldo si laurea in Enologia e viticoltura a Milano e decide di riprendere a fare il vino, con laiuto della compagna Mavi e delle sorelle Maria (contabilit) e Michela (relazioni- esterne). Ristrutturata e ammodernata la cantina, rinnovati i vigneti: 14 ettari sui 34 della tenuta. Variet dominante il Gaglioppo, vitigno principale nella Doc Cir, pi Alicante, Malvasia e Ansonica. Sulletichetta Cataldo ha voluto lardiglione del nonno, una ronca per la potatura. Lazienda certificata biologica. Cavallo a tirare laratro fino agli anni Novanta, adesso trattore, aratro e zappa. LAnsonica, primo mercato estero la Francia, un vino schiettamente mediterraneo, di un giallo chiaro e limpido. Profumi di frutti estivi e tropicali, sorso fresco, ricco di sfumature minerali, eccellente anche nel rapporto qualit-prezzo. A Milano da Laltro vino, a Catanzaro Lido allenoteca La Cascina sugli 11/12 euro.


14 Luglio 2016, ore 10:07

PANORAMA
La filiera del vino nellera digitale ... Un convegno per raccontare corree cambia la gestione della filiera vitivinicola nellera digitale e le modalit di trasformazione di un settore che oggi ha bisogno di nuovi strumenti operativi: stato questo il focus di Cantina digitale, workshop organizzato dalla societ informatica Master House, il 5 luglio, nella splendida location dellAlbereta Relais e Chateaux di Erbusco, nel cuore della Franciacorta. Molte cantine sono in arretrato sugli strumenti informatici spiega Stefano Mostarda, socio e coordinatore commerciale di Master House. Per generare efficienza, non basta unapplicazione valida per tutte le aziende: per questo, durante il workshop abbiamo presentato un pacchetto di software. Il pacchetto composta da tre applicazioni: Oinos (settore fiscale), Agros (settore agronomico), Cantineonline (settore enologico), ed stato realizzato da Team System, azienda leader nella produzione di software. Grazie a una serie di interventi come quelli del professore Davide Gaeta dellUniversit degli Studi di Verona e dellingegnere Ferruccio Ferrari della societ RFD Sistemi, si parlato di tutto ci che riguarda la filiera vitivinicola: dalla tracciabilit del grappolo alla prevenzione della falsificazione dei marchi, fino alle azioni di marketing dirette al consumatore.
Autore: Maddalena Bonaccorso


13 Luglio 2016, ore 10:03

ITALIA OGGI
Vitivinicolo, fondi alla promozione ... Per lanno 2016 la dotazione complessiva assegnata al programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo pari a euro 336.997.000. Le misure sono state cos ripartite. Per la promozione delle campagne vitivinicole allestero sono state stanziate risorse pari a euro 95.014.086,21, per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti la dote a disposizione ammonta a euro 160.936.150,72, per la vendemmia verde il fondo ammonta a euro 1.652.889,09, per le assicurazioni sul raccolto lammontare complessivo pari a euro 20.000.000, per investimenti nel settore vitivinicolo le risorse destinate sono pari a euro 42.893.874, 39 e infine per la distillazione dei prodotti le risorse ammontano a euro 16.500.000. con il decreto del ministero delle politiche agricole del 30 giugno 2016 n. 4031 (in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale) che viene ripartita la dote finanziaria per lanno 2016 del programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. Ricordiamo che il regolamento Ue n. 1308/203 ha regolamentato gli incentivi per le aziende vitivinicole e quelle dellagroalimentare. Stabilendo che laumento dei nuovi impianti viticoli dovrebbe essere strutturato attraverso un meccanismo di salvaguardia a livello di Unione, basato sullobbligo degli Stati membri di mettere a disposizione annualmente un numero di autorizzazioni per nuovi impianti equivalente all1% delle superfici vitate, prevedendo al contempo una certa flessibilit in risposta a circostanze specifiche di ciascuno Stato membro.
Autore: Cinzia De Stefanis


13 Luglio 2016, ore 10:03

ITALIA OGGI
Barolo, Kle Krause (Usa) entra nel capitale di Vietti ... Produzione e tradizione delle Langhe, soldi a stelle e strisce. Kile Krause, statunitense, entrato nel capitale di Detti, di Castiglione Falletto, azienda che produce uno dei cru pi quotati del Barolo. Detti ha ceduto lintera propriet, cantina e 28 ettari di vigneti, alla famiglia italoamericana titolare di una holding in cui interessi vanno dalla catena di negozi al dettaglio Kum & Go, alla societ Solar Transport, fino al vino nella zona del Roero ancora in Piemonte, con la cantina Enrico Serafino di Canale, 12 ettari di vigneti di pregio, comprata un anno fa dalla Campii per 20 milioni di euro. La famiglia Krause, Kile e la moglie Sharon hanno anche alcune aziende agricole biologiche negli Stati Uniti. Non sono trapelate notizie sulla cifra pagata per Detti, ma laffare potrebbe aggirarsi sui 50 milioni di euro. Luca Currado, enologo, manterr il ruolo di amministratore delegato, mentre il cognato Mario Cordere rester direttore marketing e vendite. Quella appena portata a termine una delle cessioni pi importanti che vedono la vendita di una cantina del Barolo passare nelle mani di uno straniero, che tuttavia dice di voler continuare a produrre nel solco della tradizione. Di Vietti, infatti, non dovrebbe cambiare niente di quello che produzione e cultura del vino, ma anche di qualit e di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo della Langa.
Autore: Andrea Settefonti


12 Luglio 2016, ore 10:09

IL SOLE 24 ORE
Testo unico in agricoltura, meglio un ordine per materia s Avremo un Testo unico per lagricoltura, come prevede larticolo della legge delega approvata definitivamente dal Senato il 6 luglio (si veda Il Sole 24 Ore del 7 luglio). Lobiettivo quello di giungere a una semplificazione normativa mediante la raccolta in un Codice agricolo di tutte le norme vigenti per settori omogenei introducendo le necessarie modifiche normative. Non sar un lavoro facile. Inoltre, classificare la normativa per settori di prodotti omogenei ha uno scarso effetto in quanto generalmente ci che vale per la zootecnica, vale anche per la viticoltura. Ovviamente i regolamenti di produzione per i prodotti Doc o Docg o ancora Igp o Igt hanno gi una propria regolamentazione ed ovviamente specifica. Ci che eventualmente pu essere utile una raccolta normativa per materia. Tutte le disposizioni agevolative hanno un comune denominatore e cio lesercizio delle attivit agricole di cui allarticolo 2135 del Codice civile. Quindi chi svolge queste attivit e nei limiti previsti usufruisce di moltissime norme speciali nellambito della normativa previdenziale, bancaria, fiscale, urbanistica, ambientale eccetera. Un lavoro veramente pregevole sarebbe un testo unico per materia legislativa riguardante il settore agricolo. Larticolo 6 della legge introduce listituto dellaffiancamento per le terre agricole con lo scopo di favorire il cambio generazionale mediante lavvicinamento agli imprenditori agricoli ultrasessantacinquenni di giovani con meno di quarantanni, questi ultimi non proprietari di terreni. La norma non vieta che i soggetti siano parenti tra loro e quindi si pu trattare, ad esempio, di nonno e nipote. Si tratta di una ulteriore forma di conduzione associata tra persone, leggermente diversa dalla compartecipazione agraria o del contratto di rete che vengono stipulati fra imprese. Qui siamo in presenza di un giovane che viene affiancato a un imprenditore anziano; si potrebbe trattare di una sorta di associazione in partecipazione in cui limprenditore lassociante e il giovane lassociato che apporta il proprio lavoro. Il decreto legislativo si dovr preoccupare degli aspetti previdenziali e fiscali affinch non vengano meno le agevolazioni proprie del settore. Ad esempio il giovane dovr e potr imputarsi una quota di reddito agrario. Quando maturo il passaggio nella gestione (la durata dellaffiancamento prevista per un periodo massimo di tre anni) si potr procedere a una cessione di azienda avente per i oggetto le attrezzature e le scorte; in questo caso il legislatore potrebbe semplificare le procedura prevedendo latto con scrittura privata non autenticata e lesonero dallimposta di registro che nella fattispecie sarebbe del 3 per cento. Larticolo 12 della legge delega estende lambito di esercizio delle attivit agricole alla costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico e privato. In verit si tratta di una attivit gi compresa nellambito agricolo qualora la costruzione del verde sia eseguita con piante ottenute nel proprio vivaio; se invece il verde pubblico o privato viene realizzato con prodotti vegetali acquistati prevalentemente presso terzi si in presenza di una attivit commerciale non contemplata dall'articolo 2135 del Codice civile. Se il legislatore delegato intende sviluppare questo possibilit occorre un preciso coordinamento con la normativa relativa alle attivit connesse. Larticolo 17 introduce una precisazione in materia di contratto direte; ancorch la rubrica sia riferita ai contratti di rete in agricoltura , la modifica viene introdotta nel testo originario e quindi produce effetti per tutte le imprese. Viene precisato che lobbligo del deposito della situazione patrimoniale entro il mese di febbraio dellanno successivo riguarda solo i contratti direte che generano personalit giuridica e ci avviene quando stato costituito il fondo comune con iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, assumendo cos personalit giuridica. Invece le reti contratto, senza fondo comune, non devono predisporre la situazione patrimoniale.
Autore: Gian Paolo Tosoni


11 Luglio 2016, ore 10:06

CORRIERECONOMIA - CORRIERE DELLA SERA
Il vino gioca la scommessa americana ... Il Tavernello vola negli Usa. Il vino prodotto da Caviro far da portabandiera a un progetto di internazionalizzazione che riguarda tutti i marchi del gruppo vitivinicolo di Faenza. Stiamo aprendo la Caviro Usa afferma il direttore generale dellazienda, Sergio Dagnino rappresentiamo il 10 per cento del vino italiano e andare allestero obbligatorio. Siamo gi in 70 mercati, ma intendiamo rafforzarci in nuovi canali distributivi, oltre ai due classici della ristorazione e della grande distribuzione organizzata, per intercettare tutti i tipi di consumo. Caviro nel 2015 ha realizzato un fatturato di 300 milioni il 29% dei quali allestero ma il piano quello di arrivare ad esportare il 40% entro il 2020, concentrando gli investimenti sul rafforzamento della rete distributiva puntualizza Dagnino. Caviro, che questanno compie 50 anni, vende ogni anno 2 milioni di ettolitri di vino, per 188% prodotti dai suoi soci: 12 mila viticoltori di 7 regioni che conferiscono 6 milioni di quintali di uva alle 31 cantine che li lavorano. Il focus strategico sempre stato il rapporto qualit prezzo dei prodotti, ottenuto tramite investimenti in tecnologia e un team di 50 enologi. Lammiraglia dei brand della casa Tavernello che diventato in 40 anni un fenomeno di marketing internazionale. E stato lanciato nell83 ricorda Dagnino ed divenuto un marchio forte per due motivi: le campagne pubblicitarie lanciate per la prima volta per reclamizzare un vino. E la confezione in tetrapak che ha creato un nuovo segmento di mercato, il brik, che oggi rappresenta il 30% dei consumi. Tavernello rappresenta il 35% del fatturato Caviro ed in continua crescita. Una famiglia su tre beve Tavernello e il fatto che il brand non tramonti sorprende anche noi, tra i primi 50 prodotti pi venduti nell a grande distribuzione organizzata, commenta il direttore generale. In un settore dove il consumo estremamente frammentato per regioni e tipologie di prodotti, Tavernello lunico marchio forte: Come vendite supera del doppio persino il Lambrusco che il vino pi venduto in Italia. E anche il marchio italiano di vino pi venduto nel mondo ed il numero uno per volumi in Germania e in Russia. Ma Caviro non solo low cost. Negli ultimi anni il gruppo ha impostato una diversificazione dei propri marchi verso il segmento premium: Abbiamo comperato le cantine Leonardo da Vinci ricorda il manager che producono Chianti dal 1965 e sono category leader negli Usa e la Cesari di Verona, fondata nel 1936 che sinonimo di Amarone e di Valpolicella. Ora il portafoglio per le esportazioni va dai marchi cosiddetti ad alta rotazione, ai prodotti private label, alle cantine super-premium. Aumentando la gamma dellofferta abbiamo migliorato la penetrazione. Siamo concentrati sui mercati con consumi procapite pi significativi, quindi lEuropa, ma stiamo crescendo anche in Usa e Cina, aggiunge Dagnino. Caviro si trova a competere nel mondo con produttori emergenti molto forti come Argentina e Cile che stanno rimpiazzando quelli storici come Francia e Italia. Sul fronte interno il mercato si drasticamente ridotto: calato dai 54 litri di consumi procapite del 2000 ai 34 di oggi. Con uno zoccolo duro di consumatori che va dai 54 anni in su, e che non viene sostituita dalle nuove generazioni. In questo contesto obbligatorio aumentare di taglia. Sarebbe bene auspica Dagnino che il processo di integrazione fra cooperative continuasse. Alcune realt non hanno le dimensioni sufficienti per supportare gli investimenti. Noi siamo interessati a siglare partnership ed alleanze a 360 gradi in un ottica di rafforzamento sui mercati esteri. La finanza per le acquisizioni non manca: I nostri multipli reddituali e patrimoniali sono ampiamente sotto i limiti di affidamento - precisa il direttore di Ca viro - il problema non trovare capitali ma trovare buone occasioni sulle quali investire. Il 25% del business arriva dalla distilleria realizzata negli impianti rilevati dallEridania. Caviro il secondo produttore di alcol in Italia, il secondo produttore mondiale di acido tartarico naturale e il primo per il recupero delle acque reflue. Ingegnerizziamo i prodotti di scarto della lavorazione del vino per trovare molecole nuove ad alto valore aggiunto per i nostri clienti, nella nutraceutica o nella farmaceutica. Vendiamo i semilavorati alle pi importanti multinazionali del farmaco, dellalimentare e del beverage, conclude Dagnino. Completano la filiera del recupero, una centrale termica a biomasse a tre impianti a biogas.
Autore: Roberta Scagliarini


10 Luglio 2016, ore 12:37

LA STAMPA
Un commissario per lAgea dopo le polemiche ... LAgea, lAgenzia per le erogazioni in agricoltura, torna sotto commissariamento, dopo numerose polemiche sui ritardi dei pagamenti dei fondi Pac e i prelievi a carico dei cosiddetti splafonatori delle quote latte. Un malcontento che sembra replicare la vicenda dellAima, che per oltre 30 anni ha distribuito agli agricoltori italiani gli aiuti comunitari, e che nel 1998 stata sostituita proprio dallAgea. Il primo commissariamento dellAgea risaliva al 2013. Nuovo commissario il pugliese Gabriele Papa Pagliardin. Finora alla guida dellorganismo pagatore era Stefano Antonio Sernia. Viene garantita - sottolineano dal Ministero per le politiche agricole - la continuit di vertice in una fase delicata legata allattuazione della politica agricola comune (Pac), le cui complessit sono state messe in evidenza anche dalla Commissione europea. Per il vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero: Si tratta di un lavoro complesso e difficile sul quale il ministro Martina a pi riprese ha detto che bisogna fare un passo dopo laltro. Abbiamo identificato la strategia ora bisogna completare tutta lopera.


08 Luglio 2016, ore 10:08

CORRIERE DELLA SERA
La rivoluzione del vino italiano in 9 bottiglie ... vini rivoluzionari esistono. Sono quelli che, cambiando il gusto dominante, raccontano come cambia un Paese.Collisioni il nome del festival agrirock che, dal 14 al 18 luglio a Barolo, far incontrare super esperti di vino ed artisti (scrittori, registi, musicisti). Persone con sensibilit e vite diverse (da Elton John a Mika, da Ligabue a Richard Ford), che, incontrandosi sullo stesso palco, sveleranno la carica sovversiva del vino italiano (diretti da Ian DAgata). Eravamo quelli che emigravano, come Abele Ferrara da Sarno, nonno del regista Abel (quello del Cattivo tenente e di Pasolini): fece fortuna con il vino californiano venduto agli italiani di New York, torn povero come era partito. Una storia tramutata in film da Ferrara che sar a Barolo il 17 luglio. Il giorno prima ci sar Antonio Galloni, uno dei critici del vino pi conosciuti al mondo. Altra storia di migrazione familiare. Il padre italiano lha fatto nascere in Venezuela e crescere in Florida. Era tornato a studiare lirica a Milano, diventato firma di punta di Wine Advocat. Quando sembrava sul punto di raccogliere leredit di Robert Parker, ha stupito tutti fondando Vinous, piattaforma multimediale, presente in 88 Paesi, con recensioni, apps innovative per enofili e le mappe vigneto per vigneto, partendo dalla Napa Valley, disegnate da Alessandro Masnaghetti. Lidea di Galloni che la storia del vino in Italia per certi versi antichissima, per altri molto recente. Ci sono vini che negli ultimi 20 anni hanno rivoluzionato pareri e reputazione. Sono 9, secondo Galloni: tre piemontesi, tre toscani, uno da Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Ecco il suo pantheon enoico. Giacomo Conterno, Barolo Riserva Monfortino Roberto Conterno racconta Galloni ha fatto una rivoluzione totale,con piccoli e intelligenti passi. Venti anni fa si faceva difficolt a vendere il Monfortino allestero. Oggi, il vino pi importante dItalia, uno dei punti di riferimento per la qualit assoluta in tutto il mondo. Bartolo Mascarello, Barolo Maria Teresa Mascarello sta dimostrando che il Barolo di oggi non pi quello rustico e ruvido del passato. Dal 2005 ha fatto capire che il Barolo pu essere un vino di estrema finezza ed eleganza, restando fedele ai valori storici ed artigianali che la sua famiglia ha sempre rappresentato. Produttori del Barbaresco, I Barbaresco Riserva La cooperativa guidata da Aldo Vacca ha fatto conoscere al pubblico e agli appassionati del Nebbiolo alcuni dei vigneti pi storici di Barbaresco. Alta qualit e una politica di prezzi accessibili rendono i Produttori una delle aziende pi amate e rispettate dai consumatori in tutto il mondo. Montevertine, Le Pergole Torte Alcuni piccoli produttori, tra i quali Sergio Manetti a Montevertine e Fabrizio Bianchi a Monsanto hanno sempre creduto al Sangiovese in purezza. Le Pergole Torte, con la sua storia di annate memorabili, ha influenzato tanti vini usciti dopo, Cepparello, Percarlo e Flaccianello, punti di eccellenza per lItalia. Soldera, Brunello di Montalcino Riserva (ora Sangiovese Igt) Da met degli anni 70, Gianfranco Soldera ha fatto dei vini stupendi a Case Basse, la sua azienda a Montalcino. Oggi imbottigliati come Sangiovese Igt, sono tra i vini italiani pi ricercati e prestigiosi in tutto il mondo. Soldera ha ispirato alcune delle aziende giovani che percepite allestero come leader a Montalcino, Pian dellOrino, Salicutti e Stella di Campalto. Masseto , Masseto Una delle aziende storiche della Maremma, ha fatto passi molto importanti negli ultimi anni, tra i quali la creazione di un brand separato da Tenuta dellOrnellaia, dove viene fatto il vino. La base del successo la qualit altissima e costante, frutto del gruppo gestito da Axel Heinz. Passopisciaro, Le Contrade La piccola azienda di Andrea Franchetti una delle protagoniste dellesplosione dinteresse sui vini dellEtna. Un focus sulle contrade storiche e la qualit molto alta hanno portato molta attenzione su questa parte ancora non tanto sviluppata della Sicilia. Miani, Friulano Buri Stringi la mano ad Enzo Pontoni e stringi la mano ad un contadino che passa tutto il giorno nei suoi vigneti. I valori artigianali ed una ossessione totale per la qualit lo hanno portato ai vertici, e non solo per il Bianco. Oggi, le poche bottiglie che escono da questa piccola cantina a Buttrio sono tra le pi ricercate al mondo. Manni Nssing , Kerner Con altri piccoli produttori - dice Galloni - ha fatto conoscere al mondo il lato contadino dell Alto Adige con vini di grandissima personalit.
Autore: Luciano Ferraro


08 Luglio 2016, ore 10:00

IL VENERD DI REPUBBLICA
Racconto il vino italiano come tra a amici a tavola ... un video su internet in cui un collega americano parla cos 1 di Antonio Galloni: Lunico uomo accolto come una rock star in tutti i ristoranti che hanno una lista dei vini. Per questo Galloni, tra gli esperti di vino italiano pi famosi al mondo, lospite donore delledizione 2016 di Collisioni {a Barolo, in Piemonte, dal 14 al 18 luglio), il festival agrirock che mette insieme vino, musica e cultura e a cui parteciperanno tra gli altri, Elton John, Mika, Niccol Fabi, Michel Houellebecq, Marco Mengoni e Cosmo. Galloni, cresciuto negli Stati Uniti dove ha studiato jazz e si poi laureato in business al Mit, proprio durante luniversit ha iniziato a scrivere di vini italiani per ricordarmi delle bottiglie che avevo bevuto dice al telefono dalla California, dove vive con moglie e due figli e da dove dirige Vinous, il portale online a pagamento che ha fondato nel 2013 che ha rivoluzionato il linguaggio della scrittura enogast.ronomica e che ha abbonati di 80 Paesi. Poi ho condiviso questi appunti con i miei aulici, che apprezzavano le mie osservazioni. Da l e nato il mio primo giornale, Piedmont Report, che resta lunico giornale in lingua inglese dedicato solo ai vini italiani Da dove viene questo amore per il vino, qual la madeleine proustiana che ha dato il via a questa passione?Il primo che ho assaggiato era un vino semplice,fresco, siciliano nel quale mio nonno metteva una mezza pesca ricorda Galloni. Da questa esperienza ho imparato che il vino era qualcosa che accompagna sempre i pasti. Nella sua vita Galloni non ha avuto paura di rischiare, per fondare Vinous lui e la moglie hanno rinunciato ai ricchi stipendi di The WineAdvocate: Galloni ci ha lavorato dal 2006 al 2013 e quando se ne andato il fondatore Robert Parker gli ha fatto causa. Vinous per noi rappresentava un nuovo modo di scrivere di vino. Non pi da una posizione di superiorit rispetto a chi legge, ma come parlando da un lato allaltro della tavola. E siamo indipendenti, perch non accettiamo pubblicit. Per scrivere di unindustria che muove cos tanti soldi servono dei punti fermi: Bisogna evitare i conflitti dinteresse a tutti i costi. Sin dallinizio, ho sempre pagato tutte le mie spese di viaggio e di alloggio. Queste sono cose che sono sempre pi rare nel inondo di oggi. Il suo giudizio ha il potere di cambiare il destino di un vino? Pu darsi. Ma il successo o linsuccesso di un vino dipende dal mercato, e non dallopinione diana singola persona. Se non si degli esperti c una regola da seguire per orientarsi, magari davanti allo scaffale del supermercato? Bisogna informarsi un po, non c altro modo. Si pu iniziare conoscendo alcune delle aziende pi affidabili. Poi, bisogna fidarsi dei propri gusti.
Autore: Valentina Della Seta


07 Luglio 2016, ore 10:10

IL SOLE 24ORE
Vino, lexport dei dop balza del 10% ... Il vino italiano continua la sua corsa sui mercati esteri, trascinato dal balzo dei vini Dop e dal Prosecco,ma anche i consumi sul mercato domestico riprendono fiato. I produttori per guardano con apprensione agli effetti di Brexit. Nel primo trimestre dellanno il valore dellexport ha segnato una crescita del 3,1% a 1,23 miliardi di euro. In lieve calo invece i volumi,-0,4% a 4,6 milioni di ettolitri. Il risultato influenzato dal peso preponderante dei vini a Denominazione (il 60% dellexport) che crescono del 10% a 714milioni e del 74% a volume a 1,77 milioni di ettolitri. Sempre frizzante il Prosecco che strappa un +33% a volume e +31% a valore a174milioni. Che sarebbe planato intorno al 20% dopo gli aumenti di listino (da aprile). Sempre in crisi lAsti: -21% a valore e a volume. Rimane trainante il ricco mercato americano, nel quale siamo leader: nel primo quadrimestre lexport italiano negli Usa ha messo a segno un aumento del 4,7% in quantit e del 6% a valore a 405 milioni di dollari, secondo i dati dellItalian wine & food institute. Sul fronte domestico, le rilevazioni dellOsservatorio del vino indicano che, nel primo trimestre, le vendite nel canale fuori casa sono balzate del 5,4% a volume e del 6,2% a valore, I dati parlano chiaro - osserva Antonio Rallo, neo presidente di Unione italiana vini - e mi risulta che siano positivi per tutto il primo semestre 2016. Certamente soddisfacenti per i vini siciliani. importante che la qualit del nostro vino sui mercati esteri sia percepita come il meglio del made in Italy. Il calo strutturale dellexport dei vini comuni e sfasi in favore dei prodotti di qualit sollecita uno sforzo ulteriore che dobbiamo compiere come sistema Paese per conquistare nuove quote di mercato a valore. Il 2016 dovr essere lanno in cui vedremo incrementi anche a volume dei vini a Denominazione. Sulleventuale effetto Brexit sulle esportazioni, Rallo dice di monitorare la situazione e auspica di non vedere nessun effetto. Il mercato britannico molto importante, in particolare per il Pinot grigio e il Prosecco. Maurizio Zanella, presidente della cantina franciacortina Ca del Bosco, conferma la vivacit del mercato italiano: Lanno scorso i ricavi sono aumentati del 10% a 31 milioni con un export in crescita, a volume, a due cifre.La quota destinata ai mercati esteri di Ca del Bosco del 17,5%. Il nostro export superiore alla media della Franciacorta - aggiunge Zanella - sotto il 10%: significa che il margine di crescita del territorio ampio. Questanno la produzione dovrebbe crescere del 5% a18,5 milioni di bottiglie. Potenzialmente potremmo arrivare a 24 milioni di bottiglie. Entro la fine del 2016 Ca del Bosco, con un investimento di 5 milioni, acquisir 24 ettari di vigneto, arrivando a 100 ettari di propriet. Ai quali vanno aggiunti altri 106 ettari che la cantina di Erbusco gestisce in conduzione. Crescere per noi una leva strategica conclude Zanella. In Franciacorta un ettaro quota mediamente intorno a 200/250mila euro. Preoccupati i produttori veneti del Prosecco. Il mercato britannico ha appena assorbito il recente aumento dei listini - commenta Giancarlo Moretti Polegato, titolare di Villa Sandi - e la sterlina, dopo Brexit, ha perso il 9% sulleuro. Spero che la svalutazione si fermi. Rimango fiducioso nella forza del nostro prodotto, specie dopo che la Gran Bretagna non pi il secondo consumatore di Champagne. Temo per che nel secondo semestre avvertiremo gli effetti di Brexit.
Autore: Emanuele Scarci


06 Luglio 2016, ore 09:55

ITALIA OGGI
Di Vino ... Continua a crescere lexport del vino italiano anche nel primo trimestre 2016 arrivato a 1,23 miliardi (+3010). il dato che emerge dallOsservatorio di Unione italiana vini (Uiv) curato da Ismea. In particolare, in salita la domanda dei vini a denominazione, +11% a valore e +1010 a volume. Le bollitine confermano lappeal di sempre per un valore di 230 milioni di euro (+219/&) e 678 mila ettolitri (+26%). A guidare il Prosecco con +31% a valore (174 milioni di euro) e +33% a volume (461 mila ettolitri). Buoni risultati si registrano anche sui vini fermi Dop a testimoniare come il successo degli spumanti italiani contagi anche altri prodotti vinicoli che continuano la crescita seppure a ritmi pi sostenuti, spiega Antonio Rallo, presidente Uiv. E un buono inizio 2016, la qualit si conferma arma vincente. Il 2016 si prospetta un anno molto interessante.


06 Luglio 2016, ore 09:55

ITALIA OGGI
Di Vino ... Il vino Chianti Docg si potra imbottigliare soltanto in Toscana per garantire maggiore tracciabilit, maggiori e tempestivi controlli del prodotta e per tutelare cos il consumatore. E questa in sintesi la novit inserita fra le proposte di modifica al disciplinare del Consorzio Vino Chianti e che ora passer allesame del Comitato Nazionale Vini per diventare oggetto di un decreto ministeriale. Tutto il Chianti che viene prodotto da oggi in poi sar controllato ancora di pi grazie a una proposta che garantir la tutela della denominazione delle imprese e del consumatore, ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio in occasione della riunione di pubblico accertamento con gli operatori della filiera, primo passo verso la modifica al disciplinare. Il provvedimento non riguarder le aziende confezionatrici ubicate fuori della Toscana che hanno gi acquisito il diritta cio chi imbottiglia Chianti da almeno due anni.


06 Luglio 2016, ore 09:54

ITALIA OGGI
Di Vino ... Anche lIndia si adatta agli standard Oiv. LAutorit per la normazione e la sicurezza degli alimenti indiana (Fssai) ha reso operativa la lista finale di 11 mila additivi alimentari che possono essere usati dalle imprese del settore perle varie categorie di derrate. La Fssai ha inoltre ultimato la lista degli additivi alimentari per le bevande alcoliche e si allineato alle norme dellOrganizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Soddisfazione di Jean-Marie Aurand, direttore generale dellOiv nel constatare che lIndia, membro dellOrganizzazione dal 2011, si allineer alle norme internazionali e che questo stato possibile grazie agli incontri avuti con diverse autorit indiane e professionisti del settore. LIndia ha ambizioni di sviluppo nel settore vitivinicola non solo per quanto riguarda la produzione di uva da tavola e uva passa, ma anche per il vino.


06 Luglio 2016, ore 09:54

ITALIA OGGI
Di Vino ... Anche lIndia si adatta agli standard Oiv. LAutorit per la normazione e la sicurezza degli alimenti indiana (Fssai) ha reso operativa la lista finale di 11 mila additivi alimentari che possono essere usati dalle imprese del settore perle varie categorie di derrate. La Fssai ha inoltre ultimato la lista degli additivi alimentari per le bevande alcoliche e si allineato alle norme dellOrganizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Soddisfazione di Jean-Marie Aurand, direttore generale dellOiv nel constatare che lIndia, membro dellOrganizzazione dal 2011, si allineer alle norme internazionali e che questo stato possibile grazie agli incontri avuti con diverse autorit indiane e professionisti del settore. LIndia ha ambizioni di sviluppo nel settore vitivinicola non solo per quanto riguarda la produzione di uva da tavola e uva passa, ma anche per il vino.


05 Luglio 2016, ore 10:00

LA REPUBBLICA
Birra o vino, purch sia da sballo ... A casa, che sia a tavola con gli amici o sprofondati in poltrona a fine giornata, preferiamo il vino rosso, quando usciamo beviamo invece pi birra. L risultati sono la fotografia di quali siano le sostanze pi usate e in che modo. Comprendendo sia vere e proprie droghe vietate - come anfetamine o cocaina - sia sostanze legali come alcol e fumo. I ricercatori inglesi hanno messo online il questionario lo scorso novembre e durante i tre mesi in cui rimasto attivo hanno risposto pi di 3.000 italiani, che hanno dichiarato di fare uso di almeno una delle 140 sostanze considerate dai sondaggio; solo il 17% dei partecipanti si limita a quelle legali. In pole position ci sono alcol, tabacco, cannabis, caffeina e cocaina. Lalcol in Italia sempre stata la sostanza psicoattiva per eccellenza per il divertimento e il tempo libero. Negli ultimi tempi per il trend sta cambiando: diminuiscono i consumi individuali e aumenta il numero di persone che ci si avvicina cercando una sostanza in grado di alterare le percezioni, commenta Riccardo De Facci, vice presidente della pi grande rete di comunit italiane, il Coordinamento Nazionale Comunit di Accoglienza, ed esperto di tossicodipendenze. E con ci aumentano i pericoli: il 14% dei consumatori di alcol dichiara addirittura di non riuscire a smettere dopo il primo bicchiere; e i14% di sentire il bisogno di iniziare fin dal mattino. Nel nostro Paese esisteva una cultura del consumo consapevole dellalcol, che stiamo perdendo. Tra i giovani si stanno diffondendo le abitudini del mondo anglosassone, dove si consumano 4-5 mini superalcolici uno dietro laltro per saltare la fase preparatoria ed entrare subito in quella della trasgressione e della perdita del controllo, nota De Facci. Cos accade che, secondo i dati della Global Drug Survey, il 16% dei consumatori di alcol racconta di aver ferito emotivamente le persone che gli stavano intorno a causa della sbornia. Non solo: chi beve molto vino dopo dichiara di sentirsi stanco, chi abusa di superalcolici aggressivo, ma anche sexy, quando non resta invischiato (una persona sub ) in una crisi di pianto. Alcol per alterare le percezioni; e canna- bis, la pi consumata tra le sostanze illegali. Fortunatamente sono pochi gli adolescenti che cercano lo sballo iniziando a fumare fin dal primo mattino o a volte consumando la sostanza pura, senza aggiungere il tabacco, e quindi con unefficacia ben diversa, racconta De Facci. Confermando i risultati del Glogal Survey secondo cui la quasi totalit dei consumatori fu- ma sigarette di marjuana, ma solo il 3% lo fa senza il tabacco. I sintomi descritti vanno dalle allucinazioni auditive allincapacit di parlare. Pi della met dei partecipanti allo studio che ha consumato canna- bis nella vita racconta di aver provato una forte sensazione di angoscia. Laltra protagonista della scena italiana la cocaina. I modelli di consumo della cocaina sono molto pericolosi- ammonisce De Facci - perch molte persone fanno di se stesse un laboratorio in cui sperimentare sostanze. Infatti, al contrario della maggior parte dei consumatori di cannabis, chi ha una dipendenza da polvere bianca vuole subito raggiungere gli effetti, cerca lo sballo pi che il piacere. Che ci siano comportamenti a rischio lo confermano le risposte al questionario. Poco meno del 3% dei partecipanti al sondaggio ha ammesso di aver assunto polvere bianca di cui ignorava la composizione nellultimo anno e ben 181% di questi ha riportato sintomi di intossicazione dopo luso. E non sono solo i consumatori del fine settimana: In Italia si parla di un milione di utilizzatori allanno. Il rischio c soprattutto per chi ne fa un uso continuativo, per stare dietro a ritmi imposti dalla societ. Limmagine del libero professionista che corre da un posto allaltro e che per rendere di pi sul lavoro fa uso di cocaina non affatto uno stereotipo, conclude De Facci.
Autore: Viola Bachini Michela Perrone


01 Luglio 2016, ore 10:06

CORRIERE DELLA SERA
I 10 vini destate del ristorante migliore del mondo ... Larmonia si trova solo per contrasto. Nella mente di Beppe Palmieri, sommelier e numero due allOsteria Francescana, risuona il frastuono della notte magica di New York, quando il ristorante di Modena stato proclamato il migliore del mondo. Se lo chef Massimo Bottura riuscito a scalare lolimpo, anche merito suo(Ma resto il gregario - dice - se vinciamo con la Spagna Buffon va applaudito, ma il merito di Conte, che fa emergere lo spirito. Cos con Massimo). Per tutta lestate sar impossibile conquistare un tavolo allOsteria: sold out fino al 30 settembre. I piatti di Bottura non sono replicabili, ma con i vini, acquistabili ovunque, si pu comprendere lo stile Francescana. Ecco i dieci vini dellestate per Palmieri. Due vitigni in contrasto, per iniziare. Il primo, un Trebbiano, tra i pi diffusi in Italia. Il secondo, il Timorasso, rinato in una piccola zona del Piemonte. Puntiamo su bianchi naturali e autentici - spiega Palmieri - come il Fonte Canale, un Trebbiano dAbruzzo molto minerale e fresco. Lo produce lazienda Tiberio, sulle colline di Cugnoli, a pochi chilometri dal mare di Pescara. Se ne occupa la figlia del fondatore Riccardo Tiberio, Cristina che ha fatto sradicare le variet internazionali rimpiazzandole con Pecorino e Trebbiano. Il secondo il Timorasso di Walter Massa, vignaiolo filosofo dei Colli Tortonesi. Walter ci fa arrivare - racconta Palmieri - una versione che non si affina nel legno ma nelle vasche di cemento. Ha una energia rustica che conquista, una vera fisicit. Sono vini, secondo Palmeri, fatti con testa, mani e cuore del vignaiolo. Ma non raccontano solo la sua persona, svelano un territorio. E sono diversi di anno in anno. Lo stiamo imparando anche in Italia che ogni vino irripetibile, vendemmia dopo vendemmia. Il sommelier della Francescana prova un senso di dedizione per i grandi vini (come Barolo Monfortino di Giacomo Conterno e Chteau Latour) ma siamo pi legati ai piccoli produttori, quelli che ci permettono di raccontare storie di persone mentre riempiamo il bicchiere che d valore aggiunto al piatto. Tra questi, a pochi chilometri dalla Francescana c Christian Bellei di Cantina della Volta: Valorizziamo il Lambrusco di Sorbara, il Trentasei, un Metodo classico che racchiude i profumi dellItalia. C lItalia anche nel vino dello svizzero Christoph Knzli che da quasi 20 anni sbarcato a Boca, in provincia di Novara. Lazienda si chiama Le Piane, il mio preferito il Boca, Nebbiolo e Vespolina. Serviamo a 15 gradi. Dal Nord Ovest al Nord Est, sul Collio: Un altro vino del cuore la Ribolla di Damijan Podversic, cresciuto con Josko Gravner, ma che ha saputo tirar fuori personalit senza replicare il maestro. E poi al Sud, alla Francescana Palmeri riserva un posto donore per Arianna Occhipinti, la ragazza di Vittoria che in pochi anni si fatta conoscere in tutto il mondo. Consiglia due suoi vini. Il primo lSP68, che prende il nome dalla Provinciale vicina alla cantina: Frappato (70%) e Nero dAvola (30%) con il sole della Sicilia. Il secondo il Grotte Alte, met Frappato, met Nero dAvola, dal nome dei costoni di roccia su cui si regge il paese: Labbiamo proposto a un gruppo di americani pochi giorni fa - racconta Beppe - sono impazziti. Lultimo arrivato nella cantina della Francescana perfetto per lestate: il Brut Metodo classico MG09, del modenese Marco Gozzi, Chardonnay e Verdicchio dalle Marche. Cerco di valorizzare i giovani, dice Palmieri. Infine due altre scelte di contrasto. Il rosso Chteau Musar (Cabernet Sauvignon, Carignan e Cinsault), tocco francese dal Libano; e il vermouth bianco del riminese Dibaldo, che alla Francescana viene servito sotto forma di drink con acqua brillante, limoni di Sorrento e sale alla vaniglia. Un omaggio a Marcello Mastroianni. con questi contrasti che troviamo larmonia.
Autore: Luciano Ferraro


01 Luglio 2016, ore 10:03

SETTE - CORRIERE DELLA SERA
Due donne frizzanti risvegliarono le bollicine ... Non successero cose di poco conto, in Francia, nel 1874. Per dire, il 15 aprile, a Parigi, si tenne la prima mostra degli impressionisti: al numero 35 in Boulevard des Capucines, nello studio di Gaspar Felix Tournachon, meglio conosciuto - da fotografo - come Nadar (il termine con cui da allora fu conosciuto il gruppo di pittori venne coniato da un recensore riferendosi a una tela di Claude Monet intitolato Impressione, levar del sole). Pochi anni prima, Napoleone III era stato sconfitto disastrosamente a Sedan dai prussiani, aveva perso Alsazia e Lorena e anche il trono, aprendo definitivamente le stagioni della Francia repubblicana. Non era un paese in ottima salute, insomma, quello dove, sempre nel fatidico 1874, Madame Pommery tenne a battesimo il primo champagne brut millesimato. Prima, bisogna fare diversi passi indietro. Nel caso dello champagne - come per tutte le creazioni mitiche - leggende e tradizioni pi o meno attendibili si sprecano. Secondo alcuni si potrebbe risalire fino ai legionari di Cesare. Il De Bello Gallico non ne fa cenno, ma pare che anche militi e centurioni apprezzassero i vini del nord est di Francia. Salto di qualche secolo e notizie relativamente pi attendibili: siamo attorno al 5oo dopo Cristo e Remy, vescovo di Reims, dona a Clodoveo, re dei Merovingi, una fiasca col vino della zona. un contenitore magico, evidentemente, perch non si esaurisce finch il sovrano non conquista la Gallia intera. In realt, si parla di cose molto diverse da quel che oggi conosciamo come champagne: ovvero di vini ancora soltanto rossi o grigi. La produzione deliberata di schiuma arriva una decina di secoli dopo. E la diffusione di una bevanda abbastanza vicina a quella odierna si pu datare al 1700. nel secolo successivo, per, che la voga dello champagne prende davvero piede. Anche perch, concluso il periodo turbolento della rivoluzione francese, il tessuto produttivo si struttura in modo quasi definitivo: il controllo dei terreni passa a famiglie blasonate o a mercanti dagli abbondanti mezzi. Un mercante - di lane, per esser precisi Alexandre Louis Pommery, nato nel 1811 a Sedan. Con un collega, Narcisse Grno, nel 1836 ha avviato un commercio di vini: latto di nascita della maison che per trentanni si chiamer Pommery & Grno. Nel 1840, sposa la ventunenne Louise Jeanne-Alexandrine Mlin, da cui ha subito un figlio, Louis. Quindici anni dopo, la moglie rimane nuovamente incinta. Non un buon momento per gli affari. Monsieur Pommery, addirittura, pensava di ritirarsi dal lavoro. Invece la nuova paternit incipiente (Louise jr. nascer nel 1857) lo costringe a dedicarsi interamente al commercio di champagne. Non lo pu fare a lungo, per, perch scompare due anni pi tardi. Louise Jeanne-Alexandrine, la vedova, si trova davanti a una scelta difficile. Ma non esita: Ho deciso di continuare lattivit commerciale e prendere il posto di mio marito. Un bellazzardo (anche se le figure femminili ricorrono nella storia dello champagne). Non completamente sola: pu contare su Henry Vasnier, un valentissimo collaboratore che gi affiancava il marito. Soprattutto, ha in testa un piano. Centrano gli studi che ha compiuto in Inghilterra. Oltremanica, infatti, che punta col suo vino. Vasnier arriva a Londra nel 186o. Lanno dopo, ci va lei. Bisogna tener conto che, allepoca, lo champagne era generalmente un vino pesante, caricato di alcol e di zucchero per irrobustirne il corpo. Madame Pommery si rende conto presto che, invece, la buona societ britannica si sta orientando verso vini meno zuccherati. la missione affidata a Damas Olivier, lo chef de cave (cio il capo cantiniere) di allora: mettere a punto una miscela pi equilibrata e raffinata. Non un passaggio semplice. Fra laltro, significa sconvolgere consolidate abitudini: ritardare la vendemmia, ad esempio, coi rischi conseguenti. Il risultato, per, sensazionale. Nel 1874, appunto, nasce il primo champagne brut millesimato. Louise sr. lo battezza cos: Una leggerezza sorridente. Nel giro di una quindicina danni le vendite simpennano, passando da 5oo.ooo a 2.500.000 bottiglie, ossia dal 2 a11o della produzione totale. La maison singrandisce. Si piantano nuove vigne. Si acquistano altri terreni. Soprattutto manca lo spazio adatto per garantire la migliore maturazione dei vini. E qui Madame Pommery ha un altro colpo di genio. Mette locchio su un grande terreno abbandonato, una sessantina di ettari, a sud di Reims, una collinetta sforacchiata per estrarre gesso fin dallantichit e, allepoca, usata come discarica cittadina. Compra tutto: sottoterra, sono diciotto chilometri di tunnel e sifoni scavati nelle crete, un ambiente ideale per portare lo champagne a perfetta maturazione. Detto per inciso (e in chiave personale), in quelle gallerie, qualche anno fa, ho provato uno dei maggiori spaventi della mia vita. Mi ero allontanato dal gruppo della visita - come spesso accade, in sintonia col mecenatismo della Maison, le cave ospitavano opere di artisti contemporanei - e avevo imboccato da solo un tunnel. Buio, buissimo. Si scorgeva solo una luce al fondo, dove sfociava in uno dei sifoni. Ai lati, gli ancor pi bui antri - in realt, stanzette - destinati allo stoccaggio delle casse di champagne. Stavo passando accanto a uno di questi, quando avvertii una specie di ringhio, prima quasi impercettibile, poi in crescendo, da subito, comunque, ostile, minaccioso. Un attimo dopo, si scaten linferno: nelloscurit, latrati crudeli avanzavano verso di me. Non dico che me la feci sotto, ma quasi. Lattacco, il morso della bestia, per, non arriv mai. Arriv poco dopo, invece, la spiegazione: non cera nessun vero animale nella caverna, quella era linstallazione di un artista sudafricano, che aveva registrato i latrati degli alsaziani addestrati come feroci cani da guerra dalla polizia di Pretoria per reprimere le rivolte nei ghetti neri. La messa in opera del gigantesco impianto sotterraneo richieder quasi mezzo secolo. I lavori saranno completati alla vigilia della prima guerra mondiale. entrata in scena, nel frattempo, la generazione dei figli. Di nuovo, la figura femminile a spiccare. Louise ha sposato nel 1875 Guy de Polignac, ovvero lerede di uno fra i casati pi importanti e antichi di Francia (per dire, qualche tempo fa, in un salotto italiano, un erede Polignac, interpellato su quel che faceva, per tutta risposta e con una certa sorpresa spieg allinterlocutore che un suo avo aveva fatto le Crociate). Attenta agli aspetti che contano in un prodotto di lusso (stile, comunicazione, relazioni pubbliche), sar lei a dare il tocco decisivo per caratterizzare leccellenza Pommery. E sar lei - sempre affiancata dal fido Vasnier - a coltivare un rapporto intenso con diverse forme artistiche: nel 1905 viene avviata la costruzione della villa, oggi stimata un gioiello dellArt Nouveau, si creano collezioni pittoriche e vengono aiutati artisti con lo spirito di mecenatismo cui abbiamo gi accennato. Intanto, altri mercati vengono conquistati: la Russia e poi lAmerica. E qui Louise dimostra di non esser da meno della madre. Siamo nel 1903. Capita che ci sia bisogno di un recipiente per miscelare le cuve (una tinozza, in pratica, il termine tecnico foudre dassemblage) ancora pi grande: un gigante da 700 ettolitri. E capita che gli Stati Uniti stiano organizzando, per lanno successivo, unEsposizione Universale a Saint Louis in coincidenza coi Giochi Olimpici. Il colpo clamoroso sar far realizzare la foudre a mile Gall (celeberrimo ebanista nonch creatore di vetri artistici: sar una delle sue ultime opere e lunica realizzata per unimpresa privata), spedirla smontata oltreoceano e l renderla unattrazione che moltiplica i fan dello champagne. Torner in Francia, dopo qualche mese, e sar incubatrice delle migliori cuve Pommery fino al 1945.
Autore: Enrico Mannucci


30 Giugno 2016, ore 10:01

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Un brindisi con il marchese Camera con vista sulle tenute Frescobaldi ... Un brindisi con il marchese Frescobaldi. Pu succedere al Castello di Nipozzano, cuore storico della famiglia toscana che da oltre trenta generazioni produce vino e si prende cura delle terre di Valdisieve. I Frescobaldi hanno deciso di aprire le loro tenute ai turisti che possono soggiornare, mangiare, vivere negli stessi spazi utilizzati dalla famiglia. Non manca il fascino della campagna, con il verde argento delle olivete che producono uno dei migliori extravergini toscani, e le vigne curate come un salotto. Questo spicchio di terra, incastonato tra i passi della Consuma e del Muraglione e le piane dellArno e della Sieve, un pezzo di Toscana autentica. Con liniziativa dei Frescobaldi, la speranza che il turismo di qualit possa riscoprire questa terra, tra la provincia fiorentina e laretino, che fino allottocento era una stazione climatica frequentatissima. Cinque camere al castello di Pomino, quattro, invece, sono le ultime inaugurate al castello di Nipozzano, nel cuore del consorzio Chianti Rufina. Il castello venne costruito intorno al Mille come avamposto di controllo sulle colline circostanti; venne distrutto parzialmente durante lultima guerra e poi ristrutturato. Qui vengono prodotti vini longevi, a base di Sangiovese, e nella cantina storica dei Frescobaldi ancora oggi i membri della famiglia conservano la loro collezione privata. E qui, proprio in questo castello antichissimo, nasce un modo diverso di fare turismo. Lontano dal tutto compreso, con spostamenti in pullman e visita al cantinone, tra Nipozzano e Pomino si sperimenta il turismo su misura. Dal soggiorno, allalimentazione, 41 wellness. Non c niente di predisposto, basta chiedere. E possibile ammirare i tramonti sulle vigne dallidromassaggio in giardino, o fare degustazioni guidate, preparare antiche ricette di famiglia insieme alla cuoca Lia, partecipando alle cooking class con prodotti del territorio: le carni provengono dagli adiacenti allevamenti di chianine e suini; gli ortaggi dallorto della tenuta. Anche per le farine la scelta caduta su un antico molino a pietra (quello della famiglia Grifoni) del Casentino, che utilizza ancora le macine dell800. Pomino ha un fascino tutto suo. Una gemma nascosta, immersa tra i boschi dellAppennino, con le viti che vegetano fin sopra i 700 metri, circondate da sequoie, abeti e castagni. Pomino stato il buen retiro di personaggi del mondo dello spettacolo; la celebre attrice Ave Ninchi vi rimase fino alla morte, nel 1997, e riposa nel piccolo cimitero del paese. Per i Frescobaldi la villa racconta ancora una storia di audacia e amore: nel 1863 Leonia degli Albizi, sposa di Angiolo Frescobaldi, decise di costruire la prima cantina a gravit e coltivare in altitudine Chardonnay e Pinot Nero, ricevendo per questi vini importanti riconoscimenti, come la medaglia doro allExpo di Parigi nel 1878. Per tutti i turisti possibile visitare anche le altre quattro tenute dei Frescobaldi: Castiglioni, Remole, Ammiraglia, Castelgiocondo, dove non ancora possibile soggiornare, ma si pu degustare sempre un buon calice di vino abbinato a ottimi prodotti locali. Mail unica invece per prenotare soggiorni e visite alle cantine.
Autore: Fabrizio Morviducci


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