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Il Meglio dell'Edicola

20 Ottobre 2017, ore 18:25

Corriere della Sera
La forza dei vini sotterranei del Carso. Una Vitovska che nasce dalla pietra Nella grotta - cantina di Benjamin Zidarich, a ventidue metri di profondit... Il paradiso di Benjamin Zidarich buio, umido, duro. una grotta, scavata nel ventre della terra. A 22 metri di profondit, da questo mondo rovesciato, il silenzio uno specchio dellimmobilit del Carso. Sopra c il paesaggio descritto da Fulvio Tomizza con i borghi visibili dopo unampia curva che funge da belvedere sospeso sulla citt (Lamicizia, Rizzoli 1980). La sala di degustazione, alta sullAdriatico, piena di appassionati. sabato, gli equipaggi della Barcolana incrociano allargo, sfiorandosi. Un team di velisti ha interrotto le prove, prepara la regata del giorno dopo cercando energia nella Vitovska. Benjamin racconta i suoi 8 ettari di viti recintati a causa dei cinghiali, spiega quanto siano importanti la brezza e la bora per mantenere sane le piante quasi senza trattamenti, svela gli alberelli da cui si ricavano pochi etti di uva. Poi tutti scendono con lui nella grotta, lopera naturale dellarchitetto Paolo Meg. La cantina uno squarcio di tre piani. Ho imitato quella di mio nonno, la terra rossa e il colore del ferro e della ruggine, racconta Benjamin Zidarich. Un cunicolo porta a una stanza larga, sovrastata da un ballatoio come quelli delle case dei paesi. Sopra il ballatoio archi di pietra naturale. Le rocce sembrano sporgersi verso il centro. In questo pianeta sotterraneo lavoriamo bene - dice Zidarich -. Ho investito tutto lavorando senza sosta per un decennio. Qui non servono condizionatori: la temperatura costante, 13-14 gradi con il 70-80 per cento di umidit. Qui nascono i nostri vini: Vitovska, Malvasia, il blend Prulke che rievoca i tempi delle famiglie che imbottigliavano solo un bianco e un rosso. E il Terrano. Qui la pietra tornata nel suo posto naturale dopo gli scavi. I pilastri con le figure delle quattro stagioni sono stati scolpiti con questo materiale. Ognuno differente, perch nel Carso non c nulla di dritto. Ogni pietra diversa. Se rispetti la natura, se ti allontani dai metodi convenzionali, il vero valore la diversit. Ha iniziato nel 1988, Benjamin. Siamo a Prepotto, nel comune di Duino Aurisina, un luogo intatto nel tempo, da cui lo sguardo arriva fino a Venezia, alla Slovenia e alla Croazia. Ho tolto le vecchie viti. In cantina ho voluto solo torchi, niente macchine complesse. Tutte le stanze sono aperto. Tutti possono vedere tutto. Il vino semplicit. Adesso c la moda dei vini macerati. Per noi le mode non esistono, lavoriamo cos perch quello che sappiamo e vogliamo fare. Non abbiamo un enologo, perch non cerco vini perfettini. Cerco la semplicit. C un murale nella grotta - cantina: un grande sole, un vigneto con le radici nella terra, lacqua che scorre. tutto quello che serve per un buon vino, dice Zidarich. La semplicit la stella polare del vignaiolo carsico. Produciamo soprattutto bianchi, con almeno due anni di affinamento. Vini puliti e dritti. Luva del Terrano sta fermentando in un grande tino aperto. Pi sotto ci sono i tini di pietra, lultima invenzione di Benjamin. Cinque anelli di marmo sovrapposti che formano una vasca per macerare la Vitovska. Un percorso di 18 giorni prima del riposo nelle botti di rovere per un anno. Il vino che si ricava il Kamen: ambrato, ricco di profumi di frutta ed erbe, un carico di piacevolezza che fa venire in mente le parole del poeta di Duino, Giorgio Depangher, sul vento che consuma una vita senza confini, a frugare anfratti nascosti, con guizzi nervosi. Il debutto del Kamen risale a 24 mesi fa, annata 2013. La Vitovska di Zidarich longeva: quella del 1996 ha ancora sapidit e acidit sostenuta. La 2015 fruttata, artigianale ed elegante insieme, ricorda il miele e gli agrumi. Il Terrano sapido e ricco di profumi. Vini che, come il vento di Depangher, rincorrono la vita instancabile.
Autore: Luciano Ferraro


20 Ottobre 2017, ore 18:25

Corriere della Sera
Arese ospita il Giro dItalia del vino La quinta e ultima tappa de Il Giro dItalia in 80 vini Grandi Vigne2017 di Iper, La grande i fa tappa nel centro commerciale di Arese, in provincia di Milano. Da domani a domenica curiosi e appassionati di vino potranno partecipare a incontri, degustazioni, tour guidati e farsi consigliare negli acquisti da un Personal Wine Shopper. Nelle due le location dedicate agli appuntamenti, il portico del piano terra e larea eventi al primo piano della struttura, sar possibile anche incontrare i produttori di Grandi Vigne, il marchio creato n anni fa da Iper, che riunisce 80 vini creati da trentacinque fornitori italiani deccellenza.


20 Ottobre 2017, ore 18:25

Il Venerd di Repubblica
La Bottiglia Bardolino 2015 Alessio Bigagnoli Calmasino di Bardolino (Verona)... Giovane lui, bambina la sua azienda: since 2012. Alessio Bigagnoli garagista (nel senso di piccolissimo produttore) e pure spiritoso: Adesso, addirittura, curo quasi due ettari di vigna. Allinizio, solo mezzo, del pap Raffaello e del fratello Giuseppe. Alessio lavora come tecnico di laboratorio enologico e passa tutto il tempo libero tra vigna e cantina. Nel fatale 2012 le prime bottiglie, pochissime. Che per gli fanno vincere un premio al Garage wine contest di Genova con il Bardolino Chiaretto Metodo Classico. Altri premi nel 2014 al Vinitaly per il packaging e la migliore etichetta. Molto originale, serve a farsi notare e conoscere. Motto di Alessio, mutuato da un allenatore di rugby: Difficile, non impossibile. Da uve Corvina (80 per cento) Rondindita (10) e Molinara (10) tre etichette: oltre al Bardolino Chiaretto spumante, quello fermo e quello Doc. Ecco nel bicchiere il 2015. semplice e diretto, non pesante, profumato di frutti rossi e violette, con ricordi di bonbon anglais. Facile, non facilone, di grande bevibilit e simpatia. A Milano da Fabio Scarpitti, a Casale Marittimo (Pisa) da Dosage Zero sui 7/9 euro.
Autore: Gianni e Paola Mura


19 Ottobre 2017, ore 18:24

Corriere della Sera
Vendemmia, lanno nero: meno 28% Peggio delle previsioni. La vendemmia 2017 si chiude con una produzione decimata: 28% in meno. Unannata nefasta sul versante della quantit, a causa di gelate, grandinate e siccit. Il risultato, secondo i dati raccolti da Assoenologi dalle 17 sedi regionali: 15 milioni di ettolitri di vino e mosti in meno. In totale lItalia, che lanno scorso era sul gradino pi alto del podio mondiale, produrr 38,9 milioni di ettolitri. Dal Dopoguerra, un anno pi storto di questo stato solo il 1947, con 36,4 milioni di ettolitri. I rivali europei del vino, Francia e Spagna, non gioiscono: hanno subto gli stessi cataclismi, dai gelo che ha bruciato i germogli delle viti gi sviluppati ad aprile, alla lunga mancanza di acqua. Londata di caldo, da maggio ad agosto, ha non si ricorda una stagione come questa, dove gli eventi climatici si sono accaniti con inusuale ed eccezionale portata, commenta Assoenologi. Le cantine di tutte le regioni si sono riempite meno di uva. In qualche caso il carico pesava la met. In Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna la diminuzione media stata del 45%. I grappoli raccolti sono spesso risultati meno pesanti, la resa nella vinificazione stata quindi inferiore. Male anche la Lombardia, con un -35%, mentre si attestano a -30% Marche Abruzzo, Puglia e Sicilia. Piemonte ed Emilia Romagna si fermano a -25%, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Campania al -20%. La situazione migliore? Trentino Alto Adige, -15%. Il conto finale la retrocessione dellItalia sotto la soglia dei 40 milioni di ettolitri (il 2016 si era chiuso con 54,1 milioni). E la qualit delle uve per il futuro vino? Alquanto eterogenea - sostiene Assoenologi - abbastanza buona, ma con diverse varianti che evidenziano punte di ottimi livelli qualitativi e altre, dove il clima si particolarmente accanito, di livello inferiore. Determinante lapproccio scientifico degli enologi nella conduzione dei vigneti.
Autore: Luciano Ferraro


19 Ottobre 2017, ore 18:24

Italia Oggi
Fiera smart per il wine&beverage Asse tra Veronafiere (che ospiter levento) e Fiere di Parma. Ora sfida aperta al Simei... Vinitaly e Cibus alleate. Cos nasce la rassegna Wi - Bev... Nasce una nuova fiera, si chiamer Wi - Bev e sar dedicata alle tecnologie del settore wine&beverage. La rassegna sar frutto di una consolidata collaborazione tra due top player del panorama fieristico italiano: Veronafiere - organizzatrice del Vinitaly e della fiera dedicata alle tecnologie della cantina e del frantoio, Enolitech - e Fiere di Parma, che ospita Cibus e Cibus tec. Le due societ hanno costituito una joint venture paritetica, denominata Verona Parma exhibition, che si occuper di organizzare la nuova fiera e altri eventi espositivi allestero. Wi - Bev si terr a Verona, ogni anno, in contemporanea con Wine2Wine, la manifestazione che chiama a raccolta nel polo scaligero buyer internazionali e professionalit del pianeta vino. E che, questanno, vedr la partecipazione di 1.500 cantine a oltre 70 workshop, con pi di 100 relatori internazionali. Proprio in occasione del prossimo Wine2Wine debutter la preview della nuova manifestazione. Le date? Il 4 e 5 dicembre prossimi. I numeri? A regime, nel 2020, Wi - Bev (www.wibev. com) dovrebbe occupare almeno 30 mila mq espositivi. Il settore a cui si rivolge, per le sole tecnologie vinicole, pesa 3,6 mld di euro, di cui il 70% (2,2 mld) derivante dallexport (fonte dati Istat 2016). La strategia. Per capire la natura del nuovo appuntamento, ItaliaOggi ha raggiunto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, e lamministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie. Vogliamo far confluire dal 2018 gli espositori Enolitech nel nuovo evento e ci aspettiamo che Parma faccia lo stesso con Cibus tec, ha detto Mantovani. Ma Wi - Bev avr subito carattere internazionale, ha svelato il d.g. scaligero: Sono allo studio due eventi: uno nel Sud del Brasile, laltro in Cina, ormai grande produttore di vini e beverage, dove stiamo costruendo una joint venture con un partner significativo sul mercato cinese. E con Fiera Milano? Quella con Parma non una conventio ad excludendum per Milano, ha chiosato Mantovani: Manterremo gli impegni assunti e li estenderemo ad altri comparti. Pi di lungo periodo la visione di Cellie: La collaborazione con Verona fondamentale, ha spiegato a ItaliaOggi la.d. di Fiere di Parma. Dal 2015 abbiamo avvicinato le date di Salone del Mobile, Cibus connect (due giorni di incontri e B2B) e Vinitaly per facilitare i buyer. Nel 2019 faremo lo stesso. E stiamo pensando di anticipare le date di Cibus negli anni pari, previsto a maggio, a Mosso del Vinitaly. Ma perch Wi - Bev rilevante? Cellie la spiega cos: Siamo i secondi produttori al mondo di equipement per il vino, dopo i francesi. E nel beverage siamo secondi dopo i tedeschi. Sommando le quote di mercato nei due settori in un unico evento, siamo in grado di fare una fiera leader sul piano qualitativo a livello internazionale. Lo scenario. La nuova manifestazione avr format leggero, pi orientato alla qualit della presenza espositiva e ai contenuti (prevista la consulenza scientifica di Assoenologi) che alla quantit, con lambizione di diventare rassegna itinerante. Ma ci che appare evidente il tentativo di andare a riempire un vuoto, generatosi di recente sul mercato fieristico. Il Belpaese, infatti, dal 1963 ha in faretra un evento dedicato alle tecnologie per enologia e imbottigliamento: il Simei, organizzato dallUnione italiana vini. Cio da produttori vinicoli, che, poi, sono i clienti di chi espone. Ma la 27 edizione Simei, appena conclusa, ha scelto come palcoscenico non pi il polo fieristico di Milano, ma gli spazi espositivi del Drinktec, la grande rassegna del liquid food e beverage, di Monaco di Baviera. Fatto sta che il Simei alla tedesca si tenuto giusto nei giorni della vendemmia (chiusura il 19 settembre). E la cosa avrebbe generato mal di pancia e una nuova domanda negli espositori: avere una manifestazione annuale italiana dedicata al settore, collegata ai distretti produttivi, che fosse interprete delle esigenze di chi produce i macchinari e non fosse in contrasto con la stagionalit dei cicli produttivi di chi li acquista. Da qui la scelta di dicembre per Wi - Bev. Con buona pace del Simei, che - a meno di nuovi colpi di scena - dovrebbe tornare a Milano nel novembre 2019.
Autore: Luigi Chiarello


19 Ottobre 2017, ore 18:23

Panorama
Il vino giovane Dalle Langhe alla Sicilia, passando per lEmilia e le Marche, sono tanti i vignaioli under 30, testimonial della crescente attrattiva del settore agricolo tra i millennials. In queste pagine, dodici storie esemplari... Davide Zoppi, trentenne di Bonassola, un pugno di case a ridosso del mare in provincia di La Spezia, per la sua azienda vinicola C du Ferr ha rinunciato a una carriera da magistrato. Vive tra le vigne, felice, fiero: Lagricoltore ha una funzione sociale. Restituisce dignit al territorio, crea indotto. Offre ai giovani la possibilit di restare nel luogo di origine. Giovanni Frascolla, venti primavere, ha deciso di fare la sua parte nellazienda di famiglia, la storica Tua Rita in Toscana. Ricordo nonno Virgilio andare su e gi per i filari con una gamba sola, una settimana prima di morire. Quel passo dignitoso, lo sguardo vivace mi hanno fatto capire che non avrei potuto fare altro. Raccogliere una pesante eredit in termini di riconoscimenti nel mondo non lo spaventa. Davide e Giovanni sono due dei dodici eno - millennials che Panorama ha rintracciato dal Trentino alla Sicilia. Il mondo del vino agli under trenta piace. Sempre di pi. Aumentano i laureati delle Facolt di Viticoltura ed Enologia, confermano dal Ministero dellIstruzione. E aumentano gli iscritti a Coldiretti, che registra un pi 30 per cento nel 2016. Contiamo su finanziamenti e networking, commenta Federico Terenzi, presidente dellAssociazione giovani imprenditori vinicoli italiani (Agivi) . Il quadro in fondo positivo. La vendemmia 2017, che ha tenuto col fiato sospeso i produttori a causa della siccit, andata bene. Il calo produttivo, stimato al 26 per cento, non compromette il primato mondiale del nostro paese, con oltre 40 milioni di ettolitri, annunciano unanimi Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) , Osservatorio del Vino e Unione italiana Vini. Raffaele Bornello di Ismea ottimista: Il vino italiano registra performance positive, soprattutto allestero. Lexport anche questanno indica una crescita oltre il 6 per cento in volume e valore, forse si raggiungeranno i sei miliardi di euro entro dicembre 2017. E altre buone nuove arrivano da un rapporto Censis - Federvini sul consumo in Italia: Si passati dal bere al degustare. Tra il 2013 e il 2015 lesborso degli italiani per il vino cresciuto del 9 per cento contro lo 0,5 del settore alimentare. In un contesto di crisi, significa centralit di questa bevanda nei consumi. Insomma, uno scenario decisamente roseo che sprona sempre pi giovani a scommettere sul vino. Come fanno i due ragazzi citati prima, e come fa il 25enne trentina Federico Sandri. Nel suo biberon della sera cera sempre una puntina d grappa. Per lui un vignaiolo un artista che crea, un mago che mette un territorio in un bicchiere. Un ponte che collega persone. anche un collante che fortifica rapporti tra fratelli: come succede, a Diano dAlba, a Sergio e Giulio Abrigo, simbiotici, cresciuti a pane e tralci: fanno un Dolcetto interessante E alle sorelle Monica e Daniela Tibaldi, sempre nel cuneese: puntano dritte alla conquista del mondo. Wine Spectator le ha appena premiate vincitrici 2017 del WS Video contest, indetto ogni anno dal magazine. Nel Monferrato c Lorenzo Roso di Cascina Faletta. Sorriso passepartotut e un amore folle per il Pinot Nero: Avrei voluto fare lastronauta, salvo accorgermi che sto meglio a terra. Mi emoziona il contatto con la natura, che diverso dallamarla. La terra c da sempre e sempre ci sar. In un mondo che muta rapido, far parte di qualcosa di eterno un privilegio. Lorenzo ha centrato quella che Cinzia Patera, psicologa, chiama Bisogno di appartenenza. Ancor pi della famiglia, lalfa e lomega dellesistenza la terra. Rassicura nella precariet. Alessandro Fedrizzi, nel bolognese, ha creato unazienda con le sue sole forze. Integerrimo: Non faccio vacanze, investo tutto sulla cantina, non ho vizi. In provincia di Ancona c Riccardo Baldi. Nelle bottiglie mette la sua ambizione: Voglio diventare un famoso produttore perch il Verdicchio merita un posto donore accanto ai vini pi blasonati. Ci crede con tutta se stessa anche la campana Rosa Puorro. Astemia convinta, con un coup de thtre nel 2014 ha iniziato lavventura. Allattivo quattro vendemmie, tre produzioni eppure siamo gi menzionati in due importanti guide. Alessandra Quarta, spirito guerriero, ha convinto il padre a non mollare in un momento di crisi. Il suo Qu.Ale piace. Non solo perch buono. accompagnato da un Manifesto per la democrazia del vino con tanto di articoli, scritto dalla pugliese. Ciascuno ha diritto a un grande vino italiano al giusto prezzo. Sta ancora festeggiando il palermitano Benedetto Alessandro: il suo Catarratto ha appena preso i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Sono grato alle politiche che hanno incentivato il ritorno alle campagne. I fondi europei hanno permesso a ragazzi come me di non lasciare la loro terra. In Sicilia ci sono anche i fratelli Caruso, Michele e Nicoletta, di Assuli. Nicoletta viaggia per promuovere il vino, Michele ha scelto di stare tra la polvere dei filari. Anche loro, gente che piega la schiena in vigna, giovani che vanno a testa alta nel mondo.
Autore: Michela Filippi


18 Ottobre 2017, ore 13:33

Italia Oggi
Vini a domicilio, dopo Milano Winelivery serve Bologna Winelivery.com, lenoteca e - commerce che consegna a casa vino, birra e altri drink alla giusta temperatura con consegna gratuita in 30 minuti in tutta zona urbana di Milano, sbarcato a Bologna. Il servizio stato lanciato nel gennaio 2016 nella capitale lombarda per volont di due giovani imprenditori, Andrea Antinori, che da studentessa aveva sperimentato un servizio simile a San Francisco e Francesco Magro, con la volont di innovare il mondo delle bevande alcoliche attraverso nuove modalit di distribuzione dei prodotti. Winelivery.com permette infatti di ordinare le migliori bottiglie di vino o drink tramite sito o app (gratuita disponibile su Apple Store e Google Play) e la consegna in meno di 30 minuti, a temperatura di degustazione, senza costi aggiuntivi per la spedizione. La piattaforma offre unampia offerta che include oltre 1.500 referenze tra vini, birre, liquori, distillati, cocktail - kit, da cui possibile ordinare tutti i giorni dalle 10 di mattina all1 di notte e fino alle 2 durante il weekend. Oltre al servizio per i consumatori Winelivery.com offe anche un servizio orientato ad aziende vinicole che non hanno un ufficio marketing proprio ma che vogliono pubblicizzare le proprie aziende online.


18 Ottobre 2017, ore 13:33

Italia Oggi
La Wine finance torna di moda la finanza partecipativa, consente di raccogliere capitali per nuovi progetti in tempi di crisi... Spuntano piattaforme di raccolta forali specializzate in vino... Chez nous, largent a une odeur et une saveur (a casa nostra il denaro ha un odore e un sapore), dice scherzando a ItaliaOggi Maxim me Debure, ingegnere agronomo ed enologo ma anche banker ed esperto di gestione finanziaria: insomma lesatto contrario del celebre broccardo latino Pecunia non olet. Perch i quattrini consegnati a questo brillante personaggio dellenologia francese, uno che ha imparato a fare il vino in Australia e nelle cantine della Napa Valley, California, e poi s riciclato per un periodo nella finanza e nelle start - up, hanno odore e sapore: sanno di buon vino visto che linvestitore viene ripagato in bottiglie. Questo specialissimo pay out, per usare un termine borsistico, anche un modo per guadagnare - sono ancora parole di Debure - ben di pi del 4% garantito dal Livret A, il libretto vincolato al portatore che in Italia quasi non esiste pi, mentre qui in Francia, mercato finanziario arretrato e protetto, ancora uno degli strumenti preferiti dalle famiglie. Linvenzione dellenologo - finanziere si chiama WineFunding ed , per farla breve, una piattaforma di crowdfunding, raccolta fondi, dedicata esclusivamente al settore del vino e concepita, ecco la novit, come equity, prestito o prevendita. Per ora la piattaforma prevede due opzioni: la prevendita (reward crowdfunding), con cui limpresa vinicola raccoglie fondi sotto forma di anticipazioni di cassa da rimborsare in natura (in altre parole, si paga in anticipo per una selezione di vini che saranno spediti ogni anno per un periodo da 2 a 5 anni); e il finanziamento vero e proprio (equity crowdfunding). In questultimo caso gli investitori acquisiscono una partecipazione diretta in una societ vitivinicola e, in cambio, ricevono dividendi e/o capital gain (oltre alle bottiglie, si capisce). In meno di un anno WineFunding, che dispone anche di un consiglio di supervisione (oltre al consiglio damministrazione composto da gestori ed esperti di finanza) con alcuni dei maggiori esperti, come Dominique Laporte, sommelier pluripremiato, e Michel Bettane, co - creatore di una delle maggiori guide mondiali sul vino, il Bettane & Desseauve (a cui si ispira il nostro Gambero Rosso) ha raccolto 500 mila euro (il 90% in conto capitale) investiti in cinque progetti di marketing vinicolo e da cui ci si attende grandi risultati. Che anche laspettativa di FundiVino, altra societ di raccolta fondi con una trentina di progetti in cantiere e lambizione di quotarsi, prima o poi, al segmento Euronext della Borsa. Per dirla in una parola, esplosa la moda della wine finance, investire nel settore vitivinicolo (aziende agricole e cantine) nella convinzione che il vino possa essere un investimento alternativo non disprezzabile, un modo per guadagnare qualcosa di pi del famoso Livret A di cui parlava prima Debure. Per questo alcuni hanno aguzzato lingegno e hanno ripescato dal codice civile francese certi vecchi contenitori giuridici come il Gfv, Groupe foncier viticole, o la Scie, Societ cooperative dintrt collectif, che ben si prestano alla raccolta fondi e al pagamento di dividendi (anche se inesatto definirli cos) azzerando qualsiasi pressione tributaria. La prima fattispecie, il Gfv, consente di investire nellacquisto dei terreni e di affidarne la gestione a viticoltori salariati o a mezzadri. La seconda un tipo di cooperativa senza fine di lucro, strumento utilissimo per intervenire nelle aziende vinicole in difficolt e con scarso circolante per ricapitalizzarle. Per esempio, la cantina Les Crus Faug-res, Linguadoca - Roussillon, in crisi, ha trovato il modo di finanziarsi creando un Groupe Foncier che ha raccolto 300 mila euro tra i suoi clienti e li ha investiti nellacquisto di 17 ettari di vigneto. E lo stesso ha fatto la cantina Rhona, nella regione di Beaumes de Venise, in Provenza, che ha utilizzato 700 mila euro raccolti tra clienti e wine lovers, appassionati dei vini della Provenza, come leva per ottenere cinque milioni di finanziamento che serviranno ad acquistare nuovi vigneti. Paradossalmente la crisi della vendemmia 2017 (quasi il 20% di raccolto in meno: si veda ItaliaOggi dell11 ottobre scorso) ha riattivato il canale della finanza alternativa, riscoperto modalit diverse per intercettare i denari che servono a rimettere in sesto i vigneti distrutti dal gelo ( il caso del Beaujolais, per fare un esempio) o ad avviare iniziative commerciali e di market erano state sempre rinviate dai prudenti (e conservatori) vignerons tanto bastava il fatturato dei conferimenti. Ora non cos e allora la finanza partecipativa pu venire in aiuto.
Autore: Giuseppe Corsentino


18 Ottobre 2017, ore 13:33

Italia Oggi
Uno spettrometro per vignaioli Cavit e fondazione Kessler stanno sviluppando un nuovo strumento. I dati? In condivisione... Sar portatile e misurer il grado di maturazione delle uve... Stiamo mettendo a punto uno spettrometro portatile che consentir ai nostri viticoltori di valutare direttamente in vigna il grado di maturazione delluva e, in futuro, ci consentir anche di monitorare lo stato di salute delle viti, dato che tutte le rilevazioni verranno caricate sulla piattaforma informatica Pica: lo svela a ItaliaOggi Andrea Faustini, enologo e responsabile scientifico del team agronomico di Cavit. Che, cos, anticipa le nuove funzionalit in arrivo per il progetto di Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola, il cui acronimo, Pica appunto, anche il nome del grappolo duva in dialetto locale. Il progetto a disposizione dei 4.500 viticoltori soci di Cavit ed funzionale a rendere sempre pi sostenibile la viticoltura trentina. Avviato nel 2010 per dare supporto decisionale ai soci delle dieci cooperative che formano il Consorzio Cavit, realt cui fanno capo 5.400 ha vitali (sui 10 mila complessivi del Trentino) e che ha chiuso lesercizio 2016-2017 con un fatturato di 182,5 mln euro, per 180% realizzati allexport, il progetto Pica frutto della sua collaborazione di Cavit con due centri di ricerca: la Fondazione Edmund Mach, per la parte scientifica, e Mpa Solutions, spin off della Fondazione Kessler, per la parte informatica. Grazie a un approfondito studio dei terreni (ne sono state individuate ben 187 tipologie diverse), delle caratteristiche climatiche (costantemente monitorate da una quarantina di stazioni meteo), bioclimatiche e orografiche delle localit ove insistono i 32 mila vigneti dei viticoltori soci Cavit, stata creata una piattaforma informatica che consente ai 13 agronomi del consorzio delaborare e inviare, via sms o e - mail, a ciascuno di loro indicazioni sulle strategie di difesa dalle malattie e dagli attacchi dinsetti nocivi e di prevenzione degli stress idrici da implementare nei rispettivi vigneti. Premesso, precisa Faustini, che obiettivo primario di Pica garantire ai soci viticoltori un ambiente di lavoro salubre, considerato che il sistema di coltura a pergola trentina comporta che lavorino in vigna 450 ore/ha lanno e, pi in generale, di rispettare la popolazione, in un ambiente in cui la viticoltura spesso si svolge in contesti urbanizzati, abbiamo suddiviso il territorio ove insistono i vigneti dei nostri soci in una ventina di zone omogenee e per ciascuna di esse, una o due volte la settimana, suggeriamo quattro diverse strategie di difesa, da quella per una viticoltura biologica a quella per una produzione integrata, e due strategie intermedie. Per dare unidea del lavoro di fino che Pica consente agli agronomi di Cavit, basti dire che nella passata campagna viticola hanno potuto suggerire interventi contro la drosophila suzukii, insetto di recente comparsa in Trentino, solo su 26 dei 5.400 ha coperti dal progetto. Gi oggi, inoltre, grazie allapprofondita conoscenza del territorio, gli agronomi di Cavit sono in grado di suggerire ai viticoltori che debbano rinnovare gli impianti quali vitigni performeranno meglio sui loro appezzamenti.
Autore: Luisa Contri


18 Ottobre 2017, ore 13:32

Quotidiano Nazionale
La Cantina di Soave guarda al futuro, Partiti i lavori per il nuovo stabilimento. Sar una struttura allavanguardia Affonda le proprie radici nella storia, la Cantina di Soave. Fondata a Soave nel 1898, negli anni diventata espressione delle principali denominazioni del territorio veronese, a partire da un Bianco (il Soave, appunto), passando per lo spumante Lessini Durello fino ad arrivare ai gioielli enologici della Valpolicella e della zona del Garda. Oggi sono 2.200 i soci, Attilio Carlesso il presidente e Bruno Trentini il direttore generale. I numeri descrivono una realt di eccellenza nel panorama vitivinicolo italiano: 6mila ettari vitati di propriet, di cui il 70% a Doc e Docg, 30 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, 174 dipendenti fissi e un fatturato per lesercizio 2015/2016 che supera i 116 milioni di euro. DallEuropa allAmerica, passando per il Sudafrica, la quota di export del 41% grazie alla presenza in 50 Paesi. Intanto sono in corso i lavori di ampliamento che prevedono la totale riorganizzazione dello stabilimento di Soave: il nuovo impianto, una volta realizzato, permetter alla Cantina di realizzare circa 80 milioni di bottiglie lanno. Linvestimento previsto uno dei pi rilevanti del settore produttivo vitivinicolo italiano: il primo stralcio dei lavori prevede lo stanziamento di 75 milioni. Sar una struttura produttiva tra le pi allavanguardia del nostro settore, dice Trentini.


18 Ottobre 2017, ore 13:32

Quotidiano Nazionale
Loro dellEmilia in un bicchiere. Saremo ancora pi forti allestero Il Consorzio di tutela modenese: Intensificheremo la promozione... Uneccellenza che porta il Made in Italy nel mondo. il Lambrusco, vino che unisce gusto, tradizione e un legame forte col suo territorio: lEmilia, e in particolare Modena. La produzione di Lambrusco certificato Dop e Igp nel 2016 stata di 155,7 milioni di bottiglie delle quali 31 milioni riferite ai quattro Doc modenesi Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco di Modena. E ancora, 105 milioni di bottiglie dellIgt Lambrusco Emilia - oltre a Modena, laltra provincia in cui si produce Reggio Emilia (in misura ridotta Parma) - delle quali oltre il 60% destinato ai mercati comunitari ed extraeuropei. Il nostro vino -premette Ermi Bagni, direttore del Consorzio tutela del Lambrusco di Modena e del Consorzio marchio storico dei Lambruschi modenesi - mette in evidenza il legame con il territorio di origine. Ancor prima di essere il nome di una famiglia di vitigni e di un vino, il Lambrusco identifica proprio un territorio dal quale ha origine. Nelle due province emiliane ci sono 8.047 ettari di superficie vitata dei quali 6.724 coltivati a Lambrusco. C una tendenza a riconsiderare i vini della tradizione italiana, dopo un periodo di attenzione ai vini internazionali, di elevata gradazione e per lo pi barricati, sostiene Bagni. Che aggiunge. I nostri prodotti Dop e Igp rappresentano un fattore di modernit, per il basso contenuto alcolico, i profumi e la freschezza derivante dallessere frizzanti. Le affermazioni internazionali dimostrano capacit, impegno competenza e passione da parte di tutti coloro che lavorano per il successo del Lambrusco. Tipicit, tradizione, moderne tecniche produttive e precisi riferimenti territoriali sono gli elementi vincenti. Ma oggi serve anche altro, dice il direttore del Consorzio. Cosa? Sono necessari una vetrina e una sostenibilit che solo i Consorzi di tutela e promozione possono salvaguardare e consolidare come richiedono i grandi mercati internazionali e i moderni mezzi di comunicazione commerciale. Lobiettivo di tutelare lorigine del prodotto e garantire le scelte del consumatore. Questione nella quale sinnesta il ruolo stesso dei Consorzi che non si limitano a esprimere la volont di garantire prodotti di altissima qualit ed il controllo totale della filiera produttiva: indispensabile arricchire ogni passaggio di nuovi contenuti per entrare in una fase ancora pi matura e responsabile in tema di sostenibilit ambientale, sociale ed economica del territorio nel suo insieme. Per quanto riguarda il Lambrusco, raggiungere lobiettivo permetter di rafforzare limmagine del territorio di origine del Lambrusco, in modo da dare ulteriori certezze per il consumatore. Attraverso il Consorzio la forza produttiva, qualitativa e quantitativa dei singoli produttori si moltiplica con effetti importanti anche per leconomia di un territorio che di questo vino ha fatto uno dei suoi messaggeri privilegiati. E allora, bisogna sempre tenere altissima la qualit del prodotto finale, ma anche lavorare per una sempre migliore sicurezza alimentare seguendo quello che ormai nel settore vinicolo di qualit certificata un vero e proprio paradigma: bere responsabilmente. La promozione internazionale deve continuare a essere un nostro obiettivo. Su questo lavoreremo.


18 Ottobre 2017, ore 13:32

Quotidiano Nazionale
Medici ora suona con Cevico. Concerto, scommessa vinta Lazienda entrata nel gruppo romagnolo. Il cru pluripremiato... Un vino - icona, bandiera dellItalia enoica italiana piantata in 70 paesi del mondo, al pari dei grandi Barolo, dei Brunelli, dei Chianti Classico, degli Amarone, dei Prosecchi. Bollicine di lambrusco (reggiano) presenti nelle carte dei ristoranti e nelle enoteche tra i pi prestigiosi al mondo, dagli stellati Michelin al londinese Harrods, al californiano Wallis a Beverly Hills. il Concerto di Medici Ermete, nato 23 anni fa da una scommessa basata semplicemente sul concetto del legame inscindibile tra vino e territorio, racconta Alberto Medici, contitolare dellazienda di famiglia insieme al padre Giorgio, alla sorella Alessandra e al cugino Pierluigi. Un cru che nasce dalle uve Salamino coltivate nella tenuta Rampata di Montecchio, sulle prime colline reggiane, dove questa variet d indubbiamente il meglio di s. I primati di questo lambrusco dautore ormai non si contano pi. Alberto si accinge a ritirare i Tre bicchieri del Gambero rosso che per il nono anno consecutivo incoronano la bottiglia pi famosa della cantina di Gaida, alle porte di Reggio. Selezionata due volte per partecipare a OperaWine, Finest Italian Wines: 100 Great Producers, evento inaugurale del Vinitaly Verona. Ma i premi fioccano anche dallestero, da Decanter a Wine and Spirits a Wine spectator. Fino a Wine Enthusiast che gli ha attribuito recentemente 90 punti. Nata nel 1961, lazienda sempre stata a conduzione familiare. Oggi la propriet, giunta alla quarta generazione (ma si affaccia la quinta), continua nel rispetto della filosofia produttiva originaria secondo cui esiste un legame strettissimo tra singoli vigneti del territorio e i vini prodotti. La nostra vocazione - spiega Alberto Medici - sempre stata produrre vini per il consumo quotidiano. Tuttavia il Concerto fa storia a s e negli anni si progressivamente conquistato una reputazione tale da essere considerato un vino da collezione. Non un caso che, con una domanda che supera lofferta, si esaurisca ogni anno e che, al di l dei premi e dei riconoscimenti internazionali ricevuti, luscita della nuova vendemmia venga attesa da collezionisti italiani e stranieri. Dalle 12mila bottiglie presentate sul mercato nel 1994, anno di debutto, oggi il Concerto arriva a 150mila. La produzione totale della cantina di Gaida (da uve proprie) di 800mila bottiglie, di cui il 70 per cento esportato in 70 paesi, dal Giappone agli Usa, dal Canada alla Germania. Le tenute in produzione sono, oltre alla Rampata, Quercioli a Cavriago, Favorita a Barco e Gaida a Reggio. Le nuove frontiere sono le bollicine di due lambruschi metodo classico, uno base Salamino (il Gran Concerto, 30 mesi sui lieviti) e laltro base uve Marani (il ros Unique, sempre 30 mesi sui lieviti). Poi c un lambrusco ancestrale rifermentato in bottiglia (il Phermento, base Sorbara). Da qualche anno lazienda Medici Ermete fa pane del gruppo Cevico, gigante cooperativo con sede a Lugo di Romagna. I rapporti? Una partnership che ci d sicurezza e che ci garantisce la pi totale autonomia gestionale. Sfruttiamo le sinergie commerciali allestero con le loro reti di vendita sia in Usa che in Asia.
Autore: Lorenzo Frassoldati


18 Ottobre 2017, ore 13:32

Quotidiano Nazionale
Unannata di riconoscimenti Puntiamo tutto sulla qualit Unannata di riconoscimenti. Che i vertici della Cantina di Carpi e Sorbara si godono, guardando al futuro. La riconferma dei Tre bicchieri del Gambero Rosso, la presenza sulla Guida dellEspresso, la selezione del Merano Wine Festival e i premi di Decanter, Wine Enthusiast e Wine Spectator: sia sul fronte nazionale che dallestero arrivano successi. Che ci lusingano e ci stimolano a fare ancora meglio - afferma Carlo Piccinini, vicepresidente della Cantina (nella foto) -. Oltre ad Omaggio a Gino Friedmann, sono molti i nostri vini che sono stati premiati, a conferma della qualit di tutta la produzione della cantina. Il primo grande riconoscimento italiano: la guida Vini dItalia del Gambero Rosso ha assegnato il massimo riconoscimento dei Tre Bicchier4 al Lambrusco di Sorbara secco Omaggio a Gino Friedmann 2016. Non la prima volta che questo vino, dedicato al padre della cooperazione emiliana, sale sul gradino pi alto del podio del Gambero Rosso. E ancora, a Merano la commissione di degustazione che stabilisce i The WineHunter Award ha selezionato il P46 Lambrusco mantovano Dop 2016 posizionandolo nella fascia di punteggio 88-89,99/100. Per quanto riguarda lestero, sul numero di novembre di Wine Enthusiast spicca in copertina anche la bottiglia di Omaggio a GinoFriedmann. Tra i vini selezionati nella Top 100 Best buys del 2017 della rivista, c anche il Sorbara della Cantina modenese, con il punteggio di 89/100. Sempre in Wine Enthusiast, spazio al Dedicato ad Alfredo Molinari, vino che ha ottenuto un punteggio di 86/100. Wine Spectator include anche il Lambrusco di Modena Il Duomo con il punteggio di 86/100. Siamo orgogliosi dellattenzione ricevuta questanno, afferma Piccinini. Che fissa gli obiettivi. Vogliamo continuare il percorso di crescita proseguendo sulla strada della qualit e con laumento del numero di bottiglie. Lestero importante: centro America, Germania e Cina sono mercati che danno soddisfazioni.


18 Ottobre 2017, ore 13:31

Quotidiano Nazionale
Degustazioni e incursioni letterarie: Di calice in calice, viaggio nello Stivale Di calice in calice, ovvero un viaggio culturale e multisensoriale alla scoperta dellItalia del vino. Cinque incontri a Roma accompagneranno i partecipanti alla degustazione guidata del vino di cinque regioni italiane. A far da cornice alle degustazioni, reading, incursioni letterarie e racconti artistici. Il primo appuntamento per marted 24 ottobre con la scoperta dei vini del Lazio (Collegio, piazza Capranica 99).


18 Ottobre 2017, ore 13:31

Quotidiano Nazionale
Lombardia, 9 bottiglie su 10 sono Docg, Doc o Igt Cinque Docg (Franciacorta, Oltrep Pavese Metodo Classico, Scanzo o Moscato di Scanzo, Sforzato di Valtellina o Sfursat di Valtellina, Valtellina Superiore), 22 Doc e 15 Igt: sono i numeri del vino in Lombardia. Le denominazioni di qualit rappresentano 18% di quelle riconosciute a livello nazionale. Secondo i dati della Dichiarazione vitivinicola, nellultimo anno si registrato un aumento complessivo della produzione del 6,7% e con un incremento significativo (+ 9%) delle produzioni Docg, che ha cos portato all89,2% la quota dei vini a denominazione di qualit: tra gli oltre 182 milioni di bottiglie potenziali dellannata 2016, nove bottiglie su dieci saranno dunque a marchio Docg, Doc o Igt. Export: il trend positivo proseguito nel 2016, con un +1,4% in termini di valore e un +2,6% in termini di quantit rispetto al 2015. Per quanto riguarda i primi nove mesi del 2016, buoni risultati in Francia (+24,5%), Russia (+13,8%), Canada (+ 11,8%), Giappone (+11,6%) e Danimarca (+9,6%).


18 Ottobre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Il bianco si fa rosa Alle donne piace il bianco. Una scelta dettata non dal palato ma dalla genetica, stando a uno studio internazionale, coordinato dallUniversit Statale di Milano, che ha coinvolto quattro Universit e altrettanti centri di ricerca in Italia, Repubblica Ceca e Germania. Gli scienziati hanno individuato un gene del gusto che guiderebbe le preferenze a tavola, inducendo nel gentil sesso una spiccata inclinazione per i vini bianchi. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha analizzato pure la percezione del gusto amaro e astringente del vino rosso, evidenziando una diversa sensibilit tra popolazioni differenti, con una percezione media molto attenuata tra gli italiani. Gustando alcuni cibi come per esempio le verdure o il cioccolato - illustrano Alberto Bertelli, del dipartimento di Scienze biomediche per la salute dellUniversit degli Studi di Milano, e Roberto Barale, del dipartimento di Biologia dellUniversit di Pisa - e comparando le sensazioni con quelle dei nostri vicini, si scopre che la loro sensibilit al gusto amaro sia diversa dalla nostra. I ricercatori hanno fatto assaggiare un alimento ricco di polifenoli come il vino rosso a 300 volontari italiani, ed a-trettanti della Repubblica Ceca. Sebbene i geni del gusto amaro e astringente siano presenti in tutti gli individui, lo studio ha messo in luce una diversa modalit di attivazione. Il polimorfismo relativo allastringenza significativo - concludono gli esperti - solo nel genere femminile, suggerendo una preferenza nelle donne per i vini bianchi, mentre nei volontari italiani il polimorfismo relativo allamaro non raggiunge la significativit, indicando forse leffetto di diversa cultura e stile di vita. Il connubio donne - vino bianco sembra per non convincere del tutto Antonello Maietta, presidente dellAssociazione italiana sommelier (Ais). Se ci riferiamo al fatto che dal punto di vista sensoriale i bianchi vengano istintivamente collegati ad atmosfere eleganti e raffinate, particolarmente apprezzate dal sesso femminile spiega -, posso essere daccordo. Ma in base alle mia esperienza le donne, quando sono attente a ci che bevono, amano il vino buono, bianco o rosso che sia. Per Maietta la minore percezione del gusto amaro legata invece alla abitudini degli italiani. A differenza di quanto accade allestero - precisa - siamo soliti accompagnare il vino a pietanze varie. evidente quindi che il cibo, in talune circostanze, attenui tale percezione. Per Franco Maria Ricci, presidente della Fondazione italiana sommelier (Fis), la questione unaltra. In Italia afferma - quasi tutti apprezzano il vino ma pochi lo conoscono davvero. Secondo le nostre stime quelli che hanno una conoscenza adeguata non superano le 300-400 mila persone. Da anni mi batto affinch la cultura vinicola sia portata nelle scuole. Ricci spezza comunque una lancia a favore delle quote rosa. Nei nostri corsi le donne - dice - ,dotate mediamente di un olfatto pi sviluppato, risultano pi preparate degli uomini. Sono abili a riconoscere la qualit e non credo affatto che questa propensione possa essere sopraffatta da un gene. Direi invece che si fanno solo guidare dal gusto, senza nessuna preclusione per il colore di un vino. Purch sia di buona qualit.
Autore: Loredana Del Ninno


18 Ottobre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Catalogna indipendente? Nuovo competitor. La ricchezza del Cava: 230 milioni di bottiglie Mentre si continua a discutere di indipendenza dalla Spagna, ecco come si collocherebbe la Catalogna nel panorama enoico internazionale. Il vino catalano, fa sapere il sito Winenews.it, si troverebbe ad affrontare i mercati con la forza di numeri tuttaltro che da sottovalutare: 3,3 milioni di ettolitri prodotti (il 7,6% del totale Spagna), per un giro daffari del settore valutato 1,14 miliardi di euro. Una certezza, la Catalogna ce lha: il Cava, che lega il 95% della sua produzione alla zona del Peneds, a nord di Barcellona, dove si producono in media 230 milioni di bottiglie, su un totale di 245 milioni.


18 Ottobre 2017, ore 13:30

Quotidiano Nazionale
Il successo delle Tenute il Cerro, tra gloria passata e innovazione Cinque tenute, di cui 4 vitivinicole, adagiate in due tra le regioni pi vocate dItalia: Toscana e Umbria. Un patrimonio unico, quasi 5.000 ettari totali, di cui 300 vitati: sono il cuore delle Tenute del Cerro, di propriet di Unipol. Fondata nel 1978, Saiagricola partita con le prime acquisizioni di Montecorona a Umbertide (Perugia) e Fattoria del Cerro ad Acquaviva di Montepulciano (Siena), attualmente la pi produttiva con 1,6 milioni di bottiglie lanno, e si estesa successivamente con le tenute La Poderina di Montalcino (Siena), da cui escono circa 120mila bottiglie lanno, Clpetrone a Gualdo Cattaneo (Perugia) e Villetta di Monterufoli a Monteverdi Marittimo (Pisa), con 90mila bottiglie prodotte. Quarantanni di storia vitivinicola e di eccellenza Made in Italy, dove lelemento distintivo sempre stata la valorizzazione del territorio e della sua produzione, dal vino - il core business - a olio, frutti e colture cerealicole. A confermare la bont di quesito progetto enologico, i premi e i riconoscimenti ricevuti dalla stampa specializzata italiana e internazionale per il Vino nobile di Montepulciano di Fattoria del Cerro, il Brunello di Montalcino de La Poderina e il Sagrantino di Montefalco di Clperone, punto di arrivo di un lavoro svolto in armonia con il territorio e dellimpegno del personale altamente qualificato. Ogni tenuta vanta un glorioso passato, da Montecorona, mille anni di storia con la Badia e lEremo camandolese, ex propriet negli anni 40 del tenore Beniamino Gigli, fino al Relais Villa Grazianella, circondata da 600 ettari della Fattoria del Cerro, gi casa di vacanza della Curia Vescovile di Montepulciano. Ma la celebrazione del passato ha senso solo se c una proiezione nel futuro. Tenute del Cerro ha deciso di focalizzare gli sforzi contenuti nel Piano strategico triennale sul mercato estero. Gi presente sui principali mercati internazionali, la mission aziendale quella di investire non solo in tecnologie e in processi produttivi, ma anche sulle leve di marketing con innovazione e distintivit. Un nuovo approccio per sfruttare al meglio lopportunit di comunicare i vini e le eccellenze italiane fuori dal nostro territorio. Inoltre, Tenute del Cerro vuole restare leader nella ricerca e nella sperimentazione di tecniche in vigna e in cantina: per questo partecipa a Wine research team, una rete composta da 35 imprese vitivinicole allavanguardia nella sostenibilit ambientale e nella tutela del patrimonio italiano. Infine un riconoscimento importante: il Nobile di Montepulciano 2014 stato premiato con i Tre bicchieri dal Gambero Rosso per il 2018.


18 Ottobre 2017, ore 13:29

Quotidiano Nazionale
Premio al vigneto anzich al vino: in Trentino dieci agricoltori in lizza Il concorso. Gran finale il 29 ottobre. Presiede la giuria Attilio Scienza dellUniversit di Milano... Domenica 29 ottobre si conoscer il nome del vincitore della sedicesima edizione del concorso La Vigna Eccellente, lunico in Italia che premia non il miglior vino ma il miglior vigneto e, di conseguenza, lagricoltore che lo ha coltivato. Numerosi gli agricoltori in lizza, per un totale di oltre 216mila metri quadrati di vigneti, giudicati sotto il profilo agronomico, sanitario ed estetico - qualitativo da una giuria di qualit, presieduta dal professor Affilio Scienza, docente di Viticoltura alla facolt di Agraria dellUniversit di Milano. I tecnici della Fondazione Mach hanno analizzato i vigneti da primavera a fine agosto, prendendo in considerazione landamento della vegetazione, la sanit fitopatologica del vigneto, la maturazione e lequilibrio vegeto - produttivo delle viti. Dalle considerazioni emerse, stato definito il gruppo dei dieci finalisti allinterno della quale la giuria decreter i primi tre classificati. Il primo ricever un assegno da 1.500 euro, il secondo da 1.000 euro e il terzo da 500 euro. La premiazione in programma alle 16 alla Sala della Cooperazione di Isera e sar occasione per presentare La Vigna Antica, libro a met strada tra saggio e romanzo, scritto da Leonardo Franchini e Attilio Scienza, con un intero capitolo dedicato al Marzemino. A supporto dellevento, nel corso dellintero weekend, il Comune di Isera sar cornice di La Vigna Eccellente. Ed subito Isera, una serie di iniziative dedicate a winelovers e appassionati.


18 Ottobre 2017, ore 13:29

Quotidiano Nazionale
Quando Prodi consigli lAmarone a Schrder La sera del 22 agosto 2003 a Verona mi trovai inopinatamente a tavola con Romano Prodi, allora presidente della Commissione Europea, e il cancelliere tedesco Gerhard Schrder. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, aveva dato buca allultimo momento e il sindaco di Verona, furibondo, mi chiese di prendere il suo posto per non scombinare il cerimoniale di tavola. Chiesi a Schrder quali vini italiani preferisse e il cancelliere cominci a nominarmi i grandi toscani e i grandi piemontesi. Fu allora che Prodi intervenne: Gerhard, Allegrini is the best!. Stavamo infatti bevendo uneccellente annata dellAmarone di Marilisa che non avrebbe sfigurato affatto accanto ai vini amati dal cancelliere. Ci sar modo di tornare sui vini Allegrini quando parleremo ancora del Veneto. Ma non c dubbio che lAmarone sia stato la ragione principale che ha portato questa grande signora del vino italiano sulla copertina di Wine Spectator, la pi prestigiosa e conosciuta rivista enologica del mondo. I due grandi nomi storici dellAmarone sono il mitico Giuseppe Quintarelli e il suo allievo Romano Dal Forno che scopr a 22 anni dal suo Maestro come si fa il vino buono. Il rapporto tra i due mi ha fatto ripensare quello tra Giotto e Cimabue. Si pu preferire luno o laltro (e il Cristo del primo d emozioni non inferiori al Cristo del secondo), ma si tratta comunque di competizione ad altissimo livello. Sento ancora in bocca lo strepitoso Amarone 97 firmato Dal Forno. LAmarone, frutto eminentemente delluva Corvina, ha una gradazione in genere elevata che si fa perdonare per il gusto signorile, inebriante, gratificante. A Sandro Boscaini, patron dellazienda Masi, va il merito di aver diffuso i suoi Amarone in Italia e nel mondo. Ricordo una memorabile competizione tra il Mazzano e il Campolongo di Torbe: due grandi voci baritonali: pi aperta la prima, pi chiusa la seconda, ma entrambi di altissimo livello. Gli Amarone Zenato e Tommasi fanno la loro bella figura in ogni manifestazione. Bertani con il Villa Arvedi affascina con il sapore sfacciatamente garbato di ciliegie mature. Ricordo lo charme autorevole di Viviani, lAmarone scatenato di Monte Zovo. LAmarone di Ca La Bionda fu insidiato nel mio gusto dal Valpolicella della Casa. Ho a mente il rapido e felice retrogusto dellAmarone di Lorenzo Be9ali. Infine la bella storia dellAmarone di Flavio Pra, il bel tono del Capitel Monte Olmi di Tedeschi e il retrogusto sorridente del Case Vecie di Brigaldara.
Autore: Bruno Vespa


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