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Il Meglio dell'Edicola

30 Settembre 2016, ore 10:22

IL VENERD DI REPUBBLICA
La bottiglia ... Con ciliege e cioccolato il rosso fatto ad arte ... Nel 1944 Giampaolo Perusini piant un vigneto di Merlot usando cloni diversi da quelli pi noti in Friuli. E quel vigneto, chiamato Zuc, regolarmente dava un vino pi buono degli altri. Negli anni Novanta sua figlia Teresa, storica dellarte, si rivolse alluniversit di Udine perch analizzasse sette dei cloni aziendali. Risultato: Merlot simili agli altri, ma con caratteristiche che favorivano lalta qualit delle uve e quindi del vino. La selezione dei tre cloni pi particolari alla base del Merlot con letichetta nera, il rosso-ammiraglia della casa. In produzione anche un Merlot con etichetta bianca, i due Cabernet e Refosco. Tra i bianchi, Chardonnay, Sauvignon, Friulano, Pinot grigio, Ribolla e il dolce Picolit, il pi famoso. Si deve a Giacomo Perusini e, poi, alla contessa Giuseppina e ai suoi figli Giampaolo e Gaetano, oltre che allappassionata battaglia condotta da Gino Veronelli, la sopravvivenza del Picolit. Teresa ha passato il timone a due dei tre figli: Cado (studi di storia dellarte) e Michele, enologo. Ecco letichetta nera del 2013: colore intenso, profumi di ciliege nere e frutti di bosco, poi cioccolato e note balsamiche. Al palato ricco, armonico, di potente vitalit. Vino che piace, ma non piacione. A Milano da Cotti, a Venezia al Canton del Vin sui 18/20 euro.


30 Settembre 2016, ore 10:21

IL VENERD DI REPUBBLICA
Proseccoland bussa alla porta dellUnesco ... II 7 ottobre le Colline di Conegliano e Valdobbiadene si candidano per diventare patrimonio dellumanit. Grazie ai grandi vigneti e ai borghi ricchi di storia e colline scoscese e verdissime, i cieli azzurri dove le nuvole corrono veloci, le piccole pievi chiare adagiate sulla sommit dei colli. Quel paesaggio che fa da sfondo alle tele di Cima da Conegliano, esempio sublime della pittura veneta tra il XV e il XVI secolo, quel territorio conservatosi nei secoli anche grazie a unattenta gestione agricola, potrebbe avere nel prossimo futuro un formidabile alleato in pi. Il 7 ottobre, infatti, viene presentata ufficialmente la candidatura delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, terra del Prosecco Superiore, a patrimonio universale dellumanit dellUnesco. Una candidatura sostenuta dalla regione Veneto ma che nasce da un progetto di comunit tra i quindici comuni della zona in cui si producono il vino docg Conegliano Valdobbiadene prosecco superiore e il pregiato Canizze. Negli ultimi anni hanno lavorato insieme per far s che larea che si snoda alle pendici delle Prealpi trevigiane, con oltre 6.800 ettari di vigneti e una viticoltura ancora oggi svolta quasi esclusivamente a mano, possano essere visti in Italia e nel resto del mondo come un unicum da tutelare. Spiega Michele Genovese, direttore Gal Alta Marca Trevigiana, come si sia seguito lesempio di altre aree vinicole che gi sono state premiate dallUnesco. Non solo le francesi Champagne e Borgogna, ma le piemontesi Langhe, Roero e Monferrato: Anche le colline a vocazione vinicola della zona di Conegliano e Valdobbiadene sono un esempio affascinante del connubio tra rispetto della natura e successo imprenditoriale. Dal tempi in cui, nel 1876, fu fondata a Conegliano la Scuola enologica italiana, e venne cos sperimentato perla prima volta il metodo di spumantizzazione italiano, siamo riusciti a coniugare tutela del nostro paesaggio culturale e ricchezza. Labbiamo fatto grazie al prosecco, che diventato un simbolo del made in Italy, e ora siamo pronti per far conoscere la bellezza di questi luoghi. E di bellezza, tra queste colline, ce n davvero tanta: da Conegliano, col suo Duomo che conserva una delle opere pi famose di Cima, la Madonna in trono col Bambino fra angeli e santi, allabbazia cistercense di Follina, alla pieve di San Pietro di Feletto coni suoi affreschi tardo medioevali, al circondario di Refrontolo, culla di un passito dalta qualit, tra le antiche case di sasso dei contadini e le ville dove per secoli la nobilt veneziana ha passato lestate per fuggire allafa della Laguna. Gi oggi sono tanti gli stranieri che scelgono di visitare cantine e paesi, spesso in bicicletta e sono destinati ad aumentare quando sar completata, lanno prossimo, la ciclopista lungo il fiume Piave lunga 152 chilometri. Un altro buon motivo per visitare quella che qui, con orgoglio e speranza, chiamano Prosecco Land.
Autore: Lara Crin


29 Settembre 2016, ore 10:03

LA REPUBBLICA
Ornellaia di Bolgheri il pi rapido ... Per Ornellaia questa unannata tra le pi precoci degli 11 ultimi anni, dice Axel Heinz, direttore ed enologo cli Ornellaia. La raccolta dei primi grappoli di Sauvignon e di Viognier iniziata il 22 agosto, con degli ottimi valori analitici, un grado potenziale che supera il 13% ed unacidit bilanciata. In questo momento la 2016 potrebbe essere unannata con il profilo di alcune tra le migliori annate di Ornellaia come il 2006, il 2001,11 2011 e il 2012, tutte caratterizzate da unestate calda e siccitosa, che ha poi prodotto vini di grande concentrazione.


28 Settembre 2016, ore 10:40

ITALIA OGGI
Ora il Chianti ha confini certi ... Il Chianti diventa distretto rurale. Dopo averci provato 16 anni fa e dopo essersi arenato sulla definizione dei confini, Consorzio del Chianti Classico e Comuni trovano la quadra proprio in occasione dei 300 anni di un editto, quello di Cosimo III de Medici, che delimitava la zona di produzione del Gallo Nero. Il distretto rurale del Chianti quello della Docg Chianti Classico, ma le politiche di sviluppo, gli aspetti tecnici e amministrativi, il supporto alle imprese si applicano anche alle aziende che sono dentro i confini dei Comuni che fanno parte della Docg determinata dal decreto del 1932. Insomma, i confini geografici del distretto Chianti sono gli stessi di quelli enologici del Chianti Classico, spiega il direttore del Consorzio Giuseppe Liberatore. Ma non ci saranno aziende di serie A e di serie B e i vantaggi del distretto andranno anche a tutte le aziende che ricadono allinterno dei confini amministrativi dei Comuni. Fanno parte del distretto del Chianti: Barberino Val dElsa, Tavarnelle Val di Pesa, San Casciano Val di Pesa, Greve in Chianti, Radda in Chianti, Castellina in Chianti e Castelnuovo Berardenga. Unico Resta fuori dagli storici otto, Gaiole in Chianti, che non ha voluto ratificare laccordo per dare vita a una sorta di Chiantexit. Ricordando il titolo del celebre filmFino ad ora il termine Chianti era un termine indefinito, non cera la perimetrazione di unarea, che adesso invece possiamo difendere da usi indebiti. Adesso possiamo salvaguardare un perimetro che corrisponde a quello di produzione del nostro vino, continua Liberatore. E per il presidente del Consorzio, Sergio Zingarelli, si tratta di momento importante. Avremo ulteriore linfa per il territorio, per le 600 aziende del Gallo Nero e le oltre 6 mila persone a cui danno lavoro. Alla firma dellaccordo, che si svolta a Firenze, era presente anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il Chianti Classico rappresenta uno straordinario strumento di successo per il nostro Paese, ha detto il premier. Lindustria del vino produce oggi 5,5 miliardi di euro di fatturato lanno e si stima che nel 2020 possa arrivare a 7 miliardi. Dobbiamo difendere il made in Italy; c bisogno di investire e il Consorzio del Chianti Classico lo ha fatto quando ancora nessuno ci pensava. Insieme al distretto rurale, il Chianti diventer anche Biodistretto e presenter la candidatura allUnesco per il riconoscimento del territorio come patrimonio dellUmanit. Perch, come sottolinea Tessa Capponi Borawska, presidente Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico, il vino e lolio hanno assunto un significato che trascende il loro ruolo economico, sono diventati parte indissolubile dello stile di vita, della cultura e dellidentit di un intero territorio. Si sono trasformati in un patrimonio insostituibile e vitale.
Autore: Andrea Settefonti


28 Settembre 2016, ore 10:40

ITALIA OGGI
Spumanti al top, ma frenati dallimmagine ... Alta qualit del prodotto e case vinicole storiche caratterizzano lo spumante Metodo Classico italiano, con oltre 30 min di bottiglie e un valore che supera i 300 mln di caro. Ma a frenarne lascesa sui mercati internazionali la scarsa identit dimmagine rispetto al principale competitor, lo Champagne, seguito dal Cava spagnolo. In termini numerici significa competere con 300 miln di bottiglie di Champagne e oltre 200 min di Cava. Lo scenario emerge dal primo Forum nazionale sul Metodo Classico che si svolto a Canelli, nellAstigiano, dove 150 anni fa nacque il primo spumante mthode champenoise a base Moscato. E dove le cantine sono diventate Patrimonio dellUmanit. Le bollicine italiane, tra Metodo Marinotti (Charmat) e Tradizionale, superano i 700 mln, di bottiglie. Il Metodo Classico rappresentato soprattutto dal Franciacorta, con 16,5 milioni; Trento Doc, con circa 9 milioni e una maison che la fa da padrone (Ferraci); Oltrep Pavese, con circa 2 milioni, ma anche Alta Langa, con 650mila, e molte altre produzioni non monitorate scientificamente. Le vendite di spumante sono in costante aumento e di stimolo per i produttori, ma il Metodo Classico italiano fatica ad essere presente sulle carte dei vini dei ristoranti internazionali. Marcello Lunelli, vicepresidente delle cantine Ferrari (4,5 mln di bottiglie) spiega: Allestero le nostre performance non arrivano al 20% della produzione. Dobbiamo convincere Franciacorta a conquistare i mercati tutti insieme, con unimmagine forte di queste bollicine Made in Italy. Il nostro pu essere un modello di impegno e costanza, afferma per la Franciacorta Pia Berlucchi (Fratelli Berlucchi), che poi pone lattenzione sui vitigni tradizionalmente utilizzati per il Metodo Classico. Va tenuto conto che i migliori risultati si ottengono con uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Non dello stesso avviso il presidente del Consorzio Caluso Carema Canavese, Gian Luigi Orsolani: Se riusciamo a tipicizzare il prodotto diamo al consumatore qualcosa in pi, legato al territorio. Perch non pensare a una quota di vitigni autoctoni da inserire nei disciplinari?. La Questione di Metodo, questo il titolo del Forum, insomma ancora aperta: Se dal punto di vista qualitativo lItalia non teme confronti, conferma Giuseppe Martelli, presidente del Comitato Vini doc, dallaltro il comparto ha bisogno di una strategia di comunicazione e marketing unica ma capace di mantenere le singole identit dei territori. Opinione condivisa da Giorgio Castagnotti, presidente della Martini& Rossi. Uniamoci e poi facciamoci conoscere individualmente.
Autore: Anna Gagliardi


28 Settembre 2016, ore 10:39

CORRIERE DELLA SERA
Masi Agricola compra il 60% di Canevel Spumanti ... Lazienda vitivinicola veneta Masi Agricola, conosciuta nel mondo per lAmarone, ha acquistalo per 7 milioni il 60% di Canevel Spumanti.


24 Settembre 2016, ore 10:40

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il Chianti fa squadra, ma Gaiole non ci sta Sul biodistretto non abbiamo garanzie ... Non una bocciatura tout court nei contenuti dellintesa, ma comunque un no secco al processo di definizione del territorio del Chianti. Progetto di accordo che, tra laltro, sar firmato oggi a Firenze in occasione dei 300 anni del Chianti Classico, dai Comuni del Chianti senese e fiorentino. Tutti tranne quello di Gaiole che, nella giornata di ieri, si espresso allunanimit nellambito del civico consesso dopo aver analizzato e valutato il contenuto di un atto che ruota attorno allutilizzo della parola Chianti e parla della costituzione di un distretto rurale del Chianti e del biodistretto del Chianti, oltre al sostegno del territorio alla candidatura del Chianti come patrimonio Unesco dellUmanit, avanzata dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico. Il consiglio comunale di Gaiole in Chianti - ha affermato il capogruppo consiliare di maggioranza, Gloria Sampoli - non contrario a priori ai contenuti del documento, dalla candidatura del Chianti a Patrimonio Unesco dellUmanit alla costituzione del distretto rurale. A questo proposito, ricordiamo che il nostro Comune stato fra i primi a deliberare la costituzione del biodistretto del Chianti, nei mesi scorsi, accettando la chiusura del precedente biodistretto del Chianti Storico. In quelloccasione - ha insistito Sampoli -, per, mettemmo anche in evidenza che il biodistretto non doveva avere semplicemente una stretta valenza geografica, con lauspicio che potesse diventare presto il biodistretto della Toscana. Il documento sulla definizione territoriale - ha proseguito il capogruppo - non ci convince perch dedica poche righe ad argomenti per noi fondamentali per il futuro e lo sviluppo. Sulla stessa lunghezza donda il sindaco Michele Pescini il quale ha detto che il Comune di Gaiole ha sempre collaborato a una promozione territoriale in ottica di area e continueremo a farlo; ma oggi non ci sono le condizioni per approvare un atto che parla, in maniera per noi incompleta, di temi troppo importanti per il tessuto economico, produttivo e sociale.


24 Settembre 2016, ore 10:34

IL SOLE 24 ORE
Vino, 30 milioni a rischio-ricorsi... Dopo quasi due anni di discussioni per evitare di lasciare inutilizzati 15 milioni di euro per la promozione del vino allestero, questanno i milioni non spesi rischiano di diventare 30,6. t racchiusa in questo paradosso lultima querelle (con tanto di ricorsi al Tar) che sta agitando il vino made in Italy. Un comparto che riceve ogni anno da Bruxelles oltre 102 milioni per cofinanziare (al5o %) progetti di promozione sui mercati internazionali. Nello scorso aprile, dopo mesi di confronti tra la filiera e i tecnici del ministero per le Politiche agricole, stato varato il nuovo decreto attuativo della misura Promozione.11 provvedimento ha riconosciuto una priorit nellassegnazione dei fondi ai nuovi beneficiari e ai progetti diretti a nuovi mercati. Ma nella definizione di cosa si intende per nuovo beneficiario evidentemente stato lasciato spazio agli equivoci. Infatti nella prima graduatoria dei progetti ammessi ai contributi (sui 26 considerati ammissibili solo i8 saranno finanziati) stilata da una commissione ministeriale ci sono anche le iniziative previste da consorzi e reti dimpresa di nuova costituzione e che hanno trai soci produttori che gi hanno beneficiato in passato di queste linee di finanziamento. Insomma giusto un maquillage. Ed questa la principale contestazione dei ricorsi presentati al Tar del Lazio da imprese escluse dalla graduatoria. Un primo pronunciamento atteso il prossimo 11 ottobre. Dalle visure camerali - spiega lavvocato Fabio Giuseppe Lucchesi che rappresenta la Cantina Sgarzi Luigi e lUnavini, rispettivamente primo e quarto degli esclusi dai finanziamenti - abbiamo verificato che alcuni dei consorzi e delle reti di impresa in graduatoria sono costituiti da aziende che gi hanno usufruito di fondi promozione. Un modo di operare illegittimo a danno di chi invece vanta i requisiti richiesti. Inattesa della pronuncia del Tar su singole posizioni, al momento, lintera graduatoria nazionale (dalla quale dipendono 30,6 milioni sui 102 complessivi, il resto gestito con bandi regionali) risulta sospesa. E da qui i timori, visti i tempi strettissimi, dipendere risorse. Per questo Confagricoltura, Cia, Federdoc, Federvini e Unione italiana vini hanno chiesto al ministro Martina di consentire a coloro che hanno avuto il progetto ammesso al contributo (e non contestato ndr) di poter procedere alla firma del contratto visto che ci sono azioni promozionali in programma gi a ottobre. Sulla stessa lunghezza donda anche Coldiretti secondo cui di fronte a singole situazioni da chiarire non si pu far perdere unopportunit a tutti.I tempi sono strettissimi: il 14 ottobre il termine ultimo perla stipula dei contratti con lorganismo pagatore Agea. Attraverso una task force costituita ad hoc- spiegano al ministero perle Politiche agricole-Agea sta effettuando le necessarie verifiche sui requisiti dei beneficiari inseriti nella prima graduatoria stilata dalla commissione ministeriale. Quello schema, come previsto dalla legge (dm 32072 del 18 aprile 2016) deve essere sottoposto al vaglio precontrattuale di Agea. Se dal controllo emerger per alcuni lassenza dei requisiti richiesti la graduatoria sar modificata. E tutto questo avverr entro il prossimo 11 ottobre.
Autore: Giorgio dellOrefice


24 Settembre 2016, ore 10:33

IL SOLE 24 ORE
Testo unico allultimo miglio ... Ultimo miglio per il Testo Unico del vino. Il provvedimento che promette di dimezzare gli adempimenti burocratici per le imprese del vino stato votato nei giorni scorsi allunanimit (311 voti favorevoli) alla Camera dei Deputati e attende ora il vaglio del Senato dove dovrebbe sar discusso a cominciare dalla prima settimana di ottobre. Secondo la Coldiretti il Testo Unico prevede una semplificazione delle comunicazioni e degli adempimenti a carico dei produttori, la revisione del sistema di certificazione e controllo dei vini adenomi nazione di origine, la revisione del sistema sanzionatorio, lintroduzione di sistemi di tracciabilit anche per i i vini a Igt. Senza contare le nuove regole in materia di fermentazioni che estenderanno anche allItalia le norme pi flessibili gi in vigore in altri paesi produttori e soprattutto lintroduzione dellistituto del ravvedimento operoso che consentir ai produttori nel caso di irregolarit nelle dichiarazioni di cantina, di sanare la propria posizione senza dover sottostare alle pesanti sanzioni amministrative previste in passato. Il Testo unico il frutto di un lavoro intenso di anni - recita una nota di Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc, Assoenologi - e che ha visto impegnati tutti i gruppi parlamentari e le organizzazioni del settore. Rivendichiamo con orgogli oche il nostro paese potrebbe essere presto il primo a livello europeo a dotarsi di una disciplina unica in grado di conferire maggiore competitivit alle imprese.
Autore: Giorgio dellOrefice


23 Settembre 2016, ore 10:17

CORRIERE DELLA SERA
Dalla Toscana al Trentino vigneti da scoprire ... Nei paesaggi della Val dOrcia, patrimonio dellUnesco dal 2004, immerso in 2.000 ettari di natura, il resort Rosewood Castiglion del Bosco di Montalcino, fondato da Massimo e Chiara Ferragamo, propone una vendemmia molto particolare, in programma luned prossimo. Gli ospiti, ma anche semplicemente gli appassionati di vino, potranno passare la giornata nella vigna insieme a Cecilia Leoneschi, enologa di Castiglion del Bosco. Il suo team sveler i segreti di questo antico rituale: insieme si impareranno le tecniche di raccolta e di selezione delle uve di Sangiovese in cantina, per poi concludere la giornata con una degustazione di vini e un picnic sullerba. Anche i pi piccoli potranno partecipare, pigiando luva con i piedi (www.castigliondelbosco.com). Il Trggelen, tradizione contadina dellAlto Adige, con merenda tipica nei vigneti, si rivive a Castelrotto (Bz). Dal 13 ottobre al 3 novembre 2016 allHotel Schgaguler lofferta Trggelen comprende unescursione guidata con merenda a base di castagne e frutta, vino nuovo e la visita di una cantina per conoscere il processo di preparazione di un vino, dalla vendemmia alla bottiglia (4 giorni mezza pensione da 435 a testa, www.schgaguler.com).


23 Settembre 2016, ore 10:16

ITALIA OGGI
Vino, Monopolio addio ... Via il Monopolio di stato per i sistemi di contrassegno del vino, s alla fermentazione fuori vendemmia, ravvedimento operoso con il pagamento di 1/8 del valore della sanzione, semplificati controlli e dichiarazioni per gli imprenditori vitivinicoli. Sta per arrivare in porto il Testo unico della vite e del vino che, dopo un lavoro durato anni, stato approvato mercoled sera allunanimit alla camera e passa ora al vaglio del senato Un provvedimento con cui lItalia si porterebbe allavanguardia rispetto agli altri paesi europei essendo il primo paese a dotarsi di una disciplina legislativa organica sul settore vitivinicolo valida a livello Ue. Rispetto al testo approvato in commissione agricoltura di Montecitorio in aprile, secondo quanto ha spiegato a ItaliaOggi il relatore del Testo unico on. Massimo Fiorio, i nuovi emendamenti hanno introdotto il riconoscimento sia del vitigno autoctono nazionale sia del vino, della vite e dei territori viticoli, come patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilit sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale. Per quanto riguarda le denominazioni sar un solo organismo di certificazione a effettuare i controlli, per evitare cos di duplicare il lavoro e la documentazione. stata, poi, liberalizzata la fascetta del vino prevedendo che esse possano essere stampate anche dalle tipografie autorizzate e non pi solo dallo stato. Viene inoltre consentita la possibilit di utilizzare sistemi di contrassegno diversi e telematici come il Qr Code La fermentazione fuori vendemmia, prima vietata nel nostro paese per i vini, viene oggi consentita al pari di Spagna e Francia introducendo cos un adeguamento alle pratiche enologiche europee. Per le produzioni al di sotto dei 1.000 ettolitri ci sar un forte abbattimento della documentazione da presentare cos come importante sar la riduzione per tutte le comunicazioni in cantina. La disciplina del ravvedimento operoso, che permetter al produttore in presenza di irregolarit di mettersi in regola attraverso il pagamento di 1/8 della sanzione, il primo esempio di applicazione nel sistema agroalimentare.
Autore: Giusy Pascucci


22 Settembre 2016, ore 10:19

PANORAMA
Cannonau per centenari doc ... Da tre generazioni le cantine Argiolas valorizzano vitigni autoctoni. A Serdiana, nellentroterra cagliaritano, la storia passato, presente e futuro. Qui, nel 1938, nacque una cantina destinata a diventare uno dei simboli della Sardegna: Argiolas. La casa di Antonio, lomonimo fondatore, ancora di fronte allazienda. Quelle dei nipoti sono state costruite poche decine di metri pi in l. Mio nonno aveva ereditato tre ettari di vigne, adesso ne abbiamo 230 sorride Valentina Argiolas, 39 anni, responsabile export e marketing. Siamo cresciuti costantemente grazie a grandi investimenti; E anche noi trentenni, terza generazione in azienda, abbiamo dato il nostro contributo puntando sullestero: adesso il 40 per cento del fatturato. Antonio Argiolas, Tziu Antoneddu, mor a 102 anni, nel 2009, dopo aver realizzato il suo sogno: creare una grande azienda sarda che usa solo vitigni tradizionali. Fare vino serve anche a salvaguardare il nostro territorio dallabbandono e valorizzare le biodiversit spiega Valentina Argiolas. Per questo investiamo moltissimo nella ricerca e nel recupero di vitigni autoctoni. Unattenzione per i prodotti che ha portato la cantina a fare incetta di riconoscimenti. Tra le etichette spicca il Turriga, appena premiato con i Tre bicchieri. E poi lultimo nato, Senes: un Cannonau riserva dedicato ai centenari sardi. Come Tziu Antoneddu, il patriarca da cui tutto ebbe inizio.


22 Settembre 2016, ore 10:17

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Dalla vendemmia al vino. In settembre lItalia celebra il pi prezioso dei suoi gioielli ... Da sempre settembre il mese dedicato alla vendemmia. In un recente censimento relativo alle variet di vite presenti in Italia sono state catalogate 174 variet coltivate, 330 con materiale genetico non coltivato ma in collezione e 166 relitti, vitigni a fortissimo rischio di erosione. Il Sangiovese, il vitigno pi diffuso per la produzione di vini, assume nomi diversi in base al luogo dove si coltiva: a Montalcino si trasforma in celebre Brunello e 40 km pi in l d vita al Nobile, dai vigneti sottostanti la piazza di Montepulciano, e al Morellino sulle colline di Scansano e dintorni. Necessario almeno per il 70 per cento della composizione duve per ottenere uno dei vini italiani pi conosciuti al mondo, il Chianti. Geneticamente diverso ma con lo stesso nome, il Sangiovese alligna perfettamente in Romagna, dove oggi una folta schiera di giovani vignaioli ne trae vino robusto e desideroso dinvecchiamento. Qualcosa di simile accade anche per altre denominazioni famose a livello mondiale come Barolo e Barbaresco, in verit figlie di un unico vitigno, il Nebbiolo, che in Valtellina base per lomonimo vino e lo Sforzato (richiede almeno il 90 per cento di uva Nebbiolo). Ma il vino pi venduto in Italia lui, il Lambrusco, fresco e frizzante. In verit ne esistono almeno una decina di denominazioni tra DOC e IGP, che si differenziano per variet duva e luogo dorigine, dal Mantovano al Ravennate, con Modena e Reggio Emilia a fare la parte del leone. E per chi va... in bianco corre in soccorso il Lugana (nelle diverse tipologie), elaborato con uva Trebbiano di Soave sul lago di Garda, a cavallo tra Brescia e Verona. Dicono che sia il vin o bianco che si vende meglio allestero, anche nella versione spumante metodo classico. Per non dire dellaltra regina dello spumante italiano, il Prosecco (anche in questo caso ne esistono diverse accezioni a seconda della zona dorigine), che conquista proseliti in tutto il mondo. Nel Triveneto guarda caso unaltra uva locale la pi coltivata, la Glera. Che garantisce unicit assoluta al prodotto finale.
Autore: Riccardo Lagorio


19 Settembre 2016, ore 10:04

AFFARI & FINANZA - LA REPUBBLICA
Le bolle pi effervescenti al listino ... Il tempo conferisce carattere e vigore al Dom Perignon. Ma fa lievitare anche le quotazioni. Secondo The Finest Bubble, magazine inglese che valuta champagne e vini rari, il millesimato 1998 - non il P2 - che pure aveva ottenuto votazioni pi basse del millesimato 2005, ed considerato un Dom Perignon medio, quotava a fine dello scorso anno 700 sterline, con un 103% di incremento di valore. Con let ivintage acquistano valore anche perch diminuiscono le bottiglie in circolazione. Tracciando le performance a cinque anni del millesimato 2002 The Finest Bubble valuta una crescita del 28% del valore di mercato, specchio delle potenzialit di apprezzamento di questo brand. Incrociando i dati relativi alla vendemmia con gli andamenti di altre annate The Finest Bubble stima per il vintage 2006 un futuro di rivalutazione che potrebbe superare 112005. Si tratta di unannata eccezionale, che oltre a supportare levoluzione promette di sostenere anche le valutazioni di mercato. Nei primi sei mesi di bilancio 2016 Wines & Spirits hanno contabilizzato 565 milioni di euro di profitti nel portafoglio di Lvmh, in crescita del 17% rispetto alla prima met del 2015. Vini e champagne contribuiscono per 178 milioni, cognacs e alcolici per 387 million euros. La buona performance, si legge sulla relazione per gli investitori, dovuta sia a volume delle vendite che a una politica di incremento significativo dei prezzi, dovuto a una maggiore spinta sui prodotti di altagamma. I margini operativi come percentuale del fatturato sono in crescita di 2,5 punti, al 27.5%.
Autore: Paola Jadeluca


18 Settembre 2016, ore 16:45

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il terremoto non ferma il Sagrantino. Un bicchiere in vetrina per ricominciare ... Il terremoto non ferma i produttori di Sagrantino. A Montefalco (Perugia), le aziende umbre che continuano a lavorare e vendere in Italia e allestero, si sono messe in vetrina partecipando a Enologica, lexpo che celebra uno dei vini pi rappresentativi del panorama nazionale e internazionale. Pur nelle difficolt del presente e con le ripercussioni drammatiche in termini turistici per lUmbria, grazie al Consorzio di tutela dei vini Montefalco e al Comune, 27 aziende dellarea di produzione del Sagrantino hanno messo in piedi anche questanno e fino a oggi una manifestazione con un ricchissimo programma di eventi. In prima linea c Marco Caprai, della celeberrima cantina montefalchese: Enologica solidale con gli operatori umbri che si sono trovati ad affrontare il problema del terremoto. Per questo abbiamo voluto ospitare eccellenze come il ristorante Vespasia di Norcia, titolare di una stella Michelin. Lobiettivo dimostrare una capacit di osmosi tra territori e la volont di aiutare le imprese deccellenza oggi in difficolt a causa del sisma. Perci parte dei fondi raccolti dalla vendita dei bicchieri di Enologica verranno i destinati al sostegno dei bisogni degli sfollati. Oltre a degustazioni e abbinamenti dei vini con tutti i prodotti di eccellenza dellUmbria, a Montefalco vengono proposti, fino a oggi, documentari sullolio, mostre, rassegne, concerti, showcooking e altre iniziative. In un connubio tra vino, arte e sostenibilit ambientale che rappresenta il must dellevento 2016 e che non dimentica di essere solidale con le popolazioni colpite dal sisma.
Autore: Cristina Belvedere


18 Settembre 2016, ore 16:45

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il Chianti patrimonio dellUnesco. Il dono per la festa dei trecento anni Tra storia e futuro, per il Vigneto Toscana comincia la settimana clou. E tempo di celebrare lanniversario pi atteso, i 300 anni dal 24 settembre 1716 e dalleditto con cui il Granduca Cosimo III istituiva le prime `denominazioni del vino: Chianti (ed erano i confini geografici dellattuale Gallo Nero), Carmignano, Pomino (oggi tutto il Chianti Rufina) e Valdarno Superiore, tornato terra da vino in tempi pi recenti. Batt sul tempo i francesi, il Granduca, tra laltro con norme commerciali modernissime. Vanto indiscusso, per il Granducato: che ne far partecipe, sabato a Firenze, il ministro dellAgricoltura Maurizio Martina. Al quale il Chianti presenter la proposta di far entrare i vigneti del Gallo Nero nella lista del patrimonio mondiale dellUnesco. Intanto Giovanni Busi presidente del Consorzio Chianti (la denominazione pi vasta) pensa di affidare allUnesco, ma come patrimonio immateriale, perfino le feste delluva e del vino. Occasione doro, sabato, per parlare di territorio e di sviluppo. Il Chianti del bando granducale vuole diventare distretto rurale, e vestirsi di biologico. Pure lassemblea del Chianti Rufina ha gi dato lok alliter per convertirsi a distretto bio, non poetico romanticismo ma patto dacciaio tra produttori, cittadini e comuni. il momento clou, insomma. Anche per aprire fattorie e poderi alla massa degli enoturisti: oggi c Cantine Aperte (programma e aderenti su www.mtvtoscana.com, sito del Movimento per il Turismo del Vino), e proprio nel cuore della rivoluzione bio, la piccola Borgogna di Panzana in Chianti - venti vignaioli nellUnione locale, 500 ettari e 2 milioni di bottiglie rigorosamente green - si tiene lexpo Vino al Vino. Con gli occhi al cielo, per capire i segnali di unannata che promette altissima qualit. Con un pizzico di scaramanzia, visto che la Toscana ora supera il Piemonte nellexport: 427,1 milioni di curo contro 404,6. Frutti di un ottimo lavoro: per esempio, quello di Sergio Zingarelli, presidente del Chianti Classico e produttore a Rocca delle Macie, che sta facendo 15mila miglia in 12 giorni tra Atlantico e Pacifico per incontrare 1.500 professionisti del settore, e la partecipazione tra un mese della Toscana alla Wine Experience di Wine Spectator del New York Marriott Marquis. Segnali che si avvertono anche nella voglia di novit: Frescobaldi fa restyling importanti a Nipozzano, dove cambiano qualche etichetta e il blend del Mormoreto, rosso di punta del Castello. Fioccano poi i premi e scopri che la pi stellata tra le cantine toscane non una griffe ma una cooperativa: Castelli del Grevepesa, 50 anni di storia, cento soci, un milione di bottiglie da 17mila quintali di uva conferiti, 64 riconoscimenti in un anno tra guide, concorsi, challenge e trophy in Europa, Asia e America e il suo direttore ed enologo, Ugo Pagliai, artefice della rinascita dellazienda, nominato winemaker of the year del 2015 negli Usa. Ultimo segnale, vero e concreto, la pioggia. I vignaioli esultano. Certo, i primi grappoli - uve bianche, il precoce merlot e qualche sangiovese giovane in basso - sono gi caduti nelle ceste e sono gi mosto. Certo, qualcuno ha avuto paura e ha cominciato a cogliere, anche in zone nobili come Montalcino. Ma i pi attenti hanno aspettato, e qualche scroscio non li spaventa. Giovanni Manetti, big di Pantano, mostra sullo smartphone i dati di rilevamento delle sue centraline in vigna: Sono appena 25 millimetri dacqua malgrado gli scrosci violenti, e ci voleva perch si rischiavano concentrazioni zuccherine eccessive, questacqua riporta eleganza ed equilibrio, il chicco si gonfia quel tanto che basta. Appuntamento dunque tra una settimana, con le schiere di giovani assunti coi voucher. E chiss che anche questanno qualche ricco stravagante, invece, non paghi le sue 250 sterline al giorno per un selfie con le cesoie tra le vigne di Sting.
Autore: Paolo Pellegrini


18 Settembre 2016, ore 16:41

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO
Il Pegaso ai consorzi del Gallo Nero i si celebra leditto del Granduca ... Il Pegaso, trai massimi riconoscimenti del Consiglio regionale della Toscana, stato consegnato ieri dal presidente Eugenio Giani ai consorzi vinicoli peri 300 anni dalleditto del Granduca Cosimo III de Medici


16 Settembre 2016, ore 18:41

Corriere della Sera
La rivincita del Brunello sul Barolo. Ecco i Migliori cinquanta vini dItalia ... La classifica del Biwa. Le certezze e le sorprese: il debutto del Lambrusco di Sorbara... La rivincita del Brunello. Nellultima edizione del Biwa (la classifica che dal 2012 premia i 50 vini migliori dItalia), le bottiglie di Montalcino tornano protagoniste. Il vino pi votato il Cerretalto 2010 di Casanova di Neri, la cantina che ha raccolto i massimi punteggi (100/100) dai grandi critici americani come Robert Parker.
Un anno, quello del Biwa, di certezze (con qualche sorpresa). Un elenco in cui si respira il senso del tempo senza troppe scosse, la stessa sensazione di cui scriveva Goffredo Parise quando tornava nella sua casa sul Piave dopo i viaggi intorno al mondo. Sul filo dei ricordi, ritrovando i sapori di sempre, i vini che si possono riconoscere al primo sorso, come il Sassicaia di Tenuta San Guido, il Vintage Tunina di Jermann, il Turriga di Argiolas. Vecchi amici che si riconoscono al primo sguardo, come il Breg di Gravner, dorato come un tramonto.
Lanno scorso il Barolo aveva conquistato tre posizioni sulle prime quattro con il Monprivato di Giuseppe Mascarello primo classificato, il Brunate di Rinaldi subito dopo e al quarto posto il Parafada di Palladino. Questanno Montalcino, forte della magica vendemmia 2010, ottiene anche il quinto posto con il Pianrosso di Ciacci Piccolomini dAragona. Stessa annata per il Tenuta Greppo del caposaldo della tradizione Biondi Santi, al ventesimo posto. Accanto a lui i giovani, il Lupi e Sirene delle Ripi (15 posto). Gigliola Giannetti delle Potazzine (25) seguiti da Ragnaie, Mocali, Poggione, Canalicchio di Sopra e Siro Pacenti.
Nella secolare sfida a distanza tra Toscana e Piemonte, i Brunello sono 10, 8 i Barolo (Burlotto, Cogno, Giuseppe Mascarello, Sobrero, Rosso, Massolino, Sordo, Bussia Soprana). Questanno levento include nel nome lo sponsor, The Wine Insider, neonata cantina su misura per ristoranti. La classifica sar presentata luned prossimo, con i 50 vignaioli in sala, alla Fondazione Cariplo di Milano.
La giuria si allargata. Lidea del sommelier Luca Gardini e del critico Andrea Grignaffini ha coinvolto, in tre intensi giorni di serrate degustazioni (alla cieca, cio con le etichette oscurate) tre master of wine: linglese Tim Aktin, lamericana Christy Canterbury e il giapponese Kenichi Ohashi. Assieme a loro cerano la spagnola Amaya Cervera, gli italiani Pier Bergonzi (vice direttore della Gazzetta dello Sport), i critici enoici Daniele Cernilli, Antonio Paolini e Marco Tonelli, oltre a Gardini e a chi scrive.
Tra le sorprese, il debutto (al 13 posto) di Sandy Skerk con la sua fresca e fruttata Malvasia del Carso, nel comune di Duino Aurisina. Quattro posti pi sotto si affaccia per la prima volta il Riesling di Ca del Baio, firmato nelle Langhe dalla famiglia Grasso. Anche il Barolo di Giovanni Rosso non era mai arrivato nella classifica del Biwa: questanno al posto numero 22. E poi il Lambrusco di Sorbara, quello della famiglia Zucchi: lesordio per questo vitigno nel Biwa, prova dei grandi passi avanti sul terreno della qualit delle rosse bollicine modenesi (e non solo). Questa selezione - spiega lex campione del mondo tra i sommelier, Gardini - dimostra che esiste ormai un alto livello di qualit diffuso in tutto il Paese, da nord a sud.
Una conferma anche questa, come lo il Fiorduva di Marisa Cuomo, il bianco che ha conquistato la giuria con la sua forza amalfitana che odora di albicocca. Ha scalato il secondo posto, risultando primo tra i bianchi. Pi a sud svetta il Nero dAvola Saia di Feudo Maccari, al quarto posto, uno scalino pi sotto del Sassicaia versione 2013, un vino che contiene il respiro del tempo.

LA CLASSIFICA 1 Casanova di Neri - Cerretalto 2010, Brunello di Montalcino Docg
2 Marisa Cuomo - Fiorduva Furore Bianco 2014, Costa dAmalfi Doc
3 Tenuta San Guido - Sassicaia 2013, Bolgheri Doc
4 Feudo Maccari - Saia 2014, Nero dAvola, Sicilia Doc
5 Ciacci Piccolomini dAragona - Pianrosso S. Caterina dOro Riserva 2010, Brunello di Montalcino Docg
6 G.B. Burlotto - Monvigliero 2012, Barolo Docg
7 Damijan Podversic - Bianco Kaplja 2012, Venezia Giulia Igt
8 Duemani - Duemani 2013, Costa Toscana Igp
9 Marco De Bartoli - Vecchio Samperi Solera
10 Terlano - Terlaner I Grande Cuve 2013, Alto Adige Terlano Doc
11 Alberto Lusignani - Vin Santo di Vigoleno 2006, Colli Piacentini Doc
12 Elvio Cogno - Vigna Elena Riserva 2010, Barolo Docg
13 Skerk - Malvasia 2013, Venezia Giulia Igp
14 Fattoria Zerbina - Scaccomatto 2013, Albana di Romagna Passito, Docg
15 Podere Le Ripi - Lupi e Sirene 2011, Brunello di Montalcino Riserva, Docg
16 Argiolas - Turriga 2012, Isola dei Nuraghi Igt
17 Ca del Baio - Riesling 2014, Langhe Doc
18 Mascarello e Figlio - Monprivato 2011, Barolo Docg
19 Sobrero - Pernanno Riserva 2010, Barolo Docg
20 Biondi Santi, Tenuta Greppo - Tenuta Greppo 2010, Brunello di Montalcino Riserva, Docg
21 Castellare di Castellina - I Sodi di San Nicol 2012, Toscana Igt
22 Giovanni Rosso - Ester Canale Rosso Poderi Vigna Rionda 2012, Barolo Docg
23 Zidarich - Vitovska Kamen, Pietra 2014, Venezia Giulia Igp
24 Gravner - Bianco Breg 2008, Venezia Giulia Igt
25 Le Potazzine - Brunello di Montalcino 2012, Docg
26 Uberti - Quinque Extra Brut 2007, Franciacorta Docg
27 Berlucchi - Guido & c. Palazzo Lana Extreme Extra Brut Riserva 2007, Franciacorta Docg
28 La Scolca -Gavi dei Gavi La Scolca DAntan 2005, Docg
29 Jermann - Vintage Tunina
30 Ca del Bosco - Franciacorta Vintage Collection Dosage Zro Noir 2006, Docg
31 Le Ragnaie - Brunello V.V. 2011, Brunello di Montalcino Docg
32 Massolino - Vigna Rionda Vigna Rionda Riserva 2010, Barolo Riserva Docg
33 Mocali di Ciacci Tiziano - Vigna delle Radunate Riserva 2010, Brunello di Montalcino Docg
34 Il Poggione - Vigna Paganelli Riserva 2010, Brunello di Montalcino Docg
35 Fratelli Bucci - Villa Bucci Riserva 2013, Castelli di Jesi Verdicchio Docg
36 Torre dei Beati - Bianchi Grilli 2014, Pecorino Abruzzo Doc
37 Franz Haas - Manna 2014, Vigneti delle Dolomiti Bianco Igt
38 Livio Felluga - Terre Alte 2013, Rosazzo Docg
39 Conte Emo Capodilista - Cuore di Donna Daria, bianco da tavola passito
40 Tramin - Terminum 2013, Alto Adige Gewurztraminer Vendemmia Tardiva Doc
41 Canalicchio di Sopra - Brunello di Montalcino 2011 Docg
42 Siro Pacenti - Pelagrilli 2011, Brunello di Montalcino Docg
43 Roagna - Paj Vecchie Viti 2010, Barbaresco Docg
44 Giovanni Sordo - Perno 2012, Barolo Docg
45 Bussia Soprana - Vigna Colonnello Riserva 2009, Barolo Docg
46 Fontodi - Fleccianello della Pieve 2012 Colli Toscana Centrale Igt
47 Valentini - Montepulciano 2012, Doc
49 I Clivi - Clivi Brazan 2014, Collio Doc
49 Benito Ferrara - Vigna Cicogna 2015, Greco di Tufo Docg
50 Zucchi - Rito 2015, Lambrusco di Sorbara Dop
Autore: Luciano Ferraro


11 Settembre 2016, ore 12:21

La Stampa
Ottima la qualit delle uve ... lanno dei grandi rossi... Un millesimo da ricordare... LItalia sul gradino pi alto per la vendemmia, battuta la Francia... Per Ismea e Uiv saranno 48,5 milioni di ettolitri, in contrazione del 2% rispetto al 2015. Per Assoenologi gli ettolitri saranno 49 milioni, con una produzione tra -5% e uguale allo scorso anno. Dettagli. Per entrambi, infatti, la vendemmia 2016 collocher nuovamente lItalia in cima alla piramide quantitativa, visto che le stime della Francia si fermano a 43 milioni di ettolitri e quelle della Spagna a 42,9 milioni. Ma ancor pi delle previsioni sulla quantit, fanno ben sperare le prime considerazioni sulla qualit delle uve che in questi giorni stanno arrivando nelle cantine di tutta Italia, favorite dal bel tempo: ottime, con alcune punte di eccellenza. A un inverno mite e con scarse precipitazioni ha fatto seguito una primavera e un inizio estate caratterizzati da piogge abbastanza abbondanti che hanno ripristinato le riserve idriche dicono da Assoenologi -. La vera estate iniziata il 21 giugno, in perfetta sintonia con il solstizio estivo, ed stata caratterizzata da giornate calde ma generalmente non torride con escursioni termiche giornaliere importanti e determinanti sulla qualit della vendemmia 2016. Condizioni che hanno sancito un percorso decisamente positivo della maturazione dei grappoli con laccumulo di sostanze aromatiche e polifenoliche. Detto in sintesi, lannata 2016 stimata da Assoenologi qualitativamente ottima con alcune punte di eccellenza, in particolar modo per i vini ottenuti da uve a bacca rossa che saranno vendemmiate a fine settembre. Il 2016 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare dice il presidente Riccardo Cotarella. Ma lauspicio potr essere confermato solo a raccolta ultimata, visto che a oggi stato vendemmiato poco pi del 15% del prodotto. Le prime tre regioni a tagliare i grappoli sono state la Puglia a fine luglio, la Sicilia e la Sardegna nei primi giorni di agosto. In tutto il Nord e Centro Italia si riscontra un ritardo dellinizio delle operazioni di raccolta di circa 5-10 giorni rispetto allo scorso anno, ma in linea con le annate normali. Il pieno della raccolta avverr nella terza decade di settembre, per concludersi tra la fine di ottobre e linizio di novembre. Sar dunque landamento climatico dei prossimi due mesi a decretare il giudizio finale, soprattutto per i rossi pi complessi e ricchi di struttura. Il Veneto, con ben 9,3 milioni di ettolitri, si conferma la regione italiana pi produttiva seguita dalla Puglia (8,7) e dallEmilia Romagna (8,1). Queste tre regioni insieme nel 2016 produrranno oltre 26 milioni di ettolitri, ossia il 53% di tutto il vino italiano. Per il Piemonte le cifre saranno le stesse del 2015, pari a 2,5 milioni di ettolitri. LItalia si conferma primo produttore di vino al mondo per quantit - commenta il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina -. Un dato importante, soprattutto tenendo conto della grande qualit che sappiamo sviluppare in tutti i territori delle nostre regioni. Ora dobbiamo diventare leader anche per valore. Una sfida alla nostra portata, che vogliamo e dobbiamo vincere insieme con i produttori, continuando a investire su qualit e innovazione. Ma se lexport delle nostre bottiglie in costante crescita in tutto il mondo, i consumi interni continuano sulla strada del ribasso. Secondo Assoenologi, a fine 2016 si scender sotto i 36 litri pro-capite, contro i 45 litri del 2007. Dobbiamo guardare con nuova attenzione al mercato interno che, ricordiamolo, rappresenta ancora il primo mercato per il nostro vino assorbendo il 50% del prodotto - dice Antonio Rallo, presidente dellUnione Italiana Vini -. Le imprese devono tornare a investire sul consumatore italiano.
Autore: Roberto Fiori


11 Settembre 2016, ore 12:21

La Stampa
Bollicine, lexport cresce anche nella terra dello champagne ... Lesportazione di vini e bevande alcoliche vale, per lItalia, 7,3 miliardi di euro, con un saldo commerciale di 5,8 miliardi di euro. Un record quasi tutto dovuto al vino, che contribuisce con i suoi 5,4 miliardi di export e 5 miliardi di surplus commerciale. Lo dice una ricerca sullimportanza della filiera vitivinicola italiana nelleconomia nazionale e internazionale realizzata da Federvini insieme con la Fondazione Edison. Nel 2015 il Veneto si confermato la principale regione italiana esportatrice di vini e bevande alcoliche con oltre 2 miliardi di euro di valore dellexport. Seguono il Piemonte con 1,4 miliardi, in lieve calo rispetto al 2014 (-0,8%), la Lombardia con 1 miliardo e la Toscana con 930 milioni, entrambe in crescita. Valori importanti sono registrati anche dal Trentino Alto Adige e dallEmilia Romagna, rispettivamente con 542 e 370 milioni di euro. A livello provinciale, dei 7,3 miliardi di euro esportati complessivamente circa 2,3 miliardi derivano da sole 3 province italiane: Verona (880,8 milioni), Cuneo (817,5) e Treviso (579,3). A queste si aggiungono altre 7 province, che si posizionano nella classe di fatturato estero che va dai 200 milioni di euro ai 499. Se guardiamo le tipologie di vino, il segmento degli spumanti quello che traina maggiormente la crescita con il bestseller Prosecco. Nei primi cinque mesi dellanno le esportazioni delle nostre bolli-cine sono cresciute del 24% a 407 milioni di euro: tutto grazie ai volumi, +25%. Un fenomeno che non ha pi confini: nella Francia dello Champagne la domanda di spumante italiano triplicata, con le esportazioni che hanno fatto segnare un incremento record del 198% delle bottiglie. I cugini francesi - dice la Coldiretti - non hanno mai richiesto cos tanto spumante italiano a fronte di una sostanziale stabilit negli arrivi di Champagne in Italia, tanto che per ogni loro bottiglia stappata da noi ne vengono portate Oltralpe oltre sei di spumante italiano. A fare la differenza resta tuttavia il valore medio per bottiglia commercializzata attraverso le frontiere: un dato che resta tutto a favore dei francesi.
Autore: Roberto Fiori


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