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Il Meglio dell'Edicola

25 Settembre 2017, ore 15:39

Corriere Economia
Ho dato una lezione ai i e figli vendendogli lazienda (Berlucchi) ... Franco Ziliani racconta come si fa un passaggio generazionale: si sono indebitati per ricomprare il gruppo dove gi lavoravano. Impareranno ad amministrarla con pi attenzione. Ora controllano ogni piccola spesa... Dovete sentire il bruciore, tocca a voi. Franco Ziliani luomo che ha generato la Franciacorta del vino. Il primo a imbottigliare spumante, nel 1961, quando ancora la Doc bresciana era un sogno. Dopo una carriera che ha attraversato il 900 tra ascese e risalite del vino italiano, il patron di Berlucchi ha deciso di vendere il 52% della Frazil, la cassaforte che controlla la srl Guido Berlucchi, ai figli, Arturo, Cristina e Paolo, mantenendo la carica di presidente con un simbolico 1,2 per cento. allegro, bench lultima vendemmia abbia fatto segnare un drammatico - 50% di uve. Al ristorante scherza con le cameriere, dice sottovoce che pu mangiare poco ma svuota i piatti, parla per tre ore, battendo il pugno sul tavolo e talvolta commuovendosi.
Perch ha voluto che i figli si indebitassero per acquistare la cantina dove lavorano da decenni?
Perch quando si possiede unazie-da la si amministra con pi attenzione. Ora controllano ogni piccola spesa. Non vengono pi a Milano con lautista, guidano loro.
Come sta?
Ho quasi 80 anni (no pap, quasi 90 lo corregge la figlia, e lui ride), mi sento in forma, la memoria funziona bene. Ricordo i sapori dei vini che ho assaggiato da ragazzo.
Quanto erano diversi da quelli di oggi?
Negli anni 60 non cerano n i mezzi n i metodi di oggi. Per ogni annata era riconoscibile, oggi la qualit si alzata, ma ci sono vini che sembrano sempre uguali. Quando ho iniziato le vasche di cemento erano cos malfatte che intorbidivano il vino.
Anche quello che faceva lei?
No, sono stato chiamato da Guido Berlucchi proprio perch riuscivo a rendere limpidi i vini delle cantine dovero consulente. Tolsi lopacit anche al suo Pinot del Castello, un bianco fermo.
Dove lo aveva imparato?
Alla scuola enologica di Alba, cerano insegnanti meravigliosi. Non studiavo molto. Laula era a gradoni, quando doveva interrogarmi H prof si levava gli occhiali, sbuffava e allargava le braccia dicendo ma s, scendi anche tu.
Che voti prendeva?
Buoni, perch avevo un trucco, favorito dal mio cognome con la zeta. H giorno prima dellinterrogazione andavo a scuola a piedi, parecchi chilometri, con uno studente con la V, Vivaldi. Mi spiegava cosa aveva letto, il giorno dopo lo ripetevo.
Come si appassionato alle bollicine?
Prima del diploma mio padre a Natale apr una bottiglia di champagne, Piper - Heidsieck. Ho ancora il gusto sul palato. Mi innamorai. Da allora torno spesso nella regione dello Champagne, ci sono stato anche un mese fa con i miei amici. Mi sono fermato a parlare 4 ore con un vigneron incontrato per caso: abbiamo bevuto di tutto.
Chi era Guido Berlucchi?
Un gentiluomo. Dicono che era timido, in realt era un bastian contrario: Formale, per 20 anni mi ha dato del lei.
Come lha convinto a produrre spumante con il Metodo classico?
Era il 1958, lui non voleva, ho insistito. Se funziona in Francia, possiamo farlo anche in Italia, gli dicevo. Alla fine ha ceduto.
Il Franciacorta nato cos?
Non subito, per tre anni abbiamo sbagliato. Il vino non rifermentava in bottiglia, oppure il fondo dei lieviti si cristallizzava. Non avevamo le attrezzature. Ho costruito un cassone di metallo per immergere le bottiglie nel ghiaccio prima del degorgment, ma la temperatura era sempre sbagliata. Avevamo tappi orribili.
Li avete cambiati?
Anni dopo ne ho trovato di favolosi sulla mensola del caminetto, li aveva lasciati un rappresentante. Partii subito per la Francia, con lauto di Guido. La riempii di sacchi con migliaia di tappi. Anche sul portapacchi. I sacchi si ruppero, i tappi invasero la strada, i camionisti ci aiutarono. Guidai con i finestrini aperti, quel sughero era esplosivo. Alla dogana piansi per evitare il sequestro, perch non cerano i sacchi indicati nelle fatture.
Quante bottiglie siete riusciti a produrre il primo anno?
Tremila. Tutte vendute a 1.200 lire, sei volte pi del Pinot del Castello che ne costava 200. Non sapevamo neppure come si faceva una catasta di bottiglie. Ho imparato tutto da solo, copiando quello che vedevo in Francia.
Un successo rapido.
Non tutti ci credevano. Beppe, il cameriere tuttofare di Guido Berlucchi, vedendo le 20 mila bottiglie mi disse: ci vorranno 20 anni per venderle. Ci rimasi male.
Beppe era anche il cantiniere?
Anche il venditore. Con unApe portava il vino ai primi clienti, come il Bar Piccolo di Bergamo che restituiva sempre le bottiglie vuote chiedendo uno sconto.
I clienti in cantina arrivavano?
S, e rimanevano stregati dal profumo allesterno. Facevo raccogliere le plastiche dei tappi corona usati nella prima fase dellaffinamento, il cortile si trasformava.
Quante bottiglie siete riusciti a vendere? br> Non bastavano mai, le mettevamo anche sotto il portico, finivamo tutto subito. Per questo comprammo uve dallOltrep Pavese e dal Trentino. Nel 1970 Berlucchi vendeva 120 mila bottiglie, nel 1980 un milione. Eravamo tre soci, Berlucchi, lassicuratore Giorgio Lanciani e io. Ora vendiamo 4,2 milioni di bottiglie.
Fino a quando lei e Berlucchi avete lavorato assieme?
Fino alla sua morte, nel 2000. Nel testamento ci sono lasciti per mezzo Borgonato, anche al macellaio. Le sue quote vennero trasferite a una fondazione che finanziava la ricerca anticancro con i profitti della cantina. Lanno scorso ci ha venduto tutto.
Ai figli cosa ha insegnato, pi a rischiare o pi a essere prudenti?
Primo, che lazienda importante e che non si costruisce solo con una generazione. Secondo, a controllare i conti e poi investire. Non ho mai avuto problemi con le banche, mi offrono ancora soldi. Gli imprenditori della mia et conoscono il risparmio pi di quelli attuali. Spero di aver insegnato ai figli a essere grandi nelle piccole cose.
vero che lavora ancora?
Sono ancora innamorato del mio lavoro, ma ho smesso. Anche perch i miei figli sono migliori di me.
Autore: Luciano Ferraro


24 Settembre 2017, ore 15:42

La Stampa
Ricerca Ismea Il vino torna in tavola: +3%... Ritorna il vino sulle tavole degli italiani: nel 2017 si regi-strato un aumento record degli acquisti delle famiglie trainato dai vini Doc (+5%), dalle Igt (+4%) e degli spumanti (+6%). quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea dalla quale si evidenzia che, dopo aver conquistato bar e ristoranti, adesso la volta del consumo domestico che ha segnato un aumento del 3% con una profonda svolta verso la qualit come dimostra.


24 Settembre 2017, ore 15:42

La Stampa
Ecco il torchio ancestrale che dissetava i milanesi Restaurato nel Novarese, risale a cinque secoli fa... Torna a nuova vita il torchio di Carpignano Sesia, il pi antico del Piemonte, che ha dissetato per tre secoli i milanesi. Una macchina in legno di rovere lunga 12 metri, con unenorme trave orizzontale che la sovrasta, ricavata da un unico, grande olmo. Bernardino Ferrari, il possidente terriero del paese, la fece costruire nel 1575, ma portare il torchio nel ricetto, la zona fortificata del paese, fu unimpresa: per farlo entrare nella caneva, ledificio medioevale che veniva utilizzato come deposito per i cereali, si dovette abbattere il muro dellabitazione. Il vino di Carpignano - racconta Salvatore Fiore, larchitetto che ha promosso il recupero del torchio, dimenticato fino agli Anni 70 e che rischiava la demolizione - aveva una gradazione alcolica moderata, dai 9 agli 11 gradi, lideale per essere bevuto a tavola. Questo spiega il successo che ebbe a Milano. Gli osti milanesi compravano qui il vino: dalla prima selezione usciva il vino a fiore, il migliore, seguito dal vino torchiatico, quello che usciva dalle vinacce messe di nuovo sotto torchio. Il primo finiva a Milano, il secondo restava a Carpignano, sulle tavole dei contadini. Del lavoro del torchio non si buttava niente: le vinacce, una volta utilizzate, venivano fatte seccare e ridotte a piastrelle che venivano bruciate per scaldarsi, le antenate del pellet. Il 1912 segna la fine dellet doro del grande torchio: viene inventato il torchio meccanico, minuscolo, poco costoso, che sta in ogni cantina. La grande macchina di Carpignano, adesso, dispone di un museo tutto suo, inaugurato la settimana scorsa e ora si stanno restaurando anche gli ultimi pezzi: se i milanesi torneranno a chiedere vino novarese in quantit adeguata, il torchio potrebbe riprendere lattivit.
Autore: Marcello Giordani


24 Settembre 2017, ore 15:42

LEspresso
Bottiglia Un sorso suadente ma raffinato dal lontano Ovest. Siamo in Sonoma Coast, California, e La Crema. azienda nata a fine anni 70, ricorda anche nel nome un certo stile produttivo. Stile che troviamo nello Chardonnay 2014 (distribuito da Philarmonica, in enoteca a 22 euro) che, se al naso e al colore dorato californiano con quelle note torrefatte e cremose dovute a legni levigati, in bocca mette in luce una nota vibrante e agrumata che si innesca sul frutto polputo del vitigno dorigine.
Autore: Paolini & Grignaffini


23 Settembre 2017, ore 15:43

La Repubblica
Sulle strade della vendemmia Sul fatto che non sia lannata del secolo (e nemmeno del decennio) sono ormai tutti daccordo. Gelate, siccit e grandinate hanno caratterizzato la primavera e poi lestate, con maturazioni e vendemmie anticipate un po ovunque, dal Nord alle Isole. La produzione totale registrer una flessione del 20% ma c anche chi stato pi sfortunato, come la Franciacorta, tra i primi territori italiani a iniziare la raccolta. stata una vendemmia sofferta e difficile, con il 50% in meno rispetto alle precedenti annate - ammette con sincerit Giulio Barzan di Mosnel - ma che ha regalato anche piccole soddisfazioni, perch i vigneti cresciuti senza traumi durante lanno hanno prodotto grappoli di ottima qualit. Abbiamo anche acquistato per la prima volta uva Chardonnay da un vigneto in conversione biologica qui in Franciacorta: unintegrazione eccellente e utile per recuperare quanto perso per la gelata. Pure il lago di Caldaro, in Alto Adige, non si fatto mancare nulla: freddo severo in inverno, qualche gelata in primavera e grande caldo in estate. La vendemmia cominciata il 28 agosto, con una decina di giorni di anticipo: sicuramente la pi intensa della mia vita, bella e tutta da interpretare - commenta Andrea Moser, enologo di Cantina Kaltern - A livello aromatico sar unannata fresca e con unacidit viva. I Pinot Bianco e i Sauvignon in cantina mi piacciono molto, cos come le prime selezioni di Schiava. In Toscana il problema pi impegnativo da affrontare sono stati invece i cinghiali e i caprioli: A causa della siccit, gi a fine giugno gli animali, assetati e affamati, si sono riversati nei vigneti e hanno distrutto molte delle coltivazioni - racconta Donatella Cinelli Colombini, alla guida di Casato Prime Donne e Fattoria del Colle -. In Orcia abbiamo perso quasi il 70% della produzione mentre a Montalcino abbiamo limitato i danni. La qualit stata diseguale, c stato bisogno di una grossa selezione in vendemmia e di un lavoro certosino per dividere le uve migliori da cui nasceranno un ottimo Brunello e un Rosso di Montalcino di grande struttura e potenza. Lo scorso sabato iniziata la vendemmia del Greco di Tufo da Feudi di San Gregorio ma la raccolta irpina stata parecchio eterogenea, come conferma Pierpaolo Sirch, CEO e agronomo dellazienda: La situazione varia ma il filo conduttore una quantit non abbondante con uve per, ad oggi in cantina, perfettamente sane e mature con un contenuto di acidit buona, seppur inferiore alla norma. Tra non meno di due settimane inizier la vendemmia dellAglianico: Ad oggi le uve sono molto belle e le stime ci dicono che la flessione sar pi contenuta. In nessunaltra regione vinicola al mondo servono 90 giorni per portare a termine la vendemmia come succede nel continente siciliano, grazie alla sua straordinaria biodiversit: Noi viviamo e lavoriamo in 5 territori molto diversi tra loro per altitudine, esposizione e suoli - spiega Alberto Tasca, CEO di Tasca dAlmerita - e le variet autoctone e internazionali si rapportano in maniera molto diversa davanti alle avversit. Il Grillo a Mozia e la Malvasia a Salina sono state le prime uve a cominciare il loro viaggio verso la cantina. A Regaleali le uve hanno raggiunto la loro maturazione mediamente in anticipo, ma la qualit si mantenuta, nonostante la vendemmia difficile. Se le variet internazionali sono meno attrezzate, le variet autoctone come Catarratto e Perricone non sono, viceversa, state ancora raccolte perch hanno un carattere antico e pi coriaceo e stanno nelle vigne pi alte della Tenuta, dove c una forte escursione termica. Per lEtna e per i nerelli ancora troppo presto - conclude Tasca - e per scaramanzia non ne parla nessuno: a muntagna pu arrabbiarsi.
Autore: Federico De Cesare Viola


16 Settembre 2017, ore 18:14

Quotidiano Nazionale
Il mio vino Ciliegiolo San Lorenzo Il rubino di Maremma... Un grande coraggio, non ci sono altre parole per descrivere il cambio di vita radicale di Carla Benini ed Edoardo Ventimiglia, che li ha portati a trasferirsi da Roma alla campagna maremmana, per realizzare il sogno di produrre buon vino. Senza esperienza, ma con lo stesso desiderio in comune, rimettono in piedi casa a Sovana, centro di origine etrusca in provincia di Grosseto, e ridanno lustro allantica cantina scavata nel tufo, iniziando subito a vinificare. Dopo sperimentazioni su vitigni diversi, trovano la loro massima esaltazione con il Ciliegiolo, dopo aver caparbiamente deciso di ripristinare una vecchia vigna abbandonata, abbarbicata alla falesia tufacea di fronte al borgo antico di Pitigliano, spalleggiati nella folle impresa da Attilio Pagli, lenologo - amico che da anni continua a seguirli. Quel vigneto restaurato poi diventato il cru San Lorenzo, fiore allocchiello aziendale, e il suo vino dal quale prende il nome ha reso Carla ed Edoardo figure di riferimento per la produzione di Ciliegiolo, anche per quegli stessi produttori di zona che sulle prime li guardavano con scetticismo. Oggi lazienda Sassotondo fonte di ispirazione per molti produttori della zona e sta contribuendo a riportare in auge la Doc Maremma. Il San Lorenzo si presenta con manto rubino splendente. Corredo olfattivo ampio di ciliegia nera, iris, vaniglia, tabacco aromatico, pepe e cassis, il tutto armoniosamente amalgamato a copiose note vegetali e tracce animali e minerali. Strutturato e dalla solida impalcatura tannica, fresco e con vigore alcolico perfettamente addomesticato. Finale lungo e balsamico. Maturazione di 2 anni in rovere grande di Slavonia e affinamento di 12 mesi di bottiglia.
Autore: Franco Ricci


16 Settembre 2017, ore 18:14

Il Sole 24 Ore
Vino, quotazioni ancora in rialzo Prezzi in crescita per i vini italiani. Con la vendemmia prevista in forte calo (e che in buona parte ancora in corso), si muovono le quotazioni delle etichette made in Italy. Secondo i dati Ismea infatti i vini comuni bianchi ad agosto scorso hanno raggiunto in media un prezzo di 3,35 euro a grado ettogrado (pari a 0,367 euro al litro per un vino di 11 gradi alcol) con un incremento del 64% su base annua Per i vini comuni rossi invece il prezzo stato di3,56 a grado ettogrado (0,39 al litro per un vino da 11 gradi), +1,6% su base annua. Le migliori performance tra i vini Doc e Docg con il Marsala vera e propria superstar visto che a fine agosto stato quotato 167,5 euro a quintale con un balzo su base annua del 21,1%. Tra i vini Docg rossi rafforza la leadership di prezzo il Brunello di Montalcino con 1.010 euro a quintale (in ulteriore aumento del 12,8%). Tra le etichette Doc bianche trend positivo per il piemontese Gavi (275 euro, +10%).
Autore: Giorgio dellOrefice


16 Settembre 2017, ore 18:08

Italia Oggi
Premiate le bollicine Ferrari Un nuovo premio per Ferrari. La cantina trentina si aggiudicata per la seconda volta il riconoscimento di Sparkling wine producer of the year da The Champagne & Sparkling Wine World Championships, la competizione internazionale dedicata solo al settore delle bollitine, per la quale sono stati degustati nel 2017 va pioni da 29 paesi. Il risultato, frutto delle 11 medaglie doro conquistate da Ferrari con altrettanti Trentodoc, stato proclamato dallideatore stesso della competizione Tom Stevenson durante la cena di gala di gioved scorso alla Vintners Hall di Londra. Questa edizione ha visto anche premiate sei etichette delle Cantine Ferrari come Best in Class.


16 Settembre 2017, ore 18:08

Quotidiano Nazionale
Vino, allarme delle aziende. La vendemmia ko per la siccit mette a rischio i posti di lavoro Chianti, chiesta moratoria dei debiti verso le banche... I viticoltori toscani guardano al cielo e incrociano le dita. Perch le piogge di questi giorni, gli ultimi prima di completare la vendemmia, potrebbero fare la differenza per lesito finale di una stagione nera. A fare il punto della situazione dopo la siccit dellestate Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.
Presidente, quali sono le stime per la vendemmia?
La qualit, contrariamente ad alcune voci, buona, ma la quantit scarsa. Abbiamo registrato un calo della produzione di almeno il 30%, con punte del 50 in alcune zone. Prima di fare un bilancio finale per, dobbiamo capire come andranno le prossime settimane.
Quali possono essere le variabili?
La siccit ha creato grande sofferenza nelle piante, ma c ancora un piccolo margine di recupero. Finch la vendemmia non completata e finch le foglie sono verdi, la vite lavora. Una caratteristica del vitigno sangiovese proprio quella di reagire alla pioggia anche a maturazione avanzata. Per questo tutti noi guardiamo ogni giorno al cielo sperando che piova.
Quanto potreste recuperare?
difficile fare delle stime, ma le piogge delle ultime settimane hanno permesso un buon assorbimento di acqua da parte delle piante e un po di recupero. Ovviamente non si potr riparare il danno fatto dalla siccit, ma abbiamo una settimana, forse quindici giorni, per provare a migliorare.
Come pensate che reagire il mercato alla minore produzione?
Ancora presto per valutarlo. Non credo comunque che potr aumentare il prezzo, visto che la Toscana e lItalia devono fare i conti con una concorrenza internazionale, che comprende molti Paesi non toccati dalla siccit. Non possiamo rischiare di perdere fette di mercato e, anzi, dovremmo cercare di bilanciare domanda e offerta, per non lasciare mai vuoti gli scaffali.
C chi si sta gi attrezzando per il prossimo anno, temendo una nuova estate siccitosa. Come consorzio state valutando provvedimenti?
Stiamo sollecitando la Regione e gli enti locali perch venga autorizzata la costruzione di nuovi laghetti artificiali. Questi bacini possono aiutare molto gli agricoltori, ma anche essere utili nella lotta agli incendi. Oggi, purtroppo, esiste una burocrazia assurda che rende molto difficile realizzarli.
Cosa chiedete per superare le difficolt economiche di questo 2017?
Abbiamo incontrato il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, per chiedere sostegno. Data leccezionalit del fenomeni a nulla servono i normali strumenti, come lassicurazione agevolata. Occorre una moratoria della situazione debitoria nei confronti degli istituti bancari e degli enti previdenziali, insieme alla detassazione fiscale. Il patrimonio delle aziende agricole dato dalla terra e dagli uomini: vogliamo mantenere altri posti di lavoro, ma per riuscirci abbiamo bisogno di aiuto.
Autore: Lisa Ciardi


16 Settembre 2017, ore 18:08

Quotidiano Nazionale
Maxi acquisto di cantina e vigneti a Montalcino ... Lazienda della famiglia Cotarella, fondata dai due famosi fratelli enologi Renzo (Ad di Antinori) e Riccardo Cotarella (presidente di Assoenologi) e ora guidata dalle figlie, ha acquistato cantina e vigneti a Montalcino. Ne d notizia il sito Winenews. La propriet, 6 ettari di cui 3,5 tutti vitati a Brunello, si trova in una delle zone pi storiche.


16 Settembre 2017, ore 18:07

Corriere della Sera
I migliori 50 vini dItalia Biwa 2017, vince il rosso Oreno. del vignaiolo toscano che fa bere anche il Papa. Piemonte leader con 13 etichette. Bene i produttori di montagna... Luomo che porta bottiglie di rosso sullaereo del Papa, il produttore del miglior vino italiano 2017. Antonio Fioravante Moretti Cuseri, elegante aretino con 200 paia di scarpe nel guardaroba, ha conquistato il podio del Biwa (Winesider Best Italian Wine Awards) 2017, la classifica dei 5o migliori vini italiani. Una giuria internazionale, con esperti italiani e da Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Giappone, ha stabilito che il vincitore un rosso toscano, lOreno dellannata 2015. Viene dalla Tenuta Selle Ponti di Castiglion Fibocchi, il paese della Valdarno un tempo famoso per aver custodito i segreti del piduista Licio Gelli e ora per le bottiglie di questo imprenditore della moda, amico di Patrizio Bertelli (Prada) al quale ha ceduto lazienda. Car Shoe, mocassini con pallini artigianali. Moretti, pur continuando a occuparsi di moda con il figlio Amedeo, ha allargato il suo mondo vinoso. approdato in Sicilia (a Noto e sullEtna), e ha esteso la propriet in Maremma. E a Bolgheri, zona dei Supertuscan, da dove arriva lOrma, il vino che Francesco ha bevuto sulla rotta Roma - Bogot. Al Santo Padre il vino molto piaciuto, stato il pi apprezzato trai vini a bordo - assicura il vignaiolo, devoto - le bottiglie sono tutte state svuotate. Ora pensiamo allOreno, un concentrato di eleganza dalla straordinaria vendemmia 2015 che ci pu far vincere le grandi sfide con i rossi francesi. Questo vino nato nel 1999, aveva gi sfiorato la vittoria del Biwa nel 2013 (terzo posto) e nel 2014 (secondo). Sono stati gli americani di Wine Spectator a lanciarlo, inserendolo tra i migliori 5 al mondo (annata 2003). Negli anni cambiato: resta il Merlot, mentre il Sangiovese stato sostituito da Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. Questa edizione del premio ideato dal campione dei sommelier Luca Gardini e dal critico Andrea Grignaffini, conferma la supremazia piemontese: 13 i vini in classifica, contro i 10 toscani. Il Barolo di Elvio Cogno si piazza al 4 posto, davanti a una superstar di Montalcino, il Brunello Tenuta Nuova di Casanova di Neri del vignaiolo Giacomo, vincitore nel 2016. La sorpresa sono i vini di montagna. Ha conquistato la medaglia dargento (come la sua etichetta) il dolomitico Terlaner Rarity 1991, 25 anni di affinamento. Subito dopo c il raffinato Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2006 della famiglia Lunelli. Il Trentino e lAlto Adige piantano 5 bandierine, una la Val dAosta con il Nathan di Ermes Pavese. E dalle alture arriva il lombardo Sassella Rocce Rosse di Arpepe, il Nebbiolo delle Alpi. E lanno del debutto del Sangiovese di Romagna, con il Torre San Martino di Maurizio Costa. LEmilia Romagna, anche con vini dolci e bollicine, la vera sorpresa del 2017, commenta Gardini. Tra i 50, la pattuglia che ha accompagnato la rinascita enoica dItalia: il Sassicaia di Tenuta San Guido (7 posto), il Brunello di Biondi Santi (16), il San Leonardo dellomonima tenuta (40), il Turriga di Argiolas (41) e il Vintage Tunina di Jermann (49). Con alcuni fuoriclasse come il Trebbiano di Valentini (9). E il Barolo Monprivato di Mauro Mascarello, che viene dalla regione del nonno di Papa Bergoglio, un vignaiolo.
Autore: Luciano Ferraro


14 Settembre 2017, ore 15:43

Corriere della Sera
Un doppio anniversario: il Beaubour e la cantina toscana Celebrazioni. I quarantanni del Centre Pompidou e i dieci anni della struttura per la tenuta Rocca di Frassinello... Il Beaubourg in Francia e una super cantina in Italia. Un filo di idee lungo tre decenni. Due anniversari nellamo dellottantesimo compleanno di Renzo Piano: il designer Italo Rota ha trovato il legame tra questi progetti e lo ha raccontato con 24 foto di grande impatto. Le immagini da domenica prossima saranno esposte nella cantina, Rocca di Frassinello, una tenuta nata dallintesa tra Domaines Barons de Rothschild Lafite (della famiglia dei banchieri vignaioli) e Castellare di Castellina (della famiglia delleditore vignaiolo Paolo Panerai). Il Beaubourg ha cambiato il modo di pensare i centri culturali e le citt. Ideato con Richard Rogers grazie a un bando internazionale aperto anche ai professionisti sconosciuti, lanci Piano sulla scena mondiale. La pi celebre delle sue disubbidienze, eco delle navi spaziali ideate da Verne, cos stata definita lopera inaugurata nel 1977 al Marais di Parigi. Tre decenni dopo, nel 2007, la capacit di stupire e di rivoluzionare i canoni si ripetuta sullaltopiano di Gavorrano, in una tenuta di 500 ettari, di cui go coltivati a vigneto per grandi rossi. Come altre famiglie liguri, anche quella di Piano aveva casa nella campagna di Ovada. Il padre, costruttore, si dedicava alle vigne. vino mi ricorda la cantina di mio padre in campagna - scrive Piano nel libro che descrive il progetto in Maremma dove mia madre mi portava anche se sarei rimasto pi volentieri in cantiere. Piccola, da dieci barrique, si faceva il Dolcetto, la Barbera e anche il bianco Cortese. Il pensiero di costruire una cantina per 2.500 barrique mi fa fatto perdere il controllo e ho ceduto al progetto di Rocca di Prassinello che mi aveva tentato per un anno. E rimasta lunica cantina firmata da Piano. Un parto iniziato nel 2003. Tutto cominciato, ricorda Panerai, con un volo in elicottero, quasi di nascosto dal socio Rothschild, per il quale nella vita si pu fare a meno sia degli architetti sia degli avvocati. Quando Piano ha scorto un altopiano nella tenuta, lelicottero atterrato, dando cos simbolicamente inizio al cantiere. I segni distintivi delledificio sono una torre rossa che svetta e si vede dallAurelia, un sagrato che si espande e sembra fluttuare come un tappeto volante (qui avvengono le prime operazioni con luva, che poi scorre sottoterra per forza di gravit) e unenorme barricaia sotterranea, diventata presto, con una serie di ritocchi per migliorare lacustica, un auditorium per concerti e spettacoli. Larchitetto aveva pensato, nello stesso periodo, un sistema di specchi che doveva illuminare, con luce solare, il cuore del santuario di Padre Pio. Ma ai frati sembr sacrilego ricorda Panerai - e Piano decise di traferire qui lidea. Ora la stanza sotto la collina , per Piano, come una chiesa con al centro un raggio di luce, e nella penombra, al posto delle vecchiette bigotte, le barrique. Roba da film sul Medioevo. Non , la cantina, un monumento al vino, ma un luogo funzionale per lavorare. rivestita di cemento con grana impressa da casseri in legno di betulla finlandese ( pur sempre una fabbrica, anche se nobile, secondo Piano). Qui nascono vini pluripremiati, come il Baffonero (uve Merlot). Per celebrare il doppio anniversario nascono bottiglie a tiratura limitata. il Rocca - Beaubourg, che ha sulle etichette i disegni di Piano, linconfondibile tratto con i disegni del centro parigino dedicato a Georges Pompidou e delledificio con lauditorium con le botti che, come grandi occhi, ti osservano. La mostra di Rota, visitabile fino a dicembre, descrive questo intreccio, tra i colori parigini e il sottosuolo maremmano: una scalinata rossa che si staglia sul grigio intreccio di tubi del Beaubourg, accanto allimmagine della cantina in lontananza che si perde nel grigio delle nubi riflesse sulla collina.
Autore: Luciano Ferraro


13 Settembre 2017, ore 15:43

Italia Oggi
nato lo spumante Garda doc in edizione limitata. La denominazione, istituita nel 96, stata fino a oggi dormiente... Ora, anche i viticoltori veronesi hanno le loro bollicine... Anche i viticoltori della provincia di Verona hanno ora il loro spumante. Si chiama Garda Doc, ha fatto il suo debutto ufficiale settimana scorsa al Festivaletteratura di Mantova, con il lancio in edizione limitata del Garda Doc Collezione Brut 2016 e, in base al disciplinare recentemente modificato di questa Doc istituita nel 1996 ma finora dormiente, ottenuto in primis da garganega, pinot grigio, trebbiano e chardonnay, ma anche dalle altre uve tradizionalmente coltivate nei circa 31 mila ha del grande anfiteatro naturale del Benaco per produrre i vini delle dieci denominazioni di questo territorio: Valtnesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige, Valpolicella, Durello e Soave. Uve che andranno vinificate nellareale della Doc, ma che potranno essere spumantizzate in tutto il Nord Italia col metodo tradizionale o Charmat. Le modifiche apportate al nostro disciplinare, dichiara a ItaliaOggi Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio Garda Doc, ne fanno una denominazione moderna, inclusiva e che favorisce la crescita delle nostre aziende. Innanzitutto mette a disposizione di tutti i produttori del bacino un brand unico, Garda, con unelevata notoriet presso i consumatori anche stranieri, tedeschi e inglesi per primi, e che sar pi semplice per il Consorzio sostenere e promuovere rispetto alle tante diverse denominazioni finora utilizzate per identificare le produzioni di spumanti del nostro territorio. Inoltre consente alle aziende che lo desiderano dincrementare la loro produzione, lasciandole libere dimpiegare uve e vini base di tutto il bacino del Benaco per ottenere il Garda Doc e di completare la spumantizzazione, secondo il metodo che ritengono pi opportuno per valorizzare il loro prodotto, in tutto il Nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Contando sul sostegno di diversi grandi produttori di vino del bacino del Benaco al progetto del Garda Doc, fra gli altri i gruppi Collis, Giv, Schenk, Vitevis e le cantine Albino Armani, Ca Maiol, Castelnuovo, Cavalchina, Colli Morenici, Contri Spumanti, Custoza, Soave e Valdadige, il consorzio conta nellarco di cinque anni di triplicare la produzione di spumante bianco, salendo dalle attuali 7 mila bottiglie con diverse denominazioni a 20 mln di bottiglie di Garda Doc, che potr promuovere sui mercati nazionale e globali potendo contare su almeno 3 mln euro di risorse, delle quali 1 mln circa del Consorzio. Quanto al valore di mercato della nuova Doc, pensando a un prezzo al consumo di 6-8 euro a bottiglia, potrebbe attestarsi sui 120-160 mln euro.
Autore: Andrea Settefonti


13 Settembre 2017, ore 15:43

Italia Oggi
Museo, ma anche percorso sensoriale. Masi Wine Discovery Museum, aperto a Lazise presso la Tenuta Canova dalla famiglia Boscaini, mette insieme storia ed emozione per creare nel visitatore lemozione legata al vino. Masi, commenta Sandro Boscaini, si impegnata nella divulgazione della cultura del vino italiana. E il Wine Discovery Museum chiude il cerchio arricchendo di ulteriori valori didattici ed emozionali Tenuta Canova, dove vino e cibo narrano larte antica del saper fare qualit. Si d vita cos a nuova forma di fruizione turistica emozionale e sensoriale. Il museo un viaggiamo in tre percorsi, dalla terra alluva, dalluva al vino, dal vino alla tavola. Clima, terreno, variet delluva sono i temi rappresentati con pannelli descrittivi e fotografici e con un viaggio satellitare dal cielo alla terra nelle tenute di Musi dalla Valpolicella al Lago di Garda; dal Trentino a Valdobbiadene (Tv), dal Friuli alla Toscana fino allArgenttna. Lungo il percorso si scoprono le tecniche enologiche dalla vendemmia allappassimento delle uve a fermentazione e in tre minuti si vivono sette giorni di fermentazione attraverso immagini, profumi e suoni catturati dal vivo. Si arriva infine al vino in tavola e al termine della visita ci si intrattiene nel salotto di casa Boscaini e prima del congedo c tempo per scoprire gli abbinamenti tra vino e cibo.


13 Settembre 2017, ore 15:42

Quotidiano Nazionale
Re del Sagrantino stato per secoli il vino rustico, per migliorare il Montefalco rosso o da far appassire per le feste. Non si sa da dove venga, quelluva rossa e polposa, potrebbero averla importata dalla Turchia i fraticelli di San Francesco, del resto Plinio il Vecchio ricordava che in zona si produceva unuva pregiata ma la chiamava Itriola, il nome Sagrantina (al femminile) compare solo a met del Cinquecento. Poi arriv un industriale tessile, un torinese che gi a met degli anni Cinquanta, poco pi che ventenne, vendeva corredi e biancherie per la casa nellItalia Centrale. Uomo coraggioso e lungimirante, Arnaldo Caprai: negli anni Settanta si lascia affascinare dalla terra, e acquista 45 ettari a Montefalco con il sogno di fare vino. Comincia cos la fortuna di Montefalco, del suo Sagrantino e in pratica dellintera Umbria vinicola, che proprio in questi giorni la prestigiosa Wine Enthusiast ha candidato al titolo di Wine Region of the Year accanto a colossi come Sonoma County in California, il Sud - Ouest della Francia, la Galizia in Spagna e Margaret River in Australia. Anche se, ad onor del vero, gi larea di Orvieto vanta una lunga storia con il suo bianco, e a Forgiano gi dagli anni Sessanta un altro imprenditore di grande valore, Giorgio Lungarotti, aveva dato avvio a una bella impresa. Ma il Sagrantino fa presto boom. Premi, red carpet, Hollywood, recensioni eccellenti. E molto si deve al lavoro di Marco Caprai, il figlio di Arnaldo, che nel 1987 prende in mano le redini dellazienda.
lei il re del Sagrantino?
Devo tanto al lavoro di mio padre, che volle valorizzare il territorio quando la campagna soffriva labbandono. Da parte mia, pensai di coinvolgere luniversit per valorizzare una variet che comprendevo leggendo Veronelli quando parlava di selezioni clonali, di vinificazioni con un certo stile, di legni piccoli. Cos nacque questo percorso veronelliano.
I numeri le hanno dato ragione.
Oggi produciamo un milione di bottiglie in 15 etichette su 150 ettari a vite. Io sono lamministratore: siamo una cantina che fa formazione e ricerca, siamo sede di scuola e teniamo corsi, una master class allinterno e lezioni anche nelle elementari del territorio. Puntiamo sul digitale, che ha potenzialit inesplorate nellagricoltura con linternet delle cose per la gestione dei mezzi. La viticoltura di precisione la strada del futuro.
A cosa attribuisce il successo del Sagrantino?
Era come un giovane atleta pieno di talento: noti le caratteristiche alle radici, ma bisogna vedere come cresce, come evolve. Noi abbiamo compreso che il Sagrantino ha le potenzialit da grande variet internazionale, la pi internazionale tra le meno conosciute: struttura, longevit, eleganza, capacit di durare. Questo weekend, da venerd a domenica, a Montefalco abbiamo Enologica, che festeggia i 25 anni della docg. Unottima occasione per capirlo.
Le gioie di questi trentanni?
A ogni tempo la sua, ma molto importante fu la prima volta dei tre bicchieri, nel 1996, con una recensione straordinaria. Poi il titolo di migliore cantina dEuropa, per noi, nel 2012 secondo Wine Enthusiast. E tante tavole importanti, i vip: Sharon Stone, Catherine Zeta Jones che ha brindato a Sagrantino per le nozze con Michael Douglas, Roberto Benigni che ci ha scelto per festeggiare lOscar.
Fate anche un vino che si chiama Spinning beauty. Che vuoi dire?
lomaggio alla filanda, al filo della tessitura e richiama il concetto di bellezza, di made in Italy, di cultura. Un vino unico, che cerca di interpretare un vecchio modello di raro vino che invecchia dieci anni, come lUnico di Vega Sicilia in Spagna, il Penfolds australiano, lo Screaming Eagles americano, il Monfortino piemontese. Meno di mille bottiglie. Ma in Umbria ci sono cose che non si trovano altre regioni.
Autore: Paolo Pellegrini


13 Settembre 2017, ore 15:42

Quotidiano Nazionale
Monica di Sardegna sul trono, corona nella guida Vinibuoni Santa Maria La Palma: tempo di premi per lazienda di Alghero: uno in Italia e tre negli Usa... Prosegue la scia di successi per i vini della Cantina Santa Maria La Palma, lazienda che invecchia il vino anche sul fondo del mare. Per lazienda algherese sono arrivati quattro prestigiosi riconoscimenti, uno in Italia e altri tre negli Stati Uniti. Il rosso Monica di Sardegna Cru Doc Superiore ha ottenuto la Corona nella guida Vinibuoni dItalia 2018, lunica guida italiana dedicata ai vini da vitigni autoctoni. il massimo riconoscimento attribuito ai vini esaminati. Il Monica Doc Superiore sar segnalato con unapposita icona allinterno della guida, distribuita in tutta Italia. Aragosta Ros e Cannonau Le Bombarde conquistano gli Usa con rispettivamente un Argento e un Oro al New York International Wine Competition, concorso di grande popolarit nellindustria del vino. Dagli Stati Uniti arrivato anche un altro riconoscimento: Aragosta ha ottenuto il punteggio 87/100 su Wine Spectator. Un punteggio di tutto rispetto per il Vermentino della cantina sarda, che giunge da una delle riviste pi importanti del mondo dellenologia. I risultati conseguiti - listantanea dalla cantina La Palma - sono il frutto del lavoro quotidiano del team e degli oltre 300 soci che coltivano oltre 700 ettari di vigneti.


13 Settembre 2017, ore 13:55

Quotidiano Nazionale
Falso Prosecco per il sito cinese. Bloccati 30 milioni di lattine Grazie al lavoro dellIspettorato repressione frodi del nostro ministero abbiamo bloccato la vendita potenziale di 30 milioni di lattine di falso Prosecco, che erano pronte per essere vendute sulla piattaforma e - commerce cinese Alibaba. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (nella foto). Unoperazione che d il segno della grandezza del fenomeno delle contraffazioni sottolinea il ministro Martina su Facebook e spiega come lItalia sia allavanguardia nel contrasto. Abbiamo portato avanti pi di 2mila interventi di protezione con risultati di valore.


13 Settembre 2017, ore 13:55

Quotidiano Nazionale
Douja dor, successo ad Asti. Premiati 299 prodotti italiani Sono 299 i vini italiani che hanno ricevuto il premio Douja dor, dellomonimo concorso nazionale, in occasione del Salone di vini selezionati aperto ad Asti fino al 17 settembre. Tutti gli assaggi delle 800 etichette italiane in concorso - ha detto il presidente dellOnav, Vito Intini - sono stati fatti alla cieca, sinonimo di grande seriet tecnica e garanzia di qualit del risultato finale dei premiati. Tutti i premiati hanno superato gli 87/100 nelle votazioni. Cento i vini che hanno superato il punteggio di 89/100, passati in nomination per lOscar della Douja, andato a 48 etichette.


13 Settembre 2017, ore 13:54

Quotidiano Nazionale
Tutti i calici doc per una sera nel cuore storico di Trento Una serata alla scoperta di Trento, con la visita degli edifici che vantano un legame con il mondo del vino, ma anche un viaggio virtuale attraverso i territori pi vocati alla viticoltura della provincia, con degustazione dei prodotti pi rappresentativi e un tuffo finale nella storia del cinema. Cos la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino ha scelto di festeggiare la decima edizione di DOC - Denominazione di Origine Cinematografica, nata per celebrare il connubio tra enogastronomia e cinema. Lappuntamento per venerd, dalle 17 alle 23, nel centro storico di Trento. Dopo aver ricevuto ticket e calice presso il Teatro Sociale, i partecipanti potranno iniziare il loro viaggio di gusto. Cinque le tappe previste, ognuna dedicata a un vino testimonial e al territorio di riferimento, raccontato da chi, giorno dopo giorno, lavora per promuoverli e valorizzarli.


13 Settembre 2017, ore 13:54

Quotidiano Nazionale
Ischia (anche) terra di gusto e antichi vigneti. Tra mare e terme, un viaggio in piccoli sorsi atta scoperta dellenogastronomia locale La bellezza dellisola dIschia attraverso il vino e lenogastronomia, una alternativa al classico binomio terme - mare e un modo per ripartire dalle tradizioni e dallincanto di uno dei luoghi pi belli al mondo. Pane dallattrice Anna Falchi, particolarmente legata allisola, la decima edizione di Andar per cantine, la manifestazione organizzata dalla Pro loco Panza fino al 20 settembre. Levento consente di scoprire lisola contadina, celebrandone il legame ancestrale col vino. Sono a disposizione dei visitatori dieci percorsi attraverso le cantine pi antiche e i vigneti pi rigogliosi tra tufo verde e macchia mediterranea, dal borgo di Campagnano alleremo dellEpomeo, passando per la baia di Sorgeto. Tra le iniziative pi attese, Cantinando sotto le stelle: domani e il 19 settembre, sono previsti percorsi serali tra alcune delle pi suggestive cantine dellisola. Torna anche Cento cantine in mezzo al mare, liniziativa con la quale la Pro loco Panza premia ogni anno chi profonde passione per la valorizzazione dellagricoltura made in Ischia e che questanno si legher agli effetti del sisma del 21 agosto. Ristoranti e trattorie proporranno a prezzi scontati le tipicit del territorio.


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