planeta

Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

12 Aprile 2016, ore 11:40

RAI RADIO 2 DECANTER

Pillola del giorno da Vinitaly by Winenews con il direttore Alessandro Regoli su Jack Ma di Alibaba: MarcoPolo ha introdotto Cina in Italia ma nessuno ha introdotto Italia in Cina


12 Aprile 2016, ore 11:38

TAGADA LA7

in diretta da Vinitaly (motor home Caprai) il direttore di Winenews Alessandro Regoli, insieme a Gianfranco Vissani e Carlo Cambi, parla di vino italiano in Cina, a confronto con la Francia


12 Aprile 2016, ore 11:35

TGR TOSCANA

TGR TOSCANA edizione ore 14
In diretta da Vinitaly con Pietro Di Lazzaro il direttore di Winenews Alessandro Regoli su rivalutazione vigneti in 50 anni e vino & Cina


11 Aprile 2016, ore 17:09

ANSA

Sentiment positivo cantine Italia, vendite I trimestre +8% Sondaggio WineNews, torna a sorridere anche mercato interno ... Un primo trimestre 2016 che regala indicazioni positive e ottimismo al vino italiano sul fronte delle vendite e dei fatturati, tanto allexport che in Italia. A dirlo le risposte di 15 tra le realt enologiche pi importanti dItalia per storia, immagine e per volume daffari (1,7 miliardi di euro, il 15% del fatturato complessivo del vino italiano): per il 64% delle cantine vendite a +8%, con il 45% che dichiara un sentiment positivo, il 36% che sente abbastanza positivo il resto dellanno e il 19% che, addirittura, scommette su un 2016 molto positivo. Ecco la fotografia, realizzata da WineNews, che tasta il polso ad uno dei settori pi dinamici e positivi anche in questi tempi delleconomia italiana Se lesportazione delle etichette tricolori continua "a tirare" anche in questo primo scorcio di 2016, con le aziende campione che indicano nel 63% dei casi una crescita a +10% (sullo stesso periodo del 2015), confermando la tendenza generale rilevata nel bilancio finale dellanno appena trascorso (con il superamento della cifra simbolo dei 5,4 miliardi di euro di export, +5,4% sul 2014), torna parzialmente a sorridere anche il mercato interno, da pi parti forse troppo frettolosamente liquidato come ormai stagnante: il 46% delle aziende ritrova una crescita delle vendite entro i confini nazionali, che si attesta su un confortante +4,5% sul 2015. Il mercato italiano con tutte le sue debolezze, in termini soprattutto di consumi in discesa, resta uno sbocco commerciale importante non solo numericamente (oltre 20 milioni di ettolitri) ma anche per il suo ruolo di vetrina, proprio quando lobbiettivo strategico principale sono i mercati internazionali. Il sondaggio fotografa anche qualche segnale in controtendenza: sul dato aggregato delle vendite c un 18% di aziende che segnala una stabilit sul 2015 del proprio andamento commerciale, e un 18% che, invece, denuncia una flessione, quantificabile in un -7,5%; sul fronte dellexport, il 23% delle cantine sondate indica una sostanziale stabilit con le transazioni ferme sui livelli 2015. Nel mercato domestico, invece, il 28% che mantiene le posizioni, mentre un 9% segnala una riduzione delle vendite, nellordine del 7%. In ogni caso, il successo tendenziale sul piano delle vendite ha, naturalmente, anche motivazioni aziendali ben precise. Le cantine sondate dimostrano di investire risorse finanziarie e umane in modo sempre pi strategico, orientandosi soprattutto sui mercati pi sicuri e su quelli che maggiormente possono garantire un valore aggiunto ulteriormente spendibile. Le cantine italiane, nella maggior parte dei casi, hanno diversificato le proprie vendite su un portafoglio di mercati, a volte, molto esteso e, probabilmente, sta proprio nella capacit di modulare i propri sforzi molto del successo del recente passato. Ci sono mercati nei quali spendersi con maggior vigore per situazioni contingenti e altri perch garantiscono visibilit, altri ancora perch potenzialmente in crescita futura. Ecco che allora gli imprenditori del vino del Belpaese nel 72% hanno concentrato i propri sforzi sul mercato europeo, scegliendo come Paesi target soprattutto Germania, Svizzera e Gran Bretagna, nel 70% su quello italiano, nel 54% sul mercato americano e nel 36% sui mercati orientali. Gli imprenditori del vino italiano sondati da WineNews guardano al futuro nel medio-lungo periodo individuando le possibili criticit che il loro business pu incontrare. Il problema pi complesso resta, per il 55%, quello della debolezza dei consumi, seguito, al 36%, dalle incognite economiche che, pur in un clima di rinnovata fiducia, restano ben presenti; per il 20% delle aziende, rimangono ancora irrisolte le conseguenze di un possibile mancato assorbimento della crisi globale ancora in atto. Emerge anche la preoccupazione dellaumento dei costi di gestione aziendale per il 10% delle cantine sondate. A questo si unisce poi la preoccupazione causata dal cambio non favorevole (20%). Infine, rimane viva, per il 15%, il timore di una perdita di forza della competitivit sul piano internazionale.


11 Aprile 2016, ore 13:28

CORRIERECONOMIA

Sono nati tra il 1980 e il 2000, hanno la connessione nel dna e sono i consumatori pi coccolati del momento. Ecco a voi i Millennials, la generazione che rappresenta il 45% dei consumi di vino in Usa, il mercato pi importante dei mondo. Attenti al passaparola dei coetanei via social, i millennials statunitensi sono al centro di campagne mirate. E in Italia? In unanalisi effettuata da WineNews (sito di riferimento nel mondo dei vino) per conto di Vinitaly, la sociologa Marilena Colussi spiega che i Millennials italiani hanno un diverso approccio culturale con il vino e il cibo. In altre parole il vino sempre stato presente sulle tavole delle famiglie italiane, mentre oltreoceano diventato di moda pi di recente e rappresenta quindi la novit. Morale: In Italia i Millennials sono unopportunit, ma occorre coinvolgerli, parlando il loro linguaggio.


10 Aprile 2016, ore 16:36

LA STAMPA

I consumi cambiano. Al bicchiere ora trovi le bottiglie mito ... Al bicchiere conta. Mentre si moltiplicano i tentativi di aprire nuovi locali e nuovi luoghi dove consumare il vino, la vera rivoluzione avvenuta nel bicchiere. Sono almeno tre anni che si celebra la vendita al calice e le tecnologie che garantiscono la qualit delle bottiglie stappate, ma negli ultimi dodici mesi che sono arrivate in mescita le grandi etichette, tutte le grandi etichette. La scelta fa felici anche i produttori, perch rompe quella solennit capace di trasformare certe bottiglie in totem intoccabili. Al bicchiere si pu assaggiare anche quel grande vino che da soli non ci permetteremmo, un po per lo spreco, un po per letilometro. Aggiustamenti continui che spingono il mercato a trovare una via per mettere il vino sul tavolo dei millennials, la nuova generazione di consumatori. I millennials sono i 1000 euristas spagnoli, o i precari in Italia - oggi la generazione Jobs Act -; per la prima volta, cio - spiega la sociologa Marilena Colussi a WineNews - abbiamo di fronte una generazione che vive cose comuni in tutto il mondo, grazie a internet, con la quale nata e che la mette in connessione. La differenza la fanno i numeri, con i millennials italiani che sono meno che in altri Paesi. E il modo in cui, secondo la propria cultura, si approcciano con il cibo ed il vino. Il millennial italiano apprezza il vino ed ha un rapporto storico con questo, il millennial Usa indicato come quello su cui puntare perch oltreoceano il vino diventato di moda pi recentemente, perch sta vivendo con questo un rapporto in termini moderni, e continuer a berlo ancora a lungo visto che si vive pi a lungo. Anche in Italia bisogna guardare ai millennials come se fossero non una nicchia, ma un nuovo mercato ed unopportunit. E pensando a loro come ambasciatori del nostro vino allestero. La scelta dei vini al ristorante o al tavolo di un wine bar vive un momento di profonda trasformazione. Dagli Anni Novanta, quando ho iniziato nei ristoranti gastronomici, c stata una trasformazione radicale nella scelta dei vini - ha raccontato Giuseppe Palmieri, sommelier dellOsteria Francescana di Modena -; allepoca il cliente prendeva la carta dei vini, sceglieva in totale autonomia una bottiglia, beveva di pi e faceva meno degustazioni, ordinando un bianco e un rosso, al 90% vini nazionali, mentre il sommelier lo assistivi con un servizio classico. Oggi invece il pubblico completamente cambiato, let media si molto abbassata, ci sono tanti giovani che instaurano subito un dialogo con noi sommelier, cos curiosi da chiedere di fare una serie di assaggi o bere al bicchiere. E con unapertura mentale tale, per cui che sia vino italiano, spagnolo, francese o californiano non importante: a loro interessa fare esperienze nuove. A influenzare mercati e consumi anche la tendenza bio. C una grande attenzione per i vini veri spiega Palmieri -, naturali ed autentici, a differenza dei passato quando semplicemente si sceglieva una bottiglia di vino. Le carte dei vini si sono molto alleggerite, sono diminuiti gli stock in cantina ma aumentato il numero di referenze, perch dal punto di vista finanziario si capito limportanza di avere una cantina pi leggera, ma data questa grande curiosit si pi liberi di comprare un numero di referenze pi ampio. Oggi, poi, nella clientela c una cultura che cresce per quanto riguarda i vini italiani spiega Marco Reitano, chef sommelier de La Pergola, tre stelle Michelin - e include anche quelle regioni viticole che si sono messe in mostra pi recentemente, minori e del Sud Italia. C voglia di sperimentare. Tra le tipologie pi gettonate vi sono i vini di beva non troppo complessa, equilibrati e che si bevono meglio, con unattenzione particolare al grado alcolico. Rispetto al passato, sono sempre pi i clienti che di un vino chiedono anche il grado alcolico. Nella selezione per la carta dei vini siamo agevolati dai produttori, e dalle loro nuove etichette, spesso pensate per i giovani e di pi facile beva. Cos come stiamo assistendo ad un cambiamento epocale di alcuni vini, per i quali le lavorazioni di cantina sono state alleggerite.
Luca Ferrua


10 Aprile 2016, ore 16:35

LA STAMPA

la genetica la nuova frontiera della coltivazione della vite ... Non c niente di pi bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quellodore della terra cotta dal sole dagosto. Una vigna ben lavorata come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore. Cesare Pavese lo scriveva pi di 60 anni fa, nelle pagine de La luna e i fal. Il fascino di una collina plasmata dalla mano delluomo rimasto intatto, ma le tecniche di lavorazione tra i filari sono pi volte mutate, seguendo esigenze differenti e nuove sensibilit. Al di l della qualit e del valore del vino - anche se, ammonisce spesso Carlo Petrini, pure un ottimo Barolo realizzato in una terra sempre pi brutta un po meno buono - i vigneti hanno un importante valore ambientale e paesaggistico, rappresentano un prezioso ecosistema frutto dellintervento umano e in grado di mettere daccordo grandi architetti e rigidi osservatori della coltivazione biologica. Ma se nel secolo scorso si individu nella chimica il mezzo pi efficace per contrastare le fitopatologie attraverso limpiego di antiparassitari, definiti via via anche come fitofarmaci, pesticidi, veleni chimici, nonch di fertilizzanti e diserbanti, nel nuovo millennio che prende forza la domanda di una agricoltura che faccia meno ricorso alla chimica, a protezione della salute del consumatore e dellambiente. Tuttavia, oggi le uve coltivate sono sottoposte a una forte pressione da parte di varie malattie e parassiti, e quindi ricevono normalmente moltissimi trattamenti per proteggerle da insetti, muffe, funghi e patogeni vari. Lobiettivo primario di ridurre limpatto della chimica in viticoltura viene perseguito con la lotta integrata, che riduce luso di antiparassitari integrandoli con prodotti che non sono di origine chimica; la conduzione biologica, che limita luso di prodotti chimici ai soli rame e zolfo; la conduzione biodinamica, che esclude luso della chimica. Ma non ci si pu fermare qui dice Angelo Gaja, che sul tema negli ultimi tempi intervenuto pi volte con tutta la sua autorevolezza -. Vanno utilizzati anche quei sistemi che consentono di produrre viti con una buona resistenza alle malattie, inseguendo cos lobiettivo di contenere o abbattere il ricorso alla chimica per combatterle. Detto in altre parole, sembra sempre pi difficile evitare, pi o meno aprioristicamente, laiuto della scienza sotto forma della genetica applicata alla vite. Questo - spiegano gli esperti di WineNews che hanno condotto unanalisi sul tema per Vinitaly - significa percorrere un nuovo cammino, accompagnati dalla cisgenesi, che consente di ottenere super-viti attingendo esclusivamente ai geni della stessa specie. Consente, insomma, di ottenere modificazioni mirate analoghe a quelle spontanee e al contempo di preservare le variet tradizionali messe in pericolo da patogeni. Unaltra via quella del genoma editing, che esegue modificazioni mirate e corregge le sequenze del genoma, accelerando, per cos dire, il processo di selezione naturale di variet di uva pi resistenti alle malattie, senza alterarne le qualit organolettiche. Le piante che ne derivano sono quindi al 100% di Vitis vinifera, non equiparabili a quelle ottenibili per transgenesi, che danno luogo a 0gm, ricorrendo allintroduzione di geni provenienti da specie diverse, come nel caso del mais BT a cui sono stati aggiunti i geni di un batterio. Il progresso scientifico corre veloce e sar difficile non tenerne conto, anche se spesso il mondo del vino usa la tradizione come strumento di marketing. Dice ancora Gaja: Andr chiesto ai vivaisti di dedicare pi attenzione al materiale derivante da selezione massale, per non affidarsi totalmente alla elezione clonale che produce viti pi fragili. Al fine poi di recuperare salute al vigneto, andranno estese le pratiche per rafforzare la vitalit del suolo. La strada per abbattere luso della chimica nel vigneto lunga, se la si vuole condurre con successo va percorsa senza paraocchi, con tutti gli strumenti disponibili.
Roberto Fiori


10 Aprile 2016, ore 13:23

AVVENIRE.IT

Primi al mondo per produzione di vino, portabandiera della buona Italia ... Sapori, colori, profumi. Di vino e di soldi anche se i problemi da affrontare ci sono ancora. Eppure, quello della vitivinicoltura e dellenologia un mondo che tutto sommato appare essere vincente. Portabandiera della buona Italia, una delle punte di diamante dellagroalimentare nel mondo, la produzione vinicola continua a far parlare bene di s. Con tutto ci che ne consegue: sostanza tecnica ed economica, cos come apparenza, stravaganza e immagine di un comparto a cavallo fra produzione reale e immaginario collettivo. E il Vinitaly 2016, che oggi si apre a Verona alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, rispecchia questi aspetti. La situazione del settore questa: nel 2015 lItalia ha conquistato il primato mondiale nella produzione di vino con 47,4 milioni di ettolitri, ci sono 73 Docg, 332 Doc e 118 Igt, le esportazioni sono arrivate a 5,4 miliardi di euro, la prima voce dellexport agroalimentare nazionale. Ad essere clienti dei nostri vignaioli i ricchi stati degli Usa e della Cina, ma anche tutta Europa. Bene anche le vendite nella grande distribuzione, che da sola (stando alle elaborazioni dellagenzia Winenews su dati Nielsen elaborati da Coop Italia), vale oltre 1,7 miliardi di euro. E positiva appare anche la situazione nei primi mesi del 2016 con quello che gli osservatori del settore definiscono sentiment positivo. Forte, stando alle indicazioni di Alleanza delle Cooperative, la presenza del vino delle cantine sociali che si battono bene accanto ai nomi dellalta nobilt viticola. Tutto in mostra a Verona (4.100 espositori in 100mila metri quadri), che, con ragione, celebra ledizione numero 50 di Vinitaly allinsegna dellinnovazione di prodotto, di processo e di consumo, cio a tutto tondo, cercando di lasciare un po indietro lapparire e dando pi spazio alla seriet di ci che c dentro alle bottiglie. Ma nemmeno trascurando gli aspetti che fanno di quello del vino uno dei mondi pi complessi delleconomia - le produzioni biologiche, i contenitori innovativi, le strategie commerciali planetarie, la tutela dellambiente, la responsabilit sociale dimpresa -, con tutto ci che vi ruota attorno. Anche dal punto di vista dello sforzo di semplificazione e di rilancio. Non un caso che alla vigilia della manifestazione scaligera, il Parlamento abbia dato uno dei via libera fondamentali al nuovo Testo unico del vino che taglierebbe del 50%, secondo Coldiretti, il tempo dedicato alle pratiche burocratiche. Vino, dunque, e di quello buono. Anche se, sempre stando a WineNews, i consumi seppur in miglioramento ancora non sono entusiasmanti (+0,2% dal 2009). davvero lontano il vino al metanolo di 30 anni fa: da allora le esportazioni sono cresciute del 575%.


09 Aprile 2016, ore 11:33

IL GIORNALE

Vegano, leggero, etico. il vino che berremo ... Se la vita comincia a cinquantanni il Vinitaly nasce domani. Quando a Verona il presidente della Repubblica Sergio Mattarella taglier il nastro delledizione numero 50 della pi importante manifestazione vinicola italiana e una delle pi importanti al mondo. La prima edizione fu celebrata sotto forma di congresso nel settembre 1967 al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Il nome Vinitaly non cera ancora (arriver nel 1971) e nemmeno gli espositori (arriveranno nel 1969): si parlava di Giornate del vino italiano e si inizi a ragionare su come far diventare grande quello che allora era solo un alimento liquido apportatore di calorie ma non di emozioni. La strada sarebbe stata lunga e sarebbe passata per tragedia come quella del metanolo del 1986: unadulterazione tossica per aumentare il grado alcolico che cost la vita a 23 persone e la vista a tante altre. Oggi il mondo del vino ha numeri da capogiro: 310mila imprese, 1,2 milioni di occupati, 637mila ettari vitati, 73 docg, 332 doc, 12,4 miliardi di fatturato complessivo, 5,4 miliardi di esportazioni. Ma il Vinitaly anche luogo di storie e novit. Eccone qualcuna. Leggerezza. La tendenza era gi chiara ma ora WineNews, uno dei siti pi cliccati dagli amanti del buon bere, lo sancisce ufficialmente: gli italiani vogliono, bere sempre pi leggero. La richiesta di vini meno alcolici sempre pi pressante, anche se si scontra con il riscaldamento globale che favorisce laumento della gradazione. Ecco cos intervenire accorte pratiche in vigna e in cantina. Il Sagrantino salva larte. Lazienda umbra Arnaldo Caprai lanciamo un fundraising per restituire lintegrale bellezza allabside della chiesa di San Francesco a Montefalco. Sei bottiglie in edizione limitata del Cru Montefalco Sagrantino Docg Vigna del Lago 2012 da acquistare on line. Calice=Vegan. Sempre pi aziende mettono in carta vini vegani, prodotti cio senza limpiego di qualsiasi tipo di derivato di origine animale (come albumina duovo e la caseina o i caseinati). Tra le aziende pi avanti ci sono labruzzese Codice Citra, la siciliana Firriato e la lombarda Quadra, la prima a produrre un Franciacorta a misura di vegano. Il sughero. Amorim, lazienda portoghese leader nella produzione di tappi in sughero, a Verona presenter il primo tappo in sughero che si svita-avvita e la complementare bottiglia con filettatura interna, progettata dai due leader internazionali nel settore, Amorim Cork e O-I (Owens-Illinois), che ha gi sfondato nel mercato Usa. Amazon. Vinitaly ha creato uno store dedicato alle etichette di pi di 500 cantine italiane, aperto online da qualche giorno. I produttori che collaborano con Vinitaly Wine Club possono vendere i loro prodotti sul marketplace del colosso della vendita online. I clienti riceveranno il vino a casa in 24-48 ore.
Andrea Cuomo


08 Aprile 2016, ore 16:45

ANSA

Vino: Brunello e Nobile, derby tedesco in Toscana Imprenditori Germania molto interessati ad aziende territorio ... Derby vinicolo in terra toscana, ma tutto giocato tra imprenditori tedeschi: la famiglia Eichbauer schiera Podere Salicutti, gioiello del Brunello di Montalcino, quella Rothenberger punta su Icario, perla del territorio del vino Nobile di Montepulciano. Denominatore comune per entrambi i territori tra i pi prestigiosi della Toscana, cantine con una particolare attenzione allaspetto della sostenibilit e la prassi di comprarle lasciando in azienda i fondatori e il management che le hanno sviluppate fino ad oggi con successo. Qualche mese fa la notizia anticipata da WineNews dellacquisto di Podere Salicutti fondato da Francesco Leanza (prima azienda del territorio di Montalcino ad aver ottenuto la certificazione per la viticoltura biologica gi nel 1996, primo anno di produzione) da parte della famiglia Eichbauer, tra i nomi pi importanti nel settore delledilizia in Germania, ora la famiglia Rothenberger, che sviluppa un business intorno al miliardo di euro nei settori della meccanica, della tecnologia per lambiente e del real estate, si prepara al debutto, a Vinitaly, della prima annata di produzione, sotto la sua gestione, della tenuta Icario di Montepulciano: 22 ettari nella terra del Vino Nobile, acquistata nel 2015 dalla famiglia Cecchetti che lha fondata, nel 1998 (e rimasta nel management dellazienda), con una particolare attenzione allaspetto ambientale. Con la Toscana del vino che, dopo aver affascinato, nel passato pi e meno recente, soprattutto americani e inglesi, ora sembra essere tornata in testa ai desideri dei tedeschi (di pochi giorni fa il rumors di WineNews sullacquisto della maggioranza della Tenuta Argentiera, splendida perla di Bolgheri, da parte di un giovane imprenditore austriaco, che anche in questo caso ha puntato sul prestigio del territorio, la bellezza e il rapporto con lambiente della tenuta, lasciando in azienda il management e la famiglia Fratini che ha ceduto buona parte delle sue quote).


08 Aprile 2016, ore 11:38

CORRIEREFIORENTINO

Vinitaly, la Toscana si fa bio ... Anche questanno la Toscana entra metaforicamente a spalle larghe al Vinitaly. E la regione con pi cantine al seguito, 701, (594 quelle piemontesi), come si legge sul sito della grande kermesse, che si terr a Verona dal io al 13 aprile. LOsservatorio sulla stampa estera di Klaus Davi, ha da poco reso noto fra laltro uno studio, secondo il quale tra il 2014 e il la presenza del vino toscano sulle pagine delle principali testate straniere ha fatto registrare un aumento del 16,2%, con 365 articoli contro i 314 del 2014. Il Consorzio Chianti Classico celebra questanno a Verona i suoi 300 anni: 115 le aziende che saranno presenti, in degustazione 225 etichette, di cui 47 di Gran Selezione, la nuova tipologia di Chianti Classico sul mercato da due anni, ma gi ricercata dal mercato straniero. Si parla cli una crescita delle vendite (di tutti i prodotti, non solo le riserve) dell8% nel 2015, trend confermato dal pi 6% dei primi mesi dei 2016, fanno sapere dal Consorzio. Merito della forte vocazione allexport, oggi a quota 80% - afferma il presidente Sergio Zingarelli - ma anche della ripresa del mercato interno, tornato a crescere (pi 2%) dopo svariati anni di stasi. La partecipazione al Vinitaly sar anche loccasione per ribadire e portare avanti il progetto di candidatura del territorio del Chianti Classico a Patrimonio dellUmanit. Il Consorzio a tutela del Morellino di Scansano si far invece portabandiera dellespressione vitivinicola della Maremma. La tendenza, che si manifestata pi forte che mai in questi ultimi anni, quella del biologico. La notizia ci arriva dal Consorzio del Chianti dei Colli Fiorentini. E salito infatti ormai al 25% il numero di aziende del Consorzio con certificazione biologica. Una crescita importante che ha visto, pionieri in Toscana, due realt che hanno sposato da tempo le regole dellagricoltura biologica: Tenuta San Vito di Montelupo Fiorentino dal 1982, Fattoria San Michele a Torri di Scandicci dal 1993. A queste bisogna aggiungere quelle in conversione - una fase che secondo la normativa europea dura tre anni -, nonch un nutrito gruppo di realt che ha scelto invece di percorrere la strada della lotta integrata, un sistema agricolo a basso impatto ambientale. Questo approccio complessivo, che mette al primo posto la sostenibilit ambientale, molto sentito anche tra le aziende pi giovani che fanno parte da poco del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, alcune delle quali hanno trovato nel variegato mondo che ruota intorno al cosiddetto movimento dei vini naturali la dimora ideale nella quale comunicare le proprie scelte e convinzioni. Tra le aziende del Consorzio questa ormai diffusa e sempre pi sentita esigenza di avere un approccio il pi rispettoso possibile nei confronti della propria terra e dellambiente circostante - dichiara la presidentessa Marina Malenchini - dimostrata anche da un modello di conduzione della propria realt che possiamo definire olistico. Nei Colli Fiorentini molte delle recenti iniziative intraprese, infatti, mirano a tutelare lambiente nel modo pi omnicomprensivo possibile, ponendo attenzione a molti aspetti, non solo a quelli agricoli. Per esempio - continua la presidente - nel 2015 liniziativa promossa dalla provincia di Firenze denominata Waste-less in Chianti, ha permesso di ridurre laccumulo di rifiuti di i.o kg pro-capite. il meglio dei vini naturali e bio si potranno assaggiare nello stand del Vivit, ovvero Vigne Vignaioli Terroim, nel padiglione 8 (dalle 9,30 alle i8). Il Vivit riunisce produttori di tutto il mondo che vogliono esprimersi nella trasparenza, nellautenticit e nellindividualit. I vini vogliono essere lespressione autentica del territorio che li produce. Qui metteranno in assaggio i loro vini Stefano Amerighi, Giovanni Borella (azienda Casale), la Leccetella, Vai delle Corti, Caiarossa, Campinuovi, Candiale, Canneta, Carusvini, Casa LudII, Castellani, Castello di Ripa DOrcia, Ceralti, Civettaio, Trambusti, Dalle Nostra Mani, Castellina, Montechiari, Poggiopiano, La Maliosa, ll Paraclisodi Manfredi (grande Brunello), Le Cinciole, Le Raguaie, Ottomani, Concori (grande Pinot Nero), e molti altri. il padiglione toscano per eccellenza il numero 9, dove si riunir la maggior parte dei produttori, ma alcuni altri saranno dislocati nel padiglione 7, come Petra. Diversi vini festeggeranno il loro anniversario, come Tenuta Argentiera che far alzare i calici ai fratelli Fratini (che WineNews d in trattativa con un imprenditore austriaco) per la decima annata del loro Doc Bolgheri Superiore. Castello del Terriccio, con i vini firmati da Carlo Ferrini, annuncer anche la nuova edizione del proprio Premio Letterario. Un modo per dimostrare che alla fine, gira e rigira, il vino pur sempre cultura a tutti gli effetti.
Helmut Failoni


08 Aprile 2016, ore 11:22

LA NAZIONE/IL GIORNO/IL RESTO DEL CARLINO

Produzione, siamo primi al mondo. Boom delle bollicine, bene i rosati ... L11 aprile sul palcoscenico del Vinitaly il premier Matteo Renzi sar a tu per tu con Jack Ma, il guru di Alibaba, il colosso delle-commerce, il secondo uomo pi ricco della Cina. Un winelover il miliardario cinese, appassionato di vino francese, con i rossi bordolesi nel cuore. Ha appena comprato proprio nella regione di Bordeaux per 16 milioni di euro la tenuta Chteau de Sours, un vigneto che esporta soprattutto vini ros in Gran Bretagna con annesso castello del XVIII secolo con 85 ettari di vigneto. Lossessione dei nuovi ricchi cinesi per la Francia enologica ha del patologico. Jack Ma non certo il primo cinese a fare shopping a Bordeaux dove sono gi una cinquantina gli chateaux finiti sotto il controllo del Dragone per una estensione pari all1,5% dei vigneti della regione. Ma gli investitori cinesi puntano anche sul sud della Francia, ad esempio sui vigneti emergenti e assai meno costosi del Languedoc Roussillon. Il risultato che quasi il 50% di tutte le importazioni di vino oltre la Grande muraglia batte bandiera transalpina, soprattutto rossi. Cosa dir Renzi a Jack Ma? Cercher di convincerlo che i nostri grandi rossi nulla hanno da invidiare a quelli di Bordeaux e Borgogna sul piano della qualit ma con un plus importante: il rapporto qualit/prezzo, a nostro vantaggio. Nei piani di Jack Ma c una piattaforma di vendite on line per i vini francesi, dopo quella per i californiani. Chiss che dalla visita a Vinitaly 2016 non nasca lidea di unaltra piattaforma per i vini italiani... sarebbe un grande successo visto che i nostri vini crescono forte in Cina ma partono da una quota di mercato minoritaria (6-7%) e hanno bisogno di una spinta importante sul piano commerciale. Mai come adesso lItalia del vino ha le carte in regola sul piano della qualit e dei numeri. Il sistema vitivinicolo italiano nel suo complesso (dati Ismea) vale oltre 14 miliardi di euro, con un export che nel 2015 ha raggiunto il record storico di 5,4 miliardi di euro. Siamo i primi produttori di vino al mondo ma, quel che pi conta, i secondi esportatori dopo la Francia. La nostra produzione certificata (Dop e Igp) conta 523 riconoscimenti, e una produzione che, pur non esprimendo ancora tutte le sue potenzialit, arriva attorno al 50% del totale in volume con un valore attorno ai 7 miliardi di euro, mentre lexport di vini Dop e Igp raggiunge i 4,3 miliardi di euro, in pratica l80% del totale. Nella corsa allexport primeggia il Veneto del Prosecco con quasi 1,5 miliardi, seguito a ruota dal Piemonte di Barolo, Asti e Barbaresco e dalla Toscana dei rossi Chianti e Chianti Classico, Brunello e Nobile. Le due aree - chiave del mercato globale del vino, riferisce il sito WineNews, sono Asia e Nord America, capaci di crescere e sopperire ai limiti dellEuropa dove i consumi sono in drastico calo. In Italia sono scesi al minimo storico di 36-37 litri pro capite; in pratica lexport per noi una necessit vitale. A questa caduta dei consumi si cerca di porre argine con nuove strategie di marketing, la caccia a nuove fasce di consumatori e il lancio di nuove mode. Per cui il 2016 vedr la conferma del boom delle bollicine (Prosecco ma anche i metodo classico Trentodoc e Franciacorta) , la crescita dei vini rosati di qualit, non pi prodotti di serie B ma veri e propri vini strutturati con una loro identit, il `dolce stil novo dei grandi rossi piemontesi, toscani e veneti sempre pi giocato sulleleganza e meno sulla potenza. Si punta anche sulla riscoperta dei bianchi del Centro-Sud, giovani, freschi e facili da bere, mentre si consolida la moda del vino bio, una nicchia in forte crescita.
Lorenzo Frassoldati


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

WineMeteo

parz nuvoloso Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 22°
Precip: -
sereno Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 21°
Precip: -
quasi sereno Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 18°
Precip: -
quasi sereno Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 18°
Precip: -
sereno Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 16°
Precip: -
sereno Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 16°
Precip: -
sereno Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 18°
Precip: -
sereno Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 18°
Precip: -
pioggia debole Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 12°
Precip: 1-4mm
sereno Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 19°
Precip: -
sereno Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 16°
Precip: -
piovaschi e schiarite Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 12°
Precip: 0-2mm
sereno Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 19°
Precip: -
quasi sereno Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 20°
Precip: -
poche nubi Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 15°
Precip: -
sereno Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 13°
Precip: -
sereno Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 19°
Precip: -
quasi sereno Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 13°
Precip: -
quasi sereno Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 15°
Precip: -
sereno Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 18°
Precip: -
parz nuvoloso Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 19°
Precip: -
quasi sereno Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 16°
Precip: -
parz nuvoloso Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 16°
Precip: -
quasi sereno Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 16°
Precip: -
quasi sereno Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 19°
Precip: -
sereno e ventoso Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 16°
Precip: -
poche nubi Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 17°
Precip: -
sereno Soave:
Soave (VR)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 17°
Precip: -
quasi sereno Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 16°
Precip: -
sereno Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 18°
Precip: -
sereno Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 19°
Precip: -
sereno Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 14°
Precip: -
sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 18°
Precip: -
Mezzacorona

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