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10 Agosto 2017, ore 15:03

NOTIZIE FLASH ADNK KRONOS

Buone notizie dagli Usa per lexport del vino. Dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt le esportazioni dal Belpaese verso gli States tornano a crescere e nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016 e fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A segnalarlo lItalian Wine & Food Institute, secondo quanto riporta il sito Winenews.it.


10 Agosto 2017, ore 15:03

ADN KRONOS

Vino: positivo primo semestre export in Usa ... Buone notizie dagli Usa per lexport del vino. Dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt le esportazioni dal Belpaese verso gli States tornano a crescere e nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016 e fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A segnalarlo lItalian Wine & Food Institute, secondo quanto riporta il sito Winenews.it. Una crescita modesta, quella italiana, soprattutto se paragonata a quella complessiva delle importazioni Usa (+10,9% in volume, a 4,9 milioni di ettolitri, e +6,1% in valore, a 2,1 miliardi di dollari), ma comunque da accogliere con positivit, poich segna quanto meno una importante inversione di tendenza. Con lItalia che si conferma leader tra i Paesi stranieri negli Stati Uniti, con una quota di mercato del 26,1% in quantit e del 31,7% in valore, sebbene entrambi i parametri, per effetto della crescita dei competitor, siano entrambi in leggero calo sul 2016. Le importazioni dallAustralia, secondo Paese fornitore del mercato Usa, sono risultate pari a 982.230 ettolitri, per un valore di 181,8 milioni di dollari, con un aumento del 45,5% in quantit e del 3,9% in valore. Va tuttavia sottolineato, che tale aumento essenzialmente dovuto ad un notevolissimo incremento di ben il 186,5% delle esportazioni di vini sfusi che hanno controbilanciato la contemporanea diminuzione del 9% delle esportazioni di vini in bottiglia. Dietro allAustralia c il Cile con 690.670 ettolitri (+13,1%), per un valore di 133,1 milioni di dollari (+0,4%), seguito dalla Francia, con 648.130 ettolitri (+19%), per 551,6 milioni di dollari (19,2%). Cresce anche la Nuova Zelanda, quinto Paese esportatore in Usa, con 356.380 ettolitri (+20,25%), per un valore di 203,3 milioni di dollari (+8,8%). Continuano a crescere pi della media, infine, le esportazioni di spumanti italiani negli States, a quota 321.370 ettolitri (+13,9%) per 164,4 milioni di dollari (+9,6%), con il Belpaese che detiene a quota di mercato del 58,9% in quantit del 35% in valore.


03 Agosto 2017, ore 14:52

IL GIORNALE

Il caldo uccide le api l80% del miele gi andato in fumo Lestate ancora sa di Miele, cantava il Giardino dei Semplici nel 1977. Oggi, quarantanni dopo, lestate italiana sa pochissimo di miele. Perch le api, stordite da un clima esagerato, producono pochissimo miele. In media il 70 per cento in meno rispetto alle medie annuali, fino all80 per cento in meno in alcune regioni e per alcune tipologie. Un fenomeno che mette a terra un intero comparto del made in Italy agroalimentare, ma che suona anche da campanello per lintera agricoltura italiana, visto che i ronzanti insetti sono la sensibilissima cartina di tornasole della salute dellambiente. Inoltre con il servizio di impollinazione mettono il pungiglione nel 70 per cento di ci che finisce sulle nostre tavole. A disastrare il miele italiano le gelate primaverili, seguite dallestate torrida, con fiori secchi. Inoltre molte api sono morte negli incendi che hanno devastato lItalia. Lallarme lo lancia lUnaapi, lassociazione che raduna gli apicoltori italiani, che a Winenews.it parla di un vero disastro ambientale incombente. Le api, quale eccezionale termometro della salute ambientale - dice il presidente Giuseppe Cefalo - con il loro disagio ci segnalano il disastro di un ambiente che vive ormai uno stress gravissimo per fenomeni estremi e ormai sistematici, e una siccit che ci colloca in uno stato pi prossimo al clima africano che non a quello europeo. I fiori non secernono pi nettare e polline e le piante, in particolare quelle arboree, sono in una situazione di perenne sofferenza. Se le api si fermano si ferma il mondo, come profetizzava lentomologo Giorgio Celli. Se la produzione fosse solo dimezzata come nel 2016 - dice Cefalo - potremmo essere contenti. Il disastro totale e nessuno poteva immaginare di arrivare a meno di 1/3 del raccolto come nel 2017. Secondo gli esperti il raccolto a fine anno sar di 90mila quintali rispetto ai 230mila di media annua. Appena meno catastrofico il bilancio secondo Coldiretti, che parla di 100mila quintali, di produzione pi che dimezzata e di uno dei raccolti peggiori degli ultimi 35 anni. Unannata disastrosa che fa seguito a una pessima: nel 2016 il raccolto fu di 160mila tonnellate. Ci naturalmente non vuol dire che sugli scaffali dei supermercati e dei negozi non ci sar miele, ma che sar per la gran parte di provenienza straniera, per lo pi dallIndia e dalla Cina. Prodotto pi scadente quando non addirittura pericoloso. In Italia ci sono 45mila apicoltori censiti che fanno miele per venderlo o per se stessi. L80 per cento del patrimonio apistico detenuto da 20mila produttori sparsi in tutta Italia. Gli alveari sono 1,2 milioni, le variet prodotte 51, il valore del comparto tra i150 e i 170 milioni. Ma se si considera limpollinazione, le api valgono ben oltre 2 miliardi di euro.


03 Agosto 2017, ore 14:52

AVVENIRE

Clima impazzito, pesticidi e flora in affanno: un anno da incubo per il miele Questanno in Italia si produrr pochissimo miele. Anzi, in alcune aree il raccolto sar praticamente azzerato. Non cosa di poco conto, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Quello del miele un comparto deccellenza dellagroalimentare nazionale. Cos, se da un lato le ultime statistiche parlano di un comparto tutto sommato in crescita, la situazione dellapicoltura di tuttaltro tenore. Il dramma - perch cos stato definito -, del miele tutto in poche cifre. Tra clima impazzito, pesticidi e, soprattutto, flora in affanno, il raccolto 2017 in Italia ai minimi storici: a conti fatti verr prodotto meno di un 1/3 della media nazionale (230.000 quintali lanno) con raccolti, come si detto, quasi a zero in alcuni territori. Quanto accaduto tipico di unagricoltura che deve ancora fare i conti con il clima. I raccolti sono stati compromessi fin da primavera, per il freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua, e per i quali i temporali estivi non sono stati certo risolutivi. Le stime sono state effettuate dallUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani e riportate dallagenzia Winenews.it e indicano una produzione che, appunto, dovrebbe fermarsi al 30% e arrivare quindi a circa 90.000 quintali. Le conferme arriveranno ad inizio settembre nel corso della Settimana del miele a Montalcino. Ma i numeri potrebbero anche essere peggiori. In gioco unattivit che conta 1,2 milioni di alveari sparsi nelle campagne italiane, circa 45.000 apicoltori censiti, 51 variet di miele e un valore stimato di 150-170 milioni di euro oltre a due miliardi di euro derivanti dallattivit di impollinazione delle api alle colture agricole. Accanto ad un comparto prezioso ma in bilico sul baratro, poi il resto dellagricoltura nazionale. Che secondo lIsmea riesce comunque ad agguantare la ripresa. Stando alle ultime rilevazioni, infatti, in un contesto di crescita complessiva delleconomia italiana, il settore agricolo continua a registrare buoni risultati. Nei primi due trimestri del 2017 migliorano i dati delloccupazione, degli investimenti, degli scambi internazionali e aumenta il numero delle imprese agricole condotte da giovani. Buona anche la situazione dellindustria alimentare e delle bevande. Ma anche in questo caso gli imprenditori sono attenti, e fra i fattori di incertezza che condizionano la fiducia delle imprese nel breve termine, gli operatori segnalano la volatilit dei mercati e landamento meteorologico.


03 Agosto 2017, ore 14:51

QUOTIDIANO NAZIONALE

Ulivi in ginocchio: poco olio nei frantoi. E miele razionato ... I danni del caldo e della siccit allagricoltura toscana... Sono in ginocchio le colture toscane. Soffrono la Maremma, il senese, la Lunigiana. I danni causati dalla siccit sono ingenti e coinvolgono perfino il miele, il cui raccolto, tra clima impazzito, pesticidi e flora in affanno, ai minimi storici. Se a livello nazionale si prodotto meno di un terzo della media nazionale, che si aggira sui 230mila quintali lanno, nella nostra regione la situazione drammatica, con crolli fino all80% della produzione. Un bilancio si potr fare solo a fine mese, ma gli apicoltori sono preoccupati. Il 2016 era gi stato lannus horribilis: una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni. Ma questanno, purtroppo, si replica. Nella storia del miele spiega a Winenews.it.it Monica Cioni, presidente della Settimana del miele in programma dall8 al 10 settembre a Montalcino una situazione cos non labbiamo mai vissuta. Siamo al 20% della produzione. Fino a giugno abbiamo avuto 500 millilitri di pioggia in meno e senza acqua non c cibo per le piante e quindi per le api. La produzione andata bene solo per il raro miele di montagna, lungo lAppennino Tosco-Emiliano. Nel resto della regione, Maremma compresa, il miele non c. A colpire duro sono stati in primavera il freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso, e quindi la siccit. Fiori secchi, nettare disidratato per la mancanza di acqua e per tutto questo i temporali estivi non saranno risolutivi. La siccit ha compromesso anche altre colture: il grando tenero e duro, ma anche mais e girasole per i quali si stima la perdita del 100% della produzione. Oltre 200 milioni di euro, secondo Coldiretti, i danni allagricoltura toscana che ormai certo coinvolgeranno anche oliveti e vigneti. Per gli oliveti il danno quantificabile in una riduzione della produzione di 70 milioni di euro, 40 milioni in meno quella dei vigneti ma il potrarsi della siccit potrebbe raddoppiare o triplicare il danno. La scarsit di acqua sta inoltre costringendo i produttori a non piantare alcune colture a rotazione, per esempio quelle tardive di angurie e meloni. Si tratta - spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione prodotto ortofrutticolo di Confagricoltura Toscana - di una superficie di 500 ettari, che rester inutilizzata, su un totale di 5mila destinati a questi prodotti molto coltivati nella nostra regione. Tradotto: per le aziende ci sar un mancato introito di circa 5 milioni di euro nellarea costiera che parte da Livorno fino a Capalbio. La situazione, denuncia la Cia, resta drammatica anche nelle campagne senesi, dove sono andate perse le colture primaverili, girasole e mais e dove nelle aziende prive di impianti di irrigazione si detto addio al 100% della coltivazione. Grossi danni anche alla produzione di fieno utilizzato negli allevamenti, con un calo di oltre il 60% rispetto alle produzioni medie.


03 Agosto 2017, ore 14:51

LA STAMPA

Effetto caldo sugli animali: sempre meno latte e miele ... Dal Nord al Sud le alte temperature riducono la produzione. Laumento dei prezzi sicuro ma non ancora quantificabile Larea rossa si estende lungo tutta la Pianura Padana e poi scende verso sud, lungo la fascia costiera adriatica che dallEmilia Romagna arriva fino in Puglia. Grandi macchie rosse ci sono nel Lazio, nel Nord della Campania e su buona parte della Sardegna e infine coprono il sud della Calabria e parti della Sicilia. Il grafico del sistema allerta caldo (Sac) del Crea (consiglio per la ricerca in agricoltura) segnala lemergenza con conseguenze negative per il benessere delle vacche che pu anche portare al loro decesso. In questo caso, per, il Sac, che segnala il rischio di mortalit, per fortuna mette in evidenza solo piccole macchie sparse in Veneto, al confine tra Lazio e Campania e anche in Calabria. Il sistema fornisce anche una serie di consigli agli allevatori per mitigare gli effetti di caldo e siccit sugli animali ma pu fare molto poco per salvare la produzione: Secondo le elaborazioni c una riduzione del 40-50% delle produzioni di cereali e una consistente taglio della produzione di latte nazionale di circa il 20 percento, ha spiegato il ministro dellAgricoltura, Maurizio Martina, nel corso di unaudizione alla Camera sullemergenza idrica. Secondo Coldiretti, per, anche negli allevamenti di suini e nei pollai la situazione difficile. E poi c il miele: il raccolto 2017 in Italia sar ai minimi storici, cio meno di un terzo della media nazionale. Durante i mesi caldi dellestate normale la diminuzione della produzione delle bovine da latte ma questanno stato raggiunto il limite pi basso. In Piemonte i malgari si stanno organizzando per anticipare il rientro dagli alpeggi perch in alta quota il foraggio scarseggia e non di buona qualit. Senza dimenticare che il manto erboso secco rende pericoloso per le vacche pascolare senza scivolare lungo i pendii. Confagricoltura cos ha chiesto lintervento della Regione per evitare che gli allevatori incorrano nelle sanzioni previste dai Psr nel caso di abbandono anticipato dei pascoli. Secondo Coldiretti, poi, in molte aree stato necessario acquistare mangime e foraggi e in alcuni casi stato necessario mobilitare le autobotti per garantire lacqua da bere per gli allevamenti. Quel che certo, comunque, che il calo della produzione combinato allaumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia elettrica si porter dietro laumento dei prezzi allorigine, a meno di un massiccio ricorso alle importazioni. Secondo la Coldiretti soffrono anche i maiali, che mangiano meno nonostante ventilatori, doccette e sistemi di raffreddamento misti con acqua e aria che lavorano a pieno regime. Impossibile ad oggi quantificare un possibile calo della produzione. Vale lo stesso discorso per le galline allevate nei pollai che per effetto del caldo producono meno uova. Giuseppe Cefalo, neo presidente dellUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani, al sito Winenews.it.it, ha raccontato di alcuni territori, compromessi fin da primavera per il freddo anomalo seguito da caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua che hanno di fatto azzerato i raccolti. Complessivamente la produzione di miele 2017 si ferma al 30% rispetto al 2016 per altro gi considerata con i suoi 140 mila quintali una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni. Si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppennino Tosco-Emiliano. Anche in questo caso il calo della produzione dovrebbe determinare laumento del prezzo allorigine. Si vedr. Quel che certo che per affrontare la peggior situazione degli ultimi 10 anni grazie ad un accordo in via di perfezionamento con la Commissione europea il governo - ha annunciato Martina - ha fissato un aumento degli anticipi dei fondi europei di circa 700 milioni, portandoli a 2,3 miliardi.


02 Agosto 2017, ore 14:52

LA NAZIONE

Il clima pazzo nemico del miele. La produzione crolla al 30 per cento ... Colpiti tutti i tipi, si salvano solo quelli di montagna... A causa del clima africano, che mette la flora in affanno, il raccolto 2017 di miele in Italia sar ai minimi storici: risulter prodotto meno di un terzo della media nazionale, coi raccolti quasi a zero in alcuni territori, compromessi fin da primavera per il freddo anomalo seguito da caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua. Questa la fotografia di unannata drammatica per il miele italiano scattata al sito specializzato Winenews.it.it da Unaapi, lUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani guidata dal neopresidente Giuseppe Cefalo. Il bilancio definitivo sar tracciato alla Settimana del Miele di Montalcino (8 - 10 settembre). Siccit e caldo, riporta Winenews.it.it, stanno colpendo tutti i tipi di miele e tutte le variet: a salvarsi sono solo i mieli di alta e altissima montagna, solitamente rari e di nicchia. Nel complesso, la produzione di miele 2017 si ferma al 30% (secondo stime, nellannata non si arriver a 90.000 quintali), con un crollo mai visto a memoria degli apicoltori, convinti che il 2016 fosse stata una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni (140.000 quintali prodotti). Il segnale della gravit della situazione il fatto che si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppennino Tosco - Emiliano. Non andata male, riporta sempre Winenews.it, per i mieli di castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per il miele da agrumi in Sicilia e in parte della Calabria e della costiera ionica. Ma per il resto, dalla Maremma alla provincia di Alessandria, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole alleucalipto, e, ad ora, non c neppure la melata. Drammatica la situazione in Toscana, una delle regioni a maggiore vocazione apistica, con crolli fino all80% della produzione. Nella storia del miele di Montalcino una situazione cos non labbiamo mai vissuta: siamo al 20% della produzione - spiega a Winenews.it.it Monica Cioni, presidente della Settimana del Miele - fino a giugno abbiamo avuto 500 ml di pioggia in meno, e senza acqua non c cibo, per le piante quindi per le api. Tireremo li somme a fine agosto.


01 Agosto 2017, ore 14:35

ADN KRONOS

Agricoltura: fra clima impazzito e flora in affanno, sos per miele italiano ... Winenews.it, il raccolto 2017 di miele ai minimi storici... Miele italiano ai minimi. Tra clima impazzito, pesticidi e, soprattutto, flora in affanno, il raccolto 2017 di miele in Italia ai minimi storici: prodotto meno di un 1/3 della media nazionale (230.000 quintali lanno) con raccolti quasi a zero in alcuni territori, compromessi fin dalla primavera, per il freddo anomalo, seguito dal caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua, e per i quali i temporali estivi non sono certo risolutivi. Tanto che non si pu neppure parlare di variet prodotte pi delle altre, perch c poco di tutto, e a salvarsi sono solo i mieli di alta e altissima montagna, solitamente rari e di nicchia. la fotografia di unannata drammatica per il miele italiano scattata a dallUnaapi, lUnione nazionale associazione apicoltori italiani, guidata dal neopresidente Giuseppe Cefalo. In attesa di tracciare un bilancio definitivo agli Stati generali dellapicoltura italiana alla Settimana del Miele di Montalcino (8-10 settembre), dalle api, secondo lUnaapi ci arrivano segnali di una drammatica crisi ambientale, e di un trend negativo per il settore che non si arresta, ma anzi si aggrava. Nel complesso, la produzione di miele 2017 - riferisce Winenews.it - si ferma al 30% (secondo le stime, nellannata, non si arriver a 90.000 quintali), con un crollo mai visto a memoria degli apicoltori, convinti che il 2016 fosse stata una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni (per un totale di 140.000 quintali prodotti). Il segnale della gravit della situazione - avverte Winenews.it - il fatto che si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppenino Tosco-Emiliano. Non andata male per i mieli di castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per gli agrumi in Sicilia e in parte della Calabria e della costiera ionica. Per il resto, dalla Maremma alla provincia di Alessandria, con il caldo africano e la conseguente grave siccit, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole alleucalipto, e, ad ora, non c neppure la melata. Dai boschi di acacia a quelli di castagno, il riscaldamento ambientale non d tregua alla piante che stanno male, e non sono pi in grado di attivare i normali meccanismi vegetali. Drammatica la situazione in Toscana, una delle regioni a maggiore vocazione apistica del Belpaese, con crolli fino all80% della produzione. Nella storia del miele di Montalcino - spiega a Winenews.it Monica Cioni, presidente della Settimana del Miele - una situazione cos non labbiamo mai vissuta: siamo al 20% della produzione, fino a giugno abbiamo avuto 500 ml di pioggia in meno, e senza acqua non c cibo, per le piante e quindi per le api. Tireremo le somme a fine agosto. Sono 1,2 milioni gli alveari sparsi nelle campagne italiane e dei 45.000 apicoltori censiti e operanti in Italia sono quasi 20.000 quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere il loro miele e prodotti apistici sul mercato. Un settore importante per lagricoltura italiana, con il record di 51 variet di miele, un valore stimato di 150-170 milioni di euro pi 2 miliardi di euro dallattivit di impollinazione delle api alle colture agricole.


01 Agosto 2017, ore 14:35

Il Sole 24 Ore - Radiocor Plus

Miele: tra caldo e siccit la produzione italiana ai minimi storici ... Tra clima impazzito, pesticidi e, soprattutto, flora in affanno, il raccolto 2017 di miele in Italia ai minimi storici. Lallarme stato lanciato dallUnione nazionale associazione apicoltori italiani (Unaapi) che al sito Winenews.it ha tracciato i numeri della crisi: il combinato disposto di gelate della tarda primavera seguite da caldo torrido e siccit faranno s che sar prodotto meno di un terzo della media nazionale (230mila quintali) con raccolti che in alcuni territori saranno ridotti a zero con fiori ormai secchi e nettare disidratato per mancanza di acqua. In attesa di tracciare un bilancio definitivo nel corso degli stati generali del miele in programma dal 8 al 10 settembre prossimi a Montalcino (Siena) il presidente dellUnaapi, Giuseppe Cefalo ha ribadito come nel complesso la produzione non arriver a 90mila quintali con un crollo mai visto finora. Il precedente record negativo era stato infatti lo scorso anno con 140mila quintali prodotti. Il segnale della gravit della situazione che le difficolt sono ovunque in Italia. Non solo per i rari mieli di montagna (dal rododendro al millefiori) ma anche per i mieli di castagno e di tiglio in alta collina e per gli agrumi in Sicilia e Calabria. Molto male in Maremma toscana e nella provincia di Alessandria con produzioni quasi azzerate.


01 Agosto 2017, ore 14:34

ANSA

Miele: caldo africano e siccit, produzione a minimi storici ... A causa del clima africano, che mette la flora in affanno, il raccolto 2017 di miele in Italia sar ai minimi storici: risulter prodotto meno di un terzo della media nazionale, coi raccolti quasi a zero in alcuni territori, compromessi fin da primavera per il freddo anomalo seguito da caldo improvviso, e soprattutto dalla siccit, con i fiori ormai secchi e il nettare disidratato per la mancanza di acqua. Questa la fotografia di unannata drammatica per il miele italiano scattata al sito specializzato Winenews.it da Unaapi, lUnione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani guidata dal neopresidente Giuseppe Cefalo. Il bilancio definitivo sar tracciato alla Settimana del Miele di Montalcino (8-10 settembre). Siccit e caldo, riporta Winenews.it, stanno colpendo tutti i tipi di mieli e tutte le variet: a salvarsi sono solo i mieli di alta e altissima montagna, solitamente rari e di nicchia. Nel complesso, la produzione di miele 2017 si ferma al 30% (secondo stime, nellannata, non si arriver a 90.000 quintali), con un crollo mai visto a memoria degli apicoltori, convinti che il 2016 fosse stata una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni (140.000 quintali prodotti). Si prodotto in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nellarco alpino e lungo lAppennino Tosco-Emiliano. Non andata male, riporta sempre Winenews.it, per i mieli di castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per il miele da agrumi in Sicilia e in parte della Calabria e della costiera ionica. Ma per il resto, dalla Maremma alla provincia di Alessandria, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole alleucalipto, e, ad ora, non c neppure la melata. Drammatica la situazione in Toscana, una delle regioni a maggiore vocazione apistica, con crolli fino all80% della produzione.


26 Luglio 2017, ore 11:11

QUOTIDIANO NAZIONALE

Prosecco tira la volata Qualche segnale negativo dagli Stati Uniti, ma il sentiment delle principali cantine italiane nel primo semestre 2017 resta positivo (50%) e abbastanza positivo (50%). Partiamo dagli Usa. Nei primi cinque mesi dellanno il nostro export vinicolo negli Usa ha fatto registrare una lieve contrazione (-1%) sia in quantit che in valore. Un campanello di allarme - dice Lucio Caputo , presidente Italian Wine and Food Institute (Iwfi) - da non sottovalutare, dopo un costante periodo di espansione. E mentre cresce limport complessivo degli States (10,4% in quantit e 5,4% in valore) con lAustralia , nostro principale competitor, che viaggia a doppia cifra. Intanto le 25 realt enologiche pi importanti dItalia per storia, immagine e per volume daffari (1,7 miliardi di euro di fatturato complessivo), sondate da WineNews, uno dei siti pi cliccati dagli enoappassionati si dicono soddisfatte del primo semestre 2017. Un trend - dice Alessandro Regoli, direttore WineNews - che evidentemente segnato ancora una volta dal successo commerciale delle bollicine del Bel Paese (con il Prosecco a fare da battistrada), ma che si riverbera anche sui rossi e sui bianchi tricolore (con questultima tipologia decisamente in recupero di appeal). Per l80% del campione sondato, infatti, le vendite nei primi sei mesi del 2017 si incrementano mediamente del 7% sul 2016, con lexport che continua a tirare (in alcuni casi anche + 10%). Positivo anche il mercato interno: l87% delle aziende ritrova una crescita delle vendite entro i confini nazionali, che si attesta su un + 8%, mentre il restante 13% indica stabilit nelle transazioni. Il quadro tutto sommato resta soddisfacente. Le cantine sondate da WineNews, nella maggior parte dei casi, hanno diversificato le proprie vendite su un portafoglio di mercati a volte molto esteso. Grandi sforzi sul mercato americano e canadese (il trattato Ceta pu dare una mano) e, in Europa, su Germania (primo mercato), Svizzera, Gran Bretagna, Nord Europa. La promozione sui mercati esteri al centro di formule commerciali innovative. Otto big player del vino tricolore (Allegrini, Arnaldo Caprai, Feudi di San Gregorio, Fontanafredda, Frescobaldi, Masciarelli, Pianeta e Villa Sandi) hanno costituito Iswa , per condividere spazi espositivi ed eventi dedicati allestero. E per entrare in nuovi canali di vendita come il Travel & Retail o lE - commerce. Per le cantine italiane le fiere che contano sono tre: Vinitaly in primis, poi Prowein di Dusseldorf e Vinexpo di Bordeaux . Qualcuno ha lanciato lidea che i tre saloni si mettano assieme per una grande manifestazione dedicata al trade negli Stati Uniti: Potrebbe essere unipotesi..., commenta Marilisa Allegrini , la lady dellAmarone.


26 Luglio 2017, ore 11:10

QUOTIDIANO NAZIONALE

Obiettivo America America da Nord a Sud: la nuova frontiera di Marchesi Antinori, colosso da oltre 2.600 ettari di viti e quasi 25 milioni di bottiglie per 180 milioni di euro di fatturato. Con una nuova testa di ponte per sbarcare i Cina. Proprio mentre il marchese Piero ai vertici del gruppo con la figlia Albiera - e lad Renzo Cotarella volano in California per studiare, sussurrano rumors ben informati, la nuova definizione della gamma di vini prodotti in Napa Valley, i siti specializzati - primo tra tutti il solito WineNews - diffondono la notizia poi confermata dalle vie ufficiali: nel pianeta Antinori entra a pieno titolo la totalit di Haras de Pirque, azienda da un centinaio di ettari nella parte nord della Valle del Maipo, quella che viene definita il Chianti Cileno per la particolarit del paesaggio, con i vigneti distesi su dolci colline vicino a un bel fiume: zona particolarmente vocata alla produzione di vini, grazie a una perfetta combinazione di rilievi e influssi oceanici, aria pura e grandi spazi. E dal 2003, in effetti, Piero Antinori aveva intrapreso la collaborazione con lazienda della famiglia di Eduardo Matte (imprenditore di successo attivo soprattutto nel campo dei cavalli da corsa), celebre per la cantina a ferro di cavallo, che ora diventa propriet Antinori al 100%. la terra del Carmnre, vitigno in realt di origine europea - la vitis biturica fu portata in epoca romana nel Mdoc e dunque nella zona di Bordeaux da Durazzo, in Albania, per poi sparire tuttavia a causa della fillossera - ma che poi ha trovato in zona andina la terra di elezione: oggi proprio il Cile il primo produttore, con quasi diecimila ettari, seguito dallItalia (4.500) che con il Carmnre realizza anche, in particolare in Veneto ma anche in Sardegna, una mezza dozzina di vini a Doc e Docg. E proprio il Carmnre, in tandem con il Cabernet Sauvignon, il protagonista di Albis, il vino di punta di Haras de Pirque, composizione inedita per un vino corposo ma elegante, equilibrato e armonico. Oltre che un luogo bellissimo e una vera chicca nel nostro panorama, una terra dal grande potenziale - spiega Albiera Antinori, figlia maggiore di Piero e presidente di Marchesi Antinori - nella quale abbiamo intenzione di produrre grandi vini: adesso reimpiantiamo i vigneti per elevare la qualit media, che comunque gi buona. Le etichette complessive di Haras de Pirque tutta targata Antinori saranno ridotte a cinque, proprio per concentrare lattenzione su vini di grande impatto. Sorge un dubbio, certo: se il Cile, per la sua politica dei prezzi, considerato uno dei pi insidiosi competitors dellItalia, la maison non corre il rischio di concorrenze in casa? No, anzi potremmo trovarne vantaggi - aggiunge Albiera Antinori - perch il mondo grande e si affacciano nuovi consumatori. Il Cile, ad esempio, ha vantaggiosi accordi doganali con la Cina, e questo in prospettiva ci d ottime percezioni. Sensazioni che Antinori punta a potenziare in tutta la frontiera americana. Nel nord del continente le aziende sono tre: Antica (tutta di propriet, oltre 200 ettari) e Stags Leap (58 ettari, in joint venture) in Napa Valley, California, e Col Solare, altra joint venture, gioiellino da appena 12 ettari, in Colombia Valley, zona delle Red Mountain nello stato di Washington. Non sono - spiega Albiera -la quota maggioritaria nel nostro mondo. Ma di sicuro sono rilevanti per i mercati che interessano. E speciali per i prodotti.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

WineMeteo

poche nubi Aglianico del Vulture:
Barile (PZ)

Temp: 19°
Precip: -
sereno Alto Adige:
Bolzano (BZ)

Temp: 28°
Precip: -
sereno Alto Adige:
Appiano sulla strada del vino (BZ)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Amarone:
Negrar (VR)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Barbaresco:
Barbaresco (CN)

Temp: 26°
Precip: -
sereno Bardolino:
Bardolino (VR)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Barolo:
Barolo (CN)

Temp: 25°
Precip: -
sereno Bolgheri:
Castagneto Carducci (LI)

Temp: 27°
Precip: -
quasi sereno Brunello di Montalcino:
Montalcino (SI)

Temp: 23°
Precip: -
sereno Chianti Classico:
San Casciano in Val di Pesa (FI)

Temp: 25°
Precip: -
sereno Cinque Terre:
La Spezia (SP)

Temp: 26°
Precip: -
sereno Cir:
Ciro' (KR)

Temp: 24°
Precip: -
sereno con veli Colli Orientali del Friuli:
Manzano (UD)

Temp: 28°
Precip: -
sereno con veli Collio:
San Floriano del collio (GO)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Est Est Est:
Montefiascone (VT)

Temp: 22°
Precip: -
poche nubi Etna:
Castiglione di Sicilia (CT)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Franciacorta:
Erbusco (BS)

Temp: 28°
Precip: -
quasi sereno Frascati:
Frascati (RM)

Temp: 25°
Precip: -
sereno con veli Friulano:
Cormons (GO)

Temp: 28°
Precip: -
quasi sereno Greco di Tufo:
Tufo (AV)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Lacrima di Morro dAlba:
Morro d'alba (AN)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Lambrusco:
Modena (MO)

Temp: 26°
Precip: -
sereno Molise:
Campomarino (CB)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Montepulciano d'Abruzzo:
Chieti (CH)

Temp: 20°
Precip: -
sereno Morellino:
Scansano (GR)

Temp: 25°
Precip: -
quasi sereno Nobile di Montepulciano:
Montepulciano (SI)

Temp: 22°
Precip: -
sereno Orvieto:
Orvieto (TR)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Primitivo di Manduria:
Manduria (TA)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Prosecco:
Valdobbiadene (TV)

Temp: 28°
Precip: -
sereno Rosso Piceno:
Offida (AP)

Temp: 25°
Precip: -
sereno Sagrantino:
Montefalco (PG)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Sangiovese di Romagna:
Bertinoro (FC)

Temp: 23°
Precip: -
possibile temporale Sardegna:
Alghero (SS)

Temp: 22°
Precip: 0-5mm
variabile Sardegna:
Cagliari (CA)

Temp: 20°
Precip: -
poche nubi Sicilia:
Menfi (AG)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Sicilia:
Pantelleria (TP)

Temp: 16°
Precip: -
poche nubi Sicilia:
Marsala (TP)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Soave:
Soave (VR)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Suvereto:
Suvereto (LI)

Temp: 27°
Precip: -
quasi sereno Taurasi:
Taurasi (AV)

Temp: 21°
Precip: -
sereno Torgiano:
Torgiano (PG)

Temp: 25°
Precip: -
sereno Trentino:
Lavis (TN)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Trentino:
Mezzocorona (TN)

Temp: 28°
Precip: -
sereno Trentino:
San Michele all'Adige (TN)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Valle d'Aosta:
Aosta (AO)

Temp: 26°
Precip: -
sereno Valtellina:
Sondrio (SO)

Temp: 27°
Precip: -
sereno Verdicchio:
Jesi (AN)

Temp: 24°
Precip: -
sereno Vernaccia:
San Gimignano (SI)

Temp: 25°
Precip: -
Mezzacorona

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