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Dicono di noi

Winenews visto dagli altri... Quotidiani, magazine, tv e radio che parlano di noi

06 Settembre 2017, ore 13:50

Quotidiano Nazionale

Consumi bassi e mercato Regale: la Grecia cancella la tassa sul vino Una tassa speciale sul vino di pochi centesimi, istituita in Grecia per aumentare il gettito da imposte dirette di 55 milioni di euro, riuscita in pochi mesi a lievitare magicamente, tanto da diminuire le vendite e scatenare il commercio illegale, diventando cos un boomerang per il governo greco e gli stessi vignaioli. Ora, a meno di due anni dalla sua introduzione, il Ministero per lo Sviluppo Rurale Vaggelis Apostolou fa un passo indietro e annuncia limpegno del Primo Ministro Alexis Tsipras a cancellarla per il 2018, rilancia il sito WineNews.


30 Agosto 2017, ore 13:28

AVVENIRE

Vendemmia: il vino sar buonissimo, ma la vite soffre di stress da siccit ... Se lannata vitivinicola si presenta buona, aspettiamoci scarsit di funghi e tartufi. La sapienza contadina che viveva sullempirismo torna dattualit in questa annata caratterizzata da una siccit eccezionale, che vedr schizzare in alto i prezzi dei preziosi frutti autunnali. In compenso luva buona un po ovunque. Cos si legge nel rapporto di Assoenologi di fine agosto, dove il 20% del vigneto Italia gi stato vendemmiato, con un anticipo di due settimane rispetto al 2016. Ma la sorpresa che non leggeremo pi i titoli trionfanti che siamo il primo paese produttore di vino al mondo (in quantit), giacch la produzione subir un calo del 25%, complici le gelate di aprile e i caldi mai visti di luglio e agosto. Detto questo, il professor Attilio Scienza da giorni, prima sul seguitissimo sito Winenews, poi su altri mezzi di comunicazione, non ci sta al solito ritornello sulla vendemmia a cui siamo abituati in questa stagione. La curiosit - dice - dovrebbe essere unaltra, ossia come affrontiamo il problema dei cambiamenti climatici, che non riguardano solo il breve periodo, ma sono destinati a perdurare. Il calo di produzione che si registra questanno, infatti, pi grave di quanto si possa pensare: Le viti stressate - sottolinea Scienza - dopo quattro - cinque anni non producono pi, quindi i cali saranno ancora maggiori se con si corre ai ripari. E lo Stato che fa? Non c alcuna strategia nazionale per mitigare i cambiamenti climatici, al massimo si interviene pagando una parte della polizza assicurativa per mancato raccolto. Gi, ma nel medio e lungo periodo? Lo Stato dovrebbe investire nella genetica, quindi su nuove variet di uva e su nuovi portainnesti. Del resto levoluzione variatele sempre stata il frutto di processi climatici o di malattie della vite, oltrech di un cambiamento dei gusti. E in Italia abbiamo variet con centinaia di anni e per di pi un sistema delle denominazioni che ingessa ogni cambiamento. Il grande salto lo si fa se c un progetto di miglioramento genetico, attraverso una rete di istituti di ricerca italiana, ma se aspettiamo lo Stato moriamo tutti, chiosa il professor Scienza. Intanto i francesi hanno costituito un gruppo di ricerca per chiedere allo Stato di intervenire per rinnovare variet e portinnesti. Noi invece rischiamo di passare anni e anche decenni a discutere sulle modifiche dei disciplinari. E leggi diventano gabbie, custodite da una politica che non ha pi il respiro di un progetto, al massimo dice qualcosa sullemergenza. Bene, siccome lemergenza della vite in Italia un dato acquisito, che si fa a Roma per correre ai ripari? Dalle Regioni si attendono illuminanti pressioni.


25 Agosto 2017, ore 18:01

LA NAZIONE - SIENA

Il dopo Obama ... Gli Usa mettono Siena al top. Premiati i luoghi della visita dell' ex presidente... Chiamatelo, se volete, effetto Obama. Gli americani non l' hanno certo scoperta adesso la terra di Siena, con la sua arte, i suoi paesaggi che sembrano uscire da una dipinto di Duccio o di Simone Martini, i suoi vini prestigiosi che sono il riassunto liquido del nostro territorio. Forse sar un caso, ma quanto riporta il sito Winenews di Montalcino sembra confermare quello che in tanti avevano pronosticato: e cio un'impennata dell'interesse turistico nei luoghi della vacanza tutta senese dall'ex presidente degli Stati Uniti e della moglie Michelle, ospiti a maggio dell'ex ambasciatore Jonn Phillips, nella sua tenuta di Borgo Finocchieto: un casolare del 1200 con affaccio sui vigneti del Brunello. Decanter, autorevole portale inglese dedicato al vino - notizia dell'ultima ora rilanciata da Winenews - ha stilato una lista di mete enogastronomiche per ispirare il vostro prossimo viaggio. Bene: nella lista dei luoghi pi gustosi da visitare, oltre ai classici Costiera Amalfitana, Langhe, Franciacorta, spiccano il Castello di Volpaia, nel cuore del Chiantishire, e soprattutto quelle che sono state le varie tappe del buon retiro degli ex inquilini della Casa Bianca: Siena, Montalcino, le Crete, il resort pluristellato Castiglion del Bosco, borgo medievale che si tuffa nel verde con tanto di orto biologico, scuola di cucina, cantina con degustazioni di Brunello e campi da golf. Tutta gente che ha scelto la terra di Siena per le vacanze o addirittura per abitarci. Obama e Michelle nel loro soggiorno qui si sono concessi incontri ravvicinati con alcuni simboli del territorio: la Francigena e le strade bianche dell'Eroica, dove l'ex presidente ha pedalato in assoluto relax con i suoi body-guard, il Brunello, con cui marito e moglie hanno innaffiato piatti tipici decisamente ruspanti, il palazzo Pubblico e la Maest di Simone Martini che Obama e la first lady, approfittando del restauro dell'opera, hanno potuto vedere da pochi centimetri. Settembre dietro l'angolo: per quantificare l'effetto Obama sul turismo basta aspettare un mese. abbracciati dal silenzio dei boschi dove Obama ha giocato con l'amico John. A settembre, consiglia Decanter senza troppo giri di parole, regalatevi una vacanza da queste parti. Che poi sono le nostre parti. E le parti anche di ospiti assai illustri: grandi imprenditori, scrittori, musicisti, politici internazionali.


24 Agosto 2017, ore 17:47

ADNK

Made in Italy: Pasquale Forte, ingegnere elettronico e vigneron per passione ... Dalle colline di Castiglione dOrcia dirige una multinazionale con 2.300 dipendenti... Una mente dellingegneria elettronica tra le pi note del made in Italy nel mondo, laurea honoris causa al Politecnico di Milano, inventore e fornitore di innovativi e rivoluzionari sistemi di accensione, centraline elettriche e Abs per le grandi case automobilistiche internazionali, ma anche vigneron per passione in unazienda agricola a Castiglione dOrcia in Toscana. E Pasquale Forte, businessman italiano fondatore della Eldor Corporation e del Podere Forte, in Toscana, dal quale conduce la sua multinazionale (2.300 dipendenti, quasi 200 milioni di fatturato, cinque centri produttivi, dalla Cina agli Usa, dal Brasile alla Turchia, con headquarter ad Orsenigo, Como), lontano dalla frenesia, immerso nella Val dOrcia, il paesaggio italiano pi famoso al mondo, patrimonio dellUnesco. Forte, protagonista della case history raccontata da Winenews.it, conduce unazienda agricola che un piccolo microcosmo, dove, secondo i dettami della biodinamica, si producono vino e olio, si coltivano grani antichi, si allevano le pregiate razze della cinta senese e della Chianina e le api producono miele e impollinano i seminativi. Il tutto integrando le pi antiche pratiche agricole del territorio con le pi moderne tecniche agronomiche ed il supporto dei pi importanti esperti del settore. Di propriet dellimprenditore italiano dal 1997 - controcorrente nel panorama delle compravendite enoiche, che vede gli investitori prediligere solitamente territori pi blasonati - la storia di Podere Forte inizia con limput di Luigi Veronelli e, con la consulenza di Donato Lanati e Attilio Scienza, dalla classificazione e dallanalisi dellet dei terreni: 50 milioni di anni, scistosi calcarei, adatti alla vite. Non manca, un progetto di recupero e valorizzazione del territorio: il Progetto Rocca dOrcia, per far rinascere gli spazi che da sempre ospitavano le attivit legate alla tradizione locale del piccolo borgo medievale, con restauri meticolosi e la nascita di unosteria e di unenoteca. Ma anche con la committenza di studi e ricerche sulla Rocca di Tentennano, antico baluardo senese sulla Via Francigena, e con la collaborazione con enti ed associazioni che si propongono la conservazione delle emergenze artistiche, iniziative di charity e di educazione alimentare delle nuove generazioni. Podere Forte una realt in continua evoluzione - spiega Pasquale Forte - sto lavorando a diversi progetti, a partire dalla produzione di due nuove etichette, che faranno parlare di s per alcune particolarit. Ma la novit pi tangibile un Podere Forte a misura di bambino, una piccola citt con percorsi per conoscere questa terra, a disposizione delle scuole e per le future edizioni di Piccola Fattoria Forte, gli eventi che organizziamo per i bambini finalizzati alleducazione sui temi dellalimentazione e dellambiente.


23 Agosto 2017, ore 14:30

RAI TGR TOSCANA

Edizione ore 14 del 23 agosto 2017 Il direttore di Winenews.it, Alessandro Regoli, in studio per parlare di vendemmia 2017, dati economici relativi allexport dei vini della Toscana e quotazioni top dei terreni (Montalcino e Bolgheri).


21 Agosto 2017, ore 10:39

ADNK

Vino: WineNews, per Solaia +6,5% presenza in carte internazionali ... Il vino italiano che cresce di pi nelle carte dei vini dei migliori ristoranti del mondo il Solaia, che, pur rimanendo fuori dalle prime dieci posizioni per appena 3 decimi di punto, registra una crescita percentuale nelle carte dei vini migliori del mondo del 6,5% da aprile ad oggi. Si tratta di una performance che vede nel Solaia uno dei pi solidi alfieri del massimo grado dellenologia nostrana. Lo rivela Winenews, dando conto della classifica stilata da Wine-Lister, sulle etichette che, nel corso degli ultimi novanta giorni, hanno registrato i tassi di crescita maggiori in termini di presenze: un parterre de roi nel quale la Francia, come di consueto, domina, ma dove a difendere i colori italiani c uno dei vini simbolo dellintero Belpaese, il Solaia. Dopo un notevole podio composto esclusivamente da Champagne, con il Salon Le Mesnil Grand Cru (+10,1%) seguito dal Billecart-Salmon Brut Ros e dal Dom Perignon Oenothque (appaiati nella crescita, a +8,8%), e dal Domaines Paul Jaboulet Ain Hermitage La Chapelle (+7,8%), arriva per lenologia statunitense, con il californiano Cabernet Sauvignon di Chteau Montelena (+7,4%), per poi tornare ad altre due etichette francesi - Chteau Troplong-Mondot e Chteau dYquem - e alla Spagna, con lUnico di Bodegas Vega Sicilia (+7,3% anchesso). A chiudere la top 10, ancora Francia, con lHermitage Blanc di Domaine Jean-Louis Chave (+6,9%) e, a unincollatura, il Blanc des Blancs di Taittinger (+6,8%). Per il resto, i pi recenti gusti del pubblico internazionale sembrano favorire in maniera eloquente i vini di Francia sopra tutti gli altri, come confermato dal fatto che entrambi i vini pi presenti in assoluto nelle carte dei vini dei migliori ristoranti del pianeta sono due mostri sacri dellenologia transalpina, ovvero Chteau dYquem (69%) e Mouton Rothschild (58%). Ad ogni modo, i dati di Wine-Lister offrono, e con ogni probabilit continueranno a offrire, una panoramica molto interessante del mutare nel breve periodo dei gusti enoici di un pubblico unico - e quindi, per esteso, della percezione della qualit delle etichette top dei Paesi produttori pi selezionati dai curatori delle carte dei vini dellempireo dellalta cucina globale.


21 Agosto 2017, ore 10:34

ADNK

Vino: WineNews, Sassicaia italiano pi ricercato sul mercato secondario e unico non francese nella Liv-Ex most wanted: top 50 most searched for wines in 2017 ... Lafite Rothshild, Mouton Rotshild, Haut Brion, Margaux e Latour: sono sempre i 5 grandi nomi di Bordeaux i vini pi ricercati sul mercato secondario, come testimonia la Liv-ex most wanted: top 50 most searched for wines in 2017, la classifica che ogni estate il Liv-Ex realizza esaminando il numero di ricerche sulle singole pagine dedicate ad ogni vino tra gennaio/luglio 2017, ''un barometro degli interessi dei fine wine merchants, spiega la piattaforma britannica. Una classifica che parla pressoch esclusivamente francese, ad eccezione del Sassicaia, unico vino italiano (e unico non d'Oltralpe) in graduatoria, fa sapere il sito Winenews.it, alla posizione n. 27 della classifica delle ricerche, e n. 10 in quella dei vini pi scambiati sul mercato, guidata, ancora una volta, dalla triade bordolese Lafite Rothshild, Mouton Rotshild, Haut Brion.


18 Agosto 2017, ore 10:06

ADNK

Vino: in Australia volano variet nazionali da Sagrantino a Sangiovese ... Novit nei consumi e nella produzione di vini a causa dei cambiamenti climatici in atto. In questo senso, un esempio di cosa potrebbe accadere, non solo in Italia ma in senso pi globale, arriva dallAustralia, dove, come racconta lultimo report firmato Wine Intelligence che il sito Winenews.it rilancia in Italia, Australia Landscape 2017, i consumi, e di conseguenza i nuovi impianti, si stanno spostando in maniera sempre pi massiccia ed importante dalle variet internazionali, o meglio francesi, come Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon, verso variet mediterranee. In particolare, in tante regioni australiane, consumi e produzione si comportano in maniera sorprendente dal Tempranillo al Sangiovese, passando per il Sagrantino, questa la tendenza pi importante dellEmisfero Sud.Una nuova tendenza che parte dal bicchiere, con i wine lovers australiani sempre pi curiosi ed aperti a vini e sapori nuovi, e che finisce tra i filari, dove crescono a dismisura gli ettari destinati a variet poco pi che sconosciute alla storia enologica dAustralia.


15 Agosto 2017, ore 16:43

IL SOLE 24 ORE

I fondi stranieri investono sui vini italiani ... Terre vocate e nuove scommesse. Toscana, Piemonte ma anche Sardegna e Lombardia. Il settore del vino made in Italy continua a esercitare un grande appeal nei confronti degli investitori sia nazionali che esteri che puntano tanto su territori conclamati, quanto su aree emergenti. Cos dopo che il 2016 stato lanno delle quotazioni in borsa con le due Ipo di Italian Wine Brands e della griffe veneta Masi sbarcate entrambe al mercato Aim, il 2017 si avvia a passare agli archivi come lanno di un rinnovato interesse per i grandi territori del vino italiano. Toscana e Piemonte in primis. In Toscana larea che forse pi di tutte continua ad esercitare un grande fascino in particolare per gli stranieri resta quella di Montalcino (Siena). Un appeal forse scritto nel Dna di questo terroir visto che il successo internazionale del Brunello si deve in buona parte allinvestimento effettuato alla fine degli anni settanta dalla famiglia italoamericana Mariani (che rilev Castello Banfi aprendo al Brunello le porte del mercato Usa). Loperazione pi rilevante degli ultimi mesi riguarda senzaltro lacquisto di Poggio Antico (32,5 ettari di vigneto di cui 28 a Brunello) da parte della fondo belga Atlas Invest (attivo in particolare nei settori dellenergia e dellimmobiliare). Atlas Invest fondato nel 2007 da Marcel Van Poecke ha infatti rilevato nelle scorse settimane Poggio Antico dalla famiglia Gloder che la deteneva dal 1984. Si cos confermata la regola non scritta che vede ogni anno almeno un grande investimento a Montalcino e che nel 2016 aveva registrato il passaggio della storica griffe Biondi Santi (la cantina dove alla fine dell800 fu inventato il Brunello) sotto il controllo del gruppo Epi che fa capito ai francesi Descours (verrebbe da chiedersi se la Francia a parti invertite avrebbe provveduto a nazionalizzare Montalcino). Si tratta di investimenti - spiega il responsabile del sito specializzato WineNews, Alessandro Regoli - che ha portato talmente in alto le quotazioni dei vigneti che ormai le aziende del territorio sono contese pi da fondi di investimento con interessi estesi e differenziati che da cantine i cui progetti imprenditoriali sono legati esclusivamente al vino. Dove invece gli investimenti si fanno guardando esclusivamente alla produzione vitivinicola il Piemonte, regione da sempre con grande appeal enoico che sta per registrando una rinnovata verve in aree diverse da quelle pi celebrate. Al di l infatti di Barolo e Barbaresco la zona che sta registrando pi di un movimento negli ultimi mesi quella della Doc Nizza Monferrato. infatti di qualche settimana fa lacquisto da parte della Poderi Gianni Gagliardo (cui fa capo la cantina La Morra con 25 ettari a Nebbiolo suddivisi tra le Langhe e larea del Grignolino) dellazienda Tenuta Garetto ad Agliano (Asti). Un investimento che conferma un trend quello di diversi produttori delle Langhe che guardano con sempre maggiore interesse al Monferrato, alla Barbera e alla Doc Nizza viste le scommesse effettuate in anni recenti in queste stesse zone anche da nomi come Marchesi di Barolo, Farinetti, Prunotto, Vietti e Damilano. E tra le operazioni andate in scena nel Monferrato in particolare negli ultimi mesi va ricordata anche la fusione della cantina Dacapo di Agliano Terme con la Ca ed Balos di Castiglione Tinella nellarea del Moscato dAsti. Mentre non molto distante, sulla sponda lombarda del lago di Garda appena qualche settimana fa si assistito allo sbarco del Gruppo vinicolo Santa Margherita che ha rilevato la cantina C Maiol (140 ettari di vigneti 80 dei quali di proprit), vera e propria bandiera della Doc Lugana, una delle denominazioni che negli ultimi mesi ha messo a segno le migliori performance in termini di redditivit. In questa nuova ondata di acquisizioni - spiega il presidente di Federvini, Sandro Boscaini - ci vedo un importante salto di qualit. Se penso alloperazione di Santa Margherita nel Lugana, alle acquisizioni in Sardegna (si veda altro articolo in pagina), oppure in anni recenti allo sbarco di importanti brand nellarea del Prosecco vedo iniziative prese sulla base di una strategia precisa, che punta a crescere e a fare massa critica diversificando e completando al tempo stesso la propria gamma di prodotti. Se poi, a compiere queste operazioni, sono aziende medio-grandi ancora pi importante. Perch ne vengono fuori dei player con una dimensione vicina a quella necessaria per affrontare in maniera efficace i mercati internazionali. Proprio ci che finora, al vino made in Italy, un po mancato.


10 Agosto 2017, ore 18:16

ANSA

Vino: torna a crescere lexport italiano in Usa ... Belpaese resta leader, ma tallonato da Australia... LItalia del vino torna a crescere in Usa: positivo il primo semestre per le esportazioni del Belpaese che resta leader assoluto tra i paesi stranieri. Le buone notizie da Oltreoceano arrivano dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt e esportazioni dallItalia verso gli Stati Uniti nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo 2016 fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A fornire i dati, riportati da WineNews, lItalian Wine&Food Institute (Iwfi). Una crescita, secondo lanalisi Iwfi, modesta, quella italiana, soprattutto se paragonata a quella complessiva delle importazioni Usa (+10,9% in volume, a 4,9 milioni di ettolitri, e +6,1% in valore, a 2,1 miliardi di dollari), ma che segna quanto meno una importante inversione di tendenza. LItalia si conferma leader tra i Paesi stranieri negli Stati Uniti, con una quota di mercato del 26,1% in quantit e del 31,7% in valore, sebbene entrambi i parametri, per effetto della crescita dei competitor, siano entrambi in leggero calo sul 2016. Le importazioni dallAustralia, secondo Paese fornitore del mercato Usa, sono risultate pari a 982.230 ettolitri, per un valore di 181,8 milioni di dollari, con un aumento del 45,5% in quantit e del 3,9% in valore. Continuano a crescere pi della media, infine, le esportazioni di spumanti italiani negli States, a quota 321.370 ettolitri (+13,9%) per 164,4 milioni di dollari (+9,6%), con il Belpaese che detiene la quota di mercato del 58,9% in quantit e del 35% in valore.


10 Agosto 2017, ore 15:03

NOTIZIE FLASH ADNK KRONOS

Buone notizie dagli Usa per lexport del vino. Dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt le esportazioni dal Belpaese verso gli States tornano a crescere e nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016 e fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A segnalarlo lItalian Wine & Food Institute, secondo quanto riporta il sito Winenews.it.


10 Agosto 2017, ore 15:03

ADN KRONOS

Vino: positivo primo semestre export in Usa ... Buone notizie dagli Usa per lexport del vino. Dopo un inizio di anno segnato da qualche difficolt le esportazioni dal Belpaese verso gli States tornano a crescere e nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016 e fanno segnare il +0,7% in quantit (1,29 milioni di ettolitri) e +1,1% in valore (673,6 milioni di dollari). A segnalarlo lItalian Wine & Food Institute, secondo quanto riporta il sito Winenews.it. Una crescita modesta, quella italiana, soprattutto se paragonata a quella complessiva delle importazioni Usa (+10,9% in volume, a 4,9 milioni di ettolitri, e +6,1% in valore, a 2,1 miliardi di dollari), ma comunque da accogliere con positivit, poich segna quanto meno una importante inversione di tendenza. Con lItalia che si conferma leader tra i Paesi stranieri negli Stati Uniti, con una quota di mercato del 26,1% in quantit e del 31,7% in valore, sebbene entrambi i parametri, per effetto della crescita dei competitor, siano entrambi in leggero calo sul 2016. Le importazioni dallAustralia, secondo Paese fornitore del mercato Usa, sono risultate pari a 982.230 ettolitri, per un valore di 181,8 milioni di dollari, con un aumento del 45,5% in quantit e del 3,9% in valore. Va tuttavia sottolineato, che tale aumento essenzialmente dovuto ad un notevolissimo incremento di ben il 186,5% delle esportazioni di vini sfusi che hanno controbilanciato la contemporanea diminuzione del 9% delle esportazioni di vini in bottiglia. Dietro allAustralia c il Cile con 690.670 ettolitri (+13,1%), per un valore di 133,1 milioni di dollari (+0,4%), seguito dalla Francia, con 648.130 ettolitri (+19%), per 551,6 milioni di dollari (19,2%). Cresce anche la Nuova Zelanda, quinto Paese esportatore in Usa, con 356.380 ettolitri (+20,25%), per un valore di 203,3 milioni di dollari (+8,8%). Continuano a crescere pi della media, infine, le esportazioni di spumanti italiani negli States, a quota 321.370 ettolitri (+13,9%) per 164,4 milioni di dollari (+9,6%), con il Belpaese che detiene a quota di mercato del 58,9% in quantit del 35% in valore.


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Vinitaly @Expo Milano 2015 - #vino2015

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Non solo vino
I capolavori dell'agroalimentare d'Italia